| Interventi |
COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200609746/13, presentata dalla Giunta Comunale in data 5 dicembre 2006, avente per oggetto: "Regolamento per la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche ed indirizzo per l'esercizio 2007 in tema di variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Approvazione" e della proposta di mozione n. mecc. 200701854/02, presentata dai Consiglieri Angeleri, Cantore, Carossa, Tronzano e Coppola in data 27 marzo 2007, avente per oggetto: "Bilancio 2007 - Addizionale IRE, aumento soglia esenzione. Proposta di mozione di accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200609746/13". COPPOLA Michele (Vicepresidente) Comunico che in data 21/03/2007 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione è collegata una proposta di mozione, il cui primo firmatario è il Consigliere Angeleri. Ricordo che la discussione di questa mozione sarà congiunta alla deliberazione. Successivamente, s'inizierà con la votazione degli emendamenti accorpati, dopodiché si passerà alle eventuali dichiarazioni di voto e, dopo la votazione conclusiva e l'immediata eseguibilità, alla mozione collegata. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Abbiamo presentato, insieme a tutti i colleghi di minoranza, una mozione di accompagnamento al Regolamento che all'inizio aveva un'altra connotazione, poi cambiata in corso d'opera, perché ci sono state delle rivisitazioni da parte della maggioranza in ordine alle possibili detrazioni su alcune fasce di reddito, che inizialmente erano previste nella misura del 40% per redditi da 0 a 8.000 Euro, del 30% per redditi da 8.001 a 12.000 Euro e del 20% per redditi da 12.001 a 20.000 Euro. Abbiamo voluto presentare questa mozione di accompagnamento, perché abbiamo verificato che nel documento relativo è previsto un aumento dell'addizionale IRE che passerà dallo 0,3 allo 0,5% in base ad una sola fascia di reddito. La soglia minima sulla quale verrà applicata la nuova percentuale (così ci ha riferito l'Assessore in Commissione) è inferiore agli 11.000 Euro annui di guadagno, sopra la quale tutti pagheranno di più rispetto allo scorso anno, come previsto inizialmente. Con questa nuova applicazione dell'addizionale, praticamente, tutte le famiglie arriveranno a pagare più tasse, ma soprattutto la considerazione che ci sembrava importante fare in questa sede è che con questa nuova tassa chi guadagna di fatto 100.000 Euro, per esempio, proporzionalmente, pagherà come chi dichiara, almeno inizialmente, 12.000 Euro. Preoccupati da questa considerazione, che probabilmente non è stata tenuta in debito conto dalla maggioranza e soprattutto dalla situazione in cui versano molte famiglie torinesi che, da dati statistici, si sono sempre più indebitate in questi ultimi tempi (soprattutto facendo riferimento all'acquisto della prima casa tramite mutuo), abbiamo voluto sottolineare che probabilmente la soglia prevista dall'Assessore, e che verrà poi discussa in Giunta, debba essere innalzata, perché riteniamo che oggi la fascia di povertà sia sicuramente al di sopra degli 11.000 Euro. Per cui, abbiamo richiesto a questo Consiglio di guardare con maggior attenzione alle fasce che vanno almeno fino ai 22.000 Euro, per diminuire la forbice che c'è tra chi dichiara un reddito annuo molto basso e chi, invece, è altamente al di sopra di questa cifra, per fare in modo che l'applicazione percentuale sia più equa e, in base al reddito, le famiglie paghino una cifra proporzionata. Chiediamo che, rispetto a questa mozione, che è una delle nove che abbiamo presentato, che entra nel merito e non è certo da giudicarsi ostruzionistica, ci sia una valutazione attenta da parte della Giunta perché, in effetti, abbiamo riscontrato, rispetto al primo provvedimento, un aggiustamento da parte della maggioranza dei limiti di reddito e della detrazione. Questo per quanto riguarda, per esempio, la TARSU, e ne siamo ovviamente felici, non abbiamo però sentito alcunché sull'IRE dall'Assessore, e ci piacerebbe che quest'oggi ne parlasse in Aula. Non c'è stata una risposta, quindi vorremmo una valutazione che ci tranquillizzasse, anche in ordine alla nostra proposta. Ci riserviamo, ovviamente, di esprimere successivamente il nostro voto in merito. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Come in tutte queste deliberazioni, mi trovo molto contrario e contrariato già solo dall'oggetto che da cittadino comune ho difficoltà a capire, ma questo è un mio limite naturalmente e, sicuramente, non è condivisibile da tutti quanti. Non me ne abbia l'Assessore, non è colpa sua, ma è colpa del linguaggio che viene utilizzato. La proposta dell'Assessore Passoni recita: "...possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo per quanto attiene all'individuazione e definizione..." e mi fermo, perché sfido chiunque in questa Aula, a spiegarmi qualcosa; sono sicuro che l'Assessore sarebbe pronto e capace, ma non lo voglio tediare oltre. Condivido appieno il testo della mozione di accompagnamento, lo ripeterò fin quando potrò naturalmente in questa unica giornata, anche se avrei voluto, cari amici della maggioranza, avervi qui per almeno alcuni giorni: decisioni prese democraticamente all'interno della minoranza hanno fatto sì che non potrò avere questo piacere. Da un certo punto di vista, mi dispiace addirittura che sia stata presentata, perché è una mozione che sicuramente non guarderete, perché è della minoranza, tranne che l'Assessore sicuramente, però varrebbe la pena rifletterci sopra. Varrebbe la pena di riflettere sul discorso di questo "Regolamento per la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche". Sarebbe da discutere il fatto che all'articolo 4 sia prevista la determinazione dell'aliquota. Le variazioni dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche non possono eccedere la misura massima stabilita per legge. Meno male che abbiamo aggiunto questa dicitura nell'articolo 4, perché a me farebbe piacere che il Comune di Torino eccedesse la misura massima stabilita per legge. A me farebbe piacere che, in questo articolato, il Comune di Torino dicesse (se può, ai termini di Regolamento) che la variazione dell'aliquota non può eccedere il 50%, per esempio, della misura massima stabilita per legge. Questo sarebbe un modo per venire incontro a tutti i cittadini. Invito, quantomeno, a leggere, se volete, la mozione. Non fidatevi solamente di cosa dice l'esimio Capogruppo (che mi dispiace sia assente), perché dovete anche vedere coi vostri occhi quello che c'è scritto. Non faccio mai di ogni erba un fascio; il mio è un invito generale. Leggete la mozione, perché non è fatta da quella becera minoranza che vuole fare solamente, come il sottoscritto, un brutto ostruzionismo. Assolutamente no; è fatta in maniera, ritengo, che potrebbe anche essere, quantomeno in parte, condivisibile. Mi dispiace che non si ragioni (partendo sempre dal sottoscritto) con la propria testa e lo denota il fatto che volevo tenervi qui in piacevole compagnia per almeno una settimana e, invece, purtroppo, non vi staremo nemmeno tre giorni. L'unica mia soddisfazione è che oggi ho deciso che, quanto meno, non vedrete la partita, perché lo dovete ai cittadini torinesi che andate a tartassare con tutti questi aumenti. Questo mi fa veramente molto piacere; è il piacere dei poveri, caro Presidente, però io sono un poveraccio! A prescindere dai continui disturbi del compagno Gallo Domenico (compagno in tutti i sensi, nel senso che è anche compagno di banco), vorrei dirgli che è differente vedere una partita registrata, rispetto ad una dal vivo! Mi attengo al tema e vado a leggere per il Consigliere Zanolini: "Ritenuto opportuno avvalerci della facoltà prevista dal suddetto articolo 52, si propone nel testo allegato (allegato 1) l'approvazione del Regolamento per la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale comunale all'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche". Cari Colleghi, chiudo questo mio primo intervento di questa lunga seduta, perché non voglio tediarvi ulteriormente. Purtroppo, vi annoierò abbastanza già in questa seduta e quindi interverrò dopo, anche perché, sicuramente i Consiglieri della minoranza avranno cose da dire ben più importanti di quelle testé dette da me. CERUTTI Monica La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Prendo la parola per manifestare ciò che si può già evincere dall'elenco dei firmatari della mozione di accompagnamento, ossia che la minoranza, l'opposizione, pur se piccola, si è trovata d'accordo sul fatto di non mettersi di traverso sulla strada intrapresa dall'Amministrazione, ma di tentare di modificare, ed eventualmente migliorare, quanto da quest'ultima proposto in questa serie di provvedimenti che preparano alla votazione del Bilancio. Ciò che non è chiaro al sottoscritto, come al Consigliere Carossa, ma che, soprattutto, non può essere chiaro alla gran parte dei cittadini, leggendo le varie deliberazioni che oggi voteremo, ha una sostanza molto evidente. La sostanza è che si metteranno ulteriormente in difficoltà tutti i torinesi e, in particolare, non solo le fasce deboli, ma quella classe media che una certa parte politica (che voi ben conoscete e che rappresentate fieramente e con orgoglio) ha inteso, da quando è cambiato il Governo della Nazione, andare continuamente a tartassare. Cari Colleghi della sinistra più radicale - in particolare mi rivolgo a voi -, non saranno i ricchi a piangere, perché, se piangeranno, lo faranno dal ridere nel vedere che i provvedimenti che sottoponete al vaglio del Consiglio Comunale nella Città di Torino, sono volti più a mettere in difficoltà la classe media (che evidentemente vi dà un grande fastidio), che non i ricchi i quali, in un noto manifesto, affisso anche sui muri della nostra città, si intendeva andare a ridimensionare. Devo, però, notare con profondo rammarico che, in risposta ai ripetuti appelli all'opposizione, da parte della maggioranza, a partecipare alla costruzione del processo decisionale di questa Città e a presentare proposte, quando l'opposizione presenta delle idee, non un solo Consigliere della maggioranza prende la parola per confutare o esprimere un parere al riguardo. Non solo c'è uno spiacevole e fastidioso via vai dentro e fuori dall'Aula e l'Assessore parla al telefono, invece di ascoltare le nostre modeste osservazioni, ma, soprattutto, la parte politica principale (che ha la maggioranza in questo Consiglio Comunale), evidentemente, non intende dare la giusta attenzione a ciò che la minoranza propone. Se così dovrà essere, signori, sono convinto che questa Sessione di Bilancio sarà l'ultima in cui la minoranza parteciperà con proposte concrete, per cercare di ridimensionare i danni che intendete apportare a questa città. Se questa è la strada che intendete intraprendere, io credo (e penso di non sbagliarmi nel dire questo) che, dalle prossime sessioni di Bilancio, seguiremo una sola strada che sarà quella dell'ostruzionismo ad oltranza, perché non si riscontra coerenza tra ciò di cui parlavate ieri e ciò che fate quest'oggi. La nostra mozione di accompagnamento chiede non di ritirare un provvedimento che comporterà un significativo aggravio nelle finanze dei torinesi, ma di modificarlo, di renderlo più digeribile, più accettabile, di modificare una soglia, cercando di limitare i danni per quelle fasce di reddito che, invece, con l'approvazione di questo Regolamento, si troveranno in ulteriori gravi difficoltà. CERUTTI Monica La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Gli interventi che ho ascoltato sinora partono da un presupposto di approccio al ragionamento su questo Regolamento che, se si ascolta, appassiona. La mozione di accompagnamento che è stata presentata, in effetti, è sensibile ad alcuni valori e attenta alle situazioni reddituali dei cittadini torinesi, argomento sul quale, negli altri anni, i riflettori, da parte dell'opposizione, non si erano accesi. Voglio rammentare, cari Colleghi Consiglieri, che, negli anni precedenti, il Comune di Torino, a differenza di altri Comuni, soprattutto di città governate dal centrodestra, non è intervenuto sull'addizionale. Questo è un dato che, forse, qualcuno ha dimenticato e che io, invece, voglio ricordare. Negli anni passati, infatti, il Governo Centrale, su questa materia, sapeva che i Comuni, in una logica di compartecipazione e sempre più di avvicinamento a un'autonomia finanziaria, dovevano intervenire sull'addizionale, quindi, questo Governo ha delle differenze rispetto a quello precedente. È vero che il Governo Centrale ha mantenuto questa possibilità con un tetto massimo di intervento, ma è anche vero che, a differenza dei precedenti, questo Governo ha messo i Comuni nella condizione di poter costituire fasce di esenzione. Seguendo l'impostazione data da voi e da coloro che hanno presentato la mozione di accompagnamento, il dibattito diventa a chi "gioca più alto" sul tetto dell'esenzione, avendo effetto contrario rispetto alle politiche economiche reddituali che fino a ieri il centrodestra sposava. Ritengo che sia giusto che il Consigliere Carossa richiami l'Aula all'attenzione e alla lettura degli atti, però, pur ringraziandolo per questa sua sensibilità, con altrettanta sensibilità voglio far notare al Consigliere Carossa che di questo argomento si è discusso lungamente in Commissione e che quindi tutti abbiamo appreso e abbiamo discusso consapevolmente in merito al percorso che intendeva seguire questa Amministrazione sulla proposta della Giunta. Voglio ricordare che, nell'ambito della Commissione, proprio in virtù dell'apporto dato dai Consiglieri in merito al Regolamento, la Giunta ha apportato delle modifiche, e oggi si presenta con delle modifiche sulle fasce di esenzione. Ora, permettetemi una battuta, senza offesa, ma non so se la mozione di accompagnamento - che io ho qui, brevi manu - che voi avete presentato sia stata letta dai Colleghi dell'opposizione che non l'hanno firmata, perché mancano delle firme, però questo è un fatto relativo. Invece, giustamente, se l'opposizione (che ha contribuito al dibattito della Commissione) ritiene di presentare una mozione che va sempre nella direzione del "più 1", mi pare che la logica di confronto costruttivo, di cui parlava l'opposizione stessa, cada, perché, se fosse stato possibile accedere a una fascia di riduzione più elevata, sono convinto che oggi ci saremmo trovati con una mozione che andava oltre quella fascia. Quindi, questo è un gioco al rialzo, usando una situazione reddituale che non riguarda soltanto i cittadini torinesi - lo voglio dire e ricordare, magari ce lo ricorderemo nelle altre serate - ma è una situazione che riguarda tutti i cittadini italiani, perché, se oggi l'Italia è più povera rispetto a qualche anno fa, non è grazie... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, Berlusconi non c'entra! (INTERVENTI FUORI MICROFONO). No, state tranquilli, non sto dicendo che sia colpa di Berlusconi, ma è colpa del Ministro Tremonti, che ha fatto una politica finanziaria vertiginosamente diretta ai redditi più alti, dimenticandosi dei redditi più bassi. Oggi, però, vediamo che l'opposizione, giustamente, aiuta il Governo della Città ad essere sensibile a coloro ai quali la Città era già sensibile, cioè ai ceti più deboli, perché non sono i numeri di questa mozione che danno sostanza della sensibilità di questa Città verso i ceti deboli, ma sono i fatti che in questa città vivono e i torinesi capiscono. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello L'intervento del Presidente della I Commissione, quale competente Consigliere in materia, mi impone, però, una risposta, perché noi stiamo parlando del Bilancio 2007; i Bilanci precedenti sono già stati dibattuti e discussi. Oltretutto, il Consigliere Carossa, il Consigliere Ravello e il sottoscritto, quando si discutevano i Bilanci precedenti, non facevano ancora parte di questo Consiglio Comunale, quindi diventa un po' complicato seguire il suo ragionamento. Inoltre, la serietà con cui abbiamo lavorato non è data soltanto dal numero di mozioni rispetto agli emendamenti presentati (che sono comunque in un numero molto basso), ma è data dalla scelta di effettuare un'opposizione costruttiva e responsabile, tant'è che avremmo potuto presentare un emendamento sull'aumento percentuale, nel quale avremmo potuto dire che non accettavamo l'aumento dallo 0,3% allo 0,5%, che quasi raddoppia la tassa, e avremmo potuto proporre una aumento dallo 0,3% allo 0,4%. Se notate, non l'abbiamo fatto, responsabilmente, perché sappiamo benissimo in quale situazione sia il Bilancio non soltanto del Comune di Torino, ma purtroppo di tutti gli Enti Locali, e siamo intervenuti sul reddito delle famiglie! Questa considerazione è già sufficiente a giustificare il ragionamento e la serietà con cui abbiamo lavorato. Se poi mi spiegate che la cosiddetta "fascia di povertà" è fatta dalle famiglie che guadagnano 600 Euro al mese, sfido qualsiasi Consigliere presente in quest'Aula a vivere, con una famiglia, disponendo soltanto di tale cifra. Penso che oggi la situazione sia molto difficile per le famiglie piemontesi che appartengono alla cosiddetta "fascia di povertà" e, direi, addirittura anche per quelle che appartengono alla classe media della nostra Torino. È proprio per questo motivo che abbiamo cercato di aumentare la soglia di esenzione, e vorrei sapere se il Presidente Cuntrò ritenga giusto che chi guadagna 11.000 Euro paghi, in percentuale, la stessa cifra di chi ne guadagna 100.000. Io penso che non sia giusto; credo che il Consigliere si possa dare una risposta da solo. CERUTTI Monica La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Prima ho fatto degli accenni sulla deliberazione portata avanti da questa maggioranza. Adesso voglio fare dei piccoli accenni in merito alla mozione di accompagnamento. Nel documento di Bilancio è previsto, purtroppo, un aumento dell'addizionale, che quindi passerà dallo 0,3% allo 0,5%, in base alle fasce di reddito, come giustamente ricordava il Consigliere Angeleri. Voi, per dare sponda al sindacato (che ha fatto una finta manifestazione di protesta davanti a Palazzo Civico, perché doveva lavarsi la coscienza davanti ai lavoratori e ai pensionati iscritti al sindacato), avete portato l'esenzione da 10.000 Euro a 10.300 Euro, ripeto, per dare al sindacato la possibilità di tornare nelle sue sedi, nei suoi CAAF e poter dire di aver spuntato qualcosa, a prescindere dal fatto che, come ricordavano prima i Consiglieri Angeleri e Ravello, 10.300 Euro di reddito è una cifra, purtroppo, decisamente molto bassa, che sicuramente non percepisce tutta quella classe media, medio-bassa prima citata, alla quale una parte della vostra coalizione (una parte della coalizione che, ahimè, governa l'Italia in questi mesi) l'ha giurata. Sa benissimo che è quella che più facilmente sfugge al controllo di certi partiti e di certi organismi e, quindi, bisogna colpirla in tutte le maniere e a Torino fate solamente altrettanto. Nella premessa della nostra mozione di accompagnamento diciamo che chi, in un anno, guadagno meno di 11 mila Euro lordi, è da considerarsi sotto il livello di povertà. Sottolineiamo che, con questa nuova tassazione, con questa nuova aliquota, voi andate a colpire decisamente quasi tutte le famiglie, perché, tranne pochissime, per fortuna, le altre verranno tutte colpite. Per fortuna nel senso che non ce ne siano troppe di famiglie sotto i 10.300 Euro. Vi ricordo che, per esempio, quei signori che sono fuori, al quale prontamente l'Assessore Saragnese è andato a parlare, non rientrano in nessun pagamento dell'IRE e lo ripeterò tutta la giornata. Se l'Assessore avesse la stessa sollecitudine nel rispondere alle richieste dei lavoratori della scuola, forse, farebbe un compito - dico io - migliore, invece che andare a parlare con tanta sollecitudine a quelli che io, senza tema di essere considerato xenofobo o razzista, chiamo zingari, nomadi, Rom. Voglio solo aggiungere una cosa. L'ha già accennata il Consigliere Angeleri, ma vorrei veramente che fosse ribadita: con questa nuova aliquota di tassazione, in percentuale, una persona che guadagna 15 mila Euro va a pagare uguale a quelli che vi votano, cioè gli Agnelli, che guadagnano 200, 300, 500 mila Euro l'anno. Non mi pare giusto e corretto che, per ripianare i 129 milioni di Euro che il vostro Governo non ha dato alla Città di Torino (col silenzio assordante di tutti i Parlamentari del centrosinistra piemontesi e torinesi, che non hanno mosso un dito e non hanno detto una parola in difesa di questa povera Città) voi andiate quasi a raddoppiare un'aliquota di tassazione, perché, cari signori, passare dallo 0,3% allo 0,5% significa raddoppiare un'imposta e che tocca tutte le famiglie, naturalmente, comuni, non solo alcune fasce di famiglie della società, ma tutte: le persone che si alzano alle 7 di mattina e vanno a lavorare e fanno gli operai, gli impiegati! Tutte queste persone vengono colpite duramente da questa nuova aliquota di tassazione. Non so se vi rendiate pienamente conto di questo, perché, se così fosse, mi chiedo con che faccia possiate andare a parlare ai vostri elettori dopodomani. Veramente non capisco. Io, forse, parto da una posizione decisamente in antitesi con la vostra rispetto al significato di fare politica, quindi, la spiegazione potrebbe essere questa. Io penso che far politica sia, innanzitutto, non prendere in giro nessuno, che far politica significhi essere onesti con i propri elettori, col proprio prossimo e non lo dico - come lo direbbe il Consigliere Olmeo - nel senso ecumenico della parola, ma proprio nel senso di uomo, di persona che, nel confrontarsi col proprio prossimo, cerca sempre di essere quantomeno onesto intellettualmente. Non riesco a capire come voi, dopodomani, possiate andare a parlare con i vostri elettori e dire: "Cari signori, siamo dalla vostra parte" e, tre giorni prima, avete raddoppiato una delle tante imposte, perché questa è la prima di cui parliamo; poi, ne discuteremo altre in questa seduta di Consiglio e saranno tutti aumenti che andranno a colpire sempre ed esclusivamente il ceto medio. Nonostante la fantasia degli amici di Rifondazione Comunista, quel manifesto era proprio mal fatto, perché i ricchi (che, normalmente, sono dalla vostra parte, ed è stato dimostrato in questi anni, perché la grande finanza è dalla vostra parte e lo dimostrano adesso i vari Salza, Profumo e compagnia bella, cioè tutta una serie di persone che sono assolutamente solo dalla vostra parte, a partire dalla benedizione della buonanima di Agnelli, quando c'era il Sindaco Castellani, che bisognava votarlo perché andava meglio di altri) sono dalla vostra parte, dalla parte dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista e, quindi, è pacifico che quel manifesto assolutamente è sbagliato, perché i ricchi proprio non avranno da piangere. Sono tutti gli altri, il ceto medio, che piangerà, purtroppo. Io sono ottimista, quindi, spero (e penso) che il Governo centrale cada al più presto; io sono ottimista e, quindi, sono decisamente convinto che, a forza di queste manovre, nel 2011 vi attaccherete al tram anche a Torino e, quindi, magari, si potrà, senza troppa demagogia, iniziare finalmente a fare una politica che non vada ad aiutare i signori che sono fuori, ma i ceti medi, che sono gli unici che meritano ed hanno diritto di considerazione da parte di tutti quanti noi che cerchiamo di far politica. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Oggi leggo sui giornali ed i quotidiani una dichiarazione del Capogruppo Giorgis, che dice, testuale: "Vogliono" - riferito, naturalmente, all'opposizione - "soltanto fare ostruzionismo. Pensano a correggere le virgole, ma non entrano nel merito. Si limitano a dare dei suggerimenti nelle mozioni senza, però, indicare dove reperire le risorse. Un atteggiamento poco responsabile". Rispetto al clima di grande collaborazione e di grande responsabilità che l'opposizione ha dimostrato in questo periodo, queste dichiarazioni irritano o, comunque, disturbano, perché, chiaramente, pensiamo di non aver dato quell'impressione e, anzi, con la presentazione di mozioni e con la mozione firmata, in questo caso, sull'IRE, da tutti i Capigruppo della minoranza e da tutti i Consiglieri, pensiamo di aver dato un atto di indirizzo, com'è nella competenza del Consiglio. Ricordo ai Consiglieri in Aula che il Testo Unico degli Enti locali, all'articolo 42 lettera f) stabilisce la competenza del Consiglio Comunale per "istituzione e ordinamento dei tributi...; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi". In più, sempre nella deliberazione, si legge: "Le entrate sono per garantire lo standard dei servizi della Città di Torino. Mi permetto di sottolineare questi due punti, in quanto ritengo che, se il Consiglio Comunale non fa e non dà quell'indirizzo che la legge a lui attribuisce, perde il suo valore. Potremmo addirittura scioglierlo, andare a casa o, come ha proposto anche il Ministro Lanzillotta, eliminare la Giunta Comunale ed il Consiglio Comunale e lasciare esclusivamente il Sindaco per i Comuni con meno di 3.000 abitanti. Se, per questo motivo, non sfrutteremo questa occasione, credo che il Consiglio Comunale perda veramente la sua funzione. Quando si propone "per garantire lo standard dei servizi della Città di Torino", vorrei sottolineare che noi cittadini, se potessimo comprendere dove vanno a finire i soldi che vengono prelevati dalle nostre tasche, saremmo anche pronti ad accettare dei sacrifici. Infatti, non sono previsti interventi strutturali, ma, anzi (e, se sbaglio, vorrei che l'Assessore mi correggesse), l'avanzo di amministrazione nella sua totalità va a finanziare la spesa corrente e, addirittura, quest'anno, vi è un notevole aumento dell'indebitamento pro capite (+ 25,27%). Quindi, ogni cittadino torinese è indebitato di 3.217 Euro a seguito dei mutui accesi dal Comune. Assistiamo, quindi, ad un aumento delle imposte, ma, al tempo stesso, non è prevista un'azione strutturale che consenta al cittadino di pagare quello che è giusto, dopodiché, di "vedere la luce in fondo al tunnel". Al contrario, i cittadini e alcune categorie (come i commercianti) non fanno altro che lamentarsi rispetto a questi continui aumenti. Quindi, a mio giudizio, la mozione di indirizzo, nella quale non dobbiamo reperire le risorse, deve essere attentamente valutata ed, eventualmente, votata positivamente da questo Consiglio. CERUTTI Monica (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ricordo che, in occasione della discussione di un precedente Bilancio, il Sindaco intervenne rivendicando orgogliosamente la tradizione (tutta delle Amministrazioni di sinistra di questa Città) di investire - dice lui, io direi "spendere" - in welfare. Allo stesso modo, ricordo molti esponenti della maggioranza di quest'Aula, in una solida tradizione (tutti ben irreggimentati come un'unica falange), ripetere, a volte anche con le identiche parole, lo stesso concetto nell'arco della discussione. Mai come in questa circostanza e, in particolare, su questo tema (ringrazio, tra l'altro, il Consigliere Angeleri per averlo proposto alla nostra attenzione, perché credo sia un po' il titolo delle politiche di Bilancio di queste Amministrazioni), si nota come, in realtà, il Sindaco sia impermeabile a qualsiasi forma di valutazione che riguardi il buonsenso liberato dai vincoli ideologici. Il nostro Sindaco ama molto presentarsi come un Sindaco libero, aperto, disponibile, non legato ad un passato e ad una formazione troppo ideologica. In realtà, proprio questa operazione (come notava "per tabulas" il Consigliere Tronzano) dimostra che ci troviamo nella più classica ed antica tradizione della sinistra "tassa e spendi". Un Sindaco che voglia bene alla propria città e che pensi al benessere dei suoi concittadini non si gloria di spendere molto in welfare; al contrario, se ci riesce, si vanta di aver ridotto la spesa del welfare (infatti, questa spesa è determinata dal bisogno), in quanto ha saputo creare le precondizioni affinché ci sia minor bisogno di reti di solidarietà sociale, pagate con il denaro pubblico. Un Sindaco che si gloria perché spende molto per il welfare è un Sindaco che è abituato a considerare come settore trainante della comunità che gli è affidata l'industria della povertà, che è un'industria dai sicuri profitti in termini di costruzione del consenso, di creazione di reti burocratiche che si autoalimentano e, quindi, alla fine, di creazione della povertà. Con meno poveri, ci sarebbe bisogno di meno welfare, meno persone che il 27 del mese ricevono lo stipendio dai sistemi che sono messi in piedi apposta per rispondere a questi bisogni, che, a loro volta, sono spesso indotti. Fa sorridere che la soglia di esenzione sia così bassa e, immaginando di fare un favore alle classi più disagiate, prevedere una soglia di esenzione al di sotto della quale credo nessuno si ponga neanche il problema. Infatti, il primo problema di una famiglia che guadagna 650 Euro al mese non credo sia il timore che arrivi la cartella esattoriale; sicuramente avrà anche quel problema, ma, più facilmente, avrà il problema di mettere insieme il pranzo con la cena, di non riuscire a mandare a scuola i figli perché non può acquistare i libri o l'abbonamento per i mezzi pubblici, di non potersi curare, di non poter assistere i propri anziani. Credo che questo sia il classico esempio del fatto che, agendo in questo modo, si crea la povertà, non le si risponde. In realtà, tassando allo stesso modo (con un'aliquota che è paradossale e grottesca) chi guadagna 12.000 Euro o 100.000 Euro, si colpiscono quei segmenti di popolazione che sono alla soglia della povertà e, così facendo, li si aiuta a scendere al di sotto di tale soglia. E, al di sotto di tale soglia, avranno bisogno delle nostre mirifiche reti di welfare, che loro stessi hanno pagato, e che, come tutte le reti, servono ad intrappolare, non a salvare. Perché, chi ha bisogno del funzionario del Comune per ricevere il sussidio, ottenere le esenzioni, avere il posto all'asilo per i figli e le indennità di accompagnamento, considera l'Amministrazione in carica come l'Istituzione che li può salvare e, se un domani non dovesse essere più in carica (perché un voto popolare determina un cambio a livello politico), non avrebbe la certezza di essere aiutato. Ecco perché si parla di industria della povertà e, aggiungerei anche, di industria della paura. Nelle gerarchie cattoliche si sta seriamente discutendo sul fatto che l'Anticristo possa presentarsi sotto le spoglie di un pacifista o di un attivista dei diritti umani: un personaggio particolarmente affascinante, suadente, la summa del pensiero politicamente corretto, dell'accettabilità sociale, dei buoni sentimenti e delle buone intenzioni (non si tratta di un delirio del Consigliere Ventriglia o di qualche telepredicatore evangelico americano; sono documenti ufficiali ed è un dibattito che si sta realmente svolgendo). Senza voler ipotizzare che il nostro Sindaco sia un Anticristo in sedicesimo (perché, dato il suo temperamento, un giorno di questi, potrebbe convincersi di esserlo), credo che questo sia il classico esempio di come far passare, sotto i colori dei buoni sentimenti e degli alti valori di umanità e di solidarietà, quella che altro non è che una trappola per trasformare cittadini liberi e autonomi in clienti bisognosi di un'Amministrazione e di una burocrazia. Per quale motivo non si individuano politiche di intervento proprio per le famiglie che si possono ancora salvare dalla povertà? Al contrario, viene stabilita una soglia fiscale che sembra studiata apposta per far precipitare nella povertà nuovi cittadini e nuove famiglie. Il tentativo è esattamente questo, perché in tutto il mondo occidentale la sinistra campa su questo tipo di industria e costruisce su questa le sue fortune; non a caso trova i maggiori consensi nelle aree urbane contraddistinte da redditi bassi, maggiori problemi, più difficoltà di tenuta sociale, e, quindi, non stupisce che, anche in questo, abbiate voluto dare il vostro modesto contributo. Questo non esclude che qualcuno, magari meno lungimirante, ma più abituato alla "bassa macelleria", trovi anche in questa strategia non un elemento di dottrina vincente, direi ormai tradizionale della sinistra europea e delle democrazie occidentali (perché c'è anche una sinistra di altra provenienza, ma quella aveva altri sistemi), ma semplicemente una buona occasione per colpire magari le categorie meno gradite e farsi, anche qui, un "tesoretto" comunale da spendere poi come meglio si ritiene opportuno, magari, in occasione delle prossime campagne elettorali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Mi pare che i Colleghi che mi hanno preceduto abbiano già detto sulla logica che deve saper individuare le fasce non solo di povertà, ma di sopravvivenza in generale; francamente, l'emendamento dei Gruppi di minoranza non mi pare così assurdo: con circa 22 mila Euro, oggi si campa e non so se si viva bene, perché, se facciamo il conto di quanto costa la vita, con 11 mila Euro non so chi si voglia raggiungere. Magari mi potrà contraddire qualche esperto di fabbrica, ma neanche un operaio dovrebbe riuscire a incassare quella cifra, ovvero, ne guadagna di più. Sono un po' perplesso sulla scelta di questa cifra, cioè comprendere a chi si vuole andare incontro: magari ai signori qui sotto! Per carità, ci sono mille modi di evadere le tasse, probabilmente - è una battuta -, anche da parte di quelli che vendono i fazzoletti di carta per la strada. Credo che una persona normale, che paga le tasse e ha quel reddito, anche solo di 11.500 Euro sinceramente soffre. Rifacendomi a quanto diceva il Collega Ventriglia, la Città non può strozzare per poi aiutare. Lo Stato deve partire dal concedere la libertà al cittadino su come vuole essere aiutato e la prima libertà è lasciare in tasca al cittadino il massimo del risultato economico che lui produce, dovendone già versare una buona parte per le imposte statali e per la contribuzione pensionistica che, di fatto, oggi va a sanare la situazione di chi ne beneficia oggi. Imporre di pagare per poi aiutare non è il passaggio più corretto o, perlomeno, se non ce la fai ti aiuto, ma indurti a non farcela è un passaggio un po' più grave, anche alla luce degli aumenti fisiologici - o meno, purtroppo - legati all'energia elettrica, ai consumi vitali, come il pane e il latte. Attraverso l'Euro, sicuramente, c'è stato anche un aumento non considerabile preliminarmente, ma c'è stato, e tutto questo porta al secondo lato della medaglia, cioè a eludere le regole e questo nel termine più semplice, poi, di fatto, si parla di evasione nei termini invece più implicanti. Indurre all'evasione per evitare di superare quella soglia non è una buona proposta che si deve fare all'altra parte dei cittadini, che comunque non lo fanno. Allora (adesso non conosco i conti dell'Assessore, perché non ho seguito il dibattito in Commissione), se la soglia minima entro la quale deve essere considerata una difficoltà nel vivere quotidiano rimane quella degli 11.000 Euro, sinceramente non comprendo a chi dobbiamo andare incontro; se, invece, si elevasse a una media statistica intorno ai 22.000 Euro, che consentirebbe ad una famiglia media di sopravvivere e non certo di arricchirsi, allora potrei già comprenderlo. Il passaggio successivo è di potere scegliere (anche se non conosco il motivo per cui non è stato fatto) anche una progressione di aliquote. Si parla di ricchezza; io oggi la ricchezza la misuro sui milioni di Euro e non sulle centinaia di migliaia di Euro, perché quella non è ricchezza; forse, è star bene, ma la ricchezza è ben altro. Però, si possono valutare degli scaglioni, come fa lo Stato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) L'Assessore ha già risposto. Credo che possiamo fare uno sforzo in questo senso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Volevo chiedere quanto tempo ho a disposizione, se ne ho ancora. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Lei è già intervenuto due volte, quindi presumo che abbia usato tutto il tempo a sua disposizione. CAROSSA Mario No. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Le suggerirei di intervenire per le dichiarazioni di voto dopo gli emendamenti, se lo ritiene necessario. CAROSSA Mario Dato che non ho la prontezza e non ho ancora la capacità di parlare e vedere il cronometro allo stesso momento, anche perché a volte mi faccio prendere dall'enfasi, vorrei sapere se sia previsto un modo per capire quanto tempo è passato, anche per non rubare tempo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Un Consigliere per Gruppo può intervenire fino a venti minuti. CAROSSA Mario Sì, lo so, ma vorrei capire le modalità con cui vengono stabiliti questi venti minuti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) In realtà, il Regolamento non entra nel dettaglio di quanti interventi eventualmente si possano fare. Ragionevolmente, se non è una consuetudine di intervenire, sedersi e poi ricominciare, quando un Consigliere ha ancora del tempo, consentiamo la possibilità di intervenire nuovamente. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Intervengo riallacciandomi alla parte finale dell'intervento del Collega Ventriglia nella quale ha citato la possibilità che si costituisca una sorta di "tesoretto" (come lo ha definito lui); sicuramente, si riferiva alla possibilità che si generi un avanzo di amministrazione da spendere, poi, in maniera più libera, meno vincolata alle rigide normative di Bilancio da parte dell'Amministrazione e dall'Assessore al Bilancio, in particolare. In effetti, il sospetto che questo si sia verificato c'è e che l'Assessore, dall'alto della sua competenza tecnica, abbia sfruttato la possibilità di incunearsi in questo cammino, in questo corridoio, per ottenere questo risultato. Parlando di addizionale IRE, ieri abbiamo discusso del suo incremento dallo 0.3% allo 0.5%, quindi, abbiamo discusso di un aumento dei 2/3 di questa addizionale; a fronte di ciò, non esiste un aumento d'entrata di pari entità, ovviamente in termini percentuali, perché l'incremento è "solo", tra virgolette - lo dico in senso ironico - del 50%. Si potrebbe dire che posso ottenere questo risultato, perché ho aumentato la soglia d'esenzione, ma non è sufficiente, perché il gettito delle soglie dei redditi esentati non è sufficiente per giustificare tale riduzione d'incremento. Inoltre, voglio far notare e sottolineare che non si tiene minimamente in conto il risultato (che è stato pubblicizzato e di cui si è discusso recentemente) dell'ultima trimestrale di cassa. Si sta riscontrando un incremento del gettito fiscale; ciò vuol dire che esiste non solo un'emersione, ma anche, forse, un aumento dei redditi. Tali considerazioni (appunto, l'aumento percentuale dell'addizionale IRE del 66%, l'incremento di gettito fiscale, riscontrato e certificato recentemente dal Ministero) lascerebbero pensare ad un naturale incremento delle entrate dovute all'addizionale IRE, ma almeno due domande sorgono spontanee: in primo luogo, perché l'Amministrazione insista ad andare avanti sulla linea dell'aumento tanto elevato dell'addizionale IRE (ribadisco, del 66%), quando c'è da aspettarsi un incremento naturale del gettito dovuto alle ultime risultanze delle entrate fiscali certificate; in secondo luogo, poiché da questo, ovviamente, risulterà un avanzo d'amministrazione, bisognerebbe forse cominciare a chiedersi come l'Amministrazione intenda impiegarlo. Su questi due filoni di ragionamento concentriamo la nostra attenzione, per trarre le nostre conclusioni: innanzitutto, si dimostra, ancora una volta, la scarsa sensibilità dell'Amministrazione nei confronti delle tasche dei cittadini torinesi, perché non si pone minimamente il problema di attingere maggiormente alle tasche dei cittadini aumentando l'addizionale IRE, anche se non sarebbe giustificato farlo, come dimostrano i risultati; poi, non è chiaro l'utilizzo dell'avanzo d'amministrazione, che sicuramente ci sarà. Probabilmente, l'Amministrazione vuole avere mano libera nel destinare i milioni di Euro in più che entreranno nelle casse comunali (entrate dovute, peraltro, al fatto che l'Amministrazione, inopinatamente, ha deciso di mettere le mani nelle tasche dei cittadini) e vuole liberarsi dai vincoli di Bilancio, per poterli poi spendere come meglio crede. Pertanto, annunciamo fin d'ora che la nostra attenzione sull'uso di quest'avanzo di amministrazione sarà massima, affinché la sua ricaduta sulla città, che indubbiamente si verificherà, sia destinata a servizi sociali, al miglioramento del welfare ed alla realizzazione soltanto ed esclusivamente di opere pubbliche che possono avere una ricaduta positiva in termini di miglioramento della qualità di vita dei cittadini torinesi. Ribadiamo, infine, che non condividiamo la scelta dell'aumento dell'addizionale, poiché non è giustificata e danneggia una volta di più i cittadini torinesi; comunque, laddove vi sarà la sopravvenienza di quest'avanzo di amministrazione, la nostra attenzione circa il suo impiego sarà massima. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni, al quale ricordo che il dibattito è sia sulla deliberazione, sia sulla mozione collegata. PASSONI Gianguido (Assessore) È stato fatto un dibattito sul tema della soglia d'esenzione, ma ora mi preme solamente sollecitare una riflessione su un tema normativo. L'impostazione della norma di legge consente l'esenzione prima non consentita e, quindi, in qualche modo, non soltanto rende e neutralizza l'incremento dell'aliquota, ma azzera anche il precedente 0,3% che, in realtà, veniva corrisposto dai redditi rientranti in questa soglia; pertanto, siccome non è possibile graduarla per scaglioni, in quanto la legge non lo permette, rappresenta una soglia d'esenzione secca. Però, vorrei citare un dato per tutti: una pubblicazione recente, riportata dai quotidiani non più tardi di sabato scorso, stabiliva che, a Torino, ben il 15% dei redditi prodotti nella città sono dentro questa soglia. Forse, qualcuno la riterrà una soglia bassa, ma, semmai, il problema è che, comunque, vi rientra il 15% della popolazione, quindi, la riflessione è un po' più complessa del semplice limitarsi ad esprimere un giudizio sulla congruità o meno dell'esenzione; peraltro, si tratta di un'esenzione per reddito e non per nucleo, e - ribadisco - non esisteva, in quanto, in precedenza, si corrispondeva lo 0,3%, comunque, anche all'interno di questa soglia. Quindi, i due confini ineludibili, che esulano dal dibattito politico, sono, da una parte, la non-modularità e la non-differenziabilità della soglia e, dall'altra, la necessità di essere applicata in modo secco. Potremmo anche esprimere un indirizzo per estenderla all'infinito, ma con una differenza: bisogna dimostrare e capire, poi, dove poter reperire le risorse per finanziare l'esenzione, perché la mozione d'accompagnamento (ovviamente, per questo la Giunta esprimerà il suo parere contrario) assume l'indirizzo di massima; ovviamente, un emendamento avrebbe avuto un parere contabile contrario, quindi, elegantemente, la mozione aggira il tema della congruità contabile e può dunque esprimere un indirizzo, quantunque corrisponda ad un libro dei sogni. Pertanto, in linea di massima, come chiedeva il Consigliere Ferraris, nulla osta a discutere - speriamo - di un cambiamento normativo, che porti anche l'addizionale comunale ad una progressività d'imposizione; oggi, però, i Comuni non hanno potestà regolamentare, se devono applicare la legge, perciò non potevamo fare diversamente. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Come avevo detto prima, a questo punto possiamo iniziare la votazione degli emendamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Su che cosa? CAROSSA Mario Sull'ordine dei lavori. COPPOLA Michele (Vicepresidente) In realtà, siamo sulla trattazione degli emendamenti. CAROSSA Mario Desideravo soltanto chiedere, poiché lei ha iniziato a dire "Stiamo per votare..." e, poi, si è interrotto... COPPOLA Michele (Vicepresidente) Sì, per votare gli emendamenti, ma, in realtà... CAROSSA Mario Si può intervenire sugli emendamenti? COPPOLA Michele (Vicepresidente) Certamente. CAROSSA Mario Volevo sapere soltanto questo. Vede che ci capiamo subito? COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 01, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Presidente, mi farebbe piacere che, anche solo molto brevemente, l'Assessore ci illustrasse gli emendamenti, come segno di rispetto nei confronti del Consiglio che sta in Aula ad ascoltare (ansioso, sicuramente, come ci suggerisce il Consigliere Cuntrò) le valutazioni dell'Assessore e, soprattutto, il motivo di questi emendamenti, su una deliberazione che era già stata presentata. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Posso solo riformulare un invito all'Assessore, che è libero o meno di illustrarlo. ANGELERI Antonello Non è una questione che solleviamo in maniera ostruzionistica. COPPOLA Michele (Vicepresidente) D'accordo. La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Più che illustrare, voglio pensare che la richiesta non si riferisse a un emendamento che cambia il titolo della deliberazione, perché non vedo cosa debba illustrare, si cassa una parola del titolo e mi sembra abbastanza sufficiente come riferimento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Ringrazio l'Assessore per la solita cortesia con cui risponde alle richieste di questo Consiglio. Vorremmo sapere a questo punto il perché si cambia il titolo, perché non riusciamo a comprenderne il motivo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario O non capisco, che è facile, altrimenti è l'Assessore che non sa di quale emendamento stiamo parlando, perché non si va a sopprimere una parola, ma un periodo, che è decisamente diverso. Sappiamo di cosa stiamo parlando? La mia richiesta riguarda l'oggetto della deliberazione, perché leggo: "Sopprimere il periodo compreso fra le parole: 'ED INDIRIZZO' fino a 'PERSONE FISICHE'". Cambia tutto, perché si sopprime: "PER L'ESERCIZIO 2007 IN TEMA DI VARIAZIONE DELL'ALIQUOTA DI COMPARTECIPAZIONE DELL'ADDIZIONE ALL'IMPOSTA SUL REDDITO DELLE". Spiegatemi se questa è una parola o un periodo, perché non riesco a capire più nulla. Se è come capisco io, quindi si sopprime "...PER L'ESERCIZIO 2007...", non riesco più a comprendere di cosa si sta parlando e chiedo veramente agli amici della maggioranza se possono venirmi in aiuto. E poi vado oltre, perché andiamo veramente a sopprimere tutta la parte dell'oggetto in tema di variazione dell'aliquota di compartecipazione. Prego l'Assessore di correggermi se sto sbagliando, non mi faccia fare una figuraccia, glielo chiedo con il cuore. Se non lo capisco, non posso votare favorevolmente. L'invito è anche per voi: se non lo capite, non potete votare favorevolmente. L'Assessore è sicuramente una persona stimabile, però se non si capisce qualcosa, bisogna chiedere lumi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 01: Presenti 31, astenuti 2, favorevoli 28, contrari 1. L'emendamento n. 01 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Carossa è decaduto, in quanto è approvato l'emendamento n. 01. L'emendamento n. 1 bis, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo è un emendamento di merito e, pertanto, lo illustrerò. In sostanza, la deliberazione ha iniziato il suo percorso prima dell'approvazione della Legge Finanziaria, arriva in Aula ovviamente dopo, insieme al Bilancio. Di conseguenza, è stato aggiunto un periodo che dà atto, in sostanza, della previsione normativa. È abbastanza intuitivo e facile: c'è il richiamo del testo letterale della norma finanziaria. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1 bis: Presenti 34, astenuti 4, favorevoli 28, contrari 2. L'emendamento n. 1 bis è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti accorpati dal n. 2 al n. 4: Emendamento n. 2 - presentato dal Consigliere Carossa. Emendamento n. 3 - presentato dal Consigliere Carossa. Emendamento n. 4 - presentato dal Consigliere Carossa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Vorrei la stampa della votazione, grazie. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Possiamo fornire al Consigliere Carossa una copia dell'approvazione dell'emendamento 1 bis? Nel frattempo, qualcuno intende illustrare gli emendamenti dal n. 2 al n. 4? La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Sbaglierò, ma il Consigliere Mauro non era presente in Aula durante la votazione, mentre sulla stampata compare il suo voto. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non ho dubbi in proposito, secondo me non c'era, comunque... COPPOLA Michele (Vicepresidente) Scusate, avevo chiesto se qualcuno voleva intervenire sugli emendamenti accorpati dal n. 2 al n. 4. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Stiamo approfondendo gli emendamenti. Consigliere Giorgis, anche lei, come il Consigliere Ravello, vuole intervenire sull'ordine dei lavori? La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Per evitare spiacevoli incomprensioni, oltre che perdite di tempo e denunce che poi si rivelano infondate, chiederei alla Presidenza se potesse intervenire nel sollecitare tutti i Consiglieri quantomeno a stare seduti al loro posto durante la votazione. È un piccolo sacrificio che si chiede e che, secondo me, può fare in modo che si eviti di arrivare anche solo al sospetto che le votazioni non si siano svolte in maniera regolare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea È un richiamo molto serio quello che mette in evidenza una mancata presenza. Sono tra coloro che ritengono gravissimo che un Consigliere voti per un altro. Il Consigliere Mauro si è presentato in Aula e, secondo una prassi abbastanza diffusa, essendo presente, ha alzato la mano e il suo vicino gli ha premuto il tasto. Se, però, l'opposizione ritiene che questa prassi possa pregiudicare la trasparenza delle operazioni di voto, Presidente, faccio mio l'auspicio del Consigliere Ravello e la invito a chiedere a tutti i Consiglieri di essere presenti, in modo da poter anche fisicamente dimostrare, a chi siede dall'altra parte, di essere in Aula. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Per chiarezza, guardavo verso i banchi della maggioranza (e voglio che rimanga a verbale) e non ho visto il Consigliere Mauro, che si era presentato e aveva detto quello che ha detto giustamente lei adesso. Quindi, per me va benissimo, non c'è alcun problema e non è nemmeno un problema il fatto che un Consigliere segnali la sua presenza e dia il suo assenso alla votazione, ma, non avendolo visto, mi sono permesso di fare questa precisazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non ho nessuna intenzione di chiedere ai Colleghi di stare seduti davanti alla loro postazione. Ho, invece, l'intenzione di chiedere ai Colleghi, i quali sanno che non posso beneficiare di un cambio, di aiutarmi a condurre i lavori e chiedo soltanto loro di essere il più possibile ordinati nel loro comportamento in Aula. Sono convinto che ci sia la necessità, da parte di tutti, di comprendere le buone ragioni che mi spingono a fare questo appello. Non mi sento di dire altro. Certamente, abbiamo tante ore davanti a noi: siamo alla prima deliberazione, se non sbaglio, quindi penso che si farà un po' tardi. Se procediamo in maniera ordinata, probabilmente anche il lavoro sarà più approfondito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione gli emendamenti accorpati dal n. 2 al n. 4: Presenti 36, favorevoli 8, contrari 28. Gli accorpamenti dal n. 2 al n. 4 sono respinti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 3 bis, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Come ho detto nel primo caso, si tratta della sostituzione di un articolo di legge che non poteva essere inserito in origine. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3 bis: presenti 33, astenuti 5, favorevoli 28, contrari nessuno. L'emendamento n. 3 bis è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 3 ter, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento inserisce la soglia di esenzione suddetta e, peraltro, essendo in narrativa, argomenta anche come noi auspichiamo un sistema di progressività per il futuro. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Devo dire che ho delle difficoltà a comprendere effettivamente questo emendamento e come verrà applicato un discorso del genere, perché testualmente si dice: "In materia fiscale con il termine 'esenzione' si intende la sottrazione totale di un reddito ad imposizione, tale per cui quello che supera la soglia di esenzione viene interamente assoggettato ad imposizione. Viceversa, con il termine di 'deduzione' si allude alla progressiva sottrazione dal reddito imponibile. La disposizione normativa (...) riconosce esclusivamente la forma applicativa dell'esenzione (...); si ritiene, pertanto, auspicabile una prossima modifica legislativa...". In questo caso, cosa intende questa maggioranza, quando scrive una cosa del genere? Che, subito dopo il Bilancio, verrà fatto un ordine del giorno e verrà, non lo so, trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri? Per non perdere assolutamente tempo, perché voi mi insegnate che, in un batter d'occhio, ci ritroviamo, ahimè, fra un anno, perché il tempo, purtroppo, passa. Io vorrei capire queste cose, perché potrei anche essere abbastanza favorevole a un emendamento simile, ma non riesco a capire come potrebbe essere applicato, perché un "auspicabile" così mi lascia decisamente perplesso, anche perché andiamo sempre più verso quel federalismo fiscale, che io auspico e spero tanti di voi auspichino (a parte alcuni Colleghi, che sono retrogradi e ancora assolutamente conservatori), che salvaguarda, anche a livello locale, la forma della progressività, analogamente alla normativa nazionale in materia di imposizione diretta. Vorrei veramente capire queste cose. Non so se qualcuno potrà o avrà voglia di aiutarmi, e non mi sto rivolgendo all'Assessore Passoni, perché non riesco neanche ad immaginare quanta pazienza possa avere, non tanto per le mie parole, bensì per quanto ha dovuto affrontare in queste settimane con gli Assessori, che sono decisamente più duri del sottoscritto. Penso alle discussioni che può aver avuto con l'Assessore Alfieri, con l'Assessore Borgogno, che è sempre amabilissimo, ma forse lo sarà stato meno quando si sarà iniziato a parlare di tagli. Se qualcuno mi potrà aiutare, lo ringrazio sin d'ora. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3 ter: (Presenti 34, astenuti 5, favorevoli 28, contrari 1. L'emendamento n. 3 ter è approvato.) COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 3 quater, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Anche in questo caso, l'emendamento aggiorna il dettato normativo al testo della Legge Finanziaria. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3 quater: (Presenti 31, astenuti 3, favorevoli 27, contrari 1. L'emendamento n. 3 quater è approvato.) COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 4 bis, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento aggiunge soltanto l'allegato dei pareri delle Circoscrizioni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Vedendo il risultato dei dibattiti che si sono svolti nelle Circoscrizioni in merito a questa deliberazione, mi pare evidente che, non avendo espresso alcun parere 9 Circoscrizioni su 10, si sia voluto manifestare un senso di perplessità, per non dire di contrarietà, nei confronti del provvedimento in discussione, proposto dall'Amministrazione, perché o le Circoscrizioni, Enti decentrati che hanno su di sé un enorme carico di responsabilità, costituendo gli organi più vicini alle istanze del territorio e dei cittadini, non funzionano, o le Circoscrizioni non hanno recepito il vero significato di questo provvedimento, e per questo non si sono espresse, o, a causa dell'evidente vicinanza politica con l'Amministrazione, hanno preferito non esprimersi, per evitare di esporsi in maniera chiara, ma significando, con il loro non parere, un'evidente perplessità. Il fatto che, su 10 Circoscrizioni, 9 non si siano espresse, ritengo sia un motivo più che sufficiente, se si crede nel reale valore delle Circoscrizioni, per recedere da un provvedimento di questo tipo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Parto anch'io dalla fine dell'intervento del Consigliere Ravello e mi dispiace che, ancora una volta, non sia stato attentamente ascoltato dalla maggioranza, perché ha detto una cosa giustissima. Deve far pensare il fatto che nove Circoscrizioni su dieci non abbiano fatto pervenire il loro parere, perché delle due, l'una: o alle Circoscrizioni non importa nulla, visto come sono state bistrattate, soprattutto ultimamente, con questo Bilancio (ed è un segnale alla maggioranza che guida questa Città), oppure le Circoscrizioni temevano di dover dare un parere che, forse, per i Consiglieri di Circoscrizione che, a differenza di alcuni dei Consiglieri Comunali qui presenti, sono più vicini ai cittadini, pertanto, diventava più difficile andare a dire determinate cose ai loro elettori, ai cittadini che li hanno votati e che, con quel voto, li hanno portati a guidare la loro Circoscrizione. Sarebbe diventato veramente difficile giustificare un parere favorevole a simili deliberazioni, perché voi sapete benissimo che a tutto c'è un limite; dare anche un parere favorevole a questo genere di proposte e, poi, doverlo anche dire in giro per la città, non credo sia per tutti facile. Forse, per i Consiglieri di maggioranza qui presenti, più scafati, più esperti della vita politica, lo è. Questo lo ripeterò fino che riusciremo ad andare avanti su queste deliberazioni. Voi andate ad approvare un insieme di dispositivi che sono "più tasse per tutti", quindi, diventerà veramente difficile andare, poi, a giustificarlo ai proprio elettori. Il discorso che nove Circoscrizioni su dieci non abbiano dato il loro parere, secondo me, sarebbe da tenere più in considerazione da parte di questa maggioranza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria In relazione ai commenti politici, sicuramente sono in linea con quanto espresso dai Colleghi, in quanto fanno pensare, però, io, non conoscendo i tempi a cui fanno riferimento, in termini proprio di richiesta di parere, evidenzio, comunque, una carenza. Il fatto che una Circoscrizione abbia espresso un parere, positivo o negativo che sia, fuori dei termini e le altre non l'abbiano espresso, mi induce anche a considerare che, probabilmente, i tempi di richiesta siano stati decisamente ristretti per un argomento di così vasta importanza come quello che stiamo trattando, che deve essere finalizzato anche ad una consultazione popolare interna al territorio circoscrizionale, dando anche privilegio e ruolo a questo Ente decentrato. Non so, adesso, come saranno sugli altri temi le espressioni delle Circoscrizioni, però, evidentemente, i tempi, uniti anche a questa assenza di richiesta di proroga da parte degli Enti decentrati, fa indurre a riflettere su una condizione non favorevole all'espressione del parere. È evidente anche che, su temi come questo, che sono già difficili conoscere ed approfondire in questa assise, probabilmente le Circoscrizioni hanno qualche difficoltà in più e non sarebbe male, proprio come attività di ufficio dell'Assessorato, affiancare sempre la disponibilità al dibattito con dei tecnici. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4 bis: Presenti 31, astenuti 2, favorevoli 29, contrari nessuno. L'emendamento è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 5 al n. 7: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 5 al n. 7: Presenti 33, astenuti 1, favorevoli 5, contrari 27. Gli emendamenti sono respinti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 5 bis, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento rinumera semplicemente i punti in conseguenza delle sezioni emendate. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5 bis: Presenti 30, astenuti 3, favorevoli 27. L'emendamento 5 bis è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 8, presentato dal Consigliere Carossa, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Devo riconoscere che quest'Aula si sta rodando, perché, procedendo con la discussione, l'attenzione aumenta e questo mi fa piacere. Per quanto riguarda questo emendamento, il contesto è molto semplice e vorrei riassumerlo velocemente. Il timbrino, apposto sotto la mia firma, è corredato dal parere che dice: "Si esprime parere favorevole sulla regolarità contabile a condizione che il progetto di Bilancio 2007, attualmente all'esame del Consiglio Comunale, venga opportunamente emendato garantendo gli equilibri di Bilancio, qualora il presente emendamento venga approvato dal Consiglio Comunale". Infatti, nell'Allegato n. 1 della deliberazione n. mecc. 200609746/13, l'articolo n. 4, "Determinazione dell'aliquota", recita: "La variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche non può eccedere la misura massima stabilita per legge"; devo precisare che mi fa piacere che non ecceda la misura massima stabilita per legge, perché, altrimenti, mi troverei decisamente in imbarazzo. L'emendamento che ho presentato chiede che l'aliquota non possa eccedere il 50% della misura massima stabilita per legge, per cercare di venire incontro ai cittadini, così come abbiamo detto, insieme all'Assessore, ripetutamente. Ritengo che lo sforzo di ridurre l'aliquota al 50% della misura massima, adeguando il Bilancio (come viene affermato nel parere), sia possibile. Probabilmente sto abusando della pazienza dell'Assessore, però ritengo che abbia ancora la possibilità, nella sua fantasia, di trovare il modo di inserire nel Bilancio quanto proposto da questo emendamento, non tanto per l'emendamento in sé, ma perché, una volta approvato, tutti i cittadini pagheranno un po' meno in imposte. Per questo motivo, chiedo una riflessione approfondita su questo argomento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Non so se sia questa la sede adatta, ma il Consigliere Carossa, temo inconsapevolmente, è testimone del risultato di un grande lavoro svolto in quest'Aula, attraversando momenti in cui qualche inavveduto funzionario (attento più a compiacere la Giunta, che non ad applicare la legge così come prevista) esprimeva il parere sfavorevole perché il Bilancio stabiliva quello; quindi, il concetto era che il Bilancio poteva essere emendato, purché non se ne alterassero gli equilibri. Probabilmente, il Consigliere Carossa non se ne sarà reso conto, ma il parere, così come è stato formulato, discende da quella che, finalmente, è la facoltà del Consiglio (almeno formalmente ristabilita) di emendare i Bilanci e le deliberazioni collegate. Ho usato il termine "formalmente", perché, sostanzialmente, rimane il problema di un Comune che affronta i Bilanci con quello che si potrebbe definire un voto di fiducia. Sono anni, ormai, che in Provincia (non voglio dire in Regione), addirittura anche sotto il "regno" di Mercedes Bresso, i Bilanci vengono effettivamente discussi e mediati nell'Aula. In quest'Aula, mai! Non abbiamo mai assistito alla possibilità effettiva, riconosciuta non all'opposizione ma al Consiglio, di discutere e mediare o modificare un Bilancio, se non con generiche raccomandazioni e con atti di indirizzo, la cui effettività è tutta da discutere e da provare. Quindi, non mi esalterei al posto del Consigliere Carossa se, formalmente, gli viene riconosciuta la facoltà di emendare. Sarebbe interessante discutere su questo argomento con il Sindaco, quando, a conclusione del dibattito sul Bilancio, dirà che non abbiamo espresso una controproposta; ovviamente gli spiegheremo che se lui, applicando la legge e non eludendola, invece di confrontarsi con la maggioranza chiusi in una stanza), si confrontasse davvero con l'Aula sul Bilancio, probabilmente anche la qualità della discussione ne trarrebbe giovamento. Altrimenti, secondo il teorema Chiamparino - non come Lanzillotta -, che vede un uomo solo al comando (ma senza le doti di Coppi o quelle del Sommo Vate), tanto vale dare un mandato al Sindaco per 5 anni ed imporre un voto di fiducia per approvare un piano quinquennale, senza presentare più alcun Bilancio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Se non ci sono altre richieste di intervento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Angeleri, dopo che la Giunta esprime il proprio parere, non si può più intervenire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si tratta di un emendamento, per cui non può fare la dichiarazione di voto. Se interviene, lo deve fare sul merito dell'emendamento. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) L'emendamento chiede un adeguamento di Bilancio, perché il 50% della misura massima è, evidentemente, lo 0,4, mentre la manovra è tarata sullo 0,5. Come è noto, il Bilancio è emendabile e, pertanto, per dare coerenza a questo emendamento, è sufficiente presentare un idoneo emendamento che reperisca la copertura finanziaria. Sul piano politico, invece, non riteniamo accoglibile questo emendamento, che, peraltro, interviene su questa materia e non - come dovrebbe fare più correttamente, a nostro avviso - sulla materia degli indirizzi, che fissano, in realtà, l'aliquota definitiva. Il parere della Giunta è contrario. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: Presenti 35, Astenuti nessuno, Favorevoli 8, Contrari 27. L'emendamento n. 8 è respinto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 8 bis, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni, per l'illustrazione. PASSONI Gianguido (Assessore) Questo emendamento è uguale all'emendamento n. 3, proposto però nel testo del Regolamento e, pertanto, nell'allegato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Come giustamente dice l'Assessore, questa è la stessa cosa. Continuo a dire che la detrazione di 10.300 Euro è stata scelta soltanto per lavare la coscienza dei sindacati a voi vicini, che potranno presentarsi nei loro CAAF o nelle bocciofile di questa città potendosi vantare del fatto che sono stati in grado di far aumentare la detrazione a 10.300! Questo è troppo poco, Assessore e Colleghi di maggioranza! Dato che è stato testé bocciato un emendamento che, come giustamente diceva l'Assessore, portava l'aliquota allo 0.4, quindi dovremmo aumentare l'esenzione, e c'era anche il discorso della mozione collegata e altre cose. Non si è voluto fare demagogia nel chiedere un'esenzione più alta e, quindi, non riesco a capire perché addirittura non si possa dire che una cifra di 11.000 Euro possa rovinare il Bilancio del Comune di Torino! Basterebbe eliminare qualche consulenza esterna, anche se qualcuna è già stata tolta, ma ce ne sono ancora tante da togliere; basterebbe magari non confermare un paio di incarichi da 50.000 o più Euro all'anno a quei dirigenti che vanno in pensione. Eliminate quattro o cinque di questi incarichi e se ne trovano di soldi per aumentare le esenzioni e per venire incontro ai cittadini! Non mancano del tutto i soldi, ma manca la volontà di lasciare i soldi nelle tasche dei cittadini, perché, magari, si preferisce attuare altre strade, come quelle delle consulenze. Per quanto riguarda le consulenze, non ne ho ancora parlato, ma comincio ora a farlo: per esempio, ho presentato un'interpellanza (non ancora discussa in Consiglio), perché a un dirigente che è andato pensione bisogna dare... magari, ve lo dirò poi quanto noi cittadini dobbiamo dare a questo signore1 COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Mi pare che questo emendamento, che va a sottolineare una disattenzione della Giunta rispetto ai ceti più deboli, sia la riprova di quanto abbiamo già detto precedentemente. Addirittura, siamo stati larghi di maniche, perché nella nostra mozione di accompagnamento parliamo di una soglia di 11.000 Euro, invece scopriamo che la soglia è ancora più bassa, il che significa che chi guadagnerà 10.301 Euro sarà equiparato a chi ne guadagna 100.000, proporzionalmente. Mi pare che questo non sia un fatto equo; quantomeno, si poteva pensare ad un'esenzione che valesse complessivamente, quindi si tenesse in considerazione il pagamento dell'IRE dai 10.300 in su, calcolando così l'esenzione complessivamente per tutti i redditi. Invece, di fatto, così non è, quindi, chi guadagna 30.000 Euro dovrà pagare per 30.000 Euro e non 30.000 Euro meno 10.300; chi guadagna soltanto 1 Euro in più rispetto a questa soglia, definita da questa Giunta "di povertà", sarà costretto a pagare lo 0.5%. Abbiamo fatto un ragionamento, penso serio, che ribadiamo anche in questa occasione presentando la mozione di accompagnamento: mi sembra che, dall'attenzione e dalla sensibilità di questa maggioranza, sostanzialmente non ci siano risposte, quindi, più che sottolineare ulteriormente questa attenzione da parte della minoranza nei confronti dei ceti meno abbienti di questa città, non si possa fare. È ovvio che, se la risposta da parte di questa maggioranza continuerà ad essere questa, quindi una risposta silenziosa e, soprattutto, disattenta rispetto alla minoranza che invece sta facendo un lavoro serio e che entra nel merito con le singole mozioni di accompagnamento, saremmo, rispetto a questo lavoro, costretti ad intervenire e a sottolineare, ogni volta, le nostre convinzioni. Mi pare che questa sia l'unica cosa che ci è concessa dal Regolamento, quindi ringrazio per la pazienza il Presidente, che dovrà ancora ascoltarci insieme a tutto il Consiglio Comunale, immagino, ancora per molte ore. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Come avrete potuto notare il punto su cui la nostra attenzione è più acuta riguarda proprio l'individuazione della soglia di attenzione e se non siamo d'accordo nel contenuto complessivo di questo provvedimento, lo siamo ancora meno nella parte in cui si individua come soglia di esenzione quella che definisco una cifra assolutamente ridicola, pari a 10.300 Euro. Diciamo che aver concentrato una misura di esenzione su questa cifra dà un po' il senso della misura rispetto alla posizione della maggioranza e della Giunta nei confronti dei provvedimenti fiscali da adottare sulla città e si lega a un problema, a mio avviso, di natura culturale e concettuale, perché, se si crede che al di sopra di un reddito pari ai 10.300 ci si possa permettere di pagare anche una maggiorazione di tasse, penso che si abbia un'opinione assolutamente sbagliata e scollegata rispetto alla realtà della nostra società, in particolare, nella città di Torino. A questo proposito, abbiamo presentato una mozione di accompagnamento, come è già stato detto, per chiedere, auspicare che la Giunta, permettetemi, si metta una mano sul cuore e cerchi di rendere anche più serio e più reale un intervento a sostegno delle fasce deboli nella nostra città. La cifra di 10.300 Euro è pari a meno della metà di ciò che all'incirca la metà dei cittadini torinesi, rappresentata dai partiti della minoranza, ritiene sia una soglia di povertà. Mi spiego: è vero che queste elezioni sono state stravinte dalla maggioranza, ma è anche vero che c'è stata una consistente parte di cittadini che non si è presentata alle urne, forse, intendendo manifestare un certo senso di disagio non andando a votare. Quindi, è una maggioranza particolare quella che è stata eletta, una maggioranza un po' meno rappresentativa di quella che sarebbe stata, se vi fosse stata una più alta percentuale di partecipanti al voto e, comunque la minoranza espressa in Consiglio Comunale rappresenta un numero di cittadini significativo, cioè rappresenta circa la metà dei torinesi. Se tutti i partiti della minoranza ritengono che la cifra di 22.000 Euro circa sia quella al di sotto della quale le famiglie si trovino in seria difficoltà, ciò significa che, più o meno, metà dei cittadini torinesi con un reddito inferiore ai 22.000 Euro si trovano in condizioni di difficoltà. La porzione di cittadini che arriva a 10.300 Euro è nettamente inferiore, e credo vada assolutamente modificata. Quindi, rispetto all'emendamento proposto dalla Giunta, non possiamo che esprimere parere contrario. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso, al quale ricordo che, essendo già intervenuto un Consigliere del suo Gruppo fino a 3 minuti, ha a disposizione fino a 2 minuti. GALASSO Ennio Lucio Prima, opportunamente e scolasticamente, l'Assessore ci ha spiegato la differenza tra deduzione ed esenzione, chiarendo così gli effetti vanificati nel momento in cui si supera una determinata soglia. Ora, cogliamo che l'Assessore riesce a fare lo sforzo di tener presente un reddito di 10.000 Euro, equivalente a 830,5 Euro al mese, per portarlo alla stratosferica cifra di 855 Euro mensili, ma chi percepisce 856 Euro mensili subisce questo nefasto sbarramento. Quindi, sotto questo aspetto, tenuto conto che il reddito pro-capite, per la città di Torino, si classifica al 26° posto rispetto ai capoluoghi di provincia (anche dopo quelli di province del Sud quali, ad esempio, Caserta), dobbiamo ritenere il provvedimento sicuramente improvvido e non soddisfacente, e non può che vederci contrari, per una filosofia che non possiamo apprezzare; pertanto, auspichiamo che venga rivisto, in un quadro di più generale generosità. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ritengo che il Consigliere Galasso sia stato generoso, rispetto all'atteggiamento dimostrato dalla Giunta su questo tema in particolare, nella gestione politica di questa revisione del tetto. Mette veramente a disagio il fatto che s'insceni (non solo fisicamente, in Aula, ma anche sui giornali) una sacra rappresentazione, con i soliti rappresentanti sindacali al guinzaglio, per poter poi dire che si era ottenuto il brillante risultato di elevare, appunto, a 855 Euro la soglia minima e che quest'Amministrazione è attenta ai lavoratori e che i Sindacati fanno il loro mestiere, perché difendono i lavoratori ed i ceti più disagiati. Nuovamente, si va a definire quale ceto disagiato una fattispecie da 650-600 Euro al mese, che non crediamo sia la prima destinataria di politiche d'incentivo o esenzione fiscale, perché siamo ormai nel campo dell'assistenza concreta e materiale su una serie di aspetti e servizi che una famiglia con un simile reddito ha spesso difficoltà a vedersi riconosciuti. Quindi, Presidente, ciò che mette più a disagio, è non tanto o non soltanto la beffa in sé - stratosferica, come dice il Consigliere Galasso -, ma anche queste ritualità dei buoni sentimenti, che offendono sia gli innocenti che le subiscono (e magari qualcuno che ci crede), sia l'intelligenza di quest'Aula e di quei tanti Consiglieri, i quali, con grande generosità, esaltano il senso sociale dell'Amministrazione e dei suoi provvedimenti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare Avendo sentito questo discorso per la terza volta, desidero far presente che la proposta di per sé potrebbe essere considerata valida, però, Consigliere Angeleri, non è completa. Infatti, per essere considerata attuabile, deve prevedere anche le minori entrate che il Comune ha, perché, se è vero che sono stati introdotti 20 milioni di Euro per il pareggio di Bilancio (che è obbligatorio), questa proposta (che ha una sua possibilità di essere considerata) dovrebbe contenere anche l'indicazione di dove si prendano i fondi, che diminuiscono non solo dello 0,2% dell'aumento, ma anche dallo 0% allo 0,03% (come prima accennava l'Assessore Passoni), togliendoci quindi lo 0,5%, fino a 22.000 Euro; dopodiché, se fate i relativi conti, spariscono gran parte dei 20 milioni di Euro introdotti per pareggiare il Bilancio. Quindi, ci dovreste chiarire dove saranno reperiti gli altri soldi necessari, altrimenti, la proposta, che di per sé è socialmente aperta - non se ne può dubitare -, non sta in piedi, insomma, è una mezza proposta. Se ci dite il resto, potremmo anche discuterne, ma, probabilmente, non avete fatto i conti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) La discussione verte sempre su due punti: la soglia d'esenzione e l'addizionale (peraltro, l'aliquota è proporzionale e non progressiva). Per quanto riguarda il primo punto, la risposta è sempre la stessa: così dice la legge, senza alcun margine di discrezionalità. Relativamente al secondo punto, devo dire che sorprende non piaccia ai banchi del centrodestra, poiché presenta oggettive iniquità - e questo è un elemento normativo -, però, in realtà, è il modello di tassazione maggiormente gradito dai banchi dell'opposizione. Ribadisco la politica della Giunta sul tema della mozione, più volte sbandierata: la mozione è un modo elegante per avanzare una proposta che non richiede copertura finanziaria; in altre parole, sulla mozione si può anche dire "Cancelliamo l'ICI... Vorremmo che facesse bello tutti i 365 giorni...". Non è mai legittimo! Il Bilancio prevede un esercizio un po' più specifico, perché bisogna anche chiarire, nelle scelte tra tassazione, gradazione e servizi, dove si scelga; ebbene, quest'Amministrazione sceglie di agevolare redditi medio-bassi, di prelevare qualcosa sui redditi medio-alti e di finanziare l'accesso ai servizi per tutti. È una scelta politica, condivisibile o meno; diversamente, bisogna entrare nel Bilancio e dire apertamente dove si prendano i soldi per aumentare l'esenzione, facendo scelte politiche. Questo non viene fatto e, conseguentemente, l'opinione della Giunta resta contraria all'orientamento della mozione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8 bis: presenti 31, astenuti nessuno, favorevoli 27, contrari 4. L'emendamento n. 8 bis è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 9, presentato dal Consigliere Carossa, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) In relazione alla violazione dell'articolo 52, comma 1, ultimo periodo del Decreto Legislativo 446/97 è stato espresso parere sfavorevole sulla regolarità tecnica. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Quando l'ho visto, mi sono effettivamente preoccupato. Infatti, leggendo "violazione", ho temuto che l'Assessore Passoni potesse mandarmi subito i Carabinieri, o quantomeno, tramite l'Assessore Borgogno, la Polizia Municipale. A parte le battute, chiedo all'Assessore di spiegare il motivo per il quale è stato dato il parere sfavorevole sulla regolarità tecnica per la sostituzione di "Regolamento" con "Allegato". COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Ancorché non mi competa rispondere per conto degli Uffici che appongono una firma, posso, però, affermare che la sostituzione della parola "Regolamento" dentro un testo regolamentare, espressamente previsto nella norma istitutiva dell'addizionale, di fatto, altera il senso del documento, che non è un allegato alla deliberazione, ma è l'oggetto stesso della deliberazione. Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: Presenti 30, astenuti 3, favorevoli 1, contrari 26. L'emendamento n. 9 è respinto. GALLO Stefano Presidente, intervengo soltanto per mettere a verbale che ho sbagliato a schiacciare: il mio voto, ovviamente, è contrario. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'emendamento n. 10, presentato dall'Assessore Passoni, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10: Presenti 28, astenuti 1, favorevoli 27. L'emendamento n. 10 è approvato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 30, astenuti nessuno, favorevoli 27, contrari 3. La proposta di deliberazione è approvata. Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: L'immediata eseguibilità è concessa. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 35, astenuti nessuno, favorevoli 8, contrari 27. La proposta di mozione è respinta. |