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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 46
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE 2013-03236
ADOZIONE LINEE DI INDIRIZZO PER LA GIUNTA E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VOLTE AL SUPERAMENTO DEGLI INSEDIAMENTI SPONTANEI NON AUTORIZZATI DI COMUNITA' ROM.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc.
201303236/002, presentata in data 22 gennaio 2013, avente per oggetto:

"Adozione linee di indirizzo per la Giunta e l'Amministrazione Comunale che
escludono la possibilità di realizzazione di un eventuale nuovo campo nomadi nella
Circoscrizione 6"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame dell'emendamento n. 8.
L'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ci tengo a ribadire che, se non ci fossero stati questi emendamenti, la proposta di
deliberazione, così come ci è stata presentata, sarebbe stata votata in pochissimi minuti
e all'unanimità. Chiaramente dispiace trovarsi di fronte ad un atteggiamento di questo
tipo, con la maggioranza che interviene, secondo me, in maniera sbagliata su una
proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la quale sono state raccolte
tantissime firme e dove il senso che era stato dato è completamente diverso da quello
che poi sarà nella fase finale. Dispiace perché, per l'ennesima volta, è un prendere in
giro la cittadinanza da parte vostra, perché è come se uno vi chiedesse di fare un ponte,
mentre voi fate una piazza. Questo è l'esempio che potrebbe essere più calzante. È come
se ci fosse un pavimento sporco e noi, anziché pulirlo, nascondiamo tutta la polvere
sotto il tappeto. Dispiace perché abbiamo avuto una grande opportunità di fare qualcosa
di concreto per una zona che non è più una zona, perché adesso si prova, in maniera
ambigua, ad interpretare tutte le Circoscrizioni; è la Circoscrizione 6 con il campo di
Lungo Stura Lazio, ma non si capisce bene, perché avete fatto anche un po' di pasticci.
Siamo arrivati ad un emendamento che non serviva a nulla, assolutamente superfluo, un
richiamo ad un meccanografico quasi come se la Giunta non sapesse quello che ha fatto
la settimana scorsa o le settimane precedenti, oppure quasi come se non fosse in grado
di portare avanti la propria azione.
Ve lo dico chiaramente: se avete bisogno di fare remember tutti i momenti ai vostri
Assessori, probabilmente è meglio se chiedete che vengano cambiati gli Assessori,
perché, se non c'è la capacità di ricordarsi da una settimana all'altra quello che è stato
approvato e come è stato approvato e devo forzatamente inserire - in maniera, secondo
me, inutile, perché non c'entra niente con questa proposta di deliberazione - un
riferimento ad un'altra cosa, questo snatura anche l'iniziativa popolare.
Sapendo che la Giunta ci ha provato e che la cittadinanza ci ha provato, però questo
Consiglio Comunale o, almeno, quella parte di Consiglio Comunale non ha alcuna
intenzione neanche di provarci, perché, se ci avesse provato, lo avrebbe scritto di
proprio pugno e, magari, sarebbe iniziato un percorso. Il percorso che è partito -
secondo me era anche ben impostato, con tutte le visite ai campi nomadi, con le
discussioni in Commissione e con il coinvolgimento degli Assessori e dei Tavoli - poi si
è fermato, aspettando che qualcuno provasse a far partire qualcosa. È arrivata una
proposta di deliberazione e voi l'avete trasformata: è nata dritta e l'avete fatta diventare
storta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Lo abbiamo già detto in diverse occasioni in questa giornata, ma giova ripeterlo ancora
una volta: andare ad inserirsi su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, che
parte dalle esigenze della cittadinanza (che, di sicuro, non solo è digiuna di burocrazia,
di riferimenti e di meccanografici, ma che, per natura, percepisce distante l'attività
amministrativa - altrimenti non riterrebbe di doversi attivare in modo diretto - e, invece
imporgliela e infilargliela in ogni occasione), sinceramente è davvero poco in sintonia
con quella che è la sensibilità non posso dire di tutti, ma - sono convinto - di gran parte
dei sottoscrittori. Questo perché, oggettivamente, poi si cerca anche di falsare un piano
cronologico.
Questa iniziativa di raccolta firme è cominciata quasi un anno fa, per cui dura da diverso
tempo, almeno mezzo anno, questo lo possiamo dire tutto, e, in ogni caso, è stato lo
sviluppo di un fermento cominciato da una mobilitazione iniziata ancora prima.
Il fatto di inserire ed imporre un riferimento ad un atto davvero recente, che ha visto la
luce durante gli ultimi mesi, è una forzatura oggettiva. Può sembrare mera forma, in
realtà non lo è, perché ricordo che in quella deliberazione di Giunta ci sono tanti diversi
interventi che nulla hanno a che vedere con la proposta di deliberazione di iniziativa
popolare che è arrivata qui da noi.
Possono essere liquidate come modalità operative per arrivare a quella finalità, ma non è
così, perché quelle persone ci hanno chiesto, con una franchezza ed un lessico molto
chiari che non lasciano di sicuro ombre, uno sgombero. Hanno chiesto di sgomberare e
di mandare via, non necessariamente con interventi punitivi, ma comunque di arrivare a
quel risultato. In questo caso, si vanno a riprendere tutta una serie di interventi che non
garantiscono quel risultato e neanche spiegano come arrivarci. Ne approfitto per citare
anche un altro esempio: ho letto bene il capitolato d'appalto e, prima ancora, la
deliberazione di Giunta e ci sono dei riferimenti ad un'opera di prevenzione e di
rioccupazione delle aree cosiddette liberate - uso proprio i termini di quegli atti - che si
pone come obiettivo e non si spiega come arrivarci. Si dice che va resa un'opera - mi
sembra - quotidiana delle realtà di Protezione Civile. Ma che cosa significa? Dobbiamo
mandare i nonni vigile tutti i giorni a vigilare le baracche? Non c'è un riferimento ad
una Forza dell'Ordine, ad una Forza Armata, ad una qualunque emanazione
dell'autorità di questo Stato, non si parla di un piano di intervento, non ci sono dettagli
logistici e non ci sono obiettivi quantitativi.
Di fatto non c'è nulla, si dice soltanto che si vuole arrivare, un giorno non precisato -
non è detto in questa tranche di interventi -, ad un superamento totale, ma è come dire
che, un giorno, vorremmo anche superare la fame nel mondo. Lo vogliamo tutti, però
non credo che vedremo mai una deliberazione di Giunta che dirà questo, perché tutti
penserebbero che il Sindaco e la Giunta sono impazziti. È, però, una mancanza di
rispetto purtroppo nei confronti di una richiesta dei cittadini, che, invece, pongono
un'istanza concreta...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
…che riguarda la rimozione di un'area che, oggettivamente, è vittima di degrado, tra
l'altro con una violazione palese di un cartello, che campeggia con la firma del Sindaco,
rispetto all'impossibilità di mettere strutture in un'area a rischio esondazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8:
Presenti 27, astenuti 1, favorevoli 22, contrari 4.
L'emendamento 8 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 16
all'emendamento n. 9.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Se non intervengo qui! Questa era probabilmente la battaglia, anche perché questo
emendamento è davvero la presa in giro più grande a tutti quelli che hanno firmato la
proposta di deliberazione. Loro chiedono una cosa e voi dite di fare diversamente, senza
neanche il coraggio di andare da loro e chiedergli che cosa ne pensano. Non c'è neanche
un minimo di legittimazione da parte di quella che è la vostra azione, perché, quando si
è discusso di questo in Circoscrizione 6 (c'è stato un Consiglio aperto con un ordine del
giorno, che poi ha portato, come contributo da parte della Circoscrizione, alla stesura di
questo tipo di atto), ricordo chiaramente gli interventi dei cittadini e, se avessero letto
una roba di questo tipo, probabilmente vi avrebbero preso anche a bottigliate, perché è
tutto quello che loro non vogliono.
Si parla di progressivo superamento degli insediamenti spontanei non autorizzati, ma
quello di Lungo Stura Lazio e quello di via Germagnano, la parte irregolare, non c'è
bisogno di chiamarli in questo modo, sono dei campi nomadi abusivi e vanno
sgomberati. Lo sgombero è la procedura tecnica con la quale si interviene per togliere
delle cose che sono in una parte abusiva, per cui vengono spostate. Quindi, sostituire lo
"sgombero", che è una cosa tecnica, con il buonista "superamento degli insediamenti
spontanei" è davvero una presa in giro nei confronti delle persone che vivono in quella
zona e che hanno firmato questa proposta di deliberazione, perché, probabilmente,
questo atto senza la parola "sgombero" avrebbe raccolto un terzo delle firme (non firmo
sul terzo, perché, probabilmente, sarebbero arrivati a trenta o quaranta). Il motivo è che
la gente ne ha le scatole piene, non ce la fa più a sopportare questo tipo di...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se la gente leggesse il programma
probabilmente non voterebbe neanche per voi. Se voi non li riempiste di
soldi…(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, perché... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia!

RICCA Fabrizio
Più soldi. Credo più soldi che chiacchiere. Non credo che i cittadini abbiano mai visto
nessuno di voi, se non in momenti istituzionali, all'interno di quelle zone per parlare di
questi problemi, perché, altrimenti, vi avrebbero fatto correre.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Mentre trattavamo in Conferenza dei Capigruppo - o, quantomeno, ci provavamo -
sull'individuazione di un altro termine che sostituisse "superamento" rispetto agli
"insediamenti spontanei" (insomma, i campi abusivi), in realtà è stata proprio
un'espressione del Capogruppo del PD (tra l'altro è rimasta a verbale, per cui penso di
poterla citare agevolmente e credo che neanche lui la smentirà) che dimostra perché
questo termine non ci piace. Quando lui contestava altri termini come "fine",
"rimozione" o lo stesso "sgombero", ha pronunciato delle parole che mi sono rimaste
impresse e che rendono davvero la sensazione; ha detto: "Così si intende con le ruspe e
noi non vogliamo". La distanza è proprio questa, perché noi invece vogliamo le ruspe.
I Colleghi del PD ci devono spiegare come pensano di rimuovere altrimenti le baracche
(se con un incantesimo o con il soffio di Ezechiele Lupo), cioè come ritengono di
riuscire a rimuoverle, con quale magia che non sia un intervento coattivo, perché chi le
tiene lì non le vorrà togliere e, se chi sta lì viene messo altrove, troverà qualcuno che lo
sostituisce e ci lucrerà sopra (perché lo sappiamo benissimo che è così, l'abbiamo visto
anche in via Germagnano); evidentemente, è questa la vera differenza che segna noi ed
il centrosinistra e, poi, i cittadini di Barca giudicheranno qual è l'impostazione migliore.
Non giudicheranno con il metro dell'ideologia, ma con il metro dei risultati, lo ribadisco
ancora una volta. Giudicheranno se una baracca si toglie con uno strumento fisico e con
una rimozione forzata, o se, invece, con il convincimento (leggo: "con il patto di
cittadinanza" e "con il fare insieme"). Sinceramente, non voglio essere volgare,
nonostante l'ora, ma temo che, più che fare insieme, ci sia un altro fare come esito di
questa operazione e non è un bel fare, quantomeno non per i cittadini che vivono lì
davanti.
Ritengo oggettivamente che questo intervento, che va a modificare tutto il dispositivo,
sia proprio la somma dello stravolgimento della proposta di deliberazione iniziale,
anche perché, oggettivamente, c'è anche un altro elemento che mi dispiace che la
Giunta non sia qui a spiegare. Prima ancora di discutere questa proposta di
deliberazione, quando ci chiedevamo negli approfondimenti di Commissione se non
fosse possibile perseguire la strategia - effettivamente con una possibilità di riuscita
migliore - di dividere questi mega insediamenti in micro insediamenti da poter
distribuire nelle varie province del Piemonte, ci è stato risposto che, visto che la materia
è prefettizia ed è la Prefettura di Torino quella che è stata individuata come responsabile
e visto che anche i finanziamenti ricadono quindi sulla Prefettura e sul Comune di
Torino, ci sarebbe stata - questo lo ha detto l'Assessore Tisi - l'impossibilità di investire
questi fondi per interventi altrove.
Però devo dire, con questo risultato...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
…nei capitolati d'appalto non c'è alcuna traccia di questa soluzione che voi inserite al
punto c), riprendendo in parte quella che era della deliberazione iniziale, quindi altre
frottole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Per quanto riguarda la ricollocazione in patria, ammettete che si possa spendere per farli
lavorare in Romania, ma evidentemente su questo, invece, il problema di territorialità
non l'avete eccepito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
L'emendamento n. 9 è l'apoteosi di tutta questa deliberazione farsa, perché ci sono tre
punti e uno è più esilarante dell'altro. Vi chiedo (così, se qualcuno dopo avrà la
compiacenza di rispondermi, avremo risolto il problema): "attuare il progressivo
superamento degli insediamenti" vuol dire che, e lo ribadisco ancora, avrà ragione il
Consigliere Curto, perché, alla fine, un anno non vi basterà, ma neanche se piangete in
cinese (cinese è un altro discorso che, poi, dobbiamo affrontare).
È il punto b) però che mi lascia veramente sconvolto, che è più che basito: "Intervenire
secondo il principio dell'accoglienza, fatto salvo l'allontanamento di coloro che non
rispettano le regole e la legalità", ma fino ad ora che cosa avete fatto? Fino ad ora li
avete guardati e nessuno si è preoccupato di allontanare i soggetti che creavano
problemi? Avete dovuto fare una deliberazione farsa per dire che, poi, allontanerete
coloro che non rispetteranno le regole e la legalità? C'era bisogno di questo? C'era
bisogno di fare, cosa che non riuscirete comunque a fare. Siete riusciti a fare una
deliberazione farsa, dove avete scritto un mucchio di cose per darla a bere alle persone.
Perché non l'avete fatto fino ad ora? Chi è che vi ha impedito di farlo fino ad ora? C'era
bisogno di questo foglio di carta per farlo? Voglio una risposta a questo. Fino ad ora chi
è che non ha fatto niente?
Domani con questo voi andrete al campo nomadi e gli farete vedere che Pippo, in base
al punto b), se ne dovrà andare, perché è scritto al punto b); fino ad ora non avete potuto
farlo, perché non era scritto al punto b), ma adesso lo dovrà fare, perché è scritto al
punto b) dell'emendamento n. 9, e guai se non lo farà, perché dovrà andare via.
Voglio una risposta, voglio sapere perché, fino ad ora, non è stato fatto e come lo farete
dal punto b) di adesso in avanti; me lo dovete spiegare.
Lo chiedo anche al Consigliere Cassiani, come suggerisce il Consigliere Ventura,
perché, magari, ha la soluzione. Mi piacerebbe veramente saperlo, perché la chiave di
volta è qui, nel punto b) dell'emendamento n. 9.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La prego di concludere il suo intervento, Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ho concluso e, se qualcuno avrà la compiacenza di rispondermi, mi farà una cortesia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Oggi, effettivamente, oltre il mal di testa, si fa un po' di confusione nel discutere
l'accorpamento agli emendamenti e gli emendamenti.
Nel merito dell'emendamento n. 9 discuteremo dopo, quando arriverà il momento (cioè
subito dopo questa votazione), mentre adesso ci soffermiamo sull'accorpamento dei
subemendamenti, presentati dalla Lega Nord e dal Consigliere Bertola,
all'emendamento n. 9.
Non so quanti Consiglieri della maggioranza abbiano avuto l'opportunità di leggere
questi subemendamenti; credo pochi o forse nessuno, perché, ormai in default, quando
arrivano degli emendamenti da parte dell'opposizione si usa questo strumento
dell'accorpamento per mettere a tacere le sue voci. Se qualcuno di voi si fosse preso la
briga di leggere questi subemendamenti, sicuramente non avreste presentato
l'emendamento n. 9 o lo avreste cassato, perché i subemendamenti del Consigliere
Bertola e del Gruppo della Lega Nord armonizzavano (sfruttando ed utilizzando un
termine usato dal Consigliere Genisio all'inizio di questa discussione) quella che era la
reale volontà dei cittadini proponenti questa deliberazione, ma, invece, tutto ciò non è
accaduto.
Sono stati presentati questi subemendamenti e, per default, la maggioranza, appena ha
saputo che arrivavano dall'opposizione, senza neanche leggerli li ha accorpati per
cassarli e bocciarli.
Questo atteggiamento dovrebbe farvi riflettere, perché, se questa sera ci troviamo a
discutere del nulla su questa proposta di deliberazione, vi ricordo che, a breve, dovremo
anche discutere il Bilancio di questa Città e, quindi, è necessario che siate preparati e
pronti a sostenere altre serate come questa. Ci troverete sempre pronti e devo comunque
complimentarmi, perché, questa sera, avete dimostrato di avere forza e coraggio.
Quindi, complimenti per questo vostro atteggiamento. Mi riservo...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
…di spiegare poi le motivazioni sull'emendamento n. 9.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 1 al n. 16 all'emendamento n. 9:
Presenti 23, contrari 23.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 16 all'emendamento n. 9 è
respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 9, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
In effetti, avevo già parlato dell'emendamento n. 9, non ricordando che si trattava
dell'accorpamento, ma tanto ho ancora delle cose da dire, quindi ne approfitto e
continuo il mio discorso.
Dicevo che il punto b) è quello che mi ha più colpito dell'emendamento n. 9, perché,
finalmente, con questo emendamento e con il punto b) si decide di intervenire secondo
il principio dell'accoglienza con l'allontanamento di coloro che non rispettano le regole
e la legalità, mentre, fino ad ora, li abbiamo lasciati lì, perché, non avendo il punto b)
dell'emendamento n. 9, non potevamo dirgli niente; adesso, invece, grazie a Dio
possiamo finalmente farlo.
Vorrei commentare anche il punto c): "ricollocare piccoli nuclei familiari presso città
delle diverse province"; quindi, si dà atto ad un paio di emendamenti fa, quando si
diceva di mandarli in altri posti. Non vi preoccupate, state tranquilli, prendiamo piccoli
nuclei familiari e, un po' alla volta, li spostiamo, con tutto il tempo che ci vuole per
attuare il progressivo superamento degli insediamenti spontanei, perché è chiaro che
non si possono prendere tutti e spostarli.
Quindi, prendi uno, lo porti in un'altra città, chiedi al Sindaco di tenerlo per qualche
tempo e di trovare un modo affinché si possa integrare, possa diventare parte integrante
della popolazione, possa lavorare e possa mantenersi e, nel frattempo, noi sgomberiamo
il nostro campo, perché, poi, lo rimetteremo a posto per l'autocostruzione e tutte le
bellissime cose che avete detto. Nel frattempo però, se c'è bisogno, quel Sindaco non si
deve preoccupare, perché i soldi li abbiamo dati alle associazioni e gli daranno una
mano. Deve solo prenderselo nel suo Comune, si deve mettere nelle condizioni di
controllare che si comporti da persona estremamente civile e a posto e così, con calma,
poco alla volta - perché non si può fare tutto in due minuti - li portiamo fuori ed
attuiamo il "progressivo superamento degli insediamenti spontanei".
Ve lo chiedo nuovamente (perché l'ho chiesto anche prima), in quanto di questa parte
mi interessava il punto b): ci sono dei numeri (perché, magari, li avete anche e sono io
che non sono così ferrato) che mi sanno indicare fino ad ora che cosa abbiamo fatto per
l'allontanamento di questi soggetti? Perché il punto b) è fondamentale. Il punto b) è
imperativo e, grazie a Dio, adesso abbiamo questo punto b) e cambierà tutto, per cui ne
sono veramente contento.
Sono indeciso, ma non lo voterò per coerenza verso quei cittadini che hanno presentato
la proposta di deliberazione originale; se non fosse per questo motivo, un pensierino
l'avrei fatto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
L'emendamento n. 9 è quello dirimente rispetto alla votazione finale del PdL.
Sostanzialmente, il punto a) ed il punto b) ricalcano, più o meno (naturalmente con
termini diversi, che, secondo noi, non sono quelli corretti ed idonei), l'impostazione
della proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Invece, il punto c) stravolge
completamente il concetto ed inserisce un elemento che è quello di inclusione abitativa,
che - lo ripeto - era una di quelle questioni che avevamo sollevato sulla deliberazione di
indirizzo della Giunta e pertanto siamo assolutamente contrari.
Inoltre, che cosa succede? In molte parti di questa proposta di deliberazione di iniziativa
popolare viene citata la deliberazione della Giunta, che è quella che abbiamo
ampiamente discusso in Commissione e che abbiamo criticato aspramente in alcuni
punti, che naturalmente non sono stati accolti con degli atti formali (come, ad esempio,
quello della pulizia dei campi Rom o quello dell'estensione a tutta la Città del
superamento di questi campi abusivi), e anche con alcune questioni che ci fanno
pensare, così come hanno detto molti altri Consiglieri, che anche questa deliberazione e
questi 5 milioni di Euro, che saranno usati dalla Prefettura su questo bando uscito
recentemente, faranno sprecare denaro pubblico.
Questo è il ragionamento essenziale che ci porta a dire che questa proposta di
deliberazione non è in linea con quello che i cittadini chiedevano; crediamo che i
duemilasettecento cittadini volessero un impegno molto più concreto e serio, scusate ma
"serio" non è il termine adatto (è l'ora tarda), diciamo un impegno molto più preciso nei
confronti di questi insediamenti. L'illegalità diffusa ed i continui furti che queste
persone perpetrano ai danni dei cittadini di Torino credo che abbiano avuto scarso
riscontro e la proposta di deliberazione di iniziativa popolare che uscirà questa sera non
sarà sicuramente in linea con quelle che erano le attese dei firmatari.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Anche io ho fatto lo stesso errore del Consigliere Carbonero, ma anche io mi sono
dovuto interrompere con qualcosa ancora da dire sul punto, per cui approfitto di questa
opportunità in più.
Anzitutto vorrei continuare nel ragionamento che stavo facendo: se il principio della
territorialità, rispetto agli interventi finanziati dal Ministero nei confronti della
Prefettura e del Comune, vale per l'impossibilità di andare a discutere un intervento che
dislochi i Rom momentaneamente presenti sul nostro territorio in altre province
piemontesi, la prima domanda è perché inserirlo in una deliberazione di Consiglio.
Perché, per quanto oggettivamente noi di questa deliberazione ormai non condividiamo
quasi nulla, saremo poi in grado di chiedere una verifica nei confronti della Giunta.
