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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Ottobre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 29

Comunicazioni del Consigliere Tronzano su "Ordine dei lavori"
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vista la modifica del parere in merito all'emendamento n. 6, chiedo al Presidente la
possibilità di emendare ulteriormente l'emendamento o di sospendere l'esame di questa
proposta di deliberazione per dare la possibilità di emendare l'emendamento per la
prossima settimana. Viste le situazioni che si sono verificate, credo sarebbe opportuno,
perché come opposizione proponiamo di eliminare la funzione di Segretario Generale.
Questo significa che eliminiamo la possibilità di contenzioso dell'attuale nomina alla
Segreteria Generale e, conseguentemente, presenteremo un ulteriore emendamento per
nominare la figura di un Direttore, che naturalmente è necessario in una Fondazione,
perché qualcuno deve comandare. Il nostro emendamento prevede che la scelta del
Direttore avvenga attraverso un bando.
Quindi, Presidente, se lei ritiene che questa sia la cosa giusta da fare per dare
trasparenza a questa proposta di deliberazione e per far sì che gli indirizzi del Consiglio
Comunale vengano seguiti dalla Giunta, le chiedo, visto il parere modificato, di darci la
possibilità di emendare ancora l'emendamento n. 6.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Premesso che sottoscriviamo la proposta del Consigliere Tronzano, con il quale ci
siamo confrontati, ci tengo a sottolineare anche io che questa richiesta non è campata in
aria, perché dipende proprio dal parere più preciso che è emerso dagli Uffici durante la
Conferenza dei Capigruppo. Ma in realtà lo ha confermato anche l'Assessore, il quale ci
ha detto, facendo nome e cognome, che tanto a quella tal persona, che non nomino,
perché se no bisognerebbe secretare il dibattito, è stato fatto, a prescindere, un contratto
triennale, che è collegato alla funzione. E gli Uffici ci hanno detto chiaramente che
l'unico modo per far venir meno quel rapporto è abolire la funzione.
Per cui, diciamo che è un nuovo orientamento, in conseguenza delle notizie che ci
hanno portato gli Uffici. Per questo motivo, visto che è un emendamento pesante sul
dispositivo, non chiediamo di riaprire i termini per subemendare l'emendamento, perché
l'emendamento copre uno spazio brevissimo, ma di avere la possibilità di presentare
uno o comunque pochi emendamenti di merito alla proposta di deliberazione. Questo
deve essere chiaro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dal momento che il dirigente è legittimato a rivedere il proprio parere in corso di
trattazione del provvedimento presentato, alla luce anche di quanto viene espresso da
chi presenta i provvedimenti, e avendo verificato anche la difficoltà di gestire questo
argomento, diventa complicato concedere, in via del tutto straordinaria, un'estensione
dei termini per la presentazione degli emendamenti, perché viene chiesta la possibilità
di emendare ulteriormente il contenuto della proposta di deliberazione, non
dell'emendamento.
Io suggerisco un'altra possibilità, quella di presentare una mozione, non di
accompagnamento, perché la discussione è già avvenuta, ma a corredo di questo
argomento e poi poterla... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è una
possibilità.
L'altra possibilità è quella di votare adesso ed eventualmente accogliere una vostra
eventuale proposta emendativa, però non ci sono proposte emendative.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Chiedo un attimo di attenzione, perché voglio capire se i Consiglieri ritengono che gli
indirizzi del Consiglio Comunale debbano essere rispettati. Presidente, lei ha la facoltà,
vista la competenza che le riconosce lo Statuto, di accettare gli emendamenti anche
fuori termine. Avendo questa competenza, chiedo ai Colleghi di maggioranza, quindi al
Capogruppo Paolino... Capogruppo, le chiedo un attimo di attenzione. Abbiamo votato
contrari all'emendamento n. 4, secondo me correttamente, ma è un mio giudizio;
dobbiamo far rispettare gli indirizzi del Consiglio Comunale, che prevedono di mettere
a evidenza pubblica la nomina del Segretario Generale. Siccome questo non è avvenuto
- correggetemi se sbaglio - ma si vorrebbe che avvenisse fra tre anni, alla scadenza del
mandato, l'unica soluzione perché l'indirizzo del Consiglio sia rispettato è quella di
abrogare la funzione di Segretario Generale.
Qualunque persona di buonsenso, che non sia faziosa, che non sia pregiudizialmente
schierato a favore di qualcuno, o contro qualcuno, attraverso questa deliberazione
chiederebbe l'abrogazione della figura del Segretario Generale. È chiaro che
l'eliminazione del Segretario Generale potrebbe anche eliminare la figura della persona
nominata senza bando pubblico. Qualunque altra dichiarazione, Presidente e
Capogruppo Paolino, la consideriamo un atto politicamente chiaro a conferma della
nomina della Giunta nei confronti del Segretario Generale della Fondazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Io, insieme ad altri Consiglieri, quando ci è stata sottoposta la proposta di deliberazione
sulla FAM, abbiamo portato dei ragionamenti e oggi cerco di mantenere la coerenza con
quei ragionamenti. Probabilmente abbiamo sbagliato, ci è sfuggito un emendamento in
più da presentare, ma questi emendamenti - presentati prima che nella cultura torinese e
nell'Amministrazione Comunale venissero rilevate alcuni inadempimenti - segnalavano
che per quanto riguardava assunzioni e acquisizioni di beni immateriali o servizi,
bisognava comportarsi in una certa maniera.
Noi questo indirizzo, probabilmente sbagliando, l'abbiamo dato solo per i dipendenti e
non per il Segretario Generale. Quindi non era una vicenda ad personam; anzi, per
quanto mi riguarda, confermo un giudizio positivo sulla professionalità della persona
che è stata scelta, ma avevamo dato un indirizzo. Chiedevamo che ci fosse un'evidenza
pubblica, o attraverso il reperimento di risorse interne all'Amministrazione, o attraverso
un bando.
Quella deliberazione ci è stato spiegato che aveva un vulnus; con la deliberazione di
oggi immagino che si volesse risolvere questo vulnus senza accanimento terapeutico.
Tutto il resto è accanimento terapeutico. Quindi io avrei votato contro l'emendamento
del Consigliere Marrone, il subemendamento, contro altre proposte. Oggi qualsiasi altra
proposta diventa ad personam. Non accettiamo in nessun modo le leggi ad personam,
figuriamoci le deliberazioni ad personam.
Noi avevamo in mente un principio generale e un cambio di comportamenti, una novità
che questa Amministrazione introduceva: anche nei confronti dei soggetti da noi
partecipati, o da noi costituiti, esterni all'Amministrazione, ci comportiamo come
Amministrazione. Cioè scegliamo le persone con dei bandi, con delle evidenze
pubbliche; facciamo le gare per acquistare beni e servizi. Questa è l'indicazione che
abbiamo dato. Tutto il resto non conta.
Se oggi ci si vuole accanire, ci si accanisce; se si vuole mantenere l'obiettivo che ci
eravamo dati allora e che vogliamo portare avanti anche con questa deliberazione, per
mettere mano a un errore che abbiamo compiuto allora, cioè la dimenticanza di un
passaggio, "il Segretario Generale", io sono disponibile. Non sono disponibile a
ricostruzioni diverse rispetto alla realtà; per questo, a titolo personale, non ho votato
l'emendamento n. 4, proposto dal Consigliere Cassiani, ma per il resto quello che mi
interessa è la sostanza.
Quindi, votiamo gli emendamenti che rimangono da votare, votiamo la proposta di
deliberazione e poi finalmente torniamo ad occuparci del Bilancio della Città di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Presidente, io ne faccio una questione di metodo e di conduzione dell'Aula. Se io, o
qualunque altro Consigliere, di maggioranza o di opposizione, presento un
emendamento, lo deposito presso gli Uffici e gli Uffici esprimono un giudizio di
regolarità tecnica favorevole, dormo sonni tranquilli per una settimana, perché sono
convinto che il mio emendamento, oltre a dire tutte le cose che penso, ha un supporto
degli Uffici.
Poi, cosa succede? Si fa una discussione, magari un Consigliere fa rilevare delle
questioni e si scopre che quell'emendamento non ha più la regolarità tecnica; difatti un
dirigente cambia parere, perché sollecitato, perché magari non aveva, con la dovuta
attenzione, analizzato tutte le conseguenze di questo emendamento.
Io, Consigliere, cosa faccio? Mi trovo in difficoltà, perché non sono più nemmeno nei
termini per presentare un emendamento. Allora glielo pongo come un caso di scuola,
Presidente. Noi siamo usciti dalla Conferenza dei Capigruppo con l'accordo di
sospendere questa seduta per fare delle riflessioni.
Siccome ho una posizione un po' più forte su questa deliberazione, mi trovo anche in
difficoltà. Non voglio fare il difensore del Consigliere Marrone o di qualunque altro
Consigliere, però le sottolineo questo aspetto. Lei ha proposto una mozione di
accompagnamento, ma una mozione di accompagnamento non ha alcun...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente))
Ho proposto una mozione, non una mozione di accompagnamento.

SBRIGLIO Giuseppe
Sì, ma una mozione non ha alcuna efficacia tecnico-giuridica, un emendamento ha
un'efficacia, perché incide sulla deliberazione.
Le dico, signor Presidente, che, probabilmente, questo atto potrebbe essere anche
viziato. Quindi, la invito, Presidente, a riconsiderare questo aspetto. Ci siamo congedati
dalla Conferenza dei Capigruppo proprio perché è cambiato il parere sull'emendamento.
Se fossimo andati avanti, io quell'emendamento del Consigliere Marrone,
probabilmente, l'avrei anche votato, ma, con un parere sfavorevole, non lo posso votare.
Magari, ci potrebbe essere, su quello stesso tema, un emendamento che ha un parere
favorevole che può andare nella direzione auspicata. Quindi, io la invito, Presidente, a
riconsiderare la questione, perché sta creando un precedente che, secondo me, è anche
giuridicamente illegittimo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ho preso atto della discussione.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Credo che questa sera si stia rasentando il ridicolo e si stia mettendo a dura prova la
pazienza dei cittadini torinesi. Le chiedo la cortesia di prestare attenzione, Presidente,
perché le sto per fare una richiesta.
È assurdo che 40 persone all'interno di quest'Aula discutano per sei ore del nulla,
continuando a rimandarsi la palla: "sì", "no", "favorevole", "sfavorevole".
Per fare chiarezza su tutta questa vicenda, le chiedo, per cortesia, che sia messo in
votazione adesso il rinvio di questa deliberazione. Chiedo la sospensione della
discussione, dopodiché, a bocce ferme, in Conferenza dei Capigruppo si troveranno le
condizioni e i metodi migliori per poter proseguire.
Ci sono deliberazioni molto più importanti che attendono e che interessano i cittadini
torinesi, piuttosto che questa stupidaggine, quindi le chiedo di mettere in votazione
questa mia proposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Accolgo questa richiesta. Mi dispiace perché stavo già dando una risposta, ma questa
richiesta me lo impedisce. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Mi sembrava una risposta mediata che cercasse di andare nell'accoglimento di quanto
richiesto oggi, con l'evidenza che, benché i funzionari possano modificare in itinere,
correttamente, mi viene richiesto di poter approfondire questo aspetto della questione.
Mi sembra di poter ragionevolmente accogliere la richiesta fatta (anche cogliendo non
un diniego da parte di altri soggetti politici) e quindi estendere questa possibilità di
emendare, relativamente a questa parte trattata sulla deliberazione (che ha un oggetto
ben specifico, un contenuto ben chiaro e specifico), pensando di permettere poi agli
Uffici di studiare e di poter rispondere, in tempo corretto, prima dell'inizio dei lavori e
quindi darvi venerdì alle ore 18.00 la possibilità, come termine ultimo, di emendare.
Questa era la mia proposta.
Avendo però chiesto il Consigliere D'Amico di votare sul rinvio, devo porre in
votazione la sua richiesta.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Credo che il Consigliere D'Amico sia tutt'altro che disattento, pertanto non penso che la
sua richiesta possa inficiare la nostra richiesta di apertura degli emendamenti.
Per cui, se lei consente a noi di presentare gli emendamenti, noi tranquillamente li
presentiamo entro venerdì alle ore 18.00, come da lei previsto, sulla parte della
deliberazione, non sull'emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì, quella oggetto di diatriba per cui il funzionario ha dovuto...

TRONZANO Andrea
Ecco, sulla parte della deliberazione. Noi siamo d'accordo e la ringraziamo per questo
atteggiamento. Credo, Consigliere D'Amico, che questa discussione oggi si interrompa
automaticamente.
Volevo soltanto far riflettere il Consigliere D'Amico sul fatto che sia sicuramente
meglio parlare di questo argomento che votare la TARES.
A parte quello, il ragionamento è al Consigliere Paolino e pregherei lo stesso
Consigliere di verificare con attenzione quello che ho sottolineato molto
sommessamente, molto modestamente, perché credo che anche dalla sua parte politica
meriti attenzione.
Presidente, se ha deciso così, a noi va bene.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che la discussione è sulla materia dell'emendamento sul quale è stato cambiato
il parere.
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Va bene riaprire i termini, per i presentatori e per chi ritiene, sulla questione del punto n.
6.
Voglio riassumere: il Consigliere Marrone ha presentato un emendamento; c'è stato
prima un tipo di parere, poi un altro tipo di parere; noi riapriamo i termini per
permettere al Consigliere Marrone, su questo punto, di avere un emendamento che sia
votabile, ma non sulla pagina precedente o sulla pagina dopo. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Va bene sulla materia. Però, ripeto, che non siano dieci... Questo vuol
dire un emendamento che non sia di natura ostruzionistica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Stia tranquillo. Tra persone che chiedono maggiore possibilità di partecipazione, credo
che non ci sia la necessità di creare emendamenti ostruzionistici.

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