Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2013-04000
"VARIAZIONE PIANO REGOLATORE ZONA COMPRESA TRA STRADA DEL DROSSO, VIA MONTEPONI, VIA CABRINI E STRADA DEL DROSSO INTERNO 68" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 2 SETTEMBRE 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201304000/002, presentata in
data 2 settembre 2013, avente per oggetto:

"Variazione Piano Regolatore zona compresa tra strada del Drosso, via Monteponi,
via Cabrini e strada del Drosso interno 68"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
L'area in oggetto, segnalata dal Consigliere Magliano, è destinata dal Piano
Regolatore vigente ad area normativa M2 che nelle Norme di Attuazione del Piano
viene classificata con la definizione di "isolati o complessi di edifici a funzione
mista, con forte presenza di attività produttive". La destinazione è, quindi,
prevalentemente produttiva. Sono consentite attività di ricerca, attività commerciali
all'ingrosso, se esistenti, ed il mantenimento degli usi residenziali in atto, con limitati
ampliamenti.
Occorre premettere che la destinazione M2 impressa dal Piano Regolatore fin
dall'impianto del 1995 è presente sul territorio della città sia nelle parti più esterne,
ad esempio al confine con Grugliasco, a Nord di corso Grosseto e ad Est della Stura,
sia in alcuni isolati più interni di dimensioni importanti e riguarda aree ove erano, o
sono prevalenti, le attività produttive rispetto alla residenza.
L'eventuale modifica delle aree con destinazione M2 - che, come sopra richiamato,
sono presenti in tutto il territorio cittadino - comporterebbe un notevole aumento
della capacità insediativa residenziale. In relazione a tali aspetti, si renderebbe
necessaria, infatti, una revisione di carattere generale e la Variante conseguente
potrebbe addirittura configurarsi come Variante strutturale.
Nel caso posto dal Consigliere Magliano, che interpellava sulla modifica delle
destinazioni compatibili con la destinazione M2, è evidente che o ha attinenza ad un
singolo isolato, classificato come M2, ma, per come è stato posto il problema dal
Consigliere, invece, faceva riferimento a una più generale, tra virgolette, mi si
consenta, "liberalizzazione residenziale" nelle aree M2, il che, ovviamente,
presupporrebbe non una Variante parziale localizzata sul singolo isolato, o sul
complesso di isolati, bensì una Variante normativa che andrebbe a toccare la capacità
residenziale ed insediativa residenziale nelle aree M2. Quindi, sarebbe una Variante
normativa che, stante la portata dell'intervento, potrebbe addirittura configurarsi
come Variante strutturale al Piano, incrementando la capacità residenziale della città,
non limitatamente ad una singola porzione di territorio, bensì sull'intero territorio
cittadino.
Nelle more della complessa modifica organica del Piano Regolatore sopra accennata,
si ritiene tuttavia che una possibile risposta alle puntuali esigenze manifestate dai
residenti della Circoscrizione 10, possa trovare riscontro facendo ricorso, invece, alla
Legge n. 106/2011, cosiddetta conversione in Legge del Decreto Sviluppo. Tale
normativa, qualora vi siano le condizioni, consentirebbe, infatti, anche i cambi di
destinazione d'uso verso attività non esclusivamente produttive.
La Città di Torino, con deliberazione della Giunta Comunale mecc. 872009, il 26
febbraio 2013 ha approvato gli indirizzi e i criteri applicativi della Legge n. 106, alla
quale si rimanda integralmente per le puntuali verifiche.
Comunico a verbale che, nella Giunta di domani mattina, con tutta probabilità,
presenterò una modifica di questa deliberazione che ho citato, che ha attinenza ai
criteri interpretativi e agli indirizzi agli Uffici in ordine all'applicazione del Decreto
Sviluppo sulle Varianti urbanistiche, per cui, ovviamente, non posso riportarla nella
risposta ufficiale a verbale dell'interpellanza, ma credo che, se non domani, nell'arco
di qualche giorno, questi criteri orientativi e questi indirizzi per l'applicazione del
Decreto Sviluppo verranno modificati.
