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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201304466/002, presentata in data 30 settembre 2013, avente per oggetto: "La scala è immobile" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Per quanto riguarda questa interpellanza, preannuncio la messa a disposizione del Consigliere di un dossier che ho fatto preparare dagli Uffici a beneficio del Consigliere D'Amico, perché non solo il contratto, ma anche i singoli interventi che sono stati effettuati sulle prove nei locali macchina, sulle prove nelle fosse, nelle prove di cabina, il controllo di stato sulle varie tipologie di strumentazione tecnica, con quale cadenza vengono effettuati, eccetera, sono oggetto di un lungo documento, che non sto qui né a leggere, né a raccontare, per evitare di annoiare e di non far perdere troppo tempo all'Aula, però è un documento che ho trovato particolarmente interessante quando ho cominciato ad occuparmi del tema e penso che possa essere altrettanto interessante anche per il Consigliere interpellante. Detto questo, il tema delle scale mobili, come sapete, è un tema particolarmente dibattuto e gettonato dell'Aula, giustamente. Credo che sia giusto che noi manteniamo l'attenzione sulla qualità del servizio, anche quella percepita. Lo dico in una mattinata nella quale la Metropolitana è completamente ferma, quindi non c'è un tema di scale mobili stamattina, siamo proprio fermi da Porta Nuova a Lingotto. Ma, detto questo, a volte, i servizi collaterali all'utilizzo della Metropolitana danno quella percezione di qualità del servizio complessivo che sono particolarmente importanti. Noi abbiamo, quindi, lavorato con GTT, in particolare con Infra.To, che sapete essere la società che per la Città di Torino gestisce l'infrastruttura e ha in proprietà le infrastrutture della Metropolitana, e sono state fatte alcune valutazioni rispetto ai punti dell'interpellanza e, per ogni singolo punto, abbiamo provato a dare alcune risposte. Anche qui, sono risposte particolarmente tecniche, che quindi metto a disposizione del Consigliere nella loro completezza. Io, Presidente, però, a verbale voglio confermare l'impegno dell'Amministrazione e l'attenzione che l'Amministrazione mette su questa tematica e anche sul pressing che l'Amministrazione deve fare e fa quotidianamente sulle società di gestione della Metropolitana, in particolare GTT e Infra.To, affinché ci sia un'attenzione e un impegno costante per l'utilizzo di queste infrastrutture. La manutenzione degli impianti di risalita della Linea 1, come sapete, è stata assegnata alla società Otis. Poi, ci sono state alcune valutazioni che sono state fatte dal 1° gennaio 2013, con degli interventi di manutenzione straordinaria, che sono stati individuati come necessari per migliorare la percentuale di messa in esercizio di queste infrastrutture. Segnalo che, ahimè, in fase di progettazione - e né io né il Consigliere D'Amico eravamo in Sala Rossa in quel momento, altrimenti avremmo probabilmente fatto qualcosa di diverso -, ad un certo punto, è stata decisa la cancellazione delle coperture sulle scale mobili, ma questa non è davvero una scusante. A tal proposito, ieri, con il Collega di Milano (sono stato a Milano per un sopralluogo insieme all'Assessore di Milano), abbiamo notato che, anche per quanto riguarda la nuova Linea che è andata in esercizio a Milano, per la quale all'inizio la progettazione prevedeva la copertura delle scale mobili, ad un certo punto, per motivi di costi, queste coperture sono state tolte e io ho detto al Collega: "Guarda che, per questa scelta, risponderai ad alcune interpellanze per tutto il tuo mandato". In effetti, quel tipo di scelta, che sembra banale, porta però poi ad una tipologia di disagio agli utenti importante e anche per quanto riguarda le infrastrutture e le manutenzioni, che sono state studiate in via cadenzata per una scala sostanzialmente coperta, cambiando le condizioni di esercizio, si rischia che quelle manutenzioni non siano più sufficienti e che le tipologie di pezzi di ricambio non siano sempre disponibili, quindi, a volte, i blocchi si prolungano. Lo dico, perché, per esempio, la scala di Porta Nuova è stata ferma e, ad un certo punto, ho voluto verificare personalmente negli Uffici di GTT che cosa stesse succedendo; poi, si è scoperto che la società che aveva la manutenzione straordinaria non riusciva a reperire sul mercato quel pezzo di ricambio, perché quel pezzo era stato studiato per una sostituzione ogni tot di anni, quindi le stesse forniture non ci mettevano nelle condizioni di andare incontro alla domanda, perché quella fornitura non era stata immaginata così immediatamente necessaria. Quindi, non uscendo dall'oggetto delle domande, tutte e sei, però, troveranno la risposta nella documentazione che allego, perché, essendo domande particolarmente ficcanti e particolarmente precise, hanno bisogno di una risposta tecnica, che faccio prima a consegnare al Consigliere. Eventualmente, il Consigliere, se lo ritiene opportuno e se non si riterrà soddisfatto della documentazione che riceverà, ha tutta la mia disponibilità a fare un approfondimento in sede di Commissione, o nella sede che l'Ufficio di Presidenza riterrà più opportuna. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ringrazio l'Assessore per le risposte. Adesso avrò modo di vedere e di valutare la documentazione che lei mi ha prodotto. Però, al di là di questo aspetto, per entrare un po' più sul pratico, la percezione del disagio da parte degli utenti può essere importante, per carità, però, se non funziona la scala mobile, anche per le persone che hanno delle disabilità, o per le persone anziane che fanno difficoltà a scendere le scale, esiste comunque un ascensore che porta sotto la galleria, quindi il problema è "risolto", tra virgolette. Quanto, però, secondo me, è importante, sono i costi, perché se, così come malauguratamente hanno fatto anche a Milano, per una questione di costi si eliminano le pensiline, o le coperture delle scale mobili che danno sull'esterno, quei costi vengono triplicati o quadruplicati nei costi di manutenzione che dovranno affrontare poi le società per riparare le stesse. Non a caso, chi utilizza la Metropolitana nota che le scale che spesso sono bloccate, sono quelle esterne e mai quelle interne, se non in rari casi. La motivazione è ovvia. La città di Torino è soggetta a precipitazioni importanti non soltanto durante il periodo invernale, ma durante tutto l'anno; è chiaro che le scale vengono invase da parecchia acqua e sappiamo benissimo che gli ingranaggi e la corrente elettrica non sono fratelli. Ciò comporta molto spesso questo disagio, che è un disagio non tanto per gli utenti, ma un disagio per i costi. Cioè, è una questione di costi. Noi, magari, non facciamo le coperture - ora dico dei numeri a caso - perché tutta l'operazione di copertura delle scale esterne della Metropolitana costerebbe 100.000 Euro, ma poi ne spendiamo il triplo - poi avrò modo di leggere il documento che lei mi ha fornito - per sistemarle e ripararle. Io credo che, utilizzando il buonsenso, un'attenta valutazione su questa spesa vada fatta, anche in un futuro prossimo. Adesso avrò modo di leggere quali siano i costi, perché, una volta che si hanno i costi in mano, si evince subito se non convenga forse rivedere la progettazione, o trovare degli investimenti che possano permettere di coprire le scale, le quali, oltre a danneggiarsi con una frequenza chiaramente minore, sarebbero più sicure per gli utenti. Comunque, la ringrazio per la risposta e adesso avrò modo di valutare il documento che lei mi fornirà. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |