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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Mi richiama all'ordine il Consigliere Greco Lucchina, in quanto eravamo in fase di trattazione della deliberazione precedente, quindi non l'abbiamo terminata, ma avevamo rimandato le comunicazioni su SAGAT Alitalia a oggi pomeriggio. Il Sindaco è presente, ne approfitteremo per introdurre questo intervento. La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio naturalmente per la richiesta di comunicazioni su questo punto. Vorrei partire da un'affermazione di ordine generale, che è assolutamente evidente che la struttura aeroportuale per la nostra città è una struttura di particolare importanza, di carattere strategico, stante che sempre di più favorire una rapida e facile accessibilità a una città è condizione perché quella città possa cogliere tutte le opportunità di relazioni e di sviluppo che gli si offrono. Negli ultimi anni noi abbiamo avuto un netto miglioramento dell'accessibilità ferroviaria, tanto è vero che oggi abbiamo sedici treni ad alta velocità al giorno, vuoi dalle Ferrovie dello Stato, vuoi della compagnia Italo, il che significa sostanzialmente - parlo della linea Torino-Roma - quasi un treno all'ora. Questo ha nettamente migliorato l'accessibilità, che migliorerà ancora quando da marzo 2014, entrando in vigore il nuovo Frecciarossa 1000, si abbatteranno ulteriormente i tempi di percorrenza e Torino-Roma sarà collegata in treno con sedici vettori in meno di tre ore. Per ciò che riguarda la struttura aeroportuale siamo naturalmente impegnati a fare in modo che l'aeroporto possa sviluppare al massimo i collegamenti che consentano alla nostra Città di essere facilmente accessibile. Ovviamente, anche l'aeroporto di Torino, così come tutti gli aeroporti italiani, ha risentito un calo complessivo dei passeggeri e dei movimenti che è avvenuto nel corso del 2013. I dati forniti dall'ENAV ci dicono che nel 2013 c'è stato complessivamente in Italia un calo del 6% dei movimenti e una significativa riduzione dei passeggeri. Ovviamente, di questa flessione ha sofferto anche la Città di Torino, che ha sofferto di un duplice fenomeno: da un lato l'effetto generale che ha investito il sistema dei collegamenti aeroportuali italiano di riduzione delle frequenze; dall'altro lato, ha sofferto della crisi di Alitalia che ha ovviamente comportato, non soltanto per il nostro aeroporto, una riorganizzazione e una riduzione di collegamenti di cui abbiamo ovviamente sofferto. A questo si aggiunga, come ho ricordato l'altro giorno in un inciso nel corso di una discussione su un altro tema, che la prossimità dell'aeroporto intercontinentale di Malpensa ci sottopone ad una concorrenza da parte di questo aeroporto particolarmente aggressiva. Non avendo, fin qui, l'aeroporto di Malpensa sviluppato potenzialità di aeroporto intercontinentale, così come erano previste, quantomeno in misura minore di quanto era stato previsto, la strategia di saturazione di quell'aeroporto punta a massimizzare i voli di carattere continentale e internazionale, con evidente cannibalizzazione degli aeroporti più vicini. E l'aeroporto più vicino a Malpensa è l'aeroporto di Torino; quindi, questo ci penalizza in modo ulteriore. Tutto questo spiega perché la crisi e la riduzione in generale dei flussi aerei, la crisi di Alitalia e la cannibalizzazione che deriva da Malpensa, spiega perché nel 2013 noi abbiamo avuto una riduzione di circa il 10% dei passeggeri sull'aeroporto di Torino. Ovviamente, soprattutto a partire dal mutamento dell'assetto azionario societario di SAGAT, che è avvenuto, come sappiamo, un anno fa, con i soci e con l'amministratore delegato, individuato in Comune da noi e dai soci, abbiamo discusso e valutato in che modo affrontare questa situazione e come mettere in campo una strategia di rilancio dell'aeroporto di Torino. Lo abbiamo fatto un primo luogo ridefinendo i rapporti con Alitalia, perché per quanto anche il sistema aereo e aeroportuale italiano si sia aperto in termini di mercato all'attività di molti nuovi vettori, la nervatura del sistema aeroportuale e aereo italiano continua a essere essenzialmente quella che fu definita quando c'era una condizione di quasi monopolio di Alitalia come compagnia di bandiera. È evidente che una crisi di Alitalia ha degli effetti piuttosto rilevanti, perché mette in causa il sistema e la connettività del sistema. Questo ci ha portato ad aprire un