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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201303062/034, presentata dalla Giunta Comunale in data 28 giugno 2013, avente per oggetto: "Nodo ferroviario di Torino. Collegamento della linea ferroviaria Torino-Ceres con la rete RFI lungo la direttrice di corso Grosseto. Utilizzo di aree comunali. Approvazione dello schema di convenzione fra Comune di Torino, Regione Piemonte e SCR Piemonte S.p.A.". della proposta di mozione n. mecc. 201303079/002, presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino in data 27 giugno 2013, avente per oggetto: "Ordine di priorità delle opere infrastrutturali nella Città di Torino". e della proposta di mozione n. mecc. 201303672/002, presentata dai Consiglieri Liardo e Carretta in data 29 luglio 2013, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201303062/034 ad oggetto 'Nodo ferroviario di Torino. Collegamento della linea ferroviaria Torino-Ceres con la rete RFI lungo la direttrice di corso Grosseto. Utilizzo di aree comunali. Approvazione dello schema di convenzione fra Comune di Torino, Regione Piemonte e SCR Piemonte S.p.A.'". LEVI Marta (Vicepresidente) Comunico che in data 17/07/2013 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Farò una breve illustrazione soltanto per ricordare, sostanzialmente, i titoli di questa proposta di deliberazione, visto che la discussione in Commissione è già stata particolarmente approfondita e, con il Presidente della Commissione, Carretta - che ringrazio per il lavoro di approfondimento svolto in tale sede - e i vari Consiglieri di opposizione che si sono occupati del tema, abbiamo avuto modo di verificare e di approfondire gli elementi che non sono marginali, ma sono il cuore dell'opera, quindi, nel dettaglio, il progetto che viene realizzato e l'opera, nel suo complesso, che verrà messa al servizio della mobilità della città. In particolare, però, voglio ricordare ai Consiglieri che l'oggetto della proposta di deliberazione è soltanto la firma della convenzione che stipula i rapporti tra il Comune di Torino, SCR - che è la società e la stazione appaltante direttamente dell'opera - e la Regione Piemonte, che è, di fatto, l'Ente finanziatore: i 180 milioni, che sono il costo totale dell'opera, sono totalmente finanziati dalla Regione Piemonte, che poi recupererà una parte di questi fondi direttamente dal Ministero, visto che il progetto è già stato certificato ed è stato già annunciato e approvato il co-finanziamento da parte del Ministero. Detto questo, però, non mi sfugge l'importanza dell'opera nel suo complesso e quindi il ragionamento che i Consiglieri Comunali sono portati a fare direttamente sull'opera. Quindi, pur non essendo il fare o il non fare l'opera al centro della nostra proposta di deliberazione, è giusto ed è stato anche importante - sia in Commissione e credo che sarà oggetto anche del dibattito di quest'oggi in Aula - continuare a migliorare la posizione della Città e dare un mandato forte alla Giunta, affinché ci sia una posizione della Città chiara. Soltanto per correttezza nei confronti anche del verbale, ricordo che la convenzione che andiamo a sottoscrivere, che viene dato mandato di sottoscrivere con questa proposta di deliberazione, va a regolare tutti i rapporti tra questi tre soggetti, dalle interferenze con gli esercizi commerciali durante la fase dell'opera, ai diritti reali di godimento delle aree e dei manufatti, in particolare tutte le parti di competenza dell'esecuzione dei lavori, la parte del collaudo, la parte che riguarda le direzioni del traffico e dell'occupazione del suolo pubblico e tutte le modalità con le quali queste varie questioni verranno via via applicate. Ovviamente, la convenzione è uno degli allegati alla proposta di deliberazione, che, insieme al progetto, è stata oggetto di illustrazione specifica da parte dei tecnici. Illustrazione che è avvenuta anche da parte dei tecnici regionali e da parte dei tecnici di Infra.To e SCR, che sono stati presenti in Commissione e che colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente per il lavoro effettuato. Dal punto di vista della discussione, voglio preannunciare la disponibilità, anzi, il pieno sostegno, anche da parte della Giunta, dei documenti che sono stati via via discussi in queste ore e che, in qualche maniera, rappresentano il mandato che viene dato alla Giunta nei confronti della continuazione dell'interlocuzione che ci sarà con la stazione appaltante SCR e, in particolare, con la Regione Piemonte. Posizione che - devo essere sincero - fino ad oggi è stata condivisa totalmente nel percorso che ci ha portato e che ci porterà all'espletamento della gara nel mese di agosto, nella pubblicazione del bando nel mese di agosto, e in tutti i tempi tecnici che ancora ci dividono dal cantiere, che vedrà l'inizio dei lavori presumibilmente nella primavera del prossimo anno, o comunque il bando prevede 12 mesi, ma, essendo uno di questi elementi anche elemento di valutazione da parte di chi presenterà la candidatura per la realizzazione dell'opera, immaginiamo che ci sia anche un possibile abbattimento dei tempi. Presidente, dico già ora a verbale - in maniera tale da non dover interrompere i tempi della discussione successivamente - che da parte della Giunta c'è la totale condivisione, anche di posizione, da parte del Consiglio (in particolare penso a quella espressa in Commissione da parte del Presidente Carretta e del Consigliere Liardo), sul rafforzamento della volontà e della richiesta di migliorare quello che è il progetto che va a bando sulla sistemazione superficiale, in particolare immaginando delle soluzioni viabili che non comportino dei problemi in futuro, ma che si possa cogliere l'occasione della realizzazione di quest'opera per prevedere tutte le opere infrastrutturali (in particolare, nella mozione collegata si parlerà di un tunnel), a beneficio della viabilità, in maniera tale che nella parte superficiale si abbia una piena fruibilità, una piena vivibilità dell'area. Concludo sottolineando l'importanza di quest'opera per la Città. Sebbene non sia oggetto di questa deliberazione la scelta del fare, o non fare, va sottolineato come, in questo caso, la Regione Piemonte abbia sostenuto con forza la realizzazione di quest'opera, abbia creato le condizioni perché il Ministero fosse Ente co-finanziatore dell'opera e abbia destinato e garantito - anche in una fase difficile per gli Enti Locali, compreso anche il Bilancio regionale - la realizzazione dell'opera, con la salvaguardia di questi fondi FAS, anche nel momento in cui c'era una revisione totale delle cifre e delle cifre che vengono stanziate a beneficio delle infrastrutture. La Città sottolinea, quindi, l'importanza di quest'opera per la mobilità della nostra città, per la fruibilità e lo sviluppo delle piene potenzialità dell'aeroporto, che, con quest'opera, viene collegato direttamente al Passante Ferroviario, viene collegato direttamente alla stazione Porta Susa, quindi in pochi minuti sarà possibile raggiungere direttamente l'aeroporto e Porta Susa e, da lì, muoversi nella città con la Metropolitana e con tutti gli altri mezzi di trasporto. Da questo punto di vista, voglio davvero lasciare a verbale che c'è la piena condivisione, da parte dell'Amministrazione, sulla realizzazione di quest'opera, che è stata voluta dalla Regione e che vede la Città di Torino al fianco della Regione per quanto riguarda la realizzazione e, con questa convenzione, anche i rapporti quotidiani nella gestione del cantiere. LEVI Marta (Vicepresidente) Come già anticipato, abbiamo la discussione congiunta della proposta di deliberazione e di due proposte di mozione di accompagnamento. Chiedo ai primi firmatari delle proposte di mozione di accompagnamento se intendono illustrarle. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Non voglio intervenire partendo dall'illustrazione della proposta di mozione - potrà farlo anche il Consigliere Carretta, visto che l'abbiamo firmata in maniera congiunta -, ma vorrei proprio iniziare la discussione su come ha terminato l'Assessore, ossia sulla ricongiunzione che potrebbe esserci e il vantaggio che potrebbe esserci per quanto riguarda il Passante Ferroviario, relativamente al collegamento dell'aeroporto e tutta una serie di collegamenti importanti, vitali. Però, vorrei ricordarvi una cosa, per onestà: questo collegamento ci sarebbe già stato tanti anni fa, mi sembra - ricordo - nel 2000, perché le cose bisogna dirle tutte. Ci saremmo risparmiati... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Se avete voglia di fare dell'ironia, andate fuori. Se avete voglia di controbattere, lo farete dopo il mio intervento. Chiaro? LEVI Marta (Vicepresidente) Per cortesia! Prego, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Grazie Presidente. Tutta quest'opera si sarebbe potuta evitare, sennonché il Comune di Torino, in testa a dei Comitati isterici che facevano parte a Comitati di corso Principe Oddone, fecero la levata di scudi nei confronti del primo progetto, perché corso Principe Oddone avrebbe mantenuto quella muraglia che storicamente ha sempre avuto. Ricordo che ci fu una riunione al Sermig, con lo stupore di un dirigente regionale in allora, il quale disse: "Ma voi del Comune non avete mai detto nulla. Oggi arrivate con i Comitati e vi schierate a sfavore dell'opera concepita in questa maniera, perché volete eliminare il muraglione di corso Principe Oddone. State attenti - disse -, perché potremmo non arrivare dal Passante, dal tunnel che passa sotto la Dora, a un equilibrio con la stazione Dora". Furono avvisati. Dopodiché, il dirigente regionale - non ricordo il nome - e l'allora Sottosegretario alle Infrastrutture Martinat - accettarono di passare sotto il tunnel. Ci fu un autogol - in Commissione qualche Comitato pensava che io avessi la memoria corta - , hanno, ovviamente, protestato su questa nuova opera e non si rendono conto che, proprio per colpa loro e del Comune, che tenne il velo, la gonnellina a questi Comitati, ci ritrovammo in questa situazione. Come ricorda molte volte il Sindaco, questa Città ha effettuato dei grandi interventi, delle grandi opere. Io le ho catalogate e vi sono delle opere dell'assurdo, caro Assessore - ed è per quello che io ho fatto un'altra levata di scudi alla fine del Consiglio passato -, inserisco proprio tutto quello che è nei capitoli dei sottopassi. Come maggioranza c'era il centrosinistra. Voi non c'eravate come Assessori, naturalmente. Io sono andato a rileggermi ancora la deliberazione del sottopasso di Porta Palazzo a una corsia. Ricordo che fu caldeggiata per disincentivare la percorrenza in centro. Questo è il titolo, adesso non ricordo chi fosse, non mi sovviene. Ci fu quest'opera che bloccò per anni e anni la viabilità della zona - ma che rispetto a quello che noi andremo a fare oggi è nulla -, comunque, "per disincentivare la percorrenza in centro". Dopodiché, voglio ricordare a tutti i Colleghi corso Spezia, parliamo di un altro tunnel, dove siamo andati a finire su un parcheggio. Anche lì, anni, lavori e tutta una serie di finanziamenti perduti. Andiamo, invece, al tunnel che interessa a me, che mi ha visto protagonista già nel 2000, quando ero Consigliere di Circoscrizione. Ci fu un bel progetto e io mi inchinai dicendo: "Sì, smontiamo corso Mortara - e sappiamo benissimo che importanza avesse nell'economia del traffico torinese, soprattutto verso le 18.00 - perché faremo un tunnel che passa da piazza Baldissera e va a finire addirittura in corso Regina Margherita, sfruttando il tunnel che negli anni la FIAT usava come trenino per collegare le merci". Sicuramente era un'opera che, addirittura, migliorava il sovrappasso di corso Mortara. Oggi, sotto gli occhi di tutti cosa c'è? C'è quello che io ho definito "il tunnel delle mezze ali", dove piazza Baldissera non c'è più, viene inserito da via Viterbo - dove purtroppo, neanche un mese fa, è mancato quel ragazzo proprio a causa di una vettura che ha sbandato - e finisce in un controviale di corso Potenza, facendo una rotonda all'interno del tunnel. Questa è stata l'opera di cui avevate parlato, esattamente nel 2000. Ci siamo ritrovati con questo. Per quale ragione? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sto dicendo delle cose che potete verificare e che i cittadini torinesi verificano ogni giorno. Allora, come possiamo fidarci? Io parlo come Vicecapogruppo di un Partito che nelle grandi opere ci crede, ma nelle grandi opere con la O maiuscola, non delle grandi opere che lasciano dei grossi punti interrogativi. Uno su tutti, a parte la viabilità della zona, perché vie parallele di fuga non ce ne sono - e conosco la zona perfettamente -, ma in base alle manifestazioni del precedente Consiglio qualche cittadino, con la propensione all'ambientalismo, mi ha detto: "Ma perché non vuole che smontino quel cavalcavia? D'altronde, è una cosa brutta". Ho detto: "È vero, è una cosa brutta. Ma sa che potrebbe succedere che non ci siano entrambi i tunnel veicolari, corso Potenza, corso Grosseto?", mi ha detto: "Ma sono pazzi?". Questa è stata l'affermazione di un ecologista che non è riconducibile alla mia parte politica, ha detto: "Sono pazzi?". Vi siete chiesti cosa lasceremo ai torinesi qualora non ci fosse la modifica che oggi chiediamo? Provate a pensarci. Non stiamo parlando di piazza Derna, che è un delirio, ma di corso Giulio Cesare, via Botticelli. Provate a immaginare una rotonda su cui convergono corso Lombardia, corso Potenza, corso Grosseto, via Borgaro, via Stradella, via Lanzo, via Venaria, via Stampini. Stiamo parlando non di viuzze, non di vicoli, ma di una zona in cui si concentrano 120.000 auto al giorno, nelle ore di punta. Non so se vi rendete conto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, quando va in zona a chiedere i voti, ne parliamo. La deve smettere. Si assuma la responsabilità nei confronti non di quei cittadini... LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Liardo, la prego. LIARDO Enzo Ma è un continuo, Presidente. Abbia pazienza. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Liardo, la prego di parlare all'Aula e non al Consigliere Cassiani. LIARDO Enzo Consigliere Cassiani, corso Lombardia esiste? Tutte le vie che ho citato sono nella mia fantasia? Le chiedo, per favore, di smetterla. Allora, vi chiedo di stare veramente attenti e lo chiedo anche all'Assessore, che non si è mai contrapposto alla discussione, anzi abbiamo creato quasi insieme questa mozione di accompagnamento, insieme al Consigliere Carretta. Veramente, stiamo molto attenti a non paralizzare una Città, perché non è una questione locale di un quartiere. C'è uno stadio, ci sono degli ipermercati importanti, c'è uno svincolo che è importante, proprio per la viabilità della nostra Città. Allora, stiamo attenti a non creare un'opera che bloccherà anche le attività commerciali (perché qualcuno forse se n'è dimenticato), che in questa fase potrebbero subire dei contraccolpi letali. Allora, stiamo attenti. Se quest'opera deve paralizzare la città - perché in quel punto, effettivamente, passa tutta la città - allora facciamola dando la garanzia ai torinesi che dopo questa grandissima opera si troveranno almeno una situazione logistica migliore, non peggiore. Provate a immaginare una mega-rotonda dove convogliano tutti i corsi che vi ho citato prima. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Cercherò di essere breve, però credo che valga la pena ricapitolare a verbale la storia di questo collegamento ferroviario con l'aeroporto, perché forse aiuta a mettere un po' in prospettiva la discussione che stiamo facendo, non tanto sulla proposta di deliberazione in sé, che è più specifica all'inizio dei lavori, ma sulle mozioni di accompagnamento. Questa è una storia che inizia negli anni '80, quando si dice che ci vuole assolutamente il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Caselle, che tra l'altro ha la ferrovia che ci passa di fianco. Quindi, vengo stanziati 145 miliardi di Lire per realizzare un primo collegamento. Alla fine sono quasi 200 i miliardi spesi. In particolare, si decide che per eliminare l'impatto della ferrovia nel tratto torinese, si butta via il collegamento con Porta Palazzo, che avrebbe portato la ferrovia fino in centro, e si interra il resto sotto via Stradella, si realizza una nuova stazione Dora, una nuova stazione Madonna di Campagna, una nuova stazione Rigola Stadio, che doveva servire lo stadio, e poi si realizzerà una nuova stazione all'aeroporto con quattro binari, una copertura faraonica e tutta una serie di infrastrutture, per servire un traffico ferroviario intensissimo. Passano una decina d'anni e i lavori ancora non sono finiti, nonostante fossero, in teoria, progettati per i lavori dei Mondiali '90. Addirittura, la ferrovia, che in parte è stata aperta, viene richiusa per altri tre anni, perché nel frattempo si decide che bisogna interrare anche il tratto dentro il Comune di Caselle, perché Caselle si lamenta. Quindi, alla fine, si spendono altri 50 miliardi per interrare una nuova stazione a Caselle, eccetera. Nel 2001 vengono finalmente inaugurati questi nuovi lavori, dopo quasi dieci anni di attesa e dopo una spesa complessiva di circa 400 miliardi di Lire. Peccato che esattamente mentre si inaugurano questi nuovi binari, parte la discussione - peraltro comprensibile - sull'interramento del Passante ferroviario sotto la Dora, che sicuramente ha portato un vantaggio alla zona di corso Principe Oddone, ma forse si poteva pensare prima che i due lavori potevano coincidere, dato che anche i lavori per il Passante ferroviario sono iniziati negli anni '80. Invece si decide di spendere altri 150 miliardi di Lire per interrare il Passante ferroviario sotto la Dora. Dopo aver preso questa decisione, ci si accorge che all'altezza di piazza Baldissera, il tunnel appena fatto da una decina d'anni arriva a circa quindici metri più in alto dei nuovi binari interrati del Passanti e le due linee non si raccordano più. Allora, qual è la soluzione? Nel 2003 si pensa di realizzare questo tunnel sotto corso Grosseto. Nel frattempo siamo passati all'Euro e il budget è di 100 milioni di Euro. Passano dieci anni, siamo al 2013, il budget è diventato di 180 milioni di Euro e ancora non sono iniziati i lavori. Quindi, alla fine di tutta quest'opera, non so quale sarà il budget definitivo. Ma se facciamo i conti, la spesa per questo collegamento ferroviario con l'aeroporto, imprescindibile, è già rivalutata oltre 500 milioni di Euro, e con quello che spenderemo ancora, siamo a cifre di questo ordine di grandezza. Forse qualcuno dovrebbe, innanzitutto, rendere conto ai cittadini di come sono stati spesi i soldi, del perché sono state realizzate delle opere con questa scelta finale di costruire il tunnel sotto corso Grosseto. Saranno buttate via quando non avranno neanche vent'anni di vita: Anzi, la stazione Madonna di Campagna è stata inaugurata a fine anni '90, quindi ne ha poco più di dieci; la stazione Rigola Stadio vede due treni che ci transitano al giorno, praticamente non è mai stata utilizzata; i due binari extra della stazione di Caselle Aeroporto non sono mai stati utilizzati per nessun servizio e non saranno mai utilizzati, perché utilizzando le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano, non ci sarà mai niente che fa capolinea lì. Quindi, sostanzialmente, abbiamo buttato via la gran parte delle centinaia di miliardi di Lire spesi negli anni, mentre ci sarebbe un'alternativa al progetto del tunnel di corso Grosseto; anzi, ce ne sarebbero diverse: da quella minimale, che sicuramente è meno efficiente del treno che parte da Porta Susa e arriva direttamente all'aeroporto, ma basterebbe che i treni fermassero alla stazione Dora sotterranea, dove ci fosse una scala mobile che ti porta in due minuti al treno per Caselle che parte in coincidenza. Fai la "fatica" di scendere dal treno, prendere una scala mobile e risalire su un altro treno: non è l'ideale, ma sicuramente costa un milione di Euro, invece che 180 milioni di Euro. In alternativa si poteva effettuare il collegamento in superficie, ad esempio in modo parallelo allo Stura, a nord del fiume; c'erano tante possibilità anche lungo la superstrada, riciclando il pezzo abbandonato di ferrovia come Metropolitana, con un servizio aggiuntivo per le persone che abitano a Borgaro, a Venaria, eccetera, spendendo nel complesso la stessa cifra, forse anche di meno. Per questo motivo noi pensiamo che in questo momento questa scelta sia comunque sbagliata. Ma capiamo anche che siamo al punto in cui i lavori stanno partendo e non vediamo, nella maggioranza, nessuna volontà di ripensare a questa scelta di trasporti. Per questo, la mozione che abbiamo presentato, in realtà, non chiede di ridiscutere, in questo momento, la scelta di fare il tunnel sotto corso Grosseto, ma chiede semplicemente di fermare questo progetto e studiare la possibilità di utilizzare i fondi europei per realizzare qualcos'altro. Perché ricordo che in questa Città esistono numerose opere infrastrutturali, anche senza voler cambiare la destinazione, che attengono i fondi da molto tempo. Lo stesso Passante ferroviario, di fatto, non è stato finito, perché manca la copertura di corso Principe Oddone, per la quale, forse, arriveranno soldi dal Decreto del Fare, ma non ho ancora capito se arriveranno. Inoltre, mancano 40 milioni di Euro per fare le stazioni Dora e Zappata. Quindi, abbiamo aperto un Servizio Ferroviario Metropolitano in cui metà delle stazioni non ci sono, perché non sono mai state finite. Mancano i soldi per comprare nuovi treni per arrivare alle frequenze di passaggio nel Passante in tutte le linee che sono state pubblicizzate sin dall'inizio del progetto. Poi, ci sono ancora altre opere: non è mai stata realizzata la copertura di corso Francia dopo la fine dei lavori della Metropolitana. Non abbiamo mai i soldi per rifare il parco dei tram; i cittadini ci chiedono di mettere i tram accessibili, ma non abbiamo i soldi - né noi, né la Regione, né gli Enti Locali in generale - per investire in nuovi tram. Cioè, ci sarebbero tutta una serie di cose che sono molto più utili per i cittadini di questo tunnel di corso Grosseto. Oltre tutto, la cosa ridicola è che noi stiamo investendo altri 180 milioni di Euro per collegarci con un aeroporto che sta morendo, perché in dieci anni gli Enti locali non hanno mai trovato 3 milioni di Euro l'anno per fare un accordo con Ryan Air, fare una base low-cost e portarci un po' di voli. Per cui, se uno esamina gli ultimi dati sul traffico dell'aeroporto di Caselle, scopre che quest'anno probabilmente Caselle chiuderà in calo a circa 3 milioni di passeggeri l'anno, che sono più o meno i livelli di dieci anni fa. Confrontando questi dati con Bologna, che è una città sicuramente più piccola di Torino, che ha comunque tanti altri aeroporti intorno (Forlì, Parma, Verona) e che comunque non è tanto più lontana da Bergamo o da Malpensa di quanto lo sia Torino, probabilmente quest'anno Bologna chiuderà sui 6 milioni di passeggeri l'anno, cioè il doppio di Torino Caselle. Allora, è chiaro che c'è qualcosa che non va. Sicuramente un collegamento ferroviario migliora l'accessibilità all'aeroporto, ma non è questo il motivo per cui da Caselle non si vola. Da Caselle non si vola perché non ci sono i voli, perché quelli che ci sono costano il doppio dei voli da Malpensa; quindi, alla fine, la gente si fa due conti e preferisce prendersi la macchina, fare l'autostrada e andare a Bergamo o a Malpensa, piuttosto che andare a Caselle. È tutto qui. Forse sarebbe stato opportuno rovesciare le priorità, facendo in modo che Caselle fosse un aeroporto con un servizio utile, accettabile, con grandi collegamenti, conveniente, eccetera, in modo da aumentare significativamente il numero dei passeggeri, e poi far partire i collegamenti infrastrutturale, con questa spesa mostruosa di 180 milioni di Euro, in aggiunta a tutto quello che abbiamo già speso. Perché fatto così, veramente, sembra un po' un voler fare a tutti i costi lo scavo sottoterra, quando poi magari si scoprirà, finito lo scavo, fra cinque anni, che questo scavo non serve a nulla, perché nel frattempo il Decreto del Fare ha finanziato il collegamento alta velocità Torino- Malpensa, che probabilmente finirà per favorire Malpensa. Per cui, alla fine, bisogna capire se stiamo investendo bene i nostri soldi. Per questo noi avremmo preferito - come propone la mozione - fare una moratoria e pensare se prima non possiamo finire tutta una serie di altre cose, che ci risultano decisamente più utili per la città. Concludo con alcune osservazioni. Innanzitutto, l'impatto dei lavori, su cui è già intervenuto il Consigliere Liardo. In questo momento storico, pensare di chiudere corso Grosseto per tre/quattro anni, demolire quasi interamente la sopraelevata, e alla fine, dopo tre/quattro anni, costruire i sottopassi, tutto ciò creerà grossi problemi al quartiere, in un momento in cui forse le attività commerciali, che hanno già sofferto per il cantiere del Passante, non possono permettersi altri tre anni di cantiere su corso Grosseto. Il mercato di via Lulli, che verrà utilizzato come sede della nuova stazione, ancora non abbiamo capito se verrà chiuso. Sappiamo che se il mercato chiude, poi, magari, si investono quattro o cinque milioni di Euro per rifarlo bellissimo, ma il mercato non riapre, perché nel frattempo, dopo due o tre anni, la gente ha cominciato a comprare da un'altra parte e non torna più in quel mercato. Per cui, ci sono tutta una serie di altri aspetti che andrebbero sicuramente rivisti, approfonditi e studiati con più attenzione. Condivido la proposta di mozione del Consigliere Liardo, sul doppio sottopasso, perché mi sembra una follia quest'idea del rotondone. Anche secondo me rischia di fare un disastro, stile Piazza Derna, elevato al cubo. Quindi, ben venga l'idea di fare un doppio sottopasso, che sostituisca integralmente i due rami della sopraelevata che ci sono adesso. Voteremo favorevolmente, ma prima di decidere un cambiamento del genere, bisognerebbe vedere un progetto, capire con quali soldi si realizza e come. Non vorrei che la soluzione fosse peggiore del male che vogliamo curare, perché all'epoca avevo sentito parlare di una rotonda nascosta sottoterra, dove si incrociassero i due flussi, o di una immissione cieca, come quelle che ci sono sul tunnel di corso Mortara. Bisogna stare attenti, perché con la carenza di soldi che c'è rischiamo di costruire un'opera pericolosa, inutilizzabile, che crea problemi di viabilità, visto che sottoterra la visibilità è ovviamente limitata. Quindi, bisogna assicurarsi che se si esegue un doppio sottopasso, sia sostanzialmente equivalente a quello che c'è adesso, quindi con una totale separazione dei flussi nelle quattro direttrici, evitando invece un'opera con qualche incrocio o semaforo sottoterra, altrimenti rischiamo di avere una soluzione peggiore del problema che vogliamo risolvere. Quindi, se la mozione verrà approvata, auspico che in Commissione si possa esaminare il progetto definitivo di questo tunnel, prima che vada avanti. infine, auspico che se la maggioranza è proprio decisa a partire con quest'opera, secondo noi è inutile, che almeno ci sia un po' di attenzione nella gestione dei cantieri, perché altrimenti rischiamo di creare ulteriori gravi problemi al quartiere, con il rischio che quando l'opera sarà finita, sarà bellissima, ma attorno non ci saranno più gli utenti che se ne devono servire. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carretta. CARRETTA Domenico Brevemente, solo per illustrare la mozione di accompagnamento che ho presentato con il Consigliere Liardo. Innanzitutto, un giorno mi piacerebbe ricevere dal Consigliere Bertola un programma delle opere da realizzare, con l'indicazione dei tempi, eccetera, Filadelfia a parte. Perché ho sentito solo dei grandi "no" a tutte le opere, che bisogna procrastinare il tempo di esecuzione, mentre risulta chiaro solo quanti sono e come utilizzare gli oneri destinati all'area dello stadio Filadelfia. Però, va bene; noi abbiamo detto "sì" anche a quell'opera. Per quanto riguarda la mozione, dopo l'intervento del Consigliere Liardo, mi rendo conto che la posizione del PD e del Consigliere sono due strade diverse, parallele; però, hanno almeno l'obiettivo di dare un indirizzo alla Giunta. Ribadisco che stiamo firmando una convenzione. In Commissione abbiamo avuto un'accesa discussione, che ha affrontato vari temi: i tempi dei cantieri (siamo ancora in un'epoca pre-cantiere), i disagi che arriveranno in un primo momento, cercando di individuare le soluzioni migliori per quello che sarà il domani. Però, in Commissione, nella maggioranza non è mai trapelata la parola "pazienza". Noi sapevamo che quell'investimento bisogna farlo, dovevamo solo individuare gli strumenti più utili e più adatti per fare in modo di dotare Torino di un'opera infrastrutturale così importante. Ci tengo a precisare che durante la Commissione è emersa la volontà di approfondire il progetto dell'opera, questa volta con dovizia di dati, che in questo momento non riesco davvero a fare, perché non ho le competenze. Quindi, analizzeremo i flussi di traffico all'inizio del cantiere e in una fase successiva. Questa proposta di mozione, quindi, concretizza sostanzialmente la volontà manifestata dal Comune e anche dalla Regione, e tiene conto di diverse preoccupazioni. Ma la preoccupazione principale era quella di fare. Per questo motivo, avrei preferito sentire un intervento di ben altro livello, che non si rifugiasse dietro facili ricette come "Non è questo il momento per fare quest'opera. La faremo in un secondo momento. Anzi, utilizziamo i soldi per fare altro, o per tappare le buche". Ringrazio comunque il Consigliere Comunale Liardo per il contributo offerto e ringrazio anche l'Assessore per la sua disponibilità in Commissione e in Consiglio. |