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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Dicembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 30

Comunicazioni del Sindaco sulla "posizione di Torino nella classifica del Sole 24 ore sulla qualitą della vita nelle cittą italiane".
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
In attesa che torni in Aula l'Assessore Passoni, affrontiamo la richiesta di
comunicazioni del Sindaco presentata dal Capogruppo Ricca, che mi appresto a
leggere: "Apprendiamo che, da un'indagine annuale de 'Il Sole 24 Ore', Torino si
trova al 52° posto relativamente alla qualità della vita, perdendo postazioni rispetto al
2012. Ben più grave è la sua posizione in fondo alla classifica (al penultimo posto,
sotto Napoli) sull'ordine pubblico, microcriminalità e sicurezza. Chiediamo al
Sindaco che comunichi quali misure straordinarie intenda attivare per risolvere
questa situazione di grave emergenza sulla sicurezza".
Ricordo che ogni Gruppo ha tre minuti.
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
Io ho letto, come tutti oggi, queste tabelle e ho incaricato i miei Uffici di chiedere la
documentazione, perché, francamente, queste tabelle mi convincono poco.
Ho letto quali sono i parametri che vengono assunti, vi prego di leggerli. Ci sono
alcune cose francamente... Cioè un parametro fondamentale per il benessere è
"quanti bar ci sono ogni 100.000 abitanti"? Il numero di bar a Roma è il più alto
d'Italia, quindi Roma dovrebbe essere la Città al top del benessere, sulla base di
questo parametro. Poi c'è una serie di altri parametri che mi sembrano del tutto
astratti.
Mi è venuta in mente un'inchiesta di un anno fa, nella quale ci si spiegava che
Genova aveva più infrastrutture di Torino. Quando io ho chiesto conto di quello, mi è
stato detto: "Perché Genova ha il porto", e io ho risposto: "Eh già, noi non abbiamo il
mare".
Ho l'impressione che queste statistiche vadano prese un po' con le molle, sia quando
dicono bene, sia quando dicono meno bene.
In ogni caso, naturalmente, io non mi rifiuto di analizzare qualsiasi dato, ma lo
voglio fare sulla base di dati con cognizione di causa, non mi basta una tabella,
perché si può essere di centrodestra o di centrosinistra, di qualsiasi colore, ma
pensare che a Napoli la criminalità sia meno insidiosa che a Torino, qualsiasi persona
di buonsenso capisce che non è così, se non altro per tutta la vicenda di criminalità
organizzata che da decenni investe quella città e che non investe la nostra.
Quindi, da questo punto di vista, quello che posso dire è che ho richiesto la
documentazione; una volta che avrò la documentazione, sarà mia cura trasmetterla ai
Gruppi Consiliari e poi, se vorremo fare una discussione, la faremo.
Queste tabelle mi sembrano troppo poco per fare una discussione seria su questa
città. Segnalo, per esempio, che non c'è alcun riferimento a quelli che sono, dal
punto di vista del benessere, gli investimenti culturali che le città italiane fanno. Mi
sembra un po' paradossale per giudicare la qualità della vita di una città e, da questo
punto di vista, Torino ha certamente parametri che sono tra i più alti d'Italia, come
"Il Sole 24 Ore" stesso ha testimoniato una settimana fa.
Quindi, ripeto, discutiamo con cognizione di causa. Io ho chiesto la documentazione;
nel momento in cui questa documentazione perverrà - credo nei prossimi giorni,
perché l'inchiesta è fatta, quindi non credo ci sia difficoltà ad avere il file con tutta la
documentazione -, la esamineremo e, qualora da questa documentazione emergessero
indicazioni utili ad agire per la migliore vita di questa città, noi lo faremo
naturalmente.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Sindaco, più del livello della qualità generale, che sarebbe un 52° posto - vorrebbe
dire essere più o meno a metà -, siamo preoccupati per altri dati, che ci hanno
allarmato; ovvero, su una classifica generale, a livello di sicurezza e ordine pubblico,
la città sarebbe al 106° posto; al 107° quando si parla di scippi, borseggi e rapine; al
101° quando si parla di furti in casa; al 97° quando si parla di furti d'auto; al 67°
quando si parla di estorsioni; quando si parla di truffe e frodi al 90°.
Chiaramente, di fronte a dati di questo tipo, noi siamo allarmati e chiediamo di capire
se questi dati siano veri o meno - anche se di solito la fonte è molto attendibile,
quindi noi li abbiamo presi per veritieri e abbiamo presentato questa richiesta di
comunicazioni -, e quali misure straordinarie voglia mettere in campo la Città per
affrontare questi problemi.
Io prendo queste sue parole come un impegno, sperando che questi dati arrivino in
tempi brevi per poterli analizzare - perché l'anno nuovo incombe - e per poter attuare
questi miglioramenti già da subito.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, io voglio solo sottolineare un aspetto di un passaggio già affrontato dal
Consigliere Ricca. Tutto può essere discusso di queste graduatorie; diciamo che certi
dati, come quelli della sicurezza, tengono conto di parametri che sono ponderati tra
numero di abitanti e denunce pervenute.
Io ritengo che, chiunque conosca soprattutto le realtà delle periferie torinesi, possa
testimoniare che, in realtà - ahinoi -, quella graduatoria è abbastanza lo specchio
fedele della nostra situazione cittadina, soprattutto per l'innumerevole quantità di
fronti aperti sulla tematica della sicurezza in questa città, perché forse noi siamo
veramente l'unica grande città italiana che riesce a non rinunciare a nessuna delle
problematiche inerenti la sicurezza e l'ordine pubblico, che normalmente interessano
le altre città. Ci sono delle città che non hanno la malavita organizzata e hanno
magari il problema nomadismo; altre città hanno i centri sociali che seminano caos e
magari non hanno la piaga dello spaccio di droga. Oggettivamente, a me sembra che
la metropoli torinese riesca a collezionare tutti questi fenomeni, senza avere, di fatto,
il controllo pressoché di nessuno di essi.
Per cui, in particolare sotto il profilo della sicurezza, io ritengo che la continua
perdita di posizioni nei confronti della graduatoria italiana sia, ahimè, molto
realistica e debba porre poi anche un problema oggettivo di grande respiro politico su
questo tema con le Autorità competenti e dovrebbe essere al centro di un
ragionamento di questa Amministrazione, che abbia il tempo e le energie non
limitate a tempi contingentati di commento ad un articolo de "Il Sole 24 Ore".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo soltanto per ricordare due aspetti a tutti gli esperti: il primo - può essere
secondario - è che la graduatoria si riferisce alle Province e non alle Città; cambia
poco per Torino, dove siamo la metà, ma può cambiare in altri casi, però bisogna
valutare. Il secondo è che il parametro che fa schizzare Torino riguarda i borseggi e i
furti in casa ed emerge dal tasso di denunce effettive. Quindi, è possibile che un
maggior numero di denunce, per una maggiore sensibilità torinese e una maggiore
efficienza della Polizia, finisca per ripercuotersi contro proprio nella graduatoria.
Quindi, io credo che la polemica rimanga la stessa: si dirà sempre che è colpa del
Sindaco di turno il problema dell'ordine pubblico della città e tutto il resto, ma poi
bisognerebbe andare a valutare meglio i dati, perché altrimenti rimane solo la
polemica e non si capisce nemmeno come agire per modificarsi.
Io sono abbastanza contento che a Torino gran parte delle persone che hanno
un'offesa desiderino, abbiano voglia, si rivolgano alla Polizia e denuncino, piuttosto
che altre zone della città, dove questo capita molto meno. Che a Torino ci siano
meno borseggi che a Roma mi fa piacere; evidentemente, o la nostra è una città più
turistica, o a Roma gran parte delle persone che subiscono borseggi - come è capitato
a molti -, non li denuncia semplicemente perché non vuole perdere tempo e non sa
come farlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Io non ho altri iscritti a parlare, quindi riteniamo concluse queste comunicazioni.

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