Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 16 Ottobre 2013 ore 15,00
Paragrafo n. 32
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-03705
PORZIONI DI SEDIMI COSTITUENTI EX ALVEO CANALE MARTINETTO. ESECUZIONE SENTENZA TRIBUNALE 18 GIUGNO 2013. MODIFICA PARZIALE DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE 24 FEBBRAIO 2011 MECC. 2010 08348/131. IMPORTO EURO 26.125,00 FUORI CAMPO IVA.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201303705/131, presentata dalla Giunta Comunale in data 6 agosto 2013, avente per
oggetto:

"Porzioni di sedimi costituenti ex alveo Canale Martinetto. Esecuzione sentenza
Tribunale 18 giugno 2013. Modifica parziale deliberazione Consiglio Comunale 24
febbraio 2011 mecc. 201008348/131. Importo Euro 26.125,00 fuori campo IVA"

LEVI Marta (Vicepresidente)
Comunico che in data 18/09/2013 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 20.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, gradirei l'illustrazione della deliberazione, in quanto vorremmo poter
discutere, oltre che degli accorpamenti, anche del documento. La ringrazio.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Come lei sa, la discussione della deliberazione è congiunta a quella degli
emendamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi sembra di intendere che
il Sindaco non intenda illustrarla. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Stiamo discutendo congiuntamente la deliberazione e gli emendamenti, poi, alla fine,
c'è la possibilità di fare le dichiarazioni di voto.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Mi permetto di fare un intervento di merito su una deliberazione che mi ha colpito,
ma che non è passata nella Commissione a cui ho partecipato, quindi l'ho ricostruita
dalla narrativa.
A me lascia perplesso, intanto, scoprire che abbiamo dei terreni che vengono
usucapiti e dei quali non sappiamo più che fine fanno dopo decine di anni.
Se ho ben ricostruito, si tratta della sede del canale che passava sotto l'edificio in
questione, che era un mulino, che poi viene abbattuto e ci hanno fatto sopra un
palazzo. È una situazione un po' complicata, però, se abbiamo delle proprietà,
bisognerebbe evitare di arrivare al momento in cui queste possano venire usucapite
da qualcuno, anche se non è il primo caso, mi fanno notare.
In realtà, volevo spezzare una lancia per i poveri canali di Torino, che sono ormai
sostanzialmente dimenticati, in parte seccati, in parte scorrono ancora sotto le nostre
strade, tant'è vero che abbiamo anche la zona di via Le Chiuse, eccetera.
Ritengo che si tratti di un patrimonio su cui varrebbe la pena fare una ricognizione,
proprio per evitare che magari, pian piano, si perda anche la possibilità di utilizzarli e
di ripristinarli, perché pian piano magari qualcuno ce li usucapisce.
Questa rete di canali (il Canale di Torino, il Canale del Martinetto, il Canale del
Valentino) ha, di fatto, rappresentato l'alimentazione della Città per diverso tempo
nei secoli passati e varrebbe la pena fare un'analisi, capire in che stato sono e se la
Città può recuperarli, in qualche caso anche per abbellimento di parti della Città, o
comunque per riutilizzarli in qualche caso, perché lasciarli tombati, secondo me, è
semplicemente uno spreco.
Per cui, varrebbe la pena almeno capire dove sono, da dove passano e se li possiamo
valorizzare in qualche modo, come stiamo facendo con le sponde dei fiumi.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringraziamo anche per l'intervento di merito dei Colleghi del Movimento 5 Stelle,
che ci illuminano sempre con interventi importanti.
Questa deliberazione recita: "Con atto di citazione del 2004 detta società conveniva
in giudizio la Città al fine di fare accertare e dichiarare, nei propri confronti,
l'avvenuta usucapione dei terreni già occupati dai canali dismessi del Martinetto...".
L'anno scorso, insieme al Capogruppo Marrone e al Presidente di Commissione
Altamura, avevamo firmato una mozione che chiedeva di fare una ricognizione di
tutti gli immobili e terreni, che venne anche votata da tutto il Consiglio Comunale;
mi corregga, se sbaglio, Consigliere Marrone. Si trattava di una mozione collegata a
una deliberazione di questo tipo, dove ci eravamo dimenticati di avere un immobile
e, per termini di Legge, chi l'aveva occupato per tanti anni, era riuscito ad averne la
proprietà.
A questo punto, mi viene da pensare che l'esito di quella mozione sia stato
ampiamente disatteso, perché continuiamo ad avere un sacco di proprietà che
nessuno sa dove siano, fino a quando non ce le vengono a chiedere, e quindi vanno a
perdersi.
Vorrei ricordare alla Giunta che, per quanto poco possa essere il valore di questi
immobili, di questi terreni, di questi canali, piuttosto che regalarli, è meglio venderli.
Tornando alla nostra deliberazione: "La vicenda giudiziaria prende le mosse da un
atto a rogito del Segretario Generale dr. Camillo Gay del 30 giugno del 1936 …
mediante il quale, in esecuzione di deliberazione del Potestà..." - immaginate quanti
anni fa, c'era ancora il Potestà, era il 1936, e forse, Consigliere Carbonero, dopo
potremmo anche fare una riflessione su quello che era il 1936 e quanti anni sono
passati da quel momento fino ad oggi e quanto ci siamo dimenticati di avere delle
proprietà.
Questo è, secondo me, un punto importante e mi farebbe piacere che la Giunta
facesse maggiore attenzione, dato che ha avuto un atto di indirizzo votato
all'unanimità dal Consiglio Comunale, di cui, se non era il primo, era il secondo
firmatario il Presidente di I Commissione Altamura, quindi un motivo in più per
essere puntuali, soprattutto adesso che è Segretario di Partito.
"Uno o più locali al piano terreno della superficie di mq. 40, con la precisazione che
il cortile, di mq. 70, sarebbe rimasto di proprietà della Città, in quanto sede coperta
del canale del Martinetto;
4 vani al piano superiore da adibirsi ad alloggio del custode preposto alla
sorveglianza del partitore della Pellerina e dei menzionati canali del Martinetto e di
Torino.
Successivamente, in data 15 ottobre 1946, la Città stipulava una convenzione con i
F.lli Feyles, con la quale rinunciava all'uso gratuito di 4 vani esistenti al primo piano
dello stabile di proprietà dei medesimi sito in c.so Tassoni n. 56".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Devo veramente ringraziare il Consigliere Bertola, perché mi ha veramente
illuminato su quanto andrò a dire adesso, che è sicuramente pertinente alla
deliberazione che stiamo discutendo in questo momento.
Lui parlava della tombatura di quelli che vengono definiti canali, però, normalmente,
a Torino c'era proprio la consuetudine di chiamarle bealere, perché ricordano la
Torino che fu.
Ricordo che nel 2000 c'era il Presidente della Circoscrizione 5 - è sempre inerente
alla deliberazione in oggetto - che si sforzava di fare la rievocazione storica del 1706.
Abbiamo speso una barcata di soldi, perché allora si poteva fare e si continuava a
fare in Piazza della Vittoria - era un luogo simbolo -, mentre avevamo all'interno
della Circoscrizione 5 un territorio definito Cascina Maletta, che è l'unica cascina...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
No, mi spiace, Collega Viale, ma è distratto, quella è la Cascina Fossata; la Cascina
Maletta non ha mai avuto topi.
Chiedo scusa, volevo rendervi partecipi di questo percorso storico. La Cascina
Fossata è piena di topi; la Cascina Maletta, invece, non ha mai avuto problemi,
perché la proprietà l'ha sempre tenuta all'onor del mondo. Il Comune, invece, non ha
fatto altrettanto; per fortuna ha rimediato, perché voleva trasformare l'area in uno
stoccaggio AMIAT, dopodiché voleva tombare il canale. Non gli è stato consentito
da qualche Consigliere di Circoscrizione allora, che raccolse le firme...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vogliamo i nomi. Dopodiché, finalmente
questa Giunta, devo dargliene atto - non la Circoscrizione, perché era ostinata - prese
in mano la situazione e, attraverso l'impresa di costruzioni Di Franco, oggi c'è un bel
parco. Dopodiché, però...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Liardo, concluda il suo intervento.

LIARDO Enzo
No, ho cinque minuti a disposizione. Poi, non vuole sentire com'è finita la storia?
Abbia pazienza. È sempre inerente quello che stiamo dibattendo.
Adesso, invece, mi sto battendo per il discorso a cui faceva riferimento il Consigliere
Bertola, che si riconduce alla deliberazione in atto, ossia la tombatura della bealera
che proviene da Pianezza. E sarebbe veramente un peccato, perché molte volte
cerchiamo di convogliare in scontati luoghi i turisti che vengono da fuori, mentre
abbiamo luoghi veramente interessanti a Torino. Inviterei anche il signor Sindaco, e
non glielo dico ironicamente, a visitare quella zona di territorio della Torino che fu: è
veramente suggestiva.
Dopo l'invito che faccio al Sindaco, che non è ironico, non mi permetterei mai, dico
che veramente questa Aula stasera sta dimostrando una certa serietà nel poter
sopportare e supportare, nello stesso tempo, il nostro ostruzionismo.
Pensavo proprio di fare un ringraziamento, a nome anche... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Di conseguenza, cercare di mantenere questo filo conduttore tra la
maggioranza e l'opposizione affinché, magari, si possa trovare un ulteriore dialogo,
come magari è successo per il passato Consiglio.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Adesso si è entrati nel vivo della deliberazione... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Siamo entrati nel vivo della bealera, volevo portarvi nel vivo della
bealera.
Intanto, ricordo di nuovo quanto detto all'inizio della scorsa deliberazione, che,
magari, ha fatto un attimo riflettere, cioè che anche questa deliberazione è stata
proposta dalla Giunta Comunale il 6 agosto.
Dopodiché, gli importi incominciano a salire. E per farvi un'idea di cosa vogliono
dire i valori, stiamo parlando di qualcosa come una liquidazione al Comune di
Torino di 26.125,00 Euro. Ma voglio anche ricordare, visto che avevo prima iniziato
a parlarvene, di cosa succedeva nel 1936, cioè quando questa vicenda era stata, in
qualche modo, impugnata dal Giudice.
Pensate che le domestiche erano quelle che guadagnavano meno di tutti, cosa che
succede ancora adesso. Ma le domestiche, allora, erano persone un attimino diverse,
a fare la serva, sgobbando nelle case dei signori 12/16 ore al giorno, rendeva circa 70
Lire al mese. Ma una buona metà circa lavorava nella casa signorile per nulla, era
una sistemazione nella casa del signore di molte figlie di contadini, che ringraziavano
pure se riuscivano a sistemare la figliola in Città a fare i mestieri al dottore,
all'avvocato, al professore.
L'88% delle case italiane non aveva un gabinetto in casa. Bisognava farsene una
ragione, perché infatti, all'epoca, si poteva usare il Martinetto, adesso, invece, ce
l'abbiamo tutti in casa, e quindi non si usa più.
Sulle riviste e sul catalogo Rinascente per ammodernare la casa si offriva ai giovani
sposi l'ultimo ritrovato: la latrina da camera, che era un elemento importante e
nobile.
Il 97% degli italiani nei paesi lavavano i panni nei fiumi - ed ecco perché potrebbe
ritornare interessante l'alveo del Canale Martinetto -, nei torrenti, o con l'acqua dei
pozzi. Mentre in una città tipo di circa 50.000 abitanti erano in funzione nelle rogge
canalizzazioni di acque dei fiumi, in media 35 lavatoi comunali da dieci posti.
A Milano, a Porta Vittoria sul canale e a Porta Ticinese, c'erano 120 posti dove, in
una giornata, facevano di media la coda per il turno circa 1500/2000 lavandaie.
Il 21 aprile a Roma, in un clima festaiolo delle grandi occasioni, presenti tutti i
rappresentanti della cultura italiana, veniva inaugurato il grandioso complesso di
Cinecittà. Quindi un passaggio epocale, perché poi ha portato a nuovi orizzonti.
È eliminato il "lei" e bisogna dare del "voi", questo è un passaggio fondamentale,
importantissimo. È proibita la stretta di mano, non è virile e non è igienica.
Proprio per l'igiene, si obbliga ogni ufficio e locale aperto al pubblico a dotarsi di
sputacchiere, in base a un coefficiente di dipendenti o di avventori, per togliere quel
brutto vizio degli italiani.
Adesso, detto questo, direi che ci siamo detti praticamente tutto. Se il Sindaco è
d'accordo, vedo che ne conviene. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Perfetto, allora posso terminare qui questo educativo intervento, che spero abbia
aiutato la maggioranza a entrare nel vivo delle deliberazioni, sempre proposte intorno
ai primi di agosto e delle quali, chiaramente, sono assolutamente disinteressati.
Ritengo che sia molto più "offensivo", tra virgolette, avere questo atteggiamento di
assoluta insufficienza e disattenzione, piuttosto che, invece, il nostro atteggiamento
di opposizione, perché non integrati nella discussione di come portare avanti una
Pubblica Amministrazione.
Ritengo, quindi, che sia veramente doveroso insegnarvi cosa si può dire in cinque,
sei, sette pagine di una deliberazione, perché qualcuno si deve chiedere come mai si
consuma questa carta, per poi, alla fine, fare cose che sembrano estremamente
spicciole, perché, come detto all'inizio, stiamo parlando di 26.000,00 Euro.
Secondo me, un motivo c'è e voglio scoprirlo, chiaramente non con questa
deliberazione, che oramai ha fatto il suo iter e presto andrà in votazione con i famosi
"Sì, sì, sì" che impone la maggioranza.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ho già avuto modo di esprimere le mie eccezioni rispetto a questa deliberazione nelle
fasi precedenti del dibattito, però, ogni volta che c'è un intervento, anche quelli che
possono sembrare meno pertinenti, c'è qualche elemento nuovo, quantomeno ci dà il
tempo di leggere meglio la deliberazione.
Vorrei ricordare che si tratta di un contenzioso che inizia nel 1936, questo giusto per
riportare all'attenzione della Sala Rossa anche le tempistiche, che purtroppo, però,
non sono monitorate, invece, negli ultimi anni 2000, dal 2011 in poi, di fatto, questa
deliberazione porta gli effetti di un'usucapione che - leggo anche dalla deliberazione,
se l'ho ben interpretata - fa venir meno un introito per la Città di Torino di potenziali
90.000,00 Euro e, nel dispositivo, alla fine alla Città ne arrivano solo 26.000,00.
Quindi vorrei solo riportare l'attenzione di questa Amministrazione all'evidente
danno erariale che arriva dal non monitorare. Non ce l'ho per forza con questa
vicenda, che si è chiaramente protratta a lungo negli anni, però, questa
Amministrazione, come ricordava il Consigliere Ricca, si è impegnata, attraverso una
mozione approvata da questo Consiglio Comunale, che invece chiedeva e continua a
chiedere, evidentemente senza troppo successo, un monitoraggio più attento da parte
della Giunta e degli Uffici rispetto ai terreni oggetto di contenziosi, o magari neanche
oggetto di contenziosi, e quindi più facilmente soggetti al trascorrere del termine
idoneo per consentire a privati l'usucapione, e attraverso questo, l'Amministrazione
possa perdere dei terreni che hanno comunque dei fondi, o addirittura degli immobili,
che hanno, in ogni caso, un valore patrimoniale per questa Città.
È vero che non parliamo di cifre particolarmente ingenti, però si tratta di risorse sulle
quali la Città deve avere un occhio di riguardo, in questo periodo soprattutto di grave
crisi, anche economica, per le finanze pubbliche.
Davvero, ne approfitto, ma non credo che avremo risposta circa il fatto di poter
approfondire tutta la narrativa, che è fin troppo dettagliata per quel che riguarda le
vicende di decenni passati; poi, sugli sviluppi processuali, non è che approfondisca
più di tanto, si limita, abbastanza lapidariamente, verso la fine, prima del dispositivo,
a dire che "…per porre fine alla lunga vertenza - e su questo nessuno ha dubbi, visto
che è di ottant'anni fa - sin qui protrattasi, considerata la pendenza dei termini per
l'impugnazione - sarebbe comunque interessante capire se poi sono maturati questi
termini, o se, invece, siamo ancora in pendenza - e di fronte all'incertezza del fumus
boni iuris - evidentemente, da un punto di vista difensivo della Città c'è stata una
condotta non oculata -, derivante dalla pretesa acquisizione per usucapione vantata
da parte attrice, si ritiene di rinunciare alla proposizione di appello avverso la
sentenza di primo grado".
Sappiamo essere molto lunghi i termini per l'usucapione, però si tratta di un
contenzioso che inizia già con una contestazione sulla sussistenza del diritto negli
anni Trenta, ho visto poi solo altre due date: una era il 1946 e l'altra il 2011; quindi
mi chiedo, sostanzialmente, se dal 1946 al 2011 questa Amministrazione se ne sia
semplicemente dimenticata.
In ogni caso, non sarebbe male avere un approfondimento rispetto anche allo
sviluppo e alle ragioni che hanno portato - lo ricordavo anche prima - gli Uffici del
Settore pertinente, immagino sia il Patrimonio, a dare indicazione all'Avvocatura di
rinunciare a proporre ricorso.
Tra l'altro, quando una deliberazione arriva all'attenzione del Consiglio, deve
passare attraverso il voto di quest'Aula, per cui, in realtà, non è più la Giunta, ma è il
Consiglio Comunale stesso a dare mandato di rinunciare a ricorrere, quindi eseguire
la sentenza di primo grado.
Vedo che c'è una grande serenità da parte di tutti i Consiglieri, anche di
maggioranza, a non approfondire l'oggetto della questione nei vari elementi. Per cui,
purtroppo, lo ribadisco ancora una volta, è una delle tante deliberazioni che qualcuno
in maggioranza, non penso neanche in Giunta, sperava che passasse semplicemente
in cavalleria con approvazioni serrate tra un cicalino e l'altro, quindi tra un ingresso
garibaldino e l'altro, a passo di corsa, giusto per votare secondo le indicazioni del
Capogruppo, senza avere, evidentemente, neanche troppa contezza dell'oggetto della
deliberazione e poi passare a quella successiva.
Credo che questo, come ha dimostrato la deliberazione precedente, che è stata
addirittura sospesa dall'Assessore Passoni in corso di dibattito.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Intervenire dopo il Consigliere Marrone è sempre un problema, perché sottrae quasi
tutti gli elementi di discussione dell'atto in oggetto e, dovendo intervenire subito
dopo di lui, o ci si ripete, o non si può fare altro che condividere quanto espresso
dallo stesso; però, cercherò di trovare spunti che vadano oltre le parole del
Consigliere Marrone.
È fuori discussione che ci troviamo di fronte all'esecuzione di una sentenza del
Tribunale del 18 giugno 2013. Dico questo, perché voglio riportare questa Giunta e
questa maggioranza a valutare bene quando si fanno questi interventi.
Questo argomento riguarda l'Assessore Passoni, quindi riguarda il Settore
Patrimonio, ma volevo portare l'esempio di atti presentati da questa maggioranza e
poi impugnati con ricorsi al TAR, in Consiglio di Stato, dove il Comune ha perso in
maniera vistosa. Tutte le conseguenze derivanti dalle sconfitte che
l'Amministrazione riceve di tanto in tanto si tramutano poi in soldi dei contribuenti,
spesi solo per l'accanimento, a volte, da parte di un Assessore nel portare avanti le
proprie proposte.
Vorrei ricordare il Palazzo del Lavoro, dove il Consiglio di Stato, poco tempo fa, ha
dato torto al Comune di Torino e quindi, di fatto, rendendo carta straccia la
deliberazione dell'epoca.
Un altro atto più vicino, che probabilmente potrà avere anche conseguenze simili a
quelle del Palazzo del Lavoro, è la famosa Variante 277 della Continassa. Da voci di
corridoio, si era detto che l'accordo con la Juventus era stato siglato, però ci sono
ancora delle pendenze in merito a quella deliberazione, perché pare che l'accordo
tanto dichiarato dai vari Assessori nei confronti della società Expo Rent, che era la
concessionaria, o la quasi concessionaria dell'Arena Rock, dove aveva costruito, al
suo interno, una bellissima pista per go-kart, non sia andato a buon fine, perché
sembra che i ricorsi al TAR non siano ancora stati ritirati. E questo significa che la
situazione è ancora tutta in addivenire.
Adesso, se questi ricorsi non verranno ritirati, se il Comune non manterrà la sua
promessa di trovare un accordo con la società che all'interno dell'Arena Rock ha
costruito questa pista, diventerà un problema, perché sono convinto, e ve l'ho
esternato durante il dibattito all'epoca, che quella è una Variante al cento per cento
strutturale, non è parziale e quindi, di riflesso, se questo procedimento del ricorso al
TAR andrà avanti, sicuramente il risultato sarà uguale a quello relativo al Palazzo del
Lavoro.
Però, attenzione, perché in tutta questa vicenda c'entrano anche i cittadini torinesi,
perché, alla fine, tutte le spese che il Comune deve affrontare, se poi il Comune,
com'è accaduto per il Palazzo del Lavoro, ha torto e quindi deve ricominciare tutto
da capo, tutti questi soldi, signori, non sono soldi che tira fuori o l'Assessore di
riferimento, o il Sindaco, o la Giunta, sono soldi che usciranno dalle casse comunali
e, come tutti sappiamo, questi soldi entrano con tasse...

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Siamo qui a discutere di un diritto di usucapione, stiamo parlando del 1936, ma il
senso del mio intervento non cambierà, perché sostanzialmente il Tribunale ci dice
che abbiamo diritto solo a un indennizzo, poi quantificato... adesso non ricordo
esattamente la cifra, però, probabilmente, è il caso di dire che forse un po' di
disattenzione negli anni c'è stata, nel senso che dovevamo rivendicare prima un
nostro diritto.
Quindi se di disattenzione si tratta, è chiaro che la responsabilità vada addebitata un
pochettino, non a questa, ma alle Amministrazioni precedenti. Lo dobbiamo fare,
perché ovviamente siamo qui anche per salvaguardare gli interessi della Città. E, in
questo caso, mi pare evidente che ciò non sia stato fatto, addirittura dal 1936.
So che chi mi ha preceduto questo lo ha già rivendicato. Penso che il Consigliere
Ambrogio debba intervenire dopo di me e ci siamo informalmente confrontati su
questa situazione, la pensiamo probabilmente allo stesso modo, però è bene insistere
su una vicenda di questo genere, perché non ci sottrarremo mai alla possibilità di
vigilare sulle disattenzioni manifestate dalle Amministrazioni Comunali.
Assessore Passoni, oggi la vedo particolarmente stressato. Ovviamente, non addebito
niente a lei, che è sempre così disponibile nei nostri confronti. Detto questo, si trova
lei a discutere, in qualità di Assessore competente, questa deliberazione e a noi corre
l'obbligo di additare lei per questa situazione. Ma lei è abituato, ha le spalle larghe, è
il super Assessore di questa Giunta, e quindi ha tutti gli elementi per rispondere,
evidentemente, a un Consigliere di opposizione che intende semplicemente farle
notare che questa Amministrazione è stata disattenta.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Certamente, come diceva il Consigliere Greco Lucchina, non possiamo imputare
all'Assessore Passoni una vicenda che inizia nel 1936, anche solo per una questione
anagrafica, credo che l'Assessore Passoni, in quella data, stesse da altre parti.
Però, è una deliberazione per la quale la minoranza ha mostrato parecchia attenzione
e questo ci fa capire come anche da parte della Giunta occorra soffermarsi e andare a
capire un po' le ragioni, forse anche le disattenzioni rispetto a quanto è successo,
perché si tratta, in effetti, di una vicenda datata.
Nel 1936 inizia questo giudizio verso la Città di Torino, che viene citato proprio da
alcuni proprietari, di cui non facciamo il nome, i quali ritengono di aver acquistato,
per usucapione, la proprietà di alcuni terreni, sui quali si trovano i canali dismessi del
Martinetto, che erano canali di proprietà comunale.
Quindi di lì è iniziata una lunga diatriba, una lunga trafila, una vicenda giudiziaria
che dal 1936 è andata avanti e la troviamo, ancora oggi, qui in Consiglio.
Bisognerebbe, intanto, capire le ragioni per le quali la Città si è a tal punto
disinteressata di un'area da consentire a un privato di ritenere di aver acquistato la
stessa per usucapione; è vero che l'Assessore Passoni ai tempi non c'era, però magari
potrebbe spiegarci le ragioni di questo disinteresse da parte della Città.
Sarebbe utile anche per noi, proprio per fare maggior chiarezza, anche perché ci sono
comunque delle cifre a livello di indennizzo che devono essere conferite, e quindi
qualche risposta anche l'Aula merita di averla.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 1 al n. 20:
Presenti 23, favorevoli nessuno, astenuti 1, contrari 22.
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 20 sono respinti.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la
proposta di deliberazione:
Presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
La proposta di deliberazione è approvata.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'immediata eseguibilità è concessa.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)