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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201306394/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 novembre 2013, avente per oggetto: "Riorganizzazione di FCT Holding S.r.l. a socio unico Comune di Torino. Indirizzi di gara per la cessione del 49% della partecipazione detenuta dalla società FCT Holding S.r.l. in GTT S.p.A. Approvazione" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 6 dicembre 2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Vi ricordo che si tratta della continuazione del dibattito sospeso lo scorso Consiglio in Aula. Procediamo con l'analisi degli emendamenti. Ci siamo dati anche un'ipotesi di tempo di lavoro per oggi e volevamo cercare di arrivare anche alla discussione ed alla votazione di alcune proposte di mozione e di ordine del giorno presentate dai Consiglieri; per farlo sarà opportuno prendere atto di tutta la serie di votazioni che abbiamo in corso e, eventualmente, considerarlo a tal fine. Passiamo all'analisi del subemendamento all'emendamento n. 17. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Come ho già detto nella seduta precedente, ritiriamo questi due subemendamenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il subemendamento all'emendamento n. 17 è ritirato. L'emendamento n. 17, presentato dal Consigliere Cassiani, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Presidente, chiedo scusa, ma sono certo di averlo già illustrato. L'emendamento n. 17 è identico al n. 4 (questo si riferisce al dispositivo, mentre l'altro si riferiva alla narrativa); pertanto, confermo quanto ho già detto nell'intervento di lunedì e chiedo che venga votato favorevolmente dall'Aula, ovviamente con il parere favorevole della Giunta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 17: presenti 24, astenuti 1, favorevoli 23. L'emendamento n. 17 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 18, presentato dal Gruppo Lega Nord. Vi sono richieste di intervento? No. Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consiglieri… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho chiesto se vi erano delle richieste di intervento. Alzate la mano quando ci sono delle richieste di intervento, perché, poi, il momento successivo è quello della Giunta. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, più che altro bisognerebbe riuscire ad essere un po' più… Capisco che un emendamento viene ritirato e lo sussurra, però, se ci dà almeno la possibilità di illustrarlo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Qualcuno mi ha detto che qualcuno ha ritirato un emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il subemendamento, Consigliere. RICCA Fabrizio Con questo emendamento chiedo di concordare con tutti i soci diversi da quelli pubblici (perché ritengo che, nel caso la gara dovesse essere vinta da un socio pubblico, non ci sia bisogno di doversi mettere d'accordo per avere delle clausole di salvaguardia) "politiche di previdenza e garanzia, al fine di evitare la perdita di posti di lavoro derivante da nuove possibili politiche di ridimensionamento aziendale". Credo che sia assolutamente di buonsenso e che metta soprattutto i lavoratori nella condizione di stare più tranquilli. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ricordo che il parere della Giunta è negativo. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 18: presenti 27, astenuti 1, favorevoli 5, contrari 21. L'emendamento n. 18 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 19, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio L'eliminazione degli articoli nn. 6, 7, 8 e 9 permette di riportare lo Statuto esattamente come era prima, cioè prima della votazione del 2012, ovvero la ridistribuzione del nome delle azioni, e per permettere il fatto della non vendita. L'approvazione di questo emendamento permetterebbe la possibilità di non poter cedere le azioni in un'eventuale gara. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 19: presenti 26, favorevoli 5, contrari 21. L'emendamento n. 19 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 20, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con questo emendamento, nella parte relativa alle competenze dell'assemblea ordinaria dei soci, chiedo di andare ad eliminare dalle competenze l'acquisto, la cessione, l'affitto o lo scorporo di rami d'azienda. Questo consentirebbe di poter tornare al vecchio sistema, dove il 51% decide quelle che saranno le linee di indirizzo, esattamente come è stato fatto dalla vostra mozione. Se fossimo tornati indietro con questo Statuto, non si sarebbero potuti scorporare i parcheggi per metterli in vendita. Ritengo che questa parte sia fondamentale, cioè la centralità dell'Amministrazione Comunale, per poterci permettere di avere ancora una forza all'interno del Consiglio di Amministrazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 20: presenti 29, astenuti 1, favorevoli 7, contrari 21. L'emendamento n. 20 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 21, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con questo emendamento, che ritengo a totale tutela del Consiglio Comunale, chiedo che nell'assemblea ordinaria per deliberare determinati atti (come l'acquisto, la gestione, lo scorporo o l'affitto di rami d'azienda, l'autorizzazione degli atti degli amministratori ai sensi del quarto comma dell'articolo n. 12 e le deliberazioni aventi oggetto la costituzione di patrimoni destinati) venga richiesto il 100% e non più il 76%, quindi l'unanimità dell'assemblea. Questo ci consentirebbe di avere l'assoluta tranquillità che non sorgano problemi, quando anche solo uno o due dei nostri soci non vogliono votare. Quindi, in questo senso ci tutela completamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 21: presenti 29, astenuti 1, favorevoli 7, contrari 21. L'emendamento n. 21 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 22, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con questo emendamento chiedo di ripristinare l'articolo n. 17, ovvero che l'assemblea abbia la possibilità di rinviare l'assemblea; può sembrare una cosa banale, però potrebbe avere la sua importanza, soprattutto visti quelli che sono stati i precedenti. Esattamente come l'emendamento precedente, che era a tutela dell'Amministrazione Comunale, questo va nella stessa direzione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 22: presenti 28, astenuti 1, favorevoli 6, contrari 21. L'emendamento n. 22 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 23, presentato dall'Assessore Tedesco, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) È un mero errore di trascrizione rispetto al testo che è stato approvato nel 2012; per motivi di trasparenza, ho voluto renderlo evidente. Si tratta, quindi, di un errore di trascrizione rispetto al testo che abbiamo proposto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 23: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22. L'emendamento n. 23 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 24, presentato dall'Assessore Tedesco, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Come per l'emendamento precedente, si tratta di un errore di trascrizione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 24: presenti 22, favorevoli 22. L'emendamento n. 24 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 25, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ritengo che questo emendamento sia l'emendamento, in quanto chiedo che l'Amministratore Delegato venga espresso dal socio che detiene il 51%, ovvero la Città, e che esso possa ricoprire anche la carica di Direttore Generale, mentre si dà la possibilità al socio che metterà quei pochi soldi che ci darà per GTT di poter esprimere ben due figure. Questo riporterebbe completamente l'ago della bilancia nella nostra direzione e ci darebbe la possibilità di gestire davvero quel 51% che deteniamo, quindi rendendo reale quel 51% e non solamente finto, giusto per regalare un titolo ai giornali. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 25: presenti 31, astenuti 2, favorevoli 9, contrari 20. L'emendamento n. 25 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 26, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio il Presidente e anche qualche Consigliere di maggioranza. Chiaramente, dato che ritengo fondamentale e centrale che la figura dell'Amministratore Delegato possa essere espressa dalla Città, chiedo che si torni indietro su tutto quello che era il blocco dell'emendamento, cioè quel cambio di articolo, e che quindi l'Amministratore Delegato possa essere nuovamente espresso totalmente dalla Città. Questo ci permetterebbe, come ho già detto prima e come ribadisco, di controllare decisamente anche la politica e la governance dell'azienda. Chiaramente, negli anni abbiamo avuto anche esempi, come il Ministero dell'Economia e delle Finanze, di Amministratori Delegati che non hanno brillato per capacità gestionale, però confido che, in un futuro, il pubblico possa farsi perdonare ed esprimere un Amministratore Delegato come si deve, così, forse per la prima volta, GTT potrebbe prendere un'altra direzione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 26: presenti 30, astenuti 1, favorevoli 8, contrari 21. L'emendamento n. 26 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 27, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con questo emendamento chiedo di aggiungere che l'approvazione dei piani di sviluppo, come di seguito definiti, del piano di riorganizzazione e/o sviluppo della rete del Servizio Pubblico Locale predisposti dall'Amministratore Delegato vengano deliberati all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione, per permettere all'Amministrazione la totale garanzia che, su quello che si sta facendo, ci sia un'assoluta condivisione. Questo ci permetterebbe di non cadere e di non scivolare in imprevisti o in situazioni che potrebbero metterci in difficoltà, anche perché ricordo che, avendo voi bocciato altri emendamenti, quello che l'Amministratore Delegato decide si deve votare ed è chi non ha la maggioranza che esprime l'Amministratore Delegato; questo, invece, ci tutelerebbe in maniera assoluta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 27: presenti 30, astenuti 2, favorevoli 7, contrari 21. L'emendamento n. 27 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 28, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Consigliere Paolino, con questo emendamento chiedo che - è una cosa molto semplice, ma che ci permetterebbe di poter controllare in maniera decisa - il Presidente sia tenuto a riferire con cadenza trimestrale; se ciò non dovesse accadere, la pena è la decadenza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 28: presenti 22, astenuti 1, contrari 21. L'emendamento n. 28 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 29, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con questo emendamento chiedo che tutto ciò che fa l'Amministratore Delegato debba essere seguito da un parere vincolante del Presidente. Capisco che, poi, magari ci possa essere anche qualche battuta sul parere del Presidente, però ritengo che dobbiamo avere ancora la centralità, esprimendo il 51%, e dobbiamo poter fermare quella che è una decisione dell'Amministratore Delegato, che comunque è sempre espresso dalla minoranza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 29: presenti 23, astenuti 1, favorevoli 1, contrari 21. L'emendamento n. 29 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 30, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Chiedo di sostituire il nuovo articolo n. 25 con il vecchio articolo n. 23. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 30: presenti 22, astenuti 1, contrari 21. L'emendamento n. 30 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 31, presentato dall'Assessore Tedesco, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) È un errore di trascrizione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) È un errore di trascrizione, prego Colleghi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha detto che è un errore di trascrizione. Vi sono interventi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo ha detto. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 31: presenti 21, astenuti 1, favorevoli 20. L'emendamento n. 31 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 32, presentato dal Gruppo della Lega Nord. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Con l'emendamento n. 32 chiediamo di spostare il voto a maggioranza qualificata da 4/5 all'unanimità del Consiglio d'Amministrazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 32: presenti 22, astenuti 1, contrari 21. L'emendamento n. 32 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 33. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Questo emendamento, se prima sono stato tacciato di essere troppo restrittivo, invece è molto più permissivo, perché permette alla Città di poter approvare da sola, con i suoi tre componenti, alcune materie che adesso spiego: le materie statutarie relative al Consiglio d'Amministrazione elencate al comma 7; la revoca di deleghe dell'Amministratore Delegato, e questa forse è la parte più importante. Ovvero, con questo emendamento si possono andare a revocare le deleghe dell'Amministratore Delegato, cosa che, invece, io ritengo molto importante, perché, nonostante l'Amministratore Delegato sia espresso da un socio privato, ci dà la possibilità di poter rimanere comunque padroni dell'azienda. Quando il 51% non può decidere se mandare a casa l'Amministratore Delegato o meno... Io ritengo che sia importante. Sui piani di investimenti annuali e pluriennali, sul budget e politiche di investimento e prezzi. Questo è importante, perché vorrebbe dire che il Consiglio Comunale può esprimersi, tramite i suoi delegati, a livello di investimenti, prezzi, budget, operazioni di cessione, dismissioni di partecipazioni di società controllate. Ripeto, questo consentirebbe alla Città di poter mantenere il controllo nel Consiglio d'Amministrazione, votando a tre. Quindi, rimanendo esattamente come è adesso, nonostante ci sia un socio privato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TEDESCO Giuliana (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 33: presenti 21, favorevoli 1, contrari 20. L'emendamento n. 33 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 34, presentato dall'Assessore Tedesco, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) È l'ultimo errore di trascrizione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 34: presenti 21, astenuti 1, favorevoli 20. L'emendamento n. 34 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Volevo solo esprimere il mio rammarico, perché è evidente che oggi la minoranza perde uno dei suoi pezzi, perché si sancisce definitivamente il passaggio in maggioranza del Consigliere Scanderebech, che, ovviamente, ringrazio con affetto per la collaborazione in minoranza di questo periodo, però la invito a sedersi dall'altra parte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vi sono altre dichiarazioni di voto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io ho chiesto se vi sono dichiarazioni di voto. Sull'ordine dei lavori? Non avevo sentito. Comunque, siamo in dichiarazione di voto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, alzate la mano, così vi vedo. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Credo che, innanzitutto, una gestione un pochino più rilassata e meno frenetica ci potrebbe consentire meno inciampi. Abbiamo emendato una proposta di deliberazione praticamente senza emendarla; chiaramente, i cappelli messi dalla maggioranza sono pure formalità da potersi vendere, adesso non si sa bene cosa, perché ieri, anzi lunedì - ed è una cosa che mi ha fatto riflettere - ho visto lavoratori, che avete illuso per tantissimi anni, bruciarvi in faccia le tessere del Partito Democratico. Questo vuol dire che voi, per troppi anni, avete utilizzato l'azienda del Trasporto Pubblico Locale di Torino, la GTT (prima ATM, ora GTT), come votificio. Chiaramente, è legittimo che poi ognuno esprima la propria preferenza in cabina elettorale, però io mi auguro che, dopo la votazione di questa proposta di deliberazione, quei dipendenti che vi bruciavano in faccia le tessere del Partito Democratico e ai quali, tra qualche tempo, andrete a chiedere la preferenza (perché non dimentichiamoci che tra poco si andrà a votare), per le prossime elezioni regionali nel 2015, siano coerenti e che la loro risposta sia la stessa di ieri, ovvero "di quella tessera sapete cosa potete farvene". Detto questo, io ritengo che questa sia una deliberazione sbagliata, perché non ci è stato ancora detto che cosa ne sarà dei parcheggi. È stato affidato ad un flebile comunicato quella che sarà la trattativa negoziata... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, è tanto bravo a correre, però faccia rispettare il silenzio. Grazie. Sarebbe bello sapere, prima di votare, che cosa ne sarà di quei parcheggi. Sarebbe utile se, magari, il Sindaco intervenisse a dirci che cosa comprende, come e se ci sarà la trattativa negoziata, come sarà nel futuro questa azienda, perché ci è stato detto che il bando partirà esclusivamente dopo la vendita dei parcheggi stessi. La paura è che non si realizzino nemmeno quei 70 milioni di Euro che noi abbiamo rifiutato già l'anno scorso, dicendo che non erano congrui. Vigileremo, per quello che potremmo fare, perché, chiaramente, fate e disfate a vostro uso e consumo. Comunque, il nostro voto sarà contrario. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Mi sarebbe piaciuto sentire anche l'intervento del Consigliere Scanderebech, perché, comunque, uno dei fatti più importanti di oggi è che questa proposta di deliberazione passa perché, con una maggioranza risicatissima, è stato mantenuto il numero legale da parte del Consigliere Scanderebech, che non so più nemmeno esattamente a quale partito appartenga... Al centro con Scanderebech... Però, anche di quelle persone della maggioranza che tanto hanno fatto e hanno detto che erano contrarie a questa vendita, eccetera. Per cui il Consigliere Grimaldi, il Consigliere Cassiani, eccetera, poi non vengano a dirci che hanno cercato di fermare questa proposta di deliberazione, perché bastava che uno solo di loro si allontanasse e la proposta di deliberazione si sarebbe impantanata e fermata qui almeno in attesa del numero legale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io credo che sia importante far sapere queste cose, perché noi abbiamo dichiarato la nostra contrarietà a questa deliberazione fin dal principio, fin da quando siamo stati eletti, perché è due anni e mezzo che si va avanti con questa procedura e quindi lo ribadiamo adesso. Non starò a ribadire tutte le motivazioni che abbiamo già esposto nel nostro intervento lunedì, però voglio aggiungere che, veramente, siamo in una situazione un po' di farsa, per cui la maggioranza ha avuto bisogno dell'appoggio dell'ultimo momento per riuscire a portare in porto questa deliberazione. In più, non siamo riusciti a capire che cosa sta succedendo con i parcheggi, visto che, alla richiesta di sospendere lunedì per sapere che cosa sarebbe accaduto della vendita dei parcheggi, è stato detto di no, che si proseguiva. Giungono voci che sia partita una trattativa privata con offerenti, ma non si sa quali. Quindi, magari, il Sindaco avrebbe potuto anche riferire su che cosa è stato deciso di fare da parte dell'Amministrazione a proposito della vendita dei parcheggi, che, comunque, è un elemento fondamentale di tutta l'architettura dell'operazione. Anche di questo non ne sappiamo niente. Quindi, francamente, quella che emerge è una volontà di vendere a priori, a qualunque costo, ignorando qualsiasi considerazione e qualsiasi dubbio, sperando forse di - non si capisce neanche bene - tirare su un po' di soldi o, comunque, di far partire un'operazione che, a questo punto, sembra già decisa e contro anche la volontà di buona parte della Città, che, nonostante i tentativi di dimostrare che il privato è bello, in realtà, ha manifestato in massa contro questa deliberazione. Per cui, credo che non sia necessario dire altro, se non ribadire la nostra contrarietà e rimandando agli interventi già fatti, però credo che questo sia veramente un momento piuttosto triste del Trasporto Pubblico torinese, forse rimarcato anche adeguatamente dal fatto che stamattina la Metropolitana è rimasta ferma per tre ore e non si è ancora capito esattamente perché, quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per un guasto tecnico, che, ormai, è sempre più frequente; i vagoni viaggiavano pienissimi con la gente che rimaneva fuori e che non riusciva a salire a causa del blocco nell'ora di punta, almeno nelle fermate più vicine al centro. E chi ha dovuto prendere le navette sostitutive, di fatto, è più che altro rimasto a piedi ad aspettare pullman strapieni. Senza contare la quantità di nastro bianco e rosso che si moltiplica per tutte le cose che non vanno, dalle scale mobili agli ingressi. Le foto di stamattina della Metropolitana, che abbiamo anche pubblicato, sono un commento eloquente alla politica di gestione dei trasporti che sta facendo questa maggioranza, nonostante tutte le belle dichiarazioni. Quindi, il nostro voto sarà contrario. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Io non sarei intervenuta, ma sono stata sollecitata dai Consiglieri Bertola e Greco Lucchina nei loro interventi estemporanei, perché, probabilmente, non erano in quest'Aula, o forse non si ricordano, quando la sottoscritta ha votato altre esternalizzazioni, altre cessioni e anche l'altra deliberazione sempre su GTT. Quindi, non vedo quale sia il loro problema oggi nei miei confronti, se sto sostenendo questa proposta di deliberazione. In più, vorrei anche che si facesse un atto di coscienza, perché abbiamo una Consigliera Comunale che ha partorito da qualche giorno e che, quindi, è anche normale che non sia in quest'Aula. Detto ciò, Presidente, per dare seguito alle mie votazioni passate, do il mio voto favorevole a questa cessione convintamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sono contento di poter intervenire dopo questo intervento, perché mi dà l'opportunità di domandarmi e domandare a quest'Aula se anche il Capogruppo di SEL e il Capogruppo dei Moderati siano a casa per gravidanze. Forse isteriche, per dover rimanere e coesistere in questa maggioranza. Dobbiamo dedurre che sia questa la motivazione. Però, il vero passaggio politico è quello che i Capigruppo - e sottolineo "i Capigruppo" -, di diverse forze di maggioranza, non hanno voluto metterci la faccia. Questo è il passaggio politico, perché, evidentemente, un'operazione che non è liberale, non è di tutela neanche, da un punto di vista di sinistra, del bene pubblico, non sceglie una strategia, ma è un accumulo di improvvisazioni per cercare di dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, oggettivamente e inevitabilmente non è riuscita a coagulare una reale maggioranza politica. Perché non c'è una maggioranza politica, a meno che il gesto di cavalleria e di solidarietà femminile adesso professato dal Consigliere Scanderebech non venga addirittura posto come un atto di adesione politica, e mi auguro che non si arrivi a questo, perché, allora, possiamo veramente chiudere bottega e scendere in strada e non fare più Consigli Comunali. Il dato è che non esiste una maggioranza reale di centrosinistra, a meno che il Gruppo della Collega non abbia deciso di cambiare il nome in "Al centro con Fassino", per sostenere veramente quella che è un'operazione così strategica, così impattante sulla strategia dei Servizi Pubblici Locali di questa Città, come la dismissione a queste condizioni, con questa governance figlia di uno Statuto che non è figlio di questa operazione, ma è stato modificato per un'altra gara di dismissione precedente in una situazione temporale che era un altro pianeta rispetto all'attuale. Quindi, un'operazione che non solo non è politica nella conduzione tecnica, ma non è politica neanche nella fase di deliberazione, che dovrebbe essere il momento in cui si esercita la sovranità di quest'Aula eletta dai cittadini. Mi limito a ribadire quella che è la posizione - e ne sono contento - di un centrodestra, e forse anche per quelli che lo sono veramente, di forze di minoranza, di un'opposizione che ha ritrovato, pur nella sua frammentazione politica, una compattezza nel rigettare questa operazione. Nel rigettare un'operazione che, di fatto, vende il 49%, quindi incassa solo il 49% (e, per questo, lo voglio ricordare, evidentemente il Capogruppo dei Moderati non ci mette la faccia), ma di fatto cede il 100% con una governance societaria che sottrae qualunque reale controllo sul piano industriale da parte del Comune di Torino. Con questo mi spiego, oltre che per le sue relazioni oscure internazionali, l'assenza del Capogruppo di SEL, Michele Curto. Per cui, sinceramente, è un'operazione di cui con grande difficoltà questa Amministrazione potrà rendere conto alla cittadinanza, e non solo ai dipendenti, perché ricordiamoci che, se oggi dovete rendere conto ai dipendenti che hanno protestato, un domani dovrete rendere conto anche a tutti quei cittadini torinesi fruitori del servizio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei sentire, se è possibile, un intervento da parte della maggioranza. Grazie. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Intervengo rapidamente, anche per recuperare rispetto ad alcune ricostruzioni un po' fantasiose che sono state fatte nel corso del dibattito di lunedì e, in parte, riprese anche quest'oggi. Volevo ricordare due aspetti principalmente. Uno, la coerenza con cui oggi andiamo a concludere un percorso avviato due anni fa, alla fine del 2011, e con cui abbiamo determinato un quadro complessivo di cui GTT è semplicemente l'ultimo tassello. In quella fase, tutta la maggioranza ha definito che la modalità più corretta per immaginare la gestione dei Servizi Pubblici, delle aziende più importanti dei Servizi Pubblici Locali, fosse quella di un ingresso dei privati, ma di una maggioranza che rimanesse in mano al Comune. Così è andata per anni e così oggi concludiamo il percorso su GTT. Riteniamo che, di fianco alla necessaria apertura al mercato rispetto all'ingresso di nuovi capitali, la responsabilità - ed è questo il secondo aspetto che vorrei sottolineare - delle scelte rispetto ad un futuro che si preannuncia difficile (visti anche i tagli ulteriori che lo Stato e la Regione già hanno preannunciato rispetto al Trasporto Pubblico Locale) sia assunta non scaricandola su un privato e dicendo che non avremo più la possibilità di intervenire, ma pienamente, invece, ricoprendo il ruolo di socio e azionista di maggioranza di questa azienda. Ovviamente, mi pare poco elegante sottolineare l'assenza quest'oggi di alcuni dei Consiglieri che lunedì, quando avremmo dovuto e quando era programmato il voto di questa proposta di deliberazione, erano invece tutti presenti. Mi pare, invece, opportuno sottolineare che, ancora una volta, su questo aspetto, anche a fronte di un percorso che invece è parso a volte frammentato, il Gruppo del Partito Democratico e questa maggioranza hanno mantenuto il punto. Dalla fine del 2011 ad oggi, gli obiettivi che ci eravamo dati sono stati raggiunti e con oggi concludiamo quel percorso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo La ringrazio, Presidente, per questa inversione. Intanto, volevo solo fare alcune piccole considerazioni. Ormai, tutto è stato detto, anche dai banchi della minoranza che ha sempre sostenuto una linea ben precisa: quella di vendere una quota sicuramente maggiore per non arrivare a vendere questa azienda a prezzo di scampoli, non di saldi, di scampoli. E così accadrà sicuramente. Non voglio aprire una polemica, però è stranissimo come una tale decisione, che avrà un'importanza sull'economia della Città e sullo svolgimento futuro dei trasporti in Città, sia stata votata da una maggioranza con un pezzo di minoranza, altrimenti sarebbe mancato il numero legale. Devo dire che dalla sua affermazione, il Consigliere Scanderebech - mi dispiace che la possa prendere come un fatto personale - è pronta ad andare in maggioranza e, chiedo scusa al Consigliere, ma mi sembra veramente il festival dell'ipocrisia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sei arrivato in ritardo. Devo concludere con questa banalità, che anche questa volta la sinistra non si sbaglia di sbagliarsi di fare una cosa giusta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ringrazio per le tante osservazioni che il centrodestra ha fatto, anche a nostro nome o pensando di farle a nostro nome, anche ringraziando oggi il Consigliere Tronzano che non c'è, ma per gli attestati di stima per la nostra superpotenza. Io credo che, a differenza di quanto dice il Consigliere Bertola, Sinistra Ecologia e Libertà abbia avuto un atteggiamento unico e, se va a leggersi tutte le nostre dichiarazioni negli ultimi due anni, è abbastanza chiaro a tutta la città. Forse, non è stato chiaro a lei, che continua a sfruculiare su temi che, sinceramente, le hanno dato torto, perché lei due mesi fa ci diceva che non avremmo potuto tornare indietro sulla perdita della sovranità pubblica di questa Città, qualche giornale cittadino diceva: riusciranno i nostri due eroi a farcela? Qui lo dico, non ce l'hanno fatta quei due eroi, ce l'ha fatta semplicemente un centrosinistra che ha deciso di rimanere su una linea di indirizzo scelta da questo Consiglio Comunale, perché noi ribadiamo che perdere la sovranità pubblica e il controllo pubblico di questa azienda sarebbe stato un grave errore. Lo diciamo qui e l'abbiamo detto anche lunedì. Fermarsi, in questo momento, avrebbe significato, per l'ennesima volta, riaprire fra qualche secondo, o fra qualche settimana, di nuovo la vicenda dell'80%. Noi diciamo che il numero 80 dev'essere a fine servizio. Quella vicenda per noi è chiusa e si deve aprire una vicenda diversa dal titolo "privatizzazioni", di cui parla tanto il Consigliere Bertola, perché c'è chi privatizza e c'è chi, invece, fa proiezioni industriali delle nostre future aziende, sempre pubbliche, perché continueranno ad essere aziende pubbliche. Glielo dico, perché tutti quelli che ci dicevano che AMIAT sarebbe finita in un precipizio, oggi, dopo un anno, dite che IREN non è un privato, perché il problema, secondo voi, è che, quando si cerca un partner industriale, se poi arriva un pubblico che sa fare bene il proprio mestiere, è un problema. Qualcuno, oggi, può dire che è stata sbagliata un'operazione che ci permette, con un'azienda come l'Acea di Pinerolo, di costruire un servizio integrato, per esempio, sull'umido e su tutta quella che è la gestione, diciamo post, dell'organico? Qualcuno, oggi, può dire che è sbagliata un'operazione che, forse anche grazie a IREN, ci permetterà di avere un'azienda unica dei rifiuti con controllo pubblico al 51%? Mi fanno un po' ridere tutti quelli che difendono il pubblico e poi pensano che il pubblico non possa migliorare se stesso. Ho sentito tante frasi su Trenitalia. Noi non siamo innamorati dell'idea che il partner industriale pubblico sia Ferrovie dello Stato. Dall'altra, non capisco, però, questa agitazione a dire che si deve difendere il pubblico - e ce l'ho di nuovo con lei, Consigliere Bertola -, ma il pubblico non può mai cambiare. Allora, che cosa stiamo difendendo del pubblico? Le sue inefficienze e la sua non capacità di saper cambiare i processi? No, noi difendiamo il pubblico, perché pensiamo che anche dentro al pubblico si possa cambiare. La vicenda Poste Italiane lo dimostra, ma lo dimostrano anche tante altre vicende europee che hanno fatto vedere che due aziende pubbliche, se messe insieme, se sanno gestire gomma, ferro e il Sistema Ferroviario, possano diventare le cose migliori del pubblico proprio in quel Paese. Noi scommettiamo su questo disegno, ed è per questo che abbiamo scritto un emendamento che chiedeva, nella parte tecnica, di provare ad integrare il Sistema Metropolitano Ferroviario e provare a valorizzare l'immenso investimento fatto dalla Città, magari pensando a delle Linee nuove urbane di Metropolitana. Proprio per questo chiediamo che il partner, magari anche pubblico, porti delle flotte nuove. Nessuno di voi ha parlato degli investimenti, come se fosse scontato che il pubblico non solo si deve beccare i tagli del TPL, ma deve trovare anche i soldi per avanzare nelle nuove flotte. Noi pensiamo che un partner industriale possa aiutarci in questo senso. Poi, qualcuno scherzava sulla vicenda del deficit di queste aziende. La Città prende molto in considerazione questo suo ritardo nei pagamenti o questi suoi crediti, ed è per questo che abbiamo iniziato - e di questo ringrazio il Sindaco Fassino - un'interlocuzione proprio con la Regione sui fondi FAS, per far sì che quei crediti venissero sbloccati. Proprio per questo, all'inizio dell'anno, abbiamo accettato l'idea che i parcheggi rientrassero dentro un'operazione di indebitamento di GTT, proprio anche pensando che potessero servire a quella liquidità. Lunedì, per quanto io non sia fra i sostenitori dell'idea di quello scorporo, tutti noi eravamo preoccupati e avrei voluto vedere uno che siede qui nei banchi della minoranza, ma in Regione nei banchi della maggioranza, preoccuparsi dei più dei 200 milioni di Euro che la Regione deve a GTT. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. GRIMALDI Marco Credo che in tempi di crisi non si debba scherzare sull'occupazione; abbiamo salvaguardato i posti, chiediamo che nel turnover fisiologico si comprendano tutti quegli autisti, operai e metalmeccanici che sono lì dentro e credo che se questa azienda riuscirà a vivere, è proprio perché dentro il pubblico e con il pubblico si può continuare a difendere il Trasporto locale. Questo può succedere, però, se non ci sono infingimenti. Pensare che si possano tagliare i chilometri, tagliare i finanziamenti e salvare le aziende, questa copertura non ce la darà nessun privato e nessuna azione che questo Consiglio Comunale potrà fare. Se non c'è un'opposizione regionale e nazionale contro i tagli al Trasporto Pubblico Locale, le nostre aziende non solo non ce la faranno, ma non riusciranno a rispondere al grande bisogno che ogni cittadino ogni anno ci sta dimostrando nel continuare a sceglierli, anzi, con il 15% in più rispetto allo scorso anno ci dimostrano che vogliono dei trasporti più efficienti e migliori, anche per cambiare l'aria in questa città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Mi rivolgo a lei, Assessore Tedesco. Guardi, lei è una bella donna, quindi le chiedo di lasciarsi baciare, di lasciarsi accarezzare... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le chiedo, però, di contenere il linguaggio sul merito del contenuto. D'AMICO Angelo Sì, sul merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Grazie. D'AMICO Angelo Si lasci baciare e accarezzare non da me, Assessore, stia tranquilla, ma dal buonsenso, che dovrebbe animare ogni amministratore pubblico. Lei è ancora in tempo; abbiamo ancora qualche minuto, ma è ancora in tempo per far sì che venga baciata dal buonsenso e ritiri questa proposta di deliberazione, di cui neanche lei è pienamente convinta, perché il Gruppo politico che lei rappresenta ha espresso in alcune circostanze anche delle perplessità. Allora, credo che in politica, ogni tanto, sia necessario anche un po' più di coraggio. Sappiamo benissimo che l'indicazione di questa deliberazione era stata una scelta politica, ma una scelta politica dettata da una piccola minoranza della vostra maggioranza, che voi oggi accettate passivamente per cercare di non rompere quella che è stata l'alleanza iniziale con cui voi siete stati eletti. Se siete convinti che questo possa portare dei benefici ai cittadini, agli utenti, agli stessi lavoratori GTT e alla stessa azienda, credo personalmente che vi sbagliate, perché tutelare i posti di lavoro dev'essere sicuramente un ragionamento primario che si deve affrontare nel momento in cui si discute una deliberazione di questo tipo, ma salvaguardare alcuni posti di lavoro, oggi, con lo spauracchio che, qualora venisse dato tutto in mano al privato, il privato comincia a fare tagli anche sul personale, significa mettere a rischio una percentuale di posti di lavoro maggiore nel momento in cui AMIAT non sarà in grado più di gestirsi, a fronte anche dei tagli regionali e dei tagli nazionali che già sono stati espressi. Quindi, se si andrà in quella direzione, non credo che potrà reggere a lungo. Mi auguro di sbagliarmi, per l'amor di Dio, ma sono convinto che ciò non accadrà. Allora sarebbe stato più opportuno affrontare questo dibattito su una deliberazione che vedeva anche una larga parte dell'opposizione dettare delle linee di indirizzo differenti, quelle dell'80% che SEL ormai ha stabilito che non se ne deve neanche più parlare, l'80 è un numero che deve scomparire. Quindi, Assessore, io le chiedo questo: rifletta bene. Non so se dopo di me interverrà qualcun altro, ma ci rifletta. Secondo me si può portare la discussione di questa deliberazione confrontandosi con le forze di opposizione, e allora sì che si potrà addivenire ad un atto che possa veramente salvaguardare l'azienda, salvaguardare i posti di lavoro e, soprattutto, rendere un servizio migliore ai cittadini. Io di questo ne sono convinto. Se, invece, quest'Aula, la vostra maggioranza - che oggi è composta da 20 elementi, quindi di maggioranza non si può parlare - intenderà, con la forza, votare questo provvedimento, sappiate che ve ne assumerete esclusivamente tutte quante le responsabilità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non vi sono altri interventi. La parola, per le conclusioni, al Sindaco. SINDACO Io ringrazio, naturalmente, tutti i Consiglieri, quale che sia poi l'espressione di voto che esprimeranno al momento di votare la deliberazione, perché comunque è stata una riflessione, una discussione impegnata e seria, in cui ciascuno, dal suo punto di vista naturalmente, ha sostenuto tesi, in ogni caso, pensate nell'interesse della città. Quindi, grazie a tutti di questo passaggio. Naturalmente, ringrazio in particolare l'Assessore Tedesco, che ha seguito via via questa deliberazione, così come tutto il processo che investe la dismissione delle nostre partecipazioni in questo settore; così come ringrazio la maggioranza, che ha sostenuto e sostiene questo provvedimento, e ringrazio naturalmente il Consigliere Scanderebech che ha voluto concorrere - sulla base di una convenzione, come ha dichiarato - a sostenere questa deliberazione. Devo dire, peraltro, che questo voto, che adesso viene, in qualche modo, stigmatizzato dall'opposizione, dovrebbe essere invece la ratio di qualsiasi Assemblea elettiva, nella quale, al di là delle logiche di schieramento, poi ciascuno di noi, senza vincoli di mandato, è chiamato ad esprimere un giudizio di merito sui provvedimenti. Io vengo da un'esperienza parlamentare, in cui mi è capitato di vedere frequentemente votare insieme maggioranza e opposizione sulla base di una comune valutazione. Così come succede spesso, nelle Assemblee elettive, che ci siano uomini e donne, appartenenti a schieramenti diversi, che convergono, sulla base di una comune valutazione, a sostenere un provvedimento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Greco Lucchina, mi lasci... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vede, perché si sminuisce così? Quando, talora, è capitato anche in quest'Aula che votavamo insieme, non siete voi che avete convenuto con noi, abbiamo convenuto tutti insieme. Non svilisca il suo ruolo. Detto questo, se mi permettete, io vengo al merito della scelta che qui abbiamo proposto. L'ho detto ancora l'altro giorno, ma vale la pena ritornarci, perché si è tornati su questo anche nel corso della giornata di oggi: vorrei richiamare le ragioni per cui la Città sta praticando una politica di dismissione. Come ho già avuto modo di dire, le ragioni sono molteplici, è uno schematismo che non ci aiuta a comprendere il valore delle scelte che compiamo quello di cercare una sola ragione per poi destituirne il fondamento, quanto piuttosto vedere il complesso delle ragioni che presiedono ad una certa scelta. È certamente una ragione di questa scelta la necessità della Città di liberare risorse, in presenza di un'esigenza che è resa evidente, da un lato, dall'obiettivo di ridurre l'indebitamento che la Città ha accumulato negli anni scorsi per via delle politiche di investimento che ha realizzato e, per altro verso, la necessità di liberare risorse, in presenza di un quadro di finanza locale che è reso via via sempre più difficile e precario dalle politiche di finanza pubblica. Scusatemi se cito, in questo caso, una mia intervista, ma non è un caso che io oggi abbia richiamato, in un'intervista ad un grande quotidiano, la necessità che il Parlamento affronti l'approvazione della Legge di Stabilità con la consapevolezza che, se il testo della Legge di Stabilità dovesse rimanere l'attuale, ai Comuni mancherebbe un miliardo e mezzo di Euro nel corso del 2014. Quindi, è evidente che una prima ragione, che ci porta a scelte di dismissione, è fare i conti con un quadro di disponibilità finanziario che è molto diverso da quello del passato. C'è una differenza significativa tra un Sindaco di oggi, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi Città, e un Sindaco che facesse il Sindaco 10 o 15 anni fa: 10 o 15 anni fa un Sindaco doveva avere una capacità di elaborazione, di progettazione, di scelta, ma sapeva che, una volta fatte delle scelte, le risorse c'erano; oggi un Sindaco - ripeto, in qualsiasi Città e di qualsiasi colore politico -, oltre a dover pensare e avere una elaborazione e una progettazione di quello che deve fare, deve ogni volta porsi il problema di verificare con quali risorse lo finanzia e di trovare i soldi. È un po' diverso come quadro di riferimento. Quindi, una prima ragione per cui noi pratichiamo una politica di dismissione è quella di liberare risorse, tema che si pongono tante altre Città in Italia, la generalità delle Città d'Italia; ad esempio, la Città di Milano ha deciso di dismettere una quota significativa della propria partecipazione in SEA per la stessa ragione. E potrei fare un elenco di Città, di diverso colore politico. In queste settimane un consorzio di Città, la maggioranza delle quali è gestita non dal centrosinistra, ma dal centrodestra, sta dismettendo quote significative della principale società consortile che ha nel settore dei rifiuti e della distribuzione dell'acqua per liberare risorse. Quindi, una prima ragione è questa: tutti siamo chiamati a fare i conti con un quadro di finanza locale e di finanza pubblica assai diverso dal passato. Seconda ragione. Noi siamo interessati ed è una nostra finalità continuare ad erogare ai cittadini servizi che siano adeguati alla domanda che i cittadini pongono: nel campo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, nel campo della distribuzione dell'acqua, nel campo della distribuzione di energia, nel campo dei trasporti. Offrire ai cittadini un servizio adeguato significa disporre delle risorse per alimentare le imprese con le esigenze di investimento e di continuo aggiornamento, tecnologico e di efficientamento, che sono necessarie. La Città di Torino, come qualsiasi altra Città che in questo momento abbia della Società Partecipate, non dispone di flussi finanziari che siano in grado di sostenere una politica di investimenti adeguata da parte delle aziende di cui è socio. Da sola non ce la fa. Allora, o diciamo: "Sapete che c'è? Le aziende vivacchiano e buonanotte", ma questa, sì, sarebbe una scelta che pregiudica l'interesse collettivo. Oppure, anche in questo caso, facciamo quello che io ho più volte detto, che è una strategia, non è un'improvvisazione: cerchiamo di allargare il perimetro delle risorse finanziarie di cui possiamo disporre. E allargare il perimetro significa non fare leva soltanto sulle proprie risorse, ma anche su risorse aggiuntive; e, se vogliamo avere risorse aggiuntive nel campo delle società, non possiamo che farlo attraverso l'apertura del capitale e della società a risorse aggiuntive che vengono da capitali privati. Vale per Torino e per tante altre Città. Io segnalo che non è con una Giunta di centrosinistra che il capitale di ACEA a Roma si è aperta a capitali privati, peraltro neanche italiani, e nessuno ha sollevato scandalo, perché era una scelta assolutamente necessitata da parte di quel Sindaco e di quella Giunta. E così, se guardiamo al panorama delle Società Partecipate nelle principali Città italiane, vediamo che tutti i Sindaci si pongono il problema di aprire, ma non perché non sono interessati alla vita di quelle società, è esattamente per la ragione opposta: perché, essendo interessati alla vita di quelle società, perché quelle società erogano servizi fondamentali per i nostri cittadini, abbiamo la necessità di fare in modo che quelle società siano alimentate da flussi finanziari e da una disponibilità che il solo Comune non è in grado di mettere in campo e che possono essere attinte soltanto allargando, appunto, il perimetro delle risorse disponibili e aprendo il mercato. L'abbiamo fatto su AMIAT, l'abbiamo fatto su SAGAT, l'abbiamo fatto su TRM, lo facciamo su GTT. Non è che aver fatto questa scelta ha ridotto l'attività di queste imprese, perché TRM è fatto per bruciare 450.000 tonnellate di rifiuti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque io penso che vada detto... No, non tutta l'opposizione ha usato questi toni. Ci sono stati altri toni. Io mi riferisco ad altri settori dell'opposizione, che avevano posizioni opposte a quelle che lei esprime. Quindi, noi siamo interessati a che queste società continuino a vivere bene. Tra l'altro, nel caso di GTT, di cui stiamo discutendo, noi, detenendo il 51%, saremmo pienamente coinvolti nella vita della società; abbiamo interesse a che la società vada bene, perché, se andasse male, per il 51% ci verrebbe chiesto conto, a partire da politiche, poi, di ripianamento di un eventuale disequilibrio finanziario. Quindi, da questo punto di vista, nel momento in cui apriamo il mercato, siamo i primi ad essere interessati che si faccia un'operazione che abbia efficacia, produttività e competitività, perché se no ne trarremmo un danno per i cittadini e per la stessa Amministrazione Comunale, che, essendo socia, ne risponderebbe. Tant'è vero che - e io su questo insisto, perché vedo che tutte le volte questo tema lo si scarta, perché nella dialettica non è utile tenerlo presente, però insisto - noi, ogni qualvolta abbiamo fatto e facciamo una dismissione, ci proponiamo di fare in modo che la dismissione avvenga coinvolgendo un partner che sia in grado di avere politiche industriali, un programma industriale. Non ci interessa soltanto fare un'operazione di dismissione finanziaria. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come, non è un buon esempio? Scusate, in questo Consiglio Comunale si è detto, da parte di tutti, nella precedente tornata amministrativa, che era necessario cambiare il partner dell'aeroporto perché non andava bene quello là. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma anche questo, discuteremo. Visto che avete fatto un'interrogazione, venerdì riferirò di questo. Vede, dovrebbe porsi anche questo in modo un po' più serio. Lei deve sapere che il sistema aeroportuale italiano - ne parleremo venerdì -, anche dopo la liberalizzazione degli slot, continua ad essere incardinato nella sua nervatura intorno ad Alitalia. Ed è la crisi di Alitalia che produce la crisi degli aeroporti, non è l'aeroporto, perché l'aeroporto funziona o non… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, gli aeroporti accolgono dei vettori, ma sono i vettori che decidono quali sono le linee, non sono gli aeroporti. La verità vera è che il collasso di Alitalia sta diventando un serissimo problema, non per Torino, per l'insieme del sistema aeroportuale italiano, perché la nervatura continua ad essere quella che è stata pensata quando Alitalia era la compagnia di bandiera. E non lo dico io, guardi, è scritto da tutti coloro che si occupano di queste cose. Qualche giorno fa c'era un articolo dell'ingegner Ponti, che è una delle autorità massime in politica aeroportuale, su "Il Sole 24 Ore", che dava esattamente questa analisi dei problemi degli aeroporti italiani. E, se vuole, le dico che poi Torino soffre di un'altra cosa, che questa, sì, è una scelta politica sbagliata che è stata fatta negli anni: aver fatto un aeroporto intercontinentale tra Varese e Novara, in un posto che non è baricentrico nella Valle Padana, perché se si vuole fare un aeroporto intercontinentale nella Valle Padana, lo si deve fare baricentrico, se no nessuno lo raggiunge. Averlo fatto tra Varese e Novara, sa quale conseguenza ha? Che, siccome non riesce a decollare come aeroporto intercontinentale, cerca di vivere come aeroporto internazionale e cannibalizza gli aeroporti più vicini. Vogliamo misurarci con questi temi? Vogliamo discutere di questo, anziché parlare degli aeroplanini di carta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, venerdì ne parleremo, ma le chiedo di fare un'analisi seria del settore aeroportuale così, come io cerco di farla. Poi potremo avere opinioni diverse, ma si misuri con i problemi, non con gli aeroplanini di carta. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, Consiglieri, possiamo concludere? SINDACO Quindi, noi siamo interessati a fare scelte di politica industriale e, anche in questo caso, a ricercare partner che siano in grado di promuovere lo sviluppo massimo del Trasporto Pubblico Locale. La terza ed ultima questione riguarda il rapporto tra parcheggi e le due cessioni. Noi abbiamo avuto una prima fase di cessione, di dismissione del 100% dei parcheggi, che ha prodotto due esiti: uno, che non siamo ancora arrivati a delle offerte definitive, ma non siamo arrivati ad offerte definitive non perché non ci siano interessi, perché manifestazioni di interesse ci sono state lungo tutta la gara, compreso nel suo esito finale, in cui due operatori hanno detto che sono interessati, ma ragioni di tempo non hanno consentito di formalizzare un'offerta. Comunque, noi intendiamo andare avanti e, siccome il quadro normativo consente, espletata una prima fase di bando di gara, di dare vita ad una procedura negoziale, ci rivolgeremo ai soggetti che hanno manifestato, in tutta questa fase, un interesse ai parcheggi e avvieremo con ciascuno di questi una procedura negoziale che consenta poi, ad un certo punto, di richiedere di avanzare delle offerte di natura vincolante, su cui poi si esprimerà una valutazione e un giudizio. E poiché è stato evocato il fatto che il tempo era stato troppo ristretto nella prima fase, concederemo un tempo supplementare superiore, almeno altri due mesi, in ragione tale che questa ragione di tempo non possa più essere ostativa della possibilità di fare offerte. Dopodiché, questo significa che la dismissione dei parcheggi ci porterà presumibilmente verso metà marzo, fine marzo - i due mesi li facciamo partire dal 15 gennaio, ovviamente, stante che questo è un periodo morto -, e noi, sulla base della deliberazione che approviamo questa sera, potremo avviare le procedure di prequalifica - perché queste non incidono sulla indizione della gara - e utilizzare, quindi, i prossimi due mesi per l'attività di prequalifica. Dopodiché, ci sarà la conclusione - quale che essa sia - della procedura di dismissione dei parcheggi e, all'indomani della dismissione dei parcheggi, anche alla luce di quale sarà l'esito, indiremo il bando di gara per il 49% di GTT, con l'obiettivo, appunto, di realizzare una dismissione che liberi risorse per la Città e, al tempo stesso, che consenta a GTT di avere quella disponibilità e quegli apporti che consentano di dare ai cittadini il Trasporto Pubblico più adeguato. Possiamo avere tante opinioni, ma una cosa me la dovete almeno riconoscere: in due anni e mezzo che sono qui, non ho mai fatto alcuna polemica, astiosa o pregiudiziale, nei confronti degli altri livelli istituzionali di questo territorio. Mai. E neanche oggi lo faccio. Segnalo, come dato di fatto, come un dato fattuale, che noi siamo creditori - GTT, quindi la Città, che è socia di GTT - nei confronti dell'Istituzione Regionale sul Trasporto Pubblico Locale, ad oggi, di una cifra che supera i 300 milioni di Euro. Lo dico come dato fattuale. So benissimo che questo consegue a politiche nazionali di riduzioni delle risorse sul Trasporto Pubblico Locale, eccetera, però vorrei che si avesse chiaro questo: nel momento in cui c'è un blocco nei flussi finanziari verso GTT di queste dimensioni, questo rende più complessa la vita di GTT e comporta anche, a maggior ragione, che si assumano provvedimenti che consentano a GTT di continuare a vivere, perché io devo dire che sono stato molto sconcertato dal leggere su un grande quotidiano un titolo del tutto assurdo l'altro giorno, cioè "GTT a rischio di fallimento", perché chi l'ha scritto non sa che le plusvalenze di una dismissione non entrano nel conto economico del bilancio di esercizio, quindi anche solo un minimo di cultura economica avrebbe sconsigliato di scrivere quel titolo. Ma, a parte questo aspetto, noi vogliamo che GTT continui a vivere, e a vivere bene, e per farlo assumiamo i provvedimenti che oggi proponiamo a questo Consiglio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: presenti 33, favorevoli 21, contrari 12. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 20. Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale, procediamo ad una nuova verifica del numero legale per appello nominale. |