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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201305479/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 novembre 2013, avente per oggetto: "Programma di rigenerazione urbana, sociale ed architettonica, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 14, L.R. 20/2009 e dell'articolo 17 bis, L.U.R. 56/1977 e s.m.i.. Quadrante Nord Ovest della Città - Approvazione perimetro ed atto di indirizzo". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 05/12/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati ventisei emendamenti dalla Lega Nord. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi dicono che sono stati ritirati i ventisei emendamenti, gli Uffici lo confermano? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei sapere se siamo sicuri del ritiro degli emendamenti, perché la risposta mi sembra sibillina. Per carità, gli assenti hanno torto, però vorrei che fosse verificato fino in fondo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il Consigliere Ricca mi conferma, anche se è fuori dall'Aula, che gli emendamenti sono stati ritirati. L'Assessore intende intervenire? No. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Mi sarei aspettato l'illustrazione della proposta di deliberazione. Credo che l'Assessore volesse illustrarla e, in seguito, interverrò sul merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Cercherò di essere sintetico, per i Consiglieri che hanno già partecipato alla seduta della II Commissione. La proposta di deliberazione in oggetto è attinente all'atto di indirizzo relativo alla trasformazione nell'area Thyssen, ai sensi della nuova disciplina urbanistica prevista dall'articolo n. 17 bis, ossia della Variante strutturale cosiddetta semplificata. È il primo atto di indirizzo che identifica, come peraltro è scritto nel titolo della proposta di deliberazione, il perimetro. Attiene ad un programma di rigenerazione urbana, sociale ed architettonica e, come ho avuto modo di illustrare (se comunque i Consiglieri hanno questa esigenza, ovviamente mi riservo di illustrarlo anche in Aula, anche se è un po' più complicato, non avendo a disposizione gli strumenti audiovisivi per poter illustrare il perimetro oggetto della trasformazione), sostanzialmente individua l'avvio del procedimento di trasformazione attraverso l'identificazione di due sub-ambiti all'interno del perimetro di riqualificazione urbana: il sub-ambito Castello di Lucento ed il sub-ambito Thyssen. Nella trasformazione in oggetto, come ho avuto modo di dettagliare in Commissione, l'Ambito Lucento ha una vocazione prevalentemente a carattere residenziale e prevede, a livello orientativo (ovviamente, fatte salve le perizie estimative), il conferimento in capo alla Città dell'immobile classificabile come Castello di Lucento e dell'immobile immediatamente alle sue spalle, nell'ambito di un importante progetto di riqualificazione che la Città sta portando avanti in raccordo stretto e funzionale con la Circoscrizione 5, che è la Circoscrizione oggetto dell'intervento. Invece, nell'ambito definibile come Thyssen, la vocazione sarà prevalentemente produttiva, in analogia alla tipologia funzionale dell'area immediatamente a nord, che peraltro è già stata oggetto di trasformazione (e quindi, in qualche modo, avente una vocazione di carattere logistico-produttiva), con una inferiore e limitata presenza di attività di carattere residenziale e della dotazione ASPI. Tra le altre cose, su questo secondo compendio è prevista la realizzazione di un parco tematico (in quelle che saranno le aree cedute alla Città a valle della trasformazione). Nella proposta di deliberazione tra le opere che vengono identificate come prioritarie nell'ambito della trasformazione c'è la rifunzionalizzazione del sottopasso, attualmente non utilizzabile, che, attraverso il tunnel di corso Mortara, connetterà quest'area con il sottopasso esistente (quindi, connettendo questa importante porzione della città con la zona del Parco Dora e dello strippaggio), oltre ad una serie di interventi atti a mitigare ed a migliorare la fruizione pubblica delle aree attualmente in disponibilità al privato, quindi attraverso la realizzazione di una mobilità ciclopedonale in asse Nord-Sud, a partire dalla zona di via Pianezza (per intenderci, di fronte al sagrato della chiesa dei Santi Bernardo e Brigida) per arrivare verso la zona del parco della Pellerina (riconnettendo, quindi, un'importante porzione della città con l'esistente parco della Pellerina). Queste sono le linee guida salienti della trasformazione; ovviamente, il dettaglio è disponibile negli Allegati della proposta di deliberazione. Ci tengo a ribadire che è il primo passo di una procedura, ai sensi dell'articolo n. 17 bis (che è il nuovo articolo introdotto nel 2013 con la modifica della Legge Urbanistica Regionale), che evidentemente identifica una strada attraverso, poi, quella che sarà la successiva Conferenza dei Servizi, la Valutazione Ambientale Strategica sul compendio - una volta definiti gli sviluppi planivolumetrici - e tutta quella serie di attività tipicamente prevedibili e previste per le cosiddette Varianti strutturali e che quindi, di fatto, avviano il procedimento, ancorché in maniera - se si può dire - semplificata, di una tipica Variante strutturale (che, quindi, il Consiglio Comunale riesaminerà più volte). Oggi ci limitiamo ad identificare il perimetro nell'Ambito e, sostanzialmente, le vocazioni in termini generali. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Le questioni sono molte e cercherò di essere breve. Intanto, notiamo che questa proposta di deliberazione dà effettivamente il via alla riqualificazione - almeno cosiddetta - di un'area che è molto importante, per tanti motivi, per Torino, sia dal punto di vista urbanistico (visto che impatta pesantemente su tutta la zona Nord- Ovest della città), sia da un punto di vista storico e simbolico (per quello che ha rappresentato la fabbrica e per quello che, purtroppo, vi è successo). Per questo motivo, intanto non siamo convinti della legittimità dell'utilizzo dello strumento della Variante strutturale e l'abbiamo già detto in Commissione. Andando a leggere il testo della Legge Regionale a cui si fa riferimento, a nostro parere questo strumento è utilizzabile solo se la riqualificazione avviene per riqualificazione energetica dell'edificio esistente o per fini sociali. Secondo noi, questa trasformazione, di fatto, destinerà per la gran parte l'area a residenza privata, a centro commerciale ed avrà sicuramente anche una parte sociale (nell'Ambito Castello di Lucento una parte diventerà parco), ma comunque sarà prevalente l'utilizzo privato, anche al fine di una legittima speculazione immobiliare, e non rientra nei fini sociali. Dopodiché, la Giunta e l'Amministrazione possono avere un'altra opinione e questa non è la sede in cui risolvere questa divergenza di vedute (semmai, lo potremo fare di fronte ad un Magistrato amministrativo). Questo, però, per noi è già un motivo sufficiente per votare contro la proposta di deliberazione. Per noi è giusto decidere che cosa fare del futuro di quell'area, quindi l'obiettivo non è bloccare qualunque elaborazione, ma è cercare di capire quale può essere una trasformazione coerente, rispettosa ed anche finalizzata ad un bene comune della Città, piuttosto che all'utilizzo di parte di un'area, che comunque, una volta ritrasformata, sarà sicuramente appetibile per la residenza privata, ma potrebbe essere utilizzata per tante altre cose, incluso forse un allargamento del parco più significativo di quello che può essere previsto attualmente. Qui torna un'altra delle questioni che non sono ancora chiare, anzi: dopo la tragedia era stato detto che l'area sarebbe stata bonificata e regalata alla Città in una sorta di gesto riparatorio - non so come lo vogliamo definire - o simbolico. Mi sembra che, negli anni, questo sia sparito totalmente dal radar e adesso, anzi, non vorremmo che la parte che viene data alla Città, che è la parte più vicina al fiume (peraltro è un'area esondabile, dove non credo che si potrebbe costruire granché e potrebbe anche essere l'area più inquinata di tutte, stando a quello che si sa delle attività che si svolgevano nella fabbrica), risulti essere più che un regalo, un regalo di un debito o l'eredità di un qualcosa che poi, magari, toccherà a noi, nell'ambito degli accordi, bonificare, scoprendo che il costo di bonifica è insostenibile. Credo che, in tutta questa vicenda, sia importante ribadire il principio, anche stabilito dalla Legge, che chi inquina, paga. Quindi, è la proprietà storica industriale o chi l'ha ereditata a doversi fare carico di tutte le spese di bonifica dell'intera area, per cui cercheremo di controllare che questi costi di bonifica non vengano, invece, scaricati sulle casse pubbliche in maniera assolutamente inappropriata. Venendo poi alla destinazione specifica dell'area, chiaramente è un po' difficile discutere qualsiasi tipo di destinazione urbanistica, proprio perché non vi è neanche la caratterizzazione del sito e lo studio idrogeologico (visto che è un'area esondabile), quindi queste sono questioni che si potranno vedere più nel dettaglio quando arriverà la proposta di Variante. A proposito, ribadisco con piacere l'impegno preso dall'Assessore di portare comunque in discussione la Variante prima che arrivi alla fine del suo percorso, perché, con questa nuova procedura della Variante semplificata, il Consiglio Comunale vedrà la Variante una sola volta per l'approvazione definitiva, dopo aver concluso tutta la fase delle osservazioni, delle controdeduzioni, eccetera. Credo, quindi, che il Consiglio Comunale debba avere la possibilità di vedere il progetto della Variante, della sistemazione dettagliata e dei vari utilizzi dell'area prima che questa prosegua nella fase delle osservazioni pubbliche, eccetera, quindi prima che passi nella prima Conferenza dei Servizi che, poi, la libererà per le osservazioni e per la pubblicazione. Quindi, mi aspetto che questo impegno venga mantenuto e ci tengo a ribadirlo, perché, comunque, per noi è un elemento essenziale, così come che la futura sistemazione dell'area venga discussa con la cittadinanza (sicuramente con il coinvolgimento della Circoscrizione 5 e, probabilmente, anche della Circoscrizione 4, ma soprattutto con i cittadini che abitano intorno a quest'area). Dopodiché, chiaramente noi preferiremmo una soluzione che dedichi più spazio possibile al parco ed al ricongiungimento anche visivo e paesaggistico con il Castello di Lucento, come è stato detto anche in Commissione, meno spazio possibile alla residenza privata e, se è possibile, nessuno spazio per i centri commerciali (tra l'altro, in zona non ne mancano, per cui, tutto sommato, se in questo caso si riuscisse ad evitare ne saremmo contenti); va sicuramente bene anche un pezzo di destinazione artigianale, come quella che c'è già sul retro dell'area, ma tutto questo lo vedremo quando arriverà la proposta più dettagliata. L'unico appello che vorrei fare, in questa fase di analisi, è di esaminare con attenzione, fin da subito, i problemi viabilistici e anche quelli del trasporto pubblico, perché parliamo di un'area che non è assolutamente servita dal trasporto pubblico, per cui, probabilmente, saranno necessari degli investimenti per portare una linea; dovendo realizzare da zero tutta la viabilità dell'area, può essere un risparmio e la garanzia di un futuro servizio migliore per i cittadini il fatto di studiare, magari fin dal principio, dove far passare i pullman, dove mettere una fermata, un capolinea, eccetera. Allo stesso modo, va studiata bene la questione dei flussi viabili, perché su questo in Commissione ho sentito un po' di contraddizioni per quanto riguarda le indicazioni. Da una parte, si è detto che vogliamo riaprire al traffico il tunnel che collega quell'area con corso Mortara e, quindi, diventerà una specie di veloce tangenziale interna per arrivare dalla stazione Dora fino all'accesso Ovest della città di corso Regina Margherita; poi, però, si è detto che non si voleva che il traffico, uscendo dal tunnel, facesse quell'ultimo pezzettino di 500 metri che porta su corso Regina Margherita e, quindi, quella sarà una strada stretta solo di quartiere. Il rischio, quindi, è di costruire un enorme tunnel che porta in un imbuto, all'interno del quale si creerà un ingorgo perenne. Dato che l'alternativa è buttare tutto il traffico su via Pianezza, che non è la strada più grande del mondo (anzi, è già piuttosto congestionata), credo che sia necessario, prima di disegnare il nuovo tessuto delle strade e delle intersezioni (in particolare con corso Regina Margherita), studiare bene i flussi di traffico, per evitare di costruire un disastro. È anche necessario studiare bene i flussi di traffico ciclopedonale, nel senso che si è parlato - e questo è positivo - di uno scavalco su corso Regina Margherita per collegare il nuovo pezzo di parco con quello esistente (che, tra l'altro, potrebbe risolvere l'annoso problema di interconnessione anche con il parco dall'altra parte, della zona di Lungo Dora Liguria, però è necessario che questo studio sia efficiente, cioè che il tracciato poi sia percorribile, che non si costringano i ciclisti a fare dei giri tortuosi e, possibilmente, che non finisca in un ghiaione (come è accaduto per l'altro scavalco, quello che è stato messo nella zona E27). Ritengo comunque che i cittadini preferirebbero una soluzione più destinata al verde e agli usi sociali e meno destinata all'uso privato. Chiaramente, questa proposta di deliberazione è solo all'inizio e si limita a definire il perimetro degli Ambiti, però siamo perplessi sull'intera operazione e quindi, per il momento, siamo contrari. Quando poi si parlerà nel dettaglio, vedremo se modificare questa nostra opinione o, magari, avanzare qualche suggerimento per migliorare le proposte che saranno fatte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Teme qualcosa, Consigliere Cassiani, visto che è il suo feudo? Sono state fatte tante riunioni su questa porzione di terreno; naturalmente, c'erano tante idee, ma confuse. Di conseguenza, stia tranquillo, Consigliere Cassiani. Su quella vicenda, ad esempio, si parlava di unità produttive, cose che, quando sono state realizzate... Perché conosco bene la vicenda. Tra l'altro, lì c'è il Comitato Castello di Lucento che è molto attivo. Ci sono state varie proposte: addirittura, quella di fare il nuovo deposito GTT per quanto riguarda la zona di cui stiamo parlando, ma poi non fu più presa in considerazione. Mi sembra che in quell'ambito particolare ci siano state veramente tante idee, ma non si è mai capito bene... Mi dispiace perché, per mia colpa, non ho potuto seguirla bene in Commissione, però è una porzione di terreno molto importante. Ovviamente, questa potrebbe comportare la risoluzione di quel tunnel scandaloso (uno dei tanti che questa Città ha vissuto), che ho ribattezzato "il tunnel delle mezze ali", perché il progetto prevedeva che partisse da piazza Baldissera e finisse in corso Regina Margherita; una bellissima opera (la votai anch'io in Circoscrizione), peccato che, poi, in questa Città le cose vanno in maniera diversa: finiscono i fondi o succedono delle cose strane, fatto sta che ci siamo ritrovati con la montagna che ha partorito il topolino. Se questo potesse significare il prolungamento da corso Potenza alla Tangenziale di corso Regina Margherita, allora sì che, in qualche modo, si potrebbe ripristinare quella che è stata l'opera di corso Mortara, che è stata abbattuta un po' di anni fa. In questo modo, io ritengo che sia sicuramente difficile questa situazione, anche per le cose che diceva il Consigliere Bertola: infatti, non è chiaro dove dovrebbe sfociare il flusso del traffico che da piazza Baldissera non ci sarà più, ma che da via Orvieto dovrebbe confluire in corso Regina Margherita. Non si parlò di unità produttive quando vendettero gli alloggi in tutta quella parte di via Pianezza (mi sembra che quelle costruzioni siano state fatte in edilizia convenzionata). Oggi come oggi, compaiono di nuovo una serie di unità produttive che non si è mai specificato quali possano essere. Potrei chiedere ulteriori chiarimenti all'Assessore, però la cosa che mi preoccupa di questa porzione di territorio e che mi farà votare "no" è proprio che non si è mai arrivati ad una definizione ben precisa di quell'Ambito. Come diceva il Consigliere Bertola, è una porzione di terreno molto importante sia per lo sviluppo che per la viabilità di quella zona. Tra l'altro - chiedo scusa, ma non ho letto a fondo la proposta di deliberazione -, mi sembra che il parere non sia neanche passato dalla Circoscrizione, vero? Non è passato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se, poi, può replicare su questo, in quanto ho assistito ad una riunione fatta dai Comitati, che sono molto attivi nella zona, perché, indipendentemente dal fatto che siano riconducibili alla sinistra, quando lavorano bene e sono attenti al territorio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La smetta! Ha smesso il Consigliere Viale e comincia lei? Stia bravo ed abbia rispetto di chi parla. Sa benissimo che conosco bene quelle situazioni, perché sono molto attivo nel territorio, Consigliere Cassiani. Io non mi sono montato la testa e continuo a vivere lì. Sarei grato all'Assessore se mi potesse fornire alcuni chiarimenti su questa situazione, anche se la Circoscrizione, attraverso tutta una serie di assemblee pubbliche, non è mai riuscita a trovare un equilibrio tra le esigenze dei cittadini e le esigenze del Comune. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera È stata fatta un'unica riunione di Commissione a cui ero presente. Quanto avevo eccepito in Commissione era una distribuzione tutta definita, per cui mi piacerebbe capire se, una volta che sia votata questa proposta di deliberazione definendo gli Ambiti, per il Consiglio Comunale finisca lì; cioè gli Ambiti sono definiti come pure le destinazioni d'uso, per cui qui si decide di prendere il Castello di Lucento, anche se, secondo me, è pura follia, perché il Comune non ha più i soldi per comprare neppure uno spillo e invece si prende in carico un bell'immobile storico, la cui manutenzione costerà un occhio della testa e, se no, andrà a rotoli nel giro di pochi anni. Si decide anche di ampliare il parco, cosa che, da una parte, va bene, ma ricordo sempre che abbiamo i parchi concentrati in alcune zone, mentre ci sono altre zone in cui non ci sono parchi e, inoltre, sono esattamente tredici anni che continuo a ripetere che, un giorno o l'altro, non avremo più i soldi per la loro manutenzione. Mi piacerebbe che tutto questo facesse parte di un ragionamento più ampio, quel ragionamento che, molte volte, ho proposto di portare in Commissione, chiedendo agli Assessori - perché ormai ne sono passati tre, lei è il terzo - di vedere che cosa abbiamo liberato fino ad ora, qual è lo stato dell'arte, che cosa si potrebbe costruire oggi e che cosa è, invece, ancora in via di definizione, per avere finalmente una visione completa di quella che sarà la città di dopodomani; se queste trasformazioni richiedono infatti il tempo che hanno richiesto quelle che ho visto all'inizio (dopo dieci anni non sono ancora state realizzate), forse le vedranno realizzate i miei nipoti. Avremmo bisogno di una visione generale per capire nell'immediato che cosa succede e per poter programmare e fare dei ragionamenti a lungo termine. In questo caso, vorrei sapere, da una parte, quali altri modi avrà di intervenire il Consiglio Comunale e, dall'altra parte, dato che ho imparato che quello che è scritto nelle deliberazioni ci viene poi riproposto in toto dicendo: "L'hai votato e, quindi, non è più mutabile", se dato che c'è scritto che vogliamo il Castello di Lucento, il Castello di Lucento lo prenderemo; vorrei quindi capire quanto margine c'è ancora per la ridiscussione di queste linee che, oggi, sono state illustrate dall'Assessore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Credo che questa sia una seconda buona notizia, anche perché, da poco, abbiamo commemorato la tragedia degli operai della Thyssen e tutti insieme, con le forze politiche presenti in Aula, abbiamo fatto un bellissimo torneo dedicato a loro. Questa è un'altra buona notizia, perché abbiamo evitato che quell'area degradata, in cui è successa una grave tragedia del mondo del lavoro, venisse semplicemente utilizzata per una speculazione immobiliare o un grande centro commerciale, come avevano ipotizzato qualche anno fa. Inoltre, credo che dobbiamo cogliere questa opportunità per ricongiungere un parco bellissimo, com'è quello del Castello di Lucento e quello della Pellerina, sperando di utilizzare parte delle porzioni della stessa Thyssen (rimuovendole e bonificando quell'area e su questo oggetto credo che ci siano ancora delle discussioni in corso, anche perché non possiamo far sì che la permuta sia a saldo negativo per la Città) e, addirittura, potremmo utilizzare tutta la Dora per ricongiungere quel parco e - possibilmente con delle passerelle, che saranno sia pedonali che ciclabili - per far sì che quella diventi una grande occasione di trasformazione urbana. Come dicevano i Consiglieri Paolino, Ventura ed Alunno, c'è però bisogno di dare anche delle vocazioni a quelle aree verdi, fatevelo dire dal Presidente della Commissione Ambiente, perché non basta rigenerare i parchi, ma bisogna dargli un utilizzo immediato, anche per evitare che si degradino, e trovare anche dei modi per pagare quelle manutenzioni ordinarie e straordinarie. È per questo motivo che accogliamo positivamente l'idea di liberare quell'area verde e di realizzare, come dice la proposta di deliberazione, "(…) un parco giochi tematico, dedicato agli utenti più giovani, con la predisposizione di attrezzature innovative per il gioco e lo sport anche con finalità didattiche". È importante che avvenga in un luogo così simbolico, come è importante che lì continuino ad esserci delle attività produttive e del terziario, come è avvenuto con la Variante Urbanistica di qualche anno fa che ha riportato delle attività produttive nel nostro territorio. Spero che questo si possa fare in tempi rapidi e con una visione diversa rispetto a quella che abbiamo iniziato ad ipotizzare quest'oggi. Alcuni dubbi che sollevavano altri Gruppi, come il Movimento 5 Stelle, continuano ad esserci, anche perché, per adesso, questo è un perimetro della Variante. Credo che un altro dato importante sia quello di riacquisire il Castello di Lucento anche per altri tipi di attività e di ricollegare una parte del territorio che, in questo momento, è sconnessa con tutta la Variante, anche cambiando la viabilità stessa dell'intera area. Qui non è scritto, ma spero che venga rispettato l'impegno che avevamo preso di poter far sì che vengano riportate in quel luogo non solo parte della memoria, ma, per esempio, anche delle attività rivolte alla sicurezza nel mondo del lavoro. Visto che quella diventerà una delle entrate della città - ne discuteremo in un'altra linea di indirizzo riguardante le trasformazioni strategiche -, vorrei che, a prescindere da dove si entra, si capisca subito la vocazione che questa Città si è voluta dare con i primi Piani strategici ben quindici anni fa. È bellissimo entrare nella zona Sud della città e vedere il centro di ricerca dell'O.N.U. ed il verde inserito in un contesto bellissimo, che speriamo sarà più bello quando rigenereremo tutta quell'area che, invece, sono i manufatti di Italia '61 ed alcune parti post-olimpiche. Dobbiamo fare la stessa cosa su questi immobili, a Mirafiori e nel quartiere Falchera, dove gli investimenti fatti, anche ingenti, sono ancora a metà del guado. Sarebbe già un grande passo avanti rispetto al disegno che, quindici anni fa, quei Piani strategici avevano descritto se questa tornata amministrativa porterà le cinque porte di accesso per la nostra Città Metropolitana. Spero che le attività produttive e le attività di ricerca (di cui, tra l'altro, oggi abbiamo discusso) saranno parte anche del terzo Piano strategico e di quello che vorremo consegnare ai cittadini nei prossimi anni. |