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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 35
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE 2013-03236
ADOZIONE LINEE DI INDIRIZZO PER LA GIUNTA E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE VOLTE AL SUPERAMENTO DEGLI INSEDIAMENTI SPONTANEI NON AUTORIZZATI DI COMUNITA' ROM.
Interventi

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc.
2013003236/002, presentata in data 22 gennaio 2013, avente per oggetto:

"Adozione linee di indirizzo per la Giunta e l'Amministrazione Comunale che
escludono la possibilità di realizzazione di un eventuale nuovo campo nomadi nella
Circoscrizione 6".

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Continuiamo con l'analisi dell'emendamento n. 3.
L'emendamento n. 3, presentato dai Consiglieri Centillo, Grimaldi e Genisio, recita:


CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Scusate se intervengo di nuovo, ma secondo me ha ragione il Collega D'Amico; cioè,
siccome l'emendamento n. 3 non è chiaro, chiedo ai tre presentatori di ritirarlo, così
possiamo risolvere la questione. Quindi, pongo la questione al Capogruppo Paolino.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Chiedo ai presentatori dell'emendamento n. 3 se intendono ritirarlo. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi pare che non vi siano le condizioni. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO).
No, lei è già intervenuto. Sull'emendamento n. 3? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
L'emendamento n. 3 chiede di eliminare "ove possibile", che tra l'altro è una
subordinata di fattibilità.
Anch'io condivido le perplessità del Consigliere Tronzano, perché, tale emendamento,
per dove è inserito, sembra che vada a mettere la subordinata sul principio
dell'accoglienza, non sull'allontanamento. Perché, perdonatemi, c'è scritto:
"Intervenire, ove possibile, secondo il principio dell'accoglienza, con l'allontanamento
di coloro che non rispettano le regole e la legalità", non c'è scritto "Intervenire secondo
il principio dell'accoglienza con l'allontanamento, ove possibile, di coloro che non
rispettano le regole".
Per cui, in realtà, la subordinata è sull'accoglienza. Non tutti meritano l'accoglienza. Per
cui, oggettivamente, il fatto di togliere queste parole va ulteriormente a indebolire il
principio. Per cui, se le lasciate, ritirate l'emendamento. Non capisco.
Visto che però si parla del principio dell'accoglienza, vorrei ricordare che la
deliberazione di Giunta che viene citata a sproposito, inserita in questa deliberazione di
iniziativa popolare, di fatto, a nostro modo di vedere, è tutta ispirata a un principio di
accoglienza, senza tutta la controparte di doveri, però lo fa con un progetto (ho avuto
modo di farlo notare, come rischio, in Commissione competente) che non tenga poi
conto degli interventi che si vogliono fare di riqualificazione, rispetto alle risorse
disponibili.
Si parla di autorecupero e di autocostruzione e sappiamo benissimo che ciò ha dei costi
tali per cui, con quell'unico bando di lotto di Lungo Stura, non si potrà mai pensare di
riallocare centinaia di persone con quella modalità, ma anche se volessimo fingere che
si riesca, oggettivamente, non sono contemplati altri campi nomadi abusivi o regolari
con propaggini di abusivismo.
Per esempio, il campo nomadi di corso Unione Sovietica di Sinti è autorizzato, però
sappiamo benissimo, ci siamo stati, che ha tutta una serie di abusi edilizi, con gente che
si è costruita addirittura la villetta e questo, oggettivamente, non è compatibile con il
Regolamento del Comune. Eppure lì si pensa solo all'accoglienza, invece, e non agli
allontanamenti.
Poi, soprattutto, non prende atto del fatto che gli allontanamenti non possono, anche
volendo, essere presi come misura coattiva, nella misura in cui - lo ricordava addirittura
il Consigliere Grimaldi - ogni volta che parliamo di persone che hanno la cittadinanza
europea o, nel caso dei Sinti, addirittura quella italiana, l'allontanamento non può essere
una misura repressiva, nella misura in cui non esiste una copertura normativa legislativa
che lo consenta, perché andrebbe contro l'Ordinamento Europeo.
Quindi, diciamo che questo ulteriore intervento è di nuovo in carattere propagandistico,
perché quantomeno i cittadini con un "ove possibile" avevano sancito il principio che
l'accoglienza va fatta solo quando si riesce e non sempre. Per cui, teniamoci l'ennesimo
intervento solo propagandistico.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
Consigliere Tronzano, è intervento 3 volte sullo stesso punto, 2 delle quali sull'ordine
dei lavori; sul prossimo emendamento può dire quello che vuole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 26, astenuti 0, favorevoli 23, contrari 3.
L'emendamento è approvato.
L'emendamento n. 4, presentato dal Consigliere Bertola, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei spiegare questo emendamento. Credo ce ne fosse un altro copiato, perché il
punto b) è ovviamente ripetuto 2 volte nel testo, per cui non so dove sia finito l'altro e
se esista ancora.
Comunque, il senso di questa frase, in realtà, andava anche nella direzione di quanto già
anche detto da alcuni Colleghi, ossia che la formulazione della deliberazione di
iniziativa popolare, secondo noi, direi secondo molti, visto il dibattito, non era
particolarmente chiara, ossia in come contemperare il principio dell'accoglienza da una
parte e l'allontanamento di chi non si adegua alle regole dall'altra.
Per cui, queste due parole nella formulazione, a parte l'"ove possibile" di cui abbiamo
discusso ampiamente negli emendamenti di prima, erano unite da un "con", che è una
congiunzione che li mette sullo stesso piano e quindi non era così chiaro se si facesse
prima una cosa con l'altra e quindi se prima si accoglie, poi eventualmente si allontana
qualcuno oppure prima si allontana chi delinque e poi, solo dopo, chi non delinque
viene accolto.
Siccome riteniamo che la strada giusta sia questa seconda e quindi che prima si debba
compiere l'allontanamento di chi delinque e poi si debba procedere con l'accoglienza,
anche perché investire nell'accoglienza in presenza di chi delinque, in realtà, vuol dire
tipicamente buttare i soldi e magari rischiare di alimentare anche i giri di malavita che ci
sono dentro i campi. Abbiamo provato a proporre questa formulazione, "fatto salvo" al
posto del "con", in modo che, fatto salvo l'allontanamento, sia chiaro che prima si
procede all'allontanamento di chi non rispetta le regole e poi si procede con
l'accoglienza di chi invece è rimasto e che rispetta le regole.
Non so se vi sia poi lo stesso cambiamento nella seconda formulazione, ma comunque
almeno modificarlo qui sarebbe un segnale che siamo unanimi sull'interpretazione
almeno di questo punto della deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Sono favorevole anch'io, nel senso che è questa l'intenzione di fare degli emendamenti,
che vi mettano anche in ordine le idee, perché è chiaro, non riuscivate neanche ad avere,
negli emendamenti fatti ad una deliberazione popolare, l'idea giusta per come elencare
le modalità. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
No, ne avete poche, ma molto ben confuse, perché lo dimostrate proprio con questa
voglia... A differenza di chi, Consigliera Centillo? Se lo dice al microfono, si rende
veramente una persona vera, una che riesce a dire le cose in faccia senza…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma lo sta dimostrando, assolutamente.
Dice le cose nascosta dietro al microfono spento, quindi è chiaro che il suo
atteggiamento è solo provocatorio ed è anche abbastanza insensato.
Dicevo che è la dimostrazione di come avete fatto questi emendamenti semplicemente
per bandierina o comunque per voler imporre il vostro giudizio, la vostra forza, la vostra
imposizione, perché non vi siete resi conto di quanto fosse semplice dare un ordine
sensato a tutto il procedimento. Chiaramente, quindi, sarà votato, per quanto mi
riguarda, perlomeno, a favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Riflettevo adesso, tra un intervento e l'altro, che se andassimo a richiedere le firme per
presentare questa deliberazione, così come la state trasformando, probabilmente non
prendereste neanche la vostra. Dico che non prendereste neanche la vostra, perché non
vivete nella stessa Circoscrizione e quindi non potete capire cosa voglia dire avere un
campo nomadi sotto casa e soprattutto un campo nomadi di quel tipo. Un campo nomadi
come quello di via Germagnano, un campo nomadi come quello di Lungo Stura Lazio
che mettono a repentaglio la vita delle persone che abitano nella zona e soprattutto
mettono in difficoltà le persone che nella zona ci vivono e che, per questo, hanno
costruito una deliberazione di questo tipo.
Consigliere Bertola, anche solo per coerenza, l'emendamento, anche se sono favorevole,
non glielo voto, mi asterrò, ma perché ritengo che una deliberazione di iniziativa
popolare non vada emendata. Piuttosto, o si vota a favore o si vota contro, ne si presenta
una diversa o si prova a fare una discussione di Consiglio con una deliberazione del
Consiglio dove ognuno dei firmatari vada a mettere la propria faccia e non vada a fare
delle aggiunte, degli emendamenti, quasi avesse paura di scrivere di proprio pugno un
atto.
Se qualcuno dei presentatori domani venisse a dirmi: "No, ma poteva andare anche bene
così", io vorrei andare, in quel caso - parlo ipoteticamente -, con chi presenta, a chiedere
di nuovo di metterci la faccia su un testo di quel tipo, magari spiegandogli che il
superamento vuol dire spostarli, vuol dire magari metterli a un chilometro e mezzo e
quindi non far cambiare il problema.
Sappiamo tutti perfettamente che quell'area, soprattutto Lungo Stura Lazio, è un'area
che va superata, ma va superata mandando via la gente, soprattutto, dal momento che
non ho idea di quante tonnellate di rame siano state trovate soltanto nel 2013, quante
auto rubate siano nascoste, quante volte gli assistenti sociali dovevano intervenire in
quell'area e non l'hanno fatto. Anche lì mi viene da pensare, ma per quale motivo ci
sono mamme che si vedono portati via i bambini, magari per piccole mancanze,
mancanze anche magari economiche e poi vediamo, anche solo nei sopralluoghi, i
bambini di 2, 3, 4 anni, giocare in pile di immondizia di fianco a topi grandi così.
C'è proprio uno stravolgimento del mondo. E questo mi spaventa, perché il
superamento che voi andate a identificare con tutte queste belle parole, vuol dire
spostarli in un altro posto, perché, essendo comunitari, non li possiamo mandare via.
Come ha detto qualcuno prima, i comunitari non possiamo mandarli via.
Invece, per gli extracomunitari, quelli del campo illegale, i bosniaci, il campo nomadi
bosniaco che c'è in via Germagnano, quello abusivo, quello dove si accoltellano la sera,
quello dove bruciano le case, quello dove tirano le pietre ai dipendenti dell'AMIAT,
forse lì, sì.
C'è un CIE, identifichiamo le persone che delinquono e le rimandiamo a casa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Nel merito di questo emendamento, presentato dal Consigliere Bertola, in realtà, non
sarebbe neanche necessario intervenire, perché è un emendamento, questo sì, caro
Consigliere Genisio, in armonia con la deliberazione voluta dai cittadini, perché è un
emendamento che fa chiarezza su quella che è l'intenzione, ma che, nel fatto, non
stravolge quella che è la volontà dei cittadini e dei presentatori.
Quindi, annuncio sin d'ora che il mio voto sarà favorevole su questo emendamento,
perché rappresenta come, con un confronto serio e aperto, si possono portare quegli atti
emendativi che sicuramente possono migliorare una deliberazione e questo è uno di quei
casi.
Sono favorevole a questa modifica fatta dal Consigliere Bertola, perché oggettivamente,
ripeto, rende più armoniosa la lettura anche del punto b) della deliberazione e non va a
prevaricare quello che, in realtà, hanno fatto gli emendamenti precedenti, presentati
dalla maggioranza che, fino adesso, nei 3 casi che abbiamo avuto modo di vedere,
oggettivamente, cambiano radicalmente quella che era l'intenzione iniziale dei cittadini
torinesi.
Quindi, il voto del Gruppo di Progett'Azione sarà favorevole a questo emendamento e
sono anche favorevole al modo in cui questo emendamento è stato posto.
Colgo l'occasione, Consigliere Bertola, per farle i complimenti, perché ha dimostrato,
effettivamente, con una piccola variazione, di rendere più armoniosa sia la lettura della
deliberazione, senza andare ad intaccare quelle che erano le richieste e le esigenze dei
cittadini.
Affermo, quindi, già fin d'ora che il mio voto (di Progett'Azione) sarà favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Questa è una modifica emendativa che, oggettivamente, non avrebbe avuto senso, o
almeno sarebbe stata del tutto superficiale, senza invece l'emendamento già approvato
del PD; almeno in questa versione ritorna un po' a riequilibrare.
Non capisco perché alcuni Consiglieri come - se non ho capito male - il Consigliere
D'Amico non lo approvino, però è un problema loro, oggettivamente. Io posso anche
dire che la votazione sarà favorevole.
Semplicemente, approfitto per fare un'ulteriore riflessione sul tema dell'allontanamento.
La dimostrazione che, in realtà, l'allontanamento delle persone che violano le regole
non è una priorità di questa Amministrazione, non è solo perché nei progetti finanziati
dalla deliberazione di Giunta non si rintraccia alcun punto, alcuna misura di intervento
che vada nell'ordine di un intervento inevitabilmente repressivo di allontanamento
(quindi non solo l'allontanamento induttivo con - mi viene veramente il mal di testa
solo a pensarci - sussidi per aprire nuove imprese in patria), bensì l'allontanamento a cui
qui si fa riferimento, come pena per il non rispetto delle regole, è un allontanamento
chiaramente repressivo.
La dimostrazione che questa Amministrazione non è interessata a questo aspetto è il
fatto che non venga contemplato alcun intervento rispetto all'enorme campo nomadi
abusivo che ormai si sta avvicinando a Lungo Stura quanto a dimensioni; anche se è più
appartato e più nascosto è quello vicino all'Aeroporto, ma non l'allargamento, bensì
quello che si è sviluppato vicino al ponte che collega strada dell'Aeroporto alla città di
Torino, quindi sul confine e confina col fiume.
Lì si è insediata inizialmente una famiglia sola con 2 roulotte in un terreno che era stato
addirittura comprato dai nomadi. In un'interpellanza, avevo segnalato il problema a cui
aveva risposto l'Assessore Lavolta negando, leggendo una relazione della Polizia
Municipale, che esistesse alcun inizio di insediamento abusivo. Nel giro di una stagione
estiva, la scorsa, ci siamo ritrovati, da un giorno all'altro, tutta la parte boschiva, dalla
piazzola fino al fiume, completamente costellata di baracche nascoste dalla boscaglia.
