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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201303939/024, presentata dalla Giunta in data 24 settembre 2013 avente ad oggetto: "Indirizzi per l'Esercizio 2013 in tema di tributi locali, tariffe, rette, canoni ed altre materie simili". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Anch'io volevo intervenire, come il Consigliere Appendino, sull'emendamento proposto dall'Assessore Lubatti. Ritengo che un tema fondamentale, come gli sconti rispetto alle tariffe sul Trasporto Pubblico Locale per le categorie più deboli, meritasse di sicuro anche un approfondimento maggiore rispetto a un semplice emendamento inserito all'ultimo. Io, in questa sede, mi limito a rilevare che le categorie che di fatto sono coperte da questa agevolazione sono solo quelle riconducibili, pur con qualche differenziazione, agli anziani. Per carità, di sicuro i nostri anziani meritano di essere tutelati e sono vittime privilegiate della crisi economica, però, nella Città che è stata Capitale Europea dei Giovani, che ha uno sviluppo universitario di residenzialità e di attrazione dalle altre Città italiane e cerca di essere sempre di più Città giovane e Città dei giovani, non aver ricompreso gli studenti, ritengo sia un errore grave di questa Amministrazione. Vorrei ricordare la polemica con la quale era venuto meno il buono che veniva congiuntamente fornito da Regione e Comune rispetto a questa categoria, ricordare che però è stato garantito solo più dalla Regione e da parte del Comune solo nei confronti degli studenti universitari, tagliando invece tutta la categoria degli studenti delle medie superiori, che poi quantitativamente sono di gran lunga la maggioranza sul totale e diciamo che aver perso anche questa opportunità di cercare di favorire una mobilità intanto effettiva, soprattutto per ragazzi che non hanno ancora l'età per la patente, ma in ogni caso verde e ambientalmente ecosostenibile, non credo sia stata una scelta saggia o illuminata rispetto a questo tema. Credo che sia penalizzante nei confronti dei tanti studenti che sono abituati, che sono costretti quotidianamente a usare i mezzi pubblici e credo che, in ogni caso, meritasse un approfondimento diverso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intanto, mi associo a questa considerazione, nel senso anche che le politiche della mobilità, anche quelle tariffarie, sono proprio una cosa che necessitano di una visione generale, quindi perlomeno sarebbe stato il caso magari di discuterne, tra l'altro, anche nella Commissione competente e di fare un quadro generale delle agevolazioni, prima di arrivare all'ultimo momento e inserire una roba così. Però va bene, è comunque un'agevolazione. Io invece volevo inserire confessando personalmente il mio conflitto di interessi, nel senso che io ho un parente di primo grado che abita in una casa di mia proprietà gratuitamente e vi risiede, su questo tema sollevato prima dal Consigliere Tronzano, delle case date in uso gratuito a parenti di primo e di secondo grado e anche poi di terzo e di quarto, ma i casi tipici sono scambio tra i genitori e figli, ovvero parenti di primo grado, e scambio tra nonni e nipoti o tra fratelli, quindi secondo grado. Questo perché è un tema che, in realtà, riguarda molte persone, che ancora non si capacitano di come mai loro vivano in una casa che, di fatto, è stata data gratuitamente da un parente, ma non viene considerata prima casa e quindi pagano l'aliquota della seconda, che noi abbiamo agevolato l'anno scorso per quanto riguarda il primo grado. Questo spesso non viene compreso, perché il genitore dice: "Io ho comprato la casa ai miei figli, però è la loro prima casa, ci abitano loro, è intestata a me perché i soldi glieli ho dati io - come peraltro è successo in molti casi - perché questa roba, invece di essere considerata prima casa, come tutte le altre, dev'essere considerata seconda casa e pagare spesso centinaia, se non anche 1.000, 1.200 Euro per un appartamento medio?". Quindi, su questa cosa credo che, forse, una riflessione ci vorrebbe, se non altro un approfondimento in Commissione, perché appunto non si tratta di una situazione così strana. Questa situazione, fino a quando c'era l'ICI era equiparata. So che a livello nazionale sta passando adesso nel Decreto di Stabilità una norma che permetterebbe al Comune, per i parenti di primo grado, di fare l'equiparazione e credo che comunque, se non altro, una riflessione vada fatta, perché questa sembra veramente una delle storture dell'IMU che la gente non capisce. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'ordine, non preciso, risponderei alle tre principali osservazioni. Quella che si riferisce all'IMU è, in realtà, un'osservazione più o meno corretta, perché quando noi ad aprile abbiamo proposto la modifica del Regolamento IMU e della tabella allegata, non lo abbiamo fatto modificandola in alcun modo, ma solo per una norma di trasparenza, cioè affinché non risultasse, nel prospetto allegato alla deliberazione, che poi veniva pubblicato sul sito del Ministero delle Finanze, un prospetto che lasciava intendere che la tabella divisa tra quota Comune e quota Stato, potesse indurre il contribuente a versare la quota Stato, che invece era stata confluita in quella Comunale, quindi senza variazioni. E abbiamo detto, come peraltro confermo: "Se dovessimo fare delle variazioni, porteremo una deliberazione di variazione". Perché non facciamo variazioni? Uno, perché non sono necessarie a nostro avviso e quindi, fino a prova contraria, dipende da cosa pensiamo noi, se la proponiamo, ma ciò non impedisce al Consiglio di proporre. Ma la cosa fondamentale è che la legge di stabilità ha una serie di emendamenti sull'IMU, tra cui uno che assimila all'abitazione principale le unità concesse in uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado, quindi richiamando quello che diceva il Consigliere Tronzano. Questa nuova, che è in corso di discussione. Prevedendo che l'agevolazione sia limitata alla quota di rendita non eccedente i 500 Euro sul fabbricato, o nel caso in cui il comodatario abbia un reddito complessivo non superiore a 15.000 Euro. Allora, perché la Giunta avrebbe dovuto istruire un provvedimento sull'IMU, che probabilmente sarebbe stato di nuovo sconfessato dal fatto che la Legge di Stabilità in questo momento sta modificando, quando evidentemente dovremo fare una cosa diversa, e lo dico al Consiglio in modo molto chiaro, se per caso la Legge di Stabilità convertisse novità sull'IMU, io sarò obbligato - se peraltro sono novità efficaci sul 2013 - a portare d'urgenza un provvedimento sull'IMU in Consiglio Comunale e a sottoporvelo. Per cui, la garanzia che posso darvi è che oggi nessuna Giunta ha istruito riforme dell'IMU nella totale assenza di quadri legislativi chiari. Se dovesse verificarsi, come questa agevolazione potrebbe essere, che non è proprio la nostra, noi l'avevamo istituita volontariamente con un'aliquota separata, anziché con l'assimilazione all'abitazione principale, quindi è una cosa un po' diversa. Però, non era a norma, era una facoltà regolamentare che, tra virgolette, abbiamo applicato in tutta autonomia, rinunciando al gettito. Questa è pur sempre una facoltà regolamentare, una norma della Legge di Stabilità dice: "I Comuni possono, nei Regolamenti, prevedere questa cosa". Per cui, noi dovremo prendere il Regolamento nostro, modificarlo, togliere l'aliquota agevolata separata e includerla nell'abitazione principale per l'assimilazione. Se è necessario, lo faremo, però non possiamo farlo senza la forza di una Legge. Quindi per non avere un provvedimento che fosse di nuovo incagliato, emendato e non pronto allo stato dell'arte della normativa, non l'abbiamo istruito. Quindi l'impegno è che se dovremo istruirlo lo faremo, ma chiedo già scusa, non sarà colpa nostra se magari il 10 novembre ci troveremo a discutere delle novità IMU in materia di Legge di Stabilità che in quel momento il Parlamento ha eventualmente approvato. Sul tema delle agevolazioni agli sgravi, precisando che la Giunta approva la deliberazione di attuazione solo dopo che il Consiglio ha dato gli indirizzi, pertanto evidentemente è in attuazione, preciso già che io ho comunicato formalmente a latere di una Commissione Consiliare, alla Circoscrizione 9 e lo ribadirò stasera nel Consiglio Aperto di approvazione del parere al Bilancio, che la Città intende estendere a due aree - originariamente non previste le agevolazioni, - cioè oltre al tratto di via Nizza compreso tra via Sommariva e via Caramagna, dove l'agevolazione sarà al 100%, si estende l'agevolazione al 50% per tutto l'anno anche nel medesimo tratto di via Genova. Inoltre, si estende l'agevolazione al 100% a due numeri civici, che sono stati presentati con un'istanza all'Assessorato da parte di un gruppo di commercianti, che sono anteriori nel senso di marcia a via Sommariva, pertanto non nel tratto agevolato, ma comunque nel tratto in cui la viabilità è compromessa, che sono il numero civico 369 e il numero civico 367 di via Nizza. Questo sostanzialmente di fatto, rettifica la sua stortura che poteva intercorrere rispetto al blocco del traffico e, in qualche modo, fa giustizia del fatto che il tratto è sicuramente quello interessato, ma effettivamente ci sono elementi di interazione con la viabilità ordinaria anche in tratti assolutamente diversi e anteriori a quelli del tratto di continuità medesimo. Questo è il provvedimento che al momento presentiamo. Stasera andrò in Consiglio di Circoscrizione e recepirò eventualmente ulteriori richieste, ma questa è l'ultima di una settimana fa, di un gruppo di commercianti che non rappresentato da associazioni di categoria o di via, ha presentato istanza in proprio, ma devo dire ragionevolmente. Circa invece l'emendamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, sì, allineato sui tributi comunali, quindi TARES, COSAP, CIMP, eccetera, eccetera. Sull'emendamento che è stato introdotto, premesso che sul piano metodologico è chiaro che la Giunta ha inserito un elemento di novità, che non era, per la verità, conosciuto con quest'analisi dei dati, al momento dell'avviamento del provvedimento; devo dire però che io non credo che sia sbagliato concettualmente pensare che l'Aula sia la sede in cui la Giunta presenti e discuta, in carenza di un passaggio di Commissione, emendamenti di questo genere. Non vorrei che si passasse... Ogni tanto non capisco bene se c'è una supremazia della Commissione sull'Aula, o viceversa. A mio avviso, ma sbaglierò sicuramente, se l'Aula ritiene di aprire la discussione su un provvedimento anche ampiamente discusso in Commissione e lo vuole fare alla luce di novità, o di discussioni lasciate in sospeso, lo può fare. E quindi la Giunta è presente in Aula per discutere questo emendamento, semplicemente spiegandolo. Ovvero, abbiamo avuto i dati analitici sull'andamento degli abbonamenti per gli anziani riferiti al dicembre 2011- gennaio 2013, cioè riferiti al primo anno di campione in cui c'è stata la variazione tariffaria. E siccome l'incremento tariffario ha portato l'abbonamento per anziani al prezzo pieno di 317 Euro, se ricordo bene, circa 300 Euro... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) 310 Euro, grazie collega; alla fine, il senso era: se si è incrementato a 310 Euro il costo dell'abbonamento e questo ha generato, per quegli anziani che non erano nella fascia protetta del reddito fino a 36.000 Euro, una disabitudine ad abbonarsi, che è arrivata fino a 6.000 abbonamenti in meno nell'esercizio, la Giunta ha pensato (ogni tanto pensa anche) ha pensato di dire: benissimo, se dobbiamo reintrodurre un concetto di incentivazione a che l'anziano si riabboni, anche in presenza di un uso limitato del mezzo, cioè per il fatto di avere comunque un accesso costante al mezzo pubblico, probabilmente occorre colmare la lacuna lasciata dall'incremento della tariffa del 2011 e, in qualche modo, non colmata dalla soglia di reddito che veniva sostanzialmente qualificato. E allora, si inserisce, in sintesi, una norma per la quale si sconta del 30%, riportando di fatto quasi alla vecchia tariffa l'abbonamento precedente, cioè 217 Euro, la fascia di età sempre ultrasessantacinquenne, che è nuova, riferita ad una soglia reddituale di 50.000 Euro, quindi mediamente alta. Di fatto, istituiamo un modo trasparente, corretto e anche basato su una categoria identificata socialmente, cioè l'anziano che non ha un reddito di sussistenza sicuramente, ma che ha un vantaggio ad avere un abbonamento agevolato, in quanto viaggerà sempre sul mezzo pubblico con un titolo di viaggio a validità comunque costante. La stima del ragionamento si fonda sul fatto che è stata peggiore la perdita di introito derivante dall'incremento tariffario per effetto dell'incremento della tariffa a 310 Euro dell'abbonamento, di quanto non sarà l'effetto del riacquisto del mercato, diciamo così, della quota di mercato degli abbonati anziani, che potranno riaccedere al servizio con un costo ridotto. Pertanto, la stima della valutazione del Servizio viabilità e mobilità è quella per il quale l'agevolazione si compenserà con l'incremento di abbonati, di fatto quindi non cambiando complessivamente il costo dell'abbonamento e dell'agevolazione per la Città e di fatto il risultato sarà invece socialmente rilevante, perché avremo un numero di anziani abbonati, superiore a quello precedente. Perché non lo si fa per altre categorie? Ma perché l'abbiamo già fatto. Abbiamo già istituito le categorie protette per gli studenti, che già hanno gli abbonamenti; c'è già l'esenzione dei ragazzi, non più in base ad un metro di età, ricorderete, ma in base all'età anagrafica, 11 anni se ricordo bene. Alla fine, è un quadro di agevolazioni che, devo dire, permette di avere sul contratto di servizio un sistema di agevolazioni e di welfare di tutto rispetto in una Città che comunque ha un trasposto pubblico a costi perfettamente in linea con la media delle grandi città italiane. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una precisazione, al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io non ho nulla da eccepire, per carità, sul ragionamento dell'Assessore Passoni, però capisce che poi, alla fine, qua è un po' difficile discutere, perché i tempi e com'è gestita l'Aula da Regolamento diventa poi difficile entrare nel merito di quello che lei ci ha detto oggi, perché io apprendo adesso, in questo istante, che è stata fatta un'analisi sugli abbonamenti; dati che noi non abbiamo visto, ragionamenti che noi non abbiamo mai fatto, quindi mi diventa difficile, evidentemente valutare l'agevolazione che lei mi dice giustamente che ha un impatto positivo e ben venga, ma a me piacerebbe fare l'analisi anche evidentemente sulle altre categorie e capire qual è stato l'impatto dei dati che voi avete analizzato, per poter capire effettivamente se si poteva fare qualcos'altro, o semplicemente poter dire tranquillamente che questa era la cosa migliore che si poteva fare. Quindi per questo dico che, a mio avviso, è sempre meglio discutere in Commissione se è possibile, perché lei ha dei dati che noi non abbiamo, valutazioni che lei può fare e che noi non possiamo fare e qui oggi noi apprendiamo da lei un emendamento, però finisce qui e difficilmente si può entrare nel merito. Quindi in tal senso il mio intervento precedente, che a fronte anche dell'istruzione che lei ha fatto, non fa altro che confermare che, se è possibile, chiederei di passare sempre in Commissione, perché se no diventa oggettivamente impossibile entrare nel merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per un'integrazione, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Grazie, Presidente. Grazie anche al Collega Passoni, che ha dato tutte le informazioni nel dettaglio rispetto alle scelte che abbiamo proposto al Consiglio Comunale. Do, però, un'informazione al Consiglio, perché anche avendo ascoltato l'ultimo intervento credo che sia giusto ripercorrere velocissimamente la storia del tema delle tariffe rispetto alle singole competenze. Lo dico perché quando noi abbiamo iniziato l'analisi della ricaduta sull'andamento delle vendite derivante dalla riforma tariffaria dicembre 2011, abbiamo iniziato a ragionare su alcune proposte di modifica e una di quelle è questa qui che, come ha spiegato perfettamente l'Assessore Passoni, ha l'obiettivo di riportare le persone che non hanno più acquistato l'abbonamento, a rivalutare il mezzo pubblico, magari in alternativa al mezzo privato. Quindi questo è il principio di base. Quando stavamo, però, ragionando su delle modifiche complessive di questa deliberazione, è arrivata la proposta, che avrete letto sui giornali, di riorganizzare l'intero mondo tariffario da parte della Regione, in previsione della riparametrazione dei fondi, del Fondo Nazionale Trasporti dalla Regione e quindi alle aziende, in virtù o in base al mancato o pieno raggiungimento del 35% tra costi e ricavi. In quell'ottica lì io ho iniziato a ragionare sulle modifiche complessive che, come ha chiesto il Consigliere Appendino, saranno oggetto di una specifica Commissione, nella quale approfondiremo ogni singolo punto e ogni singola agevolazione, con tanto di numeri, perché io ho questi dati e quindi è bene che li condivida con il Consiglio Comunale. Visto e considerato, però, che c'era l'opportunità, perché - devo essere sincero - ho colto un po' l'occasione dell'approvazione di questa deliberazione in Consiglio Comunale, quella di far partire immediatamente una sperimentazione di correzione, perché - come vedete - nell'emendamento questa è una scelta che noi facciamo in via sperimentale, per capire se questo correttivo sarà sufficiente ed è sufficiente per correggere e per riportare quei 6.000 utenti che non hanno più sottoscritto l'abbonamento, diciamo in maniera generica 6.000, perché questo è il delta meno che abbiamo segnalato sulla questione abbonamenti. C'è stato un forte aumento della vendita dei settimanali, dei carnet, eccetera, quindi è probabile che una parte di travaso ci sia stato. Detto questo, diamo per assunto che quei 6.000 oggi non siano più utenti del mezzo pubblico, questo è un emendamento che va nella direzione di riportarli sul mezzo pubblico, dandogli un'agevolazione importante, che si inserisce nello schema complessivo di agevolazioni che la Città ha sul tema del trasporto pubblico e che l'Assessore Passoni ha ricordato. Diamo la prospettiva, però, concreta al Consiglio Comunale di una riorganizzazione complessiva della tariffa, non sotto il vincolo del 35%, che proprio in queste ore ho la fortuna di poter confermare, la Città di Torino dopo quella deliberazione ha raggiunto il 35% di rapporto ricavi/costi, rispetto all'erogazione del trasporto pubblico. Quindi se la Regione, com'è giusto che faccia, secondo me, tra l'altro, confermerà che erogherà il Fondo Nazionale Trasporto in proporzione di quanto le aziende raggiungeranno il 35%, noi ci faremo trovare pronti a rispondere che abbiamo raggiunto quel 35% e quindi prenderemo il 100% del Fondo Nazionale Trasporto, in quella direzione, invece, le correzioni saranno come ho detto e do la mia disponibilità al Presidente quindi, di una illustrazione in Commissione specifica, con alcune proposte complessive, magari a valle dei risultati di questa sperimentazione che facciamo partire oggi con l'emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non ho altri iscritti agli interventi. Quindi possiamo procedere con la votazione degli emendamenti. Emendamento n. 51… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Appendino, io stavo per porre in votazione un emendamento. |