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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 27 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 10
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-01080
INDIRIZZI PER L'ESERCIZIO 2007 IN TEMA DI TRIBUTI LOCALI, TARIFFE, RETTE, CANONI ED ALTRE MATERIE SIMILI.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200701080/24, presentata dalla Giunta Comunale in data 6 marzo 2007, avente per oggetto:
"Indirizzi per l'Esercizio 2007 in tema di tributi locali,
tariffe, rette, canoni, ed altre materie simili".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Intanto, prendo spunto dall'intervento del Consigliere Gallo per sottolineare che soltanto chi si è formato nella solida e antica tradizione comunista può davvero autoconvincersi di limitare i danni alle classi meno agiate offrendo il corrispondente di un caffè e un quarto al mese, ovvero stabilendo un tetto di esenzione dall'addizionale IRE corrispondente a 650 Euro netti, calcolando che siamo a Torino, che non è la città più cara e ricca del nord, ma non è neanche una città del Marocco, che è un'area dove con 650 Euro netti al mese vive comodamente una famiglia di 4 persone.
Quindi sono convinto della buonafede del collega, ma rilevo che soltanto quel genere di formazione, che proprio diventa quasi un fatto organico nel tempo, può portare ad autoconvincersi in questo senso.
Quanto al Sindaco, vorrei formalmente dissociarmi da quanto detto dal Capogruppo Ghiglia, riconoscendo anche un nostro errore: sono convinto che con il senno di poi il manifesto dello squalo sia stato sbagliato, così libero anche il Sindaco da questa compulsione di ripetere sempre che non ci ha portato fortuna, come un disco rotto, perché non rende giustizia alla sua presenza di spirito, al fatto di essere sempre brillante e attento alle questioni. Quando uno la ripete più volte, poi comincia ad assomigliare più a una benevola figura di nonno, che alla figura del grande timoniere a capo della Città.
Il Sindaco non è uno squalo e non può esserlo mai stato, perché, come è noto, gli squali non hanno la facoltà di spostare la pinna dorsale a sinistra o a destra, come fa il Sindaco spostandosi la riga dal parrucchiere Pino, come leggiamo sulla rassegna stampa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si chiama Mimmo, è per correttezza di informazione. Spero che la stampa lo abbia recepito correttamente.
Al Capogruppo de l'Ulivo vorrei dire di non farsi contagiare dalla sindrome di Chiamparino, che dimostra un certo fastidio per i normali meccanismi che regolano la dialettica politica nelle Aule, specialmente sulla scorta di quanto fatto per dieci anni dai vostri omologhi nel Consiglio Regionale. Sarei contento se il Consigliere Giorgis avesse riservato i suoi autorevoli moniti ai suoi colleghi e corrispondenti a Palazzo Lascaris, perché sarebbe stata un'utile palestra, perché non si rende conto che non è ancora nella posizione in cui il suo taglio di capelli finisce sulle rassegne stampe internazionali e, probabilmente, sul tavolo di qualche "ayatollah" che si informerà in merito, prima di decidere se continuare o meno il programma nucleare.
In me è l'invidia che parla, sia chiaro. Il mio è un taglio tradizionale, lei che è attento a questi aspetti, dovrebbe dirlo e anche segnalarlo alla stampa, perché non deve passare sotto silenzio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Siamo sempre sugli indirizzi in tema di tariffe, tributi e rette.

VENTRIGLIA Ferdinando
Sì, ci stavo arrivando. Beh, la "lenzuolata" di Bersani riguarda anche quello, del resto; se la provvidenza avesse fatto nascere il grande Pascal, non nel grand siècle, ma in un secolo un po' effimero e straccione come il nostro, invece di scrivere sui paradossi, sul granello di sabbia che ci ha salvati dall'invasione mongola, piuttosto che del naso di Cleopatra che ha cambiato per sempre la storia, oggi magari scriverebbe sul taglio di capelli del nostro Sindaco, che avrà un impatto altrettanto forte sulla storia della nostra civiltà.
Ma cercando di tornare su materia più prosaica, cosa che mi viene più difficile in presenza del Sindaco e soprattutto dello scarso tempo, prenderei un solo esempio, che è quello degli aumenti delle soste, dove si è veramente dispiegata un'azione che non si può definire razionale, ma del tutto irrazionale, se non correlata a spinte o necessità che non sono dettate dalla ricerca di un equilibrio tra risorsa e spesa, ma da altro genere di politiche e di governo del bilancio, più legate alle dinamiche elettorali e magari alla formazione del consenso e, soprattutto, al mantenimento di un'occupazione militare della macchina comunale e delle aziende partecipate.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il mio intervento sarà sempre rispettoso del lavoro e delle idee altrui, ma con grande spirito di servizio per questa Città.
Credo che oggi l'opposizione abbia dato un segnale preciso, la forza e la voglia di essere governo della città: le mozioni che sono state presentate congiuntamente dimostrano chiaramente che questa volontà di vincere nel prossimo futuro c'è, esiste, cresce e credo che si avvererà prima o poi, perché molti degli anticipi di cui si loda il Capogruppo Giorgis avvengono grazie all'opposizione, come la sicurezza.
Giuro che in questo Consiglio è l'ultima volta che parlo di Prodi e Berlusconi, perché credo che le funzioni amministrative debbano prescindere da questi due grandi leader, ciascuno per la propria parte politica; per rispondere, però, al Consigliere Gallo, che ammiro e stimo per la sua correttezza e capacità, voglio dire che nel 1996 Prodi fece una manovra finanziaria da 34.000 miliardi, partì per la Spagna, tornò e la portò a 68.000 miliardi, intervenendo e introducendo per la prima volta l'addizionale IRFEP sui Comuni.
Quindi, se vogliamo trattare: sicuramente Berlusconi ha tagliato un po', ma a Torino ha portato tanti e grandi benefici, le Olimpiadi ne sono un segno concreto, delle quali ha beneficiato naturalmente anche l'Amministrazione.
Tutti gli anni, come dice giustamente il Consigliere Gallo, si pensa che il prossimo anno sarà quello migliore per diminuire le tasse, tutti gli anni se ne parla, ma le tasse continuano ad aumentare, di conseguenza questi proclami, a mio giudizio, non avranno mai seguito.
Per entrare un po' più nel merito, penso che, con il Titolo V della Costituzione, i Comuni abbiano assunto dei poteri enormi, vedasi gli articoli 117 e 118. In particolare, l'articolo 119 credo abbia dato ai Comuni una grandissima forza, che non stiamo sfruttando.
Penso addirittura che le risorse in un Comune non siano mai un problema, su un Bilancio di un 1 miliardo e 400 milioni di Euro; credo sia semplicemente questione di priorità, di idee, credo che sia la voglia di cambiare e di mettere il cittadino al centro della propria politica che fa la differenza, non sono le risorse, che non sono mai un problema per un ente pubblico, sono le idee, sono le cose che mettiamo in pratica e le priorità che ci diamo che possono farlo diventare o meno un problema.
Lo dico anche ai Consiglieri di maggioranza: credo che la Giunta abbia fatto le proprie valutazioni e sia sicuramente in grado di presentare un Bilancio tecnicamente perfetto e che sposa le idee, probabilmente, della maggioranza di questa Città, però crediamo, e lo dico ai Consiglieri di maggioranza, che per cambiare questa Città ci debba essere veramente la voglia di scommettere su qualcosa di nuovo, di andare verso un cambiamento, di non accettare tutti gli anni l'aumento delle tasse.
Questa è la volontà che dobbiamo avere! Se accettiamo supinamente che tutti gli anni ci sia un balzello del +2, del +3, dello 0,5%, dello 0,7%, eccetera, è chiaro che non saremo mai innovatori, tant'è che credo che la vera differenza fra le forze riformatrici (che siamo noi oggi) e quelle conservatrici (che siete voi), stia proprio in questo e non vedo segni di coraggio, da questo punto di vista, anzi, credo manchino proprio!
Cito, ad esempio, la semplificazione amministrativa. Quanti di noi, e in particolare, degli Uffici della Giunta, si sono messi a studiare una vera semplificazione amministrativa, che può essere un primo passo per consentire a tutti di lavorare meglio? Su questo tema non abbiamo fatto nulla e la deliberazione che votiamo oggi sui tributi locali ne è la testimonianza.
Inoltre, continuiamo ad avere una politica dei rifiuti deficitaria (continuo a dirlo al vento, però credo sia vero): tutti gli anni la TARSU aumenta, ma i servizi continuano a peggiorare.
Insieme agli altri Colleghi dell'opposizione, abbiamo presentato una mozione (della quale il primo firmatario è Daniele Cantore), riguardante la fruizione di beni e servizi.
La fruizione di beni e servizi vede balzelli impressionanti: +30%, +50%, 10 Euro qua, 0,7 là...
Questo, a mio giudizio, innanzitutto, incrementa l'attività burocratica, rallentando, di conseguenza, le possibilità della gente di muoversi liberamente e, in secondo luogo, incide sull'attività dei lavoratori, imprenditoriale e di sviluppo di questa città, e noi, però, accettiamo supinamente tutto ciò. Con questa mozione, cerchiamo di far capire ai Colleghi della maggioranza, più che alla Giunta (perché quest'ultima, ormai, ha fatto le sue scelte), che, probabilmente, qualcosa si può fare.
Credo che con questo piccolo intervento molto modesto, ma con la certezza di essere nel giusto, per quanto ci riguarda, si possa contribuire alla città, lanciando un preciso messaggio: vogliamo dire basta, una volta per tutte, a questo tipo di bilanci di "ordinaria amministrazione" e che non fanno mai uno sforzo in più per andare, invece, verso la "straordinaria amministrazione", che è quella che serve oggi alla Città di Torino e credo anche all'Italia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cuntrò.

CUNTRO' Gioacchino
Stasera, dal dibattito, mi sarei aspettato proposte più concrete, rispetto al merito dell'argomento e quindi del Regolamento sugli indirizzi delle tariffe. Dall'opposizione mi sarei aspettato un atteggiamento che tenesse conto di una realtà, mentre la continuità delle sue posizioni (assunte nei cinque anni precedenti e anche in questo che è il sesto), purtroppo, non ha trovato riscontro nell'attenzione della città.
Mi spiace che il Collega Carossa non abbia avuto l'opportunità di sedere in quest'Aula durante i cinque anni precedenti, però è qui da un anno e vedo che si è inserito molto bene, sull'onda di niente!
Occorre prendere atto, infatti, che si tratta di una posizione non costruttiva e che non tiene conto delle attese della città, perché è troppo semplice, troppo banale, in una occasione come questa, in cui si discute dei regolamenti, delle tariffe e delle tasse, assumerla da parte dell'opposizione e per questo motivo non in grado di attirare l'attenzione dei cittadini. A fronte di un'affermazione dell'Amministrazione che governa una città e che vuole affermare il significato di una Torino che è cambiata in questi cinque anni, mi aspettavo dall'opposizione una capacità di affermazione nelle proprie posizioni di dibattito, almeno sui regolamenti (e vedremo la prossima settimana sul Bilancio), che un po' si rendesse conto che la continuità di affermazione e l'apparizione di magliette, come quelle rappresentate prima, fosse avvenuta nel posto sbagliato. Perché, se si vuole fare una "rapina" in un posto dove sulle tariffe c'è stata una manovra equa, che ha tenuto conto esclusivamente dell'indice inflazionistico, vuol dire che non è stato individuato neanche il posto giusto! Quindi: affermazioni sbagliate in un posto non azzeccato!
Faccio due considerazioni. La mia affermazione potrebbe essere colta come una banalità, perché parte da un presupposto di partenza che era già di questa Amministrazione. Si fa riferimento ai Governi e, come diceva il Consigliere Tronzano, "lasciamo lì i Governi". Questo Governo, a differenza degli altri, ha lanciato un messaggio chiaro e più forte, rispetto alle autonomie finanziarie degli Enti Locali e, pur non essendo ancora sulla strada giusta, ha aperto questa strada ai Comuni, i quali sono stati messi davanti ad una responsabilità più pesante.
Quando una manovra sulle tariffe e sulle tasse tiene conto del fatto che Torino è una città diversa rispetto a ieri e che la manovra sulle tariffe e sulle tasse si muove soltanto su adeguamenti inflazionistici, se paragonata alle altre grandi città (e mi spiace che non ci sia il Collega Ghiglia, che, ogni tanto, nelle ultime settimane, si è rifatto alla città di Milano sulla sicurezza), per esempio alla vicina metropoli milanese, magari ci accorgiamo che, in termini assoluti, (ad esclusione di uno e ci torno, perché non voglio essere attaccato), le tariffe lì sono più alte.
Sapete che cosa ci divide? Il fatto che le nostre culture siano diverse e questa Amministrazione, come ha detto nel programma (e ribadisce in ogni occasione), nelle sue manovre (siano esse sui Regolamenti, ma anche di Bilancio e ci arriveremo la prossima settimana) tenga conto della solidarietà dei ceti più poveri. Sono convinto che, probabilmente, le vostre manovre (che saranno lontane, se continuate a fare opposizione in questo modo e in questi termini) si muoverebbero su una logica diversa, che non terrebbe conto di una equità e di una solidarietà fra i redditi distribuiti in questa città.
Ultimo aspetto: le tariffe sui parcheggi.
La manovra sui parcheggi è più elevata, ma è stata motivata anche politicamente e di questo non si può non tenere conto. Gli investimenti fatti sulle infrastrutture dei parcheggi e sulla mobilità pubblica in questa città negli ultimi sei anni non hanno precedenti. Quindi, se non si comprende la necessità di una continuità di investimenti e il fatto che quest'ultima non può che essere garantita dalla solidarietà della collettività, chiedo scusa, ma allora non stiamo neanche a parlare di Regolamenti e di Bilancio!
Penso, invece, che, a differenza vostra, i cittadini torinesi abbiano capito talmente bene questo, che riconfermeranno la fiducia a questa Amministrazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Cominciare ad intervenire sul Bilancio, partendo da una deliberazione complessa come quella degli aumenti delle tariffe, non è mai facile, ma troppo facile sarebbe non leggere, nel suo complesso, la manovra di Bilancio, così come descritta nella relazione introduttiva dall'Assessore Passoni di qualche settimana fa e demandata anche al lavoro delle Commissioni.
Sarò breve, perché molte considerazioni sono già state espresse. Ritorno su alcuni passaggi sui quali, non da ultimo, il Consigliere Cuntrò si è espresso.
Credo che riuscire a mantenere gli standard qualitativi nell'erogazione dei servizi pubblici, così come ha fatto la nostra Città, anche grazie ad un'esperienza decennale, non fosse un dato scontato, almeno fino a qualche mese fa, fino a quando il Governo nazionale ha dovuto fare i conti con i disastri ereditati dai 5 anni di gestione del Governo precedente. È evidente che questo è per noi un dato straordinario - e mi rivolgo al Consigliere Tronzano, che non vedo in Aula -, cioè, in un contesto estremamente difficile per tutti gli Enti Locali, è un dato politicamente rilevante riuscire a garantire gli standard qualitativi e ad escludere che le fasce più deboli possano pagare, magari a prezzo pieno, alcuni servizi.
Credo che i prossimi mesi saranno fondamentali, anche per quanto riguarda i tributi locali e la relazioni con il Governo nazionale. Avrei voluto che il Sindaco ascoltasse, ma eventualmente parlerò con lui più tardi. Ritengo che due dati vadano trascritti e demandati alla discussione in ANCI e con gli altri organismi, perché in queste settimane è arrivata la notizia che potrebbe esserci anche un intervento, da parte del Governo nazionale, sulla riduzione o l'abolizione dell'ICI (adesso vedremo quali saranno gli strumenti allo studio). Questo, da Amministratori locali, ci preoccupa, perché la nostra Amministrazione - così come tutti gli altri Enti Locali - ha dovuto fare i conti dei maggiori tagli e dei minori trasferimenti e oggi, anche in una discussione come quella del nostro Bilancio, interviene una variabile che potrebbe o meno aumentare le risorse economiche in corso d'opera, a fronte, invece, di una manovra complessa che il nostro Comune si appresta ad approvare e che richiede sforzo ai cittadini, garantendo comunque il mantenimento di alcune tutele.
Questo dibattito ci interessa anche in vista di quanto il Governo dovrà decidere nelle prossime settimane, a fronte delle maggiori entrate. Noi crediamo che, qualora si potesse individuare fin da subito una priorità, dovrebbe essere individuata sicuramente nei trasferimenti, quindi nelle maggiori risorse economiche per gli Enti Locali e nella tutela delle fasce deboli e delle famiglie.
È evidente che in questo dibattito non è indifferente la possibilità di mantenere i servizi pubblici locali (perché di questo stiamo parlando in larghissima parte), come standard qualitativi e come tariffe complessive, ad un prezzo calmierato. Per questo motivo, possiamo ritenerci soddisfatti, nel complesso, del lavoro che la Giunta è riuscita a portare a termine, sia pure con difficoltà, e lo diciamo avendo letto ed approfondito gli interventi e le garanzie che il nostro Comune riesce a dare. Basta vedere come si sono comportate le altre Città, ad esempio su un tema come l'IRE: alcune Città non applicano detrazioni; altre, per loro fortuna (come ad esempio Milano, almeno fino all'anno scorso), non sono intervenute sull'addizionale IRPEF; altre ancora, invece, ritengono che la scelta operata dal Comune di Torino non sia una priorità.
Per quanto riguarda la discussione odierna, sui tre temi che noi riteniamo sottolineare in particolare, cioè l'ICI, la TARSU e l'IRE, leggiamo la volontà profonda di questa Amministrazione di riuscire ad escludere dagli aumenti tutte le categorie che in questi anni hanno visto il loro potere d'acquisto così eroso. È evidente che avremmo voluto fare di più; ad esempio, molte potrebbero essere le proposte, se le risorse economiche fossero diverse, ma è chiaro che stiamo per approvare la migliore proposta possibile che la nostra Amministrazione potesse elaborare.
Quindi, è indispensabile che gli Amministratori locali si impegnino fin da subito, anche nella relazione con il Governo nazionale, per fare in modo che le maggiori entrate, possibili dal diverso gettito, vengano redistribuite tra chi quotidianamente, come la nostra Amministrazione, si trova a far fronte alle esigenze e alla necessità di mantenere la qualità e la quantità dei servizi pubblici locali.
Questo è un dibattito politico che nei prossimi mesi il Parlamento e il Governo dovranno affrontare; noi riteniamo che anche il nostro Comune possa riaffermare questo principio negli organismi a cui partecipa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Seguendo il ragionamento del Consigliere Cuntrò, chiedo scusa fin d'ora se non riuscirò a coinvolgere particolarmente non solo i Consiglieri presenti in quest'Aula, ma anche i cittadini torinesi, sulla base dell'intervento che mi accingo a tenere, perché, prima di proporre, bisogna anche commentare e criticare l'operato della maggioranza. E bisogna avere anche la possibilità che le proposte vengano accolte.
Personalmente non condivido quanto ha detto il Consigliere Cuntrò riguardo al fatto che la città sia diversa e si debba prenderne atto, non tanto perché non mi accorga che la città in sé sia diversa, ma perché i cittadini torinesi continuano a fare fatica ad arrivare a fine mese; quindi, anche solo un adeguamento ISTAT di tutte le tariffe - e il "solo" lo avete utilizzato voi -, se non di più, può costituire un problema e un aggravio di difficoltà.
Ritengo che l'atteggiamento di questa maggioranza, che tende a minimizzare gli effetti di questi aumenti tariffari, sia irresponsabile. È assolutamente inaccettabile che si continui ad acquisire e a sostenere una posizione di questo tipo, perché, sfogliando la deliberazione di cui stiamo discutendo (li abbiamo già in parte commentati, quindi sorvolo velocemente su quelli che sono stati oggetto di discussioni più approfondite da parte di chi mi ha preceduto), troveremo aumenti dell'IRE, aumenti della TARSU, aumenti dell'occupazione del suolo pubblico, aumenti dei canoni pubblicitari, aumenti di tariffe e rette per fruizione di servizi e beni.
Entrando più nel dettaglio, voglio partire da quest'ultimo aspetto: il Consigliere Gallo, forse perché Collega di partito dell'Assessore Passoni, si è lanciato in una difesa a spada tratta del fatto che non c'è un aumento per i servizi sociali. Allora il Consigliere Gallo dovrebbe, per esempio, spiegarmi se non ricadano nella sfera dei servizi sociali anche gli aumenti relativi agli interventi residenziali per adulti in difficoltà, gli aumenti per gli inserimenti di persone disabili in strutture residenziali, gli aumenti per interventi di ospitalità di anziani parzialmente autonomi e non autosufficienti, gli aumenti per i servizi residenziali a favore di minori, per tralasciare gli aumenti delle tariffe per i servizi educativi. Sono tutti aumentati, e non solo del tasso di inflazione, Consigliere Gallo, perché, quando parliamo di tariffe per gli anziani parzialmente autonomi, parliamo di aumenti di 45 Euro al mese. E quando parliamo di aumenti per gli anziani non autosufficienti, parliamo di aumenti di 60 Euro al mese.
Quindi, l'atteggiamento che tende a minimizzare tali aumenti - lo ribadisco - è assolutamente da irresponsabili, perché, a fronte di questi, non corrisponde un adeguato miglioramento del servizio ed un adeguamento della spesa sociale, come tratteremo quando parleremo più specificamente del Bilancio.
Poi, per quanto riguarda le altre tariffe, mi permetto di sottolineare che alcune (come la TARSU e gli oneri di urbanizzazione) hanno una ricaduta diretta sulle attività produttive e, conseguentemente, su quello che normalmente si usa chiamare PIL locale. Per esempio, quando parliamo di aumento della TARSU, è vero che, per i residenti, quindi per le attività edilizie, si parla di un adeguamento all'inflazione, ma per tutte le utenze non domestiche non si parla solo di aumento d'inflazione, bensì di un aumento del 2%, al quale va aggiunto un ulteriore aumento dell'8,50%; questo ha una ricaduta diretta sulle attività produttive e commerciali e mi preme sottolineare che, su queste ultime, grava anche l'aumento della COSAP.
Perciò, mi domando come faccia l'Amministrazione ad affermare di voler aumentare ed incentivare le attività produttive ed aiutare e incentivare le attività turistiche che hanno una ricaduta diretta sul territorio, quando poi grava, con questi aumenti, sul PIL locale.
Poi, anche se li ho già citati, voglio sottolineare l'aumento degli oneri di urbanizzazione e di tutte quelle tasse e tariffe riguardanti l'attività edilizia, perché sappiamo bene che quest'ultima non è soltanto un'esigenza del privato cittadino che tende a migliorare la propria dimora, ma anche un utile incentivo per le attività imprenditoriali svolte sul territorio; perciò, come abbiamo sottolineato diverse volte, il fatto di gravare ulteriormente ed aumentare le tariffe su questi aspetti è tanto più dannoso.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Sarò molto breve, anche perché, nel corso del dibattito, molte questioni sono state già approfondite.
Ritengo che la deliberazione sulle tariffe, presentata dalla Giunta ed elaborata con gli Uffici, sia una proposta molto equilibrata, rispetto ai tagli avvenuti nell'ultima Finanziaria, ma non solo, durante questi anni; infatti, gli Enti Locali si sono trovati ad affrontare gravissime difficoltà, avendo sulle spalle l'onere di dover mantenere uno stato sociale adeguato alla richiesta dei cittadini, di fronte al verificarsi di minori entrate.
Le manovre svolte in questi ultimi anni, specialmente quest'ultima, hanno cercato con estrema diligenza di non gravare sulle fasce più deboli della popolazione, e ritengo che ciò sia molto importante.
Confermando le attenzioni verso i soggetti che meno possono contribuire, soprattutto per quanto riguarda la TARSU, continuano ad essere modulati interventi di diminuzione percentuale della tariffa, aspetto che ritengo anche molto importante; ci eravamo fermati a sgravi riguardanti una certa fascia, è stata aumentata, anche se modulata, con percentuali diverse.
Ritengo che, aumentando la detrazione (è di 12 Euro), anche sull'ICI si sia effettuata un'operazione estremamente importante e di forte impatto, perché 12 Euro rappresentano una cifra che, complessivamente, sul Bilancio del Comune, diventa interessante.
Per quanto riguarda la TARSU, già per quanto era stato fatto negli anni scorsi, ci si sta avvicinando al costo complessivo, al full cost, aspettando di rientrare a tariffa, e credo che, anche sotto questo profilo, al di là degli aumenti ISTAT fatti di anno in anno ed al ritocco per le categorie che più avevano una forbice ampia, si sia operato con estrema cautela ed attenzione.
Pertanto, ritengo che questa manovra meriti una certa attenzione, per la quale desidero ringraziare l'Assessore, gli Uffici e la Giunta, e mi dichiaro favorevole ad appoggiarli.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Questo è il primo Bilancio di una grande Città che mi trovo a dover approvare, quindi è un'esperienza per me interessante e, come mi suggerisce il Consigliere Bonino, indimenticabile.
Sebbene si tratti di una materia molto complessa, che esula un po' dalle mie competenze specifiche, mi rendo conto che sia un atto importantissimo, anche alla luce di quanto si sta verificando a livello nazionale, cioè, si sta cercando di decentrare l'Amministrazione il più possibile, e ciò fa parte di una certa filosofia, cosiddetta riformista, dove per riformismo s'intende dare migliori servizi con meno spese, più efficienza ed efficacia; quindi, è una tendenza nazionale quella di concedere una maggiore autonomia alle Amministrazioni locali ed ai Comuni.
Chiaramente, si tratta di una grossa responsabilità, perché mette l'Amministrazione a contatto con il cittadino, il quale si sente talvolta un po' oberato da balzelli, tributi e tasse, ma questo è il segno che l'Amministrazione è buona e riesce a gestire politicamente tali aumenti tariffari, nel senso che, come ci auguriamo, questi ultimi vanno a finanziare un miglioramento della società e di tutti i servizi.
Mi rendo conto che, per un Assessore con grande sensibilità per i ceti meno abbienti, sia stato molto problematico redigere questo Bilancio, in quanto, da un lato, ha dovuto tener conto della diminuzione dei finanziamenti (infatti, dal centro alla periferia ne arrivano sempre meno), dall'altro, ha dovuto cercare di garantire almeno le classi meno abbienti da eventuali vessazioni di tasse.
Quindi, penso che sia stato molto difficile, ma che l'abbia risolto con una buona abilità, perché riscontriamo segnali positivi, appunto a difesa delle classi meno abbienti.
Desidero fare adesso alcune osservazioni, relativamente all'ICI.
Ebbene, il Gruppo dei Verdi si augura che l'ICI sulla prima casa venga abolita, per due motivi: innanzitutto, la casa è un diritto inalienabile, poi, l'ICI è il preludio di una selvaggia cementificazione. Infatti, i Comuni, i quali vedono un riscontro economico dalla costruzione di nuove case, tendono a permettere la costruzione di sempre più edifici; quindi, la diminuzione o la riduzione dell'ICI impedisce una selvaggia cementificazione.
Ci auguriamo che questa tassa venga distribuita sulla fiscalità generale: questo è il nostro convincimento.
Invece, devo fare un'altra osservazione sulla TARSU, che ci auguriamo possa trasformarsi, in un futuro vicino, da tassa in tariffa, poiché è giusto pagare quello che si produce in rifiuti e che si paghi tanto quanto si consuma, anziché essere una tassa tanto indiscriminata.
Forse, converrebbe intraprendere questa strada con sempre maggior attenzione, e mi auguro che il ricavato da quest'aumento delle tariffe, oltre a coprire il servizio (che, peraltro, riteniamo ottimo) da parte di chi raccoglie e gestisce i rifiuti, sia impiegato per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, secondo noi ancora abbastanza bassa, a Torino, rispetto ad altre città della provincia.
Ci rendiamo conto che questa sia un'operazione molto difficile per una città come Torino così varia, con quartieri così differenti, ma ci auguriamo ugualmente che ci sia questo sforzo e che una parte di questi aumenti tariffari vengano destinati a progetti per la diminuzione dei rifiuti ed alla raccolta differenziata.
Per concludere, riteniamo che questa sia una manovra economica equilibrata, a cui anche il mio Gruppo può dare un parere favorevole e riconosciamo all'Assessore lo sforzo che ha dovuto fare per coniugare l'equilibrio con l'efficienza dell'Amministrazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il dibattito ha abbracciato una gamma di temi anche eccedenti quello dell'effettivo oggetto della deliberazione che, com'è noto, riguardava soltanto gli indirizzi, ma speriamo sia servito a fotografare il dibattito dentro un unico canale che, in qualche modo, ha toccato anche norme contenute, poi, nei Regolamenti che sono oggetto di separata deliberazione.
Come è stato detto in alcuni interventi, si sono fatti i conti con una manovra che, ovviamente, appesantiva le risorse della Città sul fronte della riduzione del Patto di Stabilità e che ha avuto bisogno anche, sul fronte delle entrate, di alcuni ritocchi. In questa deliberazione non sono indicate particolari modificazioni, perché le modificazioni che riguardano la COSAP, ad esempio, sono nel Regolamento dedicato e non nella deliberazione degli indirizzi.
Tuttavia, in questa deliberazione, ad esempio, si introduce l'affermazione del principio dell'esenzione IRE per le fasce di reddito individuale (non familiare) di 10.300 Euro e, soprattutto, è stato presentato un emendamento dalla Giunta (che illustro già ora per domani), che prevede la salvaguardia non soltanto delle agevolazioni TARSU previste nel 2006, ma estende la tutela TARSU - com'è stato detto negli interventi di maggioranza - a 22.000 Euro di reddito ISEE e, quindi, è un'agevolazione che comprende anche redditi sensibilmente più alti, perché il reddito ISEE è corretto in base al numero di componenti del nucleo familiare.
Sono, poi, state presentate alla deliberazione in oggetto quattro mozioni collegate, tutte quante della minoranza. Nelle mozioni si tocca il tema della tassa rifiuti per il porta a porta, il tema del 2% di adeguamento tariffario ISTAT, il tema della TARSU negli istituti privati scolastici parificati e quello delle agevolazioni 2006 per la TARSU.
Ritengo che tutte e quattro le mozioni siano superate per una ragione molto semplice: quella dell'agevolazione fiscale 2006 sulla TARSU è superata dal fatto che la Giunta, quest'anno, raddoppia le agevolazioni, quindi, non soltanto disapplica quelle del 2006, ma le raddoppia, ampliando da 11.300 Euro a 22.000 Euro le soglie di redditi agevolati ai fini TARSU; il tema degli istituti scolastici pubblici e parificati non è materia della nostra autonomia, perché noi agevoliamo, con uno sconto, gli istituti scolastici statali in quanto esiste uno specifico fondo, il MIUR, che copre la differenza sulla TARSU, quindi, la materia non interessa gli istituti parificati che, peraltro, avrebbe una carente motivazione in tal senso, perché è una compensazione...

ANGELERI Antonello
(Intervento fuori microfono).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Angeleri, per favore.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Ho detto che l'agevolazione TARSU per le scuole - rispiego - è coperta dal fondo MIUR, che rimborsa la Città per l'agevolazione data agli istituti.

ANGELERI Antonello
(Intervento fuori microfono).

PASSONI Gianguido (Assessore)
Credo di essere stato sufficientemente chiaro.

ANGELERI Antonello
(Intervento fuori microfono).

PASSONI Gianguido (Assessore)
Meno male che c'era un clima di accordo. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Per cortesia, Consiglieri. Avete avuto modo di intervenire nel tempo a vostra disposizione!

PASSONI Gianguido (Assessore)
Sulla mozione di indirizzo, per quanto riguarda l'adeguamento del 2%, ovviamente, ci arrivano istanze diverse: le parti sociali sindacali e del commercio ci chiedono esattamente il contrario, cioè chiedono che la Città, quando deve recuperare il valore delle prestazioni erogate, non lo faccia con adeguamento dopo un certo numero di anni secondo le norme di legge, ma lo faccia, invece, progressivamente. L'idea e l'istanza della Città di avere da anni applicato un adeguamento ISTAT ad alcune tariffe è proprio per evitare aumenti "a scalino". Sono anni che applica questo sistema ed intende continuare ad applicarlo, perché ritenuto più equo e meno penalizzante per le fasce a cui vengono applicati questi aumenti. Pertanto, semplicemente, non è accoglibile.
Per il tema, invece, della raccolta porta a porta, sempre limitatamente alla discussione congiunta che riguarda la deliberazione e le mozioni collegate, la mozione chiede che non si applichino gli incrementi del 2%. In realtà, l'intenzione della maggioranza e della Giunta è di diversificare il prelievo della TARSU dalla raccolta differenziata quando essa diventerà tariffa, cioè quando sarà misurabile oggettivamente il contributo di raccolta differenziata rispetto al risultato. La tassa, di per sé - com'è noto -, tassa una superficie, non un conferimento alla raccolta indifferenziata, pertanto, è un meccanismo che può essere anche potenziato ed essere premiante, ma assolutamente non riscontrabile oggettivamente, perché - ribadisco - è un coefficiente applicato ai metri quadri che non può avere alcuna misurazione rispetto al comportamento virtuoso o meno delle famiglie.
La discussione mi pare che abbia portato enfasi sul tema delle agevolazioni introdotte per le fasce sociali più deboli. Si è dato atto - mi sembra -, da parte di alcuni interventi, che questo sia avvenuto nella misura in cui, naturalmente, noi abbiamo avuto la possibilità normativa. Cito, ad esempio, l'addizionale IRE, che, ovviamente, non può prevedere meccanismi di deduzione - come anche la Giunta avrebbe gradito - invece di un'esenzione secca, come è stato proposto per limiti oggettivi della normativa che, pertanto, prevede uno scalino inevitabile quando l'esenzione si esaurisce e, dall'altra parte, una volontà forte di operare sulla TARSU questa politica di introduzione dell'ISEE.
L'introduzione dell'ISEE è coerente con gli indirizzi dell'Amministrazione, che porta a misurare le prestazioni di contribuzione dei cittadini con un parametro reddituale. Quest'ultimo, pertanto, ha una misurazione ed una proporzione rispetto alla capacità del cittadino di contribuire con la fiscalità locale e questo ci pare un principio non soltanto sostenibile, ma anche di profonda redistribuzione, perché, di fatto, rende il prelievo sulla TARSU più morbido per i redditi familiari che hanno condizioni di reddito meno agevoli e la soglia di 22.000 Euro non trova pari in nessun altro Comune dell'entourage torinese, dove si è fermata quasi sempre alla soglia che la Città applicava l'anno scorso, cioè circa a 11.300 Euro.
In tal senso, mi pare che la discussione abbia comunque portato un dibattito utile al confronto e credo che, a questo punto, il ruolo della Giunta di riassumere la discussione anche delle mozioni collegate e delle linee guida che hanno guidato questa deliberazione sugli indirizzi e non tutto il Bilancio (perché sul Bilancio la discussione nel merito la faremo lunedì prossimo) possano esaurire il mio intervento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Dichiaro sospesa la discussione su questa proposta di deliberazione.
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