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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc. 201303236/002, presentata in data 22 gennaio 2013, avente per oggetto: "Adozione linee di indirizzo per la Giunta e l'Amministrazione Comunale che escludono la possibilità di realizzazione di un eventuale nuovo campo nomadi nella Circoscrizione 6" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame dell'emendamento n. 8. L'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ci tengo a ribadire che, se non ci fossero stati questi emendamenti, la proposta di deliberazione, così come ci è stata presentata, sarebbe stata votata in pochissimi minuti e all'unanimità. Chiaramente dispiace trovarsi di fronte ad un atteggiamento di questo tipo, con la maggioranza che interviene, secondo me, in maniera sbagliata su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la quale sono state raccolte tantissime firme e dove il senso che era stato dato è completamente diverso da quello che poi sarà nella fase finale. Dispiace perché, per l'ennesima volta, è un prendere in giro la cittadinanza da parte vostra, perché è come se uno vi chiedesse di fare un ponte, mentre voi fate una piazza. Questo è l'esempio che potrebbe essere più calzante. È come se ci fosse un pavimento sporco e noi, anziché pulirlo, nascondiamo tutta la polvere sotto il tappeto. Dispiace perché abbiamo avuto una grande opportunità di fare qualcosa di concreto per una zona che non è più una zona, perché adesso si prova, in maniera ambigua, ad interpretare tutte le Circoscrizioni; è la Circoscrizione 6 con il campo di Lungo Stura Lazio, ma non si capisce bene, perché avete fatto anche un po' di pasticci. Siamo arrivati ad un emendamento che non serviva a nulla, assolutamente superfluo, un richiamo ad un meccanografico quasi come se la Giunta non sapesse quello che ha fatto la settimana scorsa o le settimane precedenti, oppure quasi come se non fosse in grado di portare avanti la propria azione. Ve lo dico chiaramente: se avete bisogno di fare remember tutti i momenti ai vostri Assessori, probabilmente è meglio se chiedete che vengano cambiati gli Assessori, perché, se non c'è la capacità di ricordarsi da una settimana all'altra quello che è stato approvato e come è stato approvato e devo forzatamente inserire - in maniera, secondo me, inutile, perché non c'entra niente con questa proposta di deliberazione - un riferimento ad un'altra cosa, questo snatura anche l'iniziativa popolare. Sapendo che la Giunta ci ha provato e che la cittadinanza ci ha provato, però questo Consiglio Comunale o, almeno, quella parte di Consiglio Comunale non ha alcuna intenzione neanche di provarci, perché, se ci avesse provato, lo avrebbe scritto di proprio pugno e, magari, sarebbe iniziato un percorso. Il percorso che è partito - secondo me era anche ben impostato, con tutte le visite ai campi nomadi, con le discussioni in Commissione e con il coinvolgimento degli Assessori e dei Tavoli - poi si è fermato, aspettando che qualcuno provasse a far partire qualcosa. È arrivata una proposta di deliberazione e voi l'avete trasformata: è nata dritta e l'avete fatta diventare storta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Lo abbiamo già detto in diverse occasioni in questa giornata, ma giova ripeterlo ancora una volta: andare ad inserirsi su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, che parte dalle esigenze della cittadinanza (che, di sicuro, non solo è digiuna di burocrazia, di riferimenti e di meccanografici, ma che, per natura, percepisce distante l'attività amministrativa - altrimenti non riterrebbe di doversi attivare in modo diretto - e, invece imporgliela e infilargliela in ogni occasione), sinceramente è davvero poco in sintonia con quella che è la sensibilità non posso dire di tutti, ma - sono convinto - di gran parte dei sottoscrittori. Questo perché, oggettivamente, poi si cerca anche di falsare un piano cronologico. Questa iniziativa di raccolta firme è cominciata quasi un anno fa, per cui dura da diverso tempo, almeno mezzo anno, questo lo possiamo dire tutto, e, in ogni caso, è stato lo sviluppo di un fermento cominciato da una mobilitazione iniziata ancora prima. Il fatto di inserire ed imporre un riferimento ad un atto davvero recente, che ha visto la luce durante gli ultimi mesi, è una forzatura oggettiva. Può sembrare mera forma, in realtà non lo è, perché ricordo che in quella deliberazione di Giunta ci sono tanti diversi interventi che nulla hanno a che vedere con la proposta di deliberazione di iniziativa popolare che è arrivata qui da noi. Possono essere liquidate come modalità operative per arrivare a quella finalità, ma non è così, perché quelle persone ci hanno chiesto, con una franchezza ed un lessico molto chiari che non lasciano di sicuro ombre, uno sgombero. Hanno chiesto di sgomberare e di mandare via, non necessariamente con interventi punitivi, ma comunque di arrivare a quel risultato. In questo caso, si vanno a riprendere tutta una serie di interventi che non garantiscono quel risultato e neanche spiegano come arrivarci. Ne approfitto per citare anche un altro esempio: ho letto bene il capitolato d'appalto e, prima ancora, la deliberazione di Giunta e ci sono dei riferimenti ad un'opera di prevenzione e di rioccupazione delle aree cosiddette liberate - uso proprio i termini di quegli atti - che si pone come obiettivo e non si spiega come arrivarci. Si dice che va resa un'opera - mi sembra - quotidiana delle realtà di Protezione Civile. Ma che cosa significa? Dobbiamo mandare i nonni vigile tutti i giorni a vigilare le baracche? Non c'è un riferimento ad una Forza dell'Ordine, ad una Forza Armata, ad una qualunque emanazione dell'autorità di questo Stato, non si parla di un piano di intervento, non ci sono dettagli logistici e non ci sono obiettivi quantitativi. Di fatto non c'è nulla, si dice soltanto che si vuole arrivare, un giorno non precisato - non è detto in questa tranche di interventi -, ad un superamento totale, ma è come dire che, un giorno, vorremmo anche superare la fame nel mondo. Lo vogliamo tutti, però non credo che vedremo mai una deliberazione di Giunta che dirà questo, perché tutti penserebbero che il Sindaco e la Giunta sono impazziti. È, però, una mancanza di rispetto purtroppo nei confronti di una richiesta dei cittadini, che, invece, pongono un'istanza concreta... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio …che riguarda la rimozione di un'area che, oggettivamente, è vittima di degrado, tra l'altro con una violazione palese di un cartello, che campeggia con la firma del Sindaco, rispetto all'impossibilità di mettere strutture in un'area a rischio esondazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: Presenti 27, astenuti 1, favorevoli 22, contrari 4. L'emendamento 8 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 16 all'emendamento n. 9. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Se non intervengo qui! Questa era probabilmente la battaglia, anche perché questo emendamento è davvero la presa in giro più grande a tutti quelli che hanno firmato la proposta di deliberazione. Loro chiedono una cosa e voi dite di fare diversamente, senza neanche il coraggio di andare da loro e chiedergli che cosa ne pensano. Non c'è neanche un minimo di legittimazione da parte di quella che è la vostra azione, perché, quando si è discusso di questo in Circoscrizione 6 (c'è stato un Consiglio aperto con un ordine del giorno, che poi ha portato, come contributo da parte della Circoscrizione, alla stesura di questo tipo di atto), ricordo chiaramente gli interventi dei cittadini e, se avessero letto una roba di questo tipo, probabilmente vi avrebbero preso anche a bottigliate, perché è tutto quello che loro non vogliono. Si parla di progressivo superamento degli insediamenti spontanei non autorizzati, ma quello di Lungo Stura Lazio e quello di via Germagnano, la parte irregolare, non c'è bisogno di chiamarli in questo modo, sono dei campi nomadi abusivi e vanno sgomberati. Lo sgombero è la procedura tecnica con la quale si interviene per togliere delle cose che sono in una parte abusiva, per cui vengono spostate. Quindi, sostituire lo "sgombero", che è una cosa tecnica, con il buonista "superamento degli insediamenti spontanei" è davvero una presa in giro nei confronti delle persone che vivono in quella zona e che hanno firmato questa proposta di deliberazione, perché, probabilmente, questo atto senza la parola "sgombero" avrebbe raccolto un terzo delle firme (non firmo sul terzo, perché, probabilmente, sarebbero arrivati a trenta o quaranta). Il motivo è che la gente ne ha le scatole piene, non ce la fa più a sopportare questo tipo di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se la gente leggesse il programma probabilmente non voterebbe neanche per voi. Se voi non li riempiste di soldi…(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia! RICCA Fabrizio Più soldi. Credo più soldi che chiacchiere. Non credo che i cittadini abbiano mai visto nessuno di voi, se non in momenti istituzionali, all'interno di quelle zone per parlare di questi problemi, perché, altrimenti, vi avrebbero fatto correre. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Mentre trattavamo in Conferenza dei Capigruppo - o, quantomeno, ci provavamo - sull'individuazione di un altro termine che sostituisse "superamento" rispetto agli "insediamenti spontanei" (insomma, i campi abusivi), in realtà è stata proprio un'espressione del Capogruppo del PD (tra l'altro è rimasta a verbale, per cui penso di poterla citare agevolmente e credo che neanche lui la smentirà) che dimostra perché questo termine non ci piace. Quando lui contestava altri termini come "fine", "rimozione" o lo stesso "sgombero", ha pronunciato delle parole che mi sono rimaste impresse e che rendono davvero la sensazione; ha detto: "Così si intende con le ruspe e noi non vogliamo". La distanza è proprio questa, perché noi invece vogliamo le ruspe. I Colleghi del PD ci devono spiegare come pensano di rimuovere altrimenti le baracche (se con un incantesimo o con il soffio di Ezechiele Lupo), cioè come ritengono di riuscire a rimuoverle, con quale magia che non sia un intervento coattivo, perché chi le tiene lì non le vorrà togliere e, se chi sta lì viene messo altrove, troverà qualcuno che lo sostituisce e ci lucrerà sopra (perché lo sappiamo benissimo che è così, l'abbiamo visto anche in via Germagnano); evidentemente, è questa la vera differenza che segna noi ed il centrosinistra e, poi, i cittadini di Barca giudicheranno qual è l'impostazione migliore. Non giudicheranno con il metro dell'ideologia, ma con il metro dei risultati, lo ribadisco ancora una volta. Giudicheranno se una baracca si toglie con uno strumento fisico e con una rimozione forzata, o se, invece, con il convincimento (leggo: "con il patto di cittadinanza" e "con il fare insieme"). Sinceramente, non voglio essere volgare, nonostante l'ora, ma temo che, più che fare insieme, ci sia un altro fare come esito di questa operazione e non è un bel fare, quantomeno non per i cittadini che vivono lì davanti. Ritengo oggettivamente che questo intervento, che va a modificare tutto il dispositivo, sia proprio la somma dello stravolgimento della proposta di deliberazione iniziale, anche perché, oggettivamente, c'è anche un altro elemento che mi dispiace che la Giunta non sia qui a spiegare. Prima ancora di discutere questa proposta di deliberazione, quando ci chiedevamo negli approfondimenti di Commissione se non fosse possibile perseguire la strategia - effettivamente con una possibilità di riuscita migliore - di dividere questi mega insediamenti in micro insediamenti da poter distribuire nelle varie province del Piemonte, ci è stato risposto che, visto che la materia è prefettizia ed è la Prefettura di Torino quella che è stata individuata come responsabile e visto che anche i finanziamenti ricadono quindi sulla Prefettura e sul Comune di Torino, ci sarebbe stata - questo lo ha detto l'Assessore Tisi - l'impossibilità di investire questi fondi per interventi altrove. Però devo dire, con questo risultato... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio …nei capitolati d'appalto non c'è alcuna traccia di questa soluzione che voi inserite al punto c), riprendendo in parte quella che era della deliberazione iniziale, quindi altre frottole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Grazie, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Per quanto riguarda la ricollocazione in patria, ammettete che si possa spendere per farli lavorare in Romania, ma evidentemente su questo, invece, il problema di territorialità non l'avete eccepito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto L'emendamento n. 9 è l'apoteosi di tutta questa deliberazione farsa, perché ci sono tre punti e uno è più esilarante dell'altro. Vi chiedo (così, se qualcuno dopo avrà la compiacenza di rispondermi, avremo risolto il problema): "attuare il progressivo superamento degli insediamenti" vuol dire che, e lo ribadisco ancora, avrà ragione il Consigliere Curto, perché, alla fine, un anno non vi basterà, ma neanche se piangete in cinese (cinese è un altro discorso che, poi, dobbiamo affrontare). È il punto b) però che mi lascia veramente sconvolto, che è più che basito: "Intervenire secondo il principio dell'accoglienza, fatto salvo l'allontanamento di coloro che non rispettano le regole e la legalità", ma fino ad ora che cosa avete fatto? Fino ad ora li avete guardati e nessuno si è preoccupato di allontanare i soggetti che creavano problemi? Avete dovuto fare una deliberazione farsa per dire che, poi, allontanerete coloro che non rispetteranno le regole e la legalità? C'era bisogno di questo? C'era bisogno di fare, cosa che non riuscirete comunque a fare. Siete riusciti a fare una deliberazione farsa, dove avete scritto un mucchio di cose per darla a bere alle persone. Perché non l'avete fatto fino ad ora? Chi è che vi ha impedito di farlo fino ad ora? C'era bisogno di questo foglio di carta per farlo? Voglio una risposta a questo. Fino ad ora chi è che non ha fatto niente? Domani con questo voi andrete al campo nomadi e gli farete vedere che Pippo, in base al punto b), se ne dovrà andare, perché è scritto al punto b); fino ad ora non avete potuto farlo, perché non era scritto al punto b), ma adesso lo dovrà fare, perché è scritto al punto b) dell'emendamento n. 9, e guai se non lo farà, perché dovrà andare via. Voglio una risposta, voglio sapere perché, fino ad ora, non è stato fatto e come lo farete dal punto b) di adesso in avanti; me lo dovete spiegare. Lo chiedo anche al Consigliere Cassiani, come suggerisce il Consigliere Ventura, perché, magari, ha la soluzione. Mi piacerebbe veramente saperlo, perché la chiave di volta è qui, nel punto b) dell'emendamento n. 9. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La prego di concludere il suo intervento, Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ho concluso e, se qualcuno avrà la compiacenza di rispondermi, mi farà una cortesia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Oggi, effettivamente, oltre il mal di testa, si fa un po' di confusione nel discutere l'accorpamento agli emendamenti e gli emendamenti. Nel merito dell'emendamento n. 9 discuteremo dopo, quando arriverà il momento (cioè subito dopo questa votazione), mentre adesso ci soffermiamo sull'accorpamento dei subemendamenti, presentati dalla Lega Nord e dal Consigliere Bertola, all'emendamento n. 9. Non so quanti Consiglieri della maggioranza abbiano avuto l'opportunità di leggere questi subemendamenti; credo pochi o forse nessuno, perché, ormai in default, quando arrivano degli emendamenti da parte dell'opposizione si usa questo strumento dell'accorpamento per mettere a tacere le sue voci. Se qualcuno di voi si fosse preso la briga di leggere questi subemendamenti, sicuramente non avreste presentato l'emendamento n. 9 o lo avreste cassato, perché i subemendamenti del Consigliere Bertola e del Gruppo della Lega Nord armonizzavano (sfruttando ed utilizzando un termine usato dal Consigliere Genisio all'inizio di questa discussione) quella che era la reale volontà dei cittadini proponenti questa deliberazione, ma, invece, tutto ciò non è accaduto. Sono stati presentati questi subemendamenti e, per default, la maggioranza, appena ha saputo che arrivavano dall'opposizione, senza neanche leggerli li ha accorpati per cassarli e bocciarli. Questo atteggiamento dovrebbe farvi riflettere, perché, se questa sera ci troviamo a discutere del nulla su questa proposta di deliberazione, vi ricordo che, a breve, dovremo anche discutere il Bilancio di questa Città e, quindi, è necessario che siate preparati e pronti a sostenere altre serate come questa. Ci troverete sempre pronti e devo comunque complimentarmi, perché, questa sera, avete dimostrato di avere forza e coraggio. Quindi, complimenti per questo vostro atteggiamento. Mi riservo... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere il suo intervento, Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo …di spiegare poi le motivazioni sull'emendamento n. 9. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 16 all'emendamento n. 9: Presenti 23, contrari 23. L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 16 all'emendamento n. 9 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 9, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto In effetti, avevo già parlato dell'emendamento n. 9, non ricordando che si trattava dell'accorpamento, ma tanto ho ancora delle cose da dire, quindi ne approfitto e continuo il mio discorso. Dicevo che il punto b) è quello che mi ha più colpito dell'emendamento n. 9, perché, finalmente, con questo emendamento e con il punto b) si decide di intervenire secondo il principio dell'accoglienza con l'allontanamento di coloro che non rispettano le regole e la legalità, mentre, fino ad ora, li abbiamo lasciati lì, perché, non avendo il punto b) dell'emendamento n. 9, non potevamo dirgli niente; adesso, invece, grazie a Dio possiamo finalmente farlo. Vorrei commentare anche il punto c): "ricollocare piccoli nuclei familiari presso città delle diverse province"; quindi, si dà atto ad un paio di emendamenti fa, quando si diceva di mandarli in altri posti. Non vi preoccupate, state tranquilli, prendiamo piccoli nuclei familiari e, un po' alla volta, li spostiamo, con tutto il tempo che ci vuole per attuare il progressivo superamento degli insediamenti spontanei, perché è chiaro che non si possono prendere tutti e spostarli. Quindi, prendi uno, lo porti in un'altra città, chiedi al Sindaco di tenerlo per qualche tempo e di trovare un modo affinché si possa integrare, possa diventare parte integrante della popolazione, possa lavorare e possa mantenersi e, nel frattempo, noi sgomberiamo il nostro campo, perché, poi, lo rimetteremo a posto per l'autocostruzione e tutte le bellissime cose che avete detto. Nel frattempo però, se c'è bisogno, quel Sindaco non si deve preoccupare, perché i soldi li abbiamo dati alle associazioni e gli daranno una mano. Deve solo prenderselo nel suo Comune, si deve mettere nelle condizioni di controllare che si comporti da persona estremamente civile e a posto e così, con calma, poco alla volta - perché non si può fare tutto in due minuti - li portiamo fuori ed attuiamo il "progressivo superamento degli insediamenti spontanei". Ve lo chiedo nuovamente (perché l'ho chiesto anche prima), in quanto di questa parte mi interessava il punto b): ci sono dei numeri (perché, magari, li avete anche e sono io che non sono così ferrato) che mi sanno indicare fino ad ora che cosa abbiamo fatto per l'allontanamento di questi soggetti? Perché il punto b) è fondamentale. Il punto b) è imperativo e, grazie a Dio, adesso abbiamo questo punto b) e cambierà tutto, per cui ne sono veramente contento. Sono indeciso, ma non lo voterò per coerenza verso quei cittadini che hanno presentato la proposta di deliberazione originale; se non fosse per questo motivo, un pensierino l'avrei fatto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea L'emendamento n. 9 è quello dirimente rispetto alla votazione finale del PdL. Sostanzialmente, il punto a) ed il punto b) ricalcano, più o meno (naturalmente con termini diversi, che, secondo noi, non sono quelli corretti ed idonei), l'impostazione della proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Invece, il punto c) stravolge completamente il concetto ed inserisce un elemento che è quello di inclusione abitativa, che - lo ripeto - era una di quelle questioni che avevamo sollevato sulla deliberazione di indirizzo della Giunta e pertanto siamo assolutamente contrari. Inoltre, che cosa succede? In molte parti di questa proposta di deliberazione di iniziativa popolare viene citata la deliberazione della Giunta, che è quella che abbiamo ampiamente discusso in Commissione e che abbiamo criticato aspramente in alcuni punti, che naturalmente non sono stati accolti con degli atti formali (come, ad esempio, quello della pulizia dei campi Rom o quello dell'estensione a tutta la Città del superamento di questi campi abusivi), e anche con alcune questioni che ci fanno pensare, così come hanno detto molti altri Consiglieri, che anche questa deliberazione e questi 5 milioni di Euro, che saranno usati dalla Prefettura su questo bando uscito recentemente, faranno sprecare denaro pubblico. Questo è il ragionamento essenziale che ci porta a dire che questa proposta di deliberazione non è in linea con quello che i cittadini chiedevano; crediamo che i duemilasettecento cittadini volessero un impegno molto più concreto e serio, scusate ma "serio" non è il termine adatto (è l'ora tarda), diciamo un impegno molto più preciso nei confronti di questi insediamenti. L'illegalità diffusa ed i continui furti che queste persone perpetrano ai danni dei cittadini di Torino credo che abbiano avuto scarso riscontro e la proposta di deliberazione di iniziativa popolare che uscirà questa sera non sarà sicuramente in linea con quelle che erano le attese dei firmatari. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Anche io ho fatto lo stesso errore del Consigliere Carbonero, ma anche io mi sono dovuto interrompere con qualcosa ancora da dire sul punto, per cui approfitto di questa opportunità in più. Anzitutto vorrei continuare nel ragionamento che stavo facendo: se il principio della territorialità, rispetto agli interventi finanziati dal Ministero nei confronti della Prefettura e del Comune, vale per l'impossibilità di andare a discutere un intervento che dislochi i Rom momentaneamente presenti sul nostro territorio in altre province piemontesi, la prima domanda è perché inserirlo in una deliberazione di Consiglio. Perché, per quanto oggettivamente noi di questa deliberazione ormai non condividiamo quasi nulla, saremo poi in grado di chiedere una verifica nei confronti della Giunta. Sarebbe curioso capire, anche rispetto alle sollecitazioni poste in Commissione, se la Giunta (o in sede ANCI con il Sindaco Fassino o direttamente il Vicesindaco Tisi) ha già preso contatti con le altre Prefetture per sondare la possibilità di attuare questa opzione. L'altro ragionamento, rispetto alla versione originaria che si limitava a proporre di dislocare piccole comunità in giro (senza entrare nel dettaglio), è: l'aver voluto imporre anche in questo punto tutti gli elementi presenti nella deliberazione di Giunta già approvata (quindi, l'inclusione abitativa e sociale, il coinvolgimento attivo delle popolazioni Rom, il cosiddetto "patto di cittadinanza", il "fare insieme", l'autorecupero, l'autocostruzione e tutte quelle parole d'ordine con le quali il centrosinistra si riempie la bocca) è una base di dialogo con le altre province (tra l'altro, ricordo che non tutte sono amministrate dal centrosinistra) oppure rischia di diventare l'ennesimo ostacolo a trovare una base di dialogo e di progettazione comune con le altre province torinesi? Perché potrebbe anche servire a sgravare Torino da questo enorme peso in termini quantitativi di gruppo umano e di popolazione cosiddetta nomade che si deve spupazzare solo la metropoli. Questo è un altro interrogativo che credo renderà più difficile la vita della Giunta, piuttosto che semplificarla in questo obiettivo. Il terzo punto è: come mai, se il problema della territorialità emerge nell'utilizzo dei fondi tra Torino e le altre province, è invece possibile pensare a collaborazioni che porterebbero inevitabilmente ad investimenti in loco addirittura in Romania o comunque in Paesi estranei all'Italia. Si può investire in Romania, con l'attivazione di attività imprenditoriali - altra soluzione che non condividiamo -, mentre non riescono a sopravvivere gli imprenditori a Torino e in Italia; figuriamoci se dovremo aiutare ad inaugurare attività di quel tipo in Romania, dove la risposta nei confronti di chi vive in modo nomade è solo ed esclusivamente la repressione. Anche volendo seguire il ragionamento, perché si può fare in Romania e, invece, non si può pensare ad investimenti per collaborazioni con realtà in altre province torinesi? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Questo ci sfugge, ma sarà occasione di approfondimento per verificare l'attuazione del punto c) da parte della Giunta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: Presenti 29, favorevoli 22, contrari 7. L'emendamento n. 9 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 10, presentato dal Consigliere Bertola, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10: Presenti 23, astenuti 1, favorevoli 21, contrari 1. L'emendamento n. 10 è approvato. Vorrei sapere che cosa succede con queste tessere, perché siamo in fase di votazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma ognuno è responsabile della tessera che lascia sul posto, quindi, per cortesia, controlliamola. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 10 all'emendamento n. 11. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 10 all'emendamento n. 11: Presenti 23, contrari 23. L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 10 all'emendamento n. 11 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 11, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 11: Presenti 25, astenuti 2, favorevoli 22, contrari 1. L'emendamento n. 11 è approvato. Sull'emendamento n. 11 voleva intervenire un Consigliere, ma ha alzato la mano mentre eravamo già in fase di votazione; gli concedo un breve intervento nelle dichiarazioni di voto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Okay. La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Voterò no a questa proposta di deliberazione e vorrei dire i motivi per il verbale. Non è più la deliberazione che ho letto la prima volta, che mi ha convinto e che ritengo possa risolvere i problemi della Circoscrizione e della Città. È stata annacquata pesantemente da emendamenti pressoché inutili, che non hanno avuto nemmeno il coraggio di provare a dare seguito a quella che era la volontà dei tantissimi firmatari della deliberazione. Questa deliberazione non è più quella originale e, almeno per quanto mi riguarda, da domani spiegherò ai cittadini della zona che hanno firmato per qualcosa che non c'è più. Se la maggior parte di quei cittadini a quest'ora vedesse che cosa ne è stato della deliberazione che hanno deciso di sottoscrivere credo che ritirerebbero la firma, perché non è quella che hanno voluto sottoscrivere. È per questo motivo che, di fronte ad una non mediazione fatta (perché ripeto che non ci sarebbe stato ostruzionismo e si sarebbe concluso con un voto unanime) e a quell'operazione che invece è stata condotta in maniera assolutamente sbagliata, il nostro voto sarà contrario. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Può intervenire un Consigliere per Gruppo per la dichiarazione di voto, a meno che un componente non sia in dissenso con il suo Capogruppo (penso che potrebbe far piacere a qualcuno). (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima di lei, qualora fosse in dissenso, concedo la parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Consiglieri della maggioranza, mi rivolgo a voi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, poi mi prendo il tempo necessario, perché... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Viale, per cortesia. D'AMICO Angelo Ho da porvi una domanda al termine di questa lunga discussione - Consigliere Viale, la rivolgo anche a lei -: che cosa rappresenta la Sala Rossa? Che cosa rappresenta questo Consiglio? Non dico che cosa dovrebbe, ma che cosa rappresenta? Rappresenta i cittadini torinesi, perché ognuno di noi rappresenta una parte di città, chi è in maggioranza e chi è all'opposizione. Quindi, ognuno di noi rappresenta un pezzo di città e questa Sala dovrebbe rappresentare la cittadinanza totale. I cittadini che cosa hanno fatto? Non paghi di questo o non soddisfatti, ci hanno presentato un loro atto, una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, dandoci una mano, dicendo: "Voi ci rappresentate, però questa parte vogliamo farla noi e vogliamo essere ancora più rappresentativi". E invece questa maggioranza che cosa fa? Snatura quella che era la volontà dei cittadini torinesi con una serie di emendamenti che vanno contro quello che i cittadini hanno chiesto loro. Quindi, questa maggioranza, oltre ad avere una Giunta autoreferenziale, ha anche una maggioranza consiliare autoreferenziale, cioè rappresentano loro stessi. Questa Aula, che dovrebbe rappresentare i cittadini torinesi, invece è una Sala dove i Consiglieri di maggioranza rappresentano loro stessi. Oggi ne hanno dato prova con questo sistema emendativo fatto su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare; hanno calpestato tutto e tutti ed hanno detto che quest'Aula è rappresentata esclusivamente da loro e sono autoreferenziati, per cui non sono interessati a quello che arriva dalla cittadinanza, ma fanno quello che gli interessa e vanno avanti su queste posizioni. Non è stata una bella serata per quest'Aula, perché non ha assolto a quello che dovrebbe essere il suo compito, il compito per cui è nata. In virtù di questo e delle motivazioni che abbiamo già avuto modo di esprimere durante la discussione degli emendamenti, il voto del Gruppo di Progett'Azione sarà contrario a questa proposta di deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Noi non parteciperemo al voto. Abbiamo un grande rispetto per quanto i cittadini hanno proposto; la proposta di deliberazione, così come era stata scritta dai cittadini, avrebbe avuto il nostro voto favorevole, senza alcun dubbio e senza alcun emendamento. Dopo tutta questa discussione ancora una volta abbiamo capito che questa maggioranza sui valori di fondo è divisa, Presidente. Divisa ed incapace, a nostro giudizio, di avere una linea comune su questo tema; continua a barcamenarsi sul "si potrebbe", "si dice", "si farà", ma nella sostanza non ha la determinazione che invece i cittadini chiedevano attraverso questa proposta di deliberazione. Abbiamo notato che alcune questioni volute dagli stessi cittadini sono rimaste tali e pertanto non ci sentiamo di esprimere un voto negativo rispetto a questa proposta di deliberazione, però vediamo che i punti a sfavore sono molti di più rispetto ai punti a favore. In particolare, vorrei sottolineare che, sulla base dell'emendamento n. 11 che abbiamo inserito (e questo è un punto a favore di questa proposta di deliberazione), i firmatari di questo atto saranno coinvolti all'interno dell'Osservatorio, però non si citano, ad esempio, altri Comitati su altre parti della città. Si citano generalmente "i rappresentanti delle Circoscrizioni", che immagino saranno politici o qualcuno che la politica nominerà. Quindi, anche qui troviamo un più uno, ma anche un meno uno, perché il resto della Città che cosa potrà dire all'interno dell'Osservatorio? Nulla, perché non sarà rappresentato ed è quello che avrei voluto dire nell'intervento prima della votazione dell'emendamento n. 11. Quindi, Presidente, oltre le cose che abbiamo detto precedentemente, cioè che l'Unione Europea deve fare di più per quanto riguarda le sue linee (sono quattro e le ricapitolo: salute, istruzione, casa e lavoro), e nonostante le nostre reiterate richieste a favore dei primi due aspetti, cioè la salute e, in particolare, quella igienico-sanitaria - e, quindi, la pulizia di questi campi -, la maggioranza ha voluto bocciare, a seguito di un nostro emendamento, la pulizia dei campi e questo è oggettivamente incomprensibile, perché avrebbe procurato dei benefici alla salute. Di istruzione in questa deliberazione e all'interno di questi emendamenti non se ne parla e comunque la maggioranza non ha tenuto conto di una delle quattro linee dell'Unione Europea. Si continua a ragionare su due temi, che, oggi, sono l'antitesi rispetto a quanto vogliono i cittadini, cioè casa e lavoro per i Rom. Su questa base, che è oggettivamente contraria al momento storico che viviamo, avremmo voluto che casa e lavoro fossero lasciati in disparte, affrontandoli magari in un momento un po' più tranquillo per la nostra Nazione, mentre avremmo voluto concentrarci su salute ed istruzione. È per questo motivo che continuiamo ad essere contrari, ma, al tempo stesso, non ci sentiamo di votare contro questa proposta di deliberazione, perché mantiene alcuni elementi che i cittadini hanno voluto, e, siccome riteniamo che i cittadini abbiano espresso una loro ferma volontà, non pensiamo di esprimere un voto contrario, per cui non parteciperemo alla votazione. Auspichiamo che ci saranno dei dibattiti su questo tema, perché non possiamo essere silenti rispetto a quanto è avvenuto in quest'Aula questa sera; con molta moderazione, pacatezza e responsabilità lo faremo notare, perché questo dibattito ha dimostrato come all'interno di questa maggioranza ci sia un vulnus preciso ed una divisione netta, che ancora oggi, dal 1979, determina una situazione che non si risolverà neanche questa volta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Vorrei rasserenare il Consigliere Tronzano. Dopo nove ore di ostruzionismo, la maggioranza è compatta qui in Aula ed ha retto molto bene ad una prova politica molto forte. Comprendo i toni e gli strumenti utilizzati dall'opposizione, in particolare da quella di destra, che su un argomento del genere preferisce le parole forti e gli atti forti rispetto alla necessità di comprendere e di cercare di accompagnare a percorsi diversi rispetto a quelli del campo abusivo. Innanzitutto voglio ringraziare i cittadini, che, invece, hanno dato una grande prova di maturità democratica utilizzando gli strumenti della partecipazione che mette a loro disposizione il nostro Statuto e che hanno offerto al Consiglio Comunale la straordinaria opportunità di affrontare un argomento in maniera seria, partendo dalle loro posizioni e tenendo conto che le loro posizioni vanno in qualche modo mediate rispetto a quella che è l'opinione ed il pensiero rappresentato dai Consiglieri. È il Consiglio che deve votare e lo Statuto prevede che siano i cittadini a proporre un documento, sul quale avviare un ragionamento. Utilizziamo questo strumento quando ci arriva una deliberazione da parte della Giunta e con lo stesso rigore e con lo stesso riguardo lo facciamo con una deliberazione che ci arriva direttamente dai cittadini; si tratta di un atto che abbiamo accettato e condiviso soprattutto nelle ragioni di base. In particolare i cittadini della Circoscrizione 6 non ce la fanno più; hanno ragione ed hanno la nostra massima comprensione. Insieme a loro dobbiamo capire che bisogna avviare dei ragionamenti, perché il problema Rom non sia risolto solo ed esclusivamente con gli sgomberi, ma non sia neanche risolto accettando campi abusivi e girando lo sguardo dall'altra parte. L'ultimo pensiero va ai Consiglieri della maggioranza che, insieme ai cittadini ed alla Circoscrizione 6 (al Consiglio ed alla Giunta della Circoscrizione 6), hanno avviato un lavoro emendativo che ha fatto sì che questa proposta di deliberazione avesse il massimo della condivisione possibile. Quello che a noi interessa è poterla attuare e poter dare all'Assessore Tisi, a tutta la Giunta ed alle Istituzioni di questa Città, non solo quelle politiche (penso alla Prefettura ed alla Questura), un indirizzo chiaro su come ci si debba comportare. I cittadini sappiano che non sono soli, perché il Consiglio Comunale è vicino a loro, sapendo che cosa vivono e sapendo che insieme dobbiamo pretendere e lavorare affinché ci sia legalità; questa però è una Città che non caccia le persone, bensì le accompagna. Questo è lo spirito di questa proposta di deliberazione e siamo orgogliosi di essere arrivati fino a questo punto (adesso di poterla votare e, poi, di poterla applicare). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 27, astenuti 2, favorevoli 22, contrari 3. La proposta di deliberazione è approvata. |