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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 39
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2013-03479
REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DEL TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201303479/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 19 luglio 2013, avente per
oggetto:

"Regolamento per l'applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.
Approvazione".

della proposta di mozione n. mecc. 201304288/002, presentata dai Consiglieri
Bertola ed Appendino in data 23 settembre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201303479/013 -
Investimenti per la promozione della raccolta differenziata e per
la correlazione diretta tra importo del tributo e quantità di rifiuti prodotti".

e della proposta di mozione n. mecc. 201304310/002, presentata dai Consiglieri
Ricca e Carbonero in data 23 settembre 2013, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione TARES n. mecc. 201303479/013".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 20/09/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La deliberazione, come illustrato in Commissione, in realtà non attiene alla materia
TARES tout court, ma solo - si fa per dire - il Regolamento. Cioè, tutta la materia
TARES, se posso rispondere alla minoranza, è l'atto più neutrale, anzi, è l'atto che
contiene quelle poche possibili agevolazioni, migliorie che il Consiglio Comunale
può fare sue, discrezionalmente, adottando strumenti regolamentari.
Immagino, invece, che sarà ben altra discussione, anche se in parte anticipata in
questa Sala da alcuni interventi, quella riguardante il tema dei piani tariffari e
finanziari. Questa premessa mi consente di precisare che ovviamente l'impianto del
Regolamento, sostanzialmente, ricalca le bozze ANCI e le bozze regolamentari già
illustrate e condivise anche a livello nazionale dagli organismi di consultazione, e
aggiunge ovviamente alcune migliorie riguardanti la parte esenzione, esclusione,
agevolazioni e quant'altro, che sono per la verità alla base delle uniche misure
deflattive della TARES stessa.
Quindi mi permetto di specificare che il Regolamento è l'unico strumento che va in
direzione proprio opposta a quanto detto in alcuni interventi sulla mozione di
accorpamento, perché in realtà sono proprio queste modifiche regolamentari che
permettono di addolcire la pillola e, in qualche modo, creare interventi agevolativi.
Sostanzialmente non ripercorrerò il Regolamento, l'ho fatto in Commissione
lungamente; mi limito a dire che nel novero degli emendamenti proposti dalla
Giunta, vi sono ovviamente alcuni emendamenti che richiedono naturalmente
l'adozione dei pareri da parte delle Circoscrizioni, sostanzialmente favorevoli tranne
uno, che migliorano e prendono atto del parere sul Regolamento dei Revisori dei
Conti, e che per esempio integrano - come (do atto) è stato posto anche dai
Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione - la vicenda della normativa
legata agli emendamenti migliorativi in materia di assimilazione di alcune categorie,
tra cui si cita in particolare l'emendamento della Giunta che recepisce l'assimilazione
della tassazione dei cosiddetti bed and breakfast alle categorie di produzione di rifiuti
di carattere domestico.
Con ciò, spero di aver esaurito l'illustrazione e naturalmente vedremo il dibattito.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ricordo a tutti i Consiglieri che discutiamo congiuntamente la proposta di
deliberazione e le due proposte di mozione di accompagnamento, la prima presentata
dai Consiglieri Bertola e Appendino e la seconda dai Consiglieri Ricca e Carbonero.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il mio intervento sarà breve, perché non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto già
raccontato in Commissione dall'Assessore. Inoltre, come ha detto giustamente
l'Assessore, questo è soltanto un Regolamento, "soltanto" per modo di dire, ma è
comunque un Regolamento e non incide sul discorso politico che dovremo affrontare
nei prossimi venti giorni in Commissione.
Pertanto mi sono solo premurato di fare alcuni emendamenti, a mio giudizio
migliorativi, ma senza per nulla avere l'intenzione di farli approvare, perché non ho
un interesse specifico su questi emendamenti, perché credo siano migliorativi ma non
determinanti per l'applicazione del Regolamento. Però li ho messi a disposizione
dell'Assessore, il quale deciderà se sono adeguati a questo Regolamento e se
dovranno essere approvati. Per quanto mi riguarda, è stato un contributo alla
discussione, non volevo che non ci fosse traccia scritta di questo contributo, pertanto
li ho predisposti.
La cosa che invece mi interessa particolarmente è quello che ha detto l'Assessore sui
bed and breakfast. Giusto dire che l'emendamento da me presentato è illogico e
incoerente, nel senso sfavorevole come per parere, perché in realtà l'errore c'è stato.
Ossia c'è stato lo spostamento dei bed and breakfast nella categoria 1, che in realtà è
superfluo, inutile, anzi, magari anche non corretto. Pertanto sono in ogni caso
soddisfatto, perché ho visto successivamente che l'Assessore e la Giunta hanno
presentato un emendamento che va in linea con quanto da noi richiesto sin
dall'inizio, cioè che i bed and breakfast (Assessore, mi corregga) passino nella
categoria "utenze domestiche".
Credo che per loro sia una valutazione positiva da parte di questo Consiglio, anche
per quanto riguarda il rispetto della legalità, nel senso che ci sono state una miriade
di sentenze dal 2002 in poi a favore di questa modificazione, penso che qualunque
altra scelta sarebbe stata sbagliata non dal punto di vista economico, perché come
diceva anche l'Assessore in Commissione si tratta di qualche decina di Euro, non di
centinaia di migliaia di Euro. Però dal punto di vista della liceità dell'atto, credo che
sia giusto da parte di questo Consiglio dire che i bed and breakfast siano cancellati
dalla categoria 6.1 e passino nelle utenze domestiche, per dare atto alle sentenze,
comprese quelle della Cassazione, favorevoli a questa determinazione.
Un appunto polemico lo voglio fare sull'aspetto della conduzione delle audizioni che
ci sono state. Lo dico anche al Presidente Altamura, perché credo che sia giusto dirlo,
perché mi ha irritato l'atteggiamento di un Consigliere di questa Sala (di cui non
faccio il nome, non siamo in seduta secretata, quindi non lo dico), perché un
atteggiamento super partes, non di stampo elettorale, o elettoralistico, avrebbe
previsto, Presidente Altamura, un'audizione dei bed and breakfast con l'Assessore
presente in Commissione, perché credo che fosse quello il luogo deputato a decidere
su questi temi. Questo non è avvenuto.
Per quanto mi riguarda ho visto alcuni bed and breakfast nel mese di luglio, ai quali
ho detto che il percorso più corretto, dal punto di vista istituzionale, sarebbe stato
quello di scrivere al Presidente della Commissione e di essere auditi in quella sede,
con la presenza dell'Assessore, proprio per evitare strumentalizzazioni, e soprattutto
per evitare che il mio atteggiamento, nel caso in cui non si fosse verificato quello che
sto dicendo, fosse preso come atteggiamento elettorale.
Naturalmente un Consigliere di questa Sala ha preso la palla al balzo, convocando i
bed and breakfast con la presenza dell'Assessore, ma senza i Consiglieri. Questo mi
ha molto irritato, però in ogni caso bene per il risultato, Assessore, perché credo che
il contenuto dell'ultimo emendamento sia quello che tutti noi auspicavamo.
Lo dico al Presidente Altamura, credo che nel futuro queste cose non si debbano
ripetere. Devo dire che sono abituato ai comportamenti del Consigliere in questione,
che non cito, però in certi casi mi dà proprio fastidio che tutte le cose vengano
strumentalizzate.
Ci sono stati tanti Consiglieri che sono stati interpellati dai bed and breakfast, in
quanto avevano, legittimamente, delle amicizie all'interno di questo Consiglio
Comunale; nessuno di questi Consiglieri, tranne uno, si è permesso di convocare
questi bed and breakfast davanti all'Assessore e non in Commissione, come invece
sarebbe stato giusto istituzionalmente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
L'Assessore Passoni, l'Assessore competente. Non ci sono altri Assessori.
Dal punto di vista della legittimità, per carità, è tutto regolare, ma dal punto di vista
della correttezza istituzionale, della leale collaborazione o del leale processo
democratico che tanto viene sbandierato in questa Sala, credo che invece non sia
stato l'atteggiamento giusto.
Dopo tutto questo, Assessore, credo che l'impianto della proposta di deliberazione
non sia naturalmente condivisibile, ma non tanto per quello che lei ha prodotto,
perché la TARES non dipende da lei, ma da una Legge nazionale purtroppo
deliberata dal Parlamento. Speriamo che il prossimo anno la Service Tax sostituisca
in maniera più equa e con tariffe più basse questa maledetta TARES.
Quindi, tutto ciò che riguarda la TARES noi non lo voteremo a prescindere, anche se
capiamo che la questione non è di competenza del Consiglio Comunale, il quale deve
applicare una Legge nazionale. Ma in ogni caso la TARES è per noi una tassa che è
fumo negli occhi. Pertanto il nostro voto sarà sicuramente contrario a questo
Regolamento.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Io sottolineo, come ha già detto il Collega Tronzano, che il lavoro in Commissione è
stato fatto ovviamente per tutto il Consiglio Comunale, sulla base anche di un
impegno che aveva preso l'Assessore proprio in Commissione.
Ritengo, tra l'altro, che nella legittimità che ognuno di noi può avere rispetto ai
rapporti diretti con categorie e associazioni, la sottolineatura che ha fatto il Collega
Tronzano in questa specifica situazione è corretta. Io lo vengo a sapere adesso. È
altrettanto evidente che, sulla base delle richieste che vengono fatte in Commissione
- e il Collega Tronzano lo ha sottolineato nel suo intervento e ancora una volta lo
ringrazio -, abbiamo sempre mantenuto una totale, assoluta linea di indirizzo che era
quella di presiedere super partes una Commissione che fra l'altro, delicata com'è,
viene chiamata direttamente in causa nelle prossime settimane per l'approvazione del
Bilancio. Così come ci siamo comportati nei mesi passati, continueremo a
comportarci.
È altrettanto evidente che la sottolineatura che ha fatto il Capogruppo Tronzano, farà
parte anche di un mio personale approfondimento. Rispetto a questa richiesta
concorderemo per i prossimi giorni - immagino che già da domani dovremo stabilire
con il Presidente del Consiglio Comunale la calendarizzazione delle Commissioni
che approfondiranno il Bilancio nelle prossime settimane - che ci sia anche un
riferimento chiaro, esplicito alla convocazione, là dove sarà necessario, dove
concorderemo, delle categorie interessate e degli interventi diretti interessati sulle
categorie.
Questo per l'autonomia del Consiglio Comunale, della Commissione che io presiedo
e ovviamente anche a garanzia delle minoranze di questo Consiglio Comunale.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Noi diamo atto a questa Giunta di aver provato quantomeno a rinvenire dei correttivi,
anche se notiamo anche... ma lo vedremo, perché sappiamo che il dibattito è lungo e
che questo è solo il primo atto; chiaramente un conflitto si inizia dalla prima
battaglia, per cui questo è l'atto introduttivo di questo nuovo tributo, per cui era
ovvio che si cominciasse da oggi, anche se la portata di questa singola deliberazione
è limitata. Quanto meno nei danni.
Però dobbiamo anche rilevare un elemento, cioè come esattamente per l'IMU,
quando poi alla fine lo Stato ti costringe di fatto a chiederle questi soldi, il fatto di
prevedere dei meccanismi di riequilibrio, diciamo di equità, a posteriori, come per
esempio il fondo che è stato creato per l'IMU e che l'Assessore ha annunciato di
voler immaginare anche per la TARES, è chiaramente un rimedio che, per carità, dà
atto della buona volontà, ma poi difficilmente va a incidere, come sarebbe avvenuto
se si fosse invece evitato di riscuoterle i soldi.
Riporto un dato, come esempio (poi mi piacerebbe approfondire nelle Commissioni
che avremo sul Bilancio, sui tributi e sulle aliquote): paradossalmente meno della
metà degli aventi diritto che hanno ricevuto la lettera dagli Uffici Comunali, ha
approfittato di questa possibilità. Voglio ricordare un elemento. Si è adombrata la
possibilità che fosse per timori di verifiche fiscali, di ulteriori screening, e questo, se
fosse veramente così, la direbbe lunga su quella che ormai è la paura diffusa del
cittadino nei confronti di qualsiasi istituzione, quando si parla di fisco. Ma il mio
timore è che ormai siano così ripetute e reiterate le comunicazioni di leader, Sindaci
o comunque soggetti apicali della politica che promettono di restituire quattrini, che
ormai oggettivamente ci sia tanta gente, soprattutto magari gente semplice, che non
si fida più. Semplicemente ritiene che siano solo delle battute elettorali, ma che non
sia invece un rimborso reale. Questo errore è un elemento che dobbiamo tenere ben
presente, per non ripeterlo anche per quello che riguarda la TARES.
Ma qui anche dal punto di vista - lo devo dire, perché si commenta il Regolamento -
della ratio che viene riportata dalla Legge in questo Regolamento è inevitabile,
ovvero della copertura del costo di servizio. Io mi sento di condividere chi dai media,
ma anche dal centrodestra in questo dibattito da Aula, ha denunciato la logica
sbagliata di mettere il carro della quantificazione del tributo rispetto al costo del
servizio, davanti ai buoi delle verifica se il servizio è efficiente, o se ci sono dei rami
secchi da tagliare, per creare un costo complessivo che gravi in minor misura in
termini di gettito fiscale da riscuotere rispetto ai cittadini.
Questo perché oggettivamente non si è mai fatto uno screening in termini di efficacia
del servizio raccolta, smistamento rifiuti nella Città di Torino, non con l'adeguata
serietà, non con l'adeguata pervasività nei confronti della Partecipata a ciò destinata,
nemmeno quando si è trattato di metterla di fatto in vendita, anche se solo in parte,
all'interno dell'operazione FCT.
Questo per dire che in realtà, visto che questa Città non aveva idea evidentemente, o
non con queste tempistiche, che entrasse in vigore un meccanismo pari a quello della
TARES, non c'è stata un'opera preventiva di razionalizzazione, di ispezione e di
razionalizzazione. E questo rischia poi di scaricare sulle spalle dei contribuenti tante
spese, tanti costi vivi che oggettivamente erano evitabili.
Visto che abbiamo tanto tempo per parlare, vorrei anche ricordare solo l'elemento
delle campagne di sensibilizzazione, con cui AMIAT spende centinaia di migliaia di
Euro in campagne che sono destinate a migliorare una sensibilità ambientale senza
alcun disegno dietro, senza alcuna percezione dell'obiettivo conseguito.
Prima c'e stata la campagna di sensibilizzazione in cui si vantava dell'abilità dei
propri servizi, con i mezzi - lo ricordate - fotografati tutti in fila, quasi come se fosse
una Società che opera in regime di concorrenza e dovesse vendere un servizio,
quando in realtà sappiamo benissimo che non è così, perché agisce in regime di
monopolio.
Idem le campagne di sensibilizzazione rispetto ai rifiuti che stiamo vedendo adesso,
tutte molto curate con la grafica, ossessivamente presenti in tutti i tabelloni dei
circuiti a pagamento della città, i cui costi poi evidentemente rientrano in quella
mazzata fiscale che chiamiamo TARES e che andiamo a chiedere ai cittadini, che
siano famiglie, che siano privati, che siano inquilini, che siano invece imprenditori,
quindi la parte produttiva della Città, a titolo di mero costo fiscale.
E questo - lo dico anticipando magari parte del dibattito sulle aliquote - senza nessun
reale carattere di giustizia quantitativa rispetto a un dato certo della produzione di
rifiuti da parte dei cittadini, perché sappiamo che anche il porta a porta è inchiodato a
delle percentuali veramente basse, non si muove da tempo, non ci sono politiche
urbanistiche d'insieme che escano dai confini circoscrizionali per cercare di
affrontare il tema con efficienza e con serietà. Per cui, oggettivamente non c'è
neanche la prospettiva.
Io accolgo con favore le mozioni di accompagnamento presentate dalla Lega Nord e
dal Movimento 5 Stelle, che a parte lo stile della composizione, sono di fatto molto
simili nell'impegnativa, però devo anche essere sincero, non dovrebbe esserci
bisogno che siano degli atti di indirizzo a chiedere di ampliare e incrementare le
soglie della raccolta differenziata porta a porta, quando poi in realtà erano obiettivi
già precedentemente fissati dalle passate Amministrazioni e che comunque ci
vengono imposte anche dall'Unione Europea in primis.
Questo per dire che, in realtà, di nuovo la Città si ritrova senza misure strategiche e
di sistema predisposte per affrontare un tributo di questo tipo, per cui sembra ancora
una volta limitarsi a decidere quanto distribuire questo carico ennesimo di miseria,
invece di ragionare sulla riduzione al minimo di questo danno.
Mi auguro che il caos istituzionale in cui questo Paese è precipitato serva almeno per
portare a una specie di colpo di spugna rispetto a tutte queste misure fiscali non
coordinate tra loro, perché si arriverà al punto in cui oggettivamente anche quella
parte che fino adesso ha sempre sostenuto qualunque follia fiscale delle varie
maggioranze che si sono succedute nel tempo, arriverà a sventolare bandiera bianca e
a dire "Non ce la facciamo più".
D'altronde, se andiamo a colpire addirittura con enorme pesantezza i piccoli negozi e
gli esponenti del ceto medio, piuttosto che le famiglie che già si trovano colpite da
rincari a trecentosessanta gradi nei trasporti, in materia scolastica, come abbiamo
appena deliberato, delle tariffe, delle strisce blu, di qualunque altro aspetto,
oggettivamente se noi facessimo una specie di valutazione comparativa di quanto
pagava a vario titolo una famiglia torinese, cinque, sei, dieci anni fa e quanto paga
adesso, ci renderemmo conto che tutto il rosso e tutta l'esposizione dello Stato nelle
sue varie articolazioni (nazionale, regionale, locale, territoriale) di fatto sta venendo
trasferita in blocco sulle famiglie.
Le famiglie, sia come privati, sia come piccoli imprenditori, quindi come parte
produttiva, non possono tollerare in eterno una pressione di questo tipo. Non è che
loro non vivano la realtà della crisi. La vivono gli Enti locali, ma la vivono a maggior
ragione i cittadini. Per cui, oggettivamente non si può pensare di riuscire a scaricare
questa pressione indenni, senza delle ripercussioni sul tessuto sociale ed economico
di questa Città.
Non si può pensare che ci sia una distinzione di deleghe su questo tema. Tutto quello
che tassiamo e che recupereremo oggi, ci troveremo a doverlo spendere, moltiplicato,
in assistenza sociale, quando gran parte di questo ceto medio sarà scivolato nella
miseria e ce lo ritroveremo in difficoltà abitativa, lavorativa, bisognosa di
ammortizzatori sociali, bisognosa di assistenza dal punto di vista del sostegno al
reddito e di tutta un'altra serie di elementi. Questa è veramente una politica miope e
suicida per il pubblico.
Miope e suicida perché è l'ennesimo indebitamento implicito, solo che invece di
avere le banche come controparte, ci ritroviamo ad avere invece paradossalmente i
nostri stessi cittadini come soggetti a cui non chiediamo un prestito, ma imponiamo
un esborso, per poi ritrovarceli un giorno come destinatari di politiche di sostegno.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliera Ricca.

RICCA Fabrizio
Se noi fossimo, ad esempio, il Comune di Salerno, dove la raccolta differenziata, se
non sbaglio, sfiora l'80% (quindi è una mosca bianca, ma è giusto per dare degli
esempi virtuosi, in modo da non essere tacciato di nordismo estremo), probabilmente
un provvedimento di questo tipo sulla TARES potrebbe avere un senso, perché noi
andiamo a prendere in considerazione parametri diversi rispetto a quelli che sono la
TARSU, che concettualmente potrebbe anche avere un senso, perché noi potremmo
andare a premiare con dei meccanismi virtuosi, dei quali noi abbiamo anche inserito
nella mozione di accompagnamento delle linee di indirizzo e ci auguriamo vivamente
che la Giunta possa prendere in considerazione, perché vanno a migliorare il sistema
qualitativo della raccolta di AMIAT, con tutti gli sgravi che potrebbero esserci.
Chiaramente è un discorso che si proietta nel 2014. In questo modo noi potremmo
metterci nella condizione di premiare tutta quella serie di cittadini che, in maniera
assolutamente autonoma, perché non incentivati oggi da questa Amministrazione…
Ripeto, Torino ha una percentuale di raccolta differenziata davvero bassa, non si è
mai riusciti ad avere una percentuale reale, in quanto sono sempre stati fatti degli
spot a campione, un condominio sì, un condominio no, a volte funziona, a volte non
funziona; sono stati messi i bidoni sulle strade, ma a volte funzionano e a volte
vengono utilizzati in maniera errata. Quindi diciamo che oggi AMIAT non ha mai
prodotto una vera e propria raccolta differenziata, anche soltanto in piccole zone;
questo penalizza quei pochi cittadini che ancora oggi provano a farla, in cui mi
chiamo io in mezzo, perché ci sono delle persone che tentano, almeno nel loro
piccolo, di poter migliorare quello che oggi è un sistema assolutamente sbagliato. Se
fossimo in quelle condizioni, probabilmente avremmo gli strumenti per consentire a
quei cittadini di beneficiare del loro impegno.
Chiaramente - questo è il problema - il modo in cui queste tariffe verranno applicate,
chiaramente non stiamo ancora parlando in maniera puntuale delle tariffe, però in
senso generale non diamo e non daremo, perché sul Bilancio del 2013 non è stato
previsto, nonostante la TARES sia stata votata più di un anno fa, nessun tipo di
vantaggio a quei cittadini torinesi che provano a migliorare l'ecologia della propria
città.
Questo, secondo me, è davvero il punto focale su cui noi dobbiamo lavorare da qua
al prossimo anno, ovvero mettere in condizione tutti quei torinesi che oggi
producono la raccolta differenziata, dei meccanismi ecologici virtuosi di poterne
trarre dei benefici, perché chi fa la differenziata, sicuramente fa del bene oltre che
alla collettività, anche alle casse comunali, perché noi abbiamo un
termovalorizzatore che, in parte, trasforma la raccolta differenziata in energia e
questo provoca quei meccanismi virtuosi di cui si parlava prima.
In più, ci troviamo in una condizione in cui, ancora oggi, AMIAT non ha le idee ben
chiare su come attuare questi meccanismi. Infatti più volte l'Assessore Lavolta in
Commissione, discutendo della raccolta differenziata, ci ha spiegato come, per
esempio nella Circoscrizione 9, in alcune parti, la raccolta veniva fatta condominio
per condominio, in altre venivano messi gli appositi contenitori fuori dei portoni e in
altri i cittadini si trovano purtroppo a dover fare diverse centinaia di metri, a volte
anche chilometri, per poter fare una cosa che io ritengo naturale, ormai quasi nel
2014, ovvero mettere la plastica con la plastica, la carta con la carta, nel rispetto di
quell'ecologia di cui in questa Sala Rossa si sente tanto parlare, ma nei confronti
della quale vengono presi pochissimi provvedimenti.
L'auspicio che facciamo con la nostra mozione di accompagnamento è di adottare, a
breve, un piano a lungo termine per capire come sviluppare una raccolta differenziata
che renda al 100%. Non dico che dobbiamo diventare da qui a due anni come il
Comune di Salerno, perché quel Comune è una mosca bianca in un mare, come
quello della Campania, di immondizia, a volte anche per distrazione dei campani
stessi. Noi dobbiamo metterci nella condizione di fare salire virtuosamente questa
percentuale giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Finora questo
non è stato fatto.
Io me la prendo un po' anche con chi ha queste deleghe, perché l'Assessore Lavolta
purtroppo non si è mai messo nella condizione, autonomamente, di ottenere questo
risultato, ma anche un po' con il Presidente della Commissione Ambiente, che non
ha mai sollecitato questo tipo di interventi.
Ci sono anche delle responsabilità politiche, perché se ci sono Comuni che sono
avanzatissimi, mentre noi siamo davvero ancora al paleolitico della raccolta
differenziata, è perché nessuno si è mai interessato di fare politiche di questo tipo.
Quindi avete anche poco da raccontare, soprattutto nelle campagne elettorali, che
siete per l'ecologia, per la pulizia, per quello e per quell'altro, perché poi
materialmente non c'è nessun tipo di contenuto, sono parole al vento. Sono altre
chiacchiere da bar che si fanno solamente per cercare di raccattare qualche voto
dell'ultimo secondo, riempiendosi la bocca di cose che non avete mai fatto.
Anche perché, soprattutto a Torino, io sento parlare di questi progetti da anni; sono
dieci anni che mi interesso di politica in questa Città e in dieci anni ho sentito solo
parlare, ma mai un'azione concreta. E quando l'azione è stata concreta, non è partita
dalla Giunta - e questo mi spiace davvero tanto - ma dalle Circoscrizioni. Tanto che
troviamo tanti pareri delle Circoscrizioni vincolati all'attivazione di un sistema di
sgravi per chi fa la raccolta differenziata.
Questo è un segnale ancora più grave, se lo leggiamo in chiave politica, perché
nessuno si è mai interessato di questo. Ho fatto una piccola ricerca: gli ordini del
giorno e le mozioni approvate nei Consigli di Circoscrizione sono davvero molti e
nessuno è mai stato raccolto da questa Giunta. Da questa e da quelle passate.
Ovviamente le Giunte passate ormai possiamo etichettarle come un fallimento in
materia, perché ormai hanno concluso la loro attività, ma questa Giunta potrebbe
provare, per la prima volta nella storia di questa Città, a dare un cambio di passo su
un tema che, magari da qualcuno viene etichettato come troppo snob, però secondo
me è davvero importante, perché differenziare significa mettersi nella condizione di
poter fare un'ecologia diversa in questa Città, che potrebbe trasformarsi senza nessun
problema in monetizzazione, ovvero in sgravi a chi si comporta bene.
Come dicevo prima, a livello parlamentare ci siamo opposti ferocemente a questo
provvedimento, perché lo riteniamo assolutamente folle. Io non credo che il prossimo
anno ci saranno dei cambiamenti nella Service tax; anzi, forse per quello che sarà la
Service tax sarà meglio tenersi la prima rata dell'IMU, sia per la nostra economia,
per i trasferimenti che non arrivano o che comunque faticano ad arrivare da parte del
Governo, sia per tutta quella serie di aggiunte alle tariffe, quei ritocchi che dovremo
vedere il prossimo anno. Si tratta di una vera e propria tassa ulteriore, perché ci sono
persone che finora fortunatamente non erano state penalizzate dai Governi,
soprattutto dal Governo Monti, che oggi si troveranno a pagare, in una condizione
sempre più difficile. Sono ancora in dubbio, vedendo che…

LEVI Marta (Vicepresidente)
La invito a chiudere, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ho ancora trenta secondi, Presidente.
Dicevo che sapendo che un Governo che non è riuscito in tre mesi a prevedere
l'aumento dell'Iva di un punto, che ci sarà tra poche ore (a me non risulta che l'Iva
verrà toccata), io inizio anche ad avere dei brutti sentori rispetto alla seconda rata
dell'IMU. Perché se non siete stati capaci - perché il Partito Democratico a me risulta
che oggi sia ancora in maggioranza ed esprima anche il premier - di fare questo tipo
di operazioni, sono convinto che avremo dei grossi problemi anche per chiudere il
Bilancio.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io mi accodo a tutte le dichiarazioni fatte, vorrei solo puntualizzare su
un'affermazione dell'Assessore, quando dice che questa è la parte meno importante,
quella che spiega il Regolamento, e sulla quale poi bisognerà lavorare.
Io però credo che sia proprio su questa fase che bisogna cominciare a lavorare in
modo serio, anziché decidere sempre cosa fare (chiaramente l'Amministrazione lo
deve fare) valutando qual è, tra virgolette, l'appello migliore, quello che si riesce a
far digerire meglio, considerando a sua volta un'entrata favorevole.
Questo è il momento dove, invece (così magari evitiamo gli errori del passato), si
può valutare esattamente quali sono le operazioni da fare, in modo determinato e
incisivo, e a questo punto forse - magari per la prima volta, e non vorrei mai che
fosse un'occasione unica - venire anche incontro ai cittadini in tutti i sensi.
Si è parlato fino adesso di diverse categorie di persone (famiglie, lavoratori) che
fanno o meno la raccolta differenziata; a me viene in mente una terza categoria, alla
quale appartengo anche io, cioè la categoria di chi vorrebbe fare la raccolta
differenziata, ma sotto casa ha un solo cassonetto, dove si butta dentro di tutto e di
più, e in più si ritrova davanti al portone di casa cumuli di rifiuti lasciati da coloro a
cui non interessa minimamente fare la raccolta differenziata e viene da altre vie a
buttarlì lì i propri rifiuti; mentre io che voglio fare la differenziata devo fare duecento
metri a piedi per trovare il cassonetto della differenziata.
Quindi io, come minimo, non voglio pagare la TARES, perché se dovete agevolare
chi la fa, se bisogna agevolare chi è costretto a non farla, perché non ha ancora la
differenziata, chi è costretto a farla, perché la vuole fare, ma è costretto a subire la
non differenziata, deve essere premiato. Un premio Nobel. E non si tiene invece
conto di questi passaggi, che sono importanti e che sono dei forti disagi.
Poi, oltretutto, negli ultimi mesi, con il fenomeno dei disperati che cercano
qualunque cosa nei cassonetti dei rifiuti, i marciapiedi sono diventati uno scempio,
perché questi arrivano, aprono i cassonetti, buttano fuori qualunque cosa che
chiaramente non rimettono a posto, perché non trovano utile farlo, perché se no
perdono tempo e non riescono a produrre quantità sufficienti per andare a lavorare.
Di tutto questo non si tiene conto.
I calcoli che fa beceramente l'Amministrazione sono quelli di capire: la Legge ci
indica questo. Bene, cosa facciamo noi? Dobbiamo trovare il modo migliore per
riuscire ad avere il massimo ricavato con l'apparente disagio minimo. Va bene, però
ogni tanto bisogna anche scendere nelle strade e capire come funziona, perché non è
così che funziona. Funziona, ripeto, con delle situazioni che vanno da un eccesso
all'altro. Cioè ci sono persone che vogliono fare la raccolta differenziata, prende il
suo sacchettino e deve girare per trovare il cassonetto per la differenziata.
In corso Monte Cucco, ci sono persone che portano i figli a scuola vicino casa mia,
in corso Racconigi, e dato che non hanno voglia di fare la differenziata, perché sono
molto civili e molto signori in quella zona, altolocati, ma non hanno voglia di fare la
raccolta differenziata, prendono il loro bel sacchettone dei rifiuti, se lo caricano in
macchina (beati loro che hanno anche voglia fare questa fatica) e vengono a
scaricarlo direttamente nel cassonetto dell'indifferenziata. Questo non è giusto e non
ci sono neanche i controlli.
Adesso chiaramente l'Assessore mi dirà che quello è un lavoro che deve fare
AMIAT. Va tutto bene, ma non siamo in grado di dare delle indicazioni precise,
perché anche ad AMIAT, che è profumatamente pagata anche dal Comune per
svolgere questo tipo di servizio, non viene data un'indicazione coerente, cioè non
riusciamo neanche a suddividere la città in modo che poi tutto venga, bene o male, se
non agevolato, perlomeno condiviso dai cittadini.
Anche in questo settore, continuano a esserci in tutta la città cittadini di serie A,
cittadini di serie B e - come dicevo prima - forse qualcuno meno fortunato di me,
addirittura di serie C, dove si vede cornuto e mazziato. Perché, ripeto, io tutte le
mattine prendo i miei due o tre sacchetti, mi faccio i miei duecento metri per andare a
cercare il cassonetto della differenziata. Io sono uno di quei pochi imbecilli che alle 6
del mattino scende col cane e ha il sacchettino. Ve lo dico, perché faccio anche
quello. Sarò malato, ma faccio anche quello. Perché fino alle otto del mattino non ho
mai visto una persona raccogliere la cacchina. Almeno dalle mie parti.
Però, trovo veramente folle uscire dal portone di casa e vedere il cassonetto
completamente pieno di gente che invece arriva da altre parti per buttarla lì i rifiuti.

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