Adesso, a sentire i media che vi sono stati, perché quello è un campo anche pericoloso
per inoltrarvisi, si parla di centinaia di individui presenti, diciamo ospiti, poi in realtà
sono occupanti senza titolo, in quella parte che si allarga dal terreno comprato.
Bene, lì, esattamente come nel campo dell'Aeroporto, autorizzato, ci troviamo di fronte
a persone che non sono di nazionalità europea, perché non appartengono ad alcun Stato
membro a livello di documenti e di nazionalità; sono persone che provengono dalla ex
Jugoslavia, quindi da Stati che non sono componenti dell'Unione, eppure lì nessun
intervento, dove forse veramente si poteva fissare il principio dell'allontanamento
coattivo di chi non rispetta le regole e ci siamo trovati a non contemplarne nemmeno
l'esistenza.
Se guardiamo agli atti amministrativi, se si volesse fare una ricerca sulla carta,
dovremmo arrivare addirittura a concludere che non esiste, che questa Amministrazione
cittadina non è a conoscenza di quell'esistenza.
Questo dimostra che, effettivamente, nonostante andremo a provare a votare questo
punto, proposto dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle, comunque il tema, il tono della
deliberazione, così come emendata dal centrosinistra, non cambia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Le chiedo di avere la parola, in virtù dell'articolo 120 del Regolamento del Consiglio
Comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se lei lo ritiene.

D'AMICO Angelo
Mi conforta il fatto che il Consigliere Genisio è stato attento a questo, immagino, qui
pro quo.
Consigliere Marrone, la scuso e la perdono di questo suo, immagino, errore, anche per i
tanti momenti camerateschi passati assieme, ma soprattutto perché so che lei è
impegnato nell'organizzazione della Festa di Atreju, quindi comprendo questa sua
disattenzione. In effetti, però, non ho fatto altro che lodare l'emendamento presentato
dal Consigliere Bertola e quindi ho espresso, con estrema chiarezza e limpidità, il mio
voto (il voto di Progett'Azione) favorevole all'emendamento del Consigliere Bertola,
proprio perché questo emendamento tende ad armonizzare la deliberazione, piuttosto
che a sconvolgerla.
Volevo, quindi, che rimanesse a verbale, Presidente, il fatto che, probabilmente, le
dichiarazioni del Consigliere Marrone sono frutto di un momento di disattenzione da
parte dello stesso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 31, astenuti 1, favorevoli 30.
L'emendamento è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 11
all'emendamento 5, presentati dalla Lega Nord e dal Consigliere Bertola.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
L'emendamento è il n. 5. Sono gli accorpamenti o è l'emendamento, signor Presidente?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
"Al punto c), seconda riga, dopo la parola 'accoglienza' … 'con progetti di inclusione
abitativa e sociale che coinvolgano attivamente le popolazioni Rom e si basino sul
concetto di 'Patto di cittadinanza' e sul 'Fare insieme': autorecupero, autocostruzione e
corresponsabilità, nel rispetto dei territori ospitanti e dei diritti umani". Cerco di capirlo.
Adesso, sorrido e vi dico che l'autocostruzione loro la fanno già. Tutti i campi nomadi
abusivi sono autocostruiti, quindi vi dico che, probabilmente, non c'è da fare
autocostruzione, perché loro non la sanno fare. Oppure, volete farli vivere nelle
baracche?
Noi viviamo in una città dove il campo nomadi di Lungo Stura Lazio sembra un gulag e
le persone che ci sono dentro sembrano i poveretti che stavano nei gulag. Voi confinate
la gente in posti che sembrano campi di concentramento.
Dovete assumervi la responsabilità che per vent'anni avete fatto vivere gente
nell'immondizia, nel fango, nelle baracche, con persone che sono obbligate ad andare a
tagliare gli alberi. Dico anche che ciò è molto pericoloso e del fatto che vi possano
essere persone che girano con l'accetta per tagliare gli alberi, per tentare di scaldarsi, mi
preoccuperei un po', anziché sorridere (vedo qualche ghigno), perché abbiamo già
assistito ad aggressioni di persone con asce o quant'altro.
Poi, dico, sul concetto di "Patto di cittadinanza" e sul "Fare insieme", è tipo: furto nelle
auto, nelle case, nelle cantine, accattonaggio, bambini utilizzati sui tram o davanti ai
supermercati. Davanti al supermercato di Lungo Stura Lazio c'è il concetto di "Fare
insieme", ovvero un bambino di 4 anni messo davanti ad una ciotolina per prendere
l'elemosina. Questo è il vostro concetto di "Fare insieme". Bravi.
Questo è il "Patto di cittadinanza", dove i cittadini devono farsi rubare nelle auto, in
casa e nelle cantine e magari anche farsi rigare le auto, quando non gli lasciano il
centesimo davanti agli ospedali. Questi sono i vostri patti di cittadinanza.
