| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201304166/103, presentata dalla Giunta Comunale in data 17 settembre 2013, avente per oggetto: "Regolamento canone occupazione spazi ed aree pubbliche. Modifiche parziali. Approvazione". e della proposta di deliberazione n. mecc. 201304154/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 17 settembre 2013, avente per oggetto: "Regolamento per la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Modifica della soglia di esenzione. Approvazione". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 22/10/2013 la competente Commissione ha rimesso i provvedimenti in Aula. Alla deliberazione n. mecc. 201304166/103 è stato presentato un emendamento della Commissione Consiliare Permanente, a sua volta integrato sul dispositivo e sull'Allegato 1 nella parte dell'Allegato A, dall'Assessore, per un errore materiale. Ricordo, come concordato in Conferenza dei Capigruppo di ieri, che l'intervento per ogni Gruppo Consiliare è pari a dieci minuti e che la trattazione è congiunta. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) La deliberazione del Regolamento COSAP, come ripetuto in Commissione stamattina, si limita ad alcune modifiche non sostanziali riferite al Regolamento e, invece, modifica la tabella dei moltiplicatori zonali, aumentando il moltiplicatore della zona centrale e riducendo quelli delle zone non centrali della città. In più, con l'emendamento, che illustrerei se il Presidente è d'accordo, si modifica concettualmente il moltiplicatore della categoria riferita all'utilizzo di grandi piazze, nel caso di eventi che prevedano un corrispettivo. Questo non altera in alcun modo la disponibilità e l'uso delle grandi piazze della città, ma si limita a rendere più oneroso l'utilizzo, passando da un coefficiente 10 ad un coefficiente 15. Con questo emendamento, quindi, non si pregiudica in alcun modo la volontà, l'utilizzo e la disponibilità di applicare una normativa di utilizzo del suolo pubblico, che si riferisce anche alle attività suscettibili di valore economico e che può valere per un grande concerto come per una piccola manifestazione, ma semplicemente si rende doverosamente oneroso il coefficiente, differenziandolo dagli altri usi, proprio per evitare che vi sia un trattamento medesimo e analogo ad iniziative che eventualmente non abbiano invece un corrispettivo per la fruizione di manifestazioni, eventi e stand eventualmente posti sul suolo pubblico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Mi sono dimenticato di aggiungere che anche la seconda deliberazione ha un emendamento coordinato di Commissione Consiliare Permanente. La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Sarò molto breve, perché evidentemente le deliberazioni sono già state illustrate ampiamente in Commissione. Vorrei solo, a fronte dell'emendamento che è stato presentato questa mattina e che anche l'Assessore Passoni ha spiegato poco fa, stimolare un dibattito che, mi rendo conto, non può essere fatto in questa sede e in tal senso, anche per ragioni tempistiche, non ho presentato una mozione di accompagnamento, come avrei voluto fare inizialmente; ma vorrei stimolare il dibattito, perché se è pur vero che effettivamente con questa modifica di Regolamento si recepisce la possibilità, o meglio, si definisce come dev'essere applicato evidentemente il canone, o comunque quanto dev'essere pagato per poter utilizzare un luogo aulico, penso che spetti proprio a quest'Aula invece - e invito anche il Presidente di Commissione a calendarizzare un'eventuale Commissione per poter dibattere sul tema - dare gli indirizzi, come diceva anche l'Assessore Passoni questa mattina in Commissione, non tanto evidentemente su qual è l'importo che dev'essere pagato, bensì su cosa s'intende e cosa vogliamo fare noi delle piazze auliche. Quindi partire da questioni tecniche, anche questioni prettamente, o meglio, più politiche. Cioè, vogliamo veramente che i luoghi aulici della nostra Città vengano utilizzati prettamente a fini commerciali? Sì, no, con che limiti, come? Io non ho presentato una mozione di accompagnamento oggi, perché volevo evitare in qualche modo di trovarci a dover affrontare la discussione in modo forzato e magari non arrivare neanche ad una mediazione, però penso che, prendendo spunto evidentemente dalla modifica regolamentare, quest'Aula, anche a fronte di quanto avvenuto in altri importanti Città, su questo tema dovrebbe interrogarsi e potrebbe dare un indirizzo netto alla Giunta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Chiedo solo, per cortesia, se possiamo fare silenzio per comprendere bene gli interventi. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io, in realtà, voglio approfondire la riflessione posta dal Consigliere Appendino. Questo perché in realtà non è una scelta poi amministrativa di poco conto; va inserita all'interno di un disegno. Il fatto di identificare quest'area per la quale viene visto un rincaro della tariffa, proprio individuandolo poi con la parte di centro sottoposta all'ingresso, alla limitazione di viabilità, o comunque all'ingresso a traffico limitato, o comunque ingresso a pagamento, oggettivamente va ulteriormente a rischiare di mortificare… Se il senso è cercare di introdurre delle limitazioni alla proliferazione di installazioni spesso poco rispettose del tenore delle piazze auliche, allora è un conto, ma non credo che sia il rincaro lo strumento con il quale perseguire; andrebbero messi dei canoni qualitativi e non quantitativi patrimoniali tariffari. Se invece il tema è quello di andare a fare più cassa, allora non è condivisibile ovviamente l'indirizzo amministrativo, nella misura in cui si va ad incidere su una zona il cui commercio è già stato messo a dura prova dalle limitazioni orarie al traffico. Per cui, sinceramente, io tra l'altro pongo anche un'altra riflessione all'Assessore, sperando, visto che su questa deliberazione non c'è ostruzionismo, di sortire una risposta, perché è una domanda di merito. Questo emendamento di merito fa coppia con un altro, che di norma si limita a dare a posteriori conto dei pareri delle Circoscrizioni, e io vedo che di Circoscrizioni che non l'hanno dato, ci sono la 7 e la 9, e penso, sinceramente, che c'entrino anche i nostri Gruppi Consiliari; ma a parte questo, vedo che invece la Circoscrizione 1 ha dato parere favorevole. Io mi chiedo: ma la Circoscrizione 1 era a conoscenza di questa proposta emendativa della Giunta, successiva alla formazione originaria della deliberazione? E mi chiedo: la Circoscrizione 1 sarebbe stata comunque favorevole nel parere espresso, se avesse saputo di questo ulteriore rincaro rispetto alle piazze auliche del centro? Questo è un tema politico, cioè se noi prevediamo nello Statuto e nel Regolamento del Decentramento che ci sia un parere obbligatorio e lo chiediamo, la Giunta non può fargli poi lo scherzetto di inserire dalla finestra e non dalla porta, a posteriori, dopo che il parere è stato raccolto, delle misure che vanno comunque ad incidere negativamente sugli interessi di quelle zone e di quei territori. Per cui, sinceramente chiederei che l'Assessore su questo mi rispondesse a verbale e desse anche conto, se ritiene che sia questa una prassi amministrativa corretta, o come intende rimediare, o se ha preso contatti quantomeno con la Presidenza di quella Circoscrizione per confrontarsi su questa proposta emendativa di merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Anch'io mi aggancio all'intervento dei due Colleghi che mi hanno preceduto. Di nuovo stiamo - e credo che andrà avanti tutto il pomeriggio, forse anche tutta la sera e, perché no, anche tutta la notte - a sottolineare quanto per l'ennesima volta non si è fatto alcuno sforzo, non si è cercata alcuna soluzione, ma si è andati semplicemente a sfilare il portafoglio dai pantaloni del cittadino; perché prima di decidere di aumentare un canone nelle piazze auliche e quant'altro, bastava anche semplicemente andare alla ricerca e definitiva soluzione del pagamento del canone, o comunque del dovuto, di tutte quelle persone che abusivamente occupano le piazze auliche, le strade auliche, con tanto di straccetti, ricambini vari e stupidaggini varie, che vendono quotidianamente. Basta affacciarsi. Se per caso qualcuno di voi non l'ha visto, basta che si affacci in via Garibaldi, basta che butti il naso fuori. E lì i soldi li prendi, perché lì i soldi li deve rastrellare, perché semplicemente gli chiedi chi sono, e questi ti devono pagare il dovuto per stare lì, e se non ti sanno dire chi non sono, li cacci. Così funziona e non che gli si passa davanti, perché li ho visti io con i miei occhi, gli si passa davanti con assoluta indifferenza, facendo finta che non esistano. Ecco, abbiamo trovato un po' di soldi, guardali qua, basta fare questo. No, andiamo a prenderli dalle tasche di chi già non ce la fa più, da chi già è venuto qui sotto a chiedervi aiuto. Non a protestare, a chiedervi aiuto. Prima di urlare, questa gente vi chiedo aiuto, poi urla. E voi gli andate a sfilare il portafoglio, a questi signori. Poi, con aria indifferente, come se non esistessero, perché poi non ve lo dimenticate, questi sono fantasmi anche per voi, gli passate attraverso come se non esistessero, e come non esistessero, gli passate davanti e questi sono lì che fanno del commercio, che occupano del suolo e che se ne impippano di voi, vi ridono in faccia. Quando sanno che invece, forse, magari fate qualcosa, raccolgono i loro quattro stracci e scappano. Fanno il giro dell'isolato e ritornano. E allora signori, ecco una soluzione banale, stupida, difficile? Non credo. Non credo, perché c'è tanta di quella gente seduta che non fa niente, che magari mandarla in strada a fargli fare un giro, anche solo per prendere la boccata d'aria, gli farebbe bene a quelli che sono seduti ad una scrivania, che gli si incurva la schiena. Allora, ecco che abbiamo trovato i soldi e non dobbiamo aumentare alcuna tassazione. Non ci dobbiamo inventare niente di cose banalmente scritte. E, come già in passato è successo, scritte magari il più delle volte con il copia-incolla. Basta andare da questi signori che, ve lo dico ancora una volta, vi ridono in faccia quando gli passate davanti, perché sanno che non gli fate assolutamente niente, e parlo dicendo "voi" e non dicendo "noi", perché io quando posso, qualcosa gli faccio; gli passate davanti e questi vi ridono in faccia, perché sanno che a loro non chiedete un centesimo, che loro alla fine del mese fanno quei 1.000, 1.500, 2.000 Euro esentasse e sanno che voi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Consigliere Viale, poi glielo spiego. Se vuole, le faccio anche la dimostrazione pratica di cosa le faccio. Come vuole, scelga. La prego, non cominci, perché oggi finisce in rissa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Gentilmente, Consigliere Carbonero, si rivolga alla Presidenza. CARBONERO Roberto La proposta, la Lega Nord l'ha fatta. Adesso vediamo se siete capaci a dire no, non va bene, non si può fare. Voglio sentirvelo dire. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per un'integrazione, al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Sarò velocissima. Solo perché non tutti i Consiglieri erano presenti in Commissione questa mattina e ho avuto come l'impressione di non essere ben compresa. Io, e mi rivolgo in particolare al Consigliere Carbonero, sono assolutamente contraria a dare i luoghi aulici per motivi commerciali, ma la mia è una posizione personale, non so sinceramente cosa pensa la maggioranza. Io sono assolutamente contraria a vedere un ponte a Firenze chiuso e dato di fatto ad un privato, quando il resto della Città, o comunque i cittadini non si possono neanche permettere di andare a mangiare; io lo trovo profondamente sbagliato come messaggio culturale. Questa però, è una mia posizione personale. L'invito che volevo rivolgere all'Aula (mi auguro che si possa fare in Commissione, per questo non ho presentato la mozione) è aprire il dibattito e capire cosa vogliamo noi, cosa vogliamo fare noi con i nostri luoghi aulici in questa città. E visto che il Regolamento è stato modificato, ed è un buono spunto su cui partire, io mi auguro che la maggioranza e l'opposizione, insomma, tutti insieme si possa valutare effettivamente, dare degli indirizzi, perché se no ci muoviamo in un ambito, dove evidentemente non c'è una politica in tal senso. Quindi, volevo solo specificare a verbale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Adesso provvederà l'Assessore a rispondere alle sollecitazioni degli interventi, però volevo sapere se vi sono altri interventi. Non raccolgo altre richieste di intervento. La parola, per la replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Rispondo per l'Assessore Curti, in quanto in realtà la materia non è di mia competenza. Il caso è quello che ho provato a rispondere, ad illustrare con l'emendamento, ma in realtà gli interventi hanno leggermente divagato, nel senso che nulla c'entra con il Regolamento COSAP della possibilità di usare, o no, e regolamentare l'uso del suolo pubblico e delle aree auliche. Il Regolamento non prevede il divieto, in alcune aree, di utilizzare il suolo, anche perché il Regolamento vale per tutti i casi di suolo, anche quelli gratuiti. La domanda è: dovremmo impedire ad un partito politico, ad un'iniziativa commerciale, ad uno stand di auto d'epoca di utilizzare il suolo pubblico aulico? Io non entro nel merito, il Consiglio si pronunci, ma è un altro tema e cioè, le piazze auliche sono talmente auliche, da essere dovute tenere sempre libere, o possono essere usate? Prima questione. Il Regolamento risponde a questa domanda: possono essere usate. Il Regolamento si limita a dire: in base alla tipologia di utilizzo, applico un moltiplicatore, un coefficiente che è più o meno calibrato sulla redditività dell'iniziativa che vado ad installare. Quindi, se uso un'iniziativa gratuita, in cui applico il coefficiente ordinario, pagherò una certa cifra. Il tema, nato con il concerto di Baglioni, che poi non si è verificato, ha posto un tema: è congruo l'attuale coefficiente che è inserito nel Regolamento COSAP, riferito ad iniziative che potrebbero avere un utilizzo di ticket d'ingresso per un certo perimetro della piazza? E ribadisco, questo prescinde dal fatto di dare o meno delle piazze ad iniziative del genere. La risposta della Giunta è stata: se precedentemente il moltiplicatore era dieci, e quindi in piazza San Carlo, o in piazza Castello, si sarebbe pagato 3,00 Euro a metro quadrato per l'utilizzo del suolo, con questa iniziativa si incrementa sostanzialmente del 50% e quindi si va a portare la tariffa a 4,50 Euro al metro quadro. Vuole dire, la modifica regolamentare, che la Giunta con questo intende sistematicamente utilizzare le piazze auliche per eventi di natura economica, anche culturale? No, non vuol dire questo. Nel senso che raccogliendo gli indirizzi dell'Aula, se verranno eventualmente formalizzati e in tempi disgiunti dal Regolamento COSAP, che non si riferisce solo a questo caso, ma a tutta l'occupazione del suolo pubblico della Città, valuteremo se aggiungere alle due deliberazioni già esistenti nella disciplina dell'uso delle piazze, deliberazioni che hanno per la verità, ormai penso, sette, otto anni di vita almeno, che normavano l'uso, la limitazione delle aree, le distanze, la tipologia dell'occupazione, eccetera, proprio all'uso di evitare che ad esempio si addossassero le strutture e l'uso alle cancellate auliche, alle statue, ad aree monumentali di pregio particolare - devo dire anche con l'accordo e la rappresentazione in raccomandazione della Sovrintendenza - che evidentemente vengano utilizzate con criterio. Quindi, oggi il Regolamento COSAP non è lo strumento per dire, se dobbiamo usare, o no, le piazze per concedere. Va, però, anche osservata una considerazione inversa, che è fuori tema, ma che a questo punto faccio, avendo preso la piega del dibattito. La Città, però, che fino a qualche anno fa attraeva iniziative promozionali di cultura anche commerciale, perché la cultura, non è un tabù dirlo, ha anche una dimensione economica, qualora ad esempio nella musica leggera si paghi per ascoltare uno spettacolo - ma succede in tanti campi della cultura di pagare un biglietto per accedere, non mi pare che questa sia una grande scoperta, però è oggettivamente così - la Città una volta incentivava in qualche modo la possibilità di avere eventi che fossero riferiti, pur dentro contenitori, programmi, consigli d'amministrazione, un arricchimento anche, tra virgolette, della programmazione culturale, anche se di natura commerciale. Questo oggi avviene di meno per via della crisi. Noi da una parte non pensiamo che si debba precludere in modo assoluto l'uso delle piazze ad eventi importanti, ma che vada valutata sempre caso per caso. E dall'altra parte ci diciamo che, però, per equità e per trasparenza, comunque questi eventi che non sono eventi gratuiti, ma dovrebbero essere eventi in cui ogni programmazione stabilisce il suo quadro economico, la sua rendicontazione e anche in qualche modo il suo ticketing rispetto all'accesso, paghi comunque un contributo al suolo pubblico, che non può essere quello di un'iniziativa pubblica, anzi, dev'essere più che proporzionale all'incremento assoluto. Questa è una norma preventiva, non cambia nulla rispetto alle possibilità che la Città ha di usare quelle piazze e ribadisco, se dovessimo invece recepire degli orientamenti diversi, contrari, li esamineremo e li discuteremo in una sede diversa da questa, che penso non sia, come dire, il Regolamento COSAP. Perché il Regolamento COSAP è il Regolamento della COSAP, cioè Canone Occupazione Suolo Pubblico, non è il Regolamento dell'uso del suolo pubblico. È diverso. Se poi si vuole dire che nella perimetrazione della Città ci sono aree, in cui non si può posare neanche uno spillo, ne parleremo, ma non attiene l'applicazione del canone, perché è una contraddizione in termini. Se non posso applicare uno spillo, non potrò chiedere un canone. Quindi non è tema da Regolamento COSAP, ma più che altro da normativa di divieto. Cioè è vietato fare certe cose in alcune zone della Città. Quindi direi Polizia Amministrativa più che COSAP. Rispetto, invece, al tema della consecutio temporum del Regolamento verso emendamento, è pur vero che l'Assessore Curti ha prodotto l'emendamento in tempi successivi alla discussione regolamentare delle Circoscrizioni, è però vero che l'emendamento non altera sostanzialmente l'impianto regolamentare e comunque la Circoscrizione 1 penso, non lo so, verrà ovviamente a posteriori consultata, non possiamo fare diversamente, ma evidentemente la Giunta si tiene comunque il diritto all'emendamento dei provvedimenti, che nell'iter regolamentare non possono essere sottoposti ad un procedimento parallelo con il decentramento. Non altera il concetto, non mi pare che sia un vulnus verso il decentramento. Direi che è abbastanza evidente che l'uso delle piazze auliche…, non facciamo quello che vogliamo, direi una cosa, se qualcuno pensa, qui dentro, che l'uso di piazza San Carlo sia un problema del Quartiere 1, ce lo dica, perché io penso che l'uso di piazza San Carlo sia un uso che dev'essere imputato, nella correttezza, a tutte le Circoscrizioni e a tutta la Città. Quindi, fino a prova contraria, non c'è la privativa del territorio… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi sembra veramente una polemica un po' sterile. Io dico solo questo: se fa comodo dire che siccome nel territorio della Circoscrizione 1 c'è quel bene e quel bene è esclusiva, diciamolo pure. Io non sono d'accordo. Penso che il patrimonio di piazza San Carlo, il fatto di venire in centro alla manifestazione sia patrimonio degli abitanti di Falchera, di Mirafiori Sud, di Mirafiori Nord, centro, periferia e quant'altro. È il diritto a godere in modo indistinto di beni indisponibili che sono pubblico interesse e questo è di tutti. Lo dico anche al contrario, se uno vuole andare in piazza Falchera a vedere la fontanella e la riqualificazione della piazza, bene, ci va anche quello di zona centro. Questa è democrazia. Pensare che invece ci siano delle privative sul territorio è un concetto di decentramento e di parcellizzazione che francamente, come Assessore al Decentramento, non mi trova d'accordo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per precisare la sua parte di intervento, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io avevo fatto solo una domanda di merito, perché, intendiamoci, può essere la Circoscrizione 1, può essere la Circoscrizione 10, può essere la Circoscrizione 6, però se noi diciamo che esistono delle Circoscrizioni come Enti, non come territori, proprio come Consigli eletti dai cittadini, e gli riconosciamo comunque un potere di parere obbligatorio, è scorretto, io ho solo ribadito che è prassi scorretta modificare con delle citazioni dirette di quei territori, successivamente alla richiesta di parere alla deliberazione. Io non sarei intervenuto, perché tanto avevo capito che il tenore della risposta era quello, ma sinceramente intervengo solo per ribadire che indicare come indicatore di emancipazione sociale il fatto di non chiedere il parere della Circoscrizione 1, perché è quella del centro, sull'utilizzo delle piazze centrali, citando addirittura i cittadini delle periferie, io sinceramente la trovo paradossale. Tanto per dimostrare che non è per prendere tempo, la chiudo con una battuta. Devono essere, si vede, i cittadini di Falchera quelli che organizzano gli eventi commerciali nelle piazze auliche, devo intendere che questo è il ragionamento, se la fruibilità democratica di un territorio la valutiamo rispetto alle entrate che il Comune prende rispetto all'utilizzo del suolo pubblico. E direi che questa battuta dovrebbe chiudere la polemica rispetto al fatto che, se esiste un Ente che ha delle prerogative, bisogna passare dal parere di quell'Ente. Non è neanche vincolante, per cui almeno non prendeteli in giro, ditegli: vi aumentiamo il canone in quelle piazze, siete d'accordo? No. Va beh, pazienza, visto che voi siete il centro e il centro appartiene a tutti, ce ne fregheremo. Almeno mettetegliela così. Ma non mettetela, invece, come una specie di tutela dei cittadini delle periferie, dei quali rimane il diritto di godere delle piazze auliche. Sì, rimane il diritto di godere, ma intendiamoci, già il fatto che le facciamo pagare di più di quelle delle periferie, sottolinea il fatto che evidentemente nelle piazze delle periferie sono pochi i soggetti che vogliono andare ad utilizzare il suolo pubblico, per creare degli eventi di tipo commerciale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per un'integrazione, al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Poi vedrò di non farlo più, se sarà il caso di non farlo. Oggi non vorrei intraprendere una lunga sfida a distanza con l'Assessore Passoni, però, già ad esempio prima, quando ha ribadito sulla discussione del Bilancio, non ha citato per niente il mio intervento sull'indebitamento a medio e lungo termine e neanche adesso ha fatto qualcosa per potermi rispondere. Nel senso che io ho semplicemente detto che la ricerca di soluzioni non c'è, non c'è proprio la ricerca di trovare soluzioni alternative, ma c'è semplicemente il desiderio e la decisione di applicare beceri aumenti per portare cassa, per fare cassa e ci si limita semplicemente a questo. E questa è l'ennesima dimostrazione: "considerato l'incremento delle richieste, risulta infatti opportuno aumentare il canone nei casi di utilizzo commerciale delle principali piazze auliche". Lo ripeto, è vero che non va d'accordo con il discorso che ho fatto io prima, riguardo agli abusivi, eccetera, ma rimane il fatto che comunque non c'è neanche la ricerca, il tentativo di cercare una soluzione in quella direzione, perché è molto, ma molto più semplice andare a digitare sui terminali il nome di Pippo Francesco, vedere che versa già 100,00 Euro e gli si chiedono 120,00 Euro, e quello non si può spostare di un centimetro, perché è beccato. Allora, è molto semplice, ma questa è l'ennesima dimostrazione che questa Amministrazione se ne frega dei propri cittadini, che favorisce tutto quello che non è facilmente perseguibile, perché è molto più comodo e molto meno faticoso. Adesso la invito, però, poi a rispondere su questi interventi anche dicendomi: "hai detto una grande stupidaggine". Io ne sono più che contento, se me lo dice, però lo deve dire a verbale, esattamente come ha fatto prima nella relazione al Bilancio, dove non ha risposto comunque sul mio appunto, sull'indebitamento a medio e lungo termine. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Intervengo non per il gusto di replica, ma per chiarire, mi permetto, delle inesattezze. La Circoscrizione 1 ha espresso parere favorevole ad un Regolamento che modifica i coefficienti della zona centro a rialzo. Quindi mi sembra inequivocabile che l'indirizzo politico della Giunta, che io rivendico, cioè di dire: avendo osservato attentamente l'andamento della domanda di suolo pubblico in questa Città, che in centro continua ad essere elevata ed in crescita e in periferia è in calo, questa Giunta ha deciso e ha proposto al Consiglio Comunale di dire, se la domanda di suolo pubblico per dehors di zona della Città periferica è in calo, abbassiamo le tariffe. Quindi, Consigliere Carbonero, stiamo dicendo il contrario, stiamo rendendo più accessibile ad un bar della periferia la possibilità di mettere un dehors, perché il decoro della Città è di tutta la Città, non solo di piazza San Carlo. E stiamo dicendo che siccome in centro sono cresciute le superfici domandate, anche a discapito della crisi economica, abbiamo aumentato la tariffa per compensare. Cioè trasferiamo il minor gettito senza incremento assoluto della zona periferica sulla zona del centro, perché in centro la domanda dei dehors c'è, i locali reggono e hanno un mercato e quindi per fortuna funziona così. Politica di gettito? No, semplicemente regolazione dell'andamento ordinario del mercato. Il pubblico con potere autoritativo, regola anche quello che succede sul mercato, non solo fa cassa in quest'idea, in cui ogni cosa che facciamo è per forza mettere le mani in tasca ai cittadini, perché questa visione francamente veramente è un po' abbruttente. Sul piano invece della procedura, ci tengo solo perché all'Aula rimanga atto, non è che la Giunta perché va al parere, non può far emendamenti, altrimenti vi faccio una domanda: ma voi, i diecimila emendamenti ostruzionistici li mandate al parere delle Circoscrizioni o ve li riportate al Consiglio Comunale? Per quale ragione dovremmo farci dare il parere sull'emendamento di Giunta dal decentramento e uno presenta 1.000 emendamenti e non chiede il parere al decentramento. Perché noi siamo quelli cattivi che non partecipano, invece il Consiglio autoritativamente fa 1.000 emendamenti e non chiede la consultazione del Decentramento, del popolo? Perché? Certo che allora diventa ostruzionistico l'atteggiamento e quindi evidentemente per esigenza di procedura non si può fare. Chiedo però la parità di trattamento. Se va il mio emendamento di Curti al Decentramento, mandate anche i vostri 1.000, pertanto non ci va nessuno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non avvierei questa nuova prassi regolamentare e ricordo, appunto, che le Circoscrizioni, oltre al compito importante di esprimere parere, hanno poi concluso l'espressione nei dettami regolamentari e quindi è evidente che il Consiglio poi per sua natura dibatte ed è libero di emendare in fase di analisi successiva all'espressione dei pareri. Abbiamo concluso così la discussione dei due provvedimenti. |