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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2006-10504
"COMPLESSO RELIGIOSO DEL SANTO VOLTO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CUGUSI IN DATA 12 DICEMBRE 2006.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200610504/02, presentata in data 12 dicembre 2006, avente per oggetto:
"Complesso religioso del Santo Volto"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
L'interpellanza, con riferimento al Complesso religioso del Santo Volto, pone due domande puntuali.
La prima domanda è: "a quanto ammonti il contributo della Città di Torino e della Società partecipata IRIDE" alla realizzazione del Complesso religioso; la seconda: "se sia stata prevista una convenzione che preveda la funzione della struttura non religiosa del complesso da parte della Città, a favore della Circoscrizione...". Forse c'è un refuso nel testo: è "fruizione", non "funzione". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene. Il senso della domanda, comunque, è chiarissimo, al di là di ogni ambiguità.
Sulla base delle puntuali notizie acquisite con gli Uffici, riferisco che la Città ha costituito, con rogito del notaio Gamba dell'8 aprile 2004, a favore dell'Arcidiocesi, il diritto di superficie novantanovennale sulle aree di proprietà, pervenute nella proprietà della Città a seguito della cessione a standard degli operatori di Spina 3, site in Via Val della Torre. In particolare, la convenzione prevede che il diritto venga costituito gratuitamente sulle aree di 10.240 metri quadrati destinate ad ospitare la Chiesa, la Casa Canonica, le Opere di Ministero Pastorale, le strutture all'aperto per attività di formazione e ricreazione dei giovani e un'ampia sala con infrastrutture connesse per assemblee e convegni diocesani e, a titolo oneroso, sulle aree di metri quadrati 2.252, destinate ad ospitare gli uffici della Diocesi.
Per gli interventi da effettuare sull'area oggetto di costituzione di diritto di superficie a titolo oneroso, sono previsti, a carico dell'Arcidiocesi, gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e quelle relative al costo di costruzione, non invece per quanto riguarda le opere da realizzare sulle aree concesse a titolo gratuito.
La gratuità della concessione in diritto di superficie si fonda sul fatto che i complessi religiosi sono considerati dalla normativa vigente urbanizzazioni secondarie, in quanto direttamente si configurino come servizi, latu sensu, al territorio.
In quelle funzioni che ho elencato prima, è parso di poter riconoscere attività che, direttamente o in maniera accessoria, fossero strettamente legate a questa attività di servizio.
Per la costruzione del complesso non è stato erogato alcun altro contributo, mentre, invece, per quanto concerne la questione dell'attuale IRIDE (allora AEM), con una deliberazione di Giunta del 28 febbraio 2006, su proposta degli Assessori Tricarico e Peveraro, si è stabilito che la realizzazione dell'impianto di luce decorativa della struttura venga fatta (naturalmente per quanto riguarda la parte esterna, quella che si affaccia sulla città) a cura e spese della proprietà - quindi, dell'Arcidiocesi -, secondo le modalità descritte nell'allegato progetto.
Successivamente al collaudo dell'opera, l'impianto verrà preso in carico dall'AEM di Torino (avente, ora, causa IRIDE), per conto della Città, sia per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica sia per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
In questo caso, si tratta, a tutti gli effetti, di un contributo motivato da un investimento sostenuto, comunque, dalla Curia e riferito alle opere che, attraverso l'illuminazione notturna, offrono la propria visibilità a tutta la città.
Con tutta franchezza, posso dire che non è una prassi generalizzata; tuttavia, in relazione ad una sollecitazione pervenuta in quella fase, la Città concordò una ripartizione della spesa in questi termini.
L'unico contributo indiretto (ma, comunque, certamente di contributo si tratta, al di là delle concessioni di aree nei termini che ho detto) attiene all'assunzione in carico della gestione e manutenzione dell'impianto dell'illuminazione esterna, cosiddetta decorativa, della chiesa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cugusi.

CUGUSI Vincenzo
Volevo chiedere se la parte di diritto, di superficie gratuita, riguardi le attività di culto e i locali strettamente connessi all'attività.
Mi sembra che in quella struttura ci siano saloni e altri locali. Per Legge, in generale, si intende diritto di superficie gratuita per i locali di culto e per l'abitazione del parroco, o della perpetua (strettamente legate all'attività di culto).

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono) E l'oratorio.

CUGUSI Vincenzo
E l'oratorio. Dai dati in nostro possesso, su 12.000 metri quadrati, 10.000 sono, in questa prima fase, di diritto di superficie a titolo gratuito.
Vorrei poi chiedere se è possibile quantificare il contributo di IRIDE/AEM, anche perché, mi pare che, negli anni, vi sia il carico della manutenzione dell'impianto, quindi, la sostituzione di lampade, cavi ed altro ancora.

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono) Manutenzione e gestione.

CUGUSI Vincenzo
Quindi, è da calcolare quant'è, esattamente. Le volevo chiedere un'altra cosa (sempre che lei lo sappia): rispetto all'intitolazione dell'edificio, c'entra la Commissione Toponomastica, o è autonomamente determinata dall'Autorità Ecclesiastica?

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Nel pieno rispetto del Regolamento, prego, Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Su quest'ultima, tenderei a dire che sia una competenza esclusiva dell'Arcidiocesi. La Commissione Toponomastica non è chiamata in causa.
Di fronte ad una domanda relativa alla questione del valore del contributo e, in qualche misura, alla capitalizzazione dell'onere del servizio assunto in carica, possiamo far fare qualche valutazione di dettaglio (se il Collega Tricarico, naturalmente, disponesse per quest'attività di controllo, apprezzerei).
Chiedo scusa, ma, nel leggere le note, ho trascurato un aspetto: nell'interpellanza si chiede se esiste un convenzionamento relativo alla fruizione di questi spazi, chiamiamola così, per lo svolgimento di Convegni e manifestazioni di varia sorta.
In qualche misura, si potrebbero definire Sale Congressi, seppure, naturalmente, le dimensioni siano variamente assortite (comunque, di importanza e dimensioni significative anche perché, sostanzialmente, corrispondono alla grandezza della chiesa).
In effetti, si era pattuito verbalmente e, in ultimo, probabilmente anche sulla scorta delle notizie di stampa in merito al contenuto dell'interpellanza, l'Arcidiocesi ci ha indirizzato una lettera con la quale ha espresso la piena e totale disponibilità ad accordare, con l'Amministrazione, una regolazione che assicuri alla Città, in caso di occorrenza, la possibilità di fruire senza oneri, al di là dei costi vivi di funzionamento, dell'utilizzazione di questa struttura per manifestazioni e iniziative, volta volta da concordare.
In questo senso, testimonio di una comunicazione recente, confermativa, di impegni verbalmente assunti a suo tempo; specifico, altresì, che, dal punto di vista amministrativo, non esiste ancora un convenzionamento.
Ho passato agli Uffici la lettera, invitandoli a provvedere alla stesura di uno schema di convenzione che potesse essere sottoposto all'esame della Giunta e del Consiglio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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