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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 5 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2013-03312
"STALLO NOMINATIVO PER PERSONE CON DISABILITA'" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 9 LUGLIO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303312/002, presentata in
data 9 luglio 2013, avente per oggetto:

"Stallo nominativo per persone con disabilità"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Rispetto a questa interpellanza, il Consigliere sa che l'Amministrazione ha facoltà,
con un'ordinanza del Sindaco in particolare, ad applicare l'articolo 381 comma 5 del
Regolamento di attuazione del Codice della Strada; il Sindaco, sostanzialmente, può,
con propria ordinanza, assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta
individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del contrassegno di
parcheggio per invalidi.
Poi, è l'Amministrazione che sceglie i criteri con i quali individua quali dei
contrassegni rilasciati possono godere di questo beneficio rilasciato dal Sindaco e
quali invece no.
Il Comune di Torino ha dato l'indicazione con una delibera del 2003, che
ovviamente metto a disposizione del Consigliere se non ne avesse ancora copia; in
particolare, il comma 3 dell'articolo 381 ha individuato come linea di demarcazione,
come confine oltre il quale non rilasciare questa gratuità, l'indicazione temporanea di
cinque anni di scadenza di questi permessi per handicap.
La scelta è stata ragionata. Ho ancora avuto qualche informazione questa mattina
dagli Uffici che negli anni hanno seguito questo tema e che avevano immaginato
questa impostazione con la Giunta di allora, con la proposta al Consiglio Comunale
di allora, ed era stata individuata come ragionevole l'indicazione dei cinque anni per
evitare che i contrassegni a persone con disabilità ritenuti più temporanei dalle
Commissioni mediche ruotassero su questa tipologia di beneficio e quindi non ci
fosse un sufficiente controllo anche dal punto di vista della quotidianità.
Rispetto a questo tema, c'è la disponibilità per ragionare insieme al Consigliere ed
eventualmente insieme alla Commissione competente - la mia è quasi una proposta -
per capire se ci siano altri criteri che possano essere utili ad aggiungersi, però,
all'individuazione di un limite temporaneo che sia ancora ritenuto ragionevole.
Sottolineo - ma so che il Consigliere è ben preparato su questo tema - che
ovviamente l'Amministrazione non ha alcuna competenza nell'individuazione di
quali sono i criteri che vengono valutati di volta in volta nel rilascio del contrassegno
alla persona richiedente, ma viene preso atto di una valutazione della Commissione
medica e sulle indicazioni che quella Commissione medica dà l'Amministrazione si
muove di conseguenza.
Quindi, per rispondere puntualmente al Consigliere, io sono disponibile, a nome
dell'Amministrazione, a ragionare insieme alla Commissione competente su come
migliorare quella delibera datata 2003 e capire quali sono i criteri.
Oggi, ho illustrato quelli che sono stati i criteri che hanno portato a quella decisione,
che mi sento sostanzialmente di sostenere.
Nel momento in cui, ovviamente, andremo ad individuare dei criteri migliorativi
della delibera, sarà mia cura proporla, prima, alla Giunta e, poi, al Consiglio
Comunale, per andare a modificare una delibera che ne regola il funzionamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta.
La mia interpellanza nasce dal fatto che la Città, anche per contezza sull'argomento,
assegna gli stalli riservati soltanto a coloro a cui sia stato rilasciato un contrassegno
H che ha validità cinque anni. Questo è quanto viene deciso nel 2003; sono passati
dieci anni.
Recepisco favorevolmente il fatto di voler eventualmente approfondire in
Commissione, ma vorrei solo spiegare il merito della questione e cercare di capire se
entrambi abbiamo intuito lo stesso problema. Abbiamo il fatto che questo tipo di
benefit - diciamo così, ma non è un benefit, perché comunque si tratta di una persona
che vive in una condizione difficile - veniva dato alla luce dell'assegnazione dei
cinque anni di validità da una Commissione, che chiaramente non è quella del
Comune. Quindi, essendo cambiati i criteri con cui l'INPS e le Commissioni vanno a
definire questo numero di anni, se la Commissione oggi dice che queste vengono
concesse per due o tre anni, non è più possibile per l'Amministrazione assegnare
quello stallo.
Secondo me, è questa l'ingiustizia che nasce oggi, ovvero che noi, quando c'era quel
tipo di certificazione, davamo lo stallo sotto casa nominativo, se c'era quel numero di
anni; visto che ormai quel numero di anni, quel tipo di condizione non viene più
riconosciuta, perché c'è stato un adeguamento da parte dell'INPS e da parte delle
Commissioni, appare a volte quasi impossibile che l'Amministrazione, proprio per
questa indicazione presa dal Sindaco, dia questo tipo di beneficio al cittadino.
Allora, secondo me, vale la pena che proviamo ad andare in Commissione e che,
avendo visto che sono cambiate le modalità con cui viene concessa da parte di
soggetti terzi - e non dall'Amministrazione - quella condizione di disagio, quella
condizione di disabilità (che a volte può durare per un certo periodo e a volte può
essere permanente), il Comune dica anche per quali persone, che in questo momento
si trovano a vivere una condizione a un parametro più basso, possiamo pensare di
individuare lo stallo sotto casa, anche perché comunque - e questo penso che
l'Assessore, che spesso si occupa di disabilità alla luce della sua delega, lo sappia
bene - uno, o due anni passati su una carrozzina, sono cinque, dieci, vent'anni per noi
che possiamo camminare sulle nostre gambe.
Quindi, il fatto che ci sia una differenza spazio-temporale per la concessione di
questo stallo, secondo me, non può essere un problema da questo punto di vista.
Pertanto, Presidente, io chiedo, se possibile, di portare questo tema in Commissione,
in modo tale che lo si possa sviscerare nel merito, anche perché quello che viene
chiesto con questa interpellanza, ovvero la mia proposta non è nient'altro che dire
che fin quando questa persona necessiterà di avere un trattamento adeguato sotto
casa, sarebbe opportuno garantirgliela, perché mi sembra il minimo dei diritti che
possiamo dare a persone che vivono questa difficoltà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non considerandosi concluso il dibattito su questo argomento, lo mandiamo in IV
Commissione per gli approfondimenti del caso.

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