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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 18 Dicembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 23
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-06394
RIORGANIZZAZIONE DI FCT HOLDING S.R.L. A SOCIO UNICO COMUNE DI TORINO. INDIRIZZI DI GARA PER LA CESSIONE DEL 49% DELLA PARTECIPAZIONE DETENUTA DALLA SOCIETA' FCT HOLDING S.R.L. IN GTT S.P.A.. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201306394/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 novembre 2013, avente
per oggetto:

"Riorganizzazione di FCT Holding S.r.l. a socio unico Comune di Torino. Indirizzi di
gara per la cessione del 49% della partecipazione detenuta dalla società FCT
Holding S.r.l. in GTT S.p.A. Approvazione"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 6 dicembre 2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Vi ricordo che si tratta della continuazione del dibattito sospeso lo scorso Consiglio
in Aula.
Procediamo con l'analisi degli emendamenti. Ci siamo dati anche un'ipotesi di
tempo di lavoro per oggi e volevamo cercare di arrivare anche alla discussione ed
alla votazione di alcune proposte di mozione e di ordine del giorno presentate dai
Consiglieri; per farlo sarà opportuno prendere atto di tutta la serie di votazioni che
abbiamo in corso e, eventualmente, considerarlo a tal fine.
Passiamo all'analisi del subemendamento all'emendamento n. 17.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come ho già detto nella seduta precedente, ritiriamo questi due subemendamenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento all'emendamento n. 17 è ritirato.
L'emendamento n. 17, presentato dal Consigliere Cassiani, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Presidente, chiedo scusa, ma sono certo di averlo già illustrato. L'emendamento n. 17
è identico al n. 4 (questo si riferisce al dispositivo, mentre l'altro si riferiva alla
narrativa); pertanto, confermo quanto ho già detto nell'intervento di lunedì e chiedo
che venga votato favorevolmente dall'Aula, ovviamente con il parere favorevole
della Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 17:
presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23.
L'emendamento n. 17 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 18, presentato dal Gruppo Lega Nord.
Vi sono richieste di intervento? No.
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego, Consiglieri… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho chiesto se vi
erano delle richieste di intervento. Alzate la mano quando ci sono delle richieste di
intervento, perché, poi, il momento successivo è quello della Giunta.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, più che altro bisognerebbe riuscire ad essere un po' più… Capisco che un
emendamento viene ritirato e lo sussurra, però, se ci dà almeno la possibilità di
illustrarlo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Qualcuno mi ha detto che
qualcuno ha ritirato un emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento, Consigliere.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento chiedo di concordare con tutti i soci diversi da quelli
pubblici (perché ritengo che, nel caso la gara dovesse essere vinta da un socio
pubblico, non ci sia bisogno di doversi mettere d'accordo per avere delle clausole di
salvaguardia) "politiche di previdenza e garanzia, al fine di evitare la perdita di posti
di lavoro derivante da nuove possibili politiche di ridimensionamento aziendale".
Credo che sia assolutamente di buonsenso e che metta soprattutto i lavoratori nella
condizione di stare più tranquilli.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 18:
presenti 27, astenuti 1, favorevoli 5, contrari 21.
L'emendamento n. 18 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 19, presentato dal Gruppo della Lega
Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
L'eliminazione degli articoli nn. 6, 7, 8 e 9 permette di riportare lo Statuto
esattamente come era prima, cioè prima della votazione del 2012, ovvero la
ridistribuzione del nome delle azioni, e per permettere il fatto della non vendita.
L'approvazione di questo emendamento permetterebbe la possibilità di non poter
cedere le azioni in un'eventuale gara.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 19:
presenti 26, favorevoli 5, contrari 21.
L'emendamento n. 19 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 20, presentato dal Gruppo della Lega
Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento, nella parte relativa alle competenze dell'assemblea
ordinaria dei soci, chiedo di andare ad eliminare dalle competenze l'acquisto, la
cessione, l'affitto o lo scorporo di rami d'azienda. Questo consentirebbe di poter
tornare al vecchio sistema, dove il 51% decide quelle che saranno le linee di
indirizzo, esattamente come è stato fatto dalla vostra mozione. Se fossimo tornati
indietro con questo Statuto, non si sarebbero potuti scorporare i parcheggi per
metterli in vendita.
Ritengo che questa parte sia fondamentale, cioè la centralità dell'Amministrazione
Comunale, per poterci permettere di avere ancora una forza all'interno del Consiglio
di Amministrazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 20:
presenti 29, astenuti 1, favorevoli 7, contrari 21.
L'emendamento n. 20 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 21, presentato dal Gruppo della Lega
Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento, che ritengo a totale tutela del Consiglio Comunale, chiedo
che nell'assemblea ordinaria per deliberare determinati atti (come l'acquisto, la
gestione, lo scorporo o l'affitto di rami d'azienda, l'autorizzazione degli atti degli
amministratori ai sensi del quarto comma dell'articolo n. 12 e le deliberazioni aventi
oggetto la costituzione di patrimoni destinati) venga richiesto il 100% e non più il
76%, quindi l'unanimità dell'assemblea. Questo ci consentirebbe di avere l'assoluta
tranquillità che non sorgano problemi, quando anche solo uno o due dei nostri soci
non vogliono votare. Quindi, in questo senso ci tutela completamente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 21:
presenti 29, astenuti 1, favorevoli 7, contrari 21.
L'emendamento n. 21 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 22, presentato dal Gruppo della Lega
Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento chiedo di ripristinare l'articolo n. 17, ovvero che
l'assemblea abbia la possibilità di rinviare l'assemblea; può sembrare una cosa
banale, però potrebbe avere la sua importanza, soprattutto visti quelli che sono stati i
precedenti. Esattamente come l'emendamento precedente, che era a tutela
dell'Amministrazione Comunale, questo va nella stessa direzione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 22:
presenti 28, astenuti 1, favorevoli 6, contrari 21.
L'emendamento n. 22 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 23, presentato dall'Assessore Tedesco, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
È un mero errore di trascrizione rispetto al testo che è stato approvato nel 2012; per
motivi di trasparenza, ho voluto renderlo evidente. Si tratta, quindi, di un errore di
trascrizione rispetto al testo che abbiamo proposto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 23:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 23 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 24, presentato dall'Assessore Tedesco, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Come per l'emendamento precedente, si tratta di un errore di trascrizione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 24:
presenti 22, favorevoli 22.
L'emendamento n. 24 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 25, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ritengo che questo emendamento sia l'emendamento, in quanto chiedo che
l'Amministratore Delegato venga espresso dal socio che detiene il 51%, ovvero la
Città, e che esso possa ricoprire anche la carica di Direttore Generale, mentre si dà la
possibilità al socio che metterà quei pochi soldi che ci darà per GTT di poter
esprimere ben due figure.
Questo riporterebbe completamente l'ago della bilancia nella nostra direzione e ci
darebbe la possibilità di gestire davvero quel 51% che deteniamo, quindi rendendo
reale quel 51% e non solamente finto, giusto per regalare un titolo ai giornali.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 25:
presenti 31, astenuti 2, favorevoli 9, contrari 20.
L'emendamento n. 25 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 26, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio il Presidente e anche qualche Consigliere di maggioranza. Chiaramente,
dato che ritengo fondamentale e centrale che la figura dell'Amministratore Delegato
possa essere espressa dalla Città, chiedo che si torni indietro su tutto quello che era il
blocco dell'emendamento, cioè quel cambio di articolo, e che quindi
l'Amministratore Delegato possa essere nuovamente espresso totalmente dalla Città.
Questo ci permetterebbe, come ho già detto prima e come ribadisco, di controllare
decisamente anche la politica e la governance dell'azienda.
Chiaramente, negli anni abbiamo avuto anche esempi, come il Ministero
dell'Economia e delle Finanze, di Amministratori Delegati che non hanno brillato
per capacità gestionale, però confido che, in un futuro, il pubblico possa farsi
perdonare ed esprimere un Amministratore Delegato come si deve, così, forse per la
prima volta, GTT potrebbe prendere un'altra direzione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 26:
presenti 30, astenuti 1, favorevoli 8, contrari 21.
L'emendamento n. 26 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 27, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento chiedo di aggiungere che l'approvazione dei piani di
sviluppo, come di seguito definiti, del piano di riorganizzazione e/o sviluppo della
rete del Servizio Pubblico Locale predisposti dall'Amministratore Delegato vengano
deliberati all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione, per permettere
all'Amministrazione la totale garanzia che, su quello che si sta facendo, ci sia
un'assoluta condivisione.
Questo ci permetterebbe di non cadere e di non scivolare in imprevisti o in situazioni
che potrebbero metterci in difficoltà, anche perché ricordo che, avendo voi bocciato
altri emendamenti, quello che l'Amministratore Delegato decide si deve votare ed è
chi non ha la maggioranza che esprime l'Amministratore Delegato; questo, invece, ci
tutelerebbe in maniera assoluta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 27:
presenti 30, astenuti 2, favorevoli 7, contrari 21.
L'emendamento n. 27 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 28, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Consigliere Paolino, con questo emendamento chiedo che - è una cosa molto
semplice, ma che ci permetterebbe di poter controllare in maniera decisa - il
Presidente sia tenuto a riferire con cadenza trimestrale; se ciò non dovesse accadere,
la pena è la decadenza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 28:
presenti 22, astenuti 1, contrari 21.
L'emendamento n. 28 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 29, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con questo emendamento chiedo che tutto ciò che fa l'Amministratore Delegato
debba essere seguito da un parere vincolante del Presidente. Capisco che, poi, magari
ci possa essere anche qualche battuta sul parere del Presidente, però ritengo che
dobbiamo avere ancora la centralità, esprimendo il 51%, e dobbiamo poter fermare
quella che è una decisione dell'Amministratore Delegato, che comunque è sempre
espresso dalla minoranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 29:
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 1, contrari 21.
L'emendamento n. 29 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 30, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Chiedo di sostituire il nuovo articolo n. 25 con il vecchio articolo n. 23.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 30:
presenti 22, astenuti 1, contrari 21.
L'emendamento n. 30 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 31, presentato dall'Assessore Tedesco, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
È un errore di trascrizione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È un errore di trascrizione, prego Colleghi… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ha detto che è un errore di trascrizione. Vi sono interventi?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo ha detto.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 31:
presenti 21, astenuti 1, favorevoli 20.
L'emendamento n. 31 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 32, presentato dal Gruppo della Lega
Nord.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Con l'emendamento n. 32 chiediamo di spostare il voto a maggioranza qualificata da
4/5 all'unanimità del Consiglio d'Amministrazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 32:
presenti 22, astenuti 1, contrari 21.
L'emendamento n. 32 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 33.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Questo emendamento, se prima sono stato tacciato di essere troppo restrittivo, invece
è molto più permissivo, perché permette alla Città di poter approvare da sola, con i
suoi tre componenti, alcune materie che adesso spiego: le materie statutarie relative
al Consiglio d'Amministrazione elencate al comma 7; la revoca di deleghe
dell'Amministratore Delegato, e questa forse è la parte più importante. Ovvero, con
questo emendamento si possono andare a revocare le deleghe dell'Amministratore
Delegato, cosa che, invece, io ritengo molto importante, perché, nonostante
l'Amministratore Delegato sia espresso da un socio privato, ci dà la possibilità di
poter rimanere comunque padroni dell'azienda.
Quando il 51% non può decidere se mandare a casa l'Amministratore Delegato o
meno... Io ritengo che sia importante.
Sui piani di investimenti annuali e pluriennali, sul budget e politiche di investimento
e prezzi. Questo è importante, perché vorrebbe dire che il Consiglio Comunale può
esprimersi, tramite i suoi delegati, a livello di investimenti, prezzi, budget, operazioni
di cessione, dismissioni di partecipazioni di società controllate. Ripeto, questo
consentirebbe alla Città di poter mantenere il controllo nel Consiglio
d'Amministrazione, votando a tre. Quindi, rimanendo esattamente come è adesso,
nonostante ci sia un socio privato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 33:
presenti 21, favorevoli 1, contrari 20.
L'emendamento n. 33 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 34, presentato dall'Assessore Tedesco, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
È l'ultimo errore di trascrizione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 34:
presenti 21, astenuti 1, favorevoli 20.
L'emendamento n. 34 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Volevo solo esprimere il mio rammarico, perché è evidente che oggi la minoranza
perde uno dei suoi pezzi, perché si sancisce definitivamente il passaggio in
maggioranza del Consigliere Scanderebech, che, ovviamente, ringrazio con affetto
per la collaborazione in minoranza di questo periodo, però la invito a sedersi
dall'altra parte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vi sono altre dichiarazioni di voto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho
chiesto se vi sono dichiarazioni di voto. Sull'ordine dei lavori? Non avevo sentito.
Comunque, siamo in dichiarazione di voto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Allora, alzate la mano, così vi vedo.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Credo che, innanzitutto, una gestione un pochino più rilassata e meno frenetica ci
potrebbe consentire meno inciampi.
Abbiamo emendato una proposta di deliberazione praticamente senza emendarla;
chiaramente, i cappelli messi dalla maggioranza sono pure formalità da potersi
vendere, adesso non si sa bene cosa, perché ieri, anzi lunedì - ed è una cosa che mi ha
fatto riflettere - ho visto lavoratori, che avete illuso per tantissimi anni, bruciarvi in
faccia le tessere del Partito Democratico. Questo vuol dire che voi, per troppi anni,
avete utilizzato l'azienda del Trasporto Pubblico Locale di Torino, la GTT (prima
ATM, ora GTT), come votificio.
Chiaramente, è legittimo che poi ognuno esprima la propria preferenza in cabina
elettorale, però io mi auguro che, dopo la votazione di questa proposta di
deliberazione, quei dipendenti che vi bruciavano in faccia le tessere del Partito
Democratico e ai quali, tra qualche tempo, andrete a chiedere la preferenza (perché
non dimentichiamoci che tra poco si andrà a votare), per le prossime elezioni
regionali nel 2015, siano coerenti e che la loro risposta sia la stessa di ieri, ovvero "di
quella tessera sapete cosa potete farvene".
Detto questo, io ritengo che questa sia una deliberazione sbagliata, perché non ci è
stato ancora detto che cosa ne sarà dei parcheggi. È stato affidato ad un flebile
comunicato quella che sarà la trattativa negoziata... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Presidente, è tanto bravo a correre, però faccia rispettare il silenzio.
Grazie.
Sarebbe bello sapere, prima di votare, che cosa ne sarà di quei parcheggi. Sarebbe
utile se, magari, il Sindaco intervenisse a dirci che cosa comprende, come e se ci sarà
la trattativa negoziata, come sarà nel futuro questa azienda, perché ci è stato detto
che il bando partirà esclusivamente dopo la vendita dei parcheggi stessi. La paura è
che non si realizzino nemmeno quei 70 milioni di Euro che noi abbiamo rifiutato già
l'anno scorso, dicendo che non erano congrui.
Vigileremo, per quello che potremmo fare, perché, chiaramente, fate e disfate a
vostro uso e consumo. Comunque, il nostro voto sarà contrario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi sarebbe piaciuto sentire anche l'intervento del Consigliere Scanderebech, perché,
comunque, uno dei fatti più importanti di oggi è che questa proposta di deliberazione
passa perché, con una maggioranza risicatissima, è stato mantenuto il numero legale
da parte del Consigliere Scanderebech, che non so più nemmeno esattamente a quale
partito appartenga... Al centro con Scanderebech... Però, anche di quelle persone
della maggioranza che tanto hanno fatto e hanno detto che erano contrarie a questa
vendita, eccetera. Per cui il Consigliere Grimaldi, il Consigliere Cassiani, eccetera,
poi non vengano a dirci che hanno cercato di fermare questa proposta di
deliberazione, perché bastava che uno solo di loro si allontanasse e la proposta di
deliberazione si sarebbe impantanata e fermata qui almeno in attesa del numero
legale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io credo che sia importante far
sapere queste cose, perché noi abbiamo dichiarato la nostra contrarietà a questa
deliberazione fin dal principio, fin da quando siamo stati eletti, perché è due anni e
mezzo che si va avanti con questa procedura e quindi lo ribadiamo adesso. Non starò
a ribadire tutte le motivazioni che abbiamo già esposto nel nostro intervento lunedì,
però voglio aggiungere che, veramente, siamo in una situazione un po' di farsa, per
cui la maggioranza ha avuto bisogno dell'appoggio dell'ultimo momento per riuscire
a portare in porto questa deliberazione.
In più, non siamo riusciti a capire che cosa sta succedendo con i parcheggi, visto che,
alla richiesta di sospendere lunedì per sapere che cosa sarebbe accaduto della vendita
dei parcheggi, è stato detto di no, che si proseguiva. Giungono voci che sia partita
una trattativa privata con offerenti, ma non si sa quali. Quindi, magari, il Sindaco
avrebbe potuto anche riferire su che cosa è stato deciso di fare da parte
dell'Amministrazione a proposito della vendita dei parcheggi, che, comunque, è un
elemento fondamentale di tutta l'architettura dell'operazione. Anche di questo non ne
sappiamo niente.
Quindi, francamente, quella che emerge è una volontà di vendere a priori, a
qualunque costo, ignorando qualsiasi considerazione e qualsiasi dubbio, sperando
forse di - non si capisce neanche bene - tirare su un po' di soldi o, comunque, di far
partire un'operazione che, a questo punto, sembra già decisa e contro anche la
volontà di buona parte della Città, che, nonostante i tentativi di dimostrare che il
privato è bello, in realtà, ha manifestato in massa contro questa deliberazione.
Per cui, credo che non sia necessario dire altro, se non ribadire la nostra contrarietà e
rimandando agli interventi già fatti, però credo che questo sia veramente un momento
piuttosto triste del Trasporto Pubblico torinese, forse rimarcato anche adeguatamente
dal fatto che stamattina la Metropolitana è rimasta ferma per tre ore e non si è ancora
capito esattamente perché, quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per un
guasto tecnico, che, ormai, è sempre più frequente; i vagoni viaggiavano pienissimi
con la gente che rimaneva fuori e che non riusciva a salire a causa del blocco nell'ora
di punta, almeno nelle fermate più vicine al centro. E chi ha dovuto prendere le
navette sostitutive, di fatto, è più che altro rimasto a piedi ad aspettare pullman
strapieni. Senza contare la quantità di nastro bianco e rosso che si moltiplica per tutte
le cose che non vanno, dalle scale mobili agli ingressi.
Le foto di stamattina della Metropolitana, che abbiamo anche pubblicato, sono un
commento eloquente alla politica di gestione dei trasporti che sta facendo questa
maggioranza, nonostante tutte le belle dichiarazioni.
Quindi, il nostro voto sarà contrario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Io non sarei intervenuta, ma sono stata sollecitata dai Consiglieri Bertola e Greco
Lucchina nei loro interventi estemporanei, perché, probabilmente, non erano in
quest'Aula, o forse non si ricordano, quando la sottoscritta ha votato altre
esternalizzazioni, altre cessioni e anche l'altra deliberazione sempre su GTT. Quindi,
non vedo quale sia il loro problema oggi nei miei confronti, se sto sostenendo questa
proposta di deliberazione.
In più, vorrei anche che si facesse un atto di coscienza, perché abbiamo una
Consigliera Comunale che ha partorito da qualche giorno e che, quindi, è anche
normale che non sia in quest'Aula.
Detto ciò, Presidente, per dare seguito alle mie votazioni passate, do il mio voto
favorevole a questa cessione convintamente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sono contento di poter intervenire dopo questo intervento, perché mi dà l'opportunità
di domandarmi e domandare a quest'Aula se anche il Capogruppo di SEL e il
Capogruppo dei Moderati siano a casa per gravidanze. Forse isteriche, per dover
rimanere e coesistere in questa maggioranza. Dobbiamo dedurre che sia questa la
motivazione.
Però, il vero passaggio politico è quello che i Capigruppo - e sottolineo "i
Capigruppo" -, di diverse forze di maggioranza, non hanno voluto metterci la faccia.
Questo è il passaggio politico, perché, evidentemente, un'operazione che non è
liberale, non è di tutela neanche, da un punto di vista di sinistra, del bene pubblico,
non sceglie una strategia, ma è un accumulo di improvvisazioni per cercare di dare
un colpo al cerchio e un colpo alla botte, oggettivamente e inevitabilmente non è
riuscita a coagulare una reale maggioranza politica. Perché non c'è una maggioranza
politica, a meno che il gesto di cavalleria e di solidarietà femminile adesso professato
dal Consigliere Scanderebech non venga addirittura posto come un atto di adesione
politica, e mi auguro che non si arrivi a questo, perché, allora, possiamo veramente
chiudere bottega e scendere in strada e non fare più Consigli Comunali.
Il dato è che non esiste una maggioranza reale di centrosinistra, a meno che il
Gruppo della Collega non abbia deciso di cambiare il nome in "Al centro con
Fassino", per sostenere veramente quella che è un'operazione così strategica, così
impattante sulla strategia dei Servizi Pubblici Locali di questa Città, come la
dismissione a queste condizioni, con questa governance figlia di uno Statuto che non
è figlio di questa operazione, ma è stato modificato per un'altra gara di dismissione
precedente in una situazione temporale che era un altro pianeta rispetto all'attuale.
Quindi, un'operazione che non solo non è politica nella conduzione tecnica, ma non
è politica neanche nella fase di deliberazione, che dovrebbe essere il momento in cui
si esercita la sovranità di quest'Aula eletta dai cittadini.
Mi limito a ribadire quella che è la posizione - e ne sono contento - di un
centrodestra, e forse anche per quelli che lo sono veramente, di forze di minoranza,
di un'opposizione che ha ritrovato, pur nella sua frammentazione politica, una
compattezza nel rigettare questa operazione.
Nel rigettare un'operazione che, di fatto, vende il 49%, quindi incassa solo il 49% (e,
per questo, lo voglio ricordare, evidentemente il Capogruppo dei Moderati non ci
mette la faccia), ma di fatto cede il 100% con una governance societaria che sottrae
qualunque reale controllo sul piano industriale da parte del Comune di Torino. Con
questo mi spiego, oltre che per le sue relazioni oscure internazionali, l'assenza del
Capogruppo di SEL, Michele Curto.
Per cui, sinceramente, è un'operazione di cui con grande difficoltà questa
Amministrazione potrà rendere conto alla cittadinanza, e non solo ai dipendenti,
perché ricordiamoci che, se oggi dovete rendere conto ai dipendenti che hanno
protestato, un domani dovrete rendere conto anche a tutti quei cittadini torinesi
fruitori del servizio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei sentire, se è possibile, un intervento da parte della maggioranza. Grazie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Alunno.

ALUNNO Guido Maria
Intervengo rapidamente, anche per recuperare rispetto ad alcune ricostruzioni un po'
fantasiose che sono state fatte nel corso del dibattito di lunedì e, in parte, riprese
anche quest'oggi.
Volevo ricordare due aspetti principalmente. Uno, la coerenza con cui oggi andiamo
a concludere un percorso avviato due anni fa, alla fine del 2011, e con cui abbiamo
determinato un quadro complessivo di cui GTT è semplicemente l'ultimo tassello.
In quella fase, tutta la maggioranza ha definito che la modalità più corretta per
immaginare la gestione dei Servizi Pubblici, delle aziende più importanti dei Servizi
Pubblici Locali, fosse quella di un ingresso dei privati, ma di una maggioranza che
rimanesse in mano al Comune. Così è andata per anni e così oggi concludiamo il
percorso su GTT. Riteniamo che, di fianco alla necessaria apertura al mercato
rispetto all'ingresso di nuovi capitali, la responsabilità - ed è questo il secondo
aspetto che vorrei sottolineare - delle scelte rispetto ad un futuro che si preannuncia
difficile (visti anche i tagli ulteriori che lo Stato e la Regione già hanno
preannunciato rispetto al Trasporto Pubblico Locale) sia assunta non scaricandola su
un privato e dicendo che non avremo più la possibilità di intervenire, ma pienamente,
invece, ricoprendo il ruolo di socio e azionista di maggioranza di questa azienda.
Ovviamente, mi pare poco elegante sottolineare l'assenza quest'oggi di alcuni dei
Consiglieri che lunedì, quando avremmo dovuto e quando era programmato il voto di
questa proposta di deliberazione, erano invece tutti presenti. Mi pare, invece,
opportuno sottolineare che, ancora una volta, su questo aspetto, anche a fronte di un
percorso che invece è parso a volte frammentato, il Gruppo del Partito Democratico e
questa maggioranza hanno mantenuto il punto. Dalla fine del 2011 ad oggi, gli
obiettivi che ci eravamo dati sono stati raggiunti e con oggi concludiamo quel
percorso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
La ringrazio, Presidente, per questa inversione. Intanto, volevo solo fare alcune
piccole considerazioni. Ormai, tutto è stato detto, anche dai banchi della minoranza
che ha sempre sostenuto una linea ben precisa: quella di vendere una quota
sicuramente maggiore per non arrivare a vendere questa azienda a prezzo di
scampoli, non di saldi, di scampoli. E così accadrà sicuramente.
Non voglio aprire una polemica, però è stranissimo come una tale decisione, che avrà
un'importanza sull'economia della Città e sullo svolgimento futuro dei trasporti in
Città, sia stata votata da una maggioranza con un pezzo di minoranza, altrimenti
sarebbe mancato il numero legale.
Devo dire che dalla sua affermazione, il Consigliere Scanderebech - mi dispiace che
la possa prendere come un fatto personale - è pronta ad andare in maggioranza e,
chiedo scusa al Consigliere, ma mi sembra veramente il festival dell'ipocrisia.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sei arrivato in ritardo.
Devo concludere con questa banalità, che anche questa volta la sinistra non si sbaglia
di sbagliarsi di fare una cosa giusta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ringrazio per le tante osservazioni che il centrodestra ha fatto, anche a nostro nome o
pensando di farle a nostro nome, anche ringraziando oggi il Consigliere Tronzano
che non c'è, ma per gli attestati di stima per la nostra superpotenza.
Io credo che, a differenza di quanto dice il Consigliere Bertola, Sinistra Ecologia e
Libertà abbia avuto un atteggiamento unico e, se va a leggersi tutte le nostre
dichiarazioni negli ultimi due anni, è abbastanza chiaro a tutta la città. Forse, non è
stato chiaro a lei, che continua a sfruculiare su temi che, sinceramente, le hanno dato
torto, perché lei due mesi fa ci diceva che non avremmo potuto tornare indietro sulla
perdita della sovranità pubblica di questa Città, qualche giornale cittadino diceva:
riusciranno i nostri due eroi a farcela? Qui lo dico, non ce l'hanno fatta quei due eroi,
ce l'ha fatta semplicemente un centrosinistra che ha deciso di rimanere su una linea
di indirizzo scelta da questo Consiglio Comunale, perché noi ribadiamo che perdere
la sovranità pubblica e il controllo pubblico di questa azienda sarebbe stato un grave
errore.
Lo diciamo qui e l'abbiamo detto anche lunedì. Fermarsi, in questo momento,
avrebbe significato, per l'ennesima volta, riaprire fra qualche secondo, o fra qualche
settimana, di nuovo la vicenda dell'80%. Noi diciamo che il numero 80 dev'essere a
fine servizio. Quella vicenda per noi è chiusa e si deve aprire una vicenda diversa dal
titolo "privatizzazioni", di cui parla tanto il Consigliere Bertola, perché c'è chi
privatizza e c'è chi, invece, fa proiezioni industriali delle nostre future aziende,
sempre pubbliche, perché continueranno ad essere aziende pubbliche.
Glielo dico, perché tutti quelli che ci dicevano che AMIAT sarebbe finita in un
precipizio, oggi, dopo un anno, dite che IREN non è un privato, perché il problema,
secondo voi, è che, quando si cerca un partner industriale, se poi arriva un pubblico
che sa fare bene il proprio mestiere, è un problema.
Qualcuno, oggi, può dire che è stata sbagliata un'operazione che ci permette, con
un'azienda come l'Acea di Pinerolo, di costruire un servizio integrato, per esempio,
sull'umido e su tutta quella che è la gestione, diciamo post, dell'organico? Qualcuno,
oggi, può dire che è sbagliata un'operazione che, forse anche grazie a IREN, ci
permetterà di avere un'azienda unica dei rifiuti con controllo pubblico al 51%?
Mi fanno un po' ridere tutti quelli che difendono il pubblico e poi pensano che il
pubblico non possa migliorare se stesso.
Ho sentito tante frasi su Trenitalia. Noi non siamo innamorati dell'idea che il partner
industriale pubblico sia Ferrovie dello Stato. Dall'altra, non capisco, però, questa
agitazione a dire che si deve difendere il pubblico - e ce l'ho di nuovo con lei,
Consigliere Bertola -, ma il pubblico non può mai cambiare. Allora, che cosa stiamo
difendendo del pubblico? Le sue inefficienze e la sua non capacità di saper cambiare
i processi? No, noi difendiamo il pubblico, perché pensiamo che anche dentro al
pubblico si possa cambiare.
La vicenda Poste Italiane lo dimostra, ma lo dimostrano anche tante altre vicende
europee che hanno fatto vedere che due aziende pubbliche, se messe insieme, se
sanno gestire gomma, ferro e il Sistema Ferroviario, possano diventare le cose
migliori del pubblico proprio in quel Paese.
Noi scommettiamo su questo disegno, ed è per questo che abbiamo scritto un
emendamento che chiedeva, nella parte tecnica, di provare ad integrare il Sistema
Metropolitano Ferroviario e provare a valorizzare l'immenso investimento fatto dalla
Città, magari pensando a delle Linee nuove urbane di Metropolitana.
Proprio per questo chiediamo che il partner, magari anche pubblico, porti delle flotte
nuove. Nessuno di voi ha parlato degli investimenti, come se fosse scontato che il
pubblico non solo si deve beccare i tagli del TPL, ma deve trovare anche i soldi per
avanzare nelle nuove flotte. Noi pensiamo che un partner industriale possa aiutarci in
questo senso.
Poi, qualcuno scherzava sulla vicenda del deficit di queste aziende. La Città prende
molto in considerazione questo suo ritardo nei pagamenti o questi suoi crediti, ed è
per questo che abbiamo iniziato - e di questo ringrazio il Sindaco Fassino -
un'interlocuzione proprio con la Regione sui fondi FAS, per far sì che quei crediti
venissero sbloccati. Proprio per questo, all'inizio dell'anno, abbiamo accettato l'idea
che i parcheggi rientrassero dentro un'operazione di indebitamento di GTT, proprio
anche pensando che potessero servire a quella liquidità.
Lunedì, per quanto io non sia fra i sostenitori dell'idea di quello scorporo, tutti noi
eravamo preoccupati e avrei voluto vedere uno che siede qui nei banchi della
minoranza, ma in Regione nei banchi della maggioranza, preoccuparsi dei più dei
200 milioni di Euro che la Regione deve a GTT.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

GRIMALDI Marco
Credo che in tempi di crisi non si debba scherzare sull'occupazione; abbiamo
salvaguardato i posti, chiediamo che nel turnover fisiologico si comprendano tutti
quegli autisti, operai e metalmeccanici che sono lì dentro e credo che se questa
azienda riuscirà a vivere, è proprio perché dentro il pubblico e con il pubblico si può
continuare a difendere il Trasporto locale.
Questo può succedere, però, se non ci sono infingimenti. Pensare che si possano
tagliare i chilometri, tagliare i finanziamenti e salvare le aziende, questa copertura
non ce la darà nessun privato e nessuna azione che questo Consiglio Comunale potrà
fare. Se non c'è un'opposizione regionale e nazionale contro i tagli al Trasporto
Pubblico Locale, le nostre aziende non solo non ce la faranno, ma non riusciranno a
rispondere al grande bisogno che ogni cittadino ogni anno ci sta dimostrando nel
continuare a sceglierli, anzi, con il 15% in più rispetto allo scorso anno ci dimostrano
che vogliono dei trasporti più efficienti e migliori, anche per cambiare l'aria in
questa città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Mi rivolgo a lei, Assessore Tedesco. Guardi, lei è una bella donna, quindi le chiedo
di lasciarsi baciare, di lasciarsi accarezzare...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le chiedo, però, di contenere il linguaggio sul merito del contenuto.

D'AMICO Angelo
Sì, sul merito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie.

D'AMICO Angelo
Si lasci baciare e accarezzare non da me, Assessore, stia tranquilla, ma dal
buonsenso, che dovrebbe animare ogni amministratore pubblico. Lei è ancora in
tempo; abbiamo ancora qualche minuto, ma è ancora in tempo per far sì che venga
baciata dal buonsenso e ritiri questa proposta di deliberazione, di cui neanche lei è
pienamente convinta, perché il Gruppo politico che lei rappresenta ha espresso in
alcune circostanze anche delle perplessità. Allora, credo che in politica, ogni tanto,
sia necessario anche un po' più di coraggio.
Sappiamo benissimo che l'indicazione di questa deliberazione era stata una scelta
politica, ma una scelta politica dettata da una piccola minoranza della vostra
maggioranza, che voi oggi accettate passivamente per cercare di non rompere quella
che è stata l'alleanza iniziale con cui voi siete stati eletti.
Se siete convinti che questo possa portare dei benefici ai cittadini, agli utenti, agli
stessi lavoratori GTT e alla stessa azienda, credo personalmente che vi sbagliate,
perché tutelare i posti di lavoro dev'essere sicuramente un ragionamento primario
che si deve affrontare nel momento in cui si discute una deliberazione di questo tipo,
ma salvaguardare alcuni posti di lavoro, oggi, con lo spauracchio che, qualora
venisse dato tutto in mano al privato, il privato comincia a fare tagli anche sul
personale, significa mettere a rischio una percentuale di posti di lavoro maggiore nel
momento in cui AMIAT non sarà in grado più di gestirsi, a fronte anche dei tagli
regionali e dei tagli nazionali che già sono stati espressi.
Quindi, se si andrà in quella direzione, non credo che potrà reggere a lungo. Mi
auguro di sbagliarmi, per l'amor di Dio, ma sono convinto che ciò non accadrà.
Allora sarebbe stato più opportuno affrontare questo dibattito su una deliberazione
che vedeva anche una larga parte dell'opposizione dettare delle linee di indirizzo
differenti, quelle dell'80% che SEL ormai ha stabilito che non se ne deve neanche
più parlare, l'80 è un numero che deve scomparire.
Quindi, Assessore, io le chiedo questo: rifletta bene. Non so se dopo di me interverrà
qualcun altro, ma ci rifletta. Secondo me si può portare la discussione di questa
deliberazione confrontandosi con le forze di opposizione, e allora sì che si potrà
addivenire ad un atto che possa veramente salvaguardare l'azienda, salvaguardare i
posti di lavoro e, soprattutto, rendere un servizio migliore ai cittadini. Io di questo ne
sono convinto.
Se, invece, quest'Aula, la vostra maggioranza - che oggi è composta da 20 elementi,
quindi di maggioranza non si può parlare - intenderà, con la forza, votare questo
provvedimento, sappiate che ve ne assumerete esclusivamente tutte quante le
responsabilità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non vi sono altri interventi.
La parola, per le conclusioni, al Sindaco.

SINDACO
Io ringrazio, naturalmente, tutti i Consiglieri, quale che sia poi l'espressione di voto
che esprimeranno al momento di votare la deliberazione, perché comunque è stata
una riflessione, una discussione impegnata e seria, in cui ciascuno, dal suo punto di
vista naturalmente, ha sostenuto tesi, in ogni caso, pensate nell'interesse della città.
Quindi, grazie a tutti di questo passaggio.
Naturalmente, ringrazio in particolare l'Assessore Tedesco, che ha seguito via via
questa deliberazione, così come tutto il processo che investe la dismissione delle
nostre partecipazioni in questo settore; così come ringrazio la maggioranza, che ha
sostenuto e sostiene questo provvedimento, e ringrazio naturalmente il Consigliere
Scanderebech che ha voluto concorrere - sulla base di una convenzione, come ha
dichiarato - a sostenere questa deliberazione.
Devo dire, peraltro, che questo voto, che adesso viene, in qualche modo,
stigmatizzato dall'opposizione, dovrebbe essere invece la ratio di qualsiasi
Assemblea elettiva, nella quale, al di là delle logiche di schieramento, poi ciascuno di
noi, senza vincoli di mandato, è chiamato ad esprimere un giudizio di merito sui
provvedimenti.
Io vengo da un'esperienza parlamentare, in cui mi è capitato di vedere
frequentemente votare insieme maggioranza e opposizione sulla base di una comune
valutazione. Così come succede spesso, nelle Assemblee elettive, che ci siano uomini
e donne, appartenenti a schieramenti diversi, che convergono, sulla base di una
comune valutazione, a sostenere un provvedimento. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Consigliere Greco Lucchina, mi lasci... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Vede, perché si sminuisce così? Quando, talora, è capitato anche in
quest'Aula che votavamo insieme, non siete voi che avete convenuto con noi,
abbiamo convenuto tutti insieme. Non svilisca il suo ruolo.
Detto questo, se mi permettete, io vengo al merito della scelta che qui abbiamo
proposto. L'ho detto ancora l'altro giorno, ma vale la pena ritornarci, perché si è
tornati su questo anche nel corso della giornata di oggi: vorrei richiamare le ragioni
per cui la Città sta praticando una politica di dismissione. Come ho già avuto modo
di dire, le ragioni sono molteplici, è uno schematismo che non ci aiuta a comprendere
il valore delle scelte che compiamo quello di cercare una sola ragione per poi
destituirne il fondamento, quanto piuttosto vedere il complesso delle ragioni che
presiedono ad una certa scelta.
È certamente una ragione di questa scelta la necessità della Città di liberare risorse,
in presenza di un'esigenza che è resa evidente, da un lato, dall'obiettivo di ridurre
l'indebitamento che la Città ha accumulato negli anni scorsi per via delle politiche di
investimento che ha realizzato e, per altro verso, la necessità di liberare risorse, in
presenza di un quadro di finanza locale che è reso via via sempre più difficile e
precario dalle politiche di finanza pubblica.
Scusatemi se cito, in questo caso, una mia intervista, ma non è un caso che io oggi
abbia richiamato, in un'intervista ad un grande quotidiano, la necessità che il
Parlamento affronti l'approvazione della Legge di Stabilità con la consapevolezza
che, se il testo della Legge di Stabilità dovesse rimanere l'attuale, ai Comuni
mancherebbe un miliardo e mezzo di Euro nel corso del 2014. Quindi, è evidente che
una prima ragione, che ci porta a scelte di dismissione, è fare i conti con un quadro di
disponibilità finanziario che è molto diverso da quello del passato.
C'è una differenza significativa tra un Sindaco di oggi, di qualsiasi colore politico e
di qualsiasi Città, e un Sindaco che facesse il Sindaco 10 o 15 anni fa: 10 o 15 anni fa
un Sindaco doveva avere una capacità di elaborazione, di progettazione, di scelta, ma
sapeva che, una volta fatte delle scelte, le risorse c'erano; oggi un Sindaco - ripeto, in
qualsiasi Città e di qualsiasi colore politico -, oltre a dover pensare e avere una
elaborazione e una progettazione di quello che deve fare, deve ogni volta porsi il
problema di verificare con quali risorse lo finanzia e di trovare i soldi. È un po'
diverso come quadro di riferimento.
Quindi, una prima ragione per cui noi pratichiamo una politica di dismissione è
quella di liberare risorse, tema che si pongono tante altre Città in Italia, la generalità
delle Città d'Italia; ad esempio, la Città di Milano ha deciso di dismettere una quota
significativa della propria partecipazione in SEA per la stessa ragione. E potrei fare
un elenco di Città, di diverso colore politico. In queste settimane un consorzio di
Città, la maggioranza delle quali è gestita non dal centrosinistra, ma dal centrodestra,
sta dismettendo quote significative della principale società consortile che ha nel
settore dei rifiuti e della distribuzione dell'acqua per liberare risorse.
Quindi, una prima ragione è questa: tutti siamo chiamati a fare i conti con un quadro
di finanza locale e di finanza pubblica assai diverso dal passato.
Seconda ragione. Noi siamo interessati ed è una nostra finalità continuare ad erogare
ai cittadini servizi che siano adeguati alla domanda che i cittadini pongono: nel
campo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, nel campo della distribuzione
dell'acqua, nel campo della distribuzione di energia, nel campo dei trasporti.
Offrire ai cittadini un servizio adeguato significa disporre delle risorse per alimentare
le imprese con le esigenze di investimento e di continuo aggiornamento, tecnologico
e di efficientamento, che sono necessarie.
La Città di Torino, come qualsiasi altra Città che in questo momento abbia della
Società Partecipate, non dispone di flussi finanziari che siano in grado di sostenere
una politica di investimenti adeguata da parte delle aziende di cui è socio. Da sola
non ce la fa.
Allora, o diciamo: "Sapete che c'è? Le aziende vivacchiano e buonanotte", ma
questa, sì, sarebbe una scelta che pregiudica l'interesse collettivo. Oppure, anche in
questo caso, facciamo quello che io ho più volte detto, che è una strategia, non è
un'improvvisazione: cerchiamo di allargare il perimetro delle risorse finanziarie di
cui possiamo disporre. E allargare il perimetro significa non fare leva soltanto sulle
proprie risorse, ma anche su risorse aggiuntive; e, se vogliamo avere risorse
aggiuntive nel campo delle società, non possiamo che farlo attraverso l'apertura del
capitale e della società a risorse aggiuntive che vengono da capitali privati. Vale per
Torino e per tante altre Città.
Io segnalo che non è con una Giunta di centrosinistra che il capitale di ACEA a
Roma si è aperta a capitali privati, peraltro neanche italiani, e nessuno ha sollevato
scandalo, perché era una scelta assolutamente necessitata da parte di quel Sindaco e
di quella Giunta. E così, se guardiamo al panorama delle Società Partecipate nelle
principali Città italiane, vediamo che tutti i Sindaci si pongono il problema di aprire,
ma non perché non sono interessati alla vita di quelle società, è esattamente per la
ragione opposta: perché, essendo interessati alla vita di quelle società, perché quelle
società erogano servizi fondamentali per i nostri cittadini, abbiamo la necessità di
fare in modo che quelle società siano alimentate da flussi finanziari e da una
disponibilità che il solo Comune non è in grado di mettere in campo e che possono
essere attinte soltanto allargando, appunto, il perimetro delle risorse disponibili e
aprendo il mercato.
L'abbiamo fatto su AMIAT, l'abbiamo fatto su SAGAT, l'abbiamo fatto su TRM, lo
facciamo su GTT. Non è che aver fatto questa scelta ha ridotto l'attività di queste
imprese, perché TRM è fatto per bruciare 450.000 tonnellate di rifiuti.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque io penso che vada detto... No,
non tutta l'opposizione ha usato questi toni. Ci sono stati altri toni. Io mi riferisco ad
altri settori dell'opposizione, che avevano posizioni opposte a quelle che lei esprime.
Quindi, noi siamo interessati a che queste società continuino a vivere bene. Tra
l'altro, nel caso di GTT, di cui stiamo discutendo, noi, detenendo il 51%, saremmo
pienamente coinvolti nella vita della società; abbiamo interesse a che la società vada
bene, perché, se andasse male, per il 51% ci verrebbe chiesto conto, a partire da
politiche, poi, di ripianamento di un eventuale disequilibrio finanziario.
Quindi, da questo punto di vista, nel momento in cui apriamo il mercato, siamo i
primi ad essere interessati che si faccia un'operazione che abbia efficacia,
produttività e competitività, perché se no ne trarremmo un danno per i cittadini e per
la stessa Amministrazione Comunale, che, essendo socia, ne risponderebbe.
Tant'è vero che - e io su questo insisto, perché vedo che tutte le volte questo tema lo
si scarta, perché nella dialettica non è utile tenerlo presente, però insisto - noi, ogni
qualvolta abbiamo fatto e facciamo una dismissione, ci proponiamo di fare in modo
che la dismissione avvenga coinvolgendo un partner che sia in grado di avere
politiche industriali, un programma industriale. Non ci interessa soltanto fare
un'operazione di dismissione finanziaria. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Come, non è un buon esempio? Scusate, in questo Consiglio Comunale si è detto, da
parte di tutti, nella precedente tornata amministrativa, che era necessario cambiare il
partner dell'aeroporto perché non andava bene quello là. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ma anche questo, discuteremo. Visto che avete fatto
un'interrogazione, venerdì riferirò di questo. Vede, dovrebbe porsi anche questo in
modo un po' più serio. Lei deve sapere che il sistema aeroportuale italiano - ne
parleremo venerdì -, anche dopo la liberalizzazione degli slot, continua ad essere
incardinato nella sua nervatura intorno ad Alitalia. Ed è la crisi di Alitalia che
produce la crisi degli aeroporti, non è l'aeroporto, perché l'aeroporto funziona o
non… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, gli aeroporti accolgono dei
vettori, ma sono i vettori che decidono quali sono le linee, non sono gli aeroporti.
La verità vera è che il collasso di Alitalia sta diventando un serissimo problema, non
per Torino, per l'insieme del sistema aeroportuale italiano, perché la nervatura
continua ad essere quella che è stata pensata quando Alitalia era la compagnia di
bandiera. E non lo dico io, guardi, è scritto da tutti coloro che si occupano di queste
cose.
Qualche giorno fa c'era un articolo dell'ingegner Ponti, che è una delle autorità
massime in politica aeroportuale, su "Il Sole 24 Ore", che dava esattamente questa
analisi dei problemi degli aeroporti italiani. E, se vuole, le dico che poi Torino soffre
di un'altra cosa, che questa, sì, è una scelta politica sbagliata che è stata fatta negli
anni: aver fatto un aeroporto intercontinentale tra Varese e Novara, in un posto che
non è baricentrico nella Valle Padana, perché se si vuole fare un aeroporto
intercontinentale nella Valle Padana, lo si deve fare baricentrico, se no nessuno lo
raggiunge. Averlo fatto tra Varese e Novara, sa quale conseguenza ha? Che, siccome
non riesce a decollare come aeroporto intercontinentale, cerca di vivere come
aeroporto internazionale e cannibalizza gli aeroporti più vicini.
Vogliamo misurarci con questi temi? Vogliamo discutere di questo, anziché parlare
degli aeroplanini di carta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, venerdì ne
parleremo, ma le chiedo di fare un'analisi seria del settore aeroportuale così, come io
cerco di farla. Poi potremo avere opinioni diverse, ma si misuri con i problemi, non
con gli aeroplanini di carta. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, Consiglieri, possiamo concludere?

SINDACO
Quindi, noi siamo interessati a fare scelte di politica industriale e, anche in questo
caso, a ricercare partner che siano in grado di promuovere lo sviluppo massimo del
Trasporto Pubblico Locale.
La terza ed ultima questione riguarda il rapporto tra parcheggi e le due cessioni. Noi
abbiamo avuto una prima fase di cessione, di dismissione del 100% dei parcheggi,
che ha prodotto due esiti: uno, che non siamo ancora arrivati a delle offerte
definitive, ma non siamo arrivati ad offerte definitive non perché non ci siano
interessi, perché manifestazioni di interesse ci sono state lungo tutta la gara,
compreso nel suo esito finale, in cui due operatori hanno detto che sono interessati,
ma ragioni di tempo non hanno consentito di formalizzare un'offerta.
Comunque, noi intendiamo andare avanti e, siccome il quadro normativo consente,
espletata una prima fase di bando di gara, di dare vita ad una procedura negoziale, ci
rivolgeremo ai soggetti che hanno manifestato, in tutta questa fase, un interesse ai
parcheggi e avvieremo con ciascuno di questi una procedura negoziale che consenta
poi, ad un certo punto, di richiedere di avanzare delle offerte di natura vincolante, su
cui poi si esprimerà una valutazione e un giudizio.
E poiché è stato evocato il fatto che il tempo era stato troppo ristretto nella prima
fase, concederemo un tempo supplementare superiore, almeno altri due mesi, in
ragione tale che questa ragione di tempo non possa più essere ostativa della
possibilità di fare offerte.
Dopodiché, questo significa che la dismissione dei parcheggi ci porterà
presumibilmente verso metà marzo, fine marzo - i due mesi li facciamo partire dal 15
gennaio, ovviamente, stante che questo è un periodo morto -, e noi, sulla base della
deliberazione che approviamo questa sera, potremo avviare le procedure di
prequalifica - perché queste non incidono sulla indizione della gara - e utilizzare,
quindi, i prossimi due mesi per l'attività di prequalifica. Dopodiché, ci sarà la
conclusione - quale che essa sia - della procedura di dismissione dei parcheggi e,
all'indomani della dismissione dei parcheggi, anche alla luce di quale sarà l'esito,
indiremo il bando di gara per il 49% di GTT, con l'obiettivo, appunto, di realizzare
una dismissione che liberi risorse per la Città e, al tempo stesso, che consenta a GTT
di avere quella disponibilità e quegli apporti che consentano di dare ai cittadini il
Trasporto Pubblico più adeguato.
Possiamo avere tante opinioni, ma una cosa me la dovete almeno riconoscere: in due
anni e mezzo che sono qui, non ho mai fatto alcuna polemica, astiosa o pregiudiziale,
nei confronti degli altri livelli istituzionali di questo territorio. Mai. E neanche oggi
lo faccio. Segnalo, come dato di fatto, come un dato fattuale, che noi siamo creditori
- GTT, quindi la Città, che è socia di GTT - nei confronti dell'Istituzione Regionale
sul Trasporto Pubblico Locale, ad oggi, di una cifra che supera i 300 milioni di Euro.
Lo dico come dato fattuale.
So benissimo che questo consegue a politiche nazionali di riduzioni delle risorse sul
Trasporto Pubblico Locale, eccetera, però vorrei che si avesse chiaro questo: nel
momento in cui c'è un blocco nei flussi finanziari verso GTT di queste dimensioni,
questo rende più complessa la vita di GTT e comporta anche, a maggior ragione, che
si assumano provvedimenti che consentano a GTT di continuare a vivere, perché io
devo dire che sono stato molto sconcertato dal leggere su un grande quotidiano un
titolo del tutto assurdo l'altro giorno, cioè "GTT a rischio di fallimento", perché chi
l'ha scritto non sa che le plusvalenze di una dismissione non entrano nel conto
economico del bilancio di esercizio, quindi anche solo un minimo di cultura
economica avrebbe sconsigliato di scrivere quel titolo.
Ma, a parte questo aspetto, noi vogliamo che GTT continui a vivere, e a vivere bene,
e per farlo assumiamo i provvedimenti che oggi proponiamo a questo Consiglio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 33, favorevoli 21, contrari 12.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 20.
Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale,
procediamo ad una nuova verifica del numero legale per appello nominale.

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