Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Novembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 27
MOZIONE 2012-03691
(MOZIONE N. 91/2013) "TORINO VALUTI LA POSSIBILITA' DI VENDERE IMMOBILI OCCUPATI PER SALVARE IL WELFARE E PRESENTI ENTRO BREVE DEI PROGETTI DI RIUTILIZZO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SBRIGLIO E MARRONE IN DATA 9 LUGLIO 2012. [Magliano: voto favorevole]
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201203691/002,
presentata in data 9 luglio 2012, avente per oggetto:

"Torino valuti la possibilità di vendere immobili occupati per salvare il welfare e
presenti entro breve dei progetti di riutilizzo"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'Assessore Passoni è invitato ad ascoltare gli interventi e le richieste. Era
intervenuto il Consigliere Marrone sull'argomento, ma il Consigliere Sbriglio aveva
chiesto la sua presenza.
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Questo documento ha avuto un iter abbastanza anomalo, nel senso che è stato
discusso in sede di Commissione. Nella sede propria di Commissione non ha avuto
quell'iter che si sperava; avevamo chiesto delle audizioni. Poi, dopo circa un anno di
quiescenza all'interno della Commissione competente, ci siamo interrogati e
abbiamo preferito riportare l'iter di discussione in Aula.
Come ricordava prima il Consigliere Marrone, questa è una proposta di mozione
bipartisan, che tende, o tenderebbe, a creare le condizioni affinché su questo tema
non si metta la testa sotto la sabbia.
Noi abbiamo un patrimonio importante. Stiamo parlando del patrimonio immobiliare
della Città, che, giustamente o ingiustamente, viene utilizzato per dei fini diversi.
Poi, guardate, io non ho una visione chiusa rispetto a questi temi, perché
probabilmente io e il Consigliere Marrone abbiamo vedute differenti; io magari vedo
esperienze che ci sono nel Nord Europa come di possibile discussione. Il Consigliere
Marrone prima aveva fatto un esempio di discussione nella nostra Città, però credo
che non sia giusto non discuterne o pensare che questo tema si risolva da solo o
pensare che l'unica preoccupazione sia quella dell'ordine e della sicurezza, perché
sappiamo tutti cosa può portare uno sgombero, o comunque sappiamo benissimo
quali possono essere le diverse valenze o le diverse richieste. Io posso anche pensare
che chi pone in essere questi atti, si rifaccia a tematiche... Pensate che mi ero
appassionato molto sul tema dell'obiezione di coscienza: l'obiezione di coscienza,
anche nel servizio militare, nasce con delle prospettive che pongono il tema non solo
di mera concentrazione sul diritto, ma anche su questioni di giustizia, cioè io faccio
una cosa che è contraria al diritto, ma perché obbedisco ad un principio che è più
forte nella mia coscienza.
Allora, magari ci sono persone che occupano questi immobili, perché ritengono che
questi immobili non vengano utilizzati e allora la risposta ad una Pubblica
Amministrazione che non si occupa di queste tematiche è quella di andare ad
occupare dei beni. Quindi possiamo vederla anche da questa tematica.
Però, l'Amministrazione con il tempo deve dare il buon esempio, perché noi
abbiamo degli immobili e questi immobili comunque hanno un valore che potrebbe
essere reimpiegato per attività sociali o, eventualmente, questi immobili possono
essere anche pericolosi, e abbiamo avuto anche delle esperienze a tale riguardo
(penso all'immobile che c'è in corso Regina Margherita); ma se noi non facciamo
sopralluoghi per anni, come facciamo a sapere se questi immobili possono essere
pericolosi per le persone che ci stanno dentro? La proprietà ha sempre una
responsabilità per quello che succede dentro. Allora, se io sono il proprietario di un
immobile e questo immobile viene occupato, mi devo anche preoccupare che questo
immobile non sia pericolante.
Allora, chiaramente, un'Amministrazione che non dice né sì, né no, credo che un
domani possa avere delle responsabilità, che non sono solo di natura tecnico-
giuridica, ma sono anche di natura etica.
Credo che l'impegnativa sia abbastanza votabile da tutto il Consiglio Comunale,
perché dà delle possibilità. Non dà un'unica possibilità, ma, ad esempio, dà l'ipotesi
di alienare questo patrimonio: in Commissione avevamo fornito dei dati che
superavano i 10 milioni di Euro relativamente al valore di questi immobili. Tra
l'altro, con delle Varianti al Piano Regolatore, questi immobili possono essere
valorizzati e si possono poi utilizzare i soldi per delle attività di natura sociale.
Quindi, credo che la situazione sia di questa natura.
Il mio timore è soltanto che su questo tema non si voglia trovare una soluzione, o che
non si voglia proprio affrontare il tema. In un modo o nell'altro, può darsi che questa
sia una proposta sbagliata, però credo che, a fronte di una proposta che può essere
sbagliata o che può essere ritenuta non idonea, la controparte, oppure l'organo
esecutivo, deve fare delle proposte.
Quello che ho notato è che di proposte non ne sono arrivate in materia, se non quelle
di tenere buoni o di augurarsi che non succeda nulla, pensando che forse la soluzione
migliore sia quella di evitare di prendere decisioni.
Io pongo un'ultima domanda, perché mi sono arrivate delle voci che vorrei venissero
smentite a verbale: è stato, tra virgolette, "sgomberato" un immobile nella
Circoscrizione 3, è da tempo che se ne parla, c'era dell'amianto, quindi diciamo che
era quello più urgente per l'incolumità delle persone che lo occupavano. Ripeto, è
una voce che è arrivata e, dal momento che siamo a verbale, chiedo alla Giunta se ciò
corrisponda al vero. Mi risulta che automaticamente, dopo una o due settimane, sia
stato occupato un altro immobile e vorrei che l'Assessore mi dicesse se questa sia
un'illazione o un falso. Vorrei capire, perché mi è stato riferito - e spero che sia un
falso - che pochi giorni prima ci sarebbe stato un sopralluogo dell'Amministrazione,
addirittura con la presenza dell'Assessore, per constatare lo stato dei luoghi di questo
immobile.
Siccome ho ricevuto questa...

LEVI Marta (Vicepresidente)
La invito a concludere, Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
No, questa era l'ultima domanda. Poi, l'intervento l'ho già fatto.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Appunto. Grazie.

SBRIGLIO Giuseppe
Grazie.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Allora, la proposta di mozione affronta un tema piuttosto complesso, di cui,
naturalmente, dirò l'opinione della Giunta, ma non intendo prevaricare gli
intendimenti del Consiglio Comunale. Mi limito, però, a dire che, per quanto
riguarda l'ultima parte dell'intervento del Consigliere Sbriglio, non è sufficiente,
Consigliere Sbriglio, dire a verbale: "Mi è stato riferito che lei ha fatto un
sopralluogo". Bisogna che in questa Città si cominci a dire chi riferisce a chi e che
cosa riferisce, perché io non posso accettare che si dica a verbale che qualcuno possa
insinuare che io abbia fatto sopralluoghi in centri sociali occupati, peraltro in
concomitanza con occupazione di altri immobili, perché c'è un principio di legalità
che io intendo rispettare, come lei, e che, francamente, non mi sembra correttamente
impostato, se ci limitiamo ai relata refero, che, in questo caso, tendono a creare un
sospetto, ma sostanzialmente non fanno un'affermazione.
Invece, come credo si sia saputo, la Città è stata invitata a partecipare in un luogo
pubblico - almeno pubblico nell'invito, non so se pubblico nei fatti - a presentare il
processo di bonifica, che peraltro penso sia l'interesse pubblico principale in questo
momento, di un immobile in quella sede. Ciò nulla ha a che fare con processi di
occupazione in corso, fatti, già fatti, da farsi e in nessun modo l'Amministrazione
interloquisce, tratta, discute con soggetti occupanti, riferito a politiche di questo
genere. Questo che sia chiaro a verbale, che sia chiaro a tutti, che sia chiaro anche a
chi a lei riferisce cose che, evidentemente, non trovano fondamento nei fatti.
Circa, invece, il merito della mozione, che io mi limito a valutare una mozione
semplicistica, cioè affrontare il tema non affrontandolo, cioè limitandosi a dire una
ovvia banalità, bisognerebbe avere progetti di riuso dei fabbricati, cosa che la Città
ha sempre, peraltro, fatto in passato e lo fa nel presente, persino nell'area di cui
parlavamo prima, la Città ha un progetto preliminare di riuso, approvato più di un
anno fa, per la costruzione, la demolizione, la bonifica e la ricostruzione di un
giardino pubblico.
Ma, come immagino il Consiglio saprà, e sapranno anche coloro i quali hanno fatto
parte dell'Esecutivo precedentemente, tra la possibilità di progettare il futuro di
questi fabbricati e la possibilità di rientrarne in possesso, c'è di mezzo anche quella
che è una sede dove questi problemi vengono verificati, applicati anche al concetto di
effetto che hanno sull'ordine pubblico, che è il Comitato Provinciale per l'Ordine
Pubblico e la Sicurezza.
Quindi, non basta solo la volontà dell'Amministrazione in termini di riuso, ma si
valutano - e vanno valutati sempre - anche gli effetti sull'ordine pubblico e le
conseguenze. Cito una circostanza di cronaca, peraltro davvero letta sulla cronaca
cittadina, nemmeno per informazione diretta. Saprà il Consiglio che nell'estate
scorsa, dentro un grande processo di recupero dell'area Murazzi, è stata sgomberata e
murata l'arcata detenuta da un centro sociale. Ebbene, se fosse vero che basta quello
che la mozione dice, cioè che basta un progetto, basta un'idea e basta uno sgombero,
non sarebbe stato possibile, Consigliere Sbriglio e Consigliere Marrone, che di lì a
poche ore - devo dire, nella sostanziale impossibilità sopravvenuta di tutti i soggetti
pubblici di questa Amministrazione e di questa Città, anche di tutori dell'ordine
pubblico, di intervenire - quelle arcate venissero rioccupate.
Allora, non è forse semplicistico affrontare questo tema solo sotto il profilo della
volontà e del progetto? Non c'è, invece, un tema più ampio, che riguarda il rapporto
dell'ordine pubblico con il mondo dell'antagonismo? Non c'è un tema più radicale e
profondo riferito all'uso, riuso di immobili comunali - e non solo occupati - e al
rapporto che essi hanno con effetti, evidentemente, esuberanti l'aspetto meramente
patrimoniale?
Pertanto, non entrerò nel merito della mozione, né mi permetterò di esprimere un
giudizio; mi limito solo a dire che questa mozione mi sembra più di indirizzo politico
che di indirizzo amministrativo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Cercherò di essere breve, anche se gli elementi portati dall'Assessore sono
interessanti e quindi stimolano, inevitabilmente, il dibattito.
È chiaro - almeno sembrava chiaro a me e penso anche al Collega Sbriglio - che i due
punti in alternativa dell'impegnativa cercassero di segnare un discrimine in modo
non ideologico; ovvero è un discrimine che rientra perfettamente nelle facoltà di
questa Amministrazione, che sta nel distinguere tra gli interlocutori che ha davanti,
in quanto occupanti, non in buoni e cattivi, belli e brutti, di destra e di sinistra, bensì
in disponibili a un'interlocuzione con la Città per risolvere il problema occupazione,
rispetto all'attività che vi si porta avanti all'interno oppure no, o indisponibili
all'interlocuzione.
Questo è il discrimine che segna questa mozione di indirizzo, proprio perché questa
Amministrazione ha sempre - a torto o a ragione - risposto a tutte le richieste di
sgombero che si propongono sempre, e spesso siamo noi a farlo, dopo problemi di
ordine pubblico, rispetto a un'azione di forza che questa Città ritiene di non poter
mettere in campo perché, ricordava giustamente l'Assessore Passoni, sono
competenze, poteri e anche decisioni che rientrano nella sfera di intervento di
un'altra Autorità, che non è quella dell'Amministrazione cittadina. Invece
interloquire, segnare una progettualità, rientra nelle competenze di questa
Amministrazione.
L'Assessore ricordava l'esempio del centro sociale Murazzi, per la cui rioccupazione
si è mobilitata un'intera area politica nazionale, con oltre un migliaio di soggetti
convocati da ogni angolo d'Italia. Ma io vorrei ricordare anche altri esempi, come il
caso positivo della palazzina nei pressi della Tesoriera, su cui, avendo la
Circoscrizione un progetto di realizzazione di una bocciofila, allo sgombero è seguito
una cantierizzazione immediata e un riutilizzo della stessa.
In realtà, il discrimine di questa mozione si poneva rispetto invece a pensare, con chi
si trova già all'interno dell'immobile, una possibilità di riutilizzo con il
coinvolgimento fattivo, regolare e legale dell'Amministrazione e anche
dell'interlocutore. Perché è da lì che poi si segna la distinzione positiva e negativa
degli occupanti.
Vorrei ricordare l'esempio dei profughi: davanti a Palazzo Civico stanno
manifestando alcuni rifugiati che hanno occupato l'Anagrafe già due volte. Io ricordo
che questa Amministrazione aveva proposto una soluzione che può essere
condivisibile o no (io ho delle eccezioni su questo, però ammetto che almeno era un
tentativo di aggredire positivamente il problema), che era quella di offrire la
residenza collettiva, con costituzione di associazione e nomina di un responsabile.
Perché da un lato credo che portasse l'Amministrazione a rendersi conto di cosa
accade lì dentro; inoltre offriva una possibilità proprio di identificazione delle
persone che si trovano lì e un'assunzione di responsabilità da parte di un soggetto
che si assumesse, nei confronti dell'Amministrazione, la responsabilità di rendere
conto di cosa avviene lì.
Ora, non vorrei sbagliarmi, ma a me risulta che questa offerta non sia stata raccolta,
perché se ne parla da mesi e si chiede, invece, la residenza come fattore automatico,
immediato e privo di qualunque impegno da parte della controparte dei rifugiati; più
che per loro volontà, credo perché siano mal consigliati e mal gestiti da altri soggetti,
che rifugiati non sono, ma questo è un mio parere politico.
Però, ho citato questo esempio perché l'Amministrazione, in certi casi, quando c'è
qualcosa di molto visibile mediaticamente, ha fatto delle proposte. Perché non
cristallizzare questo atteggiamento come un atteggiamento generale di tutta
l'Amministrazione e della Giunta su tutte le occupazioni? In modo da poter definire
in quali casi - faccio l'esempio delle occupazioni abitative - ci troviamo davanti a
delle famiglie che magari non hanno una possibilità alternativa (questo lo dico a
prescindere da quali occupazioni si parla), rispetto a situazioni in cui, invece, ci sono
soggetti che per rivendicare una propria radicalità politico-ideologica si appropriano
di immobili comunali, dicendo al Comune: "Facciamo quello che vogliamo e non vi
riguarda".
È questo il tema che poniamo. Bocciatecelo, ma non diteci che è semplicistico,
perché in realtà è semplicistico dire che visto che è un tema complesso, la soluzione
non la si vuole trovare. O, meglio, la Giunta si assume la responsabilità (credo che
sia questa l'impostazione dell'Assessore Passoni) di valutare caso per caso.
Io ritengo che questa sia una sua giusta impostazione, legittima quantomeno, ma non
lo sia per il Consiglio Comunale, perché la Sala Rossa non si può esimere dal dare un
indirizzo al tema.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Il luogo per dibattere nel merito, fino in fondo, questo tema è la Commissione. Ho
concesso di intervenire di nuovo perché prima non c'era la presenza dell'Assessore
Passoni. Io avrei chiuso la discussione prima, perché ho chiesto se qualcuno voleva
intervenire, nessuno ha detto di sì e ho dato la parola, per chiudere, all'Assessore
Passoni.
Però rifaccio la domanda: c'è qualcuno che chiede ancora di intervenire su questo
tema?
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come dichiarazione di voto, non voteremo a favore di questa... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Almeno per esprimere la nostra contrarietà, sia nel merito
che nel metodo. Nel senso che ci sono stati casi in cui la Città ha rimesso a
disposizione della cittadinanza, attraverso processi anche di condivisione, di
partecipazione verso il terzo settore, alcuni pezzi dell'associazionismo (basta vedere
quello che è successo in corso San Maurizio), e altre operazioni che però sono state
utilizzate non per provare a militarizzare alcuni territori, ma per riproporre, in termini
più pubblici, l'utilizzo di alcuni luoghi.
Mentre dire, strumentalmente, che bisogna disoccupare quei posti, fare un'asta, non
solo è un'operazione che non ci ha mai convinto in termini di sgomberi, ma non ci
convince neanche nel tipo di proposta, perché sembra una proposta asettica, mentre è
una proposta politica che rischia anche di creare dei conflitti nella città.
Tra l'altro, molte di queste aree, anche grazie ad alcuni interventi in questo senso,
sono diventati luoghi sociali, aperti al quartiere. Non credo che tutti vadano ascritti
nel movimento anarco-insurrezionalista. Inoltre credo sia anche un po' deficitaria
questa discussione, che non distingue centri sociali, centri occupati, luoghi anche
diversi per storia e analisi.
Credo anche che la Città, attraverso l'Assessore Passoni, abbia fatto bene, come è
successo da qualche settimana, a reinquadrare un territorio difficile come quello di
San Paolo. Ci sono anche delle esperienze che vanno preservate, delle storie che
hanno espresso critiche anche forti verso le Istituzioni, ma credo che se non ci
fossero questi luoghi di aggregazione, anche per tanti giovani, avremmo anche meno
democrazia. Per quanto spesso alcuni di questi luoghi si dichiarano fuori dal sistema,
spesso un pezzo di discussione si svolge anche lì e anche con questi attori. Non è
cancellando questi attori che la democrazia può fare un passo avanti.
Quindi respingeremo con tranquillità questa proposta di mozione e credo che sia
sbagliato affrontarla in modi così semplicistici.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Scusi Presidente, ma ci sono moltissime ragioni per respingere questa proposta di
mozione, perché è puramente campata in aria, non ha una concretezza, se non quella
della provocazione. Quindi io colgo la positività della provocazione, ma sicuramente
non è sostenibile, anche soltanto nella cifra che viene indicata, come se mettendo
all'asta gli immobili occupati avremmo lo stesso valore come se fossero liberi.
È puramente strumentale. Ho visto le perizie. Dopodiché, se troviamo qualcuno che
ci mette i soldi, volentieri, possiamo fare il bando.
Colgo la provocazione. Sicuramente c'è una questione aperta, che va avanti con
molte contraddizioni, però sicuramente non si risolve a colpi di mozioni, che si sa
che poi non troveranno nessuna applicazione, se non nella della dinamica che da
tempo va avanti in questa Città. Ecco perché non ho nessuna esitazione a discutere
della questione e anche con posizioni nette quando c'è da discutere, ma respingo una
proposta di questo tipo, che non a caso in questo bipartisan vede nient'altro che un
bipartisan della provocazione, ma non della soluzione di problemi.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 34, contrari 14, favorevoli 15, astenuti 5.
La proposta di mozione è approvata.
A verbale il voto favorevole del Consigliere Magliano in merito alla precedente
proposta di mozione n. mecc. 201302901/002. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Vorrei che fosse chiaro a tutti i Consiglieri che, come spesso
succede, l'aver sottolineato atto a verbale che un Consigliere esprime un voto
diverso, non cambia l'esito della votazione, che rimane quello registrato dal voto
elettronico.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)