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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2013-03742
"LE TARTARUGHE SPARITE DA PIAZZA STATUTO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 1 AGOSTO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303742/002, presentata in
data 1° agosto 2013, avente per oggetto:

"Le tartarughe sparite da piazza Statuto"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Ringrazio l'interpellante. Questo è un tema che è stato già oggetto di
approfondimenti e, in particolare, di una forte attenzione da parte degli organi di
stampa. Ci tengo a dire che, come previsto e come consuetudine in queste
circostanze, l'Amministrazione ha anche - così come previsto dai Regolamenti, in
particolare dal Regolamento 323 - adottato un atteggiamento di comunicazione e di
trasparenza con la Consulta Animalista presente sul nostro territorio.
La vicenda è molto semplice. In occasione di un trasferimento, improprio lo
definirei, di alcune tartarughe dalla fontana di piazza Statuto, l'Amministrazione si è
trovata a dover rincorrere sostanzialmente un'associazione, che poi si è verificato
essere l'associazione Casazaki.
Seguo, però, l'interpellante nelle sue richieste.
Innanzitutto, chiede quali siano gli estremi e i contenuti del succitato accordo tra la
Città e l'associazione S.O.S. Gaia animalista.
C'è da chiarire, in tal senso, che l'associazione fa parte della Consulta di cui parlavo
prima. Per tacito accordo, da tempo, attraverso dei volontari della stessa
Associazione, alimentavano queste tartarughe, collaborando con l'Amministrazione,
in particolare con il personale incaricato per le periodiche operazioni di pulizia della
fontana.
Un'attività meritoria, dal nostro punto di vista, che, oltre a svolgere un'attività di
sorveglianza, favoriva il trasferimento temporaneo in apposite bacinelle di queste
tartarughe, giusto il tempo della durata dell'intervento delle operazioni di pulizia.
Devo dire che, grazie a questa collaborazione, ripeto, virtuosa e assolutamente
volontaria da parte dell'associazione S.O.S. Gaia, avevamo avuto modo di
monitorare e verificare come gli animali si erano ben adattati alla vita della fontana e
non ci risulta - non risulta a noi, non risulta agli Uffici di competenza, non risultava
neanche all'associazione S.O.S. Gaia, che, tra l'altro, è presente proprio in piazza
Statuto - che gli stessi subissero maltrattamenti.
Altro è, invece, il rapporto con l'associazione Casazaki, che è stata l'associazione
che, ripeto, impropriamente, a mio modo di vedere, ha trasferito questi animali.
L'interpellante chiede se esistano e quali siano gli eventuali accordi con
l'associazione Casazaki, finalizzati alla cattura delle tartarughe e alla successiva
sistemazione in idonei centri di recupero. Chiarisco al Consigliere interpellante che
non esiste alcun accordo e mai c'è stato.
Chiede ancora se la persona che ha prelevato le tartarughe fosse effettivamente
autorizzata o meno e, nel caso non lo fosse, quali siano gli eventuali provvedimenti
sanzionatori penali o amministrativi adottati dall'Amministrazione.
Il Presidente dell'associazione Casazaki ha dichiarato di essere stato verbalmente
autorizzato dal Corpo Forestale dello Stato.
Il Comune, che ai sensi della vigente legislazione in materia di tutela degli animali,
vigila e interviene in caso di maltrattamento degli stessi, non ha ricevuto alcuna
segnalazione dal Corpo Forestale dello Stato, o da terzi, in merito ad eventuali
maltrattamenti subiti dalle tartarughe durante il prelievo. Di conseguenza, non pare
applicabile alcun provvedimento nei confronti dell'associazione Casazaki.
L'interpellante chiede ancora se la Polizia Municipale fosse effettivamente presente
e, in tal caso, se abbia verificato la regolarità di tali catture.
A richiesta del Servizio Tutela Animali, la Polizia Municipale ha dichiarato che al
prelievo degli animali non erano presenti agenti del Corpo di Polizia Municipale.
Se - chiede ancora l'interpellante - l'Amministrazione sappia cosa ne è stato delle
tartarughe asportate e se abbia intenzione di tornarne in possesso e cosa stia facendo
in tal senso. Naturalmente sì, l'Amministrazione è informata, perché, tra l'altro, è
stata immediatamente e tempestivamente, avvisata dalla stessa associazione S.O.S.
Gaia. Le tartarughe, nel numero di venti, sono state trasportate dall'associazione
Casazaki al Centro di Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, nel Cuneese.
Trattandosi di animali esotici di proprietà, benché abbandonati dai legittimi
proprietari, ed essendo il loro commercio sorvegliato, il Comune non ha titolo per
rivendicarne il possesso. Resteranno, quindi, nella disponibilità del citato Centro che
potrà, a sua discrezione, cederli a privati - naturalmente, si auspica affidabili - che ne
facciano richiesta.
Infine, l'interpellante chiede se l'Amministrazione non ritenga opportuno stipulare
invece una seria convenzione con un centro di recupero fauna selvatica, al fine di
tutelare il benessere di quelle specie selvatiche che più frequentemente vengono
abbandonate nei luoghi pubblici della città. Per quanto riguarda il centro
summenzionato, è convenzionato con alcuni Comuni della Provincia di Torino per la
consegna di animali selvatici ed esotici.
In questi casi, i Comuni che consegnano gli animali si fanno carico delle spese di
mantenimento degli animali presso il Centro. Quindi, anche il Comune, di fatto,
potrebbe convenzionarsi. Naturalmente, questo vorrebbe dire impegnare determinate
risorse, al fine di garantire il pieno sostegno al convenzionamento.
Per quanto riguarda però gli animali selvatici in generale, si tratta di patrimonio
indisponibile dello Stato e la loro tutela è competenza delle Province.
La Provincia di Torino ha in essere una convenzione con l'Università di Torino, con
la Facoltà di Medicina Veterinaria, proprio allo scopo di curare e successivamente
rilasciare, nel loro ambiente, selvatici in difficoltà.
Tra l'altro, vengono consegnati per le cure circa 2.500 animali all'anno e, di questi,
poco più della metà ritorna nel proprio ambiente. Si tratta principalmente di nidiacei
che sono nutriti fino a svezzamento e poi rilasciati.
Quindi, è preferibile, per conto di questa Amministrazione, coerentemente con
quanto appena detto, condividere con la Provincia di Torino la possibilità di
rafforzare una relazione, tra l'altro già in essere, con l'Università di Torino, in
particolare con la Facoltà di Medicina Veterinaria, per assistere gli animali che
dovessero trovarsi in futuro nelle medesime condizioni di queste tartarughe, già
presenti nella fontana di piazza Statuto.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio soprattutto per aver chiarito questo mistero, perché è vero che è stato
discusso anche sui giornali nel periodo estivo, però a livello consiliare non avevamo
mai avuto notizia. Ho capito che la situazione è piuttosto ingarbugliata, però,
riassunta, non è molto tranquillizzante, nel senso che ho capito che uno può andare a
prendere le tartarughe dalla fontana di piazza Statuto (non nel senso che sia
legittimo, ma nel senso che l'ha fatto) e che noi, se ho capito bene, non abbiamo
nessun modo né di rientrarne in possesso né di sollevare problemi, eccetera, perché
sostanzialmente non è di nostra competenza e non avendo avuto segnalazioni di
maltrattamenti non abbiamo titolo a intervenire.
Quindi, di fatto, comunque, uno può andare, prenderle e portarle al Centro di
Recupero, il quale Centro di Recupero poi può farne quello che vuole (darle, tenerle,
distribuirle gratuitamente, o a pagamento, non lo so).
Quindi, questa situazione mi sembra rappresenti un buco, se volete, nella legislazione
e nell'organizzazione di questa materia.
È vero che questo fatto di mettere le tartarughe abbandonate (a parte il fatto che non
dovrebbero essere abbandonate) nella fontana di piazza Statuto è diventato
praticamente una tradizione. Tutto sommato, avendo lì davanti un'associazione
animalista che se ne prendeva cura, anche se informalmente, ma, comunque, di fatto
riconosciuta, essendo anche una delle associazioni che partecipano alla Consulta
Animalista, quindi la Città sapeva che qualcuno se ne faceva carico, quella mi
sembrava una buona soluzione.
Adesso, che qualcun altro arrivi, le prenda e se le porti via, e non si sa
sostanzialmente che fine facciano a lungo termine, non è precisamente un modo di
tutelare la Città e i suoi animali.
Quanto alla convenzione con il Centro di Recupero, ovviamente, non si parlava di
cervi, di "selvatici", tra virgolette, veramente selvatici, ma più che altro di questi
animali che vengono impropriamente spesso anche detenuti, acquistati, eccetera e poi
abbandonati quando purtroppo non piacciono più, diciamo così, o comunque quando,
come purtroppo succede in questo periodo, le famiglie non possono più permettersi
di mantenerli.
Per cui, su quella fascia di animali, tipicamente tartarughe, pesci, eccetera, forse
qualcosa si potrebbe studiare. Non credo che questa gestione richieda un costo di
centinaia di migliaia di Euro, oltretutto tenendo conto che, come già accadeva, ci
sono volontari disposti a farsene carico.
A questo punto, onestamente, non so più che cosa chiedere all'Amministrazione,
perché tanto mi dite che l'Amministrazione non ha la possibilità di intervenire. Però,
forse, potremo verificare che cosa possiamo fare per evitare che questa cosa si ripeta,
perché, altrimenti, visto quello che è successo, praticamente mi state dicendo che, se
ricominciano ad apparire le tartarughe, qualcun altro potrebbe arrivare e prendersele.
Per carità, se in questo caso le hanno portate ad un Centro di Recupero Faunistico,
vuol dire che comunque c'era una buona intenzione, ma potrebbe anche succedere
che uno le prenda e si metta a rivenderle, creando un ciclo in cui vengono rivendute e
poi riabbandonate. Rischiamo veramente che si crei una situazione che non tuteli gli
animali, non tuteli i cittadini e depaupera anche la Città da questa possibilità.
Quindi, chiederei comunque di fare un minimo di mente locale per capire come
possiamo gestire meglio questa situazione.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una precisazione, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Comprendo la difficoltà e l'imbarazzo del Consigliere. A beneficio di quanto ho
appena detto, volevo tranquillizzarla rispetto al fatto che un'approfondita discussione
anche con la Consulta Animalista, svolta proprio in occasione di questo evento, ha
portato ad alcune definizioni, di concerto con la stessa Consulta: nel frattempo non si
è nuovamente riempita la fontana, ma ci sono un paio di tartarughe che, così come
precedentemente avveniva, abbiamo deciso di affidare - naturalmente, nell'alveo di
un'informalità che è presieduta e verificata da parte della stessa Consulta -
nuovamente all'Associazione S.O.S. Gaia, che si è resa disponibile ad un'attività di
presidio, di controllo e di sostentamento di queste tartarughe.
Dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista, questa soluzione era già positiva in
precedenza.
Evidentemente questo non ci mette al riparo dalla possibilità che qualcuno possa
impropriamente andare a trasferire nuovamente le tartarughe, ma - ripeto -,
nell'ambito della normativa e dei Regolamenti vigenti, quello che possiamo fare è
comunicare che è improprio abbandonare queste tartarughe all'interno di questi spazi
e, contemporaneamente, monitorando e controllando, di concerto con la Consulta,
verificare che, qualora questo avvenga, possa esserci un'attenzione e un presidio che
informi tempestivamente l'Amministrazione, come è successo anche in questo caso.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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