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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201304000/002, presentata in data 2 settembre 2013, avente per oggetto: "Variazione Piano Regolatore zona compresa tra strada del Drosso, via Monteponi, via Cabrini e strada del Drosso interno 68" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) L'area in oggetto, segnalata dal Consigliere Magliano, è destinata dal Piano Regolatore vigente ad area normativa M2 che nelle Norme di Attuazione del Piano viene classificata con la definizione di "isolati o complessi di edifici a funzione mista, con forte presenza di attività produttive". La destinazione è, quindi, prevalentemente produttiva. Sono consentite attività di ricerca, attività commerciali all'ingrosso, se esistenti, ed il mantenimento degli usi residenziali in atto, con limitati ampliamenti. Occorre premettere che la destinazione M2 impressa dal Piano Regolatore fin dall'impianto del 1995 è presente sul territorio della città sia nelle parti più esterne, ad esempio al confine con Grugliasco, a Nord di corso Grosseto e ad Est della Stura, sia in alcuni isolati più interni di dimensioni importanti e riguarda aree ove erano, o sono prevalenti, le attività produttive rispetto alla residenza. L'eventuale modifica delle aree con destinazione M2 - che, come sopra richiamato, sono presenti in tutto il territorio cittadino - comporterebbe un notevole aumento della capacità insediativa residenziale. In relazione a tali aspetti, si renderebbe necessaria, infatti, una revisione di carattere generale e la Variante conseguente potrebbe addirittura configurarsi come Variante strutturale. Nel caso posto dal Consigliere Magliano, che interpellava sulla modifica delle destinazioni compatibili con la destinazione M2, è evidente che o ha attinenza ad un singolo isolato, classificato come M2, ma, per come è stato posto il problema dal Consigliere, invece, faceva riferimento a una più generale, tra virgolette, mi si consenta, "liberalizzazione residenziale" nelle aree M2, il che, ovviamente, presupporrebbe non una Variante parziale localizzata sul singolo isolato, o sul complesso di isolati, bensì una Variante normativa che andrebbe a toccare la capacità residenziale ed insediativa residenziale nelle aree M2. Quindi, sarebbe una Variante normativa che, stante la portata dell'intervento, potrebbe addirittura configurarsi come Variante strutturale al Piano, incrementando la capacità residenziale della città, non limitatamente ad una singola porzione di territorio, bensì sull'intero territorio cittadino. Nelle more della complessa modifica organica del Piano Regolatore sopra accennata, si ritiene tuttavia che una possibile risposta alle puntuali esigenze manifestate dai residenti della Circoscrizione 10, possa trovare riscontro facendo ricorso, invece, alla Legge n. 106/2011, cosiddetta conversione in Legge del Decreto Sviluppo. Tale normativa, qualora vi siano le condizioni, consentirebbe, infatti, anche i cambi di destinazione d'uso verso attività non esclusivamente produttive. La Città di Torino, con deliberazione della Giunta Comunale mecc. 872009, il 26 febbraio 2013 ha approvato gli indirizzi e i criteri applicativi della Legge n. 106, alla quale si rimanda integralmente per le puntuali verifiche. Comunico a verbale che, nella Giunta di domani mattina, con tutta probabilità, presenterò una modifica di questa deliberazione che ho citato, che ha attinenza ai criteri interpretativi e agli indirizzi agli Uffici in ordine all'applicazione del Decreto Sviluppo sulle Varianti urbanistiche, per cui, ovviamente, non posso riportarla nella risposta ufficiale a verbale dell'interpellanza, ma credo che, se non domani, nell'arco di qualche giorno, questi criteri orientativi e questi indirizzi per l'applicazione del Decreto Sviluppo verranno modificati. Anticipo che l'impostazione che verrà data è quella di distinguere i tipi di interventi ammissibili ai sensi della Legge n. 106 tra interventi a carattere edilizio e interventi a carattere urbanistico e, sulla base di questa seconda tipologia, che mi pare sia l'oggetto dell'interpellanza del Consigliere Magliano, andremo a definire puntualmente qual è la procedura amministrativa che gli eventuali aventi causa possono seguire per vedere soddisfatte le loro esigenze urbanistiche ed edilizie. Gli interventi in ottemperanza disposti e sopra richiamati, infatti, si attuano direttamente con un permesso di costruire in deroga ai sensi dell'articolo n. 34 del D.P.R. 380/2001, il cosiddetto Testo Unico sull'Edilizia, tramite un unico passaggio in Consiglio Comunale. Quindi, mentre prima, per variare la destinazione d'uso, come veniva chiesto nell'interpellanza, da M2 a M1, per un singolo isolato, occorreva, ai sensi della Legge n. 56, un doppio passaggio in Consiglio Comunale, con l'adozione della Variante e, a seguito della presentazione di controdeduzioni, la susseguente approvazione da parte del Consiglio Comunale; con il Decreto Sviluppo n. 106, invece, il passaggio del Consiglio Comunale sarà unico e avverrà a valle dell'istruttoria che domani, o nei prossimi giorni, verrà codificata, con un unico passaggio di Consiglio Comunale, che ovviamente lascerà la piena potestà al Consiglio Comunale e la discrezionalità in ordine all'accoglimento, o meno, dell'istanza di Variante. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio La mia interpellanza partiva, evidentemente, dalla segnalazione dei cittadini, che nel 1999 hanno segnalato questo problema, ma dal punto di vista ambientale. Quindi, a scanso di equivoci, l'interpellanza non nasce da segnalazioni di soggetti che possono essere interessati a fare operazioni immobiliari, ma nasce da alcuni cittadini che facevano parte di questo Comitato, che, allora, si poneva il problema relativo a quello che poteva essere un rischio ambientale dovuto all'infrastrutturazione che abbiamo in quella zona. Quindi, era più questo il punto sul quale mi soffermavo. Mi rendo conto che, di fatto, la sua risposta è interlocutoria; cioè, per passare da M2 a M1 in quella zona e basta, dovrebbe arrivare un progetto, che, comunque, potrebbe essere fatto sempre se ci sono le disponibilità alla luce del Decreto Sviluppo, che permette al Comune di accelerare completamente la possibilità di fare una Variante al Piano Regolatore e che, tra l'altro, permette di cambiare con velocità luoghi e pezzi della nostra città che, in questo momento, non hanno più questa vocazione. Però, la mia interpellanza era esclusivamente sul problema ambientale. Prendo atto, invece - e questo lo dico per amor di verbale -, che questa Giunta sta cambiando il passo su questo tema del Decreto Sviluppo e questo cambio di passo, a mio giudizio, finalmente permetterà, nel caso il Consiglio Comunale, come è previsto da Legge, approvasse questi decreti sviluppo, finalmente di far tornare o far arrivare nelle casse del Comune tutta una serie di oneri di urbanizzazione che, in questo momento, il Comune non può incassare, perché è tutto fermo. Detto questo, però, mi interessava ragionare di più sul tema ambientale e capire se, da quel punto di vista, l'Amministrazione si era posta il problema che in quella zona è possibile che ci siano materiali pesanti nel territorio, o comunque che ci sono situazioni che in questo momento continuano a spaventare i residenti della zona. Questo era l'obiettivo della mia interpellanza. Per il resto, invece, ne prendo atto. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |