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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 18 Ottobre 2013 ore 11,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-04294
PIANO DELLA MOBILITA' CICLABILE (BICIPLAN). APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201304294/006,
presentata dalla Giunta Comunale in data 24 settembre 2013, avente per oggetto:

"Piano della Mobilità ciclabile (Biciplan). Approvazione"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 10/10/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Comunico al Consiglio Comunale che questa proposta di deliberazione viene discussa
congiuntamente con la proposta di mozione n. mecc. 201205596/002, presentata dai
Consiglieri Bertola ed Appendino in data 25 ottobre 2012, avente per oggetto: "Un
piano parcheggi per le biciclette" e con la proposta di mozione n. mecc. 201301180/002,
presentata dal Consigliere Marrone in data 14 marzo 2013, avente per oggetto:
"Rastrelliere per le biciclette in prossimità delle stazioni della Metropolitana".
Mentre gli Assessori intervengono, chiedo di illustrare anche gli emendamenti, se vi
fossero, ed eventualmente esprimersi anche sul contenuto degli altri e sulle mozioni.
La parola all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Comincio con l'esprimere e condividere con il Consiglio Comunale una soddisfazione
che è della Giunta nella sua interezza, del Sindaco, oltre che naturalmente del Collega
Lubatti, con cui abbiamo lavorato alla definizione di questo Piano e alla costruzione di
questo impianto deliberativo e credo che a questo si possa aggiungere l'orgoglio del
Consiglio Comunale, per aver, non solo impreziosito, attraverso delle correzioni, degli
emendamenti, questo provvedimento, ma anche per aver contribuito ad un fattivo
dibattito che è stato animato grazie - e comincio da qui - anche all'attenzione dei due
Presidenti delle Commissioni Consiliari competenti, quindi la Commissione Ambiente
con il Presidente Grimaldi e la Commissione Mobilità con il Presidente Carretta.
È il frutto di un lavoro che ormai va avanti da un bel po' di tempo. Sono due anni che
parliamo di questo documento; un periodo importante, che è stato scandito, tra l'altro,
da due importanti appuntamenti, che sono state due giornate di orgoglio della mobilità
ciclabile nel nostro territorio, la prima nel 2012, la seconda quest'anno. Giornate nelle
quali, tra l'altro, nella prima 15.000, nella seconda più di 30.000 cittadini torinesi - e
non solo - hanno voluto condividere lo sforzo che oggi trova compimento anche in
questo atto amministrativo. Ed è stata una discussione, quella che ha caratterizzato
questi due anni, che io non ho timore nel definire di qualità, l'approfondimento che si è
svolto nelle Commissioni Consiliari, ma lo straordinario processo partecipativo, che lo
stesso Consiglio Comunale ha richiesto a questa Giunta di promuovere attraverso il
coinvolgimento delle Circoscrizioni, ma anche delle tantissime Associazioni che hanno
contribuito, attraverso la possibilità, appunto non solo di modificare, emendare il
provvedimento, ma correggere, in ogni sua singola parte, questo impianto, ha garantito
una discussione, dicevo, di qualità; una discussione che non ho timore a definire anche
europea, perché le politiche della mobilità ciclistica sono all'ordine del giorno nella
maggior parte delle Città europee.
È una discussione che trova fondamentalmente sintesi in un principio che questo
Consiglio Comunale quest'oggi potrà affermare in modo inequivocabile, secondo il
quale incentivare l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, significa
diminuire progressivamente gli spostamenti motorizzati, avere una Città più pulita, più
sicura, più silenziosa, più vivibile.
Parliamo, in una Città come la nostra, di un mezzo di trasporto che sappiamo essere,
oltre che naturalmente ecologico ed economico, tutti i dati ci dicono essere, tra l'altro,
uno dei mezzi di trasporto più veloce. Per cui, gli spostamenti, anche da una parte
all'altra della Città, compiuti attraverso la bicicletta, continuano a risultare gli
spostamenti, anche dal punto di vista delle tempistiche, più veloci.
È un percorso, quello di questi ultimi due anni, che però rappresenta un ulteriore
tassello, in continuità con quanto l'Amministrazione, anche precedentemente, aveva
fatto. Fin dal 2002 mi corre l'obbligo di ricordare la costituzione dell'Ufficio biciclette,
a cui, nel 2004, è seguita l'approvazione del Piano degli itinerari ciclistici. Ancora, il
2008 è stato l'anno in cui il Consiglio Comunale ha approvato le linee guida del Piano
urbano della mobilità sostenibile.
Il 2009 è stato l'anno in cui questa Città ha aderito, sottoscrivendo la Carta di Bruxelles,
sulla quale torno successivamente, per arrivare poi al 2010, anno in cui è stata posata la
prima pietra di un servizio che, ancora oggi, raccoglie entusiasticamente il consenso dei
cittadini torinesi, quale è il Bike sharing. Ed è proprio rispetto a quell'impegno che
l'Amministrazione Comunale ha assunto nel 2009, sottoscrivendo la Carta di Bruxelles,
che parte questa nostra riflessione. Una riflessione che ci conduce oggi all'approvazione
di questa deliberazione. Infatti, sottoscrivendo quella Carta, la Città di Torino si è
impegnata, da qui al 2020, a promuovere gli spostamenti, a far sì che gli spostamenti sul
nostro territorio e quindi che il dato di ripartizione modale degli spostamenti che al
2008 risultava, da un'indagine fatta dall'Agenzia per la Mobilità Metropolitana
dell'ordine del 3,4%, dicevo, al 2020 noi ci impegniamo, con questo provvedimento, a
far sì che questi spostamenti raggiungano la percentuale significativa del 15%.
Se all'inizio di questa discussione, due anni fa, questa percentuale sembrava
particolarmente irraggiungibile e, addirittura, alcune perplessità muovevano anche
all'interno di questo dibattito da parte di alcuni Consiglieri Comunali, c'è anche da dire,
con orgoglio, che in questi due anni qualche elemento che ci rassicura, rispetto alla
possibilità di raggiungere questo ambizioso ed importante obiettivo, lo abbiamo avuto.
Basti ricordare le più di 100 stazioni del Bike sharing che ad oggi caratterizzano il
nostro territorio e che finalmente hanno incominciato a penetrare le Circoscrizioni al di
fuori di quella centrale; sono più di 20.000 gli abbonati nella nostra Città.
Abbiamo registrato dei picchi di prelievi quotidiani delle biciclette da questo servizio
che, in qualche occasione, hanno superato le 9.000 unità. Sono stati più di due milioni i
prelievi, dall'inizio di questo servizio, delle biciclette gialle che colorano il nostro
territorio. Ma ci sono state anche delle politiche per quell'importante numero di
dipendenti che caratterizza la nostra Amministrazione; penso, ad esempio, alla
promozione dell'uso della bicicletta nell'ambito dell'orario di lavoro - questa iniziativa
è dell'anno scorso - attraverso l'estensione della copertura assicurativa ed infortunistica,
grazie ad un protocollo d'intesa con l'INAIL, che ha consentito, anche per i 10.500
dipendenti della Città di Torino di accedere a questa estensione di copertura assicurativa
ed infortunistica per poter utilizzare la bicicletta negli spostamenti durante l'orario di
lavoro.
Penso all'importante lavoro che si sta svolgendo con l'Ufficio Regionale Scolastico,
con l'adozione, sempre da parte del Consiglio Comunale, di una deliberazione promossa
dall'Assessore Pellerino, che promuove percorsi pedonali, oltre che ciclistici, per gli
spostamenti casa-scuola. Penso alle più di 5.000 biciclette che la Città di Torino ha
prestato gratuitamente alle tante Associazioni e agli Enti che ne hanno fatto domanda
negli ultimi due anni.
In sintesi, mi sento di poter dire che stiamo costruendo insieme - e questa deliberazione
lo dimostra - non solo un progetto di mobilità ciclabile, che consente quindi il
miglioramento degli spostamenti in sicurezza, attraverso l'utilizzo di queste bici nel
nostro territorio al 2020, ma più in generale stiamo costruendo insieme - e questo mi
riempie di orgoglio e soddisfazione - la Città del 2020 così come la vorremmo, quindi
sostenibile, oltre che da un punto di vista economico e sociale, evidentemente anche
ambientale.
Questa è una deliberazione che cambia il paradigma secondo il quale l'efficienza di
un'Amministrazione, che vuole riconoscere consapevolmente qual è la dimensione della
ciclabilità in un tessuto urbano come il nostro, si misuri solo sulla quantità. In più
occasioni abbiamo voluto evidenziare come l'elemento della qualità negli interventi,
nelle correzioni, nella nuova realizzazione di percorsi ciclabili debba diventare
l'elemento di riferimento, anche nella fase progettuale. È un cambio di paradigma che,
tra l'altro, attraverso il combinato disposto di una pedonalità diffusa e di una maggior
ciclabilità, ha anche visto la realizzazione di alcuni interventi, quali aree pedonali,
estensione aree pedonali, alcune Zone 30, oltre che il già citato progetto del Pedibus.
Devo dire che mi fa particolarmente piacere che i due livelli, quello di hardware
infrastrutturale, abbiano trovato complementarietà anche dal punto di vista
amministrativo, con gli elementi di software, cioè quelli legati alla promozione della
cultura della bicicletta.
Non la faccio troppo lunga. Credo che valga la pena, però, ricordare che dietro tutto
questo sforzo, dietro tutto questo lavoro ci siano state tantissime ore, uomo o donna, da
parte di tanti dipendenti dell'Amministrazione, che ringrazio tutti, a partire dai direttori,
dal dottor Bayma, l'ingegner Bertasio, l'ingegner Lamberti, i dirigenti, dottor
Conigliaro, Cavaglià, Palermo, tutti funzionari responsabili, i coordinatori anche
dell'Ufficio Biciclette, il dottor Ardito, il dottor Forgia, Amerio, Bosio, Miglietta. Devo
ricordare anche la collaborazione fattiva del Corpo dei Vigili Urbani. Avrete letto,
qualche giorno fa, che in zona Barriera di Milano, il Nucleo di Prossimità ha rintracciato
un deposito di più di 75 biciclette che erano state sottratte a cittadini torinesi, biciclette
anche di valore; alcune di quelle biciclette, tra l'altro, erano state impropriamente
sottratte al Servizio di Bike sharing. Quindi utilissima e preziosissima la collaborazione
con il Nucleo dei Vigili Urbani che ha realizzato il progetto "Ladri di biciclette".
Credo che più in generale valga la pena, però, ricordare, ancora una volta, come siano
state tantissime le Associazioni dei cittadini torinesi che hanno voluto, con noi, costruire
questo importante provvedimento. Vale la pena, quindi, ricordare che le Associazioni
"Bici & dintorni", "Bike Pride", "Legambiente", "Salvaciclisti", "Muovi Equilibri", "La
Città Possibile", "Associazione Intorno" , "Pro Natura", "Muoviti Chieri!" hanno con
noi impreziosito non un semplice provvedimento amministrativo (che oggi giunge
finalmente a una definizione, se ci sarà il voto positivo, come auspico, del Consiglio
Comunale), ma piuttosto hanno collaborato a definire un Piano Regolatore della
mobilità ciclabile che ci consentirà nei prossimi dieci anni - e forse anche meno - di
poter realizzare quelle importanti infrastrutture che ci consentiranno - perché no? - di
cogliere anche positivamente le tante opportunità che arriveranno nel prossimo futuro.
Ne cito una su tutte, perché ancora recentemente, in un incontro con il Ministro Bray,
abbiamo avuto il piacere di riscontrare un interesse da parte di questo Governo su
un'importante infrastruttura leggera che è il percorso ciclabile lungo tutto l'asse del Po
che dovrebbe connettere Venezia a Torino. Questo progetto trova, grazie allo sforzo che
questa Amministrazione ha fatto nell'ultimo periodo, un innesto già presente, già
realizzato lungo l'asse del Po, con un anello ciclabile che connette San Mauro a
Moncalieri, lungo tutto il tratto spondale del Po dei Re, così come si chiama il tratto
torinese del nostro fiume Po.
Questa occasione, inoltre, è stata utile anche a immaginare come una città come la
nostra potrebbe, a fronte di un importante flusso turistico sostenibile, accogliere i turisti
all'interno di un territorio più ampio.
Ecco perché, con la Regione Piemonte, abbiamo condiviso gli sforzi di interconnessione
con il più ampio progetto "Corona Verde"; ecco anche perché il progetto di turismo
sostenibile, che approderà in Consiglio Comunale nelle prossime settimane, è un
elemento di discussione che va a impreziosire, ancora una volta, gli sforzi che questa
Amministrazione sta facendo, ma che nascono - è bene ricordarlo - da una discussione
che ha trovato origine in questo Consiglio Comunale e nelle Commissioni Consiliari
competenti.
Quindi, grazie ancora a tutti i Consiglieri Comunali di tutte le forze politiche
indistintamente che hanno contribuito a questo importante e ambizioso progetto. Credo
- e lo confermerà sicuramente l'Assessore Lubatti - che ancora ci sia tantissimo da fare,
ma mi pare che, con l'adozione di questo provvedimento e le correzioni che
arriveranno, anche attraverso le proposte emendative che insieme abbiamo condiviso, da
oggi possiamo dire che la Città di Torino, nel costruire la Città del 2020, abbia la
possibilità di fissare un tassello importante nella definizione di una città più sostenibile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Mi unisco all'Assessore Lavolta nel fare, giustamente, i ringraziamenti a tutti quelli che,
a vario titolo, hanno contribuito nella preparazione di questo documento, perché la
ricchezza finale del documento, che oggi sottoponiamo al Consiglio Comunale, è
davvero la prova della quantità, ma anche della qualità del lavoro che è stato messo alla
base di questa proposta.
Voglio soltanto inquadrare un obiettivo specifico che sottostà alla preparazione di
questo documento, che, in alcune occasioni, anche a mezzo stampa e nei rapporti con le
Associazioni e con i Consiglieri nelle Commissioni, abbiamo voluto risottolineare,
perché pensiamo davvero - lo dico al plurale, perché lo pensiamo come Giunta, essendo
stata una riflessione che abbiamo fatto anche in quella sede - che questo sia un
documento che debba permetterci di ragionare in maniera nuova nel suo complesso
sulla mobilità della città.
A fianco del titolo Biciplan non è immaginabile, e sarebbe anche una riduzione della
potenzialità di questo strumento, una cifra che noi vogliamo immediatamente inserire, -
adesso banalizzo - nel momento in cui diciamo che per fare il Biciplan servono 10
milioni di Euro. Pensiamo che il Biciplan sia un segno culturale su come
un'Amministrazione di una grande città guarda alla trasformazione e alla rivoluzione in
corso della mobilità che c'è sulla nostra città, facendo diventare finalmente - io dico -
co-protagonista della mobilità cittadina anche la mobilità ciclabile. Questo è il titolo
dell'operazione Biciplan che è molto di più rispetto al mettere in sicurezza qualche
chilometro o qualche centinaia di metri di piste ciclabili.
Poi, è evidente che il risultato finale di azioni congiunte tra un documento come questo,
tra la manutenzione straordinaria, tra le segnalazioni dei "black point" delle
Associazioni, tra l'attenzione che le Commissioni hanno dato su questo tema,
porteranno al miglioramento nel dettaglio della ciclabilità quotidiana dei nostri utenti.
L'obiettivo del documento, però, è più alto, ed è quello di costruire una forma di
pianificazione che permetta agli interventi specifici di stare dentro un quadro
complessivo che, fino a oggi, probabilmente, la città non aveva o non aveva in forma
esplicita, perché è evidente che i nostri Uffici - lo dico perché ho imparato, in questi due
anni, a conoscere bene le professionalità presenti all'interno dei nostri Uffici e la qualità
anche del pensiero che viene prodotto dai nostri tecnici - hanno sempre avuto uno
sguardo d'insieme. Oggi, però, hanno veramente un impegno del Consiglio Comunale
di lavorare in quella direzione e di inserire ogni singolo intervento, che vada nella
direzione di agevolare la mobilità ciclabile, dentro un quadro di insieme molto più
completo e che abbia uno sguardo molto più completo.
Questo vuol dire che dobbiamo iniziare a ragionare (dal momento che esistono gli assi
di penetrazione verso il centro della mobilità urbana degli autoveicoli) sugli assi di
collegamento nord-sud ed est-ovest della nostra città per la mobilità ciclabile. La
rivoluzione consiste in questo, ossia nel parificare i principi con i quali ragioniamo per
le infrastrutture della mobilità tradizionale nella pianificazione della città, oggi anche
per la mobilità ciclabile.
Il fatto di immaginare un obiettivo così ambizioso, perché ci ha portato a fare un lungo
lavoro di analisi dell'esistente? Perché è evidente che la pianificazione si riesce a fare in
maniera puntuale e precisa, costruendo una pianificazione realisticamente utile per gli
utenti finali, se si ha la conoscenza esatta - e non soltanto la percezione - di quelli che
sono i problemi dell'esistente.
Spesso, veniamo richiamati nei convegni fuori Torino (mi è successo ancora l'altro
giorno a Bologna, a un convegno sulle Smart City) come la città che ha il numero di
chilometri di piste ciclabili più alto rispetto alle altre grandi città, ovviamente
paragonando lo stesso numero di metri quadrati di superficie. Questo non è più un
elemento di vanto, perché ormai noi dobbiamo ragionare sulla qualità, sulla
manutenzione dei nostri interventi, su quanto siano fruibili e su quanto questi siano
sicuri, perché altrimenti rimarrebbero delle infrastrutture fredde che poi, invece di
agevolare la mobilità ciclabile, rischierebbero di creare delle condizioni di percezione
magari di sicurezza che non sono reali e, ancora peggio, metterebbero il ciclista nelle
condizioni di muoversi in maniera troppo disinvolta, inconsciamente, magari,
addirittura insicura e quindi di creare poi, alla fine, l'incidente finale, che è quello che
vogliamo, ovviamente, evitare.
Dico questo facendo l'esempio di piazza Statuto. In queste settimane, abbiamo
ragionato sull'intervento di piazza Statuto sul quale c'è più di una valutazione in merito.
Come sempre, quando si fa un intervento impattante, c'è chi reagisce molto
favorevolmente e chi lo critica in maniera molto violenta - posso dirlo? - da entrambe le
parti. Anche tra i ciclisti c'è chi apprezza quell'intervento e chi, invece, lo critica. Posso
dire, però, che quell'intervento è un simbolo? Quell'intervento è un simbolo, perché in
una delle piazze più importanti della città abbiamo dato, di fatto, la precedenza alla
viabilità ciclabile rispetto alla viabilità tradizionale. È successo questo.
Poi, entriamo nel merito; se volete discutiamo di nuovo in Commissione se quella sia la
risposta giusta o se ci siano delle correzioni da fare. Io ho dato la mia disponibilità e la
confermo anche qui. Quell'intervento, però, è nato su un Tavolo di lavoro del Biciplan.
Non è un caso. Quell'intervento è nato su un Tavolo di lavoro del Biciplan, su un
Tavolo di lavoro con le Associazioni, dove queste ultime ci hanno segnalato che da via
Garibaldi a via San Donato - adesso esagero, per capirci - c'era un problema di
sicurezza nell'attraversare quel tratto di città e, nello scegliere lo strumento da mettere a
beneficio dei ciclisti, si è osato. Poi, bisogna capire se la risposta sia giusta. Sono
disponibile ad approfondire con i Consiglieri, perché so che anche all'interno di
quest'Aula c'è il pensiero, ossia sono state fatte valutazioni diverse rispetto a
quell'intervento. Però, vorrei sottolineare come quell'intervento sia figlio di un cambio
di una filosofia complessiva con la quale si guarda alla mobilità.
Concludo - chiedo scusa se mi sono dilungato, ma davvero il tanto lavoro che sottostà a
questo documento meriterebbe un'illustrazione molto più ampia - con un'osservazione:
noi possiamo scegliere, decidere quale atteggiamento avere come Amministrazione
nell'affrontare ciò che sta succedendo alla mobilità della nostra città; noi possiamo o
avere un atteggiamento passivo e registrare che cosa sta succedendo e rincorrere quello
che sta succedendo con degli interventi tampone oppure possiamo stimolare, pianificare
e sfruttare un'opportunità di un cambio culturale che, di fatto, è partito nelle nostre
strade.
Io sono, ovviamente, per la seconda. Questo documento va nella direzione di
accompagnare un cambio culturale che è partito, perché noi abbiamo una grande
responsabilità, come tutte le Amministrazioni delle grandi città, quindi, o lo stoppiamo,
e ci prenderemo la responsabilità di aver fermato una rivoluzione culturale sul tema
della mobilità che è partita, oppure lo agevoliamo e invece che rincorrerlo con qualche
elemento di rattoppo, lo stimoliamo, sviluppandone quelle che sono le potenzialità che
forse noi neanche possiamo immaginare. Io non so quanti dei Consiglieri Comunali
dello scorso mandato, o qualcuno che ha avuto esperienze politiche in questa città
qualche anno fa, potevano immaginare nel 2013 un numero esorbitante come quello che
c'è a Torino, oggi, di ciclisti che si muovono in città con la bicicletta. Nessuno,
probabilmente, avrebbe potuto immaginare una cosa di questo genere.
Quindi, anche le singole potenzialità di quel tipo di rivoluzione, oggi è difficile
immaginarlo. Penso che un documento come questo possa disegnare una prospettiva, al
di là di qualche pista ciclabile, e possa immaginare un accompagnamento
dell'Amministrazione in quella direzione per far sì che quella rivoluzione culturale
possa essere davvero, alla fine, concreta, per riconsegnare, come ha detto l'Assessore
Lavolta (che voglio ringraziare ufficialmente davanti al Consiglio Comunale per il
lavoro che ha fatto insieme ai suoi Uffici) alla nostra città una mobilità più sicura, più
veloce, più pulita e magari più "smart", visto e considerato che abbiamo anche questo
obiettivo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Anch'io mi unisco ai ringraziamenti, però partendo proprio da loro. Ringrazio gli
Assessori, il Sindaco e la Giunta per aver inaugurato anche un metodo diverso rispetto a
tante altre discussioni che abbiamo avuto in questi anni, ma soprattutto diverso rispetto
allo strumento che abbiamo davanti.
Potevamo iniziare da degli obiettivi, dall'idea semplice di raddoppiare i chilometri, ma
qui abbiamo fatto qualcosa di più. Abbiamo fatto qualcosa di più perché, in qualche
modo, si sono messe in campo tante energie e questo grazie al coinvolgimento che le
Commissioni e tutti i Gruppi hanno richiesto alle Circoscrizioni.
Questi luoghi sono diventati luoghi di animazione e io credo che vadano ringraziati tutti
i cittadini che hanno partecipato gratuitamente, tra l'altro, a questa discussione e con
tanta passione civile. Poi, si è inserito il lavoro incredibile; oggi, qui ci sono due
rappresentanti dei nostri Uffici, dei nostri dirigenti e dei nostri direttori. Se avete tempo
- so che non a tutti questo tema interessa con la nostra stessa passione - leggete queste
pagine, che sono tantissime, perché sono la dimostrazione che anche la qualità della
nostra elaborazione amministrativa e politica può arrivare ad altri compromessi, anche
grazie al lavoro.
Come avete capito, l'obiettivo principale del Biciplan è quello di portare un
cambiamento culturale nel modo di viaggiare per i cittadini torinesi, in modo da
raggiungere, entro il 2020, con gli spostamenti in bici, il 15% del totale.
Bisognerà partire, innanzitutto, dal drastico aumento degli spostamenti sistematici casa-
lavoro e casa-scuola. Per questo, sosteniamo da anni che sia necessario che gli spazi
urbani della viabilità, a disposizione del traffico motorizzato, delle biciclette e della
pedonalità, siano progressivamente ridistribuiti, con interventi intelligenti e coraggiosi
di moderazione del traffico, oggetto di discussione in tante Commissioni di II e VI.
Tanto di più, perché noi vogliamo una città che preveda la velocità 30, come in tanti ce
lo ricordano (qui c'è il Consigliere Viale, il Consigliere Bertola, non c'è il Consigliere
Carretta), in tutte le strade secondarie che non hanno diritto di precedenza, oggetto
proprio di una fotografia, tra l'altro, degli Uffici della viabilità dell'Assessore Lubatti.
Il documento, che nelle sue premesse ricorda gli obiettivi sottoscritti dalla Città a favore
della mobilità a due ruote, traccia, intervento per intervento, i passi da compiere.
La rete delle piste, che nel 1990 era di 33 chilometri e oggi è di circa 175, vorremmo
raggiungesse, nei prossimi anni, il traguardo di 310 chilometri, tra piste, corsie, percorsi
ciclabili, pedonalizzazioni e Zone 30.
Il Biciplan, finalmente, distingue anche in modo netto le reti ciclabili primarie e dalle
reti secondarie. La prima si sviluppa principalmente lungo i grandi corsi cittadini, dove
sono già presenti tratti, spesso isolati, come ricordavano giustamente gli Assessori; in
tutto le direttrici sono nove e quattro le circolari che compongono la rete principale, una
rete che al momento poggia su 95 chilometri di piste esistenti, a fronte dei 160 previsti a
piena applicazione del Piano.
Però, a queste superstrade ciclabili, che metteranno in collegamento non solo quartieri
distanti, ma anche alcuni Comuni della cintura con il capoluogo, si affianca una vera
rete di vicinato o rete secondaria, se volete. Si tratta di itinerari interni e quartieri che
rispondono alle esigenze di distribuzione e di collegamento tra le diverse direttrici e
circolari.
Ad oggi, risultano 80 i chilometri di piste con queste caratteristiche che, stando al
Biciplan, dovrebbero raggiungere, nei prossimi anni, quota 150.
In più di 130 pagine, il documento ripercorre la storia del rapporto tra Torino e la
mobilità ciclabile, iniziata nel 1990 con la deliberazione sui percorsi ciclopedonali e
proseguita fino all'inaugurazione nel 2010 del Bike sharing. Alcuni Consiglieri sono qui
presenti e ci ricordiamo le lunghe discussioni della scorsa tornata amministrativa su
questo. Tra questi due termini temporali ci sono i 175 chilometri di piste e percorsi
ciclabili e molti di questi andranno riqualificati.
Il Biciplan non è soltanto la lista delle ciclabili nel cassetto dell'Amministrazione. Per
far sì che, in meno di otto anni, i torinesi che si muovono abitualmente in bicicletta,
passino dagli attuali 15.000 ai futuri 100.000, il Comune è consapevole che non è
sufficiente creare l'infrastruttura ciclabile. Una parte rilevante del Piano, in capo
soprattutto all'Assessore all'Ambiente, Enzo Lavolta, toccherà infatti il tema della
propensione alla ciclabilità. Oltre a campagne di comunicazione, mirate per promuovere
nuovi stili di vita e mobilità, gli Uffici di via Padova avranno il compito di agevolare,
nel complesso, la vita dei ciclisti, a partire dall'annosa questione della carenza delle
rastrelliere la quale, anche nell'interlocuzione con il Movimento 5 Stelle, con il
Consigliere Marrone e con tanti Consiglieri del Partito Democratico, è stata oggetto di
tante nostre discussioni.
La loro collocazione dovrà rispondere, in futuro, alle reali esigenze e abitudini dei
ciclisti e queste verranno individuate attraverso specifiche indagini, come chiedevano i
Consiglieri.
Tra i compiti dell'Assessorato all'Ambiente vi è quello di educazione alla sicurezza
stradale, ma anche - come diceva giustamente l'Assessore - alla promozione delle
capacità eco-turistiche di questo territorio.
Non ci possiamo permettere di rallentare il passo e scendere per una sosta. Torino, come
ricordavano in tanti qualche mese fa, è uno dei Comuni con i valori più alti di inquinanti
atmosferici e il secondo in assoluto come densità automobilistica, dopo Napoli.
Il Biciplan può servire anche a cambiare aria in Città, come - tra l'altro - le
Commissioni dicono da tempo. Il Piano annuale, tra l'altro - e lo dico per iniziare a
rispondere anche per gli emendamenti - sarà esaminato all'interno del Comitato
Consultivo delle Biciclette che comprende tutte le Associazioni ciclistiche della Città,
nonché delle Circoscrizioni interessate che si esprimeranno entro trenta giorni, come
richiesto da noi Consiglieri, dal ricevimento del testo.
La bozza del Piano sarà inoltre illustrata alle Commissioni Consiliari competenti, allo
scopo di raccogliere indicazioni e osservazioni prima della sua approvazione definitiva
da parte della Giunta. Il Piano conterrà, tra l'altro, i progetti e le azioni che si intendono
realizzare relativamente alle tematiche che compongono il Biciplan, con l'indicazione
dei costi e delle priorità. Gli obiettivi annuali del Piano del lavoro dovranno anche
essere inserite nel PEG, cosa molto importante, in ragione anche dei suoi possibili
raggiungimenti.
Insomma, mancano pochi chilometri al traguardo e all'inizio del percorso più
importante per il Piano della Mobilità Ciclabile. Come potete immaginare, una volta
approvato ci vorranno alcuni anni prima che le parole diventino realtà, ma grazie a un
emendamento (e per questo veramente ringrazio tutti i Gruppi, dalla Lega Nord, al PdL,
ai Gruppi di maggioranza che con noi hanno voluto costruire questo meccanismo) e
anche grazie agli ultimi suggerimenti dei Consiglieri Cuntrò e Viale, si è potuti arrivare
a questa formulazione del testo.
Per legge, parte dell'incasso proveniente dalle multe degli automobilisti indisciplinati,
dovrebbe essere utilizzato per migliorare la sicurezza stradale. Per questo, chiediamo
che quelle entrate servano a realizzare il Piano a due ruote. Le multe sono in calo, come
sappiamo (quest'anno sono state 25 milioni), ma il quantitativo previsto può permetterci
di finire gli investimenti in pochi anni.
Il testo propone e dice semplicemente: non meno del 15% del totale dell'incasso e,
comunque, non meno di 2 milioni di Euro l'anno.
Fatemi finire, però, con una nota personale. Sono passati anni dall'emendamento al
Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, io avevo 25-26 anni; allora il testo diceva: "In
continuità col Piano degli Itinerari Ciclabili, sarà redatto il Piano Ciclistico della Città".
Nel PUMS non era previsto il Biciplan e questo è uno degli oggetti di discussione che,
in qualche modo, abbiamo voluto realizzare.
Molti dei ragazzi e delle ragazze che allora sostenevano quell'emendamento, hanno
continuato a seguire metro per metro questo percorso e hanno contribuito, anche grazie
al "Bike Pride", a rendere questo strumento un lavoro necessario per migliorare la
politica amministrativa e speriamo anche la vita di migliaia di nostri concittadini.
Questa è la dimostrazione che i cambiamenti si fanno sia dentro le Istituzioni sia fuori.
Un dato fra tutti: forse anche grazie alla crisi, nel 2012 le vendite di biciclette hanno
superato le immatricolazioni delle auto. Forse questo ci deve dire abbastanza, sia per la
crisi sia come scelta ecologica di un intero Paese. Per la prima volta, quest'Aula ha
dimostrato di saper distinguere i colori politici da una scelta strategica dell'intero Paese
e spero anche di un'intera Città. Lo dimostra il fatto che questi temi, da New York alla
Danimarca, da Londra ad altri Paesi, non hanno colore politico, ma semplicemente una
grande visione strategica.
Ogni storia, come questa, parte sempre da un piccolo passo e, in questo caso, da una
prima pedalata. Oggi, come avete capito, siamo in tanti su questa strada, anche perché in
molti hanno voluto fare questo primo passo insieme. Ringrazio tutti quelli che in questo
anno e mezzo hanno voluto contribuire a questo risultato e spero che, da domani, si
vigili che questa non sia solo carta, ma diventino piste, qualità della vita e soprattutto
cambiamento di aria in città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, il provvedimento è sicuramente interessante e intelligente, ma - lo dico al
Consigliere Grimaldi - non è con la celebrazione del Biciplan che si risolleva la città;
non diamo più importanza di quello che il Biciplan può avere in una città.
Chiederei l'attenzione dell'Assessore Lavolta, perché mi interessa esprimere - siccome
non sono in II Commissione - il mio pensiero su questo.
Assessore, non è con la celebrazione del Biciplan che ci cambia una città. Sicuramente,
il provvedimento è intelligente, però non andiamo oltre certe valutazioni, perché credo
che, in un contesto complessivo che riguarda la Città di Torino, occorra tenere in
considerazione i pedoni, le auto, le bici, ma tutti e tre alla stessa misura.
Quindi, il primo ragionamento che mi viene in mente è: per quanto riguarda le auto
stiamo facendo il possibile per consentire agli automobilisti di circolare in maniera
adeguata in questa città? O stiamo impedendo agli automobilisti di viaggiare in questa
città?
Su questo ragionamento ci sono dei permessi di accesso alla ZTL, o in altre zone della
città, che forse potrebbero essere ripensati. Faccio l'esempio - lo dico all'Assessore
Lubatti - di chi possiede una Partita Iva, per esempio, che potrebbe essere coinvolto, per
motivi di lavoro, all'interno di una circolazione nella ZTL centrale, dove oggi, in realtà,
non può intervenire. Questo è un dettaglio, ma il ragionamento essenziale è che questa è
anche una città delle auto, Assessore Lubatti, e non può e non deve essere solo una città
delle biciclette.
Il secondo ragionamento che faccio sulle auto è cercare di mettere in condizioni gli
automobilisti di non causare degli incidenti alle biciclette, perché un incidente a carico
delle biciclette, commesso da un'auto, può portare anche a una morte del ciclista.
Quindi, le dico, Assessore Lubatti, nel momento in cui piazza Statuto è un progetto
condiviso con le bici, magari pensiamo anche di interpellare l'ACI o qualche
organizzazione che si occupi di automobili, perché credo che piazza Statuto - ieri l'ho
percorsa in bicicletta - possa essere realmente pericolosa per un ciclista, ma soprattutto
possa causare dei danni permanenti a chi guida un'auto e provoca un incidente a una
bicicletta.
Su questo riflettiamo, perché questa città è anche delle auto. Ieri, circolando in piazza
Statuto con la bicicletta, proprio per provare questo percorso pedonale, ho rischiato, per
due volte, di essere preso sotto dalle auto, viaggiando però nella mia corsia dedicata alle
biciclette.
Ci sono, quindi, delle modalità che possiamo pensare? Oppure basta un disegno per
terra e siamo tranquilli di aver fatto il nostro dovere? Su questo la invito,
oggettivamente, a riflettere.
Dopodiché, c'è anche La Città Camminabile, per i pedoni, ossia ci sono delle
Associazioni che si stanno occupando della questione. Voglio dire questo a verbale, ma
lo sapete anche voi Assessori, che adesso le biciclette stanno diventando un po' troppo
egoiste, diciamo così, sul proprio percorso, un po' troppo intrusive e aggressive, nei
luoghi dedicati ai pedoni. Parlo chiaramente e dico, al Consigliere Grimaldi che è
Presidente della VI Commissione, al Presidente Carretta che è il Presidente della II e
agli Assessori presenti, anche all'Assessore Lubatti, che non è più accettabile che i
ciclisti percorrano i marciapiedi o i portici a una velocità insostenibile o proprio che
percorrano i portici. Oggettivamente, avere dei bambini che escono dal portone di
accesso delle case dove vivono, rischia di essere un dramma tutti i giorni. Ci sono
biciclette che sfrecciano a una velocità insostenibile o anche a una velocità sostenibile,
diciamo a cinque o a sette chilometri orari, ma che se prendono un bambino in pieno, lo
stroncano, per dirlo con durezza e chiarezza.
Questo, Assessori, non è accettabile e dico anche all'Assessore Tedesco, che non è in
Aula, e al Corpo di Polizia Municipale, al comandante Gregnanini, che dobbiamo
intervenire. È ora di intervenire. Anche a lei, Presidente, lo dico, perché veramente non
se ne può più.
Quindi, pregherei, se è possibile, il Presidente di II, il Presidente di VI, il Presidente del
Consiglio e anche gli Assessori di prestarsi a un dibattito in questo senso in
Commissione. Presidente, chiedo a lei, magari, di sollecitarlo, visto che lo sto dicendo a
verbale, perché non debba sempre scrivere io le lettere di sollecito di Commissioni, ma
un tema di questo genere non può essere trascurato.
Chiedo scusa se vi ho dedicato più tempo del solito, ma veramente adesso è un pericolo
pubblico. Tra l'altro, qui abbiamo dei Consiglieri che hanno subito degli incidenti sotto
i portici, a causa di ciclisti.
Attenzione, però, non facciamo l'errore di sanzionare o di costringere di nuovo i ciclisti
ad avere la targa e l'assicurazione, perché veramente saremmo al paradosso. Cerchiamo
di far rispettare il Codice della Strada e cerchiamo di far percorrere le vie, a loro
accessibili, ai ciclisti, senza di nuovo costringere a delle situazioni che sono
intollerabili, come l'assicurazione o le targhe delle biciclette, perché saremmo
veramente alla Repubblica dirigista.
Faccio una battuta al Consigliere Grimaldi che apprezzo e ho apprezzato per il lavoro
che ha svolto e per il discorso sempre appassionato su questi temi, con la sua sensibilità
anche ambientalista. Per quanto riguarda il fatto di arrivare a 100.000 ciclisti (mi pare
che abbia citato tale cifra), ossia a 100.000 spostamenti in bici, credo che se la città
continua così, ci arriveremo in fretta (mi perdoni la battuta). Tutto ciò e che in questa
città si sta verificando (la crisi, le tasse, la TARES è un esempio e ne discuteremo
lunedì), costringe veramente le persone a utilizzare la bici. Non c'è niente da fare, la
bici è il sintomo primo della crisi della nostra industria e dei nostri cittadini.
Quindi, io non gioirei tanto, in questo clima di PIL sotto zero, per un aumento a 100.000
passaggi in bici; gioirei piuttosto a un aumento esponenziale delle auto in città, magari
regolate diversamente, con la Fiat che le produce di nuovo e con tutto l'indotto che
rifunziona. Su questo gioirei con più facilità.
100.000 passaggi in bici, se continuiamo così, purtroppo sono alle porte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Intervengo perché ho ascoltato con attenzione sia l'intervento del Consigliere Tronzano
sia l'intervento del Consigliere Grimaldi e mentre sentivo parlare il Collega Grimaldi ho
un po' fatto mente locale su ciò che è successo negli scorsi anni.
Non mi vergogno a dire che non avevo votato favorevolmente per il Bike sharing nello
scorso mandato. Avevo molti dubbi. Avevo molti dubbi su quella gara che era andata a
vuoto troppe volte. Non capivo come mai questa Amministrazione pensasse che un
Piano sul trasporto su bici potesse funzionare nella nostra città.
Adesso, a distanza di anni, devo assolutamente ricredermi, non mi vergogno a dirlo e
devo ammettere che questa Amministrazione, invece, all'epoca, era stata lungimirante,
nonostante tutti i problemi ci fossero stati su quelle gare andate a vuoto e nonostante
tutti i problemi ci fossero stati nell'iniziare questo percorso.
Ad oggi non si può non notare che ci sia stato un cambiamento, come ha detto il
Consigliere Grimaldi, non solo all'interno di quest'Aula, ma anche al di fuori di
quest'Aula, nella nostra città, perché è indubbio come, nonostante in questi giorni stia
facendo fresco, quasi tutti gli studenti, moltissimi ragazzi, ma non solo (anche coloro
che ormai si devono recare a lavorare all'interno della ZTL o comunque molti che non
riescono più a pagare l'assicurazione dell'auto, piuttosto che il posteggio, piuttosto che
un box auto all'interno della zona ZTL o sotto casa) si rivolgono al nostro servizio di
Bike sharing di ToBike.
Premetto che a parer mio ci sono ancora tanti, troppi problemi, perché non è possibile
che nella nostra città vi siano piste ciclabili che finiscono nel vuoto, piste ciclabili che
non si sa bene dove inizino; non è possibile che l'applicazione, ad esempio, del ToBike
non sia realistica alla realtà, perché si va a prendere una bici e poi le bici non ci sono.
Non è possibile che le bici del ToBike vengano rubate. Non è possibile - lo dico a
verbale - che si sia diffusa la voce tra gli studenti che si possa usare la bicicletta
mezz'ora, poi si lascia la bicicletta e se ne va a prendere un'altra, così non si paga.
Oppure che ci siano metodi, addirittura, per rubarle, diffuse tra i ragazzi. Ne siamo
consapevoli tutti quanti e lo possiamo dichiarare benissimo anche a verbale per
affrontare il problema.
Dico questo semplicemente per annunciare il mio voto favorevole a questo Piano, per
dare fiducia a questo progetto e a questo Piano.
Senza dubbio ho ancora delle perplessità, ho ancora delle tematiche che probabilmente
negli anni affronteremo, per quanto concerne il servizio ciclabile della nostra città,
consentitemi di chiamarlo così, però non si può dire che questa città non stia facendo un
gran lavoro su questo tema e non si può negare il fatto che si possa dare fiducia su
questa tematica per poter sempre più crescere e migliorare il migliorabile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sono contento di parlare finalmente di mobilità ciclabile, dopo due anni e mezzo in
questo Consiglio e sono anche un po' perplesso dal fatto che, se una volta parliamo di
mobilità ciclabile e non, come succede più o meno tutte le settimane, di un parcheggio,
c'è qualcuno che interviene e dice: "Dobbiamo rivedere le modalità di accesso alla ZTL,
dobbiamo far entrare più auto nella ZTL". Abbiamo tutto l'anno per discutere di questi
temi. Oggi, almeno, vorrei parlare di biciclette.
Questo sicuramente è un tema fondamentale per il Movimento 5 Stelle, perché persegue
modelli di mobilità alternativa, ma lo è veramente per tutta la città, perché credo si sia,
in generale, molto sottovalutato, almeno fino agli ultimi mesi, l'incremento della
mobilità ciclabile in questa città. La mobilità ciclabile non nasce oggi ed è stata
sicuramente incrementata dalla crisi la quale ha fatto scattare in molti la riscoperta della
bicicletta. Da 20 anni in città c'è un aumento del traffico ciclabile che forse fino ad ora
non era mai stato colto nella sua pienezza. Quindi, è un bene che adesso si arrivi
finalmente a una trattazione organica, anche se ci sono voluti tre anni e mezzo da
quando si è deciso, ancora nella tornata amministrativa precedente, che al PUMS
bisognava legare un Biciplan, a quando poi il Biciplan è stato realizzato. Finalmente, ci
siamo e quindi perlomeno lo prendiamo come un segno di buona volontà e di interesse.
Devo dire che, anche alcune delle cose che hanno detto gli Assessori, tra cui
l'ammissione, finalmente, dell'esistenza di un problema di qualità sulle piste ciclabili
torinesi, segnano un po' anche un cambiamento di rotta rispetto a quella che era sempre
stata la posizione dell'Amministrazione.
Uno dei problemi principali è che mai, come in questa materia, ci si rende conto della
distanza che c'è tra le affermazioni della politica, dell'Amministrazione, di chi governa
la città e la realtà delle cose, nel senso che, se uno prende le statistiche e va a vedere i
convegni, eccetera, è vero che Torino è la città più ciclabile d'Italia, che ha centinaia di
chilometri di piste ciclabili, che è tutto bellissimo, ma se uno usa queste piste ciclabili si
rende conto di come, molto spesso, la maggior parte di queste centinaia di chilometri
siano difficili da utilizzare, siano magari tracciati sulla mappa come una linea unica che
porta da Torino a Venaria, ma in realtà a ogni incrocio si debba o scendere dalla bici o
salire da un gradino o ci si debba infilare contromano, contro le auto, sui binari del tram.
È veramente una questione di mentalità generale, perché ci sono alcune cose che,
secondo me, sono più una questione di mentalità degli Uffici.
Non è possibile che noi abbiamo rifatto, solo pochi anni fa, tutta la zona davanti a Porta
Nuova e non ci sia uno straccio di passaggio per le biciclette. Quando si progetta un
intervento, magari spendendo centinaia di migliaia di Euro in un punto nevralgico del
traffico, non è possibile che non venga in mente a chi lo progetta nei nostri Uffici che ci
passeranno anche delle biciclette; quindi, le biciclette dove le facciamo passare?
Per cui, oggi, se uno tenta di passare in bicicletta davanti a Porta Nuova o su corso
Vittorio passa veramente in uno dei posti più pericolosi che abbia mai visto nella mia
vita. Così come altri punti che, peraltro, sono già stati individuati prima.
Per cui, credo che il lavoro da fare sia proprio questo, ossia riconciliare la realtà delle
cose con il modello che abbiamo in testa, che l'Amministrazione, giustamente,
persegue, ma che poi deve tradursi nella realtà delle cose, per non vedere più, com'è
successo ancora in questi mesi, la fermata del pullman piazzata in mezzo alla pista
ciclabile, che è ancora lì dopo tre mesi, e tutte le classiche situazioni, con il benzinaio,
col palo, con tutti i problemi che hanno le nostre piste ciclabili.
Lo stesso intervento di piazza Statuto è ottimo, ma poi il risultato è che le biciclette
vanno a percorrere via Garibaldi, il che va bene nei periodi normali, ma se uno prova a
farlo il sabato pomeriggio, crea una situazione di oggettivo pericolo rispetto ai pedoni.
Quindi, la segnalazione fondamentale, che forse dovremmo prendere tutti, è che non
può esserci lo spazio preponderante al 99% delle auto e poi i pedoni e le biciclette che si
contendono quello che avanza, perché questo crea una guerra tra poveri in senso di
sicurezza nella mobilità che di fatto non avvantaggia nessuno.
Per cui, senza sottovalutare il problema e senza, però, sopravvalutarlo, in base a
un'analisi dei dati forniti dalla stessa Amministrazione, il numero di incidenti
quest'anno tra pedoni e ciclisti è stato di sei in tutto, secondo i dati che sono stati forniti
dalla nostra Polizia Municipale, contro un numero medio di circa 5.000 incidenti
stradali a Torino ogni anno.
Per cui, di questo problema dei pedoni investiti dai ciclisti, sicuramente dobbiamo
tenere conto, perché è importante, e dobbiamo cercare di evitarlo (sicuramente, le
biciclette che ti sfrecciano sul marciapiede, sotto i portici, danno fastidio a tutti, me
compreso quando sono a piedi), ma in termini di sicurezza non c'è assolutamente
neanche il minimo paragone tra i problemi di sicurezza posti dalle biciclette in giro per
la città e quelli posti dalle automobili in giro per la città.
Per cui, forse c'è un accanimento anche di alcuni media cittadini nel sollevare questo
problema e non so perché. Lo si può anche immaginare, però, cerchiamo tutti, anche noi
che facciamo politica, di riportare le cose nella loro giusta prospettiva.
Noi abbiamo partecipato con entusiasmo a questa vicenda del Biciplan e credo che ciò
sia testimoniato dai contributi. Abbiamo fatto addirittura una consultazione pubblica,
abbiamo pubblicato a giugno la bozza del Piano, abbiamo raccolto commenti on-line, li
abbiamo raccolti nelle Circoscrizioni, abbiamo fatto lavorare il nostro gruppo di lavoro
che ha preparato una relazione di sette pagine, con proposte di miglioramento, eccetera.
Siamo arrivati a diverse decine di proposte di emendamento. Poi, rendendoci conto un
po' di come funziona l'attività Consiliare, e che forse ciò sarebbe stato interpretato
come ostruzionismo e non era quello il senso, abbiamo concentrato l'attività emendativa
su alcuni punti e abbiamo presentato una dozzina di emendamenti, principalmente su tre
grossi punti. Uno era l'iter di discussione delle progettazioni e del Piano annuale, in cui
avevamo chiesto di coinvolgere le Circoscrizioni, non soltanto com'era in una prima
versione (i rappresentanti delle Circoscrizioni, la Giunta, o i tecnici, eccetera), ma le
Commissioni di Circoscrizione che sono un luogo in cui partecipano anche i cittadini,
perché uno dei problemi che abbiamo visto, anche in questi anni, è che si fa la pista
ciclabile, cominciano i lavori e a metà arriva qualcuno che protesta o perché è fatta
troppo male o perché è fatta troppo bene e porta via posti, poi si scopre che il progetto
non è il migliore per il quartiere e quindi si ferma tutto, si spendono soldi, eccetera.
È vitale, quindi, che questi interventi vengano discussi prima in Circoscrizione, anche
con chi abita nella zona e con qualche forma di consultazione.
Alla fine, qui c'è stata un po' di discussione in Commissione e siamo arrivati a questa
formula dove c'è scritto: "Consultazione delle Circoscrizioni" in maniera generica, che
noi, tra l'altro, abbiamo ripreso in uno dei nostri emendamenti, credo il n. 6, per andare
ad adeguare a questa formulazione anche il punto vero e proprio del Biciplan.
Comunque, il senso è che saranno le Circoscrizioni a decidere come organizzarsi, ma
dovendo produrre un parere scritto, ci attendiamo che venga discusso secondo i termini
dei pareri delle Circoscrizioni, quindi nelle Commissioni competenti.
Il secondo blocco di emendamenti riguardava i criteri di costruzione delle piste ciclabili,
proprio per evitare quello che abbiamo detto prima. Per cui, siccome pare che non si
riesca a rendersene conto da soli, forse è il caso di dare ai nostri Uffici, a chi li
implementerà, un elenco abbastanza preciso di come vorremmo che fossero fatte le piste
ciclabili. Questo, devo dire, è stato recepito con grande disponibilità direttamente dagli
Uffici per la maggior parte dei criteri. Per cui, noi avevamo presentato una mozione in
questo senso, ormai due anni fa; l'abbiamo anche ritirata, perché la maggior parte delle
nostre proposte erano state direttamente accolte nel Biciplan. Abbiamo presentato le tre,
o quattro, che erano rimaste fuori come emendamenti. Una è stata accolta negli
emendamenti di Commissione. Le altre che non sono state accolte, le abbiamo
comunque presentate come emendamenti (nn. 3, 4 e 5) che speriamo vengano accolti
dall'Aula. Sono delle indicazioni per risolvere alcuni problemi specifici, che chi
frequenta le piste ciclabili conosce, come il problema che spesso la pista ciclabile passa
in mezzo a una zona frequentata dai possessori di cani o vicino a un'area giochi,
eccetera, allora lì, forse, ci vorrebbe della segnaletica per identificare la pista ciclabile.
Lo stesso quando il percorso è sui marciapiedi e così via.
Uno dei maggiori problemi di incidentalità o di disturbo tra ciclisti e pedoni è che
spesso i pedoni non sanno che quella sia una pista ciclabile, perché il Comune l'ha
diretta sul marciapiede e i pedoni, però, non hanno modo di accorgersene. Questo è
quanto riguarda il secondo tipo di emendamenti.
Il terzo tipo riguarda i finanziamenti e devo dire che ci siamo trovati in sintonia, poi,
con la Giunta, quindi è stato riassorbito negli emendamenti di Commissione.
Il quarto, che non abbiamo presentato, era relativo ai singoli percorsi, nel senso che
avremmo avuto moltissime osservazioni sulle proposte di percorso di nuove piste
ciclabili che ci sono nel Biciplan. I percorsi, in generale, vanno bene, ma su dove
collocarli, su dove passare, sul marciapiede, sulla pista, sarebbe stato probabilmente
troppo nel dettaglio discuterne, qui, oggi, quindi, abbiamo deciso di non presentare
questi emendamenti, rimandando, però, a questa fase di discussione nelle
Circoscrizioni, una verifica puntuale di tutti i percorsi che sono inseriti nel Biciplan e
che quindi sono considerati un po' delle linee guida, ma dovranno essere ridiscussi e
rivisti, poi, quando si faranno i Piani annuali di attuazione.
Per cui, a questo punto, noi siamo sicuramente soddisfatti anche dell'accoglienza che
hanno avuto la maggior parte delle nostre proposte. Quindi, pur avendo ancora questo
dubbio, nel senso che dobbiamo vedere se anche questo si tradurrà, in realtà, in buone
piste ciclabili, in azioni concrete, in finanziamenti, in investimenti o se sarà soltanto una
promessa non mantenuta, siamo comunque intenzionati a votare favorevolmente questa
deliberazione, proprio perché sono state accolte le nostre osservazioni e crediamo che
sia, comunque, un segnale molto positivo per la città.
L'ultima osservazione, innanzitutto, riguarda la mozione di accompagnamento, nel
senso che questa è un'altra mozione che avevamo presentato ormai un anno fa. Nel
Biciplan c'è una parte relativa ai parcheggi, ma non è forse così dettagliata come
vorremmo, allora abbiamo pensato che fosse meglio lasciare direttamente in Aula la
mozione, perché mi risulta che la Città di Torino, mentre comunque in passato ha preso
atti sulle piste ciclabili, eccetera, non abbia mai preso un atto di indirizzo vero e proprio
sui parcheggi per le biciclette, che sono un po' un concetto abbastanza nuovo da noi, nel
senso che si pensava, magari, di piazzare gli archetti ogni tanto, ma la verità è che ci
vorrebbe una pianificazione. Proprio come studiamo il Piano Parcheggi per le auto
(quindi dove mettere i parcheggi per le auto in base alle necessità), ci vuole uno studio
di un Piano Parcheggi per le biciclette, andando sistematicamente a esaminare dove
servono, i punti di attrazione, i punti di interscambio con gli altri mezzi pubblici e
risolvere alcuni problemi relativi al furto.
Tra l'altro, in questo anno, qualcosa è stato fatto. Per esempio, al punto n. 5 della
mozione, che parla di pubblicare sul web le foto delle bici rubate a cura della Polizia
Municipale, che si è già attrezzata e lo sta già facendo, quindi devo dire che resta lì, ma
comunque è una cosa che è già stata fatta con grande soddisfazione.
Però, crediamo che, tutto sommato, votare anche un atto di indirizzo specifico sulla
problematica dei parcheggi per le biciclette sia una cosa positiva per il Consiglio
Comunale e quindi abbiamo scelto di lasciarlo qui in discussione.
Quindi sostanzialmente noi siamo molto contenti di arrivare finalmente a questa
discussione. Ci aspettiamo possibilmente un voto unanime dell'Aula e poi, magari, una
discussione più precisa sui piani di implementazione, sui tempi, sui fondi e su quali
saranno i primi interventi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo per dire una cosa molto banale. Al di là di quello che dice il Biciplan e
quello che vogliamo fare, la constatazione è che comunque su questi temi si sta andando
avanti. Vedo che anche altri Consiglieri hanno cambiato opinione. Vedo che i toni sono
diversi rispetto a quelli che sono stati tre, quattro, dieci, quindici anni fa. Quindi vuol
dire che, comunque, c'è una maggior sensibilità e si va nella direzione di un'attenzione
maggiore.
Poi, la realizzazione sconta il discorso dei costi, degli strumenti, eccetera. Però, volevo
soltanto rassicurare un po' il Consigliere Tronzano, che è preoccupato, perché negli
ultimi cinque anni questa Città non ha visto una riduzione della motorizzazione, ma un
aumento, perché le automobili sono comunque aumentate, non sono scese di
pochissimo. Sono 100.000 più in Piemonte e a Torino abbiamo 550.000 autovetture
registrate. Nella provincia di Torino sono 1.400.000, quindi ce ne sono
abbondantemente e, chiaramente, tutte convergono verso la Città. Siamo una delle Città
più motorizzate d'Italia. Non solo. Ma se è vero che le biciclette sono aumentate come
vendita e c'è un uso maggiore, non esclusivo, c'è anche il fatto che negli ultimi cinque
anni le motociclette sono aumentate del 25%. C'è un aumento di motorizzazione.
Quindi è chiaro che c'è una diversificazione della mobilità, che vede tutti quanti...
sicuramente c'è chi è solo automobilista, solo motociclista, solo pedone - un po' più
difficile - e solo ciclista. Però, c'è un mix di possibilità. In questo mix, c'è uno
spostamento verso le biciclette, i mezzi pubblici e verso le motociclette che, di per sé,
non è negativo o positivo, è un segnale sia di costume e sia di attenzione verso
situazioni meno inquinanti.
Peraltro, proprio in questi giorni è stato confermato (ma lo sapevamo già) che lo smog -
in realtà quello dei diesel - è un fattore cancerogeno ed è stato finalmente messo in
classe 1, quindi quella per cui ci sono evidenze. Io non cambio le mie posizioni di
idealismo rispetto alla questione, faccio però notare, prima che altri lo dicano, che
comunque, l'85% dei casi di tumore ai polmoni è dovuto alle sigarette. Quindi chi è
molto preoccupato della componente ambientale per quanto riguarda le patologie,
dovrebbe smettere di fumare, perché altrimenti è una contraddizione, è come uno che si
preoccupa del gradino e poi si prende a martellate, non dico dove.
Ecco perché, in conclusione, sono favorevole al progetto. Poi, si può discutere e fare.
Credo che su questi temi bisogna evitare ideologismi e prese di posizione da pasdaran
integralisti. Bisogna sapere che si va verso una mobilità sempre più integrata e
sostenibile e che l'obiettivo è ridurre l'impatto sulla città.
Ecco perché il Biciplan ha un suo significato se in questo contesto, e non soltanto, come
qualche volta si accusa - mi si accusava 20 anni fa, vedo che è così ancora adesso - di
essere i portatori della lobby dei ciclisti. La lobby dei ciclisti è sicuramente importante.
Sono persone che dedicano molto anche all'aspetto della bicicletta. La Città deve fare
gli interessi della cittadinanza tutta, compresi anche di coloro che vanno in bicicletta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Muzzarelli.

MUZZARELLI Marco
Provo a fare questo intervento, essendo fruitore anch'io della bicicletta, per cui mi sento
utente nello stesso tempo, non solo, in questo momento, amministratore che cerca di
approvare un Biciplan.
Volevo provare a dare una risposta anche alle parole del Consigliere Tronzano (e mi
dispiace che non sia in Aula), perché non credo che una Città che si doti di un Biciplan
e, soprattutto, una Città e dei cittadini che scelgano di andare in bici siano il sintomo di
una Città in crisi, perché se pensiamo alle Città del nord, sono tutt'altro che Città in
crisi, per fortuna.
Credo che una Città come la nostra, che si doti di un Biciplan, con le attuazioni che
riuscirà a fare, ovviamente, perché non è che sarà operativo da dopodomani, ma avrà i
suoi tempi anche per la realizzazione, sia una Città che faccia una scelta di diventare
anche città sostenibile e, in qualche modo, faccia un cambio di rotta, cercando di
privilegiare e dando la priorità non più, come si faceva una volta, ad un unico mezzo di
trasporto, che è l'automobile e che quindi, in qualche modo, non deve più diventare il
mezzo prioritario per spostarsi all'interno della città, ma cercando di ampliare la
panoramica dei mezzi di trasporto, partendo anche dalla bicicletta.
Credo che scegliere di approvare un Biciplan oggi a Torino significhi anche dire che
l'auto non è più il mezzo prioritario con cui ci si sposta a Torino e con cui si decide di
spostarsi; è uno dei mezzi disponibili, ma è l'ultima scelta tra questi.
Chiudo l'intervento, perché credo davvero che tutto il lavoro fatto nella Commissione
dia comunque contezza del pensiero e dell'idea che ci sia stata attorno a questa
elaborazione, ma soprattutto di quanta volontà ci sia stata anche da parte del Consiglio
Comunale stesso per andare in questa direzione. Chiudo semplicemente con una battuta
legata al fatto che spesso si dice che le bici sono anche pericolose; poi non rispettano le
regole, perché, da utente, in realtà, mi rendo conto anch'io che spesso non si rispettano
le regole, perché è molto facile. Credo si debbano attivare delle azioni affinché questo
sia possibile e soprattutto anche delle azioni di cultura, perché probabilmente bisogna
incominciare a pensare al fatto che, se ci sono delle piste ciclabili e delle segnaletiche da
rispettare, queste valgono per tutti, non solo per chi si sposta in macchina.
Penso anche che - forse veniva già detto in un intervento precedente - vedere 10 bici che
si spostano in modo pericoloso, comunque fa meno paura che vedere 10 automobili che
si spostano in modo pericoloso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
Noi oggi approviamo quello che è stato definito il Piano Regolatore della Mobilità
ciclabile. Arriviamo oggi dopo un percorso molto lungo in questa città. Abbiamo
cominciato a ragionare su diverse piste ciclabili nel centro della città, per un trasporto
diverso da quelle nei parchi, le famose piste del Loisir nel lontano 1993, quando
l'Assessore Vernetti incominciò a segnare con la vernice, lungo le strade - alcune,
poche in allora -, vie della città, guardando quello che succede in altri Paesi, in
particolare nel Nord Europa, immaginando percorsi ciclabili diversi, che fossero
percorsi ciclabili utili alla mobilità interna quotidiana, giornaliera, dei cittadini della
città.
Siamo arrivati oggi a questo risultato, perché questo Consiglio Comunale ci ha creduto,
ci ha fortemente creduto, in primis il Presidente Grimaldi e con lui tutto il Consiglio.
Siamo partiti da un emendamento agli indirizzi programmatici dell'Amministrazione, il
primo atto che questo Consiglio ha approvato all'inizio del mandato nel 2011.
Arriviamo oggi con questa deliberazione. Come già richiamato, abbiamo anche
individuato i modi per finanziare quanto contenuto nel Biciplan. Credo che - lo diceva
anche il Consigliere Muzzarelli - stia esattamente in quella logica di avere una mobilità
differenziata all'interno di questa città e, quanto più possibile, ambientalmente
sostenibile.
La strada è ancora lunghissima. Oggi il Biciplan... Questa deliberazione è sulla carta.
Credo che l'impegno dell'Amministrazione dovrà vedersi e svilupparsi nei prossimi
anni, intendo uno, due, cinque, dieci anni, per dare corpo a questo risultato, a mio
giudizio, assolutamente importante, che oggi il Consiglio Comunale ha conseguito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io intervengo, intanto, come minimo, per presentare anche la mozione di
accompagnamento e spiegare perché è stata mantenuta. Mi limito solo ad una piccola
chiosa. Per carità, non voglio sottovalutare l'importanza della mobilità, per chi ne ha
piacere, anche per chi la vede come un modo di vita salutare di spostarsi, quello della
bicicletta, eviterei solo di trasformarla, trasfigurarla come una rivoluzione politica in
chiave di contrasto al trasporto automobilistico.
Questo lo dico veramente anch'io, come il Capogruppo del PdL che mi ha preceduto,
perché non possiamo farlo a Torino, soprattutto, e non possiamo farlo in un Consiglio
Comunale dove, più volte, ci siamo strappati i capelli, giustamente, per i rischi di
chiusura dello stabilimento di Mirafiori.
Io faccio solo questa piccola sottolineatura, perché è giusto, cioè la mobilità deve essere
anche un fatto di libertà, per cui è giusto, con un Biciplan adeguato, riuscire a garantire,
a chiunque voglia spostarsi in bicicletta, le strade per poterlo fare, gli strumenti per
farlo, ma non trasformiamolo, invece, in un obiettivo forzato in cui doverci augurare,
addirittura con l'intervento della crisi, che chi invece aveva piacere di spostarsi in auto e
magari comprarla da un'azienda italiana che magari produce a Torino e si ritrovi a
essere costretto ad andare invece... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti,
non ho detto il nome, ho detto che magari produca a Torino... non si ritrovi, invece,
costretto ad andare in bicicletta non perché lo desideri, lo voglia, o gli faccia piacere, ma
perché la crisi gli ha tagliato i costi carburante, o addirittura dell'auto.
Questa è una premessa necessaria, per poter poi dire che, chiaramente, se invece la linea
amministrativa della città è quella di creare un Biciplan integrato, diventano strategiche
le griglie, i cosiddetti parcheggi per le biciclette, perché ovviamente sappiamo anche
che addirittura con il ToBike, quindi con il servizio cittadino, con tutte le tutele che già
ci sono di aggancio e sganciamento della vettura, si arriva ad avere un tasso di furti e di
vandalismo altissimi, sappiamo che le biciclette, peraltro, non pubbliche, quindi non
facilmente riconoscibili, in quanto private, sono a maggior ragione soggette a furti, o
comunque di difficile trasporto quando non le si sta usando.
Mi era stato detto, negli approfondimenti in Commissione che, in realtà, già il Piano
prevedeva un'adeguata mappatura molto capillare delle griglie per lasciare le biciclette;
la nostra mozione si concentra sulle stazioni della Metropolitana. Devo dire la verità, in
realtà noto che c'è una quota abbastanza ampia di fermate non coperta, in particolare -lo
sottolineo - quelle delle periferie. Visto che abbiamo una sola linea, sostanzialmente,
che quindi copre due sole periferie, quella sud e quella ovest, oggettivamente il fatto che
ben tre fermate su una ventina del totale, di quella ovest le ultime siano del tutto
sprovviste e ce ne siano ancora altre tre/quattro, nel corso di tutta l'unica linea che
abbiamo per adesso, che non ne hanno nelle immediate vicinanze, credo che quindi,
senza andare a emendare il Biciplan, perché non si voleva bloccare un'opera così
articolata su un particolare così dettagliato, però mantenere la mozione di
accompagnamento, visto che non credo che questo Biciplan diventi un monolite statico
e cristallizzato nel tempo, possa essere un indirizzo utile per andare a coprire la totalità
delle fermate della linea Metropolitana e quindi anche quelle che al momento ne sono
sprovviste, che ammontano, grossomodo, quasi a un terzo del totale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Gli Assessori non hanno, in questo momento, da replicare, anche perché durante la
votazione degli emendamenti, eventualmente, interverranno puntualmente.
Abbiamo terminato la discussione.
Possiamo procedere alla votazione del primo emendamento a firma del Presidente di
Commissione.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Mi risulta, almeno così ci avevano detto, che tutti gli emendamenti di Commissione
sono accorpati, nel senso che abbiamo deciso di mettere insieme tutti quelli di
Commissione, perché tutta la Commissione era favorevole. Poi, ne abbiamo lasciati
alcuni, invece, della Giunta e di altri Gruppi a lato.
Quindi, chiederei che vengano affrontati tutti insieme, così come abbiamo scelto e
deciso insieme, tra l'altro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dal momento che mi ha indotto in errore la scritta "un emendamento di C.C.P.", in
realtà sono nove emendamenti, sono coordinati in uno solo nella deliberazione. Per cui,
è evidente che votiamo il blocco coordinato, ma sono nove emendamenti coordinati
insieme. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Votiamo gli emendamenti di
Commissione accorpati e coordinati con la deliberazione.
L'emendamento n. 1, presentato dal Presidente della VI C.C.P., recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 27, favorevoli 27.
Il primo blocco di emendamenti coordinati di Commissione è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dell'Assessore Lubatti, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 2 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dal Consigliere Bertola, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 25, favorevoli 25.
L'emendamento n. 3 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4, presentato dal Consigliere Bertola.


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Visto il parere tecnico negativo, relativo all'incompatibilità con il Codice della Strada,
ritiro l'emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 4 è ritirato.
L'emendamento n. 5, presentato dal Consigliere Bertola, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere sarebbe favorevole, ma è subordinato a un condizionamento che, se viene
recepito, vedrebbe un parere favorevole da parte della Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Va bene, recepisco l'osservazione tecnica, quindi modifichiamo le parole come indicato
nel parere tecnico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Allora, condizionato alla sostituzione delle parole "previsto un attraversamento
ciclabile" con le parole "prevista una soluzione tecnica".
Qual è il parere della Giunta con quel recepimento?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
Presenti 27, favorevoli 27.
L'emendamento n. 5 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dal Consigliere Bertola, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
Presenti 27, favorevoli 27.
L'emendamento n. 6 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Lubatti, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7:
Presenti 28, astenuti 1, favorevoli 27.
L'emendamento n. 7 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 8, presentato dall'Assessore Lubatti, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8:
Presenti 26, astenuti 1, favorevoli 25.
L'emendamento n. 8 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 29, astenuti 1, favorevoli 28.
La proposta di deliberazione è approvata.

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