| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201305016/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 ottobre 2013, avente per oggetto: "'Virtual Reality & Multi Media Park S.p.A.' - Assemblea straordinaria - Deliberazioni ai sensi dell'articolo 2447 Codice Civile: approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201305177/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero, Marrone, Appendino, Bertola, Greco Lucchina, Tronzano, Coppola, D'Amico, Liardo, Scanderebech, Troiano e Ambrogio in data 29 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201305016/064) 'Virtual Reality & Multi Media Park S.p.A. - Assemblea straordinaria - Deliberazioni ai sensi dell'articolo 2447 Codice Civile: approvazione'". e della proposta di mozione n. mecc 201305181/002, presentata dal Consigliere Curto in data 29 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201305016/064): 'Virtual Reality and Multi Media Park S.p.A. - Assemblea straordinaria - Deliberazioni ai sensi dell'articolo 2447 Codice Civile. Approvazione.'". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) A questa proposta di deliberazione è stato presentato un emendamento dal Consigliere Curto. Le due mozioni di accompagnamento sono state consegnate sui vostri banchi stamattina. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Effettuo un primo intervento, perché poi immagino di dover intervenire anche dopo gli interventi dei Consiglieri. Ci troviamo oggi qui a decidere in ordine alla liquidazione della società "Virtual Reality & Multi Media Park S.p.A.". Tale società venne costituita nel 1999 per svolgere la promozione di contenuti tecnologici, sociali, culturali ed economici della multimedialità, con particolare riguardo alla realtà virtuale ed alle sue applicazioni, sia in ambito locale che internazionale. Gli amministratori della società convocarono un'assemblea straordinaria per il 18 ottobre di quest'anno, perché al 30 giugno di quest'anno la società registrava perdite per 339.000,00 Euro che azzeravano il capitale sociale e portavano il patrimonio netto ad un valore negativo. A quell'assemblea la Città arriva quindi con questa situazione, al 30 giugno, ma in realtà deve prendere atto di una situazione leggermente diversa, perché gli amministratori rappresentano una realtà peggiorativa. Infatti, nel terzo trimestre il conto economico, quindi, dopo giugno, presenta una perdita di esercizio addirittura di 683.000,00 Euro. La cosa ancora più grave, però, a parte questa perdita, è che la differenza tra il valore della produzione fino ad allora registrato e il costo della produzione è già, in soli nove mesi, quindi a fine settembre, a meno 436.000,00 Euro, ossia circa meno 48.000,00 Euro al mese. Tendenzialmente, questo è un dato ancora peggiorativo di quello che si registra nell'anno precedente. A fronte di questo, la Città (e anche l'altro socio presente in assemblea che era Finpiemonte), quindi, preso atto che la situazione è ulteriormente peggiorata, chiede una sospensione dell'assemblea fino al 30 ottobre. Arrivo, quindi, qui a proporre in Consiglio, in forma urgente, di decidere in merito allo scioglimento della società. È vero che ho chiesto un ex articolo 93, quindi una procedura urgente per l'approvazione di questa proposta di deliberazione direttamente in Aula, ma ho presentato in maniera informativa questa deliberazione in Commissione e ancora in Conferenza dei Capigruppo, quindi ci siamo chiariti in merito agli approfondimenti da fare che evidentemente in questo momento non sono possibili, perché siamo nella contingenza di dover decidere prima della chiusura dell'assemblea di domani. In sostanza, quello che emerge è - a fronte di perdite sempre maggiori - la totale assenza di prospettive. Anche perché, in linea di principio, in linea del tutto teorica, la perdita potrebbe addirittura essere solo un fatto strutturale, mentre invece l'assenza di prospettive che si registra è totale. Abbiamo previsto, però, nella deliberazione, a fronte di possibili fatti nuovi e positivi, la possibilità per il liquidatore di esercitare, in una sorta di esercizio provvisorio, la possibilità di mettere in atto tutti gli atti che sono necessari per la conservazione del valore dell'impresa (e in questo caso è compreso l'esercizio provvisorio in funzione del miglior realizzo), di procedere alla dismissione di LUMIQ (come era già nelle previsioni almeno da un paio d'anni della società) e di mantenere, per quel che è possibile, tutti i progetti che sono oggetto di contribuzione e che sono tuttora in via di svolgimento. Ovviamente, il liquidatore dovrà rendicontare trimestralmente in merito all'andamento della liquidazione, anche per valutare quello che sarà l'impatto in termini di perdita per il Comune di Torino. L'ultima possibilità ovviamente che ci riserviamo è quella di revocare il mandato di liquidazione, nel caso in cui emergessero dei fatti nuovi, anche in ordine alla gestione di quello che c'è tuttora nella società. Per ora, mi fermo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Il ricordo di questa società, che esordì nel 1999, è ricorrente, perché è situata in corso Lombardia, zona che conosco. In quel periodo, ero alle porte per diventare Consigliere Comunale, ma già nella zona si parlava della nuova Cinecittà di Torino. Dopodiché, fu enfatizzata, successivamente, ricordo, dal Presidente Pierpaolo Maza, Vicepresidente del TOROC, che disse che era un gioiello della nostra città e andava magari nelle assemblee pubbliche citando questo grandissimo gioiello. Dopodiché, ci siamo ritrovati a distanza di anni a scoprire che questa società… È ricorrente il fatto che nascano delle grosse società con delle grandi aspettative, con delle grandi frasi usate con una padronanza di linguaggio da parte della sinistra che è encomiabile, dopodiché, l'epilogo finale è sempre lo stesso, non cambia. Il finale è sempre lo stesso. Questo è diventato ormai anche un film che nessuno va più a vedere, perché alla fine è sempre lo stesso; cambiano le cifre: 10 milioni, 20 milioni, 30 milioni, 40 milioni, più o meno, a seconda della portata degli investimenti che sono stati fatti in passato. Non è che abbia qualcos'altro da aggiungere, ma il fatto più disarmante sapete qual è di questa Amministrazione, di quella precedente e di quella precedente ancora? È che poi alla fine - e con questo mi richiamo ai Colleghi del centrosinistra intellettualmente onesti e ce ne sono - si dica: abbiamo sbagliato, scusate, alla prossima. C'eravamo sbagliati… 10 milioni di Euro! Voglio soltanto ricordare la programmazione e tutto quello che è stato fatto per quanto riguarda la progettazione della Biblioteca: 16 milioni di Euro, ci siamo sbagliati. Adesso andiamo a sbagliarci da un'altra parte! Chiedo scusa per il tono, non voglio essere irriverente nei confronti né della Giunta, né tantomeno dei Colleghi, però la realtà è questa, non è che ci spostiamo molto. Guarda caso, basta andare su Internet, su questa vicenda (non lo dice Enzo Liardo, ma Internet) e viene menzionata una persona che non posso nominare, perché se no dobbiamo chiudere il Consiglio Comunale; per carità, non lo nomino. Anche su questa vicenda ha tenuto, ha tenuto, ha tenuto e siamo arrivati a 10 milioni di Euro. Sto dicendo delle stupidaggini? Smentitemi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Oracolo, stia zitto! Questi sono i fatti, questa è un'altra di quelle società che sono nate, questa è un'altra di quelle società che hanno portato via delle importantissime risorse che, oggi come oggi, non possiamo utilizzare in situazioni veramente di povertà che questa città vive e qualcuno vuole nascondere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Sono contento che almeno si arrivi ad un epilogo di questa vicenda assai straziante. Dico straziante, perché io credo che in politica gli errori si facciano come anche nelle Amministrazioni Pubbliche. Per quanto si vorrà poi ricostruire questa vicenda (e si dovranno capire gli esiti del fallimento, gli ultimi anni, quali sono stati i passaggi intermedi, che cosa ha portato ad avere dei Bilanci di attività non in pareggio ma in rosso - certo, lo si farà e lo si farà nelle Commissioni competenti -), però vorrei riportare la discussione ad una discussione politica che abbiamo fatto tante volte anche negli scorsi anni in questo Consiglio. Mi ricordo tantissime Commissioni di I più V, in cui ci interrogavamo sul futuro di Virtual e sul futuro di LUMIQ. Innanzitutto, il primo errore è stato strategico, ossia il fatto di immaginare un parco tecnologico come se fosse un parco fra i tanti, in un periodo storico in cui, purtroppo, anche grazie ai fondi strutturali europei, l'idea dei parchi tecnologici sembrava l'unica soluzione per far riemergere delle diversità produttive in questo territorio, ma invece di far emergere quella che era una rete di produttori, la possibilità dello sviluppo di un settore che doveva avere tutti i tasselli in un unico disegno, si è pensato ad un parco tecnologico con all'interno un unico mono soggetto. Credo che strutturalmente quel luogo - lo penso da anni e l'ho detto tante volte - fosse sbagliato anche come idea di parco tecnologico. L'altro giorno, facevo l'esempio di Environment Park. Per quanto sia cambiato il disegno di Environment Park, per quanto siano cambiate le aziende all'interno, per quanto siano cambiati i settori, quest'ultimo vive di una diversità di tante aziende che, in qualche modo, contribuiscono alle finalità di quel parco. L'essersi legato dall'inizio ad un solo soggetto è stato l'errore principale. Una volta morto quel soggetto pubblico-privato, l'errore ancora più grande è stato rincorrere quel soggetto, diventando dipendenti di noi stessi, ossia dell'uso di un'azienda che doveva essere privata e che non lo era più e - uso un plurale, perché credo che sia il Comune che la Regione abbiano dovuto affrontare questo problema - aver utilizzato male i fondi strutturali. Che cosa intendo con "male i fondi strutturali"? Che oltre ad avere un disegno sbagliato quel parco tecnologico, avendo utilizzato tanti fondi strutturali, per tanti anni c'è stato un vincolo. È per questo che mi rivolgevo all'Assessore Tedesco, che però non ha messo alcuna perizia e alcuna frase su questo oggetto - e vorrei che l'Assessore mi ascoltasse -. Quando si liquida, si deve avere almeno la certezza che, dal punto di vista dei fondi strutturali, si sia effettivamente lasciato il tempo giusto per non incorrere in sanzioni, perché, secondo me, uno dei problemi più grossi che la Regione avrà indagato in questi anni (in quanto soggetto che di fatto coordina i fondi DOCUP di allora), immagino sia stato anche il vincolo dell'immobile. Liquidare una società in tal senso con dei grandi investimenti pubblici, non credo fosse così semplice in questi anni. Vorrei, però, anche che l'Assessore ci desse rassicurazioni sul secondo oggetto, perché nel frattempo Virtual è diventata anche proprietaria di LUMIQ e quindi, come dice la deliberazione, le due cose si concatenano. Quindi, anche su questo, vorrei sapere qual è il disegno di fondo e qual è il mandato che si dà al liquidatore. Il Consigliere Curto ha presentato degli emendamenti proprio su questo oggetto, forse ne vorrà far menzione fra poco. Devo dire la verità: invece di entrare sempre nel merito dello scandalo - e in questo mi dispiace che anche le opposizioni, l'altro giorno, invece di discutere nel merito, alcune di esse, non tutte, abbiano voluto ritirare in mezzo…, come se ci fosse sempre un oggetto dello scandalo - io vorrei che discutessimo ogni tanto anche di progetti industriali e di come stanno le Partecipate. Perché ad un certo punto qualcuno ha detto: "Nessuno ci ha più fatto sapere del Bilancio di Virtual". Male! Male colleghi! Che in questi anni, in due anni nessuno abbia chiesto di audire questa società, sapendo che tra l'altro fino al 2010, 2011 - almeno, l'ha detto così il dottor Mora e non stento a credere - è stata in pareggio di Bilancio; allora io mi chiedo, invece però di dirci tanto di fare Commissioni d'Indagine, forse le Commissioni competenti potrebbero fare qualcosa e anche le Commissioni Controllo di Gestione credo che abbiano il diritto e il dovere di rifare questa ricognizione di tutte le Partecipate e del grado in qualche modo di stabilità delle nostre Partecipate. E su questo vorrei che ci fosse anche una separazione, perché in alcuni casi ci saranno stati degli errori, delle leggerezze, o addirittura, come nel caso di CSEA, anche in qualche modo delle omissioni, però guardate che non è che tutte le Partecipate vanno in rosso per questi motivi. Io credo sia giusto che il liquidatore ricostruisca questa vicenda, che le Commissioni competenti rivedano il Bilancio; non vorrei però che in realtà nascondessimo il punto più politico di questa vicenda, perché guardate che quando si colgono le occasioni di utilizzare fondi strutturali e grandi occasioni per il rilancio, intanto bisogna essere convinti, a) che quei settori abbiano ancora bisogno di interessi di quel tipo di investimenti… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere, Consigliere. GRIMALDI Marco b) che in qualche modo quegli investimenti, per quanto in qualche modo non di soldi della Città di Torino, sono comunque investimenti che ti vincolano. E per questo credo che ci servirà anche di lezione per altre vicende. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Credo che questo provvedimento vada analizzato in maniera molto semplice e forse schematica. Mi limito a riprendere quelli che erano stati alcuni temi in discussione in Commissione. L'unica Commissione svolta, informativa, da parte dell'Assessore su questo tema e quindi su quella che è la necessità, a mio modo di vedere, di scindere quello che è l'oggetto del provvedimento che oggi stiamo votando, cioè la messa in liquidazione in vista della chiusura dell'assemblea dei soci, è la necessità da parte dei Consiglieri Comunali di questo Consiglio di approfondire in merito a quella che è la gestione evidentemente dell'Ente stesso. Questo lo dico perché è ovviamente facoltà e prerogativa di ogni Consigliere Comunale quello di approfondire su quelli che possono essere considerati dei dubbi sulla gestione della società stessa. E' per questo motivo desidero, intanto, ringraziare l'Assessore per l'informativa, ma anche ringraziarla, perché rispetto alla tempestività di un provvedimento che potrebbe, se non fosse preso, causare ulteriori danni al nostro patrimonio, credo che si possa solo addebitare un plauso all'Assessore. Perché? Perché chi l'ha preceduta, non l'ha fatto. Non l'ha fatto nel corso di anni, perché questo è un sistema che vede perdite costanti da più anni. Io concludo, quindi, dicendo che rispetto a quelle che sono evidentemente le mozioni di accompagnamento al provvedimento, che vede interessata la Commissione Controllo di Gestione, in raccordo con la Conferenza dei Capigruppo, svolgere quella che deve essere un'analisi approfondita di quelli che sono stati fatti, peraltro con un avallo, se vogliamo, anche da parte della Giunta e dell'Assessore stesso, sia l'unico modo per cercare di far emergere, qualora evidentemente ci siano, quei nodi al pettine che noi tutti ci aspettiamo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io anzitutto non voglio ringraziare l'Assessore, perché è il suo lavoro; lo deve fare, prima di tutto, perché io credo che questa liquidazione sia un atto dovuto di una società gestita con i piedi, che probabilmente doveva essere liquidata otto anni fa, anziché essere ricapitalizzata per la prima volta. Questo forse è il tema fondamentale. Noi abbiamo alimentato per l'ennesima volta un baraccone, che ci è costato tantissimi soldi. Si parla di 10 milioni di Euro, ma se noi andiamo ad analizzare quei soldi, quei 10 milioni di Euro sono solo quelli della Città di Torino, perché ce ne sono tantissimi altri che sono sempre soldi pubblici, che quindi pesano sempre sulle tasche dei cittadini e che sono stati soldi che a questo punto noi liquidiamo e si possono definire buttati. Soldi con i quali potevamo fare altro. Io adesso vorrei capire, ma mi auguro che il voto dell'Aula per gli approfondimenti che vengono chiesti sia dalla maggioranza, sia dall'opposizione, che dalla minoranza, possano andare a far luce su quella che è stata una cattiva gestione, perché su questa deliberazione credo che siamo tutti d'accordo, perché è la certificazione che chi l'ha gestita prima, l'ha gestita male. Chi l'ha gestita male, io dico che ha delle responsabilità e mi auguro che queste responsabilità possano venir fuori il più in fretta possibile, esattamente come devono essere fatte, ma anche soltanto per non insultare l'intelligenza dei cittadini che rappresentiamo. Perché quando Torino perde in dieci anni 10 milioni di Euro, sono un milione di Euro l'anno e che poi ci troviamo a dover discutere un Bilancio a cui mettere toppe, perché non sappiamo davvero dove raschiare il fondo del barile, a questo punto io dico: "E' importante e fondamentale che il prima possibile si faccia luce su quelle che sono state le situazioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Prima il collega Grimaldi individuava probabilmente bene quello che è il tema fondamentale di Multi Media Park: un errore industriale fatto nel pensare quello spazio. L'altro giorno abbiamo avuto, abbiamo audito, in realtà ci ha chiesto di essere audita in Commissione una delle persone, credo si chiamasse Papalia, se non sbaglio, che allora avevano difeso l'ipotesi urbanistica di concentrare lì uno spazio legato alla produzione cinematografica, ma lui ci ha anche raccontato di come l'idea originale, che era un'idea a sostegno dei produttori indipendenti, si sia mano a mano tradita, tanto che il progetto iniziale contemplava un investimento intorno ai 5 milioni di Euro e la ristrutturazione finale ne costerà 21,5. Lui parlerà di "mostrismo", cioè passione per sovradimensionare l'intervento e anche ci dirà che quell'oggetto nulla aveva a che vedere con il sostegno ai produttori indipendenti, finendo invece per diventare una macchina che girava a vuoto. Sicuramente l'errore madre è stato un errore industriale; certamente questo errore industriale ha visto una struttura sovradimensionata e, peraltro, è un parco tecnologico dedicato ad un solo gestore, che è la negazione in essenza del concetto di parco tecnologico. Noi non possiamo non considerare, e io credo che la deliberazione che approviamo oggi, non possa non considerare che a questo errore industriale madre si siano poi affiancati dei fatti, per certi versi inquietanti e particolari che vanno verificati ed indagati. Faccio alcuni esempi. Tanto per cominciare il soggetto industriale che ad un certo punto si presenta per la gestione stessa del parco e che costruisce una dinamica di causa/effetto, questa Lumiq che ha al suo interno tre società, che, almeno, a logica, nulla avevano di diretto interesse alla produzione multimediale cinematografica. Inoltre questo prestito erogato nel 2004 di 2 milioni e mezzo di Euro, ma soprattutto quando nel 2005, accumulati 5 milioni di Euro di quote e affitti non versati, gli Enti Locali del territorio, gli azionisti di Virtual decidono di convertire quei 5 milioni di Euro di soldi ad avere, in quote azionarie di Lumiq stessa, generando di fatto due azioni. Da una parte una fuga, coprendo la fuga dei privati che avevano fin lì gestito e che avrebbero dovuto in realtà pagare e dall'altra parte trovandosi nella paradossale situazione di rendere responsabili tutti quanti noi cittadini torinesi di quello che sarebbe accaduto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. CURTO Michele Scusi, perché Presidente? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Perché, se lei legge, cinque minuti un Consigliere per Gruppo, tre gli altri. CURTO Michele Quindi, noi oggi ci troviamo in una situazione in cui - grazie Presidente - dobbiamo contemporaneamente capire che cosa stava succedendo e dall'altra parte decidere cosa andremo a fare. Per questa ragione, Presidente, noi abbiamo presentato un emendamento, non so se avremo la possibilità di presentarlo dopo - o se ha deciso per una discussione congiunta e comunque non ne ha informato l'Aula - e in seconda fase spiegheremo qual è la ragione di quell'emendamento e qual è l'obiettivo che vorremmo raggiungere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sulle modalità di discussione, peraltro ve le abbiamo riportate anche sul "Filippo", sono cinque minuti un Consigliere per Gruppo e tre gli altri. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Congiunta con gli emendamenti. Gli emendamenti possono essere poi illustrati anche separatamente, nel momento della votazione. La deliberazione però è congiunta con le due proposte di mozione che sono arrivate. Prego, Consigliere Curto. CURTO Michele Io chiedo scusa, Presidente, nel senso che non ricordo che abbiamo condiviso le modalità di discussione e, devo dire, Presidente, che trovo sia una discussione un po' ristretta per una deliberazione che non è stata affrontata in Commissione… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le spiego… CURTO Michele No, mi permetta Presidente, sull'ordine dei lavori. Questa deliberazione non è stata affrontata in Commissione, perché non ha avuto la possibilità di fare un iter consono e dall'altra parte oggi viene liberata con l'articolo 93 e approvata. Per cui io francamente, va bene contingentare i tempi, perché abbiamo cose importanti da discutere, ma così mi sembra un po' troppo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'abbiamo stabilito in Conferenza dei Capigruppo. L'Assessore era presente e ha anche spiegato le motivazioni dell'articolo 93 che ha richiesto. Lei purtroppo è arrivato dopo e quindi non aveva preso parte alla discussione, ma è stato stabilito di trattare l'argomento con un contingentamento dei tempi, dovuto al fatto che noi alle ore 12.00 dovremmo sospendere il Consiglio Comunale. Quindi, questo è il perché. Mi dispiace che lei non lo sapesse. Procediamo con le richieste di intervento. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Io più che un discorso di carattere tecnico - e di questo ringrazio l'Assessore - dico subito che il nostro Gruppo voterà la deliberazione; il ragionamento dell'Assessore ci convince e siamo contenti di essere arrivati, cioè, contenti no, ma siamo soddisfatti che finalmente si possa definire una vicenda che rischiava di provocare ulteriori e più gravi danni. Non entro nel merito tecnico. Ho letto la deliberazione, mi pare convincente, devo dire anche che è una deliberazione fatta molto bene, dal punto di vista proprio tecnico, anche sulle questioni che riguardano l'organo amministrativo, l'emettere una serie di certificati azionari, la delega disgiuntamente al Presidente del Consiglio di Amministrazione all'adempimento delle formalità. C'è un'attenzione anche dal punto di vista del rigore formale-giuridico che non sempre si trova nei nostri atti deliberativi. Di questo ringrazio sia l'Assessore, sia gli Uffici, che l'hanno in qualche modo costruita. Io volevo però, ovviamente in quest'Aula, parlare di questioni di carattere politico, perché questa è una vicenda che non è soltanto tecnica, questa è una deliberazione tecnica, ma nasconde una storia che è iniziata - come diceva qualcuno - oltre tredici anni fa e si conclude oggi. Io ho avuto l'avventura per due anni di partecipare nei primi anni di costituzione del Virtual Reality Multi Media Park. Ancora non esisteva Lumiq ed era ancora una società appunto detenuta esclusivamente da capitale pubblico, quindi esclusivamente con la presenza dei soci pubblici, nel Consiglio di Amministrazione di quella società. All'epoca non vi erano i personaggi di cui parliamo oggi, vi era tutta un'altra situazione, erano arrivati i fondi strutturali dall'Europa, si era iniziata quell'opera di riqualificazione. Io conoscevo anche bene quel territorio, perché sono nato a poche centinaia di metri da lì e ho visto quel bocciodromo della ex FERT, dove si girò "Cabiria", un famoso film che diede origine alla storia del cinema a Torino proprio in quei luoghi. Quindi, è vero che era esaltante pensare che si sarebbe potuto costruire a Torino qualcosa del genere. Però già devo dare atto - e devo ricordarlo qui - perché con un collega, un amico, una persona che pochi conoscono, ma che insieme a me fu nominata dal Sindaco Chiamparino, mi pare nel 2003, Paolo Pellegrini, facemmo il percorso di Consiglieri di Amministrazione di quell'Ente per poi concluderlo brevissimamente. Dopo circa un anno e mezzo - due, noi ce ne andammo, raccontammo la nostra esperienza a chi ci aveva nominato, agli Assessori, al Sindaco dell'epoca, Chiamparino, spiegando che, secondo noi il progetto era ambizioso, ma il problema stava nel manico. Noi abbiamo ritenuto, dopo aver fatto una lunga attività all'interno del CdA, che quella vicenda a Torino, con le condizioni di mercato, con quello che è il mercato internazionale, non avrebbe potuto avere gli scopi ed il futuro che in qualche misura invece qualcuno credeva. Perché Torino non è Hollywood e non è neanche Los Angeles e perché per avere degli Studios a Torino uno va a Londra, dove ne ha tre volte tanti e spende la metà. Questo sostanzialmente lo dicemmo all'epoca, parliamo del 2003-2004, quindi nove anni fa, forse profeti di sventura, però in qualche modo raccontammo come stavano le cose. Io mi sono opposto anche politicamente ad una serie di ricapitalizzazioni, perché, secondo me - a questo punto possiamo dirlo - era un modo sbagliato; senza voler usare, però, in modo strumentale questa vicenda. Lo voglio dire a tutti, al mio Gruppo del Partito Democratico che all'epoca si chiamava "l'Ulivo per Chiamparino" e votò questi aumenti e questo ripianare il Bilancio; lo voglio dire all'opposizione che non si deve utilizzare strumentalmente... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere, la invito a concludere. CASSIANI Luca Ho cinque minuti. Sono a tre minuti e quaranta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). …non si deve usare strumentalmente questa vicenda per attaccare politicamente qualcuno. Questa è una vicenda che aveva un grande sogno, un grande progetto. Qualche volta i progetti si sbagliano. In questo caso il progetto era sbagliato, perché il problema stava nel manico, cioè non poteva reggere, non poteva resistere in questa Città una vicenda che avesse quel tipo di prospettiva. Soprattutto la vicenda del girare negli interni, il "motion capture" e una serie di altre vicende che riguardano una serie di tecniche che volevano essere utilizzate in quel periodo, non erano sicuramente redditizie e non potevano diventare uno dei business più importanti del sistema cinema torinese. Ci furono poi anche invidie, gelosie, questioni nel mondo del cinema che riguardano i vari posizionamenti di figure importanti di questa Città, ma questo diciamo: "è a latere". Il tema vero è che noi arriviamo a fare una cosa, che si poteva fare prima, è vero; probabilmente avremmo pagato un prezzo anche di carattere patrimoniale, rispetto ai fondi strutturali, molto più ampio, molto più grave, molto più incidente ed è una responsabilità che però dobbiamo sentirci di prendere insieme ad altri Enti pubblici che hanno partecipato a questo progetto: la Regione e la Provincia di Torino, il Politecnico, l'Università e la Camera di Commercio, perché all'inizio, in questa avventura, tutti furono coinvolti. Ci fu un errore di valutazione. Siamo qui a dire che gli errori bisogna ad un certo punto sapersi accorgere di quando diventano troppo grandi, bisogna chiuderli. Si poteva fare prima, è vero. Probabilmente nella scorsa mandatura, io ero Consigliere, si poteva fare. Dal 2006 al 2010 abbiamo avuto molte occasioni per poterlo fare, non l'abbiamo fatto. Sono felice che si faccia oggi. Che la cosa venga però utilizzata a scopi politici, o di lotta politica, o di strumentalità per attaccare qualcuno, a me pare un lavoro veramente di bassissimo livello e non credo sia questa la sede. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. CASSIANI Luca Non voglio che diventi un altro caso CSEA, che ha tutt'altra storia, tutt'altro impegno. Se si vuole però usare strumentalmente, non è questo il settore nel quale io mi voglio muovere. Mi voglio muovere nel fatto di ringraziare l'Assessore per il lavoro svolto… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Grazie Consigliere. CASSIANI Luca Sto terminando, mi ha interrotto cinque volte. Ringraziare l'Assessore per il lavoro svolto, dire che si è fatta una cosa giusta, che qualcuno l'aveva detto, e non solo di questa maggioranza. Devo dare atto che anche alcuni membri dell'opposizione, che spero poi lo possano dire, in modo trasversale lo dicemmo, l'abbiamo detto, ripetuto alla Regione quando governavamo noi, alla Regione quando governavano altri, al Comune quando c'erano altri Assessori, adesso finalmente lo facciamo. Credo che si chiuda questa vicenda, ovviamente il Consigliere Curto ha ragione nel dire che le responsabilità vanno accertate, ma questo "?a va sans dire". E' ovvio che il liquidatore essendo un pubblico ufficiale, dovrà fare tutto ciò che la Legge prevede e assicurare, se ci sono delle responsabilità civili, penali, amministrative, tutto quanto alla Magistratura competente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non ho altri interventi... Adesso ho registrato altri interventi. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io ho ascoltato con attenzione gli interventi anche dei colleghi di maggioranza e ho percepito, anche se molti sono stati ispirati da onestà intellettuale, un certo imbarazzo. Perché qui, intendiamoci, non ha senso evidentemente chiedere una Commissione d'Indagine ad hoc, nella misura in cui non risultano irregolarità, o scandali su cui indagare; un approfondimento, però, delle modalità di gestione, questo sì. Evidentemente è un problema di gestione, perché se una Società, su cui la Città ha tanto investito, perché a casa mia quando arriviamo sopra i sei zeri di cifra, evidentemente diventa tanto, allora dobbiamo capire che cosa è successo. Io non mi permetto di dare dei giudizi senza avere ancora in mano i dati. E' per questo che chiediamo l'attivazione come opposizione, noi, insieme alla Lega Nord che ha presentato la richiesta e gli altri colleghi, di demandare all'Organo a ciò deputato, ovvero alla Commissione Permanente di Controllo di Gestione, un approfondimento. Un giudizio però, politico e non di responsabilità amministrativa già mi sento di darlo, perché evidentemente questa Città ragionando sui grandi sistemi, ha cercato di porre rimedio al venir meno della vocazione manifatturiera e produttiva di questo territorio che dava da mangiare e dava da lavorare a questo territorio, con una conversione in ambito di business di cultura in tutte le sue varie forme. Dobbiamo dirci che però, per i campi in cui è scesa in campo - scusatemi il bisticcio - il Comune di Torino, per esempio, in questo aspetto che è collaterale al mondo del cinema, evidentemente un fallimento politico-amministrativo è nelle cose, è in questa deliberazione, senza dover neanche aggiungere un altro indirizzo politico. È nel costringerci a liquidare in fretta e furia una Società, che doveva coprire quel business e quella vocazione ed evidentemente dobbiamo concludere, o che non c'è spazio per quel business - e io non credo - o che quel business è stato gestito male. E credo sia esattamente questo. Io, guardate, concludendo mi sento solo di dire una cosa: "Ben venga l'emendamento che chiede preventivamente al liquidatore di collaborare con il Consiglio". Perché, almeno, mettiamo le mani avanti rispetto ad atteggiamenti che abbiamo già visto in altre situazioni di ben scarsa collaborazione, con la funzione di indirizzo e controllo che il Consiglio ha il dovere, oltre che la competenza, di esercitare. In realtà, però, l'approfondimento in Controllo di Gestione è obbligatorio, perché io ricordo un elemento che ho già detto in Commissione. Ovvero: si chiede alla Sala Rossa, perché è la sua competenza, di provvedere con deliberazione alla nomina di un liquidatore di Virtual; in realtà, se sommiamo questa vicenda a tante altre, stiamo diventando noi stessi politicamente i liquidatori dei mandati da Sindaco, precedenti all'attuale. Questo è un dato politico e i liquidatori, quello di Virtual per Virtual, come noi per tutte queste vicende, hanno il dovere di approfondire, perché la cittadinanza ha il diritto di sapere. Questi naturali ragionamenti ci portano ad aprire alla deliberazione di liquidazione, quantomeno per cercare di porre immediatamente rimedio a quello che è un danno oggettivamente erariale rispetto a continue perdite di una realtà che non funziona e la cui liquidazione comunque è scritta già normativamente nello stato delle cose future, ma dall'altra parte esigiamo che ci siano lo spazio e quindi gli strumenti, affinché possano rilevare le vere responsabilità dettagliate da un punto di vista di gestione amministrativa, su quello che ha portato l'ennesimo strumento di investimento, su cui la Città ha tanto scommesso e poi sarò curioso di capire, una volta che la Commissione inizierà a lavorare, di che cifre esattamente stiamo parlando, a trecentosessanta gradi, non solo con i prestiti e le ricapitalizzazioni, ma con i lavori di patrimonio immobiliare, la messa a disposizione di servizi e tutte le altre modalità di sostegno indiretto che abbiamo già visto in altre vicende passate e una volta che avremo quei dati, capire chi ha sbagliato e dove, perché quanto meno a fronte di un ulteriore fallimento di gestione amministrativa, la cittadinanza ha il diritto di saperne le responsabilità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io in realtà sarò abbastanza breve, perché comunque ho avuto l'onere di presiedere la Commissione quando si è discusso del tema, ed è stato approfondito anche molto, quindi non voglio ripetere quanto detto in Commissione. Certo è, come ho detto allora, che noi prendiamo atto di questa contingenza. Fa un po' ridere, sorridere amaramente, dover quasi ogni lunedì, arrivare qua in Aula e dire: "Prendiamo atto di una contingenza", perché sta diventando quasi una delle frasi più ripetute da questo Consiglio. Allo stesso modo siamo stati, come anche il resto dell'opposizione, favorevoli a distinguere la deliberazione e quindi tenere i due piani separati. L'abbiamo detto anche all'Assessore Tedesco, l'hanno detto i Consiglieri prima di me. Quindi, contingenza, okay articolo 93, andiamo avanti con la deliberazione, perché evidentemente ad oggi non ci resta che prendere atto della necessità di portare avanti la liquidazione, però dall'altra bisogna capire, Assessore. Lo dico a lei, perché oggi lei ha le deleghe, ma evidentemente bisogna capire cos'è successo. Perché se questo poteva essere un progetto - e io condivido quanto ha detto il Consigliere Grimaldi - un progetto che è nato probabilmente sbagliato, e poi, visto quanto accaduto e quanto ci dice la storia dal 1999 ad oggi, effettivamente c'è stato un qualcosa che è andato storto e adesso non voglio mettermi qui a fare la storia, perché evidentemente sarà il lavoro che farà la Commissione Controllo di Gestione, però ad oggi quel che rimane di questa vicenda non è tanto quello per cui era nata, quindi effettivamente un polo a cui potevano appoggiarsi produttori indipendenti, che poteva far nascere un qualcosa che avrebbe portato sia lavoro evidentemente per il territorio, ma anche probabilmente un ritorno di immagine, insomma, tutta una serie di cose che avrebbero avuto una ricaduta molto positiva sul territorio; quello che rimane di questa vicenda è: deficit, ricapitalizzazioni, prestiti. Addirittura siamo in una situazione in cui rinunciamo a degli interessi attivi e li portiamo a sopravvenienze attive per aiutare la società, quindi addirittura una perdita di interessi, debiti e quindi, direi che queste parole da sole già fanno capire qual è la situazione. Io volevo anche ringraziare gli Uffici, perché ci hanno mandato tutta la documentazione che abbiamo chiesto. Io ho cominciato a guardarla quella documentazione, i Bilanci in particolare, e devo dire che mi ha fatto molta impressione leggere nel Bilancio di Lumiq al 31/12/2012 testualmente che: "Lumiq aveva potenzialità di ricavi a fronte di spese sostenute". Questa frase mi ha impressionato, perché mi chiedo: " Ma, com'è possibile" - e quindi torno a quanto diceva il Consigliere Marrone - "che la situazione sia veramente precipitata? Com'è possibile che al 31/12/2012 in un Bilancio si legga, quasi in modo rassicurante, che ci sono potenzialità di ricavi a fronte di costi sostenuti nell'esercizio e quindi evidentemente i vantaggi si avranno nel 2013 e poi arrivare al 30 giugno 2013 in una situazione disastrosa? Com'è possibile"? Io non voglio - come diceva il Consigliere Marrone - mettermi qui evidentemente a giudicare, non ho gli elementi per farlo, però, qualcosa nella gestione dal punto di vista amministrativo delle scelte, è andato storto. Chiudo parlando del tema del liquidatore. Condivido quanto ha detto il Consigliere Curto, però ci tengo a dire - quindi mi ricollego a quello che dicevano anche gli altri Colleghi dell'opposizione - che il liquidatore farà il suo dovere ed è giusto che lo faccia, però noi Consiglio dobbiamo fare il nostro, quindi bisogna assolutamente andare a capire cos'è accaduto in passato. Lo dico non perché ci sia una forma di giustizialismo in questo contesto e neanche di sciacallaggio politico - lo dico al Consigliere Paolino, in particolare - ma, evidentemente a fronte, si parla, io non ho visto i numeri, di 10 milioni di buco, penso che sia dovere di tutta l'Amministrazione, opposizione e maggioranza, capire cosa sia successo. Non tanto per puntare il dito, perché io penso che su questo, comunque, se verranno fuori dei nomi, delle responsabilità, non spetterà neanche a noi farlo; se ci saranno delle responsabilità penali, saranno altri evidentemente ad entrare nel merito e capire, ma a capire come possiamo fare per non fare quegli errori. Perché qua non stiamo parlando di soldi nostri, lo sappiamo tutti; stiamo parlando di risorse dei cittadini, di un'opportunità che è stata gestita male, che poteva generare ricadute positive sul territorio e chi ci perde siamo tutti, ma tutta la Città evidentemente, non i Consiglieri Comunali. Quindi, ribadisco l'importanza di capire effettivamente cosa è andato storto, come e perché. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Ogni tanto conviene anche interrompere il silenzio, al quale uno si obbliga, più che altro per dare soddisfazione al Consigliere Liardo, che mi obbliga a puntualizzare talvolta. Io credo che il Presidente Cassiani abbia fatto bene, gli va riconosciuta un po' di onestà intellettuale, a prendere la parola, lui è il Presidente della Commissione Cultura, di fatto Virtual e Lumiq non stanno nelle attività culturali, ma rispondono alle attività produttive. Dico questo perché avviene anche in Regione e quindi sono più sereno nel parlarne. Non è una responsabilità mia diretta, anche se con l'Assessore Braccialarghe qualche anno fa cercammo di portare a miti consigli chi aveva la responsabilità nell'Amministrazione Comunale, in relazione a Lumiq. Non erano un'opportunità, Consigliere Appendino, Lumiq e Virtual. Erano un errore strategico, erano un errore non solo tattico. Ci fu una confusione assoluta dell'allora Assessore Perone, che pensava di realizzare qui una struttura utilizzando fondi europei, che fosse calamita ulteriore per le produzioni cinematografiche. E questo va detto, un errore industriale, si può riconoscere, la politica sbaglia. Non bisogna però commettere l'errore - e qui ha di nuovo ragione il Consigliere Cassiani - noi dobbiamo parlare del futuro, dobbiamo fare in modo che la politica eserciti appieno il suo ruolo, ma non dobbiamo commettere l'errore di dimenticare di andare a fondo sul capire che cosa non ha funzionato. Era sbagliato l'indirizzo industriale? Certo. Ma era sbagliato anche l'accanimento terapeutico che alcune Amministrazioni Pubbliche ed alcuni manager scelti dalle Amministrazioni Pubbliche hanno posto in essere. Il pareggio di Bilancio era reale, o era un pareggio reale dopato? Anche questo è un tema che dobbiamo comprendere, perché se l'accanimento terapeutico era reale, evidentemente si era cercato, io ne ero contrario, l'ho detto più volte, di portare tutte le risorse possibili lì, perché si doveva dimostrare che quella struttura era in grado di continuare a funzionare. Sarebbe anche interessante capire quali sono, assolutamente difformi dal fine istituzionale, le attività che Lumiq-Virtual ha cercato di realizzare per generare risorse che hanno di nuovo generato ulteriore accanimento e rinvio nella decisione che oggi prendiamo e che non può essere quella di cui si è parlato quest'oggi. Consigliere Cassiani, ricordiamolo però, eravamo tutti qui, la stragrande maggioranza di noi conosce com'è andata, quando lottammo e discutemmo perché non si arrivasse a quella ricapitalizzazione, perché il travaglio era dell'Amministrazione, era delle Assemblee, era della Città; si sapeva che si rimettevano risorse in un progetto che non aveva ragion d'essere e di andare avanti. Bisogna essere però, a questo punto, un po' più lucidi e capire che cosa deve accadere di quel contenitore; non di quell'attività, perché quell'attività è destinata a cessare. Vi racconto un fatto, lo avrete letto sui giornali; ieri sera credo sia andata in onda la prima puntata della fiction su Adriano Olivetti. È una fiction prodotta da Rai Fiction - perdonate il bisticcio, ma non è colpa mia - prodotta dalla Rai, finanziata da risorse pubbliche, una produzione di circa nove settimane, una settimana e mezzo girata in Piemonte, le restanti settimane a Praga, perché è consuetudine andare a girare laddove la manodopera costa meno, perché non si utilizzano più gli Studios, non si utilizzano più le... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Coppola, la invito a concludere. COPPOLA Michele Sì, ho davvero finito Presidente. Sia generoso una volta, faccia prevalere le ragioni del cuore e non quelle… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sarò generoso come lo sono stato con gli altri Consiglieri. COPPOLA Michele Sì, ha ragione. Voglio dirvi questo: noi oggi avremo modo di parlare, più tardi, del sistema cinema con un emendamento al Bilancio, che cerca di rimediare ad una contrazione di trasferimenti alla Film Commission. Noi abbiamo trasformato una parte di Torino, dieci anni fa, portando in un luogo che allora era periferico, un contenitore che ospita le produzioni cinematografiche, che aiuta le produzioni cinematografiche nella logistica e che oggi è un luogo centrale, perché con la nuova Università, con il Campus Einaudi può diventare qualcos'altro. La vera sfida, allora, è capire se il liquidatore può verificare se il Cineporto che oggi è un ruolo logistico, che ospita chi produce e che viene da fuori, possa trasferirsi in quel contenitore in corso Lombardia e portare in una zona periferica della Città, facilmente accessibile alle vie di trasporto e alle tangenziali e alle autostrade, le produzioni cinematografiche che arrivando da fuori, non hanno esigenza di essere in centro, ma hanno semmai bisogno di qualche spazio in più per ospitare qualche elettricista in più, qualche falegname in più, qualche produzione a supporto dei film ospitati in Piemonte. Io credo, quindi, che sia questa la vera sfida, fare una verifica degli errori fatti, chiedere ai manager che furono scelti di non occuparsi più di denaro pubblico, perché nella missione hanno sbagliato e destinare quel luogo ad una nuova vita che stia nel cinema e che grazie al cinema lavori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Questa vicenda di Virtual che il Consigliere Cassiani ed il Consigliere Coppola hanno ripercorso a grandi passi, mi pare che comunque nelle valutazioni che abbiamo sentito dal Consigliere Marrone e dal Consigliere Appendino, vi siano due possibilità, fondamentalmente: o, da un lato, che vi sia stata una difficoltà di gestione, un'incapacità di sfruttare appieno delle possibilità e questa è una tesi, oppure - tesi che sempre dall'opposizione viene delineata - che ci trovassimo in una situazione di errore industriale, quindi di un mercato che non avrebbe potuto svilupparsi. Sono due possibilità evidentemente con delle considerazioni di natura quasi opposta, che vengono a formarsi. Io credo sia fondamentale per noi comprendere come questa occasione non sia potuta andare a buon fine. I termini però, che io userei in questa situazione, non sono quelli di far luce, perché far luce presuppone che ci sia una nebbia, un'oscurità, mentre non mi pare che ricorra quest'eventualità nel caso che stiamo esaminando. Quindi, più che far luce, secondo me, i termini adatti sono comprendere e verificare. Io credo, quindi, che non ci sia alcuna preclusione e, anzi, ci sia un'esortazione affinché la Commissione Permanente del Controllo di Gestione - tra l'altro è il suo compito istituzionale - approfondisca questa tematica; sia eventualmente per comprendere i gravi errori eventualmente commessi nel passato, sia per farne lezione e quindi per il futuro riuscire a dare delle indicazioni diverse. Vorrei soltanto segnalare che quando si parla di responsabilità di un amministratore, dobbiamo fare attenzione, perché la responsabilità di un amministratore, al di là di quella di condurre un'azienda nel modo ottimale, non è che gli si possa indossare qualunque andamento di un mercato, o anche l'andamento della propria azienda. Un amministratore deve amministrare al meglio, con tutta la diligenza di cui è capace, ma non è che qualunque risultato negativo automaticamente comporti una sua responsabilità, una sua colpa personale, perché, viceversa, andremmo a caricare di responsabilità di cui invece sono tutte da appurare. Sono d'accordo, quindi, con quanto diceva il Consigliere Ricca, di verificare quelle che sono le responsabilità, però sempre ricordandoci di quali sono le difficoltà, perché con il senno di poi tutti sono capaci ad amministrare le aziende e a farle andare bene, nonché a vincere gli scudetti. Invece prima diventa più complicato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Io ho registrato il Consigliere Viale, o sbaglio? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Alla fine. Abbia pazienza. Ho registrato il Consigliere Viale, o sbaglio? È registrato? Ha alzato la mano? Sì. Va bene. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non è che volessi intervenire, però il dibattito mi porta ad una riflessione. Siccome quando nel 1998 si fece la prima deliberazione sull'area FERT ed il Consigliere Coppola c'era e qualcun altro c'era, oggi il Consigliere Cassiani ha ragione nel dire che alcune cose non sono andate come dovevano andare. Io, che all'epoca ero tra i più scettici su tutta questa magnifica sorte progressiva del cinema a Torino e quindi dell'area FERT, devo solo ricordare, per dovere di cronaca e un po' per compensazione, che in quegli anni ci fu anche la decisione di spostare il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, ci fu anche la nascita della Film Commission, per cui, tutto il contesto dell'area FERT, che allora era un'area periferica da riqualificare, perché oggi, dopo parecchi anni, quell'area è cambiata, sembrava che dovesse funzionare molto meglio. Alcune cose hanno indubbiamente funzionato, nel senso che il Museo del Cinema alla Mole è qualcosa che occupava il principale monumento cittadino, quindi oggi sembra una cosa naturale, ma all'epoca non era così; le proposte erano dal fare un Museo del Piemonte a tantissimi altri musei di altro tipo e via dicendo. La Film Commission, che invece ha avuto il suo buon successo, nel senso che oggi è una delle cose di punta in questa Città; l'area FERT per quanto riguarda questa idea di riportare la produzione cinematografica a Torino, che vedeva me scettico ed altri, ma devo ammettere che non è che avessimo ragione, però il clima di quegli anni mi sembra di ricordare che l'entusiasmo fosse generale e anche eccessivo da parte di tutti, per cui oggi è facile 15 anni dopo dire che si è sbagliato tutto. Sicuramente ci sono stati errori dopo, ma credo che quell'intuizione di allora di rilanciare in qualche modo tutto il tema cinema a Torino, a partire anche dal "Festival del Cinema" e tutto il resto, ha funzionato e oggi siamo qui a liquidare una parte che ha funzionato meno, ma il resto continua a funzionare. Lo dico, soltanto perché il dibattito mi sembrava che dimenticasse un po' e fosse un po' ingeneroso nei confronti di questo aspetto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intervengo per complementare quello che ha detto la mia Collega, perché in quegli anni lì, fine anni Novanta, inizio anni Duemila io non ero in politica, però nell'ambiente invece delle nuove tecnologie eccetera, c'ero, e quello era effettivamente un momento in cui in tutta la Città c'era un po', come in tutta Italia e in tutto il mondo, c'era questa specie di corsa all'oro, per cui si pensava che qualunque iniziativa legata ai computer, alla rete, alla realtà virtuale, eccetera, avrebbe sicuramente avuto successo e fatto un mucchio di soldi. Quindi io posso anche capire che in un momento del genere la Città abbia anche pensato di investire in una roba del genere. Quello che però assolutamente non riesco a capire, è come mai quando quel clima finì, e finì già nel 2001, 2002 e si capì che questa roba forse c'era, ma era una roba di lunghissimo periodo e non sostenibile a breve, e forse non fattibile in ogni angolo del globo, forse non tutto era la Silicon Valley, non si sia a quel punto preso atto del fatto che questa cosa sostanzialmente non funzionava, perché anche sentirmi dire che già 10 anni fa - anche esponenti della maggioranza segnalavano questa cosa - ci si chiede, perché non se ne siano tratte le conseguenze debite e si sia andati avanti per altri 10 anni a creare buchi su buchi. Credo che questa sia la vera domanda dal punto di vista politico, forse anche dal punto di vista della Corte dei Conti, che bisognerà porsi anche nell'analisi che farà eventualmente la Commissione Controllo di Gestione. Effettivamente, allo scopo di rinforzare quello che ho detto e anche di aiutare la Commissione, vorrei ricordare quello che ci ha dichiarato direttamente il senatore Esposito durante l'audizione della Commissione CSEA, perché quando cominciammo a parlare di CSEA, lui parlò anche, sia pure molto en passant, di questa vicenda. Adesso vorrei leggere, per evitare di attribuirgli cose che non ha detto, disse che: "ci furono parecchie discussioni in contrasto tra noi che stavamo in Provincia e il Comune, perché in Provincia c'e una maggiore percezione della situazione di difficoltà"; lui parla di CSEA all'inizio e poi si allarga e dice: "La Provincia vide prima alcune situazioni che poi puntualmente si sono conclamate come situazioni di…, possiamo chiamarla cattiva gestione, fallimento. Penso alla Multi Media Park, da cui uscimmo, peraltro su esplicita battaglia fatta allora dal Gruppo di cui ero Capogruppo". E poi cita le società dei Comuni della zona di Piossasco, i Patti territoriali, l'ASSOP e altre iniziative. "Se si vanno a riprendere i verbali di quegli anni, 2004, 2005, 2006, su questo tema c'era una profondissima diversità di vedute, sia politica, di merito tra la parte politica, il Comune e la Provincia, e la parte della struttura dirigenziale come Provincia. Gran parte del merito, l'intuizione per quanto riguarda la Provincia, era in capo al dirigente di allora che aveva chiarissimo, con ampio anticipo, qual era la situazione dei conti. Però su questo c'è stata sempre una grande difesa da parte del Comune, in capo a - credo di non poter fare nomi, ma lo chiamerò il vice innominato - e non solo. Devo dire anche a pezzi consistenti di Consiglio Comunale su questo tema". Emerge direttamente dalle persone che c'erano in quel periodo lì, stiamo parlando del 2004-2005, che si era perfettamente coscienti di questa situazione, tanto che, ci dice Esposito, la Provincia se ne chiama fuori, ma in Comune a tutti i costi vogliono difendere questa iniziativa e ce la portiamo fino al 2013. Allora, credo, che forse, se vogliamo appurare le responsabilità politiche di questa vicenda, sia il caso di andare a capire come mai il Comune abbia voluto portarsela avanti fino al 2013. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Nel merito ha espresso la posizione del Gruppo Consiliare il Consigliere Cassiani, integrato dal Consigliere Araldi, di cui condividiamo in pieno quanto da loro espresso. Io ho due brevissime considerazioni. La prima è che molti Consiglieri del nostro Gruppo mi hanno fatto notare, mi hanno ricordato - e lo vogliamo dire a verbale - che questa deliberazione rende merito ad una battaglia portata avanti da molti Consiglieri del PD, in particolare da Giulio Cesare Rattazzi, quindi lo vogliamo ricordare proprio in quest'occasione, perché lui si è battuto moltissimo per la chiusura di questa vicenda, e ha sempre sollevato dubbi, ha sempre espresso la sua opinione in merito alla necessità di chiudere Multi Media Park, quindi ci sembrava giusto ricordarlo. La seconda considerazione è sulla mozione, sulle mozioni collegate. Noi riteniamo che la strada della Commissione di Controllo di Gestione sia la strada giusta, la strada maestra e non immaginavo ci fosse bisogno di ribadirlo in una mozione, ma è quello che ci indica il nostro Regolamento e la nostra organizzazione interna. Noi riteniamo che sia giusto che ci sia questa Commissione permanente che prima non lo era, e che svolga appieno il proprio lavoro, perché davvero si possano valutare le decisioni politiche, la Magistratura può valutare le questioni legate all'applicazione delle norme, il Controllo di Gestione deve verificare non solo sul passato, ma anche sulla quotidianità, e noi riteniamo giusto che questo avvenga. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Chiede di intervenire? Io guardo, però dovete alzare la mano, quando chiedo se ci sono degli interventi, perché altrimenti non posso ipotizzare che un suo Collega vuole intervenire. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ho ascoltato le parole del Consigliere Paolino e va tutto bene; l'unica cosa, credo, che la mozione debba in qualche modo essere validata, perché se non lo si fa, è chiaro che non possiamo fare un lavoro comunque a ritroso e di ricerca, quindi la Commissione Controllo di Gestione lavora su quello che è il momento attuale, ma in questo caso quelli che poi sono tutti i lavori della scorsa tornata amministrativa, devono per forza essere avallati dalla mozione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Molto brevemente volevo fare un ringraziamento ai Commissari della I Commissione e a tutto il Consiglio, che mi ha permesso di portare la deliberazione velocemente in Aula e decidere, perché siamo in procedura d'urgenza. La maggioranza dei Consiglieri hanno espresso la necessità di, oltre al fatto di distinguere i percorsi deliberazione dal percorso di approfondimento, quindi evidentemente quello sarà oggetto di Commissioni successive o addirittura di un'apposita convocazione di Commissione Controllo di Gestione. Però una cosa ci terrei a dirla. Innanzitutto il discorso sui fondi strutturali. Se non è stato possibile avere i chiarimenti ora, è solo perché in questo momento noi siamo già in situazione di liquidazione, quindi era necessario, comunque, arrivare ad una decisione. E proprio per questo abbiamo previsto per il liquidatore un mandato molto ampio, compreso quello di gestire tutta la partita dei fondi strutturali, e poi anche la possibilità di esaminare quello che è venuto fuori dagli interventi del Consigliere Coppola, in ordine alle prospettive future. Il liquidatore avrà anche questo mandato. Dopodiché non sono sicura che fosse sbagliata la strategia, e fossero sbagliate le premesse. Probabilmente erano giuste le premesse e non si sono verificate delle condizioni. In questo momento non sono in grado di dirlo, però sono sicura che un approfondimento della Commissione potrà dare risposta anche a questo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio naturalmente prima di tutto l'Assessore Tedesco e il dottor Mora che stanno seguendo questa vicenda, e ringrazio tutti i Consiglieri, sia per il dibattito di questa mattina, sia per il contributo che hanno dato, la riflessione in Commissione. Brevemente, perché condivido quanto l'Assessore ha detto in apertura di questo dibattito. Si è fatto anni fa, come sappiamo, un investimento significativo che era finalizzato a due obiettivi. Il primo che io ricordo, perché essendo torinese, un po' di cose di questa Città le conosco e le ho viste, recuperare delle strutture che erano abbandonate da lunghissimo periodo, perché dove oggi c'è il Virtual, Corso Lombardia, 196, è dove è nato il cinema in Italia e dove è stato girato "Cabiria". Erano gli stabilimenti della FERT, dove è nato il cinema in Italia. Quegli stabilimenti dal dopoguerra fino a quando sono stati recuperati, erano stati sostanzialmente inutilizzati. Talora usati per dei box provvisori e transitori, per dei magazzini, per degli utilizzi temporanei, ma mai si era avuto un progetto di recupero di un bene che, anche solo dal punto di vista della storia e della cultura della Città, era giusto recuperare, perché uno dei vanti di questa Città, che è testimoniato ogni giorno dal Museo del Cinema, è che il cinema è nato in Italia in questa Città, ed è nato in quel luogo. Quindi la prima ragione per cui si fece quell'investimento, era recuperare un pezzo della storia della Città. E io credo che fosse un'ispirazione giusta. Secondo, recuperarla ai fini per cui quel luogo era sempre stato deputato, scommettendo che un forte investimento di Torino nella cultura, che in quegli anni è iniziato, e prosegue fino ad oggi e che ha investito tutti i settori culturali nella vita della nostra Città, potesse avere un esito e una espansione anche nel settore cinematografico. Dopodiché la vicenda di questi anni dimostra che quella scommessa ha dovuto fare i conti da un lato con un mutamento del mercato, perché anche il mercato cinematografico è cambiato radicalmente. È cambiato per esempio nel fatto che rarissimamente si fanno film, si realizzano pellicole e film negli Studios. Quasi tutte le ambientazioni si fanno in esterno. A meno che uno non faccia un film sulle Crociate, è evidente che allora deve ricreare un ambiente, o un western, anche lì deve ricreare un ambiente, però in Piemonte è difficile trovare le Montagne Rocciose; vorrei ricordare che questo palazzo è spesso luogo di sceneggiature… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma quello è un altro film. Anche il Palazzo Comunale viene usato per degli esterni. Alcune scene di "Benvenuto Presidente" di Bisio, sono state girate nel mio Ufficio. Quindi, da questo punto di vista, questo fatto che tutti gli scenari siano ormai realizzati in esterno, riduce fortemente l'utilizzo di Studios per la realizzazione di film, se non a casi particolari con una difficoltà di continuità di iniziativa. È vero che c'è un altro settore su cui gli Studios possono essere utili, che è tutto il settore dell'audiovisivo, della realizzazione di spot pubblicitari, che in effetti è un'attività che al Virtual si è realizzata in questi anni, però con volumi e fatturati insufficienti a reggere quel tipo di struttura. Dico anche che l'Amministrazione non si è soltanto mossa in quest'ultimo periodo per arrivare alle determinazioni, che qui stiamo assumendo, ma noi nei mesi scorsi abbiamo anche preso contatti con tutti i principali operatori del settore audiovisivo, dalla Rai alla Sky a Mediaset, per verificare se fosse possibile l'utilizzo di questi Studios per le attività di fiction e attività televisive, audiovisive di questi grandi gruppi che sono poi i tre fondamentali gruppi che operano nel nostro Paese. E tutti sono venuti a visitare gli Studios, tutti li hanno considerati, dal punto di vista infrastrutturale, certamente delle strutture di eccellenza, ma hanno tutti denunciato il fatto che hanno i loro impianti non saturati, quindi prima di utilizzare impianti terzi, saturano i loro impianti. Questo mi è stato detto da tutti gli amministratori delegati di tutte queste tre società, con cui ho direttamente parlato. Di fronte a questo fatto, di fronte al fatto che c'è quindi un mutamento del mercato e una insaturazione di quelli che già sono gli operatori, mi pare che non resti altro che prendere atto che quella scommessa che era stata fatta, è una scommessa che oggi non ha la possibilità di essere proseguita. Dico anche, perché è così, vale per il pubblico e per il privato, si fanno dei progetti, si fanno degli investimenti e non è che tutti vanno in porto. Se tutte le volte si dovesse mettersi nella logica della Commissione d'inchiesta nello scoprire chissà cosa, dovremmo mandare in Tribunale tutti gli imprenditori a cui capita di fallire. Ma non è così. Ci sono quelli che falliscono con la bancarotta, ci sono quelli che falliscono, perché il loro investimento, il loro progetto industriale non ha prodotto i risultati e gli esiti sperati. Bisogna anche avere un minimo di laicità di fronte alle cose. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, dopodiché noi dobbiamo essere tutori delle risorse pubbliche, ma le ragioni per cui un progetto fallisce, possono essere le stesse, che il mercato non determina le condizioni per portare a casa quella redditività, quell'esito che tu speravi avvenisse. Vale per un operatore pubblico, vale per un operatore privato. Dopodiché siccome noi siamo responsabili e tutori di risorse pubbliche, è giusto approfondire tutto ciò che c'è da approfondire, c'è una Commissione presieduta dal Consigliere Carbonero, che ha questo compito, e farà tutti gli approfondimenti che sono necessari. Dobbiamo porci immediatamente - e lo stiamo facendo - anche però il problema dell'utilizzo di quella struttura, perché quell'infrastruttura è un investimento, un modo per tutelare quelle infrastrutture e quell'investimento e le risorse che ha comportato, che ha assorbito, è quello di non lasciarlo deperire. E quindi qui noi stiamo lavorando a più ipotesi. Una è un'ipotesi che è stata avanzata qui anche dal Consigliere Coppola, e io lo ringrazio, e la esamineremo immediatamente, è quella di unificare su quel sito tutte le attività di sostegno alla produzione cinematografica che a Torino si realizzano, in particolare oggi tutto ciò che ruota intorno al Cineporto di Vanchiglia. Tra l'altro, non c'è dubbio che la struttura di Corso Lombardia sia più consona a quell'attività, perché gode di spazi maggiori e di migliore accessibilità, di migliori condizioni di operatività. Quindi dal punto di vista della Città, c'è l'assoluta disponibilità ad esaminare queste ipotesi, esaminarle immediatamente insieme alla Regione, che con noi è partner di Film Commission, insieme ai dirigenti di Film Commission. Un'altra ipotesi l'avete letta sui giornali, è quella di verificare la praticabilità, ma questa è una subordinata rispetto alla prima, perché la prima sarebbe consona alla finalità per cui si è fatto quell'investimento, una seconda ipotesi è quella di ristrutturare quegli spazi e dotare la Città di quello che la Città fin qui non ha avuto, e qui gli spazi consentono di farlo, ed è un grande archivio delle nostre Istituzioni museali. Noi abbiamo tutti i depositi dei principali musei torinesi che sono in affitto sparsi per tutta la Città, perché le Istituzioni museali non hanno le loro strutture e gli spazi necessari, e non c'è un archivio dei depositi museali che potrebbe essere un investimento culturale, naturalmente fatto in una logica moderna come si fa oggi e non semplicemente di accatastare dei beni, ma di renderli fruibili, visitabili ed essere un altro punto dell'investimento… Si può pensare anche ad un utilizzo ancora diverso, stiamo verificando la praticabilità in termini di costi. Torino ha bisogno di spazi teatrali più ampi di quelli che ha. Se noi avessimo più spazi teatrali, il numero degli abbonati del Teatro Stabile sarebbe più alto di quello che abbiamo, perché la capienza dei Teatri Carignano e Gobetti non satura una domanda sul teatro di prosa. Così come abbiamo spazi angusti per la danza. Quegli Studios possono essere - se andate a verificare i costi e la praticabilità, perché sono investimenti - dove ristrutturati, anche utilizzati a questa finalità. Quindi l'obiettivo è quello di prendere determinazioni che la deliberazione oggi propone e contemporaneamente immediatamente avviare l'individuazione di qual è la migliore soluzione per continuare ad usare quel sito in tutte le sue potenzialità, e in primo luogo naturalmente per una destinazione di finalità culturali. |