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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Febbraio 2014 ore 10,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2014-00011
"TARES 2013, UN FIASCO ORGANIZZATIVO SULLA PELLE DEI TORINESI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 7 GENNAIO 2014.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201400011/002, presentata in
data 7 gennaio 2014, avente per oggetto:

"TARES 2013, un fiasco organizzativo sulla pelle dei torinesi"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nell'interpellanza si chiede, con una lunga serie di premesse, la risposta su alcuni
punti che in sintesi sono: "quali siano le cause del ritardo - se ritardo c'è stato - nella
spedizione dei bollettini"; "come debba essere intesa l'espressione 'nei giorni
immediatamente successivi'" per il versamento; se una proroga di pagamento si
applicasse anche per le quote dello Stato; se ci sono modalità alternative con la PEC;
perché gli avvisi non rechino il numero di occupanti, eccetera, eccetera.
Gli Uffici naturalmente hanno predisposto una nota, di cui cercherò di dare succinto
spunto, perché in realtà è molto articolata e molto complessa.
In sintesi: innanzitutto, bisogna ricordare che il percorso normativo della TARES è
stato ovviamente molto travagliato, siamo soltanto l'ultimo portale di questa vicenda
riferita ad una serie di cambiamenti ancora avvenuti nel mese di novembre.
Non soltanto, dopo l'articolo 14 del DL n. 201/2011, sono stati via via approvati
continui interventi correttivi e modificativi, e ancora nel 2013. Addirittura l'ultima
modifica è intervenuta con Legge di Stabilità 2014, ovvero la Legge n. 147 del 27
dicembre 2013, cioè addirittura dopo la scadenza che avevamo fissato per il
pagamento. E hanno pertanto costretto i Comuni ad un difficile, complicato lavoro di
continua revisione della normativa regolamentare dell'impianto tariffario.
Questo ovviamente è dettato dalla variabilità in materia di Bilanci degli Enti, dal
fatto che questo slittamento dei Bilanci dal 30 settembre al 30 novembre ha portato
ovviamente a far saltare l'intera attività programmatoria, ed è difficilmente
immaginabile che un ente possa adottare i regolamenti prima dell'approvazione del
suo Bilancio, per noi avvenuto il 29 ottobre 2013.
Ora, abbiamo approvato il Regolamento, come i Consiglieri interpellanti sanno bene,
il 22 ottobre 2013 dopo ampio e travagliato dibattito nelle Circoscrizioni, in
Commissione e in Consiglio Comunale. Pertanto, solo dopo l'approvazione del
Regolamento in Aula, è stato possibile predisporre la procedura di calcolo, pur nelle
more del cambiamento della normativa nazionale.
Come è noto, la nuova logica tariffaria in applicazione della nuova normativa ha
richiesto un grosso adeguamento informatico utilizzato per l'allineamento delle
superfici tassate, così come l'inserimento del numero dei componenti in caso di
utenze domestiche e la corretta applicazione di agevolazioni deliberate, che sono
state, come il Consigliere ben sa, numerose e articolate.
Dopo i test, abbiamo richiesto ovviamente tempo e sinergia ai soggetti per la
consegna degli elenchi debitori e i conguagli alla SORIS; conguagli, perché è noto
che naturalmente sono posizioni comunque già pagate in acconto, e pertanto si
parlava di conguaglio e non di pagamento in prima battuta, e conseguentemente si è
calcolato l'importo residuo da pagare per il saldo TARES, al netto delle rate di
acconto TARES, già pagate sulle tariffe TARSU 2012.
L'avvio degli avvisi con i dati definitivi di conguaglio è avvenuta il 9 dicembre 2013,
dopo questa lunga procedura richiesta dalla necessità di non fare errori sostanziali
rispetto ai calcoli.
Due sono le novità sostanziali: innanzitutto, l'introduzione per Legge statale del
pagamento tramite modello F24, che ha sicuramente generato difficoltà per l'utenza,
che non aveva dovuto pagare l'IMU 2012, quindi in particolare anche per i locatari
residenti in alloggi dell'ATC; il secondo, l'introduzione di una tariffa annua basata
sul numero dei componenti il nucleo, indipendentemente dalla superficie
dell'immobile, come è noto, tariffa variabile e tariffa fissa della TARES.
Al fine di considerare, quindi, che nell'anno solare corrispondente all'anno di
applicazione tributaria, tutte le variazioni anagrafiche intervenute (emigrazioni,
migrazioni, modifiche di convivenza, coabitazione), nel rispetto del Regolamento
TARES che ha previsto che le variazioni hanno effetto nel bimestre solare
successivo, il calcolo della TARES è stato effettuato con riferimento alla situazione
anagrafica registrata per ciascuno dei bimestri dell'anno. Quindi non la situazione al
31 dicembre, ma la verifica anagrafica puntuale di ogni posizione per ogni bimestre.
Ricordo che le posizioni sono oltre 400.000 nella città di Torino.
Ciò ha determinato una maggiore complessità di esposizione delle informazioni,
tanto che, nonostante l'originaria richiesta della Città di evidenziare nel documento
di pagamento la numerosità dei componenti, SORIS ha comunicato solo a ridosso
della stampa degli avvisi l'impraticabilità dell'esposizione, ancora più complessa in
caso di applicazioni di diverse tipologie deliberate. Si pensi al caso di riduzione del
10% della tariffa per componenti superiori a zero o uguale a cinque, con superficie
fino a 80 mq che nel corso dell'anno abbia subito una modificazione della
composizione del nucleo; in sintesi, nel caso in cui si combinava la nostra
agevolazione specifica con quella che prevedeva già la tariffa variabile della TARES
di norma.
In generale, quindi, in rapporto a quanto avvenuto nelle grandi Città italiane, gli
Uffici di corso Racconigi hanno avuto capacità di risposta tempestiva, efficace, tanto
che nei giorni di maggior afflusso, dal 15 al 31 dicembre, hanno visto una presenza
di circa 500-600 contribuenti al giorno e le attività di sportello hanno avuto termine
comunque entro le ore 14.30-15.00, quindi ben oltre il limite ordinario, ma dentro
orari di assorbimento della domanda cumulata durante la mattina.
Le attività di call center di primo livello hanno fornito una serie di risposte per
facilitare la comprensione dei documenti di pagamento e naturalmente sono state
comunicate, ricordo, oltre 400.000 utenze, ma in tutto 520.000 documenti tra utenze
domestiche e non domestiche (circa 400.000 le utenze domestiche, la differenza le
utenze non domestiche).
Molteplici anche i canali di comunicazione attivati oltre alla ricezione ordinaria della
corrispondenza (fax, TARSU, casella postale certificata, tributi), a cui i contribuenti
hanno fatto riferimento per le proprie istanze. Si evidenzia inoltre che spesso il
contribuente utilizza detti canali contemporaneamente per trasmettere le proprie
richieste, ciò naturalmente complicando la gestione.
Le richieste, in corrispondenza di uno sportello pubblico, si collocano intorno
all'1,5% dei contribuenti complessivi, pertanto una quota residuale della popolazione
complessiva, pur essendo comunque 500.000 utenze. Il Consigliere Bertola farà
abilmente l'1,5% di 500.000 e mi dirà esattamente il numero dei contatti. Misura
tuttavia che, dal punto di vista statistico, si può considerare un valore accettabile del
grado di efficacia e di efficienza dell'Ente rispetto alla gestione della grande
difficoltà della transizione in TARES.
In merito alla scadenza del tributo, si segnala che l'Amministrazione ha fissato la
scadenza entro domenica 15 dicembre per le utenze domestiche, in osservanza alla
risoluzione n. 10 Direzione Finanziaria del 2013, Ministero dell'Economia e delle
Finanze del 2 dicembre 2013.
Con la Legge di Stabilità 2014 del 27 dicembre, quindi ben dopo la scadenza fissata,
è stato definitivamente chiarito quanto pubblicato dal MEF, quale comunicato sulle
scadenze dei tributi nei giorni precedenti... ovvero che la maggiorazione della
TARES dovrà essere comunque versata entro il 24 gennaio prossimo venturo senza
applicazione di sanzioni. Questa è la cosa che ha generato ulteriore confusione sul
fatto che il 24 gennaio scadeva anche la mini IMU, e poi non si è più capito, non per
colpa nostra, se si stava versando la TARES o la mini IMU e quale fosse il termine.
Il succedersi di tali ufficiose modifiche normative spiega il tentativo della Città di
comunicare ai contribuenti, che avessero tardivamente ricevuto il documento di
saldo, di procedere al versamento nei giorni immediatamente successivi,
rassicurando circa l'inapplicabilità per il ritardato pagamento.
È chiaro che naturalmente la differenza tra la Legge Finanziaria, che è Legge, e le
comunicazioni intervenute nel frattempo, non ha aiutato ad una corretta
comunicazione, ma non per colpa della Città.
Rispetto all'attribuzione di due componenti in caso di alloggio a disposizione, si
evidenzia che il Consiglio Comunale, con Regolamento per l'applicazione del
tributo, all'articolo 9 stabilisce che per le utenze intestate a soggetti residenti nel
Comune non utilizzate per residenza anagrafica, ma tenute a disposizione, per
l'utenza intestata a soggetti non residenti nel Comune e per utenze intestate a soggetti
residenti all'estero, si assume come numero di occupanti quello indicato dall'utente
o, in mancanza, è stabilito convenzionalmente in due componenti, tenuto conto del
numero medio dei componenti dei nuclei familiari comunale.
In sintesi, è chiaro che la convenzione fiscale è necessaria, perché in carenza di un
dato non si può non rendere imponibile, è chiaro anche che purtroppo il Regolamento
approvato a fine ottobre, evidentemente, ha avuto ben poco tempo per essere
applicato e conosciuto, ma questo torna al tema principale, che non è la volontà della
Città di non rendere noto il Regolamento, quanto a una surreale annata fiscale
caratterizzata da tempi schiacciati e difficoltà comunicative, di cui la Città però posso
dire è sinceramente vittima.
Circa l'opzione dell'invio dei bollettini attraverso PEC, la Città sta studiando anche
l'applicazione del CAD e le modalità attuative gestionali, che consentono la fluidità
dei processi. Segnalo solo che mentre è possibile l'applicazione della PEC sulle
utenze dovute ad intestatari di Partita IVA, attività gestionale, in quanto la PEC è
obbligatoria, notoriamente non è obbligatoria per le famiglie, purtroppo o per
fortuna, e pertanto al momento questa modalità non sarebbe comunque
sufficientemente capillare.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Quando ci sono risposte che gli interpellanti sanno che ci vogliono venti minuti
leggendole a razzo, forse se le si fa per iscritto, è più utile per tutti.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Forse ci sono tante cose che succedono e che sono da chiarire, che non riusciamo a
fare nelle nostre Commissioni Consiliari.
Comunque, venendo al tema, ringrazio ovviamente l'Assessore per la risposta e
concordo con lui che il pasticcio che comunque c'è stato per la vicenda TARES non
dipende certamente solo dalla Città, forse neanche principalmente dalla Città,
dipende da tutto un quadro normativo, a partire dal Governo, in cui le cose sono state
cambiate, talvolta anche dopo la scadenza fissata per la tassa stessa.
Certo che, però, dall'altra parte qualcosa non ha funzionato, nel senso che se noi
arriviamo a impostare i bollettini il 9 dicembre con scadenza il 16 dicembre, tenendo
conto che le Poste sono nello stato in cui sono, per di più sotto Natale sono
particolarmente cariche, è logico che la cittadinanza non riceverà, almeno non tutta, i
bollettini entro il 16 dicembre.
Infatti così è avvenuto. Nel senso che almeno da sondaggi informali fatti in quei
giorni, un terzo dei cittadini non aveva ancora ricevuto i bollettini e non aveva idea
di cosa dovesse pagare.
Poi l'Amministrazione ha detto: "potete pagare anche nei primi giorni, quando
arriva", però ovviamente questo ha complicato ancora di più la situazione, perché il
suggerimento è che, se si danno delle comunicazioni del genere, bisognerebbe dare
delle scadenze, perché "nei prossimi giorni" non vuol dire niente e non tranquillizza
le persone che si attaccano al telefono, vengono a fare la coda, eccetera, per sapere
quanto vuol dire quei prossimi giorni.
Per cui, sarebbe meglio dare un'indicazione precisa, pur sapendo che poi è anche
difficile per chi amministra assumersi la responsabilità di un'indicazione precisa, a
fronte di una norma che impone una scadenza.
Però la cosa paradossalmente si è risolta, perché poi - questo va detto - in altre Città i
ritardi sono stati ancora maggiori, cioè Città dove i bollettini sono arrivati il 10
gennaio, per cui di fatto il Governo ha spostato la scadenza al 24 gennaio.
Però comunque il caos c'è stato, e quindi adesso capisco che la TARES fosse una
questione straordinaria, ma qualunque sia la forma di tassazione sui rifiuti che ci sarà
quest'anno, che ancora non è chiara, forse sarebbe più conveniente se quest'anno
riuscissimo a fare dei passi avanti per la sanità mentale di tutti.
In particolare, è vero che la PEC è obbligatoria solo per le utenze professionali, ma
ormai anche molti privati cittadini ce l'hanno, perché di fatto è un modo comodo di
comunicare anche con le Pubbliche Amministrazioni, per cui se il cittadino torinese,
magari tramite la piattaforma "Torino Facile" che già esiste, comunque avesse la
possibilità di comunicare un indirizzo PEC, che quindi garantisce lo stesso,
addirittura con più certezza, perché attualmente l'invio dei bollettini è con posta
ordinaria, quindi non abbiamo nessuna certezza di quando vengono consegnati,
invece con la PEC poi si potrebbe inviarli a costo zero sostanzialmente, in tempo
zero, quindi il 9 dicembre sono pronti, il 9 dicembre i cittadini li hanno nella casella
di posta elettronica e danno anche certezza della consegna.
Quindi questo della PEC, secondo me, almeno per i cittadini che ce l'hanno, e quindi
possono comunicarla all'Amministrazione, sarebbe una cosa che, una volta fatta,
semplifica di molto non solo questa, ma tutte le altre comunicazioni fiscali e non
fiscali dell'Amministrazione verso il cittadino.
Sulla questione del numero degli occupanti, è vero che il Regolamento dice
quell'espressione, è anche vero che è un po' difficile per i cittadini comunicare e
sapere come, quando comunicare, quante persone abitano in una casa dove non abita
nessuno. Per cui, capisco anche un po' la ritrosia, perché talvolta le case tenute a
disposizione, in realtà sono case affittate in nero, che producono rifiuti anche magari
con nuclei ben superiori ai due occupanti, però di fatto succede poi a persone che
veramente hanno una casa a disposizione di pagare non solo l'immondizia per una
casa che non usano e che magari è sfitta, non riescono ad affittare, eccetera, ma che
pagano addirittura come se ci abitasse non una persona, ma due persone. E questo
effettivamente non ha molto senso.
Forse dovremmo prevedere l'ipotesi zero nella tabella delle case a disposizione,
perché, di fatto, una casa tenuta a disposizione, cioè sfitta, non genera rifiuti, se non
magari quando, ogni tanto, si va a pulire. Anche questa sarebbe una riflessione da
fare, sicuramente anche in sede regolamentare e, quindi, nella discussione del
Consiglio Comunale.
Segnalo che, nonostante lo sforzo sicuramente encomiabile dei dipendenti che fanno
quello che possono (per cui, se sono sommersi di richieste, trattano quelle che
riescono a trattare), sono molte le segnalazioni di lunghe attese al telefono e di e-mail
ripetute a cui non è stata data alcuna risposta; l'1,5%, cioè settemilacinquecento
contatti (se il conto che ho fatto è giusto), è sicuramente un numero impressionante e
forse si sarebbe dovuto mettere un numero di risorse superiore, perché, devo dire per
testimonianza personale e anche di persone che sono andate lì, alcuni giorni la coda
in corso Racconigi - solo per prendere il numerino per riuscire a parlare con
qualcuno - usciva fuori dalla porta ed occupava il cortile.
Per posta elettronica alcune volte non si è riusciti ad avere risposta, mentre, qualche
volta, sì (quindi, ci sono anche esperienze che hanno funzionato), ma forse è un po'
mancata la capacità di rispondere ad un'esigenza che ha sicuramente grandi numeri,
perché parliamo di oltre cinquecentomila utenze. Ribadisco che qualcosa è mancato
e, in particolare, ho trovato un po' inopportuno il fatto che venerdì 27, in pieno caos,
il Comune abbia deciso di chiudere gli Uffici.
Capisco che è stata una chiusura generale di tutta la macchina comunale, però forse
in questa situazione di emergenza, con i cittadini che erano in ritardo ed avevano
paura di essere sanzionati, almeno quel giorno quell'ufficio poteva tenere gli sportelli
aperti per le persone che andavano a chiedere spiegazioni.
Credo che, per il futuro, sia importante ridiscutere il Regolamento, però, a questo
punto, prima, riuscendo a parlarne già in questi mesi, senza aspettare. Capisco che
non sia ancora chiara la situazione a livello nazionale, ma una tassa sui rifiuti
dovrebbe esserci e, quindi, alcune di queste cose ed il ragionamento sulla PEC forse
possono essere portati avanti già in questi mesi e, nel 2014, il Comune può cercare di
non arrivare impreparato.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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