Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Ottobre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 8

Comunicazioni del Consigliere Ricca su "Ordine dei lavori".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Siamo quindi alla pagina 8 del 2° Supplemento. Siamo quindi a trattare insieme in
discussione congiunta due deliberazioni: n. mecc. 201304327/013 e n. mecc.
201304619/013, avente ad oggetto: "Tributo Comunale sui rifiuti e sui servizi.
Approvazione". Una relativamente al Piano Finanziario per l'anno 2013, l'altra alle
Tariffe per l'anno 2013.
Queste due deliberazioni sono state collegate con le mozioni di accompagnamento.
Verranno discusse insieme alle seguenti mozioni di accompagnamento: alla
deliberazione n. mecc. 201304327/013, relativa al Piano Finanziario per l'anno 2013,
è stata presentata una mozione di accompagnamento a firma Movimento 5 Stelle;
mentre alla deliberazione, n. mecc. 201304619/013, relativa alle Tariffe per l'anno
2013, sono state consegnate quattro mozioni di accompagnamento, una a firma
Movimento 5 Stelle, una a firma PdL, una a firma Lega Nord e una a firma Fratelli
d'Italia.
Ricordo che, come concordato e stabilito in Conferenza dei Capigruppo, i tempi di
intervento sono stati così contingentati come vi descrivo: quindici minuti un
Consigliere per Gruppo, sette minuti tutti gli altri Consiglieri.
Le deliberazioni sono già state illustrate, possiamo avviare la discussione congiunta
delle deliberazioni e delle mozioni di accompagnamento.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori giusto per ricordare quella che era
l'impostazione che aveva dato, aspettiamo l'illustrazione della deliberazione da parte
dell'Assessore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiediamo all'Assessore, che è qui presente, di intervenire. Ma a me pare di
ricordare che l'avessimo già illustrata, perché siamo nella fase di discussione.
In ogni caso, la parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Segnalando che in realtà nella relazione al Bilancio ho dedicato ampio capitolo al
tema TARES, ma forse il Consigliere non era così attento, sostanzialmente i due
provvedimenti, riassumendo la discussione, in particolare del primo, cioè il Piano
finanziario che in Commissione ha avuto ampia trattazione, sono i seguenti passaggi.
La scaletta TARES ha previsto l'approvazione del Regolamento, che avete approvato
in Consiglio Comunale la settimana scorsa, riferita ad un quadro, diciamo, a
normativa vigente, delle possibili agevolazioni dei principi della tassa. Come
ricorderete, il Regolamento ha fissato che i canoni, diciamo così, di applicazione
sono, nel tributo simili alla TARSU, nel conteggio dell'addebito del tributo,
totalmente diversi e naturalmente, il Regolamento permette solo di ipotizzare
agevolazioni, ma non quantificarle, in quanto Regolamento è.
Il Piano Finanziario, che invece è la prima deliberazione in trattazione questa
mattina, prevede la composizione del cosiddetto full cost; ovvero la domanda a cui
risponde è: quanto dev'essere il full cost da coprire secondo l'applicazione della
TARES, in conseguenza della decretazione Matteoli e Ronchi degli anni passati?
Cioè TIA e Tariffa? La risposta è: il full cost è il costo del contratto di servizio che la
Città ovviamente ha avuto andando in gara per il servizio ambientale, più i costi
indiretti che le Amministrazioni Locali devono ribaltare sul tributo complessivo.
La Città ha fatto il suo ribaltamento, ha calcolato - come dice la norma - le
svalutazioni dei crediti, il costo del personale indiretto, il costo della riscossione, gli
oneri finanziari ed altre varie fonti e ha definito il full cost a 204 milioni.
Quindi cosa approva il Consiglio Comunale, quando approva la deliberazione sul
Piano Finanziario? Approva il costo pieno, che sostanzialmente viene coperto dalla
TARES, cioè dalla tariffa che deve coprirla al 100%.
Questa quantificazione è esplicitata nelle tabelle allegate alla deliberazione ed è
ovviamente suffragata da ogni documentazione e ogni risposta, peraltro ampiamente
dibattuta in Commissione, sul tema della qualificazione del Piano stesso.
Sul Piano Finanziario poi, si innesta il terzo livello. Potremmo dire così:
Regolamento, il quantum e il terzo provvedimento e a chi. A chi è il Piano tariffario?
Chi deve pagare questi 204 milioni? Il piano tariffario - discussione congiunta,
quindi illustro congiuntamente - dice chiaramente quali sono i criteri e stabilisce
dove, con la cronistoria tra il D.P.R. n. 158, la contestualizzazione nella Città di
Torino, eccetera, attribuisce secondo caratteristiche quali-quantitative del rifiuto alle
singole categorie commerciali, economiche, diciamo così, il proprio coefficiente di
contribuzione.
Sommando questo coefficiente di contribuzione, che comunque sia è
complessivamente ripartito al 45% sulle attività domestiche e al 55% sulle attività
non domestiche ma, per precisarlo meglio, non è ripartito al 45 e 55 basato e
calcolato su 204 milioni, come in realtà sembrava la Commissione avesse inteso;
quello è il criterio generale, ma in realtà il costo coperto è di fatto non
prevalentemente, ma quasi paritariamente a carico di entrambi i comparti.
Quindi, ammesso che sia possibile - e non lo è - spostare arbitrariamente una
misurazione che stabilisce questa percentuale per ragioni di natura politica - e qui c'è
ovviamente un'anticipazione al mio dissenso ad una forma emendativa proposta in
questo senso - comunque sia, il Piano Tariffario ha l'onere di attribuire a chi dentro il
perimetro dei 204 milioni la tassa dev'essere fatta pagare.
Quindi il principio che qualunque soggetto non venga addebitato a pagare una certa
tassa, deve essere spostato il prelievo su un altro soggetto dentro lo stesso Piano
Finanziario.
Quindi il Piano finanziario possiamo definirlo il recinto, diviso in due sottorecinti,
domestiche e non domestiche; il Piano Tariffario è la modalità con cui ogni
sottorecinto ripartisce in sottoinsiemi l'attribuzione della tassa alle singole categorie
economiche e sociali.
Sapete bene - l'ho detto nella relazione prima - che questo sistema è ovviamente
basato su studi scientifici aggiornati dall'AMIAT. Laddove non esistenti, si applica
ovviamente il principio di Legge e laddove, comunque, ciò determini, in qualche
modo, sperequazioni che siano ritenute dalla Giunta eccessive, la Giunta è
intervenuta comunque, modificando con un sistema cap, cioè un sistema di tetti
massimi, gli incrementi che, diversamente, sarebbero stati significativamente più alti
sia per i rifiuti umidi, che è la principale categoria toccata all'incremento della tassa,
sia per i nuclei familiari sulle domestiche che hanno più componenti il nucleo
familiare, in particolare quelli sopra i quattro componenti.
L'ho detto prima, sono misure agevolative, sono introdotte dal provvedimento e sono
quindi in approvazione del Consiglio Comunale, ma è quanto possibile, senza
alterare il principio di equità della tassa ed il principio del chi più inquina più paga,
applicare un sistema di tassazione che evidentemente non farà felice mai nessuno,
perché ci sarà sempre qualche categoria che dovrà prendere e qualcuna che dovrà
dare.
In questo evidente sistema chiuso, è chiaro che ogni esercizio, anche borderline - se
posso usare quest'espressione - di spostamento della contribuzione ad altre categorie,
metterebbe comunque inopinatamente a carico di un'altra categoria non dovuta, un
carico tributario che eventualmente non gli è assolutamente dovuto pagare. Pertanto,
non è materia discrezionale integralmente, ma è materia che dev'essere basata
sempre da ampia documentazione, studi, fondatezza delle ipotesi emendative.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Nel frattempo, è stato presentato un emendamento alla mozione n. mecc.
201304966/002, a firma della Lega Nord, da parte del Consigliere Bertola, che
adesso mettiamo in distribuzione.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)