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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303994/002, presentata in data 2 settembre 2013, avente per oggetto: "Campeggio di Villa Rey, rispetto della legalità e prospettive per il futuro" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza pone una serie di domande: situazione precedente, morosità, autorizzazioni, aree campeggio e prospettive rispetto, in particolare, all'area di Villa Rey, ma in generale anche rispetto all'area di campeggio della Città. Il terreno di proprietà della Città adibito a campeggio, compreso nel compendio Villa Rey, per molti anni è stato assegnato all'Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia (ACTI). Da ultimo, l'assegnazione è avvenuta con una concessione del 23 settembre 2008 di durata di circa un anno e mezzo, la quale, alla scadenza, come diceva l'atto di concessione, "non sarà automaticamente rinnovabile". Successivamente, il Settore del Patrimonio, nel 2009, a novembre, chiese all'Associazione la riconsegna; l'ACTI non ottemperò e con una nota fece sapere che l'ACTI stessa aveva stipulato con la società Gest. Camp. S.a.s. un contratto registrato per affidare la gestione del seguente campeggio fino al 20 giugno del 2014, con la clausola del "salvo mancato rinnovo da parte del Comune per il contratto di concessione di cui in premessa". La Divisione Patrimonio in allora, ad agosto 2010, comunicò l'avvio del procedimento diretto alla cessazione del rapporto. La Gest. Camp. ha comunque corrisposto, relativamente al punto 2), fino al 30 settembre 2012, un'indennità di occupazione. Non ha invece saldato, da quella data ad oggi, l'indennità di occupazione riferita al 2013. Il 5 ottobre 2009 la Divisione Commercio aveva contestato alla Gest. Camp. delle violazioni di norme igienico-sanitarie, così come richiesto dalla ASL nel 2009. La Gest. Camp. presentò, il 12 febbraio 2010, un ricorso al TAR avverso agli atti sia del Patrimonio che del Commercio e il TAR, con sentenza del 29 aprile 2010, rigettò le richieste di Gest. Camp.. L'ASL TO1, inoltre, segnalava la necessità di ripristinare alcune condizioni igienico- sanitarie nei blocchi wc dimensionalmente inadeguati e, sostanzialmente, con un'ordinanza si intimava, nel 2011, all'adempimento e alla sanificazione dei blocchi igienici. Per la stessa ragione per cui l'interpellanza pone l'ultimo dei quesiti, ossia il punto n. 7), la Città in allora avviò un procedimento, del 30 novembre 2010, con la Giunta Comunale, finalizzato a reperire un'area alternativa per il campeggio di Villa Rey o, meglio, un'alternativa proprio all'area di Villa Rey, su proposta del Commercio e Turismo, per individuare, nella Cascina Piemonte e area circostante, posta sulla sponda sinistra del Sangone, il sito del nuovo campeggio. Tale deliberazione è stata modificata, ritirata, successivamente contestata anche dal territorio e poi revocata. Pertanto, quella soluzione non si è potuta percorrere. Più di recente, con la deliberazione presentata in data 28 dicembre 2012, esecutiva da gennaio 2013, proposta dall'Assessorato del sottoscritto e della Cultura, è stata approvata l'adozione di un bando di gara per individuare un concessionario di un terreno antistante Villa Rey e per riqualificare primariamente l'area e il parco storico, nonché anche il campeggio. L'intero compendio è vincolato da note ministeriali e dichiarato di notevole interesse pubblico, in quanto zona collinare, nell'ambito del Comune di Torino, ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004. Quindi, con riferimento a tali obblighi vige, ovviamente, la necessità che ogni autorizzazione sia vincolata al parere della Soprintendenza e pertanto la Città, prima di indire il bando, già approvato con deliberazione di Giunta, ha chiesto l'autorizzazione alla Direzione Provinciale dei Beni Culturali e Paesaggistici che, con nota del 5 agosto 2013, ha negato l'autorizzazione al campeggio. La nota recita: "Non risulta compatibile con le problematiche di tutela monumentale e paesaggistica del complesso". Pertanto, la Città, che pure aveva dato rilevanza negli anni passati al fatto che in città sarebbe stato necessario, comunque, detenere un'area a campeggio, ha dovuto prendere atto che non solo il rapporto con il vecchio concessionario, come già dichiarato precedentemente, ma anche il sito individuato storicamente nel compendio di Villa Rey, non è idoneo a ricoprire quella funzione. Pertanto, l'Amministrazione ha provveduto a emettere ordinanza di sgombero che è in corso di attuazione. Ciò, naturalmente, pone il problema della prospettiva per il quale la Città ha avviato, con la Divisione Ambiente, la Divisione Cultura e Turismo e la Divisione Patrimonio la ricognizione di un numero di aree, al momento allo studio e alla valutazione, i cui vincoli sono, ovviamente, i più svariati, non solo paesaggistici, ma relativi all'esondabilità e ad altri principi e per i quali, appena esisterà una rosa ristretta di soluzioni, sarà esperito un bando per la definitiva chiusura del campeggio Villa Rey, che intanto segue la sua strada, e per l'individuazione di un'area a campeggio definitiva per il Comune di Torino. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Tutta questa vicenda del campeggio sembra veramente un po' un pasticcio. Ho ascoltato tutta la ricostruzione e magari ogni singolo punto della stessa è un punto logico, ragionevole, se non altro conseguente alle norme di Legge. Però, il risultato, nel complesso, è che ci troviamo, da una parte, con un campeggio che, a quanto ho capito, è irregolare, ossia occupa abusivamente l'area dal 2009 e per di più da un anno, almeno, non paga più quello che dovrebbe pagare al Comune per l'occupazione e, dall'altra, senza la prospettiva di avere un nuovo campeggio a breve, quindi di sapere dove mettere le persone. Alla fine, al di là della vicenda amministrativa, in cui, chiaramente, c'è anche l'esigenza di tutelare il patrimonio e quindi di incassare quello che è dovuto, e così via, dal punto di vista più generale, dell'interesse della cittadinanza, il problema di fondo è che una città come Torino non può non avere un campeggio, specialmente una città che si propone di puntare sul turismo. È vero che essendo una città e non essendo un luogo ameno sono di meno i turisti che vengono qui con le tende, con le roulotte, eccetera, però esiste una consistente fetta ormai di turismo, tra l'altro in crescita (perché, comunque, è un metodo di viaggiare piuttosto economico) che si sposta con le tende, con le roulotte, con i camper, eccetera, e che dovrebbe trovare nella Città almeno un punto possibile dove sistemarsi per visitare Torino e ammirarne le bellezze turistiche. La notizia del rischio (poi, ho capito, stando alle ricostruzioni giornalistiche, che è intervenuto il Sindaco all'ultimo momento), molto concreto, di sgombrare il campeggio pieno di turisti, a metà della stagione turistica, sarebbe stata una figuraccia colossale per tutta la Città, pur essendo la diretta conseguenza di tutto quello che è stato regolarmente fatto dalla Città, per rientrare in possesso di un'area che era occupata abusivamente. Tra l'altro, non conosco nel dettaglio, quindi non so se l'attuale occupante del campeggio non stia pagando e stia resistendo per volontà di sfruttare le risorse senza pagare e guadagnarci di più o se, semplicemente, abbia smesso di pagare perché tanto aveva capito che la Città non voleva rinnovare e magari, con un dialogo un po' più stretto si sarebbe potuto, invece, continuare a lavorare. È preoccupante, però, che si arrivi al punto di buttar fuori e chiudere il campeggio che c'è, senza aver pronto quello nuovo. Questa credo sia una responsabilità dell'Amministrazione e l'invito più stretto che farei all'Assessore (l'Assessore competente per il Patrimonio non è competente per il Turismo), però, è che si parli con l'Assessore al Turismo. Quindi, va bene il bando, va bene cercare di capire, ma vediamo di quagliare, perché se arrivassimo, da una parte, alla chiusura del campeggio vecchio, senza aver aperto quello nuovo, la Città sarebbe, magari, per mesi, se non per anni, priva di una infrastruttura turistica fondamentale. Poi, speriamo di fare un bel campeggio, anche perché, se uno va a leggere la recensione del campeggio di Villa Rey, le note sull'igiene, eccetera, emergono, e non è che, l'attuale, sia una struttura di cui la Città possa andare particolarmente fiera. Credo, però, che sia necessario intervenire per garantire comunque la disponibilità di un'attrezzatura di questo genere, perché è abbastanza vitale per l'accoglienza turistica della Città. Sulla questione patrimoniale, invece, capisco che ci sia stata un po' di attenzione al tema, però, indubbiamente, alla lunga, se queste persone non pagano, se ne devono andare, a maggior ragione viste le esigenze di tutela del bene poste anche dalla Soprintendenza. Tra tutti, spero che si possa dialogare per arrivare, comunque, a una soluzione in cui a perderci non sia semplicemente la disponibilità di un campeggio. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei fare una precisazione soltanto per ribadire che, contrariamente alla Giunta precedente, la Giunta attuale aveva deciso di mantenere Villa Rey come campeggio, mentre la precedente aveva deciso di spostare il campeggio in un altro sito. Fino al 5 agosto, ossia fino al momento in cui la sentenza ha negato l'uso (il che prescinde dal gestore che, ovviamente, è stato messo in mora ed è oggetto di ordinanza di sgombero, per ragioni di inadempimenti sanitari, igienici e patrimoniali) la Città aveva stabilito che il bando avrebbe avuto come oggetto quell'area, perché, al di là delle recensioni più o meno negative dei turisti, quell'area aveva caratteristiche uniche rispetto al parco della Collina, alla vicinanza al centro e caratteristiche turistiche, ovviamente, importanti. È evidente che soltanto quando il 5 agosto, dopo mesi, è arrivata la risposta della Soprintendenza, che ha negato l'autorizzazione, si è posta una questione di alternativa. Diversamente, devo dire, avremmo perseguito fino in fondo il tentativo di riqualificare, compatibilmente ai vincoli paesaggistici, un sito comunque unico che, obiettivamente, al di là della gestione/manutenzione, su cui non entro nel merito, è evidentemente di grandissimo pregio. Preso atto, ovviamente, parte un procedimento diverso; pur tuttavia, la Città deve anche garantire la legalità e pertanto, credo che eseguirà l'ordinanza di sgombero ben prima di poter disporre di un nuovo campeggio. LEVI Marta (Vicepresidente) Auspico che questa Città riesca ad avere un campeggio funzionante prima di chiudere quello che c'è attualmente. L'interpellanza è discussa. |