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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2013-03044
"VIA BORGOTICINO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 26 GIUGNO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303044/002, presentata in data
26 giugno 2013, avente per oggetto:

"Via Borgoticino"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Questo è uno di quei casi in cui abbiamo fatto bene a rimandare la discussione
dell'interpellanza, perché effettivamente si è potuto fare un diverso lavoro di
approfondimento rispetto alle informazioni che avevo a giugno: in allora io avrei potuto
dire che non avevamo informazioni in merito a quanto veniva segnalato
nell'interpellanza e che l'argomento non era stato neanche trattato al Tavolo tecnico in
Questura, di cui siamo partecipanti; invece, in questo lasso di tempo abbiamo potuto
ricostruire la storia.
L'immobile di via Borgoticino è di proprietà comunale e nel 2004 è stato concesso dalla
Città di Torino, a titolo non oneroso, all'Azienda Sanitaria Locale Torino 2 (con una
concessione di 30 anni), affinché venisse utilizzato per l'erogazione di servizi sanitari,
come contributo della Città alla realizzazione del progetto "Città della Salute",
approvato dal Ministero della Salute nel 2001 e finanziato dalla Regione Piemonte il 23
dicembre 2002.
L'immobile, per essere reso idoneo all'utilizzo convenuto, necessitava, però, di ingenti
lavori di recupero e di ristrutturazione, che dovevano essere effettuati interamente a
carico dell'ASL Torino 2.
L'articolo 5, comma 5, della concessione prevedeva espressamente che questi lavori di
recupero e di ristrutturazione dovessero avere inizio entro 3 anni - ricordiamo che
questa concessione è stata fatta nel 2004 - dalla data di consegna del bene, avvenuta,
infatti, in data 8 luglio 2004.
L'articolo faceva salvo il caso in cui questi stessi lavori non potessero essere intrapresi
entro tale data per gravi e giustificati motivi, accettati, però, dalla Città.
Il 10 luglio 2007 l'ASL Torino 2 chiedeva il posticipo di questo termine, non avendo
potuto dare avvio ai lavori, in quanto la procedura per la definizione del finanziamento
statale e regionale per l'esecuzione dell'opera era ancora in itinere.
L'intervento è stato poi ricompreso nell'Accordo di programma Stato-Regione per il
settore degli investimenti sanitari, sottoscritto il 22 aprile 2008.
La Regione Piemonte, successivamente, definiva l'importo del finanziamento in 5
milioni circa - poco meno - e stabiliva tempistiche e modalità per la realizzazione
dell'opera e per l'erogazione di questo finanziamento.
Di conseguenza, la Città ha quindi ritenuto che ci fossero gravi e giustificati motivi per
ritardare e quindi ha autorizzato il posticipo del termine per l'avvio dei lavori al
31/12/2011, cioè c'era tempo fino al 2011.
Però, poiché nel mese di novembre 2011 questi lavori di ristrutturazione non risultavano
ancora avviati, l'Amministrazione formalmente, a questo punto, richiedeva all'azienda
di informarla sullo stato dell'arte, relativamente all'aggiudicazione definitiva
dell'appalto lavori, e se fosse stata individuata la data d'inizio degli stessi. In risposta a
questa richiesta, il 23 novembre 2011 l'azienda comunicava che persisteva
l'indisponibilità di risorse per la realizzazione dell'intervento, dovuta alla mancata
erogazione del finanziamento regionale di cui parlavamo prima.
Di conseguenza, si sono succedute numerose interlocuzioni con i vertici dell'Azienda
Sanitaria, soprattutto con l'allora Direttore Amministrativo, il dottor Analesso, proprio
per verificare se questa indisponibilità fosse definitiva oppure se sussistessero ancora
delle possibilità di ottenere l'erogazione di questo finanziamento, da parte della Regione
Piemonte, e quindi, finalmente, per l'esecuzione di questi lavori.
Constatata l'impossibilità, da parte della ASL, di dare avvio ai lavori e verificato che
l'edificio versava in stato di degrado, si è ritenuto che fossero venuti meno i presupposti
per la continuazione di questo rapporto concessorio.
Quindi, il 21 febbraio di quest'anno la Direzione Patrimonio ha provveduto a
comunicare all'azienda l'intendimento di dichiarare la decadenza della concessione, a
causa dell'inadempimento dell'obbligo di cui parlavamo prima, definito all'articolo 5
della convenzione, che era ritenuto necessario.
Quindi, poiché l'azienda, in risposta a questa comunicazione di febbraio, ad aprile ha
definitivamente comunicato di non poter procedere ad effettuare questi lavori e si è
dichiarata disposta a restituire l'edificio alla Città, noi abbiamo chiesto formalmente la
restituzione, l'ASL ci ha risposto, e ovviamente abbiamo chiesto anche di sgomberare il
bene da persone e cose, ripulendo l'interno del fabbricato da rifiuti, masserizie e tutto
quanto era presente proprio prima della riconsegna all'Amministrazione Civica, quindi
nello stesso stato in cui noi l'avevamo consegnata all'ASL.
Il 30 maggio 2013 c'è stata, quindi, una determina dirigenziale, con cui si è dichiarata la
cessazione di questa concessione per inadempimento da parte dell'ASL.
Si è svolto un sopralluogo per verificare se l'immobile fosse stato sgomberato e rimesso
in sicurezza, che è una condizione indispensabile per la ripresa in carico. Si è verificato
che l'immobile, anche se non in buone condizioni manutentive, era libero e sgombero
da persone e da cose, però necessitava ancora di alcuni interventi di minima per la
messa in sicurezza, proprio per evitare nuove intrusioni. È stato chiesto che l'ASL se ne
facesse carico e l'ASL si è dichiarata disponibile ad effettuarli.
Credo sia già stato fissato un appuntamento in settimana per effettuare un intervento di
chiusura delle finestre che sono aperte al primo piano. In questa occasione saranno
presenti anche agenti della Polizia Municipale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Al di là dello sconforto e dello sconcerto nel
sentire che dal 2004 ad oggi non si è riusciti a fare nulla, visto che, in qualche modo, era
stata riposta fiducia, non dico nei confronti delle varie maggioranze che si sono
susseguite in Regione, ma dell'Ente Regione, dal 2004 al 2013 abbiamo perso 9 anni
per dare, a questo punto, una destinazione diversa a questo stabile, perché tante
potevano essere le soluzioni, tante potevano essere le proposte. Penso che qualsiasi
cittadino che sia collegato in questo momento con la trasmissione web di quest'Aula sia
quantomeno sconcertato e allibito.
Detto questo, visto che le segnalazioni che mi sono arrivate sono di cittadini che sono lì,
per cui se uno va a fare il sopralluogo e in quel momento non c'è nessuno, meno male,
perché comunque è una porzione di non delinquenza, almeno temporale, in
quell'istante. La cosa che però le chiederei da questo punto di vista, anche per
rassicurare le persone che hanno fatto questa segnalazione, è di chiudere il più possibile
e di cercare di fare in modo che, quando l'ASL ci ridarà e rientrerà in nostro possesso
questo fabbricato, vengano usate tutte le precauzioni possibili affinché dopo due giorni
non siano abbattute le finestre o le porte e venga di nuovo utilizzato in quel modo,
perché di fatto era diventato un luogo dove persone che, per carità, non avendo un tetto
sopra la testa e non avendo la possibilità di stare altrove, andavano lì, ma spesso si
concentravano anche persone in stato di ubriachezza, con il problema tipico di
danneggiamenti anche alle auto e della situazione in cui si trovavano genitori e mamme
tornando a casa.
Ringrazio l'Assessore per la risposta precisa e puntuale. Mi auguro che, una volta che il
Comune rientrerà in possesso di quest'immobile, lo renda il più possibile impermeabile
a infiltrazioni di ogni tipo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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