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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303742/002, presentata in data 1° agosto 2013, avente per oggetto: "Le tartarughe sparite da piazza Statuto" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio l'interpellante. Questo è un tema che è stato già oggetto di approfondimenti e, in particolare, di una forte attenzione da parte degli organi di stampa. Ci tengo a dire che, come previsto e come consuetudine in queste circostanze, l'Amministrazione ha anche - così come previsto dai Regolamenti, in particolare dal Regolamento 323 - adottato un atteggiamento di comunicazione e di trasparenza con la Consulta Animalista presente sul nostro territorio. La vicenda è molto semplice. In occasione di un trasferimento, improprio lo definirei, di alcune tartarughe dalla fontana di piazza Statuto, l'Amministrazione si è trovata a dover rincorrere sostanzialmente un'associazione, che poi si è verificato essere l'associazione Casazaki. Seguo, però, l'interpellante nelle sue richieste. Innanzitutto, chiede quali siano gli estremi e i contenuti del succitato accordo tra la Città e l'associazione S.O.S. Gaia animalista. C'è da chiarire, in tal senso, che l'associazione fa parte della Consulta di cui parlavo prima. Per tacito accordo, da tempo, attraverso dei volontari della stessa Associazione, alimentavano queste tartarughe, collaborando con l'Amministrazione, in particolare con il personale incaricato per le periodiche operazioni di pulizia della fontana. Un'attività meritoria, dal nostro punto di vista, che, oltre a svolgere un'attività di sorveglianza, favoriva il trasferimento temporaneo in apposite bacinelle di queste tartarughe, giusto il tempo della durata dell'intervento delle operazioni di pulizia. Devo dire che, grazie a questa collaborazione, ripeto, virtuosa e assolutamente volontaria da parte dell'associazione S.O.S. Gaia, avevamo avuto modo di monitorare e verificare come gli animali si erano ben adattati alla vita della fontana e non ci risulta - non risulta a noi, non risulta agli Uffici di competenza, non risultava neanche all'associazione S.O.S. Gaia, che, tra l'altro, è presente proprio in piazza Statuto - che gli stessi subissero maltrattamenti. Altro è, invece, il rapporto con l'associazione Casazaki, che è stata l'associazione che, ripeto, impropriamente, a mio modo di vedere, ha trasferito questi animali. L'interpellante chiede se esistano e quali siano gli eventuali accordi con l'associazione Casazaki, finalizzati alla cattura delle tartarughe e alla successiva sistemazione in idonei centri di recupero. Chiarisco al Consigliere interpellante che non esiste alcun accordo e mai c'è stato. Chiede ancora se la persona che ha prelevato le tartarughe fosse effettivamente autorizzata o meno e, nel caso non lo fosse, quali siano gli eventuali provvedimenti sanzionatori penali o amministrativi adottati dall'Amministrazione. Il Presidente dell'associazione Casazaki ha dichiarato di essere stato verbalmente autorizzato dal Corpo Forestale dello Stato. Il Comune, che ai sensi della vigente legislazione in materia di tutela degli animali, vigila e interviene in caso di maltrattamento degli stessi, non ha ricevuto alcuna segnalazione dal Corpo Forestale dello Stato, o da terzi, in merito ad eventuali maltrattamenti subiti dalle tartarughe durante il prelievo. Di conseguenza, non pare applicabile alcun provvedimento nei confronti dell'associazione Casazaki. L'interpellante chiede ancora se la Polizia Municipale fosse effettivamente presente e, in tal caso, se abbia verificato la regolarità di tali catture. A richiesta del Servizio Tutela Animali, la Polizia Municipale ha dichiarato che al prelievo degli animali non erano presenti agenti del Corpo di Polizia Municipale. Se - chiede ancora l'interpellante - l'Amministrazione sappia cosa ne è stato delle tartarughe asportate e se abbia intenzione di tornarne in possesso e cosa stia facendo in tal senso. Naturalmente sì, l'Amministrazione è informata, perché, tra l'altro, è stata immediatamente e tempestivamente, avvisata dalla stessa associazione S.O.S. Gaia. Le tartarughe, nel numero di venti, sono state trasportate dall'associazione Casazaki al Centro di Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, nel Cuneese. Trattandosi di animali esotici di proprietà, benché abbandonati dai legittimi proprietari, ed essendo il loro commercio sorvegliato, il Comune non ha titolo per rivendicarne il possesso. Resteranno, quindi, nella disponibilità del citato Centro che potrà, a sua discrezione, cederli a privati - naturalmente, si auspica affidabili - che ne facciano richiesta. Infine, l'interpellante chiede se l'Amministrazione non ritenga opportuno stipulare invece una seria convenzione con un centro di recupero fauna selvatica, al fine di tutelare il benessere di quelle specie selvatiche che più frequentemente vengono abbandonate nei luoghi pubblici della città. Per quanto riguarda il centro summenzionato, è convenzionato con alcuni Comuni della Provincia di Torino per la consegna di animali selvatici ed esotici. In questi casi, i Comuni che consegnano gli animali si fanno carico delle spese di mantenimento degli animali presso il Centro. Quindi, anche il Comune, di fatto, potrebbe convenzionarsi. Naturalmente, questo vorrebbe dire impegnare determinate risorse, al fine di garantire il pieno sostegno al convenzionamento. Per quanto riguarda però gli animali selvatici in generale, si tratta di patrimonio indisponibile dello Stato e la loro tutela è competenza delle Province. La Provincia di Torino ha in essere una convenzione con l'Università di Torino, con la Facoltà di Medicina Veterinaria, proprio allo scopo di curare e successivamente rilasciare, nel loro ambiente, selvatici in difficoltà. Tra l'altro, vengono consegnati per le cure circa 2.500 animali all'anno e, di questi, poco più della metà ritorna nel proprio ambiente. Si tratta principalmente di nidiacei che sono nutriti fino a svezzamento e poi rilasciati. Quindi, è preferibile, per conto di questa Amministrazione, coerentemente con quanto appena detto, condividere con la Provincia di Torino la possibilità di rafforzare una relazione, tra l'altro già in essere, con l'Università di Torino, in particolare con la Facoltà di Medicina Veterinaria, per assistere gli animali che dovessero trovarsi in futuro nelle medesime condizioni di queste tartarughe, già presenti nella fontana di piazza Statuto. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio soprattutto per aver chiarito questo mistero, perché è vero che è stato discusso anche sui giornali nel periodo estivo, però a livello consiliare non avevamo mai avuto notizia. Ho capito che la situazione è piuttosto ingarbugliata, però, riassunta, non è molto tranquillizzante, nel senso che ho capito che uno può andare a prendere le tartarughe dalla fontana di piazza Statuto (non nel senso che sia legittimo, ma nel senso che l'ha fatto) e che noi, se ho capito bene, non abbiamo nessun modo né di rientrarne in possesso né di sollevare problemi, eccetera, perché sostanzialmente non è di nostra competenza e non avendo avuto segnalazioni di maltrattamenti non abbiamo titolo a intervenire. Quindi, di fatto, comunque, uno può andare, prenderle e portarle al Centro di Recupero, il quale Centro di Recupero poi può farne quello che vuole (darle, tenerle, distribuirle gratuitamente, o a pagamento, non lo so). Quindi, questa situazione mi sembra rappresenti un buco, se volete, nella legislazione e nell'organizzazione di questa materia. È vero che questo fatto di mettere le tartarughe abbandonate (a parte il fatto che non dovrebbero essere abbandonate) nella fontana di piazza Statuto è diventato praticamente una tradizione. Tutto sommato, avendo lì davanti un'associazione animalista che se ne prendeva cura, anche se informalmente, ma, comunque, di fatto riconosciuta, essendo anche una delle associazioni che partecipano alla Consulta Animalista, quindi la Città sapeva che qualcuno se ne faceva carico, quella mi sembrava una buona soluzione. Adesso, che qualcun altro arrivi, le prenda e se le porti via, e non si sa sostanzialmente che fine facciano a lungo termine, non è precisamente un modo di tutelare la Città e i suoi animali. Quanto alla convenzione con il Centro di Recupero, ovviamente, non si parlava di cervi, di "selvatici", tra virgolette, veramente selvatici, ma più che altro di questi animali che vengono impropriamente spesso anche detenuti, acquistati, eccetera e poi abbandonati quando purtroppo non piacciono più, diciamo così, o comunque quando, come purtroppo succede in questo periodo, le famiglie non possono più permettersi di mantenerli. Per cui, su quella fascia di animali, tipicamente tartarughe, pesci, eccetera, forse qualcosa si potrebbe studiare. Non credo che questa gestione richieda un costo di centinaia di migliaia di Euro, oltretutto tenendo conto che, come già accadeva, ci sono volontari disposti a farsene carico. A questo punto, onestamente, non so più che cosa chiedere all'Amministrazione, perché tanto mi dite che l'Amministrazione non ha la possibilità di intervenire. Però, forse, potremo verificare che cosa possiamo fare per evitare che questa cosa si ripeta, perché, altrimenti, visto quello che è successo, praticamente mi state dicendo che, se ricominciano ad apparire le tartarughe, qualcun altro potrebbe arrivare e prendersele. Per carità, se in questo caso le hanno portate ad un Centro di Recupero Faunistico, vuol dire che comunque c'era una buona intenzione, ma potrebbe anche succedere che uno le prenda e si metta a rivenderle, creando un ciclo in cui vengono rivendute e poi riabbandonate. Rischiamo veramente che si crei una situazione che non tuteli gli animali, non tuteli i cittadini e depaupera anche la Città da questa possibilità. Quindi, chiederei comunque di fare un minimo di mente locale per capire come possiamo gestire meglio questa situazione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una precisazione, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Comprendo la difficoltà e l'imbarazzo del Consigliere. A beneficio di quanto ho appena detto, volevo tranquillizzarla rispetto al fatto che un'approfondita discussione anche con la Consulta Animalista, svolta proprio in occasione di questo evento, ha portato ad alcune definizioni, di concerto con la stessa Consulta: nel frattempo non si è nuovamente riempita la fontana, ma ci sono un paio di tartarughe che, così come precedentemente avveniva, abbiamo deciso di affidare - naturalmente, nell'alveo di un'informalità che è presieduta e verificata da parte della stessa Consulta - nuovamente all'Associazione S.O.S. Gaia, che si è resa disponibile ad un'attività di presidio, di controllo e di sostentamento di queste tartarughe. Dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista, questa soluzione era già positiva in precedenza. Evidentemente questo non ci mette al riparo dalla possibilità che qualcuno possa impropriamente andare a trasferire nuovamente le tartarughe, ma - ripeto -, nell'ambito della normativa e dei Regolamenti vigenti, quello che possiamo fare è comunicare che è improprio abbandonare queste tartarughe all'interno di questi spazi e, contemporaneamente, monitorando e controllando, di concerto con la Consulta, verificare che, qualora questo avvenga, possa esserci un'attenzione e un presidio che informi tempestivamente l'Amministrazione, come è successo anche in questo caso. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |