| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201303479/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 19 luglio 2013, avente per oggetto: "Regolamento per l'applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 2013004288/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 23 settembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201303479/013 - Investimenti per la promozione della raccolta differenziata e per la correlazione diretta tra importo del tributo e quantità di rifiuti prodotti". e della proposta di mozione n. mecc. 201304310/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 23 settembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione TARES n. mecc. 201303479/013". LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Buon appetito, allontanatevi pure dall'Aula, i signori della stampa… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, Laura, non la prendere così, lo dicevo in senso ironico. Il mio intervento durerà dieci minuti, come previsto dal Regolamento. Avevo un po' di disagio, perché prima del mio intervento siete rientrati tutti quanti, anche il Sindaco, io invece preferirei esattamente il contrario. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, mi trovo più a mio agio. Potremmo, innanzitutto, fare un po' una cronistoria e devo ringraziare il Consigliere Ricca che mi ha dato parecchi spunti, rispetto a quella che è stata la storia e le vicende della raccolta differenziata a Torino. Darei un titolo a tutto ciò: "Poche idee, ma confuse"; "Poche idee, ma costose", perciò i titoli diventano due. In effetti, questo è stato l'andamento della nostra città, perché siamo partiti negli anni Ottanta, dove si sono gettate le basi per una raccolta differenziata che, bene o male, funzionava, però aveva i suoi costi che, ovviamente, di anno in anno aumentavano anche per i contribuenti. Negli anni Ottanta, Novanta, c'è stata questa metodologia di raccolta differenziata, dopodiché io ricordo a tutti di quest'Aula che il Comune di Torino, non so se allora fosse già amministrato dall'innominato… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'innominato è Chiamparino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so, è nel 2001, però si è parlato degli anni Ottanta, ma gli anni Ottanta, inevitabilmente, sono diventati gli anni Duemila, 2001. Era stato distribuito un bidoncino, me lo ricorderò sempre, marrone. Ve lo ricordate? Non ve lo ricordate, perché siete giovanissimi. È stato, quindi, distribuito questo bidoncino ai torinesi che ci hanno fatto di tutto, tranne quello che avrebbero dovuto fare. Voi pensate che io stia scherzando, ma la realtà è quella, dopodiché c'è stata una spesa immensa da parte del Comune che non è servita a nulla e ci sono state varie assemblee, soprattutto distribuite per ogni Circoscrizione, dove i rappresentanti AMIAT hanno illustrato la raccolta differenziata porta a porta, illudendo i cittadini che, facendo la raccolta differenziata porta a porta, i costi sarebbero diminuiti. Che cosa significa porta a porta? Significa una raccolta differenziata che ebbe un balzo - e qui siamo nell'era dell'innominato - diciamo dal 20-30%, al 40-45% nelle zone dove si faceva, appunto, la raccolta differenziata porta a porta, peccato che tale sistema si adottò soltanto in determinate zone! Ovviamente, questa è una Città che va sempre a due o a tre velocità. Qualcuno li definisce cittadini di serie A, cittadini di serie B o cittadini di serie C, come si definiva prima il Consigliere Carbonero. Relativamente a questa grandissima trovata, i cittadini torinesi si sono ritrovati a dover pagare, ovviamente, tutte quelle persone coinvolte dal servizio porta a porta - questa è una realtà che i cittadini hanno vissuto, anche se è detta in chiave ostruzionistica -; si sono ritrovati a dover pagare di più, ad avere la scocciatura di differenziare in maniera estrema e a pagare un incaricato che gestisse i bidoni differenziati fuori e dentro i cortili. Anche in quel caso, quindi, il cittadino fu penalizzato. Ciò che fa ancora più arrabbiare è che non tutte le Circoscrizioni furono coinvolte, ma solamente quelle estreme, i quartieri più popolari. Paradossalmente, i quartieri più popolari iniziarono a pagare subito di più, perché dovevano, Vicepresidente, pagarsi anche il servizio di trasporto dei bidoni dal cortile a fuori dal cortile, perché questo era previsto dall'AMIAT. Perciò, siamo andati proprio a colpire le fasce più deboli. Quando il sistema stava iniziando ad essere collaudato, ci siamo ritrovati a pensare che differenziare tutto pagando di più, non servisse più, perché vi siete chiesti che cosa buttano dentro l'inceneritore? Provate a pensarci. Noi differenziamo con il sistema porta a porta in maniera esasperata, facciamo tutto quello che bisogna fare, dopodiché nell'inceneritore magari arrivano selezionati plastica, ferro, però lì va tutto. In definitiva, per istituire la raccolta differenziata porta a porta sono stati spesi tantissimi soldi, perché, per finanziare questo servizio, si sono dovute rivedere anche un po' le tariffe. Noi vediamo gli ambulanti oggi disperati, perché quello che dovrebbe essere il loro introito annuale, viene destinato solo ed esclusivamente per questa tassa. Ormai, gli ambulanti hanno un reddito che non è più quello che c'era negli anni Sessanta, Settanta, quando erano veramente dei piccoli borghesi. In definitiva, Vicepresidente, il servizio è aumentato e tutto quello che è stato fatto è stato vanificato dall'entrata in funzione dell'inceneritore. Ditemi diversamente. Lo so che queste affermazioni sono fatte in maniera ostruzionistica, però questa è la storia per la quale oggi noi andiamo a pagare una TARES che, comunque, ha un'estrema incidenza per quella che è stata un'azione sicuramente sbagliata e che ha portato a costi veramente insostenibili per i cittadini, per i problemi che ha questa Città, come nel precedente intervento stavo elencando. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Posso dire che io, a titolo, se volete, esclusivamente personale, fatico a capire il senso dei lavori di questo Consiglio Comunale. Nel senso che l'argomento è importante e sappiamo tutti che questo Regolamento di fatto, tranne alcuni punti dettagliati (che, peraltro, sono già venuti fuori nei primi interventi), non sposterà il senso della tassa, nel senso che quello che farà veramente la differenza sarà poi l'importo che faremo pagare, che è oggetto della successiva deliberazione, e non tanto quello che è scritto in questo Regolamento, che di fatto riflette tutti i vincoli che la Legge ci dà con relativamente pochi margini di manovra. Per cui, onestamente, avrei preferito una discussione di mezz'ora davanti a un'Aula piena, con un confronto di argomenti, che una discussione di quattro ore con ostruzionismi e a tirarla per le lunghe, senza un contenuto, una sostanza particolarmente densa che magari anche un cittadino possa ascoltare e capire. Sul Regolamento non abbiamo molto da dire; avremmo magari voluto anche noi presentare qualche piccolo emendamento, ma, sapendo che peraltro ci sarebbe stato questo mega ostruzionismo e quindi facilmente, come purtroppo è successo le volte scorse, i nostri emendamenti sarebbero stati accorpati, abbiamo preferito soprassedere. Ci siamo concentrati, invece, sulla parte della mozione di accompagnamento, perché crediamo sia giusto che quest'Aula prenda degli indirizzi, più che sulla questione del Regolamento, proprio, in vista delle tariffe, sulla politica dei rifiuti che questo Consiglio Comunale dovrebbe voler fare, perché qui è proprio la politica dei rifiuti che dovrebbe essere messa in discussione, anche perché la TARES, che di fatto sostituisce la precedente tassa sui rifiuti, è considerata una tassa odiosa, come tutte le tasse, non perché alle persone non piace pagare le tasse, e questo è anche comprensibile, ma perché in particolare le persone dicono: ma come, io posso produrre anche pochissimi rifiuti, posso impegnarmi a dividerli e differenziarli in tutti i modi, faccio una raccolta differenziata sempre più complicata, poi in molti casi, per chi ha già il porta a porta, gestisco anche la raccolta nel condominio, la porto giù, eccetera, poi alla fine però pago delle cifre sempre in aumento. Non si vede una progressiva diminuzione della tassa, non si capisce l'effetto migliorativo sull'ambiente e sull'economia del fare questa raccolta differenziata, quindi per questo le persone sono particolarmente accese quando parlano di TARES. Lo sono, in particolare, quelli che poi la pagano, non solo come famiglia, ma anche come attività commerciale, professionale, i negozi, gli ambulanti dei mercati, le aziende, perché veramente in quei casi si arriva a cifre totalmente inspiegabili, arrivando poi al paradosso dei mercati, in cui, indifferentemente magari da chi ne produce tanta a chi ne produce poca, si paga magari 4-5.000,00 Euro l'anno e ci sono anche alcuni banchi dei mercati che producono veramente un sacchettino di immondizia al giorno. Per cui è proprio sulla politica dei rifiuti che dovremmo concentrare la nostra attenzione e cercare di capire come fare a ridurre il costo complessivo del sistema. Abbiamo chiesto ad IREN, quando è venuta la settimana scorsa in audizione, nella persona del Presidente Profumo se, adesso che ha già acquistato AMIAT e ha in mano i nostri rifiuti, vuole investire nel miglioramento della tecnologia, nella espansione del porta a porta o vuole semplicemente aspettare che il Comune le dia dei soldi per svolgere un servizio (e quindi, tanto vi do e tanto faccio), senza alcun tipo di investimento del privato e nemmeno di sinergia. Purtroppo, mi spiace dover dire che la sensazione che abbiamo avuto dalla discussione con IREN, sia la seconda. Paradossalmente, l'unico vantaggio di una privatizzazione dovrebbe essere quello che il privato investa, ci metta energie, ci metta voglia, ci metta idee, innovazione che magari il pubblico non riesce più a fare, ma in questo caso sembra veramente che il privato si sia preso la patata di AMIAT e poi se la tenga lì, aspettando di avere dei soldi per farci qualcosa e questo è un grosso problema per il futuro della politica dei rifiuti della Città. Comunque, noi sappiamo che, per quello che noi riteniamo come base della politica dei rifiuti di una Città, la base dovrebbe essere l'estensione della raccolta differenziata porta a porta che ci dovrebbe permettere prima o poi di arrivare a rendere superfluo, quindi a far morire di fame - come diciamo noi - l'inceneritore. Qui vorrei anche correggere alcune affermazioni che ho sentito negli interventi dei colleghi, perché capisco che dovessero riempire il tempo, però sentir dire addirittura che la raccolta differenziata serva perché poi il differenziato lo diamo all'inceneritore, vuol dire proprio non sapere come funziona il ciclo dei rifiuti. In realtà, è esattamente l'opposto, ossia più differenziamo e meno rifiuti buttiamo nell'inceneritore, e questo è un bene per l'ambiente ed è un bene anche per le nostre casse, perché noi, per incenerire i rifiuti, paghiamo. Quindi, per questo, crediamo che ci vorrebbe un impegno molto maggiore della Città nella crescita della raccolta differenziata, che è un impegno che finora la maggioranza ha sempre ribadito a parole, ma poi nei fatti, dai due anni e mezzo di questa Amministrazione, non abbiamo visto alcun tipo di estensione della raccolta differenziata porta a porta, non ci sono più stati investimenti sempre con la motivazione che non ci sono i soldi. Crediamo che sia, invece, utile creare un circolo virtuoso, per cui adesso andiamo a chiedere ai cittadini e alle aziende di pagare la TARES, che sarà sicuramente più elevata della TARSU dell'anno scorso, però almeno promettiamo che, in cambio, questi soldi non andranno semplicemente nel mantenere la macchina dell'AMIAT, con tutto ciò che, tra l'altro, è stato detto in termini di sprechi, ma che almeno una piccola parte andrà nell'investire per migliorare il trattamento dei rifiuti e arrivare in futuro veramente a far decrescere i costi. Questo richiede la copertura dell'investimento iniziale per l'estensione della raccolta differenziata porta a porta. Per questo, la nostra mozione di accompagnamento, come primo punto, e forse più qualificante, propone di stabilire che l'1% del gettito della componente rifiuti della TARES sia destinato all'estensione della raccolta differenziata porta a porta. Quindi, in realtà, funziona al contrario, perché la TARES viene determinata in base ad un calcolo di quanto si vuole investire, oltre che della copertura dei costi, quindi si dovrebbe fare questo calcolo, in modo che poi alla fine una cifra almeno pari all'1% risulti dedicata a questo. Ciò permetterebbe, nel lungo termine, secondo noi, se gestito efficientemente, di arrivare poi a ridurre in futuro il costo della raccolta rifiuti, in quanto comunque - e questi sono anche, tra l'altro, gli altri punti di cui parla la mozione - si dovrebbe arrivare a valorizzare questi rifiuti. Non si capisce perché soltanto in Italia la raccolta differenziata faccia aumentare il costo della raccolta e non lo faccia scendere. Bisognerebbe intervenire, probabilmente, anche sul ciclo che c'è dopo, ma bisogna trovare un modo per cui quello che recuperiamo, di fatto, ci permetta di recuperare una parte dei costi, come avviene in altri posti, magari più piccoli, dove si fa la raccolta differenziata. Per questo, bisogna che l'investimento vada anche in questa direzione. Per quanto riguarda l'ultimo punto, bisogna che, alla fine, però, il pagamento dei rifiuti arrivi ad incentivare i comportamenti virtuosi. Non ha senso chiedere alle persone di avere la raccolta differenziata porta a porta, e poi dire che sia chi la fa bene, sia chi la fa male, paga sostanzialmente la stessa cifra in base alla dimensione dell'appartamento o il numero di persone. Bisogna arrivare a far pagare per quanto produco. Questa non è una follia, perché lo fanno già anche in comuni della provincia di Torino, lo fanno a Trento, lo fanno in diverse città con diversi meccanismi più o meno approssimativi. C'è chi fa pagare a numero di sacchetti conferiti, c'è chi mette il chip e misura quello, c'è chi pesa i cassonetti, ci sono sistemi di ogni genere che possono già essere studiati e magari sperimentati. Noi, quindi, veramente non pretendiamo che da domani mattina tutta la città funzioni così, però che almeno si cominci a pensare a come fare e a sperimentare qualche sistema per misurare, se non a livello di utenza, a livello di condominio, il peso e il tipo dei rifiuti prodotti, perché così poi potremmo arrivare a studiare - e questo è un altro dei punti della mozione - un sistema di tariffazione legato al costo effettivo. Quindi, ti faccio pagare di più l'indifferenziato che devo bruciare o smaltire, ti faccio pagare un po' di meno quello che magari riesco a rivendere, ma comunque mi costa, eccetera, ti faccio pagare molto poco o nulla o, magari, ti pago io e ti tolgo dei soldi per quel che riguarda quello che recupero, perché ad esempio sui componenti elettronici, se li trattiamo bene, ci si guadagna non poco nella rivendita. Per cui, facendo pagare o anche magari sgravando, in funzione di quello che effettivamente si conferisce, si incentivano le persone a differenziare per bene e anche a cercare di recuperare il più possibile le materie, il che poi ha anche delle conseguenze positive sull'ambiente, sul consumo energetico e su tutta una serie di situazioni. Oltretutto, non è soltanto una questione di soldi, qui e in questo momento, ma è una questione di politica ambientale di medio-lungo termine. Per questo motivo, ci auspichiamo che l'Aula voglia votare la nostra mozione; quindi, questo vorrebbe essere il nostro contributo qualificante anche in vista della nostra successiva discussione sulle tariffe. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Prima dell'intervento, chiedo, per cortesia, al Vicepresidente, di richiamare i Consiglieri in Aula. Non voglio chiedere la verifica del numero legale, però vorrei parlare ad una platea attenta, vista l'importanza di ciò che dirò. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere D'Amico, se vuole, può chiedere la verifica del numero legale. D'AMICO Angelo No, grazie. Gentile Assessore, mi rivolgo a lei. Prima, nel suo intervento, lei ha fatto notare un aspetto importante, ma non è che noi eravamo disattenti e pensavamo di trattare come argomento la deliberazione, sapevamo benissimo che questo è il Regolamento per la retribuzione delle tariffe. È chiaro che questo Regolamento non è altro che il primo atto, quello che precede poi quello che sarà l'atto più importante che la Giunta dovrà mettere in atto per il pagamento delle tariffe. Quindi, non si trattava, assolutamente, di disattenzione. Essendo, però, questo un atto poi legato alla deliberazione più importante, è nostro compito cercare di contrastare; la nostra azione di contrasto deve iniziare già da adesso. Intendo cominciare questo intervento tornando un po' indietro e vorrei parlare del Decreto Ronchi. La filosofia del Decreto Ronchi, cari Colleghi, è una filosofia che io ho sempre sposato, sin dal primo momento in cui ho avuto modo di leggere quel Decreto Legge. Qual era la filosofia di quel Decreto? Dopo, vi andrò a leggere anche alcuni dei passi più importanti di questa Legge. La filosofia era molto banale e doveva incentivare i cittadini a differenziare i propri rifiuti in maniera tale che il numero di rifiuti poi versati in discarica fossero il minor numero possibile e quelli differenziati si potessero riciclare tramite attività industriali. Ho avuto l'onore di fare il Consigliere Comunale a Piossasco per nove anni e Piossasco è stato uno dei primi Comuni ad avviare il sistema del porta a porta nella Provincia di Torino; per la cultura italiana, all'epoca, si diceva ai cittadini che dovevano prendersi questo onere di dividere i propri rifiuti e la filosofia del Decreto diceva: a te cittadino do questo compito, ti devi differenziare i rifiuti, però io da questo ti faccio trarre un vantaggio. Qual era questo vantaggio? Il vantaggio era la famosa tariffa puntuale, che è sempre stata una chimera, ed è ancora una chimera anche per quei Comuni che sono già passati al porta a porta da tanti anni. Che cosa recita la tariffa puntuale? La tariffa puntuale è molto semplice, è applicata in varie zone del Trentino Alto Adige (che è sempre Italia, ma, da questo punto di vista, sono un po' più seri e più avanti di noi) e con essa il cittadino paga, come tributo per i rifiuti, soltanto i rifiuti che conferisce in discarica. I rifiuti che il cittadino invece ricicla, quindi il vetro, l'alluminio, la carta e via discorrendo, vengono pesati e ogni famiglia, ogni utente, ha un suo numero e poi dalla vendita o dall'utile che le aziende ricavano da questo materiale riciclato, questa differenza viene scalata dal conto dell'utente. In questo modo sì che si poteva incentivare, e quindi aumentare, anche quella che era la percentuale della differenziata in tutte le città. Purtroppo, la tariffa puntuale è sempre stata soltanto un proclama, perché mai si è arrivati a tutto ciò. Che cosa è accaduto, però, per paradosso? L'esatto opposto, nel senso che il cittadino, invece di trarre un beneficio dal fatto che ricicla e quindi si prende questo impegno, un impegno civile ed è giusto sia così, come premio, come compenso che cosa ha? Ha l'aumento della tassa o della tariffa dei rifiuti. L'aumento è derivante da che cosa? Anche qui è molto semplice. Un conto è che prima, con i cassonetti per le strade, negli assi viari passava un camion che faceva un giro e da solo raccoglieva un tot numero di cassonetti. Invece, oggi, con questo sistema, secondo me folle, del porta a porta, i costi sono lievitati; il personale è aumentato in maniera esponenziale, perché chiaramente i mezzi in giro sono quadruplicati, perché oggi passa quello della plastica, domani passa quello della carta, dopodomani quello dell'indifferenziato, poi quello dell'umido. Attenzione, neanche si è pensato al criterio che in tutta la Città ogni giorno si raccolga una tipologia di rifiuto, neanche in ogni Circoscrizione, addirittura neanche in ogni quartiere. Dove abito io, in un interno privato di corso Francia, il giovedì si raccoglie la plastica, nel marciapiede di fronte, quindi a tre metri, nello stesso giorno raccolgono l'indifferenziato. Allora, che senso ha? So benissimo qual è il senso. Questo sistema del porta a porta non è stato altro che un grosso business per le società che gestiscono il servizio di raccolta rifiuti. Attenzione, il Decreto Ronchi non stabiliva, nel porta a porta, l'unico sistema per affrontare questa raccolta differenziata. Chiaramente, poi si è individuato in questo sistema del porta a porta un sistema utile per fare business, per fare soldi e tutto questo a discapito dei cittadini. Allora, io mi domando, se già con la TARSU le cifre che i cittadini dovevano pagare erano rilevanti, adesso sappiamo che con la TARES c'è stato un primo anticipo il mese scorso e a dicembre ci sarà il saldo. Io e alcuni colleghi della maggioranza abbiamo fatto dei sopralluoghi nei mercati, ebbene, gli ambulanti sono disperati (credo che questo non lo dica soltanto un Consigliere d'opposizione, in quanto erano presenti anche parecchi Consiglieri della maggioranza), perché, soprattutto le utenze non domestiche, sanno benissimo che a dicembre, quando arriverà il saldo di questa tassa micidiale, non pagheranno. Hanno già detto che per quest'anno non se ne parla e che per il prossimo anno si vedrà. È nostro compito, e so benissimo, Assessore, che anche lei non è così entusiasta di portare in Aula questo provvedimento e di questo gliene do atto. Lei non è altro che un amministratore che prende atto di quello che il Governo centrale decide e lo mette in pratica. Però, ci deve permettere e ci deve concedere tutta la nostra contrarietà e, soprattutto, tutta la verbosità che questa sera noi metteremo in atto, sapendo già che la battaglia sarà ardua e sarà difficile riuscire ad addivenire a una vittoria. Il nostro impegno e il nostro compito di amministratori d'opposizione è quello comunque di contrastare questo atto. |