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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201305843/016, presentata dalla Giunta Comunale in data 19 novembre 2013, avente per oggetto: "Regolamento Comunale delle Feste di via. Approvazione" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 22/01/2014 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione, sono stati presentati degli emendamenti. La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Giunge all'esame di quest'Aula un'importante proposta di deliberazione, sulla quale abbiamo lavorato per alcuni mesi, che è quella relativa alle cosiddette Feste di via. Innanzitutto, voglio ringraziare gli Uffici, per il lavoro che hanno svolto, e la III Commissione, presieduta dal Consigliere Ventura, per tutto il lavoro che è stato fatto. Non per ultimi, ringrazio tutti i Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che hanno partecipato a questi lavori. È stato un lavoro lungo e articolato, perché l'abbiamo presentata in Commissione in via preventiva; abbiamo audito tutti i soggetti interessati a questa deliberazione e l'abbiamo fatto anche dopo l'approvazione in Giunta, tant'è che oggi arriva in quest'Aula con emendamenti anche presentati dalla Giunta. Il lavoro, però, è stato laborioso, perché si è venuto a creare, come è giusto che sia in questi tipi di provvedimenti, un clima di grande collaborazione, che ha portato anche all'accoglimento ed alla condivisione da parte della maggioranza di emendamenti di diversa provenienza. Questo proprio in uno spirito di collaborazione tra tutti i Commissari che hanno, in qualche modo, condiviso lo spirito di questa proposta di deliberazione. Com'è noto, questa proposta di deliberazione nasce su spinta del Consiglio Comunale stesso, che, un po' di mesi fa, ha votato delle proposte di mozione che impegnavano la Giunta e l'Assessore competente a regolamentare le cosiddette Feste di via. Regolamentare da quale punto di vista? Le esigenze che erano emerse sulle mozioni approvate erano quelle relative ad una diversa qualità delle Feste di via ed alla trasparenza dei conti delle Feste di via. In questo Regolamento credo che abbiamo dato risposta alle esigenze manifestate dai Consiglieri, che, con buonsenso, hanno proseguito nel ragionamento che era stato impostato nelle mozioni e hanno portato ad una diminuzione, per certi versi, delle quantità delle Feste di via, ponendo l'accento sulla qualità delle Feste di via. È stato detto diverse volte che la Festa di via non poteva essere rappresentata solo dal mercato e che la Festa non poteva essere il mercato, ma che, al massimo, il mercato poteva far parte di una Festa di via. Noi abbiamo provato a cogliere questi elementi come una serie di fattori che troverete nella deliberazione e che i Consiglieri che hanno partecipato alla discussione hanno avuto modo di vedere, di verificare e di approfondire. Siamo riusciti a tenere fuori dalla porta della Commissione tutte le spinte che arrivavano nella direzione di aumentare le Feste di via. I Consiglieri Comunali presenti, che hanno seguito i lavori in quella Commissione, hanno saputo contemperare i diversi interessi, perché questo Regolamento, benché non lo ritenga strategico per la Città, è comunque un documento importante che si confronta con diverse sensibilità di questa nostra città. Però, devo dire che quel lavoro è riuscito. Il lavoro che, oggi, in seguito ai lavori di Commissione, si presenta a questo Consiglio Comunale è scevro da spinte che tendevano a quadruplicare le Feste di via, perché considerate un momento di chissà quale significato. Le Feste di via, così come sono state fatte fino adesso, non vanno bene; l'abbiamo detto in tutte le lingue. Dobbiamo riuscire a far sì che le Feste di via diventino un momento di coinvolgimento del territorio e che siano Feste di via di qualità. Proprio in quest'ottica - e per questo ringrazio i Consiglieri che hanno partecipato alle Commissioni -, abbiamo inserito un articolo che riteniamo importante, che è quello legato ai centri commerciali naturali. Qual è la novità del centro commerciale naturale? Come è noto, la Città, anche in seguito alla spending review, ha sciolto i centri commerciali naturali, perché erano costruiti con strutture giuridiche, se volete, anche costose per la Città, però noi l'abbiamo inserito. Quindi, questa non deve sembrare una contraddizione, perché sul centro commerciale naturale, invece, noi abbiamo intenzione di lavorare e abbiamo intenzione di costruire delle cose per i territori. So che ce ne sono alcuni esistenti già da anni e saranno coinvolti anche quelli nel percorso che noi stiamo per iniziare sui centri commerciali naturali ed è una delle ragioni per cui abbiamo tenuto la barra ferma sul numero delle Feste di via. Il centro commerciale naturale consente - se mi segue anche il Consigliere Cassiani, lo ringrazio -, attraverso la convenzione fatta tra il centro e la Città, di aumentare il numero di Feste di via e neanche questo è in contraddizione con la premessa, perché il numero delle Feste di via inserite in un processo più ampio, che coinvolge la riqualificazione territoriale, evidentemente si giustifica. Non si giustifica la Festa di via, o, meglio, il mercato di via, finalizzata al solo mercato domenicale. Allora, tutte le Associazioni di via che hanno esigenza di organizzare un numero di feste superiore a quelle che abbiamo stabilito in questo Regolamento, che è una per associazione, con un tetto di dodici e con al massimo, sempre nel tetto di dodici, tre deroghe per Circoscrizione, allora quello, attraverso la convenzione stipulata con la Città, si può derogare a questo numero. L'abbiamo fatto apposta. Perché l'abbiamo fatto apposta? Perché vogliamo che si verifichi un'aggregazione di Associazioni di via tra di loro. L'abbiamo fatto apposta, perché vogliamo che gli imprenditori in sede fissa comincino a parlare tra di loro e comincino a ragionare su come affrontare i problemi della propria area di lavoro. Questa è la ragione per cui abbiamo rifiutato, e per questo ringrazio tutti i membri di maggioranza e di opposizione che hanno condiviso con me il principio. Ecco perché abbiamo tenuto la barra dritta sul numero di Feste di via, perché questo Regolamento si tiene complessivamente, così come ho cambiato idea rispetto all'impostazione iniziale sul numero di banchi, Consigliere Altamura. Perché? Perché, come ho già detto in Commissione, non è importante e non mi spaventa che in una Festa di via ci sia un consuntivo di 10.000 Euro, 15.000 Euro, o 20.000 Euro, non mi interessa. Io sono però interessato a che quei 5.000, 10.000, 20.000 Euro, quello che sono, siano trasparenti e in questo Regolamento abbiamo inserito l'obbligo da parte delle Associazioni di via di rendicontare con pezze giustificative alla Circoscrizione tutti i conti. Dopodiché, se i banchi sono cinquanta o ottanta è irrilevante, perché se, dopo la linea uguale, all'Associazione di via restano 1.000, 2.000, o 5.000 Euro, che vengono reinvestiti su quel territorio, noi abbiamo raggiunto la finalità che ci eravamo prefissati. Questo è il senso di questo Regolamento. Ecco perché ho ritenuto di non limitare il numero di banchi. Anche perché, da quel che mi risulta, le Circoscrizioni che ancora danno finanziamenti sulle Feste di via sono una, al massimo due. Ci stiamo ponendo un problema che credo possa essere superato e invito i Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, a rivedere alcune posizioni, perché del lavoro che è stato fatto credo che dobbiamo cominciare ad apprezzarne il metodo. Apprezzarne il metodo significa che da parte della Giunta... Non era il mio punto di partenza, quello che approviamo oggi non era il mio punto di partenza. Come dicevo prima, ho condiviso con i Consiglieri di tutta la Commissione le ragioni di questo Regolamento, ma il Regolamento che verrà approvato oggi non è quello che era stato partorito in una prima fase. Allora, il metodo è che la Giunta è disponibile all'accoglimento, e questo vale anche per il Consigliere Bertola che ha partecipato; la Giunta ha condiviso una serie di emendamenti, per cui è venuta incontro nella ricerca di un punto di mediazione. È evidente che il mio ragionamento - mi riferisco in maniera particolare a quelli che hanno presentato emendamenti non di Commissione - vale nella misura in cui vale per tutti, perché, se la Giunta è disponibile ad un punto di mediazione e quindi accoglie emendamenti che, diversamente, sarebbero stati presentati in Consiglio (poi, il Consiglio, ovviamente, è sovrano e decide se approvarli, o meno), la stessa regola deve valere evidentemente per gli altri Consiglieri, altrimenti il metodo di lavoro che abbiamo utilizzato in Commissione, per cui gli emendamenti sia dei Consiglieri sia della Giunta vengono presentati e discussi abbondantemente prima dell'ora fissata per la presentazione degli emendamenti, viene a cadere. Allora, avendone già parlato con il Consigliere Tronzano, che è già orientato in questa direzione, chiederei anche agli altri Consiglieri di condividere e oserei anche dire di rispettare il lavoro fatto con questo metodo dalla III Commissione. Inviterei, se non è proprio indispensabile, a ritirare gli emendamenti presentati, perché la maggior parte delle modifiche sostanziali sono state fatte o concordandole con emendamenti di Giunta, o con emendamenti a firma del Presidente Ventura, a nome di tutta la Commissione. In tutto questo, proprio in virtù di questo metodo e in virtù del fatto che abbiamo provato a condividere tutto, mi piacerebbe che questo Regolamento (che poi deve valere per tutte le Associazioni della Città, qualunque sia (io mi auguro che non ci sia) l'orientamento politico delle singole associazioni), essendo uno di quegli atti che regolamentano la civile convivenza in città, venisse votato, oltre che dalla maggioranza, anche da buona parte dell'opposizione. L'ulteriore invito che faccio è quello del ritiro degli emendamenti, se non ritenuti indispensabili, che sono stati presentati da singoli Consiglieri. LEVI Marta (Vicepresidente) Possiamo aprire il dibattito sulla proposta di deliberazione e sugli emendamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La dichiarazione di voto avviene dopo. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ringrazio l'Assessore. Ritengo sia doveroso iniziare il mio intervento dando atto al Presidente della Commissione, Ventura, e all'Assessore Mangone di aver portato quest'oggi in Aula un testo che non è blindato, così come accade di vedere in altre circostanze, bensì un testo che è stato ampiamente discusso e in alcune parti condiviso all'interno delle Commissioni. Questa, sicuramente, non è cosa da poco, perlomeno per il sottoscritto. Il testo iniziale, il primo testo giunto in Commissione, è stato non dico stravolto, ma corretto in maniera importante dal testo che oggi ci apprestiamo a votare. Questo grazie al lavoro di tutti quanti i Colleghi in sede di Commissione e, come dicevo prima, anche alla Giunta, che ha accolto parte delle azioni emendative che giungevano sia da parte della minoranza che dalla maggioranza. È chiaro che su alcuni aspetti non siamo molto convinti, nel senso che ci aspettavamo un'apertura ulteriore. Però, è stato fatto un primo passo e questo è importante. Io, oltre agli emendamenti che sono stati accolti dalla Commissione (quindi, presentati come emendamenti di Commissione), ho presentato un ulteriore emendamento, che - le chiedo scusa, Assessore - non ritiro, ma che vorrei venisse discusso e votato, perché è uno dei punti sui quali ho fatto opposizione all'interno della Commissione. Poi, vedremo quale sarà l'esito della votazione degli emendamenti che non verranno ritirati; dopodiché, mi riservo, nella fase di dichiarazione di voto, di dire quale sarà la posizione del Gruppo di Progett'Azione. Però, ripeto, era necessario e doveroso dare adito sia al Presidente che all'Assessore che, una volta tanto, le Commissioni hanno lavorato bene e che la Giunta ha ascoltato il parere anche delle opposizioni e, dato che io, in diversi miei interventi, ho accusato questa maggioranza di tracotanza politica di fine impero, quindi di non ascoltare le istanze che arrivavano anche da chi rappresenta una parte della città, questo non è avvenuto durante la stesura di questo atto e bisogna rendere merito sia al relatore, sia al Presidente che l'ha portata in discussione in Commissione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Innanzitutto, faccio una premessa. Io non faccio parte della III Commissione, non avendo il dono dell'ubiquità, e non ho assistito e non ho partecipato ai lavori della Commissione, ma, come Consigliere Comunale, ho letto la proposta di deliberazione sul Regolamento e devo dire che l'impianto sostanziale dell'atto mi trova favorevole. Un paio di questioni, però, mi fanno sorgere alcuni dubbi, che, in questo momento, vista la particolare situazione di crisi e di difficoltà che, in generale, il commercio fisso, ma anche ambulante, sta vivendo, credo che possano essere messi in condivisione con il Consiglio Comunale, per arrivare, secondo me, alla soluzione migliore per tutti, perché, personalmente, non ho particolare affetto per questa o quella Festa di via. Dico solo che il Regolamento, così come è stato, in qualche modo, congegnato, nella parte relativa al numero delle feste, secondo me, per uniformare, discrimina. Succede, cioè, che, per uniformare, si dice che ogni Associazione, riconosciuta da un albo circoscrizionale che non ho fatto io, tanto meno ho contribuito ad elaborare, può fare una Festa di via su tutta la città. Poi, sulla qualità e sulla trasparenza sono d'accordo con l'Assessore Mangone; ci mancherebbe altro, la qualità e la trasparenza io le do per scontate. È evidente che, poi, l'Assessorato e gli Uffici saranno in grado di fare questo tipo di controlli e nessuno di noi vuole fare feste che non siano né qualitativamente migliori di quelle del passato, né tanto meno poco trasparenti. Mi chiedo, però, perché ci debbano essere delle palesi discriminazioni in una norma che, in qualche modo, è come fosse una conventio ad excludendum per qualcuno. Mi spiego meglio. Se un tessuto circoscrizionale, o diciamo locale (perché non voglio dividere la città in Circoscrizioni, parliamo di territorio), ha più sensibilità rispetto alla programmazione di Associazioni di via che, in qualche modo, hanno fatto un percorso negli anni, qualitativamente, o no (questo è un altro discorso e poi lo vedremo per tutta la città), io credo che non debbano essere, in qualche modo, tarpate le ali a coloro che vogliono organizzare delle attività che, in un momento di crisi come questo, potrebbero anche aiutare tante persone a far vivere il commercio e aiutare anche i commercianti, in qualche misura, a fare ciò che durante la settimana, per motivi anche di carattere economico, non riescono a fare. Abbiamo consentito al grande commercio, ai grandi centri commerciali, di tenere aperto praticamente sempre, compreso a Santo Stefano, probabilmente anche a Natale, mi chiedo perché si faccia un ragionamento, in qualche modo, tra virgolette, un po' "illiberale" sui numeri delle Feste di via. Dico all'Assessore Mangone che sono d'accordo nel dire di farne una sola per ogni Associazione di via in tutta Torino, va bene, però, riguardo alle deroghe propongo che vengano decise anche centralmente, che le decida l'Assessorato. Si assuma la responsabilità l'Assessore rispetto ad un territorio che non può essere deciso soltanto sul livello circoscrizionale, perché non è che stare a Barriera di Milano può essere più controproducente che stare a San Salvario, o stare a Mirafiori Sud o a Santa Rita. Il territorio è unico, le Associazioni di via sono uguali, non capisco perché con questo Regolamento capiterà che alcuni faranno due Feste di via e altri una, per il semplice motivo di essere capitati in un territorio che ha molte Associazioni di via, cioè che vede molta partecipazione attiva dei commercianti nel costituirsi e nel fare iniziative. Che poi ci sia la qualità, o no, questo è un altro discorso, però, secondo me, è un fatto discriminatorio. Essendo un fatto discriminatorio, chiedo all'Assessore che, su questo punto, la Commissione costituita all'interno dell'Assessorato si prenda la responsabilità di decidere le deroghe. Le deroghe sono tre, valgono per tutte le Circoscrizioni, non soltanto per alcune a seconda di quante sono le Feste di via e di quante sono le Associazioni di via. Credo che sia un provvedimento giusto quello di dire chiaramente che le deroghe sono tre e che valgono per tutte le Circoscrizioni, che abbiano una Associazione di via, che ne abbiano cinque, o che ne abbiano otto; non credo che si possa discriminare in questo modo, perché volendo fare una cosa buona - e io la buona fede la riconosco, Assessore - si rischia di discriminare chi nel passato ha lavorato in un certo modo sul territorio. Guardate che non è un disvalore avere Associazioni di via; secondo me, è un valore assolutamente utile per il territorio, perché che i commercianti possano mettersi insieme, fare iniziative, raccogliere soldi per fare attività, produrre e promuovere cultura sul territorio è un fatto positivo. In questo modo, secondo me, stiamo punendo in modo ingiusto e illiberale quelli che, in qualche modo, in questi anni hanno fatto qualcosa. Particolarmente in questo caso, parliamo di due Circoscrizioni, ma io ho guardato tutti i pareri delle dieci Circoscrizioni e, praticamente, alcuni sono negativi, moltissimi favorevoli condizionati a questo mio impegno che ho esplicitato a verbale. Quindi, se veramente abbiamo a cuore il territorio e ascoltiamo quelle che sono le istanze, valutiamo tutti insieme - lo chiedo all'Assessore e agli Uffici -, facciamo una valutazione equa, equanime e anche tranquilla su come fare ad uscire fuori da questo impasse. Io dico che le deroghe vengano decise centralmente, per esempio, dall'Assessore con la Conferenza dei Presidenti, che mi pare l'organo in assoluto più democratico, perché tutte le Associazioni di via parlano con le Circoscrizioni e i Presidenti delle Circoscrizioni hanno una Conferenza dei Presidenti, alla quale partecipano gli Assessori, quindi si potrebbe fare una programmazione annuale in quella sede per sapere quante e dove faremo queste Feste di via, utilizzando criteri certi, trasparenti ed equanimi per tutti. Non che da qualche parte ne avremo due e qualora ci fosse, per esempio, in una Circoscrizione soltanto una Associazione di via, questa rischierebbe di fare quattro feste, perché avrebbe tre deroghe, da quello che dice il Regolamento, mentre invece chi ne ha sette, otto, dieci, dodici, verrebbe praticamente, in qualche modo, punito ingiustamente, perché abitare a San Salvario, ripeto, o a Barriera di Milano non deve essere discriminatorio per nessuno. Io guardo la città dal punto di vista del Consiglio Comunale, quindi è una e unica. Quindi, senza entrare nel merito degli altri emendamenti e del lavoro svolto (che mi pare buono, infatti voterò la proposta di deliberazione), chiedo all'Assessore su questo punto un impegno, anche se non emendativo, formale a discutere la programmazione delle Feste di via con i Presidenti di Circoscrizione e la Conferenza dei Presidenti con il suo intervento, per fare una programmazione seria e affinché le deroghe valgano per tutti. Se sono tre, sono tre alla 1, alla 5, alla 7, alla 9. Se sono due, sono due dappertutto e, se sono cinque, sono cinque dappertutto, perché, altrimenti, per fare una cosa buona, rischiamo di fare figli e figliastri. Detto ciò, a me basterebbe che l'Assessore su questo prendesse un impegno formale, quindi non guardando a chi ha più Feste di via, perché ha più Associazioni, ma guardando al tessuto cittadino e trattando tutti allo stesso modo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Inizio riaffermando con forza anche quello che ha detto l'Assessore, perché, devo dire la verità - e questo è nei verbali della Commissione -, abbiamo provato in ogni modo a cercare di trovare una soluzione che tenesse conto delle tante audizioni fatte con i Presidenti di Circoscrizione, i Presidenti delle Associazioni di via e con tutti gli altri che, in qualche modo... Mi piacerebbe che anche l'Assessore mi ascoltasse, la Circoscrizione 2 è già tutelata. Quindi, il lavoro fatto è innegabile. È innegabile, Assessore, che lei abbia dato spazio, tempi e modi per poter tenere conto di tutte le anime, rispetto a questa modifica che era da fare. Infatti, ricordo a quest'Aula (lo ha ricordato anche qualche Consigliere) che l'interpellanza sulla gestione delle Feste di via e sulla gestione delle Associazioni di via porta un cognome al fondo, Magliano, e veniva fatta all'Assessore Tedesco per capire come funzionava il sistema, prima che le deleghe passassero a lei. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io non so, Presidente... LEVI Marta (Vicepresidente) Ha ragione, Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Visto che ho fatto un'interpellanza, ma questo tanti di voi me l'hanno insegnato e solo gli stupidi non cambiano idea, ho provato a capire, alla luce delle segnalazioni che mi erano arrivate, come poter affrontare l'argomento in modo sensato. Sto cercando di raccontarvi l'iter e mi spiace che questo iter venga già colorito di alcune posizioni, ma, come sapete, il partito a cui appartengo non ha interessi particolari rispetto al tema. Quindi, gli emendamenti che ho proposto all'Assessore (nessuno dei quali è stato accolto) dicono, di fatto, solo una cosa. Noi abbiamo costruito negli anni, anzi, l'Amministrazione Comunale ha costruito negli anni un impianto e su questo impianto ha dato la possibilità - e mi riferisco alle Associazioni di via - di poter rendere quelle vie più attrattive in alcune domeniche, o in alcuni momenti dell'anno, per dare uno spazio non a chi organizzava le Feste di via, ma ai commercianti. Quello è lo spirito che, secondo me, accomuna me e l'Assessore, però troviamo soluzioni diverse. Senza voler pensare malamente che ci sia stata un'idea di provare ad andare a costituire più Associazioni di via possibili, affinché le Circoscrizioni potessero sostenerle o meno, e quindi potessero esserci dei momenti aggregativi, però mi chiedo e dico: è vero che i centri commerciali naturali sono l'obiettivo a cui tendere, ma non penso che questa Città - e alcuni dati ce lo confermano - sia ancora pronta per poter determinare che un luogo definito dal punto di vista di quello che si è creato nella storia, non perché l'abbiamo insediato noi, in qualche modo rappresenti un ipermercato a cielo aperto. Questo è il primo dato. Però, mi pare che l'indirizzo verso il quale vuole andare l'Assessore sia sensato. Lei dice che ha visto quella città e che ne ha visto altre; in alcune discussioni, abbiamo parlato di Barcellona, abbiamo parlato di altri luoghi in cui lo sviluppo di questa ipotesi poteva essere inverato dal tessuto commerciale di questa città, ma ancora oggi questa città, però, vive un certo tipo di attività. A me spiace vedere come, in questo momento, si saldino e non capisco come mai, perché il tema delle Feste di via e delle Associazioni di via è un tema su cui io ho chiesto che ci fosse più trasparenza per chi oggi presiede un'Associazione di via, che ci fosse, per assurdo, più contribuzione da parte di chi oggi chiede un servizio e quindi vi deve pagare sopra la giusta tassazione. Ho chiesto che nella nascita delle nuove Associazioni di via ci sia un controllo, perché la logica liberale - e questo lo posso anche accettare - è che chi oggi, in qualche modo, costituisce un'Associazione di via deve sapere che si innesta in un territorio in cui ce ne sono già tante, Assessore, e che, quindi, fatto salvo lo storico, e questo le fa onore, ma salvo lo storico, non è detto che tutto lo storico sia da salvare. Mi sembra un po' una modalità per cui salviamo ciò che ha fatto l'Assessore di prima, non l'Assessore Tedesco, quello di prima, perché quelle sono; sul futuro, entriamo più nel merito, entriamo sulla percentuale dei banchi. Ci sono una serie di misure - ed entro nel merito del mio intervento - che, di fatto, dicono: ne facciamo solo una e, quindi, nel farne solo una, che cosa farà chi è commerciante, o Presidente dell'Associazione di via? Perché, poi, bisogna arrivare fino al fondo delle conseguenze, cioè entrare nel merito. Se uno ne fa solo una, visto che in questo momento rischia di non avere nessun aiuto per sostenere la sua via e quel pezzo di Circoscrizione per le festività, in quell'unica festa metterà di tutto. Abbiamo tolto le percentuali, per cui che uno prenda o non prenda dalle Circoscrizioni è uguale. Ma se prende, può anche mettere un numero di banchi maggiore rispetto a quello previsto dal primo Regolamento, secondo il quale c'era un limite. Per cui, hanno (come si direbbe in termini anglosassoni, one-shot) un solo colpo per poter fare cassa e per garantire a questo quartiere la possibilità di avere tutta una serie di benefici durante l'anno. Per cui, i miei emendamenti cercavano di tenere presente alcune circostanze territoriali, e dico subito che non appartengono... Io sono Consigliere Comunale di primo mandato, ma mi sono reso conto che nascevano delle contraddizioni. Quindi, mi pare che, in questo momento - e sottoscrivo buona parte di quello che ha detto il Consigliere Cassiani -, si saldino alcune intese e alcuni accorgimenti che niente hanno a che fare con questo Regolamento. Io mi sarei augurato che, da questo punto di vista, si tenesse presente la storia e la storicità di quello che non il centrodestra, ma il centrosinistra ha creato in questi anni in questa città. Tante Associazioni di via; Associazioni di via che, in alcuni casi, hanno realizzato momenti importanti per i commercianti, che sono soggetti diversi da quelli che hanno le bancarelle, i quali, se vanno a fare la Festa di via alla Circoscrizione 1, vendono certi prodotti, se vanno in un'altra Circoscrizione, ne vendono altri. Però, poi mi rendo conto che tutte le cose che appaiono in qualche modo veritiere, una volta che entrano in questa Sala si colorano e cambiano di colore. Ma questo fa parte anche della responsabilità che ognuno di noi ha quando parla. Peraltro, alcuni miei emendamenti erano, in qualche modo, un'ipotesi di tentativo di ragionamento, per cui salvavamo in una mediazione quello che ad oggi c'è, per garantire una prospettiva che andava proprio in quell'orizzonte lì - Assessore, mi dia atto almeno del lavoro fatto in Commissione -, cioè più chiarezza, più trasparenza e che nessuno possa prendere un soldo da un privato chiudendo le strade pubbliche. Infatti, uno degli altri temi riguarda il fatto che dicono: "Ma noi non prendiamo soldi dalla Circoscrizione", ma, di fatto, cambiano la circolazione e l'attività domenicale di persone che vivono in quel posto. Non mi pare che si sia andati in quella direzione e me ne dispiaccio, perché ho dedicato tempo in una Commissione della quale non faccio parte. Mi affido, però, al buonsenso del Presidente della Commissione, a cui devo fare ulteriormente i complimenti per come ha cercato di ascoltare veramente tutti, per arrivare ad una sintesi. Alcuni emendamenti riguardavano il tema delle due feste per Associazione. Sappiamo benissimo che, in questo modo, essendoci più Associazioni sul territorio, basta che ce ne siano più di sei e ci sarà qualcuno che non può fare la festa, come sappiamo bene che ci sono Circoscrizioni che ne hanno meno del numero che sopra ho detto, che potranno avere la deroga. Come le ho chiesto, Assessore, forse, dodici più tre poteva essere una soluzione, e lei giustamente mi ha detto: "Chi si prende la responsabilità di dare la deroga del più tre su dodici più tre?". Allora, chi se la prende sul più tre, quando le Associazioni di via sono meno di dodici? Anzi, sono meno di sei. Chi è che si prende la responsabilità di dire: "Ci sono nove Associazioni, in tre mi chiedono di farne due"? Se la prende lei? Oppure, se la prendono gli Uffici, il Consiglio, o il coordinatore della Commissione? Però, sappiamo solo chi può dire che in un luogo c'è qualcuno che fa due feste... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, io questo non lo so. Perché qui c'è chi mi dà le risposte, vedo che lei si gira, vuol dire che forse... Chi è che si prende la responsabilità di dare il più tre, quando le Associazioni di via sono sei, o sette, o otto, o nove? Se se la prende il Consiglio di Circoscrizione, è un'idea di decentramento che può avere un senso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo so, Assessore, che c'è scritto, ma mi piacerebbe che mi rispondesse lei. Sembra che non l'abbia scritto lei questo Regolamento. Ogni cinque minuti chiediamo agli Uffici. Io le sto solo... LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Magliano... MAGLIANO Silvio Ho concluso. Però vengo interrotto. Io sto solo chiedendo chi si prende, nel caso limite, di fare le nove più tre. È la Circoscrizione? È il suo Assessorato? Perché sulla feste tematiche, invece, mi pare che sia una responsabilità dell'Assessorato dire che su quel tema lì è interessante che venga sviluppato in quella Circoscrizione per quel tema. Per cui, concludo e mi scuso con l'Assessore, ma il mio intervento esprime solo il rammarico di aver dato del tempo e dello spazio per poter cercare di trovare una sintesi e una mediazione, però ho visto che da parte sua e da parte del Presidente della Commissione non c'è spazio per poter decidere, questo è, prendere o lasciare. Mi resta ancora un'unica domanda, che ho piacere di condividere anche con l'Aula: quando parliamo di qualità che cosa intendiamo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Erano dodici, è vero Presidente Ventura, però con la gestione della nuova Legge Monti è chiaro che era diverso, però... LEVI Marta (Vicepresidente) Se proviamo a non interrompere che interviene, forse il Consigliere Magliano può concludere l'intervento. Se lo interrompiamo, è difficile. MAGLIANO Silvio La mia preoccupazione è solo questa: l'Assessore Mangone è una persona che regolarmente, quando si entra nel merito, ha dato spazio, e gliene do atto. Però, Consiglieri, quando parliamo di qualità, che cosa intendiamo? La qualità è che in un pezzo di quella festa ci sia qualcosa di particolarmente tematico? O ci sia la possibilità di controllare, da parte dei nostri Uffici... LEVI Marta (Vicepresidente) La invito a concludere, Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Presidente, le chiedo scusa, un minuto e ho finito. Entriamo nel merito di quello che viene esposto? Entriamo nel merito di chi è lì ad esporre i suoi prodotti? Abbiamo i Vigili che sono in grado di mandare via chi è abusivo? Chiunque di voi percorra una Festa di via oggi, sa benissimo che quello che noi chiamiamo "qualità" è un sogno. Possiamo quantomeno ragionare su una quantità e invogliare chi fa il Presidente di via - perché è un suo orgoglio personale che una festa funzioni - facendo in modo che la qualità sia decisa da lui e dai suoi Consiglieri dell'Associazione di via. Eviterei di mettere alcuni punti in questo Regolamento, che sono una chimera e alla fine della fiera non porteranno a nulla. Ringrazio il Presidente e mi scuso per il tempo utilizzato per il mio intervento. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio il Consigliere Ventura, Presidente della III Commissione, che ci ha consentito un dibattito approfondito. Ringrazio altresì il già Assessore Altamura, perché comunque dalla sua deliberazione discendono anche impostazioni di questo nuovo Regolamento, che fino ad oggi non è mai stato così chiaro. Pertanto, era necessario approfondire in un Regolamento vero e proprio questo tipo di tematica, che oggettivamente in questi anni, secondo me, Assessore, ha dato più di un problema, perché chiunque di noi abbia frequentato Feste di via, si è reso conto di come molte volte queste Feste di via, soprattutto negli ultimi periodi, erano diventate un ammasso di cianfrusaglie e non, invece, qualcosa di importante e serio per il commercio di vicinato, che - ricordo a tutti - ha fatto nascere queste Feste di via. Quindi, l'impostazione mia all'interno della Commissione non è stata di ostruzionismo. Io ho presentato degli emendamenti; qualcuno è stato accolto, altri non sono stati accolti, ma li vedremo durante il percorso. Li ritirerò, perché in ogni caso il dibattito è stato approfondito, quindi è inutile insistere quando non c'è condivisione su determinate tematiche, anche se le più importanti oggettivamente hanno trovato soddisfazione all'interno di questo Regolamento. Quindi, il primo compito nostro, in particolare mio, nel momento in cui ho affrontato la discussione, è stato di ridare dignità al commercio fisso, ovvero di fare in modo che le Feste di via ridiventassero un momento importante per coloro che fanno commercio di vicinato, un momento importante per la via stessa, un momento importante per i cittadini, un momento importante per coloro che, visitando queste Feste di via, possano apprezzare che finalmente si venda qualcosa di buon livello, di un decoro adeguato e non ci sia un ammasso di tante cose inutili e, soprattutto, non vendibili. Abbiamo già degli esempi in altre parti della città, cito per tutti il Canale dei Molassi, che credo sia l'esempio dell'elemento più degradante della nostra esperienza di commercio: chi conosce il Canale dei Molassi, sa che queste Feste di via ogni tanto si avvicinavano anche a quel tipo di impostazione, quindi era giusto, secondo me, intervenire. Un altro aspetto importante è che non abbiamo impedito l'associazionismo di via, ovvero durante la discussione è emerso, da parte di alcune categorie, l'evidenza di questo aspetto, ossia l'Associazione di via si può sempre fare, qualunque sia la rappresentatività che essa avrà, però le Feste di via possono essere organizzate soltanto da coloro che hanno una vera rappresentatività, ovvero - ed è qui uno degli emendamenti che è stato accettato, e di questo ringrazio la Commissione - coloro che hanno almeno il 45% di negozi di vicinato aperti durante la Festa di via. Questo, secondo me, è un altro elemento qualificante, in previsione della qualità della Festa di via, perché, con il 45% di negozi che aderiscono a questa Festa di via, sicuramente c'è un interesse maggiore a far sì che questa Festa di via sia adeguata e, conseguentemente, probabilmente, colui che organizzerà questa Festa di via, attraverso l'Associazione, potrà e dovrà essere più attento a quello che si esporrà. Inoltre, abbiamo provato a non penalizzare il mercato del giorno successivo. Questo vuol dire che, se il negozio di vicinato è aperto e non c'è un proliferare di banchi sopra alle 80 unità, quindi se non c'è un numero superiore agli 80 banchi - perché questo è un altro limite assoluto che io spero venga controllato adeguatamente -, è chiaro che il mercato del giorno successivo, o di due giorni successivi, potrà non patire quella che comunque si potrebbe prefigurare come una concorrenza sleale. Quindi, io credo che all'interno di questo meccanismo, mettendo tanti negozi di vicinato aperti, un numero congruo, ma limitato, di banchi, si possa arrivare a quella che è la nostra intenzione, cioè non penalizzare il mercato del giorno successivo o del giorno successivo ancora. Un altro elemento oggettivo fondamentale è il fatto di garantire il rispetto della legalità. Questo aspetto è stato formalizzato sia dal Presidente Altamura, sia dal sottoscritto in un emendamento, che è stato accolto dalla Giunta, anche perché recentemente tutti noi abbiamo partecipato, c'è stato un convegno promosso dal Ministro degli Interni e da una serie di associazioni, dove il contrasto all'abusivismo e alla contraffazione sarebbe diventato e diventerà un elemento centrale nell'azione anche delle singole Amministrazioni Comunali. Pertanto, mettere all'interno di questo Regolamento il fatto di rispettare la legalità sull'abusivismo e sulla contraffazione, a mio giudizio, dà un elemento in più alla Polizia Municipale per poter intervenire con forza e con cogenza rispetto a quanto, invece, poteva succedere prima. Un altro aspetto fondamentale è quello delle sanzioni, che, tra le altre cose, prevedono che chi tarocca, truffa, non mette in quadro o comunque mostra delle cose che in realtà non sono avvenute, potrà avere la sospensione della possibilità di fare le Feste di via. Credo che questo sia un ulteriore passo avanti. No alla discrezionalità del Presidente, perché, se non sbaglio (e qui entriamo nell'argomento che citava anche il Consigliere Magliano con argomentazioni legittime, che io spero di aver inteso bene, al contrario rispetto a quanto invece sosteneva lui), non c'è più la discrezionalità del Presidente, ma c'è il Consiglio di Circoscrizione che determina, ad esempio, il fatto delle tre deroghe, mi pare di ricordare. È corretto, Assessore? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo, a mio giudizio, è il tema fondamentale. Prima era il coordinatore, il Presidente della Circoscrizione, a dare questo tipo di placet; in realtà oggi mi pare che - se non ho letto male rispetto alle varie modifiche che si sono susseguite - sia il Consiglio di Circoscrizione a dire chi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Propone alla Giunta? Ecco, perfetto. Comunque il Consiglio di Circoscrizione. Il Consiglio di Circoscrizione, composto da tutte le parti politiche, quindi in grado di ascoltare tutte le parti che queste deroghe vorranno e, conseguentemente, fare una proposta che abbia un senso logico e compiuto. Credo che questa sia una garanzia assoluta di pluralismo e di trasparenza e toglie al Presidente di Circoscrizione la facoltà di privilegiare l'una o l'altra, che era invece un po' il vulnus di queste Feste di via prima di questo Regolamento. Un altro elemento che, a mio giudizio, qualifica questo Regolamento riguarda i tempi di autorizzazione congrui. Finalmente abbiamo messo un tempo: venti giorni. Io ne chiedevo trenta, ma è stato valutato che venti giorni siano sufficienti, quindi anche questo aspetto mi trova d'accordo. Il fatto che gli Uffici diano l'autorizzazione alla Festa di via venti giorni prima, consente anche all'organizzatore di evitare di arrivare all'ultimo giorno, o addirittura al giorno stesso, e sentirsi dire che non può organizzarla perché non è stata autorizzata. Quindi, tutti questi elementi autorizzativi, venti giorni prima, sono garanzia fondamentale dell'organizzatore, in modo che la festa effettivamente riesca bene. Il tema centrale, però, è quello delle Feste di via limitate. Se tutti noi abbiamo sempre contrastato un proliferare inarrestabile di queste Feste di via, senza poi avere veramente un decoro e una qualità, sia per la via, sia per il commercio fisso, che nella maggior parte dei casi addirittura era tutto chiuso, o comunque erano pochissimi i negozi di vicinato aperti durante le Feste di via, credo che il ragionamento che ha fatto l'Assessore sia da confermare, e io lo confermerò rispetto alle cose che ho detto in Commissione, ovvero che ci sia un limite di dodici Feste di via al massimo durante un anno, comprese le tre deroghe naturalmente. Se ci pensiamo - e io ho fatto un conto della serva -, i mesi utili per fare le Feste di via sono febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre e dicembre, ovvero nove mesi. Quindi, già dare la possibilità di fare dodici Feste di via al massimo in un anno (anche a chi ha dodici Associazioni sulla propria Circoscrizione, ad esempio soltanto un caso, la Circoscrizione 5, ha dodici Associazioni, tutte le altre Circoscrizioni ne hanno meno di dodici), ovvero addirittura più di una al mese, perché, come abbiamo visto, i mesi sono nove... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per tutta la Circoscrizione, certo. Ma perché per tutta la Circoscrizione? Perché il nostro tentativo è quello di garantire, attraverso l'aggregazione delle Associazioni di via che vogliono organizzare queste feste, la qualità assoluta di quello che viene esposto, in modo che i negozi di vicinato aperti possano avere un vero ritorno economico da questa festa. Se noi, invece, facessimo proliferare queste feste e ognuno facesse come crede, io penso che per il commercio di vicinato sarebbe sbagliato, tant'è che io sostengo con forza questo numero di dodici, perché credo che sia quello adeguato, o comunque una a Circoscrizione più tre deroghe, in caso, deroghe che naturalmente non sono più a discrezione del Presidente - lo ripeto -, ma su segnalazione del Consiglio di Circoscrizione alla Giunta, che poi le approva. La qualità, secondo me, è anche garantita rispetto alla progettualità. L'emendamento n. 4, che ha presentato il Presidente Ventura a nome della Commissione, cita anche l'arredo urbano del territorio, i servizi per i residenti, le attività aggregative e culturali per i cittadini. Quindi, in questo senso, a mio giudizio il decoro può essere garantito. Quindi, per concludere, faccio già adesso la mia dichiarazione di voto, Presidente, senza dover intervenire successivamente: il mio voto sarà favorevole a questo tipo di impostazione e a questo tipo di deliberazione. Credo che, come tutte le cose che vengono fatte, anche se in maniera adeguata nel dibattito, magari sarà necessario tarare - e a quel punto, nel caso in cui dovesse succedere qualcosa che non combaciasse con le nostre intenzioni, cercheremo di intervenire -, ma credo che sia già un grandissimo passo avanti rispetto al già ottimo lavoro fatto dall'Assessore, ora Presidente di Commissione, Altamura, nella scorsa tornata amministrativa. Quindi, andiamo avanti. Secondo me, mantenere dodici Feste di via all'anno è comunque una garanzia di qualità e, soprattutto, di rilancio del commercio fisso, che ne ha tanto bisogno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Muzzarelli. MUZZARELLI Marco Innanzitutto, intendo fare una premessa rispetto al percorso fatto per arrivare a questo Regolamento, perché è stato lungo, ma è stata interessante la modalità: abbiamo audito le Associazioni, abbiamo parlato con le Circoscrizioni, abbiamo avuto tanti step che ci hanno permesso di trasformare un Regolamento anche abbastanza profondamente rispetto a com'era all'inizio relativamente ad alcune idee, proprio perché lo spazio di confronto è stato molto ampio. Credo che questo Regolamento risponda, in parte, anche ad una proposta di ordine del giorno che avevamo costruito e votato insieme in Consiglio Comunale, proprio perché ci rendevamo conto che, nel tempo, la modalità di fare Feste di via, piuttosto che il commercio stesso, rispetto alla deliberazione iniziale, che probabilmente risale ad un periodo ancora precedente all'Assessorato Altamura (perché la deliberazione che fondava un po' le Feste di via era precedente), era cambiata, quindi, in qualche modo, bisognava ripensare a questi percorsi. Ricordo anche la mia esperienza nella Circoscrizione e i territori stessi, sebbene dei passaggi fossero già stati fatti proprio con l'Assessore Altamura - che, in qualche modo, aveva già dentro i prodromi di questo Regolamento -, richiedevano, in qualche modo, proprio per fare dei ragionamenti nuovi sul commercio. Io penso che con questo Regolamento noi andiamo a valutare e a dare presenza e importanza a quello che è il commercio locale, soprattutto nell'ottica del fatto che questo può essere una risorsa del territorio. Fare una Festa di via non significa soltanto mettere dei banchi in una via, ma significa animare il territorio e dare opportunità a questo territorio, non solo nell'ottica dell'esercizio di commercio fisso, che, in qualche modo, può anche spendersi in modo migliore, ma soprattutto per il territorio. L'esperienza delle Feste di via, che mi ha fatto vedere molti momenti in cui migliaia di persone passeggiavano in un territorio, in strade bloccate dal punto di vista automobilistico, ma, finalmente, di nuovo in mano ai cittadini, che potevano camminarci, mi ha fatto percepire che non solo c'era l'evento che bisognava monitorare, valutare e verificare rispetto alla qualità della festa, ma anche una grande opportunità per il territorio stesso, che, di nuovo, scendeva nelle strade e scendeva nelle strade per una Festa di via, per un evento che, in qualche modo, dava l'opportunità ai cittadini di alcune Circoscrizioni che non hanno tanti eventi, come spesso accade anche nella zona centrale di Torino. Quindi, la Festa di via è un'opportunità del territorio e, in qualche modo, l'opportunità si gioca proprio attraverso la risorsa del commercio fisso. Un altro elemento importante, già votato nella proposta di ordine del giorno rispetto alle Feste di via, è l'elemento della necessità di qualità. Io credo che con questo Regolamento, e soprattutto con gli emendamenti approfonditi in Commissione, abbiamo definito il fatto che non tutte le Feste di via possono essere una uguale all'altra e, soprattutto, l'elemento qualità non è solo dato esclusivamente dal numero dei banchi - perché prima la discriminante rischiava di essere un po' questa -, cioè più banchi peggiore qualità, meno banchi migliore qualità. All'interno del Regolamento abbiamo