Sarebbe curioso capire, anche rispetto alle sollecitazioni poste in Commissione, se la
Giunta (o in sede ANCI con il Sindaco Fassino o direttamente il Vicesindaco Tisi) ha
già preso contatti con le altre Prefetture per sondare la possibilità di attuare questa
opzione.
L'altro ragionamento, rispetto alla versione originaria che si limitava a proporre di
dislocare piccole comunità in giro (senza entrare nel dettaglio), è: l'aver voluto imporre
anche in questo punto tutti gli elementi presenti nella deliberazione di Giunta già
approvata (quindi, l'inclusione abitativa e sociale, il coinvolgimento attivo delle
popolazioni Rom, il cosiddetto "patto di cittadinanza", il "fare insieme", l'autorecupero,
l'autocostruzione e tutte quelle parole d'ordine con le quali il centrosinistra si riempie la
bocca) è una base di dialogo con le altre province (tra l'altro, ricordo che non tutte sono
amministrate dal centrosinistra) oppure rischia di diventare l'ennesimo ostacolo a
trovare una base di dialogo e di progettazione comune con le altre province torinesi?
Perché potrebbe anche servire a sgravare Torino da questo enorme peso in termini
quantitativi di gruppo umano e di popolazione cosiddetta nomade che si deve
spupazzare solo la metropoli. Questo è un altro interrogativo che credo renderà più
difficile la vita della Giunta, piuttosto che semplificarla in questo obiettivo.
Il terzo punto è: come mai, se il problema della territorialità emerge nell'utilizzo dei
fondi tra Torino e le altre province, è invece possibile pensare a collaborazioni che
porterebbero inevitabilmente ad investimenti in loco addirittura in Romania o
comunque in Paesi estranei all'Italia. Si può investire in Romania, con l'attivazione di
attività imprenditoriali - altra soluzione che non condividiamo -, mentre non riescono a
sopravvivere gli imprenditori a Torino e in Italia; figuriamoci se dovremo aiutare ad
inaugurare attività di quel tipo in Romania, dove la risposta nei confronti di chi vive in
modo nomade è solo ed esclusivamente la repressione.
Anche volendo seguire il ragionamento, perché si può fare in Romania e, invece, non si
può pensare ad investimenti per collaborazioni con realtà in altre province torinesi?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Questo ci sfugge, ma sarà occasione di approfondimento per verificare l'attuazione del
punto c) da parte della Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9:
Presenti 29, favorevoli 22, contrari 7.
L'emendamento n. 9 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 10, presentato dal Consigliere Bertola, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10:
Presenti 23, astenuti 1, favorevoli 21, contrari 1.
L'emendamento n. 10 è approvato.
Vorrei sapere che cosa succede con queste tessere, perché siamo in fase di votazione.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma ognuno è responsabile della tessera
che lascia sul posto, quindi, per cortesia, controlliamola.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 10
all'emendamento n. 11.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 1 al n. 10 all'emendamento n. 11:
Presenti 23, contrari 23.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 10 all'emendamento n. 11 è
respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 11, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 11:
Presenti 25, astenuti 2, favorevoli 22, contrari 1.
L'emendamento n. 11 è approvato.
Sull'emendamento n. 11 voleva intervenire un Consigliere, ma ha alzato la mano mentre
eravamo già in fase di votazione; gli concedo un breve intervento nelle dichiarazioni di
voto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Okay.
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Voterò no a questa proposta di deliberazione e vorrei dire i motivi per il verbale. Non è
più la deliberazione che ho letto la prima volta, che mi ha convinto e che ritengo possa
risolvere i problemi della Circoscrizione e della Città.
È stata annacquata pesantemente da emendamenti pressoché inutili, che non hanno
avuto nemmeno il coraggio di provare a dare seguito a quella che era la volontà dei
tantissimi firmatari della deliberazione.
Questa deliberazione non è più quella originale e, almeno per quanto mi riguarda, da
domani spiegherò ai cittadini della zona che hanno firmato per qualcosa che non c'è più.
Se la maggior parte di quei cittadini a quest'ora vedesse che cosa ne è stato della
deliberazione che hanno deciso di sottoscrivere credo che ritirerebbero la firma, perché
non è quella che hanno voluto sottoscrivere. È per questo motivo che, di fronte ad una
non mediazione fatta (perché ripeto che non ci sarebbe stato ostruzionismo e si sarebbe
concluso con un voto unanime) e a quell'operazione che invece è stata condotta in
maniera assolutamente sbagliata, il nostro voto sarà contrario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Può intervenire un Consigliere per Gruppo per la dichiarazione di voto, a meno che un
componente non sia in dissenso con il suo Capogruppo (penso che potrebbe far piacere
a qualcuno). (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prima di lei, qualora fosse in
dissenso, concedo la parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Consiglieri della maggioranza, mi rivolgo a voi... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Presidente, poi mi prendo il tempo necessario, perché...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Viale, per cortesia.

D'AMICO Angelo
Ho da porvi una domanda al termine di questa lunga discussione - Consigliere Viale, la
rivolgo anche a lei -: che cosa rappresenta la Sala Rossa? Che cosa rappresenta questo
Consiglio? Non dico che cosa dovrebbe, ma che cosa rappresenta? Rappresenta i
cittadini torinesi, perché ognuno di noi rappresenta una parte di città, chi è in
maggioranza e chi è all'opposizione. Quindi, ognuno di noi rappresenta un pezzo di
città e questa Sala dovrebbe rappresentare la cittadinanza totale.
I cittadini che cosa hanno fatto? Non paghi di questo o non soddisfatti, ci hanno
presentato un loro atto, una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, dandoci una
mano, dicendo: "Voi ci rappresentate, però questa parte vogliamo farla noi e vogliamo
essere ancora più rappresentativi". E invece questa maggioranza che cosa fa? Snatura
quella che era la volontà dei cittadini torinesi con una serie di emendamenti che vanno
contro quello che i cittadini hanno chiesto loro.
Quindi, questa maggioranza, oltre ad avere una Giunta autoreferenziale, ha anche una
maggioranza consiliare autoreferenziale, cioè rappresentano loro stessi. Questa Aula,
che dovrebbe rappresentare i cittadini torinesi, invece è una Sala dove i Consiglieri di
maggioranza rappresentano loro stessi. Oggi ne hanno dato prova con questo sistema
emendativo fatto su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare; hanno
calpestato tutto e tutti ed hanno detto che quest'Aula è rappresentata esclusivamente da
loro e sono autoreferenziati, per cui non sono interessati a quello che arriva dalla
cittadinanza, ma fanno quello che gli interessa e vanno avanti su queste posizioni.
Non è stata una bella serata per quest'Aula, perché non ha assolto a quello che dovrebbe
essere il suo compito, il compito per cui è nata. In virtù di questo e delle motivazioni
che abbiamo già avuto modo di esprimere durante la discussione degli emendamenti, il
voto del Gruppo di Progett'Azione sarà contrario a questa proposta di deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Noi non parteciperemo al voto. Abbiamo un grande rispetto per quanto i cittadini hanno
proposto; la proposta di deliberazione, così come era stata scritta dai cittadini, avrebbe
avuto il nostro voto favorevole, senza alcun dubbio e senza alcun emendamento.
Dopo tutta questa discussione ancora una volta abbiamo capito che questa maggioranza
sui valori di fondo è divisa, Presidente. Divisa ed incapace, a nostro giudizio, di avere
una linea comune su questo tema; continua a barcamenarsi sul "si potrebbe", "si dice",
"si farà", ma nella sostanza non ha la determinazione che invece i cittadini chiedevano
attraverso questa proposta di deliberazione.
Abbiamo notato che alcune questioni volute dagli stessi cittadini sono rimaste tali e
pertanto non ci sentiamo di esprimere un voto negativo rispetto a questa proposta di
deliberazione, però vediamo che i punti a sfavore sono molti di più rispetto ai punti a
favore.
In particolare, vorrei sottolineare che, sulla base dell'emendamento n. 11 che abbiamo
inserito (e questo è un punto a favore di questa proposta di deliberazione), i firmatari di
questo atto saranno coinvolti all'interno dell'Osservatorio, però non si citano, ad
esempio, altri Comitati su altre parti della città. Si citano generalmente "i rappresentanti
delle Circoscrizioni", che immagino saranno politici o qualcuno che la politica
nominerà. Quindi, anche qui troviamo un più uno, ma anche un meno uno, perché il
resto della Città che cosa potrà dire all'interno dell'Osservatorio? Nulla, perché non sarà
rappresentato ed è quello che avrei voluto dire nell'intervento prima della votazione
dell'emendamento n. 11.
Quindi, Presidente, oltre le cose che abbiamo detto precedentemente, cioè che l'Unione
Europea deve fare di più per quanto riguarda le sue linee (sono quattro e le ricapitolo:
salute, istruzione, casa e lavoro), e nonostante le nostre reiterate richieste a favore dei
primi due aspetti, cioè la salute e, in particolare, quella igienico-sanitaria - e, quindi, la
pulizia di questi campi -, la maggioranza ha voluto bocciare, a seguito di un nostro
emendamento, la pulizia dei campi e questo è oggettivamente incomprensibile, perché
avrebbe procurato dei benefici alla salute. Di istruzione in questa deliberazione e
all'interno di questi emendamenti non se ne parla e comunque la maggioranza non ha
tenuto conto di una delle quattro linee dell'Unione Europea. Si continua a ragionare su
due temi, che, oggi, sono l'antitesi rispetto a quanto vogliono i cittadini, cioè casa e
lavoro per i Rom.
Su questa base, che è oggettivamente contraria al momento storico che viviamo,
avremmo voluto che casa e lavoro fossero lasciati in disparte, affrontandoli magari in un
momento un po' più tranquillo per la nostra Nazione, mentre avremmo voluto
concentrarci su salute ed istruzione. È per questo motivo che continuiamo ad essere
contrari, ma, al tempo stesso, non ci sentiamo di votare contro questa proposta di
deliberazione, perché mantiene alcuni elementi che i cittadini hanno voluto, e, siccome
riteniamo che i cittadini abbiano espresso una loro ferma volontà, non pensiamo di
esprimere un voto contrario, per cui non parteciperemo alla votazione.
Auspichiamo che ci saranno dei dibattiti su questo tema, perché non possiamo essere
silenti rispetto a quanto è avvenuto in quest'Aula questa sera; con molta moderazione,
pacatezza e responsabilità lo faremo notare, perché questo dibattito ha dimostrato come
all'interno di questa maggioranza ci sia un vulnus preciso ed una divisione netta, che
ancora oggi, dal 1979, determina una situazione che non si risolverà neanche questa
volta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Vorrei rasserenare il Consigliere Tronzano. Dopo nove ore di ostruzionismo, la
maggioranza è compatta qui in Aula ed ha retto molto bene ad una prova politica molto
forte. Comprendo i toni e gli strumenti utilizzati dall'opposizione, in particolare da
quella di destra, che su un argomento del genere preferisce le parole forti e gli atti forti
rispetto alla necessità di comprendere e di cercare di accompagnare a percorsi diversi
rispetto a quelli del campo abusivo.
Innanzitutto voglio ringraziare i cittadini, che, invece, hanno dato una grande prova di
maturità democratica utilizzando gli strumenti della partecipazione che mette a loro
disposizione il nostro Statuto e che hanno offerto al Consiglio Comunale la straordinaria
opportunità di affrontare un argomento in maniera seria, partendo dalle loro posizioni e
tenendo conto che le loro posizioni vanno in qualche modo mediate rispetto a quella che
è l'opinione ed il pensiero rappresentato dai Consiglieri. È il Consiglio che deve votare
e lo Statuto prevede che siano i cittadini a proporre un documento, sul quale avviare un
ragionamento.
Utilizziamo questo strumento quando ci arriva una deliberazione da parte della Giunta e
con lo stesso rigore e con lo stesso riguardo lo facciamo con una deliberazione che ci
arriva direttamente dai cittadini; si tratta di un atto che abbiamo accettato e condiviso
soprattutto nelle ragioni di base. In particolare i cittadini della Circoscrizione 6 non ce la
fanno più; hanno ragione ed hanno la nostra massima comprensione.
Insieme a loro dobbiamo capire che bisogna avviare dei ragionamenti, perché il
problema Rom non sia risolto solo ed esclusivamente con gli sgomberi, ma non sia
neanche risolto accettando campi abusivi e girando lo sguardo dall'altra parte.
L'ultimo pensiero va ai Consiglieri della maggioranza che, insieme ai cittadini ed alla
Circoscrizione 6 (al Consiglio ed alla Giunta della Circoscrizione 6), hanno avviato un
lavoro emendativo che ha fatto sì che questa proposta di deliberazione avesse il
massimo della condivisione possibile. Quello che a noi interessa è poterla attuare e
poter dare all'Assessore Tisi, a tutta la Giunta ed alle Istituzioni di questa Città, non
solo quelle politiche (penso alla Prefettura ed alla Questura), un indirizzo chiaro su
come ci si debba comportare. I cittadini sappiano che non sono soli, perché il Consiglio
Comunale è vicino a loro, sapendo che cosa vivono e sapendo che insieme dobbiamo
pretendere e lavorare affinché ci sia legalità; questa però è una Città che non caccia le
persone, bensì le accompagna.
Questo è lo spirito di questa proposta di deliberazione e siamo orgogliosi di essere
arrivati fino a questo punto (adesso di poterla votare e, poi, di poterla applicare).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 27, astenuti 2, favorevoli 22, contrari 3.
La proposta di deliberazione è approvata.

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