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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale che l'Assessore Lavolta ha avanzato espressamente, davanti ai Capigruppo, questa richiesta, ai sensi del comma 3 dell'articolo n. 97, ed è libero di intervenire. Vi chiedo gentilmente di rispettare le decisioni di chi è qui, perché si agisce anche nell'interesse del Consiglio. Sottolineo il fatto che, per ora, solo per l'intervento dell'Assessore Lavolta è stata chiesta la secretazione. Dopo l'intervento dell'Assessore Lavolta (che durerà il tempo che durerà), si riaprirà la seduta pubblica. (Seduta secretata) FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riapriamo la seduta pubblica. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, non sono abituato a prendere la parola se il Presidente non me la concede. Ho seguito attentamente tutti i passi dell'intervento dell'Assessore e devo dire che non ho alcuna ragione per non credergli, visto che ha messo per iscritto ed ha portato degli atti ben precisi e circoscritti per quanto riguarda i fatti che, in qualche modo, sono emersi a mezzo stampa. Se così fosse, mi sentirei di fare i complimenti all'Assessore. Non lo dico ironicamente, ma in maniera convinta, perché è quello che, da due anni e mezzo, stiamo chiedendo (il Sindaco non è presente adesso, ma ritengo che sarebbe stata opportuna la sua presenza, visto che stiamo discutendo di una questione che ha una notevole rilevanza) e, da parte dell'Assessore, sarebbe un gesto di discontinuità rispetto al passato. La discontinuità che, più volte, è stata richiamata sia dal sottoscritto che… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Stavo sottolineando che l'intervento dell'Assessore va proprio nella direzione che, ormai da anni, cerchiamo di portare avanti. Alcuni mesi fa, il Sindaco, per quanto riguarda il caso precedente - penso di poterlo dire -, Martina, aveva sostenuto in maniera ferma che non c'era un "sistema Torino", mentre secondo me invece c'era. Devo dire che nella vicenda CSEA anche il Sindaco ha dato un chiaro segnale di discontinuità rispetto a tutti gli episodi del decennio Chiamparino che stanno emergendo. Se il gesto fatto dall'Assessore fosse stato fatto precedentemente da altri Assessori, probabilmente non si sarebbe giunti ad una degenerazione sistematica di tutte quelle che sono le Associazioni e le Fondazioni che gravitano attorno al Comune di Torino. Però, Assessore, noi non ci fermiamo qui: ovviamente, vorremmo sentire anche la versione del dottor Degiacomi, perché mi sembra giusto e doveroso farlo; si tratta anche di un gesto di correttezza nei confronti della persona. È una richiesta che avanzo personalmente, ma anche a nome del Gruppo che rappresento; potremmo audire il dottor Degiacomi all'interno della Commissione Controllo di Gestione ed in Conferenza dei Capigruppo, per avere un quadro completo degli avvenimenti che, in qualche modo, lo hanno coinvolto. Sottolineo - e non lo dico per piaggeria - che, se le cose sono andate come le ha descritte, non posso che farle i complimenti. Ribadisco - mi scuso se, a volte, annoio - che questo sarebbe un primo gesto concreto di discontinuità rispetto a quella macchina infernale che si è creata nei dieci anni precedenti a questa Amministrazione. Vorremmo anche esaminare, facendo una richiesta di accesso agli atti, i curricula delle persone che sono state assunte, per capire se siano adeguate al ruolo che hanno ricoperto (questo lo faremo adesso, con delle richieste ben precise). Concludo il mio intervento dicendo che la nostra richiesta è di audire il dottor Degiacomi in Commissione Controllo di Gestione ed in Conferenza dei Capigruppo per avere un quadro oggettivo degli episodi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio A me dispiace non condividere lo stesso entusiasmo del Consigliere Liardo (a cui comunque va l'estremo merito di aver sollevato il problema chiedendo queste comunicazioni) per un motivo: è vero che, adesso, è venuto a galla questo scandalo, però è emerso un po' tardivamente; vorrei ricordare a tutti che ci troviamo a metà del nostro mandato, sono passati due anni e mezzo. L'Assessore ci ha dato conto dei processi che aveva attivato, però mi chiedo: è così necessario un Regolamento per capire che, se uno affida consulenze a metà della sua famiglia con denaro pubblico, c'è qualcosa che non va? Ad un anno dallo scandalo del caso Martina, forse ci si poteva arrivare prima a questo divorzio di fiducia, tendenzialmente. Non mi riferisco solo all'Assessore, ma, tutto sommato, a tutto quell'apparato politico che, di fatto (come ricordava il mio Collega), ha dato questa fiducia dal mandato scorso, perché, evidentemente, questa è una vicenda che ci tramandiamo - come tante altre che questa Sala Rossa ha dovuto affrontare - dal decennio Chiamparino. Vorrei fare un'altra domanda, ancora più precisa, ed una richiesta che formalizzo al Presidente della Commissione Controllo di Gestione (in modo da non dover poi neanche chiedere ulteriori collaborazioni): chiedo che venga fatto un accesso agli atti su tutta la corrispondenza istituzionale che c'è stata in questi anni (e, se possibile, magari anche negli ultimi anni dello scorso mandato) tra questa Amministrazione Comunale ed il Direttore di cui si sta parlando. Questo anche per cercare di capire, oltre che per quello che riguarda il Direttore, quale siano state poi, in generale, le funzioni del Museo e per approfondire quale sia stato l'intervento e che grado e che tempestività abbia avuto rispetto alla necessità di porre fine a quella che, obiettivamente, era una gestione familistica. Maggiore è l'enormità del familismo e del nepotismo di questa gestione, più rimango allarmato, un po' turbato e poco rassicurato dalla mancata tempestività con la quale, pur con toni molto accesi (però con una certa tardività), è stato sollevato questo problema. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho ascoltato con interesse l'intervento dell'Assessore. Devo dire che, in questo momento, per un Consigliere Comunale è impossibile capire, rispetto alle cose che sono state dette dall'una e dall'altra parte, che cosa è vero e che cosa non lo è, fatto salvo però che basta andare sul sito del Museo per vedere che il cognome di quella famiglia si ripete più volte nell'elenco delle persone che vi lavorano. Credo che sia opportuno, come ha proposto anche il Consigliere Liardo e per cercare di completare il quadro, fare un approfondimento in Commissione Controllo di Gestione, ascoltare anche la "campana" di Degiacomi e tentare di capire come giustifica questa rete di relazioni e da dove vengono le dichiarazioni che ha fatto in pubblico su altre questioni. Però, dal punto di vista politico, la domanda è come possa esistere una scatola in cui relazioni di questo genere vanno avanti per anni, perché, comunque, va bene se, alla fine - anche dopo due anni e mezzo -, l'Assessore ha cercato progressivamente di sistemare la situazione, però qualcuno lo ha messo lì Degiacomi. Di fatto, il Museo è promosso dagli Enti Locali torinesi (dal Comune) e vede una serie di partecipazioni, di sponsor, anche di aziende private, ma spesso, in realtà, pubbliche o para- pubbliche, per cui è comunque un Museo che sta nell'ambiente torinese e quindi non credo che, adesso, nel 2013 si possa cascare dal pero e dire che questa persona aveva assunto e faceva lavorare il figlio. L'idea che si debbano elaborare Regolamenti lascia perplessi, perché dovrebbero già esserci dei Regolamenti e dei principi, non solo per questo Museo, ma per tutte le entità partecipate dal Comune, affinché si impedisca ad un dirigente di sfruttare la propria posizione per dare lavoro, in conflitto di interessi, a congiunti, parenti e amici (almeno in casi così clamorosi, quando si tratta del figlio). Una persona può anche avere un figlio che è il più competente del mondo, ma, proprio perché è il più competente del mondo, può andare a lavorare altrove e non nell'Ente Pubblico gestito dal padre. È necessario fare una riflessione, al di là del giusto approfondimento sulla vicenda specifica, per capire quanto questo sia un sistema, perché, onestamente (dato che questo non è il primo caso in cui vengono fuori relazioni padre-figlio o madre-figlio all'interno degli Enti Pubblici, all'interno del Comune o, comunque, di Enti partecipati dal Comune), vi è la sensazione che Torino sia un po' una serie di grandi e piccole isole, ognuna delle quali diventa, bene o male, un piccolo feudo, in cui magari si entra per qualche accordo politico o per qualche scelta politica e, poi, lo si può gestire come se fosse proprio. Peccato che si tratti di soldi pubblici. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ho ascoltato con attenzione le cose dette dall'Assessore Lavolta e le trovo particolarmente significative. Le trovo particolarmente significative perché, se venissero confermate, testimonierebbero una situazione veramente grave e, probabilmente, opaca all'interno del Museo della Città, con uno scontro molto forte fra quello che è il Presidente del Museo, nonché Assessore della Città di Torino, ed il Direttore dello stesso. Devo però dire, anche per prestare attenzione al delicatissimo tema che stiamo trattando (vista anche la decisione presa dall'Assessore Lavolta di secretare la seduta), che non si devono fare improvvidi paragoni, perché una cosa è parlare del caso Martina, come veniva citato prima, cioè di una dirigente del Comune di Torino che ha affidato un servizio in gestione diretta ad un proprio parente, senza una gara di evidenza pubblica, mentre è una cosa diversa il Direttore di un'Associazione, credo fondatore del Museo stesso, con il proprio figlio, perché si tratta di un'Associazione che poi ha fatto entrare gli Enti Pubblici (e, quindi, è diventato un rapporto fra pubblico e privato), ma che fin dall'inizio ha visto la partecipazione del figlio. Questo lo dico soltanto perché, altrimenti, rischiamo di confondere i piani e, invece, penso che dobbiamo distinguerli. È vero che i verbali del Consiglio Direttivo del 16 gennaio e del 20 febbraio 2013 del Museo "A come Ambiente", in seguito ad un parere reso dall'avvocato Garuzzo, definiscono il Museo "A come Ambiente" organismo di diritto pubblico e, in quanto tale, assoggettato alla disciplina dei contratti e degli appalti (D. Lgs. n. 163/2006) per l'acquisizione di lavori, di servizi e di forniture che comportano una spesa in danaro. Questo vuol dire, senza dubbio, che anche quel rapporto, che prima era un rapporto naturale (io rimango stupito di una cosa di questo tipo, ma, comunque, è naturale fra padre e figlio), gestito attraverso un'associazione, una S.r.l., a quel punto avrebbe dovuto essere sottoposto alle procedure di evidenza pubblica. In quanto tale, è, quindi, particolarmente stupefacente la lettera che il Museo riceve il 10 settembre, in cui lo scrivente, Manuele Degiacomi dice: "Comunicazione sui rapporti contrattuali fra Manuele Degiacomi Ecofficina e l'Associazione A come Ambiente. Con la presente, a seguito della proposta di assunzione del sottoscritto nell'organico dell'associazione, ricevuta informalmente nel mese di febbraio 2013, considerato lo status di fatto di mono committenza che riveste da parecchi anni l'associazione A come Ambiente nei miei confronti, ad oggi, non avendo più avuto alcuna notizia, considero in essere il contratto di prestazione". Cioè, lui sostanzialmente, non ricevendo notizia, si considera automaticamente assunto. È chiaro che questa cosa determina... Quindi, mi verrebbe da dire che ha fatto bene l'Assessore Lavolta a porre un argine chiaro a questo fatto e, quindi, a far saltare una cosa che, per parere della stessa associazione, non poteva essere fatta. Mi rimangono, però, dei dubbi - io questo lo voglio dire prima di concludere il mio intervento in termini più politici, diciamo amministrativi -, che chiedo all'Assessore di fugare poi nella replica. Il primo e il principale, in mancanza della controparte, non può che essere le cose dette dallo stesso direttore del Museo, che, nell'ultima seduta del Consiglio di Amministrazione, verga nero su bianco una dichiarazione che io penso non possa rimanere inevasa, perché è troppo grave. Infatti, dice: "A gennaio 2012 per il ruolo vacante di receptionist, front office, segretaria, il Presidente - quindi, l'Assessore Lavolta - per mezzo della sua collaboratrice - di cui preferisco non riportare il nome - impone una signora cugina di quest'ultima". Ho fatto un paio di omissis, mi perdoneranno i Colleghi. "Dopo un primo contratto a termine di sei mesi, visto l'esito non particolarmente positivo della valutazione delle competenze e delle attitudini della lavoratrice, il direttore proponeva l'inquadramento della stessa come apprendista con contratto biennale. A primavera 2013, il Presidente replica lo stesso modus operandi con una stretta amica della moglie, particolarmente inadatta allo svolgimento delle mansioni richieste, tanto da concludere a scadenza il contratto a termine. I contratti citati sono a firma del Presidente e non sono stati vagliati dal Consiglio di Amministrazione". Adesso, è chiaro che questo viene dichiarato dal direttore del Museo, cioè il soggetto che ad oggi noi vorremmo defenestrare. Però, io penso, Assessore, che un fatto come questo vada confutato, quindi gliel'ho voluto sollevare, perché mi aspetto che nella replica questo possa avvenire. Così come mi aspetterei di avere qualche notizia in più sul tema delle agenzie interinali, perché, in virtù di quel parere, il Museo ha deciso di bandire una gara, che si sarebbe conclusa con una sola proposta valida, quella di Obiettivo Lavoro, in quanto la Adecco Italia, che ha partecipato, ha presentato la richiesta in ritardo e l'altro soggetto, la GiGroup, sarebbe stato escluso per mancanza della corretta formulazione della domanda stessa. Domanda che ha poi generato un contrasto - almeno, così mi risulta dal carteggio in mio possesso - fra i vari soggetti del Museo medesimo, al netto del direttore. Quindi, io intenderei capire questo che cosa ha comportato, visto che stiamo parlando di fatti tutti precedenti, Assessore, all'ultimo trimestre che lei ha preso in esame e su cui ha chiaramente delineato l'azione sua e del Consiglio di Amministrazione rispetto a quanto stava accadendo. Vorrei dire un'ultima cosa, Presidente, velocemente, però è importante. Io chiederei un chiarimento, se fosse possibile, su questo parere commissionato dall'associazione, o forse dal Presidente o dal direttore (non mi è chiaro, perché è semplicemente indirizzato), allo studio Santoni De Sio. Questo a febbraio 2013, cioè ben prima che scoppiasse la querelle riguardante l'agenzia interinale e ben prima che scoppiasse la querelle di cui ci parlava l'Assessore. In questo parere - poi si sa che i pareri si fanno per farsi rispondere - si sosterrebbe che la natura del rapporto fra l'associazione A come Ambiente, l'associazione Ecofficina, quindi fra l'associazione A come Ambiente e il figlio di Degiacomi, sarebbe sostenibile in forma di strutturazione subordinata del rapporto di lavoro. In altri termini, chi ha prescritto il parere voleva sostenere che il rapporto poteva essere non solo risolto, ma consolidato nella forma del lavoro subordinato. Allora, per me, è particolarmente importante capire chi abbia commissionato il parere, perché da lì si capisce l'arco delle decisioni e delle discussioni. Mentre è chiaro che, adesso, c'è un conflitto nei confronti del direttore e si vuole arrivare al superamento del conflitto anche di interessi tra padre e figlio, vorrei capire cos'è successo nel febbraio 2013, quando la stessa struttura, invece, si è fatta commissionare un parere che andava in direzione differente. Quindi, vorrei capire che cosa è successo prima dell'ultimo trimestre. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Dopo la relazione dell'Assessore, che è stata fatta in modo secretato in quest'Aula, io credo che la vicenda debba avere dei suoi sviluppi non strumentali e, dal punto di vista tecnico, di garanzia per quanto riguarda tutte le persone coinvolte, compreso il fatto che il direttore attuale ha deciso di consegnare le dimissioni, che verranno eventualmente valutate e accettate dal Consiglio successivamente. Siccome si tratta di un'associazione costituita da Provincia, Comune e Regione, non ho ben capito la formulazione, ma con un ruolo principale del Comune, io non ho motivo per dubitare delle parole dette oggi dall'Assessore e, quindi, interpreterei quanto detto dal Consigliere Marrone e dal Consigliere Curto come un qualcosa a cui prestare attenzione e valuterei gli sviluppi successivi, ma non impegnerei il Consiglio Comunale nell'approfondimento di una vicenda i cui contorni sono poco chiari o, per quanto riguarda noi, hanno origine nel pregiudizio politico, nel senso che chi è stato Consigliere in questi anni, o prima, eccetera, ovviamente si trova facilmente, a seconda della posizione, ad esprimersi pro o contro questo o quell'aspetto. Vi sono, sicuramente, due questioni diverse. La prima è la situazione interna all'associazione, i suoi risvolti con il Comune e le eventuali implicazioni anche di tipo legale. Vedo che, ad esempio, tra i soci fondatori vi è un'associazione, Ecocittà, che non so nemmeno cosa sia, lo dico con molta franchezza. Quando non so, io lo ammetto e non vado nemmeno, in questo momento, ad indagare, ma vedo che sin dall'inizio vi erano diverse società. Chiaramente, ha ragione il Consigliere Curto a ricordare a tutti che una cosa è parlare dei ruoli e dei doveri di un dirigente del Comune, un'altra cosa è parlare dei ruoli di qualcuno che dirige una società esterna al Comune, sebbene partecipata dal Comune con i vincoli che noi possiamo dargli. Ecco perché inviterei tutti quanti... È legittimo, ognuno può fare tutte le interpellanze e le interrogazioni che vuole, o chiedere audizioni in Conferenza dei Capigruppo o in Commissione Controllo di Gestione, eccetera, ma non vi è un obbligo di tutti i soggetti di parteciparvi. Io eviterei di sostituirci ad altri attori. Riguardo alle cose dette dall'Assessore, seppur in maniera secretata, mi pare che, di fatto, abbia risposto al quesito che poneva prima il Consigliere Curto. Poi, la risposta generica può essere non soddisfacente o può non convincere completamente, ma questo è un altro discorso. Per cui, io inviterei tutti a vedere gli sviluppi successivi, prima di fare in modo che le Commissioni competenti intervengano e chiedano conto all'Assessore, o ad altri, della vicenda. Tenete presente che è una vicenda in itinere, che gran parte di noi ha scoperto dai giornali e non da atti interni alla nostra attività (questa, forse, è l'unica nota di cui mi dolgo, ma come colpa mia, in quanto Consigliere Comunale). Però, questo ha colto un po' di sorpresa tutti, nonostante abbia fatto, credo l'anno scorso, un sopralluogo e abbia visitato il museo A come Ambiente, anche con parecchi Consiglieri, discutendo con il direttore e con altri operatori. Quindi, detto questo, io inviterei tutti quanti, come Consiglio, a stare un po' in stand by, a vedere gli sviluppi e, poi, chiaramente, ad intervenire nei modi che si ritengono più opportuni, ma non anticipare giudizi che rischierebbero di essere poi smentiti dall'evoluzione e dal legittimo diritto di difendersi da parte di ognuno, perché io invito tutti quanti a farlo sempre e non soltanto quando questo può far comodo, o può servire per colpire qualcun altro o meno. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La ringrazio, Consigliere Viale. Questo fa sì che il Capogruppo del PD potrà parlare per trenta secondi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consiglieri, questo è il Regolamento che ci siamo dati in Conferenza dei Capigruppo, non sto a ridiscutere... VIALE Silvio Presidente... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) No, lei non riprende la parola... VIALE Silvio Sull'ordine dei lavori. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Non le sto concedendo la parola. VIALE Silvio Ad inizio seduta... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Viale, lei si siede, alza la mano... VIALE Silvio Siccome pongo tutte le volte la questione dei minuti per Gruppo, continuo a riproporla... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Consigliere Viale, se lei non si siede, sospendo il Consiglio. Lei non può prendere la parola. VIALE Silvio Va bene, la prendo in parola, sospenda il Consiglio, perché io non mi siedo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Si sieda. VIALE Silvio Sospenda pure il Consiglio, perché non mi siedo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Il Consiglio è sospeso. VIALE Silvio Perfetto. (Sospensione) MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ricordo, a beneficio del verbale, che il Partito Democratico ha ancora trenta secondi a disposizione. Chiedo scusa al Consigliere e, a questo punto, chiedo al Capogruppo del Partito Democratico di capire come dividere i secondi per permettergli di intervenire insieme al Consigliere Centillo. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Mi complimento con il Vicepresidente per la decisione che ha preso, perché mi pare assolutamente in linea con la necessità di rispettare sempre il Regolamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, credo che sia giusto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, lei vale quanto dice il Regolamento, non quanto decide lei, come e quando vuole, d'accordo? Lei, come al solito, interpreta i diritti a modo suo. Ringrazio il Vicepresidente, perché, finalmente, ha ristabilito un po' di legalità in quest'Aula, cosa che non succede sempre. Detto questo, voglio dire all'Assessore che la relazione le fa onore e va a sua tutela, se avrà detto la verità (come auspico, ma non tocca a noi stabilirlo, tanto meno a me), perché avrà l'onore di aver spezzato delle catene di potere, che, sicuramente, erano da interrompere. Inoltre, avrà - questo glielo dico - piena titolarità per discutere questa sera nell'Assemblea, perché, in base a quello che lei ha detto, avrà - sempre se ha detto la verità, cosa che io auspico e credo - tutta la facoltà e tutta la forza, anche morale, per decidere questa sera in piena saggezza, in piena autonomia ed in piena serenità. Assessore, voglio solo sottolineare due questioni: la scelta delle persone e la questione delle dismissioni di partecipazione all'interno di queste associazioni. Secondo me, sono due questioni abbastanza importanti, forse ineludibili, soprattutto la prima, cioè la scelta delle persone. Chi ha scelto questo direttore che si chiama Degiacomi? Se lo volesse dire nella sua replica, mi farebbe una cortesia, perché è anche importante capire chi ha scelto questa persona o, meglio, chi l'ha indicata. Quanto guadagna il direttore Degiacomi? Perché, anche in base alle sue capacità ed al suo equilibrio, secondo me bisogna verificare quello che è stato il suo operato e, eventualmente, chiedere dei danni per quanto riguarda il suo operato, sempre se lei ha detto la verità. Ribadisco che non tocca a noi stabilirlo, ma ad altre Istituzioni. Quindi, chi ha scelto questa persona? Assessore, nel prossimo futuro, speriamo che la sua scelta - se ci sarà un'altra scelta e se dipenderà solo da lei, naturalmente non lo so - sia più saggia di quella che è avvenuta fino ad oggi, perché, oggettivamente, lei è in carica da due anni e mezzo e mi pare un tempo sufficiente per poter decidere; lei stava decidendo, tant'è che ha scritto delle lettere in maniera specifica nel mese di ottobre, e, quindi, credo che fosse il tempo sufficiente per decidere (e, forse, si poteva farlo anche prima, ma questo non tocca a me dirlo). La seconda questione riguarda le dismissioni di queste partecipazioni. Quanto vogliamo ancora tenere delle quote del Comune all'interno di associazioni (non so se sia la definizione esatta) che poi si dimostrano, in quanto non guidate adeguatamente, un pozzo senza fondo a favore dei soliti noti o di quelli che si credono protetti da qualcuno all'interno della politica? Assessore, è inutile nascondere che questo è il sistema Torino ed è questo che lei fa bene a spezzare, nel caso in cui abbia detto la verità e nel caso in cui il direttore Degiacomi sia poi colpevole. Mi pare che sia successo anche per qualche associazione di Porta Palazzo; anche lì ci sono situazioni negative, compartecipazioni, si parla sempre - a bassa voce o ad alta voce, nei corridoi o apertamente - di Urban, di questa questione infinita. Assessore, proverei a tenere d'occhio anche questa situazione, perché non è sempre vox populi, vox dei. Siccome queste voci sono già più di una (sia su Urban, che sull'altra questione che è finita sui giornali non più di uno o due mesi fa, mi riferisco a Porta Palazzo), credo che siano delle valutazioni da fare. Le chiedo che senso abbia continuare ad avere queste partecipazioni. Quindi, le sarò grato se mi dirà su che cosa si baserà la scelta delle persone che lei farà - e poi quello che è successo magari ce lo racconta, ma non è più determinante, tanto ormai è stato fatto - e quello che farà sulle dismissioni o meno di queste partecipazioni all'interno di queste associazioni, perché credo che siano due argomenti molto più importanti rispetto alla figura, misera o grandiosa - non lo so, toccherà alla Procura deciderlo -, del direttore Degiacomi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola, per i restanti quaranta secondi, al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Anche a nome del Consigliere Centillo (che ha rinunciato ad intervenire, perché è rimasto poco tempo a nostra disposizione) e di tutto il Gruppo, vorrei innanzitutto esprimere un ringraziamento all'Assessore Lavolta per il fatto di essere venuto in Aula, aver spiegato in maniera trasparente, aver assunto le decisioni corrette di tutelarsi e di tutelare quella che è la figura che egli rappresenta e perché non soltanto con la denuncia tutela la sua persona, ma il ruolo che egli rappresenta. Rappresenta tutta la Città e questa vicenda non deve essere vissuta come una contrapposizione tra due persone, come una sfida o un duello, ma dobbiamo sempre avere ben chiaro che rappresentiamo e perseguiamo l'interesse pubblico - e credo che, oggi, l'Assessore l'abbia segnalato in maniera molto chiara - e non l'interesse di un singolo, anche quando si svolge un ruolo, come quello importante di gestire uno spazio che ha fatto crescere molto, nella Città, una cultura per l'educazione ambientale. Quindi, va anche riconosciuto il lavoro che è stato svolto. Ma c'è un punto che noi vogliamo ribadire: la necessità di un comportamento eticamente condiviso da parte di chi gestisce risorse pubbliche, anche fuori dalla struttura del Comune. A questo si devono richiamare gli eletti, gli amministratori, ma anche i nominati o chi ha incarichi o chi viene assunto a svolgere un ruolo. L'altro aspetto molto importante - noi l'abbiamo detto in più occasioni - è che noi pretendiamo che, dove l'Amministrazione è presente con sue partecipazioni, vengano applicate le norme, ancorché non obbligatorie, che applichiamo in Comune, per quanto riguarda il codice degli appalti, per quanto riguarda le consulenze, per quanto riguarda le assunzioni. Quindi, questo mandato deve essere un mandato preciso, che viene dato non soltanto nel soggetto del quale ragioniamo oggi, ma in tutte le fondazioni, in tutte le associazioni, in tutte le realtà dove noi siamo presenti: si sappia, in maniera molto chiara, che le assunzioni vengono fatte con evidenza pubblica, che i contratti vengono stipulati sulla base delle norme che riguardano gli appalti pubblici e quant'altro. Noi siamo convinti che questa vicenda verrà chiarita nelle sedi opportune - come è giusto che sia -, che non si debbano perseguire vendette o regolamenti di conti, ma che si debba cercare di perseguire la buona amministrazione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Io non ho altri iscritti a parlare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, il Gruppo Nuovo Centrodestra ha ancora un minuto. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Intervengo brevemente, perché so che il tempo che ho a disposizione è veramente poco. Dalle parole del Capogruppo Paolino mi pare di evincere due cose: mi sembra che sia assolutamente chiaro a tutti che l'Assessore Lavolta non è l'unico a rappresentare la Città, ma, nel momento in cui qualcuno è nominato a ricoprire un ruolo in un Ente a partecipazione della società, ovviamente rappresenta la Città. Quindi, mi sembra doveroso e mi pare che dalle sue parole, alla necessità di una richiesta di trasparenza, ci sia un'unica soluzione a questa querelle. Io voglio assolutamente credere - non ho motivo di non farlo - e penso che l'Assessore Lavolta abbia fatto assolutamente bene ad intraprendere tutte quelle che sono le azioni necessarie a difendere sicuramente la sua onorabilità e il lavoro che ha portato avanti in qualità di Presidente di questa Associazione. Certo è che, a mio modo di vedere, si potrebbe fare riferimento a quella che è una mancata tempestività nell'azione, perché sono fatti che fanno riferimento al 2011. Quindi, rispetto a quelli che sono i due contratti di cui si parla, 2012 e 2013, mi pare che l'atteggiamento che il Consigliere Curto ha avuto, delineando e dicendoci quelle che sono state le parole dette sostanzialmente a verbale, non ci sia che un'unica soluzione: quella di chiamare in audizione l'architetto Degiacomi e farci spiegare perché le ha dette. Non c'è altra soluzione. Crediamo nella buona fede - e , ripeto, bene ha fatto l'Assessore Lavolta a difendere la sua onorabilità -, però credo che l'architetto Degiacomi abbia la necessità di essere audito e di difendere, se lui lo riterrà opportuno, quelle che sono le sue valutazioni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Io non ho altri interventi. La parola, per la replica, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Io credo di non dover aggiungere molto a quanto precedentemente affermato. Però, in questa fase non secretata, posso ribadire che non ho mai esercitato alcun tipo di pressione nei confronti di nessuno, men che meno dell'architetto Degiacomi, affinché questi assumesse qualcuno, e che la selezione del personale - come ho già avuto modo di dire precedentemente - è stata sempre svolta direttamente da lui, al massimo con il supporto delle persone che ho citato precedentemente. Naturalmente, riconfermo il mandato che ho dato al legale, mi pare assolutamente compreso da parte di questa Assemblea. Ci tengo, però, a ribadire anche al Consigliere Curto che tutte le richieste di informazione - questo vorrei che fosse ulteriormente ribadito -, soprattutto dal momento in cui si è palesata l'inopportunità di procedere ad un rinnovo tacito, tra l'altro, di un contratto con il figlio, tramite la società citata precedentemente, da quel momento in poi tutte le richieste di informazione sono state percepite e vissute come ingerenza. Motivo per cui ribadisco ancora una volta che, essendo venuto meno il rapporto fiduciario, come tra l'altro avevamo già precedentemente immaginato come Consiglio Direttivo, io credo che, anche alla luce delle dimissioni presentate pochi minuti fa dallo stesso direttore, sia bene che il Consiglio Direttivo, regolarmente convocato per le ore 18.00, proceda ad una risoluzione di una situazione che, evidentemente, da quanto ho cercato di rappresentare, è stucchevole e che non rende atto dello sforzo - ribadisco - che il Consiglio Direttivo - è vero - per lungo tempo, in particolare nell'ultimo anno, ha voluto portare avanti per ripristinare una situazione di assoluta trasparenza e regolarità. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Dichiariamo conclusa questa comunicazione rispetto ad "A come Ambiente". Gli Uffici prendano atto che c'è la richiesta di un Gruppo Consiliare per l'audizione in Commissione Controllo di Gestione, in modo tale che, se il Presidente vorrà, potrà procedere. LIARDO Enzo Scusi Presidente, Controllo di Gestione e Capigruppo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Sì, ma lei chiede la parola come gli altri, Capogruppo Liardo. LIARDO Enzo Grazie. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) No, mi scusi, veramente! Chi le ha dato la parola? LIARDO Enzo Chiedo scusa. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Scuse accettate. Comunque, se mi chiama, io le do la parola. |