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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Dicembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 24
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-05479
PROGRAMMA DI RIGENERAZIONE URBANA, SOCIALE ED ARCHITETTONICA, AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DELL'ARTICOLO 14, L.R. 20/2009 E DELL'ARTICOLO 17 BIS, L.U.R. 56/1977 E S.M.I.. QUADRANTE NORD OVEST DELLA CITTA' - APPROVAZIONE PERIMETRO ED ATTO DI INDIRIZZO.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201305479/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 novembre 2013, avente
per oggetto:

"Programma di rigenerazione urbana, sociale ed architettonica, ai sensi del
combinato disposto dell'articolo 14, L.R. 20/2009 e dell'articolo 17 bis, L.U.R.
56/1977 e s.m.i.. Quadrante Nord Ovest della Città - Approvazione perimetro ed atto
di indirizzo".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 05/12/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati ventisei emendamenti dalla Lega Nord. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi dicono che sono stati ritirati i ventisei emendamenti, gli
Uffici lo confermano? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei sapere se siamo sicuri del ritiro degli emendamenti, perché la risposta mi
sembra sibillina. Per carità, gli assenti hanno torto, però vorrei che fosse verificato
fino in fondo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il Consigliere Ricca mi conferma, anche se è fuori dall'Aula, che gli emendamenti
sono stati ritirati.
L'Assessore intende intervenire? No.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi sarei aspettato l'illustrazione della proposta di deliberazione. Credo che
l'Assessore volesse illustrarla e, in seguito, interverrò sul merito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Cercherò di essere sintetico, per i Consiglieri che hanno già partecipato alla seduta
della II Commissione.
La proposta di deliberazione in oggetto è attinente all'atto di indirizzo relativo alla
trasformazione nell'area Thyssen, ai sensi della nuova disciplina urbanistica prevista
dall'articolo n. 17 bis, ossia della Variante strutturale cosiddetta semplificata.
È il primo atto di indirizzo che identifica, come peraltro è scritto nel titolo della
proposta di deliberazione, il perimetro. Attiene ad un programma di rigenerazione
urbana, sociale ed architettonica e, come ho avuto modo di illustrare (se comunque i
Consiglieri hanno questa esigenza, ovviamente mi riservo di illustrarlo anche in
Aula, anche se è un po' più complicato, non avendo a disposizione gli strumenti
audiovisivi per poter illustrare il perimetro oggetto della trasformazione),
sostanzialmente individua l'avvio del procedimento di trasformazione attraverso
l'identificazione di due sub-ambiti all'interno del perimetro di riqualificazione
urbana: il sub-ambito Castello di Lucento ed il sub-ambito Thyssen.
Nella trasformazione in oggetto, come ho avuto modo di dettagliare in Commissione,
l'Ambito Lucento ha una vocazione prevalentemente a carattere residenziale e
prevede, a livello orientativo (ovviamente, fatte salve le perizie estimative), il
conferimento in capo alla Città dell'immobile classificabile come Castello di
Lucento e dell'immobile immediatamente alle sue spalle, nell'ambito di un
importante progetto di riqualificazione che la Città sta portando avanti in raccordo
stretto e funzionale con la Circoscrizione 5, che è la Circoscrizione oggetto
dell'intervento. Invece, nell'ambito definibile come Thyssen, la vocazione sarà
prevalentemente produttiva, in analogia alla tipologia funzionale dell'area
immediatamente a nord, che peraltro è già stata oggetto di trasformazione (e quindi,
in qualche modo, avente una vocazione di carattere logistico-produttiva), con una
inferiore e limitata presenza di attività di carattere residenziale e della dotazione
ASPI. Tra le altre cose, su questo secondo compendio è prevista la realizzazione di
un parco tematico (in quelle che saranno le aree cedute alla Città a valle della
trasformazione).
Nella proposta di deliberazione tra le opere che vengono identificate come prioritarie
nell'ambito della trasformazione c'è la rifunzionalizzazione del sottopasso,
attualmente non utilizzabile, che, attraverso il tunnel di corso Mortara, connetterà
quest'area con il sottopasso esistente (quindi, connettendo questa importante
porzione della città con la zona del Parco Dora e dello strippaggio), oltre ad una serie
di interventi atti a mitigare ed a migliorare la fruizione pubblica delle aree
attualmente in disponibilità al privato, quindi attraverso la realizzazione di una
mobilità ciclopedonale in asse Nord-Sud, a partire dalla zona di via Pianezza (per
intenderci, di fronte al sagrato della chiesa dei Santi Bernardo e Brigida) per arrivare
verso la zona del parco della Pellerina (riconnettendo, quindi, un'importante
porzione della città con l'esistente parco della Pellerina).
Queste sono le linee guida salienti della trasformazione; ovviamente, il dettaglio è
disponibile negli Allegati della proposta di deliberazione.
Ci tengo a ribadire che è il primo passo di una procedura, ai sensi dell'articolo n. 17
bis (che è il nuovo articolo introdotto nel 2013 con la modifica della Legge
Urbanistica Regionale), che evidentemente identifica una strada attraverso, poi,
quella che sarà la successiva Conferenza dei Servizi, la Valutazione Ambientale
Strategica sul compendio - una volta definiti gli sviluppi planivolumetrici - e tutta
quella serie di attività tipicamente prevedibili e previste per le cosiddette Varianti
strutturali e che quindi, di fatto, avviano il procedimento, ancorché in maniera - se si
può dire - semplificata, di una tipica Variante strutturale (che, quindi, il Consiglio
Comunale riesaminerà più volte).
Oggi ci limitiamo ad identificare il perimetro nell'Ambito e, sostanzialmente, le
vocazioni in termini generali.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Le questioni sono molte e cercherò di essere breve. Intanto, notiamo che questa
proposta di deliberazione dà effettivamente il via alla riqualificazione - almeno
cosiddetta - di un'area che è molto importante, per tanti motivi, per Torino, sia dal
punto di vista urbanistico (visto che impatta pesantemente su tutta la zona Nord-
Ovest della città), sia da un punto di vista storico e simbolico (per quello che ha
rappresentato la fabbrica e per quello che, purtroppo, vi è successo).
Per questo motivo, intanto non siamo convinti della legittimità dell'utilizzo dello
strumento della Variante strutturale e l'abbiamo già detto in Commissione. Andando
a leggere il testo della Legge Regionale a cui si fa riferimento, a nostro parere questo
strumento è utilizzabile solo se la riqualificazione avviene per riqualificazione
energetica dell'edificio esistente o per fini sociali.
Secondo noi, questa trasformazione, di fatto, destinerà per la gran parte l'area a
residenza privata, a centro commerciale ed avrà sicuramente anche una parte sociale
(nell'Ambito Castello di Lucento una parte diventerà parco), ma comunque sarà
prevalente l'utilizzo privato, anche al fine di una legittima speculazione immobiliare,
e non rientra nei fini sociali.
Dopodiché, la Giunta e l'Amministrazione possono avere un'altra opinione e questa
non è la sede in cui risolvere questa divergenza di vedute (semmai, lo potremo fare di
fronte ad un Magistrato amministrativo). Questo, però, per noi è già un motivo
sufficiente per votare contro la proposta di deliberazione. Per noi è giusto decidere
che cosa fare del futuro di quell'area, quindi l'obiettivo non è bloccare qualunque
elaborazione, ma è cercare di capire quale può essere una trasformazione coerente,
rispettosa ed anche finalizzata ad un bene comune della Città, piuttosto che
all'utilizzo di parte di un'area, che comunque, una volta ritrasformata, sarà
sicuramente appetibile per la residenza privata, ma potrebbe essere utilizzata per
tante altre cose, incluso forse un allargamento del parco più significativo di quello
che può essere previsto attualmente.
Qui torna un'altra delle questioni che non sono ancora chiare, anzi: dopo la tragedia
era stato detto che l'area sarebbe stata bonificata e regalata alla Città in una sorta di
gesto riparatorio - non so come lo vogliamo definire - o simbolico. Mi sembra che,
negli anni, questo sia sparito totalmente dal radar e adesso, anzi, non vorremmo che
la parte che viene data alla Città, che è la parte più vicina al fiume (peraltro è un'area
esondabile, dove non credo che si potrebbe costruire granché e potrebbe anche essere
l'area più inquinata di tutte, stando a quello che si sa delle attività che si svolgevano
nella fabbrica), risulti essere più che un regalo, un regalo di un debito o l'eredità di
un qualcosa che poi, magari, toccherà a noi, nell'ambito degli accordi, bonificare,
scoprendo che il costo di bonifica è insostenibile.
Credo che, in tutta questa vicenda, sia importante ribadire il principio, anche stabilito
dalla Legge, che chi inquina, paga. Quindi, è la proprietà storica industriale o chi l'ha
ereditata a doversi fare carico di tutte le spese di bonifica dell'intera area, per cui
cercheremo di controllare che questi costi di bonifica non vengano, invece, scaricati
sulle casse pubbliche in maniera assolutamente inappropriata.
Venendo poi alla destinazione specifica dell'area, chiaramente è un po' difficile
discutere qualsiasi tipo di destinazione urbanistica, proprio perché non vi è neanche
la caratterizzazione del sito e lo studio idrogeologico (visto che è un'area
esondabile), quindi queste sono questioni che si potranno vedere più nel dettaglio
quando arriverà la proposta di Variante. A proposito, ribadisco con piacere
l'impegno preso dall'Assessore di portare comunque in discussione la Variante
prima che arrivi alla fine del suo percorso, perché, con questa nuova procedura della
Variante semplificata, il Consiglio Comunale vedrà la Variante una sola volta per
l'approvazione definitiva, dopo aver concluso tutta la fase delle osservazioni, delle
controdeduzioni, eccetera. Credo, quindi, che il Consiglio Comunale debba avere la
possibilità di vedere il progetto della Variante, della sistemazione dettagliata e dei
vari utilizzi dell'area prima che questa prosegua nella fase delle osservazioni
pubbliche, eccetera, quindi prima che passi nella prima Conferenza dei Servizi che,
poi, la libererà per le osservazioni e per la pubblicazione.
Quindi, mi aspetto che questo impegno venga mantenuto e ci tengo a ribadirlo,
perché, comunque, per noi è un elemento essenziale, così come che la futura
sistemazione dell'area venga discussa con la cittadinanza (sicuramente con il
coinvolgimento della Circoscrizione 5 e, probabilmente, anche della Circoscrizione
4, ma soprattutto con i cittadini che abitano intorno a quest'area).
Dopodiché, chiaramente noi preferiremmo una soluzione che dedichi più spazio
possibile al parco ed al ricongiungimento anche visivo e paesaggistico con il Castello
di Lucento, come è stato detto anche in Commissione, meno spazio possibile alla
residenza privata e, se è possibile, nessuno spazio per i centri commerciali (tra
l'altro, in zona non ne mancano, per cui, tutto sommato, se in questo caso si riuscisse
ad evitare ne saremmo contenti); va sicuramente bene anche un pezzo di destinazione
artigianale, come quella che c'è già sul retro dell'area, ma tutto questo lo vedremo
quando arriverà la proposta più dettagliata.
L'unico appello che vorrei fare, in questa fase di analisi, è di esaminare con
attenzione, fin da subito, i problemi viabilistici e anche quelli del trasporto pubblico,
perché parliamo di un'area che non è assolutamente servita dal trasporto pubblico,
per cui, probabilmente, saranno necessari degli investimenti per portare una linea;
dovendo realizzare da zero tutta la viabilità dell'area, può essere un risparmio e la
garanzia di un futuro servizio migliore per i cittadini il fatto di studiare, magari fin
dal principio, dove far passare i pullman, dove mettere una fermata, un capolinea,
eccetera.
Allo stesso modo, va studiata bene la questione dei flussi viabili, perché su questo in
Commissione ho sentito un po' di contraddizioni per quanto riguarda le indicazioni.
Da una parte, si è detto che vogliamo riaprire al traffico il tunnel che collega
quell'area con corso Mortara e, quindi, diventerà una specie di veloce tangenziale
interna per arrivare dalla stazione Dora fino all'accesso Ovest della città di corso
Regina Margherita; poi, però, si è detto che non si voleva che il traffico, uscendo dal
tunnel, facesse quell'ultimo pezzettino di 500 metri che porta su corso Regina
Margherita e, quindi, quella sarà una strada stretta solo di quartiere. Il rischio, quindi,
è di costruire un enorme tunnel che porta in un imbuto, all'interno del quale si creerà
un ingorgo perenne.
Dato che l'alternativa è buttare tutto il traffico su via Pianezza, che non è la strada
più grande del mondo (anzi, è già piuttosto congestionata), credo che sia necessario,
prima di disegnare il nuovo tessuto delle strade e delle intersezioni (in particolare con
corso Regina Margherita), studiare bene i flussi di traffico, per evitare di costruire un
disastro.
È anche necessario studiare bene i flussi di traffico ciclopedonale, nel senso che si è
parlato - e questo è positivo - di uno scavalco su corso Regina Margherita per
collegare il nuovo pezzo di parco con quello esistente (che, tra l'altro, potrebbe
risolvere l'annoso problema di interconnessione anche con il parco dall'altra parte,
della zona di Lungo Dora Liguria, però è necessario che questo studio sia efficiente,
cioè che il tracciato poi sia percorribile, che non si costringano i ciclisti a fare dei giri
tortuosi e, possibilmente, che non finisca in un ghiaione (come è accaduto per l'altro
scavalco, quello che è stato messo nella zona E27).
Ritengo comunque che i cittadini preferirebbero una soluzione più destinata al verde
e agli usi sociali e meno destinata all'uso privato.
Chiaramente, questa proposta di deliberazione è solo all'inizio e si limita a definire il
perimetro degli Ambiti, però siamo perplessi sull'intera operazione e quindi, per il
momento, siamo contrari. Quando poi si parlerà nel dettaglio, vedremo se modificare
questa nostra opinione o, magari, avanzare qualche suggerimento per migliorare le
proposte che saranno fatte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Teme qualcosa, Consigliere Cassiani, visto
che è il suo feudo? Sono state fatte tante riunioni su questa porzione di terreno;
naturalmente, c'erano tante idee, ma confuse. Di conseguenza, stia tranquillo,
Consigliere Cassiani.
Su quella vicenda, ad esempio, si parlava di unità produttive, cose che, quando sono
state realizzate... Perché conosco bene la vicenda. Tra l'altro, lì c'è il Comitato
Castello di Lucento che è molto attivo.
Ci sono state varie proposte: addirittura, quella di fare il nuovo deposito GTT per
quanto riguarda la zona di cui stiamo parlando, ma poi non fu più presa in
considerazione. Mi sembra che in quell'ambito particolare ci siano state veramente
tante idee, ma non si è mai capito bene... Mi dispiace perché, per mia colpa, non ho
potuto seguirla bene in Commissione, però è una porzione di terreno molto
importante.
Ovviamente, questa potrebbe comportare la risoluzione di quel tunnel scandaloso
(uno dei tanti che questa Città ha vissuto), che ho ribattezzato "il tunnel delle mezze
ali", perché il progetto prevedeva che partisse da piazza Baldissera e finisse in corso
Regina Margherita; una bellissima opera (la votai anch'io in Circoscrizione), peccato
che, poi, in questa Città le cose vanno in maniera diversa: finiscono i fondi o
succedono delle cose strane, fatto sta che ci siamo ritrovati con la montagna che ha
partorito il topolino.
Se questo potesse significare il prolungamento da corso Potenza alla Tangenziale di
corso Regina Margherita, allora sì che, in qualche modo, si potrebbe ripristinare
quella che è stata l'opera di corso Mortara, che è stata abbattuta un po' di anni fa. In
questo modo, io ritengo che sia sicuramente difficile questa situazione, anche per le
cose che diceva il Consigliere Bertola: infatti, non è chiaro dove dovrebbe sfociare il
flusso del traffico che da piazza Baldissera non ci sarà più, ma che da via Orvieto
dovrebbe confluire in corso Regina Margherita.
Non si parlò di unità produttive quando vendettero gli alloggi in tutta quella parte di
via Pianezza (mi sembra che quelle costruzioni siano state fatte in edilizia
convenzionata). Oggi come oggi, compaiono di nuovo una serie di unità produttive
che non si è mai specificato quali possano essere. Potrei chiedere ulteriori
chiarimenti all'Assessore, però la cosa che mi preoccupa di questa porzione di
territorio e che mi farà votare "no" è proprio che non si è mai arrivati ad una
definizione ben precisa di quell'Ambito. Come diceva il Consigliere Bertola, è una
porzione di terreno molto importante sia per lo sviluppo che per la viabilità di quella
zona. Tra l'altro - chiedo scusa, ma non ho letto a fondo la proposta di deliberazione
-, mi sembra che il parere non sia neanche passato dalla Circoscrizione, vero? Non è
passato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Se, poi, può replicare su questo, in quanto ho assistito ad una riunione fatta dai
Comitati, che sono molto attivi nella zona, perché, indipendentemente dal fatto che
siano riconducibili alla sinistra, quando lavorano bene e sono attenti al territorio...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). La smetta! Ha smesso il Consigliere Viale
e comincia lei? Stia bravo ed abbia rispetto di chi parla. Sa benissimo che conosco
bene quelle situazioni, perché sono molto attivo nel territorio, Consigliere Cassiani.
Io non mi sono montato la testa e continuo a vivere lì.
Sarei grato all'Assessore se mi potesse fornire alcuni chiarimenti su questa
situazione, anche se la Circoscrizione, attraverso tutta una serie di assemblee
pubbliche, non è mai riuscita a trovare un equilibrio tra le esigenze dei cittadini e le
esigenze del Comune.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
È stata fatta un'unica riunione di Commissione a cui ero presente. Quanto avevo
eccepito in Commissione era una distribuzione tutta definita, per cui mi piacerebbe
capire se, una volta che sia votata questa proposta di deliberazione definendo gli
Ambiti, per il Consiglio Comunale finisca lì; cioè gli Ambiti sono definiti come pure
le destinazioni d'uso, per cui qui si decide di prendere il Castello di Lucento, anche
se, secondo me, è pura follia, perché il Comune non ha più i soldi per comprare
neppure uno spillo e invece si prende in carico un bell'immobile storico, la cui
manutenzione costerà un occhio della testa e, se no, andrà a rotoli nel giro di pochi
anni.
Si decide anche di ampliare il parco, cosa che, da una parte, va bene, ma ricordo
sempre che abbiamo i parchi concentrati in alcune zone, mentre ci sono altre zone in
cui non ci sono parchi e, inoltre, sono esattamente tredici anni che continuo a ripetere
che, un giorno o l'altro, non avremo più i soldi per la loro manutenzione.
Mi piacerebbe che tutto questo facesse parte di un ragionamento più ampio, quel
ragionamento che, molte volte, ho proposto di portare in Commissione, chiedendo
agli Assessori - perché ormai ne sono passati tre, lei è il terzo - di vedere che cosa
abbiamo liberato fino ad ora, qual è lo stato dell'arte, che cosa si potrebbe costruire
oggi e che cosa è, invece, ancora in via di definizione, per avere finalmente una
visione completa di quella che sarà la città di dopodomani; se queste trasformazioni
richiedono infatti il tempo che hanno richiesto quelle che ho visto all'inizio (dopo
dieci anni non sono ancora state realizzate), forse le vedranno realizzate i miei nipoti.
Avremmo bisogno di una visione generale per capire nell'immediato che cosa
succede e per poter programmare e fare dei ragionamenti a lungo termine.
In questo caso, vorrei sapere, da una parte, quali altri modi avrà di intervenire il
Consiglio Comunale e, dall'altra parte, dato che ho imparato che quello che è scritto
nelle deliberazioni ci viene poi riproposto in toto dicendo: "L'hai votato e, quindi,
non è più mutabile", se dato che c'è scritto che vogliamo il Castello di Lucento, il
Castello di Lucento lo prenderemo; vorrei quindi capire quanto margine c'è ancora
per la ridiscussione di queste linee che, oggi, sono state illustrate dall'Assessore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Credo che questa sia una seconda buona notizia, anche perché, da poco, abbiamo
commemorato la tragedia degli operai della Thyssen e tutti insieme, con le forze
politiche presenti in Aula, abbiamo fatto un bellissimo torneo dedicato a loro. Questa
è un'altra buona notizia, perché abbiamo evitato che quell'area degradata, in cui è
successa una grave tragedia del mondo del lavoro, venisse semplicemente utilizzata
per una speculazione immobiliare o un grande centro commerciale, come avevano
ipotizzato qualche anno fa.
Inoltre, credo che dobbiamo cogliere questa opportunità per ricongiungere un parco
bellissimo, com'è quello del Castello di Lucento e quello della Pellerina, sperando di
utilizzare parte delle porzioni della stessa Thyssen (rimuovendole e bonificando
quell'area e su questo oggetto credo che ci siano ancora delle discussioni in corso,
anche perché non possiamo far sì che la permuta sia a saldo negativo per la Città) e,
addirittura, potremmo utilizzare tutta la Dora per ricongiungere quel parco e -
possibilmente con delle passerelle, che saranno sia pedonali che ciclabili - per far sì
che quella diventi una grande occasione di trasformazione urbana.
Come dicevano i Consiglieri Paolino, Ventura ed Alunno, c'è però bisogno di dare
anche delle vocazioni a quelle aree verdi, fatevelo dire dal Presidente della
Commissione Ambiente, perché non basta rigenerare i parchi, ma bisogna dargli un
utilizzo immediato, anche per evitare che si degradino, e trovare anche dei modi per
pagare quelle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
È per questo motivo che accogliamo positivamente l'idea di liberare quell'area verde
e di realizzare, come dice la proposta di deliberazione, "(…) un parco giochi
tematico, dedicato agli utenti più giovani, con la predisposizione di attrezzature
innovative per il gioco e lo sport anche con finalità didattiche".
È importante che avvenga in un luogo così simbolico, come è importante che lì
continuino ad esserci delle attività produttive e del terziario, come è avvenuto con la
Variante Urbanistica di qualche anno fa che ha riportato delle attività produttive nel
nostro territorio.
Spero che questo si possa fare in tempi rapidi e con una visione diversa rispetto a
quella che abbiamo iniziato ad ipotizzare quest'oggi. Alcuni dubbi che sollevavano
altri Gruppi, come il Movimento 5 Stelle, continuano ad esserci, anche perché, per
adesso, questo è un perimetro della Variante. Credo che un altro dato importante sia
quello di riacquisire il Castello di Lucento anche per altri tipi di attività e di
ricollegare una parte del territorio che, in questo momento, è sconnessa con tutta la
Variante, anche cambiando la viabilità stessa dell'intera area. Qui non è scritto, ma
spero che venga rispettato l'impegno che avevamo preso di poter far sì che vengano
riportate in quel luogo non solo parte della memoria, ma, per esempio, anche delle
attività rivolte alla sicurezza nel mondo del lavoro. Visto che quella diventerà una
delle entrate della città - ne discuteremo in un'altra linea di indirizzo riguardante le
trasformazioni strategiche -, vorrei che, a prescindere da dove si entra, si capisca
subito la vocazione che questa Città si è voluta dare con i primi Piani strategici ben
quindici anni fa.
È bellissimo entrare nella zona Sud della città e vedere il centro di ricerca
dell'O.N.U. ed il verde inserito in un contesto bellissimo, che speriamo sarà più bello
quando rigenereremo tutta quell'area che, invece, sono i manufatti di Italia '61 ed
alcune parti post-olimpiche. Dobbiamo fare la stessa cosa su questi immobili, a
Mirafiori e nel quartiere Falchera, dove gli investimenti fatti, anche ingenti, sono
ancora a metà del guado.
Sarebbe già un grande passo avanti rispetto al disegno che, quindici anni fa, quei
Piani strategici avevano descritto se questa tornata amministrativa porterà le cinque
porte di accesso per la nostra Città Metropolitana.
Spero che le attività produttive e le attività di ricerca (di cui, tra l'altro, oggi abbiamo
discusso) saranno parte anche del terzo Piano strategico e di quello che vorremo
consegnare ai cittadini nei prossimi anni.

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