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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 20

Comunicazioni del Sindaco su "Passaggio di GTT a 3Nord".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco relativamente alla richiesta di comunicazioni, presentata dal
Consigliere Ricca, sull'incontro tenutosi con i Governatori di Piemonte e Lombardia
in merito al possibile passaggio di GTT a Trenord.

SINDACO
Rispondo volentieri a questa richiesta di comunicazioni, anche se i termini non sono
esattamente quelli evocati nella richiesta.
Giovedì scorso, essendo il Presidente della Lombardia, Maroni, a Torino per
partecipare ad un convegno, mi è stato chiesto un incontro da parte del Presidente
Maroni e del Presidente Cota, che si è svolto nella giornata stessa, avente per oggetto
un confronto ed uno scambio di opinioni sull'organizzazione del sistema della
mobilità e dei trasporti nelle grandi Aree Metropolitane.
In quell'incontro mi è stato spiegato che tra la Regione Lombardia e la Città di
Milano si sono aperti un confronto ed una discussione circa l'eventualità di andare
verso un'integrazione tra la principale società di trasporti della Città di Milano, che è
ATM, e la principale società di trasporti della Regione, che è Ferrovie Trenord, che,
come sapete, è partecipata dalle Ferrovie dello Stato.
Nell'annunciarmi questo progetto, da parte del Presidente Maroni mi è stato chiesto
se, nel momento in cui si avviava questo progetto tra la Città di Milano e la Regione
Lombardia, si poteva riflettere insieme su come organizzare il trasporto e la mobilità
su un'area territoriale più vasta che facesse riferimento al Nord-Ovest (cioè, al
Piemonte, al bacino torinese, alla Liguria e a Genova); naturalmente ho risposto che
un confronto di questa natura è certamente utile e che quindi, nel caso ci siano delle
occasioni e dei luoghi di confronto, la Città di Torino vi partecipa ben volentieri,
fermo restando che siamo ancora ad uno schema molto generale.
Ovviamente, ho anche precisato che, per quello che riguarda l'organizzazione della
mobilità e dei trasporti su scala torinese e metropolitana, noi fruiamo già di un
sistema che è largamente integrato su scala metropolitana, che fa parte delle scelte di
questa Amministrazione quella di aprire - come il Consiglio sa - il capitale di GTT
alla partecipazione di capitali privati e che, quindi, abbiamo in essere dei percorsi ed
un cammino che vanno in questa direzione (sia attraverso l'alienazione di parcheggi,
sia attraverso l'apertura della società di trasporto pubblico locale alla partecipazione
di capitali privati), ma che, ovviamente, da questo punto di vista, per quello che mi
riguardava, non vedevo le due cose in conflitto, nel senso che in ogni caso,
comunque sia organizzato il sistema dei trasporti metropolitani nell'area
metropolitana torinese e soprattutto se questo sistema vedrà la partecipazione di
nuovi soggetti che entrano nel capitale di GTT (anche per chi dovesse venire domani
ad essere socio o azionista di GTT), è certamente interessante ragionare su un'area di
mercato più vasta della semplice area metropolitana torinese. Quindi, questo è stato
lo scambio di opinioni.
Sulla base di questo scambio di opinioni mi è stato annunciato che ci sarà un
prossimo incontro, promosso dalla Regione Lombardia e dalla Città di Milano, a cui
saranno invitati anche la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Regione Liguria e
la Città di Genova; per ciò che riguarda il nostro Ente, ho dato la disponibilità a
parteciparvi e siamo in attesa che questa proposta di incontro si formalizzi in una
data. Questo è tutto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Credo che alcune occasioni difficilmente ritornino e proprio per questo motivo colgo
con grande favore l'auspicio del Presidente della Regione Lombardia.
Purtroppo, un po' di anni fa abbiamo perso una grande occasione, che era quella
della fusione fra GTT e ATM Milano, e ricordo che, per la prima volta, c'è stata una
spaccatura trasversale nel centrodestra e nel centrosinistra su questo tema. Molti
avevano paura di quella fusione e, secondo me, questa paura era anche legata a colori
politici diversi delle Amministrazioni sia regionali che comunali, ad un'idea di una
società più grande della scala metropolitana, al fatto di fare un passaggio più
sovraregionale prima di aver fatto dei passaggi regionali, cioè di aver infrastrutturato
il nostro trasporto pubblico su base regionale e aver fatto diventare GTT una grande
azienda del territorio regionale, non solo a scala metropolitana.
Abbiamo perso quell'occasione e, di fatto, però oggi sono più visibili di allora gli
investimenti fatti su ferro. Credo che il miliardo di Euro di soldi pubblici (di cui, tra
l'altro, più di 570 milioni di Euro della Città di Torino) sul Passante sia lì a
rappresentare il fatto che non solo la Linea 1 della Metropolitana ha rappresentato
una trasformazione strutturalmente incredibile, ma che anche il Passante Ferroviario
può essere parte dello sviluppo strategico della Città.
È chiaro, come ci siamo detti in questi mesi, che vedere così le stazioni Rebaudengo
e Stura e non vedere le stazioni Zappata e Dora di fatto rappresenta un investimento a
metà, anzi, sembra quasi uno spreco di denaro pubblico, qualora non venga fatta la
linea di Metropolitana che potrà aggiungersi alla Linea 1.
Senza riaprire la discussione che abbiamo fatto la scorsa settimana sul controllo
pubblico, credo che ci siano due possibilità: la prima è quella, come chiedeva il
Presidente Maroni (mi pare che ci sia anche la disponibilità del Presidente Cota e del
Presidente Burlando), di andare ad ipotizzare, anche con l'aiuto e sostegno di alcuni
grandi operatori pubblici della finanza pubblica - penso alla Cassa Depositi e Prestiti,
che, già un anno e mezzo fa, ci aveva detto che non avrebbe voluto fare
quell'operazione se non fosse stata un'operazione intanto industriale e
sovraterritoriale, cioè una grande operazione regionale -, di continuare a cercare un
grande partner della finanza pubblica e andare verso una fusione, cioè andare oltre al
concetto di gara.
La seconda possibilità è rispettare, di fatto, gli indirizzi che il Consiglio Comunale ha
dato. Credo che cercando un partner industriale al 49%, quindi tenendo la
maggioranza pubblica ed il controllo pubblico, si possa arrivare a cercare un partner
industriale che gestisca con noi il ferro, integrare il trasporto su gomma ed il
trasporto su ferro e, una volta fatta questa operazione (quindi, anche sul territorio
torinese), andare a fare una fusione con gli altri corpi intermedi di Milano e di
Genova.
Credo che questa occasione difficilmente ci ricapiterà nella vita e, come discutevamo
con Profumo su altri temi (come quelli dei rifiuti integrati), anche io ritengo che i
Governi debbano aiutare queste semplificazioni e queste integrazioni, perché, spesso,
una delle malattie italiane è quell'idea del "piccolo è bello". Nel campo dei servizi,
della ricerca e dell'innovazione quel "piccolo è bello" non ha sempre rappresentato
delle virtuosità; basta vedere i buchi che hanno la gran parte delle aziende di rifiuti o
le piccole aziende di trasporto locale.
Credo che una grande holding pubblica controllata dagli Enti Pubblici possa con, in
questo caso, Ferrovie dello Stato - ma anche con altri partner industriali - dare un
segnale che anche in Italia si può fare quello che si è fatto a Londra, a Berlino o a
Parigi.
Come ci siamo detti tante volte (anche su questo spero non ci sia un confronto
ideologico), quando vanno a Parigi i cittadini non capiscono se stanno entrando nella
Metropolitana o nel Sistema Ferroviario Metropolitano, perché c'è un biglietto
integrato. Tra l'altro, qui abbiamo tutti gli strumenti per farlo e credo che,
oggettivamente, quello sia un servizio complesso che dimostra che l'Italia non ha
voluto abbandonare il Trasporto Pubblico Locale; anzi, in un momento di crisi,
sempre di più quello può essere il vero segnale di svolta culturale, ecologica ed
industriale di un intero Paese.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio per le comunicazioni. Penso che fossero dovute, anche alla luce di quello
che è il dibattito all'interno di quest'Aula sul futuro dell'azienda. Si va nella
direzione giusta, ovvero di mettere a posto quelli che sono i Bilanci della Città e,
quindi, di poter garantire la continuità e anche la continuità del servizio, facendo
inoltre anche quello che è l'interesse pubblico, ovvero mantenere una gestione
pubblica dell'Ente e che possa portare un controllo da parte degli Enti stessi.
Ci auguriamo che questo progetto possa andare a buon fine, perché è quello che
potrebbe dare il valore aggiunto alla stessa azienda. Quello che ci sentiamo di
consigliarle è di condurre un'operazione di questo tipo in toto e che non ci siano
degli spacchettamenti da parte dell'azienda, perché, nel momento in cui siamo noi a
cedere ad un altro Ente Pubblico quella che è oggi una partecipata al 100%,
mantenendola esattamente così come la conosciamo oggi, possiamo venderla ad
un'azienda come la Trenord, che, dal mio punto di vista, ha soltanto da imparare da
GTT, sia nella gestione del trasporto pubblico, sia in quei sottoservizi che oggi GTT
è in grado di erogare. Quindi, vendendo l'azienda ad un Ente, come potrebbe essere
Trenord, ma mantenendo tutte quelle che sono le competenze, faremmo il bene sia
dell'azienda che cediamo, sia il bene di quella a cui andiamo a cedere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Pensavo di trovare un certo imbarazzo su questa discussione in Sala Rossa dai banchi
della sinistra; infatti, pensavo di trovare oggettivamente in difficoltà una sinistra
divisa tra il quesito se privatizzare i trasporti o padanizzarli.
In realtà, a parte la battuta, è diversa l'analisi che deve scaturire dalla conferma da
parte del Sindaco Fassino di queste indiscrezioni mediatiche. La conferma è che
questa maggioranza (non solo la sinistra, ma tutto il centrosinistra) dimostra di non
avere una visione strategica sul tema; tra l'altro, meno male che l'assenza di una
visione strategica del centrosinistra torinese viene evidentemente compensata da idee
chiare, da un punto di vista strategico, da parte delle Regioni Piemonte e Lombardia,
a trazione di centrodestra, Lega Nord ed altri partiti alleati.
Questo è un dato di fatto che non può essere contestato, perché il dibattito ha
cambiato verso in questa Sala Rossa un numero infinito di volte, con atti di indirizzo
del Consiglio Comunale, votati nell'arco dello stesso mese, che si contraddicono da
soli: si vende tutto, non si vende nulla, si vende il 49%, si cambia lo Statuto cedendo
i poteri ma tenendo il 49%, anzi, si vende di nuovo l'80%. Un circuito di notizie,
confermate o smentite, che si sono rincorse in questi mesi.
In realtà, chiaramente ci si riserva di approfondire nel dettaglio con dati e numeri alla
mano un'ipotesi di questo tipo, però c'è da dire che almeno rincuora il fatto che
un'assenza di strategia evidente della Città di Torino non ci sta portando, come Città
e come comunità cittadina, allo sbaraglio, ma, finalmente, questa scialuppa alla
deriva del trasporto torinese si sta ancorando ad una strategia, che può piacere o
meno, ma, quanto meno, è delineata da parte dell'asse del Nord Piemonte-
Lombardia; questo è comunque un dato rassicurante e chiaramente non è un merito
che si potrà intestare questo centrosinistra.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Mi chiedo perché continuiamo ad incastrarci sul 49%… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, era la risposta da dare al Consigliere Grimaldi, perché continua
ad insistere sul 49%, parla di pubblico… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Appunto, ma lo chieda al Consigliere Grimaldi, perché lo chiede a me? Prima nel suo
intervento il Consigliere Grimaldi ha detto che deve rimanere al 49%.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si ostina su numeri che non hanno senso.
In questo momento c'è una grande opportunità, quella di passare il pubblico ad una
parte di pubblico importante, e forse è l'unica occasione che Torino può avere,
manteniamola come tale. Non capisco perché dobbiamo di nuovo incastrarci sulla
questione dei numeri.
Sindaco, era questo che volevo dire, non volevo dire nient'altro; volevo
semplicemente spiegare al Consigliere Grimaldi che deve uscire un attimo dalla
questione del 49%; visto che comunque si va in mano ad una parte importante del
pubblico, non è il caso di tenerla così fissa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, al Sindaco.

SINDACO
Dico chiaramente che siamo tutti abbastanza adulti per non perdere del tempo;
Consigliere Marrone - non so dov'è finito -, è possibile che, ogni volta che si
esamina un tema, il problema deve essere affrontato soltanto nei termini strumentali
di dimostrare che chi governa è scemo, è cretino, non ha una visione o non sa fare il
suo mestiere? Francamente, risparmiamocelo; vorrei un po' di onestà intellettuale.
Affrontiamo i problemi per quello che sono. Ho dato un'informazione molto precisa:
c'è stata un'iniziativa del Presidente della Regione Lombardia che si è rivolto a noi
per verificare la possibilità di aprire un confronto su come organizzare i trasporti
nelle aree metropolitane e io ho dato la disponibilità a farlo; bisognerebbe apprezzare
questo, anziché spiegare che non c'è strategia.
Peraltro, siamo in una fase di confronto assolutamente ancora molto iniziale. Per
esempio, quando si dice integrare ATM e Ferrovie Trenord, ho chiesto al Presidente
Maroni che cosa significhi dal punto di vista giuridico e formale (perché non basta
fare una riunione e riunirli il giorno dopo, ma bisogna tenere conto che sono soggetti
pubblici e che, quindi, c'è tutta una procedura da seguire) e la risposta è stata che si
sta approfondendo quali siano le opportunità, le possibilità ed i vincoli. Siamo quindi
in una fase ancora assolutamente iniziale di un confronto di questo genere.
Penso che ci sia un'opportunità e che questa opportunità di confronto non vada
rifiutata; se non fosse preso tutte le volte dall'ansia di dimostrare che è l'unico che fa
opposizione in questa Città (e, quindi, deve dire sempre che non va bene qualsiasi
cosa si propone) e se facesse riferimento alle mie dichiarazioni programmatiche
(fatte in quest'Aula all'inizio del mio mandato), il Consigliere Marrone saprebbe che
ho fatto esplicito riferimento, laddove si affrontava il tema dei collegamenti e delle
relazioni di Torino con uno spazio più grande, all'area del Nord Ovest ed alla
necessità di costruire con Milano e con Genova quante più relazioni e quante più
occasioni di integrazione, stabilito che quest'area è sempre di più un'area fortemente
integrata.
Sempre per sottolineare quanto sia sciocco l'intervento del Consigliere Marrone e
l'accusa di non avere visione, segnalo che, per iniziativa di IREN (cioè della società
multiutility di cui Torino è il principale azionista), in queste settimane si sono avviati
colloqui con A2A, con Hera e con Acea per riprendere un ragionamento circa le
forme di integrazione tra le società multiutility nel campo dei rifiuti, dell'energia e
dell'acqua. Questo a dimostrazione del fatto che questa Amministrazione ha sempre
sostenuto in ogni passaggio la necessità di lavorare ad integrazioni di un'area
territoriale che sempre di più va concepita come una grande Area Metropolitana di
scala globale e che questo deve essere fatto innervando sempre di più processi di
integrazione a partire dai servizi (i servizi che forniscono energia, che forniscono
acqua, che smaltiscono rifiuti, che forniscono trasporto pubblico locale). Staremo a
vedere.
Vediamo come si svilupperà questo confronto; ci sarà un primo appuntamento in cui
ci troveremo come esponenti delle istituzioni del territorio lombardo, piemontese e
ligure e lì ragioneremo di quale sia questo disegno che si può costruire, che tempi
abbia, quali siano le procedure a cui dovrà essere sottoposto, quali siano le
opportunità e quali i vincoli. Mi pare che mettere il carro davanti ai buoi non sia
particolarmente utile, soprattutto quando si affrontano temi di questa rilevanza.
All'interno di questa riflessione collochiamo anche le scelte che stiamo facendo per
quanto riguarda l'operazione dei trasporti sulla nostra Area Metropolitana e, in
particolare, l'assetto di GTT. Ribadisco che il fatto che si possa andare, come
abbiamo deciso, verso l'apertura a capitali privati nella configurazione azionaria di
GTT non contraddice un ragionamento sull'organizzazione dei trasporti su una scala
territoriale del Nord Ovest, perché, lo so per esperienza (visti i contatti che ho avuto
più volte nei mesi scorsi), i principali operatori economici che sono interessati a
partecipare ad una gara di GTT sono tutti interessati a ragionare su un intervento su
una scala territoriale in un'area di mercato più grande.
Se Ferrovie dello Stato, piuttosto che qualcun altro, viene a Torino, non è per essere
un operatore locale, ma è per essere partecipe di un processo di integrazione più
grande. Quindi non c'è una contraddizione tra le scelte che stiamo facendo per GTT
con l'impostazione di un ragionamento di integrazione, di cooperazione e di
costruzione di strategie comuni su una scala territoriale più ampia. Questo è quanto.
Terrò informato il Consiglio Comunale sugli sviluppi di questo confronto e di questa
iniziativa con le istituzioni delle Regioni contermini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro conclusa la richiesta di comunicazioni.

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