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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Mi permetto di ringraziare i Colleghi di questa riconferma. Al di là della presenza di persone che, anche dichiaratamente, hanno trovato delle difficoltà a sostenere nel mio nome il rinnovo della Presidenza, io credo che sia invece da parte mia doveroso ringraziare sinceramente chiunque, sia chi l'ha sostenuta, sia chi non l'ha fatto o chi l'ha fatto senza convinzione. Apprezzo, anzi, questo modo di intervenire, perché fa capire anche che, oltre a non essere perfetto, è possibile comprendere magari talvolta qualche errore che si commette lavorando e, quindi, anche interpretando il Regolamento. Ma certo è che, visto che viene chiesto il rispetto delle Istituzioni, sono io il primo a doverlo fare e quindi a doverle rispettare come garanzia per voi, ma anche come garanzia per l'Istituzione che democraticamente è stata costituita dalla nostra Costituzione. In questa richiesta emersa in alcuni dei vostri interventi di avere coraggio, convinzione e forse più fermezza e più autonomia nelle decisioni, mi preme, però, anche richiamare l'importanza del fatto che, chiunque sia seduto qui al banco della Presidenza, nel momento in cui viene richiesto di interpretare il Regolamento o viene richiesta un'autonomia decisionale, deve poi essere, oltre che offerta, anche poi rispettata, qualunque sia, la scelta che il Presidente in carica o l'Ufficio di Presidenza propone all'Aula. È evidente che questo può avvenire, anche se non è accettata dal punto di vista politico, ma io credo di dover chiedere a voi un contributo per manifestare, come abbiamo fatto oggi, maggiore unità, maggior forza e maggiore responsabilità anche nell'ascoltare, accettare e rispettare, nella veste del Presidente, l'Aula e l'Istituzione che noi siamo onorati di rappresentare. Io in questo devo essere molto grato al mio Gruppo, al mio Capogruppo, perché in questi anni mi hanno accompagnato, mi hanno fatto crescere, mi hanno anche sostenuto nelle difficoltà, nei momenti in cui forse certe volte la solitudine può sembrare un motivo di difficoltà in più, ma che, grazie a loro e grazie anche ad alcuni di voi, in questi anni mi è venuta meno. Fare il Presidente, incarnare un incarico come questo è certamente una responsabilità grossa, un fardello grosso; ho cercato di portarlo avanti come io sono capace, quindi non si può pensare di non trovarmi difetti: me li trovava già mia madre quando ero piccolo, figurarsi adesso che sono cresciuto e li ho aumentati. Ma è anche vero che, come ribadisco, ci va anche rispetto per chi rappresenta le Istituzioni e quindi, come spesso purtroppo ultimamente non è accaduto, anche il rispetto dell'Aula. Quindi, nel confermare i ringraziamenti e la convinzione di poter essere garante di tutti, anche di chi in questa fase non mi ha sostenuto, chiedo di poter condividere questo momento di unità per il bene della nostra città e di farlo con gioia, con quella gioia per la quale io credo tutti noi contribuiamo insieme per il bene comune. |