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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201304007/002, presentata in data 3 settembre 2013, avente per oggetto: "GTT, il biglietto è mio e lo do a chi voglio io" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Per quanto riguarda questa interpellanza, le informazioni che possiamo mettere a disposizione dei Consiglieri sono molteplici; in particolare, il criterio con il quale - che si riferisce al punto n. 1 dell'interpellanza - vengono individuati i punti di distribuzione rispondono a più caratteristiche. Ovviamente vengono valutati più elementi; in particolare viene valutata la posizione geografica e la vicinanza alla rete di trasporto, la vicinanza ad altri punti vendita esistenti, la potenzialità di vendita a chi ha un determinato punto vendita e quali sono state le segnalazioni da parte dei clienti che esprimono un'esigenza reale di mercato rispetto a un'area piuttosto che a un'altra. Segnalo che rispetto ai 1.440 punti vendita dell'area urbana e suburbana di Torino, oggi 960 rivendite sono già autorizzate e dotate anche dell'onerosa non solo documentazione, ma anche strumentazione di vendita, in particolare il POS per il rilascio di questa tipologia di biglietti e per la ricarica eventuale dei biglietti elettronici. È stato rivisto il contratto di servizio con le stesse rivendite per quanto concerne l'aggio corrisposto, perché ovviamente c'è un maggior onere da corrispondere al rivenditore. Le condizioni distributive del singolo panel dei titoli di vendita e il mix di vendita tra biglietti singoli e carnet, rispetto alle condizioni contrattuali che sono preesistenti alla riorganizzazione, sono state riviste completamente. In questo particolare momento di trasformazione si è anche potenziato l'insieme dei punti vendita dei biglietti che sono passati da un supporto cartaceo a un supporto elettronico. Penso, ad esempio, che alcuni titoli di viaggio GTT, in particolare i titoli Formula sono stati rilasciati in precedenza soltanto a 350 rivendite su 1.440, mentre oggi sono disponibili in tutti i 960 punti. Anche queste informazioni, ovviamente, hanno un livello di dettaglio ben maggiore nella nota che metto a disposizione del Consigliere e rimango a disposizione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il punto di questa interpellanza è relativo a un argomento collaterale, che però è venuto fuori diverse volte; abbiamo ricevuto anche diverse segnalazioni, nelle scorse settimane, di esercenti che chiedono di poter vendere i biglietti GTT, i titoli di viaggio in generale, a cui viene risposto che non si può. Nel senso che la domanda viene presentata, rimane in attesa per molti mesi e alla fine, sostanzialmente, la risposta, non so se formale o informale da parte di GTT, è che siccome ci sono già altri punti vendita in quella nella zona, non si vuole attivarne uno nuovo. In realtà, io trovo questa risposta un pochino strana, nel senso che non dovrebbe essere GTT a decidere se tra l'edicola, il bar e il tabaccaio che ci sono vicino alla fermata, il biglietto lo si fa vendere solo all'edicola e non al bar e al tabaccaio, perché questo è un ruolo di regolazione del mercato che, secondo me, non spetta a GTT, che non ha nessuna autorità per decidere chi deve vendere; considerando, inoltre, che per gli utenti è comunque meglio se i biglietti invece di essere venduti in uno solo esercizio, vengono venduti in tutti e tre gli esercizi commerciali, ancorché vicini, così quando un esercizio è chiuso, il biglietto può essere comprato in quello aperto. Questo aumenta la possibilità per i cittadini di riuscire a trovare un biglietto quando lo devono comprare. Per questo sono rimasto piuttosto stupito dal sentire di questa politica di GTT che sostanzialmente si arroga il diritto di respingere le domande non per mancanza di documentazione, requisiti, eccetera, ma semplicemente per una sua valutazione del fatto che serva o non serva un punto vendita in più. Io capisco che ci sia il costo delle attrezzature, della gestione, però credo che questi costi potrebbero tranquillamente essere messi a carico del venditore, visto che poi, come diceva anche l'Assessore, c'è un aggio, eccetera. Quindi a quel punto potrebbe essere il singolo a valutare se gli conviene vendere i biglietti del pullman, magari a fronte del fatto che c'è già uno di fronte che li vende. Però, non trovo tanto corretto che sia GTT a decidere se uno può o non può vendere i biglietti. Per questo vorrei capire (se c'è una nota la leggerò, immagino che ci siano anche i riferimenti legislativi) quanto sia legittimo che GTT abbia questo ruolo di regolazione, limitando artificialmente il numero dei punti vendita dei biglietti, quando invece sarebbe opportuno cercare di aumentarli il più possibile, facendo in modo che se qualcuno, di questi tempi, apre un'attività e vuole aggiungere la vendita dei biglietti del pullman ai servizi che offre, francamente, se i costi sono a suo carico, non vedo quale sia il problema da parte dell'amministrazione pubblica. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |