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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201400011/002, presentata in data 7 gennaio 2014, avente per oggetto: "TARES 2013, un fiasco organizzativo sulla pelle dei torinesi" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'interpellanza si chiede, con una lunga serie di premesse, la risposta su alcuni punti che in sintesi sono: "quali siano le cause del ritardo - se ritardo c'è stato - nella spedizione dei bollettini"; "come debba essere intesa l'espressione 'nei giorni immediatamente successivi'" per il versamento; se una proroga di pagamento si applicasse anche per le quote dello Stato; se ci sono modalità alternative con la PEC; perché gli avvisi non rechino il numero di occupanti, eccetera, eccetera. Gli Uffici naturalmente hanno predisposto una nota, di cui cercherò di dare succinto spunto, perché in realtà è molto articolata e molto complessa. In sintesi: innanzitutto, bisogna ricordare che il percorso normativo della TARES è stato ovviamente molto travagliato, siamo soltanto l'ultimo portale di questa vicenda riferita ad una serie di cambiamenti ancora avvenuti nel mese di novembre. Non soltanto, dopo l'articolo 14 del DL n. 201/2011, sono stati via via approvati continui interventi correttivi e modificativi, e ancora nel 2013. Addirittura l'ultima modifica è intervenuta con Legge di Stabilità 2014, ovvero la Legge n. 147 del 27 dicembre 2013, cioè addirittura dopo la scadenza che avevamo fissato per il pagamento. E hanno pertanto costretto i Comuni ad un difficile, complicato lavoro di continua revisione della normativa regolamentare dell'impianto tariffario. Questo ovviamente è dettato dalla variabilità in materia di Bilanci degli Enti, dal fatto che questo slittamento dei Bilanci dal 30 settembre al 30 novembre ha portato ovviamente a far saltare l'intera attività programmatoria, ed è difficilmente immaginabile che un ente possa adottare i regolamenti prima dell'approvazione del suo Bilancio, per noi avvenuto il 29 ottobre 2013. Ora, abbiamo approvato il Regolamento, come i Consiglieri interpellanti sanno bene, il 22 ottobre 2013 dopo ampio e travagliato dibattito nelle Circoscrizioni, in Commissione e in Consiglio Comunale. Pertanto, solo dopo l'approvazione del Regolamento in Aula, è stato possibile predisporre la procedura di calcolo, pur nelle more del cambiamento della normativa nazionale. Come è noto, la nuova logica tariffaria in applicazione della nuova normativa ha richiesto un grosso adeguamento informatico utilizzato per l'allineamento delle superfici tassate, così come l'inserimento del numero dei componenti in caso di utenze domestiche e la corretta applicazione di agevolazioni deliberate, che sono state, come il Consigliere ben sa, numerose e articolate. Dopo i test, abbiamo richiesto ovviamente tempo e sinergia ai soggetti per la consegna degli elenchi debitori e i conguagli alla SORIS; conguagli, perché è noto che naturalmente sono posizioni comunque già pagate in acconto, e pertanto si parlava di conguaglio e non di pagamento in prima battuta, e conseguentemente si è calcolato l'importo residuo da pagare per il saldo TARES, al netto delle rate di acconto TARES, già pagate sulle tariffe TARSU 2012. L'avvio degli avvisi con i dati definitivi di conguaglio è avvenuta il 9 dicembre 2013, dopo questa lunga procedura richiesta dalla necessità di non fare errori sostanziali rispetto ai calcoli. Due sono le novità sostanziali: innanzitutto, l'introduzione per Legge statale del pagamento tramite modello F24, che ha sicuramente generato difficoltà per l'utenza, che non aveva dovuto pagare l'IMU 2012, quindi in particolare anche per i locatari residenti in alloggi dell'ATC; il secondo, l'introduzione di una tariffa annua basata sul numero dei componenti il nucleo, indipendentemente dalla superficie dell'immobile, come è noto, tariffa variabile e tariffa fissa della TARES. Al fine di considerare, quindi, che nell'anno solare corrispondente all'anno di applicazione tributaria, tutte le variazioni anagrafiche intervenute (emigrazioni, migrazioni, modifiche di convivenza, coabitazione), nel rispetto del Regolamento TARES che ha previsto che le variazioni hanno effetto nel bimestre solare successivo, il calcolo della TARES è stato effettuato con riferimento alla situazione anagrafica registrata per ciascuno dei bimestri dell'anno. Quindi non la situazione al 31 dicembre, ma la verifica anagrafica puntuale di ogni posizione per ogni bimestre. Ricordo che le posizioni sono oltre 400.000 nella città di Torino. Ciò ha determinato una maggiore complessità di esposizione delle informazioni, tanto che, nonostante l'originaria richiesta della Città di evidenziare nel documento di pagamento la numerosità dei componenti, SORIS ha comunicato solo a ridosso della stampa degli avvisi l'impraticabilità dell'esposizione, ancora più complessa in caso di applicazioni di diverse tipologie deliberate. Si pensi al caso di riduzione del 10% della tariffa per componenti superiori a zero o uguale a cinque, con superficie fino a 80 mq che nel corso dell'anno abbia subito una modificazione della composizione del nucleo; in sintesi, nel caso in cui si combinava la nostra agevolazione specifica con quella che prevedeva già la tariffa variabile della TARES di norma. In generale, quindi, in rapporto a quanto avvenuto nelle grandi Città italiane, gli Uffici di corso Racconigi hanno avuto capacità di risposta tempestiva, efficace, tanto che nei giorni di maggior afflusso, dal 15 al 31 dicembre, hanno visto una presenza di circa 500-600 contribuenti al giorno e le attività di sportello hanno avuto termine comunque entro le ore 14.30-15.00, quindi ben oltre il limite ordinario, ma dentro orari di assorbimento della domanda cumulata durante la mattina. Le attività di call center di primo livello hanno fornito una serie di risposte per facilitare la comprensione dei documenti di pagamento e naturalmente sono state comunicate, ricordo, oltre 400.000 utenze, ma in tutto 520.000 documenti tra utenze domestiche e non domestiche (circa 400.000 le utenze domestiche, la differenza le utenze non domestiche). Molteplici anche i canali di comunicazione attivati oltre alla ricezione ordinaria della corrispondenza (fax, TARSU, casella postale certificata, tributi), a cui i contribuenti hanno fatto riferimento per le proprie istanze. Si evidenzia inoltre che spesso il contribuente utilizza detti canali contemporaneamente per trasmettere le proprie richieste, ciò naturalmente complicando la gestione. Le richieste, in corrispondenza di uno sportello pubblico, si collocano intorno all'1,5% dei contribuenti complessivi, pertanto una quota residuale della popolazione complessiva, pur essendo comunque 500.000 utenze. Il Consigliere Bertola farà abilmente l'1,5% di 500.000 e mi dirà esattamente il numero dei contatti. Misura tuttavia che, dal punto di vista statistico, si può considerare un valore accettabile del grado di efficacia e di efficienza dell'Ente rispetto alla gestione della grande difficoltà della transizione in TARES. In merito alla scadenza del tributo, si segnala che l'Amministrazione ha fissato la scadenza entro domenica 15 dicembre per le utenze domestiche, in osservanza alla risoluzione n. 10 Direzione Finanziaria del 2013, Ministero dell'Economia e delle Finanze del 2 dicembre 2013. Con la Legge di Stabilità 2014 del 27 dicembre, quindi ben dopo la scadenza fissata, è stato definitivamente chiarito quanto pubblicato dal MEF, quale comunicato sulle scadenze dei tributi nei giorni precedenti... ovvero che la maggiorazione della TARES dovrà essere comunque versata entro il 24 gennaio prossimo venturo senza applicazione di sanzioni. Questa è la cosa che ha generato ulteriore confusione sul fatto che il 24 gennaio scadeva anche la mini IMU, e poi non si è più capito, non per colpa nostra, se si stava versando la TARES o la mini IMU e quale fosse il termine. Il succedersi di tali ufficiose modifiche normative spiega il tentativo della Città di comunicare ai contribuenti, che avessero tardivamente ricevuto il documento di saldo, di procedere al versamento nei giorni immediatamente successivi, rassicurando circa l'inapplicabilità per il ritardato pagamento. È chiaro che naturalmente la differenza tra la Legge Finanziaria, che è Legge, e le comunicazioni intervenute nel frattempo, non ha aiutato ad una corretta comunicazione, ma non per colpa della Città. Rispetto all'attribuzione di due componenti in caso di alloggio a disposizione, si evidenzia che il Consiglio Comunale, con Regolamento per l'applicazione del tributo, all'articolo 9 stabilisce che per le utenze intestate a soggetti residenti nel Comune non utilizzate per residenza anagrafica, ma tenute a disposizione, per l'utenza intestata a soggetti non residenti nel Comune e per utenze intestate a soggetti residenti all'estero, si assume come numero di occupanti quello indicato dall'utente o, in mancanza, è stabilito convenzionalmente in due componenti, tenuto conto del numero medio dei componenti dei nuclei familiari comunale. In sintesi, è chiaro che la convenzione fiscale è necessaria, perché in carenza di un dato non si può non rendere imponibile, è chiaro anche che purtroppo il Regolamento approvato a fine ottobre, evidentemente, ha avuto ben poco tempo per essere applicato e conosciuto, ma questo torna al tema principale, che non è la volontà della Città di non rendere noto il Regolamento, quanto a una surreale annata fiscale caratterizzata da tempi schiacciati e difficoltà comunicative, di cui la Città però posso dire è sinceramente vittima. Circa l'opzione dell'invio dei bollettini attraverso PEC, la Città sta studiando anche l'applicazione del CAD e le modalità attuative gestionali, che consentono la fluidità dei processi. Segnalo solo che mentre è possibile l'applicazione della PEC sulle utenze dovute ad intestatari di Partita IVA, attività gestionale, in quanto la PEC è obbligatoria, notoriamente non è obbligatoria per le famiglie, purtroppo o per fortuna, e pertanto al momento questa modalità non sarebbe comunque sufficientemente capillare. LEVI Marta (Vicepresidente) Quando ci sono risposte che gli interpellanti sanno che ci vogliono venti minuti leggendole a razzo, forse se le si fa per iscritto, è più utile per tutti. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Forse ci sono tante cose che succedono e che sono da chiarire, che non riusciamo a fare nelle nostre Commissioni Consiliari. Comunque, venendo al tema, ringrazio ovviamente l'Assessore per la risposta e concordo con lui che il pasticcio che comunque c'è stato per la vicenda TARES non dipende certamente solo dalla Città, forse neanche principalmente dalla Città, dipende da tutto un quadro normativo, a partire dal Governo, in cui le cose sono state cambiate, talvolta anche dopo la scadenza fissata per la tassa stessa. Certo che, però, dall'altra parte qualcosa non ha funzionato, nel senso che se noi arriviamo a impostare i bollettini il 9 dicembre con scadenza il 16 dicembre, tenendo conto che le Poste sono nello stato in cui sono, per di più sotto Natale sono particolarmente cariche, è logico che la cittadinanza non riceverà, almeno non tutta, i bollettini entro il 16 dicembre. Infatti così è avvenuto. Nel senso che almeno da sondaggi informali fatti in quei giorni, un terzo dei cittadini non aveva ancora ricevuto i bollettini e non aveva idea di cosa dovesse pagare. Poi l'Amministrazione ha detto: "potete pagare anche nei primi giorni, quando arriva", però ovviamente questo ha complicato ancora di più la situazione, perché il suggerimento è che, se si danno delle comunicazioni del genere, bisognerebbe dare delle scadenze, perché "nei prossimi giorni" non vuol dire niente e non tranquillizza le persone che si attaccano al telefono, vengono a fare la coda, eccetera, per sapere quanto vuol dire quei prossimi giorni. Per cui, sarebbe meglio dare un'indicazione precisa, pur sapendo che poi è anche difficile per chi amministra assumersi la responsabilità di un'indicazione precisa, a fronte di una norma che impone una scadenza. Però la cosa paradossalmente si è risolta, perché poi - questo va detto - in altre Città i ritardi sono stati ancora maggiori, cioè Città dove i bollettini sono arrivati il 10 gennaio, per cui di fatto il Governo ha spostato la scadenza al 24 gennaio. Però comunque il caos c'è stato, e quindi adesso capisco che la TARES fosse una questione straordinaria, ma qualunque sia la forma di tassazione sui rifiuti che ci sarà quest'anno, che ancora non è chiara, forse sarebbe più conveniente se quest'anno riuscissimo a fare dei passi avanti per la sanità mentale di tutti. In particolare, è