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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sono state presentate tre richieste di comunicazioni del Sindaco (la prima dal Consigliere D'Amico, la seconda dal Consigliere Appendino e la terza dal Consigliere Tronzano) relativamente alla situazione del servizio mensa nelle scuole. La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Vorrei anzitutto ringraziare il Consigliere D'Amico per la sua richiesta di comunicazioni, che mi dà modo di riferire al Consiglio Comunale e di rispondere su una questione che, come sappiamo, in questa settimana ha tenuto banco sugli organi di informazione. Mi fa piacere rispondere al Consigliere ed a tutto il Consiglio Comunale e ritengo che - scusate questa breve premessa prima di entrare in medias res - sia importante condividere con voi queste veloci riflessioni. Credo che la politica sia anzitutto assunzione di responsabilità e "rispondere" e "responsabilità" provengono dallo stesso etimo. Credo che la politica, senza assunzione di responsabilità, sia nient'altro che una prateria dove scorre il protagonismo individuale e dove scorre la demagogia; in altre parole, senza responsabilità la politica diventa mero potere ed un potere che è separato dalla politica. Ovviamente sono, come sempre, a completa disposizione nel rispondere dei servizi che afferiscono alle mie deleghe assessorili, oltre che degli atti che provengono dalla Giunta e dalla maggioranza di cui sono espressione politica. In questa premessa vorrei anche socializzare un altro profilo: come sappiamo per gli atti della Pubblica Amministrazione e, in particolare, per quanto riguarda gli Enti Locali si distinguono, da un punto di vista soggettivo, in soggetti che hanno il compito di indirizzo politico e di controllo e in organismi amministrativi che hanno funzioni gestionali e naturalmente la funzione di garantire la regolarità tecnica e formale, insomma la legittimità, degli atti. Dico questo non tanto perché io voglia sottolineare la distinzione e fare un facile gioco, che è quello di chiamarsi fuori andando ad addossare responsabilità a mancanze, che evidentemente possono essere di un sistema, alla parte tecnica anziché a quella politica, ma voglio socializzare con voi questa riflessione, che credo debba essere un nostro riferimento continuo: ogni deliberazione, ogni atto amministrativo è frutto dell'impasto di due contributi, il contributo dell'organo di indirizzo politico, che certamente poi ha anche il dovere di andare a controllare che il suo indirizzo sia stato attuato, ed il contributo di tipo tecnico-gestionale e di legittimità. Questo impasto che si crea e poi porta come risultato l'atto amministrativo presuppone un rapporto di fiducia e di collaborazione fra i due soggetti che compongono l'Amministrazione Pubblica. Dico questo anche perché le segnalazioni sulle disfunzioni dell'avvio del servizio di ristorazione che sono giunte da parte dei cittadini ritengo siano non soltanto giuste e legittime, ma ci aiutano a rendere migliore il nostro servizio e, lo ribadisco, di conseguenza ringrazio i genitori ed i cittadini che ce le hanno fatte pervenire. Credo molto in questo dialogo collaborativo tra Città, forme organizzate della Città, istituzioni rappresentative e struttura tecnico-gestionale. Credo che questo sia fondamentale nell'esercizio della democrazia e, oltre che ringraziare i cittadini che ci hanno fatto pervenire queste segnalazioni, vorrei anche spendere una parola per ringraziare i Servizi Educativi, che, come sapete, gestiscono ogni giorno tante scuole e tanti servizi, a volte anche in condizioni di estrema difficoltà, perché, se le segnalazioni sono legittime e giuste e contribuiscono a rendere migliore il servizio, proprio lì si costruisce un rapporto che è collaborativo e - credo - di interesse dell'intera comunità, che tiene conto delle difficoltà di chi lavora nei servizi e della competenza, della capacità e della grande disponibilità. Qui va il mio ringraziamento personale, anche come Assessore, a tutti i collaboratori dei Servizi Educativi. Detto questo, vorrei fare un rapidissimo excursus di quelli che sono i dati del contesto in cui noi operiamo. Il servizio di ristorazione della Città di Torino fornisce ogni anno otto milioni e mezzo di pasti a sessantamila utenti, a trecentottanta punti di erogazione del servizio, vale a dire a trecentottanta scuole in trecentoventi edifici scolastici. Voi sapete che quest'anno, con l'inizio dell'anno scolastico, è partito un nuovo capitolato d'appalto di questo servizio, perché quello precedente era in scadenza. Ci tengo a dire che questo capitolato ha introdotto dei principi di qualità e di erogazione del servizio che, a mio avviso, sono migliorativi di un servizio che era comunque già un buon servizio. In particolare, mi riferisco all'introduzione della filiera corta. Questo è un indirizzo politico da me fortemente voluto e condiviso con il Sindaco e con la nostra Giunta. Che cosa vuol dire filiera corta? Non è uno slogan, come spesso si usa "chilometri zero", è la richiesta precettiva e prescrittiva alle aziende di ristorazione di rifornirsi direttamente dai produttori locali. Abbiamo pensato a questo perché riteniamo che la produzione agricola locale vada sostenuta e credo che questo sia un importante indirizzo politico attuato da una Pubblica Amministrazione, proprio perché quella Pubblica Amministrazione genera una domanda così forte da poter andare a condizionare il mercato. La filiera corta consente anche di garantire al produttore un equo compenso, perché sappiamo che la maggior parte dei prezzi si perdono nella catena…del costo, voglio dire, del cibo si perde nella catena distributiva. Questo progetto della filiera corta va a favorire anche le produzioni agricole che ci sono intorno alla città ed a generare una ricaduta sull'economia locale; inoltre, questo capitolato prevede la sostenibilità ambientale declinata sotto vari punti di vista. Proprio come appartenente a Sinistra Ecologia Libertà credo che questi indirizzi politici non siano sussumibili in quella "E" che forma l'acronimo del partito che rappresento in Giunta. D'altra parte, ci tengo a dire che questo capitolato ha vinto un bando europeo sul public e-procurement proprio per questi aspetti e venerdì 4 ottobre la Provincia, che ci ha aiutato a fare le necessarie indagini per verificare che il mercato locale fosse in grado di approvvigionare le nostre scuole, presenterà questa impostazione del servizio di ristorazione come buona pratica da adottare anche nelle altre città. In questo capitolato si prevede l'abolizione dei piatti di plastica; noi producevamo duecentoventi tonnellate di piatti di plastica ogni anno e, visto che il servizio sta cominciando a partire, non troverete certamente questi cambiamenti oggi, domani o nei prossimi giorni, perché le aziende ci hanno chiesto un paio di mesi per farlo partire, anche perché hanno avuto l'affidamento in senso tecnico dell'appalto da poco e, quindi, devono attrezzarsi con lavastoviglie e quanto necessario per attuare questa modifica. Tuttavia, credo che anche quella sia una modifica in senso ecologico, tanto più che viene accompagnata dalla richiesta di utilizzare detersivi biodegradabili; questo lo dico perché, ovviamente, sul tema ecologico è sempre necessario fare discorsi calibrati e in qualche modo che tengano conto e contemperino i vari aspetti. Questo vale anche per i trasporti, per cui abbiamo chiesto degli automezzi che fossero ecologici; approfitto per dire, siccome in questi giorni ho letto sui giornali che gli automezzi utilizzati sarebbero soltanto dieci, che l'offerta tecnica delle ditte che hanno vinto prevede quarantanove furgoni che sono messi a disposizione e, dagli accertamenti che ho svolto presso i miei Uffici, mi risulta che le aziende poi abbiano un piccolo contingente di cinque furgoni che tengono a disposizione nel caso in cui qualcuno di quelli che è stato previsto dall'offerta avesse un guasto. Come sapete, questo capitolato poi prevede anche progetti di recupero del cibo per i non abbienti, che abbiamo già messo in atto l'anno scorso, ma che adesso andranno ad aumentare nei vari luoghi possibili di raccolta, come le associazioni, le parrocchie e le case del quartiere intorno alle scuole. Abbiamo inoltre introdotto il borsellino elettronico, la prenotazione digitale dei pasti ed il pagamento puntuale. Insomma, credo che sia un capitolato di grande innovazione, sia dal punto di vista del prodotto, che del processo. Per quanto riguarda gli aspetti di disfunzione (che certamente ci sono stati e che abbiamo verificato in questa prima settimana con l'aiuto dei cittadini, ma anche con le segnalazioni programmate da parte del servizio), intanto va detto che abbiamo avuto un cambio di gestione in sei Circoscrizioni su dieci della Città. Proprio perché gli Uffici immaginavano che ci sarebbero state delle difficoltà nell'avvio, anche perché l'approvvigionamento in filiera corta evidentemente presuppone che ci sia una produzione che funziona, abbiamo programmato degli audit, cioè i controlli fatti dal laboratorio chimico della Camera di Commercio, che è il soggetto che controlla per noi, e in questa prima settimana ci sono stati novantatre audit. Se voi considerate che in questa settimana erano in funzione trecento scuole, il fatto che ci siano stati novantatre audit significa che quasi una scuola su tre è stata visitata dai nostri ispettori; per darvi un dato di confronto, l'anno scorso in questa settimana gli audit erano stati quarantasette, cioè la metà. Per quanto riguarda le non conformità che sono state rilevate, mettendo insieme i risultati degli audit e delle segnalazioni che sono pervenute dai cittadini, in questa prima settimana noi abbiamo avuto otto criticità nella scuola del pre-obbligo su centonovantasei sedi e tredici criticità nelle scuole primarie su centonove sedi. Quindi, si tratta di ventuno scuole su circa trecento. Per dare dei termini di paragone, voglio ricordare che all'avvio del capitolato del 2008 furono segnalate oltre cinquanta situazioni critiche, mentre questa volta ne sono state segnalate trentasette. Detto questo, certamente anche soltanto una segnalazione sarebbe stata sintomatica di disfunzioni e quel bambino, bambina o genitore che ne avesse subito le conseguenze era giustamente legittimato a pieno titolo a chiedercene conto, quindi questa non è una scusante. Credo che il servizio debba funzionare possibilmente con zero segnalazioni; questa è la linea di tendenza, però credo anche che ci rendiamo conto tutti che ventuno criticità su trecento scuole in una settimana ci consentono evidentemente di non essere così preoccupati, diciamo così. I problemi maggiori sono stati creati dalla logistica, nel senso che, proprio perché si è verificato che c'erano più bimbi di quelli per cui erano stati prenotati i pasti, i furgoni hanno dovuto rifornire due volte e chi è stato rifornito in seconda battuta ha mangiato più tardi. C'è stato poi un problema rispetto alle derrate crude, per quanto riguarda in particolare le zucchine, proprio perché non ce n'erano abbastanza in quel momento di filiera corta. Devo dire che una causa di queste disfunzioni è stato anche l'avvio del servizio da un punto di vista numerico, cioè la non ancora completa indicazione dei flussi di presenza delle bimbe e dei bimbi nelle scuole. Voi sapete che, mediamente, c'è un 12% circa di assenze di bimbi dal servizio ogni giorno, quindi è sufficiente stimare queste assenze, fondandosi su quella che era la prenotazione del giorno precedente; è per questo motivo che stiamo andando verso la prenotazione digitale, quindi fatta proprio quella mattina, proprio per evitare questo tipo di criticità. Per quanto riguarda le diete speciali, a noi risulta che su un migliaio di diete speciali un bimbo purtroppo non abbia avuto la sua dieta, ma questo, oltre che oggetto di contestazione alla ditta, è stato poi anche ripristinato. Per quanto riguarda altri aspetti, come sapete - anche in questo caso ne hanno parlato i giornali - c'è stato un caso in cui il primo piatto è stato sostituito alla pizza, però anche qui c'era stato un avviso formale nei giorni precedenti alle scuole. Un'altra doglianza ha riguardato l'insalata di patate e fagiolini fredda, che ironicamente ha dato il via ad un titolo giornalistico "La guerra del fagiolino"; trattandosi di un'insalata, va servita a temperatura inferiore ai dieci gradi e questo ce lo richiede la ASL competente. Devo però dirvi che apparentemente, lo ricaviamo dal fatto che non abbiamo ricevuto (né oggi, né venerdì) altre segnalazioni, abbiamo delle evidenze per ritenere che le disfunzioni siano rientrate. Ovviamente da parte nostra c'è tutta la disponibilità, così come è stato indicato in quel comunicato che abbiamo messo mercoledì sul nostro sito, e ripeto che ringraziamo i genitori che ci fanno pervenire delle segnalazioni, perché questo ci aiuta a lavorare meglio. D'altra parte, la presenza dei genitori nelle Commissioni Mensa va proprio in questa direzione, cioè garantire la partecipazione dei destinatari del servizio al suo controllo. Questa mattina sono stata in una mensa, ho mangiato con i bambini ed ho verificato che il cibo c'era ed era anche molto buono. Erano presenti anche due madri che compongono la Commissione Mensa e devo dire che si sono mostrate soddisfatte. Abbiamo anche verificato il profilo Facebook del Coogen e in questi ultimi due giorni abbiamo trovato dei post che mi sembrano molto confortanti. Ovviamente non cito i nomi per ragioni di riservatezza, ma ad esempio D.P. dice: "Buone nuove dalla scuola elementare. Questi primi due giorni di mensa sono andati bene. Mi risulta che per quanto riguarda la ditta fornitrice, a detta del mio bambino, la qualità è molto migliore rispetto allo scorso anno". C'è un altro… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo lo sto leggendo dal profilo Facebook del Coogen e ce ne sono diversi. A.B., per esempio, dice: "Scusate, qual è il colossale problema se la ditta cambia una portata? Io francamente non mi sconvolgo. Sarà dovuto ad un problema organizzativo". Un altro commenta che la cotoletta è buona. Infine c'è un post più recente di una mamma che scrive: "Cari colleghi genitori, in questa vicenda delle mense ci sono alcune cose che mi sfuggono, perché se pensiamo che la scuola pubblica sia da difendere, e la mensa ne è parte integrante, lo si fa a mezzo stampa e non nei luoghi e nei modi della democrazia partecipativa? Cioè Commissioni Mensa, Consigli d'istituto, eccetera? Non vale la pena puntare ad una critica costruttiva e non distruttiva?". Credo che ci siano tante voci che compongono una democratica partecipazione e devo dire che sono contenta che ci siano questi interventi, che, come dicevo prima, contribuiscono a rendere il servizio migliore. Siccome se ne è discusso in via mediatica, vorrei fare ancora una veloce precisazione, se il Presidente me lo consente (anche se non è oggetto della richiesta di comunicazioni), per quanto riguarda l'aspetto della clausola sociale, cioè dell'assorbimento… Faccio un po' fatica, perché non mi sento neanche parlare. Grazie. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, magari trovate qualche altro post che mettete a disposizione. In evoluzione continua. Il nostro capitolato prevede la clausola sociale, non è vero che non la prevede. C'è un riferimento esplicito di richiesta di applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, che applicavano anche i precedenti gestori; tra l'altro, ricordo che chi ha vinto la gara è un raggruppamento temporaneo di imprese formato da due gestori, che erano già in precedenza nostri gestori, e poi c'è un'altra ditta che, invece, si è affacciata oggi in questa gestione. Il riferimento è al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, che prevede che l'impresa subentrante assorba i lavoratori dell'impresa che perde l'appalto precedente. Da quello che è stato verificato (non è stato solo verificato, ma è capitato nella realtà), seicento lavoratori, cioè tutti quelli che lavoravano nelle cucine dei nidi e delle scuole dell'infanzia nonché nei refettori della scuola dell'obbligo, sono stati tutti riassorbiti. Addirittura nel capitolato d'appalto c'è un allegato per ogni lotto, che indica per ogni lotto l'elenco degli operatori in servizio presso le singole scuole, cioè quelli che devono essere riassorbiti. Le persone che non sono state riassorbite sono quelle che lavoravano nei centri di cottura. Questo dipende dal fatto che il centro di cottura delle imprese non produce soltanto pasti per il nostro appalto, ma è quello in cui l'impresa produce pasti per tutti gli appalti (quelli della Città di Torino, delle altre città, degli ospedali, delle ASL, eccetera). Su questa parte non si può fare clausola sociale, perché la clausola sociale si riferisce al servizio che si dà in appalto e la parte di servizio che viene data in appalto è quella delle scuole. Il centro di cottura, siccome non è ad uso esclusivo della ristorazione scolastica, non ha clausola sociale. Ciononostante, proprio perché erano un centinaio di persone, due o tre mesi fa c'è stato un Tavolo presso l'Assessorato al Lavoro di questo Comune ed è stato richiesto ed ottenuto che la nuova impresa che è arrivata (e che, quindi, ha costituito un nuovo centro di cottura) assumesse parte di questi lavoratori. Questo è avvenuto, così come chi ha vinto ne ha assunto qualcuno. Qualcun altro (credo che siano circa cinquanta, sessanta o settanta) è in cassa integrazione. D'altra parte è anche vero che se chi ha vinto l'appalto avesse assunto questi lavoratori avrebbe poi dovuto licenziare i propri, anche perché è evidente che il numero di lavoratrici e lavoratori che ci sono nei centri di cottura - come dicevo prima - provvedono a tutti gli appalti che quell'impresa ha ed a tutti i pasti che compongono quegli appalti, quindi non solo a quelli che riguardano il nostro servizio. Devo anche dire che, in questi mesi, in più occasioni abbiamo avuto confronti con le Organizzazioni Sindacali e non ci è mai stato segnalato nulla anche a seguito di questo Tavolo tenuto presso l'Assessorato al Lavoro. In ogni caso, per quanto riguarda questo aspetto, con l'Assessore al Lavoro ed al Personale siamo disponibili ad incontrare le Organizzazioni Sindacali per capire se esistono dei margini, facendoci noi carico, visto che giustamente questa Amministrazione ha a cuore il lavoro delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Scusate il richiamo ai numeri, magari un po' pedissequo, pedestre e prosaico, ma mi sembrava importante proprio per rassicurare sulle dimensioni del fenomeno. Da quanto ci risulta i problemi sono rientrati e, attraverso questa occasione, invito chi comunque dovesse rilevare dei problemi (i genitori delle Commissioni Mensa, ma anche altri) a segnalarceli e noi interverremo, come abbiamo fatto tempestivamente. Ringrazio per l'attenzione il richiedente le comunicazioni e tutti i Consiglieri Comunali che hanno segnalato fatti e problematiche; vi ringrazio proprio per la collaborazione e perché è sintomo del comune interesse al buon funzionamento del servizio pubblico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ringrazio l'Assessore per le risposte alla mia richiesta di comunicazioni, che poi è stata seguita da altre. Chiaramente questa richiesta non nascondeva alcuna vena polemica, vista la giornata che ci apprestiamo a vivere oggi in Aula, ma era necessaria visto il gran numero di segnalazioni da parte dei genitori, che, giustamente (cioè, giustamente magari no), in maniera forte hanno intasato la caselle di posta elettronica di ogni Gruppo Consiliare per presentare queste segnalazioni. Quindi, questo chiarimento era necessario per capire che cosa stava accadendo. Concordo e comprendo pienamente che quando c'è una start-up, cioè la partenza di una grande attività come questa del servizio mensa, ci possono essere dei disservizi e delle problematiche, perché i numeri che sono in gioco sono importanti ed ho apprezzato anche il suo ringraziamento ai genitori che, con le loro segnalazioni, ci hanno dato questo stimolo per capire che cosa stava accadendo. È ovvio, però, che allo stimolo dato dai genitori deve seguire un'azione chiara e precisa dell'Amministrazione. Lei ha terminato il suo intervento dicendo che, in questi ultimi due giorni, le cose sembrano essere rientrate nella normalità e di questo ne sono felice, però, chiaramente, le chiedo di non abbassare la guardia. Vorrei però fare una riflessione in merito a questo bando. Visto il numero così alto e così importante di pasti che vengono erogati quotidianamente, credo che forse sarebbe stato opportuno - magari questo può anche essere un consiglio per il prossimo bando - dividere questo bando in tre bandi separati, in maniera tale che il gestore del servizio non fosse unico. Non perché non vogliamo il gestore unico, ma perché, dividendo il numero dei pasti che devono essere erogati quotidianamente, c'è la possibilità di evitare tutti i problemi che sono nati o che potrebbero nascere; piuttosto che servire mille pasti, ogni fornitore ne dovrebbe servire trecento e probabilmente così il problema non si presenterebbe. Perché questa richiesta? Anche in virtù della decisione del suo Assessorato di individuare la filiera corta. La filiera corta è una cosa molto apprezzabile, però poi bisogna fare anche attenzione alla filiera corta, perché dobbiamo essere certi di quelle che sono le capacità di produzione. Se noi parliamo di avere i pomodori, piuttosto che i fagiolini, che arrivano da Pecetto piuttosto che da Nichelino, dobbiamo anche essere in grado di conoscere i quantitativi di produzione. Inoltre, dobbiamo fare anche il conto di quelle che possono essere le cause dovute agli agenti atmosferici; mi auguro di no, ma, se dovesse accadere un'alluvione o qualcosa che distrugge o compromette la produzione dei campi, che cosa succede? È chiaro che non dobbiamo e non possiamo correre questo rischio. Per quanto riguarda il recupero del cibo da parte dei meno abbienti, penso che la settimana scorsa ci sia stata una grande opportunità per loro di ottenere notevoli quantità di cibo, perché, almeno leggendo alcune e-mail, il cibo rifiutato nelle mense è stato tanto. Vorrei chiederle un'altra cosa, Assessore; lei ha parlato di ventuno segnalazioni su circa trecento siti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ventuno scuole. Attenzione però, perché, quando parliamo di ventuno scuole, parliamo almeno di cinquecento o seicento utenti, perché all'interno di una scuola almeno venti bambini, quindi moltiplicando… I numeri guardiamoli anche sotto questo aspetto. Ci sono state queste ventuno segnalazioni e vorrei sapere chi sono i soggetti che vanno a fare questi controlli all'interno delle mense e, soprattutto, quali sono i criteri per cui poi scatta la segnalazione. È importante sapere anche questo e, proprio nell'ottica della trasparenza, è opportuno che i genitori sappiano che scatta la segnalazione nel momento in cui viene trovato, ad esempio, un fagiolino marcio all'interno di un piatto, piuttosto che un fagiolino poco bollito. Bisogna capire qual è il criterio per cui poi scatta la segnalazione. Invito anche io pubblicamente i genitori (che fino a questa mattina ci hanno segnalato i disagi che ci sono stati durante la settimana precedente) a continuare - mi auguro che non ce ne sia bisogno - a mandarci queste segnalazioni; qualora questo problema si risolvesse così com'è stato dichiarato adesso dall'Assessore Pellerino, mi farebbe piacere ricevere delle e-mail da parte dei genitori (che la settimana scorsa ci hanno scritto per lamentare questo disservizio) in cui ci comunicano che la questione è rientrata oppure sta rientrando; sarebbe una cosa molto utile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Faccio una premessa: forse l'intervento dell'Assessore avrebbe dovuto cominciare non tanto con un ringraziamento ai genitori, quanto con delle scuse, perché, anche se è fisiologico che ci siano dei problemi nella conduzione dei pasti della mensa, credo che ci fossero i parametri per capire se queste società avessero i requisiti per aumentare la copertura delle mense. Come si sa, la Camst aveva già l'anno scorso in fornitura due Circoscrizioni ed altrettante ne aveva Eutourist. Quindi, prima di allargare la distribuzione a queste due società anche per quest'anno, credo che si sarebbe dovuto verificare se effettivamente erano in grado di poterlo fare; non perché non siano in grado da un punto di vista funzionale (sono due grosse società di catering che forniscono ospedali e forniscono di tutto e di più), però nella, fattispecie nel discorso delle mense per i bambini, forse avrebbero dovuto essere più attenti. Non capisco perché diamo gli appalti, verifichiamo in corso d'opera se funzionano oppure no e, poi, correggiamo il tiro durante il percorso. Minimizzare va benissimo, ma - torno a dire -, visto che i disagi sono stati tanti e non credo che ci siano delle mamme abituate ad alimentare i loro bambini con caviale e tacchino quando sono a casa, evidentemente, se disagio c'è stato sulla qualità e sulla quantità, è un dato di fatto. Ribadisco che ci sono stati anche molti casi di bambini che hanno bisogno… No, vorrei solo che mi ascoltasse, ma se parlate tra di voi. Grazie. Alcuni bambini non possono mangiare qualsiasi cibo e ci sono state delle segnalazioni ben precise di bambini che non hanno assolutamente potuto mangiare. Se, in effetti, siamo passati dai cinquantacinquemila bambini dell'anno scorso ai settantamila, ad un certo punto ci sarà un parametro di utilizzo, perché non è possibile che queste società caschino dal pero e non si accorgano che effettivamente c'è bisogno di più pasti di quelli di cui realmente ce n'era bisogno. Visto che parliamo di bambini, magari potrebbe anche essere prevista la distribuzione di dieci pasti in più, vuoi perché magari un bambino ha più fame del previsto, vuoi perché magari potrebbe esserci l'imprevisto della presenza di un bambino in più. La scelta di ridurre al minimo, per poter rientrare nella gara d'appalto, e, quindi, limitare al massimo il servizio, mi sembra, soprattutto parlando di bambini, esagerato. Anche per quanto riguarda i piatti di plastica, non sarebbe stato male pensarci in corso d'opera l'anno scorso e non trovarsi, fra due mesi o tre mesi, a fare il cambio dei piatti per un utilizzo più igienico. Vorrei chiedere un'altra cosa all'Assessore: mi dicono che 7,00 Euro sia il costo di un pasto, ma con questa cifra mangia un adulto in qualsiasi ristorante diurno; a pranzo un adulto mangia spendendo intorno agli 8,00 o 10,00 Euro. Mi sembra un prezzo un po' eccessivo 7,00 Euro per il pasto di un bambino. Poi, per carità di Dio, ognuno ha i suoi parametri di alimentazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, dipende da che cosa mangia, ma mi risulta che non mangino pasti dal primo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Guardi, a Pino Torinese, che è sicuramente una zona non disastrata (non stiamo parlando di zone povere), mangiano con 5,50 Euro e fanno colazione, pranzo e merenda (e, quando avanzano la merenda, la portano a casa); tanto per inciso. Quindi, sui costi… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia. BERTHIER Ferdinando Se dobbiamo anche farci prendere in giro! Invece, per quanto riguarda i dipendenti, quelli che sono stati lasciati a casa sono esattamente centoquarantotto e adesso è inutile dire che magari incontrerete le associazioni per cercare di affrontare la situazione del lavoro dei cittadini che prima lavoravano. Nel momento in cui concedo l'appalto a qualcuno, la prima cosa che mi garantisco è anche il servizio e, quindi, anche i lavoratori, perché è indubbio che queste società abbiano dei loro lavoratori, ma è altrettanto indubbio che, ogni volta che si cambia l'appalto, noi non possiamo mandare a casa dieci, cinquanta o cento persone. Settanta sono in cassa integrazione, alcuni li hanno assunti ed altri vedranno se magari, sotto l'albero di Natale, il Comune riuscirà ad affrontare il problema. Ribadisco che non sono così contento della risposta, però vorrei chiedere ancora una cosa: per quanto riguarda la Circoscrizione 4, che è stata assegnata alla società Ladisa (che, probabilmente, c'era già anche l'anno scorso), come mai una su dieci non è rientrata in questo… Questa è una curiosità assolutamente personale, perché ci sarà un motivo, ma non so a cosa sia dovuto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La Ladisa non si è presentata in nessun'altra Circoscrizione? Si è presentata solo nella Circoscrizione 4? Questa è una domanda che non c'entra niente, perché il problema è molto più grave e complesso. Se, come dice lei, da venerdì tutto è tornato normale, saranno tutti felici e contenti e da parte mia, come Consigliere Comunale, anche se non ne sono la causa, chiedo scusa ai genitori ed alle famiglie che hanno avuto questo grande disagio dall'inizio dell'anno e vi è l'impegno a mantenere alta l'attenzione… FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando …sull'operato di queste società. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Invito i Consiglieri a mantenere il silenzio quando intervengono i Colleghi. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio l'Assessore per la spiegazione. Credo che lei abbia ragione quando dice che le responsabilità devono essere della politica. Quindi, se dobbiamo essere comprensivi nei confronti della sua spiegazione (perché, nell'ambito di una gestione di un appalto così grande - e poi spiegheremo anche i numeri -, ci possono essere sicuramente delle disfunzioni), dobbiamo però essere inflessibili, Assessore, nell'individuazione delle responsabilità. Secondo me, quello che manca per dare l'imprinting e rendere veramente operativo il suo ragionamento è l'individuazione delle responsabilità, perché, come al solito, in queste cose la politica dà degli indirizzi, le funzioni di gestione gestiscono gli appalti e gli imprenditori, la filiera corta e tutto il resto fanno quello che poi realmente i bambini ottengono sui propri banchi al momento del pranzo. Se lei vuole dare seguito, questo è il primo suggerimento che le do (perché non c'è alcuna colpa da identificare in quello che lei ha fatto), deve individuare con inflessibilità le responsabilità. Vorrei che, fra un mese. lei venisse in Aula a dirci che non ha funzionato questo passaggio all'interno della filiera corta, diciamo per rendere l'idea, cioè della responsabilità dalla politica alla gestione. Vorrei che, fra un mese lei venisse qui o in Commissione e ce lo dicesse. Questa è la prima cosa. La seconda cosa riguarda il fatto che è evidente che il Comune deve pensare anche ai costi indotti che queste disfunzioni creano, perché, giustamente, all'interno delle e- mail alcuni genitori hanno fatto notare che, se loro lavorano in due e devono prendere una baby-sitter perché quel giorno il pasto non c'è, il costo non è più quello del Comune, ma è quello del Comune più la baby-sitter. Le responsabilità sono ancora più importanti da identificare in relazione al periodo di crisi che viviamo in questo momento e in relazione alle spese superiori che ciascuna famiglia deve purtroppo sostenere a causa di disfunzioni che sono colpa nostra, perché noi siamo gli eletti dal popolo e siamo noi che dobbiamo rispondere a loro e, quindi, loro identificano noi come i responsabili. Siccome mi sento parte di questa Amministrazione, pur essendo eletto all'opposizione, mi secca che i cittadini identifichino anche l'opposizione all'interno di questo percorso, perché poi fanno tutto il mare magnum, cioè la politica fa schifo per tutti. Assessore, se vogliamo essere veramente incisivi su questo argomento, torni fra un mese ed identifichi la responsabilità, anche per dare una risposta a quei genitori che dicono che il loro costo indotto è stato superiore rispetto al pranzo che hanno dovuto pagare. Per quanto riguarda i conti (e qui arriva il mio dubbio amletico, ma l'Assessore saprà sicuramente darmi una risposta), i lotti 1, 2, 3, 5, 6, 7 e 8 sono stati vinti dalla Camst- Eutourist in ATI; il lotto 4 è stato vinto dalla Ladisa ed il lotto 9 non è stato assegnato; costo, a base d'asta, circa 104 milioni di Euro, aggiudicazione circa 100 milioni di Euro, sconto, rispetto al triennio precedente di 116 milioni, di circa 16 milioni, quindi, più o meno, il 10%. Ne sono felice, perché - lo spiego anche alle persone che sono in Aula e che ascoltano - da circa vent'anni vincevano le stesse quattro imprese ed erano vent'anni che facevano uno sconto medio dello 0,9%, tenendo per il bavaglino il Comune e dicendogli che o si faceva così o non avrebbero fornito il servizio; erano sicuramente cinque anni - vent'anni no - che chiedevamo un'apertura alla concorrenza per diminuire il prezzo senza toccare la qualità. Quindi, noi siamo stati contenti di questo successo, perché, probabilmente, l'Amministrazione ha dovuto anche ascoltare i nostri consigli. Dall'altra parte però, quando dicevamo e anche voi ritenevate - perché è giusto che sia così -, dalla discussione sulle linee di indirizzo, che la qualità non avrebbe dovuto essere abbassata e, addirittura, la filiera corta avrebbe portato dei giovamenti, è poi giusto dare seguito a quello che abbiamo detto. Questo è il terzo motivo per cui vorrei che, fra un mese, arrivasse con le responsabilità di che cosa non ha funzionato all'interno di questo percorso, indicando proprio pedestremente dove non ha funzionato, per poter incidere il prossimo anno. Noi ci siamo impegnati dicendo che siamo contenti di aver ottenuto uno sconto, perché, sicuramente, questo era dovuto da parte dell'impresa aprendo alla concorrenza; sicuramente la qualità doveva rimanere uguale o, addirittura, elevarsi, ma, in realtà, questo dato non è stato raggiunto. Rispetto ai 16 milioni di Euro di sconto, li useremo, anche se non subito - magari il prossimo anno -, per abbassare le tariffe, che era il nostro convincimento? Infatti, siamo certi che 16 milioni di Euro potrebbero essere usati per abbassare le tariffe. Il secondo aspetto (Assessore, è un conto pedestre e lei mi corregga se sbaglio, perché, realmente, sugli atti amministrativi non ho ideologia o pregiudizi), sono circa cinquantatremila pasti al giorno, che, più o meno, significano nove milioni e mezzo di pasti all'anno e, facendo cifra tonda, possiamo dire che abbiamo cinquantamila pasti al giorno, nove milioni di pasti all'anno (solo per rendere l'idea sui conti, perché comunque identifica poi il tema finale) e circa ventotto milioni di pasti al triennio e tenendo conto che l'aggiudicazione è stata di 100 milioni di Euro, a me risulta che sia da 3,50 a 5,00 Euro a pasto. Il dubbio amletico che ho… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siccome l'ho fatto, volevo capire da lei il perché. Il dubbio amletico che ho è che questo conto è verosimilmente reale - poi lei mi smentirà, ma sono queste le cifre -, per cui non capisco perché dobbiamo trasferire il costo a pasto a 7,00 Euro. È lì che voglio identificare. Sicuramente, Assessore, non è responsabilità della politica, ma si tratta di cercare di capire e di agire per trovare una soluzione. Secondo il mio ragionamento - penso di aver ragione, ma mi smentirete -, il conto è da 3,50 Euro a 5,00 Euro, mentre 7,00 Euro è il costo a cui lo vendiamo, per cui probabilmente lì in mezzo ci potrebbe essere qualche possibilità di azione. Questo era un dubbio, mentre il quinto punto è un suggerimento; in relazione a quello che ho sempre sostenuto anche in Commissione, i lotti vinti tutti da un'azienda, la Camst-Eutourist, possono mettere in difficoltà. Secondo me, la Camst- Eutourist non ha avuto il tempo per i ricorsi o, comunque, ha voluto risparmiare, per cui non ha fatto gli investimenti che avrebbe dovuto fare rispetto al capitolato e conseguentemente oggi ci troviamo nella situazione in cui siamo. Che cosa ne pensate, che cosa ne pensano i funzionari e che cosa ne pensano i dirigenti sul fatto eventualmente (viste le difficoltà che citava prima anche il Consigliere D'Amico) di valutare, se le difficoltà sono molto elevate, di arrivare sul secondo in graduatoria rispetto alla gara? È sicuramente difficile da fare, immagino che amministrativamente non sia possibile, ma credo che, in momenti eccezionali e in momenti di difficoltà (perché penso che questo periodo di imbarazzo durerà qualche mese e che non si sia concluso oggi con il discorso dell'Assessore, in quanto credo che a ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio forse avremo gli stessi problemi, anche se mi auguro di no, Assessore) e nel caso dovessimo avere di nuovo gli stessi problemi (quindi, fagiolini surgelati o qualità pessima dei prodotti, ad esempio mele o pere bacate o marce, eccetera), saremo in grado di dire al secondo di intervenire per aiutarci a risolvere questo problema? Queste sono le cose che volevo dire, sempre nell'ottica propositiva e mai strumentale, e vedremo se l'Assessore, fra un mese, avrà voglia (come le chiedo e io spero di sì) di venire in Commissione, davanti al Presidente della Commissione incaricata, ad identificare le responsabilità, in modo che il prossimo anno si sappia come agire per prevenire questi problemi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Cercherò di essere breve, perché devo esordire con una considerazione: in realtà, questo dibattito nasce clamorosamente in ritardo per responsabilità non credo nella Giunta, bensì di quest'Aula, perché, non nascondiamoci, quello che stiamo facendo adesso non è un commento alle comunicazioni dell'Assessore, ma è un dibattito sulla deliberazione di rincaro delle mense scolastiche. È un dibattito che quest'Aula ha avuto l'opportunità di affrontare; non voglio generalizzare, perché c'è chi è intervenuto e c'è chi è intervenuto anche nel merito e duramente, ma in generale è stato un dibattito che quest'Aula si è lasciata scivolare di dosso, senza tener conto anche della pesantezza e dell'importanza di un tema come questo. Non per ragioni di bandiera, ma ci terrei a ricordare che, se non fosse stato per l'ostruzionismo che il nostro Gruppo aveva posto fin dall'inizio, di fatto questo dibattito avverrebbe a deliberazione già ampiamente approvata, perché sarebbe stata approvata, nei tempi canonici, nel Consiglio di due settimane fa. In realtà, non voglio aggiungere mie considerazioni, che posso anche condividere rispetto ad altre di Colleghi che mi hanno preceduto, ma il tema del servizio della mensa non può prescindere - anche se esorbita dalle competenze di quest'Aula - da un ragionamento politico sull'obbligatorietà del servizio mensa, perché oggettivamente, finché la linea è quella di esternalizzare, possiamo approfondire finché vogliamo la qualità del servizio posto da queste società ma sarà sempre un dibattito ad inseguire. Mi permetto di dire - magari non sarà il luogo opportuno per ribadirlo - che, in un Paese in cui si fa obiezione di coscienza praticamente a tutto (si fa obiezione di coscienza a livello di medici rispetto alla Legge n. 194 - legittima, io la sostengo rispetto all'interruzione di gravidanza -, si faceva obiezione di coscienza sul servizio militare quando era ancora obbligatorio), perché è un istituto giuridicamente accettato, non capisco, se viene ammesso su tematiche così fondamentali che contemplano i diritti principali e riconosciuti dal nostro ordinamento giuridico, perché si deve invece ritenere una specie di dogma ideologico e quasi religioso (ma questo a livello di Legge, non a livello comunale) che il bambino sia necessariamente costretto ad usufruire della mensa, solo perché lo comprende l'orario di frequenza scolastica. Addirittura, da quello almeno che ho avuto modo di approfondire, che la mensa venga vista come una specie di momento educativo, quando poi invece diventa un grimaldello per imporre alle famiglie di usufruire di un servizio, di cui magari, in tempi di vacche magre come gli attuali, farebbero anche a meno, e questo a prescindere dai disservizi. Quindi, io mi limito solo a ricordare nel tema (perché, di sicuro, non mi fa piacere che, su un tema di tale interesse relativo alle famiglie, si sia innescato inevitabilmente - perché la politica sappiamo come è fatta - un certo interesse perverso mediatico, di tutto il circo mediatico e politico, rispetto a temi che, invece, non riguardano necessariamente il tema rincari e qualità dei servizi) che, oggettivamente, bisogna cercare di andare, ciascuno nella sua dimensione istituzionale, nella direzione di rendere facoltativa la presenza al servizio mensa, invece che obbligatoria, dei bambini che frequentano la scuola materna e gli asili. Anche perché, oggettivamente, sappiamo benissimo che non è scuola dell'obbligo, per cui non è neanche necessario mandarceli e non si capisce perché, quando ci vanno, la mensa sia invece obbligatoria. Dall'altra, ci sono anche materne con meno strutture e meno organizzate che non prevedono nemmeno il servizio mensa, cioè chiudono l'orario prima. Allora, non si capisce quale sarebbe questa irrinunciabilità di momento educativo in questi contesti. Io mi limito a ricordare la mozione di accompagnamento che abbiamo presentato, che - quella sì - ha delle conseguenze concrete, perché va, almeno nei limiti delle competenze di questo Consiglio Comunale, a cercare di affrettare i tempi su quello che è il sistema di prenotazione, quindi a consumo, in modo che le famiglie non siano costrette a pagare addirittura quello che i bambini nemmeno consumano, per assenze o per altri motivi. Però, intendiamoci, è chiaramente una toppa, perché io, sinceramente, non ho figli, ma se mi trovassi a mandare i miei figli ad usufruire di un servizio che, oggettivamente, dalle segnalazioni pervenute, dimostra comunque un tenore scadente nella qualità e che mi viene imposto e mi è anche particolarmente oneroso, lo dico senza problemi, non mi sentirei in colpa nello scegliere una via, in questo caso, veramente di obiezione di coscienza. Mi permetto, inoltre, di dire che, se ci fosse qualche famiglia che decidesse di intraprendere questa strada, da parte nostra ci sarebbe tutto il sostegno possibile nel promuovere piuttosto, non nei confronti del Comune, ma delle società o delle istituzioni scolastiche che lo vogliono imporre, un adeguato servizio anche di consulenza legale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore per averci dato le comunicazioni. A differenza degli altri Consiglieri, come ha fatto ad esempio il Consigliere Tronzano, io non entrerò nel merito specifico dell'appalto, anche perché non sono a conoscenza dei dettagli, quindi non so fare delle valutazioni prettamente tecniche, che hanno fatto sicuramente gli Uffici. Però, io vorrei constatare che, a differenza di quanto ha detto lei, Assessore, leggendo tre commenti presi su Facebook, e potrei leggerle altre trenta e-mail che ci sono arrivate che dicono esattamente il contrario di quello che lei ha letto oggi in Aula, che non sono per nulla rassicurata. Non sono per nulla rassicurata di quanto è emerso e relativamente a come è stato avviato questo servizio. Non so oggi cosa sia accaduto con le medie, però evidentemente oggi avere rassicurazioni in base a quello che ci ha detto, con genitori che hanno riempito di e-mail non solo noi, ma immagino anche lei, direi che a nostro avviso non è sufficiente. Anche perché, non più tardi della scorsa settimana, lei ci aveva ripetuto che andava tutto bene, che era tutto perfetto, che non c'erano problemi. Quindi, mi chiedo con che credibilità oggi lei ci dice che i problemi non ci sono più. Io, sinceramente, questa credibilità nei suoi confronti non ce l'ho più. Lo sa già, l'ho già detto la scorsa settimana. Però, caro Assessore - poi, mi collego a quello che succederà nel prosieguo dei lavori di oggi -, anche se effettivamente il problema fosse risolto, è tardi per accorgersi che lei ha fatto degli errori gravi, a mio avviso. Io non voglio ripercorrere l'intervento che ho fatto lunedì scorso qui in Aula di circa sette minuti, in cui ho fatto una cronistoria di due anni di sua Amministrazione, Assessore, però vorrei ripartire invece da alcune parole che ha pronunciato un Consigliere, nonché membro del suo partito, anzi, il suo Capogruppo, che penso siano molto significative. Le cito testualmente dalla trascrizione della scorsa seduta: "Allora, laddove ci si rende conto che si è arrivati oltre l'accettabile, laddove ci si rende conto, come abbiamo fatto negli scorsi giorni, che non si può continuare a garantire un servizio se non ci sono i fondi per le supplenze, laddove ci si rende conto che la discussione in una maggioranza sta arrivando ad un punto che politicamente è insostenibile, bisogna prima lanciare un grido d'allarme chiaro, evitando magari di contrapporsi a tutti i soggetti sociali della città che si occupano di queste cose, e poi ci si rivolge verso il proprio schieramento politico e si dice testualmente - sicuramente il Consigliere Curto ricorderà queste parole - 'Da qui in poi, non nel mio nome. Da qui in poi, non più io. Da qui in poi, non siamo più d'accordo'". Bene, allora io mi rivolgo innanzitutto al Consiglio, perché è competenza nostra, e in particolare al Consigliere Curto, ancora prima dei suoi Colleghi di maggioranza, visto che tra l'altro l'Assessore evidentemente rappresenta il suo partito, anche se poi, a sentire i due interventi, sembrano due partiti diversi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Rispetto alla scorsa volta e rispetto a quello che ha detto oggi l'Assessore, sono due partiti, poi magari mi smentirà nel suo intervento, ci mancherebbe. Io mi chiedo, visto il suo intervento, se lei pensa - l'Assessore mi sembra di no - che siete andati oltre, o no, all'idea che ha SEL in tema di istruzione ed erogazione di un servizio essenziale come l'educazione dei bambini. Poi le chiedo (perché qui, tra l'altro, non c'è solo il tema della mensa - mi rivolgo sempre ovviamente al Capogruppo Curto -, ma c'è ben altro, ci sono due anni di Amministrazione) se lei pensa davvero che questo debba essere fatto in nome vostro, in nome di SEL, nel nome dell'Assessore che sostenete in Giunta. Sono contenta che voteremo a breve in modo palese una mozione, che, evidentemente, non è collegata direttamente alla vicenda mensa, ma riguarda il giudizio sull'operato di due anni; sono contenta che voteremo in modo palese non solo la proposta di deliberazione, ma anche la mozione di sfiducia, perché almeno potremo dare dei nomi, potremo vedere in nome di chi l'Assessore Pellerino continuerà a portare avanti le sue politiche di questa nostra Città e potremo dire in nome di chi passerà quella deliberazione con gli aumenti delle tariffe. Questo potremo dire, in nome di chi, votando palese. Sicuramente, non a nome nostro. Chiedo, quindi, evidentemente, al Capogruppo Curto e al Gruppo di SEL che cosa intendano fare, perché, ovviamente, è scelta vostra, ma qui siamo di fronte ad una situazione e ad un Assessore che, a mio avviso, è riuscito a mettersi contro tutti - l'ha detto anche lei, Capogruppo Curto, nel suo intervento -, è riuscito a creare attriti con tutte le parti sociali coinvolte, con gli insegnanti, con i dirigenti, con tutti. Quindi, io penso che sia il momento di mettere la parola fine. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Io comincio dalla fine, dalle parole del Consigliere Appendino, dal dibattito che abbiamo avuto la settimana scorsa, che vede, a questo punto, una coda nella giornata di oggi. Anch'io, in questa giornata di ringraziamenti, ne voglio fare uno all'Assessore, perché mi sembra che, oggi, a differenza del dibattito di ieri, siamo stati sul merito e sul punto che stiamo discutendo. Quindi, io partirei da qui. Vede, Consigliere Appendino, è chiaro che il sistema dei media e anche il sistema della politica inevitabilmente oggi pongono una questione politica che riguarda un partito, la sua rappresentanza, la sua Giunta, però io penso che, prima di tutto, oggi (altrimenti faremmo un pessimo servizio alla città e ai suoi cittadini), bisogna parlare del servizio mensa, perché ce n'è abbastanza così. Io voglio parlare di questo, per evitare di confondere i due piani. E poi le dirò le conclusioni che ho tratto da questa discussione. Allora, stiamo al servizio mensa e stiamo al bando. Vede, Assessore, io esattamente come le dissi in Commissione, condivido una buona parte dei principi ispiratori del bando che è stato costruito. Cioè, parlare della filiera corta, parlare del tentativo, anche in un momento di crisi economica molto pesante, di alzare il livello qualitativo, di provare a sostanziare quello sforzo, anche ecologico, di cambiamento degli stili di vita, io credo che sia uno sforzo importante. Non mi è chiaro se lo strumento sia adeguato a fare questo. Basta vedere il dibattito, perché, a meno che pensiamo ad una cospirazione pluto-massonica, dobbiamo prendere atto che c'è un pezzo di cittadinanza che ci sta dicendo: "Accendete la luce, perché c'è un pezzo del vostro servizio che non funziona". Allora, io non ho potuto fare altro che provare a vedere se lo strumento era adeguato, cioè se le gambe potevano far camminare l'idea che lei ci ha sempre raccontato; sono andato a prendere il bando, l'ho scaricato, ho fatto l'accesso agli atti, ho voluto guardare dentro questa cosa qui. Ho solo cominciato a farlo. Però, c'è una cosa che io registro, Assessore, e che per me è stridente. Lei ha parlato di un bando di qualità (c'è molto in questo capitolato di qualità), ha parlato di una richiesta di offerta tecnica di qualità, però poi c'è una cosa che non mi torna. Un po' l'allegato su cui il progetto tecnico doveva essere sostanziato, cioè una pagina piuttosto semplice, in cui si potevano crocettare delle cose. Ma fin lì, non me ne abbia chi ha esteso il bando, anzi, ha fatto bene, perché ha permesso persino a me, che lo vedo per la prima volta, di capirlo. Poi, c'è invece un'altra questione che non capisco. Noi, nel nostro impegno politico, avevamo deciso che avremmo messo un freno agli appalti al massimo ribasso, infatti devo dire che dei nove lotti che voi avete messo a bando, soltanto uno si giocava puramente sul prezzo, gli altri otto no. Questo almeno a parole. Perché, Assessore, degli otto lotti che voi avete mandato a bando, la divisione fra punteggio tecnico e offerta economica era 30/70, trenta la parte tecnica, settanta la parte economica. Peccato che tutti gli offerenti, su tutti e otto i bandi, hanno dato il massimo dell'offerta tecnica e che, quindi, il bando si è fatto drammaticamente ed esclusivamente sulla parte economica, quindi, di fatto, al massimo ribasso. Un ribasso che non è banale, perché, nel momento in cui si raggiunge un ribasso del 10,5%, quando il ribasso storico era del 2, 2,5%, vuol dire... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, molto basso. Può voler dire due cose, che o prima si facevano, come si direbbe, le portiere d'oro o i manici d'ottone, o altrimenti oggi stiamo spingendo molto quella macchina, stiamo chiedendo tante cose tutte insieme. Allora, forse è nel chiedere queste tante cose tutte insieme che prendiamo una sgommata e che ci sono queste lamentele, tante o poche, e finalmente bene ha fatto a dire che sono poche, comunque sono legittime e noi a tutte quante dobbiamo rispondere. Avremmo voluto e avremmo dovuto fare così dal primo giorno. Io, prima di dire grazie, chiedo scusa ai cittadini e alle cittadine torinesi che in questi giorni hanno evidentemente ritrovato un servizio mensa più caro e diverso da quello che si aspettavano. Poi c'è un'altra questione, Assessore, che a me personalmente sta tanto a cuore, almeno quanto il peperone di Carmagnola, che è il tema dei lavoratori. Lei ha ragione nel dire che era prevista nel bando una tutela. Ma quella tutela è la tutela che viene prevista dai Contratti Nazionali di Lavoro. O meglio, da un Contratto Nazionale di Lavoro, che è il contratto che l'Ispettorato del lavoro di Torino certifica per una delle aziende che ha vinto, la Camst. Poi, non so se il Presidente vuole secretare, non so, faccia lui. Non so, non importa. Che cosa succede? Quel contratto prevede il dovere da parte di chi vince di garantire la continuità lavorativa di chi ha perso. Fin qui, tutto bene. Peccato che, nel bando che noi abbiamo impacchettato, i concorrenti, cioè chi aveva la maggior parte dei lotti di prima, hanno un contratto di lavoro che è diverso, più strutturato e più caro rispetto a chi vince oggi. Allora, io penso, ma posso sbagliarmi, che nella nostra storia, nel nostro DNA, oltre al fantomatico peperone di Carmagnola, ci stia anche la tutela dei contratti di lavoro e quindi, a mio parere - questo è un suggerimento -, io vorrei che i bandi della Città di Torino offrissero una premialità per i contratti di lavoro migliori rispetto ai contratti di lavoro peggiori e che questi non venissero messi a competere soltanto in un mero equilibrio economico, perché è inevitabile che i contratti che costano meno non potranno che sconfiggere i contratti che costano di più. Inoltre, Assessore, è vero, molti lavoratori sono stati ricollocati. Sono stati ricollocati i lavoratori che svolgevano il servizio mensa. Così come da Contratto Nazionale di Lavoro. Questo non è avvenuto per i lavoratori dei centri di cottura. Era impossibile? Guardi, Assessore, le rispondo con una storia. Io sono partito da quella storia lì. La signora Teresa, anche lì non me ne abbia, anzi, sono sicuro che sarà contenta di essere citata, ha cucinato per trentaquattro anni i pasti dei bambini della Città di Torino e - badi bene, Assessore - non sempre per la stessa ditta, ha cambiato cinque datori di lavoro diversi. Per cui, evidentemente, da un appalto all'altro, è stata transitata, o meglio, è stata riprotetta. Nel momento, invece, in cui questa lavoratrice si trova in cassa integrazione da quattro mesi, evidentemente questa volta è successo qualcos'altro. Quel qualcos'altro, badate bene, è legittimo, io non sto dicendo nulla di illegittimo, credo faccia bene la nostra Amministrazione a cercare di ridurre i costi, vorrei soltanto fossimo tutti insieme coscienti su cosa e su chi stiamo riducendo questi costi, perché altrimenti raccontiamo un mondo fatato, modello la famiglia perfetta, come in questi giorni qualcuno vorrebbe pubblicizzare, che non sta in piedi, perché, se vogliamo i piatti di porcellana, contemporaneamente la filiera corta e contemporaneamente diciamo che vogliamo ridurre del 10,5% il costo dell'appalto, rischiamo semplicemente che questa cosa finisca sulla pelle di alcuni lavoratori, come purtroppo è capitato. È successo questo, perché altrimenti non si spiegherebbe perché queste cento persone sono a casa. E devo dire, dalla nostra Amministrazione, che è un'Amministrazione di centrosinistra, voglio sperare che laddove si tratta di una leva di 100 milioni di Euro, come diceva qualcuno prima, noi abbiamo la capacità, attraverso quella leva, di tutelare l'occupazione. Poi devo dire, guardi, io non parlo, di là ci sono... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. CURTO Michele Sì, Presidente, un secondo. Di là ci sono i sindacalisti; in particolare, c'è questo signore che mi ha portato la verifica dell'Ispettorato del lavoro, perché, Assessore, i Sindacati ci hanno segnalato questa cosa dell'Ispettorato del lavoro, dicendo: perché la Città di Torino decide di mettere allo stesso livello due contratti diversi? Loro sostengono di aver cercato un'interlocuzione con voi per mesi. Adesso, non so se sono loro che non vi hanno trovato o se siete voi che non avete trovato loro; comunque, sono di là e le consiglio di andare a prendere un caffè, così vi parlate, anche perché va nell'interesse di cento e più lavoratori su cui io credo dobbiamo fare la differenza. Il Presidente mi concederà ancora pochi secondi per chiudere quindi il cerchio. Assessore, penso che l'indirizzo politico di provare - glielo dicevo prima - ad alzare la qualità di questo bando sarebbe stata una scelta giusta. Mi accontenterei di fare bene le cose che già facevamo. Onestamente, abbiamo oggi un fatto, cioè noi prima avevamo tre soggetti che gestivano, oggi abbiamo un solo soggetto di fatto che gestisce. Prima avevamo dei soggetti messi in concorrenza, oggi abbiamo dei soggetti che hanno, di fatto, costruito quella che si dice una ATI, ma che, di fatto, diventa un cartello. Anche lì, noi avremmo potuto applicare quello che Moretti, l'amministratore delegato di Trenitalia, fa nel servizio mensa dei Frecciarossa, il cosiddetto concetto di "ATI sovrabbondante". Se due soggetti si occupano della stessa cosa e hanno entrambi le capacità di soddisfare il bisogno del bando, non possono partecipare insieme, è meglio che partecipino separate, perché se no che cosa succede? Che si mettono insieme e che, come in questo caso, vincono otto lotti su nove. Questa non è una valutazione che spetta a me, ma credo che questa sia una valutazione che spetta a chi governa la Città; a noi spetta un ruolo diverso, quello di segnalare le priorità che sono il lavoro, a mio parere, la qualità del servizio e i costi. A proposito di costi - e con questo termino -, vorrei semplicemente ribadire, Assessore, l'ABC di alcune scelte che stanno in capo alla sinistra, che sono l'equità sociale e la forza (lo abbiamo fatto insieme agli altri Consiglieri di maggioranza, mettendo a posto una cosa che era uscita storta, cioè rincari più alti per le fasce più deboli, rincari più bassi per le fasce più alte; ci siamo riusciti fin là dove si poteva, perché evidentemente sui nidi non è stato più possibile farlo, perché oramai i buoi erano già scappati dalla stalla). Le ho detto l'altra volta cosa penso del sistema complessivo, delle sfide che ci aspetterebbero, del bisogno di discontinuità che ci chiede la città, di come noi dovremmo chiedere il cambiamento, di come a Milano, a Roma e a Napoli in questo momento stanno stabilizzando i precari e noi questa discussione neanche l'abbiamo ancora aperta, del fatto che temo che riapriremo la discussione sulle... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. CURTO Michele Su come io temo che, dopo aver esternalizzato dei nidi, ci troveremo a discuterne di altri. Spero di no. Detto questo, Assessore, credo che un segnale politico, a mio parere, vada dato. Io, per quanto mi riguarda, soprattutto vista la situazione che ci troviamo a discutere oggi, non credo sia... Le avevo dato un suggerimento che, secondo me, era importante, cioè quello di, in un'ottica di customer care, risolvere prima il problema del servizio e poi fissare il prezzo dello stesso. Capisco la scelta diversa, la rispetto, ci mancherebbe, la capisco, perché è anche giusto che le famiglie sappiano cosa costa al servizio, e ci mancherebbe altro, devo dire però che in questo momento io non mi sento di dare il mio consenso ad una scelta di questo tipo. Per quanto riguarda invece, Consigliere Appendino, la vostra scelta di fare, anche legittimamente, di questa cosa un caso politico, io oggi vorrei stare al merito... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, nel momento in cui con la presentazione della mozione di sfiducia, legittimamente, ponete una questione di fiducia. Io credo invece che noi, a mio parere, dobbiamo invece differenziare, perché se no oggi si tenderebbe, secondo me, a creare delle strumentalizzazioni, come si è già fatto, togliendo qualunque alibi. Oggi alibi non ce ne sono. C'è un servizio che deve funzionare, dei costi che devono essere chiariti e delle responsabilità che, se ci sono, vanno individuate. Sul resto poi avremo tempo di discutere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Cercherò di essere brevissima per consentire ad altri Colleghi del Gruppo eventualmente di intervenire, se lo riterranno. Intanto, prendiamo atto delle scuse e delle giustificazioni addotte dall'Assessore Pellerino, che sono significative, importanti e che io credo debbano essere comunque collegate a delle risposte precise ed individuali alle persone che hanno segnalato le vicende. Quindi, formalmente, credo che si debba rispondere alle persone, perché le persone hanno circostanziato problemi specifici e quindi è giusto fare questo, sapendo che queste segnalazioni sono state espressione di un disagio, a volte anche serio (penso alla difficoltà dei bimbi diabetici, per esempio, perché tutta la difficoltà di consegnare i pasti speciali è stata un po' una questione che andava ancora oltre quella del già grave disservizio). Dobbiamo ricordare che la mensa per i bambini non è soltanto consumare il pasto, è di più, è socialità, è educazione, educazione alimentare, promozione della salute; la nostra Città si è sempre contraddistinta negli anni per la qualità dei cibi che venivano somministrati. In questo senso, io devo dire non siamo all'anno zero con la filiera corta, perché negli anni abbiamo dato le carni Coalvi, abbiamo sempre cercato di garantire tutta una serie di cose, quindi va bene progredire, va bene migliorare, però questo deve stare in un quadro in cui la Città si è sempre caratterizzata. Assolutamente no all'idea che i bambini se ne possano tornare a casa se non hanno i soldi per consumare la mensa e tanto meno i bambini che si portino il panino da casa. Quindi, su questo facciamo tutte le azioni necessarie, compresa quella di andare a verificare il costo unitario del pasto e anche i costi indiretti del pasto; cioè, quello che riguarda noi come costo indiretto, andiamoci a lavorare per abbattere, dove possibile, quelli che sono i costi, perché la mensa e il tempo pieno per i bambini non sono un optional, sono una cosa importante e il consumo del pasto fa parte di un processo educativo importante. Molto brevemente, perché è già stato citato e forse verrà ripreso, riteniamo insufficiente la clausola sociale applicata, sia nel numero delle lavoratrici e dei lavoratori che sono stati recuperati, sia nella tipologia del contratto. Su questo, ci sono delle precedenti mozioni dei Consigli Comunali, che chiedono di verificare anche il tipo di contratto che viene applicato per le cooperative e per le ditte, perché è importante usare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e avere una clausola sociale che permetta di non lasciare a casa le lavoratrici e i lavoratori. Per due motivi, uno perché c'è l'aspetto di tutela del personale, che eventualmente è in difficoltà, ma anche perché la continuità del servizio è importante. Proprio nel cambio, nello start-up, è fondamentale avere lavoratori e lavoratrici che siano in grado di garantire e anche un po' di tamponare le oggettive difficoltà che si possono verificare in quel momento lì. Per questo, io credo che sarà necessario, chiuso il dibattito oggi, avere degli approfondimenti in Commissione Lavoro e in Commissione Cultura, per capire come procede il servizio e come andiamo avanti sulle due questioni, quella del lavoro e quella del servizio. Chiudo soltanto con una battuta sulle tariffe, perché so che intende intervenire il Consigliere Cassiani. Noi abbiamo cercato di intervenire affinché quelle che erano le tariffe proposte dalla prima deliberazione venissero modificate - e so che c'è un emendamento dell'Assessore in tal senso -, perché ci sembra che l'equità sia un elemento importante e non è possibile andare avanti in una situazione dove le persone più fragili sono in difficoltà, perché anche solo 10,00 Euro per una famiglia in questo momento sono particolarmente pesanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Intervengo brevemente, perché hanno già detto i miei Colleghi e, probabilmente, dirà ancora il Consigliere Onofri, sulla questione riguardante le tariffe, delle quali ci siamo occupati concordemente anche in un dialogo con la maggioranza, con il Sindaco e con tutti i Colleghi, e credo che abbiamo fatto un buon lavoro, voglio rivendicarlo pubblicamente. Credo che questa deliberazione, come esce fuori da questo emendamento, sia molto migliore di come è stata presentata in Giunta. Credo che sia un lavoro collettivo; non solo il Partito Democratico, ma tutte le forze di maggioranza hanno lavorato insieme agli Uffici dell'Assessorato, all'Assessore stesso per discuterla, per modificarla e credo che sia un merito che va rivendicato a questa maggioranza di averlo fatto tenendo conto di quelli che sono i principi del nostro programma e della situazione politica, guardando la situazione delle famiglie che hanno di meno, cercando di evitare di calcare la mano, di aumentare troppo le tariffe sui ceti meno abbienti, e concentrando la nostra attenzione su quelli che hanno di più e quindi possono dare di più. Io credo che questo sia un fatto significativo. Sulla vicenda del massimo ribasso faccio solo una battuta. Io spero e credo che tutta la maggioranza, la Giunta e il Consiglio Comunale vogliano prendere un'indicazione seria su questo tema. Noi dobbiamo guardare alla qualità dei nostri servizi e ai lavoratori, prima ancora quella che alla questione esclusivamente economica, perché è evidente che, se noi facciamo gare di questo genere, i rischi dei quali parlava il Consigliere Centillo e il Consigliere Curto sono rischi gravissimi. Ma non soltanto per i lavoratori, e sarebbe questo già un problema, ma anche e soprattutto per la qualità del servizio che eroghiamo. Ora, ho la fortuna di avere qui il Vicesindaco, Assessore Tisi, che svolge gare per servizi alle persone, così come se ne svolgono tante; io spero e credo e sono certo che non si faccia questo tipo di politica in quel settore lì, perché, altrimenti, oltre ad esserci la giungla retributiva e anche la giungla della qualità, noi diamo servizi solo sulla carta e in realtà poi quei servizi non esistono. Io credo che ci debba essere una presa di posizione e noi avemmo già qui in quest'Aula un dibattito accesissimo sul massimo ribasso. Spero che questa sia un'indicazione che possiamo dare alla maggioranza e, in particolare, alla Giunta. Per quanto riguarda l'andamento degli Uffici, l'Assessorato al Sistema Educativo, credo che anche un maggior confronto e un maggior dialogo nelle Commissioni, o con il Consiglio, possa sicuramente portare risultati migliori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Onofri. ONOFRI Laura Ringrazio l'Assessore per le spiegazioni che ha dato sul tema dei lavoratori, ma non mi convincono ancora del tutto (come hanno già richiamato altri Consiglieri prima di me). Il fatto di non prevedere quelle clausole nel bando anche solo per una parte dei lavoratori, quelli addetti alla cottura, non dà solo come risultato quello di non dare occupazione ai lavoratori che erano assunti, e quindi la ditta non ha l'obbligo alcuno e può lasciare a casa le persone precedentemente occupate, ma è anche quello - ed è anche questo rilevante - di applicare a livello retributivo il contratto che gli pare. E il contratto applicato da alcune ditte ha un valore di circa il 30% in meno sulla retribuzione rispetto a quello del Contratto Collettivo. È ovvio che l'assenza di vincoli nel bando, in questo caso del 10%, vada a premiare società che non applicano il Contratto Collettivo e non tutelano i lavoratori. È vero, come ci ha spiegato l'Assessore Pellerino - che ancora ringrazio -, che per una parte di lavoratori questa clausola è stata applicata, ma per altri no. Quello che non mi convince è la spiegazione sul fatto che su certi lavoratori non si sarebbe potuto applicare, dicendo - come ha detto lei - che gli addetti al reparto cottura fanno parte di un'attività più ampia, che non è solo quella relativa. Ma questo non ha una grossa giustificazione, e le spiego il perché. Se io ho già dieci appalti e, quindi, ho un servizio di cottura per dieci appalti, ne acquisisco degli altri, devo, in ogni caso (perché non posso fare le stesse cose con gli stessi addetti del reparto cottura), acquisirne degli altri. E perché non acquisisco quelli precedentemente occupati? Perché non c'è la clausola. Ma non perché io non voglia quelli in particolare; io non voglio quelli, perché non voglio applicare il Contratto Collettivo. Questo è il punto. Allora, è su questo che una Città, come Torino, secondo me, deve confrontarsi e deve anche interrogarsi. Chiare le giustificazioni, riprendo quello che ha detto il Consigliere Centillo che non solo su questo bando, ma dobbiamo fare un confronto più ampio su tutti i bandi e, secondo me, va approfondito anche in Commissione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Rispetto agli interventi dei Consiglieri, aggiungo ancora due dati. Come prima cosa chiederei all'Assessorato e al Presidente Cassiani di avvertire le due società, Ladisa e il raggruppamento temporaneo d'impresa Camst-Eutourist, che, nelle prossime settimane (senza indicare quali saranno i giorni), finché non si saranno risolti i problemi, le Commissioni (siccome credo abbiano il diritto e il dovere di controllo) andranno a fare i sopralluoghi nei centri di cottura e nei centri di smistamento. Come ha fatto oggi giustamente l'Assessore, noi nelle prossime settimane dobbiamo andare a vedere che cosa non ha funzionato e credo che, tra tutte le parole che ci siamo detti - lo diceva prima il Consigliera Centillo, ma implicitamente anche l'Assessore -, la prima parola dovrà essere "scusa". Ci fosse stato anche solo un problema relativo ad un bambino che non ha ricevuto il suo pasto speciale per la sua dieta specifica, quelle scuse vanno fatte. Poi, è giusto ricondurre tutto ai numeri, a dire che un periodo di rodaggio porta anche questo tipo di situazioni, ma il compito della politica non è né minimizzare, e questo oggi non mi pare che l'abbiamo fatto, né - però lo dico al Consigliere Appendino - drammatizzare. Fra le funzioni dell'opposizione ci sta anche quella di mischiare cose che non vanno mischiate, però un conto è quando un Comitato di genitori, giustamente, ci dice che stiamo per aumentare le tariffe proprio mentre ci sono queste disfunzioni. Loro fanno il loro legittimo dovere, cioè di cittadini, di consumatori, di responsabili. Devo dire la verità: chiedere di non votare le tariffe, è un po' un bluff, secondo me, che non regge, perché - come dicevano alcuni Consiglieri e lo diceva lo stesso Capogruppo Curto - oggi bloccare le tariffe, mentre c'è già il servizio in corso, vuole dire rimandare l'oggetto di discussione, cioè quanto costa questo servizio? Seconda cosa. Io credo che ci sia un'altra scusa che dobbiamo dare ai cittadini, perché queste discussioni anche sui bandi si devono fare nei momenti giusti. Questo bando è di dicembre; l'abbiamo apprezzato per la sua filiera per la prima volta corta, per il fatto che utilizza produttori locali, la riduzione dell'impronta ecologica, ma non solo, il borsellino elettronico, l'idea in qualche modo di riscoprire anche un certo valore dell'educazione alimentare, che è l'oggetto di discussione. Altro che panini e non panini. Vorrei che, però, come abbiamo fatto in altre Commissioni, questi bandi vengano valutati. C'è il Presidente di V Commissione qui davanti, io credo che sia disponibilissimo a riapprofondire questo oggetto. Come spesso abbiamo fatto, se ci sono delle clausole sociali che non sono andate fino in fondo, dove c'erano indirizzi politici, valuteremo, e credo che ci debba essere la possibilità di un'interlocuzione con quei lavoratori, anzi, magari è ancora possibile recuperare alcune vicende. Devo dire, però, la verità; questa discussione ci dice un'altra cosa. La prima; secondo me, più lotti si fanno e più c'è garanzia che, in qualche modo, anche alcune disfunzioni si presentino. Questa è la mia opinione. Poi, vedremo se diventerà una linea di indirizzo. La seconda. Capisco che ognuno abbia la sua opinione; per intenderci, nella valutazione tecnica si parlava del fagiolino congelato, poi vaporizzato che deve stare fra i quattro e... Ognuno ha la sua opinione (se è troppo freddo, o al contrario), però possiamo dirci che, oltre gli audit, esistono le customer satisfaction? Possiamo evitare che tutta la discussione avvenga solo sulla e-mail? Oltre a ringraziare questi cittadini, possiamo dirci che noi, ormai, siamo in grado di dire qual è la qualità? Perché, altrimenti, per quale motivo facciamo i Comitati paritetici, o le Commissioni Mense? Noi dobbiamo responsabilizzare tutti i nostri genitori che vanno nelle nostre scuole, gli audit che facciamo e le customer satisfaction, per dire che quel servizio è buono. Guardate, io conosco l'Assessore Pellerino da anni; io so che lei ha trasformato un sistema di mense scadenti nella ristorazione universitaria facendole diventare i più grandi ristoranti di grande distribuzione che abbiamo in Piemonte. Molti Consiglieri dell'Amministrazione, come il Consigliere Magliano, sanno benissimo quanti premi abbiamo vinto. Allora, senza arrivare alle contraddizioni che ci sono... Il Consigliere Curto ha ragione, cioè non si può fare tutto senza soldi: se chiedi la filiera corta, chiedi i trasporti ecologici, oggettivamente costa. Credo che, però, anche per il servizio educativo che abbiamo in città, dobbiamo arrivare a quei livelli qualitativi. Su questo, chiudo, visto che sulle tariffe credo che non riapriremo la discussione. Certo, dovevamo arrivare prima e dovevamo evitare di discutere di queste tariffe a settembre, con le mense già in corso. Questo lo dico al Sindaco. Questo tipo di discussione che viene fatta assieme al Bilancio, in Giunta, deve essere fatta a marzo o a febbraio, per poter far sì che queste cose siano collegate, perché i cittadini sempre di più ci chiederanno come mai aumentiamo le tariffe e, poi, magari, ci sono i disservizi. Se, invece, magari fra due mesi, vedremo che il servizio è anche aumentato di qualità, forse sarà, in qualche modo, più comprensibile. Ciò non toglie - e questo dobbiamo dirlo a tutti - che quelle deliberazioni le abbiamo cambiate in meglio e abbiamo evitato aumenti del 70% in questi due anni sulle prime fasce, riducendoli a quelli che sono poi gli aumenti Istat. Questo abbiamo fatto. L'abbiamo fatto dove era possibile, cioè spiegando anche alle fasce più alte che si poteva entrare dentro un concetto più semplice, quello che ha detto l'Assessore: se tutto di fatto cuba il 79% della copertura, vuol dire che non è vero che abbiamo chiesto di più ai cittadini; vuol dire che quelli delle ultime fasce hanno pagato un po' di più anche per le prime e quelle delle prime sono state aumentate solo dell'Istat. L'abbiamo potuto fare dovunque? No, purtroppo sui nidi non l'abbiamo potuto fare, anche perché l'ultima fascia non è così grande come le ultime della scuole primarie e delle scuole dell'infanzia. Diciamoci che l'obiettivo per il futuro è evitare che i nidi abbiano ulteriori aumenti, soprattutto per le prime fasce, perché questo già oggi è difficilmente accettabile in un momento di crisi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Qualcuno ha detto che oggi la discussione finisce; la discussione comincia. Sulle mense non finisce e così in tutte le altre Città, comprese le Città in cui la tariffa è 40% inferiore a quella di Torino. Mi sembra che già a Milano, senza andare troppo lontano, sia inferiore. Discuteremo all'infinito. Oggi sento interventi molto comprensivi - e sono contento - da parte del Consigliere Grimaldi (non sempre è stato così in passato). Siamo di fronte - diciamocelo - a singole proteste che, a seconda del momento politico, vengono poi... Io ho ricevuto una cinquantina di e-mail in questi giorni; non mi hanno intasato la posta, però, avendo tempo (ero ad un congresso), me ne sono lette alcune. Leggendole, c'è uno spaccato di come... Siccome, a differenza di altre volte, l'avevano fatta a ciclostile, ognuno ha messo il suo commento e devo dire che la metà di chi ha scritto non è molto informata di cosa succede ai suoi figli e di cosa succede a scuola. Ma è normale. D'altra parte, ricordiamoci sempre che i nostri figli (chiunque di noi ha avuto figli più piccoli, o li ha) a scuola fanno cinque pasti dei quattordici principali. Mia figlia alle elementari faceva il rientro, erano in pochi e non ho mai capito perché non potesse stare a scuola con il panino, ma doveva tornare a casa e rientrare, perché in mensa non si può stare per qualche motivo vario. Dopodiché, isolata, non isolata, pazienza. All'asilo ha mangiato senza problemi. Alle medie, metà delle volte non le piaceva qualcosa e non mangiava. Risposta: mangia quello che vuoi, tanto poi, quando esci, alle quattro o alle tre... Anzi, le peggiori schifezze venivano fornite non tanto da mia moglie, ma dalle altre madri in fila nei locali, o nei posti in giro. Alla sera mangiava. Credo che pensare che le mense del Comune di Torino siano il posto in cui si faccia cultura, educazione alimentare, tutto il resto, eccetera, sia sbagliato. Io credo che il modello - possiamo evitare nelle scuole più basse - anglosassone, dove c'è una mensa con prezzi calmierati e bassi e ognuno si compra cosa vuole... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prevalentemente, nelle scuole fanno così, non è così fuori dal mondo, nel senso che, alla fine, c'è anche una libertà di educazione delle famiglie. Per il resto, le singole disfunzioni sono singole disfunzioni, non è che sono disfunzioni per cui è arrivato questo... Capiteranno ancora, qualunque sia il modello. Per chi, come me, ha partecipato all'indagine degli anni Novanta, che spero non si faccia più, sul modo con cui si mettevano d'accordo i vari Gruppi, all'epoca la Commissione d'inchiesta fece... Cioè, diventarono tutti esperti di tutto per quanto riguarda la questione. Alla fine, credo che un po' di fiducia nell'operato dell'Assessore... anche se a me la filiera corta piace poco, il prezzo di 7,00 Euro mi sembra eccessivo, però è quello che abbiamo. Non è quello il punto. Quello che però chiedo, e lo chiedo ancora una volta, è la massima trasparenza. Guardando il sito del Comune di Torino, non capisco perché nell'informazione alle famiglie e ai cittadini non si dica, uno, il numero di persone per ogni fascia, perché, se si leggono le tabelle, sembrano praticamente equivalenti (la prima, la seconda, l'ultima fascia), in realtà sono completamente differenti. E anche chi a casa la sera vuole farsi due conti davanti al televisore, almeno ha i dati. Due; possiamo far capire un concetto molto semplice, che non è un prezzo che aumenta, ma è uno sconto che la Città fa, una riduzione della tariffa massima alle fasce più deboli e che è pagato dalla collettività? Un concetto di solidarietà sta proprio nel momento in cui è chiaro che la collettività, tutti, con le tasse che paghiamo, garantiamo certi servizi ad altre fasce, perché, altrimenti, si rischia davvero che chi ha più sconto percepisce di meno di avere uno sconto, o comunque di avere un servizio da parte della collettività e, alla fine, si abbandona tutto quanto in una situazione così. Credo che su questo occorra fare la massima trasparenza e non capisco perché le nostre tabelle e le nostre informazioni siano sempre monche. Cominciamo a darle, poi si fa una scelta. Gli esenti sono il 2%? Non compaiono mai in nessuna tabella. Sembra sia un segreto dover dire che in questa città alcune centinaia, probabilmente migliaia, di famiglie sono esentate dal pagamento della mensa per le più diverse ragioni. La fascia più bassa ha il 75-80% di sconto? Io non ho difficoltà a portarlo al 90%, ricalibrando le altre fasce. Sia chiaro questo concetto, perché, altrimenti, si finisce per andare a discutere sull'Euro di aumento e sull'adeguamento Istat senza cogliere il punto fondamentale, cioè se dobbiamo aiutare o, comunque, in qualche modo, rendere questo meno pesante per alcune fasce sociali. Questo sia chiaro. Ma dev'essere altrettanto chiaro che quei soldi vengono dalla collettività, non da qualche Ente superiore e astratto che ce li fa avere in qualche modo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. VIALE Silvio Quindi, sono molto pessimista, perché la discussione di oggi, che è la ripetizione di quella fatta due settimane fa o la settimana scorsa sulla deliberazione, non finirà qui e la ripeteremo la prossima volta, quando i due giornali cittadini cominceranno a riportare un po' di lettere e qualcheduno a fare interpellanze in Consiglio Comunale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Al termine di questa discussione viene fuori che almeno parte della maggioranza ha poche idee e pure molto confuse. Per esempio, il Consigliere Grimaldi, perché il suo Capogruppo diceva anche pubblicamente di sospendere la deliberazione. Quindi, credo che sia il caso che l'Assessore si confronti con il Gruppo di SEL, a cui dice - come richiama nel suo intervento - di essere iscritta o di rappresentare, perché metà del suo Gruppo dice di rimandare la deliberazione e metà dice che bisogna continuare. Quindi, prima di dire che rappresenta un Gruppo, si confronti, perché pare che ci sia molta confusione all'interno della sua formazione politica. Quello che poi sarà il voto successivo anche sulla mozione, credo che a questo punto non ci sia più bisogno neanche di secretare quelli che sono i voti, perché il voto ormai è palese, come lo è la sfiducia da parte di questa maggioranza, perché quando la forza che la rappresenta, Assessore, dichiara che non voterà questa deliberazione è un chiaro segno che l'appoggio a quello che è il suo operato viene a mancare. Quindi, probabilmente, non arrivi neanche a quella mozione - questo è un consiglio che le do -, se vuole rimanere iscritta a questo Gruppo, che non la sostiene più, perché non le vota più le deliberazioni e, probabilmente, le mozioni di sfiducia le vota per vincoli di maggioranza, quindi, per rimanere in piedi dentro un determinato contesto, vota per non farla decadere, ma le sue deliberazioni chiaramente non sono più supportate. Su questo, facciamoci delle domande anche per quello che sarà il futuro, anche perché il mio punto di vista è che lei è ancora in Giunta per approvare provvedimenti impopolari come questi. Magari, ci troveremo il prossimo anno ad avere di nuovo provvedimenti impattanti sulla vita dei bambini, come è successo l'anno scorso e come succede anche quest'anno, e sarà di nuovo lei a doverli proporre. Quindi, faccia un piccolo check all'interno della sua formazione politica che si vanta di rappresentare. Poi, sul merito, bisogna stare attenti a quello che si fa, perché non tutti possono permettersi anche magari soltanto uno o 2,00 Euro di differenza. Quindi, chiaramente, l'ho dichiarato più di una volta, sono contrario; anche noi abbiamo prodotto dell'ostruzionismo, perché questa deliberazione è da fermare, da rivedere e tanto ormai il servizio è partito. Io però ci tengo a farle una domanda, Assessore, perché sono curioso. Vorrei sapere se lei difende ancora, nel suo ruolo di avvocato, la Coldiretti. Avevo trovato addirittura delle Ansa su Internet, quindi su Google, dove lei era legale rappresentante della Coldiretti, e la Coldiretti mi pare che sia chi produce la filiera corta e chi vende poi direttamente alcuni alimenti alle aziende che poi li distribuiscono. Quindi, io adesso vorrei capire - ma, se non mi risponde adesso, faremo un question time la prossima settimana - quali siano anche i nessi, perché, purtroppo - ma non è niente di personale - a vivere in questo Palazzo... cioè si fa peccato a pensar male, ma quasi sempre ci si azzecca; visti quelli che sono stati i precedenti, tutte le volte che abbiamo provato ad infilare le mani da qualche parte e a tirare fuori qualcosa, c'è sempre stato qualcosa di torbido. Le leggo l'Ansa del 30 giugno 2011, "avvocato di Parte Civile per Coldiretti". Chiaramente, siamo qualche anno indietro, però io lecitamente le chiedo se lei rappresenta ancora o ha ancora dei mandati o degli incarichi per Coldiretti, perché la cosa, da amministratore di questa Città, m'imbarazzerebbe un sacco. Su quella che poi è l'attività a mezzo servizio di questa Giunta, che, dal mio punto di vista, purtroppo, in più occasioni si ripropone, ne parleremo e cercheremo di aprire una parentesi politica diversa, perché, secondo me, un Assessore della Città di Torino, chiunque sia, che lavora part-time, e io so che ci sono Assessori che continuano a fare il loro lavoro anche in maniera continuativa e dovrebbero avere il buon gusto di fermarsi, ma semplicemente perché è importante, in un momento delicato come questo, che si sia rivolti esclusivamente nel ruolo, chi ricopre questo tipo di incarichi, di poter dare il 100% delle sue giornate alla risoluzione dei problemi, che sono tanti, di questa Città. Quindi, io direi se può darmi delle risposte, ben vengano. La sfiducia ormai è palese, a questo punto io mi auguro che questa Assemblea respinga in toto quello che è il suo provvedimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sono conclusi gli interventi. Ricordo di cercare di rimanere sempre sul merito dell'oggetto della comunicazione. La parola all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Io ringrazio tutti i Consiglieri che sono intervenuti, apportando alla discussione utili contributi. Non mi sento, né a titolo personale né tanto meno per il ruolo che rivesto, di considerare utile alla discussione le affermazioni, che forse volevano essere infamanti - e mi riservo di verificare se non siano diffamatorie - che il Consigliere Ricca, rappresentante della Lega Nord, oggi ha appena finito di riferire. L'Ansa a cui si riferisce... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). M faccia finire, così le do la risposta e magari vede se è necessario poi ancora fare qualche precisazione. Può darsi che ci sia quest'Ansa, io sono stata difensore di Parte Civile non solo di Coldiretti, di tutte le associazioni agricole del Piemonte, la CIA, la Confagricoltura, l'Associazione Regionale Produttori Latte, Confcooperative, Piemonte Latte e una serie di altre singole cooperative nel processo delle quote latte che ho anche vinto. Quest'Ansa a cui lei fa riferimento, nel momento in cui abbiamo poi fatto il procedimento di appello e io ho continuato a rappresentare queste Parti Civili, ripeto, non solo Coldiretti, ma tutte le associazioni agricole del Piemonte, avevamo criticato politicamente la decisione della Regione Piemonte che si ritirava dalla costituzione di Parte Civile. Con ciò danneggiando tutti i cittadini piemontesi e non mi stupisce - scusate Consiglieri se scendiamo un attimo su questo argomento, che evidentemente non riguarda prettamente l'argomento - che questa osservazione venga dal Consigliere della Lega Nord, posto che questo processo in cui io sono stata Parte Civile, ha portato alla condanna di noti esponenti politici della Lega Nord. E questo direi che è sotto gli occhi di tutti. Io partirei intanto col dare rassicurazioni a tutti coloro che sono intervenuti... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia! PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Oggi non sono state, e direi non solo oggi, ma - come dicevo prima - né venerdì, né oggi sono pervenute altre segnalazioni per quanto riguarda il pre-obbligo e l'obbligo primarie; sulle medie, dove la ristorazione è iniziata oggi, non sono pervenute delle segnalazioni, naturalmente vanno avanti anche i nostri audit, pertanto io ritengo che le disfunzioni e i disservizi siano rientrati. Anch'io ritengo, così come è stato detto da qualche intervento, in particolare ricordo l'intervento del Consigliere Centillo, che invece il momento della fruizione del pasto nelle scuole sia un momento educativo imprescindibile. E tanto lo credo che, l'anno scorso, abbiamo proposto alle scuole, e lo ripeteremo quest'anno, un corso di educazione all'alimentazione sostenibile. Tra l'altro, è un corso che ha come titolo "Il menu l'ho fatto io", proprio perché si propone di andare a lavorare in quelle scuole dove c'era un più scarso gradimento da parte dei bimbi delle ricette proposte, per creare anche la consapevolezza nei bambini e nelle bambine di quello che sta dietro al cibo, che poi viene loro servito. Per quanto riguarda la prenotazione digitale del pasto, andrà proprio, e anche qui mi riallaccio ad un'osservazione del Consigliere Centillo, nella direzione di diminuire quei costi indiretti e anche di poter recuperare delle risorse che ci consentano di fare un controllo sempre più puntuale rispetto alle dichiarazioni ISEE, in modo che non ci siano evasioni e anche questo ci consenta di andare a far pagare il giusto secondo quella che è la propria capacità di partecipazione al costo del servizio. Per quanto riguarda l'aspetto dello sconto del 10%, voglio rassicurare - anche proprio perché abbiamo cittadine e cittadini presenti - che questa Giunta ha deciso, credo se non dal primo giorno, ma almeno subito dopo il proprio insediamento, credo di ricordare qualche mese, di non fare più gare al massimo ribasso. Infatti, anche questa non è una gara al massimo ribasso, è una gara che si fonda sull'offerta economicamente più vantaggiosa. Vale a dire una gara che si fonda su quello che è il progetto. È vero quello che ricordava il Consigliere Curto, ancorché il capitolato non l'abbia scritto io, ma certo non mi trincero dietro questa cosa, cioè che trenta punti vengono assegnati sulla base del progetto e settanta sull'offerta economica. Questo capita perché noi abbiamo un capitolato prescrittivo, cioè non abbiamo detto alle aziende: "Se ci date la filiera corta, allora vi daremo tot punti, oppure se usate prodotti DOP...", abbiamo prescritto in modo preciso tutti quelli che erano i prodotti. C'è un allegato che riguarda proprio le caratteristiche merceologiche. Quindi, questa parte prescrittiva del capitolato, più quella riservata all'offerta con i punteggi che vanno a premiare il progetto, è quella che poi determina la qualità del servizio. Il fatto che ci sia stato lo sconto, io me lo spiego in questo modo, perché voglio anche qui precisare che i lotti che sono stati messi a bando sono otto, quindi non c'era un unico lotto o due lotti; i lotti erano otto, ma per Legge mi risulta che un'impresa possa partecipare a più lotti, come è stato in questo caso. Alla fine, noi abbiamo due operatori che lavorano in ATI e, invece, un altro operatore che ha vinto per un altro lotto di gara. Io lo sconto me lo spiego in questo modo, anche se noi abbiamo chiesto di più e non è che stiamo ottenendo di meno perché abbiamo chiesto troppo. Anzi, io credo proprio che bisogna anche andare, non solo per alzare la qualità, ma proprio per quelli che sono i normali meccanismi di contrattazione, a chiedere un servizio che sia di qualità per cercare di ottenerlo a prezzi che sono sostenibili. Il mondo economico, e non solo, ma qui ovviamente facciamo riferimento a quello, e le opportunità imprenditoriali nel nostro Paese, e sicuramente anche nel nostro territorio, sono diminuite enormemente. Cinque anni fa, quando è stato varato l'altro capitolato, vivevamo in un altro mondo dal punto di vista economico, quindi è ben possibile che là ci sia stato uno sconto dell'1% o 2% - io questo non lo so, perché non c'ero - e oggi ci sia uno sconto del 10%. Però credo che tutti possiamo riconoscere, se leggiamo le tabelle merceologiche, che c'è stato un aumento della qualità nella richiesta. Quanto all'aspetto, invece, del lavoro, cioè del contratto applicato, a me quello che risulta, e non ho alcun elemento e alcuna evidenza di segno diverso (se ci sono dei rappresentanti sindacali che intendono interloquire - l'ho già detto prima - siamo disponibili ovviamente ad un confronto), però almeno a me personalmente nessuno ha mai portato questo tipo di problema, cioè che sarebbe stato applicato un contratto di tipo diverso. Noi abbiamo scritto Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro ed è stato applicato non il multiservizi, quelli che molti, in modo un po' pirata... quelli che hanno anche ispirato il registra Ken Loach - e non faccio altri riferimenti -, noi non abbiamo questo contratto; nell'assorbimento del personale di queste seicento persone che sono state assorbite, come da nostra richiesta, è stato applicato il contratto turismo e pubblici servizi. Quindi, lo stesso contratto che queste persone avevano prima con l'altro operatore. Ben può essere capitata la storia a cui il Consigliere Curto faceva riferimento di questa signora Teresa, almeno così mi sono annotata, perché anch'io poi ho cercato di comprendere come negli altri appalti era accaduto che anche il personale dei centri di cottura fosse passato al nuovo appaltatore. È accaduto, perché evidentemente, intanto, ci sono state diverse cessioni di ramo d'azienda all'interno del comparto alimentare e quindi ben può essere che, attraverso queste cessioni, questa persona - ovviamente bisognerà verificare la singola storia - sia passata per cinque diversi datori di lavoro. È però un fatto che, al di là della disponibilità che c'è stata da parte della nuova ditta di assumere alcuni di coloro che erano stati... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A me risulta ne siano stati assunti undici, dati di oggi, e sette, otto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, attenzione, undici da Ladisa e sette, otto dalla Camst. Queste dalle informazioni che ho io; ovviamente, sono informazioni che mi arrivano dagli Uffici e siamo disponibilissimi a discuterle. Certo, il ragionamento del Consigliere Onofri è molto consequenziale e direi che non fa una grinza. Il punto, però, è che queste aziende che subentrano e che avevano già degli altri appalti erano già nostre fornitrici, avevano quindi già dei centri di cottura in cui rifornivano la Città, per quanto riguarda il servizio di ristorazione scolastica. E mi risulta, sempre dalle informazioni che ho assunto (anche perché ovviamente su questo non ho condotto io un'istruttoria), che abbiano perso altri appalti, quindi avrebbero dovuto, per assorbire i lavoratori dei centri di Compass, licenziare i loro dipendenti. Però, come ho detto prima, noi siamo naturalmente disponibili ad una verifica e ad un incontro con le forze sindacali. Anzi, se l'avessi saputo prima, me ne sarei occupata. C'è stato questo Tavolo presso l'Assessorato al Lavoro, ma poi non abbiamo avuto, almeno per quanto mi riguarda, altre rappresentazioni di aspetti problematici lì. Per quanto riguarda le contestazioni e la risposta a quello che veniva dal Consigliere Tronzano e da parte di altri Consiglieri dell'opposizione, sono assolutamente d'accordo intanto sul fatto che ogni singola contestazione e ogni singola segnalazione debba trovare una risposta soggettiva, perché io credo fortemente nel fatto che il rapporto con la Pubblica Amministrazione da parte dei cittadini debba avvenire in modo da far sentire il cittadino protagonista. Infatti, è proprio quello che noi abbiamo fatto, cioè abbiamo risposto singolarmente, non soltanto con delle scuse formali, ma ovviamente rimborsando il pasto, e ci mancherebbe altro. Stiamo valutando quali siano state effettivamente le ragioni che hanno portato a questi disservizi. Però, devo anche dire che noi abbiamo iniziato il servizio lunedì e questo tipo di disfunzione è cessata il venerdì, quindi sostanzialmente in tre, quattro giorni il disagio è venuto meno. Questo ci fa dire che non ci sono - come dicevo prima - dei problemi strutturali. È ovvio che terremo la situazione sotto controllo. È ovvio che alle aziende sono state fatte le contestazioni che era necessario fare, affinché subissero le conseguenze sanzionatorie del loro cattivo operato. Certamente, gli Uffici, il Direttore e il Dirigente stanno valutando, caso per caso, che cosa ha determinato il disservizio, che però ha avuto quelle proporzioni che prima dicevo. Io spero di aver risposto, sia pure velocemente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché il numero dei pasti non è corretto, perché il numero dei pasti non è, come diceva lei, nove milioni, eccetera, ma è otto milioni e mezzo, quindi quel conto che lei faceva, Consigliere, non era... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, sono otto milioni e mezzo all'anno, poi però ci sono una serie di variabili, le merende, eccetera. Poi, semmai, questo può essere oggetto di un approfondimento anche in Commissione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per fatto personale, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Riguardo alle accuse infamanti, guardate, la ricerca è stata velocissima, basta digitare su Google un paio di nomi e viene fuori che lei, Assessore, è stata nel Comitato dei probiviri della Coldiretti, quindi probabilmente non c'è niente di male a dire la verità; anziché offendersi, può tranquillamente rispondere che è vero. Poi, reitero la richiesta di scegliere se fare l'Assessore o l'avvocato, perché in questo momento c'è bisogno o che uno faccia l'Assessore o che uno faccia l'avvocato, perché sappiamo perfettamente che continua ad esercitare il suo mestiere da avvocato, per esempio, difendendo il Vicepresidente del Consiglio Regionale o il Presidente del Gruppo Regionale di SEL per determinate cose... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, resti sul tema. RICCA Fabrizio Sindaco, se è a mezzo servizio, almeno diamogli mezzo stipendio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio naturalmente tutti i Consiglieri per questa discussione, che è una discussione importante, perché riguarda i servizi educativi della Città e il loro funzionamento. Voglio ricordare che, da sempre, per noi, per questa Amministrazione e per tutte le precedenti Amministrazioni, l'infanzia è sempre stata, e quindi i servizi dedicati all'infanzia, sono sempre stati una priorità. Una priorità perseguita con grande determinazione via via nel tempo in questa nostra Città, dove sono nate esperienze che poi sono diventate esperienze nazionali, che si sono generalizzate in tutto il Paese. Ricordo che la scuola a tempo pieno nacque in questa Città alla metà degli anni Sessanta per iniziativa di una personalità significativa di questa Città, che è stata anche seduta per molti anni tra questi banchi, che era l'Assessore Gianni Dolino, allora preside della scuola Casati. Ricordo che il Movimento di cooperazione educativa, che è un movimento poi ha assunto dimensione nazionale, è nato a Torino e ha avuto tra i suoi esponenti più significativi un altro uomo, che poi è stato seduto su questi banchi, che è l'ex Assessore Fiorenzo Alfieri. Ricordo che, a conferma di questo impegno sull'infanzia, Torino è una delle Città in Italia che vanta il più alto numero di bambini che frequentano gli asili nido: trentasette bambini su cento, rispetto ad una media nazionale di undici su cento e rispetto ad una media nel Nord Italia, dove il servizio è più sviluppato, che è di ventidue su cento, noi siamo trentasette su cento, e che disponiamo di una struttura di servizi educativi fatta di ottantatré scuole materne, cinquantaquattro asili nido, i Laboratori ITER e una serie di altre istituzioni educative che fanno sì che Torino sia considerata in Italia una delle Città che più dedica al tema dell'infanzia attenzione e molte delle esperienze che noi qui realizziamo sono esperienze che vengono assunte come punto di riferimento nel dibattito culturale, politico ed istituzionale del nostro Paese quando si parla di servizi per l'infanzia e l'adolescenza. Richiamo tutto questo, che, peraltro, ai Consiglieri presumo sia noto, perché io credo che non corrisponda al vero e sia una rappresentazione deformata quella che si è data del nostro impegno sull'infanzia in questa Città, sia in occasione dell'affidamento di nove asili nido a strutture di impresa sociale e sia in questi giorni nel dibattito sulle mense. Poi verrò anche ai problemi che si sono appalesati, ma quello che non si può fare è ignorare o negare quello che è un impegno e uno sforzo che costantemente questa Città ha dedicato all'infanzia, intende continuare a dedicarlo, e rappresenta una priorità nell'azione di governo e di amministrazione della nostra Città. Ancora a conferma di questo, poi vengo alla questione delle mense, ricordo che in questi due anni, e ancora in questi mesi, noi abbiamo assunto una serie di iniziative che rafforzano questo nostro impegno sull'infanzia. Noi a metà ottobre inaugureremo un nuovo asilo nido; un altro nido è in corso di realizzazione nell'ex area Incet; abbiamo esteso l'apertura delle ludoteche anche al mattino; abbiamo previsto un piano di assunzioni per la scuola dell'infanzia sia per ciò che riguarda il personale insegnante, sia per ciò che riguarda il personale di assistenza educativa; abbiamo attivato e avviato una serie di percorsi relativi all'attività di orientamento scolastico; abbiamo introdotto il borsellino elettronico per facilitare il pagamento alle famiglie con minori costi rispetto al metodo tradizionale e un po' antiquato dei bollettini postali; abbiamo attuato, con il nuovo sistema delle mense, la prenotazione digitale dei pasti; stiamo consolidando i programmi di educazione alla mobilità scolastica sostenibile e via di questo passo. Cioè, tutti atti, tutte politiche, tutte azioni che vanno nella direzione di rafforzare l'impegno della nostra Città nei confronti dell'infanzia e dei servizi educativi. E io credo che di tutto questo vada dato merito all'Assessore Pellerino, perché tutte queste azioni politiche, che io qui ho ricordato, sono state promosse e sono quotidianamente messe in essere dall'Assessore Pellerino. Venendo alla questione delle mense, il dibattito ha già reso evidente due aspetti. Il primo: noi abbiamo avviato una nuova modalità di somministrazione delle refezioni dei pasti nelle nostre strutture dell'infanzia, fondata sulla filiera corta, sul cibo fresco e su una serie di altri criteri di qualità e di salubrità. Io credo che questa sia un'altra cosa che dovrebbe essere riconosciuta. Si è cambiato il sistema per cambiarlo in meglio. Non si è cambiato il sistema soltanto sulla base di una valutazione dei costi dei servizi che noi offriamo, ma in primo luogo sulla base dell'obiettivo di offrire ai ragazzi e ai bambini, che fruiscono dei nostri servizi di refezione, un cibo e un pasto di migliore qualità, che corrispondesse maggiormente al loro benessere e alla loro salubrità. È evidente che, nel momento in cui si adotta un nuovo sistema, nella sua implementazione possono avvenire, soprattutto nelle prime settimane, anche delle disfunzioni, dei ritardi o dei problemi. Li abbiamo riconosciuti, li ha riconosciuti per primo l'Assessore. Non abbiamo negato che nei primi giorni, in alcune scuole, in alcune nostre strutture si siano prodotti dei problemi; tuttavia, io credo che questi problemi vadano circoscritti in termini quantitativi e in termini temporali. Nella stragrande maggioranza delle nostre strutture il nuovo sistema è stato introdotto senza produrre contraddizioni, ritardi o problemi. È già stato riferito, in termini quantitativi, dall'Assessore Pellerino che l'insieme delle segnalazioni che noi abbiamo avuto riguarda circa 25 istituti, 25 scuole, su un complesso molto più ampio di istituti ai quali abbiamo fornito la refezione. In particolare, abbiamo avuto segnalazioni di disfunzioni in 25 mense sulle 380 che sono oggetto quotidianamente del servizio. Mi pare che le due cifre dicano come, nella stragrande maggioranza delle nostre strutture, problemi non ce ne sono stati. Laddove ce ne sono stati, si è cercato di intervenire tempestivamente per porre rimedio, abbiamo sollecitato le imprese ad onorare tutti gli impegni che i capitolati prevedevano. Naturalmente ci siamo anche scusati - io non ho alcuna difficoltà a farlo qui - con le famiglie che hanno dovuto subire questi disagi, evidenziando però che i disagi, appunto, erano legati e sono legati essenzialmente all'attivazione di un nuovo sistema. Stiamo lavorando affinché - come è giusto che sia - tutti i problemi che si sono manifestati, possano essere appianati e in ogni mensa ci sia l'erogazione del servizio secondo le modalità migliori e con assoluta tutela dei diritti dei bambini e delle loro esigenze. Per quanto riguarda la questione relativa alla clausola sociale, l'Assessore Pellerino ha già dichiarato che, in realtà, noi abbiamo previsto nei capitolati d'appalto un riferimento preciso alla necessità di garantire continuità occupazionale ai lavoratori, anche nel cambio del soggetto erogatore del servizio. In ogni caso, raccogliendo la sollecitazione venuta dal dibattito, su questo faremo le ulteriori verifiche, perché è chiaro che siamo tutti assolutamente consapevoli e sensibili alla necessità di garantire che nessuno possa soffrire, nel proprio posto di lavoro, per il fatto che noi abbiamo cambiato il soggetto erogatore. Mi sia infine permesso di fare una considerazione relativa alle tariffe, perché in queste settimane io ho letto sui giornali, e ho avuto modo di constatare in altri momenti di dibattito espressioni che, se riferite alla dimensione quantitativa dell'adeguamento che le tariffe hanno subito, appaiono francamente enfatiche. Nelle fasce di reddito tra 0,00 Euro e 15.000,00 Euro, secondo il criterio ISEE, che sono le fasce quindi da tutelare maggiormente, gli incrementi sono i seguenti: per il nido d'infanzia, iscrizione annuale, l'incremento per la fascia tra 0,00 Euro e 15.000,00 Euro è di 5,00-8,00 Euro/anno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La scuola d'infanzia, i nidi d'infanzia. 5,00-8,00 Euro, diviso il numero dei mesi in cui viene erogato il servizio, significa che l'aumento è stato tra 0,50 Euro e 0,80 Euro al mese, cioè meno di 1,00 Euro al mese. Che questo rappresenti un aumento che mette le famiglie nella condizione di non poter sostenere questo incremento, francamente è un'affermazione enfatica. Poi arrivo alle altre. Per la ristorazione nella scuola dell'infanzia, l'incremento per i redditi tra 0,00 Euro e 15.000,00 Euro sta tra 5,00 e 10,00 Euro/mese, il che significa un incremento tra 0,22 Euro e 0,45 Euro al giorno. Anche qui chiedo, per favore, che si abbia equilibrio nel valutare la misura, la dimensione monetaria e il giudizio su questi aumenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma siccome c'è tutta un'enfasi terribile... Terzo aspetto. Sempre per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, l'iscrizione per i redditi tra 0,00 Euro e 15.000,00 Euro ha subito un incremento che varia tra 2,00 Euro e 8,00 Euro/anno, cioè un incremento al mese tra 0,20 Euro e 0,80 Euro. Per quello che riguarda la ristorazione nella scuola primaria, l'incremento per i redditi tra 0,00 Euro e 15.000,00 Euro varia tra 2,00 Euro e 10,00 Euro/mese, quindi un aumento tra 0,10 Euro e 0,50 Euro al giorno. La matematica non è un'opinione: basta fare delle divisioni e vengono fuori queste cifre. Se la matematica non è un'opinione e le cifre sono queste, io dico che gli adeguamenti tariffari che abbiamo fatto sono adeguamenti minimi, perché ci siamo preoccupati di fare in modo che gli adeguamenti tariffari gravassero il meno possibile sui redditi, ovviamente a partire dai redditi delle fasce più basse. Quindi, io chiederei che proprio sulla base di cifre e non di opinioni, ci fosse, anche su questo, un giudizio più equilibrato e meno allarmistico. Detto questo, io vi confermo che è assoluta priorità per la nostra Amministrazione dare ai Servizi Educativi e a tutto ciò che ruota intorno ai Servizi Educativi, comprese le attività di ristorazione, il massimo dell'attenzione per garantire di erogare ai bambini e alle loro famiglie servizi di migliore qualità, e quindi opereremo ogni giorno per questo obiettivo e, qualora si appalesassero, via via, problemi o ostacoli, naturalmente interverremo tempestivamente per rimuoverli e risolverli. |