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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2007-01343
?DISSIPATORI DI RIFIUTI VENDUTI CON LE CATENE PASSAPAROLA? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI SBRIGLIO, CERUTTI, CUGUSI, MAURO E LO RUSSO IN DATA 6 MARZO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701343/02, presentata in data 6 marzo 2007, avente per oggetto:
"Dissipatori di rifiuti venduti con le catene passaparola"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Il Consigliere Sbriglio, unitamente ad altri Consiglieri, chiede se sia possibile contenere, o addirittura vietare, l'azione dei dissipatori di rifiuti venduti con le catene passaparola, nonché se sia possibile portare avanti azioni finalizzate ad informare la cittadinanza e a limitare l'uso di tale prodotto.
Possiamo dire che questo argomento è stato oggetto di discussione in altre sedi, ma, in particolare, nelle Commissioni, abbiamo potuto approfondire con l'ATO Acqua e con la SMAT, quali sono le conseguenze dell'applicazione di questo apparecchio.
In quella sede era emersa, in maniera chiara, che le nostre condutture non sono adeguate a sostenere i dissipatori, perché rischieremmo di otturarle frequentemente; vietarne la commercializzazione, però, non è possibile.
Abbiamo pensato, però, di esortare, in qualche modo, sia SMAT sia ATO Acqua, affinché chiarisca, ai cittadini, la propria posizione su questo argomento.
Al Consigliere Sbriglio non sfugge che sia SMAT sia l'ATO Acqua, hanno una influenza che va oltre la città di Torino, in quanto copre tutta la Provincia.
Ci hanno comunicato, comunque, sia SMAT sia ATO, che, nei prossimi giorni, provvederanno a fare una pubblicazione su qualche quotidiano della città e della Provincia, con questo contenuto: i dissipatori creano problemi alle condutture e si rammenta, inoltre, che la Città di Torino vieta, attraverso il proprio Regolamento, l'utilizzo di questi dissipatori.
Direi che questo è ciò che si può fare in questo momento, non potendo, in nessun modo, limitarne la commercializzazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
L'argomento segnalato nell'interpellanza rappresenta una forma di segnale d'attenzione, soprattutto a tutela dei consumatori.
Naturalmente, oltre all'interesse dell'Amministrazione nei confronti della nostra partecipata SMAT, che ci mette all'erta sui danni e sui costi sociali che provoca questo strumento, sullo stesso, come ricordava lei, Assessore, esiste un chiaro divieto da parte della Città di Torino, sul quale non si discute. So che in una proposta di ordine del giorno presentata da alcuni Consiglieri delle forze di minoranza, mi sembra ci sia la volontà di rivedere questo tema.
Credo, in base a ciò che c'è stato finora segnalato, che la marcia debba essere, naturalmente, opposta a questa volontà di far finire nel nulla lo sforzo che abbiamo fatto; anzi, visto che, Assessore, lei ricopre questo ruolo nel capoluogo della Provincia, la inviterei, naturalmente, a fare in modo che anche i suoi Colleghi dei paesi limitrofi e le Amministrazioni che fanno parte dell'ATO pongano in essere un Regolamento o, comunque, un divieto analogo a quello adottato dalla Città di Torino.
Viene posta l'attenzione anche su questi sistemi di vendita a catena che si basano soltanto ed esclusivamente sulla credulità e non tanto sul prodotto che, naturalmente, è vietato. Questa è una vecchia storia e, purtroppo, succede con tantissimi tipi di prodotti.
Il sistema adottato è uno di quelli che prospettano grossi guadagni, decuplicando anche il costo del prodotto che, acquistato su internet, costa un decimo di quanto verrebbe a costare, venduto con questi sistemi. Naturalmente, bisogna mettere all'erta i consumatori su questo tema, danneggia anche un servizio pubblico-locale che gestisce, non dobbiamo dimenticare, una risorsa preziosa, che è l'acqua.
Sempre più, negli anni, ci dovremo rendere conto di quanto questa risorsa sia preziosa. Se poi questi sistemi, attraverso questi fattori di moltiplicazione, verranno portati a livelli incontrollabili, avremo anche problemi nella gestione di questa risorsa, appunto.
Naturalmente, per quanto mi è stato segnalato, questi signori non spiegano che il prodotto è vietato, tanto meno che l'acqua è preziosa. Questa sponsorizzazione viene fatta in sale d'albergo dove sono tutti felici e contenti di far soldi vendendo questo prodotto, però, poco si preoccupano del tipo di prodotto in vendita, in quanto l'attenzione è rivolta solo esclusivamente sui guadagni.
Compito dell'Amministrazione è fare del proprio meglio per informare i cittadini su questo divieto e sulle ragioni di quest'ultimo. Il nostro compito, naturalmente, oltre quello di spiegare le ragioni di questo divieto, è anche quello di fare in modo che queste persone non vengano ulteriormente prese in giro. Nella mia interpellanza, com'è ovvio, invito a segnalare la questione alle autorità competenti.
Ritengo anch'io che, probabilmente, non ci siano illeciti né di natura civile, né di natura amministrativa, né di natura penale, ma, qualora ci fossero, sarebbe compito anche di chi è nelle vesti dell'Amministrazione, di segnalare ogni abuso del genere.
La ringrazio, Assessore, per le risposte date. Mi ritengo soddisfatto, almeno per la comunicazione e credo che quest'ultima debba essere diffusa, il più possibile, sia sul territorio cittadino sia su quello provinciale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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