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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201302883/010, presentata dalla Giunta Comunale in data 26 giugno 2013, avente per oggetto: "Esternalizzazione della gestione sociale dell'impianto sportivo comunale sito in via Filadelfia 73. Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201307576/002, presentata dai Consiglieri Troiano e Tronzano in data 18 dicembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201302883/010) avente per oggetto: 'Esternalizzazione della gestione sociale dell'impianto sportivo comunale sito in via Filadelfia 73'". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio presente che nel frattempo, per questa proposta di deliberazione, si è aggiunto un subemendamento all'emendamento n. 2 a firma dei Consiglieri D'Amico, Liardo e Tronzano, così come per altre deliberazioni successive, vi aggiornerò strada facendo. Procediamo con la discussione. Avevamo terminato con l'intervento del Consigliere Grimaldi. La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara La discussione è stata ampia e forse è stata ancora più ampia quando si discuteva del Regolamento, come dicevano anche i Consiglieri intervenuti prima di me. Alcune questioni sollevate dal Consigliere Grimaldi un po' mi hanno smosso, perché in realtà non avrei voluto intervenire, però, come al solito, devo dire che sollecita spesso degli interventi da questa parte dell'Aula. In parte condivido, cioè condivido il fatto che, come diceva il Consigliere Grimaldi, c'è stato un sistema di supporto al mondo sportivo, più o meno indiretto, basato per anni sul discorso di abbassamenti di canoni, o meglio, la Città si faceva carico evidentemente di costi di utenze e tutte queste cose che sappiamo bene. Un sistema che in parte ha funzionato, ma in parte non ha funzionato. Lo diceva anche il Consigliere Liardo prima di me (adesso vedo che è in Aula). Anche l'Assessore sa bene che più volte abbiamo posto alcune questioni, in particolare su alcuni impianti sportivi, per i quali diventava un po' difficile capire il senso che avesse un'esternalizzazione, una concessione; quando abbiamo visto le prime esternalizzazioni (e forse nei primi interventi che facevo in assoluto in Aula), più volte ho detto che a me dispiace vedere un'esternalizzazione, e lo dico perché - e in questo, forse, sono un po' ideologica - un po' mi piace pensare che sia, il più possibile, il Comune ad essere in grado di gestire direttamente questi impianti, ma mi rendo conto che ci sono delle impossibilità. Però, l'esternalizzazione - di cui si sta anche parlando oggi - deve avere senso, cioè deve essere effettivamente una situazione in cui pubblico e privato, o comunque i due soggetti coinvolti, gestiscono l'impianto proprio con valenza sociale, come si dice anche evidentemente nel titolo delle deliberazioni, perché in certi casi, in realtà, diventa difficile pensare che questo sia davvero avvenuto, perché si sono visti casi in cui chi otteneva la concessione, o l'esternalizzazione, o comunque in generale gestiva l'impianto, magari non faceva gli investimenti che doveva fare a fronte dell'abbassamento del canone, oppure magari utilizzava l'attività commerciale, e io ribadisco (lo diceva anche il Consigliere Grimaldi, forse non oggi, ma l'ha già detto altre volte) che è fondamentale garantire comunque che sia possibile un'attività commerciale e poter sostenere evidentemente la parte sociale, ma l'equilibrio va sempre mantenuto e, a mio avviso, in alcuni casi quell'equilibrio non è stato mantenuto. E allora siamo arrivati al Regolamento, che è stato effettivamente un momento interessante di dibattito da parte dell'Aula; devo dire che c'è stata una convergenza da parte di opposizione e maggioranza, tutti hanno contribuito. Per quanto riguarda proprio il tema del Regolamento, sono un po' in imbarazzo, invece, per il fatto di trovarci oggi, a distanza di pochi mesi (su questo sono in parte d'accordo con il Consigliere Grimaldi, in parte no), a votare, di fatto, delle deliberazioni che non si capisce bene come si inseriscano all'interno di quel Regolamento. Non mi riferisco al tema "utenze e canone", anzi, ben venga, perché le deliberazioni recepiscono perfettamente quello che è stato l'indirizzo del Consiglio; però, per quanto riguarda il tema "affidamento diretto o bando", ad oggi - forse anche un po' per mia mancanza, perché poi non ho potuto seguire tutti i lavori -, io non ho ancora ben capito, e per questo dico che secondo me invece è fondamentale, Consigliere Grimaldi - ma penso che un po' lo intendesse anche lei -, rivedere quel Regolamento il più presto possibile, perché evidentemente abbiamo alle spalle un anno, abbiamo avuto l'esperienza di queste deliberazioni, che hanno generato qualche grattacapo a lei, Assessore, ma direi a tutto il Consiglio Comunale. Proprio perché non ho ancora capito se l'affidamento diretto, o meglio, la scelta tra affidamento diretto e bando sia una scelta imposta - quindi normativa imposta -, oppure una scelta politica, io penso che, proprio anche a fronte di quello che c'è all'interno di quel Regolamento che noi abbiamo approvato, dove si fa riferimento esplicito all'articolo che parla di possibilità di affidamento diretto, sarebbe proprio opportuno, fatte queste deliberazioni, riprendere quel Regolamento in mano e riapprofondire il tema. Poi penso che sia stato fatto il possibile per mantenere in equilibrio quelle che sono le due anime, cioè da una parte evidentemente la possibilità che l'impianto possa vivere, quindi che la Città non possa più sostenere tutti quei costi che sosteneva a nome di chi gestisce l'impianto, fino a qualche tempo fa, perché la situazione delle risorse penso che sia in qualche modo nota a tutti. Devo dire che, sempre per il motivo che dicevo prima - e in questo non sono d'accordo con quanto diceva il Consigliere Grimaldi, perché ha portato lui il tema a verbale, che abbiamo affrontato più volte in Commissione -, forse il diritto di prelazione a me convinceva di più, anche se anche lì non ho ben capito se effettivamente si potesse fare oppure no, se sia stata una scelta politica o meno non farlo, ma la normativa è molto complessa e io, tra l'altro, non sono tecnica in materia, quindi lascio semplicemente la riflessione all'Aula. Detto ciò, noi ci asterremo sulle proposte di deliberazione, come avevamo fatto anche già sul Regolamento. Riteniamo che, effettivamente, si siano garantiti quelli sono gli equilibri. Forse, se questa discussione fosse stata fatta magari prima (mi rendo conto che non sempre è possibile, visto quanto è avvenuto), quando abbiamo elaborato il Regolamento, sarebbe stato più semplice per tutti e certe discussioni sarebbero state affrontate allora. Detto ciò, ci asterremo. Mi auguro soltanto che l'Assessore - come è stato detto in Commissione -, tolte queste deliberazioni, voglia riportare il tema in Commissione e si possa riaffrontare il Regolamento, a fronte di questa esperienza che è stata decisamente complicata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Chiederei se il Presidente della Commissione potesse seguire l'intervento, visto che la Commissione ha lungamente discusso su queste proposte di deliberazione e adesso interveniamo su una di queste. Io faccio un intervento che non ripeterò poi nei passaggi successivi e che riguarda un po' l'insieme del ragionamento che abbiamo svolto, cioè come riuscire a mettere insieme, da una parte, il rispetto del Regolamento, dall'altra parte, il rispetto della norma, e tenere in considerazione le osservazioni che ci arrivavano dalla Federazione e dagli Enti di Promozione Sportiva e, nello stesso tempo, tenere conto di quello straordinario bagaglio che la Città ha, che hanno i Quartieri, che hanno le nostre comunità locali, di associazionismo sportivo, che è fatto da persone che tutti i giorni tengono aperti dei presìdi sul territorio, danno l'opportunità ai ragazzi di fare pratica sportiva, non tengono solo conto degli elementi di capacità agonistica dei ragazzi e anche di censo (nel senso che non va a giocare a pallone soltanto chi può permettersi la divisa o chi può permettersi la quota), non guardano il colore della pelle o quant'altro, ma tengono aperti degli impianti e spesso ci fanno degli investimenti. Non sono società che hanno scopi economici o capacità di lucro; sono società nelle quali la risorsa "tempo" viene valorizzata al massimo, cioè ci sono persone che ci mettono il loro tempo, la loro passione e anche i loro limiti, la loro competenza, la loro attenzione verso i giovani e anche verso la funzione educativa, aggregativa e sociale dello sport. Tenendo insieme tutto questo, cioè un quadro di norme nazionali e non solo, la necessità di garantire la possibilità, a chiunque è interessato, di poter accedere a questi impianti e di potersi candidare alla gestione, di tenere conto che ci sono indirizzi che arrivano anche dalle Federazioni e da chi rappresenta l'insieme delle Federazioni, è stato fatto un lavoro molto complesso, un lavoro fatto in Commissione e questo è un caso quasi di scuola, il fatto che la discussione sia avvenuta in maniera così pubblica e trasparente. Non so quante audizioni e quante sedute di Commissione abbiamo fatto, ma il fatto che la discussione sia avvenuta pubblicamente è un evento importante. Noi oggi ci troviamo ad approvare una serie di deliberazioni che, con i loro emendamenti, fanno sicuramente scuola. Il fatto che noi abbiamo tenuto conto che alla fine di una concessione si debba procedere a gara, ma che nella gara vengano tenuti in conto alcuni elementi che riguardano gli investimenti fatti, riguardano il radicamento territoriale e riguardano il lavoro sociale e la prevalenza, sia sugli aspetti sociali rispetto a quelli di natura economica, per me è un fatto importante. Quindi, è importante che queste deliberazioni e questi emendamenti vengano approvati. Noi non dobbiamo mortificare nessuno, in particolare coloro che hanno in questi anni tenuto aperti dei presìdi, ribadisco, dei presìdi, perché l'impianto di Borgata Lesna, alla periferia dell'impero, è l'unico presidio pubblico che noi abbiamo oltre a via De Sanctis, è l'unico lampione acceso la sera, è l'unico luogo in cui i giovani, all'interno dell'impianto, possono non solo fare sport, ma ritrovarsi, aggregarsi e stare insieme. Non c'è altro. E così vale per tantissimi altri impianti sparsi per la nostra città. Vogliamo tenerne conto? Vogliamo tenere conto che ci sono persone che tutti i giorni vanno lì, tengono aperto, ci mettono risorse e fanno in modo che siano ambienti puliti? È naturale che poi, quando questo non avviene, noi abbiamo la possibilità di lavorare sui punteggi. Chi avrà fatto il lavoro nella maniera migliore, avrà un punteggio più alto; chi non avrà fatto questo lavoro, non gli sarà riconosciuto. Quindi, io credo davvero che, con questo graduare dei punteggi, dando più valore alla parte sociale rispetto a quella economica, noi riconosciamo che non pensiamo soltanto a fare cassa o a cercare risorse economiche; cerchiamo anche di confermare o trovare altri soggetti che siano in grado di darci quel valore aggiunto, perché crediamo che la pratica dello sport sia innanzitutto educativa e formativa e perché crediamo che debbano essere anche valorizzati gli investimenti che sono stati fatti. Se uno ha cercato dei soldi, ha trovato dei soldi per poter migliorare il proprio campo o migliorare le proprie strutture, è bene che questo venga riconosciuto. Tutto questo è nell'insieme di queste proposte di deliberazione. È una caratteristica molto torinese avere così tanti impianti sportivi. Deve essere oggetto di vanto per questa Città. Noi dobbiamo difendere questo patrimonio, coniugandolo con quelli che possono essere gli interessi delle Federazioni, degli Enti di Promozione Sportiva, dei soggetti che si affacciano oggi, anche di natura economica, e che vogliono fare ulteriori investimenti nella nostra città. Dobbiamo tenerne conto, però, non possiamo cancellare quella storia. Quindi, io ritengo che la linea intrapresa in Commissione, a partire dalle proposte di deliberazione, con gli emendamenti che sono stati presentati, è una linea positiva che cerca di tenere tutto insieme. Forse, se dovete individuare un nostro limite, è questo: aver cercato di tenere conto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti in questa discussione, che è stata - e davvero lo voglio ribadire - una discussione alla luce del sole, una discussione che ha davvero tenuto conto dell'opinione (naturalmente non riuscendo ad accontentare tutti) di tutti i soggetti che hanno deciso di intervenire su questa questione. Per questo, voglio ringraziare tutti i Commissari, membri della Commissione, a partire dal Presidente - anche se non se lo merita, perché è sempre distratto - della V Commissione, che con grande pazienza hanno svolto questo lavoro, perché è un lavoro del quale deve essere orgoglioso l'intero Consiglio Comunale, nel senso che con grande fatica noi arriviamo ad approvare queste proposte di deliberazione, sapendo che poi bisognerà fare quello che diceva il Consigliere Appendino, cioè adeguare il Regolamento, dopo un anno dal suo funzionamento, alla luce di quanto emerso nell'applicazione quotidiana del Regolamento stesso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Sarò brevissimo, per non ripetere tante delle cose dette dal Capogruppo Paolino, che mi ha rappresentato ampiamente nel suo intervento. Se oggi è chiaro che c'è stata una scelta di tutelare la spinta e la necessità di una difesa dello sport popolare di base, di presìdi territoriali che oggi questi impianti rappresentano rispetto ad un ragionamento più economicista, di investimenti e poi anche di costi, di manutenzioni, eccetera, è altrettanto chiaro che questo percorso ci sta dicendo ancora una volta quanto è complesso questo mondo, quanto è variegato, quanto, in realtà, un'anima e l'altra, e non solo queste due, convivono e coesistono oggi in impianti che sono molto diversi, dove le storie sono molto diverse. Mi pare che ci sia molta confusione, che è dettata principalmente da questa grande eterogeneità di situazioni, che è difficile comprimere dentro regole chiare e univoche. Quello che chiederei - ed è la ragione per cui sono intervenuto - è non tanto che si lavori per modificare un Regolamento, quanto che si vadano a costruire delle basi un po' più solide rispetto alle nostre convinzioni e alle nostre conoscenze. Io penso che davvero - adesso io l'avevo chiamato "Piano Regolatore dello Sport" - noi abbiamo bisogno di recuperare oggi degli elementi che ci permettano di fare un'analisi più approfondita, perché il problema mi pare quello. Non ha torto nessuno. Non ha torto chi dice che bisogna investire. Non ha torto chi dice che bisogna regolamentare le questioni economiche che oggi stanno dentro gli impianti sportivi. Però c'è una Legge dello Stato. Mi viene facile fare un esempio: mentre al mondo della cooperazione e dell'associazionismo, ad un certo punto, si è riconosciuta una dignità economica, costituendo per Legge le cooperative sociali, che prima non esistevano, nel mondo dello sport oggi non è possibile assumere in quegli impianti, se non con contratti un po' farlocchi, pensati per l'aiuto allenatore, con un numero di ore limitato, eccetera, mentre oggi in quegli impianti si possono fare un sacco di attività che vanno ben oltre la natura sportiva pura di gestione di un impianto. Il centro delle attività che oggi vorremmo si realizzassero là dentro non consiste nel lavare le docce e accendere e spegnere le luci. Allora, al di là dei litigi specifici, 26/29, oggi chiudiamo, questo mi pare un equilibrio che va bene, è il meglio che possiamo fare ed è più che accettabile. Però, Assessore e Presidente di Commissione, secondo me l'impegno deve essere diretto a dotarci di qualche strumento che ci permetta qualche analisi più approfondita. Un Piano Regolatore vuol dire rimettere in fila quali sono gli impianti oggi e cosa vorremmo, come Città, che si realizzasse a livello di promozione sportiva, di agonismo, di gestione degli impianti, di spazi degli impianti che diventano fulcro della vita di un quartiere. Allora, cosa c'è e cosa ci piacerebbe. Poi, diventa più facile dare dei punteggi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Io chiuderei questo intervento che, per quanto mi riguarda, riguarda tutto l'iter e anche tutte le deliberazioni che abbiamo oggi in votazione. Quindi ringrazio in modo particolare i Colleghi della Commissione, maggioranza e opposizione, per il lavoro svolto in questi mesi. Li ringrazio sentitamente, perché è stata difficile e anche faticosa la gestione di questa vicenda; una vicenda nuova che ha coinvolto l'Amministrazione, gli Uffici dell'Assessorato allo Sport, l'Assessore, il dottor Ferrari, ma anche tutti noi che, devo dire, in modo trasversale, sia maggioranza e opposizione, abbiamo dato sempre un contributo importante al dibattito e all'attività che si è svolta. Io credo che il "compromesso", ma soprattutto l'aiuto che la Commissione ha potuto dare al miglioramento in particolare dei bandi e di quello che andiamo a definire attraverso questi bandi, sia un aiuto non da poco. Queste deliberazioni avevano una procedura che rischiava di essere penalizzante soprattutto per il territorio; infatti, faccio mio l'intervento del Consigliere Paolino e del Consigliere Alunno, per dire che lo sguardo che abbiamo puntato rispetto a quelle che sono le realtà del territorio e a quello che svolgono da anni come un servizio direi di carattere sociale più che sportivo, aggregativo, dimostra che abbiamo molto bisogno non soltanto di fare sport agonistico, ma anche di avere dei luoghi dove si possa creare aggregazione e delle oasi nelle quali i ragazzi di tutte le età, ma soprattutto i più giovani, possano essere lasciati, collocati una struttura che protegga questi ragazzi da una serie di condizioni anche di grave difficoltà. E lo sport, da questo punto di vista, è uno dei baluardi più importanti al degrado sociale che viviamo in tutta la città, in particolare le periferie, ma credo anche nelle zone più auliche della città. Intervengo anche per dire che alcuni emendamenti che hanno presentato, in particolare l'emendamento n. 2 alla deliberazione per la gestione sociale dell'impianto di corso Tazzoli, deve ritenersi da votare, per quanto mi riguarda, per parti separate, perché accedendo a quello che è l'emendamento di Commissione, quello dove abbiamo ridistribuito e ripensato tutti i punteggi, anche fatto proprio dall'Assessore; quindi per quanto riguarda i punteggi, mi rifaccio all'Assessore. Volevo solo che fosse messo in votazione il punto riguardante l'impianto di corso Tazzoli 78, perché scrivere, come ho scritto, che il Comune riconosce l'hockey su prato come attività prevalente di quell'impianto, unico nel suo genere nel territorio Comunale e per questo di interesse della Città, credo che possa salvaguardare questo sport dall'estinzione, perché il rischio è quello che mettendolo a bando, ci siano altre attività sportive lì dentro, credo che questo è un rischio che non possiamo correre come Città. Per cui, accedendo all'emendamento di Commissione fatto proprio dall'Assessore, chiedo che venga messo in votazione il punto n. 1, quindi l'articolo 3.1, sull'attività prevalente dell'impianto unico nel suo genere e di interesse quindi per la Città. Credo che questa statuizione di principio dica che soltanto lì facciamo questa attività sportiva, per cui è evidente che vogliamo, come Città, che si faccia quel tipo di attività sportiva, perché altrimenti gli sport minori diventerebbero cannibalizzati da quelli che sono i grandi sport, in particolare il calcio, calcetto, calcio cinque, calcio a sette, che rischiano di cannibalizzare tutti i piccoli impianti e trasformarli in questo tipo di attività. Per preservare anche le attività che sono cosiddette minori, ma non per questo meno importanti, perché sono discipline olimpiche e altrettanto importanti per l'avviamento allo sport e perché lo sport sia diffuso e possa essere praticato da più persone, non soltanto da chi gioca a calcio, è evidente che questo emendamento va in questo senso. Per quanto riguarda le altre deliberazioni, credo che si apra con questo una stagione nuova. La Commissione sarà attenta in particolare a quello che ha chiesto il Consigliere Alunno, quindi avere un Piano Regolatore dello sport e capire quali sono le discipline da favorire. Sono d'accordo con il Consigliere Troiano, che ringrazio anche per il suo lavoro svolto in Commissione in questi mesi, rispetto al fatto che dobbiamo sostenere anche le associazioni sportive che non hanno una struttura aziendale o di carattere organizzativo tale da poter rispondere a bandi di una certa difficoltà, facendo in modo che la Città possa mettere a disposizione risorse e strumenti amministrativi per consentire loro di poter fare dei bandi che non siano incompleti o sbagliati. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Adesso cercherò di non fare confusione, se questo accadrà vi chiedo scusa fin d'ora. Partiamo dal fatto che la scelta su cui si è orientata la Giunta è stata quella di provvedere a dare questi nuovi impianti attraverso un bando; scelta che io condivido, perché è giusto che tutti possano accedere e gestire un impianto sportivo cittadino. Concordo in pieno con l'intervento del Consigliere Alunno. Chi vi parla, nel Bilancio del 2012 ha fatto inserire, con una propria mozione di accorpamento, una cifra consistente all'Assessorato allo Sport, proprio per lo sviluppo e la formazione sportiva dei nostri ragazzi. Quindi non c'è nessun pregiudizio da parte del sottoscritto. Però cos'è accaduto? Nel momento in cui si decide di fare un bando, il bando non deve essere troppo sbilanciato per chi oggi gestisce questi impianti. Io sono il primo a sostenere che coloro che oggi gestiscono questi impianti hanno fatto grossi investimenti e questi investimenti non devono essere sottovalutati e bisogna tenere conto di questo aspetto, assolutamente. Però - mi rivolgo soprattutto ai Colleghi di maggioranza, non so se tutti ne sono a conoscenza - le prime deliberazioni che la Giunta aveva portato in Commissione, prevedevano, per ciò che riguarda la parte di riconoscimento agli attuali gestori, un punteggio che non superava i cinque punti e forse poteva anche essere un punteggio basso. Sennonché c'è stata una sorta di rivoluzione da parte dei gestori, con un incontro con il Sindaco e con l'Assessore e di colpo ci siamo trovati delle nuove deliberazioni con un emendamento a quella parte del bando che prevede un aumento direi abbastanza corposo e importante di questa parte legata all'esperienza, che passa da cinque a ventinove punti. Ora, anche al più sbadato salta all'occhio una differenza così importante. Io capisco che bisogna tener conto di tutti coloro che all'interno di questi impianti hanno fatto degli investimenti, però portando il punteggio da cinque a ventinove, di fatto si blinda il bando stesso e se vogliamo fare una scommessa con tutti quanti i Consiglieri all'interno di quest'Aula, gli attuali gestori saranno i futuri vincitori di questo bando. A questo punto, la scelta del bando parrebbe stupida, perché cosa facciamo a fare il bando se poi lo facciamo in maniera tale che possano accedere tutti, ma può vincere uno solo? Questo non lo reputo un aspetto corretto. Bene dice il Collega Paolino quando afferma che questi sono luoghi di aggregazione, sono luoghi non solo sportivi, ma dove i giovani possono incontrarsi, dove possono praticare attività sportive. Per l'amor di Dio, tutto vero e tutto sacrosanto. Però, bisogna ricordare anche, caro Collega Paolino, che questi gestori hanno, al loro interno, anche una notevole attività finanziaria, perché la maggior parte al proprio interno ha dei bar e dei ristoranti, dove chiaramente chi entra e chi vuole consumare paga; giustamente fanno pagare delle quote di iscrizione ai ragazzi che entrano... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma questo è quello che accade, Consigliere Alunno. Fanno pagare delle quote di iscrizione per i ragazzi che vogliono iscriversi nelle scuole di calcio, piuttosto che nella scuola di pattinaggio e via discorrendo, ma non so se tutti sanno che la domenica, quando il bambino va a giocare e il genitore vuole andarlo a vedere, deve pagare altri 5 Euro per l'ingresso. Mi sta tutto bene, però mettiamo in evidenza anche questo aspetto degli incassi che fanno questi gestori. Io ho preparato un emendamento che spostava questa quota di 29 punti a 15 punti, perché mi sembrava già un punteggio abbastanza importante, che tutelava coloro che all'interno di questi impianti hanno fatto degli investimenti. In sede di Commissione siamo arrivati ad un confronto con il Presidente e con l'Assessore e nell'ultima Commissione si era giunti (mi corregga il Presidente Cassiani se il sottoscritto dice un'eresia) all'accordo che il punteggio si sarebbero abbassato da 29 a 26. Sapete cos'è successo? Nel momento in cui è partita questa sorta di accordo, assistevano alla Commissione alcuni gestori di questi impianti; nel momento in cui hanno sentito che si sarebbe passato da 29 a 26 punti - è giusto dire quello che è accaduto - hanno avuto una reazione che io considero molto scomposta, abbandonando in malo modo la Sala. Quindi questa la dice lunga su questi 29 punti. Dopodiché, vi racconto cosa è successo. C'è stato un accordo con alcuni rappresentanti della maggioranza per abbassare questo punteggio; io, che avevo preparato un'azione emendativa ostruzionistica per cercare di bloccare questa decisione, non ho presentato gli emendamenti, tenendo conto che la parola data in sede di Commissione per me è sacra, è una firma. Così non è accaduto. Oggi mi sono trovato in Aula queste deliberazioni così come sono arrivate originariamente. Adesso ho provveduto immediatamente a presentare quattro subemendamenti all'emendamento, con cui (lo spiego per i Colleghi che non ne sono a conoscenza) tolgo tre punti dalla parte relativa all'esperienza (credetemi, portare il punteggio da 29 a 26 non cambia nulla, è comunque una grande concessione che viene fatta agli attuali gestori) e sposto questi tre punti che tolgo dalla parte legata all'esperienza sul progetto sociale ed esattamente sugli spazi orari garantiti per le utenze sociali e il punteggio massimo da 4 diventa 7 punti. Ora, io mi auguro che l'opposizione e soprattutto i Colleghi di maggioranza comprendano che questo è un confronto che c'è stato con il sottoscritto e credo che non vi siano delle difficoltà affinché questi emendamenti vengano votati, perché - ripeto - non sposta nulla. Se ciò non accade, allora stiamo parlando esclusivamente di tracotanza politica, perché se non vuole essere dato un segnale di confronto con le opposizioni, dando proprio un segnale leggero, molto piccolo, ma si vuole continuare a calpestare tutto e tutti, signori, poi non lamentatevi se da parte dell'opposizione ci sono forme emendative legate all'ostruzionismo, che chiaramente legano i lavori dell'Aula. Quindi, mi auguro che i Colleghi di maggioranza ragionino su questo aspetto e che possono votare favorevolmente i miei quattro subemendamenti alle deliberazioni. |