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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Dicembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2013-02447
"QUALE POSIZIONE DEL SINDACO E DELLA CITTA' SULLE RIVENDICAZIONI DEL PRIDE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 28 MAGGIO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201302447/002, presentata in
data 28 maggio 2013, avente per oggetto:

"Quale posizione del Sindaco e della Città sulle rivendicazioni del Pride?"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
Le posizioni dell'Amministrazione su questi temi sono in armonia con la
Legislazione del nostro Paese. Francamente, non vedo che si possa chiedere
all'Amministrazione Comunale di assumere posizioni diverse da quelle che le leggi
prevedono per quanto riguarda le relazioni affettive e personali dei nostri cittadini.
Ovviamente, sappiamo tutti che viviamo in un tempo nel quale le modalità di
relazione tra le persone e le modalità con cui le persone vivono la propria affettività e
il proprio orientamento sessuale, sono più ampie e più complesse rispetto al passato e
hanno un grado di riconoscimento, da parte della società, diverso rispetto al passato.
Basterebbe pensare al grado di pregiudizio e, addirittura, di riprovazione morale che
c'era trent'anni fa nei confronti di chi manifestasse un orientamento omosessuale, e il
diverso atteggiamento che oggi finalmente la nostra società ha raggiunto.
Quindi, l'orientamento dell'Amministrazione comunale è quella, per un verso, di
dare corso a tutte le forme di riconoscimento delle modalità di relazione affettiva che
la Legge consente e, per l'altro verso, di auspicare che l'evoluzione legislativa sia
capace di essere sempre più al passo con un'evoluzione culturale e sociale che nella
nostra società matura anche su questi temi.
Mi pare che sia constatazione facilmente confermata dalla realtà che nel nostro Paese
vi sia un'urgente necessità di dare luogo ad una legislazione più moderna e più
aggiornata, per esempio, per tutti coloro che hanno scelto una convivenza di fatto, sia
di carattere eterosessuale che di carattere omosessuale. Così come non c'è dubbio
che tutto il tema relativo alla procreazione, alla procreazione assistita richieda un
aggiornamento legislativo, dopo ben cinque sentenze della Corte Costituzionale, che
hanno via via svuotato di significato la Legge che è stata approvata qualche anno fa.
Quindi, si tratta di essere consapevoli del fatto che, quelli della vita e dell'affettività,
sono temi che richiedono di essere gestiti avendo rispetto delle persone e delle loro
scelte di vita e, al tempo stesso, con contenuti e modalità che corrispondano alla
sensibilità che, dal punto di vista culturale e sociale, matura nella società. A questi
criteri si ispira il comportamento della nostra Amministrazione.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio il Sindaco per la risposta. Mi conceda una battuta: visto che ha avuto sei
mesi per riflettere sul quesito, mi aspettavo una riflessione un po' più approfondita e
precisa e le spiego perché.
Non è che si tratti di una domanda... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No,
per carità, è che dà tempo limitato, forse, per affrontare queste tematiche.
Guardi, in realtà il mio non è un interpello provocatorio o svincolato da ragioni
precise. Le cito, leggendoli, i tre punti che ho elencato: "matrimonio" per coppie gay
e lesbiche; riconoscimento del genitore non biologico nelle coppie gay e lesbiche che
procreano (questo è il riconoscimento giuridico delle coppie autodefinitesi "coppie
arcobaleno", quindi quelle che hanno già, di fatto, l'affidamento materiale di un
minore); adozioni di minori per le coppie non eterosessuali, come nuovo processo. È
proprio con queste parole molto precise, indicate nella piattaforma rivendicativa - e
sottolineo anche questo termine, che è un termine politico, non è qualcosa di vago -
che gli organizzatori dell'evento del Torino Pride dell'anno passato hanno inserito
alla base dell'evento stesso, come piattaforma rivendicativa.
La sua Amministrazione ha dato un patrocinio e ha fatto partecipare in prima fila
l'Assessore che ai tempi era competente, l'Assessore Spinosa, mi sembra senza la
fascia tricolore, ma comunque con una rivendicazione esplicita politica, penso in sua
delega, sostanzialmente, visto che era membro della sua Giunta.
Ora, Sindaco, si renderà conto del fatto che io non ho citato tutti i punti della
piattaforma, perché per alcuni di essi - quelli sulla lotta all'omofobia e sulla
condanna di ogni violenza e discriminazione - non ritenevo necessario un
approfondimento, nella misura in cui si tratta, a mio avviso, di temi largamente
condivisi e consolidati; i tre punti che ho citato sono punti che dividono
profondamente le coscienze della cittadinanza, non solo torinese, ma anche italiana
ed europea.
Dare, con il patrocinio, una sottoscrizione a queste rivendicazioni, così definite, ha
un peso politico. Io, signor Sindaco, poi mi dirà se ho ragione o no, penso che ormai
questo patrocinio sia diventato un po' un'abitudine, un diritto acquisito; però quando
si dà un patrocinio, si sottoscrive una rivendicazione che sta alla base.
(INTERVENTO FOUORI MICROFONO). Io ritengo di sì, perché se voglio
rispettare la posizione degli organizzatori di un evento e non credere che si tratti di
una carnevalata, dove c'è tanta gente che balla e si diverte e basta, e se lo considero
un evento politico, allora ritengo che sia un evento diretto a promuovere dei punti
politici.
Allora, qui non c'è scritto - come ha detto il Sindaco - "un progressivo
riconoscimento di unioni di fatto", c'è scritto "matrimonio", "adozione". Sono
termini molto chiari, che hanno dei significati politici e giuridici molto chiari.
Perché dico questo? Perché questi temi sono tornati alla ribalta del dibattito cittadino
in un'occasione in cui il Sindaco, assente per motivi istituzionali, si trovava a New
York. Temi che hanno infiammato quest'Aula e - pur lontano, grazie al cielo, dalle
polemiche mediatiche - hanno continuato a ravvivare, in questo caso in modo più
approfondito, il dibattito in Città. Il Sindaco saprà che solo ieri il Centro Incontri
della Regione Piemonte è stato riempito da un evento organizzato da diverse
associazioni cattoliche sul tema proprio dell'inquadramento della famiglia, dalla
famiglia naturale alle nuove concezioni di famiglia.
Quindi, se devo analizzare la risposta del Sindaco, che ho ascoltato con grande
attenzione, devo presumere che il Sindaco approva un'evoluzione che non condivide,
perché il Sindaco ha citato le normative vigenti, nelle quali però nessuno di questi tre
punti è riconosciuto, ma neanche lontanamente.
Quindi, se mi devo attenere alla risposta del Sindaco, mi viene da dire, semplificando
e banalizzando, che il Sindaco non condivide questi tre punti, così come sono scritti.
Se invece mi sono sbagliato, chiedo al Sindaco di precisare, perché il Sindaco non è
un cittadino qualsiasi, ma è il primo cittadino di Torino ed è un po' il Sindaco
d'Italia, da quando presiede l'ANCI. Per cui si renderà conto che la sua posizione
politica su un tema di questo tipo, in un senso o nell'altro (le mie posizioni sono più
che risapute e non credo di dover far perdere tempo a nessuno nel ribadirle), da un
punto di vista istituzionale, con la concessione di un patrocinio, con una precisazione
che vorrà portare in questa occasione e in altre, ha delle ripercussioni politiche non
indifferenti, perché si tratta di temi che stanno dividendo profondamente le
coscienze.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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