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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco relativamente alla richiesta di comunicazioni, presentata dal Consigliere Ricca, sull'incontro tenutosi con i Governatori di Piemonte e Lombardia in merito al possibile passaggio di GTT a Trenord. SINDACO Rispondo volentieri a questa richiesta di comunicazioni, anche se i termini non sono esattamente quelli evocati nella richiesta. Giovedì scorso, essendo il Presidente della Lombardia, Maroni, a Torino per partecipare ad un convegno, mi è stato chiesto un incontro da parte del Presidente Maroni e del Presidente Cota, che si è svolto nella giornata stessa, avente per oggetto un confronto ed uno scambio di opinioni sull'organizzazione del sistema della mobilità e dei trasporti nelle grandi Aree Metropolitane. In quell'incontro mi è stato spiegato che tra la Regione Lombardia e la Città di Milano si sono aperti un confronto ed una discussione circa l'eventualità di andare verso un'integrazione tra la principale società di trasporti della Città di Milano, che è ATM, e la principale società di trasporti della Regione, che è Ferrovie Trenord, che, come sapete, è partecipata dalle Ferrovie dello Stato. Nell'annunciarmi questo progetto, da parte del Presidente Maroni mi è stato chiesto se, nel momento in cui si avviava questo progetto tra la Città di Milano e la Regione Lombardia, si poteva riflettere insieme su come organizzare il trasporto e la mobilità su un'area territoriale più vasta che facesse riferimento al Nord-Ovest (cioè, al Piemonte, al bacino torinese, alla Liguria e a Genova); naturalmente ho risposto che un confronto di questa natura è certamente utile e che quindi, nel caso ci siano delle occasioni e dei luoghi di confronto, la Città di Torino vi partecipa ben volentieri, fermo restando che siamo ancora ad uno schema molto generale. Ovviamente, ho anche precisato che, per quello che riguarda l'organizzazione della mobilità e dei trasporti su scala torinese e metropolitana, noi fruiamo già di un sistema che è largamente integrato su scala metropolitana, che fa parte delle scelte di questa Amministrazione quella di aprire - come il Consiglio sa - il capitale di GTT alla partecipazione di capitali privati e che, quindi, abbiamo in essere dei percorsi ed un cammino che vanno in questa direzione (sia attraverso l'alienazione di parcheggi, sia attraverso l'apertura della società di trasporto pubblico locale alla partecipazione di capitali privati), ma che, ovviamente, da questo punto di vista, per quello che mi riguardava, non vedevo le due cose in conflitto, nel senso che in ogni caso, comunque sia organizzato il sistema dei trasporti metropolitani nell'area metropolitana torinese e soprattutto se questo sistema vedrà la partecipazione di nuovi soggetti che entrano nel capitale di GTT (anche per chi dovesse venire domani ad essere socio o azionista di GTT), è certamente interessante ragionare su un'area di mercato più vasta della semplice area metropolitana torinese. Quindi, questo è stato lo scambio di opinioni. Sulla base di questo scambio di opinioni mi è stato annunciato che ci sarà un prossimo incontro, promosso dalla Regione Lombardia e dalla Città di Milano, a cui saranno invitati anche la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Regione Liguria e la Città di Genova; per ciò che riguarda il nostro Ente, ho dato la disponibilità a parteciparvi e siamo in attesa che questa proposta di incontro si formalizzi in una data. Questo è tutto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Credo che alcune occasioni difficilmente ritornino e proprio per questo motivo colgo con grande favore l'auspicio del Presidente della Regione Lombardia. Purtroppo, un po' di anni fa abbiamo perso una grande occasione, che era quella della fusione fra GTT e ATM Milano, e ricordo che, per la prima volta, c'è stata una spaccatura trasversale nel centrodestra e nel centrosinistra su questo tema. Molti avevano paura di quella fusione e, secondo me, questa paura era anche legata a colori politici diversi delle Amministrazioni sia regionali che comunali, ad un'idea di una società più grande della scala metropolitana, al fatto di fare un passaggio più sovraregionale prima di aver fatto dei passaggi regionali, cioè di aver infrastrutturato il nostro trasporto pubblico su base regionale e aver fatto diventare GTT una grande azienda del territorio regionale, non solo a scala metropolitana. Abbiamo perso quell'occasione e, di fatto, però oggi sono più visibili di allora gli investimenti fatti su ferro. Credo che il miliardo di Euro di soldi pubblici (di cui, tra l'altro, più di 570 milioni di Euro della Città di Torino) sul Passante sia lì a rappresentare il fatto che non solo la Linea 1 della Metropolitana ha rappresentato una trasformazione strutturalmente incredibile, ma che anche il Passante Ferroviario può essere parte dello sviluppo strategico della Città. È chiaro, come ci siamo detti in questi mesi, che vedere così le stazioni Rebaudengo e Stura e non vedere le stazioni Zappata e Dora di fatto rappresenta un investimento a metà, anzi, sembra quasi uno spreco di denaro pubblico, qualora non venga fatta la linea di Metropolitana che potrà aggiungersi alla Linea 1. Senza riaprire la discussione che abbiamo fatto la scorsa settimana sul controllo pubblico, credo che ci siano due possibilità: la prima è quella, come chiedeva il Presidente Maroni (mi pare che ci sia anche la disponibilità del Presidente Cota e del Presidente Burlando), di andare ad ipotizzare, anche con l'aiuto e sostegno di alcuni grandi operatori pubblici della finanza pubblica - penso alla Cassa Depositi e Prestiti, che, già un anno e mezzo fa, ci aveva detto che non avrebbe voluto fare quell'operazione se non fosse stata un'operazione intanto industriale e sovraterritoriale, cioè una grande operazione regionale -, di continuare a cercare un grande partner della finanza pubblica e andare verso una fusione, cioè andare oltre al concetto di gara. La seconda possibilità è rispettare, di fatto, gli indirizzi che il Consiglio Comunale ha dato. Credo che cercando un partner industriale al 49%, quindi tenendo la maggioranza pubblica ed il controllo pubblico, si possa arrivare a cercare un partner industriale che gestisca con noi il ferro, integrare il trasporto su gomma ed il trasporto su ferro e, una volta fatta questa operazione (quindi, anche sul territorio torinese), andare a fare una fusione con gli altri corpi intermedi di Milano e di Genova. Credo che questa occasione difficilmente ci ricapiterà nella vita e, come discutevamo con Profumo su altri temi (come quelli dei rifiuti integrati), anche io ritengo che i Governi debbano aiutare queste semplificazioni e queste integrazioni, perché, spesso, una delle malattie italiane è quell'idea del "piccolo è bello". Nel campo dei servizi, della ricerca e dell'innovazione quel "piccolo è bello" non ha sempre rappresentato delle virtuosità; basta vedere i buchi che hanno la gran parte delle aziende di rifiuti o le piccole aziende di trasporto locale. Credo che una grande holding pubblica controllata dagli Enti Pubblici possa con, in questo caso, Ferrovie dello Stato - ma anche con altri partner industriali - dare un segnale che anche in Italia si può fare quello che si è fatto a Londra, a Berlino o a Parigi. Come ci siamo detti tante volte (anche su questo spero non ci sia un confronto ideologico), quando vanno a Parigi i cittadini non capiscono se stanno entrando nella Metropolitana o nel Sistema Ferroviario Metropolitano, perché c'è un biglietto integrato. Tra l'altro, qui abbiamo tutti gli strumenti per farlo e credo che, oggettivamente, quello sia un servizio complesso che dimostra che l'Italia non ha voluto abbandonare il Trasporto Pubblico Locale; anzi, in un momento di crisi, sempre di più quello può essere il vero segnale di svolta culturale, ecologica ed industriale di un intero Paese. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio per le comunicazioni. Penso che fossero dovute, anche alla luce di quello che è il dibattito all'interno di quest'Aula sul futuro dell'azienda. Si va nella direzione giusta, ovvero di mettere a posto quelli che sono i Bilanci della Città e, quindi, di poter garantire la continuità e anche la continuità del servizio, facendo inoltre anche quello che è l'interesse pubblico, ovvero mantenere una gestione pubblica dell'Ente e che possa portare un controllo da parte degli Enti stessi. Ci auguriamo che questo progetto possa andare a buon fine, perché è quello che potrebbe dare il valore aggiunto alla stessa azienda. Quello che ci sentiamo di consigliarle è di condurre un'operazione di questo tipo in toto e che non ci siano degli spacchettamenti da parte dell'azienda, perché, nel momento in cui siamo noi a cedere ad un altro Ente Pubblico quella che è oggi una partecipata al 100%, mantenendola esattamente così come la conosciamo oggi, possiamo venderla ad un'azienda come la Trenord, che, dal mio punto di vista, ha soltanto da imparare da GTT, sia nella gestione del trasporto pubblico, sia in quei sottoservizi che oggi GTT è in grado di erogare. Quindi, vendendo l'azienda ad un Ente, come potrebbe essere Trenord, ma mantenendo tutte quelle che sono le competenze, faremmo il bene sia dell'azienda che cediamo, sia il bene di quella a cui andiamo a cedere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Pensavo di trovare un certo imbarazzo su questa discussione in Sala Rossa dai banchi della sinistra; infatti, pensavo di trovare oggettivamente in difficoltà una sinistra divisa tra il quesito se privatizzare i trasporti o padanizzarli. In realtà, a parte la battuta, è diversa l'analisi che deve scaturire dalla conferma da parte del Sindaco Fassino di queste indiscrezioni mediatiche. La conferma è che questa maggioranza (non solo la sinistra, ma tutto il centrosinistra) dimostra di non avere una visione strategica sul tema; tra l'altro, meno male che l'assenza di una visione strategica del centrosinistra torinese viene evidentemente compensata da idee chiare, da un punto di vista strategico, da parte delle Regioni Piemonte e Lombardia, a trazione di centrodestra, Lega Nord ed altri partiti alleati. Questo è un dato di fatto che non può essere contestato, perché il dibattito ha cambiato verso in questa Sala Rossa un numero infinito di volte, con atti di indirizzo del Consiglio Comunale, votati nell'arco dello stesso mese, che si contraddicono da soli: si vende tutto, non si vende nulla, si vende il 49%, si cambia lo Statuto cedendo i poteri ma tenendo il 49%, anzi, si vende di nuovo l'80%. Un circuito di notizie, confermate o smentite, che si sono rincorse in questi mesi. In realtà, chiaramente ci si riserva di approfondire nel dettaglio con dati e numeri alla mano un'ipotesi di questo tipo, però c'è da dire che almeno rincuora il fatto che un'assenza di strategia evidente della Città di Torino non ci sta portando, come Città e come comunità cittadina, allo sbaraglio, ma, finalmente, questa scialuppa alla deriva del trasporto torinese si sta ancorando ad una strategia, che può piacere o meno, ma, quanto meno, è delineata da parte dell'asse del Nord Piemonte- Lombardia; questo è comunque un dato rassicurante e chiaramente non è un merito che si potrà intestare questo centrosinistra. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Mi chiedo perché continuiamo ad incastrarci sul 49%… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, era la risposta da dare al Consigliere Grimaldi, perché continua ad insistere sul 49%, parla di pubblico… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, ma lo chieda al Consigliere Grimaldi, perché lo chiede a me? Prima nel suo intervento il Consigliere Grimaldi ha detto che deve rimanere al 49%. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si ostina su numeri che non hanno senso. In questo momento c'è una grande opportunità, quella di passare il pubblico ad una parte di pubblico importante, e forse è l'unica occasione che Torino può avere, manteniamola come tale. Non capisco perché dobbiamo di nuovo incastrarci sulla questione dei numeri. Sindaco, era questo che volevo dire, non volevo dire nient'altro; volevo semplicemente spiegare al Consigliere Grimaldi che deve uscire un attimo dalla questione del 49%; visto che comunque si va in mano ad una parte importante del pubblico, non è il caso di tenerla così fissa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, al Sindaco. SINDACO Dico chiaramente che siamo tutti abbastanza adulti per non perdere del tempo; Consigliere Marrone - non so dov'è finito -, è possibile che, ogni volta che si esamina un tema, il problema deve essere affrontato soltanto nei termini strumentali di dimostrare che chi governa è scemo, è cretino, non ha una visione o non sa fare il suo mestiere? Francamente, risparmiamocelo; vorrei un po' di onestà intellettuale. Affrontiamo i problemi per quello che sono. Ho dato un'informazione molto precisa: c'è stata un'iniziativa del Presidente della Regione Lombardia che si è rivolto a noi per verificare la possibilità di aprire un confronto su come organizzare i trasporti nelle aree metropolitane e io ho dato la disponibilità a farlo; bisognerebbe apprezzare questo, anziché spiegare che non c'è strategia. Peraltro, siamo in una fase di confronto assolutamente ancora molto iniziale. Per esempio, quando si dice integrare ATM e Ferrovie Trenord, ho chiesto al Presidente Maroni che cosa significhi dal punto di vista giuridico e formale (perché non basta fare una riunione e riunirli il giorno dopo, ma bisogna tenere conto che sono soggetti pubblici e che, quindi, c'è tutta una procedura da seguire) e la risposta è stata che si sta approfondendo quali siano le opportunità, le possibilità ed i vincoli. Siamo quindi in una fase ancora assolutamente iniziale di un confronto di questo genere. Penso che ci sia un'opportunità e che questa opportunità di confronto non vada rifiutata; se non fosse preso tutte le volte dall'ansia di dimostrare che è l'unico che fa opposizione in questa Città (e, quindi, deve dire sempre che non va bene qualsiasi cosa si propone) e se facesse riferimento alle mie dichiarazioni programmatiche (fatte in quest'Aula all'inizio del mio mandato), il Consigliere Marrone saprebbe che ho fatto esplicito riferimento, laddove si affrontava il tema dei collegamenti e delle relazioni di Torino con uno spazio più grande, all'area del Nord Ovest ed alla necessità di costruire con Milano e con Genova quante più relazioni e quante più occasioni di integrazione, stabilito che quest'area è sempre di più un'area fortemente integrata. Sempre per sottolineare quanto sia sciocco l'intervento del Consigliere Marrone e l'accusa di non avere visione, segnalo che, per iniziativa di IREN (cioè della società multiutility di cui Torino è il principale azionista), in queste settimane si sono avviati colloqui con A2A, con Hera e con Acea per riprendere un ragionamento circa le forme di integrazione tra le società multiutility nel campo dei rifiuti, dell'energia e dell'acqua. Questo a dimostrazione del fatto che questa Amministrazione ha sempre sostenuto in ogni passaggio la necessità di lavorare ad integrazioni di un'area territoriale che sempre di più va concepita come una grande Area Metropolitana di scala globale e che questo deve essere fatto innervando sempre di più processi di integrazione a partire dai servizi (i servizi che forniscono energia, che forniscono acqua, che smaltiscono rifiuti, che forniscono trasporto pubblico locale). Staremo a vedere. Vediamo come si svilupperà questo confronto; ci sarà un primo appuntamento in cui ci troveremo come esponenti delle istituzioni del territorio lombardo, piemontese e ligure e lì ragioneremo di quale sia questo disegno che si può costruire, che tempi abbia, quali siano le procedure a cui dovrà essere sottoposto, quali siano le opportunità e quali i vincoli. Mi pare che mettere il carro davanti ai buoi non sia particolarmente utile, soprattutto quando si affrontano temi di questa rilevanza. All'interno di questa riflessione collochiamo anche le scelte che stiamo facendo per quanto riguarda l'operazione dei trasporti sulla nostra Area Metropolitana e, in particolare, l'assetto di GTT. Ribadisco che il fatto che si possa andare, come abbiamo deciso, verso l'apertura a capitali privati nella configurazione azionaria di GTT non contraddice un ragionamento sull'organizzazione dei trasporti su una scala territoriale del Nord Ovest, perché, lo so per esperienza (visti i contatti che ho avuto più volte nei mesi scorsi), i principali operatori economici che sono interessati a partecipare ad una gara di GTT sono tutti interessati a ragionare su un intervento su una scala territoriale in un'area di mercato più grande. Se Ferrovie dello Stato, piuttosto che qualcun altro, viene a Torino, non è per essere un operatore locale, ma è per essere partecipe di un processo di integrazione più grande. Quindi non c'è una contraddizione tra le scelte che stiamo facendo per GTT con l'impostazione di un ragionamento di integrazione, di cooperazione e di costruzione di strategie comuni su una scala territoriale più ampia. Questo è quanto. Terrò informato il Consiglio Comunale sugli sviluppi di questo confronto e di questa iniziativa con le istituzioni delle Regioni contermini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dichiaro conclusa la richiesta di comunicazioni. |