inserito, discutendone proprio in Commissione, questi tre elementi, rispetto all'apertura del commercio fisso, rispetto al coinvolgimento delle Associazioni del territorio, piuttosto che alla ricaduta del territorio, cioè al reinvestimento di quelli che possono essere gli eventuali proventi di una Festa di via - ben vengano -, ma reinvestiti sul territorio stesso e su quella via. Alcune Associazioni hanno già sperimentato la possibilità di mettere le luci di Natale, pagandosele con le Feste di via, piuttosto che le fioriere nella via stessa, o le panchine, cioè modalità per far sentire l'esercizio commerciale presente e attore vivo del territorio. Credo che questi elementi, che abbiamo inserito nel Regolamento, siano un'opportunità per discriminare una Festa di via migliore rispetto ad un'altra, non solo basandosi su un mero conteggio del numero dei banchi. Altro elemento che, secondo me, emerge in questo Regolamento è che si è voluto e si è cercato di dare oneri ed onori alle Circoscrizioni, nel senso che, ovviamente, in questa modalità le Circoscrizioni avranno alcune responsabilità, come ad esempio quella di dire che un'Associazione di via non potrà più fare feste perché non ha rispettato dei requisiti di qualità, piuttosto che dei requisiti previsti dal Regolamento. Ma non solo - e questa è la parte interessante del Regolamento -, le tre deroghe possono essere finalmente usate dalle Circoscrizioni anche in una modalità per premiare quelle Associazioni, nel caso ce ne siano più di sei - e i conteggi che faceva il Consigliere Magliano sono corretti -, nel discriminare alcune associazioni che hanno fatto feste migliori rispetto alle altre. Il Regolamento ha definito il fatto che ci sono dei criteri di qualità, attraverso i quali le Circoscrizioni possono dirci che quelle tre associazioni possono fare una Festa di via in più. Proprio rispetto al numero di feste, esprimo solo un elemento, che caratterizzava il Regolamento precedente, che in realtà già prima il numero massimo di Feste di via in un anno era di dodici; quindi, in realtà, questo Regolamento non fa cambiare alcunché rispetto alle azioni di Feste di via che si facevano nelle Circoscrizioni, o meglio, rispetto al numero di Feste di via che si potevano fare nelle Circoscrizioni. Per cui, ben vengano Circoscrizioni che hanno anche dodici Associazioni di via, ma, come prima, queste dodici associazioni potranno fare una festa ciascuna, perché già nel Regolamento precedente si era in quell'ottica. Il proliferare di Feste di via, ricondotto a questa modalità di provare ad invitare anche le associazioni ad organizzarsi e, nei loro casi, ad avere maggiori onori, ma anche maggiori oneri per dire: "Ci mettiamo insieme, facciamo delle azioni che sul territorio abbiano un peso specifico" (e non solo, perché il tema dei centri commerciali naturali apre anche ad altre prospettive, cioè alla possibilità di accedere a bandi specifici per il centro commerciale naturale, cosa che l'Associazione di via non può fare), secondo me, permette di dare maggiori responsabilità alle Circoscrizioni, che, in qualche modo, devono anche far fiorire le Associazioni di via migliori, proprio per facilitare questo passaggio in quella direzione. Ed è proprio in quest'ottica che, però, richiedo anche all'Assessore di avere un occhio di riguardo, cioè nella deliberazione di accompagnamento e nel Regolamento si cita il tema dei centri commerciali naturali, che, per come erano organizzati, in ogni caso, davano delle complicazioni per essere attivati. Io credo che la facilitazione debba andare anche in quest'ottica, cioè l'Assessorato al Commercio, in qualche modo, si deve fare garante, tutor o accompagnatore di quelle associazioni migliori, che vogliono provare a fare un percorso verso il centro commerciale naturale e che, in qualche modo, devono essere accompagnate per farlo, perché, giustamente, gli esercizi commerciali e i commercianti non fanno le associazioni senza scopo di lucro, ma fanno i commercianti, quindi, in qualche modo, devono essere aiutati e accompagnati. Io penso che questa idea di dare maggiore ruolo e maggiore responsabilità alle associazioni sia la politica vincente e anche l'idea nuova che sta dentro questo Regolamento, che giustamente nel passato ha dovuto mettere a posto altri pezzi, ma oggi, con l'evoluzione del commercio, dobbiamo iniziare a pensare che anche i commercianti, se non riescono ad essere innovativi sul loro stesso territorio, rischiano di spolpare il territorio al punto che non gli rende più proprio per la sua attività commerciale. Per cui, questo aspetto secondo me è interessante. Faccio un ultimo ragionamento e approfondimento sulla questione dei contributi o meno da parte delle Circoscrizioni, perché ne abbiamo dibattuto un po' in Commissione e in qualche modo è stato approfondito dall'Assessore. Secondo me, almeno da quanto ho visto, è molto probabile che ormai pian piano i contributi alle associazioni dei commercianti non si stiano più diffondendo, ma credo che questa possa di nuovo essere un'opportunità per le Circoscrizioni per decidere che alcune associazioni possano avere o non avere il contributo non più in una modalità, tra virgolette, "a pioggia", ma in una modalità premiante, che eventualmente deve essere commisurata, anche all'interno del progetto, nella presenza, o meno, di più o meno banchi. Ma il Regolamento dà comunque tutte le possibilità per modulare anche la presenza dei banchi, sulla base di quello che la Circoscrizione vuole dalle associazioni e dal territorio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Io credo che l'Assessore Mangone, nell'ambito del percorso che ha fatto in Commissione, ha fatto emergere alcuni dei punti che necessariamente dovevamo affrontare ed approfondire. Credo che ancora oggi, però, ci siano alcune lacune, che io ho avuto modo anche di sottolineare più volte in Commissione e, fra l'altro, non esplicitamente riproponibili in modo asettico rispetto alle competenze dello stesso Assessore. Però, il tema che poi viene affrontato nell'illustrazione che è stata fatta proprio dall'Assessore Mangone, rispetto all'abusivismo e rispetto al numero degli operatori del proprio ingegno, credo che si sarebbe dovuto affrontare in modo differente, pur riconoscendo alla Giunta di aver fatto proprio l'emendamento che io ho presentato in Commissione. Però, se noi andiamo a leggere - gli Uffici, ovviamente, la ricordano molto bene -, quella storia recente partiva dal 2003, da un Regolamento presentato in Consiglio Comunale e approvato sulle linee di indirizzo per i rapporti fra la Città e le Associazioni di via, presentato dall'allora Assessore Tessore. Dal 2003 al 2010 cosa avviene? La memoria storica credo non difetti anche al Consigliere Mangone. Il deterioramento della qualità delle Feste di via, unito ad un numero sempre maggiore di svolgimento di queste iniziative, mette l'Amministrazione nelle condizioni di prendere una decisione. Quella decisione viene presa con un percorso concordato e condiviso. Qui ci sono alcuni - cito l'allora Presidente della Circoscrizione 4, Guido Alunno, il Consigliere Muzzarelli che era coordinatore della III Commissione, ed altri coordinatori di Commissione, oltre che Presidenti - che per più di sei mesi lavorarono, insieme al sottoscritto e a tutti gli Uffici ovviamente, per intervenire su quel Regolamento e per provare a dare una sterzata significativa e più rigida rispetto a tre questioni. La prima: il tetto massimo di Feste di via, che abbiamo ribadito nel numero di dodici, anche se le osservazioni che ha fatto il Consigliere Cassiani, fatte anche dal Consigliere Magliano, sono pertinenti, però la questione va valutata con le Circoscrizioni. Io credo che sia necessario osservare due questioni. Se noi mettiamo un tetto che già era presente, noi abbiamo anche la possibilità di comprendere che, rispetto al Regolamento che io feci approvare nel 2010, che metteva un tetto massimo e anche i controlli sulla qualità, ma che collegava - e tutti lo dimenticano - il numero di feste anche alle deroghe domenicali, perché, come l'Assessore Mangone ricorda bene, allora la Città concordava con le Associazioni di categoria un percorso che prevedeva esplicitamente - rispetto alla Legge Bersani sulle aperture domenicali, in particolare ovviamente all'apertura dei centri commerciali e degli ipermercati - che ci fosse la possibilità di sostenere le attività economiche di servizio in sede fissa, per evitare che la grande distribuzione colpisse pesantemente il piccolo commercio di vicinato. Se noi usciamo da questa logica, che - mi permetta - è stata affrontata magari anche correttamente, con un lungo percorso - glielo riconosco - in Commissione, però esula l'approccio metodico, rigorosamente numerico, asetticamente riportante le differenziazioni fra la valutazione che farà la Circoscrizione, il Coordinatore, il Presidente o l'Assessore rispetto al quadro macroeconomico, che assolutamente non è mai emerso. E non è mai emerso perché, probabilmente, questi due temi, che io ho sottolineato con forza in Commissione e che sono poi la causa per cui lei ha recepito quell'emendamento, che sottolineava come nel livello di deterioramento della qualità del commercio su area pubblica, soprattutto legato alle Feste di via, non c'era l'elemento esclusivo del numero di feste o della qualità degli operatori o della mancanza di controlli; tutto ciò si salda anche e soprattutto con la crisi economica e commerciale pesante che ha colpito soprattutto il commercio in sede fissa. Uno degli elementi su cui noi abbiamo focalizzato la nostra attenzione - glielo ricordo - è proprio il fatto che il commercio in sede fissa la domenica ha un problema maggiore rispetto alle aperture, perché ha costi maggiori rispetto alle Feste di via. Quindi, mantenere alto il livello di adesione del commercio in sede fissa la domenica è un tema che oggi noi non possiamo far finta di non conoscere e di non sapere. E questo è il secondo punto. Vi è un terzo punto: si puntava sul dare la responsabilità anche alla ricostruzione della geografia delle associazioni, cosa che qui oggi viene semplicemente affrontata quando si dice che le Circoscrizioni verificheranno, con un nuovo albo, con nuove adesioni, le nuove associazioni, nonché quelle già esistenti. Ma noi dobbiamo anche interrogarci sul fatto che le decine e decine di Associazioni di via che non sono più operanti, che sono - uso una terminologia che viene più facilmente riconosciuta per altre questioni - in sonno, o addirittura scomparse dalla carta geografica dell'attività circoscrizionale, o che si risvegliano, ad usum Delphini, se magari c'è un protettorato, elettorale o politico, come qualcuno ha sottolineato, ci mette nella condizione di fare un ragionamento ulteriore di verifica. E dov'è che è mancante? Dov'è che è pesantemente mancante? È inutile parlare di qualità, se poi il controllo sarà comunque discrezionale. Ed è inutile parlare di controllo, se non c'è un pesante coinvolgimento del Corpo di Polizia Municipale. È inutile che noi mettiamo l'emendamento che dice: "Combattiamo l'abusivismo, che è la piaga del commercio oggi", senza aver dichiarato chiaramente la lotta all'abusivismo anche attraverso che cosa, Assessore Mangone? Invece di annuire, provi a rispondere, se ha voglia di interpretare il mio pensiero. Se invece non ce l'ha, glielo dico io. Attraverso quell'abusivismo surrettizio che oggi avviene nei mercati e che, in questo momento, noi abbiamo inserito dicendo che gli operatori del proprio ingegno non fanno parte dei numeri, non fanno parte del conteggio. E quando io ho messo dentro quel Regolamento il tema della differenza fra chi dà o non dà un contributo... la Circoscrizione dà un contributo? Bene, 50 è il massimo numero di banchi. Non dà un contributo? 80 è il massimo. Manteniamo un livello di discrezionalità che non vede più la Città poter intervenire sotto l'aspetto qualitativo, ma la discrezionalità delle Circoscrizioni. La visione che ha il Consigliere Muzzarelli, da ex Consigliere di Circoscrizione, è corretta, quando dice: "Noi le responsabilizziamo". Ma tutto questo è solo sulla carta. Quindi, come ho già detto in Commissione, è uno dei motivi per cui proprio quel Regolamento, se avesse avuto un approccio meno discrezionale, ci avrebbe permesso di mettere regole chiare per tutti. Lei oggi ci ha detto che solo alcune Circoscrizioni danno un contributo. Domani non potremo dire la stessa cosa. Magari, come dice qualche Consigliere, serviranno solo per le luci di Natale, ma noi questo non lo possiamo sapere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRÒ Gioacchino La discussione che sta avvenendo in Aula su questo provvedimento fa seguito ad innumerevoli incontri che abbiamo avuto in Commissione. Devo dare atto all'Assessore della disponibilità che ha dato presentando il provvedimento in Commissione, nella I Commissione; disponibilità che è stata utilizzata dai Consiglieri, i quali hanno discusso lungamente, confrontandosi sulle varie opzioni che venivano presentate. Dobbiamo ricordare in Aula - perché altrimenti faremmo torto alla nostra intelligenza e all'impegno che ognuno di noi ci mette nell'affrontare i provvedimenti - che gran parte degli emendamenti, che hanno modificato l'impianto iniziale che l'Assessore ci ha portato, sono stati lavori e proposte arrivate dalla discussione nella Commissione. Assessore, se lei ricorda, abbiamo fatto sintesi delle proposte, per fare provvedimenti emendativi della proposta iniziale che lei ci ha portato. Quindi, io credo che il grosso lavoro che si è fatto, ed è stato... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). C'è un altro Consiglio Comunale di là? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, chiedo silenzio. Prego, Consigliere Cuntrò. CUNTRÒ Gioacchino Credo che gran parte del lavoro che è stato fatto in Commissione abbia focalizzato e inquadrato le problematiche che erano state poste. Allora, quali erano i problemi che erano stati posti? Innalzare la qualità di queste feste, evitare che scadessero nell'esercizio di come venivano effettuate. Sono stati fatti degli esempi. Il Consigliere Altamura ci ricordava alcuni esempi e quali possono essere le negatività sulle quali si può cadere rispetto alla presenza anche di operatori che non innalzano la qualità di quelle feste nel coinvolgimento del territorio. Perché, Presidente e Assessore, se l'obiettivo è quello che ognuno difenda qualche Associazione di via perché ci è amico, non facciamo un buon lavoro. Mi pare che siamo partiti da un presupposto diverso, che era quello di quantificare un tetto al numero delle feste, non di quantificare e regimentare le Associazioni di via, perché nella discussione che lei ha portato all'ordine dei lavori in Commissione abbiamo detto che l'obiettivo era quello di dare un tetto alle Feste di via. Se, invece, la discussione viene portata sulla discriminazione, perché alcune associazioni non possono potenzialmente farne più di una, due, tre, siamo fuori via, non siamo nella Festa di via. La seconda azione che l'Assessore dovrà fare, dopo che avremo deliberato questo provvedimento, è un ferreo controllo sulla veridicità di queste Associazioni di via, perché io sono convinto che gran parte di quelle che oggi sono iscritte all'Albo non hanno le condizioni per esercitare ciò che devono fare. Allora, se dobbiamo parlare di discriminazioni, siccome io abito nel territorio della Circoscrizione 1, se non vado errato, nella Circoscrizione 1 mi risulta che all'Albo ci siano circa trenta Associazioni di via. Allora, io chiedo trenta più tre. Ma non è un meccanismo che ci aiuta questo. Noi abbiamo voluto salvaguardare, fare un tetto. Mi pare che tutti condividevamo il fatto che un tetto occupasse il territorio nel rispetto di quella che è l'attività economica di quel territorio; non dimentichiamoci che c'è il commercio fisso, ci sono i mercati e non ci sono solo le Feste di via. Per cui l'attività commerciale, che nell'insieme bisogna esercitare sul territorio, deve in qualche modo tener conto e salvaguardare tutte le attività. E io penso che questo tetto lo faccia. Quindi, Assessore, io credo che noi siamo dalla parte della sana applicazione nell'esercitare quel provvedimento. A me spiace per i Consiglieri che, in qualche modo, credono che aver stabilito un tetto faccia torto a qualcuno. Non li voglio convincere, ma se accettano ciò che abbiamo discusso e ciò che si è discusso anche in quest'Aula, che il tetto di dodici sia un numero abbastanza considerevole per garantire l'attività delle Feste di via, lavorando sulla qualità - e abbiamo lavorato anche sulla qualità -, piaccia o non piaccia, i tre criteri che sono stati stabiliti richiedono e impegnano la Circoscrizione a stabilire, nel reiterare, laddove possibile, perché non si raggiunge il numero di dodici, le Feste di via; quindi qualche associazione potenzialmente potrà farne più di una, ma lo farà nel rispetto di quella qualità e di quei criteri che noi abbiamo evidenziato, che sono contenuti nella proposta di deliberazione. Pertanto, io invito i Consiglieri, che, in qualche modo, non erano soddisfatti del fatto delle dodici come numero di tetto, a ritirare gli emendamenti e a favorire l'applicazione di questo provvedimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Cercherò di essere un po' più breve e sintetico degli interventi molto interessanti, dotti e aulici che mi hanno preceduto. Questa comunque è una materia interessante, proprio nel senso che forse non è al centro dei pensieri dei cittadini, ma sicuramente muove l'interesse della politica e, in particolare, della politica di Circoscrizione. Quindi, è sicuramente un passo avanti il fatto che il Comune si decida ad istituire un vero e proprio Regolamento, anche se ovviamente delle linee guida c'erano già, però almeno che ci sia un documento unico che regoli lo svolgimento delle Feste di via. Quindi, siamo anche grati all'Assessore Mangone per questa proposta, anche se effettivamente l'interesse era tale che siamo qui con 40 emendamenti, dopo una lunga serie di discussioni in Commissione. Quindi, è stato sicuramente molto proficuo il metodo di discussione, che si è prolungato per diverse sedute, in cui abbiamo condiviso anche una parte degli emendamenti, però effettivamente ci sono talmente tanti interessi attorno a questo Regolamento, che siamo qui con una lunga serie di proposte. La nostra posizione sulle Feste di via è che le Feste di via, così come sono concepite in spirito, sono una buona cosa, perché è sicuramente una buona cosa che si riesca a tenere aperto il commercio della via e creare un'occasione di aggregazione per il quartiere e poi creare una festa, un'attività culturale, un momento aggregativo per tutto il quartiere. Però, bisogna comunque tenere conto che le Feste di via hanno anche delle controindicazioni, perché comunque intanto non tutti quelli che ci abitano sopra sono contenti di avere la strada bloccata e comunque non tutto il quartiere apprezza il fatto di avere i disagi che inevitabilmente un'operazione del genere comporta. E poi, comunque, c'è l'aspetto che è diventato veramente un problema con gli anni, cioè la progressiva degenerazione delle Feste di via: da un momento per il commercio del quartiere per esporre le proprie merci, quindi creare, rinsaldare il rapporto con il territorio, ad un momento di mercato come tutti gli altri, in cui il grosso della merce in vendita era essenzialmente non dico paccottiglia, per non offendere nessuno, però comunque merce di scarso valore e scarso livello, che non aggiungeva niente, né alle possibilità di acquisto delle persone, né al valore sociale ed economico del territorio. In alcune Circoscrizioni la sensazione più che netta, anche da parte dei nostri Consiglieri di Circoscrizione, di chi ha seguito da più vicino le vicende, è che si sia creata una vera e propria industria della Festa di via, in cui più o meno sempre le stesse persone girano e gestiscono una quantità significativa di soldi, perché parliamo spesso di 50 Euro, 100 Euro a banco, per un numero significativo di banchi, che sicuramente vengono spesi per la festa, per l'organizzazione, però comunque comincia ad essere un giro di denaro interessante. Spesso, l'altra cosa che viene segnalata è l'estrema difficoltà di controllare quello che succede veramente nelle feste, nel senso che poi, andando a vedere la festa, si rileva un numero di banchi superiori a quelli autorizzati e forse non si sa neanche bene chi siano gli operatori che partecipano a questa festa. Per cui, ben venga un Regolamento che cerchi - almeno questo è l'obiettivo, secondo noi - di tirare un po' le redini e di limitare il numero sicuramente, perché se no si rischia una degenerazione per cui in tutta la città ogni fine settimana ci sono tot Feste di via, con i relativi problemi di gestione, eccetera, ma soprattutto l'abbassamento della qualità, progressivo negli anni, di queste Feste di via, almeno in alcune situazioni. Noi abbiamo contribuito alla discussione, siamo arrivati in Commissione presentando 19 emendamenti; 4 sono stati recepiti dall'Assessore e dalla Commissione, e ringrazio. In un emendamento abbiamo proposto l'idea di non organizzare le feste in concomitanza con grandi eventi sportivi, per non aggiungere disagio al disagio e non creare ulteriori problemi, quindi grandi eventi sportivi, culturali, i grandi eventi che ci sono in città. Un altro emendamento propone di aggiungere una cosa per noi molto importante, cioè che nel progetto, presentato per organizzare la Festa di via, non ci sia soltanto la parte economica, ma ci sia il programma delle attività sociali, culturali, di intrattenimento e possibilmente anche una connotazione tematica. Un altro emendamento nostro che è stato recepito è quello che prevede esplicitamente che alla Festa di via possano partecipare Fondazioni, Associazioni non profit, gruppi sportivi, insomma, tutto l'associazionismo e il volontariato del quartiere, del territorio, che può sfruttare questa come una buona occasione per farsi conoscere e per farsi trovare. L'ultimo emendamento che è stato recepito riguarda l'eliminazione del progetto tipo, perché francamente penso che, se uno vuole organizzare una Festa di via, magari può farsi il copia-incolla da solo, però può anche fare lo sforzo di presentare ogni volta un progetto, proprio perché secondo noi la presentazione del progetto è fondamentale per la qualità, affinché ci sia uno sforzo per garantire una qualità della festa, perché l'idea che ci fosse un progetto fisso, tra l'altro poi valido per tutte le feste, onestamente sembrava un po' una clausola al ribasso. Dopodiché, abbiamo lasciato sul tavolo altri tre emendamenti, che abbiamo voluto presentare comunque, anche se non sono stati recepiti dalla Commissione, quindi magari li illustreremo nel merito man mano che andremo avanti, però sostanzialmente riguardano un tema fondamentale, ovvero la trasparenza e l'assenza di conflitti di interesse. Infatti, uno dei problemi è che addirittura in alcune Circoscrizioni il Presidente dell'Associazione di via è anche Consigliere di Circoscrizione, quindi ha questo conflitto permanente di interessi; magari poi, ovviamente, quando arriva la deliberazione nel Consiglio circoscrizionale, non la vota, si astiene o non partecipa, però comunque di fatto c'è un conflitto evidente. Quindi riteniamo opportuno che ci sia almeno il buongusto di non mettere la stessa persona che si controlla e assegna la festa a se stesso, come parte dell'organo circoscrizionale. Poi, sempre per la trasparenza, abbiamo proposto che nel rendiconto venga fornito un elenco dei partecipanti, in modo da sapere chi ha partecipato e in modo da poter incrociare la dichiarazione sul numero dei partecipanti e sul nome dei partecipanti con gli eventuali controlli che fanno i Vigili - sperando che comincino a farli davvero - durante la festa, quindi per poter verificare che cosa succede veramente durante queste feste. L'ultimo emendamento è relativo ad una parte che il Regolamento ha completamente trascurato, che è quella delle sanzioni. Di fatto, per la violazione di questo Regolamento, non sono previste sanzioni, se non quelle previste generalmente per la violazione di un qualunque regolamento comunale, che vuol dire una multa da 80 Euro a 250 Euro, che sicuramente non è una dissuasione efficiente. Per questo motivo, noi abbiamo introdotto una serie di clausole piuttosto elaborate, che sostanzialmente dicono che, se un'associazione viola il Regolamento in maniera grave, può essere decertificata e quindi per dodici mesi non si dà la possibilità a questa associazione, o comunque ai commercianti di quell'ambito, di effettuare la Festa di via. Queste sono le nostre proposte. Adesso magari le discuteremo più nel merito. Comunque, siamo contenti che si faccia il Regolamento, ma poi bisognerà vedere se e come verrà applicato, perché, come per tutti i regolamenti comunali, il vero problema è che poi qualcuno, in particolare la Polizia Municipale, vada lì e lo faccia rispettare. Quindi, noi facciamo tanti regolamenti, ma credo che dovremmo concentrarci veramente anche sulla loro effettiva applicazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola I numerosi interventi di oggi sull'argomento dimostrano un po' come ci sia stato dibattito, confronto e partecipazione nel corso della Commissione su questo Regolamento, che sicuramente non è risolutivo di quelli che sono i reali problemi del commercio fisso, del commercio al dettaglio nella nostra città. Di certo non interverrà su quelli che sono i cali di consumo, il caro-affitto, l'eccessiva tassazione. Questo poco ha a che vedere. I problemi seri sono lì e rimangono in un angolo. Poi, dall'altra c'è un Regolamento che sicuramente andrà ad incidere, in maniera più puntuale e più precisa, sull'organizzazione di queste feste; diamo atto all'Assessore di aver accolto anche i suggerimenti che sono arrivati dai vari Commissari, dagli stessi partecipanti, ovvero le Associazioni di via, e dalle Circoscrizioni. Credo che comunque non dobbiamo dimenticare quello che è il fine primario, che è quello della promozione del commercio fisso. Quindi, con un Regolamento di questo tipo e con tutto ciò che è stato migliorato e siamo andati a meglio specificare, devo dire che potremmo dire addio a quell'ammasso di bancarelle che spesso hanno rappresentato l'unico elemento di queste feste: zucchero filato, giochi per i bimbi, ma di promozione del commercio c'era un po' poco. Non in tutti i casi, ma molto spesso si sono verificate queste situazioni. È per queste ragioni che molti Consiglieri sono intervenuti chiedendo un cambiamento. Un cambiamento che credo in parte ci sarà, a partire dal chiedere anche una maggiore rappresentatività dell'associazione, quindi numerica: infatti, se noi chiediamo una percentuale maggiore per l'esistenza stessa dell'associazione, più saranno i commercianti che faranno parte dell'associazione, maggiori saranno le garanzie che anche i nostri interlocutori avranno dei riferimenti sul territorio. Un'altra cosa che si è verificata molto spesso erano le serrande abbassate nel corso di queste Feste di via, che era un controsenso. Molto spesso, attraverso le Circoscrizioni, c'era anche un sostegno economico, che forse adesso c'è molto meno, perché i soldi sono calati per tutti (quindi credo che anche le disponibilità economiche per le Circoscrizioni siano diminuite, in questo senso, per le Associazioni di via), però molto spesso noi, attraverso le Circoscrizioni, andavamo a sostenere anche economicamente queste Feste di via, e poi accadeva che lungo una via ci fossero le bancarelle, ma le serrande dei negozi fossero abbassate. Allora, non si capiva come si potesse attuare una promozione del commercio fisso. Quindi, invitavamo i cittadini a passeggiare lungo le strade, senza che però potessero conoscere quella che era la realtà commerciale del territorio. Noi non crediamo che la realizzazione di una sola Festa di via possa rappresentare un problema. In realtà, anche per quella che è stata un po' la nostra sensazione nel corso degli incontri con i vari rappresentanti delle varie associazioni, ce l'hanno ripetuto: "Il nostro lavoro è fare i commercianti, non è quello di realizzare delle feste". Infatti, molto spesso si appoggiano a delle associazioni culturali o, addirittura, a delle società per realizzare la festa. Quindi, in questo senso, non credo che sia opportuno andare a gravare ulteriormente le associazioni di questo compito di realizzare le feste, insomma, non è la loro attività. Quindi, io credo che sia opportuno aiutarle. In alcuni casi ci sono delle associazioni che si muovono bene sul territorio, in altri casi ci sono associazioni che, invece, a stento e a fatica riescono a realizzare quell'unica festa che gli è concessa, o magari neanche quella. Quindi, noi non ci opporremo a questo Regolamento. Vogliamo dare anche fiducia all'Assessore e a tutti quelli che hanno partecipato - noi compresi - alla stesura definitiva di questo impianto, di questo Regolamento, e vedremo d'ora in poi se la situazione riuscirà a migliorare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Sarò rapidissimo. Mi unisco ai ringraziamenti a tutti quelli che hanno permesso questo magnifico percorso. Credo che però vada riconosciuto che è davvero possibile - e questo percorso ce lo dimostra - che ci sia una proposta della Giunta, che ci sia un dibattito ampio, che si ascoltino i soggetti del territorio interessati, che ci si faccia un'idea anche delle diverse posizioni e che si apportino delle modifiche, dove possibile, trovando degli accordi. Non si trova dappertutto la possibilità. Io oggi mi pongo dalla parte - l'hanno fatto altri miei Colleghi di maggioranza precedentemente - di chi ritiene che non sempre tutto possa convincere tutti, ma un percorso di questo tipo giustifica già una mediazione che si è raggiunta, quindi sostengo la posizione nel suo complesso. In particolare, ritengo che noi non possiamo pensare che le Feste di via siano l'obiettivo. È già emerso da più interventi, anche l'ultimo. Evidentemente il nostro obiettivo deve essere quello di sostenere il piccolo commercio, ma ancora di più deve essere quello di far giocare al piccolo commercio un ruolo decisivo nello sviluppo dei nostri quartieri, in particolare nelle periferie. Devono diventare, più di quanto non sono, uno dei soggetti forti che favoriscono il miglioramento della qualità della vita. Però non possono essere solo loro e non possono esserlo attraverso uno strumento che era nato per favorire l'apertura domenicale, in vista di un'idea che era quella di far diventare Torino città turistica, quando nessuno di noi credeva che fosse possibile che lo diventasse. Oggi che lo è diventata, mi stupisco a sentire il Consigliere Magliano dire che la città non è ancora pronta, che il nostro piccolo commercio non è pronto a provare a darsi un obiettivo di più alto livello, che non sia quello di organizzare due feste invece che una, durante le 52 domeniche dell'anno. Credo che sia un'impostazione sbagliata, perché noi abbiamo perso, nelle motivazioni (quelle che stavano in quella proposta di deliberazione allora, che nasceva proprio dal Decreto Bersani), quell'idea di spingere ad un'apertura, che peraltro doveva essere divisa per quartiere, per rendere più facile per i turisti sapere che in tutta quella zona i negozi potevano essere aperti nella prima domenica, in quell'altra zona nella seconda, in quell'altra nella terza. Quella motivazione si è persa completamente, però non ne abbiamo recuperata un'altra, cioè mi pare che manchi un obiettivo di più alto livello. O meglio, io quell'obiettivo lo intravedo nell'articolo che fa riferimento ai centri naturali commerciali; andando in deroga al numero delle feste, al numero dei banchi, ci tolgono un po' dall'imbarazzo di posizioni che non si capisce bene, cioè che hanno anche una loro dignità, però ognuno di noi potrebbe andare a modificare qualche numero là dentro. Lo trovo un esercizio poco utile, soprattutto perché diventa un gioco più personale. Ognuno può aggiungere un numero di banchi o toglierlo, o un numero di feste e toglierlo. Non mi pare tanto interessante. Invece, mi pare più utile capire come quell'accenno che viene fatto, quel riferimento che viene fatto ai centri naturali commerciali possa diventare effettivamente la strada che noi scegliamo di percorrere per chiedere al mondo del piccolo commercio, del commercio fisso, soprattutto nelle zone un po' più difficili della nostra città, di assumere un ruolo rilevante. Penso alle esperienze che abbiamo ascoltato in Commissione recentemente del manager d'area, del marketing territoriale. Penso a come legare l'esperienza che sta nascendo intorno al tema del commercio, e forse al centro naturale commerciale, a quella che è la tradizione dei progetti di periferie della nostra città, eccetera. Mi pare che ricollocare lì dentro questa deliberazione e questa prospettiva dia un senso politico un po' più elevato a questa deliberazione, altrimenti stiamo regolamentando di fatto, come è giusto fare, per rilanciare. Questo ci ha anche permesso di dialogare con un'infinità di associazioni di commercianti, partendo dal presupposto che è meglio che ci siano le associazioni e che, comunque, ci sia un dialogo tra operatori dello stesso territorio, che ci sia questo dialogo tra loro e l'Amministrazione; tutto è utile. Però, o andiamo in quella direzione (che, in qualche modo, è stata anche aperta, ma forse adesso bisogna andarla a concretizzare di più), o rischiamo di fare un esercizio che è poco più che utile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Io non ho altri iscritti ad intervenire, quindi possiamo procedere con l'analisi degli emendamenti. La parola, per una risposta a tutti gli interventi, all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Io voglio ringraziare tutti i Consiglieri Comunali che hanno partecipato a questa discussione, quelli che voteranno favorevolmente, quelli che voteranno in maniera difforme. Nella mia introduzione avevo detto che non si trattava di una deliberazione strategica per la Città, anche se le sensibilità erano e sono tante. Io proverò a dare qualche risposta rispetto agli interventi che ho capito. Rispondo solo a quelli che ho capito. La questione del numero di feste. Probabilmente, il senso che abbiamo del giusto o non giusto, sbagliato o non sbagliato è un po' diverso, perché la vecchia scheda (non era un Regolamento) prevedeva al massimo dodici feste per ogni Circoscrizione. Ora, noi stiamo approvando, mi auguro, un Regolamento che prevede, al massimo, dodici feste. Quindi tutte quelle Circoscrizioni che facevano dodici feste, adesso continuano a farne dodici. Questo l'abbiamo fatto volutamente, perché abbiamo provato a fotografare la situazione in termini generali su tutta la città, salvando tutte le Associazioni di via il cui Statuto non avrebbe risposto al nuovo Regolamento. Però, se dall'impostazione facciamo la fotografia e salviamo tutto ciò che è stato il passato, c'è qualcuno che si proietta in interventi che ho sentito in Consiglio Comunale, che da questa situazione non solo non viene danneggiato, ma ne vuole trarre vantaggio, io non sono d'accordo, perché la ritengo una cosa ingiusta. Allora invito i Consiglieri che sono andati in quella direzione, di mettersi nell'ottica nella quale si è messa tutta la Commissione, cioè di andare nella direzione di Feste di via di qualità, non quelle cose che tanti Consiglieri oggi hanno avuto modo di manifestare. Faccio un ulteriore passaggio. Siccome nell'intervento precedente ho detto che la Commissione ha tenuto fuori dalla porta le spinte, le richieste (chiamiamole come vogliamo) per andare oltre i limiti che ci siamo dati (di questo ho già ringraziato, e lo rifaccio, tutti i Consiglieri che hanno partecipato ai lavori), allora teniamo fuori da quest'Aula le spinte che vanno in quella direzione, perché siamo in grado di individuare da dove arrivano e come arrivano gli stimoli. Noi siamo tutti del parere che sia opportuno che questo Regolamento abbia una certa finalità, tutti i Consiglieri hanno sentito in Commissione tutte le categorie, perché lo scopo di un Regolamento, per chi lo fa e per chi poi deve attuarlo, è quello di tenere tutto in equilibrio. Ora, le categorie che rappresentano le aree mercatali ci hanno chiesto esplicitamente di non farne più. Questo è il punto. Basta con le Feste di via, o basta con quelle Feste di via. Dall'altra parte, ho avuto le spinte per farne tante di più. Questo è un punto di mediazione. Allora, io non so come commentare il fatto che qualche Consigliere ha presentato un emendamento che prevede due Feste di via per Circoscrizione, perché evidentemente non si è compresa la logica nella quale viene inserito questo provvedimento. Noi dobbiamo far diventare la Festa di via un momento non di bancarelle e di mercato domenicale, non può e non deve essere questo, perché oggi stiamo regolamentando quelle Associazioni di via che organizzano Feste di via, non stiamo regolamentando le Associazioni di via. Perché di Associazioni di via che non fanno Feste di via ce ne possono essere 100.000. E noi siamo contenti che ce ne siano 100.000, perché Associazioni di via significa interlocutori credibili sul territorio. Il problema nasce solo dal fatto che, negli anni, la Festa di via è diventata un mercato. Questo è il problema. La festa di via non può essere un mercato. Questo è il punto. Allora, se ci mettiamo in quest'ottica e vogliamo far sì che si facciano cose belle, questo Regolamento probabilmente non è neanche sufficiente, perché vedremo strada facendo cosa succede. Lo voglio dire con chiarezza. Perché una cosa è scrivere un provvedimento, un'altra cosa è vederlo realizzato. E siccome in questa partita il ruolo importante lo giocheranno le Circoscrizioni, perché le tre deroghe è vero che le darò io, ma le darò su proposta delle Circoscrizioni. Allora, le Circoscrizioni dovranno proporre e siccome in questa partita le Circoscrizioni hanno fatto richieste che adesso trovo in alcuni emendamenti, tipo le due Feste di via per Associazione, io non ho questa fiducia immensa che tutto quello che oggi stiamo scrivendo verrà effettivamente realizzato. Io, però, chiederò all'Assessore Tedesco, che ha la delega della Polizia Municipale, di garantirmi un certo numero di controlli all'anno durante le Feste di via, perché l'altro giorno ho avuto l'incontro con alcuni operatori di mercato di una certa area e mi hanno detto che in una Festa di via c'erano oltre 400 banchi. Non so se è vero. Non c'ero, non ho visto, non ho verificato, ma questo non è più possibile. Io rinnovo l'appello a votare questo Regolamento, che probabilmente non esaurirà tutte le problematiche, ma sicuramente è un primo passo per regolamentare una materia. Dopodiché, la direzione che dobbiamo assumere, come dicevano i Consiglieri Alunno e Muzzarelli, è quella del centro commerciale naturale. Proviamo a riqualificare il territorio attraverso iniziative e mettiamo dentro, se è il caso, anche un mercato alla domenica, due volte all'anno. Ma quella deve essere la direzione. Io mi sto già muovendo, Consigliere Muzzarelli, perché ho già chiesto agli Uffici di predisporre uno Statuto tipo, perché è chiaro che li dobbiamo accompagnare in quella direzione, però la volontà politica deve emergere chiara, che quella è la direzione. Ci sono Consiglieri che apprezzano, sollecitati, queste Feste di via che si trasformano in 400 banchi di diversa natura; beh, si assumano la responsabilità di queste cose, perché presso l'opinione dentro questo Consiglio, ma soprattutto fuori da questo Consiglio, cioè presso l'opinione pubblica torinese, mi pare che queste cose non abbiano raccolto il massimo di consenso. Oggi inizia un percorso per far sì che le cose possano migliorare. Allora chiedo ancora una volta ai Consiglieri che hanno presentato alcuni emendamenti non concordati, il ritiro di questi emendamenti. Dimostriamo che stiamo emanando realizzando un Regolamento che si rivolge alla città intera e che non cede a spinte di diverso genere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Ventura, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 31, favorevoli 31. L'emendamento n. 1 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Mangone, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Credo che questo emendamento sia opportuno. Voglio solo proporre un caso concreto all'Assessore: nel caso in cui una Associazione di via voglia ricordare il santo patrono del proprio quartiere, ad esempio, Santa Rita per l'omonimo quartiere, naturalmente può farlo, non è vietato, perché non è una ricorrenza religiosa comandata. È corretto? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Innanzitutto la festa per il santo patrono non è una Festa di via, per cui viene... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma è un altro tipo di festa, soggetta a una procedura di autorizzazione diversa. Dopodiché, se nell'ambito di una Festa di via si vuole ricordare una ricorrenza, lo si può fare. Ma si può fare anche diversamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: Presenti 26, favorevoli 26. L'emendamento n. 2 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. emendamento n. 3. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 3, perché è stato recepito nel Regolamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 3 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 3, perché è stato recepito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 4 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 5. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 5, anche se non è stato recepito, non essendo determinante. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 5 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 6. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio L'emendamento n. 6 (in parte ne ho già parlato prima) prevede, affinché l'associazione possa essere iscritta all'albo suddetto, che ci sia l'incompatibilità tra la carica di Presidente, Vicepresidente, Tesoriere e Consigliere dell'Associazione di via con la carica di Consigliere Circoscrizionale o Comunale o membro della Giunta, Circoscrizionale o Comunale. Sono rimasto un po' sorpreso dal parere sfavorevole, perché non stiamo parlando di costituire una associazione in generale, ma di iscrivere un'associazione a un albo totalmente arbitrario, che stiamo istituendo; per cui non si capisce perché non possiamo mettere queste clausole di incompatibilità. Comunque intendo mantenere in votazione l'emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. Innanzitutto, la normativa stabilisce che le incompatibilità non possono essere disposte con un Regolamento. Inoltre, c'è una ragione politica. Intanto, anche se il Regolamento si riferisce, più che al passato, al futuro, non abbiamo precedenti di questo genere, almeno non mi risultano da informazioni assunte. Dopodiché, però, il parere tecnico credo che coinvolga e assorba anche il parere politico, che secondo me è rilevante. Per cui una incompatibilità di questo genere dovrebbe essere prevista da qualche normativa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Solo per fare un po' il verso anche a livello nazionale, chiedo al Capogruppo Paolino se siamo contro il conflitto di interessi o no. Credo di sì. Dipende da noi, giusto Consigliere Viale? In questo caso, Assessore, il Regolamento, secondo me, ha la possibilità di inserire queste incompatibilità, perché sulla Circoscrizione 6, ad esempio, nei tempi passati c'è stata un'incompatibilità di questo genere. Quindi è quanto mai opportuno inserire un argomento di questo genere, a mio giudizio. Io credo ancora di più che il Regolamento possa inserire questo argomento; infatti non capisco il parere tecnico negativo. La fonte normativa qui siamo noi, non è la fonte normativa che stabilisce l'incompatibilità. Qui siamo noi a decidere su una cosa che ci riguarda, quindi possiamo inserire che il ruolo di Presidente, Vicepresidente, Tesoriere, Consigliere dell'Associazione di via non è compatibile con il ruolo di Consigliere di Circoscrizione. Mi pare quanto mai opportuno, Capogruppo Paolino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Assessore, nel ribadire il concetto poc'anzi espresso dal Consigliere Tronzano, che citava il caso della Circoscrizione 6, posso portare il caso della Circoscrizione 4 (e il Collega Alunno può testimoniare in quanto è stato Presidente di quella Circoscrizione), nella quale, non so se a tutt'oggi esistente, ma sicuramente fino all'anno scorso esisteva un caso di incompatibilità. Quindi mi sembra alquanto anomalo che un Consigliere di Circoscrizione possa dare il proprio consenso a una Festa di via organizzata dalla sua associazione. Quindi chiedo all'Assessore di valutare con attenzione questo emendamento, perché lo ritengo più che legittimo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Io condivido il merito posto dai Consiglieri Tronzano e D'Amico, condivido il fatto che ci deve essere chiarezza rispetto al ruolo che ciascuno di noi svolge; quindi se uno fa il Consigliere di Circoscrizione così come uno che fa il Consigliere Comunale non deve in nessun modo far sorgere dubbi rispetto al proprio operato. Esiste già la possibilità che il Consigliere, qualora coinvolto, possa non partecipare alla votazione; però è indubbio che, soprattutto in Circoscrizione, il fatto che uno si trovi nella doppia veste di rappresentante di un'associazione, qualsiasi essa sia (sportiva, ricreativa o di aggregazione di attività commerciali), e di Consigliere di quell'Ente, nel momento in cui viene erogato il contributo, si trova evidentemente in un conflitto di interessi. Quindi il problema c'è. Nello stesso tempo, ho l'impressione che non possiamo risolvere il problema con un emendamento a un Regolamento sulle Feste di via, perché se rimaniamo nel campo del commercio, il problema esiste anche quando la Circoscrizione delibera dove mettere le arcate per le luci di Natale, o quando delibera per iniziative di promozione del commercio diverse dalle Feste di via. Quindi, se fosse possibile, il problema in questo caso lo risolveremmo soltanto con le deliberazioni che riguardano le feste di via, ma non per tutto il resto. Io propongo che l'emendamento non venga messo in votazione e venga assunto l'impegno, da parte mia, insieme ai Consiglieri proponenti, di presentare una deliberazione di iniziativa Consiliare, o una mozione o un ordine del giorno, studiata con gli Uffici, che istituisca una incompatibilità tra la Presidenza di realtà presenti sul territorio e il ruolo di Consigliere. Perché altrimenti, in questo momento, se votiamo contro, votiamo contro un principio che condividiamo; se votiamo a favore, votiamo un emendamento che è considerato illegittimo dagli Uffici. Per evitare questo, proprio perché condividiamo il merito, io invito a ritirare questo emendamento e ad assumere insieme l'impegno, entro pochi giorni, a predisporre insieme agli Uffici uno strumento amministrativo del Consiglio Comunale che contempli il principio per cui un Consigliere di Circoscrizione, nel momento in cui viene eletto, non abbia incarichi apicali nelle realtà associative direttamente coinvolte nell'attività Circoscrizionale. Questo, ripeto, che valga non solo per le Associazioni di via. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Questa proposta mi lascia un po' perplesso, perché se è illegittimo disciplinare una incompatibilità con una deliberazione che approva un Regolamento, non capisco come possa diventare legittimo farlo con un'altra deliberazione. Però forse la cosa più utile da fare sarebbe capire esattamente perché è stato dato parere sfavorevole e se si può, modificando eventualmente qualcosa, trasformarlo in parere favorevole. Francamente non capisco in che senso possa essere impossibile per noi cominciare, almeno per le Feste di via, a stabilire queste incompatibilità, dato che si tratta di un sistema completamente discrezionale, in cui siamo noi che stiamo fissando i criteri con cui decidiamo di ammettere alcune associazioni a questo albo. Quindi francamente non si capisce perché non possiamo aggiungere una condizione alle altre già esistenti per il riconoscimento di queste associazioni. Se poi vogliamo affrontare la questione in un discorso più generale, a livello proprio di incompatibilità della carica di Consigliere Circoscrizionale, va benissimo; però mi sembra una procedura lunga e, tra l'altro, spostarla a livello della carica di Consigliere Circoscrizionale va a impattare anche la Legge, forse persino le previsioni del Testo Unico degli Enti Locali. Quindi non so se noi possiamo aggiungere delle condizioni di incompatibilità alla carica di Consigliere Circoscrizionale. Invece per l'accreditamento delle Associazioni di via, secondo me, siamo pienamente legittimati a inserire questa clausola. Quindi, io voterei questo emendamento, perché ritengo sia pienamente legittimo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Consigliere Paolino, a me non sembra che sia estremamente illegittimo un atto del genere. Io farei una controproposta… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ho capito. Non voglio mettere in dubbio il lavoro effettuato dagli Uffici, però anche loro hanno qualche perplessità. Naturalmente è una perplessità che è stata manifestata sicuramente in buona fede. Io propongo di procedere con la votazione, se poi ci sono effettivamente questi estremi di illegittimità, allora non viene accettato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho letta, ma non mi sembra così netta, dipende dal grado di illegittimità. Comunque anche gli Uffici nutrono qualche perplessità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Faccio notare a tutti i Consiglieri che le incompatibilità con le cariche elettive (Consiglieri Comunali, Consiglieri Circoscrizionali e via discorrendo) sono regolamentate dalla Legge nazionale e i Regolamenti del Consiglio Comunale non possono disciplinare questa materia. Tema diverso è discutere di qualche forma - che però non può essere questa - di codice di comportamento delle Associazioni di via. Ma non può essere… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma una cosa è un codice di comportamento, un'altra cosa è un Regolamento. Le incompatibilità con la figura di Consigliere Comunale e di Consigliere Circoscrizionale sono definite dalla Legge e sono ben specificate. Credo che il tema vada visto in questo quadro, come ha fatto il dirigente che ha espresso il parere negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Voglio portare l'attenzione su un dato certo. Se domani votiamo una Variante al Piano Regolatore, e il sottoscritto ha interessi diretti su quella Variante, io non posso partecipare alla votazione. Ora, mi si deve spiegare perché un Consigliere Circoscrizionale, Presidente o Tesoriere o Amministratore di un'associazione che organizza Feste di via, all'interno del suo Consiglio, può invece partecipare al voto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È stabilito che non partecipano al voto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, c'è l'obbligo di partecipazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ricordo al Vicepresidente Levi che chi ha rapporti con la Città, chi è un dipendente comunale o chi ha contenziosi con l'Amministrazione, non può candidarsi per il Comune. Quindi, per coerenza di ragionamento, abbiamo discusso il parere sui Regolamenti sportivi, confutando addirittura il parere del Vicedirettore Generale della Città di Torino e dibattendolo per due o tre sedute di Consiglio con un parere esterno. Adesso non vogliamo accettare quello che dice il Capogruppo Paolino (chiedo al Consigliere Bertola se è d'accordo sul ragionamento) e sosteniamo la necessità di valutare l'opportunità di un parere tecnico sfavorevole, come in questo emendamento, perché secondo me c'è tutto lo spazio per poter incidere positivamente e accettare questo emendamento, eventualmente dibattendolo in Commissione. Però, se andiamo al voto e bocciamo l'emendamento, se io fossi il Consigliere Bertola, preferirei non votarlo oggi. Ribadisco solo che chi ha un contenzioso con il Comune, chi è dipendente comunale o ha dei rapporti con il Comune, non può candidarsi in quel Comune. Quindi, tutto sommato, un'analogia ci può essere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Consigliere Tronzano, il Capogruppo del Partito Democratico ha già manifestato la volontà del Gruppo rispetto a questo emendamento e al principio contenuto in questo emendamento. L'incompatibilità, compresi i casi di incandidabilità citati dal Consigliere Tronzano, sono tutti previsti dalla legge ordinaria dello Stato, non è possibile… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma norma le incompatibilità. Proprio perché non esiste una legge che disciplina questa incompatibilità, non la possiamo introdurre con un Regolamento. L'idea manifestata dal Vicepresidente è di ritirare l'emendamento, perché bocciarlo, come dice il Consigliere Tronzano, non è una bella cosa, avendone condiviso lo spirito; dopodiché si fa un codice comportamentale, che però ha un valore morale, non un valore di Legge. Perché in un Regolamento, se un Presidente di Associazione di via si candida in Circoscrizione, come si fa valere questa norma? Si deve dimettere da che cosa? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). E chi glielo può imporre? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non si può imporre attraverso un Regolamento; riflettiamoci bene. Avendo tutti condiviso l'impostazione dell'emendamento, compreso il Capogruppo del Partito Democratico, usiamolo diversamente. Ma non può essere questa la soluzione. Il parere tecnico resta comunque negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: Presenti 35, astenuti 1, favorevoli 10, contrari 24. L'emendamento n. 6 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 7. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea (INTERVENTO FUORI MICROFONO) FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 7 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 8. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea In Commissione, l'Assessore aveva accettato il ragionamento, dicendo che ci sono feste tematiche o feste alternative alla Festa di via anche in giorni feriali. Facevamo l'esempio della Festa di via di piazza Guala. L'Assessore giustamente aveva detto "normiamolo con un altro Regolamento". Qui ragioniamo sul Regolamento delle manifestazioni cittadine. In Giunta questa possibilità non facciamola tanto nel Regolamento dei dehor, quanto nel Regolamento sulle manifestazioni cittadine. Ovvero, concediamo la possibilità di realizzare manifestazioni tipo piazza Guala, quindi fuori dalle Feste di via, anche in giorni feriali, che non chiudono al traffico, normando questi eventi nel Regolamento delle manifestazioni cittadine. Quindi, ritiro l'emendamento n. 8, perché forse non rientra in questo Regolamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 8 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 9. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: Presenti 34, astenuti 1, favorevoli 9, contrari 24. L'emendamento n. 9 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 10. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 10, perché è stato normato diversamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 10 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 11. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Questo è l'emendamento di cui abbiamo discusso durante il dibattito e prevede di sostituire una Festa di via all'anno con due Feste di via all'anno, in primavera ed in autunno. Questo è uno di quegli emendamenti che farebbe cadere tutta l'impalcatura che è stata faticosamente costruita. Quindi chiedo, in maniera accorata, a tutto il Consiglio Comunale di rigettare con chiarezza e nettezza questo emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 11: Presenti 32, astenuti 2, favorevoli 3, contrari 27. L'emendamento n. 11 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 12, presentato dall'Assessore Mangone, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 12: Presenti 26, favorevoli 26. L'emendamento n. 12 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 13. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Assessore, mi permetto solo di fare riflettere sull'emendamento. "È consentita la realizzazione di manifestazioni nelle vie, se è consentita anche negli ipermercati nelle festività natalizie, a esclusione delle giornate del 25 e 26 dicembre". Questo, tutto sommato, ha un senso se vogliamo aiutare… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Scusi Consigliere Tronzano, in realtà questo emendamento è stato superato, perché l'emendamento di Commissione ne ha già trattato il contenuto. TRONZANO Andrea Allora sono io che mi sbaglio, chiedo scusa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Continui pure Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Volevo solo far riflettere su questo emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Questo emendamento sarebbe superato perché nell'emendamento n. 1 è presente questo contenuto. TRONZANO Andrea Quello che abbiamo già votato? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sì, il primo emendamento di Commissione Consiliare. L'emendamento n. 1 è un super emendamento formato da otto emendamenti. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Assessore, riflettiamo solo un attimo. Con l'emendamento n. 2 del primo emendamento, che abbiamo votato congiuntamente con gli otto emendamenti di Commissione, si vieta la Festa di via durante le festività civili o religiose, oppure nelle immediate vicinanze di grandi eventi culturali e sportivi. Mentre con questo emendamento, presentato dal Consigliere Magliano, la Festa di via è vietata il 25 e 26 del mese di dicembre, ma si consente di valutare, se gli ipermercati dovessero aprire, una Festa di via durante le festività natalizie, tranne il 25 e il 26, che sono feste comandate. Quindi volevo solo capire il motivo di questo parere negativo, perché in Commissione non ne abbiamo parlato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) La prima questione è tecnica, me la stavano spiegando gli Uffici, nel senso che questo emendamento è decaduto, perché abbiamo approvato l'emendamento n. 2 a firma del Presidente della Commissione. Per cui il punto, se ho capito bene, dove interverrebbe questo emendamento non esiste praticamente più, perché è stato sostituito. Invece, come è noto, la Città non entra più in merito alla questione se sia consentita la Feste di via anche negli ipermercati durante le festività natalizie. Non è più come una volta, dove venivano stabiliti i giorni. Gli ipermercati non hanno più alcun rapporto con la Città, quindi di fatto fanno cosa vogliono. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Chiedo scusa se insisto, con l'emendamento n. 2 (compreso negli otto emendamenti votati insieme) si vieta di fare la Festa di via durante le festività civili o religiose. In questo emendamento noi vietiamo la Festa di via il 25 e il 26 del mese di dicembre; quindi, questo emendamento è corretto e in linea con l'emendamento che abbiamo votato. Sono d'accordo che gli ipermercati non sono di competenza del Comune, però se gli ipermercati hanno la possibilità di aprire durante le festività natalizie, l'Amministrazione, pur non essendo competente sugli ipermercati, può incidere sulle Feste di via, consentendo eventualmente di svolgere una Festa di via in quel periodo, tranne il 25 e il 26 dicembre, che naturalmente è vietato. Questo è il senso. A meno che - come dicevamo prima con il Consigliere Magliano - non vogliamo regolamentare le Feste di via durante il periodo natalizio attraverso il Regolamento delle manifestazioni cittadine. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Consigliere Tronzano, all'articolo 5 abbiamo volutamente escluso il mese di dicembre come mese in cui si possono fare le Feste di via; e la ragione si intuisce facilmente, perché il mese di dicembre è il mese in cui le attività in sede fissa lavorano di più che in altri periodi. Questa è stata la decisione presa e normata dall'articolo 5. Quindi il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 13: Presenti 30, astenuti 2, favorevoli 4, contrari 24. L'emendamento n. 13 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 14. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 14: Presenti 30, astenuti nessuno, favorevoli 6, contrari 24. L'emendamento n. 14 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 15. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 15, perché riguarda i trenta giorni per l'autorizzazione, che abbiamo portato a venti. Va bene lo stesso, quindi lo ritiro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 15 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 16. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea (Intervento fuori microfono). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 16 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 17. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 17, anche se secondo me poteva essere utile che nell'ambito degli ottanta banchi complessivi, ci fosse un parametro tra negozi di vicinato aperti e bancarelle. Io ipotizzavo, per esempio, (è un suggerimento che rivolgo all'Assessore, nel caso in cui durante lo svolgimento delle Feste di via si dovesse verificare qualche cosa che non funziona riguardo agli ottanta banchi complessivi), di prevedere al massimo due banchi per ogni negozio di vicinato aperto. Questo è un suggerimento che lascio agli atti e ritiro l'emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 17 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 18. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 18, perché è stato accettato, visto che le associazioni di volontariato sono comunque presenti e possono svolgere la loro attività al di fuori degli ottanta banchi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 18 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 19. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Come avevo annunciato nel primo intervento, non intendo ritirare questo emendamento, lo lascio alla decisione dell'Aula. L'emendamento chiede di eliminare tutto l'articolo 8, che prevede, durante le Feste di via, la possibilità di tenere aperti i mercati vicini a quella via. Se la filosofia della Festa di via è quella di promuovere i prodotti dei negozi presenti in quella via, mi sembra paradossale che contestualmente venga aperto il mercato. Chi, come me, frequenta ogni tanto queste feste, nota che il mercato catalizza la maggior parte delle persone che partecipano alla Festa di via, quindi bypassando la festa. Quindi propongo che durante lo svolgimento delle Feste di via i mercati vicini alla zona dell'evento siano chiusi. Credo che questa sia un'indicazione più volte sollecitata anche dagli operatori mercatali. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) C'è un parere tecnico negativo, in quanto l'abolizione dell'articolo 8 violerebbe l'articolo 32 del commercio su area pubblica, perché questo Regolamento prevede espressamente che, in occasione delle Feste di via, gli operatori mercatali "regolari" possono chiedere di tenere il mercato aperto. Quindi il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 19: Presenti 30, astenuti 2, favorevoli 4, contrari 24. L'emendamento n. 19 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) l'emendamento n. 20, presentato dall'Assessore Mangone, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 20: Presenti 27, astenuti 1, favorevoli 26. L'emendamento n. 20 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) l'emendamento n. 21, presentato dall'Assessore Mangone, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 21: Presenti 27, astenuti 1, favorevoli 26. L'emendamento n. 21 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 22. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 22: Presenti 28, astenuti 1, favorevoli 7, contrari 20. L'emendamento n. 22 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 23. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 23, perché è stato recepito dall'emendamento della Commissione. Lo sottolineo a verbale, perché è importante che si sappia: questo emendamento vieta espressamente la somministrazione di alcolici sopra i ventuno gradi a chi non è in possesso di regolare licenza. È già previsto dalla Legge nazionale, ma l'abbiamo voluto specificare meglio nel Regolamento, in maniera più cogente, affinché la Polizia Municipale abbia la forza di controllare chi, senza licenza, vende alcolici sopra i ventuno gradi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 23 è stato ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 24. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro l'emendamento n. 24. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 24 è ritirato. L'emendamento n. 25, presentato dalla Giunta, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 25: Presenti 26, favorevoli 26. L'emendamento n. 25 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 26, presentato dalla Giunta, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Anche se capisco la filosofia di questo emendamento, che porta da trenta a novanta giorni la rendicontazione, sono contrario alla sua approvazione, perché, nel caso in cui ci fossero sanzioni da applicare e non si fosse stati fedeli alla presentazione del rendiconto, ritengo che novanta giorni siano troppi. Voterò contro l'emendamento, proprio perché vorrei che le sanzioni, invece, venissero applicate nel momento in cui si scoprono i furbetti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 26: Presenti 27, favorevoli 24, contrari 3. L'emendamento n. 26 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 27, presentato dai Consiglieri Bertola e Appendino. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Riterrei logico che, quando si organizza una Festa di via, ci fosse un elenco di chi vi ha partecipato e una traccia dei soldi che sono stati versati e che questo venisse inserito nel Rendiconto, perché così siamo in grado di rintracciare cosa succede, sia dal punto di vista organizzativo che economico. Mi spiace per chi fa la Festa di via, ma non credo sia uno sforzo così impossibile compilare un elenco dei partecipanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 27: Presenti 28, astenuti 1, favorevoli 6, contrari 21. L'emendamento n. 27 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 28, presentato dal Consigliere Tronzano, viene ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 29, presentato dal Consigliere Magliano. Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 29: Per il verbale, il Consigliere Tronzano è favorevole. Presenti 26, favorevoli 3, contrari 23. L'emendamento n. 29 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 30. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Presidente, ritiro questo emendamento, perché mi hanno assicurato che è già previsto dalla Legge, quindi bombole o altri liquidi infiammabili o pericolosi devono essere in massima sicurezza. Assessore, questo particolare mi è stato suggerito, perché non posso essere a conoscenza di tutto. Durante le Feste di via è probabile che vengano utilizzate bombole o liquidi infiammabili e ritengo che si tratti di un altro elemento da controllare da parte della Polizia Municipale, perché potrebbe essere veramente pericoloso, visto che ne è vietato l'utilizzo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 30 è ritirato. L'emendamento n. 31, presentato dalla Giunta, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 31: Presenti 30, favorevoli 29, contrari 1. L'emendamento n. 31 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 32, presentato dal Consigliere Tronzano, è ritirato. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 33. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Presidente, ritiro anche questo emendamento, perché è già stato recepito quello riguardante la polizza assicurativa, richiesta proveniente anche dalle associazioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. n. 34. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritiro anche questo emendamento che riguarda la possibilità di contrastare efficacemente il commercio abusivo e la contraffazione, perché già previsto nell'emendamento di Commissione, però, Assessore, lo voglio ricordare a verbale, insieme con il Consigliere Altamura, perché è uno degli argomenti fondamentali, quindi mi aspetto che la Polizia Municipale intervenga maggiormente, come auspico che lei chiederà di fare all'Assessore Tedesco. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 34 è ritirato, così come vengono ritirati gli emendamenti n. 35 e n. 36, entrambi presentati dal Consigliere Tronzano. Per quanto riguarda l'emendamento n. 37, ha chiesto di intervenire il Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Se fosse possibile, chiederei a verbale l'intervento dell'Assessore sulle sanzioni. Ritiro questo emendamento, però siccome qui si parla di violazione successiva alla terza, volevo che a verbale lei dicesse le sanzioni previste in caso di non ottemperanza al Regolamento, perché ritengo sia importante farlo sapere anche ai Consiglieri che non erano presenti in Commissione. MANGONE Domenico (Assessore) Questo emendamento, se approvato, attenuerebbe il rigore di quanto contenuto, perché su proposta del Presidente, il Consiglio di Circoscrizione può cancellare dall'albo le Associazioni organizzatrici di Feste di via che violano il Regolamento, quindi non è necessario aspettare la terza violazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Anche l'emendamento n. 37 viene ritirato. L'emendamento n. 38, presentato dalla Giunta, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 38: Presenti 30, favorevoli 30. L'emendamento n. 38 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 39. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Anche questo emendamento è sul tema delle sanzioni. Capisco che il Presidente di Circoscrizione possa far cancellare le associazioni dall'albo, però secondo noi sarebbe il caso di dettagliare meglio questa procedura e soprattutto fare in modo che, se le violazioni sono ritenute gravi, la procedura venga necessariamente applicata, cioè che sia prevista una sanzione che porti alla rimozione della certificazione di un'associazione dall'albo e ad un divieto di riscrizione per dodici mesi, altrimenti il rischio è che l'associazione venga eliminata e dopo una settimana se ne formi una nuova che ricomincia immediatamente a fare le Feste di via. Nel nostro testo, quindi, proponiamo anche un periodo di dodici mesi, nel quale non si può ripresentare una domanda di iscrizione per quell'atto; quindi intenderemmo lasciare al voto l'emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? MANGONE Domenico (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 39: Presenti 33, astenuti 1, favorevoli 11, contrari 21. L'emendamento n. 39 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 40, presentato dalla Giunta, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 40: Presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'emendamento n. 40 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano, per dichiarazioni di voto. TRONZANO Andrea Intervengo brevemente per dire che confermo il mio voto positivo, anche a seguito dei miglioramenti avvenuti in Commissione, grazie al lavoro di tutti i Consiglieri. Invito nuovamente l'Assessore su due punti: primo, verificare come si svolgeranno le Feste di via ed, eventualmente, tarare questo Regolamento, nel caso in cui non fosse perfetto; secondo, maggiori controlli, perché non è più possibile accettare che vi siano quattrocento banchi sulle Feste di via, come sono sicuro che sia già successo. Se questo Regolamento non sarà seguito dai controlli della Polizia Municipale, è come buttarlo nel cestino. Per cui, chiedo all'Assessore che lo faccia veramente in concerto con l'Assessore Tedesco, perché altrimenti è stato completamente inutile il nostro sforzo in Commissione. Comunque, il mio voto sarà favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Il nostro voto su questa deliberazione sarà di astensione, per il semplice fatto che c'è una posizione ben precisa, ma non sono stati accolti tutti gli emendamenti, in particolare quelli presentati dal Consigliere Magliano, in conseguenza dei quali avremmo potuto essere favorevoli, perché devo comunque riconoscere all'Assessore un lavoro, un impegno e sicuramente un miglioramento di quanto è stato fino adesso il mare magnum delle Feste di via. Presidente, ritengo che la stessa autorevolezza che ha fatto pesare prima nei miei confronti si debba far valere ora nei confronti dell'Aula, visto che un Consigliere sta esprimendo un parere su di una deliberazione, che è stata sicuramente molto lunga e complessa sia in fase di Commissione, che in fase d'Aula in questo momento. Comunque, non posso che dare merito all'Assessore per l'impegno. Un miglioramento c'è stato, forse la fortuna dell'Assessore è proprio stata questa: partivamo da una situazione di anarchia e di mare magnum per quanto concerne le Feste di via, anche se c'è ancora parecchio da migliorare. Quindi il voto del Nuovo Centrodestra sarà di astensione: ci sarà ancora parecchio da migliorare per quanto concerne questa partita delle Feste di via. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Intervengo molto velocemente per esprimere che anche il mio voto a questa deliberazione sarà favorevole, pur non ritenendo che risolva i problemi di queste feste, però una delle motivazioni per cui il mio voto sarà favorevole è che bisogna dare atto all'Assessore di essere riuscito anche a far digerire questo documento ad alcuni rappresentanti della sua maggioranza, e quindi già solo per questo motivo merita il voto favorevole, ma poi anche perché ho colto nello spirito, nella volontà della filosofia dell'Assessore di voler dire: fermiamoci un attimo e mettiamoci una pezza. Ora, sicuramente ci sarà un periodo di rodaggio, vediamo cosa accadrà. Le posso assicurare, Assessore, che sarò un frequentatore di queste feste, sarò la sentinella dell'Aula all'interno di queste vie e, ogni qualvolta noterò qualcosa che non rientra nei gangli di questo Regolamento, sarà mia cura farle sapere cosa può accadere. Comunque oggi si è meritato la mia fiducia e il mio voto favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intervengo solo per precisare che, come abbiamo detto, vediamo con favore il fatto che si faccia un Regolamento, si tratta comunque di un passo avanti che cerca di limitare le cose, però troppe delle nostre proposte non sono state accolte e quindi, secondo noi, il Regolamento manca ancora di alcuni punti fondamentali e, per questo motivo, il nostro voto sarà di astensione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 35, favorevoli 26, astenuti 9. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24. L'immediata eseguibilità è concessa. |