vero che la PEC è obbligatoria solo per le utenze professionali, ma ormai anche molti privati cittadini ce l'hanno, perché di fatto è un modo comodo di comunicare anche con le Pubbliche Amministrazioni, per cui se il cittadino torinese, magari tramite la piattaforma "Torino Facile" che già esiste, comunque avesse la possibilità di comunicare un indirizzo PEC, che quindi garantisce lo stesso, addirittura con più certezza, perché attualmente l'invio dei bollettini è con posta ordinaria, quindi non abbiamo nessuna certezza di quando vengono consegnati, invece con la PEC poi si potrebbe inviarli a costo zero sostanzialmente, in tempo zero, quindi il 9 dicembre sono pronti, il 9 dicembre i cittadini li hanno nella casella di posta elettronica e danno anche certezza della consegna. Quindi questo della PEC, secondo me, almeno per i cittadini che ce l'hanno, e quindi possono comunicarla all'Amministrazione, sarebbe una cosa che, una volta fatta, semplifica di molto non solo questa, ma tutte le altre comunicazioni fiscali e non fiscali dell'Amministrazione verso il cittadino. Sulla questione del numero degli occupanti, è vero che il Regolamento dice quell'espressione, è anche vero che è un po' difficile per i cittadini comunicare e sapere come, quando comunicare, quante persone abitano in una casa dove non abita nessuno. Per cui, capisco anche un po' la ritrosia, perché talvolta le case tenute a disposizione, in realtà sono case affittate in nero, che producono rifiuti anche magari con nuclei ben superiori ai due occupanti, però di fatto succede poi a persone che veramente hanno una casa a disposizione di pagare non solo l'immondizia per una casa che non usano e che magari è sfitta, non riescono ad affittare, eccetera, ma che pagano addirittura come se ci abitasse non una persona, ma due persone. E questo effettivamente non ha molto senso. Forse dovremmo prevedere l'ipotesi zero nella tabella delle case a disposizione, perché, di fatto, una casa tenuta a disposizione, cioè sfitta, non genera rifiuti, se non magari quando, ogni tanto, si va a pulire. Anche questa sarebbe una riflessione da fare, sicuramente anche in sede regolamentare e, quindi, nella discussione del Consiglio Comunale. Segnalo che, nonostante lo sforzo sicuramente encomiabile dei dipendenti che fanno quello che possono (per cui, se sono sommersi di richieste, trattano quelle che riescono a trattare), sono molte le segnalazioni di lunghe attese al telefono e di e-mail ripetute a cui non è stata data alcuna risposta; l'1,5%, cioè settemilacinquecento contatti (se il conto che ho fatto è giusto), è sicuramente un numero impressionante e forse si sarebbe dovuto mettere un numero di risorse superiore, perché, devo dire per testimonianza personale e anche di persone che sono andate lì, alcuni giorni la coda in corso Racconigi - solo per prendere il numerino per riuscire a parlare con qualcuno - usciva fuori dalla porta ed occupava il cortile. Per posta elettronica alcune volte non si è riusciti ad avere risposta, mentre, qualche volta, sì (quindi, ci sono anche esperienze che hanno funzionato), ma forse è un po' mancata la capacità di rispondere ad un'esigenza che ha sicuramente grandi numeri, perché parliamo di oltre cinquecentomila utenze. Ribadisco che qualcosa è mancato e, in particolare, ho trovato un po' inopportuno il fatto che venerdì 27, in pieno caos, il Comune abbia deciso di chiudere gli Uffici. Capisco che è stata una chiusura generale di tutta la macchina comunale, però forse in questa situazione di emergenza, con i cittadini che erano in ritardo ed avevano paura di essere sanzionati, almeno quel giorno quell'ufficio poteva tenere gli sportelli aperti per le persone che andavano a chiedere spiegazioni. Credo che, per il futuro, sia importante ridiscutere il Regolamento, però, a questo punto, prima, riuscendo a parlarne già in questi mesi, senza aspettare. Capisco che non sia ancora chiara la situazione a livello nazionale, ma una tassa sui rifiuti dovrebbe esserci e, quindi, alcune di queste cose ed il ragionamento sulla PEC forse possono essere portati avanti già in questi mesi e, nel 2014, il Comune può cercare di non arrivare impreparato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |