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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201303941/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 24 settembre, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2013. Relazione previsionale e programmatica. Bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201304680/002, presentata dal Consigliere Tronzano in data 9 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) 'Bilancio di Previsione 2013' - Sport, pratica sportiva, qualità della vita, benessere e salute: un diritto dei cittadini torinesi". della proposta di mozione n. mecc. 201304843/002, presentata dal Consigliere Sbriglio in data 15 ottobre 2013, avente per oggetto: "Piena applicazione del Regolamento Assunzioni, art. 30 D. Lgs.165/2001. Attivazione dell'Istituto della mobilità esterna tra enti in caso di indizione di procedure concorsuali - collegata alla deliberazione del Bilancio di Previsione 2013". della proposta di mozione n. mecc. 201304897/002, presentata dai Consiglieri Ventura, Carretta, Alunno, Genisio, Muzzarelli, Onofri e Nomis in data 17 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento a deliberazione mecc. 201303941/024 'Bilancio Previsionale 2013'". della proposta di mozione n. mecc. 201304949/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 21 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) 'Bilancio di Previsione 2013'". della proposta di mozione n. mecc. 201304979/002, presentata dai Consiglieri Curto e Grimaldi in data 21 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) Bilancio Previsione 2013 - Torino a zero gradi e nessuno sotto zero: indirizzi per interventi tesi a garantire nel periodo invernale che tutti abbiano un tetto e nessuno venga lasciato solo". e della proposta di mozione n. mecc. 201304991/002, presentata dai Consiglieri D'Amico, Bertola, Tronzano e Greco Lucchina in data 21 ottobre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) Bilancio Previsione 2013 - Mantenimento degli impegni presi per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Io ruberò pochi minuti all'Aula per raccontare l'iter di bilancio che ho affrontato con la Presidente di Commissione, insieme ai Colleghi, in particolare per le materie che competono la V Commissione. Il lavoro è stato fatto in modo, mi pare, molto serio e le attività che abbiamo scandagliato nel dettaglio sono soprattutto quelle riguardanti il sistema educativo da una parte e il sistema culturale dall'altra. Sul sistema culturale, devo dire che la Commissione ha svolto un lavoro importante sia con l'Assessore, ma anche e soprattutto, e di questo voglio ringraziare qui pubblicamente l'impegno diretto del Sindaco che in modo non solito, né tanto meno usuale, si è prestato ad un confronto molto interessante anche dal punto di vista politico e delle direttive di sviluppo delle attività culturali della Città, con la V Commissione. C'è stato un dibattito sul bilancio, sui mezzi di bilancio, sul futuro dell'attività e abbiamo in qualche modo incassato, tra virgolette, se possiamo dire così, un'importante apertura da parte della Giunta che sarà, secondo me, la vera rivoluzione rispetto a quelli che sono i finanziamenti per il mondo della cultura, cioè passeremo nel 2014 dall'utilizzare il conto capitale per finanziare i nostri Enti, quindi in particolare le Fondazioni culturali della Città, alla spesa corrente. Una cosa che come maggioranza, ma io devo dirlo molto laicamente, come Consiglio Comunale, da sempre, tutte le forze politiche hanno sempre in qualche modo auspicato, e da questo punto di vista il ringraziamento va sia all'Assessore Passoni che al Sindaco per aver voluto accogliere questa richiesta, che da qualche anno anche in Commissione in modo pressante viene nei confronti dell'Assessore e lo stesso Sindaco ha ritenuto di dover venire in Commissione a riferire su questo tema e a dare la sua apertura. Quindi via via ci sarà un percorso, che non sarà un percorso ovviamente immediato, tantomeno onnicomprensivo, che porterà via via parte di quello che era il conto capitale, quindi il finanziamento alle Fondazioni e passare in spesa corrente. Questo per due motivazioni: primo, per una questione di bilancio, quindi regolarità, purezza del bilancio dal punto di vista anche delle regole; il secondo, quello che abbiamo la rassicurazione che i mezzi di bilancio non arrivino da operazioni straordinarie che non sappiamo se e come possano determinarsi, ma abbiamo risorse certe che sulla spesa corrente possano assolutamente essere sicuramente più spendibili da un certo punto di vista, più certe e l'obiettivo vero è quello che non vi siano attese, lungaggini enormi come nel passato, perché quando, purtroppo, i mezzi di bilancio devono derivare da operazioni straordinarie, bisogna ovviamente incassarli per poterli spendere. Mentre invece mi pare più importante e significativo questo primo punto. Il secondo punto è quello che attraverso la discussione, un dibattito acceso, ma anche molto franco, i Commissari della Commissione, io volevo ringraziare in particolare i Colleghi della maggioranza che su questo hanno fatto un lavoro importante, il Consigliere Grimaldi in primo luogo, si è portato a casa una ulteriore somma da destinare alle risorse di Bilancio, quindi alle riserve di Bilancio per il mondo della cultura, in particolare per quegli istituti e quelle associazioni e quelle iniziative che, tra virgolette, vengono, a torto, ritenute minori, ma sono secondo noi, secondo me in particolare, uno dei tessuti connettivi più importanti della vita culturale della Città. Parlo dei musei che forse sulla carta non fanno 100.000 paganti al mese: Museo della Montagna, Museo del Risorgimento, i Musei Universitari, quindi dell'Anatomia, il Museo Lombroso, da una parte, il Museo della Resistenza, importante punto di riferimento culturale della nostra Città, in una istituzione che la Città deve, vuole e difenderà da una parte, poi gli istituti storici: Salvemini, Gramsci, Nocentini, ne abbiamo una serie che rischiano di non avere i finanziamenti che storicamente sono stati erogati dalla nostra Città. A fronte di questo, invece, una importante presa di posizione anche da parte della Commissione che il Sindaco ha preso come impegno, è quella di finanziare i cosiddetti festival indipendenti e giovanili, che rischiavano, con dei tagli che evidentemente ci sono stati, ci saranno, come tutti abbiamo visto, l'Assessore Passoni ha spiegato dettagliatamente la situazione di Bilancio, le difficoltà di questo periodo, avranno la possibilità di continuare. Parlo di festival come Sottodiciotto, parlo di Share Festival, parlo di Traffic, parlo di Pagella Non Solo Rock, ne potrei citare moltissimi. Sono, tra virgolette, considerati - in modo errato secondo me - "festival minori", ma sono veramente festival indipendenti e giovanili più importanti della Città, quelli dove, da un punto di vista culturale, una serie di realtà cittadine che vivono i nostri centri giovanili, nei centri d'incontro per i giovani, nelle istituzioni dedicate dal Progetto Giovani alle strutture proprio dall'associazionismo giovanile, hanno dato vita a questi percorsi. Cessarli, chiuderli con una serie di altre iniziative, parlo di Murarte da una parte, una serie di altre iniziative culturali che riguardano il modo del graffitismo, sono sicuramente uno dei tessuti che tengono insieme il sistema culturale della Città, che è fatto da molte associazioni, non soltanto dai grandi eventi. Credo che la cosa fondamentale che noi abbiamo portato, in qualche modo a casa, è che la Città non pensa più alla cultura come esclusiva rappresentazione dei grandi eventi, ma si vuole valorizzare tutto ciò che dalla base, dal basso viene fuori e che viene, in qualche modo, sostenuto dalla Città. Certo che il sostegno non può essere esclusivo, certo la cultura non può essere esclusivamente sulle spalle del pubblico, ma è evidente che un sostegno vicino all'imprenditoria e vicino al fatto che, in qualche modo, questi festival hanno anche una loro attività di fundraising autonoma e anche di sbigliettamento, tranne i Free Festival ovviamente, credo che possa portare, in qualche misura, un miglioramento dell'impianto della vision culturale della nostra Città. Quindi di questo io voglio ringraziare la Giunta e il Sindaco in particolare, perché si è speso personalmente come, ovviamente, non accade sempre in Commissione, perché - come sapete - ci sono sempre gli Assessori che si occupano dei rapporti con il Consiglio e con le Commissioni. Però, su questa vicenda, proprio per testimoniare l'importante ruolo che il sistema culturale, che la cultura ha nella nostra Città e quello che è il futuro di questa Città da un punto di vista turistico e culturale, credo che la presenza del Sindaco sia stata di grande effetto, non solo mediatico, ma anche politico, per tutti i Commissari e per la Commissione, che, devo dire, sia per quanto riguarda i Consiglieri di maggioranza che di opposizione, su questo tema si è trovata concorde nel recepire positivamente, mi pare di capire, soprattutto le vicende sulle novità per il 2014 in tema di modifica della locazione delle risorse sui capitoli di bilancio dal conto capitale alla spesa corrente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vi ricordo che nella trattazione della deliberazione si discutono insieme le mozioni di accompagnamento. La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Prendo in parola l'Assessore Passoni che ci invitava tutti a parlare e a vedere le questioni che abbiamo oggi all'ordine del giorno sotto un punto di vista più politico generale, non perché non sia importante l'aspetto strettamente amministrativo, ma perché se non si parla di politica in sede di bilancio, non vedo quando se ne possa parlare. Io credo che il bilancio che ci è stato sottoposto si possa definire come un bilancio di consolidamento. Il consolidamento presuppone che si faccia poi successivamente un passo in avanti. E il passo in avanti è ancora da costruire. Sono state poste alcune premesse, ma è tutto da costruire. Io parto da alcune considerazioni su aspetti positivi, molto positivi del bilancio. Innanzitutto la salvaguardia sostanziale della spesa sociale, anche se con modificazioni nell'erogazione dei servizi, tema su cui dovremo continuamente a lavorare, perché si può salvaguardare il welfare anche attraverso una modifica dell'erogazione dei servizi, che salvaguardi la qualità e che consenta di risparmiare. Secondo: il calo dello stock del debito: non se ne parla abbastanza. Noi dobbiamo proseguire una pratica virtuosa appena incominciata di riduzione dello stock del debito e l'Assessore ci ha annunciato che l'anno prossimo dovremo scendere sotto i 3 miliardi. Dico 3 miliardi, che non è una piccola cifra, ma andarci sotto è comunque un segno di direzione positiva. Terzo dato, di cui anche qui io non ho sentito parlare, la spesa del personale che è ridotta a circa un terzo delle spese del bilancio, il che significa che noi entriamo nella dimensione dei Comuni più virtuosi da questo punto di vista, tenendo conto che un tempo si pensava che fosse virtuoso chi avesse meno del cinquanta percento del bilancio assorbito dalle spese del personale. Il quarto punto positivo, fortemente positivo che voglio sottolineare che, non me ne vogliano Assessori e Consiglieri, ma è merito principalmente dell'Assessore Passoni, è il graduale ritorno ad una regola aurea che, ahimè, è stata profondamente violata e che cioè le entrate una tantum, o peggio, i mutui non devono coprire spese ripetitive. Finalmente si avvia, perché il percorso sarà lungo, si intraprende una strada di questo genere. Già adesso Cassiani ne parlava per la cultura. Solo una ideologia male impostata pensa che le spese per la cultura siano investimenti e quindi le finanzi con i mutui. Le puoi finanziare con i mutui, o con le entrate straordinarie in fasi straordinarie, ma non la puoi considerare una regola ordinaria di gestione del bilancio. Quindi questi sono - e non sono gli unici, ma non voglio farla lunga - gli aspetti positivi. Però, queste sono solo le premesse, si tratta di avviare una fase di sviluppo che si ponga l'obiettivo che il Sindaco pone molte volte, che io condivido: l'obiettivo dell'innovazione e della competitività. Torino ha tuttora, nonostante le grandi cose fatte, un problema di competitività a livello di aree metropolitane europee e ha bisogno quindi di una nuova fase di investimenti e di sviluppo. Per questo sono necessarie alcune condizioni. Alcune non dipendono da noi. La maggiore certezza e stabilità normativa. Certo, quello che ha fatto il Governo, i Governi in questi anni, non ci hanno aiutato. Una interpretazione più elastica e intelligente del Patto di Stabilità. Avremmo bisogno di un contesto economico che non rallentasse, come invece sta facendo, la valorizzazione del patrimonio e l'uso economico e intelligente del territorio. Però, queste sono condizioni che non dipendono da noi. Altre dipendono da noi, però, Assessore, e io, su questo, penso che dovremmo, nei prossimi mesi, esercitare molta attenzione. Bisogna allargare i nostri orizzonti, secondo me. Intanto dobbiamo pensare ad una nuova stagione di grandi investimenti infrastrutturali non finanziati né dagli Enti sovraordinati, né dal Comune, ma finanziati in concessione, rilanciando questa politica delle concessioni di grandi opere pubbliche che è fondamentale, se vogliamo proseguire nelle infrastrutturazioni della nostra area. Secondo: dobbiamo abituarci a ragionare in una dimensione metropolitana. Che si faccia o non si faccia subito la Città metropolitana, la logica di comportamento deve già essere quella, per ottimizzare le risorse e le scelte. Oggi sentivo che le tariffe della TARES a Moncalieri sono dieci volte più basse di Torino, e magari, chissà, di Rivoli. Io non me ne vanto direi, devo dire, perché lo trovo uno dei segni di inefficienza dell'area metropolitana torinese, uno dei tanti. L'assenza di un coordinamento di politiche che consentirebbe probabilmente, se gestito bene, anche di abbassare la pressione fiscale, anziché distribuirla in modo casuale sul territorio. Una terza questione è quella di avere - lo dico da sinistra - un atteggiamento un po' rivoluzionario rispetto alla pressione fiscale. Io credo che stia diventando di sinistra ridurre le tasse. Il problema è che naturalmente bisogna creare le condizioni per farlo, non può essere un elemento di politica demagogica, deve essere un'azione durevole, continuativa, paziente, per recuperare l'evasione, far funzionare meglio la macchina e quindi ottenere anche questo risultato, perché ormai la pressione fiscale, anche per i redditi medi, non solo per i redditi bassi, è diventata insostenibile, con la differenza che per i redditi bassi vi sono una serie di sgravi e di agevolazioni, mentre per i redditi medi questo tipo di meccanismo non funziona, quindi il peso dell'incremento fiscale grava tutto su queste categorie, su questi ceti. Infine, un'ultima considerazione di tipo più politico. Per realizzare una sorta di fase 2, di rilancio dopo il risanamento, o comunque il consolidamento della nostra Città, secondo me, occorrerebbe un quadro di collaborazione e di coesione fra le forze politiche diverso da quello che ho visto in questi pochi mesi in cui sono stato qua. Vi confesso che l'uso dell'ostruzionismo ha senso se non è abituale. Se è abituale, perde qualsiasi significato e qualsiasi utilità, anche di segnalazione all'opinione pubblica di questioni di fondo, e lo dico con il massimo rispetto per chi lo pratica, e ci sarebbe bisogno, da parte della maggioranza e da parte dell'opposizione, se l'obiettivo è rilanciare una fase di sviluppo della Città, nella distinzione dei ruoli e delle posizioni e dell'eventuale anche distinzione di voti, comunque dare il senso che ci sia una coesione politica di fondo, per cui la nostra Città guardi ad una prospettiva di sviluppo con più ottimismo di quanto non sia diffuso oggi nell'opinione pubblica. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia La discussione del bilancio è da sempre il momento più alto, dovrebbe essere il momento più alto della discussione in Consiglio Comunale, perché è lo strumento principale che abbiamo anche per orientare le politiche della Città. Dico dovrebbe, perché quest'anno, che arriviamo a fare la discussione sul bilancio preventivo a ottobre inoltrato, ci ritroviamo tutti, Giunta e Consiglieri, in una situazione dove quello che dovrebbe essere l'elemento qualificante dell'Amministrazione è stato invece completamente depotenziato, perché lavorare in dodicesimi per dieci mesi, significa non poter sviluppare nessuna priorità politica democraticamente scelta. Per certi versi, mi sento di dire che quest'anno sia stato persino più pesante che l'anno precedente, in cui avevamo il problema dello sforamento del Patto di Stabilità. Perché dico questo? Dico questo, perché io vorrei che la discussione del prossimo bilancio - e chiederei che l'Assessore Passoni mi ascolti, quindi chiederei al Consigliere Coppola di farlo ascoltare - anche perché oggi pomeriggio abbiamo visto in Aula anche altri Assessori, ma ho visto l'Assessore Passoni anche solo tutta la mattinata ad affrontare questa sessione. Dicevo, io davvero vorrei che l'anno prossimo la discussione non si sviluppi come quest'anno in dodicesimi. Non vorrei arrivare a giugno, a luglio, agosto, magari a settembre, in una situazione dove tutte le decisioni siano condizionate dall'impossibilità di programmare. Questo ha creato non pochi problemi; ci ha costretto, in alcune circostanze, ad approvare bilanci di Enti collegati in extremis, ci impedisce di fare dei ragionamenti e cito un esempio per tutti: io chiedo che l'anno prossimo i soggiorni per i disabili non vengano bloccati nella possibilità di essere estesi, dal fatto che potendo ragionare soltanto in dodicesimi, ci troveremo ad aprile, a maggio, quando la programmazione dovrà essere già strutturata, in una situazione dove non sarà possibile discutere per aumentare questa possibilità. Allo stesso modo, io annuncio che firmo i tre emendamenti e la mozione presentata dai Colleghi di SEL, che riguardano il ripristino della mediazione culturale, un'integrazione sull'emergenza freddo e l'aumento delle risorse per ciò che riguarda la prevenzione nei confronti della tratta e del femminicidio. Faccio questo, perché ritengo che su questi temi ci sia ancora la possibilità, per quanto sui due mesi e mezzo che rimangono, di fare delle azioni che vadano a toccare delle situazioni sensibili, dei nervi sensibili che sono attualmente scoperti e sui quali possiamo intervenire. Vorrei quindi poter fare, come è stato fatto anche in Commissione, un ragionamento più ampio e articolato, ma ritengo che queste priorità, queste piccole priorità rispetto ad una serie di questioni che potremmo invece affrontare, se sapessimo quanti soldi davvero abbiamo, come possiamo utilizzare la leva fiscale e in questo senso io credo che non abbiamo ancora tutti gli elementi per capire che cosa succeda con la manovra del Governo, però non possiamo neanche pensare che sulle spalle dei Comuni rimanga non solo la facoltà, ma l'obbligo di tassare moltissimo i cittadini nel prossimo anno per poter mantenere i servizi. Quindi io su questo, in sede di replica, chiederei all'Assessore di darci eventualmente qualche risposta, non tanto su come si articola la manovra, ma su quali possono essere le indicazioni già politiche in capo alla Giunta per evitare che le persone che affittano, i cittadini di Torino, eccetera, a fronte di un'ipotesi di superamento dell'IMU, possano pensare che invece l'anno prossimo sarà più pesante degli anni passati e che la pressione fiscale continui ad aumentare. Sotto questo punto di vista, per evitare di fare la parte di chi al Governo ci dice che la pressione diminuisce e poi far fare le azioni, tra virgolette, cattive ai Comuni, io vorrei essere rassicurata che il Comune di Torino avrà, sotto questo punto di vista, un approccio garantista. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ringrazio l'Assessore Passoni per l'illustrazione della relazione con la consueta competenza. Esordisco riportando quella che è stata una sua riflessione, cioè la discussione di un Bilancio Preventivo che viene fatta ad ottobre, che ha evidentemente il carattere di un Bilancio preconsuntivo. Questo ovviamente non addebitabile minimamente a quella che è la decisione dell'Amministrazione Comunale. Cosa dire? Evidentemente è un Bilancio che rispetta i principi del pareggio finanziario e cercando di entrare nel merito, anche schematicamente, in via generale, per poi lasciare la parola al mio Capogruppo, Andrea Tronzano, che entrerà nel merito di alcune delle valutazioni caratterizzanti la posizione del Popolo della Libertà, in maniera schematica faccio alcune riflessioni. Parto dall'IMU, dall'abolizione dalla tassa sulla prima casa. Il problema è ovviamente quello di sopperire al mancato gettito con nuovi proventi. Allora, probabilmente, chi ha ascoltato ieri sera i telegiornali, o comunque le notizie giornalistiche e, evidentemente, da quelle che sono le fonti del Governo, l'auspicio, perché in termini di auspicio parliamo, veramente, Assessore Passoni, rispetto all'approvazione della Legge di Stabilità con la prima discussione che in Senato, mi pare giovedì, avverrà. Questo lo dico per un motivo molto semplice, perché è da due anni che parliamo dei mancati trasferimenti da parte dello Stato centrale e pare che le dichiarazioni siano che lo Stato si farà carico di quello che non può essere il gettito di ICI, o comunque di IMU in questo caso, e di TARSU, per sopperire a quello che sarà il gettito della TARES. Addizionale Comunale IRPEF. Pare che abbiamo ancora una Commissione, se non vado errato, domani mattina alle 9.15, e si comunica, sostanzialmente, l'aumento della soglia di esenzione. Ma mi permetta, tutto qui, nel senso che è sicuramente un'aliquota applicata ai massimi e l'auspicio è quello che possa essere ridotta in futuro. Non entrerei troppo nel merito della TARES, perché c'è appena stata la discussione sul gettito determinato sulla base delle tariffe in corso di deliberazione. Certo è che ho visto la previsione sul gettito e mi chiedo se questa non sia una previsione, tra virgolette, ottimistica, alla luce evidentemente di una crisi economica e sociale che permane nella nostra Città. Bene invece gli indirizzi sul recupero dell'evasione tributi locali e anche l'impegno dell'Amministrazione a prestare particolare attenzione all'analisi e alla gestione dei soliti residui attivi e residui passivi; continuando quindi con l'intensificazione dell'attività del riaccertamento degli stessi. Sanzioni amministrative da Codice della Strada. Ne abbiamo discusso anche con l'Assessore Tedesco in Commissione. I suoi proventi, abbiamo capito, evidentemente sono impiegati sul rispetto degli articoli famosi del Codice della Strada, della sicurezza stradale. Detto questo, è chiaro a tutti che la manutenzione necessiti di quello che è un ulteriore impiego di risorse che lei, Assessore Passoni, ha stanziato, e la sensazione sia un po' quella che non sia tanto un elemento caratterizzante le scelte da parte dell'Amministrazione, ma più un rincorrere quelli che sono stati gli accadimenti, anche tragici con la dipartita di una persona, causa una buca, e con i successivi provvedimenti presi anche, in questo caso, dal procuratore Guariniello, per il monitoraggio della situazione stessa. Ha parlato lei, Assessore Passoni, delle trasformazioni urbanistiche. Non è demagogia evidentemente. Trasformazioni urbanistiche che sono un elemento caratterizzante e di rilancio per la nostra Città. Ma io l'ho sempre incalzata in questi due anni sull'abbattimento della spesa corrente, perché ritengo che sia questo l'unico vero modo che noi abbiamo di contribuire ad abbattere fortemente il bilancio. Detto questo, proprio da quest'anno sappiamo, cioè dal 2013, che i contributi per il permesso di costruire non possano essere utilizzati per finanziare, appunto, la spesa corrente. Riconosco, come ho fatto peraltro già l'anno scorso, la positiva fase di riduzione dell'indebitamento dell'Ente. Ma ci sono delle preoccupazioni che le manifestiamo. Ovviamente, il continuo ricorso alle anticipazioni di Tesoreria e lo stato di liquidità delle casse Comunali. Questo, infatti, a mio modo di vedere, è il più importante di quelli che sono gli indicatori di criticità nell'ambito della gestione finanziaria e quindi della connessa carenza di liquidità stessa disponibile, facendo riferimento non solo all'anno in corso, quindi al 2013, ma anche agli esercizi futuri. Ho parlato prima della necessità di proseguire con il taglio della spesa, contribuendo evidentemente al risanamento del Bilancio, ma credo che una cosa che non sia stata fatta, nel senso che è stata fatta, perché una deliberazione in Aula è passata, ma non se n'è accorto nessuno per l'entità del risparmio, sia la mancata applicazione della spending review. Se non ricordo male, la deliberazione che passò, parlava di un risparmio di circa 216.000,00 Euro, ma richiamando quella famosa nota dell'ANCI sul taglio orizzontale, il dieci percento e facendo salvi tutti quelli... lo dico in maniera assolutamente semplicistica, in maniera che lo possiamo capire tutti, al fatto che questi Enti che erogavano servizi, non potessero, in qualche modo, essere toccati. Noi abbiamo una miriade di queste situazioni. Le chiediamo di fare una ricognizione e di cercare di capire quelli che sono utili e quelli che, a nostro modo di vedere, non dico possiamo considerare essere inutili, ma quantomeno di andare avanti su quella che deve essere un'applicazione reale della spending review. Massima attenzione poi su quella che può essere, o può di diventare, un disallineamento tra i flussi di cassa in entrata e in uscita. Questo ce lo segnalano anche i revisori dei conti. E mi riferisco, ovviamente, al rispetto di quelli che sono gli stringenti termini di pagamento dal ricevimento della fattura nei confronti dei fornitori. A proposito di questo, la riflessione che ho fatto è: se i ritardi nelle approvazioni dei bilanci di questi anni hanno, in qualche modo, permesso che alcuni servizi, di valore anche di milioni di Euro, siano stati in qualche modo prorogati con specifiche determine cosiddette in economia. E la riflessione è: ma la Città, in questa fase, non ha mancato in quella che è la revisione dei costi delle prestazioni? Questa è una domanda che le rivolgo, perché probabilmente ridefinendo il tutto, si poteva andare a maggiore risparmio. Infine, desidero concludere prendendo atto che - o sono stato disattento o non ho sentito - l'Assessore Passoni non ha fatto il minimo accenno a quella che la situazione delle partecipate e a quello che è stato un elemento di discussione pressante in quest'Aula, e mi riferisco evidentemente a quella che è la dismissione di GTT. C'era stata una riflessione fatta in Commissione, mi ricordo anche da parte del Consigliere Appendino, in merito evidentemente a quello che doveva essere affrontato, cioè la discussione sul bilancio di FCT, però pare ci sia il silenzio assoluto. Allora non vendiamo? Cosa facciamo? Ce lo dica lei. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ventura. VENTURA Giovanni Ringrazio l'Assessore Passoni per l'illustrazione del Bilancio previsionale; lo ringrazio anche per le scelte che l'Amministrazione ha fatto in un momento di difficoltà, in un momento come questo. Pur conoscendo ed essendo anche conscio delle attuali difficoltà di bilancio, noi chiediamo anche un'attenzione particolare all'Assessore Passoni nel non dimenticare un progetto che la Città da oltre trent'anni porta avanti e che, chiaramente, è stato il fiore all'occhiello di questa Città, unico in Italia e forse anche unico in Europa. È un progetto che ci permette di fare uno screening a 7.000 bambini della prima scuola media, tralasciando qualsiasi parte sociale e qualsiasi discriminazione da parte dei bambini, perché tutti i bambini possono partecipare gratuitamente a questo screening, ci permette di avere ogni anno un progetto importante. Quindi noi con questa mozione vogliamo semplicemente chiedere all'Assessore Passoni, nello stilare poi un Bilancio consuntivo, di evitare lo spostamento di fondi che oggi sono attualmente sul Bilancio previsionale su questa iniziativa, vorremmo che rimanessero lì e che si continuasse con questo progetto. Chiaramente, siamo disponibili in futuro anche a rivederlo, perché è giusto anche valutare e rivedere i progetti nella sua complessità, però siccome sino ad oggi non abbiamo visto alcune alternative rispetto a questo progetto, che condividiamo e che cerchiamo di tenere in piedi, vorremmo che continuasse anche per l'anno scolastico 2013-2014 come per gli anni passati. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ricordo che sono in discussione anche le mozioni di accompagnamento. La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ci troviamo davanti ad un bilancio particolare. Ringrazio l'Assessore Passoni per l'illustrazione e, devo dire, anche per lo sforzo crescente di mettere, per quanto possibile, il Consiglio Comunale nelle condizioni di capire che cosa succede da un punto di vista economico e finanziario all'Ente. Lo dico con una certa enfasi, pur essendo stato, negli anni passati, spesso uno dei neo Consiglieri che chiedevano maggiormente gli strumenti per poter interpretare e lavorare sul bilancio, con la consapevolezza che questo sia un Bilancio particolare, lo diceva l'Assessore in apertura del suo intervento. Noi ci troviamo a discutere un Bilancio Preventivo praticamente fra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, non sedimentato negli ultimi mesi da una chiarezza di normative, ma invece da un continuo controverso settimanale cambiamento delle normative di riferimento e non per cifre trascurabili, bensì per importi, soprattutto al gettito fiscale, che incidono per centinaia di milioni di Euro e per una percentuale cospicua del nostro Bilancio. Quindi ci troviamo in un paradosso democratico che non possiamo che segnalare, cioè quello dello svuotamento completo del ruolo dei Consigli Comunali e di questo Consiglio Comunale, di quella che è stata la prima capitale d'Italia, ci troviamo in una Sala particolarmente significativa, con un ruolo che praticamente rischia di essere un ruolo notarile, cioè di presa d'atto di decisioni prese altrove. Questa cosa io credo che vada denunciata con forza, vada sottolineata e nel margine del possibile, basti vedere l'assenza di dibattito intorno al Bilancio, la presenza di pochi emendamenti; a emendamenti di merito mi riferisco, poi legittimo è l'atteggiamento, anche se condivido le cose che diceva il Consigliere La Ganga prima, cioè legittimo è l'ostruzionismo da parte delle minoranze, diventa incomprensibile, anche per chi volesse capire cosa sia prioritario rispetto a qualcos'altro, laddove l'ostruzionismo diventi non una eccezione, ma una prassi e soprattutto venga fatto su tutto, anche su quelle che sono le cosiddette deliberazione di sostegno, cioè le deliberazioni tecniche che servano di sostegno ai provvedimenti. Però, quello che manca è la discussione politica, la discussione di merito. Nella sua limitatezza, noi l'anno scorso piangevamo per l'introduzione dell'IMU, ma nella sua limitatezza l'IMU, lo scorso anno, con il suo colpire, il suo scassare il meccanismo spesso delle case in affitto, soprattutto per i più fragili, ci aveva dato un'occasione di discussione politica. Io ricordo la valutazione che facemmo intorno, per esempio, al fondo sulle persone più fragili. Ricordo la scelta, che fu una scelta, quella sì, politica di questo Consiglio, di equiparare le - seppure alte - aliquote della prima casa e della seconda casa affittata con lo strumento dei contratti concordati, quindi il tentativo, per quanto fosse possibile, dal Consiglio Comunale, attraverso il Bilancio, di fare politica abitativa in una Città profondamente colpita dalla crisi come è Torino. Ad un anno di distanza, invece, noi ci troviamo con una situazione ancora più complicata. Tanto per cominciare, pensavamo di aver toccato un basso punto con l'IMU e anche quel basso punto è stato messo in discussione, perché siamo passati da un'imposta non progressiva, ma almeno di carattere patrimoniale, a imposte non progressive e neanche di carattere patrimoniale, anzi, al contrario, ci troviamo allo svuotamento con la TARES, io questo lo voglio dire con chiarezza, allo svuotamento del senso stesso di quello che era stato quello strumento, perché la TARES è il concetto dell'impronta ambientale: in base a quanto sporchi, paghi, in base a quanto inquini, paghi, era un concetto che partiva all'inizio di un'epoca di riscrittura verde degli strumenti amministrativi italiani con la Legge Ronchi e non alla coda in cui ci troviamo oggi, dove ci troviamo nel paradosso di trovarci all'interno di una crisi economica di enorme gravità, con una Città socialmente ed economicamente depressa. E allora, trovarci a dover applicare in perfetto stile del federalismo esattoriale che è stato inaugurato, o meglio, confermato dal Governo delle larghe intese e quindi ci troviamo sostanzialmente a colpire in particolare le famiglie più numerose in un momento difficile. Cosa che, devo dire e devo riconoscere, la nostra Amministrazione, la Giunta e l'Assessore Passoni, hanno provato ad applicare il metro dell'equità ad un provvedimento particolarmente iniquo. Ma di questo abbiamo particolarmente discusso a latere. Per quanto riguarda, invece, il nostro Bilancio, molto è stato già detto dai Colleghi. È un Bilancio che fa delle scelte in termini di riduzione dell'indebitamento, che prova a continuare a confermare una tendenziale riduzione delle spese al personale. Su questo, mi piacerebbe, però, aprire un momento di approfondimento, perché su questa cosa io penso che da qui in poi si apra una discussione. Nessuno dei Colleghi l'ha fatto notare, ma noi non possiamo non considerare che per una delle prime volte ci troviamo con un accordo sindacale che poggia sul Bilancio, o meglio, il Bilancio poggia su quell'accordo sindacale, che non è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali. Questo non è un dato negativo di per sé, ma certamente è un fatto significativo che va preso a riferimento, per capire che negli uomini e nelle donne che vivono all'interno di questo Ente Locale, esiste una preoccupazione forte, molto forte, di come l'Ente, in questo momento, prosegue la sua attività. Abbiamo ridotto le spese di personale a scapito dei cosiddetti straordinari. È vero, è sicuramente una scelta di efficienza che noi vediamo riportata in Bilancio, ma dobbiamo anche avere coscienza che si tratta di una contrazione secca del reddito delle persone che lavorano con noi e per noi, e questa cosa non possiamo non considerarla. Abbiamo ridotto ulteriormente i fondi a disposizione delle cosiddette progressioni orizzontali, quindi depotenziando gli strumenti che ci sono di premialità, rispetto all'efficientizzazione della macchina Comunale e rispetto alla produttività della macchina Comunale stessa. E soprattutto - e questa è la cosa che mi interessa maggiormente - dopo un anno, che è stato l'anno di uscita dal Patto di Stabilità, che aveva dei vincoli molto forti nei termini delle assunzioni e della possibilità di consolidare la macchina Comunale, noi riprendiamo, sì, una politica di assunzione e di ringiovanimento della struttura amministrativa dell'Ente, ma è chiaro ed è palese come questa politica non sia sufficiente né a soddisfare quelle che io considero le legittime aspirazioni di tutti quei ragazzi e quelle ragazze vincitrici di concorso, che speravano che finalmente le loro graduatorie venissero esaurite, né dall'altra parte a garantire che i servizi e le modalità di erogazione possano continuare negli anni con la stessa dinamica. Questa cosa, Presidente, Colleghi, credo che debba essere oggetto di una discussione a parte. Non è questo il momento sicuramente, ma certamente dobbiamo farci il nodo al fazzoletto, come si diceva una volta, dobbiamo avere coscienza, precisa coscienza che nei prossimi tre anni avremo da valutare come alcuni servizi a domanda individuale e collettiva possano essere mantenuti in piedi. Penso sempre, perché ne abbiamo discusso diverse volte in Commissione con l'Assessore che ci ha garantito che affronteremo il discorso subito, finita l'approvazione del Bilancio Preventivo, penso in particolare ai Servizi Educativi della Città, dove il piano di uscita del personale per i prossimi tre anni per l'età anagrafica raggiunta, per la media dell'età anagrafica raggiunta dal personale in quel settore, prevede una uscita cospicua di un numero significativo di operatori, soprattutto di educatori dei nidi e delle materne Comunali e che quindi prevede, e prevedrà, una discussione franca, chiara su quali siano le prospettive nella gestione di quei servizi e su come, nell'ambito delle difficili e delle limitate possibilità offerte dalla normativa vigente, si possa continuare a far avanzare, in una Città che sicuramente è di esempio da questo punto di vista e non mettere in discussione per sempre quelli che sono dei servizi particolarmente importanti. Altre Città su questi temi hanno fatto scelte significative, coraggiose, penso alle Città di Milano e di Napoli, che hanno deciso, per esempio, di cominciare subito con la stabilizzazione dei precari e di assumersi il rischio, in particolare la Città di Napoli, di andare al di là, di far prevalere l'interesse generale del mantenimento dei servizi pubblici fondamentali, rispetto alle ristrettezze imposte dal Patto di Stabilità. Credo che questa sia una discussione che faremo rapidamente, subito dopo questo Bilancio e che riguarderà sicuramente il concorso di cui tanto si parla, che è proprio il concorso con cui nei prossimi anni affronteremo questa sfida. Concorso che farà però - e con questo termino il punto sul personale - da contraltare all'altro concorso, il tanto discusso concorso, quello di cui non parliamo neanche qui, ma le cui cifre, i cui numeri stanno nello stesso Bilancio che ci apprestiamo ad approvare ed è il concorso per i dirigenti della Città di Torino. Un concorso già annullato una volta; un concorso su cui c'è un provvedimento presso il Tribunale di Torino; un concorso su cui questo Consiglio Comunale ha deciso di costituire contro l'ex Direttore Generale di questa Amministrazione la Città di Torino stessa. Ed è quindi chiaro che sarà un tema particolarmente delicato, Assessore, ma ce lo siamo già detti, lo voglio solo ricordare e fare un altro nodo sempre al fazzoletto. È chiaro che è particolarmente delicato nel rapporto con le nostre maestranze e noi in questo vogliamo, dobbiamo essere differenti, quali saranno le scelte che faremo su quel concorso, come, se, quanti e quali nuovi dirigenti sceglieremo, da che bacino, in che rapporto fra chi in questi anni ha lavorato per questa Amministrazione e, invece, chi guarda anche a questa Amministrazione per provare a mettere in pratica le proprie professionalità. Quello che mi preme segnalare e che considero il punto che riguarda il personale, le relazioni con le forze sindacali, le scelte del datore di lavoro, Comune di Torino, non è esaurito con l'approvazione di questo bilancio. Si direbbe in altri termini sub iudice. Metterei lì un asterisco. Posso dire di essere soddisfatto, per ora, nel rispetto dell'impegno, seppur minimo, assunto dall'Amministrazione con l'accordo sindacale e che quindi mi sembra che questo sforzo vada segnalato come uno sforzo positivo e significativo. Torniamo però a quello che io considero il fatto centrale, cioè rivendicare, da parte del Consiglio Comunale di Torino, la possibilità di svolgere in un momento come questo un'azione politica, sia pur limitata, con il Bilancio Preventivo, approvato a novembre 2013 a fronte dell'anno che finisce il 31 dicembre. Io credo che potremo prevedere poco, è ovvio, abbiamo passato un anno spendendo per dodicesimi, inventandoci sempre soluzioni nuove, con gli Uffici che hanno sostenuto da questo punto di vista la Giunta e permesso a questa Città, con fatica, di continuare. Ma noi non possiamo rinunciare al nostro ruolo di Ente locale, quello che qualcuno, l'ex Sindaco Novelli, definiva il pianoterra dell'impalcatura democratica. Allora, se non vogliamo rinunciare a questo, dobbiamo avere piena coscienza di dove ci troviamo, di qual è la situazione della nostra Città, del fatto di essere in questo momento in Italia uno dei principali epicentri della crisi. Per questa ragione, Presidente, Colleghi, il Gruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà ha provato a fare, per quanto possibile, una piccola azione di proposta emendativa del Bilancio della Città di Torino e lo abbiamo fatto in due direzioni. Prima di tutto ci siamo detti: è chiaro che la situazione nel nostro Paese svilisce sempre di più il nostro ruolo di rappresentanza; noi veniamo consegnati spesso al ruolo di spalle su cui i cittadini piangono, senza riuscire a dare delle risposte concrete, o meglio, senza essere messi nelle condizioni di poter dare risposte concrete, però per uscire da questa situazione, abbiamo pensato fosse necessario, oltre che discutere di impegni economici, di capitoli, di andamenti tendenziali, abbiamo detto: "Proviamo a fare, con questo bilancio, anche una scelta civile. Facciamo un bilancio civile della Città", ben sapendo che ci sarebbero tanti campi di interventi su cui adoperarsi, su cui spendersi, ma ci sembra importante partire dagli ultimi, dai più fragili, da quelli in questo momento più esposti al vento della crisi, prendendo atto che la nostra è una Città che vive una difficoltà oggettiva, che si scarica soprattutto sui più deboli e scoprendo che si può essere tutti più deboli, ma che soprattutto può capitare che chi non se lo aspettava, finisce per divenirlo. Noi abbiamo delle percentuali di crisi in alcuni settori produttivi spaventosi, pensiamo alla metalmeccanica, pensiamo sicuramente all'edilizia, e questi settori produttivi sono settori che hanno corpi sociali che oggi si ritrovano gli uni in una situazione di Cassa Integrazione molto forte, gli altri spesso in una situazione di disoccupazione molto forte. Le storie di queste persone ci raccontano un precipitare nel buco nero della crisi verticale, nel giro di pochi mesi con la perdita del posto di lavoro e poi dell'abitazione e poi della rete sociale, quindi della propria collocazione sociale. Davanti a questo, l'Ente Locale, soprattutto laddove svuotato dei propri strumenti di indirizzo come è stato nel nostro caso, nel caso dei Comuni italiani, deve, a nostro parere, tenere ferma, provare a tenere su alcuni impegni. Allora, noi ne vorremmo proporre al Consiglio Comunale uno; vorremmo proporre nel Bilancio civile di questa Città un impegno che questa Città, che questo Consiglio Comunale si prendono con la cittadinanza e soprattutto con quegli ultimi e quegli invisibili che in questo momento fanno anche fatica a palesarsi. Allora abbiamo deciso di scrivere questa mozione di accompagnamento, che abbiamo intitolato "Torino a zero gradi e nessuno sottozero", che è una mozione di accompagnamento che si dà un obiettivo preciso: noi vorremmo impegnare, con la collaborazione di tutti, chiaramente in particolare della Giunta e degli Uffici, la Città di Torino a che questo inverno, dai prossimi giorni, a partire dai primi di novembre, fino all'inizio della primavera, quindi fino a quando si superi la fase più acuta della situazione di chi vive in strada, o di chi è costretto oggi a vivere in strada o in macchina, la nostra Città garantisca, responsabilizzando tutta la rete del territorio, un posto, un'accoglienza a tutti. Per fare questa cosa, abbiamo deciso di presentare un emendamento al Bilancio della Città di Torino, un emendamento di un valore simbolico, un caffè abbiamo detto a famiglia, 470.000,00 Euro, una cifra non particolarmente significativa, se si pensa che corrisponde allo 0,035% della Città di Torino e corrisponde più o meno al doppio di quello che da sempre la Città ha stanziato nei mesi invernali, perché noi abbiamo sempre avuto dei servizi, ma è chiarissimo, vi prego Colleghi, leggete le premesse di questa mozione, perché è chiarissimo come, nonostante gli sforzi della Città, noi ci troviamo in ritardo rispetto all'incedere della crisi. Io non so, Presidente, non ho capito se avremo la possibilità poi di presentare invece gli atti di accompagnamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È congiunta la discussione? Non avevo capito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) È congiunta, Consigliere. CURTO Michele Grazie Presidente. Allora le chiedo qualche secondo supplementare, perché non avevo capito questa cosa. Noi, Presidente, abbiamo provato, in questo, a segnalare un incedere della crisi. Le do solo un dato fra quelli che abbiamo evidenziato. Nel 2012, delle oltre 1.000 persone che si sono rivolte, circa 1.300 che si sono rivolte ai nostri dormitori, la metà sono persone che lo hanno fatto per la prima volta. Questo a dimostrazione che esiste un volto nuovo, che si può dare un volto a delle storie, a quelle che vengono spesso chiamate le nuove povertà e che quei volti e quelle storie hanno bisogno in questo momento di interventi ed aiuto. Questo a dimostrazione, Presidente, Colleghi, che nonostante gli sforzi, per esempio lo scorso anno è stata aperta un'altra struttura salvavita, quella di Porta Nuova, ma nonostante quella struttura salvavita, i numeri delle liste d'attesa anche l'anno scorso, anche l'inverno scorso sono aumentati. Questo a dimostrazione che dietro quella categoria che noi abbiamo sempre definito "gli inaccoglibili" e su cui abbiamo bisogno oggi di riragionare, ci sono donne e uomini non che vengono soltanto - cosa naturale - attratte a Torino alla ricerca di un sostegno, ma soprattutto donne e uomini espulsi dai cicli produttivi di questa Città, da quella metalmeccanica pesante e da quella edilizia tanto in crisi. Per questo, noi abbiamo proposto un intervento significativo, ci sono alcune impegnative che abbiamo provato a discutere con chi governa questi settori; aspetteremo poi il commento del Vicesindaco Tisi, ma soprattutto abbiamo provato a mettere in campo delle scelte anche strategiche che ci permettano di non inquadrare questo intervento in termini emergenziali, in due direzioni, Presidente. E le chiedo ancora qualche secondo. La prima: il tentativo di coinvolgere tutti i soggetti che in questo momento forse non hanno capito fino in fondo, perché hanno un livello di prossimità diversa dal nostro, quale sia la gravità della situazione. Il primo è sicuramente la Regione Piemonte che ad oggi non ha individuato nessuno strumento salvavita, né a Torino, né su altri Comuni, lasciando da solo il Comune di Torino e rischiando di isolare il Comune di Torino e di determinare un effetto calamita nei confronti dello stesso. Il secondo è sicuramente il Ministero della Difesa. Noi abbiamo segnalato più volte, insieme ad altri, che su questa Città in un momento in cui è molto difficile muovere la leva urbanistica, ci sono delle disponibilità immediate, pronte, pronto uso di strutture. Io faccio sempre l'esempio dell'ospedale Liberi, più di 1.300 appartamenti, o meglio, miniappartamenti, pezzature fra trenta e quaranta metri quadrati, bagni, a volte cucinotti, ristrutturati con i fondi delle Olimpiadi di Torino 2006 e messi a disposizione dei militari fuori sede che, voglio ricordarlo, vengono già indennizzati per questo e che in cambio di un'ospitalità in quella struttura, pagano 50,00 Euro, utenze comprese. Poi esiste una foresteria di 200 posti che viene dedicata alle famiglie dei militari. Nulla, o meglio, io avrei tanto da dire, ma poco mi interessa; mi interesserebbe invece che ci fosse una presa di coscienza sulla necessità oggi di quelle strutture, sull'inutilità di alcuni privilegi e invece sulla situazione profonda che sta colpendo questa Città. Mi dispiace molto che il Sindaco non sia presente in questo momento in Aula, perché, essendo il Bilancio, almeno sui generis, il momento più importante per il Consiglio Comunale per segnalare delle priorità, vorrei segnalare che questa mozione e l'emendamento al Bilancio che abbiamo presentato avranno senso fino ad un certo punto, se non ci sarà una forte e coraggiosa azione politica, oltre che amministrativa (di cui siamo certi, Vicesindaco Tisi, perché abbiamo sempre apprezzato il lavoro che viene svolto quotidianamente), per richiamare tutti alle proprie responsabilità. Presidente, io mi fermo qui, invitando i Colleghi a leggere, per favore, la mozione di accompagnamento e gli emendamenti al Bilancio, felice della decisione, in particolare, del Consigliere Centillo di firmare la mozione di accompagnamento e spendendo ancora pochi secondi per gli altri due emendamenti. Ne abbiamo presentato uno (si tratta di poche migliaia di Euro, circa 50.000,00 Euro), per risolvere il problema dell'interruzione del servizio di interpretariato nelle anagrafi di Torino. Abbiamo considerato sbagliata la scelta dell'Assessorato, davanti alla necessità imposta dall'Assessorato al Bilancio per far quadrare i conti, di decidere di tagliare proprio su un servizio che aveva, molti anni fa, segnato un punto di avanzamento decisivo della nostra città rispetto alle altre città italiane e che oggi (è stato paradossale che questo sia avvenuto proprio nel giorno della visita del ministro Kyenge) segna, purtroppo, un punto decisivo di regresso della nostra Amministrazione. Avrei auspicato, oltre che la presenza dell'Assessore Gallo, anche la scelta, fatta da lui prima che da noi, di segnalare che questa decisione è inaccettabile e speravo, per certi versi, in una svista. Così non è stato, almeno fino ad oggi e quindi il Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà ha deciso di proporre un emendamento a reintegro dei fondi, finalizzato soprattutto al reintegro del servizio. Un ultimo emendamento, Presidente, invece l'abbiamo dedicato al dibattito che c'è stato nel corso delle Commissioni congiunte Pari Opportunità e IV (che ringrazio), sul tema della tratta degli esseri umani, della prostituzione e della prevenzione della violenza di genere. È stata segnalata dalle Associazioni, con forza, la mancanza di fondi per il cofinanziamento che rischia di far venire meno gli interventi che sono stati mantenuti, nonostante la mancanza dei fondi stessi. Abbiamo quindi deciso, con un emendamento congiunto fra l'Assessorato all'Assistenza e l'Assessorato alle Pari Opportunità, di destinare una quota, seppure risicata, di fondi, parliamo di 70.000,00 Euro, a questo provvedimento, perché sia chiaro - se qualcuno avesse mai avuto dubbi, ma non credo - che la Città di Torino su questi temi è assolutamente all'avanguardia, sostiene chi la governa (in particolare le nostre due Assessore) e chiede, a seguito del lavoro di approfondimento svolto dal Consiglio Comunale nelle Commissioni Pari Opportunità e IV, di continuare a rendere, (per quanto possibile, nonostante le ristrettezze di Bilancio, nella difficoltà dovuta a un debito e al suo costo), una città, da un punto di vista di diritti e soprattutto di servizi, sempre più all'avanguardia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ricordo che il tempo per la discussione è di 20 minuti; non ho voluto interrompere, perché lei ha capito tardi che c'erano anche le mozioni di accompagnamento, ma dovrò in qualche modo considerare il suo intervento poi anche per quanto riguarda quello eventualmente del Gruppo. La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Non ruberò molto tempo. Non so con esattezza quanto rimane al Gruppo del PD. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Lei ha a disposizione 10 minuti. Ogni Consigliere ha 10 minuti. GENISIO Domenica Non ripeterò quanto hanno detto alcuni Consiglieri di maggioranza, per ultimo il Consigliere Curto. Volevo soltanto lanciare un brevissimo flash. Credo sia stato fatto un grandissimo sforzo per modificare gli indirizzi del bilancio, per ridurre il nostro debito, ma credo che occorra ragionare per il 2014; è un appello già lanciato per il futuro, perché noi non possiamo ogni volta arrivare con delle mozioni di chi chiede l'integrazione o di riportare la somma pari a quella erogata l'anno precedente per le cosiddette scuole F.I.S.M., per le scuole materne convenzionate. Non possiamo ripetere all'infinito la deliberazione per garantire i soggiorni estivi per i disabili, dopo che abbiamo approvato queste mozioni per ben due volte nella scorsa tornata amministrativa. Non possiamo ribadire, ogni volta, che entriamo in una fase nuova e poi siamo sempre a rincorrere con atti giusti, positivi, ma che segnalano come siamo ancora fermi alla non attuazione della cosiddetta fase 2. Ho sentito il Consigliere Curto parlare del personale, della stabilizzazione dei precari, del così criticato concorso per i dirigenti, ma mi chiedo: siamo riusciti a capire qual è veramente la cifra della pianta organica necessaria a questa Amministrazione per garantire i servizi? Riusciamo a capire che cosa faremo del decentramento che è in corso di studio più approfondito? Riusciamo a comprendere il modello organizzativo dei servizi sociali sul territorio i quali già vedono un accorpamento gestionale? Credo che la Divisione e l'Assessorato, e qui ringrazio della presenza il Vicesindaco Tisi, abbiano fatto un grandissimo sforzo, passato quasi nel silenzio generale, di riorganizzazione di quei servizi. Ci sono stati dei Settori che hanno rivisto il loro modello organizzativo, hanno internalizzato o esternalizzato dei servizi e non ce ne siamo neanche accorti a livello di bilancio. Allora, io vorrei e chiedo che si facciano questi approfondimenti, perché da qualche parte dei percorsi di rinnovamento - che non andassero però a colpire in maniera drammatica e troppo drastica i nostri cittadini - sono stati fatti. Da altre parti questo percorso io non l'ho visto, così come posso continuare a leggere tranquillamente che noi chiediamo di incrementare il personale; incrementarlo per che cosa? Non me ne vogliano i dipendenti Comunali e neanche le Organizzazioni Sindacali, ma credo che tutti insieme dobbiamo riflettere su quale sia lo sviluppo che noi prevediamo per questa Città e il modello erogativo dei servizi. Se non facciamo quello, ci troveremo qui a discutere del Bilancio di Previsione, del Consuntivo e ad approvare un Bilancio, senza però aver messo in atto quegli interventi necessari che non vogliono colpire, castigare, o modificare drasticamente dei percorsi, ma che semplicemente partono dal presupposto che occorre rileggere le modalità di erogazione dei nostri servizi, partendo da quelli che il Comune obbligatoriamente deve gestire e deve dare. Bisogna capire qual è la risposta che la Città autonomamente, attraverso Associazioni, Fondazioni ed altri Enti, sta dando. Sento sempre che fa tutto l'Amministrazione Comunale; poi, quando in Commissione il Vicesindaco Tisi ci viene ad illustrare qual è la grande rete di realtà associative, di privato sociale e non, che insieme collabora con l'Amministrazione Comunale, la prima domanda che mi viene spontanea è: quanto investono questi soggetti autonomamente nel dare risposte ai cittadini? Ho cercato di fare un conto, poi mi sono fermata, perché avevo il timore di andare a leggere che fosse più l'investimento esterno, ossia il contributo esterno, che la quota che l'Amministrazione Comunale mette a favore di queste persone in difficoltà. Allora, io chiedo: fermiamoci sul serio e riflettiamo. Prima, l'Assessore Passoni nella sua relazione puntuale, ha detto giusto, ossia che dobbiamo ragionare politicamente su come vogliamo investire le nostre risorse. Ragionare politicamente, però, vuol dire non rimettere in discussione tutto, ma rileggere le nostre modalità e capire quanto questa Città, attraverso tutti i cittadini, le Associazioni e le realtà, anche produttive, riesca a fare per garantire un welfare che da soli non possiamo, ma forse non dobbiamo neanche più gestire. Non entro nel merito della TARES, perché abbiamo discusso molto in Commissione e credo che le risposte dell'Assessore Passoni siano più che convincenti; ragioniamo sull'imposta per l'anno 2014. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto, mi preme sottolineare all'interno di questo dibattito il numero elevatissimo di interventi del PD rispetto agli altri anni che mi fa pensare, per quanto ci riguarda, che siamo dalla parte della ragione, ovvero stanno finendo i soldi, gli interessi da tutelare sono sempre tanti e, conseguentemente, ognuno cerca di ritagliarsi una fetta; e arrivo allora al ragionamento che faceva anche l'Assessore Passoni prima. Io, senza ipocrisia, tutelo interessi e valori, perché questo è il compito della politica, Assessore. Sono fiero di tutelare degli interessi, anche di categoria, ma non è che nella I Commissione si sposino immediatamente le tesi della prima categoria che si presenta, e rigetto assolutamente tale questione al mittente. Noi difendiamo degli interessi che sono quelli delle imprese, che sono quelli delle categorie, perché crediamo che da loro possa passare anche lo sviluppo. Quindi, questi interventi del PD a difesa di determinati interessi sono la conferma che, finendo i soldi, ognuno adesso cerchi il proprio strapuntino. All'interno di questo Bilancio non si riesce bene a capire quale sia la spina dorsale che vuole avere questa Città. Secondo me, il vero ragionamento (e vengo alla sua sfida che è quella che anche a me interessa, Assessore, perché io la stimo come persona capace, anche se ha idee diverse dalle mie sicuramente), ossia la sfida a cui io tengo sicuramente è quella di capire quale sia la spina dorsale di questa Città, ossia se questa Città voglia difendere determinati diritti con certezza e determinazione e non cercare di fare soltanto delle piccole azioni a favore del mantenimento del proprio consenso elettorale all'interno dei bacini ben definiti. Allora, perché in questo Consiglio, da parte del PD, non ho sentito parlare di impresa, non ho sentito parlare di tasse, non ho sentito parlare di presenza di extracomunitari, non ho sentito parlare di mancanza di rapporti personali, quindi della società liquida, non ho sentito parlare di traffico e di smog? All'interno di questo Bilancio questi sono i primi quattro, cinque punti, oltre al lavoro e alle tasse (naturalmente, sul lavoro poi abbiamo poche competenze) che la SWG mette in evidenza, ad esempio, come elementi di grande preoccupazione da parte dei cittadini e noi, all'interno di questo Consiglio, non abbiamo sentito una volta parlare di uno di questi temi. Ad esempio, Assessore, sulle tasse locali abbiamo già parlato a lungo, ma se vogliamo andare a verificare nel concreto quello che dice il Bilancio, ciò che dice è che al titolo I, ossia alle entrate tributarie, quindi quelle che gravano direttamente sui cittadini, sostanzialmente passiamo dai 450 milioni del 2010, agli 899 milioni del 2013. Benissimo, continuiamo a celebrare e a difendere le nostre tasse, senza voler perlomeno dare dignità alle opinioni dell'opposizione. L'opposizione può anche avere la facoltà e la determinazione di difendere determinate situazioni all'interno di questo Bilancio, può avere la determinazione di difendere determinate categorie, può avere delle idee che possono essere utili a questa Amministrazione, ma il fatto di liquidarle nella sostanza come - perdonatemi il termine, perché l'Assessore non ha usato questo termine - marchette, questo mi indigna abbastanza, perché lede il mio diritto di fare il Consigliere nel miglior modo possibile, come ognuno di noi sta cercando di fare, sia la maggioranza, sia l'opposizione. Quindi, sulle tasse, il primo elemento che vediamo è che queste tasse raddoppiano sostanzialmente dal 2010 ad oggi. Il secondo aspetto riguarda la presenza degli extracomunitari. Parlare di razzismo in questa Nazione, in questa città, non ha senso. Nessuno di noi è razzista. Questo deve essere stampato a chiare lettere. Nessuno pensa che gli extracomunitari debbano essere buttati fuori da questa Nazione e non essere aiutati, però pensiamo che ci siano alcune cose che debbano essere mantenute nella legalità. Il messaggio che deve arrivare, ad esempio dalla Polizia Municipale, dall'Assessore che si occupa della Polizia Municipale e da altre parti della nostra città e di altri opinion leader della nostra città, è che in alcune zone, Presidente, vivaddio, sia ristabilito un minimo di decoro urbano, un minimo di situazione adeguata e di fruibilità da parte dei cittadini normali. Parlo, ad esempio, di Borgo Dora, per citare un esempio concreto, parlo di Lungo Stura Lazio. Sono anni che parliamo di questo tema e sono anni che non interveniamo o perlomeno cerchiamo, facciamo finta, di intervenire con la solita ipocrisia dicendo: "Sicuramente faremo questo, faremo questo, faremo questo" e, alla fine, da anni ormai nulla si verifica di tutto ciò. C'è soltanto, ogni tanto, lo spostamento da una zona all'altra, ma nella sostanza, radicalmente, il problema non si risolve. Quindi, la percezione dei cittadini non è quella di una Città che vuole dare una mano a loro, ma è quella di una Città che carica di tasse questi cittadini e non gli consente di avere i servizi adeguati. Perché se chiedete a qualunque cittadino di questa città - e questa non è la percezione di Andrea Tronzano - se le strade sono pulite, sapete che cosa vi rispondono, per esempio. Se chiedete a qualunque cittadino se la legalità in questa città è mantenuta, sicuramente sapete cosa risponde. Risponde che i Vigili ci fanno una valanga di multe, ma al tempo stesso, a fianco a lui, c'è il negozio abusivo che lavora, facendo qualche prodotto e vendendolo senza pagare le tasse. Queste sono le percezioni dei cittadini. Sono percezioni sbagliate? Può darsi. Smentiamole con i fatti, smettiamole con le statistiche, smentiamole con qualcosa di concreto. Ma questo non avviene mai. Pertanto, il secondo punto di preoccupazione dei cittadini oggettivamente è ancora una volta smentito. Poi, è chiaro che noi abbiamo delle competenze, Presidente; il Comune non ha competenze su tutte le cose, ma ha delle competenze specifiche su molte situazioni. Una di queste ad esempio è l'Urbanistica. L'Assessore Lo Russo ci ha presentato, recentemente, una bella deliberazione che oggettivamente rischia di tramutarsi in tante belle parole scritte, ma che nella realtà dei fatti è lontanissima da quello che è il mercato di oggi di Torino. Allora, perché non cerchiamo di adattare le nostre azioni non su quello che si annuncia sui giornali, in modo da avere sulla stampa il fatto di dire che Torino evolve, migliora, va avanti, quando in realtà queste situazioni che leggiamo nelle deliberazioni, ad esempio, dell'Urbanistica, non sono realisticamente realizzabili, perché il mercato, per esempio, non è quello che dipinge quella deliberazione. Allora, perché continuiamo a raccontarci delle mezze verità o a sperare che qualcosa cambi, se noi non incidiamo concretamente su queste situazioni? Dopodiché, bisogna cercare di dare delle priorità. Assessore, raccolgo la sua sfida e le dico che noi abbiamo interessi da tutelare, secondo il nostro credo, secondo i nostri ideali, secondo i nostri valori e questi interessi ad esempio vanno nella direzione delle dismissioni immobiliari che anche questa volta vediamo come annunci e poi nella realtà dei fatti vengono smentite immediatamente dopo. Abbiamo provato a verificare con il Sindaco che viene in Aula e ci dice determinate cose su GTT e dopo due o tre mesi dice che GTT sarà venduta soltanto al 49%. Allora, ancora una volta, tutte le valutazioni che sono state fatte, non sono state fatte sull'obiettivo, sul raggiungimento di un percorso vero, ma sulla necessità del momento, che poi viene naturalmente traguardata su un'altra necessità che non è più quella della dismissione per diminuire il debito, ma è quella della tutela della maggioranza. A questo punto, se due persone, o anche forse qualcuna di più, all'interno della maggioranza, bloccano un percorso strategico, ci chiediamo quale sia la spina dorsale di questo Comune, Presidente. Perché non è accettabile che, a fronte di un Consiglio Comunale che pensa che vendere GTT, vendere AMIAT, vendere le società partecipate, sia un valore aggiunto per diminuire il debito, l'intervento di due persone, di una forza politica che non è neanche più maggioranza, tant'è che oggi la maggioranza è autosufficiente da quelle due persone - e parlo di SEL -, condizioni il dibattito politico, perché vuol dire che non abbiamo un obiettivo di fondo e l'obiettivo delle dismissioni era anche uno dei nostri obiettivi. L'altro obiettivo è rappresentato dagli investimenti pubblici, che sono l'obiettivo di tutti. In una situazione di recessione come quella attuale, l'unica speranza, l'unica leva che ancora forse l'Unione Europea ci consente è quella di investire negli investimenti pubblici. Anche qui mi piace citare dei numeri, perché queste sono questioni, secondo me, importanti: passiamo da 285 milioni del 2009 ai previsti 180 milioni del 2013. Sicuramente, possiamo dire che tutto vale: le manovre, la spending review, eccetera, ma credo che se vogliamo avere - come dice l'Assessore Passoni giustamente - una sfida verso il futuro, dobbiamo cercare di capire che forse le dismissioni, forse gli investimenti sono due dei cardini e su entrambe le questioni abbiamo fatto marcia indietro o stiamo regredendo rispetto al passato. La terza questione per il futuro è parlare di sport, è parlare di bambini. Sui bambini noi abbiamo i servizi a domanda individuale, per esempio sugli asili nido. Naturalmente, le colpe, le responsabilità sono sempre di qualcun altro, per carità, non ci rendiamo mai conto che questo Comune ha 3 miliardi di Euro di debiti non a causa dello Spirito Santo (con tutto il rispetto dello Spirito Santo), ma a causa di azioni sbagliate di precedenti Amministrazioni e noi oggi sul servizio a domanda individuale abbiamo un passaggio dagli indici di copertura del 47,91 del 2012 a quelli del 54,19 medio del 2013. Quindi, anche sugli asili nido cerchiamo di agire in qualche maniera per cercare di andare a tutelare quella fetta di popolazione. Forse - dico forse, perché poi bisogna anche parametrare i dati con altre città e io questi dati non li ho a disposizione, quindi posso anche dire una facezia, una bugia - Torino oggi per i bambini è una città accogliente, perché lo dicono i giornali, lo dicono le televisioni, però, quando, purtroppo (anche se è un dettaglio bisogna citarlo, perché i dettagli fanno parte del tutto) vedo le mamme o i papà che devono pagare una baby-sitter, perché non riescono a mandare il proprio figlio alla mensa, perché iniziamo con 23 giorni di ritardo, allora mi chiedo se questo tipo di ragionamento sia una cosa normale in questa città. Cerchiamo di migliorare. È una vita che parliamo di mense scolastiche, è una vita che cerchiamo di andare in quella direzione, proviamo ad andare in quella direzione, proviamo a valutare se questa soluzione sia perseguibile. Poi, abbiamo fatto altre cose, Consiglieri. Abbiamo agito sull'aspetto della finanza anche pubblica, abbiamo fatto degli ordini del giorno in questi anni che sono arrivati ad essere patrimonio legislativo nazionale, ad esempio l'IMU sugli invenduti. Sugli invenduti siamo finalmente riusciti a mettere in condizioni le imprese, ossia coloro che fanno occupazione, fanno sviluppo in un settore determinante per la nostra società, di avere un IMU sugli invenduti pari a zero. Altrettanto siamo riusciti, sull'IVA al 4% per le cooperative sociali, anche grazie ad un nostro ordine del giorno (del PdL intendo naturalmente), a raggiungere questo obiettivo nella Legge di Stabilità, che vedremo se sarà approvata come è uscita dal Consiglio dei Ministri. Questo è per dire che sulle tasse azioni ne abbiamo fatte; il PdL ha agito, ha cercato di fare il possibile per arrivare a trovare soluzioni in uno dei propri settori di interesse. Un altro settore di interesse, Assessore, che io mi permetto di sottolineare a lei, è quello dello sport. Lo sport è uno di quei settori che, a mio giudizio, deve diventare una colonna portante di qualunque attività amministrativa, di qualunque livello istituzionale, dalla Regione, alla Provincia (finché esisteranno le Province), al Comune, allo Stato. Lo sport deve diventare veramente qualcosa, la capacità di programmare delle situazioni. Parlo all'Assessore Passoni. Assessore, sullo sport darei dei segnali netti, importanti. La mozione che abbiamo presentato sullo sport va anche in quella direzione. Oggi, secondo noi, lo sport è lasciato non a valutazioni scientifiche e metodologiche, utili per tutti, per il progresso del benessere e dell'efficienza fisica, ma è ancora troppo radicato su quella che è l'esigenza del singolo ente di promozione sportiva o della singola società calcistica o della singola Federazione. Noi dobbiamo finalmente porre le basi, Assessore - ed è questo che vuole dire la mozione - affinché ci siano delle linee guida chiare che scaturiscano da un documento che noi nella mozione chiamiamo "Osservatorio della Salute dei cittadini", sostanzialmente, che nascendo e mettendo insieme delle professionalità, sempre a titolo gratuito, quindi senza alcun carico sulla collettività, riescano a tracciare quelle linee guida che possono essere di supporto a quello che dice l'Assessore Gallo oggi ossia: "Lo sport a favore della base". Se, però, non abbiamo le linee guida sulle quali poter dire: "Investiamo lì, investiamo lì", per ottenere efficienza fisica, benessere, risparmio sulle risorse pubbliche e anche tutela della possibilità di ciascuno, anche di coloro che non hanno possibilità economiche, di fare sport, dove volete che andiamo? Allora, cerchiamo di fare un tavolo di quel genere, un osservatorio, aggiungiamo adesso un tavolo tecnico che consenta di tradurre quello che il Forum dello sport dice, in azioni, in declinazioni concrete. Questo dice la nostra mozione sullo sport. So che il PD ne ha presentata un'altra, che racconta anche delle visite mediche. Anche noi su quella abbiamo fatto un emendamento di merito, l'unico emendamento di merito che noi abbiamo chiesto di tenere fuori è proprio quello sulle visite medico sportive per i bambini. Abbiamo chiesto di rimpinguare quel capitolo di bilancio (il 50-700 mi pare che sia, a memoria, non ricordo con precisione, o il 52-700) di 90.000,00 Euro, in modo da ritornare ad essere quello che era all'inizio del 2013, per poter far sì che avvengano queste visite mediche. Poi, siamo alla fine dell'anno, è sicuro, che è probabile che tutte queste visite mediche possano non avvenire? Non ne facciamo una tragedia se non dovessero essere utilizzati, li storniamo e li rimettiamo da un'altra parte, ma diamo il segnale politico che deve essere dato a coloro che stanno svolgendo questo lavoro meritorio ormai da anni. Poi, c'è un'altra mozione del PD che cita soltanto, in questo caso, a mio giudizio, in maniera errata, visto lo scontro che c'è oggi nel mondo dello sport fra Coni ed enti di promozione sportiva, lo sport di base. Quella citazione, secondo noi, significa dare atto che, in questo caso, l'unico Ente vero di riferimento di questa maggioranza all'interno del mondo dello sport che è la UISP, possa essere privilegiato. Lo dico naturalmente senza polemiche, ma è una sensazione che potrebbe avere il mondo dello sport esterno, vista la grande battaglia che c'è oggi fra il Coni, le Federazioni e gli enti di promozione sportiva. Mettere "sport di base" è sbagliato. Correggiamo questa dicitura, io stesso la firmerò, perché i risparmi sulle utenze è giusto che avvengano e, se ci sono dei risparmi, che siano utilizzati per lo sport, ma lo siano per l'attività sportiva che nella mia mozione dico che deve diventare un diritto per i cittadini. La pratica sportiva deve diventare un diritto per i cittadini. Citare solo lo sport di base e non quello agonistico e non quello ludico motorio, secondo me è sbagliato. Assessore, vorrei fare una nota sulla debolezza strutturale del Bilancio, nel senso che noi continuiamo a fare, secondo quello che riesco a leggere da questo Bilancio, un ricorso massiccio alle anticipazioni di Tesoreria, quindi riusciamo a mantenere l'equilibrio di Bilancio soltanto grazie all'utilizzo di oltre 53 milioni di Euro dell'avanzo di esercizio del 2012, ossia il 92,3% dell'avanzo di Amministrazione. Questo, secondo noi, è un elemento di debolezza strutturale, perché l'avanzo di Amministrazione, soprattutto in questi momenti difficili, dovrebbe, secondo noi, andare a beneficio degli investimenti, invece lo utilizziamo per questo tipo di situazione che ho appena detto. Poi, quale altra situazione secondo noi è opportuno mettere in evidenza? La cessione di GTT, il ramo parcheggi e chiediamo ciò all'Assessore Passoni, anche se in realtà dovremmo chiederlo all'Assessore Tedesco. Il rischio, però, è che il Bilancio preventivo veda a filo la possibilità di rimanere nel Patto di Stabilità, ma sul preventivo riusciremo a mantenere questo Patto di Stabilità? Ossia i parcheggi li stiamo vendendo? È partita la procedura? A che punto siamo di questa situazione? Perché il rischio è che ci troviamo di nuovo - e lo dico anche ai Consiglieri di maggioranza che sono al telefono e al Capogruppo Paolino in particolare - il 31/12/2013 a sentire la Giunta dire che siamo di nuovo fuori dal Patto di Stabilità. Questo rischio noi dobbiamo evitarlo sin da subito, con parole chiare da parte dell'Assessore, perché gli 80 milioni che servono per rimanere nel Patto di Stabilità non siamo certi, anche se sono segnati nel Bilancio di Previsione, che possano essere ottenuti. A che punto siamo su questo? Perché poi tutti i ragionamenti che fa il Consigliere Curto sulle assunzioni, vanno a Patrasso, nel momento in cui dovessimo mai uscire di nuovo dal Patto di Stabilità, oltre, secondo me, alla possibilità del commissariamento. Dopodiché, l'ultimo argomento che voglio citare ancora riguarda i derivati. Abbiamo ancora 22 contratti derivati in essere ed è possibile che non si riesca a fare qualcosa su quella situazione. Assessore, rispetto a quello che è il nostro comune sentire di opposizione, vogliamo chiarirle con nettezza che la celebrazione di tasse come la TARES o il fatto che non si possa fare diversamente: "così è stato determinato e così deve essere", non è un ragionamento corretto. Lo dico anche al Presidente. Perché se noi incidiamo sulla quotidianità della vita delle persone, dobbiamo avere anche l'umiltà di capire che quella vita sulla quale si incide, probabilmente, anche a seguito delle nostre azioni, può peggiorare o può migliorare. Noi pensiamo che se facciamo i peana o l'apologia della TARES, dicendo che non è la prima categoria che viene qui a dirci… e noi dobbiamo seguirla, come se fosse sostanzialmente una marchetta (anche se poi l'Assessore ha corretto su questo e accetto, sicuramente la correzione non era rivolta... ma è per conoscere, è per capire), non possiamo pensare che questo tipo di ragionamento possa avere successo. È per questo che noi, all'interno di tutta questa discussione, pensiamo che questo Bilancio non sia ancora adeguato, anche se, come dice il Consigliere La Ganga, va finalmente nella direzione della diminuzione del debito. Anche quest'anno diminuiremo, ma io vorrei vedere dal 2014 (anno in cui forse si oltrepassa la chiglia e si arriva in una fase più o meno di discesa o perlomeno di un pendio meno ripido), se queste buone intenzioni, che hanno lastricato l'atteggiamento sul Bilancio in questi ultimi due, tre anni, saranno mantenute o se si continuerà nuovamente a tornare alla politica del "tassa e spendi" propria di questa Amministrazione dal 2004 ad oggi, che ha fatto impennare oggettivamente il Bilancio fino a 3 miliardi e mezzo di Euro di debito. Quindi, la sfida vera è: "sì" sulla politica, Assessore, e su questo noi vogliamo e siamo pronti, e anche sul fatto che, nel momento in cui dovesse cambiare il trend sulla spending review, ovvero se vi fossero maggiori risorse a disposizione del Comune, vedremo se saremo in grado di continuare questo percorso virtuoso o se torneremo a plagiare, a dare adito e ad ascoltare soltanto alcune categorie (sì, questo voi lo fate con scientificità da moltissimi anni), a favore del consenso e non a favore del bene pubblico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Sui temi del Bilancio sono già intervenuti diversi Consiglieri del Partito Democratico su aspetti specifici per noi prioritari, sui quali da parte nostra c'è molta attenzione. L'hanno fatto con competenza ed entrando nel merito, come è giusto che avvenga in questa fase così importante e così delicata. Su un ragionamento più complessivo del Bilancio interverrà domani il Presidente della I Commissione Altamura. Voglio rispondere al Consigliere Tronzano sui temi politici da lui sollevati (ogni volta non perde occasione, anche se non lo vedo, ma non importa, starà ascoltando da qualche parte) e vorrei rimanesse a verbale. Questa maggioranza è composta da quattro Gruppi Consiliari; tutti hanno dignità e non è solo una maggioranza numerica, è una maggioranza che non sta insieme solo per una sommatoria di numeri, ma perché insieme ha condiviso un programma, un percorso, un metodo, un cammino che ci vede, assumere e condividere, a prescindere dal peso numerico che si può avere in quest'Aula o nella Città, tutti quanti insieme la responsabilità di guidare questa Città e di portarla via dalle secche di una crisi pesante che non è solo una crisi locale. Quindi, invito il Consigliere Tronzano a stare sereno; questa è la nostra maggioranza e questa maggioranza, tutta insieme, si assume la responsabilità di approvare questo Bilancio, di contribuire su questa deliberazione e su tutte le deliberazioni che vengono di volta in volta in Sala Rossa, e di portare il proprio contributo per cercare di migliorarle e cercare di portarle avanti tutte insieme. Non si cambia maggioranza, non c'è chi è più utile o chi è meno utile al percorso, tutti portano il proprio contributo e tutti insieme andiamo avanti su un percorso condiviso. Quindi, io vorrei davvero rasserenare il Consigliere Tronzano e togliergli ogni dubbio. Il Partito Democratico naturalmente farà la sua parte, come l'ha fatta in questo anno e come l'ha fatta in queste ultime settimane, reggendo un ostruzionismo che noi non condividiamo nel merito e nel metodo, perché, è già stato detto, non ha individuato un obiettivo, ma ha colpito tutti i provvedimenti a prescindere, quindi è stata soltanto una inutile perdita di tempo che non ha aggiunto nulla alla crescita democratica e al miglioramento dei provvedimenti. Abbiamo, quindi, risposto nella scorsa settimana a questa scelta in maniera compatta e coesa, così faremo nei prossimi giorni, a partire da domani, su un provvedimento che sicuramente approviamo con responsabilità, sapendo che chiediamo ulteriormente sacrifici ai cittadini, ma che sappiamo in quale contesto si va ad inquadrare e approviamo con grande convinzione e grande determinazione questo Bilancio, cercando da subito di delineare le scelte per il Bilancio 2014 che sarà, quello sì, il Bilancio della svolta di questa Città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Volevo rivolgermi direttamente all'enfasi e a qualche accusa, velata, da parte dell'Assessore. Voi pensate che l'atteggiamento ostruzionistico molte volte da parte della minoranza sia dettato solo dalle nostre fantasie o dalle nostre frustrazioni? Non è così, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, oggi non lo sopporto, gli altri giorni lo sopporto, ma adesso l'"oracolo Viale", se ha qualcosa da dire, lo invito ad andare fuori. Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non stavo parlando con il Consigliere Viale, stavo parlando con l'Aula. Presidente, so che lei è garantista di quest'Aula, ecco perché mi rivolgo a lei. Stavo dicendo che l'atteggiamento non è dettato dalle nostre frustrazioni, ma bensì anche dalle indicazioni che ci arrivano dai cittadini. Caro Assessore, cara Giunta e cara maggioranza, non è che le cose non si stiano evolvendo in questa città, come anche un po' quello che è l'atteggiamento che i nostri cittadini torinesi stanno assumendo e la coscienza che stanno in qualche modo modificando, perché ci sono delle situazioni in cui molte volte si cerca soprattutto di trovare degli escamotage di natura economica. Poi, ne avrò anche per lei, Consigliere Paolino, che ha solo cercato di dire che la maggioranza è solida e quando uno ripete sempre le cose, probabilmente è perché non è neanche più sicuro. Comunque, ci sono state delle situazioni che non sono frutto di fantasia, caro Assessore, ma che abbiamo visto in questa tornata amministrativa che hanno condizionato in termini economici questa Giunta. Ci sono state delle situazioni, tra l'altro, abbastanza strane, abbastanza oscure, da chiarire e bisognerebbe chiarirle una volta per tutte e penso che sarebbe un chiarimento che farebbe bene a tutti, sia alla maggioranza che alla minoranza. Questi chiarimenti, però, di tutte queste situazioni che hanno condizionato le scelte economiche di questo Comune, non emergono e di ciò non si sanno le ragioni. Dico questo a tutti, per il sollievo di tutti, non della minoranza, perché comunque dovremmo iniziare a pensare di levarci questa zavorra, andare avanti e trovare magari un cammino diverso e anche condiviso, perché no? Però, questo non avviene, perché si tende sempre ad andare in questa direzione, però, ripeto, la gente ha preso coscienza. Allora, bisognerebbe iniziare a pensare anche di confrontarsi maggiormente con quelle che sono le istanze dell'opposizione, perché questo non l'ha detto, Assessore, ma ha fatto capire che l'azione che è stata fatta, per quanto concerne la TARSU all'interno e all'esterno di quest'Aula, sia stata una sorta di marchetta nei confronti dei cittadini. Questo non l'ha detto esplicitamente, ma l'ha fatto capire. Voglio darvi un suggerimento: non è che sottolineando e dicendo dalla parte opposta alla nostra che tutto va bene, abbiamo tutti pari dignità. In realtà, poi, più che pari dignità, senza togliere nulla ad alcuni Gruppi, vedo solo un condizionamento da parte di SEL - ma questo non vuol dire nulla - chiaro e netto su certe scelte che, ovviamente, da parte nostra non sono condivisibili, però da parte vostra devono essere accettate. Mi avvio a concludere queste piccole considerazioni, invitando comunque l'Assessore a tenere sicuramente più conto di quelle che sono state delle situazioni che abbiamo fatto emergere e a non pensare che siano solo rivolte in maniera populista - voglio ricordare a tutti che populista non è un'offesa, perché sembra che sia diventato un termine offensivo - ma perché cerchiamo di recepire anche chi va in mezzo ai quartieri, alle zone popolari e non vorremmo esserci sostituiti a voi. Vorrei fare un'ultima considerazione a lei, Assessore. In un passaggio mi ha ricordato quando ero ragazzino. Tutte le cose che lei ha contestato a noi della minoranza le facevate voi ai cittadini, ovviamente in maniera più diretta: "I cittadini non devono pagare i mezzi pubblici". Queste cose le ricordo. Lei è un po' più giovane di me. Voi invitavate la sinistra affinché determinati servizi, come l'AMIAT, dovessero essere a titolo quasi gratuito e questo ce l'ha rimandato a noi e noi assolutamente non abbiamo inteso o cercato di fare una politica in questi termini. Volevo solo ricordarle che i suoi papà, se vogliamo dirlo, non dico i suoi nonni, ma i suoi papà facevano altro rispetto a quello che oggi noi stiamo cercando di fare. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Cercherò di fare un intervento meno accalorato di quello della TARES, anche se continuano, secondo me, in un atteggiamento che non risponde alla realtà e non risponde a questi anni in cui siamo stati insieme in questo Consiglio Comunale. Dico questo, perché ho sentito da parte del centrodestra tanta retorica anche nei nostri confronti e vorrei dire che è finita, e forse finisce proprio quest'anno, una lunga traversata del Comune di Torino. Spesso, si è parlato impropriamente di indebitamento, senza ricordare i grandi investimenti fatti, anche per uscire da una crisi industriale ed economica che Torino ha visto ben prima del resto d'Italia. Non per niente, ce lo ricorda spesso il Sindaco, siamo stati considerati, per oltre un secolo, la città dell'industria e della fabbrica. Dicevo che oggi si chiude forse, lo speriamo, per l'ultima volta, una transizione lunghissima che ha portato, da quegli alti livelli di indebitamento per investimento, una morsa, che è quella del Patto di Stabilità che dalla fine del 2007, quindi dall'inizio del 2008, ci ha visto protagonisti in una salvaguardia, in una messa in sicurezza dei nostri conti pubblici. Il Sindaco Fassino, la scorsa settimana, ci ha ricordato che quell'allentamento del Patto di Stabilità è stato uno degli obiettivi raggiunti dall'ANCI. Spero che sia l'ultimo anno, però, e lo dico sinceramente al Sindaco, e quindi che finisca il commissariamento dei Comuni italiani, perché votare tutti insieme, il Sindaco lo sa, un Bilancio preventivo nel mese di ottobre, praticamente a novembre, vuol dire avere commissariato in dodicesimi la stragrande parte dei comuni italiani. Questo si somma solo ad alcuni dati che purtroppo sembrano non essere conosciuti dal centrodestra, come ricordava l'Assessore Passoni. Quest'anno i trasferimenti per la spesa corrente, che riceveremo dallo Stato, ammonteranno più o meno a 15 milioni ai quali si dovranno aggiungere i 41 milioni di tagli statali per la spending review nazionale, circa 20 milioni in meno dell'IMU per via della sovrastima del MEF del 2012 sul gettito e, conseguentemente, anche alle riduzioni del FSR. Certo, lo ricordava oggi l'Assessore Passoni, abbiamo cercato di mantenere invariato il livello di spesa sociale, revisionare, rimodulare le entrate ordinarie, ridurre l'indebitamento e i residui attivi e passivi. Ricordavano bene queste fasi i Consiglieri del Partito Democratico. Su questo credo che la fine di quest'emergenza ci consentirà di ridiscutere tante vicende. Innanzitutto, ha ragione l'Assessore quando dice che per riprogettare i servizi ci vuole tempo, ci vuole pazienza e ci vuole anche consenso. Queste sono le tre parole che ha usato oggi. Credo che per fare questo, però, occorra rimettere al centro alcune priorità. Il Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà ha voluto ripartire non solo dal livello amministrativo che rappresentiamo, quel pianoterra che ricordava il Consigliere Curto, ma forse da un livello ancora più basso, quel livello di strada che in qualche modo abbiamo visto più volte quest'anno e che non è solo rappresentato dai 3.700 sfrattati di cui discutevamo nelle scorse settimane. Noi, in quest'anno, abbiamo cercato di costruire degli strumenti nuovi. Spero, e lo dico al Sindaco Fassino, che entro il mese di novembre, ossia il primo mese di freddo vero di questa città, ci sia un fondo salva sfratti. Abbiamo aggiunto alla nostra mozione di accompagnamento, come ci chiedevano i Consiglieri e anche lo stesso Vicesindaco Tisi, nell'allentamento di quella morsa degli sfratti, da chiedere ovviamente nella sensibilizzazione del Prefetto, anche l'introduzione di quel fondo, che però non è l'unico strumento utile. Abbiamo chiesto in una mozione, tanto tempo fa, di recuperare i luoghi pubblici e privati, ossia di verificare le condizioni di accoglienza temporanea nel patrimonio pubblico e privato. Il Consigliere Curto prima ricordava l'interlocuzione necessaria con le Forze dell'Esercito Italiano, con il Ministero della Difesa, in particolare faceva il caso della Caserma Riberi, ma vi sono tanti altri luoghi che possono essere utilizzati. Credo che occorra ripartire da lì, cercando di uscire dalla retorica delle nuove povertà, perché in questa città non ci sono solo i cassintegrati e gli esodati, ci sono anche persone che purtroppo non reggono più la crisi economica che per anni è stata, in qualche modo, alleviata dai grandi investimenti della Città. Sapete quante sono le persone che hanno perso il lavoro nelle cooperative edilizie? Quante sono le persone che in questi anni sono state espulse da lavori che erano collaterali, in qualche modo, ai grandi investimenti fatti? Credo che un'altra discussione che non abbiamo aperto oggi, che è quella degli investimenti, vada rimessa in campo. Ringrazio anch'io il Sindaco, lo diceva prima il Consigliere Cassiani, e spero che questo sia l'ultimo anno in cui vedremo gran parte della spesa corrente della cultura torinese negli investimenti. Non per altro, era stata una scelta. Alcuni si arrovellano perché questo vuol dire chiudere il decennio di Alfieri; alcuni si ricordano che giustamente è stata una scelta dell'allora Assessore Peveraro. Io non lo so; probabilmente, i tempi consentivano altre misure o, come ricordava il Consigliere La Ganga, probabilmente erano effettivamente investimenti straordinari. Quello che so è che avendo solo più 177 milioni di investimenti, come ricordava oggi l'Assessore Passoni, di cui 65 milioni di opere pubbliche, 7 di manutenzioni e 105 di tutti gli altri, dobbiamo ricordarci che quegli investimenti faranno la differenza nei prossimi anni. Alcuni Consiglieri hanno messo in campo dei suggerimenti. Venerdì abbiamo votato il Biciplan. L'altro giorno, il Consigliere Alunno mi ricordava che abbiamo fatto bene a votare un emendamento nel quale si dice di prendere parte delle risorse, per esempio, delle multe per investire lì. Però, giustamente, ci ricordava che, in qualche modo, quello che si può fare in sei anni, si può fare anche in meno tempo. Quindi, io dico anche al Sindaco che il tempo sta scorrendo. Siamo quasi a metà della tornata amministrativa e io credo che alcuni investimenti strategici vadano messi in campo ora. Faccio un esempio: le pedonalizzazioni. Il centrosinistra è pronto a discutere di questa vicenda, è pronto a fare anche un'operazione non solo di ascolto, ma anche di voto, per esempio, nelle nostre Circoscrizioni e di sperimentazioni vere di queste pedonalizzazioni, perché facendo quelle sperimentazioni, si può anche cambiare un pezzo di rete del commercio dei quartieri, si possono anche ripensare alcuni luoghi della democrazia come il decentramento, si può ripensare un pezzo della mobilità che deve essere sempre più nel segno della sostenibilità e dell'investimento pubblico. Su questo vorrei dare qualche risposta al Consigliere Tronzano. Faccio mie le parole del Capogruppo Paolino che con onestà ha spiegato che questa maggioranza, che discute, poi però trova i modi di dare indirizzi comuni e anche di difenderli. Quell'indirizzo l'ha dato la Sala Rossa, non l'ha dato Sinistra Ecologia e Libertà e quell'indirizzo diceva proprio di pensare non - come ha detto lei - a rientrare nell'indebitamento. La soglia psicologica dei 3 miliardi di Euro non è l'oggetto di discussione della valorizzazione delle nostre aziende; non è l'oggetto di discussione dello stare nei parametri del vincolo del Patto di Stabilità. Mi dispiace. Se non l'avete capito dopo sette anni, vuol dire che… Ve l'ho detto sulla TARES, ma mi sa che qualche… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi dispiace, mi pare di sì... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono contento, Consigliere Liardo, il PdL ormai parla solo di Sinistra Ecologia e Libertà. Fa bene il Consigliere Paolino a dire che non esistiamo solo noi e queste sono state scelte condivise, però, le ricordo che la differenza che faceva il Consigliere Tronzano fra l'80 e il 49, passa anche dall'idea industriale che c'è dietro. Con questo finisco. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché voi parlate tanto di indebitamento, ma non sapete di che cosa state parlando. Gli investimenti per il Passante Ferroviario... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Grimaldi, la prego di parlare alla Presidenza. GRIMALDI Marco Mi stanno interrompendo. Presidente, interrompa chi sta interrompendo, non chi sta parlando. Mi rivolgo a lei volentieri e le ricordo che gli investimenti fatti sul Passante Ferroviario sono collegati alla strumentalizzazione politica di cui parla ogni giorno il centrodestra. Quegli investimenti sa a cosa servivano? Ad interrare una ferrovia, a rigenerare pezzi del deserto urbano lasciato in questa città, anche grazie alle crisi industriali. Oggi, sarebbe veramente stupido, a fronte di 560 milioni di Euro della Città di Torino, non far sì che lì sotto passi la seconda linea di Metropolitana... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Far sì che lì, grazie ad una partnership pubblica fra GTT e le Ferrovie che vorranno e proveranno ad essere un partner pubblico... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Finisco dicendo che non troveranno mai da questa parte chi vuole svendere il nostro patrimonio. Noi vogliamo valorizzarlo, far sì che gli investimenti fatti vengano... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Liardo, la invito a fare silenzio! Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Abbia pazienza, non è questa la sede! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Invito il Consigliere Grimaldi a concludere. GRIMALDI Marco Sto parlando di politica… Il fatto che lei ignori tante cose è chiaro. Però, non le ho mai dato dell'ignorante. Che si sia sentito ignorante... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Grimaldi, la invito a concludere. GRIMALDI Marco Stavo dicendo che da parte nostra non troveranno mai... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Invito cortesemente i Consiglieri a non parlare e a far terminare il discorso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non deve scusarsi, non deve parlare. È diverso. Grazie, Consigliere Liardo. Prego, Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Dicevo che da parte nostra non troverete una forza che vuole svendere quel patrimonio, ma anzi vuole dimostrare che i grandi investimenti pubblici possono essere portati fino in fondo. Allora, finché non vedremo le stazioni di Zappata e Dora e finché non rivedremo Rebaudengo e Stura inseriti in un contesto urbanistico decente, noi non coglieremo fino in fondo la sfida che ci siamo presi nel 2011, ossia chiudere una trasformazione e ridare a questa città una città della conoscenza e una città della sostenibilità, diversa da quella che abbiamo raccolto tanti anni fa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo perché mi pare di capire dagli interventi che sono venuti, soprattutto dalle critiche dei Colleghi di opposizione, che questo Bilancio tutto può essere tranne che un saldo di fine stagione, nel senso che è un Bilancio che ha una sua dignità. Prima di tutto c'è e smentisce tutte le Cassandre che nei mesi scorsi, in passato, sostenevano che non saremmo arrivati, e chissà come, ad un Bilancio; ha un suo equilibrio e, come sempre, è un Bilancio riferito ad una città in trasformazione. Si è parlato di spina dorsale, di non spina dorsale, eccetera, mi pare comunque che questo Bilancio abbia una spina dorsale, poi che sia SEL, uno può legittimamente pensarlo (forse il sacro, qualche vertebra), ma diciamo che l'ossatura di questo Bilancio sta nella capacità con cui l'Assessore Passoni ha messo insieme molte esigenze e ha trovato un equilibrio. È stato riconosciuto dal Consigliere La Ganga e da altri e io mi unisco sicuramente a questo. Poi, non capisco certi linguaggi, perché quando sento il Consigliere Liardo dire che è una sorta di marchetta nei confronti dei cittadini, non vedo come potrebbe essere diverso. I cittadini sono tutti cittadini di questa città. Mi pare che invece ci sia un rischio anche nella maggioranza, non solo nell'opposizione, per questo io intervengo riservandomi poi le dichiarazioni di voto sui singoli emendamenti e sulle mozioni, che ho letto di sfuggita (alle mozioni ho dato un'occhiata velocemente, gli emendamenti non li ho ancora visti), perché credo che sia un'operazione abbastanza sbagliata quella di pensare di spostare in un Bilancio delle voci da qui a là a colpi di emendamenti in Consiglio Comunale. Credo sia legittimo tentare di farlo da parte dell'opposizione, anche soltanto per una mera questione politica, nel senso che non avendolo scritto, avendo contribuito diversamente, si cerca di farlo. Meno legittimo lo ritengo da parte della maggioranza, anche perché molte delle nostre mozioni, cosiddette di indirizzo, hanno un significato poi politico molto limitato, perché rischiano di essere smentite il giorno dopo, quando compare un altro indirizzo all'interno della maggioranza, anche solo in Consiglio. Mi riserverò di vedere domani. Sono abbastanza soddisfatto di come il Bilancio non abbia grosse polemiche, perché se dovessi trovare oggi delle forti voci di polemica in quest'Aula da parte dell'opposizione, farei fatica a trovare un titolo domani, se non quello di essere genericamente contrario. Visto che ci sono stati alcuni toni da parte del Consigliere Tronzano, ma anche di altri, sempre sulla questione degli stranieri e degli extracomunitari (si cerca sempre di guardare e di stare nei posti che fanno più comodo), volevo fare notare come in questi ultimi due o tre anni il 38%, quasi il 40% dei bambini che nascono, hanno almeno un genitore straniero che vuol dire due bambini su cinque. Vuol dire che alcuni di questi non sono stranieri, perché il fatto di avere un genitore straniero non significa non essere cittadino italiano. Quando le statistiche parlano delle madri straniere o dei bambini stranieri, vanno sempre al ribasso. Se sommiamo anche quelli che sono cittadini italiani ma con un genitore straniero, si arriva al 40% di nati. Questo vuol dire una città che sta cambiando. Non è cambiata ancora, perché sono bambini, vanno nelle nostre scuole, studiano, arrivano adesso alla soglia delle scuole superiori e nelle professioni. Aveva fatto molto scalpore il primo vigile straniero, cinese, che era stato assunto. Oggi, però è abbastanza normale vedere anche tra le Forze dell'Ordine persone di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Chiedo scusa Consigliere Liardo, mi lascia parlare? Lei ha detto le sue cavolate, io dico le mie. Ognuno dice le proprie. Qui, si è obbligati non a parlare, ma ad ascoltare gli altri, altrimenti non si viene. Questo mi sembra il minimo. Per cui, quando sento certi toni che tendono a dividere la città tra stranieri e torinesi, extracomunitari, eccetera, imprenditori e non so bene chi, credo che sia una questione sbagliata, perché credo che noi riusciremo a risolvere i problemi di questa città, compreso il Bilancio, e a portare avanti qualcosa, se l'equilibrio vedrà sempre di più una collettività e una comunità unita, o comunque nel suo insieme. Dove ci sono differenze, ci sono cose da raddrizzare, ci sono sicuramente degli indirizzi da dare, però l'importante è essere una comunità, una collettività, perché altrimenti rischiamo davvero di creare soltanto divisioni e queste non sono utili non solo in Consiglio Comunale, dove poi, alla fine, in qualche modo, si superano, ma soprattutto nella città. |