negoziato che si è concluso nelle scorse settimane, che ha acquisito che a differenza di quello che era avvenuto in altri scali, non si proceda per il 2014 a nessuna ulteriore riduzione dei collegamenti aerei che assicura Alitalia, a partire dai collegamenti aerei tra Torino e Roma, che sono attualmente in misura di sette collegamenti giornalieri. Nello stesso accordo si è previsto che mantenendo i sette collegamenti giornalieri, dal lunedì al venerdì si lavori ad un potenziamento sul sabato e sulla domenica, che invece conoscevano tradizionalmente una riduzione di voli. Parallelamente, proprio per non fondarsi soltanto su Alitalia, in virtù di una situazione di Alitalia che, come sappiamo, è ancora molto precaria e incerta, anche se tutti auspichiamo che le notizie che abbiamo letto sui giornali questa mattina possano arrivare a buon esito, la Direzione dell'aeroporto ha lavorato per promuovere sviluppare l'afflusso di nuovi vettori sull'aeroporto di Torino. Da anni operano alcune compagnie private, come Easy Jet, Ryanair ed altre. Accanto a questo, negli ultimi mesi si è operato per ottenere nuovi collegamenti, realizzati da nuove compagnie. In particolare, si è determinato un accordo molto importante, suscettibile di sviluppi, con ulteriori collegamenti e voli con la compagnia Vueling; con la compagnia Royal Air Maroc per il collegamento con quel Paese; con la compagnia Tarom, per Iasi, che consente collegamenti con la Romania; potenziando le relazioni con Meridiana; con Volotea, che è una costola di Vueling, una nuova compagnia che è nata negli ultimi anni; con Transavia e con New Livingston e con altre compagnie si stanno negoziando nuovi voli, che ci consentano di rafforzare la connettività del sistema aeroportuale italiano. In particolare, parallelamente a questi contatti e negoziati, alcuni dei quali già hanno acquisito nuove rotte che decolleranno a partire dal 2014, oltre a quelli che ho indicato, si è anche ripreso un confronto con i più grandi vettori del sistema aeroportuale, con Lufthansa, con Air France, con Turkish Airlines e con British Airways per il rafforzamento dei loro collegamenti su Torino, acquisendo con Turkish Airlines già un impegno di rafforzamento ulteriore dei collegamenti, così come con Air France per il collegamento tra Torino e altre Città francesi, oltre che Parigi. Così come si sta discutendo con Lufthansa e con British. L'obiettivo è quello di tornare nel 2014 ad un volume di traffico che consenta di stare sopra i 3 milioni e mezzo di passeggeri e si sta lavorando ovviamente in questa direzione. Parallelamente abbiamo aperto un confronto con l'aeroporto di Malpensa, perché è evidente che occorre determinare, in qualche modo, una qualche forma di accordo e di relazione, per evitare che questa saturazione sui voli europei e internazionali di Malpensa produca quegli effetti di cannibalizzazione che abbiamo conosciuto. Garantisco, perché è evidente che abbiamo un interesse primario, che l'attenzione dell'Amministrazione è piena e totale. Il fatto che la nostra partecipazione sia, da un punto di vista azionario, del 10% non ci porta a considerare la nostra presenza come marginale, quantitativamente ridotta, ma dal punto di vista strategico della Città è ovvio che noi abbiamo un interesse primario, questo risulta evidente. Abbiamo stabilito dei rapporti di collaborazione ottimi con gli altri soci, in particolare con il socio di maggioranza con cui conveniamo e concertiamo ogni decisione. È evidente che proprio in funzione di uno sviluppo di una promozione della città, in primo luogo sul fronte turistico, abbiamo l'assoluta necessità di lavorare per un potenziamento e un rafforzamento dei collegamenti aerei e quindi dell'efficacia della produttività del sistema aeroportuale. Da questo punto di vista, si è avviato anche un lavoro, promosso da Turismo Torino, di concertazione tra i tour operator della nostra Città, e non solo della nostra Città, per esempio i tour operator di Milano, piazza molto vicina ovviamente alla nostra città, e la Direzione dell'aeroporto, per massimizzare e ottimizzare tutto ciò che può consentirci l'innalzamento dei collegamenti e quindi dei flussi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ci tengo a ringraziare sinceramente il Sindaco, per non essersi sottratto a questa mia richiesta di comunicazioni. Ringrazio anche il Presidente, perché ha difeso questa richiesta in Conferenza dei Capigruppo, in virtù di quello che era un accordo preso direttamente da me e, per il suo tramite, con gli Uffici del Sindaco e con il Sindaco in persona. Ma occorre far rilevare che per ben due volte la Conferenza dei Capigruppo ha negato questa richiesta. Anzi, mi è spiaciuto sentire da un esponente della Giunta, che la rappresentava, dire che la Conferenza dei Capigruppo è sovrana; per quanto mi riguarda, può essere sovrana quanto vuole, ma non certo per mettere il bavaglio a nessun esponente della Giunta, tanto meno il Sindaco, che (ammetto che le ultime due richieste di comunicazioni mi erano state negate nella Conferenza dei Capigruppo) su questa richiesta e su quella sul Museo dell'Automobile, ha sinceramente deciso di non sottrarsi. Tornando al merito della richiesta, l'oggetto era ben chiaro: alla luce delle notizie giornalistiche di una sorta di disimpegno da parte della compagnia di bandiera nei confronti del nostro scalo, che è la nostra prima vetrina per la città, sono stato indotto a presentare questa richiesta, perché questa non è altro che un'azione congiunta, fatta sia in Regione da un Consigliere della minoranza e dallo stesso Presidente dei Deputati del Gruppo parlamentare del mio partito, Nuovo Centrodestra, che decide di interrogare direttamente il Ministro delle Infrastrutture, Lupi. Signor Sindaco, alla luce delle sue rassicurazioni e di quelle che sono state le notizie giornalistiche che abbiamo letto, molto probabilmente andremo incontro ad una ricapitalizzazione, che vedrà impegnate Poste Italiane (mi pare per un totale di circa 75 milioni di Euro), e ci auguriamo che vi sarà l'ingresso di nuovi capitali da parte della compagnia di Abu Dhabi. La invito però - in parte lei lo ha già fatto con le sue parole - ad usare tutta la sua moral suasion nei confronti della governance di SAGAT (mi riferisco al Presidente che noi indichiamo, cioè il dottor Montagnese, ma anche all'Amministratore Delegato, Barbieri, che, pur essendo espressione del socio privato, è sicuramente un manager che ha rapporti con questa Città), alla luce di quelli che saranno gli eventuali investimenti, per contribuire al potenziamento del nostro scalo torinese, vista anche la vocazione turistica da lei rilanciata nei suoi interventi precedenti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Non ripeterò tutte le cose che abbiamo detto più volte in questi due anni e mezzo sulla gestione dell'aeroporto, però credo che alcune cose sia comunque il caso di puntualizzarle ancora una volta. In particolare, per quanto riguarda il fatto che il nostro aeroporto può subire senz'altro la vicinanza degli aeroporti milanesi (cosa che, peraltro, dovrebbe spingerci a cercare di essere più concorrenziali e non a dire che ci sono gli aeroporti milanesi), vorrei ricordare che Malpensa 2000 fu un progetto degli anni del Governo Prodi, che il Decreto del 1999 che, a forza, trasferiva i voli da Linate a Malpensa fu del Presidente D'Alema e di un Governo di cui faceva parte anche il Sindaco Fassino; per cui, adesso, venire a dire che è colpa di quelli che hanno messo lì Malpensa, mi sembra un po'... A parte questa nota, il problema di fondo è che, al punto in cui siamo, il nostro aeroporto ha chiaramente un numero di passeggeri che non è congruo rispetto alle potenzialità dell'area torinese e del Piemonte occidentale, come si evince da un semplice confronto con i dati del traffico di tutti gli altri aeroporti italiani; ormai abbiamo meno passeggeri di aeroporti come Bari, Cagliari e Bologna. Sono anche isole sicuramente e capisco che Catania stia su un'isola, ma è comunque un dato che non torna il fatto che l'aeroporto di Catania abbia il doppio dei passeggeri dell'aeroporto di Torino, in virtù delle diverse dimensioni delle Aree Metropolitane, delle zone, eccetera, e forse delle diverse relazioni con l'Italia e con l'Europa (che forse dovrebbero derivare anche da un diverso sviluppo dell'economia e così via). Penso che nell'aeroporto di Torino potremmo almeno aspirare ad avere lo stesso numero di passeggeri dell'aeroporto di Catania, di Bologna o di Bari. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Forse la strategia da studiare è come recuperare passeggeri da Malpensa, perché, francamente, il segnale che si è visto in questi ultimi mesi è che, intanto, il Governo ha finanziato anche l'interconnessione diretta con Malpensa e noi abbiamo risposto con questo fantastico progetto del tunnel di corso Grosseto. L'unico cambiamento nella struttura dell'accesso agli aeroporti da Torino è questo pullman diretto Torino-Orio al Serio, per cui, forse, anche Bergamo (nonostante sia a più di due ore di viaggio in macchina, tre ore o tre ore e mezza se non si ha a disposizione un pullman diretto, ma con i mezzi pubblici) diventa più attrattivo dell'aeroporto di Torino, perché, comunque, da Bergamo ci sono voli a 30- 40 Euro per metà Europa e anche per l'Italia. Probabilmente, tra un po' andremo agli aeroporti di Verona o Bologna per partire. Capisco tutto, capisco che ci sia più concorrenza nella Pianura Padana, però non può essere un buon motivo per non cercare di far sì che almeno chi abita a Torino e nelle province circostanti trovi da Caselle il volo per la maggior parte delle destinazioni. Credo, quindi, che la strategia debba essere quella. Come abbiamo detto più volte, in particolare, la strategia deve essere quella di portare a Torino la base di un operatore low-cost; probabilmente Ryanair, proprio perché ha come base Bergamo (che, comunque, è dall'altra parte di Milano) ed è più scomodo, mentre Easy Jet, che ha Malpensa come base (che, quindi, forse è più vicina a Torino), è più difficile che abbia voglia di venire a volare da Torino, tanto è vero che, al momento, c'è un solo volo Easy Jet dall'aeroporto di Torino e che, in passato, quelli messi sono stati tolti abbastanza velocemente. Purtroppo, bisogna rimarcare che la strategia degli Enti Locali continua ad essere quella di accentrare tutte le trattative, gli sviluppi, eccetera, su Alitalia, nonostante Alitalia sia il fallimento che vediamo e, adesso, entrerà nelle mani degli arabi, dopo aver fatto un miliardo di Euro di debiti durante la famosa gestione dei cavalieri che l'hanno salvata (questa volta non si è trattato del Governo di centrosinistra, ma del Governo di centrodestra), mentre, in due anni e mezzo, sulla base low-cost non abbiamo ancora visto alcun risultato, nonostante sia stata inserita nelle Linee Programmatiche dell'Amministrazione (peraltro è stata inserita da un emendamento che abbiamo presentato noi e che, poi, ha votato l'Aula, perché nella bozza iniziale non vi era alcuna menzione di questo punto, c'era solo quella del tunnel di corso Grosseto). Capisco l'interesse per il collegamento ferroviario, di cui ora non riaprirei tutta la discussione, però credo che l'interesse dovrebbe essere innanzitutto nel far sì che da Torino ci siano dei voli frequenti e a prezzi accessibili, cosa che si può fare semplicemente, riportando a Torino tutti i torinesi che, quotidianamente, prendono auto, pullman, treni e quant'altro per andare avanti e indietro da Malpensa, da Linate, da Bergamo e chissà da dove altro. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Il tema è evidentemente quello dell'interconnessione tra la nostra città ed il resto dell'Europa, ma non è la questione di chi ha più passeggeri, perché non è una gara di questo tipo che ci interessa. A tutti noi farebbe piacere poter partire da Torino per raggiungere qualunque meta anche a lungo raggio, ma, evidentemente, un sistema razionale di viaggio, di trasporto aereo vede sicuramente alcuni hub che diventano più forti. Milano è, per collocazione geografica e per storia, un hub che i torinesi possono raggiungere quando fanno un lungo raggio e, per contro, probabilmente un newyorkese che intende visitare Torino non viene disturbato dal fatto di atterrare a Milano e, poi, raggiungere Torino (di qui anche l'importanza di avere una connessione come può essere quella ferroviaria). Il punto centrale è, invece, il medio raggio, cioè Torino, per i brevi periodi, deve essere collegata al resto dell'Europa. Evidentemente, per chi abita a Berlino fare un weekend a Torino è possibile se l'aereo atterra tendenzialmente a Torino, perché, se atterra a Milano o a Bergamo, è più difficile esercitare un'attrazione su turisti di quel tipo. In questo senso, a me sembra valida la strategia che ha avviato il Sindaco, perché, con tutti i vettori che ci sono sul mercato (low-cost, middle-cost, high-cost), noi dobbiamo puntare ad avere dei collegamenti diretti a medio raggio e, secondo me, questa si va ad incastrare perfettamente con quella che continuo a credere che sia una delle strategie fondamentali per lo sviluppo della nostra Città: puntare sul turismo di ogni tipo (ne abbiamo già parlato discutendo del centro congressi). Sicuramente, non mi preoccupa tanto il lungo raggio dell'hub di Milano, perché ribadisco che mi va bene che chi arriva da lontano prenda un treno per raggiungere Torino, ma i nostri sforzi devono essere diretti sul medio raggio, cioè collegare Torino con tutta l'Europa per i soggiorni di breve permanenza. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Intanto, ringrazio il Consigliere Greco Lucchina, che, secondo me, ha posto in evidenza un problema per quanto concerne l'aeroporto Pertini. Devo solo aggiungere una cosa, Sindaco, che può essere una banalità: il Consigliere Araldi diceva che non è una questione di passeggeri, però, ad esempio, lei ha parlato di collegamenti con la Romania, per cui vorrei riprendere una mozione che è stata votata da questo Consiglio. Proprio perché mi ponevo in maniera estremamente elementare l'interrogativo per quanto riguarda la comunità più numerosa che esiste in Italia ed a Torino, che è quella rumena, mi sarei aspettato un collegamento tra Torino e Bacau, perché Torino è diventata una succursale di Bacau; ritengo che, di conseguenza, questo avrebbe potuto aiutare anche minimamente - non è che il collegamento con Bacau avrebbe risolto il problema di Caselle -, però, visto che si sono intrapresi dei voli in Romania, valeva la pena prevedere Bucarest e Bacau, invece purtroppo è stata scelta un'altra città, che, in effetti, non interessa molto la comunità rumena, perché il flusso migratorio non è stato recepito in quella realtà, mentre il flusso migratorio dalla Romania a Torino ha riguardato Bucarest e dintorni. Questa è stata un'occasione - a prescindere dall'aeroporto di Levaldigi, che, comunque, è in sofferenza - che abbiamo perso in quel piccolo contesto, perché, se si doveva inaugurare questo canale, doveva essere inaugurato passando attraverso le città giuste. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la replica, al Sindaco. SINDACO Intervengo per dare ulteriori informazioni. Come ho detto con una battuta, ma è così, è evidente che gli aeroporti di Palermo, di Cagliari o anche di Catania, Consigliere Bertola, hanno flussi significativi, perché c'è di mezzo il mare e, quindi, è chiaro che molto del traffico che nel continente avviene anche per via ferroviaria, per raggiungere queste isole si sposta sul traffico aereo; quindi, la comparazione va fatta tenendo conto di contesti omogenei. In ogni caso, segnalo che il problema - cosa che non è banale - è che nella fascia che sta tra Torino e Trieste, 400 chilometri di lunghezza, e Bolzano e Bologna, 200 chilometri di lunghezza, operano diciassette scali aeroportuali, il che rende evidente la complessità per ciascuno di questi scali - non solo per Torino - di reggere economicamente la propria attività. Ad ulteriore informazione per il Consiglio, segnalo che, da settembre 2014, i collegamenti Torino-Roma (oltre che con i sette voli al giorno dell'Alitalia) saranno assicurati anche da quattro voli della Vueling, quindi passano ad undici voli al giorno; segnalo che, dall'aprile 2014, verrà attivato tre volte alla settimana un volo con Zurigo e si sta definendo anche il volo con Ginevra; segnalo che, dal 28 dicembre, verrà ripristinato il collegamento Torino-Mosca con la New Livingston; segnalo che il collegamento Torino-Barcellona della Ryanair passerà da tre a cinque voli alla settimana (peraltro, questo collegamento è assicurato anche da Vueling); segnalo che Volotea, dopo aver attivato Palermo, per la prossima stagione estiva sta implementando collegamenti con Olbia e Palma di Maiorca; segnalo che, dal 10 ottobre, Transavia ha attivato il collegamento con Amsterdam e deciderà, in funzione del suo successo, se intensificarne la frequenza, portandola ad un volo al giorno... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché Amsterdam è un grande hub internazionale e, quindi, ha un senso. Inoltre, si stanno ulteriormente negoziando altri collegamenti. Per ciò che riguarda l'ultima questione che ha posto il Consigliere Liardo, ovviamente presumo che la Tarom, che è la compagnia di bandiera rumena, abbia fatto una qualche valutazione di mercato sulla scelta di Iasi piuttosto che di un'altra città; è difficile che sia la struttura aeroportuale a decidere in quale aeroporto rumeno scendere. Presumo che abbiano fatto delle valutazioni di mercato ed abbiano considerato che quel volo consente una saturazione maggiore di altre rotte; rappresenteremo comunque ai dirigenti della Tarom anche l'esigenza posta dal Consigliere Liardo. LEVI Marta (Vicepresidente) Dichiaro concluse le comunicazioni. |