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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201203691/002, presentata in data 9 luglio 2012, avente per oggetto: "Torino valuti la possibilità di vendere immobili occupati per salvare il welfare e presenti entro breve dei progetti di riutilizzo" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'Assessore Passoni è invitato ad ascoltare gli interventi e le richieste. Era intervenuto il Consigliere Marrone sull'argomento, ma il Consigliere Sbriglio aveva chiesto la sua presenza. La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Questo documento ha avuto un iter abbastanza anomalo, nel senso che è stato discusso in sede di Commissione. Nella sede propria di Commissione non ha avuto quell'iter che si sperava; avevamo chiesto delle audizioni. Poi, dopo circa un anno di quiescenza all'interno della Commissione competente, ci siamo interrogati e abbiamo preferito riportare l'iter di discussione in Aula. Come ricordava prima il Consigliere Marrone, questa è una proposta di mozione bipartisan, che tende, o tenderebbe, a creare le condizioni affinché su questo tema non si metta la testa sotto la sabbia. Noi abbiamo un patrimonio importante. Stiamo parlando del patrimonio immobiliare della Città, che, giustamente o ingiustamente, viene utilizzato per dei fini diversi. Poi, guardate, io non ho una visione chiusa rispetto a questi temi, perché probabilmente io e il Consigliere Marrone abbiamo vedute differenti; io magari vedo esperienze che ci sono nel Nord Europa come di possibile discussione. Il Consigliere Marrone prima aveva fatto un esempio di discussione nella nostra Città, però credo che non sia giusto non discuterne o pensare che questo tema si risolva da solo o pensare che l'unica preoccupazione sia quella dell'ordine e della sicurezza, perché sappiamo tutti cosa può portare uno sgombero, o comunque sappiamo benissimo quali possono essere le diverse valenze o le diverse richieste. Io posso anche pensare che chi pone in essere questi atti, si rifaccia a tematiche... Pensate che mi ero appassionato molto sul tema dell'obiezione di coscienza: l'obiezione di coscienza, anche nel servizio militare, nasce con delle prospettive che pongono il tema non solo di mera concentrazione sul diritto, ma anche su questioni di giustizia, cioè io faccio una cosa che è contraria al diritto, ma perché obbedisco ad un principio che è più forte nella mia coscienza. Allora, magari ci sono persone che occupano questi immobili, perché ritengono che questi immobili non vengano utilizzati e allora la risposta ad una Pubblica Amministrazione che non si occupa di queste tematiche è quella di andare ad occupare dei beni. Quindi possiamo vederla anche da questa tematica. Però, l'Amministrazione con il tempo deve dare il buon esempio, perché noi abbiamo degli immobili e questi immobili comunque hanno un valore che potrebbe essere reimpiegato per attività sociali o, eventualmente, questi immobili possono essere anche pericolosi, e abbiamo avuto anche delle esperienze a tale riguardo (penso all'immobile che c'è in corso Regina Margherita); ma se noi non facciamo sopralluoghi per anni, come facciamo a sapere se questi immobili possono essere pericolosi per le persone che ci stanno dentro? La proprietà ha sempre una responsabilità per quello che succede dentro. Allora, se io sono il proprietario di un immobile e questo immobile viene occupato, mi devo anche preoccupare che questo immobile non sia pericolante. Allora, chiaramente, un'Amministrazione che non dice né sì, né no, credo che un domani possa avere delle responsabilità, che non sono solo di natura tecnico- giuridica, ma sono anche di natura etica. Credo che l'impegnativa sia abbastanza votabile da tutto il Consiglio Comunale, perché dà delle possibilità. Non dà un'unica possibilità, ma, ad esempio, dà l'ipotesi di alienare questo patrimonio: in Commissione avevamo fornito dei dati che superavano i 10 milioni di Euro relativamente al valore di questi immobili. Tra l'altro, con delle Varianti al Piano Regolatore, questi immobili possono essere valorizzati e si possono poi utilizzare i soldi per delle attività di natura sociale. Quindi, credo che la situazione sia di questa natura. Il mio timore è soltanto che su questo tema non si voglia trovare una soluzione, o che non si voglia proprio affrontare il tema. In un modo o nell'altro, può darsi che questa sia una proposta sbagliata, però credo che, a fronte di una proposta che può essere sbagliata o che può essere ritenuta non idonea, la controparte, oppure l'organo esecutivo, deve fare delle proposte. Quello che ho notato è che di proposte non ne sono arrivate in materia, se non quelle di tenere buoni o di augurarsi che non succeda nulla, pensando che forse la soluzione migliore sia quella di evitare di prendere decisioni. Io pongo un'ultima domanda, perché mi sono arrivate delle voci che vorrei venissero smentite a verbale: è stato, tra virgolette, "sgomberato" un immobile nella Circoscrizione 3, è da tempo che se ne parla, c'era dell'amianto, quindi diciamo che era quello più urgente per l'incolumità delle persone che lo occupavano. Ripeto, è una voce che è arrivata e, dal momento che siamo a verbale, chiedo alla Giunta se ciò corrisponda al vero. Mi risulta che automaticamente, dopo una o due settimane, sia stato occupato un altro immobile e vorrei che l'Assessore mi dicesse se questa sia un'illazione o un falso. Vorrei capire, perché mi è stato riferito - e spero che sia un falso - che pochi giorni prima ci sarebbe stato un sopralluogo dell'Amministrazione, addirittura con la presenza dell'Assessore, per constatare lo stato dei luoghi di questo immobile. Siccome ho ricevuto questa... LEVI Marta (Vicepresidente) La invito a concludere, Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe No, questa era l'ultima domanda. Poi, l'intervento l'ho già fatto. LEVI Marta (Vicepresidente) Appunto. Grazie. SBRIGLIO Giuseppe Grazie. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Allora, la proposta di mozione affronta un tema piuttosto complesso, di cui, naturalmente, dirò l'opinione della Giunta, ma non intendo prevaricare gli intendimenti del Consiglio Comunale. Mi limito, però, a dire che, per quanto riguarda l'ultima parte dell'intervento del Consigliere Sbriglio, non è sufficiente, Consigliere Sbriglio, dire a verbale: "Mi è stato riferito che lei ha fatto un sopralluogo". Bisogna che in questa Città si cominci a dire chi riferisce a chi e che cosa riferisce, perché io non posso accettare che si dica a verbale che qualcuno possa insinuare che io abbia fatto sopralluoghi in centri sociali occupati, peraltro in concomitanza con occupazione di altri immobili, perché c'è un principio di legalità che io intendo rispettare, come lei, e che, francamente, non mi sembra correttamente impostato, se ci limitiamo ai relata refero, che, in questo caso, tendono a creare un sospetto, ma sostanzialmente non fanno un'affermazione. Invece, come credo si sia saputo, la Città è stata invitata a partecipare in un luogo pubblico - almeno pubblico nell'invito, non so se pubblico nei fatti - a presentare il processo di bonifica, che peraltro penso sia l'interesse pubblico principale in questo momento, di un immobile in quella sede. Ciò nulla ha a che fare con processi di occupazione in corso, fatti, già fatti, da farsi e in nessun modo l'Amministrazione interloquisce, tratta, discute con soggetti occupanti, riferito a politiche di questo genere. Questo che sia chiaro a verbale, che sia chiaro a tutti, che sia chiaro anche a chi a lei riferisce cose che, evidentemente, non trovano fondamento nei fatti. Circa, invece, il merito della mozione, che io mi limito a valutare una mozione semplicistica, cioè affrontare il tema non affrontandolo, cioè limitandosi a dire una ovvia banalità, bisognerebbe avere progetti di riuso dei fabbricati, cosa che la Città ha sempre, peraltro, fatto in passato e lo fa nel presente, persino nell'area di cui parlavamo prima, la Città ha un progetto preliminare di riuso, approvato più di un anno fa, per la costruzione, la demolizione, la bonifica e la ricostruzione di un giardino pubblico. Ma, come immagino il Consiglio saprà, e sapranno anche coloro i quali hanno fatto parte dell'Esecutivo precedentemente, tra la possibilità di progettare il futuro di questi fabbricati e la possibilità di rientrarne in possesso, c'è di mezzo anche quella che è una sede dove questi problemi vengono verificati, applicati anche al concetto di effetto che hanno sull'ordine pubblico, che è il Comitato Provinciale per l'Ordine Pubblico e la Sicurezza. Quindi, non basta solo la volontà dell'Amministrazione in termini di riuso, ma si valutano - e vanno valutati sempre - anche gli effetti sull'ordine pubblico e le conseguenze. Cito una circostanza di cronaca, peraltro davvero letta sulla cronaca cittadina, nemmeno per informazione diretta. Saprà il Consiglio che nell'estate scorsa, dentro un grande processo di recupero dell'area Murazzi, è stata sgomberata e murata l'arcata detenuta da un centro sociale. Ebbene, se fosse vero che basta quello che la mozione dice, cioè che basta un progetto, basta un'idea e basta uno sgombero, non sarebbe stato possibile, Consigliere Sbriglio e Consigliere Marrone, che di lì a poche ore - devo dire, nella sostanziale impossibilità sopravvenuta di tutti i soggetti pubblici di questa Amministrazione e di questa Città, anche di tutori dell'ordine pubblico, di intervenire - quelle arcate venissero rioccupate. Allora, non è forse semplicistico affrontare questo tema solo sotto il profilo della volontà e del progetto? Non c'è, invece, un tema più ampio, che riguarda il rapporto dell'ordine pubblico con il mondo dell'antagonismo? Non c'è un tema più radicale e profondo riferito all'uso, riuso di immobili comunali - e non solo occupati - e al rapporto che essi hanno con effetti, evidentemente, esuberanti l'aspetto meramente patrimoniale? Pertanto, non entrerò nel merito della mozione, né mi permetterò di esprimere un giudizio; mi limito solo a dire che questa mozione mi sembra più di indirizzo politico che di indirizzo amministrativo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Cercherò di essere breve, anche se gli elementi portati dall'Assessore sono interessanti e quindi stimolano, inevitabilmente, il dibattito. È chiaro - almeno sembrava chiaro a me e penso anche al Collega Sbriglio - che i due punti in alternativa dell'impegnativa cercassero di segnare un discrimine in modo non ideologico; ovvero è un discrimine che rientra perfettamente nelle facoltà di questa Amministrazione, che sta nel distinguere tra gli interlocutori che ha davanti, in quanto occupanti, non in buoni e cattivi, belli e brutti, di destra e di sinistra, bensì in disponibili a un'interlocuzione con la Città per risolvere il problema occupazione, rispetto all'attività che vi si porta avanti all'interno oppure no, o indisponibili all'interlocuzione. Questo è il discrimine che segna questa mozione di indirizzo, proprio perché questa Amministrazione ha sempre - a torto o a ragione - risposto a tutte le richieste di sgombero che si propongono sempre, e spesso siamo noi a farlo, dopo problemi di ordine pubblico, rispetto a un'azione di forza che questa Città ritiene di non poter mettere in campo perché, ricordava giustamente l'Assessore Passoni, sono competenze, poteri e anche decisioni che rientrano nella sfera di intervento di un'altra Autorità, che non è quella dell'Amministrazione cittadina. Invece interloquire, segnare una progettualità, rientra nelle competenze di questa Amministrazione. L'Assessore ricordava l'esempio del centro sociale Murazzi, per la cui rioccupazione si è mobilitata un'intera area politica nazionale, con oltre un migliaio di soggetti convocati da ogni angolo d'Italia. Ma io vorrei ricordare anche altri esempi, come il caso positivo della palazzina nei pressi della Tesoriera, su cui, avendo la Circoscrizione un progetto di realizzazione di una bocciofila, allo sgombero è seguito una cantierizzazione immediata e un riutilizzo della stessa. In realtà, il discrimine di questa mozione si poneva rispetto invece a pensare, con chi si trova già all'interno dell'immobile, una possibilità di riutilizzo con il coinvolgimento fattivo, regolare e legale dell'Amministrazione e anche dell'interlocutore. Perché è da lì che poi si segna la distinzione positiva e negativa degli occupanti. Vorrei ricordare l'esempio dei profughi: davanti a Palazzo Civico stanno manifestando alcuni rifugiati che hanno occupato l'Anagrafe già due volte. Io ricordo che questa Amministrazione aveva proposto una soluzione che può essere condivisibile o no (io ho delle eccezioni su questo, però ammetto che almeno era un tentativo di aggredire positivamente il problema), che era quella di offrire la residenza collettiva, con costituzione di associazione e nomina di un responsabile. Perché da un lato credo che portasse l'Amministrazione a rendersi conto di cosa accade lì dentro; inoltre offriva una possibilità proprio di identificazione delle persone che si trovano lì e un'assunzione di responsabilità da parte di un soggetto che si assumesse, nei confronti dell'Amministrazione, la responsabilità di rendere conto di cosa avviene lì. Ora, non vorrei sbagliarmi, ma a me risulta che questa offerta non sia stata raccolta, perché se ne parla da mesi e si chiede, invece, la residenza come fattore automatico, immediato e privo di qualunque impegno da parte della controparte dei rifugiati; più che per loro volontà, credo perché siano mal consigliati e mal gestiti da altri soggetti, che rifugiati non sono, ma questo è un mio parere politico. Però, ho citato questo esempio perché l'Amministrazione, in certi casi, quando c'è qualcosa di molto visibile mediaticamente, ha fatto delle proposte. Perché non cristallizzare questo atteggiamento come un atteggiamento generale di tutta l'Amministrazione e della Giunta su tutte le occupazioni? In modo da poter definire in quali casi - faccio l'esempio delle occupazioni abitative - ci troviamo davanti a delle famiglie che magari non hanno una possibilità alternativa (questo lo dico a prescindere da quali occupazioni si parla), rispetto a situazioni in cui, invece, ci sono soggetti che per rivendicare una propria radicalità politico-ideologica si appropriano di immobili comunali, dicendo al Comune: "Facciamo quello che vogliamo e non vi riguarda". È questo il tema che poniamo. Bocciatecelo, ma non diteci che è semplicistico, perché in realtà è semplicistico dire che visto che è un tema complesso, la soluzione non la si vuole trovare. O, meglio, la Giunta si assume la responsabilità (credo che sia questa l'impostazione dell'Assessore Passoni) di valutare caso per caso. Io ritengo che questa sia una sua giusta impostazione, legittima quantomeno, ma non lo sia per il Consiglio Comunale, perché la Sala Rossa non si può esimere dal dare un indirizzo al tema. LEVI Marta (Vicepresidente) Il luogo per dibattere nel merito, fino in fondo, questo tema è la Commissione. Ho concesso di intervenire di nuovo perché prima non c'era la presenza dell'Assessore Passoni. Io avrei chiuso la discussione prima, perché ho chiesto se qualcuno voleva intervenire, nessuno ha detto di sì e ho dato la parola, per chiudere, all'Assessore Passoni. Però rifaccio la domanda: c'è qualcuno che chiede ancora di intervenire su questo tema? La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Come dichiarazione di voto, non voteremo a favore di questa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Almeno per esprimere la nostra contrarietà, sia nel merito che nel metodo. Nel senso che ci sono stati casi in cui la Città ha rimesso a disposizione della cittadinanza, attraverso processi anche di condivisione, di partecipazione verso il terzo settore, alcuni pezzi dell'associazionismo (basta vedere quello che è successo in corso San Maurizio), e altre operazioni che però sono state utilizzate non per provare a militarizzare alcuni territori, ma per riproporre, in termini più pubblici, l'utilizzo di alcuni luoghi. Mentre dire, strumentalmente, che bisogna disoccupare quei posti, fare un'asta, non solo è un'operazione che non ci ha mai convinto in termini di sgomberi, ma non ci convince neanche nel tipo di proposta, perché sembra una proposta asettica, mentre è una proposta politica che rischia anche di creare dei conflitti nella città. Tra l'altro, molte di queste aree, anche grazie ad alcuni interventi in questo senso, sono diventati luoghi sociali, aperti al quartiere. Non credo che tutti vadano ascritti nel movimento anarco-insurrezionalista. Inoltre credo sia anche un po' deficitaria questa discussione, che non distingue centri sociali, centri occupati, luoghi anche diversi per storia e analisi. Credo anche che la Città, attraverso l'Assessore Passoni, abbia fatto bene, come è successo da qualche settimana, a reinquadrare un territorio difficile come quello di San Paolo. Ci sono anche delle esperienze che vanno preservate, delle storie che hanno espresso critiche anche forti verso le Istituzioni, ma credo che se non ci fossero questi luoghi di aggregazione, anche per tanti giovani, avremmo anche meno democrazia. Per quanto spesso alcuni di questi luoghi si dichiarano fuori dal sistema, spesso un pezzo di discussione si svolge anche lì e anche con questi attori. Non è cancellando questi attori che la democrazia può fare un passo avanti. Quindi respingeremo con tranquillità questa proposta di mozione e credo che sia sbagliato affrontarla in modi così semplicistici. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Scusi Presidente, ma ci sono moltissime ragioni per respingere questa proposta di mozione, perché è puramente campata in aria, non ha una concretezza, se non quella della provocazione. Quindi io colgo la positività della provocazione, ma sicuramente non è sostenibile, anche soltanto nella cifra che viene indicata, come se mettendo all'asta gli immobili occupati avremmo lo stesso valore come se fossero liberi. È puramente strumentale. Ho visto le perizie. Dopodiché, se troviamo qualcuno che ci mette i soldi, volentieri, possiamo fare il bando. Colgo la provocazione. Sicuramente c'è una questione aperta, che va avanti con molte contraddizioni, però sicuramente non si risolve a colpi di mozioni, che si sa che poi non troveranno nessuna applicazione, se non nella della dinamica che da tempo va avanti in questa Città. Ecco perché non ho nessuna esitazione a discutere della questione e anche con posizioni nette quando c'è da discutere, ma respingo una proposta di questo tipo, che non a caso in questo bipartisan vede nient'altro che un bipartisan della provocazione, ma non della soluzione di problemi. LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 34, contrari 14, favorevoli 15, astenuti 5. La proposta di mozione è approvata. A verbale il voto favorevole del Consigliere Magliano in merito alla precedente proposta di mozione n. mecc. 201302901/002. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vorrei che fosse chiaro a tutti i Consiglieri che, come spesso succede, l'aver sottolineato atto a verbale che un Consigliere esprime un voto diverso, non cambia l'esito della votazione, che rimane quello registrato dal voto elettronico. |