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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussine dell'interpellanza n. mecc. 201304077/002, presentata in data 9 settembre 2013, avente per oggetto: "Acqua pubblica, il Sindaco scavalca il Consiglio Comunale" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) È una risposta un po' complessa e, quindi, un po' lunga, perché i punti sono tanti. Per quel che riguarda il punto 1), cioè per quale motivo ed in base a quale autorità la Città di Torino ha preso posizione in questa Assemblea (che viene citata nell'interpellanza) a favore della destinazione dell'utile SMAT a dividendo per i soci, contraddicendo quanto indicato dal Consiglio Comunale nella mozione n. 17/2013, bisogna precisare che in quell'Assemblea, del 28 giugno 2013, il Sindaco di Torino, nella sua qualità di socio di SMAT, ha dato mandato al proprio delegato a partecipare e votare nell'Assemblea ordinaria di approvazione del bilancio SMAT sulla base di indicazioni chiare che denunciano l'esistenza di una situazione sopravvenuta, derivante da provvedimenti adottati a livello centrale, i cui contenuti hanno determinato l'incertezza di trasferimenti da parte dello Stato a favore degli Enti Locali, oltre alla necessaria presa d'atto di una serie molto rilevante di tagli annunciati, tali da impattare molto sensibilmente sugli equilibri di Bilancio dell'Ente Città di Torino. Questi provvedimenti, aventi impatto negativo sugli equilibri di Bilancio, hanno determinato il socio ad adeguare la propria azione, proprio per garantire la salvaguardia dei livelli di servizi che complessivamente la Città è tenuta a garantire. Per quel che riguarda il punto 2), cioè quale sia, secondo la Giunta, l'attuazione, quindi l'interpretazione, che ha dato a questa mozione, la situazione sopravvenuta in merito ai conti pubblici ha determinato la necessità di curare l'interesse superiore alla salvaguardia dei livelli dei servizi che sono complessivamente erogati dalla Città di Torino, senza però intaccare - questo bisogna precisarlo - il diritto degli utenti alla restituzione della tariffa. Infatti, SMAT ha provveduto ad accantonare sul Bilancio 2011 e sul Bilancio 2012, per un totale di 11 milioni di Euro, le somme ritenute necessarie per la restituzione e per l'avvio della restituzione di queste tariffe ai cittadini si attende la determinazione dell'AEEG (dell'Autorità garante per l'Energia Elettrica e Gas), che dovrebbe arrivare successivamente alla data del 25 novembre. Bisogna aggiungere che nella sede di quell'Assemblea si è proceduto a garantire, attraverso la destinazione a riserva non inferiore al 50% - il 45% era facoltativo, il 5% è una riserva legale - dell'utile d'esercizio del 2012 per un totale di 11.634.000 Euro circa, il volume di tutti gli investimenti programmati in conformità alla deliberazione n. 349/2009 dell'ATO 3, che è l'unico soggetto competente in materia di investimenti. A fronte di questo importo, il dividendo complessivo per i soci di SMAT è stato pari a circa 4.158.708 Euro. In questo modo si è quindi dato corso alla mozione relativamente al reinvestimento nel miglioramento delle infrastrutture e del servizio sul territorio degli Enti Locali consorziati. Per quel che riguarda, invece, l'alternativa al reinvestimento, cioè la riduzione delle tariffe per gli utenti del territorio, bisogna rammentare che la determinazione non compete all'Assemblea dei soci, ma all'ATO 3; l'ATO 3 vi ha provveduto con la deliberazione n. 483 del 15 aprile 2013, che è stata trasmessa all'Autorità Garante per la relativa approvazione e per la quale aspettiamo indicazioni entro il 25 novembre. La disamina dell'Autorità Garante potrebbe comportare delle piccole variazioni; in ogni caso, dopo la sua approvazione da parte della Conferenza, l'Autorità d'Ambito ha dato disposizioni a SMAT di applicare la nuova tariffa. La stessa deliberazione ha previsto di aumentare il valore del parametro ISEE, quindi si è passati da 9.500 Euro a 12.000 Euro, proprio per consentire la possibilità di ottenere la riduzione tariffaria ad un maggior numero di nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Per quanto riguarda il punto 3), cioè quale sia, secondo la Giunta, l'organo della Città di Torino competente a prendere la scelta di indirizzo sulla destinazione degli utili di SMAT, in sede di Assemblea ordinaria la competenza a deliberare in materia di ripartizione dell'utile netto spetta al socio, ossia, nel caso del Comune di Torino, al Sindaco, in qualità di legale rappresentante dell'Ente, oppure ad un suo delegato. Per quel che riguarda, invece, i nuovi e più stringenti indirizzi menzionati dal Sindaco, la competenza spetta all'organo individuato in applicazione della norma, quindi dipenderà proprio dall'oggetto dello specifico indirizzo adottato. Relativamente al punto 4), che richiama la sentenza di Chiavari, cioè se SMAT debba, in ossequio al dettato referendario, provvedere urgentemente alla restituzione agli utenti della quota delle bollette corrispondente alla remunerazione del capitale investito sin da luglio 2011 (prima che possa essere ottenuto - come già accaduto a Chiavari - in via giudiziaria dagli utenti stessi), bisogna precisare che quella sentenza ha valore esclusivamente tra le parti e, quindi, non può costituire il presupposto per una restituzione, rispetto alla quale riteniamo che SMAT debba legittimamente aspettare le indicazioni di carattere generale che sono fornite dall'Autorità Garante. In ogni caso, non credo che si debba attendere moltissimo, perché il pronunciamento dell'Autorità Garante dovrebbe avvenire successivamente al 25 novembre. LEVI Marta (Vicepresidente) Ringrazio l'Assessore anche perché è stata quasi nei tempi. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ritengo che questa sia una vicenda importante su diversi livelli, per cui credo sia anche giusto prendersi il tempo di parlarne con calma, perché, secondo noi, quanto è avvenuto è piuttosto grave, nel senso che, nel momento in cui il Consiglio Comunale approva - peraltro quasi all'unanimità - una mozione presentata da noi (ma comunque adottata, penso con convinzione, anche dalla maggioranza) che dice che bisogna smettere di usare SMAT come un bancomat, per dirlo con lo slogan (cioè che gli utili di SMAT devono essere utilizzati o per investimenti, o per abbassare le tariffe, ma non essere restituiti alla Città per andare a costituire un'entrata in più in Bilancio), mi sembra veramente un po' una presa in giro del Consiglio Comunale venire invece a sapere dal verbale dell'Assemblea dei soci che il Vicesindaco (che ha partecipato in rappresentanza del Sindaco) ha letto una lettera del Sindaco in cui dice esattamente l'opposto. Anche il fatto che mi si dica che da marzo, quando è stata votata la mozione, a giugno, quando c'è stata l'Assemblea, ci hanno tagliato dei fondi da Roma, lo capisco, ma non mi sembra che la mozione del Consiglio Comunale fosse subordinata al fatto che non ci tagliassero dei fondi. Se ci hanno tagliato dei fondi, ci sono altre cose che potremmo tagliare, invece di andare a cercare di aumentare le entrate. Magari potremmo cercare di tagliare un po' le spese su tutto quello che facciamo, non - come facciamo - sulla parte del sociale e dell'istruzione, ma magari sugli eventi culturali. Potremmo tagliare un po' il Festival del Jazz, lo stipendio del portavoce del Sindaco, o tutte le cose che abbiamo segnalato negli anni, perché non è che non ci sono altri modi di recuperare i soldi. Credo che dire che ci sono pochi soldi e che, quindi, abbiamo bisogno di soldi descriva la situazione drammatica delle casse comunali, con tutti i debiti che ci sono stati in questi dieci anni, però non mi sembra comunque una giustificazione attendibile per violare una mozione del Consiglio Comunale, anche perché, altrimenti, varrebbe per tutto. A questo punto, qualunque cosa decida il Consiglio Comunale, la Giunta può decidere di fare l'opposto, perché, nel frattempo, ci sono pochi soldi e ci sono stati dei tagli (dato che, peraltro, sono anni che ogni tot mesi ci vengono fatti dei tagli). Capisco il discorso e capisco anche la necessità di giustificare quanto è avvenuto, ma continuo a trovare grave questo fatto e penso che anche in sede di Consiglio Comunale ci vorrà una riflessione. Da qui è nata anche la domanda su chi fisserà gli indirizzi; la risposta è stata che li fisserà chi li deve fissare e lo capisco, però questa risposta non ha chiarito la posizione della Giunta in merito. Credo che il Consiglio Comunale abbia comunque il diritto, per competenza, di dare indirizzi su questa materia alla Giunta e che la Giunta debba prendersi l'impegno di rispettarli, anche quando magari non li condivide appieno, perché, altrimenti, possiamo chiudere il Consiglio Comunale e non discutere più di queste materie. Sulla questione specifica, va benissimo il fatto che una parte sia stata messa a coprire gli investimenti, però questo non cancella la parte che invece è stata messa a dividendo dei soci e non la rende più accettabile. La sentenza di Chiavari aveva vincolato il locale gestore a restituire la quota di bolletta sin dal luglio 2011, perché è stata abolita dai referendum (la politica fa finta di non prenderne atto, ma è stata abolita dai referendum, giusto o sbagliato che sia), e capisco che questa sentenza non sia un precedente giuridicamente vincolante per Torino, però mi sembra che ci siano dei segnali sul fatto che anche la Magistratura ed i procedimenti legali confermino che quella quota è stata abolita. Da due anni la politica torinese trascina i piedi per non restituire questi soldi, ma sarebbe ora che lo facesse e che i soldi disponibili venissero messi a disposizione per restituire la quota delle bollette. Adesso vedremo che cosa dirà l'Autorità Garante a novembre; magari si inventerà il modo, come è già avvenuto per lo scorso pronunciamento, di dire che di fatto reintroduciamo questa quota sotto un altro nome, ma sappiamo tutti che quello non sarebbe l'adempimento al dettato del referendum. Si possono trovare tutte le giustificazioni formali che si vogliono, ma, dal punto di vista politico, smettiamo di dire che l'Amministrazione è contenta del risultato referendario e che vuole realizzare il risultato referendario, perché nei fatti, in questi due anni - su questa così come su una serie di altre vicende - ha dimostrato esattamente l'opposto. L'ultima, se mi permette di citarla, è la vicenda della settimana scorsa, quando è stato organizzato un convegno di altissimo livello, con il professor Rodotà ed il Vicesindaco di Parigi (quindi, persone istituzionali), e la Città non ha mandato nessuno a fare i saluti. Di solito, si manda qualcuno anche alla sagra del peperone (con tutto il rispetto per la sagra del peperone, che, peraltro, frequento volentieri), ma non è stato fatto nel momento in cui c'era il Vicesindaco di Parigi; questo è stato anche uno sgarbo istituzionale. Si può anche dire che la Giunta non condivide le teorie che vengono espresse in quel convegno, ma, da lì a non mandare nessuno a fare i saluti, onestamente mi sembra un fatto un po' pesante. Sicuramente, l'Assessore Tedesco non è a conoscenza della vicenda, per cui non è che pretendo una risposta. Però, è per segnalare che su questa vicenda dell'acqua pubblica, al di là di grandi festeggiamenti e dichiarazioni nel momento del referendum e dichiarazioni di principio, poi veramente il comportamento della Giunta io lo trovo abbastanza inqualificabile. Quindi, forse, sarebbe il caso, anzi proprio perché l'Assessore Tedesco magari non sapeva neanche di questo episodio, che ne parlaste in Giunta, che vi guardaste negli occhi e decideste, una volta per tutte, dove volete andare su questo tema dell'acqua pubblica. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |