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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Ottobre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-04327
TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI. APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO PER L'ANNO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201304327/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 24 settembre 2013, avente
per oggetto:

\"Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Approvazione Piano Finanziario
per l'anno 2013\"

e della deliberazione n. mecc. 201304619/013, presentata dalla Giunta Comunale in
data 11 ottobre 2013, avente per oggetto:

\"Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Approvazione tariffe
per l'anno 2013\"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Voglio aggiungere delle riflessioni di merito, perché questa opposizione non si è
assolutamente sottratta alla sfida e al compito di ragionare in termini propositivi su
questa tariffa. Purtroppo, non riesco a non ritenerla una tassa nella misura in cui
opera con la stessa sgradevolezza e la stessa negativa incisività sul bilancio delle
famiglie e delle aziende torinesi proprio come una tassa. In realtà, si è tentato, alla
luce della norma che il Governo nazionale ha calato sulle spalle di questa Città, e lo
ricordo all'Assessore Passoni, che comunque è una maggioranza presieduta da un
premier del Partito Democratico ad aver comunque disegnato i confini di questa
nuova normativa TARES, così come ricordo a quest'Aula, almeno a chi è rimasto
anche dopo aver ...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusate, facciamo intervenire i Colleghi in silenzio.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ci tengo a sottolineare che non solo il Governo che ci ha imposto questa normativa è
presieduto da un premier, per quanto sia poi di larghe intese, espressione del Partito
Democratico, ma ci tengo anche a sottolineare la forte responsabilità che mantiene il
nostro Sindaco, il Sindaco Fassino anche in questa dinamica nazionale, perché ha
scelto di assumersi la responsabilità della Presidenza nazionale dell'ANCI e quindi si
assume anche la responsabilità - e se l'è assunta - di essere la controparte del
Governo nazionale per tutte quelle norme che poi hanno pesanti ripercussioni
sull'Amministrazione cittadina, del nostro Comune e di tutti gli altri Comuni italiani.
Ed è molto amaro vedere che lo stesso Sindaco Fassino sia assente in Aula durante il
dibattito ed evidentemente vi si rechi all'interno come un qualunque Consigliere solo
per garantire il numero legale e consentire a questa maggioranza di portare a casa
l'approvazione della deliberazione. È una riflessione amara, che però ci tengo a
sottolineare.
Adesso però voglio passare alle proposte che, purtroppo, sono state di fatto poi, al di
là dell'apertura politica, tutte cassate nella facoltà di emendare la deliberazione
presente, che oggettivamente è stata del tutto blindata da questa Giunta. E non solo
uno scientifico e sensato riassetto del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti che ha
già illustrato la mia Collega, ma anche altri correttivi che potrebbero contribuire,
quantomeno a renderla più leggera.
Anzitutto, rispetto ai Colleghi che mi hanno preceduto, che proponevano una specie
di revisione da parte del Comune di Torino, del nostro Consiglio Comunale, rispetto
alle dinamiche di funzionamento di AMIAT, in realtà vorrei ricordare che purtroppo
noi non abbiamo gli strumenti per portare delle critiche costruttive efficaci, perché ci
mancano le informazioni dalle quali partire.
Per cui, anticipo che nella mozione di accompagnamento di Fratelli d'Italia sulle
deliberazioni ci sarà la richiesta che la Giunta, quindi il Sindaco Fassino e la Giunta,
dovrebbero, questa volta di spontanea iniziativa, avanzare al Ministero delle Finanze,
di svolgere un'ispezione sulla Società Partecipata AMIAT analoga a quella che il
Ministero ha già effettuato su GTT. Tra l'altro, fornendo a questo Consiglio, con una
relazione molto dettagliata, tanti elementi di informazione interni alla governance
della società che, nonostante Torino sia al 100% controllante di quella società, questo
Consiglio non aveva nella sua disponibilità.
Per cui, la seconda richiesta in questa mozione è proprio che la Città si faccia parte
attiva nel richiedere questa ispezione su AMIAT al Ministero delle Finanze. E le
altre richieste vanno invece sull'incisività che le singole aliquote che quest'Aula
voterà, andranno a rivestire nei confronti dei vari cittadini torinesi, pensando alle
categorie più deboli.
Anzitutto, e su questo io informalmente ho già messo al corrente chi, a nome della
maggioranza, siede in Commissione Emergenza Abitativa, e so che anche loro si
stanno muovendo però in chiave di Bilancio. Una previsione, ne abbiamo parlato in
Commissione con l'Assessore, affinché gli inquilini in locazione abitativa sui quali
ricadrà una parte della sostenibilità del pagamento della tariffa rifiuti, a differenza del
passato che gravava solo sui proprietari, siano previsti da questa Giunta dei
meccanismi compensativi o perequativi per andare ad aiutare quelle categorie in
difficoltà ed evitare che si ingeneri un altro meccanismo vizioso di inasprimento di
quanto deve pagare l'affittuario, soprattutto se è a basso reddito, lo porti ad uno
sfratto, non riuscendo più magari ad onorare il canone di locazione.
Questo lo dico, perché Torino, lo sappiamo, è la Città con maggior numero di sfratti
da morosità in un anno, ben 4.000 in un anno, una cifra davvero allarmante, e anche
una disattenta imposizione di tariffa sugli inquilini a basso reddito in locazione
abitativa, potrebbe portare ad una nuova ondata di sfratti come conseguenza indiretta.
E noi questo fenomeno drammatico dobbiamo arginarlo preventivamente.
Avviandomi alla conclusione, richiamo ancora due elementi che chiediamo
chiaramente per l'anno prossimo, perché l'Assessore Passoni ha ribadito come la
predisposizione della deliberazione, la normativa impedisse di scindere già le
categorie dalle attuali tabelle previste in deliberazione, e si tratta di cercare di
scaricare, come è più equo, su categorie con le spalle più larghe e più forti il peso
fiscale per alleggerire delle altre. In particolare, mi riferisco - l'hanno già fatto anche
altri, mi sembra la Lega Nord prima di me - gli istituti di credito, perché è indecoroso
e inaccettabile agli occhi dei cittadini che una categoria come le banche, già in più
modi e con grande volume di sostegno anche economico, sostenute dallo Stato e
dalla cosa pubblica, ricevano uno sgravio del 5% rispetto alla tariffa rifiuti, alla tassa
rifiuti pagata l'anno scorso nella nostra Città. Mentre ad altre categorie come - è stato
ricordato, ma lo ripeto nuovamente - ristoratori, semplici esercizi commerciali di
vendita al dettaglio, negozi, gli ambulanti nei mercati cittadini, subiscano un
incremento del 20%, mentre alle banche si fa addirittura uno sconto.
Quindi si chiede di scorporare gli istituti di credito dall'altra macrocategoria, perché
ci è stato risposto dall'Assessore che incrementare tutta la categoria avrebbe
innalzato in questo caso ingiustamente anche la tariffazione e l'aliquota di tutta
un'altra serie di uffici, quindi anche di professionisti e di aziende al di fuori del ramo
degli istituti di credito, e noi non vogliamo di sicuro opprimere ulteriormente anche
queste altre categorie in difficoltà. Però, chiediamo uno scorporo, almeno per il
futuro, in modo che alle banche si possa far pagare quantomeno come gli anni
precedenti, se non di più, visto che se lo possono permettere.
In conclusione, chiediamo anche un altro scorporo: distinguere tra il piccolo
commercio al dettaglio, i negozietti delle nostre vie che animano il tessuto territoriale
e sociale della nostra Città, scorporarlo dalla grande distribuzione, quindi dalla
vendita all'ingrosso, nella misura in cui sappiamo benissimo che gli ipermercati, che
spesso sono di proprietà multinazionale, a cui, tra l'altro, si riconduce gran parte
della produzione di rifiuti da imballaggio, sono perfettamente in grado di sostenere
un rincaro.
Noi chiediamo che banche e grande distribuzione possano essere destinatari di rincari
maggiori per consentire un alleggerimento di famiglie e di imprese di categorie
svantaggiate.
Ancora un ultimo elemento, Presidente, le chiedo venia, ma sto veramente
concludendo, è l'elemento della provenienza dei dati sui quali si è calcolata la
produzione statistica di rifiuti, dati inaccettabilmente vecchi e datati. Non si può
pensare di prendere delle statistiche che fanno capo in molte categorie a dieci anni fa,
quando l'economia girava e quindi c'erano consumi alti e una grande produzione di
rifiuti, rispetto ai nostri tempi in cui oggettivamente le famiglie, i privati e le stesse
aziende che producono sono colpite da una crisi che ha tagliato le gambe ai consumi
e che quindi incide ovviamente negativamente nell'abbassare anche la produzione di
rifiuti.
Stiamo facendo pagare le aliquote rispetto ad una fotografia ingiallita che non
rispecchia l'attuale realtà della nostra Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ho fatto un po' di riflessioni sui vari interventi e su quanto spiegato dall'Assessore
Passoni all'inizio. Mi viene in mente un passaggio abbastanza importante, cioè che
esistono gli approfittatori. E ci sono vari tipi di approfittatori, quelli sani e quelli di
difetto. Gli approfittatori sani sono quelli che approfittano, appunto, di una situazione
per poi trarne il meglio dalla situazione stessa. Abbiamo diversi esempi, possiamo
andare indietro anche al passato, da quando ad esempio si scoprivano le miniere e si
creavano delle Città per ospitare le persone che andavano in queste miniere e quindi
da lì si sviluppava economia, benessere e quant'altro.
Invece, poi, ci sono coloro che approfittano di quelli da ciò che in qualche modo gli
viene imposto, per andare a riparare i guai fatti dagli altri, da chi ha amministrato
male, o dalle società male amministrate. In questo caso, mi sa che questa storia della
TARSU, poi, in realtà, per quanto riguarda il Comune di Torino, vada in questa
direzione, perché io ho sentito l'altra settimana la becera figura fatta su una tv
nazionale, dove si diceva: "Noi non possiamo fare diversamente. Pazienza, se non ce
la faranno, quando chiuderanno non ci saranno più, vorrà dire che non gli
chiederemo più niente", che sono affermazioni anche abbastanza importanti e pesanti
quando si fanno.
Mi rendo conto che, sentendo anche quel servizio, andando anche a fare la ricerca su
quello che è il discorso TARSU, che Torino, combinazione, è tra le Città che di più
chiede da questa tassa, è tra le più care. Ma non perché dobbiamo, da lì, riuscire poi a
costruire un qualcosa e rendere la Città migliore, il servizio di raccolta migliore,
investimenti migliori sulla raccolta rifiuti. No, perché probabilmente dobbiamo
cercare di trarre il meglio, il massimo possibile da questa tassa, dal ricavato di questa
tassa, per andare a coprire le malefatte, o la mala gestione di una serie di
amministratori.
Ecco perché, per qualunque motivo, la Città di Torino applica il massimo tariffario, è
proprio per questo. Perché uno si deve chiedere: ma perché? Perché siamo indebitati.
Ma chi ci ha indebitati? Sicuramente ci hanno indebitati degli amministratori che non
hanno saputo fare bene agli amministratori. Ma ecco che sfruttiamo la situazione;
riusciamo a rendere quella che è una cosa brutta, una tassa, riusciamo a trarre il
massimo della tariffa, perché così riusciamo perlomeno a cercare di coprire il più
possibile quella che è la mala gestione di queste società che, in qualche modo,
ruotano intorno a Torino. E parlo di GTT, perché gli aumenti incredibili delle tariffe
mica ci servivano per migliorare il trasporto pubblico, signori, ci servivano per
andare a coprire i buchi di GTT, i debiti che abbiamo. AMIAT è la stessa cosa. La
TARES serve esattamente per la stessa cosa. Serve per andare a coprire la mala
gestione di questi amministratori che, in qualche modo, hanno sempre più affossato il
debito della società che amministrano.
Ho sentito dire che noi non abbiamo più la discarica. Che cosa vuol dire? Non siamo
mica gli unici a non avere la discarica. Anche altri Comuni non hanno più una
discarica, anche altri Comuni devono conferire in altri Comuni, in altre zone, devono
pagare di più il trasporto, quindi non c'è economia in questo, però non sono cari
come noi.
Allora ecco il lampo di genio di questa ultima tornata amministrativa, il lampo di
genio del nostro Sindaco, dice: "Ragazzi, visto che ci viene addosso questa roba e ci
viene imposta, traiamo il massimo, perché, traendo il massimo da questo, riusciamo
perlomeno non a fare investimenti, ma a compensare quanto hanno bucato gli altri".
Questo bisogna che lo si sappia tutti, bisogna che esserne coscienti, perché è facile
fare discorsi da 20 minuti, dove spieghiamo che non possiamo, che faremo. Non c'è
nessun tentativo - ripeto - assolutamente indipendente, di rendere in qualche modo
efficiente o fare investimenti sul grande gettito che si ha da questa tassa. Perché?
Perché non ci sono prospettive, perché non c'è nessuna possibilità di pensare in un
futuro migliore, perché dobbiamo usare questo strumento per andare a coprire il
passato.
Continuiamo a correre dietro al passato ed è una cosa assurda, ma è così. Non
corriamo dietro al futuro, noi corriamo dietro al passato. Noi cerchiamo di coprire
buchi a tutto andare e senza che nessuno abbia comunque - e questo è un altro grande
torto che noi tutti dell'opposizione abbiamo cercato in qualche modo di fermare - la
capacità di dire: "Basta, si resetta tutto, si cambiano gli amministratori, si cambia chi
è al vertice di queste aziende, si ricomincia da capo con delle persone capaci". Non
lo si fa! Non lo si fa perché probabilmente siamo vincolati, perché probabilmente
non siamo capaci...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiedo la cortesia ai Consiglieri di abbassare il tono di voce. Grazie.

CARBONERO Roberto
L'argomento non interessa, perché tanto sono poi loro che avallano, è proprio la
maggioranza che poi avalla il fatto di poter mettere in queste posizioni questi
personaggi, quindi è chiaro che non gli interessa l'argomento. Non rifletteranno mai
su questa situazione, perché effettivamente è così. Noi viviamo di partecipate gestite
non da grandi tecnici che sanno cercare il massimo e il meglio da queste aziende, ma
da persone che sono state o trombate, o comunque amici che devono essere in
qualche modo piazzati, che creano buchi su buchi. Non voglio andarvi a raccontare
di CSEA, abbiamo avuto mille esempi in questi ultimi due anni.
Però, signori, per fortuna che ogni tanto il Governo ci pensa e tira fuori queste tasse e
queste cose per poter andare a dire: "Noi dobbiamo per forza applicare quello che il
Governo ci chiede. Applichiamo il massimo, perché noi dobbiamo per forza
applicare il massimo, ma per risolvere il problema che questi signori ci hanno
lasciato".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo dire la verità, a differenza di molti miei Consiglieri - e mi dispiace che questa
discussione non sia stata così tanto ascoltata -, ho sentito tanti errori teorici, tante
imprecisioni politiche e tanta smemoratezza, perché questo centrodestra, assai diviso
nel fare l'opposizione, dovrebbe essere almeno unito nel riconoscere quelle che sono
le inadempienze dei Governi che hanno previsto questo modello.
Vi ricordo che la TARES non solo è stata introdotta dal Governo Berlusconi, e poi,
per carità, applicata dal Governo Monti, ma, se io fossi in voi - lo dico soprattutto per
i Consiglieri Ricca, Marrone e Tronzano -, rivendicherei l'intero impianto della
Mattioli e Ronchi, perché è un modello che sta nelle fibre e nelle corde del
centrodestra.
Ma vi dico di più. Guardate i dati generali, in cui il Fondo di solidarietà, il Fondo
sperimentale di riequilibrio passa da 309 milioni, nel Rendiconto del 2011, ai 12
milioni di quest'anno: ma vi fa accendere qualche lampadina, Consiglieri?
Guardate, faccio salvo giusto il Movimento 5 Stelle, che rivendica di non essere stato
presente nella scena politica di questi 20 anni, ma se si passa da una TARES che
costava 175 milioni di Euro nel 2011 ai 204 milioni di oggi, quel full cost viene o no
da una politica nazionale? Viene o no da chiedervi come mai nelle mense, oltre ai
costi netti, lordi del pasto, abbiamo aggiunto il nostro personale? Come mai dai 183
milioni dello scorso anno, ci troviamo i 204 milioni? Non venite a raccontare
stupidaggini sui costi dell'AMIAT, perché non è questo l'oggetto. L'oggetto è che
noi abbiamo spostato sulle spalle dei cittadini i mancati trasferimenti dello Stato! E
voi o aprite gli occhi, o iniziate a dire la verità, o continuerete a dire balle, perché
abbiamo sentito tante balle in questa discussione.
Cosa differente è dire che quei 204 milioni, rispetto ad altre Città italiane, sono tanti.
Certo, l'ha detto qualche volta l'Assessore nelle ultime settimane, però di tutti questi
grandi difensori del libero mercato - perché nel centrodestra di difensori del libero
mercato e del liberismo ce ne sono - nessuno si chiede come mai nessun privato
abbia voluto fare un'offerta, per il contratto di servizio, diversa dai 154 milioni, dai
155 milioni.
Poi ci sono tutti quelli che teorizzano. Consigliere Bertola, ma quale sperimentazione
dei mercatali?! I mercatali non la vogliono fare da soli! Perché potrebbero, non c'è
alcuna Legge nazionale che glielo impedisca. Ma, caso strano, nessun Consigliere
delle opposizioni due anni fa, un anno fa ci ha detto: "Sapete cosa c'è? Nel contratto
di servizio togliamola la parte dei 12 milioni che ci costano i mercati". Sapete perché
non l'avete fatto? In parte perché molti di voi non lo sanno neanche. La seconda cosa
è che, se la dovessero gestire da soli, dovrebbero pagarsela tutta loro! E oggi di quei
12 milioni - lo ricordo - ne pagano solo 5.
Allora, facciamo finta che prendiamo per buono quello che avete detto, credo nella
vostra onestà intellettuale. Da quest'anno, Assessore Passoni, ci impegniamo a
chiedere la revisione del contratto di servizio e chiediamo se sono disponibili -
pagandola tutta loro - a fare una gara solo per i mercati, magari la facciamo insieme
al commercio. Vediamo, non costerà 12? Forse AMIAT la fa pagare troppo? Non lo
so, lo deciderà il mercato se è troppo. Facciamo che ne costerà 8? Quindi incredibile,
da 12 si passa ad 8. La pagheranno tutta loro, però. Perché è questo il senso.
Allora, anche lì, ho sentito Gruppi che il giorno in cui discutevamo della vicenda dei
domiciliari, cioè di tutta la produzione delle famiglie, dicevano. "Eh, ma è troppo
alto il costo per le famiglie, è incredibile, è aumentato per tutti quelli che hanno due,
tre, quattro figli, a parte le esenzioni, è incredibile l'aumento".
Il giorno dopo ci spiegavano che il 54% dei rifiuti sui non domestici dovevano
ricadere sulle famiglie.
Allora, a parte Fratelli d'Italia che ha fatto un distinguo, purtroppo l'ho sentito dire
dal Consigliere Vittorio Bertola fino al Consigliere Andrea Tronzano. Per carità,
ognuno ha le sue politiche, giustamente il Consigliere Tronzano ci ha detto che se
muore un'impresa oggi, oggettivamente poi stanno più male le famiglie dopo. Io
credo oggettivamente che a fronte degli aumenti che vedranno le famiglie, spiegargli
che dovranno pagare per i commercianti, secondo me è un po' difficile da spiegare.
Soprattutto se quegli aumenti sono stati bloccati, perché anche lì si sono dette tante
cose, ma nessuno forse ha ascoltato la relazione dell'Assessore. Guardate che, se non
avessimo messo il blocco del 20%, avrebbero dovuto pagare più 40, più 60, più 70,
invece sono stati aiutati anche.
Sì, Consiglieri, io vorrei, anche lì, guardate, probabilmente l'IPLA non avrà fatto un
gran lavoro, secondo voi, io non lo so. Io prima di stigmatizzare, ridurre, parlare di
latrocinio dei nostri ricercatori, che tra l'altro fino allo scorso mese volevamo salvare
l'IPLA e darle più commesse pubbliche, dite con noi che vogliamo fargli fare un
studio ex novo, vi ricordo però, piccolo particolare per il Consigliere Bertola che o fa
finta oggi di non sapere, o non ha studiato niente, guardate che il copyright vale per
le aziende pubbliche, ma un conto è dire che pubblicamente si dice l'estrapolato, un
conto è se una società di consulenza deve dare il suo copyright a tutti. Non funziona
così, Consigliere. Ma proprio per lei che, in teoria, per il lavoro che fa, forse un po'
di dimestichezza fra il prodotto finale e il processo, dovrebbe fare qualche distinguo,
lei ha qualsiasi possibilità di accesso agli atti, poi deve chiedere che AMIAT
pubblichi la sintesi, ma se la società di consulenza non vuole dargli quel copyright
sul processo, non glielo regala, caro Consigliere, come lei non regala il suo lavoro a
nessuno. Non faccia finta di non sapere queste cose.
Noi ci siamo presi l'impegno con IPLA e con l'Assessore di rivedere quello studio,
però anche lì non facciamo i furbi il prossimo anno. Quando ci diranno che non sono
12.000 le tonnellate prodotte, ma sono le 17 che raccoglie AMIAT, perché anche
questo, scusate, fate la controprova, qualcuno dice che i mercati sono fantasma. Ma
avete chiesto quanto ne raccoglie AMIAT di chili? Se vi dicessi che ne raccoglie
5.000 tonnellate in più, cosa mi dite? Glieli facciamo subito pagare. Allora
mettiamolo a piè di lista lo studio dell'IPLA è sbagliato. Sapete perché? Perché
AMIAT ci dice di raccoglierne di più.
Allora, sarà ben più vero il dato di AMIAT di quello che ci dice l'IPLA, allora
mettiamolo subito. Mettiamolo subito nel conto di chi dovrebbe pagarli.
Io ho sentito tante inesattezze, posso dire così, almeno non vengo tacciato dal
Presidente di essere uscito fuori dalle righe, però oggettivamente, Consiglieri, questa
discussione si può fare tutto l'anno e le Commissioni, VI più I, sono aperte tutto
l'anno e io ringrazio, perché tutto l'anno, dai Consiglieri Paolino ad Alunno, dai
Consiglieri Marta Levi al Consigliere Ventura, tutto l'anno discutiamo di questa
vicenda qua.
Volete aiutarci? Allora aiutateci, ma fatelo nei contratti di servizio, fatelo con noi nei
contratti di servizio, fatelo con noi sul tema dell'oggettivazione di quel risultato,
perché anche lì ognuno dice: "Secondo me è aumentata". Possiamo dirci che siamo
insoddisfatti del livello di differenziata? Possiamo dirlo tutti assieme una volta?
Perché continuo a sentire frasi dall'altra parte della sala che un giorno ci spiegano
che AMIAT lavora male, dall'altra ci spiegano che livello di differenziata è buono.
Posso dire che livello di differenziata non è buono? Non è buono, infatti uniamoci,
per dire che il problema non è che Parma vada all'80, ma è che la Città di Torino
pretende il 60 e pretenda il fatto...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, come ho chiesto...

GRIMALDI Marco
Mi fate finire? Io vi ho ascoltato con tanta pazienza. Mi scusi se ho accelerato, ma
guardi, avrei voluto interrompervi tante volte, mi sono preso la lingua, me la sono
morsa e adesso vi dico tutta la verità che ho in testa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi, Consigliere Carbonero, come sono intervenuto per lei quando interveniva,
chiedo anche da parte vostra di fare silenzio quando intervengono gli altri.
Prego, Consigliere Grimaldi, continui.

GRIMALDI Marco
Dicevo che la cosa inaccettabile è pensare che siamo ancora alle cifre del 2011. La
cosa inaccettabile è dire che i quartieri che fanno la differenziata porta a porta vanno
sopra il sessanta, ma quelli che fanno la differenziata sulla strada vanno dal 25, 26,
27. Quelle sono le cifre scandalose che dobbiamo cancellare dalla nostra storia,
perché pensare ad interi quartieri che non riescono ad aumentare di uno, due, tre
punti percentuali l'anno, anche con la raccolta su strada, sono i veri problemi che con
AMIAT dobbiamo risolvere. Con AMIAT controllata dal pubblico, con AMIAT
pubblica, perché il problema non è solo il contratto di servizio, è chi oggi ci
rappresenta in quell'Ente.
Anche qui chiedo una seconda cosa alla Giunta, che questa interlocuzione non venga
fatta solo con il gestore del contratto di servizio, ma anche con gli amministratori che
ci rappresentano in quell'azienda, perché io credo che con loro dobbiamo aprire la
discussione se quei 204 milioni, di cui 180 lordi del contratto di servizio, possano
essere ridotti, o reinvestiti per una qualità migliore, perché sul resto, ripeto
Consiglieri, o iniziate a dire dov'è che il sistema si è inceppato, e secondo me il
sistema si è inceppato quando spieghiamo ai nostri cittadini che i trasferimenti
vengono ridotti, tutti pensano che la spesa pubblica sia stata contratta,
ridimensionata, invece guardiamo la spesa pubblica che continua ad essere in
aumento e semplicemente i cittadini che ci pagano i trasferimenti che non arrivano
più dallo Stato.
Su questo io spero che però non ve ne accorgerete solo sulla TARES, ve ne
accorgerete sulle mense dei nidi, ve ne accorgerete sul sociale, ve ne accorgerete
anche sui trasporti, Consigliere Carbonero. Ma che cosa fa, pensa di prenderci in
giro, spiegando che noi abbiamo aumentato le tariffe per pagare i buchi di GTT? Ma
lei li sa i dati della Regione? Ma lo sa chi ha tagliato il Trasporto Pubblico Locale?
Allora, invece di spiegarci che i servizi peggiorano e le tariffe aumentano, inizino a
prendersi la responsabilità i gentili Consiglieri, anche di quello che succede fuori da
quella che loro considerano, si vede, una Città Stato.

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