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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 15

Comunicazioni del Sindaco su "Sicurezza pubblica"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sono state presentate due richieste di comunicazioni del Sindaco, aventi per oggetto la sicurezza e l'incremento delle forze dell'ordine, di cui si è vista protagonista la Città di Milano.
La prima, presentata dal Consigliere Carossa, recita: "Si chiede di relazionare, durante la seduta del Consiglio Comunale convocata in data odierna, in merito alle ultime notizie riportate sui quotidiani, relativamente ai rinforzi degli agenti di polizia avuti a Milano, evidentemente non ottenuti o non richiesti dal Sindaco Chiamparino per Torino".
La seconda, presentata dal Consigliere Ghiglia, recita: "Egregio Vicepresidente, come certamente saprà, il Sindaco di Milano, Onorevole Moratti, dopo aver indetto una manifestazione volta a richiedere al Governo più agenti per le forze dell'ordine nel suo Comune, ha ricevuto risposta positiva del Ministro dell'Interno Giuliano Amato. Anche Torino verte in una vera e propria emergenza criminalità e denuncia la necessità di avere più agenti e mezzi più adeguati per le forze dell'ordine. Tuttavia, nessuna risposta a questa esigenza torinese è arrivata dal Governo. La presente, quindi, per richiedere in merito le comunicazioni del Sindaco".
Queste richieste di comunicazioni del Sindaco sono state concesse.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Rispondo volentieri a queste richieste di comunicazioni, anche perché questo mi consente di fare una constatazione ovvia e banale, ma che nella discussione politica non dovrebbe sfuggire. In un'intervista rilasciata nei giorni scorsi dal Sindaco Moratti al "Corriere della Sera" ha dichiarato la sua impotenza a fronteggiare il problema della sicurezza. Questa mi pare la dimostrazione più lampante che in una città che da 15 anni è governata dal centrodestra, con un Vicesindaco con delega alla sicurezza (che se non sbaglio appartiene al Partito di Alleanza Nazionale), i problemi della sicurezza sono ben lungi dall'essere risolti; non intendo dire che siano peggiori di quelli di Torino (anche se, secondo me, lo sono), ma che quantomeno nelle due città vi sia la stessa situazione.
Non dico questo per puro spirito di polemica politica (anche se chi è sempre prodigo di suggerimenti su come utilizzare al meglio i Vigili Urbani e le altre forze di Polizia, forse, potrebbe spendere un po' della sua conoscenza e lungimiranza nel suggerire qualcosa ai compagni di partito milanesi), ma lo dico soprattutto perché mi sembra la dimostrazione più lampante del fatto che il tema della sicurezza non richieda agitazione di parte, populismo e demagogia. Ho pubblicamente valutato sbagliato l'atteggiamento del Sindaco Moratti perché accondiscendente al populismo e ritengo doppiamente sbagliata la risposta del Governo, perché, se è vero che si trattava di impegni già presi, l'errore è doppio: bisognava che gli impegni già presi fossero rispettati quando erano stati assunti e non aspettare che ci fosse un'istanza populistica per farlo; invece, se non è vero che fossero impegni già presi, l'errore è semplice, ma resta pur sempre un errore.
Non credo che ai problemi della sicurezza si risponda con istanze populistiche, perché, così come sulla TAV non vi sarà mai un progetto sufficientemente adatto ad intercettare le istanze estremistiche, qui non vi sarà mai un numero di agenti sufficiente ad intercettare le istanze più populistiche, tant'è che mi risulta che il Sindaco Moratti, insieme alla Giunta, abbia già risposto che le proposte del Governo sono del tutto insufficienti.
Credo che la strada che abbiamo intrapreso sia di responsabilità; magari, il giorno dopo può portare ad un titolo di giornale favorevole in meno, ma nel medio periodo può portare a risultati significativi. Vedendo l'espressione del Consigliere Ghiglia, mi rendo conto che le risposte del Governo avallano le sue posizioni, ma non so se di questo deve essere più scontento il Consigliere o il Governo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma difatti!
Non ho intenzione di intrattenervi a lungo, perché si tratta di un dibattito politico avvenuto soprattutto sui giornali, più che di una vera comunicazione, ma vorrei riprendere la nostra situazione sugli organici delle forze di Polizia. Quando si discuteva della Finanziaria, anche dopo l'incontro avvenuto a Roma con il Sindaco Moratti ed il Ministro Amato, oltre ad una richiesta di adeguamento degli organici, avevo avanzato la proposta che vedeva la nostra disponibilità a mettere a disposizione forze amministrative per permettere di sostituire agenti, che potessero operare sul territorio. Come ricorderete, a quella risposta erano arrivate, da parte del Questore e del Prefetto, pubbliche assicurazioni che le nostre esigenze di completamento dell'organico rientravano in dinamiche fisiologiche e che, quindi, allo stato, non si ravvisava la necessità in tal senso.
Dal momento che il Capo della Polizia non sono io, ma il Questore e chi coordina e ha la responsabilità dell'ordine pubblico è il Prefetto, mi attengo a queste valutazioni, che, se dovessero mutare, siamo pronti a mettere sul tavolo della sicurezza la richiesta di più agenti e la nostra disponibilità a riprendere la proposta di mettere a disposizione nostri impiegati per compiti amministrativi all'interno della Questura e ad altre eventuali forze di sicurezza.
Il numero di agenti è solo una variante delle politiche di sicurezza: in un'intervista apparsa oggi sul "Corriere della Sera", il Senatore D'Ambrosio ha dichiarato che siamo il Paese d'Europa con il più alto numero di agenti rispetto alla popolazione. A questo punto, se da un lato abbiamo il numero più alto di agenti rispetto alla popolazione e, dall'altro, il problema della sicurezza, in tutti i sondaggi, è uno dei primi temi che preoccupano i cittadini, forse, dovremmo porci qualche interrogativo; forse, vuol dire che è un aspetto importante, utile e necessario, ma non sufficiente per delle politiche di sicurezza che veramente tranquillizzino i cittadini.
Per questa ragione credo che, rispetto alle istanze populistiche e all'accondiscendenza verso il populismo, sia preferibile una strada, che abbiamo intrapreso di dialogo e di convergenza fra le forze politiche, perché, se è vero il punto dal quale sono partito, vuol dire che nessuna forza politica ha al suo interno una soluzione in grado di affrontare la complessità delle questioni che insistono sul tema sicurezza. Pertanto, sono determinato a portare avanti il lavoro di questo Tavolo e mi spiace che il Consigliere Carossa, nonostante i suoi annunci, non abbia potuto o non abbia voluto - questo non lo so - parteciparvi. Voglio mettere tutti in guardia da chi pensa che il solo numero degli agenti possa risolvere la situazione: questo è un tema che può facilmente ritorcersi contro chi lo solleva, perché a Milano, il giorno in cui verranno aperti i due commissariati, le questioni che vi sono oggi si riproporranno nuovamente e chi ha sollevato questo tema se lo vedrà ritorcere contro.
Penso sia meglio portare avanti un lavoro condiviso (insieme all'attenzione agli organici delle forze di Polizia e alle misure di riforma dei Corpi di Polizia Municipale), presentando anche quelle proposte accennate prima, rispondendo a un'interpellanza che riguarda tossicodipendenze e immigrazione, ossia quel complesso di misure che affrontino le diverse questioni che compongono il prisma sicurezza, tema che, indubbiamente, sta a cuore a tutti i cittadini.
Approfitto di queste comunicazioni per dire, a chi ha davvero a cuore i temi della sicurezza, che, proprio perché ritengo che il rito torinese (se vogliamo chiamarlo così) abbia una valenza superiore al rito ambrosiano, chiederò formalmente (l'ho fatto al telefono) al Ministro Amato di venire a Torino per poter affrontare e discutere insieme i risultati del Tavolo che, con grande determinazione, intendo portare avanti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Adesso che sappiamo che arriverà il Ministro Amato, anziché 110 agenti e 2 commissariati e un po' di macchine in più, noi, a nome di tutti i torinesi, siamo assolutamente più tranquilli. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il problema è che magari neanche viene e soprattutto che magari non la avverte se non viene o la avverte all'ultimo e lo viene a sapere anche lei dai giornali.
Vede, Sindaco, io devo dire la verità, per quanto cerchi sempre di essere moderato con lei, rispetto a quello che è stato il suo surreale e patetico tentativo di spiegare l'umiliazione cocente subita dal suo Governo per tutta la città, non riesco proprio a trattenere delle parole che (mi consenta di dire, Sindaco, non nei suoi confronti) sono di sdegno.
Lei ha parlato di filosofia dell'ordine pubblico, del fatto che ci siano più poliziotti o meno poliziotti, ma dell'intervista al Corriere della Sera non mi importa nulla, perché il problema è un altro, Sindaco. Il problema è che Milano va a Roma e porta a casa uomini e mezzi, Torino va a Roma e neanche glielo dicono, al Sindaco di Torino, che Milano porta a casa uomini e mezzi! Questo è il problema, signor Sindaco! Il resto sono tutte fanfaluche, sono i soliti bla bla! Abbia pazienza, Milano porta a casa uomini e mezzi, lei torna indietro col sacco vuoto e ci viene a "prendere per la giacca", parlandoci della superiorità del rito torinese, rispetto al rito ambrosiano!
Caro Sindaco, si converta al rito ambrosiano e chissà che anche in questa città si possa avere qualche via un po' più pulita e qualche quartiere un po' più tranquillo! Perché, sinceramente, essere anche presi in giro, facendo passare una umiliazione vergognosa per una vittoria torinese's pride, mi sembra semplicemente ridicolo!
C'è stato un grande fallimento politico, signor Sindaco! Le voglio, però, anche passare la palla: fallimento di tutti, perché il 2 ottobre 2006 questo Consiglio Comunale, all'unanimità, ha votato una mozione, presentata da Alleanza Nazionale e dal resto de La Casa delle Libertà, votata poi da tutti (anche da lei, Sindaco) in cui si impegnava il Sindaco a ottenere per la città di Torino più uomini e più mezzi e lei, in questa missione - è un dato di fatto oggettivo - ha fallito. Perché ha votato quella mozione? Se è convinto che il rito torinese, il "rito dei tavolini" sia superiore a quello materiale, brutto, becero di chi, invece, ottiene più uomini e più mezzi, perché ha votato quella mozione (o ha fatto votare quella mozione) che impegnava il Sindaco a ottenere più uomini e più mezzi? Lei smentisce quello che anche la sua maggioranza l'ha impegnata a fare il 2 ottobre 2006 ed è questa politica schizofrenica sulla sicurezza, Sindaco, che non la rende credibile nei confronti delle sue richieste a Roma, perché vorrei ricordarle che lei è lo stesso Sergio Chiamparino che, circa, due mesi fa, diceva, in quest'Aula, che Torino è una città fin troppo sicura.
Signor Sindaco, non sono un esperto di riti. Noi della destra popolare non siamo esperti in rituali, non siamo esperti in tavolini metafisici, noi capiamo semplicemente i numeri.
Torino incassa meno i pensionati, perché, attenzione, il Ministro Amato a noi non rimpingua nemmeno il turnover delle pensioni! A Milano portano a casa un grande "più". Questa, Sindaco, è l'unica cosa che sappiamo.
Per questo grande fallimento politico avremmo anche potuto chiedere le sue dimissioni. Tanto, è chiaro che non le avrebbe presentate, però l'impegno di tutti voi, Colleghi, è stato disatteso dal Ministro del centrosinistra che ha preferito dare uomini e mezzi a un Sindaco del centrodestra che, evidentemente, non voglio dire abbia più autorevolezza, ma più coraggio del nostro, e siamo stati tutti smentiti, pazienza!
Il Sindaco, però, è contento così. Allora guardi, Sindaco, magari, fra qualche giorno, qualcosa otterrà. Magari adesso le telefona Amato, se si fa trovare..., non so... Ho letto che lei ha telefonato a qualcuno al Ministero (non so bene chi le abbia risposto di domenica sera) e spero almeno che abbia parlato col Ministro e sono convinto che, magari, entro qualche giorno ci dicano che qualcosa manderanno a Torino, poi vedremo se è vero. Questa mattina, però, le ho fatto una proposta: sia un po' più incline al populismo, facciamo una bella manifestazione di piazza, guidata da lei, con le bandiere di tutti i partiti, di tutte le forze politiche e chiediamo fortemente, tutti assieme, più sicurezza per Torino, più uomini, più mezzi e più vivibilità per la nostra città. Non soltanto siamo disposti a sfilare con lei, Sindaco, ma anche a votarle il Bilancio!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Ho sempre delle difficoltà enormi a parlare dopo il Sindaco e il Consigliere Ghiglia, però, lo faccio apposta, perché si impara sempre qualcosa.
Non sono venuto al Tavolo, perché noi, per fortuna, abbiamo un partito vivo, fatto di persone e abbiamo avuto un dibattito interno. Sono al servizio del mio partito e i miei esponenti, i miei militanti mi hanno detto, in definitiva, che era una perdita di tempo (e i fatti lo stanno dimostrando) e soprattutto che non mi sarei dovuto sedere al tavolo di chi adesso piange per la sicurezza, ma ha votato per l'indulto. In definitiva, in soldoni, è stato quello il discorso dei militanti della Lega di Torino, quindi per questo motivo non mi sono seduto al suo Tavolo. Dopo di che, da cittadino, mi dolgo che non abbiamo un Sindaco donna.
In questi giorni, il Sindaco Moratti ha dimostrato che avere gli attributi non è una prerogativa di noi maschietti e che a credere in quello che si vuol fare, magari, si riesce anche a ottenere qualcosa.
Penso che, se nel 2011 saremo ancora alleati, lo auspico, chiederò alla Casa delle Libertà una sola cosa: che il Sindaco sia una donna, perché la Moratti sta dimostrando di avere, ripeto, gli attributi, a differenza, mi permetto di dire, di qualcun altro, anche se oggi, devo dire la verità, il "soccorso rosso" è subito partito in sua difesa. Leggo, nell'ordine: Cofferati, Domenici, Cacciari, tutti intervenuti in sua difesa e contro la Moratti, rea di avere dato voce ai bisogni della sua gente. Cosa che qui continua a non avvenire.
Non si tratta soltanto del discorso della Moratti a proposito della manifestazione, ma è il frutto di 15 anni o più di Giunte di centrodestra. Questo è solamente un epilogo, che, però, è passato - e lo dico anche all'Assessore Borgogno - attraverso 1.000 Vigili Urbani in più, nel corso di questi anni, a Milano. È passato attraverso questo! Così come con la costruzione di 11 caserme e l'installazione di 700 telecamere per la sicurezza nella città di Milano! Non mi sembra che tutto ciò sia avvenuto a Torino, per un semplice motivo: esistono priorità diverse e livelli diversi.
È accaduto anche oggi, quando l'Assessore Borgogno ha risposto alla mia interpellanza sulle Basse di Stura; naturalmente, si difendono le povere persone che abitano in quelle zone: da una parte i ladri e dall'altra non l'ho capito, ma, poi, l'Assessore me lo spiegherà in un altro momento. Infatti, da una parte, l'Assessore ha riconosciuto che ci sono dei ladri, dall'altra, invece, è presente della gente, ma non si sa bene chi siano (si sa, però, che lavorano in nero o quant'altro).

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

CAROSSA Mario
Lei ha detto questo, è inutile che cerchi di negarlo, perché, altrimenti, andiamo a sbobinare; ha affermato che, nella parte destra della Stura, sono presenti delle situazioni molto gravi e pericolose, che vi sono stati problemi con le forze dell'ordine, soprattutto per quanto riguarda i furti (del rame e di quant'altro). Comunque, non perdiamo tempo!

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

CAROSSA Mario
Il problema non è quello, ma è che, oggi, ha dato una risposta ad un'interpellanza.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

CAROSSA Mario
Sì, comunque, poi, andremo a vedere. Se ho sbagliato, chiedo scusa fin d'ora, ma non penso di averlo fatto.
Chiedo di capire quali siano le priorità di questa città, perché non è un discorso di populismo, si tratta di chiedere per i propri cittadini! Mi sento sempre ripetere dall'Assessore Borgogno che non c'è la possibilità - e ci credo - di ottenere nuovi Vigili Urbani e, poi, vengo a sapere che la Città di Milano, negli ultimi anni, ne ha ottenuti 1.000 in più: questo fatto mi dà da pensare!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Vorrei ricordare al Sindaco quando, in occasione dell'Expo 2015 - che abbiamo perso -, in quest'Aula disse una cosa che considero molto giusta e seria nei confronti del Consiglio e, in generale, dei cittadini di Torino: voleva dimenticare la sua appartenenza politica e che i problemi della città avrebbero rappresentato la sua priorità. La polemica nacque dal fatto che Expo 2015 fu assegnata a Milano e non a Torino, ed apprezzai molto la sua affermazione, che dava il senso di un rapporto diretto con la città.
Comprendo che, in un clima di polemiche, sia facile ricordare le Giunte della Casa delle Libertà, ma proporrei di lasciare da parte i colori politici di Milano e di Torino. È vero che, venerdì, si è riunito un Tavolo, che, come Gruppo di Forza Italia, riteniamo positivo, ma deve essere perfezionato e dovrà compiere dei passi concreti per quanto riguarda la situazione della sicurezza. Devo, altresì, dire che, di fatto (sia questa una notizia giornalistica o corrisponda a realtà), abbiamo assistito, tra sabato e domenica, a questa presa di posizione del Sindaco di Milano e ad una risposta immediata del Governo. Per dirla in modo più banale: "a Milano che chiama, Roma risponde" e, devo dire, anche con una certa celerità. È stato, poi, detto che, in realtà, era una risposta che doveva esserci già a novembre e che è arrivata tardivamente, ma, di fatto - e in questo hanno ragione i Consiglieri che mi hanno preceduto -, la "minacciata" o "vera" manifestazione del Sindaco Moratti ha prodotto il risultato della risposta del Ministro Amato, sia sugli uomini che sull'apertura di due Commissariati.
Vorrei, però, che lei si rendesse conto che l'opinione pubblica torinese, per l'ennesima volta - voglio sottolinearlo -, vive una sudditanza o, comunque, un'inferiorità nei confronti di Milano. Come ci siamo ripetuti più volte, dobbiamo superare queste forme, che, magari, sono più psicologiche che reali - lo posso condividere -, però voglio anche ricordarle che, quando parla di una insicurezza reale e di una insicurezza percepita, sull'insicurezza percepita fa anche premio l'azione di un'Amministrazione, come quella di Milano, che ottiene delle risposte da parte del Governo, e quindi la possibilità di dire, sempre a livello dei nostri concittadini: "Torino non conta nulla. Milano, appena alza la voce, ecco la risposta".
Probabilmente non è giusto banalizzare in questo modo, però penso sia altresì giusto sottolineare una nostra specificità (che, l'altra volta, in Aula non avevo voluto evidenziare con toni enfatici), che è presente e che lei stesso ha ricordato, sabato, nel commemorare il Maresciallo Berardi. Oltre al problema della sicurezza, abbiamo un problema di possibile ripresa del terrorismo - e ne è testimonianza l'iniziativa delle forze dell'ordine di un mese fa - e di questi movimenti cosiddetti "anarchico-insurrezionalisti". Di fronte a questo scenario, che aumenta la preoccupazione (oltre a quella sulla sicurezza) in generale, alcuni appartenenti alle forze dell'ordine mi dicevano che Torino, in questo settore specifico degli anarchico-insurrezionalisti, di fatto, è la capitale, non solo italiana, ma probabilmente europea. Ritengo, quindi, che ci siano dei problemi e delle attenzioni che questa città merita per quanto riguarda la sicurezza e questi fenomeni (che hanno, certamente, anche una valenza politica e, quindi, sono da verificare).
La settimana scorsa, avevamo chiesto di invitare a Torino il Ministro Amato, giusto per non considerarci una città di serie B. Inoltre, vorrei ripetere quanto detto, perché, forse, è meglio prevenire che, poi, intervenire: il Ministro Amato è intervenuto a Napoli, purtroppo, quando la vicenda, ormai, era già esplosa; forse è meglio che arrivi a Torino prima, per confrontarsi con le forze amministrative e politiche e anche per dare delle garanzie.
Ribadisco che delle forze dell'ordine in più siano sempre utili e servano a rendere più sicura la nostra città. Non ritengo ci si debba mai pentire di una richiesta di maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio e penso che questa richiesta sarebbe condivisa sia dal Questore che dal Prefetto e che, quindi, debba essere reiterata nei confronti del Ministro e mi auguro che quanto lei ha affermato, questa sera, in Aula (cioè, che il Ministro verrà a Torino) avvenga al più presto (di fatto, la considero anche come una risposta alla nostra richiesta) per dare alcune risposte e garanzie in termini di sicurezza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Volevo solo ricordare, in particolare ai Colleghi di Alleanza Nazionale, che le elezioni sono avvenute otto mesi fa e che le prossime...

VENTRIGLIA Ferdinando
(Intervento fuori microfono).

GALLO Domenico
Glielo ricordo sempre, Consigliere Ghiglia!

VENTRIGLIA Ferdinando
(Intervento fuori microfono).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Vorrei soltanto precisare che si trattava del Consigliere Ventriglia.
Prego, Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Le elezioni sono avvenuto 8 mesi fa e le prossime saranno fra 4 anni. Volevo anche ricordargli che ha perso 3 elezioni consecutive su questi temi, quindi lo invito a correggere il tiro per vincere le elezioni. Lo dico per il vostro bene, non è che... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Intanto precisiamo che al Tavolo non erano presenti due forze: Alleanza Nazionale e il partito delle ronde, che è la Lega Nord. Mancavano solo questi due soggetti al Tavolo, mentre erano presenti Forza Italia e l'UDC - quindi, le forze di opposizione più serie, dal mio punto di vista -, che hanno condiviso con noi l'inizio di un percorso. Penso che quella sia la strada giusta per procedere in maniera seria sulle questioni della sicurezza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Voi state distruggendo l'immagine di una città, siete degli irresponsabili!
Voi state ingigantendo un problema! Voi state gettando benzina sul fuoco e lo state facendo irresponsabilmente! Io, invece, credo che su questo tema ci voglia grande responsabilità e penso che l'idea del Sindaco di mettere insieme le forze politiche democratiche per arginare questo fenomeno, per trovare strategie comuni sul problema della sicurezza, sia la strada giusta.
Oggi strumentalizzate la questione Moratti. Il Sindaco Moratti si è dimostrato un sindaco populista, non ha ottenuto niente, perché l'invio di nuovi agenti faceva parte di un accordo preso nel settembre 2006.
La Città di Torino sta cercando una strategia seria per arginare il fenomeno dell'insicurezza e non mi sembra che non si siano ottenuti risultati. Il Parco Stura si chiama Parco Stura; c'è un progetto per costruire un campo da golf; c'è un'iniziativa di riqualificazione di quell'area. La Città si sta muovendo con grande serietà su questo problema e le forze democratiche, quelle serie, stanno facendo questo percorso.
Penso che la strada migliore per aggredire il problema della sicurezza sia quella di sferrare un attacco durissimo ai trafficanti di droga, a chi dirige il traffico della droga. Non vi sento mai parlare di questo. Voi parlate di pusher e di tossicodipendenti. C'è un problema alla fonte! C'è il problema di chi dirige il traffico della droga. È questa la questione, ma non vi sento mai parlare di questo!
Non vi ho sentito fare una sola proposta. Ma quali sono le vostra proposte? Quali sono le proposte di Alleanza Nazionale e della Lega Nord sul problema dell'ordine pubblico? Quella, forse, di Borghezio, che ha appiccato il fuoco ai materassi dei rumeni che dormivano sotto non mi ricordo quale ponte? È quella la strategia che volete utilizzare? O è la strategia di diffondere un problema e di creare una progettualità efficace contro quelle forze del crimine, che sono organizzate e che alimentano il traffico della droga con grandi potentati e grandi organizzazioni?
Credo che abbiate perso un'occasione, Colleghi di Alleanza Nazionale e della Lega Nord. Vi siete sganciati da un processo che va nella direzione di socializzare un problema.
Ve lo ripeto: state distruggendo l'immagine di una città. State, in qualche modo, dipingendo una realtà che non c'è! Ci sono dei punti critici e sappiamo quali sono, ma sono circoscritti e credo che stiamo lavorando nella giusta direzione. Se c'è un problema di rimpinguare l'organico delle forze dell'ordine, lo verificheremo. Uno dei punti del Tavolo Comune - lo può anche confermare il Consigliere Cantore di Forza Italia - è quello, appunto, di verificare se ce ne sia effettivamente bisogno e di chiederlo in maniera più determinata.
Diamo una mano al Sindaco su questo punto; anziché attaccare il Sindaco, diamogli una mano! Mi sembra che stiate facendo esattamente il contrario!
Vi ricordo che le elezioni saranno tra quattro anni.

CAROSSA Mario
(Intervento fuori microfono).

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Dopo, Consigliere Carossa, ho capito. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Siamo riusciti a mantenere il dibattito in un ambito civile. Ci sono altri Consiglieri che hanno chiesto di intervenire. Se qualcuno ha necessità di fare delle precisazioni, certamente non sarà la Presidenza ad impedirlo.
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Da un po' di tempo a questa parte, alcune forze politiche stanno strumentalizzando il problema della sicurezza in questa città in modo improprio ed anche pericoloso (come ricordava qualche Consigliere prima di me).
Il problema della sicurezza (come abbiamo ribadito più volte, in questi giorni, in modo particolare, nel Tavolo che si è aperto venerdì) non può avere una connotazione partitica di chi è più favorevole e di chi lo è meno, o di chi è il paladino della sicurezza in questa Città. Credo, Sindaco, che su questa polemica (che, a mio giudizio, è pretestuosa, a questo punto) si debba mettere la parola fine. Abbiamo già detto venerdì la strada che dobbiamo percorrere.
Ci sono anche forze politiche di opposizione - è stato ricordato - che hanno dimostrato buona volontà, un senso politico di collaborazione su questo problema che, sicuramente, è uno dei più sentiti dalla popolazione. Nel voler criminalizzare la nostra città e far passare Torino come una delle città più pericolose che esistano nel nostro Paese o, addirittura, in Europa, mi sembra che non si faccia un grande servizio.
La seconda cosa che vorrei dirle, Sindaco, è che noi non dobbiamo assolutamente seguire Milano; c'è questa specie di sudditanza che, di volta in volta, si presenta. Si guarda sempre a quello che ha fatto Milano, o che non ha fatto, ma Torino è Torino, Milano è Milano! Siamo due grandi città del Nord, non lo metto in dubbio, accomunate anche da situazioni di vivere simili sotto molti profili, ma questo dover rincorrere tutte le volte Milano quando fa qualcosa e Torino non riesce a farla, a me dà veramente fastidio. Torino ha una sua storia, ha un suo modo di essere, ha un suo modo di affrontare i problemi, Milano ne ha un altro.
Inviterei i Consiglieri a vedere la realtà dei problemi che viviamo con un grande senso di responsabilità. Torino ha fatto molto sul piano della sicurezza. In questi anni la nostra città è cambiata e lo voglio ricordare ai Consiglieri dell'opposizione, che non perdono occasione, tutti i lunedì, per chiedere comunicazioni in Aula su questo tema. Mi auguro che sia veramente l'ultima volta e che si passi, invece, a lavorare, anche insieme, concretamente, per trovare la soluzione ai problemi.
Torino ha affrontato il problema rinnovando molti quartieri, combattendo il degrado e, per quanto di competenza del Comune, impegnandosi sotto il profilo sia della Polizia Municipale, che sotto quello della pulizia e della rivitalizzazione delle periferie. Credo che questo sia un segnale importantissimo che noi abbiamo dato. Se, poi, il Sindaco ha parlato - e non ho dubbi che così non sia - con il Ministro Amato ed il Ministro abbia preso l'impegno di venire a Torino per discutere con il Sindaco dei problemi più urgenti di questa città, ben venga, senza dover rincorrere i due commissariati in più o altre cose, ma facendo quanto serve a Torino e che compete all'Amministrazione, come l'assistenza ai più deboli, facendo attenzione a non criminalizzare semplicemente i tossici, ma aiutando, in questo senso, le molte persone disperate che vivono in questa situazione.
Credo che questa sia la risposta che dobbiamo dare, senza fare più polemica in Aula su argomenti che sono estremamente pretestuosi.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Parto da una premessa. Dico fin da subito che non parteciperemo, come forza politica, alle marce sulla città proposte dal Consigliere Ghiglia. Per indole e per tradizione storica e politica, non potremmo mai partecipare ad una marcia proposta da un Consigliere di Alleanza Nazionale.
La vera difficoltà, evidentemente, oggi è delle opposizioni, che si trovano ad abbandonare i toni urlati proposti da Alleanza Nazionale per percorrere, invece, quelli del dialogo. La risposta al Consigliere Ghiglia, probabilmente, Sindaco, l'hanno data gli altri Consiglieri dell'opposizione, partecipando venerdì al Tavolo Istituzionale da lei promosso, perché è evidente che, chi si candida alla guida della Città, deve affrontare anche i temi della sicurezza con meno demagogia ed entrando più nel merito delle questioni da lei proposte.
Sarò molto breve, perché le cose che lei ha già detto, Sindaco, ci trovano molto d'accordo. Ridiscutiamo tra qualche mese degli effetti che l'aumento di uomini e mezzi produrranno a Milano.
Possiamo già dire - come sottolineava il Consigliere Bonino - che Torino e Milano sono due modelli molto differenti; ad esempio, si può guardare alla riqualificazione che, negli ultimi quindici anni, questa Città ha fatto faticosamente, assumendosi l'onere e la responsabilità di andare anche nelle periferie a ricostruire il tessuto sociale.
Un modello che, invece, Milano, in questi 15 anni di Amministrazione, a tinte varie, ma sempre nell'ambito del centrodestra, ha preferito non adottare, lasciando indietro tutta una serie di "pezzi" di società e privilegiando un modello fondato, sostanzialmente, sull'individualismo.
Noi crediamo che la strada da percorrere sia quella propostaci al Tavolo di venerdì sera, sapendo che sarà un cammino molto più difficoltoso rispetto alla scesa in piazza dei cittadini. Probabilmente, un'Amministrazione responsabile deve sempre riuscire ad anteporre i contenuti e gli argomenti delle discussioni politiche, anche nelle diversità, rispetto alla convocazione di cittadini in piazza, perché è proprio lì che si determina il fallimento politico di un'Amministrazione, è lì che si determina il fallimento politico di chi dovrebbe guidare città importanti come quella di Milano.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Venerdì noi abbiamo aderito al suo invito, Sindaco, e abbiamo esordito con un proverbio: "Patti chiari, amicizia lunga", che significa sostanzialmente averle dato fiducia, e siamo consapevoli che questa fiducia vuol dire, per quel che ci riguarda, sacrificio (almeno per non apparire, magari, sulle prime pagine dei giornali). Desideriamo con fermezza che si affronti il problema della sicurezza, in questa città, nel suo complesso. Ciò significa parlare non soltanto di uomini in più, ma (lo abbiamo detto in quella sede e voglio ribadirlo) parlare di recupero delle periferie, significa recuperare, per esempio, tutto un discorso legato alla prevenzione del disagio giovanile che la politica, in questi ultimi anni, ha abbandonato completamente (e parlo, ovviamente, di tutte le forze politiche), significa guardare anche, con attenzione, alla situazione a livello nazionale (magari aggredendolo un po' di più, non con il nostro consueto sistema da "bögia nen") e cercare di farsi ascoltare, appunto, aggredendo (parlo in senso metaforico) coloro che devono darci risposte.
Quando abbiamo parlato di patti chiari (quindi di un percorso comune che poteva continuare), ci siamo subito riferiti ad un appuntamento importante che abbiamo in quest'Aula, questa sera: la relazione sul Bilancio dell'Assessore Passoni.
Questa è un'occasione più unica che rara, perché, proprio in quella sede, potremmo verificare, nel complesso, facendo un ragionamento generale, quale volontà ha questa Amministrazione, guidata dal suo Sindaco, di andare in una direzione, che è quella di garantire maggiore sicurezza ad alcune zone, in particolare, di questa città.
Se si è voluto un Tavolo, come lei fermamente lo ha voluto, Sindaco, è perché sulla sicurezza, probabilmente, esiste un problema. E allora noi non diciamo, come il Consigliere Ghiglia, che voteremo il Bilancio se il Sindaco si rendesse disponibile a marciare su Roma.
Noi lo guarderemo con attenzione e seguiremo con la stessa attenzione con la quale abbiamo seguito il Tavolo, analizzandolo settore per settore, proprio perché comprendiamo che la sicurezza non può essere solamente un'occasione politica, per apparire sui giornali.
Questo aspetto, così come abbiamo dichiarato in quella sede, è veramente l'ultimo che ci interessa e lo vogliamo confermare anche questa sera.
Però, da parte del Sindaco ci deve essere un po' più di grinta nel sostenere, a livello nazionale, le cose di cui questa città ha bisogno.
Mi auguro che il Ministro Amato venga veramente in questa città e che con lui si possa incontrare proprio su questo Tavolo per potergli riferire, personalmente, ciò di cui, nel complesso, abbiamo bisogno.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cuntrò.

CUNTRO' Gioacchino
Stasera abbiamo la prova di come alcune forze politiche intendano affrontare un tema delicato come quello della sicurezza.
Colleghi di Alleanza Nazionale mettono sul piatto (e non sul Tavolo, che era ed è una sede seria) una merce di scambio.
Colleghi di Alleanza Nazionale dicono: "Guardate, accettate la nostra proposta (il Consigliere Angeleri diceva della marcia su Roma) e noi vi votiamo il Bilancio".
Noi rimandiamo al mittente un'ipotesi di questo genere, perché prova, in modo talmente evidente che il Consigliere Ghiglia, di Alleanza Nazionale, pensa di trattare il tema della sicurezza adombrando una sorta di strumentalizzazione, forse perché l'iniziativa che hanno assunto sabato scorso, se non vado errato, non gli ha reso quel consenso che, in modo strumentale, aveva messo in piedi con il famoso banchetto che doveva raccogliere non so quali e quanti risultati.
C'è una sorta di non generoso riconoscimento verso le forze di Polizia. Forse il Consigliere Ghiglia legge il giornale soltanto quando sono pubblicate le sue interviste e le sue fotografie e non si accorge che, in queste settimane, l'azione delle forze di Polizia è stato positivo, in modo particolare, nei confronti degli spacciatori.
Quest'azione positiva non è terminata; va continuata e, quindi, non riconoscere che le forze di Polizia, attraverso il coordinamento del Prefetto e del Questore, stiano portando, su quel fronte, risultati positivi alla nostra città, significa non valutare seriamente questa azione.
Qualcuno richiamava, prima, un proverbio ed io ho l'impressione che sia il Gruppo di Alleanza Nazionale che il Gruppo Lega Nord applichino, al contrario, un altro proverbio: "Predicano male e razzolano bene".
Non si capisce il perché di questa azione unidirezionale di riconoscimento, del Governo, che noi critichiamo. Lo stesso Sindaco ha detto che quanto il Ministro e il Governo hanno assunto soltanto nei confronti di Milano, e non anche nei confronti di Torino, è un fatto negativo, per cui reitereremo (il Sindaco lo ha già fatto in modo sollecito) la nostra richiesta al Governo e al Ministro.
Il Consigliere Carossa riconosceva, forse, le maggiori capacità dell'attuale Sindaco, rispetto a quelle del precedente (non può fare paragoni tra il Sindaco di Milano e quello di Torino). Evidentemente si rivolgeva al Sindaco Albertini che non avrebbe mostrato le stesse capacità che, invece, ha dimostrato l'attuale Sindaco Moratti.
Noi, però, vogliamo rimanere a Torino. I Gruppi di Alleanza Nazionale e della Lega sostengono che è colpa della città di Torino se il Governo ha riconosciuto 110 Poliziotti in più soltanto a Milano.
Penso, invece, che si sia avviato un presupposto positivo di quanto avvenuto alcuni mesi fa. È vero che, se in allora c'era stata una promessa da parte del Governo, si tratta di un fatto negativo, ma se è vero che oggi il Governo risponde a Milano, in linea di principio, dovrà rispondere anche a Torino.
Non è necessario fare manifestazioni, o cortei di piazza per chiedere ciò che, invece, è importante stabilire in un percorso che si è già avviato la scorsa settimana. Bene hanno fatto, e mi pare in modo serio, Forza Italia e l'UDC, chiedendo che questo processo di confronto, che si è avviato su proposta del Sindaco, sia utile a far emergere le proposte per trovare un percorso. Penso che avremo questo riscontro nella discussione di Bilancio, come diceva prima il Consigliere Angeleri.
La scorsa settimana, l'avvio della discussione al Tavolo ha individuato due elementi (risorse e uomini), come dimostrerà la Città di Torino attraverso la discussione sul Bilancio che si avvierà questa sera. Ritengo che questo sia il modo più serio per dimostrare che la sicurezza non è una bandiera da usare e da mettere sui banchetti, ma è un tema sul quale le forze politiche debbono seriamente confrontarsi e individuare gli strumenti utili a dare certezze e sicurezze concrete alla città.
Noi optiamo per questa strada; altre strade non ci interessano: non ci interessa uno scambio fra Bilancio e sicurezza, e quindi riteniamo che la strada individuata sia la più seria e la più corretta.

CERUTTI Monica (Consigliere Anziano)
La parola all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Siamo all'inedita situazione di discutere per due volte nello stesso giorno la medesima interpellanza, ma qualche precisazione è doverosa.
Consigliere Carossa, oggi ho risposto ad una sua interpellanza in cui confondeva, forse per scarsa conoscenza del problema e del luogo, i diversi problemi esistenti sulle due sponde della Stura.
Sponda sinistra, lato Iveco: una problematicità relativa all'ordine pubblico sostanzialmente bassa; sponda destra, zona Arrivore: una problematicità relativa all'ordine pubblico parecchio alta. Nonostante ciò, le ho spiegato che, a dicembre, siamo intervenuti su entrambe le sponde: a sinistra, lato Iveco, 300 occupanti in meno; a destra, operazione in corso, come le ho detto, coperta anche dal segreto istruttorio, su mandato dell'autorità giudiziaria, che riguarda circa 150 persone, per un totale sulle due sponde di 450 persone e l'abbattimento delle relative baracche. Si tratta, quindi, di un'operazione consistente, ma condotta con energia, ma anche nel rispetto delle leggi e della civiltà, perché se lei scambia per buonismo il fatto di tutelare le fasce deboli, sappia che lo richiede la legge ed è una norma di civiltà. E sappia anche che l'intervento fatto a Torino, che ha permesso di spostare 450 persone e rimuovere le relative abitazioni, è molto più piccolo di quello fatto a dicembre a Milano su un accampamento di nomadi più piccolo di questo, che ha suscitato gravi problemi di ordine pubblico ed eco su tutti i giornali nazionali.
Almeno in questo caso, posso dire che il rito torinese è meglio del rito ambrosiano? Ovvero, che abbiamo ottenuto un risultato migliore in una situazione più difficile, senza clamore e senza violare i diritti delle persone, che non è buonismo, ma è una norma di legge e di civiltà! Se poi lei vuole scambiare la mia risposta per qualcos'altro, è libero di farlo, però, la prossima volta che ci sarà una vicenda come questa, la prego di citare ciò che uno dice e non ciò che uno vorrebbe che dicesse! Chiaro?
Aggiungo ancora altre due o tre informazioni, solo perché si sappia. Non lo dico io, l'ha detto "L'espresso" due settimane fa e "Panorama" tre settimane fa, l'ho già detto la settimana scorsa. Torino ha l'83% dell'organico dei Vigili Urbani impegnato in servizi esterni; Milano circa il 60%. Non l'ho detto io, si tratta di dati forniti dai due Comuni.
Non è vero che Milano ha ottenuto 1.000 Vigili in più, perché avrebbe dovuto assumerli, ma non l'ha fatto, e non mi risulta neanche che abbia usufruito della possibilità di assumere stabilmente i Vigili Urbani a contratto di formazione lavoro. Le ricordo, come le ho già spiegato prima (ma adesso ripeterò più volte le cose), che a dicembre abbiamo assunto stabilmente 94 Vigili Urbani in più in organico. Ricordo che anche il Sindaco ha richiesto per Torino qualche organico e qualche strumento in più per le forze dell'ordine; se così non fosse, la discussione diventerebbe kafkiana.
Sempre su qualche giornale, ho letto che una delle cose che a Milano venivano contestate dal Sindaco alle forze dell'ordine era di non utilizzare in modo adeguato il loro organico in città. Si può poi leggerla come si vuole, ma negli ultimi mesi la Polizia di Stato di Torino, grazie a una riorganizzazione, dispone di 21 volanti in più. Anche questa non è una cosa che ci siamo inventati noi, è un dato di fatto, citato dagli stessi organi di informazione. Oltretutto, spesso, gran parte di questi organi di informazione sono diventati ormai una specie di house organ di altre parti politiche, quindi è più difficile che mentano su questioni del genere.
Infine, sempre a proposito di riti torinesi e ambrosiani, ritengo sia giusto e meglio per tutti se c'è una maggiore disponibilità di organico da impegnare nella tutela del territorio, ma ricordo a tutti che, ancora l'altra settimana, sia coloro che hanno detto di voler partecipare al Tavolo che coloro che hanno detto il contrario, hanno riconosciuto un elemento, con accentuazioni diverse, ovvero che il problema della sicurezza e dell'ordine pubblico e dei fenomeni sociali collegati a tutto ciò va ripreso dall'inizio, perché è un problema complesso, perché agisce in una società e in una realtà complessa come sono le città e bisogna evitare di fare interventi demagogici su questi argomenti. È come la tastiera di un pianoforte: va fatta suonare in modo armonico, attraverso leggi, strumenti di prevenzione, di mediazione, di presidio, eccetera.
A distanza di una settimana, si scopre che tutto è più semplice! Non voglio dire che ritornano accenti nuovi di strumentalità, ma che alcuni dei presenti hanno fatto un passo indietro. Ovvero, una settimana fa si erano avvicinati, tanto da poter dare o meno al Tavolo un contributo concreto per risolvere un problema dei cittadini; una settimana dopo sono tornati ad agitare la bandiera e ad accontentarsi, se riescono, di portare a casa qualche consenso.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la replica, al Sindaco.

SINDACO
Intervengo solo per invitare le forze politiche ad una riflessione, più che per ragioni politiche, per amor di logica, perché tutto si può sostenere, ovviamente, però, per sostenere che il risultato del Sindaco Moratti sia dovuto ad una politica positiva del centrodestra a Milano, bisogna proprio essere votati ad avere la testa che guarda dall'altra parte, e spero che su questo vi illumini la logica, non la politica. Mi riferisco, soprattutto, al Consigliere Ghiglia, ma anche al Consigliere Carossa.
Se il Sindaco Moratti si è dichiarato impotente (vi pregherei di andare a leggere la sua intervista sul "Corriere della Sera"), vuol dire che 15 anni di politica del centrodestra, con il Senatore De Corato Vicesindaco con le deleghe alla sicurezza, non sono stati molto efficaci; in più ci sono i dati che ci ha fornito l'Assessore Borgogno.
Inoltre, è del tutto evidente che ritengo sbagliate le risposte che ha dato il Governo alle istanze populistiche che sono venute da Milano, perché ingenerano una logica che fa pensare a quanto qualcuno di voi ha detto, in particolare il Consigliere Ghiglia, cioè che si tratti di un problema muscolare.
Allora, credo che quando si governa sulla base della muscolarità, lo si fa male; che lo faccia il Governo di centrosinistra mi rattrista un po' di più, ma non mi esime dal dire che sia un errore, perché poi la muscolarità vuol dire una sola cosa: la ricerca del titolo sul giornale il giorno dopo, che non sempre può essere favorevole!
In conclusione, non ho nessuna intenzione di organizzare manifestazioni del tipo di quella di Milano (e poi eviterei di chiamarla "su Roma" per pudore storico), in ogni caso, non ho intenzione di aderire a manifestazioni con lo spirito che evocava il Consigliere Ghiglia, col quale, come sempre, mi riservo ormai di discutere solo in sede di comizi, anche se non ho pregiudiziali a partecipare a iniziative con lui, anzi mi avrebbe fatto piacere vederlo sabato mattina alla commemorazione del Maresciallo Berardi alla quale erano presenti esponenti di tutti i partiti, compresa Alleanza Nazionale (se non sbaglio, era presente il Consigliere Ravello), ma purtroppo non ho potuto vedere la presenza autorevole del Consigliere Ghiglia e me ne dolgo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ho dubbi. Mi è dispiaciuto. Era solo per non accusare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Ravello, la lingua batte dove il dente duole! Lo segnalavo per dire che non ho una pregiudiziale nei confronti del Consigliere Ghiglia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.
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