Anticipo che l'impostazione che verrà data è quella di distinguere i tipi di interventi
ammissibili ai sensi della Legge n. 106 tra interventi a carattere edilizio e interventi a
carattere urbanistico e, sulla base di questa seconda tipologia, che mi pare sia
l'oggetto dell'interpellanza del Consigliere Magliano, andremo a definire
puntualmente qual è la procedura amministrativa che gli eventuali aventi causa
possono seguire per vedere soddisfatte le loro esigenze urbanistiche ed edilizie.
Gli interventi in ottemperanza disposti e sopra richiamati, infatti, si attuano
direttamente con un permesso di costruire in deroga ai sensi dell'articolo n. 34 del
D.P.R. 380/2001, il cosiddetto Testo Unico sull'Edilizia, tramite un unico passaggio
in Consiglio Comunale.
Quindi, mentre prima, per variare la destinazione d'uso, come veniva chiesto
nell'interpellanza, da M2 a M1, per un singolo isolato, occorreva, ai sensi della
Legge n. 56, un doppio passaggio in Consiglio Comunale, con l'adozione della
Variante e, a seguito della presentazione di controdeduzioni, la susseguente
approvazione da parte del Consiglio Comunale; con il Decreto Sviluppo n. 106,
invece, il passaggio del Consiglio Comunale sarà unico e avverrà a valle
dell'istruttoria che domani, o nei prossimi giorni, verrà codificata, con un unico
passaggio di Consiglio Comunale, che ovviamente lascerà la piena potestà al
Consiglio Comunale e la discrezionalità in ordine all'accoglimento, o meno,
dell'istanza di Variante.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
La mia interpellanza partiva, evidentemente, dalla segnalazione dei cittadini, che nel
1999 hanno segnalato questo problema, ma dal punto di vista ambientale.
Quindi, a scanso di equivoci, l'interpellanza non nasce da segnalazioni di soggetti
che possono essere interessati a fare operazioni immobiliari, ma nasce da alcuni
cittadini che facevano parte di questo Comitato, che, allora, si poneva il problema
relativo a quello che poteva essere un rischio ambientale dovuto
all'infrastrutturazione che abbiamo in quella zona. Quindi, era più questo il punto sul
quale mi soffermavo.
Mi rendo conto che, di fatto, la sua risposta è interlocutoria; cioè, per passare da M2
a M1 in quella zona e basta, dovrebbe arrivare un progetto, che, comunque, potrebbe
essere fatto sempre se ci sono le disponibilità alla luce del Decreto Sviluppo, che
permette al Comune di accelerare completamente la possibilità di fare una Variante
al Piano Regolatore e che, tra l'altro, permette di cambiare con velocità luoghi e
pezzi della nostra città che, in questo momento, non hanno più questa vocazione.
Però, la mia interpellanza era esclusivamente sul problema ambientale.
Prendo atto, invece - e questo lo dico per amor di verbale -, che questa Giunta sta
cambiando il passo su questo tema del Decreto Sviluppo e questo cambio di passo, a
mio giudizio, finalmente permetterà, nel caso il Consiglio Comunale, come è
previsto da Legge, approvasse questi decreti sviluppo, finalmente di far tornare o far
arrivare nelle casse del Comune tutta una serie di oneri di urbanizzazione che, in
questo momento, il Comune non può incassare, perché è tutto fermo.
Detto questo, però, mi interessava ragionare di più sul tema ambientale e capire se,
da quel punto di vista, l'Amministrazione si era posta il problema che in quella zona
è possibile che ci siano materiali pesanti nel territorio, o comunque che ci sono
situazioni che in questo momento continuano a spaventare i residenti della zona.
Questo era l'obiettivo della mia interpellanza. Per il resto, invece, ne prendo atto.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)