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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto delle proposta di deliberazione n. mecc. 201302883/010, presentata dalla Giunta Comunale in data 26 giugno 2013, avente per oggetto: "Esternalizzazione della gestione sociale dell'impianto sportivo comunale sito in via Filadelfia 73. Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201307576/002, presentata dai Consiglieri Troiano e Tronzano in data 18 dicembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201302883/010) avente per oggetto: 'Esternalizzazione della gestione sociale dell'impianto sportivo comunale sito in via Filadelfia 73'". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 10/12/2013 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati un subemendamento a firma del Consigliere Ventura e 7 emendamenti, di cui 6 di Giunta e 1 a firma del Consigliere Sbriglio. La parola all'Assessore Gallo. GALLO Stefano (Assessore) Intanto penso sia importante fare un ringraziamento al Consiglio Comunale e a tutti quelli che in oltre sei mesi e otto Commissioni hanno voluto portare il loro contributo rispetto a questa applicazione del Regolamento votato all'unanimità nel dicembre del 2012. Un ringraziamento a maggioranza ed opposizione, proprio per la discussione franca e per i punti di sintesi che sono stati raggiunti. Noi, su Torino, abbiamo un panorama di impiantistica importante; abbiamo circa cinque stadi, otto palazzetti, circa una quarantina di piscine, sette bocciodromi, ottantaquattro bocciofile, quaranta palestre, per un totale di 240 concessioni sportive, ventiquattro campi da calcio. Abbiamo un patrimonio sportivo molto importante e la riforma che abbiamo fatto nel dicembre 2012 aveva l'obiettivo di dare una svolta alla gestione dell'impiantistica cittadina. Queste deliberazioni sono la prima applicazione sugli impianti cittadini centrali. Sostanzialmente, lo stadio del nuoto di via Filadelfia è costato circa 20 milioni di Euro alla Città di Torino. Gli emendamenti riassumono le posizioni di sintesi che abbiamo trovato rispetto ai vari punti in discussione. Ovviamente, ringrazio tutti per il loro contributo che hanno portato, ricordando - come diceva Bernard Arcand, che era un antropologo del Québec - che lo sport misura il valore umano in millimetri e in centesimi di secondo. E io penso che di millimetri e di centesimi negli impianti sportivi della Città ne siano stati misurati tanti, per un grande valore sportivo che abbiamo sul nostro territorio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Brevemente, visto che la discussione è stata lunga in Commissione e ringrazio l'Assessore, perché, pur essendoci scontrati su posizioni non proprio coincidenti, però bisogna dare atto che su questi provvedimenti ne abbiamo discusso e ridiscusso. Quindi, credo che il lavoro in Commissione sia, comunque, servito a farci un'idea chiara. Assessore, glielo dico francamente, a me rimangono delle perplessità. Forse, l'avrei proposta diversamente. Noi abbiamo discusso a lungo sulla normativa; questa famosa Direttiva Europea con questo nome anche difficile da pronunciare, di fatto, ha cambiato un po' tutte le cose. In realtà, non sono ancora completamente convinto che questa Direttiva Europea, anche se immediatamente efficace sul nostro Ordinamento, sia una normativa adatta a questo tipo di attività. Credo che la normativa facesse riferimento ad altre attività e non a queste. Ne abbiamo discusso, ci sono opinioni differenti da parte degli Uffici e da parte del C.O.N.I. e siamo arrivati a questo punto. Probabilmente, sarebbe stato più prudente utilizzare lo strumento dell'evidenza pubblica sugli impianti ex novo, cioè quelli che comunque erano stati gestiti fino ad allora direttamente dall'Amministrazione, oppure, in caso di revoca, trovare delle soluzioni di rinnovo, chiaramente entro un certo limite di tempo che poteva essere discusso, proprio per dare continuità ad una progettualità e sicuramente non fare cadere, come un fulmine a ciel sereno, questa decisione su tutta l'impiantistica sportiva. Si tratta di una decisione che, probabilmente, aprirà - mi auguro di no - dei contenziosi, perché tutti i soggetti che, in questi anni, hanno avuto rassicurazioni sul rinnovo o si sono adeguati nei lavori in procinto del rinnovo, proprio incentivati dall'Amministrazione, si sono poi trovati a vedere questo cambiamento e, chiaramente, poi questi soggetti avranno la scelta di partecipare o partecipare e, comunque, impugnare i bandi (mi auguro che non sia così). Credo che, alla fine, l'idea di trovare una soluzione attraverso un emendamento che dia tutti questi punti sulla storicità forse sia la soluzione che ha fatto tornare un po' indietro. Ritengo che ci siano anche ulteriori temi che lei, Assessore, collaborando, potrà portare avanti. Ho notato che, con grande diligenza, lei sta portando tutte le concessioni che non si stanno adeguando alle regole e, chiaramente, questo è un fattore positivo e sicuramente su queste non si discute che ci sarà il bando. Assessore, la invito a vigilare anche sulle concessioni sugli impianti di rilevanza circoscrizionale, perché sugli impianti di rilevanza cittadina lei può agire direttamente, per cui può proporre la revoca al Consiglio Comunale e può discuterne con una certa celerità, mentre nelle Circoscrizioni ci sono impianti sportivi che sono fermi da tempo, sia perché non vengono rinnovati (magari sono scaduti da due o tre anni), sia perché continuano a non adeguarsi. Capisco che, magari, nelle Circoscrizioni è più difficile da imporre, per i rapporti più stretti che ci sono tra la cittadinanza e gli amministratori locali delle Circoscrizioni, però credo che il suo intervento possa essere utile. Non comprendo, anche giuridicamente, alcuni casi, anche se si tratta di bocciofile libere e che non hanno una grande rilevanza, però, se si doveva applicare il principio del bando, doveva essere applicato sia per quanto riguarda gli impianti sportivi, sia per quanto riguarda le bocciofile, ma così non è stato. Mi auguro che per tutti gli impianti che sono in concessione alle Federazioni sportive e che, adesso, andranno a bando siano comunque garantiti effettivamente gli standard e sul valore di cui lei parlava nel suo intervento venga veramente garantita, soprattutto per questi impianti, la valenza sportiva, perché abbiamo un'impiantistica molto importante, legata agli impianti che sono dedicati al calcio, al calcetto, al calcio a sette e al calcio a cinque e, poi, abbiamo tanti impianti dedicati ai cosiddetti sport minori, dove dobbiamo combattere affinché questi sport possano continuare ad esistere. Adesso, stiamo trattando alcuni impianti (penso al nuoto, al baseball e ad altri impianti che lei porterà in discussione), ma mi sono permesso di presentare un emendamento relativo alla piscina Filadelfia; non so se verrà recepito, ma, comunque, ci sono emendamenti simili, affinché venga effettivamente valorizzato l'agonismo in questi impianti. Lo sport è importante, perché si deve valorizzare lo sport per tutti, però dobbiamo anche pensare che, se alcuni impianti non vengono dedicati esclusivamente all'agonismo, non avremo le medaglie sul nostro territorio. Quindi, è questo il ragionamento. Fortunatamente, abbiamo un Regolamento legato allo sport che consente le revoche e le concessioni sempre passando dal Consiglio Comunale e dalle Commissioni, ma non abbiamo la stessa opportunità di poterne discutere con il Patrimonio. Abbiamo alcuni impianti sportivi che, non si sa come mai, sono stati dati in concessione, pur essendo impianti sportivi, direttamente al Patrimonio. Sappiamo quello che è successo al Motovelodromo, ma, ad esempio, penso anche allo Sporting; in passato, se lei va a vedere alcune concessioni, non si sa per quale motivo non sono passate dalla competenza e dal dicastero del quale lei è a capo. Credo che si debba tenere conto di questo principio e credo che tutti gli impianti sportivi e tutte le prossime concessioni dovranno comunque tenere in piedi questi principi. Non sono fermamente convinto sui bandi nelle situazioni dei rinnovi e nei confronti delle società e per questo motivo probabilmente non parteciperò alla votazione di queste proposte di deliberazione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Ho seguito con molto interesse soprattutto questa vicenda del nuovo Regolamento, perché - come ho avuto modo di dire in Commissione -, se il nuovo Regolamento va nella direzione per cui le società iniziano a rispettare gli impegni che hanno assunto quando hanno sottoscritto una convenzione con il Comune, questo mi va bene. Lo sappiamo tutti, e lo abbiamo scoperto anche in questi ultimi mesi, che all'interno di questi impianti, per quanto concerne il fatto di assumersi le responsabilità economiche, nonostante alcune società partissero in maniera molto favorevole (visto che il Comune di Torino, soprattutto per alcune società, ha investito molto sugli impianti), molte volte non si assumevano gli impegni di natura economica. Questo nuovo Regolamento può servire e può andare in quella direzione ed è per questo motivo che lo considero in maniera molto favorevole. Ci sono alcuni aspetti che comunque vorremmo approfondire, soprattutto per quanto riguarda la situazione del punteggio. Secondo me, con un punteggio di 29 si rischia che una società, anche se non ha ben operato all'interno di questo impianto, abbia, per una questione storicamente di tempo ed altre situazioni connesse al punteggio, l'acquisizione automatica. Per questo motivo, secondo me deve esserci un punto di mediazione tra i 29 punti e quelli che stiamo andando a proporre; allora sì che potremmo votare in maniera unanime questa proposta di deliberazione, che riteniamo migliorativa rispetto alle situazioni che si sono verificate in passato, perché, quando qualcuno metteva la lente di ingrandimento su una società che si sospettava non avesse mai pagato le utenze e quant'altro, scoprivamo - mi è capitato personalmente - che questo non avveniva. Ciò non è possibile, anche perché il Comune sostiene le spese per mantenere gli impianti e deve avere un ritorno (seppure politico o seppure con una cifra irrisoria rispetto a quello che ha investito); molte volte, questo non avveniva. Perciò, io ritengo che questa deliberazione, che parla di un'esternalizzazione dell'impianto - che all'interno connette anche il nuovo Regolamento -, sia da votare in maniera favorevole. Ovviamente, guardiamo con attenzione quello che farà l'Aula per quanto riguarda l'emendamento, che, secondo me, può essere un punto di equilibrio tra le istanze della maggioranza e quelle dell'opposizione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto ringrazio l'Assessore per il lavoro svolto, perché, insieme a noi Commissari, in seno alla V Commissione, presieduta dal Presidente Cassiani - a cui, in questo caso, faccio i complimenti, ma solo in questo caso -, siamo riusciti a portare avanti un ragionamento complessivo condiviso, non fino in fondo, ma perlomeno l'intenzione di condividerlo è stata importante. Innanzitutto, partiamo da un concetto essenziale, che è quello che Forza Italia ha appoggiato fin dall'inizio la sua intenzione di andare a bando sugli impianti. Il bando è garanzia di legalità e, a fronte della legalità, secondo me, non ci devono essere opportunità diverse. Bisogna andare a bando per consentire una cosa che a noi, come Partito, è cara: che il bene pubblico non sia in disponibilità perenne, cioè non sia di proprietà di qualcuno per sempre, perché è chiaro che su questo si deve fare un ragionamento serio ed attento, perché magari oggi molti gestiscono degli impianti, domani magari ci sarà qualcuno che vorrà gestire quell'impianto, magari con più competenza. Quindi, oggi un bando consente di vedere, all'interno di un punteggio equilibrato, la professionalità e questo è senz'altro positivo. Vi è un secondo aspetto che voglio sottolineare. A me ha dato particolarmente fastidio l'ingerenza del C.O.N.I. Regionale su questa questione di competenza Comunale. Sono stato veramente infastidito da queste polemiche. Non ho capito l'atteggiamento del Presidente del C.O.N.I. Regionale, e lo dico a verbale; non ho capito questa insistenza a difendere benefici, che poi non erano difendibili, ma era soltanto una questione legislativa, come giustamente ha fatto rilevare il Vicedirettore Generale attraverso un parere. Quindi, io non ho capito la ragione per cui il C.O.N.I. si sia messo contro un parere del Vicedirettore Generale della Città di Torino, che è competente su questa materia; non ho capito perché il C.O.N.I. abbia formulato un parere, che ha fatto visionare ai Commissari, nonostante il parere del Vicedirettore Generale della Città di Torino, che è competente, lo ripeto. Non ho capito perché noi abbiamo audito nuovamente il C.O.N.I. Regionale in una delle ultime Commissioni. Per me è una cosa incomprensibile. Naturalmente, con questo non voglio dire che sono contro il C.O.N.I., ma voglio dire che ognuno ha le proprie competenze. Il Comune, in questo caso, ha delle competenze specifiche; i propri funzionari determinano la legittimità o meno di una deliberazione. Pertanto, se il mio Direttore Generale e il mio Vicedirettore Generale, come Comune di Torino, identificano un percorso, quello deve essere e non ci deve essere alcun tipo di ingerenza da parte di altri organi, che, seppur di grande peso e di grande valenza istituzionale, non hanno alcuna competenza all'interno dell'attività del Comune. Quindi, questo, a verbale, per dire che è incomprensibile l'atteggiamento. Naturalmente, invece, è molto più comprensibile l'atteggiamento del C.O.N.I. quando identifica delle soluzioni o delle proposte, ma non quando ingerisce nelle vicende che non sono di propria competenza. Poi, è chiaro che bisogna distinguere tra sport agonistico e sport di base e, anche qui, io sono d'accordo su un emendamento in particolare, che mi pare abbia presentato il Consigliere Ventura. Presidente, noi, come Torino, come Piemonte, come Italia, abbiamo bisogno di atleti di alta professionalità e agonisticamente impeccabili e validi. È chiaro che questo compito è di competenza del C.O.N.I.. Dall'altra parte, c'è l'aspetto dello sport di base, che è competenza degli Enti di Promozione Sportiva. Gli Enti di Promozione Sportiva sono una realtà sicuramente importante, sicuramente determinante, così come lo sono anche le Associazioni Sportive Dilettantistiche, come lo sono le società sportive in generale, che hanno dato tanti contributi a questo territorio. Pertanto, bene l'attenzione sul Palazzo del Nuoto. Ad esempio, sempre in questa discussione che abbiamo fatto in Commissione, si è trattato anche di questo pezzo pregiato dell'attività agonistica nella nostra Città, che è il nuovo Palazzo del Nuoto; quindi, ad esempio, è un bene il fatto di dedicarlo al 60% per l'agonismo, perché mi pare assolutamente importante che gli atleti che fanno sport a livello professionistico, o professionale, siano garantiti nella loro attività. Bene anche il tentativo di garantire alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, agli Enti di Promozione Sportiva e alle società sportive in senso lato quello che è il frutto del loro lavoro sul territorio negli anni; ovvero, se hanno fatto degli investimenti per degli impianti, se hanno una storia passata importante di anni di attività sul territorio e anche di socializzazione, Assessore e Presidente, è giusto riconoscergliela. Quindi, su questo aspetto del bando, noi abbiamo lavorato anche per consentire che - oltre al bando - , all'interno di questo bando, ci fossero dei punteggi che tenessero in considerazione l'ambito della legittimità e della liceità concessaci dalle leggi, dei punteggi che determinassero e tenessero in considerazione la storicità e il radicamento territoriale. Però, Assessore, è chiaro che dobbiamo sposare questo concetto con il nostro ideale - parlo come Gruppo di opposizione e come Forza Italia -, che non deve essere una disponibilità in eterno del patrimonio delle concessioni di un impianto sportivo. Allora noi in Commissione avevamo provato a fare un ragionamento che abbassasse il punteggio della conoscenza e dell'esperienza, cioè della presenza storica e del radicamento - che in un suo emendamento è a 29 punti -, abbassandolo anche fino a 22 punti. Forse è troppo per la maggioranza, e a noi sta bene comunque trovare un punto di equilibrio, ma, se non trovassimo questo punto di equilibrio, sicuramente per me sarebbe impossibile votare a favore di questo Regolamento; sicuramente mi asterrei, perché i bandi delle esternalizzazioni degli impianti hanno una loro valenza e una loro ragione, però è chiaro che mettere 29 punti significa veramente dare nuovamente a chi è già dentro la possibilità di avere, sostanzialmente, la vittoria in tasca e non consentire a chi viene da fuori di poterlo gestire. È chiaro che storicità e radicamento devono essere tenuti in considerazione, pertanto un ragionamento adeguato potrebbe essere un abbassamento di due, tre, quattro punti, adesso mi pare che il Consigliere D'Amico stia predisponendo un emendamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Tre punti, quindi da 29 a 26. Questi tre punti potrebbero essere passati su un aspetto che, secondo me, è fondamentale per la Città di Torino, che è quello del progetto tecnico, perché all'interno del progetto tecnico c'è la proposta progettuale, c'è il piano di manutenzione dell'impianto, che per la Città è fondamentale. Quindi, la proposta è di passare da 14 a 17 punti per l'aspetto tecnico e da 29 a 26 punti per l'aspetto della presenza storica e del radicamento. È una mediazione. Non è quanto noi avremmo auspicato, perché noi avremmo auspicato un miglioramento dell'aspetto tecnico e una diminuzione ulteriore del radicamento dell'aspetto storico fino a 22 punti, però è chiaro che bisogna tenere in considerazione tutti i pareri e tutte le opinioni su questo territorio, pertanto potrebbe essere una giusta mediazione. Faccio un ultimo piccolo accenno di polemica, perché ci tengo a farlo. Non ho apprezzato, in alcuni casi, il tentativo di pressione, da parte di alcune Associazioni Sportive Dilettantistiche del calcio, che, anche a scapito di altre associazioni sportive di altri sport, hanno premuto più del dovuto rispetto a quanto di loro competenza. Questo non mi è piaciuto, non è stato un atteggiamento corretto nei confronti di coloro che sono al di fuori del mondo del calcio e di coloro che comunque vogliono fare sport in maniera seria e professionale, pertanto lo voglio dire a verbale. Detto questo, naturalmente non accomunano tutte le Associazioni Sportive Dilettantistiche dedicate al calcio, perché all'interno di questa organizzazione alcuni di questi hanno premuto più del dovuto, altri naturalmente si sono attenuti, si sono comportati, secondo me, in maniera istituzionalmente più corretta. Parlo sempre a livello istituzionale politico, mai di altre pressioni di tipo illegittimo o illecito, perché non è così. Sempre dal punto di vista politico. Quindi, ringrazio l'Assessore. Se dovesse cambiare punteggio, il mio voto sarà favorevole; se non dovesse cambiare questo punteggio, il mio voto sarà di astensione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Devo dire la verità, sarebbe stato interessante discutere di molte delle cose che abbiamo discusso nelle Commissioni competenti durante la discussione del Regolamento, che, secondo me, è stata una buona discussione e anche una buona prova di tenuta democratica anche dei rapporti con le Circoscrizioni e fra maggioranza e minoranza, visto che è stato un Regolamento molto discusso e veramente al centro della riflessione di quello che è ancora oggi lo sport di base nella nostra città. Sappiamo benissimo che le possibilità di finanziare lo sport di base sono molto poche; sappiamo benissimo che spesso la riduzione del canone di concessione, delle stesse utenze, è stato per anni il modo di sostenere indirettamente quelle attività e io credo che questa cosa non vada mascherata dietro altre vicende e dietro alla necessità che è arrivata alla fine degli anni Ottanta e poi all'inizio degli anni Novanta, la delibera Baffert e poi i primi Regolamenti. Dicevano che la Città da sola non ce l'avrebbe più fatta a tenere tutte le strutture. Spesso le Circoscrizioni non riuscivano a tenerle aperte, la Città stessa ho dovuto ricorrere, in tanti casi, ad una richiesta di aiuto nel mondo più sociale dello sport. Ovviamente, però, quel tipo di idea era incompatibile con la situazione finanziaria del nostro Comune; era illegittima anche l'idea che si pagassero delle spese che erano magari per attività più commerciali, ma ormai da tempo il Patrimonio aveva chiesto (ormai stiamo parlando di qualche anno fa) la divisione, per esempio, dei meccanismi di rendicontazione delle spese elettriche, e non solo, anche di altre spese energetiche. Nel nuovo Regolamento abbiamo fatto qualcosa di più: siamo riusciti anche ad entrare dentro una vicenda un po' ambigua di quella che è la promiscuità di alcune aree, che non dovrebbero essere adibite a commercio e che spesso sono utilizzate impropriamente. In tutto questo avevamo cercato di dire che lo sport, negli anni, aveva fatto qualcosa di più che radicarsi nel territorio solo per l'attività di sport di base: era riuscito a guadagnarsi gli attestati di stima di alcune comunità, proprio perché questi centri erano diventati centri di doposcuola di molti territori che non hanno più un'offerta possibile - né dalle ludoteche, né dagli oratori - di quei tipi di offerta post-formativa; erano diventati luoghi di aggregazione territoriale; erano diventati luoghi della cultura. Per tutto questo, è sembrato un po' paradossale che questa discussione, ad un certo punto, si sia spostata sull'economicità di quei luoghi, come se la discussione sulla Bolkestein avesse azzerato tutta la discussione che avevamo fatto fino ad allora. Magari continueremo a non avere la stessa opinione, ma io credo che abbiano ragione i Consiglieri che dicono che il problema non è arrivare a singolar tenzone sul tema della Bolkestein, ma è capirci su un principio; e, se ci capiamo sul principio e riusciamo a mettere in fila tutti gli elementi, credo che non ci saranno ambiguità anche nel deliberare oggi senza rivedere il Regolamento. Il Regolamento diceva che ci davamo l'opportunità di fare degli affidamenti diretti ad alcune federazioni sportive, piuttosto che delle istanze di rinnovo, in alcuni casi. Io credo che non ci sia alcun problema se la Città, anche per rispettare la richiesta di tanti soggetti che vogliono poter concorrere a gestire i nostri impianti, dicesse che preferisce andare a bando: lo preferisce come segno di trasparenza, come segno di inclusione, anche nel non aver paura che le strutture che hanno dimostrato la loro capacità rischino di perdere quello che hanno fatto. E, secondo me, è lì che arriva il punto di equilibrio, se superiamo la vicenda della Bolkestein, se ci diciamo che questo è un principio politico precedente a questa vicenda e, quindi, a quel punto, il fatto di rispettare quella che è una storia di radicamento sociale di quello sport e di presenza in quel territorio, supera l'intento stesso di dare un diritto di prelazione. Molti sono dubbiosi, molti pensano che il diritto di prelazione sia meglio di valorizzare la presenza territoriale o dare i punteggi sulla propria offerta sociale e culturale. Io non lo so, ho qualche dubbio. Di sicuro il diritto di prelazione rischia di dare la prelazione a chiunque abbia gestito quel tipo di impianto. Se questi punteggi sono giusti, invece, possiamo pensare che a dare il punteggio maggiore non è il fatto che queste società sportive siano state 10 anni in quel territorio, bensì il tipo di radicamento che in quei 10 anni queste società sportive devono aver dimostrato di essersi meritate. Allora, io credo che la discussione si sposti paradossalmente su chi darà quei punteggi e su quanto la presenza del sociale, alla fine, sia ancora superiore rispetto all'offerta economica. Credo che abbiamo fatto bene a ridurre i punteggi dell'offerta economica, che per lo sport di base diventano irrilevanti, avendo già deciso a monte quanto vogliamo che di fatto paghino. Diventa più interessante capire quanto le società offrano in termini non solo di canone, ma soprattutto di utenze, cioè quanto si candidano a coprire totalmente le utenze; e diventa ancora più importante che la progettualità tecnica (che vale comunque 14 punti), unita alla progettazione sociale (che ne vale 22), unita alla conoscenza e all'esperienza del territorio, fanno sì che la competenza di una società - il suo saper fare team, il suo saper diversificare l'offerta sportiva - sia più rilevante dell'offerta economica stessa. Se siamo tutti d'accordo su questo punto, credo che potremmo riaprire anche la discussione sul Regolamento generale, togliendo questa ambiguità della previsione di Legge o dei dettami dell'Unione Europea. Diciamo che lo vogliamo fare noi. Diciamo che lo vogliamo fare noi, perché crediamo che si possano tenere assieme i due principi, cioè che quei luoghi non sono privati, ma sono luoghi pubblici, e che chi ha dimostrato di saperli gestire per la collettività, chi ha saputo dimostrare di andare ben oltre a quello che gli era richiesto, cioè di aprire dei luoghi che, senza quei privati, sarebbero stati chiusi, merita di avere ancora un'opportunità. Chi non l'ha dimostrato - e per questo forse quei punteggi sono migliori del diritto di prelazione stesso - vorrà dire che non prenderà tutti quei punteggi che sono possibili, ma non obbligatori. Io credo che, in qualche modo, questo buon compromesso possa portare nella nostra città, in alcuni spazi che non sono stati gestiti bene o in alcuni luoghi che sono stati pian piano abbandonati, delle nuove esperienze sociali, imprenditoriali e, in qualche modo, no profit, e dall'altra possa garantire, a chi ha fatto tanto sport sociale, ma anche attività agonistiche, la possibilità di continuare. Per questo voterò anche il subemendamento del Consigliere Ventura, perché credo che sia giusto che le federazioni sportive, proprio perché hanno la competenza sullo sport agonistico, abbiano la possibilità di avere il coordinamento di quelle attività e l'utilizzo per le attività agonistiche dei nostri spazi, come dice il Consigliere Ventura, fino al 60% di utilizzi di quegli spazi. E credo che sia giusto ritornare da dove eravamo partiti, cioè l'idea che - come diceva anche il Consigliere Alunno - serve un Piano Regolatore dello Sport che ci dica esattamente che cosa vogliamo della crescita sportiva di questa città, quanto vogliamo che sia ancora presente nel territorio e, soprattutto, quanto vogliamo che dentro agli impianti siano preservate le funzioni per cui sono messi a gara. Per questo, condivido l'idea del vincolo di quel tipo di attività sportiva, perché si eviti che multinazionali dello sport o grandi imprese dello sport desertifichino gli sport considerati minori. Questa sarebbe la cosa più sbagliata. Quindi, credo che sia giusto e necessario mettere il vincolo su tutti quegli impianti che hanno avuto una storia diversa dal mainstream dello sport considerato più popolare. Io credo che su questo, tutti insieme, dovremmo far sì che vengano preservate quelle vocazioni, che spesso sono vocazioni uniche anche in Italia. LEVI Marta (Vicepresidente) Consiglieri, per favore, il rumore di fondo si è alzato in maniera intollerabile, dal mio punto di vista. Io vorrei solo capire chi si iscrive ancora a parlare su questa deliberazione. Siccome abbiamo deciso di sospendere alle ore 12.30, e sono le ore 12.25, vorrei sapere chi c'è ancora iscritto a parlare. Io ho segnati i Consiglieri Appendino, Paolino e Alunno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Intervengo sull'ordine dei lavori soltanto per comunicarle che è mia intenzione presentare - lo rappresento agli Uffici - quattro subemendamenti, uno per ognuna delle quattro deliberazioni che andremo a votare. Capisco che sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti, ma, dopo aver fatto valutare agli Uffici e dopo un contatto sia con il Capogruppo di maggioranza sia con l'Assessore, non dovrebbero esserci problemi. Allora le chiedo, in via eccezionale... LEVI Marta (Vicepresidente) Scusi, Consigliere D'Amico, sono subemendamenti? D'AMICO Angelo Sì, sono subemendamenti agli emendamenti della Giunta. LEVI Marta (Vicepresidente) Che la Giunta fa propri? La Giunta fa propri i subemendamenti? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non li fa propri. Va bene. Quindi, sono subemendamenti presentati fuori termine. Io ho ancora iscritti a parlare, su questa proposta di deliberazione - e ovviamente la discussione è congiunta con la proposta di mozione -, i Consiglieri Appendino, Paolino, Alunno e Cassiani. Pertanto, essendo le ore 12.27... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). |