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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303312/002, presentata in data 9 luglio 2013, avente per oggetto: "Stallo nominativo per persone con disabilità" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Rispetto a questa interpellanza, il Consigliere sa che l'Amministrazione ha facoltà, con un'ordinanza del Sindaco in particolare, ad applicare l'articolo 381 comma 5 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada; il Sindaco, sostanzialmente, può, con propria ordinanza, assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del contrassegno di parcheggio per invalidi. Poi, è l'Amministrazione che sceglie i criteri con i quali individua quali dei contrassegni rilasciati possono godere di questo beneficio rilasciato dal Sindaco e quali invece no. Il Comune di Torino ha dato l'indicazione con una delibera del 2003, che ovviamente metto a disposizione del Consigliere se non ne avesse ancora copia; in particolare, il comma 3 dell'articolo 381 ha individuato come linea di demarcazione, come confine oltre il quale non rilasciare questa gratuità, l'indicazione temporanea di cinque anni di scadenza di questi permessi per handicap. La scelta è stata ragionata. Ho ancora avuto qualche informazione questa mattina dagli Uffici che negli anni hanno seguito questo tema e che avevano immaginato questa impostazione con la Giunta di allora, con la proposta al Consiglio Comunale di allora, ed era stata individuata come ragionevole l'indicazione dei cinque anni per evitare che i contrassegni a persone con disabilità ritenuti più temporanei dalle Commissioni mediche ruotassero su questa tipologia di beneficio e quindi non ci fosse un sufficiente controllo anche dal punto di vista della quotidianità. Rispetto a questo tema, c'è la disponibilità per ragionare insieme al Consigliere ed eventualmente insieme alla Commissione competente - la mia è quasi una proposta - per capire se ci siano altri criteri che possano essere utili ad aggiungersi, però, all'individuazione di un limite temporaneo che sia ancora ritenuto ragionevole. Sottolineo - ma so che il Consigliere è ben preparato su questo tema - che ovviamente l'Amministrazione non ha alcuna competenza nell'individuazione di quali sono i criteri che vengono valutati di volta in volta nel rilascio del contrassegno alla persona richiedente, ma viene preso atto di una valutazione della Commissione medica e sulle indicazioni che quella Commissione medica dà l'Amministrazione si muove di conseguenza. Quindi, per rispondere puntualmente al Consigliere, io sono disponibile, a nome dell'Amministrazione, a ragionare insieme alla Commissione competente su come migliorare quella delibera datata 2003 e capire quali sono i criteri. Oggi, ho illustrato quelli che sono stati i criteri che hanno portato a quella decisione, che mi sento sostanzialmente di sostenere. Nel momento in cui, ovviamente, andremo ad individuare dei criteri migliorativi della delibera, sarà mia cura proporla, prima, alla Giunta e, poi, al Consiglio Comunale, per andare a modificare una delibera che ne regola il funzionamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore per la risposta. La mia interpellanza nasce dal fatto che la Città, anche per contezza sull'argomento, assegna gli stalli riservati soltanto a coloro a cui sia stato rilasciato un contrassegno H che ha validità cinque anni. Questo è quanto viene deciso nel 2003; sono passati dieci anni. Recepisco favorevolmente il fatto di voler eventualmente approfondire in Commissione, ma vorrei solo spiegare il merito della questione e cercare di capire se entrambi abbiamo intuito lo stesso problema. Abbiamo il fatto che questo tipo di benefit - diciamo così, ma non è un benefit, perché comunque si tratta di una persona che vive in una condizione difficile - veniva dato alla luce dell'assegnazione dei cinque anni di validità da una Commissione, che chiaramente non è quella del Comune. Quindi, essendo cambiati i criteri con cui l'INPS e le Commissioni vanno a definire questo numero di anni, se la Commissione oggi dice che queste vengono concesse per due o tre anni, non è più possibile per l'Amministrazione assegnare quello stallo. Secondo me, è questa l'ingiustizia che nasce oggi, ovvero che noi, quando c'era quel tipo di certificazione, davamo lo stallo sotto casa nominativo, se c'era quel numero di anni; visto che ormai quel numero di anni, quel tipo di condizione non viene più riconosciuta, perché c'è stato un adeguamento da parte dell'INPS e da parte delle Commissioni, appare a volte quasi impossibile che l'Amministrazione, proprio per questa indicazione presa dal Sindaco, dia questo tipo di beneficio al cittadino. Allora, secondo me, vale la pena che proviamo ad andare in Commissione e che, avendo visto che sono cambiate le modalità con cui viene concessa da parte di soggetti terzi - e non dall'Amministrazione - quella condizione di disagio, quella condizione di disabilità (che a volte può durare per un certo periodo e a volte può essere permanente), il Comune dica anche per quali persone, che in questo momento si trovano a vivere una condizione a un parametro più basso, possiamo pensare di individuare lo stallo sotto casa, anche perché comunque - e questo penso che l'Assessore, che spesso si occupa di disabilità alla luce della sua delega, lo sappia bene - uno, o due anni passati su una carrozzina, sono cinque, dieci, vent'anni per noi che possiamo camminare sulle nostre gambe. Quindi, il fatto che ci sia una differenza spazio-temporale per la concessione di questo stallo, secondo me, non può essere un problema da questo punto di vista. Pertanto, Presidente, io chiedo, se possibile, di portare questo tema in Commissione, in modo tale che lo si possa sviscerare nel merito, anche perché quello che viene chiesto con questa interpellanza, ovvero la mia proposta non è nient'altro che dire che fin quando questa persona necessiterà di avere un trattamento adeguato sotto casa, sarebbe opportuno garantirgliela, perché mi sembra il minimo dei diritti che possiamo dare a persone che vivono questa difficoltà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non considerandosi concluso il dibattito su questo argomento, lo mandiamo in IV Commissione per gli approfondimenti del caso. |