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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303552/002, presentata in data 22 luglio 2013, avente per oggetto: "Odori acri e misteriosi nella Circoscrizione 7" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Innanzitutto ringrazio l'interpellante, perché ci consente di riproporre un tema che è stato oggetto di attenzione mediatica e del confronto anche con alcune Circoscrizioni. In realtà, è stato anche già oggetto di risposta ad interrogazioni puntuali, ma è bene condividere molte di queste informazioni anche con il Consiglio Comunale. In questi casi, laddove si ravvisano degli odori diffusi, in particolare odori acri, la cui origine è scarsamente definibile, non essendoci competenze specifiche da parte di questa Amministrazione ed essendo necessaria un'attività di indagine puntuale, utile a circoscrivere l'origine di questi odori, come consuetudine, la procedura che adotta l'Amministrazione è quella di interpellare e chiedere ausilio direttamente all'organo competente, che è l'Agenzia Regionale per l'Ambiente. Anche in questo caso è stata interpellata l'ARPA, così come era stato fatto, tra l'altro, nel biennio 2011-2012 - ricorderete -, quando era presente questo fenomeno e, coinvolgendo l'ARPA e la Provincia di Torino, dopo opportuni e costanti monitoraggi, si era individuato nell'impianto di compostaggio di Druento il responsabile dell'emissione dei cattivi odori, a tal punto che nell'aprile 2012 - ricorderanno i Consiglieri - l'impianto venne sottoposto a sequestro preventivo. Quindi analogamente a quanto fatto anche in quel biennio, durante questo periodo estivo, in realtà già dalla tarda primavera, è stata interpellata ARPA che, tra l'altro, ha visto anche la sollecitazione di alcune Circoscrizioni interessate, tra l'altro anche la stessa Circoscrizione 7 che viene ricordata dal Consigliere, sia in termini di coinvolgimento amministrativo, ma soprattutto come area interessata da questi odori. Come recentemente è stato ribadito da ARPA, l'Amministrazione Comunale, Amministrazione che evidentemente non ignora per nulla al problema, l'impianto di cui sopra, cioè quello di Druento, l'impianto di compostaggio, non poteva essere considerato l'unica fonte da cui provenivano i miasmi avvertiti soprattutto nell'area nord di Torino. Per questo motivo, l'ARPA ci comunica che stanno proseguendo gli accertamenti, in particolare l'Agenzia Regionale per l'Ambiente ha individuato quale ulteriore indiziato un impianto di una ditta privata che si occupa del trattamento dei rifiuti e, tra l'altro, questo è situato proprio nella zona nord di Torino, sebbene - ci comunica sempre l'ARPA - l'individuazione certa delle responsabilità presenta delle evidenti difficoltà. Premesso, infatti, che non si può escludere la presenza di fenomeni temporanei ed occasionali riconducibili ad attività non collegate con la gestione dei rifiuti, ARPA evidenzia tre particolari problematiche nell'attribuire la responsabilità a questa azienda. Il primo è la notevole distanza che separa la fonte attualmente sotto osservazione dai luoghi delle segnalazioni; l'assenza di una univocità da parte dei cittadini nel definire gli odori percepiti; infine, la soglia olfattiva dell'uomo, che è più bassa per la maggior parte dei parametri analizzati rispetto a quella degli strumenti che invece vengono utilizzati dall'ARPA. Trattandosi perciò di un'indagine di natura indiziaria, ARPA non può, in questo momento, fornire il nominativo dell'azienda sotto osservazione, se non all'Ente autorizzato e all'Autorità Giudiziaria, e ci risulta che questo sia avvenuto. Per quanto concerne gli aspetti sanitari legati al fenomeno in questione, ARPA sta collaborando con l'ASL, anche se, in una nota risalente già al mese di maggio, l'Agenzia aveva sottolineato che i dati registrati dalle centraline di rilevamento della qualità dell'aria non hanno mai evidenziato possibili problemi per la salute dei cittadini. E lo stesso può dirsi per i campionamenti effettuati direttamente nell'impianto. Per quanto concerne l'Amministrazione, c'è tutto l'interesse della Direzione Ambiente a continuare a monitorare questa situazione, anche perché sono molte le segnalazioni; in realtà, dopo la pausa estiva, queste segnalazioni sono scemate, ma in ogni caso l'attenzione dell'Amministrazione è alta e c'è tutta la disponibilità - indipendentemente da quelli che potranno essere dei passaggi formali in Commissione o con altri atti di Consiglio - a tenere aggiornato il Consiglio Comunale e il Consigliere Magliano. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore. Evidentemente, se la procedura dell'ARPA è in una fase esplorativa e di controllo, è chiaro che questo dato non può emergere, perché potrebbe inficiare la migliore riuscita di questa indagine. Penso che il fatto che siano un po' scemate le segnalazioni sia legato forse anche l'effetto estivo, nel senso che magari meno persone erano presenti in quel luogo. Le devo anche dire che le segnalazioni che ho ricevuto io fanno notare che con il caldo invece è aumentato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, okay. Perché il forte caldo ha aumentato, come sempre, questo tipo di percorso. Io mi auguro che rimanga alta l'attenzione. In un momento come questo, in cui ogni cinque minuti si legge sui giornali che una sostanza che in un momento storico si considerava assolutamente non dannosa, poi si scopre che aveva degli effetti pesanti sulle vie respiratorie delle persone, in un momento in cui le persone possono accedere a migliaia di informazioni attraverso internet (a volte questo non è un bene, perché crea allarmismi), è necessario che la Giunta - che con il Sindaco e i suoi Assessori, ha anche la responsabilità sanitaria della salute dell'aria in cui vivono i cittadini torinesi - mantenga alta l'attenzione, perché una risposta bisogna darla. La risposta in questo momento, Assessore, mi pare di averla colta nella misura in cui ARPA aveva individuato, due anni fa, un ipotetico soggetto che è stato messo sotto sequestro. Adesso c'è un'azienda che è monitorata, anche se è lontana, e non è facile individuarla. Io mi auguro però che si continui e che se vi siano ulteriori informazioni, che sia cura dell'Assessore comunicarle all'Aula e ai cittadini, anche perché, le devo dire la verità, in due o tre stabili di quella zona mi viene segnalato che iniziano ad esserci cartelli vendesi. Sicuramente oggi non è uno dei momenti migliori per vendere un'abitazione, IMU o non IMU che sia, soprattutto se quello era un posto che si era scelto perché si considerava il luogo dove costruire la propria famiglia, mandare i propri figli a scuola, ma che deve essere di fatto evacuato per un problema di cui non si riesce a capire l'origine, perché è questo che forse spaventa un po' di più la cittadinanza, che non si capisce da dove arrivano questi odori. Comunque, io mi ritengo parzialmente soddisfatto. Non è una responsabilità dell'Assessore la parzialità della mia soddisfazione, ma è soltanto il fatto che vorremmo arrivare quanto prima a una definizione di questo problema, affinché i cittadini di quella porzione della nostra città possano continuare a risiedere lì tranquilli, senza avere paura dell'aria che stanno respirando. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |