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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201305324/002, presentata in data 4 novembre 2013, avente per oggetto: "I cani in piazza Cavour e le inadempienze della Città" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Per quanto riguarda il primo punto di questa interpellanza, l'intervento della Sezione della Circoscrizione 1 è stato effettuato in maniera saltuaria, però sistematica, a seguito dei numerosi esposti pervenuti, sempre in Sezione, per la presenza di cani senza guinzaglio nei giardini Cavour di piazza Cavour. Il Comando ha analizzato il verbale, le motivazioni a supporto del verbale e anche la normativa regolamentare che regola il comportamento citato e ha provveduto ad annullare d'Ufficio, in autotutela, il verbale in questione. Alla base di questa decisione è il fatto che gli agenti operanti avrebbero equivocato la reale condizione oggettiva. Infatti, l'articolo 85, comma 1, del Regolamento Comunale del Verde Pubblico - come anche espressamente citato sul totem dei giardini Cavour - non vieta in maniera assoluta la pratica di giochi leciti nelle aree verdi e nei giardini, ma ne consente l'esercizio, salvo che essi possano disturbare, causare incidenti o danni. In questo caso, questi giochi diventano vietati nei parchi e giardini, dovendo essi essere praticati nei soli spazi predisposti per questi scopi (campi da calcetto, campi da bocce, campi da tennis, campi da basket, eccetera). Nel caso di specie, manca, appunto, il requisito oggettivo, cioè il possibile disturbo, pericolo o danno del gioco praticato dai bambini mediante l'uso di una palla di peso e dimensioni rilevanti. Inoltre, l'uso da parte dei bambini di questa palla di gommapiuma, così come è espressamente riconosciuto nel verbale, non è stato né riscontrato, né, per ovvia conseguenza, indicato o descritto a verbale come possibile fonte di disturbo, pericolo o danno, a conferma, quindi, dell'inesistenza nel caso di specie. Quindi, il provvedimento è stato annullato ai sensi dell'articolo 21, comma 1, della Legge n. 241/90 ed è conforme all'articolo 14, comma 1, primo periodo, del Regolamento delle Procedure Sanzionatorie Amministrative della Città di Torino. Per quanto riguarda il punto n. 3 dell'interpellanza, i verbali ovviamente possono essere archiviati d'ufficio in autotutela solo quando ricorrono i presupposti previsti dalle norme citate precedentemente. Invece, per quanto riguarda gli ultimi due punti, la Città di Torino ha redatto recentemente il Piano Strategico delle aree cani cittadine. In questo Piano non rientra la creazione di una nuova area per lo sgambamento all'interno del giardino delle Porte Palatine, dal momento che si tratta di un'area con caratteristiche importanti. Inoltre, in quanto giardino storico, è sottoposto a vincolo della Sovrintendenza, a cui è necessario chiedere un eventuale parere autorizzativo. Questo per quel che riguarda il giardino delle Porte Palatine. Per quel che concerne la ricerca di una soluzione che consenta lo sgambamento libero dei cani, attraverso un sistema di fasce orarie giornaliere in una o più aree verdi del centro cittadino, l'Assessorato alle Politiche per lo Sviluppo, Innovazione, Verde, eccetera, si mostra disponibile alla realizzazione di una sperimentazione in questo senso, anche se ritiene che le indicazioni su questo punto - quindi individuazione dell'area e delle fasce orarie - debbano essere fornite dai Servizi competenti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Cercherò di essere breve, anche se, in realtà, la vicenda è più complessa di quanto sembra, quindi ha aperto tutta una serie di interrogativi amministrativi e politici. Intanto, ha fatto bene l'Amministrazione a "togliere", tra virgolette, la multa per i bambini che giocavano a palla, però non si è capito quale sia stata la procedura, nel senso che di solito la Legge prevede che ci sia un ricorso, eccetera. In realtà, la domanda non era tanto questa, ma era se, a questo punto, la stessa cosa non dovesse valere per i proprietari di cani. Devo dire che (detto da noi, neanche dagli stessi che non si sono lamentati più di tanto), però, chi ha lasciato liberi i cani in quel giardino, l'ha fatto perché da una parte c'è non solo il buonsenso, ma un Regolamento Comunale, approvato dal Consiglio Comunale, che dice che i proprietari dei cani sono tenuti a far sgambare i cani due o tre volte al giorno - mi sembra -, poiché questo è necessario per garantirne il benessere. Quindi, chi ha un cane da una parte è obbligato a lasciarlo libero, dall'altra non può lasciarlo libero, perché in tutta la zona centrale non c'è un'area cani dove questo sia concesso. Quindi, applicando l'altro Regolamento Comunale, i cittadini che possiedono un cane in zona centrale non possono rispettare l'altro Regolamento Comunale, che li obbliga a lasciare i cani liberi. A questo punto, mi sembra difficile, concettualmente, sostenere che gli facciamo la multa, proprio perché la stessa Legge citata, in generale, sulle sanzioni amministrative dice che, se uno lo fa per stato di necessità, non è sanzionabile. Quindi, questo era più che altro un problema filosofico da porre all'Amministrazione, nel senso che, ad un certo punto, se il Consiglio Comunale, l'Amministrazione decide di dire che i proprietari dei cani devono lasciare liberi i cani, deve anche fornirgli il modo di farlo. Veniamo alla parte che forse è più legata all'Assessore Lavolta. Forse, anche in questo caso, sarebbe opportuno magari rimandare la questione in Commissione e parlarne con l'Assessore Lavolta, però devo dire che gli ultimi punti sono legati al fatto che noi abbiamo portiamo avanti questa vicenda ormai da quando siamo entrati in Consiglio Comunale, ma, nonostante sia stato più volte promesso, detto che entro qualche mese sarebbe stata attivata almeno un'area alle Porte Palatine (che, probabilmente, per chi abita in piazza Cavour non è comunque granché comoda, però almeno ce ne sarebbe una a distanza umana), non si è riusciti a fare neanche quella e non se n'è più saputo niente. La questione delle fasce orarie (che è quella che hanno adottato a Milano e in altre città), onestamente, sembra l'unica soluzione ragionevolmente possibile, perché non richiede i costi per la realizzazione di un'area cani: basta utilizzare le fasce orarie in cui non ci sono i bambini e gli anziani e scegliere, magari, parti di giardino che non sono particolarmente frequentate; in questo modo si dà ai proprietari di cani la possibilità di far sgambare i loro cani. Però, ricordo che anche su questo ci sono state delle resistenze. Adesso mi fa piacere sentire, nella risposta dell'Assessore, che finalmente c'è una disponibilità a parlarne. Quindi, magari è il caso di mandarla in Commissione per approfondire il tema con l'Assessore Lavolta e con gli Uffici dell'Ambiente, per capire quale possa essere la zona (si era parlato di una parte dei Giardini Reali) dove sperimentare questa soluzione, che, tra l'altro, è stata richiesta dalla stessa Circoscrizione 1 in un ordine del giorno. Quindi, oltretutto, c'è già anche un parere positivo, anzi, una richiesta da parte della Circoscrizione. Quindi, chiederei di rimandarla in Commissione per approfondire l'argomento. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula, e viene rinviata per ulteriori approfondimenti in VI Commissione, dove peraltro credo che sia già partita una discussione sulla revisione del Regolamento del Verde Pubblico, se non ricordo male, quindi può rientrare esattamente in quel lavoro. |