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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 29 Ottobre 2013 ore 09,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-05016
"VIRTUAL REALITY & MULTI MEDIA PARK S.P.A." - ASSEMBLEA STRAORDINARIA - DELIBERAZIONI AI SENSI DELL'ARTICOLO 2447 CODICE CIVILE: APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201305016/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 22 ottobre 2013, avente per oggetto:

"'Virtual Reality & Multi Media Park S.p.A.' - Assemblea straordinaria - Deliberazioni
ai sensi dell'articolo 2447 Codice Civile: approvazione".

della proposta di mozione n. mecc. 201305177/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero, Marrone, Appendino, Bertola, Greco Lucchina, Tronzano, Coppola,
D'Amico, Liardo, Scanderebech, Troiano e Ambrogio in data 29 ottobre 2013, avente
per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201305016/064) 'Virtual Reality & Multi
Media Park S.p.A. - Assemblea straordinaria - Deliberazioni ai sensi dell'articolo 2447
Codice Civile: approvazione'".

e della proposta di mozione n. mecc 201305181/002, presentata dal Consigliere Curto in
data 29 ottobre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201305016/064): 'Virtual Reality and
Multi Media Park S.p.A. - Assemblea straordinaria - Deliberazioni ai sensi dell'articolo
2447 Codice Civile. Approvazione.'".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
A questa proposta di deliberazione è stato presentato un emendamento dal Consigliere
Curto.
Le due mozioni di accompagnamento sono state consegnate sui vostri banchi
stamattina.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Effettuo un primo intervento, perché poi immagino di dover intervenire anche dopo gli
interventi dei Consiglieri.
Ci troviamo oggi qui a decidere in ordine alla liquidazione della società "Virtual Reality
& Multi Media Park S.p.A.". Tale società venne costituita nel 1999 per svolgere la
promozione di contenuti tecnologici, sociali, culturali ed economici della
multimedialità, con particolare riguardo alla realtà virtuale ed alle sue applicazioni, sia
in ambito locale che internazionale.
Gli amministratori della società convocarono un'assemblea straordinaria per il 18
ottobre di quest'anno, perché al 30 giugno di quest'anno la società registrava perdite per
339.000,00 Euro che azzeravano il capitale sociale e portavano il patrimonio netto ad un
valore negativo. A quell'assemblea la Città arriva quindi con questa situazione, al 30
giugno, ma in realtà deve prendere atto di una situazione leggermente diversa, perché
gli amministratori rappresentano una realtà peggiorativa. Infatti, nel terzo trimestre il
conto economico, quindi, dopo giugno, presenta una perdita di esercizio addirittura di
683.000,00 Euro. La cosa ancora più grave, però, a parte questa perdita, è che la
differenza tra il valore della produzione fino ad allora registrato e il costo della
produzione è già, in soli nove mesi, quindi a fine settembre, a meno 436.000,00 Euro,
ossia circa meno 48.000,00 Euro al mese. Tendenzialmente, questo è un dato ancora
peggiorativo di quello che si registra nell'anno precedente.
A fronte di questo, la Città (e anche l'altro socio presente in assemblea che era
Finpiemonte), quindi, preso atto che la situazione è ulteriormente peggiorata, chiede una
sospensione dell'assemblea fino al 30 ottobre. Arrivo, quindi, qui a proporre in
Consiglio, in forma urgente, di decidere in merito allo scioglimento della società.
È vero che ho chiesto un ex articolo 93, quindi una procedura urgente per
l'approvazione di questa proposta di deliberazione direttamente in Aula, ma ho
presentato in maniera informativa questa deliberazione in Commissione e ancora in
Conferenza dei Capigruppo, quindi ci siamo chiariti in merito agli approfondimenti da
fare che evidentemente in questo momento non sono possibili, perché siamo nella
contingenza di dover decidere prima della chiusura dell'assemblea di domani. In
sostanza, quello che emerge è - a fronte di perdite sempre maggiori - la totale assenza di
prospettive. Anche perché, in linea di principio, in linea del tutto teorica, la perdita
potrebbe addirittura essere solo un fatto strutturale, mentre invece l'assenza di
prospettive che si registra è totale.
Abbiamo previsto, però, nella deliberazione, a fronte di possibili fatti nuovi e positivi, la
possibilità per il liquidatore di esercitare, in una sorta di esercizio provvisorio, la
possibilità di mettere in atto tutti gli atti che sono necessari per la conservazione del
valore dell'impresa (e in questo caso è compreso l'esercizio provvisorio in funzione del
miglior realizzo), di procedere alla dismissione di LUMIQ (come era già nelle
previsioni almeno da un paio d'anni della società) e di mantenere, per quel che è
possibile, tutti i progetti che sono oggetto di contribuzione e che sono tuttora in via di
svolgimento.
Ovviamente, il liquidatore dovrà rendicontare trimestralmente in merito all'andamento
della liquidazione, anche per valutare quello che sarà l'impatto in termini di perdita per
il Comune di Torino.
L'ultima possibilità ovviamente che ci riserviamo è quella di revocare il mandato di
liquidazione, nel caso in cui emergessero dei fatti nuovi, anche in ordine alla gestione di
quello che c'è tuttora nella società. Per ora, mi fermo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Il ricordo di questa società, che esordì nel 1999, è ricorrente, perché è situata in corso
Lombardia, zona che conosco. In quel periodo, ero alle porte per diventare Consigliere
Comunale, ma già nella zona si parlava della nuova Cinecittà di Torino. Dopodiché, fu
enfatizzata, successivamente, ricordo, dal Presidente Pierpaolo Maza, Vicepresidente
del TOROC, che disse che era un gioiello della nostra città e andava magari nelle
assemblee pubbliche citando questo grandissimo gioiello.
Dopodiché, ci siamo ritrovati a distanza di anni a scoprire che questa società…
È ricorrente il fatto che nascano delle grosse società con delle grandi aspettative, con
delle grandi frasi usate con una padronanza di linguaggio da parte della sinistra che è
encomiabile, dopodiché, l'epilogo finale è sempre lo stesso, non cambia. Il finale è
sempre lo stesso. Questo è diventato ormai anche un film che nessuno va più a vedere,
perché alla fine è sempre lo stesso; cambiano le cifre: 10 milioni, 20 milioni, 30 milioni,
40 milioni, più o meno, a seconda della portata degli investimenti che sono stati fatti in
passato.
Non è che abbia qualcos'altro da aggiungere, ma il fatto più disarmante sapete qual è di
questa Amministrazione, di quella precedente e di quella precedente ancora? È che poi
alla fine - e con questo mi richiamo ai Colleghi del centrosinistra intellettualmente
onesti e ce ne sono - si dica: abbiamo sbagliato, scusate, alla prossima. C'eravamo
sbagliati… 10 milioni di Euro!
Voglio soltanto ricordare la programmazione e tutto quello che è stato fatto per quanto
riguarda la progettazione della Biblioteca: 16 milioni di Euro, ci siamo sbagliati. Adesso
andiamo a sbagliarci da un'altra parte! Chiedo scusa per il tono, non voglio essere
irriverente nei confronti né della Giunta, né tantomeno dei Colleghi, però la realtà è
questa, non è che ci spostiamo molto.
Guarda caso, basta andare su Internet, su questa vicenda (non lo dice Enzo Liardo, ma
Internet) e viene menzionata una persona che non posso nominare, perché se no
dobbiamo chiudere il Consiglio Comunale; per carità, non lo nomino. Anche su questa
vicenda ha tenuto, ha tenuto, ha tenuto e siamo arrivati a 10 milioni di Euro. Sto
dicendo delle stupidaggini? Smentitemi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Oracolo, stia zitto!
Questi sono i fatti, questa è un'altra di quelle società che sono nate, questa è un'altra di
quelle società che hanno portato via delle importantissime risorse che, oggi come oggi,
non possiamo utilizzare in situazioni veramente di povertà che questa città vive e
qualcuno vuole nascondere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Sono contento che almeno si arrivi ad un epilogo di questa vicenda assai straziante.
Dico straziante, perché io credo che in politica gli errori si facciano come anche nelle
Amministrazioni Pubbliche. Per quanto si vorrà poi ricostruire questa vicenda (e si
dovranno capire gli esiti del fallimento, gli ultimi anni, quali sono stati i passaggi
intermedi, che cosa ha portato ad avere dei Bilanci di attività non in pareggio ma in
rosso - certo, lo si farà e lo si farà nelle Commissioni competenti -), però vorrei riportare
la discussione ad una discussione politica che abbiamo fatto tante volte anche negli
scorsi anni in questo Consiglio. Mi ricordo tantissime Commissioni di I più V, in cui ci
interrogavamo sul futuro di Virtual e sul futuro di LUMIQ. Innanzitutto, il primo errore
è stato strategico, ossia il fatto di immaginare un parco tecnologico come se fosse un
parco fra i tanti, in un periodo storico in cui, purtroppo, anche grazie ai fondi strutturali
europei, l'idea dei parchi tecnologici sembrava l'unica soluzione per far riemergere
delle diversità produttive in questo territorio, ma invece di far emergere quella che era
una rete di produttori, la possibilità dello sviluppo di un settore che doveva avere tutti i
tasselli in un unico disegno, si è pensato ad un parco tecnologico con all'interno un
unico mono soggetto. Credo che strutturalmente quel luogo - lo penso da anni e l'ho
detto tante volte - fosse sbagliato anche come idea di parco tecnologico.
L'altro giorno, facevo l'esempio di Environment Park. Per quanto sia cambiato il
disegno di Environment Park, per quanto siano cambiate le aziende all'interno, per
quanto siano cambiati i settori, quest'ultimo vive di una diversità di tante aziende che,
in qualche modo, contribuiscono alle finalità di quel parco. L'essersi legato dall'inizio
ad un solo soggetto è stato l'errore principale.
Una volta morto quel soggetto pubblico-privato, l'errore ancora più grande è stato
rincorrere quel soggetto, diventando dipendenti di noi stessi, ossia dell'uso di
un'azienda che doveva essere privata e che non lo era più e - uso un plurale, perché
credo che sia il Comune che la Regione abbiano dovuto affrontare questo problema -
aver utilizzato male i fondi strutturali.
Che cosa intendo con "male i fondi strutturali"? Che oltre ad avere un disegno sbagliato
quel parco tecnologico, avendo utilizzato tanti fondi strutturali, per tanti anni c'è stato
un vincolo. È per questo che mi rivolgevo all'Assessore Tedesco, che però non ha
messo alcuna perizia e alcuna frase su questo oggetto - e vorrei che l'Assessore mi
ascoltasse -. Quando si liquida, si deve avere almeno la certezza che, dal punto di vista
dei fondi strutturali, si sia effettivamente lasciato il tempo giusto per non incorrere in
sanzioni, perché, secondo me, uno dei problemi più grossi che la Regione avrà indagato
in questi anni (in quanto soggetto che di fatto coordina i fondi DOCUP di allora),
immagino sia stato anche il vincolo dell'immobile. Liquidare una società in tal senso
con dei grandi investimenti pubblici, non credo fosse così semplice in questi anni.
Vorrei, però, anche che l'Assessore ci desse rassicurazioni sul secondo oggetto, perché
nel frattempo Virtual è diventata anche proprietaria di LUMIQ e quindi, come dice la
deliberazione, le due cose si concatenano. Quindi, anche su questo, vorrei sapere qual è
il disegno di fondo e qual è il mandato che si dà al liquidatore.
Il Consigliere Curto ha presentato degli emendamenti proprio su questo oggetto, forse
ne vorrà far menzione fra poco. Devo dire la verità: invece di entrare sempre nel merito
dello scandalo - e in questo mi dispiace che anche le opposizioni, l'altro giorno, invece
di discutere nel merito, alcune di esse, non tutte, abbiano voluto ritirare in mezzo…,
come se ci fosse sempre un oggetto dello scandalo - io vorrei che discutessimo ogni
tanto anche di progetti industriali e di come stanno le Partecipate. Perché ad un certo
punto qualcuno ha detto: "Nessuno ci ha più fatto sapere del Bilancio di Virtual". Male!
Male colleghi! Che in questi anni, in due anni nessuno abbia chiesto di audire questa
società, sapendo che tra l'altro fino al 2010, 2011 - almeno, l'ha detto così il dottor
Mora e non stento a credere - è stata in pareggio di Bilancio; allora io mi chiedo, invece
però di dirci tanto di fare Commissioni d'Indagine, forse le Commissioni competenti
potrebbero fare qualcosa e anche le Commissioni Controllo di Gestione credo che
abbiano il diritto e il dovere di rifare questa ricognizione di tutte le Partecipate e del
grado in qualche modo di stabilità delle nostre Partecipate. E su questo vorrei che ci
fosse anche una separazione, perché in alcuni casi ci saranno stati degli errori, delle
leggerezze, o addirittura, come nel caso di CSEA, anche in qualche modo delle
omissioni, però guardate che non è che tutte le Partecipate vanno in rosso per questi
motivi.
Io credo sia giusto che il liquidatore ricostruisca questa vicenda, che le Commissioni
competenti rivedano il Bilancio; non vorrei però che in realtà nascondessimo il punto
più politico di questa vicenda, perché guardate che quando si colgono le occasioni di
utilizzare fondi strutturali e grandi occasioni per il rilancio, intanto bisogna essere
convinti, a) che quei settori abbiano ancora bisogno di interessi di quel tipo di
investimenti…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere.

GRIMALDI Marco
b) che in qualche modo quegli investimenti, per quanto in qualche modo non di soldi
della Città di Torino, sono comunque investimenti che ti vincolano. E per questo credo
che ci servirà anche di lezione per altre vicende.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Credo che questo provvedimento vada analizzato in maniera molto semplice e forse
schematica. Mi limito a riprendere quelli che erano stati alcuni temi in discussione in
Commissione. L'unica Commissione svolta, informativa, da parte dell'Assessore su
questo tema e quindi su quella che è la necessità, a mio modo di vedere, di scindere
quello che è l'oggetto del provvedimento che oggi stiamo votando, cioè la messa in
liquidazione in vista della chiusura dell'assemblea dei soci, è la necessità da parte dei
Consiglieri Comunali di questo Consiglio di approfondire in merito a quella che è la
gestione evidentemente dell'Ente stesso.
Questo lo dico perché è ovviamente facoltà e prerogativa di ogni Consigliere Comunale
quello di approfondire su quelli che possono essere considerati dei dubbi sulla gestione
della società stessa. E' per questo motivo desidero, intanto, ringraziare l'Assessore per
l'informativa, ma anche ringraziarla, perché rispetto alla tempestività di un
provvedimento che potrebbe, se non fosse preso, causare ulteriori danni al nostro
patrimonio, credo che si possa solo addebitare un plauso all'Assessore. Perché? Perché
chi l'ha preceduta, non l'ha fatto. Non l'ha fatto nel corso di anni, perché questo è un
sistema che vede perdite costanti da più anni.
Io concludo, quindi, dicendo che rispetto a quelle che sono evidentemente le mozioni di
accompagnamento al provvedimento, che vede interessata la Commissione Controllo di
Gestione, in raccordo con la Conferenza dei Capigruppo, svolgere quella che deve
essere un'analisi approfondita di quelli che sono stati fatti, peraltro con un avallo, se
vogliamo, anche da parte della Giunta e dell'Assessore stesso, sia l'unico modo per
cercare di far emergere, qualora evidentemente ci siano, quei nodi al pettine che noi tutti
ci aspettiamo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Io anzitutto non voglio ringraziare l'Assessore, perché è il suo lavoro; lo deve fare,
prima di tutto, perché io credo che questa liquidazione sia un atto dovuto di una società
gestita con i piedi, che probabilmente doveva essere liquidata otto anni fa, anziché
essere ricapitalizzata per la prima volta. Questo forse è il tema fondamentale.
Noi abbiamo alimentato per l'ennesima volta un baraccone, che ci è costato tantissimi
soldi. Si parla di 10 milioni di Euro, ma se noi andiamo ad analizzare quei soldi, quei 10
milioni di Euro sono solo quelli della Città di Torino, perché ce ne sono tantissimi altri
che sono sempre soldi pubblici, che quindi pesano sempre sulle tasche dei cittadini e
che sono stati soldi che a questo punto noi liquidiamo e si possono definire buttati. Soldi
con i quali potevamo fare altro.
Io adesso vorrei capire, ma mi auguro che il voto dell'Aula per gli approfondimenti che
vengono chiesti sia dalla maggioranza, sia dall'opposizione, che dalla minoranza,
possano andare a far luce su quella che è stata una cattiva gestione, perché su questa
deliberazione credo che siamo tutti d'accordo, perché è la certificazione che chi l'ha
gestita prima, l'ha gestita male.
Chi l'ha gestita male, io dico che ha delle responsabilità e mi auguro che queste
responsabilità possano venir fuori il più in fretta possibile, esattamente come devono
essere fatte, ma anche soltanto per non insultare l'intelligenza dei cittadini che
rappresentiamo. Perché quando Torino perde in dieci anni 10 milioni di Euro, sono un
milione di Euro l'anno e che poi ci troviamo a dover discutere un Bilancio a cui mettere
toppe, perché non sappiamo davvero dove raschiare il fondo del barile, a questo punto
io dico: "E' importante e fondamentale che il prima possibile si faccia luce su quelle che
sono state le situazioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Prima il collega Grimaldi individuava probabilmente bene quello che è il tema
fondamentale di Multi Media Park: un errore industriale fatto nel pensare quello spazio.
L'altro giorno abbiamo avuto, abbiamo audito, in realtà ci ha chiesto di essere audita in
Commissione una delle persone, credo si chiamasse Papalia, se non sbaglio, che allora
avevano difeso l'ipotesi urbanistica di concentrare lì uno spazio legato alla produzione
cinematografica, ma lui ci ha anche raccontato di come l'idea originale, che era un'idea
a sostegno dei produttori indipendenti, si sia mano a mano tradita, tanto che il progetto
iniziale contemplava un investimento intorno ai 5 milioni di Euro e la ristrutturazione
finale ne costerà 21,5.
Lui parlerà di "mostrismo", cioè passione per sovradimensionare l'intervento e anche ci
dirà che quell'oggetto nulla aveva a che vedere con il sostegno ai produttori
indipendenti, finendo invece per diventare una macchina che girava a vuoto.
Sicuramente l'errore madre è stato un errore industriale; certamente questo errore
industriale ha visto una struttura sovradimensionata e, peraltro, è un parco tecnologico
dedicato ad un solo gestore, che è la negazione in essenza del concetto di parco
tecnologico.
Noi non possiamo non considerare, e io credo che la deliberazione che approviamo
oggi, non possa non considerare che a questo errore industriale madre si siano poi
affiancati dei fatti, per certi versi inquietanti e particolari che vanno verificati ed
indagati.
Faccio alcuni esempi. Tanto per cominciare il soggetto industriale che ad un certo punto
si presenta per la gestione stessa del parco e che costruisce una dinamica di
causa/effetto, questa Lumiq che ha al suo interno tre società, che, almeno, a logica, nulla
avevano di diretto interesse alla produzione multimediale cinematografica. Inoltre
questo prestito erogato nel 2004 di 2 milioni e mezzo di Euro, ma soprattutto quando
nel 2005, accumulati 5 milioni di Euro di quote e affitti non versati, gli Enti Locali del
territorio, gli azionisti di Virtual decidono di convertire quei 5 milioni di Euro di soldi
ad avere, in quote azionarie di Lumiq stessa, generando di fatto due azioni. Da una parte
una fuga, coprendo la fuga dei privati che avevano fin lì gestito e che avrebbero dovuto
in realtà pagare e dall'altra parte trovandosi nella paradossale situazione di rendere
responsabili tutti quanti noi cittadini torinesi di quello che sarebbe accaduto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

CURTO Michele
Scusi, perché Presidente?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Perché, se lei legge, cinque minuti un Consigliere per Gruppo, tre gli altri.

CURTO Michele
Quindi, noi oggi ci troviamo in una situazione in cui - grazie Presidente - dobbiamo
contemporaneamente capire che cosa stava succedendo e dall'altra parte decidere cosa
andremo a fare.
Per questa ragione, Presidente, noi abbiamo presentato un emendamento, non so se
avremo la possibilità di presentarlo dopo - o se ha deciso per una discussione congiunta
e comunque non ne ha informato l'Aula - e in seconda fase spiegheremo qual è la
ragione di quell'emendamento e qual è l'obiettivo che vorremmo raggiungere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sulle modalità di discussione, peraltro ve le abbiamo riportate anche sul "Filippo", sono
cinque minuti un Consigliere per Gruppo e tre gli altri. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Congiunta con gli emendamenti. Gli emendamenti possono essere poi
illustrati anche separatamente, nel momento della votazione. La deliberazione però è
congiunta con le due proposte di mozione che sono arrivate.
Prego, Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io chiedo scusa, Presidente, nel senso che non ricordo che abbiamo condiviso le
modalità di discussione e, devo dire, Presidente, che trovo sia una discussione un po'
ristretta per una deliberazione che non è stata affrontata in Commissione…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le spiego…

CURTO Michele
No, mi permetta Presidente, sull'ordine dei lavori. Questa deliberazione non è stata
affrontata in Commissione, perché non ha avuto la possibilità di fare un iter consono e
dall'altra parte oggi viene liberata con l'articolo 93 e approvata.
Per cui io francamente, va bene contingentare i tempi, perché abbiamo cose importanti
da discutere, ma così mi sembra un po' troppo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'abbiamo stabilito in Conferenza dei Capigruppo. L'Assessore era presente e ha anche
spiegato le motivazioni dell'articolo 93 che ha richiesto. Lei purtroppo è arrivato dopo e
quindi non aveva preso parte alla discussione, ma è stato stabilito di trattare l'argomento
con un contingentamento dei tempi, dovuto al fatto che noi alle ore 12.00 dovremmo
sospendere il Consiglio Comunale. Quindi, questo è il perché. Mi dispiace che lei non lo
sapesse. Procediamo con le richieste di intervento.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Io più che un discorso di carattere tecnico - e di questo ringrazio l'Assessore - dico
subito che il nostro Gruppo voterà la deliberazione; il ragionamento dell'Assessore ci
convince e siamo contenti di essere arrivati, cioè, contenti no, ma siamo soddisfatti che
finalmente si possa definire una vicenda che rischiava di provocare ulteriori e più gravi
danni.
Non entro nel merito tecnico. Ho letto la deliberazione, mi pare convincente, devo dire
anche che è una deliberazione fatta molto bene, dal punto di vista proprio tecnico, anche
sulle questioni che riguardano l'organo amministrativo, l'emettere una serie di
certificati azionari, la delega disgiuntamente al Presidente del Consiglio di
Amministrazione all'adempimento delle formalità. C'è un'attenzione anche dal punto di
vista del rigore formale-giuridico che non sempre si trova nei nostri atti deliberativi. Di
questo ringrazio sia l'Assessore, sia gli Uffici, che l'hanno in qualche modo costruita.
Io volevo però, ovviamente in quest'Aula, parlare di questioni di carattere politico,
perché questa è una vicenda che non è soltanto tecnica, questa è una deliberazione
tecnica, ma nasconde una storia che è iniziata - come diceva qualcuno - oltre tredici anni
fa e si conclude oggi.
Io ho avuto l'avventura per due anni di partecipare nei primi anni di costituzione del
Virtual Reality Multi Media Park. Ancora non esisteva Lumiq ed era ancora una società
appunto detenuta esclusivamente da capitale pubblico, quindi esclusivamente con la
presenza dei soci pubblici, nel Consiglio di Amministrazione di quella società.
All'epoca non vi erano i personaggi di cui parliamo oggi, vi era tutta un'altra situazione,
erano arrivati i fondi strutturali dall'Europa, si era iniziata quell'opera di
riqualificazione. Io conoscevo anche bene quel territorio, perché sono nato a poche
centinaia di metri da lì e ho visto quel bocciodromo della ex FERT, dove si girò
"Cabiria", un famoso film che diede origine alla storia del cinema a Torino proprio in
quei luoghi. Quindi, è vero che era esaltante pensare che si sarebbe potuto costruire a
Torino qualcosa del genere.
Però già devo dare atto - e devo ricordarlo qui - perché con un collega, un amico, una
persona che pochi conoscono, ma che insieme a me fu nominata dal Sindaco
Chiamparino, mi pare nel 2003, Paolo Pellegrini, facemmo il percorso di Consiglieri di
Amministrazione di quell'Ente per poi concluderlo brevissimamente. Dopo circa un
anno e mezzo - due, noi ce ne andammo, raccontammo la nostra esperienza a chi ci
aveva nominato, agli Assessori, al Sindaco dell'epoca, Chiamparino, spiegando che,
secondo noi il progetto era ambizioso, ma il problema stava nel manico.
Noi abbiamo ritenuto, dopo aver fatto una lunga attività all'interno del CdA, che quella
vicenda a Torino, con le condizioni di mercato, con quello che è il mercato
internazionale, non avrebbe potuto avere gli scopi ed il futuro che in qualche misura
invece qualcuno credeva. Perché Torino non è Hollywood e non è neanche Los Angeles
e perché per avere degli Studios a Torino uno va a Londra, dove ne ha tre volte tanti e
spende la metà. Questo sostanzialmente lo dicemmo all'epoca, parliamo del 2003-2004,
quindi nove anni fa, forse profeti di sventura, però in qualche modo raccontammo come
stavano le cose.
Io mi sono opposto anche politicamente ad una serie di ricapitalizzazioni, perché,
secondo me - a questo punto possiamo dirlo - era un modo sbagliato; senza voler usare,
però, in modo strumentale questa vicenda. Lo voglio dire a tutti, al mio Gruppo del
Partito Democratico che all'epoca si chiamava "l'Ulivo per Chiamparino" e votò questi
aumenti e questo ripianare il Bilancio; lo voglio dire all'opposizione che non si deve
utilizzare strumentalmente...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere, la invito a concludere.

CASSIANI Luca
Ho cinque minuti. Sono a tre minuti e quaranta. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). …non si deve usare strumentalmente questa vicenda per attaccare
politicamente qualcuno.
Questa è una vicenda che aveva un grande sogno, un grande progetto. Qualche volta i
progetti si sbagliano. In questo caso il progetto era sbagliato, perché il problema stava
nel manico, cioè non poteva reggere, non poteva resistere in questa Città una vicenda
che avesse quel tipo di prospettiva. Soprattutto la vicenda del girare negli interni, il
"motion capture" e una serie di altre vicende che riguardano una serie di tecniche che
volevano essere utilizzate in quel periodo, non erano sicuramente redditizie e non
potevano diventare uno dei business più importanti del sistema cinema torinese.
Ci furono poi anche invidie, gelosie, questioni nel mondo del cinema che riguardano i
vari posizionamenti di figure importanti di questa Città, ma questo diciamo: "è a latere".
Il tema vero è che noi arriviamo a fare una cosa, che si poteva fare prima, è vero;
probabilmente avremmo pagato un prezzo anche di carattere patrimoniale, rispetto ai
fondi strutturali, molto più ampio, molto più grave, molto più incidente ed è una
responsabilità che però dobbiamo sentirci di prendere insieme ad altri Enti pubblici che
hanno partecipato a questo progetto: la Regione e la Provincia di Torino, il Politecnico,
l'Università e la Camera di Commercio, perché all'inizio, in questa avventura, tutti
furono coinvolti.
Ci fu un errore di valutazione. Siamo qui a dire che gli errori bisogna ad un certo punto
sapersi accorgere di quando diventano troppo grandi, bisogna chiuderli. Si poteva fare
prima, è vero. Probabilmente nella scorsa mandatura, io ero Consigliere, si poteva fare.
Dal 2006 al 2010 abbiamo avuto molte occasioni per poterlo fare, non l'abbiamo fatto.
Sono felice che si faccia oggi. Che la cosa venga però utilizzata a scopi politici, o di
lotta politica, o di strumentalità per attaccare qualcuno, a me pare un lavoro veramente
di bassissimo livello e non credo sia questa la sede.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

CASSIANI Luca
Non voglio che diventi un altro caso CSEA, che ha tutt'altra storia, tutt'altro impegno.
Se si vuole però usare strumentalmente, non è questo il settore nel quale io mi voglio
muovere. Mi voglio muovere nel fatto di ringraziare l'Assessore per il lavoro svolto…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie Consigliere.

CASSIANI Luca
Sto terminando, mi ha interrotto cinque volte. Ringraziare l'Assessore per il lavoro
svolto, dire che si è fatta una cosa giusta, che qualcuno l'aveva detto, e non solo di
questa maggioranza. Devo dare atto che anche alcuni membri dell'opposizione, che
spero poi lo possano dire, in modo trasversale lo dicemmo, l'abbiamo detto, ripetuto
alla Regione quando governavamo noi, alla Regione quando governavano altri, al
Comune quando c'erano altri Assessori, adesso finalmente lo facciamo.
Credo che si chiuda questa vicenda, ovviamente il Consigliere Curto ha ragione nel dire
che le responsabilità vanno accertate, ma questo "?a va sans dire". E' ovvio che il
liquidatore essendo un pubblico ufficiale, dovrà fare tutto ciò che la Legge prevede e
assicurare, se ci sono delle responsabilità civili, penali, amministrative, tutto quanto alla
Magistratura competente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non ho altri interventi... Adesso ho registrato altri interventi.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io ho ascoltato con attenzione gli interventi anche dei colleghi di maggioranza e ho
percepito, anche se molti sono stati ispirati da onestà intellettuale, un certo imbarazzo.
Perché qui, intendiamoci, non ha senso evidentemente chiedere una Commissione
d'Indagine ad hoc, nella misura in cui non risultano irregolarità, o scandali su cui
indagare; un approfondimento, però, delle modalità di gestione, questo sì.
Evidentemente è un problema di gestione, perché se una Società, su cui la Città ha tanto
investito, perché a casa mia quando arriviamo sopra i sei zeri di cifra, evidentemente
diventa tanto, allora dobbiamo capire che cosa è successo.
Io non mi permetto di dare dei giudizi senza avere ancora in mano i dati. E' per questo
che chiediamo l'attivazione come opposizione, noi, insieme alla Lega Nord che ha
presentato la richiesta e gli altri colleghi, di demandare all'Organo a ciò deputato,
ovvero alla Commissione Permanente di Controllo di Gestione, un approfondimento.
Un giudizio però, politico e non di responsabilità amministrativa già mi sento di darlo,
perché evidentemente questa Città ragionando sui grandi sistemi, ha cercato di porre
rimedio al venir meno della vocazione manifatturiera e produttiva di questo territorio
che dava da mangiare e dava da lavorare a questo territorio, con una conversione in
ambito di business di cultura in tutte le sue varie forme.
Dobbiamo dirci che però, per i campi in cui è scesa in campo - scusatemi il bisticcio - il
Comune di Torino, per esempio, in questo aspetto che è collaterale al mondo del
cinema, evidentemente un fallimento politico-amministrativo è nelle cose, è in questa
deliberazione, senza dover neanche aggiungere un altro indirizzo politico. È nel
costringerci a liquidare in fretta e furia una Società, che doveva coprire quel business e
quella vocazione ed evidentemente dobbiamo concludere, o che non c'è spazio per quel
business - e io non credo - o che quel business è stato gestito male. E credo sia
esattamente questo.
Io, guardate, concludendo mi sento solo di dire una cosa: "Ben venga l'emendamento
che chiede preventivamente al liquidatore di collaborare con il Consiglio". Perché,
almeno, mettiamo le mani avanti rispetto ad atteggiamenti che abbiamo già visto in altre
situazioni di ben scarsa collaborazione, con la funzione di indirizzo e controllo che il
Consiglio ha il dovere, oltre che la competenza, di esercitare. In realtà, però,
l'approfondimento in Controllo di Gestione è obbligatorio, perché io ricordo un
elemento che ho già detto in Commissione. Ovvero: si chiede alla Sala Rossa, perché è
la sua competenza, di provvedere con deliberazione alla nomina di un liquidatore di
Virtual; in realtà, se sommiamo questa vicenda a tante altre, stiamo diventando noi
stessi politicamente i liquidatori dei mandati da Sindaco, precedenti all'attuale. Questo è
un dato politico e i liquidatori, quello di Virtual per Virtual, come noi per tutte queste
vicende, hanno il dovere di approfondire, perché la cittadinanza ha il diritto di sapere.
Questi naturali ragionamenti ci portano ad aprire alla deliberazione di liquidazione,
quantomeno per cercare di porre immediatamente rimedio a quello che è un danno
oggettivamente erariale rispetto a continue perdite di una realtà che non funziona e la
cui liquidazione comunque è scritta già normativamente nello stato delle cose future, ma
dall'altra parte esigiamo che ci siano lo spazio e quindi gli strumenti, affinché possano
rilevare le vere responsabilità dettagliate da un punto di vista di gestione
amministrativa, su quello che ha portato l'ennesimo strumento di investimento, su cui la
Città ha tanto scommesso e poi sarò curioso di capire, una volta che la Commissione
inizierà a lavorare, di che cifre esattamente stiamo parlando, a trecentosessanta gradi,
non solo con i prestiti e le ricapitalizzazioni, ma con i lavori di patrimonio immobiliare,
la messa a disposizione di servizi e tutte le altre modalità di sostegno indiretto che
abbiamo già visto in altre vicende passate e una volta che avremo quei dati, capire chi
ha sbagliato e dove, perché quanto meno a fronte di un ulteriore fallimento di gestione
amministrativa, la cittadinanza ha il diritto di saperne le responsabilità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Io in realtà sarò abbastanza breve, perché comunque ho avuto l'onere di presiedere la
Commissione quando si è discusso del tema, ed è stato approfondito anche molto,
quindi non voglio ripetere quanto detto in Commissione.
Certo è, come ho detto allora, che noi prendiamo atto di questa contingenza. Fa un po'
ridere, sorridere amaramente, dover quasi ogni lunedì, arrivare qua in Aula e dire:
"Prendiamo atto di una contingenza", perché sta diventando quasi una delle frasi più
ripetute da questo Consiglio. Allo stesso modo siamo stati, come anche il resto
dell'opposizione, favorevoli a distinguere la deliberazione e quindi tenere i due piani
separati. L'abbiamo detto anche all'Assessore Tedesco, l'hanno detto i Consiglieri
prima di me.
Quindi, contingenza, okay articolo 93, andiamo avanti con la deliberazione, perché
evidentemente ad oggi non ci resta che prendere atto della necessità di portare avanti la
liquidazione, però dall'altra bisogna capire, Assessore. Lo dico a lei, perché oggi lei ha
le deleghe, ma evidentemente bisogna capire cos'è successo. Perché se questo poteva
essere un progetto - e io condivido quanto ha detto il Consigliere Grimaldi - un progetto
che è nato probabilmente sbagliato, e poi, visto quanto accaduto e quanto ci dice la
storia dal 1999 ad oggi, effettivamente c'è stato un qualcosa che è andato storto e adesso
non voglio mettermi qui a fare la storia, perché evidentemente sarà il lavoro che farà la
Commissione Controllo di Gestione, però ad oggi quel che rimane di questa vicenda
non è tanto quello per cui era nata, quindi effettivamente un polo a cui potevano
appoggiarsi produttori indipendenti, che poteva far nascere un qualcosa che avrebbe
portato sia lavoro evidentemente per il territorio, ma anche probabilmente un ritorno di
immagine, insomma, tutta una serie di cose che avrebbero avuto una ricaduta molto
positiva sul territorio; quello che rimane di questa vicenda è: deficit, ricapitalizzazioni,
prestiti. Addirittura siamo in una situazione in cui rinunciamo a degli interessi attivi e li
portiamo a sopravvenienze attive per aiutare la società, quindi addirittura una perdita di
interessi, debiti e quindi, direi che queste parole da sole già fanno capire qual è la
situazione.
Io volevo anche ringraziare gli Uffici, perché ci hanno mandato tutta la documentazione
che abbiamo chiesto. Io ho cominciato a guardarla quella documentazione, i Bilanci in
particolare, e devo dire che mi ha fatto molta impressione leggere nel Bilancio di Lumiq
al 31/12/2012 testualmente che: "Lumiq aveva potenzialità di ricavi a fronte di spese
sostenute". Questa frase mi ha impressionato, perché mi chiedo: " Ma, com'è possibile"
- e quindi torno a quanto diceva il Consigliere Marrone - "che la situazione sia
veramente precipitata? Com'è possibile che al 31/12/2012 in un Bilancio si legga, quasi
in modo rassicurante, che ci sono potenzialità di ricavi a fronte di costi sostenuti
nell'esercizio e quindi evidentemente i vantaggi si avranno nel 2013 e poi arrivare al 30
giugno 2013 in una situazione disastrosa? Com'è possibile"?
Io non voglio - come diceva il Consigliere Marrone - mettermi qui evidentemente a
giudicare, non ho gli elementi per farlo, però, qualcosa nella gestione dal punto di vista
amministrativo delle scelte, è andato storto.
Chiudo parlando del tema del liquidatore. Condivido quanto ha detto il Consigliere
Curto, però ci tengo a dire - quindi mi ricollego a quello che dicevano anche gli altri
Colleghi dell'opposizione - che il liquidatore farà il suo dovere ed è giusto che lo faccia,
però noi Consiglio dobbiamo fare il nostro, quindi bisogna assolutamente andare a
capire cos'è accaduto in passato. Lo dico non perché ci sia una forma di giustizialismo
in questo contesto e neanche di sciacallaggio politico - lo dico al Consigliere Paolino, in
particolare - ma, evidentemente a fronte, si parla, io non ho visto i numeri, di 10 milioni
di buco, penso che sia dovere di tutta l'Amministrazione, opposizione e maggioranza,
capire cosa sia successo. Non tanto per puntare il dito, perché io penso che su questo,
comunque, se verranno fuori dei nomi, delle responsabilità, non spetterà neanche a noi
farlo; se ci saranno delle responsabilità penali, saranno altri evidentemente ad entrare
nel merito e capire, ma a capire come possiamo fare per non fare quegli errori. Perché
qua non stiamo parlando di soldi nostri, lo sappiamo tutti; stiamo parlando di risorse dei
cittadini, di un'opportunità che è stata gestita male, che poteva generare ricadute
positive sul territorio e chi ci perde siamo tutti, ma tutta la Città evidentemente, non i
Consiglieri Comunali.
Quindi, ribadisco l'importanza di capire effettivamente cosa è andato storto, come e
perché.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Ogni tanto conviene anche interrompere il silenzio, al quale uno si obbliga, più che altro
per dare soddisfazione al Consigliere Liardo, che mi obbliga a puntualizzare talvolta.
Io credo che il Presidente Cassiani abbia fatto bene, gli va riconosciuta un po' di onestà
intellettuale, a prendere la parola, lui è il Presidente della Commissione Cultura, di fatto
Virtual e Lumiq non stanno nelle attività culturali, ma rispondono alle attività
produttive. Dico questo perché avviene anche in Regione e quindi sono più sereno nel
parlarne. Non è una responsabilità mia diretta, anche se con l'Assessore Braccialarghe
qualche anno fa cercammo di portare a miti consigli chi aveva la responsabilità
nell'Amministrazione Comunale, in relazione a Lumiq.
Non erano un'opportunità, Consigliere Appendino, Lumiq e Virtual. Erano un errore
strategico, erano un errore non solo tattico. Ci fu una confusione assoluta dell'allora
Assessore Perone, che pensava di realizzare qui una struttura utilizzando fondi europei,
che fosse calamita ulteriore per le produzioni cinematografiche. E questo va detto, un
errore industriale, si può riconoscere, la politica sbaglia.
Non bisogna però commettere l'errore - e qui ha di nuovo ragione il Consigliere
Cassiani - noi dobbiamo parlare del futuro, dobbiamo fare in modo che la politica
eserciti appieno il suo ruolo, ma non dobbiamo commettere l'errore di dimenticare di
andare a fondo sul capire che cosa non ha funzionato.
Era sbagliato l'indirizzo industriale? Certo. Ma era sbagliato anche l'accanimento
terapeutico che alcune Amministrazioni Pubbliche ed alcuni manager scelti dalle
Amministrazioni Pubbliche hanno posto in essere.
Il pareggio di Bilancio era reale, o era un pareggio reale dopato? Anche questo è un
tema che dobbiamo comprendere, perché se l'accanimento terapeutico era reale,
evidentemente si era cercato, io ne ero contrario, l'ho detto più volte, di portare tutte le
risorse possibili lì, perché si doveva dimostrare che quella struttura era in grado di
continuare a funzionare. Sarebbe anche interessante capire quali sono, assolutamente
difformi dal fine istituzionale, le attività che Lumiq-Virtual ha cercato di realizzare per
generare risorse che hanno di nuovo generato ulteriore accanimento e rinvio nella
decisione che oggi prendiamo e che non può essere quella di cui si è parlato quest'oggi.
Consigliere Cassiani, ricordiamolo però, eravamo tutti qui, la stragrande maggioranza di
noi conosce com'è andata, quando lottammo e discutemmo perché non si arrivasse a
quella ricapitalizzazione, perché il travaglio era dell'Amministrazione, era delle
Assemblee, era della Città; si sapeva che si rimettevano risorse in un progetto che non
aveva ragion d'essere e di andare avanti.
Bisogna essere però, a questo punto, un po' più lucidi e capire che cosa deve accadere di
quel contenitore; non di quell'attività, perché quell'attività è destinata a cessare. Vi
racconto un fatto, lo avrete letto sui giornali; ieri sera credo sia andata in onda la prima
puntata della fiction su Adriano Olivetti. È una fiction prodotta da Rai Fiction -
perdonate il bisticcio, ma non è colpa mia - prodotta dalla Rai, finanziata da risorse
pubbliche, una produzione di circa nove settimane, una settimana e mezzo girata in
Piemonte, le restanti settimane a Praga, perché è consuetudine andare a girare laddove
la manodopera costa meno, perché non si utilizzano più gli Studios, non si utilizzano
più le...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Coppola, la invito a concludere.

COPPOLA Michele
Sì, ho davvero finito Presidente. Sia generoso una volta, faccia prevalere le ragioni del
cuore e non quelle…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sarò generoso come lo sono stato con gli altri Consiglieri.

COPPOLA Michele
Sì, ha ragione. Voglio dirvi questo: noi oggi avremo modo di parlare, più tardi, del
sistema cinema con un emendamento al Bilancio, che cerca di rimediare ad una
contrazione di trasferimenti alla Film Commission. Noi abbiamo trasformato una parte
di Torino, dieci anni fa, portando in un luogo che allora era periferico, un contenitore
che ospita le produzioni cinematografiche, che aiuta le produzioni cinematografiche
nella logistica e che oggi è un luogo centrale, perché con la nuova Università, con il
Campus Einaudi può diventare qualcos'altro.
La vera sfida, allora, è capire se il liquidatore può verificare se il Cineporto che oggi è
un ruolo logistico, che ospita chi produce e che viene da fuori, possa trasferirsi in quel
contenitore in corso Lombardia e portare in una zona periferica della Città, facilmente
accessibile alle vie di trasporto e alle tangenziali e alle autostrade, le produzioni
cinematografiche che arrivando da fuori, non hanno esigenza di essere in centro, ma
hanno semmai bisogno di qualche spazio in più per ospitare qualche elettricista in più,
qualche falegname in più, qualche produzione a supporto dei film ospitati in Piemonte.
Io credo, quindi, che sia questa la vera sfida, fare una verifica degli errori fatti, chiedere
ai manager che furono scelti di non occuparsi più di denaro pubblico, perché nella
missione hanno sbagliato e destinare quel luogo ad una nuova vita che stia nel cinema e
che grazie al cinema lavori.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Araldi.

ARALDI Andrea
Questa vicenda di Virtual che il Consigliere Cassiani ed il Consigliere Coppola hanno
ripercorso a grandi passi, mi pare che comunque nelle valutazioni che abbiamo sentito
dal Consigliere Marrone e dal Consigliere Appendino, vi siano due possibilità,
fondamentalmente: o, da un lato, che vi sia stata una difficoltà di gestione, un'incapacità
di sfruttare appieno delle possibilità e questa è una tesi, oppure - tesi che sempre
dall'opposizione viene delineata - che ci trovassimo in una situazione di errore
industriale, quindi di un mercato che non avrebbe potuto svilupparsi. Sono due
possibilità evidentemente con delle considerazioni di natura quasi opposta, che vengono
a formarsi.
Io credo sia fondamentale per noi comprendere come questa occasione non sia potuta
andare a buon fine. I termini però, che io userei in questa situazione, non sono quelli di
far luce, perché far luce presuppone che ci sia una nebbia, un'oscurità, mentre non mi
pare che ricorra quest'eventualità nel caso che stiamo esaminando. Quindi, più che far
luce, secondo me, i termini adatti sono comprendere e verificare.
Io credo, quindi, che non ci sia alcuna preclusione e, anzi, ci sia un'esortazione affinché
la Commissione Permanente del Controllo di Gestione - tra l'altro è il suo compito
istituzionale - approfondisca questa tematica; sia eventualmente per comprendere i gravi
errori eventualmente commessi nel passato, sia per farne lezione e quindi per il futuro
riuscire a dare delle indicazioni diverse.
Vorrei soltanto segnalare che quando si parla di responsabilità di un amministratore,
dobbiamo fare attenzione, perché la responsabilità di un amministratore, al di là di
quella di condurre un'azienda nel modo ottimale, non è che gli si possa indossare
qualunque andamento di un mercato, o anche l'andamento della propria azienda. Un
amministratore deve amministrare al meglio, con tutta la diligenza di cui è capace, ma
non è che qualunque risultato negativo automaticamente comporti una sua
responsabilità, una sua colpa personale, perché, viceversa, andremmo a caricare di
responsabilità di cui invece sono tutte da appurare.
Sono d'accordo, quindi, con quanto diceva il Consigliere Ricca, di verificare quelle che
sono le responsabilità, però sempre ricordandoci di quali sono le difficoltà, perché con il
senno di poi tutti sono capaci ad amministrare le aziende e a farle andare bene, nonché a
vincere gli scudetti. Invece prima diventa più complicato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Io ho registrato il Consigliere Viale, o sbaglio? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Alla fine. Abbia pazienza. Ho registrato il Consigliere Viale, o
sbaglio? È registrato? Ha alzato la mano? Sì. Va bene.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Non è che volessi intervenire, però il dibattito mi porta ad una riflessione. Siccome
quando nel 1998 si fece la prima deliberazione sull'area FERT ed il Consigliere
Coppola c'era e qualcun altro c'era, oggi il Consigliere Cassiani ha ragione nel dire che
alcune cose non sono andate come dovevano andare. Io, che all'epoca ero tra i più
scettici su tutta questa magnifica sorte progressiva del cinema a Torino e quindi
dell'area FERT, devo solo ricordare, per dovere di cronaca e un po' per compensazione,
che in quegli anni ci fu anche la decisione di spostare il Museo del Cinema alla Mole
Antonelliana, ci fu anche la nascita della Film Commission, per cui, tutto il contesto
dell'area FERT, che allora era un'area periferica da riqualificare, perché oggi, dopo
parecchi anni, quell'area è cambiata, sembrava che dovesse funzionare molto meglio.
Alcune cose hanno indubbiamente funzionato, nel senso che il Museo del Cinema alla
Mole è qualcosa che occupava il principale monumento cittadino, quindi oggi sembra
una cosa naturale, ma all'epoca non era così; le proposte erano dal fare un Museo del
Piemonte a tantissimi altri musei di altro tipo e via dicendo. La Film Commission, che
invece ha avuto il suo buon successo, nel senso che oggi è una delle cose di punta in
questa Città; l'area FERT per quanto riguarda questa idea di riportare la produzione
cinematografica a Torino, che vedeva me scettico ed altri, ma devo ammettere che non è
che avessimo ragione, però il clima di quegli anni mi sembra di ricordare che
l'entusiasmo fosse generale e anche eccessivo da parte di tutti, per cui oggi è facile 15
anni dopo dire che si è sbagliato tutto.
Sicuramente ci sono stati errori dopo, ma credo che quell'intuizione di allora di
rilanciare in qualche modo tutto il tema cinema a Torino, a partire anche dal "Festival
del Cinema" e tutto il resto, ha funzionato e oggi siamo qui a liquidare una parte che ha
funzionato meno, ma il resto continua a funzionare.
Lo dico, soltanto perché il dibattito mi sembrava che dimenticasse un po' e fosse un po'
ingeneroso nei confronti di questo aspetto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Intervengo per complementare quello che ha detto la mia Collega, perché in quegli anni
lì, fine anni Novanta, inizio anni Duemila io non ero in politica, però nell'ambiente
invece delle nuove tecnologie eccetera, c'ero, e quello era effettivamente un momento
in cui in tutta la Città c'era un po', come in tutta Italia e in tutto il mondo, c'era questa
specie di corsa all'oro, per cui si pensava che qualunque iniziativa legata ai computer,
alla rete, alla realtà virtuale, eccetera, avrebbe sicuramente avuto successo e fatto un
mucchio di soldi. Quindi io posso anche capire che in un momento del genere la Città
abbia anche pensato di investire in una roba del genere.
Quello che però assolutamente non riesco a capire, è come mai quando quel clima finì, e
finì già nel 2001, 2002 e si capì che questa roba forse c'era, ma era una roba di
lunghissimo periodo e non sostenibile a breve, e forse non fattibile in ogni angolo del
globo, forse non tutto era la Silicon Valley, non si sia a quel punto preso atto del fatto
che questa cosa sostanzialmente non funzionava, perché anche sentirmi dire che già 10
anni fa - anche esponenti della maggioranza segnalavano questa cosa - ci si chiede,
perché non se ne siano tratte le conseguenze debite e si sia andati avanti per altri 10 anni
a creare buchi su buchi. Credo che questa sia la vera domanda dal punto di vista
politico, forse anche dal punto di vista della Corte dei Conti, che bisognerà porsi anche
nell'analisi che farà eventualmente la Commissione Controllo di Gestione.
Effettivamente, allo scopo di rinforzare quello che ho detto e anche di aiutare la
Commissione, vorrei ricordare quello che ci ha dichiarato direttamente il senatore
Esposito durante l'audizione della Commissione CSEA, perché quando cominciammo a
parlare di CSEA, lui parlò anche, sia pure molto en passant, di questa vicenda. Adesso
vorrei leggere, per evitare di attribuirgli cose che non ha detto, disse che: "ci furono
parecchie discussioni in contrasto tra noi che stavamo in Provincia e il Comune, perché
in Provincia c'e una maggiore percezione della situazione di difficoltà"; lui parla di
CSEA all'inizio e poi si allarga e dice: "La Provincia vide prima alcune situazioni che
poi puntualmente si sono conclamate come situazioni di…, possiamo chiamarla cattiva
gestione, fallimento. Penso alla Multi Media Park, da cui uscimmo, peraltro su esplicita
battaglia fatta allora dal Gruppo di cui ero Capogruppo". E poi cita le società dei
Comuni della zona di Piossasco, i Patti territoriali, l'ASSOP e altre iniziative.
"Se si vanno a riprendere i verbali di quegli anni, 2004, 2005, 2006, su questo tema
c'era una profondissima diversità di vedute, sia politica, di merito tra la parte politica, il
Comune e la Provincia, e la parte della struttura dirigenziale come Provincia. Gran parte
del merito, l'intuizione per quanto riguarda la Provincia, era in capo al dirigente di
allora che aveva chiarissimo, con ampio anticipo, qual era la situazione dei conti. Però
su questo c'è stata sempre una grande difesa da parte del Comune, in capo a - credo di
non poter fare nomi, ma lo chiamerò il vice innominato - e non solo. Devo dire anche a
pezzi consistenti di Consiglio Comunale su questo tema".
Emerge direttamente dalle persone che c'erano in quel periodo lì, stiamo parlando del
2004-2005, che si era perfettamente coscienti di questa situazione, tanto che, ci dice
Esposito, la Provincia se ne chiama fuori, ma in Comune a tutti i costi vogliono
difendere questa iniziativa e ce la portiamo fino al 2013.
Allora, credo, che forse, se vogliamo appurare le responsabilità politiche di questa
vicenda, sia il caso di andare a capire come mai il Comune abbia voluto portarsela
avanti fino al 2013.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Nel merito ha espresso la posizione del Gruppo Consiliare il Consigliere Cassiani,
integrato dal Consigliere Araldi, di cui condividiamo in pieno quanto da loro espresso.
Io ho due brevissime considerazioni.
La prima è che molti Consiglieri del nostro Gruppo mi hanno fatto notare, mi hanno
ricordato - e lo vogliamo dire a verbale - che questa deliberazione rende merito ad una
battaglia portata avanti da molti Consiglieri del PD, in particolare da Giulio Cesare
Rattazzi, quindi lo vogliamo ricordare proprio in quest'occasione, perché lui si è battuto
moltissimo per la chiusura di questa vicenda, e ha sempre sollevato dubbi, ha sempre
espresso la sua opinione in merito alla necessità di chiudere Multi Media Park, quindi ci
sembrava giusto ricordarlo.
La seconda considerazione è sulla mozione, sulle mozioni collegate. Noi riteniamo che
la strada della Commissione di Controllo di Gestione sia la strada giusta, la strada
maestra e non immaginavo ci fosse bisogno di ribadirlo in una mozione, ma è quello
che ci indica il nostro Regolamento e la nostra organizzazione interna.
Noi riteniamo che sia giusto che ci sia questa Commissione permanente che prima non
lo era, e che svolga appieno il proprio lavoro, perché davvero si possano valutare le
decisioni politiche, la Magistratura può valutare le questioni legate all'applicazione
delle norme, il Controllo di Gestione deve verificare non solo sul passato, ma anche
sulla quotidianità, e noi riteniamo giusto che questo avvenga.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiede di intervenire? Io guardo, però dovete alzare la mano, quando chiedo se ci sono
degli interventi, perché altrimenti non posso ipotizzare che un suo Collega vuole
intervenire.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ho ascoltato le parole del Consigliere Paolino e va tutto bene; l'unica cosa, credo, che la
mozione debba in qualche modo essere validata, perché se non lo si fa, è chiaro che non
possiamo fare un lavoro comunque a ritroso e di ricerca, quindi la Commissione
Controllo di Gestione lavora su quello che è il momento attuale, ma in questo caso
quelli che poi sono tutti i lavori della scorsa tornata amministrativa, devono per forza
essere avallati dalla mozione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Molto brevemente volevo fare un ringraziamento ai Commissari della I Commissione e
a tutto il Consiglio, che mi ha permesso di portare la deliberazione velocemente in Aula
e decidere, perché siamo in procedura d'urgenza.
La maggioranza dei Consiglieri hanno espresso la necessità di, oltre al fatto di
distinguere i percorsi deliberazione dal percorso di approfondimento, quindi
evidentemente quello sarà oggetto di Commissioni successive o addirittura di
un'apposita convocazione di Commissione Controllo di Gestione.
Però una cosa ci terrei a dirla. Innanzitutto il discorso sui fondi strutturali. Se non è stato
possibile avere i chiarimenti ora, è solo perché in questo momento noi siamo già in
situazione di liquidazione, quindi era necessario, comunque, arrivare ad una decisione.
E proprio per questo abbiamo previsto per il liquidatore un mandato molto ampio,
compreso quello di gestire tutta la partita dei fondi strutturali, e poi anche la possibilità
di esaminare quello che è venuto fuori dagli interventi del Consigliere Coppola, in
ordine alle prospettive future. Il liquidatore avrà anche questo mandato.
Dopodiché non sono sicura che fosse sbagliata la strategia, e fossero sbagliate le
premesse. Probabilmente erano giuste le premesse e non si sono verificate delle
condizioni. In questo momento non sono in grado di dirlo, però sono sicura che un
approfondimento della Commissione potrà dare risposta anche a questo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ringrazio naturalmente prima di tutto l'Assessore Tedesco e il dottor Mora che stanno
seguendo questa vicenda, e ringrazio tutti i Consiglieri, sia per il dibattito di questa
mattina, sia per il contributo che hanno dato, la riflessione in Commissione.
Brevemente, perché condivido quanto l'Assessore ha detto in apertura di questo
dibattito. Si è fatto anni fa, come sappiamo, un investimento significativo che era
finalizzato a due obiettivi. Il primo che io ricordo, perché essendo torinese, un po' di
cose di questa Città le conosco e le ho viste, recuperare delle strutture che erano
abbandonate da lunghissimo periodo, perché dove oggi c'è il Virtual, Corso Lombardia,
196, è dove è nato il cinema in Italia e dove è stato girato "Cabiria". Erano gli
stabilimenti della FERT, dove è nato il cinema in Italia.
Quegli stabilimenti dal dopoguerra fino a quando sono stati recuperati, erano stati
sostanzialmente inutilizzati. Talora usati per dei box provvisori e transitori, per dei
magazzini, per degli utilizzi temporanei, ma mai si era avuto un progetto di recupero di
un bene che, anche solo dal punto di vista della storia e della cultura della Città, era
giusto recuperare, perché uno dei vanti di questa Città, che è testimoniato ogni giorno
dal Museo del Cinema, è che il cinema è nato in Italia in questa Città, ed è nato in quel
luogo. Quindi la prima ragione per cui si fece quell'investimento, era recuperare un
pezzo della storia della Città. E io credo che fosse un'ispirazione giusta.
Secondo, recuperarla ai fini per cui quel luogo era sempre stato deputato, scommettendo
che un forte investimento di Torino nella cultura, che in quegli anni è iniziato, e
prosegue fino ad oggi e che ha investito tutti i settori culturali nella vita della nostra
Città, potesse avere un esito e una espansione anche nel settore cinematografico.
Dopodiché la vicenda di questi anni dimostra che quella scommessa ha dovuto fare i
conti da un lato con un mutamento del mercato, perché anche il mercato
cinematografico è cambiato radicalmente. È cambiato per esempio nel fatto che
rarissimamente si fanno film, si realizzano pellicole e film negli Studios. Quasi tutte le
ambientazioni si fanno in esterno. A meno che uno non faccia un film sulle Crociate, è
evidente che allora deve ricreare un ambiente, o un western, anche lì deve ricreare un
ambiente, però in Piemonte è difficile trovare le Montagne Rocciose; vorrei ricordare
che questo palazzo è spesso luogo di sceneggiature… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, ma quello è un altro film. Anche il Palazzo Comunale viene usato
per degli esterni. Alcune scene di "Benvenuto Presidente" di Bisio, sono state girate nel
mio Ufficio.
Quindi, da questo punto di vista, questo fatto che tutti gli scenari siano ormai realizzati
in esterno, riduce fortemente l'utilizzo di Studios per la realizzazione di film, se non a
casi particolari con una difficoltà di continuità di iniziativa.
È vero che c'è un altro settore su cui gli Studios possono essere utili, che è tutto il
settore dell'audiovisivo, della realizzazione di spot pubblicitari, che in effetti è
un'attività che al Virtual si è realizzata in questi anni, però con volumi e fatturati
insufficienti a reggere quel tipo di struttura.
Dico anche che l'Amministrazione non si è soltanto mossa in quest'ultimo periodo per
arrivare alle determinazioni, che qui stiamo assumendo, ma noi nei mesi scorsi abbiamo
anche preso contatti con tutti i principali operatori del settore audiovisivo, dalla Rai alla
Sky a Mediaset, per verificare se fosse possibile l'utilizzo di questi Studios per le
attività di fiction e attività televisive, audiovisive di questi grandi gruppi che sono poi i
tre fondamentali gruppi che operano nel nostro Paese. E tutti sono venuti a visitare gli
Studios, tutti li hanno considerati, dal punto di vista infrastrutturale, certamente delle
strutture di eccellenza, ma hanno tutti denunciato il fatto che hanno i loro impianti non
saturati, quindi prima di utilizzare impianti terzi, saturano i loro impianti. Questo mi è
stato detto da tutti gli amministratori delegati di tutte queste tre società, con cui ho
direttamente parlato.
Di fronte a questo fatto, di fronte al fatto che c'è quindi un mutamento del mercato e
una insaturazione di quelli che già sono gli operatori, mi pare che non resti altro che
prendere atto che quella scommessa che era stata fatta, è una scommessa che oggi non
ha la possibilità di essere proseguita.
Dico anche, perché è così, vale per il pubblico e per il privato, si fanno dei progetti, si
fanno degli investimenti e non è che tutti vanno in porto. Se tutte le volte si dovesse
mettersi nella logica della Commissione d'inchiesta nello scoprire chissà cosa,
dovremmo mandare in Tribunale tutti gli imprenditori a cui capita di fallire. Ma non è
così. Ci sono quelli che falliscono con la bancarotta, ci sono quelli che falliscono,
perché il loro investimento, il loro progetto industriale non ha prodotto i risultati e gli
esiti sperati. Bisogna anche avere un minimo di laicità di fronte alle cose.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, dopodiché noi dobbiamo essere tutori
delle risorse pubbliche, ma le ragioni per cui un progetto fallisce, possono essere le
stesse, che il mercato non determina le condizioni per portare a casa quella redditività,
quell'esito che tu speravi avvenisse. Vale per un operatore pubblico, vale per un
operatore privato.
Dopodiché siccome noi siamo responsabili e tutori di risorse pubbliche, è giusto
approfondire tutto ciò che c'è da approfondire, c'è una Commissione presieduta dal
Consigliere Carbonero, che ha questo compito, e farà tutti gli approfondimenti che sono
necessari.
Dobbiamo porci immediatamente - e lo stiamo facendo - anche però il problema
dell'utilizzo di quella struttura, perché quell'infrastruttura è un investimento, un modo
per tutelare quelle infrastrutture e quell'investimento e le risorse che ha comportato, che
ha assorbito, è quello di non lasciarlo deperire. E quindi qui noi stiamo lavorando a più
ipotesi.
Una è un'ipotesi che è stata avanzata qui anche dal Consigliere Coppola, e io lo
ringrazio, e la esamineremo immediatamente, è quella di unificare su quel sito tutte le
attività di sostegno alla produzione cinematografica che a Torino si realizzano, in
particolare oggi tutto ciò che ruota intorno al Cineporto di Vanchiglia.
Tra l'altro, non c'è dubbio che la struttura di Corso Lombardia sia più consona a
quell'attività, perché gode di spazi maggiori e di migliore accessibilità, di migliori
condizioni di operatività. Quindi dal punto di vista della Città, c'è l'assoluta
disponibilità ad esaminare queste ipotesi, esaminarle immediatamente insieme alla
Regione, che con noi è partner di Film Commission, insieme ai dirigenti di Film
Commission.
Un'altra ipotesi l'avete letta sui giornali, è quella di verificare la praticabilità, ma questa
è una subordinata rispetto alla prima, perché la prima sarebbe consona alla finalità per
cui si è fatto quell'investimento, una seconda ipotesi è quella di ristrutturare quegli
spazi e dotare la Città di quello che la Città fin qui non ha avuto, e qui gli spazi
consentono di farlo, ed è un grande archivio delle nostre Istituzioni museali.
Noi abbiamo tutti i depositi dei principali musei torinesi che sono in affitto sparsi per
tutta la Città, perché le Istituzioni museali non hanno le loro strutture e gli spazi
necessari, e non c'è un archivio dei depositi museali che potrebbe essere un
investimento culturale, naturalmente fatto in una logica moderna come si fa oggi e non
semplicemente di accatastare dei beni, ma di renderli fruibili, visitabili ed essere un
altro punto dell'investimento…
Si può pensare anche ad un utilizzo ancora diverso, stiamo verificando la praticabilità in
termini di costi. Torino ha bisogno di spazi teatrali più ampi di quelli che ha. Se noi
avessimo più spazi teatrali, il numero degli abbonati del Teatro Stabile sarebbe più alto
di quello che abbiamo, perché la capienza dei Teatri Carignano e Gobetti non satura una
domanda sul teatro di prosa.
Così come abbiamo spazi angusti per la danza. Quegli Studios possono essere - se
andate a verificare i costi e la praticabilità, perché sono investimenti - dove ristrutturati,
anche utilizzati a questa finalità.
Quindi l'obiettivo è quello di prendere determinazioni che la deliberazione oggi
propone e contemporaneamente immediatamente avviare l'individuazione di qual è la
migliore soluzione per continuare ad usare quel sito in tutte le sue potenzialità, e in
primo luogo naturalmente per una destinazione di finalità culturali.

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