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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'esame dell'interpellanza n. mecc. 201305360/002, presentata in data 5 novembre 2013, avente per oggetto: "Entri lui con tutto il suo codazzo nella Grande Mela" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Sindaco. SINDACO Rispondo ribadendo anche in questo caso che mi sembra francamente surreale dover intitolare una interpellanza che, ancora una volta, anche in questo caso, dà l'idea che in realtà non si voglia avere informazioni, ma si voglia fare una propaganda. Perché io non sono abituato ad andare in giro con codazzi, né in Italia, né all'estero. Anzi, sono abituato a essere particolarmente attento sia alla quantità di persone che ogni volta vengono impegnate in qualche forma di trasferta o di iniziativa, sia ai relativi costi. Quello che mi colpisce, però (poi risponderò nel merito), è questa passione straordinaria che in Italia, in questa fase, si dedica allo scontrino. Stiamo diventando una Repubblica che anziché essere fondata sul lavoro, è fondata sullo scontrino. E non ci si ponga il problema anche di valutare l'efficacia di certe iniziative e i risultati che un'iniziativa può avere a beneficio della città, perché è giusto chiedersi quanto costi una trasferta, forse sarebbe anche più interessante sapere che cosa ha esitato quella trasferta, che contatti ha permesso di realizzare, quali iniziative sono state implementate, sulla base di quella trasferta, qual è stato l'esito per la città. Perché nella storia di una città non può essere tutto valutato in termini di scontrini. Detto questo, la trasferta di New York consegue intanto a una strategia, che la nostra Città persegue da tempo, di promozione internazionale di Torino. Va da sé che se non si ha una visione provinciale del futuro della propria città, bisogna creare delle opportunità e delle occasioni di sviluppo, di relazione, di attività della città che non siano soltanto tarate sulla dimensione locale e non guardino soltanto al territorio amministrativo della città. Una città come Torino è votata naturalmente alle relazioni internazionali. Ricordo che siamo la seconda Provincia per esportazioni di questo Paese, quindi le nostre imprese, tutti i giorni, hanno relazioni con mercati internazionali e necessitano di essere sostenute in questa loro attività. Ricordo che le nostre due Università hanno complessivamente sottoscritto più di 400 accordi di cooperazione con le Università di tutto il mondo, e anche questa è una attività che ha necessità di essere accompagnata e sostenuta. Ricordo che i nostri musei e le nostre istituzioni culturali realizzano la loro attività in una politica di cooperazione con significativi e importanti istituzioni internazionali e che tutto questo offre alla nostra città occasioni e opportunità nuove. Segnalo che ieri su uno dei più grandi quotidiani di questo Paese veniva registrato che, la settimana precedente, la mostra di Renoir a Torino, realizzata con il Musée d'Orsay di Parigi, è stata l'esposizione d'arte più visitata del nostro Paese. Quindi a dimostrazione del fatto che se si mettono in campo iniziative di promozione della città sul piano internazionale, la città non solo allarga i suoi orizzonti e le sue relazioni, ma ne trae dei benefici. La missione a New York rientra in questa strategia, così come rientra in questa strategia la presenza che abbiamo avuto qualche giorno fa, attraverso un nostro Assessore, al Forum degli Enti Locali dell'Unione Europea e della Cina a Pechino. Così come rientra in questa strategia la presenza che abbiamo avuto, qualche settimana fa, al Forum mondiale dell'economia sostenibile, nel quale si è deciso che il prossimo Forum sarà fatto a Torino. Così come rientra in questa strategia la missione che ho compiuto negli scorsi giorni in Giappone, che non sono né viaggi di piacere, perché vengono realizzati con tempi così ristretti e in condizioni di impegno di attività da non essere certamente considerati momenti di svago, né momenti inutili o marginali rispetto alla vita della città. La trasferta di New York è stata realizzata dal 30 ottobre al 5 novembre, nell'ambito dell'Anno Italiano della Cultura negli Stati Uniti. Il nostro Governo ha promosso il 2013 come Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti; è stato richiesto alla nostra Città di concorrere alla realizzazione dei programmi di questa iniziativa del nostro Paese e noi naturalmente abbiamo aderito, mettendo a disposizione le nostre Istituzioni culturali in questo momento. Questa disponibilità si è tradotta nell'esibizione dei disegni del Codice del Volo di Leonardo da Vinci alla Morgan Library di New York; nella presentazione di tre film di Francesco Rosi, restaurati dal Museo del Cinema, nell'ambito del Festival promosso dal MoMA di New York del Film Restaurato; si è sostanziata la nostra presenza con una rappresentazione delle Operette Morali di Leopardi da parte del Teatro Stabile; con l'esibizione di una mostra di disegni di Pirella dedicati a Torino e a New York; con la rappresentazione del sistema dell'arte contemporanea al MoMA PS1 nel Queens, accompagnato da una iniziativa di promozione di Torino come città dell'arte contemporanea, che si è realizzata per una settimana a Broadway, nella via per eccellenza dedicata alle promozioni nella città di New York. Questa iniziativa, dedicata alla presentazione del sistema culturale torinese e a sostegno dell'iniziativa dell'Anno della Cultura Italiana, ha visto la presenza mia, dell'Assessore Pellerino, perché ha curato un'altra iniziativa che si è sviluppata nell'ambito di questa settimana ed è un forum - che si è realizzato all'Istituto Italiano di Cultura - tra l'Università, il Politecnico di Torino e tre primarie Università degli Stati Uniti, a partire dall'Università di New York. Oltre a me e all'Assessore Pellerino, erano con me Gianni Giovannetti, il mio portavoce, e il capo di Gabinetto. Non vi erano altre presenze. In particolare, siccome se ne fa riferimento nell'interpellanza, non c'era la presenza di nessun dirigente del Servizio Relazioni Internazionali, perché mi è sembrato che la delegazione in quella composizione avesse tutti i requisiti per assolvere alle diverse esigenze di organizzazione e di attività della missione stessa e non ci fosse necessità di avere altro personale. Le spese che sono state sostenute per i voli aerei, viaggiando nel volo di andata in classe economica e nel volo di ritorno in una low-cost intercontinentale, per tre persone, per una cifra globale di 1.525 Euro, che diviso tre vuol dire 500 Euro a testa, andata e ritorno, che è un prezzo assolutamente modico per un viaggio Italia- Stati Uniti. Per quanto riguarda le spese di hotel, il Sindaco si è fatto carico di anticipare le spese dell'albergo; verrà rimborsato, come prevedono le nostre norme, per 184 Euro a notte, avendo chiaro che ho speso molto di più e che il restante della cifra è stato ed è a mio carico e va bene così. Infine, la dottoressa Gianfrate e Gianni Giovannetti sono stati alloggiati in un altro albergo che aveva una tariffa notturna di 270 Euro al giorno, che, rispetto alle tariffe degli alberghi di New York, è una tariffa anch'essa contenuta. Date queste informazioni, credo che sia utile anche dire che cosa ha esitato questa visita, perché oltre ad aver consentito la rappresentazione del nostro sistema culturale a New York, la missione è stata anche l'occasione di una serie di contatti importanti e significativi da cui derivano dei seguiti che investiranno le attività culturali della nostra Città. In particolare, nell'ambito della missione, ho avuto la possibilità di incontrare il Direttore del Metropolitan Museum, che, tra le tante sezioni, ha una sezione ampia dedicata alla cultura egizia, e si è convenuto che nel 2015 il Metropolitan Museum parteciperà, con delle proprie iniziative, agli eventi che caratterizzeranno l'inaugurazione del nuovo Museo Egizio di Torino. Ho avuto la possibilità di incontrare il Vicedirettore, perché il Direttore era in missione all'estero, del Guggenheim e si è avviata una collaborazione del Guggenheim, che porterà, a partire dal 2015, a scambi di mostre tra la nostra Galleria d'Arte Moderna e il Guggenheim medesimo. Ho avuto la possibilità di discutere con il direttore del MoMA e, facendo seguito alla presentazione che abbiamo fatto del sistema dell'arte contemporanea a Torino, si è convenuto, a partire dal 2014 e anche nel 2015, di avere al MOMA altre iniziative di presenza del sistema dell'arte contemporanea di Torino, sulla base di una serie di eventi che si stanno adesso concordando. La partecipazione al Festival del Film Restaurato, con tre pellicole, da parte del Museo del Cinema di Torino ha consentito di consolidare un rapporto che il Museo del Cinema già aveva e che porterà a una iniziativa realizzata insieme a questo Festival, nell'arco del 2014, che si svolgerà a Torino e che rappresenterà un ulteriore arricchimento delle attività del Museo del Cinema e dei suoi Festival. In occasione sempre della missione a New York si è avuta la possibilità di un contatto, anche a livello istituzionale, sia con il Sindaco Bloomberg, che era agli ultimi giorni del suo mandato, sia con il neo Sindaco De Blasio, con cui si è affrontato il tema di aprire una fase di relazioni anche istituzionali tra la Città di Torino e la Città di New York. Sempre in occasione di questa missione, ho avuto un contatto con l'Amministrazione Comunale di Chicago, che ha manifestato l'interesse a stabilire un rapporto con la nostra Città, in funzione di una serie di eventi e di attività che si svolgono a Torino e a Chicago, che hanno elementi di affinità. In particolare, Chicago è sede di importanti festival internazionali del jazz e dalle Autorità di Chicago ci è stato manifestato l'interesse a stabilire un rapporto con il Festival Internazionale del Jazz di Torino. Come si vede - e questo lo potrei ripetere anche per la recente visita che ho fatto in Giappone - queste missioni oltre a consentire una socializzazione e una promozione della città, della sua immagine, delle sue caratteristiche e delle sue ricchezze, ci consente ogni volta di stabilire dei contatti, dei rapporti, delle relazioni, da cui esitano dei seguiti che si traducono in nuove opportunità di relazioni, di scambio, di attività, di cui la città beneficia. A conclusione, voglio ricordare che tre eventi culturali importanti, che già la nostra città ha conosciuto con grande esito, penso alla mostra di Degas, dell'anno scorso, che ha registrato 160.000 visitatori, la mostra dell'Ermitage a Palazzo Madama, di qualche mese fa, che ha registrato quasi 80.000 visitatori, la mostra di Renoir, in corso, che sta avendo un grande successo, sono tutte iniziative figlie di missioni analoghe a quelle che abbiamo compiuto a New York nelle scorse settimane. In particolare, Degas e Renoir sono figlie degli accordi che sono intervenuti tra la Città di Torino e i Musei parigini, e la mostra a Palazzo Madama organizzata dall'Ermitage è frutto degli accordi di collaborazione che abbiamo sottoscritto con l'Ermitage e con la Città di San Pietroburgo. Chiunque comprende i benefici che la città ha da eventi di questo genere, che rappresentano non soltanto un arricchimento culturale, ma anche occasione di lavoro, di investimento, di flussi turistici, con tutto quello che questo comporta sulla vita della città e sulle sue attività economiche. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio il Sindaco per la risposta. Visto che il Sindaco ha esordito parlando di passione per lo scontrino quasi in termini dispregiativi, mi permetto di dire che forse se negli ultimi vent'anni ci fosse stata un po' più di passione per lo scontrino, certe cose non le avremmo viste. Non penso che la mia sia passione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi sto rivolgendo a lei, signor Sindaco. Dico in generale. Lei ha parlato in generale ed io parlo in generale, e dico che, a mio avviso, quella che lei definisce passione per lo scontrino non è passione per lo scontrino, è passione per la trasparenza. Io penso che tutta quest'Aula, Sindaco compreso, dovrebbe essere contenta, perché - al di là del titolo dell'interpellanza, che può essere provocatorio e, in effetti, un po' sarcastico - penso che sia mio legittimo diritto venire in Aula e chiedere perché il Sindaco va in trasferta, come decide i membri della sua delegazione e a che titolo lo fa, perché questo dice l'interpellanza. Quindi non capisco le provocazioni iniziali del Sindaco, che addirittura parla di visione provinciale. È evidente che noi non abbiamo una visione provinciale ed è evidente che il Sindaco ha tutti i diritti di andare con una delegazione a rappresentare la Città di Torino. Ci mancherebbe. Però penso che sia altrettanto fondamentale che ci sia rigore nella scelta di dove si va, come si va e perché si va. E il Sindaco è tenuto a venire in Aula a spiegarci perché va in trasferta e con chi va... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le sto spiegando la ratio dell'interpellanza, che sembrava fosse una cosa assurda, come se ci fossimo inventati chissà che cosa. Io penso che sia assolutamente naturale che io sia qui a discutere questo tema. Quindi, se è giusto che il Sindaco possa andare in missione, allo stesso modo credo sia altrettanto corretto (mi collego in parte a quello che diceva anche il mio Collega prima di me) che la Città abbia tutto il diritto di avere un Sindaco un po' più presente. Lo dico, perché, al di là delle interpellanze che attendono mesi per avere una risposta (non è questo il caso, perché fortunatamente è capitata al momento giusto ed effettivamente il Sindaco ha risposto dopo due settimane, ma è un caso), il Consiglio ha il diritto e il piacere di avere la presenza del Sindaco quando si fanno certe discussioni, come nel caso dell'omofobia. Allo stesso modo, la Giunta (ma anche il Consiglio e la Città) avrebbe piacere che il Sindaco fosse presente in certe occasioni, come ad esempio venerdì mattina, in occasione dell'importante dibattito sul tema GTT. Io penso che anche per questo motivo sia nostro diritto chiedere al Sindaco, quando va in missione, come ci va e per quali motivazioni. E nell'interpellanza noi chiediamo proprio quale fosse la logica della delegazione, che io sinceramente continuo a non comprendere. Mi riferisco a un caso specifico, cioè all'Assessore Pellerino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). LEVI Marta (Vicepresidente) Sindaco, potrà replicare dopo. Adesso lasci intervenire il Consigliere Appendino, per favore. APPENDINO Chiara Io sinceramente non capisco perché il Sindaco si irriti tanto, perché mi sembra che stia tenendo questi toni. Io sto chiedendo delle spiegazioni e non ho neanche concluso le mie argomentazioni. Io continuo a non capire le motivazioni della composizione della delegazione del Sindaco. Adesso dirò il perché, poi il Sindaco eventualmente replicherà, ma non capisco perché mi debba interrompere. Io non capisco la presenza dell'Assessore Pellerino, perché il Sindaco, nel suo intervento, ha parlato tutto il tempo di cultura e di eventi culturali, per cui non capisco assolutamente la presenza dell'Assessore Pellerino a quell'iniziativa. Innanzitutto, il Sindaco può eventualmente integrare le poche parole che ha speso, perché su quindici minuti di intervento ha parlato per quattordici minuti di eventi culturali, che comprendo. Mentre non comprendo la presenza dell'Assessore Pellerino a un convegno. In questo momento storico, quindi torno alla domanda, mi chiedo se sia davvero necessario essere presenti fisicamente in certe situazioni. Visto che in questo momento di difficoltà si chiede rigore (al riguardo, apprezzo quello che ha detto il Sindaco in merito, ad esempio, al volo low-cost, e sono ben contenta che si faccia attenzione alle spese), mi chiedo se alcuni eventi non si possano gestire tramite le video conferenze. Lo si fa dappertutto. Magari sono ragionamenti che già fate, ma sinceramente l'Assessore Pellerino non c'entra assolutamente nulla con quel convegno, visto che il Sindaco ha parlato di cultura per il 95% del suo intervento. Inoltre, mi permetto di dire che tra il Capo di Gabinetto e l'Ufficio Stampa, probabilmente una figura era sufficiente. Ma è una mia valutazione, il Sindaco evidentemente fa la sua. Detto ciò, mi ritengo soddisfatta della risposta del Sindaco, che ringrazio. Comunque, visto che ho "una grande passione per gli scontrini", la utilizzerò al massimo, presentando una richiesta di accesso agli atti per chiedere tutta la reportistica relativa alla trasferta di New York, perché non c'è ancora, da quanto mi risulta. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Sindaco. SINDACO Io ascolto e interloquisco, però chiedo che ci sia rispetto. Perché in questo Palazzo io sono presente dalle sedici alle diciassette ore al giorno, incontrando centinaia e centinaia di persone, mettendomi a disposizione, come è giusto che faccia un Sindaco. Quindi francamente respingo questo atteggiamento di far credere che il Sindaco sia irraggiungibile, inaccessibile. Sono accessibilissimo, raggiungibilissimo. Naturalmente, le ore sono quelle. Più di quello in quelle ore è difficile fare, ma le garantisco che sedici ore sono il doppio delle otto ore per le quali ci si è battuti tanti anni fa. Più di questo non so cosa devo fare. Allora chiedo che sia rispettato il mio lavoro, perché quando si presentano interpellanze con quel titolo e poi lei si mettono su internet, con quel titolo, e si accredita quindi quel giudizio, verso tutti quelli che seguono il suo sito, allora uno ha il diritto di seccarsi e di reagire, perché io rispetto il suo lavoro e chiedo che lei rispetti il mio. Detto questo, l'Assessore Pellerino era presente perché, oltre a tutte le iniziative culturali che ho richiamato prima, c'è stato anche un significativo e importante Forum promosso tra l'Università, il Politecnico e tre Università americane, promosso dall'Istituto Italiano di Cultura. La preparazione e la realizzazione di questo Forum è stato seguito dall'Assessore Pellerino, che segue tutte le questioni relative alle politiche universitarie. E se è pur vero che si può anche parlare via internet o per teleconferenza, non è la stessa cosa quando si promuove un incontro, come gesto di attenzione verso i propri interlocutori, essere presente o no. Se lavori a preparare un convegno con quelli di New York e poi gli dici: "Io vi parlo da qui in teleconferenza", non gli dai l'idea di una grande attenzione. Anzi, dai l'idea, tutto sommato, di un atteggiamento poco interessato. Quindi la presenza ha anche un valore di questa natura, perché è vero che le moderne tecnologie ci consentono una ubiquità diversa da quella che avevamo quando non c'erano queste tecnologie, ma le moderne tecnologie non possono esaurire del tutto una serie di atti di presenze personali, che segnano il valore di un'iniziativa piuttosto che un'altra. Quanto alle persone che ho portato con me, credo che un Sindaco che va in trasferta con due collaboratori, considerato che in quei cinque giorni abbiamo avuto un calendario di attività intensissimo, sia del tutto congruo. Infine, vorrei segnalare al Consigliere Appendino, e anche gli altri Consiglieri, che, per quanto mi riguarda, sono particolarmente attento a come si utilizzano le risorse. Segnalo che ogni settimana vado a Roma, non solo per l'ANCI, ma per i contatti che sempre il Sindaco deve avere (non solo io, ma chi veniva prima di me e chi verrà dopo di me), con le Amministrazioni Statali; ci vado sempre assolutamente da solo, senza portarmi nessuno e, avendo anche la ventura di avere una casa a Roma, la Città di Torino risparmia anche sull'albergo. Va bene così? Non mi sono mai fatto rimborsare alcuno scontrino, i caffè me li pago, i taxi me li pago, pago dei pranzi a nome della Città con la mia carta di credito e non chiedo rimborsi. Quindi, lo faccio e sono ben contento di farlo. Ma che debba anche essere considerato sempre come uno che va sottoposto al vaglio quotidiano per vedere quello che fa, è cosa che francamente mi pare poco rispettosa di un atteggiamento che mi sembra assolutamente disinteressato e a favore della Città a cui dedico la mia attività. In ogni caso, è giusto chiedere conto da parte dei Consiglieri di tutto quello che si ritiene. Tutta la documentazione di ogni nostra attività è accessibile e quindi il diritto all'accesso è regolato dalla Legge e, quando lo si voglia esercitare, lo si può esercitare per avere tutta la documentazione relativa. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Vorrei solo non essere fraintesa, nel senso che qui non c'è mancanza di rispetto del suo lavoro. Io non so quante ore lei passi qui in Comune, come lei non sa, probabilmente, quante ore passiamo noi o chiunque altro, ognuno fa ciò che crede... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io non l'ho giudicata, Sindaco. Io penso di avere il diritto di chiedere conto di alcune sue scelte, la scelta di non essere venerdì in Giunta, la scelta di non essere qui in Aula quando si è dibattuto del Bilancio, Sindaco, la scelta di esserci voluti mesi... Alla prima discussione sul Bilancio, Sindaco, c'era solo l'Assessore presente in Aula, probabilmente, non è mai successo, era vergognoso; c'era solo l'Assessore Passoni in Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Sindaco, lei è venuto il secondo momento di discussione. Il primo giorno c'era solo l'Assessore Passoni, non c'era nessuno della Giunta. Comunque, io sto solo dicendo che lei ha la sua percezione e io penso di avere la mia. Chiedo conto, perché quello che vedo sono fatti e il fatto che lei venerdì, ad esempio, non fosse in Giunta, è un fatto, ribadisco. Che ci siano voluti mesi per avere risposta all'interpellanza, è un fatto. Benissimo, non sto dicendo che lei è a casa a grattarsi la pancia, lo dico chiaramente, ci mancherebbe. Però, sono scelte. Mi sembra corretto. Ognuno fa le sue scelte e penso che sia mio diritto, nostro diritto, in quanto Consiglieri, chiedere conto di certe scelte e ribadisco, nessuno - parlo per me, ma penso per il nostro Gruppo - mette in discussione che lei non stia cercando di fare il meglio per la Città. Semplicemente, mi permetta di dire che ognuno può avere delle visioni diverse sulle scelte che ognuno fa e come impiega il suo tempo. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |