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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2007-01041
?PERPLESSIT? SULLA "PERSONALE RICETTA" DEL SINDACO AI PROBLEMI DI SPACCIO? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI RAVELLO, GHIGLIA, VENTRIGLIA, GALASSO E LONERO IN DATA 21 FEBBRAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701041/02, presentata in data 21 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Perplessità sulla 'personale ricetta' del Sindaco ai problemi di spaccio"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
Premetto che risponderò all'interpellanza, però già il suo titolo e poi anche il contenuto mi obbligano a porre alla Presidenza una questione regolamentare: le interpellanze e le interrogazioni (che, se non sbaglio, sono atti di controllo e di indirizzo dell'attività della Giunta) sono ammissibili quando si riferiscono a opinioni su temi che hanno pochissima attinenza alle competenze strettamente amministrative dell'Amministrazione? Pongo questo quesito alla Presidenza, perché vorrei ricordare che ci sono molte sedi (giornali, convegni, manifestazioni di piazza, eccetera) adatte al dibattito politico, mentre bisognerebbe interrogarsi sull'ammissibilità delle interpellanze che non hanno riferimenti ad un'attività concreta o che potrebbe concretizzarsi in futuro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché, detto questo, non ho nessuna difficoltà a rispondere all'interpellanza.
Per quanto riguarda il primo quesito degli interpellanti, confesso che conoscevo già i problemi di spaccio in Via Ormea ben prima che l'Onorevole Marino me ne rendesse compartecipe, anche perché lui stesso, in qualità di cittadino residente, li aveva già segnalati precedentemente in varie occasioni, contribuendo a far presente i problemi di quella zona, che, peraltro, conoscevo, così come conosco quelli di altre zone della città.
Invece, le mie personali proposte (che, in quanto definite tali, a mio modo di vedere, pongono un problema di ammissibilità dell'atto di indirizzo e di controllo) sono presto dette; le ho già dette lunedì scorso e non ho difficoltà a ripeterle: ritengo che occorra rendersi conto che c'è una diffusione non solo molto più estesa del fenomeno delle tossicodipendenze, ma anche molto più articolata al suo interno.
Accanto ad un uso di droghe cosiddette "leggere" (per sintetizzare in termini giornalistici, il "fumo", che credo connoti una parte cospicua della popolazione giovanile, principalmente studentesca, ma non solo), si situano altre tipologie di consumo delle tossicodipendenze, che vanno da quella che un tempo era la parte prevalente di consumatori, per capirci, quelli dediti soprattutto all'eroina. Oggi costituiscono una parte che sta diminuendo nella quantità, ma non per questo non continua ad essere quella che pone i problemi principali per il tipo di effetti indotti (la ricerca dello spacciatore da una parte e la ricerca delle risorse per l'acquisto della sostanza dall'altra); detto in altri termini, è quella parte della popolazione tossicodipendente che si muove con caratteristiche di maggior disperazione o maggior cronicità - forse è il termine più esatto - e che spesso è anche quella che si rende colpevole di atti più efferati, perché rivolti alla parte più debole della popolazione, proprio per procurarsi quanto necessario per l'acquisto della sostanza.
Accanto a questa c'è una tipologia di consumatori che ha come caratteristica crescente quella di avere un maggior controllo individuale dell'uso della sostanza, che non ha una connotazione di tossicodipendenza come solo appannaggio delle classi agiate (dal professionista in BMW, ai muratori con la Panda, a tante altre categorie sociali) e che è quella che, in particolare in determinate zone e in certe giornate, alimenta la gran parte dell'attività di spaccio.
A fronte di questa analisi, i miei suggerimenti - non sono la mia ricetta - riguardano semplicemente il fatto che, forse, proprio quella tradizionale antinomia tra proibizionisti e antiproibizionisti potrebbe venir meno, nel senso che, se è vera questa analisi di una maggiore articolazione delle tipologie di consumatori di sostanze stupefacenti e se si vogliono prendere iniziative che facciano arretrare significativamente il fenomeno, credo occorra pensare che, da una parte, ci sia bisogno di pensare a forme di legalizzazione controllata di determinate sostanze- come misure antiproibizioniste - e, in altri casi, ci sia bisogno, invece, di misure che, sulla scorta di quanto in parte è già previsto dalla legge nazionale, non colpiscano i consumatori con provvedimenti penali che lasciano il tempo che trovano e sono armi troppo potenti per l'obiettivo che si propongono, ma con le classiche pene alternative che potrebbero avere un effetto deterrente assai maggiore che non semplici sanzioni amministrative oppure sanzioni penali. Penso, ad esempio, a quanto è stato sperimentato, credo con qualche successo, nel caso dei ragazzi ritenuti colpevoli del video fatto circolare in Internet sulle violenze inferte ad un ragazzo affetto dalla Sindrome di Down in un istituto superiore cittadino. Probabilmente, pene di questo genere, per alcuni settori di tossicodipendenti, potrebbero avere un effetto deterrente maggiore rispetto alla minaccia di reati penali molto più grandi, oppure sanzioni amministrative che si esauriscono con il semplice pagamento di un'ammenda, che spesso non vengono attivate.
Questo è un tema di cui abbiamo parlato anche al Tavolo al quale hanno partecipato anche alcune forze politiche dell'opposizione. La mia non è niente di più di un'opinione che consegno alla discussione, sperando che possa essere utile per trovare proposte, visto che l'attuale legislazione, sia dei governi di centrosinistra che dei governi di centrodestra, se guardiamo i risultati, ci dice che il fenomeno non solo non è ridotto, ma è ulteriormente diffuso, più articolato e provoca direttamente ed indirettamente più vittime di quante ne provocasse prima.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'articolo del Regolamento che regola la trattazione delle interpellanze, la loro presentazione e le modalità di risposta è l'articolo 59, che al comma 1 recita: "L'interpellanza consiste nella domanda rivolta al Sindaco in forma scritta (...) volta ad ottenere informazioni su materie di competenza comunale, conoscere le motivazioni dell'azione dell'Amministrazione, o i suoi intendimenti e le sue posizioni su questioni d'interesse cittadino." Il comma 3 dello stesso articolo, precisa che: "Ove un'interpellanza non corrisponda a quanto stabilito dal precedente comma 1, ovvero la sua formulazione costituisca violazione di legge, il Presidente può motivatamente dichiararla inammissibile, dandone comunicazione scritta al primo firmatario entro i cinque giorni successivi alla presentazione. (...)".
Pertanto, probabilmente si è ritenuto che l'interpellanza in oggetto rientrasse nell'articolo 59, commi 1 e 3, del Regolamento.
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
A livello istituzionale conosco da poco il Sindaco, però, nel suo modo di comportarsi e di relazionarsi con il Consiglio Comunale, ho potuto notare la sua costante voglia di confrontarsi con il Consiglio e con le istanze che i Consiglieri gli sottopongono, quindi non credo che il suo appello al Regolamento fosse dovuto alla volontà di rinunciare ad un confronto che pare abbastanza chiaro: riguarda la linea di indirizzo su un tema di chiaro interesse della cittadinanza.
Il consumo, l'utilizzo e lo spaccio di sostanze stupefacenti sono questioni che hanno ricadute su vari temi, sia sull'ordine pubblico che su quello sociale, e quindi credo sia opportuno il nostro interessamento, riportando un argomento di tale rilevanza nella sede opportuna e quindi liberando i giornali di un dibattito che sarebbe più proprio affrontare in sede di Consiglio Comunale.
Dal momento che il titolo dell'interpellanza è abbastanza eloquente, anche se non sono riuscito a esprimere tutte le mie perplessità nel testo, e, nella sua riposta, il Sindaco (che comunque ringrazio soprattutto per la pazienza che ha avuto nel rinviare a quest'oggi una discussione che si sarebbe dovuta tenere già la settimana scorsa) non ha fugato queste mie perplessità (credo e mi auguro non per sua volontà), tengo a ribadire che il discorso non vada chiuso qui.
In seguito a una segnalazione in particolare, lei si è espresso in maniera abbastanza inequivocabile sul tema dell'utilizzo e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Ripeto che sono rimasto un po' perplesso nel sentire che, comunque, il Sindaco della nostra Città si sia posto, nei confronti del problema della tossicodipendenza, in maniera, da quanto ho visto, quanto meno un po' confusa. Ricordo bene sia le posizioni del Sindaco Chiamparino di quando faceva l'antiproibizionista e sottoscriveva appelli della Lega antiproibizionista, che quelle di oggi, o meglio di qualche settimana fa, nelle quali, a mezzo stampa, invocava norme più severe.
Seguendo, per quanto possibile (compatibilmente con i tempi che ognuno di noi ha), anche quanto accade a livello nazionale, non ho potuto non preoccuparmi nel sentire che il Sindaco della nostra Città invocava pene più severe per sanzionare, in particolare, gli acquirenti di sostanze stupefacenti, quando, dall'altro lato, l'organo di massima competenza in materia, nella persona del Ministro Turco, aumentava i limiti delle dosi sanzionabili. Credo ci sia confusione, allora, dal punto di vista politico, all'interno di un'area di centrosinistra chiaramente definita in tema di approccio alla lotta alla diffusione delle droghe.
Un'altra perplessità, di carattere più locale, riguarda il fatto che la sensazione che si è avuta (e credo di non essere stato l'unico ad averla) è che la Città, attraverso il suo Sindaco, sia stata pronta nel rispondere a una segnalazione che arrivava da un illustre personaggio della politica cittadina, quando lei sicuramente saprà che è forse un po' da Via Ormea, più di una decina di anni fa, che sono nati tutti i problemi di ordine pubblico che, poi, si sono diffusi a macchia d'olio sul resto della città. Quindi, sarebbe, forse, più opportuno evitare di dare la sensazione ai cittadini che vi siano cittadini di serie A e di serie B, perché le confesso che questa è la sensazione che ho avuto io.
Un'altra perplessità riguarda la sua proposta. Lei propone rimedi che, da quanto pare abbia detto, si dovrebbero concentrare soltanto su una determinata categoria di acquirenti di sostanze stupefacenti, denotando, comunque, a mio avviso, una scarsa conoscenza dell'evoluzione - che, è vero, è molto rapida - di un fenomeno - che, è vero, è molto complesso - come quello delle sostanze stupefacenti.
Non so se lo si sa, ma, ormai, qualunque tipo di sostanza, dalla cocaina alle sostanze sintetiche, ha, purtroppo, raggiunto prezzi accessibili a tutte le tasche. Non vi è più la droga dei ricchi e quella dei poveri e la cocaina, in particolare, non è più soltanto la droga dei ricchi. Tra l'altro, aggiungo, che, magari, chi, a bordo di un'auto di lusso, va a cercare lo spacciatore per acquistare droga, difficilmente si mette in coda in Via Ormea, ma è più probabile, possibile e frequente che si rivolga ad altri circoli di mercato (chiamiamolo così).
Un'ultima perplessità riguarda le linee di azione che il Sindaco intende attuare nella città per contrastare il fenomeno. Non mi ha risposto in merito agli interventi che abbiano fatto seguito a segnalazioni della Circoscrizione, della Sezione di Polizia Municipale sul territorio e dei cittadini; non mi ha risposto dicendomi che cosa abbia fatto, finora, la Città per contrastare un fenomeno che, a quanto pare, non soltanto l'Onorevole Marino, ma tutti si sono accorti non essere diminuito e non ha risposto in merito alle politiche che la Città intenderà attuare, soprattutto in termini di prevenzione dall'uso.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non ho risposto, perché gli interventi fatti dalla Città (in realtà, dalle forze dell'ordine, coordinate da chi ne ha la responsabilità, anche su segnalazione e sollecitazione della Città) sono così ovvi e quotidiani che mi stupisco che a un Consigliere debbano essere rammentati attraverso interpellanza. A memoria, negli ultimi venti giorni, in quella zona, per esempio, c'è stato l'intervento dei Carabinieri che, anche grazie a uno stratagemma (alcuni militi si sono travestiti, per un certo periodo di tempo, da netturbini per poter indagare), hanno bloccato e arrestato alcuni spacciatori che sembra fossero di ritorno al Valentino dalla zona del Parco Stura. È di qualche tempo più addietro l'intervento massiccio sulla collinetta del Valentino che, insieme a quelli nella zona di Via Ormea e dei Cappuccini, ha determinato lo spostamento dello spaccio nella zona del Parco Stura.
Direi che è difficile numerare gli interventi, perché vengono fatti sistematicamente, quotidianamente con tutti i mezzi, a cominciare dalle telecamere fisse, controllate dalla Stazione dei Carabinieri di Via Ormea.
Non volevo, quindi, eludere la mia risposta, che davo quasi per scontata, tanto, ripeto, sono quotidiani e sistematici i controlli attraverso i quali non si riesce che ad ottenere il risultato di spostare il fenomeno (purtroppo, per carenze legislative, attorno alle quali lei ha girato) da una parte all'altra della città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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