Anche perché, ripeto, oltre alle bellissime parole che sapete utilizzare, perché
autorecupero, autocostruzione… L'autorecupero è tipo quello che recuperano dalle
ferrovie con il rame. L'autorecupero è quando vanno nelle ferrovie a togliere il rame e
poi vanno a rivenderlo. Questo è l'autorecupero.
"...Corresponsabilità, nel rispetto dei territori ospitanti e dei diritti umani". I diritti
umani sono quelli che voi, tutti i giorni, violate, non facendo andare i bambini a scuola,
facendoli giocare nell'immondizia insieme ai topi e soprattutto facendoli vivere in un
posto dove, adesso che arriva l'inverno, magari il fiume si alza e fa qualche morto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
In mezzo a questi fondamentali emendamenti della Lega Nord (per i quali ho il massimo
rispetto), che sostituiscono progetti con idee, progetti con intenzioni e progetti con
programmi, eccetera, ce n'è uno che è un nostro subemendamento di merito, il n. 5, e
quindi volevo almeno lasciarlo a verbale.
La nostra proposta, che adesso a questo punto immagino sarà bocciata in blocco, era
quella di sostituire le parole "che coinvolgono attivamente le popolazioni Rom", riferite
ai progetti di inclusione abitativa, eccetera, con le parole: "che siano affidati
direttamente alle persone da ricollocare e alle associazioni delle popolazioni Rom".
Il senso di questa proposta era che credo abbiamo visto troppi progetti che vengono
affidati a soggetti terzi e che, per questo motivo, alla fine, non danno grandi risultati,
perché, anche durante il nostro sopralluogo, abbiamo avuto modo di discuterne, per
carità, ognuno fa quello che ritiene giusto e fa le cose meglio che può, però la sostanza è
che, finito il progetto, poi le cose erano tornate come prima.
Mentre, secondo noi, è veramente bene spendere i soldi cercando di mettere i progetti
nelle mani direttamente delle associazioni, di queste persone e di loro stessi, perché se
non riusciamo a responsabilizzare le persone che devono essere ricollocate, riqualificate
o integrate, o tutto quello che vogliamo fare, secondo noi, non arriveremo mai da
nessuna parte.
Quindi adesso non so poi nella pratica, l'emendamento ovviamente non potrà passare,
però spero che si tenga conto di questo punto, cercando di fare un passo avanti rispetto a
quello che è stato fatto nel passato, quindi non soltanto distribuire i fondi ad
associazioni, Fondazioni, eccetera, che si occupano di questo tema, ma cercare di dare
in mano la responsabilità di queste risorse direttamente a quella parte degli abitanti dei
campi che si vuole integrare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Devo dire che l'intervento del Consigliere Bertola mi ha ispirato anche per una risposta
alla sua di proposta, una proposta che non voteremo mai, per carità, però io mi sento di
non condividerla per nulla.
Ma per un semplice motivo, perché se ho capito bene, vorrebbe dire che noi, avendo
constatato che dare milioni di Euro in mano ad associazioni di italiani integrati, magari
anche con dei titoli di studio in relazione al lavoro che fanno, che comunque non danno
risultati, andrebbe invece scansata come linea per dare direttamente i milioni di Euro ai
Rom che stanno lì, che fanno i roghi di gomma bruciata, che riciclano le auto, che
mettono i bambini a chiedere l'elemosina.
Se era questa la proposta, per una volta, sono ancora contento che sia finita nella massa
degli accorpamenti, perché sinceramente ci manca veramente solo questo, allora poi ci
possiamo anche impiccare da soli, senza aspettare che venga qui il popolo torinese a
farlo. Soprattutto in un momento come questo.
Al netto di questa riflessione, oggettivamente, invece, rimane l'amarezza per il fatto di
andare a portare avanti - l'ho già detto e lo ripeto - delle modifiche ad una deliberazione
di iniziativa popolare che vanno a ricalcare una deliberazione di Giunta che - e voglio
citare in questo il Consigliere Curto - promette il superamento totale del peggiore
campo nomadi, quantomeno il più abusivo, il più abitato, il più ostico di Torino e, come
ha detto - e io questo lo condivido - il Capogruppo di SEL, questa Amministrazione su
questa promessa ci mette la faccia.
Sono pronto a scommettere che non ce la farà, semplicemente perché affronta il
problema con un'impostazione sbagliata. Finché si spera di sradicare gente in massima
parte, non voglio generalizzare, ma in massima parte, in termini numerici (basta vedere
le domiciliazioni penali dei domiciliari), abituata a delinquere (quindi è una delinquenza
abituale e reiterata) e pensare che veramente colga l'invito e colga l'opportunità di
inserimenti mirati e che questo possa coinvolgere addirittura la totalità e affidare solo a
questa istigazione positiva, senza alcuna previsione di intervento repressivo delle Forze
dell'Ordine, è veramente pura utopia.
Riprendo le parole che vengono dalla maggioranza. Se il punto della vittoria e della
sconfitta di questa azione politica, con la quale si investono milioni di Euro in un
periodo di lacrime e sangue, è veramente la scomparsa integrale del campo di Lungo
Stura, allora questo ricordiamoci - e io lo ripeto a verbale - perché questo non accadrà.
E quando questa cosa non accadrà, io esigerò che questa maggioranza ammetta il
fallimento e non si rifugi in mezzo a tutte le belle parole del destino cinico e baro, i
finanziamenti che sono finiti, il meteo che non ci ha aiutato e qualsiasi scusa può essere
accampata ed è stata in passato accampata per nascondere e di fatto celare i fallimenti.
Perché qui la maggioranza, ancora una volta, lo dimostra l'ostruzionismo che ci vede
trascinarci fino a notte, ha scelto il braccio di ferro, non ha scelto una condivisione, e il
braccio di ferro lo ha fatto addirittura con i cittadini, neanche con l'opposizione con la
quale è abituata a farlo senza problemi di sonno notturno, però l'ha fatto mettendoci la
faccia.
Ritengo che sarà una grande figuraccia, perché quando poi bisognerà ammettere che
tutte queste belle parole, tutti questi soldi dispensati a destra e a manca, che invece di
essere dati a persone che magari potrebbero veramente farne tesoro, non
necessariamente solo italiani, ma anche stranieri realmente integrati, invece sono andati
a nomadi, magari anche, perché qui vedo come timore invece la sollecitazione posta dal
Consigliere Bertola e ripresa dal Consigliere Grimaldi, dell'associazionismo
direttamente nomade, cioè se vuol dire che raccogliamo le raccomandazioni di un certo
associazionismo, allora sarà un motivo in più per andare a verificare come va il bando di
gara.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chiedo anche a voi, visto che conoscete i tempi di intervento, di mantenere il vostro
discorso nei termini dell'intervento.
Le devo togliere del tempo, perché l'ha preso il suo Capogruppo.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ci mancherebbe, è giusto che sia così. Ha segnato anche il tempo che ha preso?
Benissimo.
Volevo intervenire per dire che, caro Consigliere Bertola, mi sa che forse questo è
l'unico subemendamento che si sono ben accorti e che hanno proprio tolto non per
accorparli tutti insieme, ma perché, nell'insieme (anche se condivido assolutamente le
parole del Consigliere Marrone), andava a togliere la possibilità a tutto quel bel
pulviscolo di associazioni che avrebbero molto ben usato quei soldi, glieli andava a
togliere per darglieli direttamente. Questo sarebbe stato un grosso guaio, perché non ci
dimentichiamo che uno degli scopi oltretutto di tutta questa bella messa in scena, è
anche continuare a sostenere questo innumerevole, incredibile numero di associazioni
che supportano questo associazionismo di persone che hanno bisogno e che, in realtà, si
mantengono benissimo, perché, poi, ogni tanto, mi chiedo come fanno questi qui delle
associazioni che vanno ad aiutare questi poveretti, a non arrabbiarsi quando li vedono
con Mercedes, oro e qualunque altra cosa, perché io un po' mi arrabbierei.
Vado a fare del volontariato per aiutare la povera gente e li vedo con macchine da
70.000 Euro. Un po' mi arrabbio. Invece, questi continuano.
Allora, qual è lo scopo? L'hanno visto benissimo il suo subemendamento, Consigliere
Bertola, ne sono assolutamente certo. L'hanno visto e quando hanno capito che forse
c'era il pericolo che non venissero dati i soldi alle associazioni, ma direttamente a loro,
no, no, ferma tutto, non facciamolo, perché devono rimanere i soldi alle associazioni.
Perché se no queste associazioni come le manteniamo? E sono di nuovo un altro bel
bacino elettorale bello florido, bello abbondante.
Quindi, assolutamente, le associazioni non si toccano, perché le associazioni si
sostengono proprio con queste entrate e mai come adesso è fondamentale che passi
questa deliberazione, perché arriva un bel gettito, una bella botta di ossigeno che le fa
tutte ben sopravvivere per il futuro senza nessunissimo problema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Chiederei se può soltanto ricordarmi se stiamo discutendo l'accorpamento
all'emendamento n. 5.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì, i primi 11 subemendamenti.

D'AMICO Angelo
Sì, l'avevo visto; mi sono distratto un attimo e quindi stavo già andando oltre.
In effetti, il Consigliere Carbonero credo che abbia colto nel segno, così come aveva
fatto il Consigliere Bertola, presentando un emendamento che, a mio modo di vedere,
aveva modo di esistere e di poter essere votato in maniera favorevole e, anzi, credo che
dovrò votare contro, perché questo è un accorpamento.
Mi dimentico che questa maggioranza, forte della sua tracotanza politica da fine impero,
utilizza sempre questo strumento dell'accorpamento per poter mettere a tacere e
rinunciare al confronto con le opposizioni, perché se andiamo a vedere poi che cosa dice
l'emendamento n. 5, per cui il Consigliere Bertola aveva previsto questo
subemendamento, aggiungere al testo: "con progetti di inclusione abitativa e sociale che
coinvolgano attivamente le popolazioni Rom e si basino sul concetto di 'Patto di
cittadinanza' e sul 'Fare insieme': autorecupero, autocostruzione e corresponsabilità, nel
rispetto dei territori ospitanti e dei diritti umani". Qui, si parla di diritti umani. Non so
quanti diritti umani ci siano all'interno di un campo Rom, purtroppo.
Ho detto qualcosa di sbagliato? Non so, se ho detto qualcosa di scorretto, di sbagliato,
ditemelo pure.
Vi rendete conto che con questo emendamento dite che lo stesso emendamento
armonizza quella che è la volontà dei proponenti, ossia dei cittadini torinesi? Questo
emendamento non fa altro che, non solo, stravolgere quella che era la reale volontà dei
proponenti, ma inserisce addirittura... Chiederei che qualcuno della maggioranza, che
qualcuno dei proponenti, dei 3 Presidenti che hanno presentato questo emendamento mi
dicesse quanti cittadini, quanti proponenti, in Commissione, erano favorevoli a questo
emendamento.
Io credo zero, perché o questo emendamento, adesso non ricordo, è stato fatto passare
sotto traccia, quindi nessuno se n'è accorto e magari è stato discusso in maniera
superficiale, quindi è passato in maniera così ambigua, altrimenti, non riesco a
comprendere quanti cittadini, che presentano una deliberazione che va in
controtendenza a quanto dice l'emendamento... Dopo, terminerò il mio pensiero.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 1 al n. 11 all'emendamento n. 5:
presenti 23, contrari 23.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 11 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 12 all'emendamento 5, presentato dal
Consigliere Bertola.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Questo subemendamento riguarda la questione dell'inserimento dei Rom nelle case
popolari, case ATC. Qualunque meccanismo si utilizzi, che sia il bando, che sia
l'emergenza abitativa, eccetera, è stato segnalato, in particolare, dagli abitanti di alcune
delle zone dove c'è un'alta densità di queste case popolari, come un problema e questo è
un problema per tutti, nel senso che un'eccessiva quantità di Rom in un singolo palazzo
crea un problema per gli stessi Rom, perché diventa di fatto un ghetto e un problema per
chi si trova a vivere intorno, perché questo gruppo, di solito, crea una situazione di
difficile convivenza con le altre persone, gli altri abitanti della casa popolare e delle
case vicine.
Per questo, il subemendamento propone che si cerchi, per quanto possibile, all'interno
delle norme, del bando, eccetera, quindi di quanto già previsto, però di evitare di
accumulare i Rom che avessero diritto alle case ATC tutti nello stesso palazzo, perché
questo crea situazioni insostenibili che poi, alla fine, invece di facilitare l'integrazione e
la convivenza, le rendono più difficili. Invece, cercando di evitare i ghetti e cercando di
distribuire un po' i Rom, in modo che non siano tutti nello stesso punto, si riesce ad
ottenere una possibilità migliore di integrazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Non sono assolutamente d'accordo su questa richiesta di subemendamento del
Consigliere Bertola, anche perché continuo a dire che o vogliamo snaturare la natura e
la cultura di questa gente (allora è un compito che non so se spetta a noi, perché credo
che spetti, che ne so, ad una Conferenza Mondiale, ad una Conferenza Europea, a
qualcuno che possa decidere per il futuro di un popolo e per l'esistenza di un popolo e
quindi evitiamo di avere questo tipo di presunzione) oppure li lasciamo vivere secondo
la loro cultura.
Se questi sono nomadi, devono circolare, devono andare in giro, devono fermarsi un po'
in un posto e poi ripartire. Non dobbiamo procurargli anche la casa per tenerli qui per
sempre, perché non è nella loro natura. Noi non ci dobbiamo arrogare il diritto di
decidere e di cambiare la loro cultura, perché non è così.
Vorrei capire, perché continuiamo ad ostinarci nel dover per forza, a tutti i costi,
integrare persone alle quali non gliene può fregare di meno, perché, signori, sono certo
che tra queste popolazioni esiste qualche famiglia che ha veramente piacere di arrivare a
questo tipo di integrazione, ne sono certo, ne sono convinto, ma non sono le centinaia e
centinaia di persone che, invece, fanno tutt'altro tutto il giorno e che vivono come
parassiti sulle nostre spalle, perché è così, signori, perché le tasse che paghiamo, le
paghiamo anche per loro.
Le centinaia di migliaia di Euro che ci costa andare a sgombrare l'immondizia intorno a
dove vive questa gente, le paghiamo noi, non le pagano loro, ma loro continuano ad
avere dei capitali che a noi fanno impallidire, che noi non avremo mai.
Allora, me lo dovete spiegare, perché o qualcuno di voi lo divide con loro, e allora lo
capisco, perché uno ha l'interesse e ci sta, ma non credo che sia così, perché vi conosco
tutti e siete tutte persone onestissime, allora devo capire qual è lo scopo. Voi volete
addirittura snaturare la cultura di un popolo e non ne capisco il perché.
Voglio che mi facciate l'elenco, voglio delle procedure normali, voglio un elenco di
queste persone che richiedono la possibilità di vivere in un appartamento, di essere
integrate completamente, che vogliono che gli si accompagnino i figli e glieli si
riportino a casa. Voglio vedere queste richieste.
Di fronte a queste richieste abbasso la testa e dico: okay, sono contento e lo voglio
anch'io. Ma lo voglio vedere. Non voglio vedere persone come voi che a tutti i costi li
vogliono integrare. Ma perché? Ma perché vi arrogate questo diritto? Ma chi ve l'ha
chiesto? Voglio vedere che queste persone ve l'abbiano chiesto. Allora a quel punto non
dirò più niente. Ma lo voglio vedere, lo voglio assolutamente vedere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Senza dubbio, al Consigliere Bertola va riconosciuto il merito (visto che, comunque, la
maggioranza gliel'ha salvato, quindi forse devo anche immaginare che glielo voti
favorevolmente e dovremo aspettare penso la votazione, dato il mutismo in cui si è
chiusa la maggioranza) di avere inserito un riferimento esplicito all'esclusione della
soluzione "Case popolari" come misura da mettere in campo per quel che riguarda i
nomadi.
Questo perché basta farsi un giro per Falchera, per rendersi conto dell'inadeguatezza di
un rimedio simile e vedere come, secondo le tante segnalazioni dei cittadini che vivono
in quelle case come legittimi assegnatari, esistano interi nuclei familiari che sono
assegnatari di case e continuano ad usarle solo come magazzini, quando poi mettono la
roulotte o il camper nei giardini della casa popolare, quindi parti comuni, che gli è stata
assegnata e quindi creano mini accampamenti nelle parti comuni e si tengono
appartamenti sfitti che, invece, potrebbero essere adeguatamente assegnati a chi non ha
un tetto sulla testa. E, dall'altra, addirittura degli episodi di incuria che arrivano alla
professione abusiva. Si parte dall'immondizia lasciata o lanciata nelle trombe delle
scale, fino ai box utilizzati, riadibiti a officine abusive, di nuovo, per smontare,
modificare veicoli, rimontarli e fare chissà cos'altro.
Tutti elementi che portano ad un dato di fatto, che se una persona non vuole
abbandonare lo stile di vita del cosiddetto nomadismo, non è semplicemente
compatibile con, invece, chi vive secondo una regola stanziale, secondo un rispetto
reciproco delle parti comuni, della regola che la libertà propria finisce dove inizia quella
altrui.
Con una mentalità di questo tipo, si può solo soffiare sul fuoco dell'odio civile e delle
contrapposizioni sociali.
Ogni volta che sento il Consigliere Grimaldi dolersi per il cosiddetto "pogrom" (e vorrei
ricordare, l'abbiamo già detto, ma lo ricordo anche in questa sede che "pogrom" erano
le stragi di centinaia, se non di migliaia, di persone)… qui si tratta di un rogo di
baracche che ha consentito poi a mezza classe politica, non solo torinese ma addirittura
italiana, di farsi fotografare come grandi solidali sui giornali, e adesso ci ritroviamo due
anni dopo con gli stessi nomadi nelle stesse baracche e con il problema esattamente
come prima. Ma questo è un piccolo inciso che mi permetto di fare.
Dall'altra parte, invece, devo anche dire che questo emendamento mi sembra ancora un
po' blando. Sapendo che tanto verosimilmente non sarà approvato, o sarà approvato,
dipende solo dalla volontà della maggioranza, faccio solo rilevare, Consigliere Bertola,
che dire: "evitando l'inserimento di Rom nelle case ATC, là dove questo non è
compatibile con lo stile di vita dei cittadini italiani" sarebbe oggettivamente sensato,
mentre dire: "che desiderano seguire con eccessiva concentrazione di Rom in singoli
palazzi", potrebbe lasciare, conoscendo i nostri polli di questa Giunta e di questa
maggioranza, la possibilità di dire: se ne mettiamo solo tot nuclei per ogni palazzo,
allora potrebbe andare bene e abbiamo rispettato l'indirizzo dell'emendamento.
Invece, dobbiamo dire che il fallimento della soluzione, inserimento in Case popolari,
deve portare al ragionamento politico di non inserirne più e trovare altre soluzioni.
Se addirittura si è andati a pensare all'autorecupero nei cascinali abbandonati,
evidentemente è perché addirittura il centrosinistra sa che in realtà, se si mettono
persone così in un contesto anche socialmente esposto, come quello delle Case popolari,
si ottengono solo reazioni spropositate come quelle della Continassa.

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