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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701185/02, presentata in data 27 febbraio 2007, avente per oggetto: "Fusione Sanpaolo-Banca Intesa; a rischio gli obbiettivi della Compagnia di San Paolo per la nostra città" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco Dealessandri. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Questa interpellanza l'abbiamo già discussa in questa sede, nello stesso formulario. Non ho sollevato il problema chiedendo (avendola già discussa, e abbiamo detto di portarla in Commissione, nell'Osservatorio) come mai a distanza di 15 giorni. Non avendolo fatto, ovviamente, non lo faccio nemmeno adesso. Provo a rispondere nuovamente agli interrogativi posti, sperando di essere il più chiaro possibile. Credo che, rispondendo al primo della serie, in realtà, si risponda anche alle preoccupazioni del Sanpaolo, nel senso che il rappresentante nominato dal Comune (che, come si sa, ha completa autonomia per lo Statuto della Fondazione) aveva espresso parere contrario non perché ritenesse sbagliata la fusione, ma perché ritiene necessario, pur facendo la fusione, tenere due questioni, in particolare, sotto controllo. Si sarebbe potuto fare di più durante il processo di fusione, ma, da quello che ci ha detto il dottor Bruno Manghi durante la sua audizione in Conferenza dei Capigruppo, il problema non è tanto se fare la fusione, ma come gestirla. È stato introdotto il sistema duale, ma non è stata introdotta, come normalmente avviene in questi sistemi, la rappresentanza degli stakeholder sia verso i lavoratori sia verso i consumatori. Queste, le questioni di interesse a cui ci si riferiva. Il dottor Manghi ha poi fatto cenno al fatto che ci sia un patto di fatto tra le Fondazioni, che riguarda, soprattutto, le Fondazioni Cariplo e Sanpaolo le quali, per garantire la continuità di questo patto, si sono accordate che l'insieme delle Fondazioni non deve scendere al di sotto del 20%, con un diritto reciproco di prelazione, cosa, da una parte, assolutamente giusta. La persona interessata mi pare che dicesse in maniera abbastanza esplicita: "Forse questo andava accompagnato - cosa che invece non è stata fatta, come normalmente avviene nelle società tra gli azionisti - da un patto di sindacato". Come si vede, le due questioni riguardano le risposte al primo ed al secondo punto, ma, come dicevo, possono essere affrontate anche in un prosieguo, dal punto di vista delle attività e del modo con cui si affronteranno il tema di governo e anche gli accordi parasociali che possono essere assunti. Sul terzo punto, la Compagnia di San Paolo è stata audita nei suoi massimi vertici e nei suoi rappresentanti da parte della Commissione, quindi ritengo che la domanda, più che essere rivolta al sottoscritto, essendo stata assunta dalla Presidenza del Consiglio, debba essere rivolta alla medesima Presidenza del Consiglio; poi, eventualmente il sottoscritto, nel limite delle sue possibilità, è sempre presente. Ai Consiglieri che hanno presentato questa interpellanza, faccio questa proposta per capire se siamo d'accordo sul prosieguo. La Presidenza, nei prossimi giorni, dovrebbe chiudere l'idea dell'Osservatorio. Per attuare questo processo si è ritenuto indispensabile questo strumento (sia da parte del Consiglio che della Giunta, tanto che in questo Osservatorio è prevista anche la mia presenza), perché riteniamo che questi temi facciano assolutamente parte dell'Osservatorio e proveremo ad affrontarli, non come una fotografia fatta in un certo momento, ma come un'evoluzione di dati, che è l'unico modo per affrontare seriamente un processo di fusione così complicato. Come diceva il dottor Manghi in quell'incontro con i Capigruppo, si sta parlando della Banca più importante di questo Paese e di una tra le tre banche più importanti d'Europa, per cui si tratta di un caposaldo fondamentale del capitalismo europeo, per non dire mondiale. Ritengo che tutta questa situazione non possa essere affrontata provando a dare risposte (anche da parte del sottoscritto) ad un processo così complicato non lasciandolo ad una sede che ci aiuti a capire e guidare questo processo, ma non credo a dare risposte, perché queste devono essere date, da una parte, dai soci e, dall'altra, dalla Banca stessa, costruendo per noi le cosiddette domande giuste. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Non volevo tediarla con un'altra interpellanza identica alla precedente, bensì cercare di comprendere le preoccupazioni prese in considerazione dalla Giunta, quindi non solo in sede di audizione, ma successivamente. Infatti, i verbali di audizione che ho avuto modo di ascoltare non fornivano risposte puntuali, bensì sollecitavano ulteriori preoccupazioni da parte dei Capigruppo e di chi è intervenuto, perché non venivano fornite risposte puntuali da parte dei membri comunali nel CdA, anzi, in qualche modo, mi è parso di comprendere che siamo abituati a una gestione molto provinciale di queste situazioni e, forse, siamo un po' in difficoltà oggi che arrivano dei partner milanesi, che, invece, sono abituati a una concretezza, a un pragmatismo decisamente più forte e più convincente, per quanto riguarda il contesto bancario. Convincente anche per quanto riguarda la mutazione dell'organico, la tempestività, e direi, il tempismo nelle scelte, e quindi anche nel chiedere ai nostri operatori torinesi di potersi spostare velocemente in altri lidi, che non è solo un problema del singolo soggetto, ma è un problema di ricaduta, non solo occupazionale, ma, in termini più generali, su tutta la città, perché un indotto come quello bancario, che ha delle efficienze, dei servizi, delle possibilità da offrire, non solo, quindi, ai dipendenti, ma ai consumatori, rischia in questo modo di venir depauperato e risentirne. Allora, la preoccupazione nasce anche per questo motivo; per il resto, non dico che sia soddisfatto, perché probabilmente l'Assessore ha cercato di interpretare qualche pensiero dei nostri membri nel CdA, però di fatto non può esprimere quanto non è stato detto, e quindi, considerando che è stato istituito questo Osservatorio, diventa fondamentale avviare e conoscere a che punto sia la sua organizzazione. Contestualmente, chiederei che questa interpellanza venisse portata in Commissione e, prossimamente, con una certa tempestività, dibattuta in sede di Osservatorio, perché ritengo che sia la sede più idonea nella quale affrontare e rispondere alle questioni sollecitate. Rimane quindi la mia disponibilità ad essere presente ed, eventualmente, a sollecitare risposte ai membri del CdA, però chiedo alla Presidenza se sia possibile inserirla come uno dei punti all'ordine del giorno di una delle prossime riunioni dell'Osservatorio. Al tempo stesso, l'Assessore parlava positivamente della possibilità di controllare periodicamente il processo di fusione, però l'Osservatorio non decide; può stimolare anche i nostri membri, cosa che probabilmente sta già facendo. Non decidendo, credo che il livello di guardia, da parte della Giunta e del Consiglio, non debba comunque essere abbassato solo per la presenza di un'entità creata apposta per il controllo, anzi può essere di stimolo. Noi singoli Consiglieri possiamo fare questo tipo di discorso. Mi aspetto, quindi, quanto prima, una risposta in termini di discussione di questa interpellanza nel nascente (o nato) Osservatorio e, a questo punto, mi viene anche da porre al Presidente la domanda su quando potrà essere inaugurato questo Osservatorio, in quanto diventa quanto mai fondamentale anticipare i tempi. La riflessione fatta dal dottor Manghi in apertura di audizione, quando parlava di "sensazione di provincialismo", è preoccupante, quindi cerchiamo di dimostrarci diversi; questo vale nello sviluppo del commercio, può valere anche nello sviluppo dell'urbanistica, delle infrastrutture: cerchiamo di dimostrarci meno provinciali e più imprenditori, anche nella politica, altrimenti rischiamo di penalizzare la nostra città, stando a guardare, senza intervenire. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Anche se in realtà non c'è nessuna norma che ci chieda di adempiere a questa richiesta, invierò al Presidente dell'Osservatorio copia dell'interpellanza, chiedendogli di dare, eventualmente, seguito alla richiesta dell'interpellante nell'ambito dei lavori che si stano per organizzare. L'interpellanza è discussa. |