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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Ottobre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-03941
BILANCIO DI PREVISIONE 2013. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2013-2015. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201303941/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 24 settembre, avente per
oggetto:

"Bilancio di Previsione 2013. Relazione previsionale e programmatica. Bilancio
pluriennale per il triennio 2013-2015. Approvazione".

della proposta di mozione n. mecc. 201304680/002, presentata dal Consigliere
Tronzano in data 9 ottobre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) 'Bilancio di
Previsione 2013' - Sport, pratica sportiva, qualità della vita, benessere e salute: un
diritto dei cittadini torinesi".

della proposta di mozione n. mecc. 201304843/002, presentata dal Consigliere
Sbriglio in data 15 ottobre 2013, avente per oggetto:

"Piena applicazione del Regolamento Assunzioni, art. 30 D. Lgs.165/2001.
Attivazione dell'Istituto della mobilità esterna tra enti in caso di indizione di
procedure concorsuali - collegata alla deliberazione del Bilancio di Previsione
2013".

della proposta di mozione n. mecc. 201304897/002, presentata dai Consiglieri
Ventura, Carretta, Alunno, Genisio, Muzzarelli, Onofri e Nomis in data 17 ottobre
2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento a deliberazione mecc. 201303941/024
'Bilancio Previsionale 2013'".

della proposta di mozione n. mecc. 201304949/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 21 ottobre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024)
'Bilancio di Previsione 2013'".

della proposta di mozione n. mecc. 201304979/002, presentata dai Consiglieri Curto
e Grimaldi in data 21 ottobre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) Bilancio Previsione
2013 - Torino a zero gradi e nessuno sotto zero: indirizzi per interventi tesi a
garantire nel periodo invernale che tutti abbiano un tetto e nessuno venga lasciato
solo".

e della proposta di mozione n. mecc. 201304991/002, presentata dai Consiglieri
D'Amico, Bertola, Tronzano e Greco Lucchina in data 21 ottobre 2013, avente per
oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201303941/024) Bilancio Previsione
2013 - Mantenimento degli impegni presi per la ricostruzione dello Stadio
Filadelfia".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Io ruberò pochi minuti all'Aula per raccontare l'iter di bilancio che ho affrontato con
la Presidente di Commissione, insieme ai Colleghi, in particolare per le materie che
competono la V Commissione.
Il lavoro è stato fatto in modo, mi pare, molto serio e le attività che abbiamo
scandagliato nel dettaglio sono soprattutto quelle riguardanti il sistema educativo da
una parte e il sistema culturale dall'altra.
Sul sistema culturale, devo dire che la Commissione ha svolto un lavoro importante
sia con l'Assessore, ma anche e soprattutto, e di questo voglio ringraziare qui
pubblicamente l'impegno diretto del Sindaco che in modo non solito, né tanto meno
usuale, si è prestato ad un confronto molto interessante anche dal punto di vista
politico e delle direttive di sviluppo delle attività culturali della Città, con la V
Commissione.
C'è stato un dibattito sul bilancio, sui mezzi di bilancio, sul futuro dell'attività e
abbiamo in qualche modo incassato, tra virgolette, se possiamo dire così,
un'importante apertura da parte della Giunta che sarà, secondo me, la vera
rivoluzione rispetto a quelli che sono i finanziamenti per il mondo della cultura, cioè
passeremo nel 2014 dall'utilizzare il conto capitale per finanziare i nostri Enti, quindi
in particolare le Fondazioni culturali della Città, alla spesa corrente.
Una cosa che come maggioranza, ma io devo dirlo molto laicamente, come Consiglio
Comunale, da sempre, tutte le forze politiche hanno sempre in qualche modo
auspicato, e da questo punto di vista il ringraziamento va sia all'Assessore Passoni
che al Sindaco per aver voluto accogliere questa richiesta, che da qualche anno anche
in Commissione in modo pressante viene nei confronti dell'Assessore e lo stesso
Sindaco ha ritenuto di dover venire in Commissione a riferire su questo tema e a dare
la sua apertura.
Quindi via via ci sarà un percorso, che non sarà un percorso ovviamente immediato,
tantomeno onnicomprensivo, che porterà via via parte di quello che era il conto
capitale, quindi il finanziamento alle Fondazioni e passare in spesa corrente. Questo
per due motivazioni: primo, per una questione di bilancio, quindi regolarità, purezza
del bilancio dal punto di vista anche delle regole; il secondo, quello che abbiamo la
rassicurazione che i mezzi di bilancio non arrivino da operazioni straordinarie che
non sappiamo se e come possano determinarsi, ma abbiamo risorse certe che sulla
spesa corrente possano assolutamente essere sicuramente più spendibili da un certo
punto di vista, più certe e l'obiettivo vero è quello che non vi siano attese, lungaggini
enormi come nel passato, perché quando, purtroppo, i mezzi di bilancio devono
derivare da operazioni straordinarie, bisogna ovviamente incassarli per poterli
spendere. Mentre invece mi pare più importante e significativo questo primo punto.
Il secondo punto è quello che attraverso la discussione, un dibattito acceso, ma anche
molto franco, i Commissari della Commissione, io volevo ringraziare in particolare i
Colleghi della maggioranza che su questo hanno fatto un lavoro importante, il
Consigliere Grimaldi in primo luogo, si è portato a casa una ulteriore somma da
destinare alle risorse di Bilancio, quindi alle riserve di Bilancio per il mondo della
cultura, in particolare per quegli istituti e quelle associazioni e quelle iniziative che,
tra virgolette, vengono, a torto, ritenute minori, ma sono secondo noi, secondo me in
particolare, uno dei tessuti connettivi più importanti della vita culturale della Città.
Parlo dei musei che forse sulla carta non fanno 100.000 paganti al mese: Museo della
Montagna, Museo del Risorgimento, i Musei Universitari, quindi dell'Anatomia, il
Museo Lombroso, da una parte, il Museo della Resistenza, importante punto di
riferimento culturale della nostra Città, in una istituzione che la Città deve, vuole e
difenderà da una parte, poi gli istituti storici: Salvemini, Gramsci, Nocentini, ne
abbiamo una serie che rischiano di non avere i finanziamenti che storicamente sono
stati erogati dalla nostra Città.
A fronte di questo, invece, una importante presa di posizione anche da parte della
Commissione che il Sindaco ha preso come impegno, è quella di finanziare i
cosiddetti festival indipendenti e giovanili, che rischiavano, con dei tagli che
evidentemente ci sono stati, ci saranno, come tutti abbiamo visto, l'Assessore
Passoni ha spiegato dettagliatamente la situazione di Bilancio, le difficoltà di questo
periodo, avranno la possibilità di continuare. Parlo di festival come Sottodiciotto,
parlo di Share Festival, parlo di Traffic, parlo di Pagella Non Solo Rock, ne potrei
citare moltissimi. Sono, tra virgolette, considerati - in modo errato secondo me -
"festival minori", ma sono veramente festival indipendenti e giovanili più importanti
della Città, quelli dove, da un punto di vista culturale, una serie di realtà cittadine che
vivono i nostri centri giovanili, nei centri d'incontro per i giovani, nelle istituzioni
dedicate dal Progetto Giovani alle strutture proprio dall'associazionismo giovanile,
hanno dato vita a questi percorsi.
Cessarli, chiuderli con una serie di altre iniziative, parlo di Murarte da una parte, una
serie di altre iniziative culturali che riguardano il modo del graffitismo, sono
sicuramente uno dei tessuti che tengono insieme il sistema culturale della Città, che è
fatto da molte associazioni, non soltanto dai grandi eventi.
Credo che la cosa fondamentale che noi abbiamo portato, in qualche modo a casa, è
che la Città non pensa più alla cultura come esclusiva rappresentazione dei grandi
eventi, ma si vuole valorizzare tutto ciò che dalla base, dal basso viene fuori e che
viene, in qualche modo, sostenuto dalla Città.
Certo che il sostegno non può essere esclusivo, certo la cultura non può essere
esclusivamente sulle spalle del pubblico, ma è evidente che un sostegno vicino
all'imprenditoria e vicino al fatto che, in qualche modo, questi festival hanno anche
una loro attività di fundraising autonoma e anche di sbigliettamento, tranne i Free
Festival ovviamente, credo che possa portare, in qualche misura, un miglioramento
dell'impianto della vision culturale della nostra Città.
Quindi di questo io voglio ringraziare la Giunta e il Sindaco in particolare, perché si
è speso personalmente come, ovviamente, non accade sempre in Commissione,
perché - come sapete - ci sono sempre gli Assessori che si occupano dei rapporti con
il Consiglio e con le Commissioni. Però, su questa vicenda, proprio per testimoniare
l'importante ruolo che il sistema culturale, che la cultura ha nella nostra Città e
quello che è il futuro di questa Città da un punto di vista turistico e culturale, credo
che la presenza del Sindaco sia stata di grande effetto, non solo mediatico, ma anche
politico, per tutti i Commissari e per la Commissione, che, devo dire, sia per quanto
riguarda i Consiglieri di maggioranza che di opposizione, su questo tema si è trovata
concorde nel recepire positivamente, mi pare di capire, soprattutto le vicende sulle
novità per il 2014 in tema di modifica della locazione delle risorse sui capitoli di
bilancio dal conto capitale alla spesa corrente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vi ricordo che nella trattazione della deliberazione si discutono insieme le mozioni di
accompagnamento.
La parola al Consigliere La Ganga.

LA GANGA Giuseppe
Prendo in parola l'Assessore Passoni che ci invitava tutti a parlare e a vedere le
questioni che abbiamo oggi all'ordine del giorno sotto un punto di vista più politico
generale, non perché non sia importante l'aspetto strettamente amministrativo, ma
perché se non si parla di politica in sede di bilancio, non vedo quando se ne possa
parlare.
Io credo che il bilancio che ci è stato sottoposto si possa definire come un bilancio di
consolidamento. Il consolidamento presuppone che si faccia poi successivamente un
passo in avanti. E il passo in avanti è ancora da costruire. Sono state poste alcune
premesse, ma è tutto da costruire.
Io parto da alcune considerazioni su aspetti positivi, molto positivi del bilancio.
Innanzitutto la salvaguardia sostanziale della spesa sociale, anche se con
modificazioni nell'erogazione dei servizi, tema su cui dovremo continuamente a
lavorare, perché si può salvaguardare il welfare anche attraverso una modifica
dell'erogazione dei servizi, che salvaguardi la qualità e che consenta di risparmiare.
Secondo: il calo dello stock del debito: non se ne parla abbastanza. Noi dobbiamo
proseguire una pratica virtuosa appena incominciata di riduzione dello stock del
debito e l'Assessore ci ha annunciato che l'anno prossimo dovremo scendere sotto i 3
miliardi. Dico 3 miliardi, che non è una piccola cifra, ma andarci sotto è comunque
un segno di direzione positiva.
Terzo dato, di cui anche qui io non ho sentito parlare, la spesa del personale che è
ridotta a circa un terzo delle spese del bilancio, il che significa che noi entriamo nella
dimensione dei Comuni più virtuosi da questo punto di vista, tenendo conto che un
tempo si pensava che fosse virtuoso chi avesse meno del cinquanta percento del
bilancio assorbito dalle spese del personale.
Il quarto punto positivo, fortemente positivo che voglio sottolineare che, non me ne
vogliano Assessori e Consiglieri, ma è merito principalmente dell'Assessore Passoni,
è il graduale ritorno ad una regola aurea che, ahimè, è stata profondamente violata e
che cioè le entrate una tantum, o peggio, i mutui non devono coprire spese ripetitive.
Finalmente si avvia, perché il percorso sarà lungo, si intraprende una strada di questo
genere. Già adesso Cassiani ne parlava per la cultura. Solo una ideologia male
impostata pensa che le spese per la cultura siano investimenti e quindi le finanzi con i
mutui. Le puoi finanziare con i mutui, o con le entrate straordinarie in fasi
straordinarie, ma non la puoi considerare una regola ordinaria di gestione del
bilancio.
Quindi questi sono - e non sono gli unici, ma non voglio farla lunga - gli aspetti
positivi. Però, queste sono solo le premesse, si tratta di avviare una fase di sviluppo
che si ponga l'obiettivo che il Sindaco pone molte volte, che io condivido: l'obiettivo
dell'innovazione e della competitività.
Torino ha tuttora, nonostante le grandi cose fatte, un problema di competitività a
livello di aree metropolitane europee e ha bisogno quindi di una nuova fase di
investimenti e di sviluppo.
Per questo sono necessarie alcune condizioni. Alcune non dipendono da noi. La
maggiore certezza e stabilità normativa. Certo, quello che ha fatto il Governo, i
Governi in questi anni, non ci hanno aiutato. Una interpretazione più elastica e
intelligente del Patto di Stabilità. Avremmo bisogno di un contesto economico che
non rallentasse, come invece sta facendo, la valorizzazione del patrimonio e l'uso
economico e intelligente del territorio.
Però, queste sono condizioni che non dipendono da noi. Altre dipendono da noi,
però, Assessore, e io, su questo, penso che dovremmo, nei prossimi mesi, esercitare
molta attenzione.
Bisogna allargare i nostri orizzonti, secondo me. Intanto dobbiamo pensare ad una
nuova stagione di grandi investimenti infrastrutturali non finanziati né dagli Enti
sovraordinati, né dal Comune, ma finanziati in concessione, rilanciando questa
politica delle concessioni di grandi opere pubbliche che è fondamentale, se vogliamo
proseguire nelle infrastrutturazioni della nostra area.
Secondo: dobbiamo abituarci a ragionare in una dimensione metropolitana. Che si
faccia o non si faccia subito la Città metropolitana, la logica di comportamento deve
già essere quella, per ottimizzare le risorse e le scelte. Oggi sentivo che le tariffe
della TARES a Moncalieri sono dieci volte più basse di Torino, e magari, chissà, di
Rivoli. Io non me ne vanto direi, devo dire, perché lo trovo uno dei segni di
inefficienza dell'area metropolitana torinese, uno dei tanti. L'assenza di un
coordinamento di politiche che consentirebbe probabilmente, se gestito bene, anche
di abbassare la pressione fiscale, anziché distribuirla in modo casuale sul territorio.
Una terza questione è quella di avere - lo dico da sinistra - un atteggiamento un po'
rivoluzionario rispetto alla pressione fiscale. Io credo che stia diventando di sinistra
ridurre le tasse. Il problema è che naturalmente bisogna creare le condizioni per farlo,
non può essere un elemento di politica demagogica, deve essere un'azione durevole,
continuativa, paziente, per recuperare l'evasione, far funzionare meglio la macchina
e quindi ottenere anche questo risultato, perché ormai la pressione fiscale, anche per i
redditi medi, non solo per i redditi bassi, è diventata insostenibile, con la differenza
che per i redditi bassi vi sono una serie di sgravi e di agevolazioni, mentre per i
redditi medi questo tipo di meccanismo non funziona, quindi il peso dell'incremento
fiscale grava tutto su queste categorie, su questi ceti.
Infine, un'ultima considerazione di tipo più politico. Per realizzare una sorta di fase
2, di rilancio dopo il risanamento, o comunque il consolidamento della nostra Città,
secondo me, occorrerebbe un quadro di collaborazione e di coesione fra le forze
politiche diverso da quello che ho visto in questi pochi mesi in cui sono stato qua. Vi
confesso che l'uso dell'ostruzionismo ha senso se non è abituale. Se è abituale, perde
qualsiasi significato e qualsiasi utilità, anche di segnalazione all'opinione pubblica di
questioni di fondo, e lo dico con il massimo rispetto per chi lo pratica, e ci sarebbe
bisogno, da parte della maggioranza e da parte dell'opposizione, se l'obiettivo è
rilanciare una fase di sviluppo della Città, nella distinzione dei ruoli e delle posizioni
e dell'eventuale anche distinzione di voti, comunque dare il senso che ci sia una
coesione politica di fondo, per cui la nostra Città guardi ad una prospettiva di
sviluppo con più ottimismo di quanto non sia diffuso oggi nell'opinione pubblica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
La discussione del bilancio è da sempre il momento più alto, dovrebbe essere il
momento più alto della discussione in Consiglio Comunale, perché è lo strumento
principale che abbiamo anche per orientare le politiche della Città.
Dico dovrebbe, perché quest'anno, che arriviamo a fare la discussione sul bilancio
preventivo a ottobre inoltrato, ci ritroviamo tutti, Giunta e Consiglieri, in una
situazione dove quello che dovrebbe essere l'elemento qualificante
dell'Amministrazione è stato invece completamente depotenziato, perché lavorare in
dodicesimi per dieci mesi, significa non poter sviluppare nessuna priorità politica
democraticamente scelta.
Per certi versi, mi sento di dire che quest'anno sia stato persino più pesante che
l'anno precedente, in cui avevamo il problema dello sforamento del Patto di Stabilità.
Perché dico questo? Dico questo, perché io vorrei che la discussione del prossimo
bilancio - e chiederei che l'Assessore Passoni mi ascolti, quindi chiederei al
Consigliere Coppola di farlo ascoltare - anche perché oggi pomeriggio abbiamo visto
in Aula anche altri Assessori, ma ho visto l'Assessore Passoni anche solo tutta la
mattinata ad affrontare questa sessione.
Dicevo, io davvero vorrei che l'anno prossimo la discussione non si sviluppi come
quest'anno in dodicesimi. Non vorrei arrivare a giugno, a luglio, agosto, magari a
settembre, in una situazione dove tutte le decisioni siano condizionate
dall'impossibilità di programmare.
Questo ha creato non pochi problemi; ci ha costretto, in alcune circostanze, ad
approvare bilanci di Enti collegati in extremis, ci impedisce di fare dei ragionamenti
e cito un esempio per tutti: io chiedo che l'anno prossimo i soggiorni per i disabili
non vengano bloccati nella possibilità di essere estesi, dal fatto che potendo ragionare
soltanto in dodicesimi, ci troveremo ad aprile, a maggio, quando la programmazione
dovrà essere già strutturata, in una situazione dove non sarà possibile discutere per
aumentare questa possibilità.
Allo stesso modo, io annuncio che firmo i tre emendamenti e la mozione presentata
dai Colleghi di SEL, che riguardano il ripristino della mediazione culturale,
un'integrazione sull'emergenza freddo e l'aumento delle risorse per ciò che riguarda
la prevenzione nei confronti della tratta e del femminicidio.
Faccio questo, perché ritengo che su questi temi ci sia ancora la possibilità, per
quanto sui due mesi e mezzo che rimangono, di fare delle azioni che vadano a
toccare delle situazioni sensibili, dei nervi sensibili che sono attualmente scoperti e
sui quali possiamo intervenire.
Vorrei quindi poter fare, come è stato fatto anche in Commissione, un ragionamento
più ampio e articolato, ma ritengo che queste priorità, queste piccole priorità rispetto
ad una serie di questioni che potremmo invece affrontare, se sapessimo quanti soldi
davvero abbiamo, come possiamo utilizzare la leva fiscale e in questo senso io credo
che non abbiamo ancora tutti gli elementi per capire che cosa succeda con la
manovra del Governo, però non possiamo neanche pensare che sulle spalle dei
Comuni rimanga non solo la facoltà, ma l'obbligo di tassare moltissimo i cittadini nel
prossimo anno per poter mantenere i servizi.
Quindi io su questo, in sede di replica, chiederei all'Assessore di darci eventualmente
qualche risposta, non tanto su come si articola la manovra, ma su quali possono
essere le indicazioni già politiche in capo alla Giunta per evitare che le persone che
affittano, i cittadini di Torino, eccetera, a fronte di un'ipotesi di superamento
dell'IMU, possano pensare che invece l'anno prossimo sarà più pesante degli anni
passati e che la pressione fiscale continui ad aumentare.
Sotto questo punto di vista, per evitare di fare la parte di chi al Governo ci dice che la
pressione diminuisce e poi far fare le azioni, tra virgolette, cattive ai Comuni, io
vorrei essere rassicurata che il Comune di Torino avrà, sotto questo punto di vista, un
approccio garantista.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ringrazio l'Assessore Passoni per l'illustrazione della relazione con la consueta
competenza. Esordisco riportando quella che è stata una sua riflessione, cioè la
discussione di un Bilancio Preventivo che viene fatta ad ottobre, che ha
evidentemente il carattere di un Bilancio preconsuntivo. Questo ovviamente non
addebitabile minimamente a quella che è la decisione dell'Amministrazione
Comunale.
Cosa dire? Evidentemente è un Bilancio che rispetta i principi del pareggio
finanziario e cercando di entrare nel merito, anche schematicamente, in via generale,
per poi lasciare la parola al mio Capogruppo, Andrea Tronzano, che entrerà nel
merito di alcune delle valutazioni caratterizzanti la posizione del Popolo della
Libertà, in maniera schematica faccio alcune riflessioni.
Parto dall'IMU, dall'abolizione dalla tassa sulla prima casa. Il problema è
ovviamente quello di sopperire al mancato gettito con nuovi proventi. Allora,
probabilmente, chi ha ascoltato ieri sera i telegiornali, o comunque le notizie
giornalistiche e, evidentemente, da quelle che sono le fonti del Governo, l'auspicio,
perché in termini di auspicio parliamo, veramente, Assessore Passoni, rispetto
all'approvazione della Legge di Stabilità con la prima discussione che in Senato, mi
pare giovedì, avverrà.
Questo lo dico per un motivo molto semplice, perché è da due anni che parliamo dei
mancati trasferimenti da parte dello Stato centrale e pare che le dichiarazioni siano
che lo Stato si farà carico di quello che non può essere il gettito di ICI, o comunque
di IMU in questo caso, e di TARSU, per sopperire a quello che sarà il gettito della
TARES.
Addizionale Comunale IRPEF. Pare che abbiamo ancora una Commissione, se non
vado errato, domani mattina alle 9.15, e si comunica, sostanzialmente, l'aumento
della soglia di esenzione. Ma mi permetta, tutto qui, nel senso che è sicuramente
un'aliquota applicata ai massimi e l'auspicio è quello che possa essere ridotta in
futuro.
Non entrerei troppo nel merito della TARES, perché c'è appena stata la discussione
sul gettito determinato sulla base delle tariffe in corso di deliberazione. Certo è che
ho visto la previsione sul gettito e mi chiedo se questa non sia una previsione, tra
virgolette, ottimistica, alla luce evidentemente di una crisi economica e sociale che
permane nella nostra Città.
Bene invece gli indirizzi sul recupero dell'evasione tributi locali e anche l'impegno
dell'Amministrazione a prestare particolare attenzione all'analisi e alla gestione dei
soliti residui attivi e residui passivi; continuando quindi con l'intensificazione
dell'attività del riaccertamento degli stessi.
Sanzioni amministrative da Codice della Strada. Ne abbiamo discusso anche con
l'Assessore Tedesco in Commissione. I suoi proventi, abbiamo capito,
evidentemente sono impiegati sul rispetto degli articoli famosi del Codice della
Strada, della sicurezza stradale.
Detto questo, è chiaro a tutti che la manutenzione necessiti di quello che è un
ulteriore impiego di risorse che lei, Assessore Passoni, ha stanziato, e la sensazione
sia un po' quella che non sia tanto un elemento caratterizzante le scelte da parte
dell'Amministrazione, ma più un rincorrere quelli che sono stati gli accadimenti,
anche tragici con la dipartita di una persona, causa una buca, e con i successivi
provvedimenti presi anche, in questo caso, dal procuratore Guariniello, per il
monitoraggio della situazione stessa.
Ha parlato lei, Assessore Passoni, delle trasformazioni urbanistiche. Non è
demagogia evidentemente. Trasformazioni urbanistiche che sono un elemento
caratterizzante e di rilancio per la nostra Città. Ma io l'ho sempre incalzata in questi
due anni sull'abbattimento della spesa corrente, perché ritengo che sia questo l'unico
vero modo che noi abbiamo di contribuire ad abbattere fortemente il bilancio.
Detto questo, proprio da quest'anno sappiamo, cioè dal 2013, che i contributi per il
permesso di costruire non possano essere utilizzati per finanziare, appunto, la spesa
corrente.
Riconosco, come ho fatto peraltro già l'anno scorso, la positiva fase di riduzione
dell'indebitamento dell'Ente. Ma ci sono delle preoccupazioni che le manifestiamo.
Ovviamente, il continuo ricorso alle anticipazioni di Tesoreria e lo stato di liquidità
delle casse Comunali. Questo, infatti, a mio modo di vedere, è il più importante di
quelli che sono gli indicatori di criticità nell'ambito della gestione finanziaria e
quindi della connessa carenza di liquidità stessa disponibile, facendo riferimento non
solo all'anno in corso, quindi al 2013, ma anche agli esercizi futuri.
Ho parlato prima della necessità di proseguire con il taglio della spesa, contribuendo
evidentemente al risanamento del Bilancio, ma credo che una cosa che non sia stata
fatta, nel senso che è stata fatta, perché una deliberazione in Aula è passata, ma non
se n'è accorto nessuno per l'entità del risparmio, sia la mancata applicazione della
spending review.
Se non ricordo male, la deliberazione che passò, parlava di un risparmio di circa
216.000,00 Euro, ma richiamando quella famosa nota dell'ANCI sul taglio
orizzontale, il dieci percento e facendo salvi tutti quelli... lo dico in maniera
assolutamente semplicistica, in maniera che lo possiamo capire tutti, al fatto che
questi Enti che erogavano servizi, non potessero, in qualche modo, essere toccati.
Noi abbiamo una miriade di queste situazioni. Le chiediamo di fare una ricognizione
e di cercare di capire quelli che sono utili e quelli che, a nostro modo di vedere, non
dico possiamo considerare essere inutili, ma quantomeno di andare avanti su quella
che deve essere un'applicazione reale della spending review.
Massima attenzione poi su quella che può essere, o può di diventare, un
disallineamento tra i flussi di cassa in entrata e in uscita. Questo ce lo segnalano
anche i revisori dei conti. E mi riferisco, ovviamente, al rispetto di quelli che sono gli
stringenti termini di pagamento dal ricevimento della fattura nei confronti dei
fornitori. A proposito di questo, la riflessione che ho fatto è: se i ritardi nelle
approvazioni dei bilanci di questi anni hanno, in qualche modo, permesso che alcuni
servizi, di valore anche di milioni di Euro, siano stati in qualche modo prorogati con
specifiche determine cosiddette in economia. E la riflessione è: ma la Città, in questa
fase, non ha mancato in quella che è la revisione dei costi delle prestazioni? Questa è
una domanda che le rivolgo, perché probabilmente ridefinendo il tutto, si poteva
andare a maggiore risparmio.
Infine, desidero concludere prendendo atto che - o sono stato disattento o non ho
sentito - l'Assessore Passoni non ha fatto il minimo accenno a quella che la
situazione delle partecipate e a quello che è stato un elemento di discussione
pressante in quest'Aula, e mi riferisco evidentemente a quella che è la dismissione di
GTT. C'era stata una riflessione fatta in Commissione, mi ricordo anche da parte del
Consigliere Appendino, in merito evidentemente a quello che doveva essere
affrontato, cioè la discussione sul bilancio di FCT, però pare ci sia il silenzio
assoluto. Allora non vendiamo? Cosa facciamo? Ce lo dica lei.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ventura.

VENTURA Giovanni
Ringrazio l'Assessore Passoni per l'illustrazione del Bilancio previsionale; lo
ringrazio anche per le scelte che l'Amministrazione ha fatto in un momento di
difficoltà, in un momento come questo. Pur conoscendo ed essendo anche conscio
delle attuali difficoltà di bilancio, noi chiediamo anche un'attenzione particolare
all'Assessore Passoni nel non dimenticare un progetto che la Città da oltre trent'anni
porta avanti e che, chiaramente, è stato il fiore all'occhiello di questa Città, unico in
Italia e forse anche unico in Europa.
È un progetto che ci permette di fare uno screening a 7.000 bambini della prima
scuola media, tralasciando qualsiasi parte sociale e qualsiasi discriminazione da parte
dei bambini, perché tutti i bambini possono partecipare gratuitamente a questo
screening, ci permette di avere ogni anno un progetto importante.
Quindi noi con questa mozione vogliamo semplicemente chiedere all'Assessore
Passoni, nello stilare poi un Bilancio consuntivo, di evitare lo spostamento di fondi
che oggi sono attualmente sul Bilancio previsionale su questa iniziativa, vorremmo
che rimanessero lì e che si continuasse con questo progetto.
Chiaramente, siamo disponibili in futuro anche a rivederlo, perché è giusto anche
valutare e rivedere i progetti nella sua complessità, però siccome sino ad oggi non
abbiamo visto alcune alternative rispetto a questo progetto, che condividiamo e che
cerchiamo di tenere in piedi, vorremmo che continuasse anche per l'anno scolastico
2013-2014 come per gli anni passati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che sono in discussione anche le mozioni di accompagnamento.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ci troviamo davanti ad un bilancio particolare. Ringrazio l'Assessore Passoni per
l'illustrazione e, devo dire, anche per lo sforzo crescente di mettere, per quanto
possibile, il Consiglio Comunale nelle condizioni di capire che cosa succede da un
punto di vista economico e finanziario all'Ente.
Lo dico con una certa enfasi, pur essendo stato, negli anni passati, spesso uno dei neo
Consiglieri che chiedevano maggiormente gli strumenti per poter interpretare e
lavorare sul bilancio, con la consapevolezza che questo sia un Bilancio particolare, lo
diceva l'Assessore in apertura del suo intervento. Noi ci troviamo a discutere un
Bilancio Preventivo praticamente fra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, non
sedimentato negli ultimi mesi da una chiarezza di normative, ma invece da un
continuo controverso settimanale cambiamento delle normative di riferimento e non
per cifre trascurabili, bensì per importi, soprattutto al gettito fiscale, che incidono per
centinaia di milioni di Euro e per una percentuale cospicua del nostro Bilancio.
Quindi ci troviamo in un paradosso democratico che non possiamo che segnalare,
cioè quello dello svuotamento completo del ruolo dei Consigli Comunali e di questo
Consiglio Comunale, di quella che è stata la prima capitale d'Italia, ci troviamo in
una Sala particolarmente significativa, con un ruolo che praticamente rischia di
essere un ruolo notarile, cioè di presa d'atto di decisioni prese altrove.
Questa cosa io credo che vada denunciata con forza, vada sottolineata e nel margine
del possibile, basti vedere l'assenza di dibattito intorno al Bilancio, la presenza di
pochi emendamenti; a emendamenti di merito mi riferisco, poi legittimo è
l'atteggiamento, anche se condivido le cose che diceva il Consigliere La Ganga
prima, cioè legittimo è l'ostruzionismo da parte delle minoranze, diventa
incomprensibile, anche per chi volesse capire cosa sia prioritario rispetto a
qualcos'altro, laddove l'ostruzionismo diventi non una eccezione, ma una prassi e
soprattutto venga fatto su tutto, anche su quelle che sono le cosiddette deliberazione
di sostegno, cioè le deliberazioni tecniche che servano di sostegno ai provvedimenti.
Però, quello che manca è la discussione politica, la discussione di merito. Nella sua
limitatezza, noi l'anno scorso piangevamo per l'introduzione dell'IMU, ma nella sua
limitatezza l'IMU, lo scorso anno, con il suo colpire, il suo scassare il meccanismo
spesso delle case in affitto, soprattutto per i più fragili, ci aveva dato un'occasione di
discussione politica. Io ricordo la valutazione che facemmo intorno, per esempio, al
fondo sulle persone più fragili. Ricordo la scelta, che fu una scelta, quella sì, politica
di questo Consiglio, di equiparare le - seppure alte - aliquote della prima casa e della
seconda casa affittata con lo strumento dei contratti concordati, quindi il tentativo,
per quanto fosse possibile, dal Consiglio Comunale, attraverso il Bilancio, di fare
politica abitativa in una Città profondamente colpita dalla crisi come è Torino.
Ad un anno di distanza, invece, noi ci troviamo con una situazione ancora più
complicata. Tanto per cominciare, pensavamo di aver toccato un basso punto con
l'IMU e anche quel basso punto è stato messo in discussione, perché siamo passati da
un'imposta non progressiva, ma almeno di carattere patrimoniale, a imposte non
progressive e neanche di carattere patrimoniale, anzi, al contrario, ci troviamo allo
svuotamento con la TARES, io questo lo voglio dire con chiarezza, allo svuotamento
del senso stesso di quello che era stato quello strumento, perché la TARES è il
concetto dell'impronta ambientale: in base a quanto sporchi, paghi, in base a quanto
inquini, paghi, era un concetto che partiva all'inizio di un'epoca di riscrittura verde
degli strumenti amministrativi italiani con la Legge Ronchi e non alla coda in cui ci
troviamo oggi, dove ci troviamo nel paradosso di trovarci all'interno di una crisi
economica di enorme gravità, con una Città socialmente ed economicamente
depressa. E allora, trovarci a dover applicare in perfetto stile del federalismo
esattoriale che è stato inaugurato, o meglio, confermato dal Governo delle larghe
intese e quindi ci troviamo sostanzialmente a colpire in particolare le famiglie più
numerose in un momento difficile. Cosa che, devo dire e devo riconoscere, la nostra
Amministrazione, la Giunta e l'Assessore Passoni, hanno provato ad applicare il
metro dell'equità ad un provvedimento particolarmente iniquo. Ma di questo
abbiamo particolarmente discusso a latere.
Per quanto riguarda, invece, il nostro Bilancio, molto è stato già detto dai Colleghi. È
un Bilancio che fa delle scelte in termini di riduzione dell'indebitamento, che prova a
continuare a confermare una tendenziale riduzione delle spese al personale.
Su questo, mi piacerebbe, però, aprire un momento di approfondimento, perché su
questa cosa io penso che da qui in poi si apra una discussione.
Nessuno dei Colleghi l'ha fatto notare, ma noi non possiamo non considerare che per
una delle prime volte ci troviamo con un accordo sindacale che poggia sul Bilancio,
o meglio, il Bilancio poggia su quell'accordo sindacale, che non è stato sottoscritto
da tutte le organizzazioni sindacali.
Questo non è un dato negativo di per sé, ma certamente è un fatto significativo che
va preso a riferimento, per capire che negli uomini e nelle donne che vivono
all'interno di questo Ente Locale, esiste una preoccupazione forte, molto forte, di
come l'Ente, in questo momento, prosegue la sua attività.
Abbiamo ridotto le spese di personale a scapito dei cosiddetti straordinari. È vero, è
sicuramente una scelta di efficienza che noi vediamo riportata in Bilancio, ma
dobbiamo anche avere coscienza che si tratta di una contrazione secca del reddito
delle persone che lavorano con noi e per noi, e questa cosa non possiamo non
considerarla.
Abbiamo ridotto ulteriormente i fondi a disposizione delle cosiddette progressioni
orizzontali, quindi depotenziando gli strumenti che ci sono di premialità, rispetto
all'efficientizzazione della macchina Comunale e rispetto alla produttività della
macchina Comunale stessa. E soprattutto - e questa è la cosa che mi interessa
maggiormente - dopo un anno, che è stato l'anno di uscita dal Patto di Stabilità, che
aveva dei vincoli molto forti nei termini delle assunzioni e della possibilità di
consolidare la macchina Comunale, noi riprendiamo, sì, una politica di assunzione e
di ringiovanimento della struttura amministrativa dell'Ente, ma è chiaro ed è palese
come questa politica non sia sufficiente né a soddisfare quelle che io considero le
legittime aspirazioni di tutti quei ragazzi e quelle ragazze vincitrici di concorso, che
speravano che finalmente le loro graduatorie venissero esaurite, né dall'altra parte a
garantire che i servizi e le modalità di erogazione possano continuare negli anni con
la stessa dinamica.
Questa cosa, Presidente, Colleghi, credo che debba essere oggetto di una discussione
a parte. Non è questo il momento sicuramente, ma certamente dobbiamo farci il nodo
al fazzoletto, come si diceva una volta, dobbiamo avere coscienza, precisa coscienza
che nei prossimi tre anni avremo da valutare come alcuni servizi a domanda
individuale e collettiva possano essere mantenuti in piedi.
Penso sempre, perché ne abbiamo discusso diverse volte in Commissione con
l'Assessore che ci ha garantito che affronteremo il discorso subito, finita
l'approvazione del Bilancio Preventivo, penso in particolare ai Servizi Educativi
della Città, dove il piano di uscita del personale per i prossimi tre anni per l'età
anagrafica raggiunta, per la media dell'età anagrafica raggiunta dal personale in quel
settore, prevede una uscita cospicua di un numero significativo di operatori,
soprattutto di educatori dei nidi e delle materne Comunali e che quindi prevede, e
prevedrà, una discussione franca, chiara su quali siano le prospettive nella gestione di
quei servizi e su come, nell'ambito delle difficili e delle limitate possibilità offerte
dalla normativa vigente, si possa continuare a far avanzare, in una Città che
sicuramente è di esempio da questo punto di vista e non mettere in discussione per
sempre quelli che sono dei servizi particolarmente importanti.
Altre Città su questi temi hanno fatto scelte significative, coraggiose, penso alle Città
di Milano e di Napoli, che hanno deciso, per esempio, di cominciare subito con la
stabilizzazione dei precari e di assumersi il rischio, in particolare la Città di Napoli,
di andare al di là, di far prevalere l'interesse generale del mantenimento dei servizi
pubblici fondamentali, rispetto alle ristrettezze imposte dal Patto di Stabilità.
Credo che questa sia una discussione che faremo rapidamente, subito dopo questo
Bilancio e che riguarderà sicuramente il concorso di cui tanto si parla, che è proprio
il concorso con cui nei prossimi anni affronteremo questa sfida.
Concorso che farà però - e con questo termino il punto sul personale - da contraltare
all'altro concorso, il tanto discusso concorso, quello di cui non parliamo neanche qui,
ma le cui cifre, i cui numeri stanno nello stesso Bilancio che ci apprestiamo ad
approvare ed è il concorso per i dirigenti della Città di Torino. Un concorso già
annullato una volta; un concorso su cui c'è un provvedimento presso il Tribunale di
Torino; un concorso su cui questo Consiglio Comunale ha deciso di costituire contro
l'ex Direttore Generale di questa Amministrazione la Città di Torino stessa. Ed è
quindi chiaro che sarà un tema particolarmente delicato, Assessore, ma ce lo siamo
già detti, lo voglio solo ricordare e fare un altro nodo sempre al fazzoletto. È chiaro
che è particolarmente delicato nel rapporto con le nostre maestranze e noi in questo
vogliamo, dobbiamo essere differenti, quali saranno le scelte che faremo su quel
concorso, come, se, quanti e quali nuovi dirigenti sceglieremo, da che bacino, in che
rapporto fra chi in questi anni ha lavorato per questa Amministrazione e, invece, chi
guarda anche a questa Amministrazione per provare a mettere in pratica le proprie
professionalità.
Quello che mi preme segnalare e che considero il punto che riguarda il personale, le
relazioni con le forze sindacali, le scelte del datore di lavoro, Comune di Torino, non
è esaurito con l'approvazione di questo bilancio. Si direbbe in altri termini sub
iudice. Metterei lì un asterisco.
Posso dire di essere soddisfatto, per ora, nel rispetto dell'impegno, seppur minimo,
assunto dall'Amministrazione con l'accordo sindacale e che quindi mi sembra che
questo sforzo vada segnalato come uno sforzo positivo e significativo.
Torniamo però a quello che io considero il fatto centrale, cioè rivendicare, da parte
del Consiglio Comunale di Torino, la possibilità di svolgere in un momento come
questo un'azione politica, sia pur limitata, con il Bilancio Preventivo, approvato a
novembre 2013 a fronte dell'anno che finisce il 31 dicembre.
Io credo che potremo prevedere poco, è ovvio, abbiamo passato un anno spendendo
per dodicesimi, inventandoci sempre soluzioni nuove, con gli Uffici che hanno
sostenuto da questo punto di vista la Giunta e permesso a questa Città, con fatica, di
continuare. Ma noi non possiamo rinunciare al nostro ruolo di Ente locale, quello che
qualcuno, l'ex Sindaco Novelli, definiva il pianoterra dell'impalcatura democratica.
Allora, se non vogliamo rinunciare a questo, dobbiamo avere piena coscienza di dove
ci troviamo, di qual è la situazione della nostra Città, del fatto di essere in questo
momento in Italia uno dei principali epicentri della crisi.
Per questa ragione, Presidente, Colleghi, il Gruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà ha
provato a fare, per quanto possibile, una piccola azione di proposta emendativa del
Bilancio della Città di Torino e lo abbiamo fatto in due direzioni. Prima di tutto ci
siamo detti: è chiaro che la situazione nel nostro Paese svilisce sempre di più il
nostro ruolo di rappresentanza; noi veniamo consegnati spesso al ruolo di spalle su
cui i cittadini piangono, senza riuscire a dare delle risposte concrete, o meglio, senza
essere messi nelle condizioni di poter dare risposte concrete, però per uscire da
questa situazione, abbiamo pensato fosse necessario, oltre che discutere di impegni
economici, di capitoli, di andamenti tendenziali, abbiamo detto: "Proviamo a fare,
con questo bilancio, anche una scelta civile. Facciamo un bilancio civile della Città",
ben sapendo che ci sarebbero tanti campi di interventi su cui adoperarsi, su cui
spendersi, ma ci sembra importante partire dagli ultimi, dai più fragili, da quelli in
questo momento più esposti al vento della crisi, prendendo atto che la nostra è una
Città che vive una difficoltà oggettiva, che si scarica soprattutto sui più deboli e
scoprendo che si può essere tutti più deboli, ma che soprattutto può capitare che chi
non se lo aspettava, finisce per divenirlo.
Noi abbiamo delle percentuali di crisi in alcuni settori produttivi spaventosi,
pensiamo alla metalmeccanica, pensiamo sicuramente all'edilizia, e questi settori
produttivi sono settori che hanno corpi sociali che oggi si ritrovano gli uni in una
situazione di Cassa Integrazione molto forte, gli altri spesso in una situazione di
disoccupazione molto forte.
Le storie di queste persone ci raccontano un precipitare nel buco nero della crisi
verticale, nel giro di pochi mesi con la perdita del posto di lavoro e poi
dell'abitazione e poi della rete sociale, quindi della propria collocazione sociale.
Davanti a questo, l'Ente Locale, soprattutto laddove svuotato dei propri strumenti di
indirizzo come è stato nel nostro caso, nel caso dei Comuni italiani, deve, a nostro
parere, tenere ferma, provare a tenere su alcuni impegni.
Allora, noi ne vorremmo proporre al Consiglio Comunale uno; vorremmo proporre
nel Bilancio civile di questa Città un impegno che questa Città, che questo Consiglio
Comunale si prendono con la cittadinanza e soprattutto con quegli ultimi e quegli
invisibili che in questo momento fanno anche fatica a palesarsi.
Allora abbiamo deciso di scrivere questa mozione di accompagnamento, che
abbiamo intitolato "Torino a zero gradi e nessuno sottozero", che è una mozione di
accompagnamento che si dà un obiettivo preciso: noi vorremmo impegnare, con la
collaborazione di tutti, chiaramente in particolare della Giunta e degli Uffici, la Città
di Torino a che questo inverno, dai prossimi giorni, a partire dai primi di novembre,
fino all'inizio della primavera, quindi fino a quando si superi la fase più acuta della
situazione di chi vive in strada, o di chi è costretto oggi a vivere in strada o in
macchina, la nostra Città garantisca, responsabilizzando tutta la rete del territorio, un
posto, un'accoglienza a tutti.
Per fare questa cosa, abbiamo deciso di presentare un emendamento al Bilancio della
Città di Torino, un emendamento di un valore simbolico, un caffè abbiamo detto a
famiglia, 470.000,00 Euro, una cifra non particolarmente significativa, se si pensa
che corrisponde allo 0,035% della Città di Torino e corrisponde più o meno al doppio
di quello che da sempre la Città ha stanziato nei mesi invernali, perché noi abbiamo
sempre avuto dei servizi, ma è chiarissimo, vi prego Colleghi, leggete le premesse di
questa mozione, perché è chiarissimo come, nonostante gli sforzi della Città, noi ci
troviamo in ritardo rispetto all'incedere della crisi.
Io non so, Presidente, non ho capito se avremo la possibilità poi di presentare invece
gli atti di accompagnamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È congiunta
la discussione? Non avevo capito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È congiunta, Consigliere.

CURTO Michele
Grazie Presidente. Allora le chiedo qualche secondo supplementare, perché non
avevo capito questa cosa.
Noi, Presidente, abbiamo provato, in questo, a segnalare un incedere della crisi. Le
do solo un dato fra quelli che abbiamo evidenziato. Nel 2012, delle oltre 1.000
persone che si sono rivolte, circa 1.300 che si sono rivolte ai nostri dormitori, la metà
sono persone che lo hanno fatto per la prima volta. Questo a dimostrazione che esiste
un volto nuovo, che si può dare un volto a delle storie, a quelle che vengono spesso
chiamate le nuove povertà e che quei volti e quelle storie hanno bisogno in questo
momento di interventi ed aiuto.
Questo a dimostrazione, Presidente, Colleghi, che nonostante gli sforzi, per esempio
lo scorso anno è stata aperta un'altra struttura salvavita, quella di Porta Nuova, ma
nonostante quella struttura salvavita, i numeri delle liste d'attesa anche l'anno scorso,
anche l'inverno scorso sono aumentati. Questo a dimostrazione che dietro quella
categoria che noi abbiamo sempre definito "gli inaccoglibili" e su cui abbiamo
bisogno oggi di riragionare, ci sono donne e uomini non che vengono soltanto - cosa
naturale - attratte a Torino alla ricerca di un sostegno, ma soprattutto donne e uomini
espulsi dai cicli produttivi di questa Città, da quella metalmeccanica pesante e da
quella edilizia tanto in crisi.
Per questo, noi abbiamo proposto un intervento significativo, ci sono alcune
impegnative che abbiamo provato a discutere con chi governa questi settori;
aspetteremo poi il commento del Vicesindaco Tisi, ma soprattutto abbiamo provato a
mettere in campo delle scelte anche strategiche che ci permettano di non inquadrare
questo intervento in termini emergenziali, in due direzioni, Presidente. E le chiedo
ancora qualche secondo.
La prima: il tentativo di coinvolgere tutti i soggetti che in questo momento forse non
hanno capito fino in fondo, perché hanno un livello di prossimità diversa dal nostro,
quale sia la gravità della situazione. Il primo è sicuramente la Regione Piemonte che
ad oggi non ha individuato nessuno strumento salvavita, né a Torino, né su altri
Comuni, lasciando da solo il Comune di Torino e rischiando di isolare il Comune di
Torino e di determinare un effetto calamita nei confronti dello stesso.
Il secondo è sicuramente il Ministero della Difesa. Noi abbiamo segnalato più volte,
insieme ad altri, che su questa Città in un momento in cui è molto difficile muovere
la leva urbanistica, ci sono delle disponibilità immediate, pronte, pronto uso di
strutture. Io faccio sempre l'esempio dell'ospedale Liberi, più di 1.300 appartamenti,
o meglio, miniappartamenti, pezzature fra trenta e quaranta metri quadrati, bagni, a
volte cucinotti, ristrutturati con i fondi delle Olimpiadi di Torino 2006 e messi a
disposizione dei militari fuori sede che, voglio ricordarlo, vengono già indennizzati
per questo e che in cambio di un'ospitalità in quella struttura, pagano 50,00 Euro,
utenze comprese. Poi esiste una foresteria di 200 posti che viene dedicata alle
famiglie dei militari.
Nulla, o meglio, io avrei tanto da dire, ma poco mi interessa; mi interesserebbe
invece che ci fosse una presa di coscienza sulla necessità oggi di quelle strutture,
sull'inutilità di alcuni privilegi e invece sulla situazione profonda che sta colpendo
questa Città.
Mi dispiace molto che il Sindaco non sia presente in questo momento in Aula,
perché, essendo il Bilancio, almeno sui generis, il momento più importante per il
Consiglio Comunale per segnalare delle priorità, vorrei segnalare che questa mozione
e l'emendamento al Bilancio che abbiamo presentato avranno senso fino ad un certo
punto, se non ci sarà una forte e coraggiosa azione politica, oltre che amministrativa
(di cui siamo certi, Vicesindaco Tisi, perché abbiamo sempre apprezzato il lavoro
che viene svolto quotidianamente), per richiamare tutti alle proprie responsabilità.
Presidente, io mi fermo qui, invitando i Colleghi a leggere, per favore, la mozione di
accompagnamento e gli emendamenti al Bilancio, felice della decisione, in
particolare, del Consigliere Centillo di firmare la mozione di accompagnamento e
spendendo ancora pochi secondi per gli altri due emendamenti. Ne abbiamo
presentato uno (si tratta di poche migliaia di Euro, circa 50.000,00 Euro), per
risolvere il problema dell'interruzione del servizio di interpretariato nelle anagrafi di
Torino. Abbiamo considerato sbagliata la scelta dell'Assessorato, davanti alla
necessità imposta dall'Assessorato al Bilancio per far quadrare i conti, di decidere di
tagliare proprio su un servizio che aveva, molti anni fa, segnato un punto di
avanzamento decisivo della nostra città rispetto alle altre città italiane e che oggi (è
stato paradossale che questo sia avvenuto proprio nel giorno della visita del ministro
Kyenge) segna, purtroppo, un punto decisivo di regresso della nostra
Amministrazione.
Avrei auspicato, oltre che la presenza dell'Assessore Gallo, anche la scelta, fatta da
lui prima che da noi, di segnalare che questa decisione è inaccettabile e speravo, per
certi versi, in una svista. Così non è stato, almeno fino ad oggi e quindi il Gruppo di
Sinistra Ecologia e Libertà ha deciso di proporre un emendamento a reintegro dei
fondi, finalizzato soprattutto al reintegro del servizio.
Un ultimo emendamento, Presidente, invece l'abbiamo dedicato al dibattito che c'è
stato nel corso delle Commissioni congiunte Pari Opportunità e IV (che ringrazio),
sul tema della tratta degli esseri umani, della prostituzione e della prevenzione della
violenza di genere.
È stata segnalata dalle Associazioni, con forza, la mancanza di fondi per il
cofinanziamento che rischia di far venire meno gli interventi che sono stati
mantenuti, nonostante la mancanza dei fondi stessi.
Abbiamo quindi deciso, con un emendamento congiunto fra l'Assessorato
all'Assistenza e l'Assessorato alle Pari Opportunità, di destinare una quota, seppure
risicata, di fondi, parliamo di 70.000,00 Euro, a questo provvedimento, perché sia
chiaro - se qualcuno avesse mai avuto dubbi, ma non credo - che la Città di Torino su
questi temi è assolutamente all'avanguardia, sostiene chi la governa (in particolare le
nostre due Assessore) e chiede, a seguito del lavoro di approfondimento svolto dal
Consiglio Comunale nelle Commissioni Pari Opportunità e IV, di continuare a
rendere, (per quanto possibile, nonostante le ristrettezze di Bilancio, nella difficoltà
dovuta a un debito e al suo costo), una città, da un punto di vista di diritti e
soprattutto di servizi, sempre più all'avanguardia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che il tempo per la discussione è di 20 minuti; non ho voluto interrompere,
perché lei ha capito tardi che c'erano anche le mozioni di accompagnamento, ma
dovrò in qualche modo considerare il suo intervento poi anche per quanto riguarda
quello eventualmente del Gruppo.
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Non ruberò molto tempo. Non so con esattezza quanto rimane al Gruppo del PD.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Lei ha a disposizione 10 minuti. Ogni Consigliere ha 10 minuti.

GENISIO Domenica
Non ripeterò quanto hanno detto alcuni Consiglieri di maggioranza, per ultimo il
Consigliere Curto. Volevo soltanto lanciare un brevissimo flash.
Credo sia stato fatto un grandissimo sforzo per modificare gli indirizzi del bilancio,
per ridurre il nostro debito, ma credo che occorra ragionare per il 2014; è un appello
già lanciato per il futuro, perché noi non possiamo ogni volta arrivare con delle
mozioni di chi chiede l'integrazione o di riportare la somma pari a quella erogata
l'anno precedente per le cosiddette scuole F.I.S.M., per le scuole materne
convenzionate. Non possiamo ripetere all'infinito la deliberazione per garantire i
soggiorni estivi per i disabili, dopo che abbiamo approvato queste mozioni per ben
due volte nella scorsa tornata amministrativa. Non possiamo ribadire, ogni volta, che
entriamo in una fase nuova e poi siamo sempre a rincorrere con atti giusti, positivi,
ma che segnalano come siamo ancora fermi alla non attuazione della cosiddetta fase
2.
Ho sentito il Consigliere Curto parlare del personale, della stabilizzazione dei
precari, del così criticato concorso per i dirigenti, ma mi chiedo: siamo riusciti a
capire qual è veramente la cifra della pianta organica necessaria a questa
Amministrazione per garantire i servizi? Riusciamo a capire che cosa faremo del
decentramento che è in corso di studio più approfondito? Riusciamo a comprendere
il modello organizzativo dei servizi sociali sul territorio i quali già vedono un
accorpamento gestionale? Credo che la Divisione e l'Assessorato, e qui ringrazio
della presenza il Vicesindaco Tisi, abbiano fatto un grandissimo sforzo, passato quasi
nel silenzio generale, di riorganizzazione di quei servizi.
Ci sono stati dei Settori che hanno rivisto il loro modello organizzativo, hanno
internalizzato o esternalizzato dei servizi e non ce ne siamo neanche accorti a livello
di bilancio.
Allora, io vorrei e chiedo che si facciano questi approfondimenti, perché da qualche
parte dei percorsi di rinnovamento - che non andassero però a colpire in maniera
drammatica e troppo drastica i nostri cittadini - sono stati fatti. Da altre parti questo
percorso io non l'ho visto, così come posso continuare a leggere tranquillamente che
noi chiediamo di incrementare il personale; incrementarlo per che cosa? Non me ne
vogliano i dipendenti Comunali e neanche le Organizzazioni Sindacali, ma credo che
tutti insieme dobbiamo riflettere su quale sia lo sviluppo che noi prevediamo per
questa Città e il modello erogativo dei servizi. Se non facciamo quello, ci troveremo
qui a discutere del Bilancio di Previsione, del Consuntivo e ad approvare un
Bilancio, senza però aver messo in atto quegli interventi necessari che non vogliono
colpire, castigare, o modificare drasticamente dei percorsi, ma che semplicemente
partono dal presupposto che occorre rileggere le modalità di erogazione dei nostri
servizi, partendo da quelli che il Comune obbligatoriamente deve gestire e deve dare.
Bisogna capire qual è la risposta che la Città autonomamente, attraverso
Associazioni, Fondazioni ed altri Enti, sta dando.
Sento sempre che fa tutto l'Amministrazione Comunale; poi, quando in
Commissione il Vicesindaco Tisi ci viene ad illustrare qual è la grande rete di realtà
associative, di privato sociale e non, che insieme collabora con l'Amministrazione
Comunale, la prima domanda che mi viene spontanea è: quanto investono questi
soggetti autonomamente nel dare risposte ai cittadini?
Ho cercato di fare un conto, poi mi sono fermata, perché avevo il timore di andare a
leggere che fosse più l'investimento esterno, ossia il contributo esterno, che la quota
che l'Amministrazione Comunale mette a favore di queste persone in difficoltà.
Allora, io chiedo: fermiamoci sul serio e riflettiamo. Prima, l'Assessore Passoni nella
sua relazione puntuale, ha detto giusto, ossia che dobbiamo ragionare politicamente
su come vogliamo investire le nostre risorse. Ragionare politicamente, però, vuol
dire non rimettere in discussione tutto, ma rileggere le nostre modalità e capire
quanto questa Città, attraverso tutti i cittadini, le Associazioni e le realtà, anche
produttive, riesca a fare per garantire un welfare che da soli non possiamo, ma forse
non dobbiamo neanche più gestire.
Non entro nel merito della TARES, perché abbiamo discusso molto in Commissione
e credo che le risposte dell'Assessore Passoni siano più che convincenti; ragioniamo
sull'imposta per l'anno 2014.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, mi preme sottolineare all'interno di questo dibattito il numero
elevatissimo di interventi del PD rispetto agli altri anni che mi fa pensare, per quanto
ci riguarda, che siamo dalla parte della ragione, ovvero stanno finendo i soldi, gli
interessi da tutelare sono sempre tanti e, conseguentemente, ognuno cerca di
ritagliarsi una fetta; e arrivo allora al ragionamento che faceva anche l'Assessore
Passoni prima.
Io, senza ipocrisia, tutelo interessi e valori, perché questo è il compito della politica,
Assessore. Sono fiero di tutelare degli interessi, anche di categoria, ma non è che
nella I Commissione si sposino immediatamente le tesi della prima categoria che si
presenta, e rigetto assolutamente tale questione al mittente. Noi difendiamo degli
interessi che sono quelli delle imprese, che sono quelli delle categorie, perché
crediamo che da loro possa passare anche lo sviluppo.
Quindi, questi interventi del PD a difesa di determinati interessi sono la conferma
che, finendo i soldi, ognuno adesso cerchi il proprio strapuntino. All'interno di
questo Bilancio non si riesce bene a capire quale sia la spina dorsale che vuole avere
questa Città. Secondo me, il vero ragionamento (e vengo alla sua sfida che è quella
che anche a me interessa, Assessore, perché io la stimo come persona capace, anche
se ha idee diverse dalle mie sicuramente), ossia la sfida a cui io tengo sicuramente è
quella di capire quale sia la spina dorsale di questa Città, ossia se questa Città voglia
difendere determinati diritti con certezza e determinazione e non cercare di fare
soltanto delle piccole azioni a favore del mantenimento del proprio consenso
elettorale all'interno dei bacini ben definiti.
Allora, perché in questo Consiglio, da parte del PD, non ho sentito parlare di
impresa, non ho sentito parlare di tasse, non ho sentito parlare di presenza di
extracomunitari, non ho sentito parlare di mancanza di rapporti personali, quindi
della società liquida, non ho sentito parlare di traffico e di smog?
All'interno di questo Bilancio questi sono i primi quattro, cinque punti, oltre al
lavoro e alle tasse (naturalmente, sul lavoro poi abbiamo poche competenze) che la
SWG mette in evidenza, ad esempio, come elementi di grande preoccupazione da
parte dei cittadini e noi, all'interno di questo Consiglio, non abbiamo sentito una
volta parlare di uno di questi temi.
Ad esempio, Assessore, sulle tasse locali abbiamo già parlato a lungo, ma se
vogliamo andare a verificare nel concreto quello che dice il Bilancio, ciò che dice è
che al titolo I, ossia alle entrate tributarie, quindi quelle che gravano direttamente sui
cittadini, sostanzialmente passiamo dai 450 milioni del 2010, agli 899 milioni del
2013.
Benissimo, continuiamo a celebrare e a difendere le nostre tasse, senza voler
perlomeno dare dignità alle opinioni dell'opposizione. L'opposizione può anche
avere la facoltà e la determinazione di difendere determinate situazioni all'interno di
questo Bilancio, può avere la determinazione di difendere determinate categorie, può
avere delle idee che possono essere utili a questa Amministrazione, ma il fatto di
liquidarle nella sostanza come - perdonatemi il termine, perché l'Assessore non ha
usato questo termine - marchette, questo mi indigna abbastanza, perché lede il mio
diritto di fare il Consigliere nel miglior modo possibile, come ognuno di noi sta
cercando di fare, sia la maggioranza, sia l'opposizione.
Quindi, sulle tasse, il primo elemento che vediamo è che queste tasse raddoppiano
sostanzialmente dal 2010 ad oggi.
Il secondo aspetto riguarda la presenza degli extracomunitari. Parlare di razzismo in
questa Nazione, in questa città, non ha senso. Nessuno di noi è razzista. Questo deve
essere stampato a chiare lettere. Nessuno pensa che gli extracomunitari debbano
essere buttati fuori da questa Nazione e non essere aiutati, però pensiamo che ci siano
alcune cose che debbano essere mantenute nella legalità. Il messaggio che deve
arrivare, ad esempio dalla Polizia Municipale, dall'Assessore che si occupa della
Polizia Municipale e da altre parti della nostra città e di altri opinion leader della
nostra città, è che in alcune zone, Presidente, vivaddio, sia ristabilito un minimo di
decoro urbano, un minimo di situazione adeguata e di fruibilità da parte dei cittadini
normali.
Parlo, ad esempio, di Borgo Dora, per citare un esempio concreto, parlo di Lungo
Stura Lazio. Sono anni che parliamo di questo tema e sono anni che non
interveniamo o perlomeno cerchiamo, facciamo finta, di intervenire con la solita
ipocrisia dicendo: "Sicuramente faremo questo, faremo questo, faremo questo" e, alla
fine, da anni ormai nulla si verifica di tutto ciò. C'è soltanto, ogni tanto, lo
spostamento da una zona all'altra, ma nella sostanza, radicalmente, il problema non
si risolve. Quindi, la percezione dei cittadini non è quella di una Città che vuole dare
una mano a loro, ma è quella di una Città che carica di tasse questi cittadini e non gli
consente di avere i servizi adeguati. Perché se chiedete a qualunque cittadino di
questa città - e questa non è la percezione di Andrea Tronzano - se le strade sono
pulite, sapete che cosa vi rispondono, per esempio. Se chiedete a qualunque cittadino
se la legalità in questa città è mantenuta, sicuramente sapete cosa risponde. Risponde
che i Vigili ci fanno una valanga di multe, ma al tempo stesso, a fianco a lui, c'è il
negozio abusivo che lavora, facendo qualche prodotto e vendendolo senza pagare le
tasse.
Queste sono le percezioni dei cittadini. Sono percezioni sbagliate? Può darsi.
Smentiamole con i fatti, smettiamole con le statistiche, smentiamole con qualcosa di
concreto. Ma questo non avviene mai.
Pertanto, il secondo punto di preoccupazione dei cittadini oggettivamente è ancora
una volta smentito.
Poi, è chiaro che noi abbiamo delle competenze, Presidente; il Comune non ha
competenze su tutte le cose, ma ha delle competenze specifiche su molte situazioni.
Una di queste ad esempio è l'Urbanistica. L'Assessore Lo Russo ci ha presentato,
recentemente, una bella deliberazione che oggettivamente rischia di tramutarsi in
tante belle parole scritte, ma che nella realtà dei fatti è lontanissima da quello che è il
mercato di oggi di Torino.
Allora, perché non cerchiamo di adattare le nostre azioni non su quello che si
annuncia sui giornali, in modo da avere sulla stampa il fatto di dire che Torino
evolve, migliora, va avanti, quando in realtà queste situazioni che leggiamo nelle
deliberazioni, ad esempio, dell'Urbanistica, non sono realisticamente realizzabili,
perché il mercato, per esempio, non è quello che dipinge quella deliberazione.
Allora, perché continuiamo a raccontarci delle mezze verità o a sperare che qualcosa
cambi, se noi non incidiamo concretamente su queste situazioni?
Dopodiché, bisogna cercare di dare delle priorità. Assessore, raccolgo la sua sfida e
le dico che noi abbiamo interessi da tutelare, secondo il nostro credo, secondo i nostri
ideali, secondo i nostri valori e questi interessi ad esempio vanno nella direzione
delle dismissioni immobiliari che anche questa volta vediamo come annunci e poi
nella realtà dei fatti vengono smentite immediatamente dopo. Abbiamo provato a
verificare con il Sindaco che viene in Aula e ci dice determinate cose su GTT e dopo
due o tre mesi dice che GTT sarà venduta soltanto al 49%.
Allora, ancora una volta, tutte le valutazioni che sono state fatte, non sono state fatte
sull'obiettivo, sul raggiungimento di un percorso vero, ma sulla necessità del
momento, che poi viene naturalmente traguardata su un'altra necessità che non è più
quella della dismissione per diminuire il debito, ma è quella della tutela della
maggioranza.
A questo punto, se due persone, o anche forse qualcuna di più, all'interno della
maggioranza, bloccano un percorso strategico, ci chiediamo quale sia la spina dorsale
di questo Comune, Presidente. Perché non è accettabile che, a fronte di un Consiglio
Comunale che pensa che vendere GTT, vendere AMIAT, vendere le società
partecipate, sia un valore aggiunto per diminuire il debito, l'intervento di due
persone, di una forza politica che non è neanche più maggioranza, tant'è che oggi la
maggioranza è autosufficiente da quelle due persone - e parlo di SEL -, condizioni il
dibattito politico, perché vuol dire che non abbiamo un obiettivo di fondo e
l'obiettivo delle dismissioni era anche uno dei nostri obiettivi.
L'altro obiettivo è rappresentato dagli investimenti pubblici, che sono l'obiettivo di
tutti. In una situazione di recessione come quella attuale, l'unica speranza, l'unica
leva che ancora forse l'Unione Europea ci consente è quella di investire negli
investimenti pubblici.
Anche qui mi piace citare dei numeri, perché queste sono questioni, secondo me,
importanti: passiamo da 285 milioni del 2009 ai previsti 180 milioni del 2013.
Sicuramente, possiamo dire che tutto vale: le manovre, la spending review, eccetera,
ma credo che se vogliamo avere - come dice l'Assessore Passoni giustamente - una
sfida verso il futuro, dobbiamo cercare di capire che forse le dismissioni, forse gli
investimenti sono due dei cardini e su entrambe le questioni abbiamo fatto marcia
indietro o stiamo regredendo rispetto al passato.
La terza questione per il futuro è parlare di sport, è parlare di bambini. Sui bambini
noi abbiamo i servizi a domanda individuale, per esempio sugli asili nido.
Naturalmente, le colpe, le responsabilità sono sempre di qualcun altro, per carità, non
ci rendiamo mai conto che questo Comune ha 3 miliardi di Euro di debiti non a causa
dello Spirito Santo (con tutto il rispetto dello Spirito Santo), ma a causa di azioni
sbagliate di precedenti Amministrazioni e noi oggi sul servizio a domanda
individuale abbiamo un passaggio dagli indici di copertura del 47,91 del 2012 a
quelli del 54,19 medio del 2013. Quindi, anche sugli asili nido cerchiamo di agire in
qualche maniera per cercare di andare a tutelare quella fetta di popolazione.
Forse - dico forse, perché poi bisogna anche parametrare i dati con altre città e io
questi dati non li ho a disposizione, quindi posso anche dire una facezia, una bugia -
Torino oggi per i bambini è una città accogliente, perché lo dicono i giornali, lo
dicono le televisioni, però, quando, purtroppo (anche se è un dettaglio bisogna
citarlo, perché i dettagli fanno parte del tutto) vedo le mamme o i papà che devono
pagare una baby-sitter, perché non riescono a mandare il proprio figlio alla mensa,
perché iniziamo con 23 giorni di ritardo, allora mi chiedo se questo tipo di
ragionamento sia una cosa normale in questa città. Cerchiamo di migliorare.
È una vita che parliamo di mense scolastiche, è una vita che cerchiamo di andare in
quella direzione, proviamo ad andare in quella direzione, proviamo a valutare se
questa soluzione sia perseguibile.
Poi, abbiamo fatto altre cose, Consiglieri. Abbiamo agito sull'aspetto della finanza
anche pubblica, abbiamo fatto degli ordini del giorno in questi anni che sono arrivati
ad essere patrimonio legislativo nazionale, ad esempio l'IMU sugli invenduti. Sugli
invenduti siamo finalmente riusciti a mettere in condizioni le imprese, ossia coloro
che fanno occupazione, fanno sviluppo in un settore determinante per la nostra
società, di avere un IMU sugli invenduti pari a zero. Altrettanto siamo riusciti,
sull'IVA al 4% per le cooperative sociali, anche grazie ad un nostro ordine del giorno
(del PdL intendo naturalmente), a raggiungere questo obiettivo nella Legge di
Stabilità, che vedremo se sarà approvata come è uscita dal Consiglio dei Ministri.
Questo è per dire che sulle tasse azioni ne abbiamo fatte; il PdL ha agito, ha cercato
di fare il possibile per arrivare a trovare soluzioni in uno dei propri settori di
interesse.
Un altro settore di interesse, Assessore, che io mi permetto di sottolineare a lei, è
quello dello sport. Lo sport è uno di quei settori che, a mio giudizio, deve diventare
una colonna portante di qualunque attività amministrativa, di qualunque livello
istituzionale, dalla Regione, alla Provincia (finché esisteranno le Province), al
Comune, allo Stato. Lo sport deve diventare veramente qualcosa, la capacità di
programmare delle situazioni.
Parlo all'Assessore Passoni. Assessore, sullo sport darei dei segnali netti, importanti.
La mozione che abbiamo presentato sullo sport va anche in quella direzione. Oggi,
secondo noi, lo sport è lasciato non a valutazioni scientifiche e metodologiche, utili
per tutti, per il progresso del benessere e dell'efficienza fisica, ma è ancora troppo
radicato su quella che è l'esigenza del singolo ente di promozione sportiva o della
singola società calcistica o della singola Federazione.
Noi dobbiamo finalmente porre le basi, Assessore - ed è questo che vuole dire la
mozione - affinché ci siano delle linee guida chiare che scaturiscano da un
documento che noi nella mozione chiamiamo "Osservatorio della Salute dei
cittadini", sostanzialmente, che nascendo e mettendo insieme delle professionalità,
sempre a titolo gratuito, quindi senza alcun carico sulla collettività, riescano a
tracciare quelle linee guida che possono essere di supporto a quello che dice
l'Assessore Gallo oggi ossia: "Lo sport a favore della base".
Se, però, non abbiamo le linee guida sulle quali poter dire: "Investiamo lì, investiamo
lì", per ottenere efficienza fisica, benessere, risparmio sulle risorse pubbliche e anche
tutela della possibilità di ciascuno, anche di coloro che non hanno possibilità
economiche, di fare sport, dove volete che andiamo?
Allora, cerchiamo di fare un tavolo di quel genere, un osservatorio, aggiungiamo
adesso un tavolo tecnico che consenta di tradurre quello che il Forum dello sport
dice, in azioni, in declinazioni concrete. Questo dice la nostra mozione sullo sport.
So che il PD ne ha presentata un'altra, che racconta anche delle visite mediche.
Anche noi su quella abbiamo fatto un emendamento di merito, l'unico emendamento
di merito che noi abbiamo chiesto di tenere fuori è proprio quello sulle visite medico
sportive per i bambini. Abbiamo chiesto di rimpinguare quel capitolo di bilancio (il
50-700 mi pare che sia, a memoria, non ricordo con precisione, o il 52-700) di
90.000,00 Euro, in modo da ritornare ad essere quello che era all'inizio del 2013, per
poter far sì che avvengano queste visite mediche.
Poi, siamo alla fine dell'anno, è sicuro, che è probabile che tutte queste visite
mediche possano non avvenire? Non ne facciamo una tragedia se non dovessero
essere utilizzati, li storniamo e li rimettiamo da un'altra parte, ma diamo il segnale
politico che deve essere dato a coloro che stanno svolgendo questo lavoro meritorio
ormai da anni.
Poi, c'è un'altra mozione del PD che cita soltanto, in questo caso, a mio giudizio, in
maniera errata, visto lo scontro che c'è oggi nel mondo dello sport fra Coni ed enti di
promozione sportiva, lo sport di base. Quella citazione, secondo noi, significa dare
atto che, in questo caso, l'unico Ente vero di riferimento di questa maggioranza
all'interno del mondo dello sport che è la UISP, possa essere privilegiato. Lo dico
naturalmente senza polemiche, ma è una sensazione che potrebbe avere il mondo
dello sport esterno, vista la grande battaglia che c'è oggi fra il Coni, le Federazioni e
gli enti di promozione sportiva.
Mettere "sport di base" è sbagliato. Correggiamo questa dicitura, io stesso la firmerò,
perché i risparmi sulle utenze è giusto che avvengano e, se ci sono dei risparmi, che
siano utilizzati per lo sport, ma lo siano per l'attività sportiva che nella mia mozione
dico che deve diventare un diritto per i cittadini. La pratica sportiva deve diventare
un diritto per i cittadini. Citare solo lo sport di base e non quello agonistico e non
quello ludico motorio, secondo me è sbagliato.
Assessore, vorrei fare una nota sulla debolezza strutturale del Bilancio, nel senso che
noi continuiamo a fare, secondo quello che riesco a leggere da questo Bilancio, un
ricorso massiccio alle anticipazioni di Tesoreria, quindi riusciamo a mantenere
l'equilibrio di Bilancio soltanto grazie all'utilizzo di oltre 53 milioni di Euro
dell'avanzo di esercizio del 2012, ossia il 92,3% dell'avanzo di Amministrazione.
Questo, secondo noi, è un elemento di debolezza strutturale, perché l'avanzo di
Amministrazione, soprattutto in questi momenti difficili, dovrebbe, secondo noi,
andare a beneficio degli investimenti, invece lo utilizziamo per questo tipo di
situazione che ho appena detto.
Poi, quale altra situazione secondo noi è opportuno mettere in evidenza? La cessione
di GTT, il ramo parcheggi e chiediamo ciò all'Assessore Passoni, anche se in realtà
dovremmo chiederlo all'Assessore Tedesco. Il rischio, però, è che il Bilancio
preventivo veda a filo la possibilità di rimanere nel Patto di Stabilità, ma sul
preventivo riusciremo a mantenere questo Patto di Stabilità? Ossia i parcheggi li
stiamo vendendo? È partita la procedura? A che punto siamo di questa situazione?
Perché il rischio è che ci troviamo di nuovo - e lo dico anche ai Consiglieri di
maggioranza che sono al telefono e al Capogruppo Paolino in particolare - il
31/12/2013 a sentire la Giunta dire che siamo di nuovo fuori dal Patto di Stabilità.
Questo rischio noi dobbiamo evitarlo sin da subito, con parole chiare da parte
dell'Assessore, perché gli 80 milioni che servono per rimanere nel Patto di Stabilità
non siamo certi, anche se sono segnati nel Bilancio di Previsione, che possano essere
ottenuti. A che punto siamo su questo? Perché poi tutti i ragionamenti che fa il
Consigliere Curto sulle assunzioni, vanno a Patrasso, nel momento in cui dovessimo
mai uscire di nuovo dal Patto di Stabilità, oltre, secondo me, alla possibilità del
commissariamento.
Dopodiché, l'ultimo argomento che voglio citare ancora riguarda i derivati. Abbiamo
ancora 22 contratti derivati in essere ed è possibile che non si riesca a fare qualcosa
su quella situazione.
Assessore, rispetto a quello che è il nostro comune sentire di opposizione, vogliamo
chiarirle con nettezza che la celebrazione di tasse come la TARES o il fatto che non
si possa fare diversamente: "così è stato determinato e così deve essere", non è un
ragionamento corretto. Lo dico anche al Presidente. Perché se noi incidiamo sulla
quotidianità della vita delle persone, dobbiamo avere anche l'umiltà di capire che
quella vita sulla quale si incide, probabilmente, anche a seguito delle nostre azioni,
può peggiorare o può migliorare.
Noi pensiamo che se facciamo i peana o l'apologia della TARES, dicendo che non è
la prima categoria che viene qui a dirci… e noi dobbiamo seguirla, come se fosse
sostanzialmente una marchetta (anche se poi l'Assessore ha corretto su questo e
accetto, sicuramente la correzione non era rivolta... ma è per conoscere, è per capire),
non possiamo pensare che questo tipo di ragionamento possa avere successo.
È per questo che noi, all'interno di tutta questa discussione, pensiamo che questo
Bilancio non sia ancora adeguato, anche se, come dice il Consigliere La Ganga, va
finalmente nella direzione della diminuzione del debito. Anche quest'anno
diminuiremo, ma io vorrei vedere dal 2014 (anno in cui forse si oltrepassa la chiglia
e si arriva in una fase più o meno di discesa o perlomeno di un pendio meno ripido),
se queste buone intenzioni, che hanno lastricato l'atteggiamento sul Bilancio in
questi ultimi due, tre anni, saranno mantenute o se si continuerà nuovamente a
tornare alla politica del "tassa e spendi" propria di questa Amministrazione dal 2004
ad oggi, che ha fatto impennare oggettivamente il Bilancio fino a 3 miliardi e mezzo
di Euro di debito.
Quindi, la sfida vera è: "sì" sulla politica, Assessore, e su questo noi vogliamo e
siamo pronti, e anche sul fatto che, nel momento in cui dovesse cambiare il trend
sulla spending review, ovvero se vi fossero maggiori risorse a disposizione del
Comune, vedremo se saremo in grado di continuare questo percorso virtuoso o se
torneremo a plagiare, a dare adito e ad ascoltare soltanto alcune categorie (sì, questo
voi lo fate con scientificità da moltissimi anni), a favore del consenso e non a favore
del bene pubblico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Sui temi del Bilancio sono già intervenuti diversi Consiglieri del Partito Democratico
su aspetti specifici per noi prioritari, sui quali da parte nostra c'è molta attenzione.
L'hanno fatto con competenza ed entrando nel merito, come è giusto che avvenga in
questa fase così importante e così delicata. Su un ragionamento più complessivo del
Bilancio interverrà domani il Presidente della I Commissione Altamura.
Voglio rispondere al Consigliere Tronzano sui temi politici da lui sollevati (ogni
volta non perde occasione, anche se non lo vedo, ma non importa, starà ascoltando da
qualche parte) e vorrei rimanesse a verbale. Questa maggioranza è composta da
quattro Gruppi Consiliari; tutti hanno dignità e non è solo una maggioranza
numerica, è una maggioranza che non sta insieme solo per una sommatoria di
numeri, ma perché insieme ha condiviso un programma, un percorso, un metodo, un
cammino che ci vede, assumere e condividere, a prescindere dal peso numerico che
si può avere in quest'Aula o nella Città, tutti quanti insieme la responsabilità di
guidare questa Città e di portarla via dalle secche di una crisi pesante che non è solo
una crisi locale.
Quindi, invito il Consigliere Tronzano a stare sereno; questa è la nostra maggioranza
e questa maggioranza, tutta insieme, si assume la responsabilità di approvare questo
Bilancio, di contribuire su questa deliberazione e su tutte le deliberazioni che
vengono di volta in volta in Sala Rossa, e di portare il proprio contributo per cercare
di migliorarle e cercare di portarle avanti tutte insieme.
Non si cambia maggioranza, non c'è chi è più utile o chi è meno utile al percorso,
tutti portano il proprio contributo e tutti insieme andiamo avanti su un percorso
condiviso. Quindi, io vorrei davvero rasserenare il Consigliere Tronzano e togliergli
ogni dubbio.
Il Partito Democratico naturalmente farà la sua parte, come l'ha fatta in questo anno
e come l'ha fatta in queste ultime settimane, reggendo un ostruzionismo che noi non
condividiamo nel merito e nel metodo, perché, è già stato detto, non ha individuato
un obiettivo, ma ha colpito tutti i provvedimenti a prescindere, quindi è stata soltanto
una inutile perdita di tempo che non ha aggiunto nulla alla crescita democratica e al
miglioramento dei provvedimenti. Abbiamo, quindi, risposto nella scorsa settimana a
questa scelta in maniera compatta e coesa, così faremo nei prossimi giorni, a partire
da domani, su un provvedimento che sicuramente approviamo con responsabilità,
sapendo che chiediamo ulteriormente sacrifici ai cittadini, ma che sappiamo in quale
contesto si va ad inquadrare e approviamo con grande convinzione e grande
determinazione questo Bilancio, cercando da subito di delineare le scelte per il
Bilancio 2014 che sarà, quello sì, il Bilancio della svolta di questa Città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Volevo rivolgermi direttamente all'enfasi e a qualche accusa, velata, da parte
dell'Assessore. Voi pensate che l'atteggiamento ostruzionistico molte volte da parte
della minoranza sia dettato solo dalle nostre fantasie o dalle nostre frustrazioni? Non
è così, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Presidente, oggi non lo sopporto, gli altri giorni lo sopporto, ma adesso l'"oracolo
Viale", se ha qualcosa da dire, lo invito ad andare fuori. Grazie. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, non stavo parlando con il Consigliere Viale, stavo
parlando con l'Aula.
Presidente, so che lei è garantista di quest'Aula, ecco perché mi rivolgo a lei.
Stavo dicendo che l'atteggiamento non è dettato dalle nostre frustrazioni, ma bensì
anche dalle indicazioni che ci arrivano dai cittadini. Caro Assessore, cara Giunta e
cara maggioranza, non è che le cose non si stiano evolvendo in questa città, come
anche un po' quello che è l'atteggiamento che i nostri cittadini torinesi stanno
assumendo e la coscienza che stanno in qualche modo modificando, perché ci sono
delle situazioni in cui molte volte si cerca soprattutto di trovare degli escamotage di
natura economica. Poi, ne avrò anche per lei, Consigliere Paolino, che ha solo
cercato di dire che la maggioranza è solida e quando uno ripete sempre le cose,
probabilmente è perché non è neanche più sicuro.
Comunque, ci sono state delle situazioni che non sono frutto di fantasia, caro
Assessore, ma che abbiamo visto in questa tornata amministrativa che hanno
condizionato in termini economici questa Giunta. Ci sono state delle situazioni, tra
l'altro, abbastanza strane, abbastanza oscure, da chiarire e bisognerebbe chiarirle una
volta per tutte e penso che sarebbe un chiarimento che farebbe bene a tutti, sia alla
maggioranza che alla minoranza. Questi chiarimenti, però, di tutte queste situazioni
che hanno condizionato le scelte economiche di questo Comune, non emergono e di
ciò non si sanno le ragioni. Dico questo a tutti, per il sollievo di tutti, non della
minoranza, perché comunque dovremmo iniziare a pensare di levarci questa zavorra,
andare avanti e trovare magari un cammino diverso e anche condiviso, perché no?
Però, questo non avviene, perché si tende sempre ad andare in questa direzione, però,
ripeto, la gente ha preso coscienza. Allora, bisognerebbe iniziare a pensare anche di
confrontarsi maggiormente con quelle che sono le istanze dell'opposizione, perché
questo non l'ha detto, Assessore, ma ha fatto capire che l'azione che è stata fatta, per
quanto concerne la TARSU all'interno e all'esterno di quest'Aula, sia stata una sorta
di marchetta nei confronti dei cittadini. Questo non l'ha detto esplicitamente, ma l'ha
fatto capire.
Voglio darvi un suggerimento: non è che sottolineando e dicendo dalla parte opposta
alla nostra che tutto va bene, abbiamo tutti pari dignità. In realtà, poi, più che pari
dignità, senza togliere nulla ad alcuni Gruppi, vedo solo un condizionamento da parte
di SEL - ma questo non vuol dire nulla - chiaro e netto su certe scelte che,
ovviamente, da parte nostra non sono condivisibili, però da parte vostra devono
essere accettate.
Mi avvio a concludere queste piccole considerazioni, invitando comunque
l'Assessore a tenere sicuramente più conto di quelle che sono state delle situazioni
che abbiamo fatto emergere e a non pensare che siano solo rivolte in maniera
populista - voglio ricordare a tutti che populista non è un'offesa, perché sembra che
sia diventato un termine offensivo - ma perché cerchiamo di recepire anche chi va in
mezzo ai quartieri, alle zone popolari e non vorremmo esserci sostituiti a voi. Vorrei
fare un'ultima considerazione a lei, Assessore. In un passaggio mi ha ricordato
quando ero ragazzino. Tutte le cose che lei ha contestato a noi della minoranza le
facevate voi ai cittadini, ovviamente in maniera più diretta: "I cittadini non devono
pagare i mezzi pubblici". Queste cose le ricordo. Lei è un po' più giovane di me. Voi
invitavate la sinistra affinché determinati servizi, come l'AMIAT, dovessero essere a
titolo quasi gratuito e questo ce l'ha rimandato a noi e noi assolutamente non
abbiamo inteso o cercato di fare una politica in questi termini.
Volevo solo ricordarle che i suoi papà, se vogliamo dirlo, non dico i suoi nonni, ma i
suoi papà facevano altro rispetto a quello che oggi noi stiamo cercando di fare.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Cercherò di fare un intervento meno accalorato di quello della TARES, anche se
continuano, secondo me, in un atteggiamento che non risponde alla realtà e non
risponde a questi anni in cui siamo stati insieme in questo Consiglio Comunale.
Dico questo, perché ho sentito da parte del centrodestra tanta retorica anche nei
nostri confronti e vorrei dire che è finita, e forse finisce proprio quest'anno, una
lunga traversata del Comune di Torino. Spesso, si è parlato impropriamente di
indebitamento, senza ricordare i grandi investimenti fatti, anche per uscire da una
crisi industriale ed economica che Torino ha visto ben prima del resto d'Italia. Non
per niente, ce lo ricorda spesso il Sindaco, siamo stati considerati, per oltre un secolo,
la città dell'industria e della fabbrica.
Dicevo che oggi si chiude forse, lo speriamo, per l'ultima volta, una transizione
lunghissima che ha portato, da quegli alti livelli di indebitamento per investimento,
una morsa, che è quella del Patto di Stabilità che dalla fine del 2007, quindi
dall'inizio del 2008, ci ha visto protagonisti in una salvaguardia, in una messa in
sicurezza dei nostri conti pubblici. Il Sindaco Fassino, la scorsa settimana, ci ha
ricordato che quell'allentamento del Patto di Stabilità è stato uno degli obiettivi
raggiunti dall'ANCI.
Spero che sia l'ultimo anno, però, e lo dico sinceramente al Sindaco, e quindi che
finisca il commissariamento dei Comuni italiani, perché votare tutti insieme, il
Sindaco lo sa, un Bilancio preventivo nel mese di ottobre, praticamente a novembre,
vuol dire avere commissariato in dodicesimi la stragrande parte dei comuni italiani.
Questo si somma solo ad alcuni dati che purtroppo sembrano non essere conosciuti
dal centrodestra, come ricordava l'Assessore Passoni. Quest'anno i trasferimenti per
la spesa corrente, che riceveremo dallo Stato, ammonteranno più o meno a 15 milioni
ai quali si dovranno aggiungere i 41 milioni di tagli statali per la spending review
nazionale, circa 20 milioni in meno dell'IMU per via della sovrastima del MEF del
2012 sul gettito e, conseguentemente, anche alle riduzioni del FSR.
Certo, lo ricordava oggi l'Assessore Passoni, abbiamo cercato di mantenere invariato
il livello di spesa sociale, revisionare, rimodulare le entrate ordinarie, ridurre
l'indebitamento e i residui attivi e passivi. Ricordavano bene queste fasi i Consiglieri
del Partito Democratico.
Su questo credo che la fine di quest'emergenza ci consentirà di ridiscutere tante
vicende. Innanzitutto, ha ragione l'Assessore quando dice che per riprogettare i
servizi ci vuole tempo, ci vuole pazienza e ci vuole anche consenso. Queste sono le
tre parole che ha usato oggi.
Credo che per fare questo, però, occorra rimettere al centro alcune priorità. Il Gruppo
di Sinistra Ecologia e Libertà ha voluto ripartire non solo dal livello amministrativo
che rappresentiamo, quel pianoterra che ricordava il Consigliere Curto, ma forse da
un livello ancora più basso, quel livello di strada che in qualche modo abbiamo visto
più volte quest'anno e che non è solo rappresentato dai 3.700 sfrattati di cui
discutevamo nelle scorse settimane.
Noi, in quest'anno, abbiamo cercato di costruire degli strumenti nuovi. Spero, e lo
dico al Sindaco Fassino, che entro il mese di novembre, ossia il primo mese di freddo
vero di questa città, ci sia un fondo salva sfratti. Abbiamo aggiunto alla nostra
mozione di accompagnamento, come ci chiedevano i Consiglieri e anche lo stesso
Vicesindaco Tisi, nell'allentamento di quella morsa degli sfratti, da chiedere
ovviamente nella sensibilizzazione del Prefetto, anche l'introduzione di quel fondo,
che però non è l'unico strumento utile. Abbiamo chiesto in una mozione, tanto tempo
fa, di recuperare i luoghi pubblici e privati, ossia di verificare le condizioni di
accoglienza temporanea nel patrimonio pubblico e privato.
Il Consigliere Curto prima ricordava l'interlocuzione necessaria con le Forze
dell'Esercito Italiano, con il Ministero della Difesa, in particolare faceva il caso della
Caserma Riberi, ma vi sono tanti altri luoghi che possono essere utilizzati.
Credo che occorra ripartire da lì, cercando di uscire dalla retorica delle nuove
povertà, perché in questa città non ci sono solo i cassintegrati e gli esodati, ci sono
anche persone che purtroppo non reggono più la crisi economica che per anni è stata,
in qualche modo, alleviata dai grandi investimenti della Città.
Sapete quante sono le persone che hanno perso il lavoro nelle cooperative edilizie?
Quante sono le persone che in questi anni sono state espulse da lavori che erano
collaterali, in qualche modo, ai grandi investimenti fatti?
Credo che un'altra discussione che non abbiamo aperto oggi, che è quella degli
investimenti, vada rimessa in campo.
Ringrazio anch'io il Sindaco, lo diceva prima il Consigliere Cassiani, e spero che
questo sia l'ultimo anno in cui vedremo gran parte della spesa corrente della cultura
torinese negli investimenti. Non per altro, era stata una scelta. Alcuni si arrovellano
perché questo vuol dire chiudere il decennio di Alfieri; alcuni si ricordano che
giustamente è stata una scelta dell'allora Assessore Peveraro. Io non lo so;
probabilmente, i tempi consentivano altre misure o, come ricordava il Consigliere La
Ganga, probabilmente erano effettivamente investimenti straordinari.
Quello che so è che avendo solo più 177 milioni di investimenti, come ricordava oggi
l'Assessore Passoni, di cui 65 milioni di opere pubbliche, 7 di manutenzioni e 105 di
tutti gli altri, dobbiamo ricordarci che quegli investimenti faranno la differenza nei
prossimi anni.
Alcuni Consiglieri hanno messo in campo dei suggerimenti. Venerdì abbiamo votato
il Biciplan. L'altro giorno, il Consigliere Alunno mi ricordava che abbiamo fatto
bene a votare un emendamento nel quale si dice di prendere parte delle risorse, per
esempio, delle multe per investire lì. Però, giustamente, ci ricordava che, in qualche
modo, quello che si può fare in sei anni, si può fare anche in meno tempo.
Quindi, io dico anche al Sindaco che il tempo sta scorrendo. Siamo quasi a metà
della tornata amministrativa e io credo che alcuni investimenti strategici vadano
messi in campo ora. Faccio un esempio: le pedonalizzazioni. Il centrosinistra è
pronto a discutere di questa vicenda, è pronto a fare anche un'operazione non solo di
ascolto, ma anche di voto, per esempio, nelle nostre Circoscrizioni e di
sperimentazioni vere di queste pedonalizzazioni, perché facendo quelle
sperimentazioni, si può anche cambiare un pezzo di rete del commercio dei quartieri,
si possono anche ripensare alcuni luoghi della democrazia come il decentramento, si
può ripensare un pezzo della mobilità che deve essere sempre più nel segno della
sostenibilità e dell'investimento pubblico.
Su questo vorrei dare qualche risposta al Consigliere Tronzano. Faccio mie le parole
del Capogruppo Paolino che con onestà ha spiegato che questa maggioranza, che
discute, poi però trova i modi di dare indirizzi comuni e anche di difenderli.
Quell'indirizzo l'ha dato la Sala Rossa, non l'ha dato Sinistra Ecologia e Libertà e
quell'indirizzo diceva proprio di pensare non - come ha detto lei - a rientrare
nell'indebitamento. La soglia psicologica dei 3 miliardi di Euro non è l'oggetto di
discussione della valorizzazione delle nostre aziende; non è l'oggetto di discussione
dello stare nei parametri del vincolo del Patto di Stabilità. Mi dispiace. Se non l'avete
capito dopo sette anni, vuol dire che… Ve l'ho detto sulla TARES, ma mi sa che
qualche… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi dispiace, mi pare di sì...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sono contento, Consigliere Liardo, il PdL ormai parla solo di Sinistra Ecologia e
Libertà. Fa bene il Consigliere Paolino a dire che non esistiamo solo noi e queste
sono state scelte condivise, però, le ricordo che la differenza che faceva il
Consigliere Tronzano fra l'80 e il 49, passa anche dall'idea industriale che c'è dietro.
Con questo finisco. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sì, perché voi parlate tanto di indebitamento, ma non sapete di che cosa state
parlando. Gli investimenti per il Passante Ferroviario... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Grimaldi, la prego di parlare alla Presidenza.

GRIMALDI Marco
Mi stanno interrompendo. Presidente, interrompa chi sta interrompendo, non chi sta
parlando. Mi rivolgo a lei volentieri e le ricordo che gli investimenti fatti sul Passante
Ferroviario sono collegati alla strumentalizzazione politica di cui parla ogni giorno il
centrodestra.
Quegli investimenti sa a cosa servivano? Ad interrare una ferrovia, a rigenerare pezzi
del deserto urbano lasciato in questa città, anche grazie alle crisi industriali. Oggi,
sarebbe veramente stupido, a fronte di 560 milioni di Euro della Città di Torino, non
far sì che lì sotto passi la seconda linea di Metropolitana... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Far sì che lì, grazie ad una partnership pubblica fra GTT e le
Ferrovie che vorranno e proveranno ad essere un partner pubblico... (INTERVENTI
FUORI MICROFONO).
Finisco dicendo che non troveranno mai da questa parte chi vuole svendere il nostro
patrimonio. Noi vogliamo valorizzarlo, far sì che gli investimenti fatti vengano...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Liardo, la invito a fare silenzio! Grazie. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Abbia pazienza, non è questa la sede! (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Invito il Consigliere Grimaldi a concludere.

GRIMALDI Marco
Sto parlando di politica… Il fatto che lei ignori tante cose è chiaro. Però, non le ho
mai dato dell'ignorante. Che si sia sentito ignorante...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Grimaldi, la invito a concludere.

GRIMALDI Marco
Stavo dicendo che da parte nostra non troveranno mai... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Invito cortesemente i Consiglieri a non parlare e a far terminare il discorso.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Non deve scusarsi, non deve parlare. È diverso. Grazie, Consigliere Liardo.
Prego, Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Dicevo che da parte nostra non troverete una forza che vuole svendere quel
patrimonio, ma anzi vuole dimostrare che i grandi investimenti pubblici possono
essere portati fino in fondo.
Allora, finché non vedremo le stazioni di Zappata e Dora e finché non rivedremo
Rebaudengo e Stura inseriti in un contesto urbanistico decente, noi non coglieremo
fino in fondo la sfida che ci siamo presi nel 2011, ossia chiudere una trasformazione
e ridare a questa città una città della conoscenza e una città della sostenibilità, diversa
da quella che abbiamo raccolto tanti anni fa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo perché mi pare di capire dagli interventi che sono venuti, soprattutto dalle
critiche dei Colleghi di opposizione, che questo Bilancio tutto può essere tranne che
un saldo di fine stagione, nel senso che è un Bilancio che ha una sua dignità. Prima di
tutto c'è e smentisce tutte le Cassandre che nei mesi scorsi, in passato, sostenevano
che non saremmo arrivati, e chissà come, ad un Bilancio; ha un suo equilibrio e,
come sempre, è un Bilancio riferito ad una città in trasformazione.
Si è parlato di spina dorsale, di non spina dorsale, eccetera, mi pare comunque che
questo Bilancio abbia una spina dorsale, poi che sia SEL, uno può legittimamente
pensarlo (forse il sacro, qualche vertebra), ma diciamo che l'ossatura di questo
Bilancio sta nella capacità con cui l'Assessore Passoni ha messo insieme molte
esigenze e ha trovato un equilibrio. È stato riconosciuto dal Consigliere La Ganga e
da altri e io mi unisco sicuramente a questo.
Poi, non capisco certi linguaggi, perché quando sento il Consigliere Liardo dire che è
una sorta di marchetta nei confronti dei cittadini, non vedo come potrebbe essere
diverso. I cittadini sono tutti cittadini di questa città. Mi pare che invece ci sia un
rischio anche nella maggioranza, non solo nell'opposizione, per questo io intervengo
riservandomi poi le dichiarazioni di voto sui singoli emendamenti e sulle mozioni,
che ho letto di sfuggita (alle mozioni ho dato un'occhiata velocemente, gli
emendamenti non li ho ancora visti), perché credo che sia un'operazione abbastanza
sbagliata quella di pensare di spostare in un Bilancio delle voci da qui a là a colpi di
emendamenti in Consiglio Comunale.
Credo sia legittimo tentare di farlo da parte dell'opposizione, anche soltanto per una
mera questione politica, nel senso che non avendolo scritto, avendo contribuito
diversamente, si cerca di farlo. Meno legittimo lo ritengo da parte della maggioranza,
anche perché molte delle nostre mozioni, cosiddette di indirizzo, hanno un significato
poi politico molto limitato, perché rischiano di essere smentite il giorno dopo,
quando compare un altro indirizzo all'interno della maggioranza, anche solo in
Consiglio.
Mi riserverò di vedere domani. Sono abbastanza soddisfatto di come il Bilancio non
abbia grosse polemiche, perché se dovessi trovare oggi delle forti voci di polemica in
quest'Aula da parte dell'opposizione, farei fatica a trovare un titolo domani, se non
quello di essere genericamente contrario.
Visto che ci sono stati alcuni toni da parte del Consigliere Tronzano, ma anche di
altri, sempre sulla questione degli stranieri e degli extracomunitari (si cerca sempre
di guardare e di stare nei posti che fanno più comodo), volevo fare notare come in
questi ultimi due o tre anni il 38%, quasi il 40% dei bambini che nascono, hanno
almeno un genitore straniero che vuol dire due bambini su cinque. Vuol dire che
alcuni di questi non sono stranieri, perché il fatto di avere un genitore straniero non
significa non essere cittadino italiano. Quando le statistiche parlano delle madri
straniere o dei bambini stranieri, vanno sempre al ribasso. Se sommiamo anche quelli
che sono cittadini italiani ma con un genitore straniero, si arriva al 40% di nati.
Questo vuol dire una città che sta cambiando. Non è cambiata ancora, perché sono
bambini, vanno nelle nostre scuole, studiano, arrivano adesso alla soglia delle scuole
superiori e nelle professioni.
Aveva fatto molto scalpore il primo vigile straniero, cinese, che era stato assunto.
Oggi, però è abbastanza normale vedere anche tra le Forze dell'Ordine persone di...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Chiedo scusa Consigliere Liardo, mi lascia parlare? Lei ha detto le sue cavolate, io
dico le mie. Ognuno dice le proprie.
Qui, si è obbligati non a parlare, ma ad ascoltare gli altri, altrimenti non si viene.
Questo mi sembra il minimo.
Per cui, quando sento certi toni che tendono a dividere la città tra stranieri e torinesi,
extracomunitari, eccetera, imprenditori e non so bene chi, credo che sia una
questione sbagliata, perché credo che noi riusciremo a risolvere i problemi di questa
città, compreso il Bilancio, e a portare avanti qualcosa, se l'equilibrio vedrà sempre
di più una collettività e una comunità unita, o comunque nel suo insieme.
Dove ci sono differenze, ci sono cose da raddrizzare, ci sono sicuramente degli
indirizzi da dare, però l'importante è essere una comunità, una collettività, perché
altrimenti rischiamo davvero di creare soltanto divisioni e queste non sono utili non
solo in Consiglio Comunale, dove poi, alla fine, in qualche modo, si superano, ma
soprattutto nella città.

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