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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201303479/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 19 luglio 2013, avente per oggetto: "Regolamento per l'applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201304288/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 23 settembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201303479/013 - Investimenti per la promozione della raccolta differenziata e per la correlazione diretta tra importo del tributo e quantità di rifiuti prodotti". e della proposta di mozione n. mecc. 201304310/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 23 settembre 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione TARES n. mecc. 201303479/013". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 20/09/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) La deliberazione, come illustrato in Commissione, in realtà non attiene alla materia TARES tout court, ma solo - si fa per dire - il Regolamento. Cioè, tutta la materia TARES, se posso rispondere alla minoranza, è l'atto più neutrale, anzi, è l'atto che contiene quelle poche possibili agevolazioni, migliorie che il Consiglio Comunale può fare sue, discrezionalmente, adottando strumenti regolamentari. Immagino, invece, che sarà ben altra discussione, anche se in parte anticipata in questa Sala da alcuni interventi, quella riguardante il tema dei piani tariffari e finanziari. Questa premessa mi consente di precisare che ovviamente l'impianto del Regolamento, sostanzialmente, ricalca le bozze ANCI e le bozze regolamentari già illustrate e condivise anche a livello nazionale dagli organismi di consultazione, e aggiunge ovviamente alcune migliorie riguardanti la parte esenzione, esclusione, agevolazioni e quant'altro, che sono per la verità alla base delle uniche misure deflattive della TARES stessa. Quindi mi permetto di specificare che il Regolamento è l'unico strumento che va in direzione proprio opposta a quanto detto in alcuni interventi sulla mozione di accorpamento, perché in realtà sono proprio queste modifiche regolamentari che permettono di addolcire la pillola e, in qualche modo, creare interventi agevolativi. Sostanzialmente non ripercorrerò il Regolamento, l'ho fatto in Commissione lungamente; mi limito a dire che nel novero degli emendamenti proposti dalla Giunta, vi sono ovviamente alcuni emendamenti che richiedono naturalmente l'adozione dei pareri da parte delle Circoscrizioni, sostanzialmente favorevoli tranne uno, che migliorano e prendono atto del parere sul Regolamento dei Revisori dei Conti, e che per esempio integrano - come (do atto) è stato posto anche dai Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione - la vicenda della normativa legata agli emendamenti migliorativi in materia di assimilazione di alcune categorie, tra cui si cita in particolare l'emendamento della Giunta che recepisce l'assimilazione della tassazione dei cosiddetti bed and breakfast alle categorie di produzione di rifiuti di carattere domestico. Con ciò, spero di aver esaurito l'illustrazione e naturalmente vedremo il dibattito. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo a tutti i Consiglieri che discutiamo congiuntamente la proposta di deliberazione e le due proposte di mozione di accompagnamento, la prima presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino e la seconda dai Consiglieri Ricca e Carbonero. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Il mio intervento sarà breve, perché non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto già raccontato in Commissione dall'Assessore. Inoltre, come ha detto giustamente l'Assessore, questo è soltanto un Regolamento, "soltanto" per modo di dire, ma è comunque un Regolamento e non incide sul discorso politico che dovremo affrontare nei prossimi venti giorni in Commissione. Pertanto mi sono solo premurato di fare alcuni emendamenti, a mio giudizio migliorativi, ma senza per nulla avere l'intenzione di farli approvare, perché non ho un interesse specifico su questi emendamenti, perché credo siano migliorativi ma non determinanti per l'applicazione del Regolamento. Però li ho messi a disposizione dell'Assessore, il quale deciderà se sono adeguati a questo Regolamento e se dovranno essere approvati. Per quanto mi riguarda, è stato un contributo alla discussione, non volevo che non ci fosse traccia scritta di questo contributo, pertanto li ho predisposti. La cosa che invece mi interessa particolarmente è quello che ha detto l'Assessore sui bed and breakfast. Giusto dire che l'emendamento da me presentato è illogico e incoerente, nel senso sfavorevole come per parere, perché in realtà l'errore c'è stato. Ossia c'è stato lo spostamento dei bed and breakfast nella categoria 1, che in realtà è superfluo, inutile, anzi, magari anche non corretto. Pertanto sono in ogni caso soddisfatto, perché ho visto successivamente che l'Assessore e la Giunta hanno presentato un emendamento che va in linea con quanto da noi richiesto sin dall'inizio, cioè che i bed and breakfast (Assessore, mi corregga) passino nella categoria "utenze domestiche". Credo che per loro sia una valutazione positiva da parte di questo Consiglio, anche per quanto riguarda il rispetto della legalità, nel senso che ci sono state una miriade di sentenze dal 2002 in poi a favore di questa modificazione, penso che qualunque altra scelta sarebbe stata sbagliata non dal punto di vista economico, perché come diceva anche l'Assessore in Commissione si tratta di qualche decina di Euro, non di centinaia di migliaia di Euro. Però dal punto di vista della liceità dell'atto, credo che sia giusto da parte di questo Consiglio dire che i bed and breakfast siano cancellati dalla categoria 6.1 e passino nelle utenze domestiche, per dare atto alle sentenze, comprese quelle della Cassazione, favorevoli a questa determinazione. Un appunto polemico lo voglio fare sull'aspetto della conduzione delle audizioni che ci sono state. Lo dico anche al Presidente Altamura, perché credo che sia giusto dirlo, perché mi ha irritato l'atteggiamento di un Consigliere di questa Sala (di cui non faccio il nome, non siamo in seduta secretata, quindi non lo dico), perché un atteggiamento super partes, non di stampo elettorale, o elettoralistico, avrebbe previsto, Presidente Altamura, un'audizione dei bed and breakfast con l'Assessore presente in Commissione, perché credo che fosse quello il luogo deputato a decidere su questi temi. Questo non è avvenuto. Per quanto mi riguarda ho visto alcuni bed and breakfast nel mese di luglio, ai quali ho detto che il percorso più corretto, dal punto di vista istituzionale, sarebbe stato quello di scrivere al Presidente della Commissione e di essere auditi in quella sede, con la presenza dell'Assessore, proprio per evitare strumentalizzazioni, e soprattutto per evitare che il mio atteggiamento, nel caso in cui non si fosse verificato quello che sto dicendo, fosse preso come atteggiamento elettorale. Naturalmente un Consigliere di questa Sala ha preso la palla al balzo, convocando i bed and breakfast con la presenza dell'Assessore, ma senza i Consiglieri. Questo mi ha molto irritato, però in ogni caso bene per il risultato, Assessore, perché credo che il contenuto dell'ultimo emendamento sia quello che tutti noi auspicavamo. Lo dico al Presidente Altamura, credo che nel futuro queste cose non si debbano ripetere. Devo dire che sono abituato ai comportamenti del Consigliere in questione, che non cito, però in certi casi mi dà proprio fastidio che tutte le cose vengano strumentalizzate. Ci sono stati tanti Consiglieri che sono stati interpellati dai bed and breakfast, in quanto avevano, legittimamente, delle amicizie all'interno di questo Consiglio Comunale; nessuno di questi Consiglieri, tranne uno, si è permesso di convocare questi bed and breakfast davanti all'Assessore e non in Commissione, come invece sarebbe stato giusto istituzionalmente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'Assessore Passoni, l'Assessore competente. Non ci sono altri Assessori. Dal punto di vista della legittimità, per carità, è tutto regolare, ma dal punto di vista della correttezza istituzionale, della leale collaborazione o del leale processo democratico che tanto viene sbandierato in questa Sala, credo che invece non sia stato l'atteggiamento giusto. Dopo tutto questo, Assessore, credo che l'impianto della proposta di deliberazione non sia naturalmente condivisibile, ma non tanto per quello che lei ha prodotto, perché la TARES non dipende da lei, ma da una Legge nazionale purtroppo deliberata dal Parlamento. Speriamo che il prossimo anno la Service Tax sostituisca in maniera più equa e con tariffe più basse questa maledetta TARES. Quindi, tutto ciò che riguarda la TARES noi non lo voteremo a prescindere, anche se capiamo che la questione non è di competenza del Consiglio Comunale, il quale deve applicare una Legge nazionale. Ma in ogni caso la TARES è per noi una tassa che è fumo negli occhi. Pertanto il nostro voto sarà sicuramente contrario a questo Regolamento. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Io sottolineo, come ha già detto il Collega Tronzano, che il lavoro in Commissione è stato fatto ovviamente per tutto il Consiglio Comunale, sulla base anche di un impegno che aveva preso l'Assessore proprio in Commissione. Ritengo, tra l'altro, che nella legittimità che ognuno di noi può avere rispetto ai rapporti diretti con categorie e associazioni, la sottolineatura che ha fatto il Collega Tronzano in questa specifica situazione è corretta. Io lo vengo a sapere adesso. È altrettanto evidente che, sulla base delle richieste che vengono fatte in Commissione - e il Collega Tronzano lo ha sottolineato nel suo intervento e ancora una volta lo ringrazio -, abbiamo sempre mantenuto una totale, assoluta linea di indirizzo che era quella di presiedere super partes una Commissione che fra l'altro, delicata com'è, viene chiamata direttamente in causa nelle prossime settimane per l'approvazione del Bilancio. Così come ci siamo comportati nei mesi passati, continueremo a comportarci. È altrettanto evidente che la sottolineatura che ha fatto il Capogruppo Tronzano, farà parte anche di un mio personale approfondimento. Rispetto a questa richiesta concorderemo per i prossimi giorni - immagino che già da domani dovremo stabilire con il Presidente del Consiglio Comunale la calendarizzazione delle Commissioni che approfondiranno il Bilancio nelle prossime settimane - che ci sia anche un riferimento chiaro, esplicito alla convocazione, là dove sarà necessario, dove concorderemo, delle categorie interessate e degli interventi diretti interessati sulle categorie. Questo per l'autonomia del Consiglio Comunale, della Commissione che io presiedo e ovviamente anche a garanzia delle minoranze di questo Consiglio Comunale. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Noi diamo atto a questa Giunta di aver provato quantomeno a rinvenire dei correttivi, anche se notiamo anche... ma lo vedremo, perché sappiamo che il dibattito è lungo e che questo è solo il primo atto; chiaramente un conflitto si inizia dalla prima battaglia, per cui questo è l'atto introduttivo di questo nuovo tributo, per cui era ovvio che si cominciasse da oggi, anche se la portata di questa singola deliberazione è limitata. Quanto meno nei danni. Però dobbiamo anche rilevare un elemento, cioè come esattamente per l'IMU, quando poi alla fine lo Stato ti costringe di fatto a chiederle questi soldi, il fatto di prevedere dei meccanismi di riequilibrio, diciamo di equità, a posteriori, come per esempio il fondo che è stato creato per l'IMU e che l'Assessore ha annunciato di voler immaginare anche per la TARES, è chiaramente un rimedio che, per carità, dà atto della buona volontà, ma poi difficilmente va a incidere, come sarebbe avvenuto se si fosse invece evitato di riscuoterle i soldi. Riporto un dato, come esempio (poi mi piacerebbe approfondire nelle Commissioni che avremo sul Bilancio, sui tributi e sulle aliquote): paradossalmente meno della metà degli aventi diritto che hanno ricevuto la lettera dagli Uffici Comunali, ha approfittato di questa possibilità. Voglio ricordare un elemento. Si è adombrata la possibilità che fosse per timori di verifiche fiscali, di ulteriori screening, e questo, se fosse veramente così, la direbbe lunga su quella che ormai è la paura diffusa del cittadino nei confronti di qualsiasi istituzione, quando si parla di fisco. Ma il mio timore è che ormai siano così ripetute e reiterate le comunicazioni di leader, Sindaci o comunque soggetti apicali della politica che promettono di restituire quattrini, che ormai oggettivamente ci sia tanta gente, soprattutto magari gente semplice, che non si fida più. Semplicemente ritiene che siano solo delle battute elettorali, ma che non sia invece un rimborso reale. Questo errore è un elemento che dobbiamo tenere ben presente, per non ripeterlo anche per quello che riguarda la TARES. Ma qui anche dal punto di vista - lo devo dire, perché si commenta il Regolamento - della ratio che viene riportata dalla Legge in questo Regolamento è inevitabile, ovvero della copertura del costo di servizio. Io mi sento di condividere chi dai media, ma anche dal centrodestra in questo dibattito da Aula, ha denunciato la logica sbagliata di mettere il carro della quantificazione del tributo rispetto al costo del servizio, davanti ai buoi delle verifica se il servizio è efficiente, o se ci sono dei rami secchi da tagliare, per creare un costo complessivo che gravi in minor misura in termini di gettito fiscale da riscuotere rispetto ai cittadini. Questo perché oggettivamente non si è mai fatto uno screening in termini di efficacia del servizio raccolta, smistamento rifiuti nella Città di Torino, non con l'adeguata serietà, non con l'adeguata pervasività nei confronti della Partecipata a ciò destinata, nemmeno quando si è trattato di metterla di fatto in vendita, anche se solo in parte, all'interno dell'operazione FCT. Questo per dire che in realtà, visto che questa Città non aveva idea evidentemente, o non con queste tempistiche, che entrasse in vigore un meccanismo pari a quello della TARES, non c'è stata un'opera preventiva di razionalizzazione, di ispezione e di razionalizzazione. E questo rischia poi di scaricare sulle spalle dei contribuenti tante spese, tanti costi vivi che oggettivamente erano evitabili. Visto che abbiamo tanto tempo per parlare, vorrei anche ricordare solo l'elemento delle campagne di sensibilizzazione, con cui AMIAT spende centinaia di migliaia di Euro in campagne che sono destinate a migliorare una sensibilità ambientale senza alcun disegno dietro, senza alcuna percezione dell'obiettivo conseguito. Prima c'e stata la campagna di sensibilizzazione in cui si vantava dell'abilità dei propri servizi, con i mezzi - lo ricordate - fotografati tutti in fila, quasi come se fosse una Società che opera in regime di concorrenza e dovesse vendere un servizio, quando in realtà sappiamo benissimo che non è così, perché agisce in regime di monopolio. Idem le campagne di sensibilizzazione rispetto ai rifiuti che stiamo vedendo adesso, tutte molto curate con la grafica, ossessivamente presenti in tutti i tabelloni dei circuiti a pagamento della città, i cui costi poi evidentemente rientrano in quella mazzata fiscale che chiamiamo TARES e che andiamo a chiedere ai cittadini, che siano famiglie, che siano privati, che siano inquilini, che siano invece imprenditori, quindi la parte produttiva della Città, a titolo di mero costo fiscale. E questo - lo dico anticipando magari parte del dibattito sulle aliquote - senza nessun reale carattere di giustizia quantitativa rispetto a un dato certo della produzione di rifiuti da parte dei cittadini, perché sappiamo che anche il porta a porta è inchiodato a delle percentuali veramente basse, non si muove da tempo, non ci sono politiche urbanistiche d'insieme che escano dai confini circoscrizionali per cercare di affrontare il tema con efficienza e con serietà. Per cui, oggettivamente non c'è neanche la prospettiva. Io accolgo con favore le mozioni di accompagnamento presentate dalla Lega Nord e dal Movimento 5 Stelle, che a parte lo stile della composizione, sono di fatto molto simili nell'impegnativa, però devo anche essere sincero, non dovrebbe esserci bisogno che siano degli atti di indirizzo a chiedere di ampliare e incrementare le soglie della raccolta differenziata porta a porta, quando poi in realtà erano obiettivi già precedentemente fissati dalle passate Amministrazioni e che comunque ci vengono imposte anche dall'Unione Europea in primis. Questo per dire che, in realtà, di nuovo la Città si ritrova senza misure strategiche e di sistema predisposte per affrontare un tributo di questo tipo, per cui sembra ancora una volta limitarsi a decidere quanto distribuire questo carico ennesimo di miseria, invece di ragionare sulla riduzione al minimo di questo danno. Mi auguro che il caos istituzionale in cui questo Paese è precipitato serva almeno per portare a una specie di colpo di spugna rispetto a tutte queste misure fiscali non coordinate tra loro, perché si arriverà al punto in cui oggettivamente anche quella parte che fino adesso ha sempre sostenuto qualunque follia fiscale delle varie maggioranze che si sono succedute nel tempo, arriverà a sventolare bandiera bianca e a dire "Non ce la facciamo più". D'altronde, se andiamo a colpire addirittura con enorme pesantezza i piccoli negozi e gli esponenti del ceto medio, piuttosto che le famiglie che già si trovano colpite da rincari a trecentosessanta gradi nei trasporti, in materia scolastica, come abbiamo appena deliberato, delle tariffe, delle strisce blu, di qualunque altro aspetto, oggettivamente se noi facessimo una specie di valutazione comparativa di quanto pagava a vario titolo una famiglia torinese, cinque, sei, dieci anni fa e quanto paga adesso, ci renderemmo conto che tutto il rosso e tutta l'esposizione dello Stato nelle sue varie articolazioni (nazionale, regionale, locale, territoriale) di fatto sta venendo trasferita in blocco sulle famiglie. Le famiglie, sia come privati, sia come piccoli imprenditori, quindi come parte produttiva, non possono tollerare in eterno una pressione di questo tipo. Non è che loro non vivano la realtà della crisi. La vivono gli Enti locali, ma la vivono a maggior ragione i cittadini. Per cui, oggettivamente non si può pensare di riuscire a scaricare questa pressione indenni, senza delle ripercussioni sul tessuto sociale ed economico di questa Città. Non si può pensare che ci sia una distinzione di deleghe su questo tema. Tutto quello che tassiamo e che recupereremo oggi, ci troveremo a doverlo spendere, moltiplicato, in assistenza sociale, quando gran parte di questo ceto medio sarà scivolato nella miseria e ce lo ritroveremo in difficoltà abitativa, lavorativa, bisognosa di ammortizzatori sociali, bisognosa di assistenza dal punto di vista del sostegno al reddito e di tutta un'altra serie di elementi. Questa è veramente una politica miope e suicida per il pubblico. Miope e suicida perché è l'ennesimo indebitamento implicito, solo che invece di avere le banche come controparte, ci ritroviamo ad avere invece paradossalmente i nostri stessi cittadini come soggetti a cui non chiediamo un prestito, ma imponiamo un esborso, per poi ritrovarceli un giorno come destinatari di politiche di sostegno. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliera Ricca. RICCA Fabrizio Se noi fossimo, ad esempio, il Comune di Salerno, dove la raccolta differenziata, se non sbaglio, sfiora l'80% (quindi è una mosca bianca, ma è giusto per dare degli esempi virtuosi, in modo da non essere tacciato di nordismo estremo), probabilmente un provvedimento di questo tipo sulla TARES potrebbe avere un senso, perché noi andiamo a prendere in considerazione parametri diversi rispetto a quelli che sono la TARSU, che concettualmente potrebbe anche avere un senso, perché noi potremmo andare a premiare con dei meccanismi virtuosi, dei quali noi abbiamo anche inserito nella mozione di accompagnamento delle linee di indirizzo e ci auguriamo vivamente che la Giunta possa prendere in considerazione, perché vanno a migliorare il sistema qualitativo della raccolta di AMIAT, con tutti gli sgravi che potrebbero esserci. Chiaramente è un discorso che si proietta nel 2014. In questo modo noi potremmo metterci nella condizione di premiare tutta quella serie di cittadini che, in maniera assolutamente autonoma, perché non incentivati oggi da questa Amministrazione… Ripeto, Torino ha una percentuale di raccolta differenziata davvero bassa, non si è mai riusciti ad avere una percentuale reale, in quanto sono sempre stati fatti degli spot a campione, un condominio sì, un condominio no, a volte funziona, a volte non funziona; sono stati messi i bidoni sulle strade, ma a volte funzionano e a volte vengono utilizzati in maniera errata. Quindi diciamo che oggi AMIAT non ha mai prodotto una vera e propria raccolta differenziata, anche soltanto in piccole zone; questo penalizza quei pochi cittadini che ancora oggi provano a farla, in cui mi chiamo io in mezzo, perché ci sono delle persone che tentano, almeno nel loro piccolo, di poter migliorare quello che oggi è un sistema assolutamente sbagliato. Se fossimo in quelle condizioni, probabilmente avremmo gli strumenti per consentire a quei cittadini di beneficiare del loro impegno. Chiaramente - questo è il problema - il modo in cui queste tariffe verranno applicate, chiaramente non stiamo ancora parlando in maniera puntuale delle tariffe, però in senso generale non diamo e non daremo, perché sul Bilancio del 2013 non è stato previsto, nonostante la TARES sia stata votata più di un anno fa, nessun tipo di vantaggio a quei cittadini torinesi che provano a migliorare l'ecologia della propria città. Questo, secondo me, è davvero il punto focale su cui noi dobbiamo lavorare da qua al prossimo anno, ovvero mettere in condizione tutti quei torinesi che oggi producono la raccolta differenziata, dei meccanismi ecologici virtuosi di poterne trarre dei benefici, perché chi fa la differenziata, sicuramente fa del bene oltre che alla collettività, anche alle casse comunali, perché noi abbiamo un termovalorizzatore che, in parte, trasforma la raccolta differenziata in energia e questo provoca quei meccanismi virtuosi di cui si parlava prima. In più, ci troviamo in una condizione in cui, ancora oggi, AMIAT non ha le idee ben chiare su come attuare questi meccanismi. Infatti più volte l'Assessore Lavolta in Commissione, discutendo della raccolta differenziata, ci ha spiegato come, per esempio nella Circoscrizione 9, in alcune parti, la raccolta veniva fatta condominio per condominio, in altre venivano messi gli appositi contenitori fuori dei portoni e in altri i cittadini si trovano purtroppo a dover fare diverse centinaia di metri, a volte anche chilometri, per poter fare una cosa che io ritengo naturale, ormai quasi nel 2014, ovvero mettere la plastica con la plastica, la carta con la carta, nel rispetto di quell'ecologia di cui in questa Sala Rossa si sente tanto parlare, ma nei confronti della quale vengono presi pochissimi provvedimenti. L'auspicio che facciamo con la nostra mozione di accompagnamento è di adottare, a breve, un piano a lungo termine per capire come sviluppare una raccolta differenziata che renda al 100%. Non dico che dobbiamo diventare da qui a due anni come il Comune di Salerno, perché quel Comune è una mosca bianca in un mare, come quello della Campania, di immondizia, a volte anche per distrazione dei campani stessi. Noi dobbiamo metterci nella condizione di fare salire virtuosamente questa percentuale giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Finora questo non è stato fatto. Io me la prendo un po' anche con chi ha queste deleghe, perché l'Assessore Lavolta purtroppo non si è mai messo nella condizione, autonomamente, di ottenere questo risultato, ma anche un po' con il Presidente della Commissione Ambiente, che non ha mai sollecitato questo tipo di interventi. Ci sono anche delle responsabilità politiche, perché se ci sono Comuni che sono avanzatissimi, mentre noi siamo davvero ancora al paleolitico della raccolta differenziata, è perché nessuno si è mai interessato di fare politiche di questo tipo. Quindi avete anche poco da raccontare, soprattutto nelle campagne elettorali, che siete per l'ecologia, per la pulizia, per quello e per quell'altro, perché poi materialmente non c'è nessun tipo di contenuto, sono parole al vento. Sono altre chiacchiere da bar che si fanno solamente per cercare di raccattare qualche voto dell'ultimo secondo, riempiendosi la bocca di cose che non avete mai fatto. Anche perché, soprattutto a Torino, io sento parlare di questi progetti da anni; sono dieci anni che mi interesso di politica in questa Città e in dieci anni ho sentito solo parlare, ma mai un'azione concreta. E quando l'azione è stata concreta, non è partita dalla Giunta - e questo mi spiace davvero tanto - ma dalle Circoscrizioni. Tanto che troviamo tanti pareri delle Circoscrizioni vincolati all'attivazione di un sistema di sgravi per chi fa la raccolta differenziata. Questo è un segnale ancora più grave, se lo leggiamo in chiave politica, perché nessuno si è mai interessato di questo. Ho fatto una piccola ricerca: gli ordini del giorno e le mozioni approvate nei Consigli di Circoscrizione sono davvero molti e nessuno è mai stato raccolto da questa Giunta. Da questa e da quelle passate. Ovviamente le Giunte passate ormai possiamo etichettarle come un fallimento in materia, perché ormai hanno concluso la loro attività, ma questa Giunta potrebbe provare, per la prima volta nella storia di questa Città, a dare un cambio di passo su un tema che, magari da qualcuno viene etichettato come troppo snob, però secondo me è davvero importante, perché differenziare significa mettersi nella condizione di poter fare un'ecologia diversa in questa Città, che potrebbe trasformarsi senza nessun problema in monetizzazione, ovvero in sgravi a chi si comporta bene. Come dicevo prima, a livello parlamentare ci siamo opposti ferocemente a questo provvedimento, perché lo riteniamo assolutamente folle. Io non credo che il prossimo anno ci saranno dei cambiamenti nella Service tax; anzi, forse per quello che sarà la Service tax sarà meglio tenersi la prima rata dell'IMU, sia per la nostra economia, per i trasferimenti che non arrivano o che comunque faticano ad arrivare da parte del Governo, sia per tutta quella serie di aggiunte alle tariffe, quei ritocchi che dovremo vedere il prossimo anno. Si tratta di una vera e propria tassa ulteriore, perché ci sono persone che finora fortunatamente non erano state penalizzate dai Governi, soprattutto dal Governo Monti, che oggi si troveranno a pagare, in una condizione sempre più difficile. Sono ancora in dubbio, vedendo che… LEVI Marta (Vicepresidente) La invito a chiudere, Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ho ancora trenta secondi, Presidente. Dicevo che sapendo che un Governo che non è riuscito in tre mesi a prevedere l'aumento dell'Iva di un punto, che ci sarà tra poche ore (a me non risulta che l'Iva verrà toccata), io inizio anche ad avere dei brutti sentori rispetto alla seconda rata dell'IMU. Perché se non siete stati capaci - perché il Partito Democratico a me risulta che oggi sia ancora in maggioranza ed esprima anche il premier - di fare questo tipo di operazioni, sono convinto che avremo dei grossi problemi anche per chiudere il Bilancio. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Io mi accodo a tutte le dichiarazioni fatte, vorrei solo puntualizzare su un'affermazione dell'Assessore, quando dice che questa è la parte meno importante, quella che spiega il Regolamento, e sulla quale poi bisognerà lavorare. Io però credo che sia proprio su questa fase che bisogna cominciare a lavorare in modo serio, anziché decidere sempre cosa fare (chiaramente l'Amministrazione lo deve fare) valutando qual è, tra virgolette, l'appello migliore, quello che si riesce a far digerire meglio, considerando a sua volta un'entrata favorevole. Questo è il momento dove, invece (così magari evitiamo gli errori del passato), si può valutare esattamente quali sono le operazioni da fare, in modo determinato e incisivo, e a questo punto forse - magari per la prima volta, e non vorrei mai che fosse un'occasione unica - venire anche incontro ai cittadini in tutti i sensi. Si è parlato fino adesso di diverse categorie di persone (famiglie, lavoratori) che fanno o meno la raccolta differenziata; a me viene in mente una terza categoria, alla quale appartengo anche io, cioè la categoria di chi vorrebbe fare la raccolta differenziata, ma sotto casa ha un solo cassonetto, dove si butta dentro di tutto e di più, e in più si ritrova davanti al portone di casa cumuli di rifiuti lasciati da coloro a cui non interessa minimamente fare la raccolta differenziata e viene da altre vie a buttarlì lì i propri rifiuti; mentre io che voglio fare la differenziata devo fare duecento metri a piedi per trovare il cassonetto della differenziata. Quindi io, come minimo, non voglio pagare la TARES, perché se dovete agevolare chi la fa, se bisogna agevolare chi è costretto a non farla, perché non ha ancora la differenziata, chi è costretto a farla, perché la vuole fare, ma è costretto a subire la non differenziata, deve essere premiato. Un premio Nobel. E non si tiene invece conto di questi passaggi, che sono importanti e che sono dei forti disagi. Poi, oltretutto, negli ultimi mesi, con il fenomeno dei disperati che cercano qualunque cosa nei cassonetti dei rifiuti, i marciapiedi sono diventati uno scempio, perché questi arrivano, aprono i cassonetti, buttano fuori qualunque cosa che chiaramente non rimettono a posto, perché non trovano utile farlo, perché se no perdono tempo e non riescono a produrre quantità sufficienti per andare a lavorare. Di tutto questo non si tiene conto. I calcoli che fa beceramente l'Amministrazione sono quelli di capire: la Legge ci indica questo. Bene, cosa facciamo noi? Dobbiamo trovare il modo migliore per riuscire ad avere il massimo ricavato con l'apparente disagio minimo. Va bene, però ogni tanto bisogna anche scendere nelle strade e capire come funziona, perché non è così che funziona. Funziona, ripeto, con delle situazioni che vanno da un eccesso all'altro. Cioè ci sono persone che vogliono fare la raccolta differenziata, prende il suo sacchettino e deve girare per trovare il cassonetto per la differenziata. In corso Monte Cucco, ci sono persone che portano i figli a scuola vicino casa mia, in corso Racconigi, e dato che non hanno voglia di fare la differenziata, perché sono molto civili e molto signori in quella zona, altolocati, ma non hanno voglia di fare la raccolta differenziata, prendono il loro bel sacchettone dei rifiuti, se lo caricano in macchina (beati loro che hanno anche voglia fare questa fatica) e vengono a scaricarlo direttamente nel cassonetto dell'indifferenziata. Questo non è giusto e non ci sono neanche i controlli. Adesso chiaramente l'Assessore mi dirà che quello è un lavoro che deve fare AMIAT. Va tutto bene, ma non siamo in grado di dare delle indicazioni precise, perché anche ad AMIAT, che è profumatamente pagata anche dal Comune per svolgere questo tipo di servizio, non viene data un'indicazione coerente, cioè non riusciamo neanche a suddividere la città in modo che poi tutto venga, bene o male, se non agevolato, perlomeno condiviso dai cittadini. Anche in questo settore, continuano a esserci in tutta la città cittadini di serie A, cittadini di serie B e - come dicevo prima - forse qualcuno meno fortunato di me, addirittura di serie C, dove si vede cornuto e mazziato. Perché, ripeto, io tutte le mattine prendo i miei due o tre sacchetti, mi faccio i miei duecento metri per andare a cercare il cassonetto della differenziata. Io sono uno di quei pochi imbecilli che alle 6 del mattino scende col cane e ha il sacchettino. Ve lo dico, perché faccio anche quello. Sarò malato, ma faccio anche quello. Perché fino alle otto del mattino non ho mai visto una persona raccogliere la cacchina. Almeno dalle mie parti. Però, trovo veramente folle uscire dal portone di casa e vedere il cassonetto completamente pieno di gente che invece arriva da altre parti per buttarla lì i rifiuti. |