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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Dicembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 28

Comunicazioni del Sindaco su "Gestione Museo A come Ambiente".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che l'Assessore Lavolta ha avanzato
espressamente, davanti ai Capigruppo, questa richiesta, ai sensi del comma 3
dell'articolo n. 97, ed è libero di intervenire. Vi chiedo gentilmente di rispettare le
decisioni di chi è qui, perché si agisce anche nell'interesse del Consiglio.
Sottolineo il fatto che, per ora, solo per l'intervento dell'Assessore Lavolta è stata
chiesta la secretazione. Dopo l'intervento dell'Assessore Lavolta (che durerà il
tempo che durerà), si riaprirà la seduta pubblica.

(Seduta secretata)

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riapriamo la seduta pubblica.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, non sono
abituato a prendere la parola se il Presidente non me la concede.
Ho seguito attentamente tutti i passi dell'intervento dell'Assessore e devo dire che
non ho alcuna ragione per non credergli, visto che ha messo per iscritto ed ha portato
degli atti ben precisi e circoscritti per quanto riguarda i fatti che, in qualche modo,
sono emersi a mezzo stampa. Se così fosse, mi sentirei di fare i complimenti
all'Assessore. Non lo dico ironicamente, ma in maniera convinta, perché è quello
che, da due anni e mezzo, stiamo chiedendo (il Sindaco non è presente adesso, ma
ritengo che sarebbe stata opportuna la sua presenza, visto che stiamo discutendo di
una questione che ha una notevole rilevanza) e, da parte dell'Assessore, sarebbe un
gesto di discontinuità rispetto al passato. La discontinuità che, più volte, è stata
richiamata sia dal sottoscritto che…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego, Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Stavo sottolineando che l'intervento dell'Assessore va proprio nella direzione che,
ormai da anni, cerchiamo di portare avanti. Alcuni mesi fa, il Sindaco, per quanto
riguarda il caso precedente - penso di poterlo dire -, Martina, aveva sostenuto in
maniera ferma che non c'era un "sistema Torino", mentre secondo me invece c'era.
Devo dire che nella vicenda CSEA anche il Sindaco ha dato un chiaro segnale di
discontinuità rispetto a tutti gli episodi del decennio Chiamparino che stanno
emergendo.
Se il gesto fatto dall'Assessore fosse stato fatto precedentemente da altri Assessori,
probabilmente non si sarebbe giunti ad una degenerazione sistematica di tutte quelle
che sono le Associazioni e le Fondazioni che gravitano attorno al Comune di Torino.
Però, Assessore, noi non ci fermiamo qui: ovviamente, vorremmo sentire anche la
versione del dottor Degiacomi, perché mi sembra giusto e doveroso farlo; si tratta
anche di un gesto di correttezza nei confronti della persona. È una richiesta che
avanzo personalmente, ma anche a nome del Gruppo che rappresento; potremmo
audire il dottor Degiacomi all'interno della Commissione Controllo di Gestione ed in
Conferenza dei Capigruppo, per avere un quadro completo degli avvenimenti che, in
qualche modo, lo hanno coinvolto.
Sottolineo - e non lo dico per piaggeria - che, se le cose sono andate come le ha
descritte, non posso che farle i complimenti. Ribadisco - mi scuso se, a volte, annoio
- che questo sarebbe un primo gesto concreto di discontinuità rispetto a quella
macchina infernale che si è creata nei dieci anni precedenti a questa
Amministrazione.
Vorremmo anche esaminare, facendo una richiesta di accesso agli atti, i curricula
delle persone che sono state assunte, per capire se siano adeguate al ruolo che hanno
ricoperto (questo lo faremo adesso, con delle richieste ben precise).
Concludo il mio intervento dicendo che la nostra richiesta è di audire il dottor
Degiacomi in Commissione Controllo di Gestione ed in Conferenza dei Capigruppo
per avere un quadro oggettivo degli episodi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
A me dispiace non condividere lo stesso entusiasmo del Consigliere Liardo (a cui
comunque va l'estremo merito di aver sollevato il problema chiedendo queste
comunicazioni) per un motivo: è vero che, adesso, è venuto a galla questo scandalo,
però è emerso un po' tardivamente; vorrei ricordare a tutti che ci troviamo a metà del
nostro mandato, sono passati due anni e mezzo.
L'Assessore ci ha dato conto dei processi che aveva attivato, però mi chiedo: è così
necessario un Regolamento per capire che, se uno affida consulenze a metà della sua
famiglia con denaro pubblico, c'è qualcosa che non va? Ad un anno dallo scandalo
del caso Martina, forse ci si poteva arrivare prima a questo divorzio di fiducia,
tendenzialmente. Non mi riferisco solo all'Assessore, ma, tutto sommato, a tutto
quell'apparato politico che, di fatto (come ricordava il mio Collega), ha dato questa
fiducia dal mandato scorso, perché, evidentemente, questa è una vicenda che ci
tramandiamo - come tante altre che questa Sala Rossa ha dovuto affrontare - dal
decennio Chiamparino.
Vorrei fare un'altra domanda, ancora più precisa, ed una richiesta che formalizzo al
Presidente della Commissione Controllo di Gestione (in modo da non dover poi
neanche chiedere ulteriori collaborazioni): chiedo che venga fatto un accesso agli atti
su tutta la corrispondenza istituzionale che c'è stata in questi anni (e, se possibile,
magari anche negli ultimi anni dello scorso mandato) tra questa Amministrazione
Comunale ed il Direttore di cui si sta parlando.
Questo anche per cercare di capire, oltre che per quello che riguarda il Direttore,
quale siano state poi, in generale, le funzioni del Museo e per approfondire quale sia
stato l'intervento e che grado e che tempestività abbia avuto rispetto alla necessità di
porre fine a quella che, obiettivamente, era una gestione familistica.
Maggiore è l'enormità del familismo e del nepotismo di questa gestione, più rimango
allarmato, un po' turbato e poco rassicurato dalla mancata tempestività con la quale,
pur con toni molto accesi (però con una certa tardività), è stato sollevato questo
problema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ho ascoltato con interesse l'intervento dell'Assessore. Devo dire che, in questo
momento, per un Consigliere Comunale è impossibile capire, rispetto alle cose che
sono state dette dall'una e dall'altra parte, che cosa è vero e che cosa non lo è, fatto
salvo però che basta andare sul sito del Museo per vedere che il cognome di quella
famiglia si ripete più volte nell'elenco delle persone che vi lavorano.
Credo che sia opportuno, come ha proposto anche il Consigliere Liardo e per cercare
di completare il quadro, fare un approfondimento in Commissione Controllo di
Gestione, ascoltare anche la "campana" di Degiacomi e tentare di capire come
giustifica questa rete di relazioni e da dove vengono le dichiarazioni che ha fatto in
pubblico su altre questioni.
Però, dal punto di vista politico, la domanda è come possa esistere una scatola in cui
relazioni di questo genere vanno avanti per anni, perché, comunque, va bene se, alla
fine - anche dopo due anni e mezzo -, l'Assessore ha cercato progressivamente di
sistemare la situazione, però qualcuno lo ha messo lì Degiacomi. Di fatto, il Museo è
promosso dagli Enti Locali torinesi (dal Comune) e vede una serie di partecipazioni,
di sponsor, anche di aziende private, ma spesso, in realtà, pubbliche o para-
pubbliche, per cui è comunque un Museo che sta nell'ambiente torinese e quindi non
credo che, adesso, nel 2013 si possa cascare dal pero e dire che questa persona aveva
assunto e faceva lavorare il figlio.
L'idea che si debbano elaborare Regolamenti lascia perplessi, perché dovrebbero già
esserci dei Regolamenti e dei principi, non solo per questo Museo, ma per tutte le
entità partecipate dal Comune, affinché si impedisca ad un dirigente di sfruttare la
propria posizione per dare lavoro, in conflitto di interessi, a congiunti, parenti e amici
(almeno in casi così clamorosi, quando si tratta del figlio). Una persona può anche
avere un figlio che è il più competente del mondo, ma, proprio perché è il più
competente del mondo, può andare a lavorare altrove e non nell'Ente Pubblico
gestito dal padre.
È necessario fare una riflessione, al di là del giusto approfondimento sulla vicenda
specifica, per capire quanto questo sia un sistema, perché, onestamente (dato che
questo non è il primo caso in cui vengono fuori relazioni padre-figlio o madre-figlio
all'interno degli Enti Pubblici, all'interno del Comune o, comunque, di Enti
partecipati dal Comune), vi è la sensazione che Torino sia un po' una serie di grandi
e piccole isole, ognuna delle quali diventa, bene o male, un piccolo feudo, in cui
magari si entra per qualche accordo politico o per qualche scelta politica e, poi, lo si
può gestire come se fosse proprio. Peccato che si tratti di soldi pubblici.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho ascoltato con attenzione le cose dette dall'Assessore Lavolta e le trovo
particolarmente significative. Le trovo particolarmente significative perché, se
venissero confermate, testimonierebbero una situazione veramente grave e,
probabilmente, opaca all'interno del Museo della Città, con uno scontro molto forte
fra quello che è il Presidente del Museo, nonché Assessore della Città di Torino, ed il
Direttore dello stesso.
Devo però dire, anche per prestare attenzione al delicatissimo tema che stiamo
trattando (vista anche la decisione presa dall'Assessore Lavolta di secretare la
seduta), che non si devono fare improvvidi paragoni, perché una cosa è parlare del
caso Martina, come veniva citato prima, cioè di una dirigente del Comune di Torino
che ha affidato un servizio in gestione diretta ad un proprio parente, senza una gara
di evidenza pubblica, mentre è una cosa diversa il Direttore di un'Associazione,
credo fondatore del Museo stesso, con il proprio figlio, perché si tratta di
un'Associazione che poi ha fatto entrare gli Enti Pubblici (e, quindi, è diventato un
rapporto fra pubblico e privato), ma che fin dall'inizio ha visto la partecipazione del
figlio.
Questo lo dico soltanto perché, altrimenti, rischiamo di confondere i piani e, invece,
penso che dobbiamo distinguerli.
È vero che i verbali del Consiglio Direttivo del 16 gennaio e del 20 febbraio 2013 del
Museo "A come Ambiente", in seguito ad un parere reso dall'avvocato Garuzzo,
definiscono il Museo "A come Ambiente" organismo di diritto pubblico e, in quanto
tale, assoggettato alla disciplina dei contratti e degli appalti (D. Lgs. n. 163/2006) per
l'acquisizione di lavori, di servizi e di forniture che comportano una spesa in danaro.
Questo vuol dire, senza dubbio, che anche quel rapporto, che prima era un rapporto
naturale (io rimango stupito di una cosa di questo tipo, ma, comunque, è naturale fra
padre e figlio), gestito attraverso un'associazione, una S.r.l., a quel punto avrebbe
dovuto essere sottoposto alle procedure di evidenza pubblica.
In quanto tale, è, quindi, particolarmente stupefacente la lettera che il Museo riceve il
10 settembre, in cui lo scrivente, Manuele Degiacomi dice: "Comunicazione sui
rapporti contrattuali fra Manuele Degiacomi Ecofficina e l'Associazione A come
Ambiente. Con la presente, a seguito della proposta di assunzione del sottoscritto
nell'organico dell'associazione, ricevuta informalmente nel mese di febbraio 2013,
considerato lo status di fatto di mono committenza che riveste da parecchi anni
l'associazione A come Ambiente nei miei confronti, ad oggi, non avendo più avuto
alcuna notizia, considero in essere il contratto di prestazione". Cioè, lui
sostanzialmente, non ricevendo notizia, si considera automaticamente assunto. È
chiaro che questa cosa determina... Quindi, mi verrebbe da dire che ha fatto bene
l'Assessore Lavolta a porre un argine chiaro a questo fatto e, quindi, a far saltare una
cosa che, per parere della stessa associazione, non poteva essere fatta.
Mi rimangono, però, dei dubbi - io questo lo voglio dire prima di concludere il mio
intervento in termini più politici, diciamo amministrativi -, che chiedo all'Assessore
di fugare poi nella replica.
Il primo e il principale, in mancanza della controparte, non può che essere le cose
dette dallo stesso direttore del Museo, che, nell'ultima seduta del Consiglio di
Amministrazione, verga nero su bianco una dichiarazione che io penso non possa
rimanere inevasa, perché è troppo grave. Infatti, dice: "A gennaio 2012 per il ruolo
vacante di receptionist, front office, segretaria, il Presidente - quindi, l'Assessore
Lavolta - per mezzo della sua collaboratrice - di cui preferisco non riportare il nome -
impone una signora cugina di quest'ultima". Ho fatto un paio di omissis, mi
perdoneranno i Colleghi. "Dopo un primo contratto a termine di sei mesi, visto
l'esito non particolarmente positivo della valutazione delle competenze e delle
attitudini della lavoratrice, il direttore proponeva l'inquadramento della stessa come
apprendista con contratto biennale. A primavera 2013, il Presidente replica lo stesso
modus operandi con una stretta amica della moglie, particolarmente inadatta allo
svolgimento delle mansioni richieste, tanto da concludere a scadenza il contratto a
termine.
I contratti citati sono a firma del Presidente e non sono stati vagliati dal Consiglio di
Amministrazione".
Adesso, è chiaro che questo viene dichiarato dal direttore del Museo, cioè il soggetto
che ad oggi noi vorremmo defenestrare. Però, io penso, Assessore, che un fatto come
questo vada confutato, quindi gliel'ho voluto sollevare, perché mi aspetto che nella
replica questo possa avvenire.
Così come mi aspetterei di avere qualche notizia in più sul tema delle agenzie
interinali, perché, in virtù di quel parere, il Museo ha deciso di bandire una gara, che
si sarebbe conclusa con una sola proposta valida, quella di Obiettivo Lavoro, in
quanto la Adecco Italia, che ha partecipato, ha presentato la richiesta in ritardo e
l'altro soggetto, la GiGroup, sarebbe stato escluso per mancanza della corretta
formulazione della domanda stessa. Domanda che ha poi generato un contrasto -
almeno, così mi risulta dal carteggio in mio possesso - fra i vari soggetti del Museo
medesimo, al netto del direttore.
Quindi, io intenderei capire questo che cosa ha comportato, visto che stiamo
parlando di fatti tutti precedenti, Assessore, all'ultimo trimestre che lei ha preso in
esame e su cui ha chiaramente delineato l'azione sua e del Consiglio di
Amministrazione rispetto a quanto stava accadendo.
Vorrei dire un'ultima cosa, Presidente, velocemente, però è importante. Io chiederei
un chiarimento, se fosse possibile, su questo parere commissionato dall'associazione,
o forse dal Presidente o dal direttore (non mi è chiaro, perché è semplicemente
indirizzato), allo studio Santoni De Sio. Questo a febbraio 2013, cioè ben prima che
scoppiasse la querelle riguardante l'agenzia interinale e ben prima che scoppiasse la
querelle di cui ci parlava l'Assessore.
In questo parere - poi si sa che i pareri si fanno per farsi rispondere - si sosterrebbe
che la natura del rapporto fra l'associazione A come Ambiente, l'associazione
Ecofficina, quindi fra l'associazione A come Ambiente e il figlio di Degiacomi,
sarebbe sostenibile in forma di strutturazione subordinata del rapporto di lavoro.
In altri termini, chi ha prescritto il parere voleva sostenere che il rapporto poteva
essere non solo risolto, ma consolidato nella forma del lavoro subordinato.
Allora, per me, è particolarmente importante capire chi abbia commissionato il
parere, perché da lì si capisce l'arco delle decisioni e delle discussioni. Mentre è
chiaro che, adesso, c'è un conflitto nei confronti del direttore e si vuole arrivare al
superamento del conflitto anche di interessi tra padre e figlio, vorrei capire cos'è
successo nel febbraio 2013, quando la stessa struttura, invece, si è fatta
commissionare un parere che andava in direzione differente. Quindi, vorrei capire
che cosa è successo prima dell'ultimo trimestre.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Dopo la relazione dell'Assessore, che è stata fatta in modo secretato in quest'Aula, io
credo che la vicenda debba avere dei suoi sviluppi non strumentali e, dal punto di
vista tecnico, di garanzia per quanto riguarda tutte le persone coinvolte, compreso il
fatto che il direttore attuale ha deciso di consegnare le dimissioni, che verranno
eventualmente valutate e accettate dal Consiglio successivamente.
Siccome si tratta di un'associazione costituita da Provincia, Comune e Regione, non
ho ben capito la formulazione, ma con un ruolo principale del Comune, io non ho
motivo per dubitare delle parole dette oggi dall'Assessore e, quindi, interpreterei
quanto detto dal Consigliere Marrone e dal Consigliere Curto come un qualcosa a cui
prestare attenzione e valuterei gli sviluppi successivi, ma non impegnerei il Consiglio
Comunale nell'approfondimento di una vicenda i cui contorni sono poco chiari o, per
quanto riguarda noi, hanno origine nel pregiudizio politico, nel senso che chi è stato
Consigliere in questi anni, o prima, eccetera, ovviamente si trova facilmente, a
seconda della posizione, ad esprimersi pro o contro questo o quell'aspetto.
Vi sono, sicuramente, due questioni diverse. La prima è la situazione interna
all'associazione, i suoi risvolti con il Comune e le eventuali implicazioni anche di
tipo legale. Vedo che, ad esempio, tra i soci fondatori vi è un'associazione, Ecocittà,
che non so nemmeno cosa sia, lo dico con molta franchezza. Quando non so, io lo
ammetto e non vado nemmeno, in questo momento, ad indagare, ma vedo che sin
dall'inizio vi erano diverse società. Chiaramente, ha ragione il Consigliere Curto a
ricordare a tutti che una cosa è parlare dei ruoli e dei doveri di un dirigente del
Comune, un'altra cosa è parlare dei ruoli di qualcuno che dirige una società esterna
al Comune, sebbene partecipata dal Comune con i vincoli che noi possiamo dargli.
Ecco perché inviterei tutti quanti... È legittimo, ognuno può fare tutte le interpellanze
e le interrogazioni che vuole, o chiedere audizioni in Conferenza dei Capigruppo o in
Commissione Controllo di Gestione, eccetera, ma non vi è un obbligo di tutti i
soggetti di parteciparvi. Io eviterei di sostituirci ad altri attori.
Riguardo alle cose dette dall'Assessore, seppur in maniera secretata, mi pare che, di
fatto, abbia risposto al quesito che poneva prima il Consigliere Curto. Poi, la risposta
generica può essere non soddisfacente o può non convincere completamente, ma
questo è un altro discorso. Per cui, io inviterei tutti a vedere gli sviluppi successivi,
prima di fare in modo che le Commissioni competenti intervengano e chiedano conto
all'Assessore, o ad altri, della vicenda.
Tenete presente che è una vicenda in itinere, che gran parte di noi ha scoperto dai
giornali e non da atti interni alla nostra attività (questa, forse, è l'unica nota di cui mi
dolgo, ma come colpa mia, in quanto Consigliere Comunale). Però, questo ha colto
un po' di sorpresa tutti, nonostante abbia fatto, credo l'anno scorso, un sopralluogo e
abbia visitato il museo A come Ambiente, anche con parecchi Consiglieri,
discutendo con il direttore e con altri operatori.
Quindi, detto questo, io inviterei tutti quanti, come Consiglio, a stare un po' in stand
by, a vedere gli sviluppi e, poi, chiaramente, ad intervenire nei modi che si ritengono
più opportuni, ma non anticipare giudizi che rischierebbero di essere poi smentiti
dall'evoluzione e dal legittimo diritto di difendersi da parte di ognuno, perché io
invito tutti quanti a farlo sempre e non soltanto quando questo può far comodo, o può
servire per colpire qualcun altro o meno.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La ringrazio, Consigliere Viale.
Questo fa sì che il Capogruppo del PD potrà parlare per trenta secondi.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consiglieri, questo è il Regolamento che ci
siamo dati in Conferenza dei Capigruppo, non sto a ridiscutere...

VIALE Silvio
Presidente...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
No, lei non riprende la parola...

VIALE Silvio
Sull'ordine dei lavori.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Non le sto concedendo la parola.

VIALE Silvio
Ad inizio seduta...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Viale, lei si siede, alza la mano...

VIALE Silvio
Siccome pongo tutte le volte la questione dei minuti per Gruppo, continuo a
riproporla...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Consigliere Viale, se lei non si siede, sospendo il Consiglio. Lei non può prendere la
parola.

VIALE Silvio
Va bene, la prendo in parola, sospenda il Consiglio, perché io non mi siedo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Si sieda.

VIALE Silvio
Sospenda pure il Consiglio, perché non mi siedo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Il Consiglio è sospeso.

VIALE Silvio
Perfetto.

(Sospensione)


MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Riprendiamo i lavori del Consiglio.
Ricordo, a beneficio del verbale, che il Partito Democratico ha ancora trenta secondi
a disposizione. Chiedo scusa al Consigliere e, a questo punto, chiedo al Capogruppo
del Partito Democratico di capire come dividere i secondi per permettergli di
intervenire insieme al Consigliere Centillo.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Mi complimento con il Vicepresidente per la decisione che ha preso, perché mi pare
assolutamente in linea con la necessità di rispettare sempre il Regolamento.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, credo che sia giusto.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, lei vale quanto dice il
Regolamento, non quanto decide lei, come e quando vuole, d'accordo? Lei, come al
solito, interpreta i diritti a modo suo. Ringrazio il Vicepresidente, perché, finalmente,
ha ristabilito un po' di legalità in quest'Aula, cosa che non succede sempre.
Detto questo, voglio dire all'Assessore che la relazione le fa onore e va a sua tutela,
se avrà detto la verità (come auspico, ma non tocca a noi stabilirlo, tanto meno a me),
perché avrà l'onore di aver spezzato delle catene di potere, che, sicuramente, erano
da interrompere. Inoltre, avrà - questo glielo dico - piena titolarità per discutere
questa sera nell'Assemblea, perché, in base a quello che lei ha detto, avrà - sempre se
ha detto la verità, cosa che io auspico e credo - tutta la facoltà e tutta la forza, anche
morale, per decidere questa sera in piena saggezza, in piena autonomia ed in piena
serenità.
Assessore, voglio solo sottolineare due questioni: la scelta delle persone e la
questione delle dismissioni di partecipazione all'interno di queste associazioni.
Secondo me, sono due questioni abbastanza importanti, forse ineludibili, soprattutto
la prima, cioè la scelta delle persone. Chi ha scelto questo direttore che si chiama
Degiacomi? Se lo volesse dire nella sua replica, mi farebbe una cortesia, perché è
anche importante capire chi ha scelto questa persona o, meglio, chi l'ha indicata.
Quanto guadagna il direttore Degiacomi? Perché, anche in base alle sue capacità ed
al suo equilibrio, secondo me bisogna verificare quello che è stato il suo operato e,
eventualmente, chiedere dei danni per quanto riguarda il suo operato, sempre se lei
ha detto la verità. Ribadisco che non tocca a noi stabilirlo, ma ad altre Istituzioni.
Quindi, chi ha scelto questa persona?
Assessore, nel prossimo futuro, speriamo che la sua scelta - se ci sarà un'altra scelta
e se dipenderà solo da lei, naturalmente non lo so - sia più saggia di quella che è
avvenuta fino ad oggi, perché, oggettivamente, lei è in carica da due anni e mezzo e
mi pare un tempo sufficiente per poter decidere; lei stava decidendo, tant'è che ha
scritto delle lettere in maniera specifica nel mese di ottobre, e, quindi, credo che
fosse il tempo sufficiente per decidere (e, forse, si poteva farlo anche prima, ma
questo non tocca a me dirlo).
La seconda questione riguarda le dismissioni di queste partecipazioni. Quanto
vogliamo ancora tenere delle quote del Comune all'interno di associazioni (non so se
sia la definizione esatta) che poi si dimostrano, in quanto non guidate adeguatamente,
un pozzo senza fondo a favore dei soliti noti o di quelli che si credono protetti da
qualcuno all'interno della politica? Assessore, è inutile nascondere che questo è il
sistema Torino ed è questo che lei fa bene a spezzare, nel caso in cui abbia detto la
verità e nel caso in cui il direttore Degiacomi sia poi colpevole.
Mi pare che sia successo anche per qualche associazione di Porta Palazzo; anche lì ci
sono situazioni negative, compartecipazioni, si parla sempre - a bassa voce o ad alta
voce, nei corridoi o apertamente - di Urban, di questa questione infinita. Assessore,
proverei a tenere d'occhio anche questa situazione, perché non è sempre vox populi,
vox dei. Siccome queste voci sono già più di una (sia su Urban, che sull'altra
questione che è finita sui giornali non più di uno o due mesi fa, mi riferisco a Porta
Palazzo), credo che siano delle valutazioni da fare.
Le chiedo che senso abbia continuare ad avere queste partecipazioni. Quindi, le sarò
grato se mi dirà su che cosa si baserà la scelta delle persone che lei farà - e poi quello
che è successo magari ce lo racconta, ma non è più determinante, tanto ormai è stato
fatto - e quello che farà sulle dismissioni o meno di queste partecipazioni all'interno
di queste associazioni, perché credo che siano due argomenti molto più importanti
rispetto alla figura, misera o grandiosa - non lo so, toccherà alla Procura deciderlo -,
del direttore Degiacomi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola, per i restanti quaranta secondi, al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Anche a nome del Consigliere Centillo (che ha rinunciato ad intervenire, perché è
rimasto poco tempo a nostra disposizione) e di tutto il Gruppo, vorrei innanzitutto
esprimere un ringraziamento all'Assessore Lavolta per il fatto di essere venuto in
Aula, aver spiegato in maniera trasparente, aver assunto le decisioni corrette di
tutelarsi e di tutelare quella che è la figura che egli rappresenta e perché non soltanto
con la denuncia tutela la sua persona, ma il ruolo che egli rappresenta. Rappresenta
tutta la Città e questa vicenda non deve essere vissuta come una contrapposizione tra
due persone, come una sfida o un duello, ma dobbiamo sempre avere ben chiaro che
rappresentiamo e perseguiamo l'interesse pubblico - e credo che, oggi, l'Assessore
l'abbia segnalato in maniera molto chiara - e non l'interesse di un singolo, anche
quando si svolge un ruolo, come quello importante di gestire uno spazio che ha fatto
crescere molto, nella Città, una cultura per l'educazione ambientale. Quindi, va
anche riconosciuto il lavoro che è stato svolto.
Ma c'è un punto che noi vogliamo ribadire: la necessità di un comportamento
eticamente condiviso da parte di chi gestisce risorse pubbliche, anche fuori dalla
struttura del Comune. A questo si devono richiamare gli eletti, gli amministratori, ma
anche i nominati o chi ha incarichi o chi viene assunto a svolgere un ruolo.
L'altro aspetto molto importante - noi l'abbiamo detto in più occasioni - è che noi
pretendiamo che, dove l'Amministrazione è presente con sue partecipazioni, vengano
applicate le norme, ancorché non obbligatorie, che applichiamo in Comune, per
quanto riguarda il codice degli appalti, per quanto riguarda le consulenze, per quanto
riguarda le assunzioni. Quindi, questo mandato deve essere un mandato preciso, che
viene dato non soltanto nel soggetto del quale ragioniamo oggi, ma in tutte le
fondazioni, in tutte le associazioni, in tutte le realtà dove noi siamo presenti: si
sappia, in maniera molto chiara, che le assunzioni vengono fatte con evidenza
pubblica, che i contratti vengono stipulati sulla base delle norme che riguardano gli
appalti pubblici e quant'altro.
Noi siamo convinti che questa vicenda verrà chiarita nelle sedi opportune - come è
giusto che sia -, che non si debbano perseguire vendette o regolamenti di conti, ma
che si debba cercare di perseguire la buona amministrazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Io non ho altri iscritti a parlare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, il
Gruppo Nuovo Centrodestra ha ancora un minuto.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Intervengo brevemente, perché so che il tempo che ho a disposizione è veramente
poco.
Dalle parole del Capogruppo Paolino mi pare di evincere due cose: mi sembra che
sia assolutamente chiaro a tutti che l'Assessore Lavolta non è l'unico a rappresentare
la Città, ma, nel momento in cui qualcuno è nominato a ricoprire un ruolo in un Ente
a partecipazione della società, ovviamente rappresenta la Città.
Quindi, mi sembra doveroso e mi pare che dalle sue parole, alla necessità di una
richiesta di trasparenza, ci sia un'unica soluzione a questa querelle. Io voglio
assolutamente credere - non ho motivo di non farlo - e penso che l'Assessore Lavolta
abbia fatto assolutamente bene ad intraprendere tutte quelle che sono le azioni
necessarie a difendere sicuramente la sua onorabilità e il lavoro che ha portato avanti
in qualità di Presidente di questa Associazione. Certo è che, a mio modo di vedere, si
potrebbe fare riferimento a quella che è una mancata tempestività nell'azione, perché
sono fatti che fanno riferimento al 2011.
Quindi, rispetto a quelli che sono i due contratti di cui si parla, 2012 e 2013, mi pare
che l'atteggiamento che il Consigliere Curto ha avuto, delineando e dicendoci quelle
che sono state le parole dette sostanzialmente a verbale, non ci sia che un'unica
soluzione: quella di chiamare in audizione l'architetto Degiacomi e farci spiegare
perché le ha dette. Non c'è altra soluzione.
Crediamo nella buona fede - e , ripeto, bene ha fatto l'Assessore Lavolta a difendere
la sua onorabilità -, però credo che l'architetto Degiacomi abbia la necessità di essere
audito e di difendere, se lui lo riterrà opportuno, quelle che sono le sue valutazioni.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Io non ho altri interventi.
La parola, per la replica, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Io credo di non dover aggiungere molto a quanto precedentemente affermato. Però,
in questa fase non secretata, posso ribadire che non ho mai esercitato alcun tipo di
pressione nei confronti di nessuno, men che meno dell'architetto Degiacomi,
affinché questi assumesse qualcuno, e che la selezione del personale - come ho già
avuto modo di dire precedentemente - è stata sempre svolta direttamente da lui, al
massimo con il supporto delle persone che ho citato precedentemente.
Naturalmente, riconfermo il mandato che ho dato al legale, mi pare assolutamente
compreso da parte di questa Assemblea.
Ci tengo, però, a ribadire anche al Consigliere Curto che tutte le richieste di
informazione - questo vorrei che fosse ulteriormente ribadito -, soprattutto dal
momento in cui si è palesata l'inopportunità di procedere ad un rinnovo tacito, tra
l'altro, di un contratto con il figlio, tramite la società citata precedentemente, da quel
momento in poi tutte le richieste di informazione sono state percepite e vissute come
ingerenza.
Motivo per cui ribadisco ancora una volta che, essendo venuto meno il rapporto
fiduciario, come tra l'altro avevamo già precedentemente immaginato come
Consiglio Direttivo, io credo che, anche alla luce delle dimissioni presentate pochi
minuti fa dallo stesso direttore, sia bene che il Consiglio Direttivo, regolarmente
convocato per le ore 18.00, proceda ad una risoluzione di una situazione che,
evidentemente, da quanto ho cercato di rappresentare, è stucchevole e che non rende
atto dello sforzo - ribadisco - che il Consiglio Direttivo - è vero - per lungo tempo, in
particolare nell'ultimo anno, ha voluto portare avanti per ripristinare una situazione
di assoluta trasparenza e regolarità.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Dichiariamo conclusa questa comunicazione rispetto ad "A come Ambiente".
Gli Uffici prendano atto che c'è la richiesta di un Gruppo Consiliare per l'audizione
in Commissione Controllo di Gestione, in modo tale che, se il Presidente vorrà, potrà
procedere.

LIARDO Enzo
Scusi Presidente, Controllo di Gestione e Capigruppo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Sì, ma lei chiede la parola come gli altri, Capogruppo Liardo.

LIARDO Enzo
Grazie.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
No, mi scusi, veramente! Chi le ha dato la parola?

LIARDO Enzo
Chiedo scusa.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Scuse accettate. Comunque, se mi chiama, io le do la parola.

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