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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2007-00541
?EATALY, UN GRANDE GROSSO GAMBERO ROSSO CHE MANGIA LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA?? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA, GHIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 30 GENNAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200700541/02, presentata in data 30 gennaio 2007, avente per oggetto:
"Eataly, un grande grosso gambero rosso che mangia la piccola e media impresa?"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Per quanto riguarda questa interpellanza, inizio dal primo punto in cui si chiede "quale sia la partecipazione della Città, al di là del rapporto di concessione, con la società Eataly Distribuzione...".
Il Consigliere Ventriglia sa perfettamente che la vicenda Eataly nasce nell'anno 2003 con la deliberazione n. 117, con la quale si approva la Variante 65 al Piano Regolatore che definisce una zona urbana di trasformazione chiamata Ambito Carpano.
L'edificio del Lingotto è sottoposto a vincolo ministeriale. Il provvedimento, ovviamente, prevede che nello stabilimento Carpano venga insediato un parco tematico enogastronomico, per completare l'offerta dei servizi data dal Centro Congressi e dall'area fieristica del Lingotto.
Il progetto presentato da Eataly era diretto a coniugare, in un'unica proposta, la promozione e la formazione di una cultura alimentare con l'opportunità di consumare e acquistare cibi di eccellenza in un ambiente semplice, informale e, soprattutto, a prezzi accessibili.
Le strategie richieste e scelte per questo parco enogastronomico erano un approccio didattico-educativo (andrò, poi a delineare anche le superfici che dovrebbero confermare questa linea, salvo poi, cercare anche con ulteriori approfondimenti se ci siano dei punti che non saranno chiari al Consigliere interpellante), la politica degli approvvigionamenti (ripresa anche ai margini della stessa interpellanza, rispetto alla abbreviazione della filiera sul rapporto enogastronomico, sulla stagionalità dell'offerta, per quanto riguarda, in particolare, frutta e verdura) e, infine la valorizzazione dell'eccellenza produttiva del territorio.
Quindi, la società Eataly avrebbe curato, a proprie spese, il recupero delle strutture architettoniche dell'ex stabilimento Carpano seguendo alcune linee. Gli spazi per le aree didattiche culturali avrebbero occupato oltre ? del complesso. Gli spazi del Parco Enogastronomico sarebbero stati comunicanti tra di loro, all'insegna della totale integrazione tra le varie funzioni, ed i percorsi interni si sarebbero dovuti caratterizzare come vie e piazzette pubbliche di una cittadella del gusto e della cultura alimentare.
Inoltre, sarebbe stata ricavata una Sala Conferenza di circa 350 metri quadrati, con circa 250 posti a sedere. Questa stessa Sala, successivamente all'apertura di Eataly, sarebbe poi stata messa a disposizione della Città di Torino gratuitamente per eventi culturali e manifestazioni.
Le aree didattiche culturali sarebbero state a disposizione delle classi di ogni ordine e grado per corsi di educazione alimentare, sulla base di modalità e termini da definirsi in sede di convenzione.
Pertanto, con questo provvedimento è stato approvato lo schema di convenzione tra la Città di Torino e la società Eataly, avente ad oggetto la "Realizzazione nell'immobile ex Carpano di un Parco Enogastronomico", ai sensi dell'articolo n. 7, lettera D, e dell'articolo n. 19, comma 5, delle Norme Urbanistiche Edilizie di Attuazione del Piano Regolatore Generale, quindi conforme alla destinazione d'uso e ai servizi pubblici previsti dalla già citata Variante 65.
Nella narrativa del provvedimento stesso si prevedeva la creazione di un presidio ecomuseale all'interno del Parco Enogastronomico, di concerto con la Circoscrizione interessata, stante il fatto che il progetto di restauro dell'immobile era stato elaborato in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del Piemonte; si prevedeva altresì che la Sala Conferenze fosse messa a disposizione del territorio, in particolare della Città di Torino, ai sensi dell'articolo 5 dello schema di convenzione. Infine, si prevedeva l'assoggettamento all'uso pubblico, a favore della Città di Torino, per la durata di 60 anni, della porzione del Complesso Carpano destinato a servizio pubblico e il passaggio dell'immobile in proprietà a titolo gratuito alla Città, alla scadenza dei 60 anni, previa verifica tecnica del buono stato manutentivo dello stesso.
In data 22 giugno 2005 è stata stipulata la convenzione tra la Città di Torino e la Società Eataly, avente come oggetto la "Realizzazione nell'immobile ex Carpano del Parco Enogastronomico", in esecuzione della deliberazione del Consiglio Comunale n. 58 del 28 aprile 2005.
Quindi da quanto premesso, Consigliere Ventriglia, risulta in modo inequivocabile il fatto che i rapporti tra la Città di Torino e la Società Eataly - ora Eataly Distribuzione S.r.l. - sono regolati da convenzioni e non prevedono un ruolo attivo dell'Amministrazione nella Società stessa.
Inoltre bisogna considerare che la superficie complessiva dell'immobile è di circa 11.0000 metri quadrati e che la stessa risulta essere così ripartita:
- 3.200 metri quadrati per aree didattiche, Sala Conferenze e Museo Carpano;
- 2.450 metri quadrati per vendita e somministrazione;
- 820 metri quadrati per percorsi coperti aperti al pubblico.
Quindi, il vero valore... Consigliere Ventriglia, concludo la risposta alla sua interpellanza.

VENTRIGLIA Ferdinando
(Intervento fuori microfono).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Avrà modo di intervenire dopo, Consigliere Ventriglia.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Me lo potrà dire nel suo intervento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Prego, Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Ho concluso l'intervento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Spero di essermi sbagliato se ho colto un gesto stizzito da parte dell'Assessore, ma tant'è. Quando si presenta un'interpellanza, si presentano alcuni quesiti, in questo caso ce ne sono soltanto due, non sono tanti, e se la risposta intera consta di elementi che non sono richiesti, è normale che anche da parte dell'interpellante non vi sia particolare soddisfazione.
Quindi, senza dilungarmi ulteriormente, non entro nel merito della risposta dell'Assessore Altamura, che considero, in questo caso, non pertinente, e chiedo che l'interpellanza venga inviata alla Commissione Competente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Mi spiace sottolineare, Consigliere Ventriglia, che parte del mio intervento precedente riguardava, comunque, i quesiti posti da questa interpellanza.
I punti specifici su cui verte l'interpellanza sono: "1) quale sia la partecipazione della Città...", ho risposto riguardo alle convenzioni che normano il rapporto della Città con questa Società rispetto al Parco Enogastronomico e alla Variante 65. Per quanto riguarda la seconda parte del primo punto, ovvero: "...in particolare se tra gli amministrazioni della stessa risultino esservi persone che esercitano funzioni di pubblico amministratore negli Enti Locali, ovvero in utilities pubbliche", per quanto mi risulta non ce ne sono.
Per quanto riguarda il secondo ed ultimo punto: "...l'ennesima operazione Coop su Torino...", nell'intervento conclusivo ho specificato che in questa operazione imprenditoriale c'è un capitale prevalente di un imprenditore rispetto ad un'altra cordata.
Ovviamente, queste valutazioni possono essere considerate, in qualche modo, positive per il territorio della città e non impattanti, almeno per quanto risulta dalle reazioni che hanno avuto le associazioni di categoria coinvolte.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Ventriglia, rimane ferma la richiesta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì. L'interpellanza è discussa per l'Aula e viene inviata al Presidente della III Commissione per ulteriori approfondimenti.
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