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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303962/002, presentata in data 26 agosto 2013, avente per oggetto: "Terzo incidente all'inceneritore del Gerbido" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Una risposta - quella che merita questa interpellanza - che, probabilmente, avrà bisogno di un po' più di tempo del solito. Chiedo, quindi, anzitempo, un po' di pazienza sia all'interpellante che a lei, Presidente, oltre che agli altri Consiglieri, vista la complessità della materia e l'importanza della comunicazione. Comincio col dire che una parte delle considerazioni e delle risposte puntuali, naturalmente, sono a noi fornite direttamente dalla società in questione, quindi TRM, che, con una nota del 29 agosto, produce alcune risposte e chiarimenti rispetto agli incidenti, in particolare quello citato nell'interpellanza del 12 agosto, ma ancor più importante è il provvedimento di diffida che ci è stato comunicato il 4 settembre scorso da parte della Provincia di Torino - come sapete -, Ente che, in virtù del rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, verifica il rispetto della stessa autorizzazione e quindi procede anche, laddove lo ravvisi, a provvedimenti di diffida. Tra l'altro, in questo provvedimento della settimana scorsa, vengono poi chiesti ulteriori chiarimenti alla società TRM, che metteranno nelle condizioni l'Amministrazione di avere ulteriori dettagli. Per quanto riguarda l'interpellanza più in generale, c'è da chiarire che innanzitutto l'attuale fase di funzionamento dell'impianto del Gerbido è quella che viene tecnicamente definita "esercizio provvisorio". Durante l'esercizio provvisorio - il Consigliere sa -, con la combustione dei rifiuti vengono effettuate tutte le prove, le verifiche di funzionalità e gli affinamenti delle logiche di processo, utili tutte ad ottimizzare l'operatività dell'impianto. TRM riferisce che questa fase è naturalmente caratterizzata da funzionamenti anche in discontinuo. Lo scopo, ovviamente, è quello di effettuare eventuali modifiche o interventi correttivi che si rendano necessari. Ed è proprio l'esercizio con la combustione dei rifiuti che consente di collaudare tutte le componenti impiantistiche nelle varie condizioni reali di esercizio. Ēa va sans dire, ogni impianto di questa tipologia necessita di tale fase preliminare di funzionamento, in assenza della quale, evidentemente, l'impianto non può definirsi in esercizio. La durata di questa fase preliminare, di questo esercizio provvisorio, naturalmente, non è circoscrivibile in un periodo di qualche giorno, ma evidentemente di diversi mesi. TRM sottolinea che le autorizzazioni e le procedure di esercizio dell'impianto prevedono una puntuale comunicazione in merito all'operatività dell'impianto e eventuali anomalie agli Enti di controllo, motivo per cui una parte della risposta, naturalmente, ci perviene dalla Provincia di Torino, in virtù delle relazioni che anche alla Città di Torino vengono riferite da parte degli organi competenti, in particolare da parte dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente. Come elemento di importante trasparenza e di condivisione con il territorio - voi sapete, è stato già oggetto di una Commissione Consiliare -, TRM invia ogni trimestre un report anche all'Amministrazione cittadina, report che rappresenta la sintesi sull'andamento dei lavori, dell'operatività dell'impianto, fin dall'avvio dei lavori di costruzione dell'impianto stesso. Come elemento di utilità alla cittadinanza, TRM informa costantemente, attraverso il proprio sito web, sul programma di funzionamento dell'impianto, comunicando ogni procedura di avvio e spegnimento e, come ho già sottolineato, nella fase di avvio di un impianto complesso, periodi di operatività si alternano a momenti di fermo. Motivo per cui, parlare di incidenti, come più volte viene richiamato nell'interpellanza, è, a mio avviso, assolutamente fuorviante, perché non si può verificare la perfetta funzionalità dei processi dell'apparecchiatura senza che questi vengano provati, in quanto è grazie a quei test che possono emergere e quindi si possono correggere eventuali funzionamenti non ottimali. Inoltre, le procedure di sicurezza, che vengono immediatamente attivate, consentono di reagire istantaneamente ad ogni anomalia, minimizzandone l'impatto. Ciò premesso, non è intenzione dell'Amministrazione, in alcun modo, sottolineare che quanto accaduto, in particolare nella giornata del 12 agosto, ha prodotto, tra gli altri, anche una relazione da parte dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente, che di conseguenza è stata oggetto di attenzione della Provincia di Torino, come già ricordato, responsabile dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, a cui è seguito un procedimento di diffida. Quindi, evidentemente, nella giornata del 12 agosto quello che andrò a descrivere velocemente è stato oggetto di superamento dei limiti imposti dall'autorizzazione e dalla normativa di riferimento, tale da rendere necessaria una diffida e quindi ulteriori chiarimenti richiesti alla società stessa. Il 12 agosto si è verificato il blocco della caldaia di una delle due linee, in particolare la Linea 2, a causa di un guasto della pompa dell'acqua di circolazione. Questo ha provocato - come dicevo - livelli anomali di alcuni parametri emissivi, motivo per il quale è stata presa la decisione di fermare immediatamente l'impianto da parte di TRM. La comunicazione relativa al fermo impianto del 12 agosto è stata inserita on-line sul sito di TRM lo stesso giorno del blocco - questo ci riferisce la società - e non 7 giorni dopo, come affermato dall'interpellante. Inoltre, l'interpellante chiede se, come e quando l'Amministrazione è stata avvertita del fermo e dell'incidente, se anch'essa abbia appreso la notizia tramite i giornali. C'è da chiarire, anche in questo caso, che le comunicazioni tempestive, per motivi su esposti, devono essere immediatamente trasferite agli organi competenti; questo è stato fatto, ma è stato fatto anche nei confronti della Città di Torino con una nota successiva. L'interpellante chiede se l'Amministrazione sappia dire se le emissioni inquinanti in occasione di quest'ultimo incidente siano state anomale e oltre i limiti di Legge; in particolare se l'Amministrazione sappia quanta diossina è stata emessa durante l'incidente e sia in grado di garantire il rispetto dei limiti di Legge per la diossina durante questa fase di esercizio provvisorio. Il gestore dell'impianto è obbligato per Legge a dare comunicazione puntuale agli Enti di controllo, in particolare comunicazione puntuale, non esaustiva evidentemente, a fronte della diffida, è stata data all'Agenzia Regionale per l'Ambiente e alla Provincia di Torino. E le informazioni in nostro possesso, trasferiteci dalla Provincia di Torino, sono proprio contenute nel provvedimento di diffida. Per cui, nel dispositivo della diffida noi abbiamo degli elementi che ci portano, ad esempio - cito testualmente - a riferire che per quanto riguarda la Linea 2 i fatti di seguito riassunti costituiscono violazione delle prescrizioni autorizzative. In particolare, nella giornata del 12 agosto è stato superato il valore limite semiorario relativo alle emissioni in atmosfera del monossido di carbonio, valido anche in condizioni anomale, in quanto l'analisi statistica delle medie su dieci minuti nell'arco di una giornata ha evidenziato un numero di superamenti del valore limite di 150 microgrammi per metro cubo pari al 10,3%, superiore al massimo ammesso, cioè il 5%. Nel periodo tra il 7 e il 12 agosto, si sono verificate semiore durante le quali la temperatura in camera di combustione è stata inferiore al valore limite consentito, nonostante la presenza di rifiuti in camera di combustione. Le comunicazioni relative alle condizioni anomale avvenute nella giornata del 3 e del 6 agosto, quindi precedentemente all'accadimento del 12 agosto, sono state comunicate alla Provincia di Torino e non all'ARPA. Nella stessa relazione prodotta dall'ARPA, la stessa evidenza ulteriori due criticità, in particolare durante lo spegnimento dell'impianto del 12 agosto è stata precocemente interrotta l'alimentazione della linea di abbattimento fumi, in particolare dopo la sospensione dell'alimentazione dei rifiuti, avvenuta intorno alle 11.00, prima dei novanta minuti necessari per ultimare la combustione dei rifiuti presenti in griglia. Successivamente, sempre nella stessa relazione dell'ARPA, la seconda criticità riguarda il fatto che nella giornata del 12 agosto l'analizzatore in continuo del mercurio ha registrato valori semiorari superiori ai cinquanta grammi per metro cubo. In particolare, valori più specifici, che sono a disposizione naturalmente del Consigliere. Chiede ancora l'interpellante quali siano le precauzioni prese prima del riavvio odierno dell'impianto, affinché l'incidente non si ripeta. Sempre TRM ci comunica che sono stati effettuati tutti gli interventi sulle apparecchiature e sulle logiche di funzionamento necessari. Occorre ribadire che in questa fase di esercizio provvisorio tali situazioni si possono verificare e possono essere considerate fisiologiche nei primi mesi di vita di questi impianti. Infine, quale sia l'attuale cronoprogramma per la messa in funzione a pieno regime dell'impianto. L'esercizio provvisorio, come il Consigliere sa, è in capo all'impresa costruttrice e terminerà alla fine dell'aprile 2014. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per i dettagli. Mi spiace però che ci troviamo sostanzialmente una volta ogni uno o due mesi a discutere di un ennesimo problema dell'inceneritore. Però, al di là di come uno la pensi sull'impianto, è logico che in questa fase di avvio, di "rodaggio" ci sia un'attenzione particolare al fatto che l'impianto funzioni o meno; quindi, è anche giusto che ci sia uno scrutinio pubblico e questa forse è una delle cose che noi lamentiamo di più. Andrò a verificare che cosa risulta a noi sul fatto che questa notizia sia uscita lo stesso giorno e non una settimana dopo, eccetera. Per carità, a noi risultava che nella riga di sei, sette, dieci parole con cui TRM ha comunicato questo ennesimo problema, se non lo vogliamo chiamare incidente, chiamiamolo problema, comunque sopra avevo scritto 19 agosto e non 12 agosto, però in questo momento dovrei fare delle verifiche. Però, al di là di tutto, anche fosse stato scritto immediatamente sul sito, non credo che dieci parole siano sufficienti a tranquillizzare le persone, specialmente nel momento in cui questo è l'ultimo di una serie di episodi che sono successi. Per cui, ribadisco ancora una volta che il primo problema fondamentale di tutta questa vicenda, che è la trasparenza su quello che succede al Gerbido. Devo dire che ho visto qualche segnale di miglioramento, in particolare dopo il secondo problema, quello di luglio, dove noi siamo andati come Commissione Consiliare, ci è stato fatto vedere tutto. Quindi c'è stato un pochino più di interesse, però rimane sempre questa situazione, per cui passano molti giorni, di solito, prima che la cosa arrivi perlomeno all'opinione pubblica, sottoforma di articoli di giornale, di spiegazioni, eccetera, che di solito vengono fuori quando o qualcuno, cioè noi, presentano un'interpellanza, o quando magari i comitati scrivono degli articoli e li fanno circolare sulla rete e così via. Quindi, forse questo è uno dei punti. Io capisco anche che l'Amministrazione non sia tra gli Enti che, per competenza, devono sorvegliare il funzionamento del Gerbido; però credo che, visto che questo è un impianto di grosso impatto, in cui la Città ha investito mezzo miliardo di Euro, credo che sia giusto che l'Amministrazione sia informata immediatamente di eventuali problemi, esattamente come la Provincia, l'ARPA, eccetera. Quindi, sulla trasparenza credo che ci sia ancora molto da migliorare, lo dico non tanto per chi, come noi, è contrario a questo impianto, ha già studiato la questione, sa che comunque, anche se funzionasse perfettamente, non è la scelta giusta, perché comunque inquina, ci sono metodi migliori e tutta una serie di motivi che abbiamo detto molte volte; lo dico invece proprio per chi è comunque favorevole all'incenerimento come soluzione per i rifiuti; dovrebbe essere questa parte a pretendere la trasparenza e la sicurezza sul funzionamento dell'impianto. Anche perché le garanzie sul fatto che l'inquinamento venga ridotto dai filtri, eccetera, funzionano se l'impianto funziona perfettamente. Se ci sono dei problemi, per cui la combustione avviene male, o non avviene secondo i criteri, o ci sono problemi con i filtri antifumo dell'alimentazione, è chiaro che comunque siamo sicuri che l'inceneritore inquina oltre i limiti. In particolare, c'è la vicenda della diossina. Io non voglio fare nessun allarmismo su questa vicenda, perché non stiamo parlando di un rischio Seveso, per il momento; però, c'è comunque un problema legato al fatto che non si quanta diossina produca questo inceneritore, perché i sistemi di monitoraggio non permettono di misurarla e quindi ancora adesso, se ho ben capito, non sappiamo quanta se n'è prodotta in questo incidente. Quindi, non credo sia allarmismo chiedere che ci sia un po' più di sicurezza sul fatto che le combustioni avvengano regolarmente. Per cui, vorrei respingere l'affermazione secondo la quale noi vogliamo creare allarmismo sull'inceneritore. L'altro punto che ci dovremmo porre, a questo punto, è che tipo di tranquillità abbiamo rispetto all'entrata in funzione definitiva dell'impianto. Secondo noi la tranquillità non c'è, per cui l'impianto non dovrebbe mai entrare in funzione, ma il rodaggio serve a vedere se l'impianto funziona, se ha problemi, eccetera. Sono successi tre, quattro problemi pesanti, comunque significativi che hanno portato a fermare l'impianto, ad aprire indagini, a fare modifiche, eccetera. Questo perlomeno provocherà un ritardo, un ripensamento, cioè qual è l'intenzione dell'Amministrazione? Che questo impianto apra tranquillamente, come se non fosse successo niente? Vorrei capire se non c'è un ripensamento generale riguardo magari, non so, a un'estensione della fase di esercizio provvisorio. Cioè se ci sono dei ragionamenti su questa cosa in corso, oppure se l'idea è semplicemente, tutte le volte che si verifica un problema di questo genere, ci mettiamo la pezza, capiamo cosa non ha funzionato, ripariamo e poi ripartiamo come se nulla fosse. Questa forse è la domanda a cui non ho avuto risposta, perché onestamente comincio a vedere... tra l'altro, in questo caso, non solo dal Movimento 5 Stelle, che storicamente è contro l'inceneritore, sostenendo la battaglia da anni, ma anche da forze politiche della stessa maggioranza ho visto uscire comunicati piuttosto preoccupati. Quindi, vorrei anche capire se nella maggioranza c'è un ripensamento, se si sta muovendo qualcosa sull'inceneritore, oppure se, al di là del comunicato stampa del momento e della preoccupazione espressa e della richiesta di chiarimenti, in realtà l'Amministrazione intende andare avanti esattamente come se in questi casi non fosse successo niente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Premesso che se è vero, ha ragione il Consigliere, la società TRM non deve rendicontare alla Città di Torino l'attività e, in particolare, quanto sta avvenendo in questa fase, che - risottolineo - è definibile come esercizio provvisorio; è altresì vero che è compito di questa Amministrazione monitorare l'andamento di questo esercizio provvisorio e, se è necessario, riferire a tutti i Consiglieri, non solo agli interpellanti, quanto sta accadendo. Ribadisco quello che ho detto prima, ma del resto il Consigliere lo sa, anche perché trattasi di un periodo che accomuna tutti gli impianti, anche quelli che stanno entrando in funzione in altre Regioni d'Italia, compreso quello di Parma. L'esercizio provvisorio è quella fase in cui l'impianto non gira a pieno del conferimento dei rifiuti, tanto è vero che in questo momento l'esercizio provvisorio prevede uno smaltimento del 20% del flusso complessivo dei rifiuti che potrà arrivare all'impianto. Questo ci mette innanzitutto in sicurezza rispetto a un fatto, che lavorando con una capacità di rifiuti che è decisamente inferiore, ampiamente inferiore a quello che sarà, invece, il carico a regime, ci mette al riparo rispetto al fatto che qualunque tipo di impatto ambientale, in analoghe situazioni ad impianto a regime, evidentemente è decisamente contenuto rispetto a quello che succederà. Lo dico ancora in modo più esplicito. Preferisco che il malfunzionamento lo si registri in questo momento in cui si conferisce solo il 20% dei rifiuti legati alla capacità complessiva dell'impianto e che in questo momento la società TRM, grazie anche al supporto degli organi di controllo, verifichino come apporre le migliorie necessarie per evitare che avvenga in futuro. Io preferisco che questo succeda oggi. Infatti, questo è previsto nel cronoprogramma, che è stato anche condiviso con i Consiglieri; questo è previsto in qualunque tipo di esercizio provvisorio, che è preliminare alla fase di accensione dello stesso impianto. Per quanto riguarda l'ultima considerazione, l'Amministrazione non cambia idea, ma continua, così come ha fatto fino adesso, a garantire il pieno controllo e il rispetto della normativa, laddove necessaria. Devo dire che i provvedimenti di diffida giunti a mie mani qualche giorno fa (posso produrre copia al Consigliere) dimostrano che gli Enti preposti al controllo, grazie anche a uno straordinario contributo dell'Agenzia Regionale per l'Ambiente, non solo stanno accompagnando questa fase di test, ma stanno mettendo nelle condizioni la stessa società di migliorare il servizio dello stesso impianto, ma soprattutto di garantire che i parametri imposti dall'Autorizzazione Ambientale e soprattutto le verifiche puntuali che anche all'interno del Comitato locale di controllo abbiamo contribuito a fornire, siano elemento non solo di rispetto, ma anche di salvaguardia della salute dei cittadini. Questo è un elemento che non solo conforta l'Amministrazione, ma porta a rinnovare il fatto che non ci si possa permettere di sottovalutare la fase di esercizio provvisorio e a ribadire che è preferibile che queste fasi di test siano compiute al 100% e producano tutti i dati utili affinché, quando l'impianto finalmente entrerà in funzione definitivamente, ciò non avvenga. Questo è l'auspicio dell'Amministrazione, a scanso di qualunque equivoco, e in questa direzione l'Amministrazione continuerà a lavorare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |