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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 44
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE 2013-03236
ADOZIONE LINEE DI INDIRIZZO PER LA GIUNTA E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VOLTE AL SUPERAMENTO DEGLI INSEDIAMENTI SPONTANEI NON AUTORIZZATI DI COMUNITA' ROM.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc.
201303236/002, presentata in data 22 gennaio 2013, avente per oggetto:

"Adozione linee di indirizzo per la Giunta e l'Amministrazione Comunale che
escludono la possibilità di realizzazione di un eventuale nuovo campo nomadi nella
Circoscrizione 6".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È l'ultimo della prima pagina degli emendamenti e, nello specifico, a pagina 3, al punto
c), dopo la parola: "accoglienza" chiede di inserire: "con progetti di inclusione abitativa
e sociale che coinvolgano attivamente le popolazioni rom e si basino sul concetto di
patto di cittadinanza e sul 'fare insieme': autorecupero, autocostruzione,
corresponsabilità, nel rispetto dei territori ospitanti e dei diritti umani".
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Vorrei intervenire sul merito di questo emendamento, perché prima abbiamo discusso
sull'accorpamento degli emendamenti; mi tocca un po', perché anche le sottigliezze
vanno considerate e, quando si tratta della modifica di una parte di un dispositivo o di
una narrativa o comunque di un qualcosa scritto e sottoscritto da più di
duemilasettecento persone, dico che può far parte della discussione, ma, dopo tutti
questi riferimenti che abbiamo fatto alla Giunta, mi chiedo perché una maggioranza che
ha i numeri ampi e può tranquillamente anche forzare non fa un'operazione di questo
tipo di sua sponte, magari con un atto di indirizzo verso il proprio Assessore (con una
mozione o un ordine del giorno o, comunque, lo strumento che ritiene più opportuno).
Volete inserire una cosa non concordata, perché questo è proprio un inserimento puro
dentro un qualcosa che non lo prevedeva; se prima avete cambiato le parole, se le avete
comunistizzate o se avete sinistrizzato questo tipo di proposta di deliberazione, questo
non c'entra davvero niente. Avete preso una cosa che non si amalgama neanche con il
testo. È davvero l'aggiunta di una cosa in un testo molto duro; voi ci infilate tutto questo
buonismo, che, fino ad ora, non ha portato assolutamente niente, anzi, tutto questo
buonismo ha portato il campo nomadi di Lungo Stura Lazio, ma non solo.
Forse dimentichiamo che c'è un campo anche peggiore, che è la parte abusiva di via
Germagnano, e l'unica differenza è che non finisce sui giornali solo perché non ha un
fiume di fianco che s'ingrossa quando è inverno e, quindi, rischia di morirci qualcuno,
ma è ancora più pericoloso. All'interno di quel campo la delinquenza è ancora più forte,
perché c'è una guerra. Oggi, in quel campo c'è una guerra tra due etnie completamente
differenti, che non possono convivere tra di loro.
Pensiamo di provare a far convivere etnie completamente diverse (mi riferisco all'etnia
bosniaca e a quella serba), che sono costantemente in guerra; la guerra è quella con i
morti e, purtroppo, ne leggiamo costantemente sulle cronache dei giornali. Noi
vogliamo provare a farli convivere, come se davvero fosse il paese dei balocchi, quasi
come se fossimo...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
…in un paradiso con l'arcobaleno. Cioè, davvero abbiamo...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie, Consigliere.

RICCA Fabrizio
Sto concludendo, Presidente. Abbiamo una speranza, mettiamo una speranza che non
siete riusciti a fare in vent'anni, la inserite in una deliberazione che non c'entra niente,
ma a che titolo?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, questo è un punto fondamentale, perché è uno di quelli in cui si modifica
sensibilmente la proposta di deliberazione di iniziativa popolare, inserendoci dei
copia/incolla dalla deliberazione di Giunta.
L'inclusione abitativa e sociale; soffermiamoci su "abitativa" ("sociale" può voler dire
molto), perché quella abitativa oggettivamente, soprattutto se si citano esperienze in cui
anche io credo in generale, come l'autorecupero e l'autocostruzione, nella misura in cui
in linea generale dovrebbe andare a riutilizzare degli immobili in stato di abbandono, in
stato di mancato utilizzo, forse anche decrepiti, quindi cercare di unire due utilità,
ovvero dare una sistemazione a delle persone che ne hanno bisogno e poi recuperare
degli immobili che sono inutilizzati, presenta però un problema, cioè la possibilità di
poterla veramente fornire come soluzione ad una realtà problematica come quella
nomade.
Non voglio neanche arrivare a citare il caso che portava come esempio il Consigliere
Ricca, ovvero, più che la parte abusiva di Germagnano, quella regolare, dove ormai
quasi una metà degli alloggi sono stati distrutti, bruciati, con i rispettivi occupanti che
sono fuggiti - questa è la parola, altro che superamento, sono scappati - non tanto, dalle
informazioni che ho recuperato in quel campo, per motivazioni etniche, ma per
motivazioni criminali, cioè di rifiuto di pagare un pizzo. Quindi, questo è avvenuto in
un campo nomade regolare, una sosta autorizzata. Noi riteniamo che persone che messe
in una struttura comunale, in cui comunque hanno già tutto a posto e in mano, e che si
inseriscono comunque in dinamiche come queste di faide criminali siano in grado, senza
portare un aggravio di spese fenomenale per l'Amministrazione, di recuperare un
immobile dismesso? E con quali risorse?
Abbiamo 3 milioni e mezzo di bando, in cui inseriamo la previsione di questo
autorecupero, ed abbiamo, se solo rimaniamo su Lungo Stura, centinaia di persone da
sistemare con questa soluzione. Come minimo, vorrebbe dire prendere circa una ventina
di casolari, che non credo neanche che esistano in questo stato, a Torino e
nell'hinterland e soprattutto dovremmo spendere praticamente tutti i soldi disponibili, se
prendiamo l'esempio del dato di Settimo e lo ricalchiamo in termini di costi/persone
collocate - in termini astratti -, su tutte le persone che ne avrebbero bisogno in Lungo
Stura, per cui di fatto sappiamo già che matematicamente i soldi non bastano, perché
non ne rimarrebbero più per tutti gli altri interventi previsti (messa in sicurezza,
rimozione rifiuti, allacciamenti vari, progetti di mediazione culturale, frequenza
scolastica, assistenza sociale e quant'altro).
Sappiamo benissimo che qui, in realtà, sono di nuovo dei feticci che sono posti in modo
ideologico per accontentare una certa… per mettere insieme la capra dei territori che
chiedono garanzie e certezze...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
No, non concludo, perché mi mancano dieci secondi. Quindi, territori che chiedono
garanzie di decoro, con invece una parte ideologica dell'elettorato di centrosinistra, che
vede con orrore qualunque soluzione repressiva. Però è tutta propaganda, perché le
risorse non bastano alla soluzione proposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Non voglio continuare la mia polemica, però vorrei anche capire, perché, già di per sé,
la deliberazione pecca un briciolino di presunzione, dove dice: "Ricollocare piccoli
nuclei familiari presso città delle diverse province piemontesi che si rendono disponibili
all'accoglienza"; diamo già per scontato - e se qualcuno mi conferma che possa essere
dato per scontato, ne sarei anche felice - che ci siano delle città pronte ad accogliere ed a
creare questo tipo di ricollocazione. Non solo, perché adesso aggiungiamo, visto che
siamo bravi e siamo i primi della classe e in qualche modo possiamo dare delle direttive
(è pur vero che il Sindaco è il Presidente dell'ANCI, ci mancherebbe, ed avrà
sicuramente voce in capitolo), anche se non so quanti abbiano voglia di accollarsi una
situazione di questo tipo, anche: "Con progetti di inclusione abitativa e sociale che
coinvolgano attivamente le popolazioni Rom e si basino sul concetto di patto di
cittadinanza e sul 'fare insieme': autorecupero, autocostruzione e corresponsabilità, nel
rispetto dei territori ospitanti e dei diritti umani".
Gli andiamo a spiegare che mandiamo a casa loro queste persone e che sicuramente, lo
diciamo noi - ci mancherebbe e, se lo diciamo noi, vuoi non fidarti? -, avranno rispetto
dei territori ospitanti.
Voglio capire come possiamo avere la certezza che queste persone avranno rispetto,
visto che non rispettano già niente qui, perché abbiamo una battaglia quotidiana contro
questo tipo di atteggiamento e, continuo a dirlo, non sono tutti, attenzione, però mi
piacerebbe avere l'elenco di quelle persone che lo meritano veramente e, quando me lo
consegnerete, lo sottoscriverò per primo, perché voglio essere il primo firmatario
dell'elenco delle persone che siamo certi che vorranno sottostare ad un percorso, ad un
inserimento, ad un dialogo, all'autocostruzione, eccetera. Quando vedrò un documento
di questo tipo, sappiate che Roberto Carbonero sarà il primo firmatario...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
…di questo documento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Mi sono assentato cinque minuti nella speranza che questa sorta di mediazione, che era
stata portata avanti dai Colleghi della minoranza e della maggioranza, andasse in una
direzione più proficua; purtroppo così non è stato ed è un vero peccato che ci si blocchi
di fronte a delle posizioni ideologiche su alcuni termini e vocaboli dallo stesso
significato, ma non la si vuole dare vinta, perché, altrimenti, poi si crea il precedente e
quindi gli altri lo faranno ancora, mentre, noi, dall'altra parte, ricalchiamo la mano su
altri aspetti.
È il solito gioco delle parti, che però, come sempre, va a svantaggio di coloro che poi
dovrebbero beneficiare del lavoro da noi svolto in Aula (e questo accade raramente).
Per ritornare nel merito della discussione di questa proposta di deliberazione, purtroppo
va evidenziato ancora una volta che questa proposta di deliberazione, che nasceva dalla
volontà di numerosi cittadini di portare una proposta in questo Consiglio e quindi a
questa Amministrazione, è stata, in maniera anche molto violenta in alcuni casi,
stravolta da questi emendamenti che la maggioranza ha voluto presentare. Si tratta di
emendamenti che, di fatto, la modificano in maniera sostanziale.
La nostra richiesta ed il nostro confronto con la maggioranza prevedeva di incontrarci a
metà strada, quindi di trovare una posizione che potesse soddisfare le esigenze di
entrambi; purtroppo tutto ciò non è avvenuto ed è un vero peccato, caro Consigliere
Carretta (la vedo interessato al mio intervento). Però sono veramente dispiaciuto e
basito dal fatto che non si sia potuto arrivare ad una conclusione.
Il Gruppo di Progett'Azione voterà in maniera contraria a questo emendamento e dopo
spiegherò le ragioni e le motivazioni del mio voto in merito agli emendamenti che
seguiranno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
Presenti 31, astenuti 1, favorevoli 22, contrari 8.
L'emendamento n. 5 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 14 (escluso il
n. 9) all'emendamento n. 6, presentati dal Gruppo della Lega Nord e dal Consigliere
Bertola. La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
"Sostituire la parte di testo compresa tra le parole: 'che escludono' fino a:
'Circoscrizione 6' con il seguente testo: 'e di procedere con gli impegni previsti dalla
delibera di Giunta (meccanografico bla bla bla) escludendo qualsiasi ipotesi di
realizzazione di un nuovo campo nomadi, con priorità al completo superamento
dell'insediamento di Lungo Stura Lazio a migliorare la vivibilità degli altri
insediamenti'". Quindi, diamo per scontato che gli altri insediamenti ci siano e li
vogliamo solamente rendere più vivibili, per cui le persone le lasciamo nel fango, in
mezzo all'immondizia, esattamente come sono, perché sappiamo come va a finire
quando questa Amministrazione prende un impegno: ovvero, non cambia assolutamente
niente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ha terminato il suo intervento?

RICCA Fabrizio
No, Presidente, quando termino, spengo il microfono.
Ritengo intollerabile e, soprattutto, uno sgarbo nei confronti di chi firma questo tipo di
atto inserire riferimenti ad una deliberazione di Giunta. La Giunta si fa le deliberazioni
da sola e credo che abbia l'autorità e la competenza per poterle portare avanti, senza che
arrivi qualcuno a ricordare alla Giunta che deve lavorare.
Credo che l'Assessore Tisi abbia la capacità di poter lavorare anche senza i remember
all'interno delle deliberazioni di iniziativa consiliare da parte dei firmatari. Ritengo che
questo tipo di operazione sia uno schiaffo, ripeto, a tutti i firmatari e li metta nella
condizione comunque di stravolgere quello che è il concetto, anche perché, per quanto
ci siano dopo delle belle parole (al "completo superamento dell'insediamento di Lungo
Stura Lazio", a "migliorare la vivibilità degli altri insediamenti"), la mia domanda è
questa e mi rivolgo ai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio: che cosa vuol dire
migliorare la vivibilità degli altri insediamenti? Che cosa cambierà? In questi due anni,
che cosa si è fatto per migliorare la vivibilità di quegli insediamenti? Voi pensate che,
togliendo o comunque superando quel campo, le cose cambieranno negli altri
insediamenti? Inizieranno a crescere le margherite in mezzo all'immondizia? Mettiamo
i tappeti e nascondiamo sotto la sporcizia?
Perché, poi, uno si fa anche delle domande e cerca di ragionare in maniera
intellettualmente onesta: come si può migliorare la vivibilità degli altri insediamenti? E,
se volete farlo adesso, perché non ci avete pensato prima?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Il fatto che si siano accorpati anche emendamenti che andavano ad intervenire nel
merito mi auguro che non precluda la votazione da parte del centrosinistra del prossimo
subemendamento, che invece è stato risparmiato, ma va anch'esso a modificare la parte
della vivibilità degli altri insediamenti. Vorrei dire che, in realtà, spesso negli altri
insediamenti la vivibilità, così come la intendono loro, se la sono migliorata da soli:
negli insediamenti dove non si ha neanche la base solida del terreno e si lasciano le
persone sprofondare nel fango - quando non nelle feci - fino alle ginocchia, si è riusciti
a realizzare una sala biliardo con slot. Per cui, sinceramente su questo...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lungo Stura. Su questo, obiettivamente, c'è
una diversa concezione, ma probabilmente anche questa è una particolarità culturale di
quelle etnie per quanto riguarda la vivibilità, per cui si riesce ad unire il Mercedes con i
ratti, la tv al plasma con i bambini seminudi a gennaio ed altre contraddizioni veramente
vergognose di questo tipo.
Intendiamoci, volendo invece prendere per buona una concezione, diciamo, civile ed
occidentale di vivibilità, io riprendo una frase che ha detto il Sindaco prima in
Conferenza dei Capigruppo: chiunque abbia visitato gli insediamenti abusivi non può
non avere lo stimolo immediato a cambiare le condizioni di vita di quelle persone; sì,
ma la discriminante è: tenendole lì o spostandole da lì?
Perché, se in un insediamento abusivo si fanno gli allacciamenti di luce, acqua,
fognature, servizi e raccolta rifiuti, vorrei capire se quel posto, anche da un punto di
vista giuridico, si può ancora considerare abusivo; perché, una volta che l'Istituzione ha
portato determinati servizi, oggettivamente non ne può neanche più contestare
giuridicamente l'abusivismo. Ma, al di là di questo profilo, mi chiedo anche
oggettivamente come si pensi poi di andare a sbaraccare, distruggere e ridurre in
frantumi - se anche si riuscisse, ma tanto lo sappiamo che non ce la farete, a spostare le
persone da lì - dei servizi che la Città ha portato.
Dovete avere l'onestà intellettuale di dire che migliorare la vivibilità, risistemare l'area
e portare i servizi (tutti termini che vediamo nella deliberazione di Giunta che, più volte,
è stata citata nei vostri emendamenti) di fatto vuol dire rendere irreversibile la presenza
di questi insediamenti. Perché, oggettivamente, sappiamo benissimo che poi si crea
quella situazione che abbiamo già visto in un campo, più risalente nel tempo,
autorizzato come quello dei Sinti in corso Unione Sovietica, dove addirittura Consiglieri
di maggioranza arrivano a dire: "Non possiamo neanche più chiamarlo campo, ma
definiamolo villaggio"; forse è un escamotage ed è per questo che non lo vediamo negli
interventi Prefettura-Comune.
Ricordo quando in quella Commissione, mentre eravamo assediati nella chiesetta da
gente che ci voleva linciare (ricordiamo anche questo episodio)...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

MARRONE Maurizio
…c'era chi, invece, diceva che si sarebbe potuta fare una regolarizzazione
dell'abusivismo edilizio; eravamo in un'area verde con parco e questo è per dire qual è
la coscienza ambientale di esponenti di Sinistra Ecologia Libertà.
Ritengo semplicemente che la vivibilità sia un paravento, perché, se si vuole migliorare
la vivibilità di quelle persone, bisogna semplicemente impedirgli di stare in quel
letamaio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
È chiaro che l'aver accorpato tutti i nostri emendamenti è di nuovo un gesto
assolutamente inconsulto; rimane il fatto che nell'emendamento n. 6 c'è tutto un giro
molto particolare, un escamotage, per dire alla Circoscrizione 6 di non preoccuparsi e
che lì non si insedierà più alcun campo Rom. Perché, probabilmente, se ci va bene (ma
ci deve proprio andare bene, perché, se no, poi magari ci ragioniamo, e lo vediamo
nell'emendamento 5), riusciamo ad infilare i nostri esuberi in giro per la provincia, con
quel bellissimo programma che è stato fatto.
Bisogna avvisare la Circoscrizione 6: state attenti perché, se poi qualcuno della
provincia non vuole più accogliere o non vuole più accettare i campi, o vi ampliano
quelli che ci sono già o arriviamo al quarto campo nomadi nella Circoscrizione 6; anche
perché credo che sia l'unica Circoscrizione che abbia territorio sufficiente per poter
ampliare, allargare o soppalcare (non so come lo faranno). Quindi, bisogna fare molta
attenzione anche a questo emendamento e di nuovo: "Escludendo qualsiasi ipotesi di
realizzazione di un nuovo campo nomadi"; quindi, lo si esclude a priori, ma, attenzione,
perché, se va male l'emendamento n. 5, io non lo escluderei a priori.
Fossi stato in voi, visto che l'avete fatto fino ad ora, un piccolo margine lo avrei creato,
perché, poi, come glielo spiegate che, dato che non li hanno presi in giro per la
provincia, li dovete tenere lì e dovete o ampliare o fare un nuovo campo? Perché
succederà questo.
Bisogna essere veramente accorti e, poi, noi saremo chiaramente qui a vigilare ed a
ricordarvele tutte, a partire da quanto dichiarato dal Consigliere Curto che ha detto che
non vi sarà alcun problema e che succederà assolutamente quello.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Che altro aggiungere, dopo l'intervento dei Consiglieri che mi hanno preceduto?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, me lo ricordo. C'è poco da aggiungere,
nel senso che, ormai, è chiaro, evidente e l'unico dato oggettivo è che gli emendamenti
presentati non vanno nella direzione per la quale era nata questa proposta di
deliberazione di iniziativa popolare.
Ormai questo è un dato oggettivo, che abbiamo riscontrato ed abbiamo cercato di
evidenziare con i nostri interventi, cercando di convincervi a ritirarne alcuni ed a trovare
il confronto su altri. Tutto ciò, come dicevo prima, non è stato possibile, perché le
posizioni ideologiche di ognuno di noi - non mi tiro indietro neanche io in quanto
Consigliere di opposizione - ci tengono inchiodati qui a discutere quasi del nulla, su un
atto sul quale, invece, le oltre duemilacinquecento persone che lo hanno firmato
chiaramente si aspettavano ben altro.
La cosa sulla quale ragionavo prima è che molto probabilmente tutto ciò non sarebbe
accaduto se, effettivamente, la Commissione avesse lavorato meglio di quanto non ha
fatto, anche perché mi pare che su questa proposta di deliberazione ci siano state due
riunioni di Commissione; secondo me, su un atto di tale portata doveva essere più
ampio il confronto anche con gli stessi presentatori. Credo che, di norma, il compito
delle Commissioni sia quello: se deve esserci un momento di scontro tra le parti, tra
l'opposizione e la maggioranza, la sede non deve essere quella del Consiglio Comunale,
ma quella delle Commissioni, perché, se la Commissione lavorasse bene, il Consiglio
Comunale durerebbe un'ora.
Purtroppo in sede di Commissione si ha sempre questa fretta di liberare la proposta di
deliberazione per l'Aula, quindi anche in quella circostanza il confronto da parte della
maggioranza non è così limpido e trasparente come dovrebbe essere, ed ecco perché poi
si arriva in sede di Consiglio Comunale ed accadono questi incidenti di percorso.
Però, per entrare nel merito di questo emendamento, ribadisco che i Consiglieri che mi
hanno preceduto hanno già...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
…spiegato le motivazioni per cui sarò costretto a votare negativamente anche per questo
emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 1 al n. 14 (escluso il n. 9) all'emendamento n. 6:
Presenti 23, contrari 23.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 14 (escluso il n. 9)
all'emendamento n. 6 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 9 all'emendamento n. 6, presentato dal
Consigliere Tronzano.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 9
all'emendamento n. 6:
Presenti 30, astenuti 3, favorevoli 7, contrari 20.
Il subemendamento n. 9 all'emendamento n. 6 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ripetiamo un intervento che credo sia già stato fatto, ma è giusto ricordare che
l'ostruzionismo viene fatto interamente sugli emendamenti della maggioranza, perché
non saremmo arrivati a quest'ora se la proposta di deliberazione fosse stata lasciata così
come è stata presentata dai sottoscrittori. Ritengo che cambiare una proposta di
deliberazione sia un atto anche un po' di codardia politica, perché, se qualcuno vuole
intervenire in maniera forte, presenta una proposta di deliberazione per conto suo.
Se quella parte del Consiglio Comunale vuole intervenire, interviene prendendo la
penna, iniziando a scrivere su un foglio e tirando fuori qualcosa di concreto, perché è
troppo facile appoggiarsi al lavoro che hanno già fatto gli altri; è quasi una forma di
parassitismo. In questa proposta di deliberazione vedo una piccola forma di
parassitismo politico (chiaramente, sempre e solo politico) e anche un po' una
mancanza di voglia, perché qui manca la voglia di mettersi lì e provare a sintetizzare
quello che è un pensiero che, in vent'anni, non siete stati capaci di tradurre in un'azione
completa. Infatti, è vent'anni che ci sono i campi nomadi ed è vent'anni che ve ne
fregate, forse anche di più, ma il fenomeno reale è nato negli ultimi vent'anni e nessuno
ha fatto nulla, anzi, ci ha vissuto, ci ha lucrato e se n'è fregato dei cittadini, tanto poi le
associazioni che lavorano nei campi nomadi fanno la campagna elettorale. Perché si sa
che, oltre alle bocciofile ed alle associazioni, c'è anche chi fa campagna elettorale nei
campi nomadi e quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). E, quindi,
Presidente…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, permettiamo al Consigliere Ricca di concludere il suo intervento.

RICCA Fabrizio
A parte che ci state provando in tutti i modi a farli votare e, fortunatamente, lo stiamo
ancora impedendo.
Detto questo, quelle persone che, chiaramente, ormai non sono più nomadi, perché da
vent'anni vivono nei campi di concentramento, quindi vi prego, anche per onestà
intellettuale, di smetterla di chiamarli nomadi. Smettete di chiamarli nomadi, perché i
nomadi vanno in giro, mentre questi sono lì da vent'anni, non si muovono e non hanno
intenzione di muoversi; vogliono vivere gratis...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
…alle spalle della comunità, in maniera assolutamente abusiva.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Credo che per quanto riguarda questo emendamento ci sia stata un po' di distrazione,
quanto meno da parte di alcuni dei firmatari, perché vedo delle parolacce. La prima è
campo. Ma quale campo? Insediamento. Questo è scappato. E, poi, nomadi. Ma come?
Rom! Che nomadi? Capogruppo Curto, il suo Collega Grimaldi presenta degli
emendamenti che parlano di nomadi ed è veramente una vergogna. Vi è sfuggito,
probabilmente perché ne avete presentati troppi.
Sinceramente sono indignato da questo razzismo istituzionale che permea il lessico
degli emendamenti presentati dal centrosinistra!
Scherzi a parte, purtroppo noto che c'è anche l'ennesimo, diciamo, sbianchettamento di
qualsiasi riferimento di nuovo alla Circoscrizione 6. Ora, in termini generali, sarei anche
contento (tra l'altro, se approvato, vedo anche da quello successivo, decade il settimo),
nella misura in cui estende il ragionamento, ma è un ragionamento che non condivido.
È anche vero però che è l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei proponenti,
perché, intendiamoci, è un Comitato di quartiere, cioè è gente che ha raccolto le firme
nei bar, nelle bocciofile, per strada, negli oratori e, da quello che mi risulta, nel circolo
ANPI, cioè di zona. Queste persone si sono fatte un discreto mazzo (e chi ha esperienza
di petizioni popolari o iniziative popolari di deliberazioni sa che è un lavoraccio: diritti
di tribuna, Commissioni e quant'altro) e non rimane il benché minimo riferimento al
loro territorio. Potevate citarlo o anche aggiungerlo, mentre invece non vi è più alcun
riferimento; un cittadino guarderà questa proposta di deliberazione e non ci troverà
niente, neanche il riferimento al proprio quartiere.
È una scelta che si inserisce coerentemente con l'impostazione che abbiamo condannato
sin dall'inizio, per cui nessuno si scandalizza, ma, intendiamoci, qualcosa poteva anche
essere salvato, almeno per lasciare un'immagine di rispetto verso i proponenti.
Il problema è che c'è anche una contraddizione in termini, perché dire che si migliora la
vivibilità degli altri insediamenti, che sono stati ritenuti fino ad ora abusivi, è in
contrasto con il dire che non si realizzerà nessun nuovo campo nomadi. A parte che ho
rilevato un altro errore, perché i campi nascono, non si realizzano. Mica è una brutta
cosa fatta dall'uomo, è come un'opera naturale: nasce così ed un giorno, del tutto
fortuitamente, il Comune lo scopre.
In realtà, dire che si mettono i servizi ai campi abusivi e, di fatto, li si stabilizza vuol
dire creare tanti nuovi campi oggettivamente "pseudo regolarizzati", perché, anche se
non sarà un provvedimento formale, sarà un'opera infrastrutturale dalla quale non si
tornerà indietro. Questo dobbiamo dirlo anche solo per buonsenso, perché è ovvio:
nessuno andrà mai a buttare soldi e non si avrà mai il buonsenso di togliere persone dai
posti nei quali abbiamo portato i servizi; anche se si togliessero quelle persone,
finiranno per essere abitati da altri, nella misura in cui diventano vivibili.
In realtà, ogni singolo nuovo campo abusivo stabilizzato, se vogliamo usare il vostro
lessico, sarà un nuovo campo oggettivamente realizzato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Nella sostanza riprendo l'intervento di prima, perché, anche se indirettamente,
riguardava sempre l'emendamento n. 6 e condivido appieno quanto appena detto dal
Consigliere Marrone.
Anche in questo caso si tratta di un chiaro copia e incolla per aggiungere comunque un
pezzo in più e quella famosa bandierina, perché, di per sé, quello che chiedevano i
cittadini nella proposta di deliberazione e nella linea guida che avevano adottato era di
"adottare le linee di indirizzo in oggetto, rivolte alla Giunta e all'Amministrazione
Comunale, che escludono qualsiasi ipotesi di realizzazione di un quarto campo nomadi
nella Circoscrizione 6". Quindi, era più che chiaro e non c'era bisogno di aggiungere
altro. Invece dobbiamo per forza parlare di miglioramento e di vivibilità, tutte cose che,
poi, nella sostanza come si realizzano? C'è un programma? C'è scritto da qualche parte
quali saranno i sistemi che adotterete? Con quali criteri? Qui è tutta una cosa di: "Forse
un giorno faremo".
Continuo ad essere certo che le paure del Consigliere Curto si realizzeranno veramente,
perché, fra un anno, sono certo che questo: "Faremo, un giorno forse vedremo",
continuerà ad essere: "Un giorno vedremo, forse succederà".
Nel frattempo, lo ripeto - l'ho già detto prima, ma lo sottolineo nuovamente adesso -, se
le città della provincia o i paesi della provincia non accoglieranno nessuno, verrà fuori il
quarto, il quinto o il sesto campo nomadi nella Circoscrizione 6; inevitabilmente verrà
fuori. Oppure lo maschererete, come si è mascherata la metà degli occupanti di Lungo
Stura, che sono assolutamente abusivi nell'abusivo. Ribadisco che sono abusivi
nell'abusivo, anche violenti e, molti di loro, anche delinquenti, che, a loro volta, fanno
del male a quelli che, invece, tutto sommato - come dicevo all'inizio - si adatterebbero
anche ad una certa situazione e ad un certo percorso.
Quindi, tuteliamo chi non ha rispetto di alcuna regola e tuteliamo, per assurdo, chi non
solo non ha rispetto...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
…ma in più opprime chi vorrebbe in qualche modo averne rispetto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Questo emendamento esprime ancora una volta (e questa volta lo fa in maniera ancora
più forte) come questa maggioranza avrebbe fatto meglio a dire ai proponenti di questa
proposta di deliberazione consiliare: "Guardate, a noi questa roba qui non interessa,
perché esiste già una deliberazione di Giunta, che è la n. mecc. 201301849/019, che
stabilisce quelle che sono le nostre intenzioni in merito ai campi Rom nella città di
Torino". Questa deliberazione di Giunta è già stata citata nel secondo emendamento
proposto dalla maggioranza e adesso viene ripresentata in maniera molto palese, perché
l'emendamento propone di cassare quello che dicono i cittadini e di inserire il seguente
testo: "e di procedere con gli impegni previsti dalla deliberazione di Giunta (n. mecc.
201301849/019)". Quindi, di fatto, con il secondo emendamento e con il sesto
emendamento dite a proponenti… Rimango anch'io stranito dal fatto…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non basito, ma stranito (sto cercando di
utilizzare tutti i vocaboli, quei pochi che conosco), perché come fate a dire che i
proponenti erano d'accordo su questi vostri emendamenti? Voi gli state dicendo che
hanno fatto un buon lavoro, che va benissimo, ma che c'è una deliberazione della
Giunta che si occuperà di queste cose e che la inserirete come emendamento.
In pratica, potremmo cancellare il numero meccanografico di questa proposta di
deliberazione (201303236/002) ed inserire quello della deliberazione di Giunta e
sarebbe la stessa cosa, perché voi proponete questo con i vostri emendamenti.
Come fate a dire che i cittadini proponenti, le duemilacinquecento persone che hanno
firmato questo atto, concordano con quello che è il vostro pensiero e con i vostri
emendamenti? O nelle Commissioni abbiamo assistito ad altro, perché eravamo
disattenti, o, altrimenti, non si riesce a capire questo passaggio.
Se passerà questa proposta di deliberazione - e credo di sì -, poi chiederemo una verifica
di questa deliberazione, invitando...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
…i proponenti (non soltanto i tre firmatari, ma anche un po' dei cittadini della zona) per
fargli vedere quello che avevano presentato e quello che, invece, è stato portato a
compimento da questa maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Secondo me, su questo emendamento abbiamo fatto un errore, perché, invece di votare
no al subemendamento del sottoscritto votato precedentemente, avremmo potuto
inserire una votazione positiva, in quanto avremmo avuto una visione d'insieme che
sarebbe stata l'unica vera ragione per modificare ed emendare una proposta di
deliberazione di iniziativa popolare. Il nostro compito, come Consiglieri Comunali di
una città completa come Torino, avrebbe dovuto essere di dire ai firmatari di questa
proposta di deliberazione popolare: "Guardate, nella visione d'insieme, oltre a Lungo
Stura Lazio, supereremo anche i campi di tutto il resto della città, cioè impediremo la
realizzazione di nuovi campi su tutto il resto della città". Il secondo errore, a mio
modesto giudizio, è stato fatto perché metteremo in imbarazzo i proponenti.
L'opposizione su questa proposta di deliberazione non starà zitta di sicuro per come
uscirà dalla votazione finale che ci apprestiamo a fare e pertanto i proponenti di questa
deliberazione popolare dovranno giustificarsi con i duemilasettecento cittadini che
hanno firmato un atto completamente diverso rispetto a quello che, oggi, uscirà da
quest'Aula.
Pertanto, secondo me, questa è la più grave responsabilità che ci assumiamo questa sera
e vedrete che, nel momento in cui ci saranno i dibattiti o cose di questo genere, i
cittadini chiederanno conto a coloro che hanno firmato e proposto questa deliberazione
sul motivo per cui abbiano accettato gli emendamenti - così dice la maggioranza - che la
maggioranza ha fatto.
In più - e lo sottolineo come terzo ed ultimo elemento -, l'Assessore ha sempre preso
l'impegno di completare la pulizia di questi campi, in particolare di Lungo Stura Lazio
(oltre che degli altri campi), per garantire la sicurezza igienico-sanitaria. Come
Consiglio Comunale, con la votazione contraria al subemendamento precedente,
secondo me abbiamo contraddetto una promessa che l'Assessore aveva fatto, ovverosia
di garantire la sicurezza igienico-sanitaria di questi campi completando la pulizia.
Naturalmente, noi voteremo contro questo emendamento, ma credo che su questi tre
temi ci siamo assunti una responsabilità sbagliata rispetto a quella che, invece, era la
volontà dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
Presenti 28, astenuti 5, favorevoli 22, contrari 1.
L'emendamento n. 6 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che con l'approvazione dell'emendamento n. 6
decade l'emendamento n. 7.
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 7
all'emendamento n. 8.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Non sono stanco, sono riposatissimo, anche perché il mese di agosto senza il Consiglio
mi ha ricaricato le batterie e, infatti, questa sera siamo pronti e sarà un anno così. Ho
notato che vi piace fare Consiglio di sera; ho visto che alla maggioranza piace fare i
Consigli di sera, anzi, incredibilmente apre anche delle discussioni e finalmente non
china la testa a schiacciare i bottoni senza neanche sapere che cosa sta votando.
Per quanto riguarda l'ostruzionismo all'emendamento n. 6, perché probabilmente c'è
ancora qualcuno che non ha capito che, se la proposta di deliberazione fosse stata
presentata così com'era (senza emendamenti), avremmo votato sì e, probabilmente, ce
la saremmo tolta nel tempo delle dichiarazioni di voto. Detto questo, qui non c'è
neanche la voglia di provare a condire l'inserimento del riferimento del meccanografico
della Giunta (potevate almeno fare una parentesi) e dire che cosa diceva; ma se la
Giunta, che non vedo, avesse voluto un remember, ve l'avrebbe chiesto.
Non c'è bisogno che voi sollecitiate tutte le volte gli Assessori per dirgli che cosa fare.
Se non vi fidate, magari iniziate a non votare le loro deliberazioni o chiedete la loro
rimozione, oppure lasciateli lavorare, perché le deliberazioni le fanno e capisco che in
questa città ci sia l'abitudine di fare le deliberazioni o le ordinanze e, poi, di non
rispettarle. Ricordo che il campo nomadi di Lungo Stura Lazio nasce sulla riva di un
fiume con un'ordinanza prima di sgombero e poi di non stazionamento, perché non si
può stazionare, c'è anche un cartello grande come una casa di un'ordinanza che dice che
non si può stazionare, ma non gliene frega a nessuno. Anzi, giorno dopo giorno, le
baracche aumentano, aumentano le persone e poi ci si stupisce quando, magari, arriva
un fiume in piena durante un'alluvione (mi auguro che non succeda più);
potenzialmente può succedere e così si mette in pericolo la vita di qualcuno. A quel
punto, però, ci si ricorda che lì c'era un'ordinanza che diceva che non si può stare.
Chiudiamo gli occhi, facciamo finta di niente ed andiamo avanti. Tanto, se muore
qualcuno, non credo che vi interessi veramente, tranne che per rilasciare le dichiarazioni
ai giornali, perché, se vi interessasse veramente - così come dite - la vita delle persone
che vivono nel campo, avreste fatto qualcosa; non oggi, ma nei due anni che sono
passati all'interno di questo Consiglio Comunale e, per chi c'era prima, nei cinque anni
precedenti...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
…e nei vent'anni ancora prima; invece non avete fatto niente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiedo gentilmente al Vicepresidente se può sostituirmi.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Effettivamente è un altro emendamento del tutto superfluo, perché avete ricordato in
tutte le salse e ad ogni riga questa deliberazione di Giunta e, se per caso c'è una riga che
non la citava, avete fatto un emendamento ad hoc per aggiungerla.
Approfitto del commento di questa ulteriore aggiunta per ribadire un concetto, che mi è
stato ispirato in una piccola pausa fuori da questa Sala mentre intervenivano i Colleghi.
Ci saranno di sicuro dei proponenti tra i duemilasettecento che l'hanno firmata, magari,
guarda caso, i primi della lista, quelli che vengono a parlare nelle Commissioni - però
ovviamente è solo una supposizione, perché non hanno facoltà di intervenire -, che
magari ritengono che tutte queste modifiche massacrano questa deliberazione, perché
viene cambiato ogni termine e di fatto cambia anche il senso ed il dispositivo e viene
omologata ad un'altra deliberazione fatta dalla Giunta e non dai cittadini; evidentemente
non se ne sentiranno offesi e non riterranno che ci sia stata una prevaricazione nei
confronti del loro indirizzo, però sono convinto che, in realtà, la sensibilità del quartiere
non sarà concorde.
Purtroppo ci saranno tante persone di quei territori che, avendo messo la faccia su
questa operazione, di fronte al palese fallimento ed al mancato raggiungimento dei
risultati promessi evidentemente dovrà rispondere a quei territori.
Come ha citato il Consigliere Liardo e tanti presenti in quest'Aula (devo dire più da
questa parte che non dall'altra), eravamo in tanti a quel corteo in Lungo Stura che di
fatto ha inaugurato non solo l'iniziativa ma anche la raccolta delle firme. C'erano realtà
che, in modo quasi esilarante, riuscivano a manifestare dentro il corteo e addirittura nel
campo nomadi contro il corteo, come "Terra del fuoco", però chiaramente quelli sono i
bizantinismi di un certo associazionismo.
Invece rimanendo sulla parte politica, mi ricordo che lì, sì, c'erano delle parole d'ordine
che venivano ricordate: "solidarietà e rigore"; erano le parole scritte sugli striscioni. In
realtà, gran parte del corteo chiedeva solo una cosa: legalità. Chiedeva solo quello, una
parola che, forse, non si trova in alcun meandro della versione originaria della
deliberazione, ma di sicuro non si trova nella versione emendata. Eppure evidentemente
è quello che voleva la gente. È bastato inserire uno striscione che dicesse chiaramente
no al campo nomadi e metà di quel corteo si è schierato spontaneamente dietro a quello
striscione, perché questa è la sensibilità del territorio.
Quando le promesse concrete e gli impegni concreti saranno traditi, quelle persone
chiederanno conto a questa Amministrazione e questa Amministrazione non potrà più,
come sta facendo adesso, nascondersi dietro le parole, dietro "superamento" invece di
"sgombero", "insediamenti" invece di "campi", "spontanei" invece di "abusivi", o
dietro a meccanografici citati sino alla nausea per ribadire la lealtà alla Giunta; non
basterà più. Lì non vi consentiremo di gridare al pogrom, perché, se ci sarà, sarà un
pogrom per il quale evidentemente ci saranno delle responsabilità politiche, che si
trovano all'interno di una finta azione, invece di una reale azione di prevenzione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Carbonero. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La
prego, Capogruppo Marrone, di non fomentare... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Consigliere Cassiani, se lei crede, noi continueremmo.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ho capito, ma non le ho sentite, perché,
se fate tutti chiasso...
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
È già stato detto molto o praticamente tutto ed è chiaro che anche questa è un'ulteriore
forzatura. Abbiamo visto prima tutte le varie pianificazioni e gli eventuali interventi e,
poi, qui nella deliberazione troveremo l'attuazione, ma è l'attuazione di un qualcosa
che, al momento, non è assolutamente concreto. So che, solitamente, bisogna sapere che
cosa si pianifica per poi poterlo attuare in tempi rapidi. Questa è una richiesta di correre
contro un tempo che non si avvererà mai, perché sapete benissimo che è praticamente
impossibile. C'era un vecchio detto che diceva: non riesci a togliere in un'ora quello che
in stalla viene fatto in un'intera giornata, quindi, se non lo fai più volte durante il
giorno, ti ritroverai poi a lavorare e a non farcela a spalare tutto. Ciò accadrà
puntualmente, perché questa è semplicemente una presa di posizione per cercare di
difendersi e di arginare un malumore pesante da parte di un'intera Circoscrizione, che è
veramente arrivata al limite e che non ce la faceva più.
Sono scesi in strada, come ricordava prima il Consigliere Marrone, hanno protestato in
modo assolutamente civile, ma vibrante, così tanto da fare forse capire che era arrivato
il momento, perlomeno, di riempirli di parole, perché è questo che avete fatto con
questa proposta di deliberazione modificata: li avete semplicemente riempiti di parole.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Vuole venire lei a presiedere? Ha sforato di undici secondi. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 1 al n. 7 all'emendamento n. 8:
23 contrari, 1 astenuto.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 7 all'emendamento n. 8 è
respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Centillo,
Grimaldi e Genisio.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Per dire la verità, su questo emendamento si è detto praticamente tutto nel corso della
discussione sull'accorpamento. In realtà, il discorso è ancora lunghissimo, l'ho detto, è
dall'inizio della serata che lo ripeto, ma continuerò a ribadirlo: questo emendamento
(come tutti gli altri, compresi i prossimi, e adesso aspetto di arrivare all'emendamento
n. 9, che era quello che poi ha cercato di fare in modo che la situazione in qualche modo
si raddrizzasse) è semplicemente tanta carta scritta in conseguenza a quella che è
l'esasperazione di cittadini, che non ce la fanno veramente più.
Quello che mi stupisce è come, comunque, da allora (mi pare che sia passato un anno,
ma non vorrei ricordare male) ad oggi non sia stato fatto assolutamente alcun intervento
per tentare, anche solo minimamente, di migliorare quella situazione. Anche le cose più
semplici, come quella di allontanare in modo definitivo gli occupanti in sovrannumero
(quelli violenti, quelli, tra virgolette, "cattivi" e quelli sicuramente abusivi), non sono
servite assolutamente, ma perché un'azione di questo tipo non c'è proprio stata.
È chiaro che poi, quando si viene messi all'angolo, si tirano fuori venti pagine, che però
sono stati i cittadini a scrivere e che voi, in ogni caso, siete riusciti a stravolgere. Le
avete stravolte perché non siete assolutamente in grado di eseguire quello che questi
cittadini esasperati vi chiedono, per cui vi siete inventati il modo per modificarla. È
molto chiaro e lecito quello che hanno chiesto questi cittadini in modo schietto, senza
chiedere cose assurde. Non hanno chiesto di entrare con le ruspe e radere al suolo i
campi, vi hanno semplicemente chiesto di fermare una situazione oramai invivibile per
loro, ma anche per gli occupanti di quei campi. Invece voi avete fatto tutto un giro
dell'oca per, poi, dire che forse riuscirete, nel giro di "x" tempo (perché non avete
neanche definito un termine), a fare in modo, con i soldi che arriveranno (e che darete
alle associazioni che si occuperanno di questi ospiti di questi villaggi), di raddrizzare la
situazione. Però, nel frattempo, le cose che i cittadini hanno chiesto le trasformate e le
sconvolgete completamente, perché così vi assicurate che al limite, se non doveste
farcela, nessuno potrà dirvi nulla, perché avete aggiustato un po' la situazione, anche se
le cose schiette e nette che sono state richieste non riuscite ad attuarle.

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