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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303060/002, presentata in data 27 giugno 2013, avente per oggetto: "Strutture per il commiato, utile servizio ai cittadini" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Seguirà, poi, su gentile concessione del Vicepresidente Magliano, l'interpellanza a firma del Consigliere Tronzano, a cui risponderà l'Assessore Mangone. La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) L'oggetto dell'interpellanza è alquanto rilevante e bene ha fatto il Consigliere Magliano a sollevare il problema, mettendo in evidenza una questione che effettivamente è reale. Il Consigliere Magliano nella sua interpellanza fa riferimento al Regolamento Regionale n. 7/2012, in particolar modo all'articolo 13, che riguarda l'obbligo in capo ai Comuni della Regione Piemonte di dotarsi di cosiddette strutture del commiato. Io relazionerò relativamente ad una valutazione tecnica che è stata fatta, dopodiché concluderò questa risposta all'interpellanza con una considerazione di carattere, se vogliamo, più politico. La formula lessicale "struttura del commiato" presenta ad oggi alcune ambiguità, non tanto sul piano linguistico, quanto sul piano funzionale. La struttura o Sala del commiato deve osservare le misure igienico-sanitarie contemplate per i servizi mortuari delle strutture sanitarie e contenute nel Regolamento, se viene utilizzata anche per la custodia e l'esposizione delle salme. Se invece la Sala del commiato serve solo per officiare riti di commiato a feretro chiuso, essa è del tutto assimilabile alla cappellina delle camere ardenti, oppure all'oratorio cimiteriale e dunque non occorrono le dotazioni del servizio mortuario. La Sala del commiato nel suo significato più proprio è lo spazio ove garantire la ritualità di norma a feretro chiuso. Ed è questo quello che veniva elencato e iscritto nell'oggetto dell'interpellanza. In realtà, il Legislatore Regionale ha operato una diversa scelta, intendendo con "struttura del commiato", di cui all'articolo 13 del Regolamento Regionale n. 7/2012, anche il corrispettivo della cosiddetta chambre funéraire francese, oppure della funeral home anglosassone. Se la struttura è intesa nell'accezione di casa funeraria, ossia di deposito di osservazione, dove di norma sono assicurate l'osservazione, gli interventi di tanatoprassi, se e quando possibili, e la presentazione estetica di un cadavere per la veglia, mentre questo è tenuto su tavoli anatomici o in cassa aperta, allora sono indispensabili attrezzature e strumentazioni peculiari del servizio mortuario sanitario. Per la custodia valgono sempre due diversi criteri: se si tratta di una camera mortuaria cimiteriale, si rientra nei generali obblighi di sorveglianza cimiteriale e quindi per questi ci si riferisce a quanto indicato dal Ministero della Sanità al paragrafo 12 della Circolare n. 24 del 24 giugno 1993. Invece, il servizio di guardia della Sala del commiato, ove si svolgano solo liturgie esequiali, rientra nella generica custodia cimiteriale. Allo stato attuale, premesso che in Torino esiste una pluralità di camere mortuarie ospedaliere, nonché la presenza del Civico obitorio, la possibilità di officiare riti di commiato a feretro chiuso è già ampiamente garantita, ma potrebbe anche essere considerata la possibilità di individuare altri locali della città con questa funzione. Diverso discorso è quello da farsi con riguardo alle possibilità della veglia a feretro aperto, perché in questo caso occorre che siano osservate prescrizioni e regole più rigorose, dettate dall'ordinamento con riguardo ai depositi di osservazione. Sul punto, occorre fare delle valutazioni a proposito dell'eventualità di prevedere aree destinate a tali strutture nell'ambito degli strumenti urbanistici, ma, dal punto di vista del mondo delle imprese, c'è ancora molta incertezza organizzativa, soprattutto in considerazione del fatto che, con deliberazione n. 248 del 29 luglio 2013, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato alcune modificazioni al Regolamento citato, n. 7/2012, tese a far slittare nel tempo l'operatività di alcune norme, fra cui quelle in materia di separazione societaria e di adeguamento ai requisiti per lo svolgimento dell'attività funebre. Questi sono segnali di un panorama di regole in qualche modo non ancora del tutto assestato. Per questo, la Città ha ancora tempi di valutazione abbastanza ampi delle modalità più opportune per l'attuazione delle disposizioni regolamentari. Ciò premesso e, in qualche modo, inquadrata la questione dal punto di vista della problematicità, sulla base delle verifiche condotte, effettivamente, il Consigliere Magliano ha posto una questione che è di oggettiva delicatezza e in questo senso ho già dato mandato agli Uffici della Divisione Urbanistica in ordine all'individuazione di sedimi, strutture o aree che possano, con i gradi di complicazione che ho descritto nella relazione, essere adibiti a questa funzione, peraltro assolutamente necessaria. Faccio sommessamente rilevare, però, al Consigliere Magliano che il comma 5 dell'articolo 13 cita: "Le sale per il commiato non possono essere collocate in strutture obitoriali, strutture sanitarie pubbliche o private o nelle loro immediate vicinanze, nonché in strutture socio-sanitarie o socio-assistenziali"; questo rende un po' complicato adempiere alla Legge Regionale e al Regolamento nell'ordine della valutazione tecnica che occorre fare. Però, sarà mia cura e in questo senso ho già dato mandato agli Uffici di fare questa verifica. Avrò modo nelle prossime settimane anche di incontrare gli operatori che probabilmente hanno sollecitato e posto il problema all'Amministrazione Civica, in maniera tale da provare a trovare e concordare con loro un percorso che ci consenta quanto prima di adempiere a questa funzione disciplinata dalla Legge Regionale e ovviamente, quindi, dare risposta a queste nuove esigenze che stanno maturando in città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Tutto nasce dal fatto che, in un momento in cui c'è una Legge Regionale, il Comune deve adeguarsi a questa Legge Regionale. Nello stesso tempo, è un tema abbastanza delicato - al di là della facile ironia -, relativo a quanto che accade in quei due o tre giorni. Ho avuto anche modo di conoscere le esperienze lombarde in cui questa attività è stata fatta; hanno creato degli spazi, che, secondo me, sono decorosi rispetto ad ogni tipo di rito religioso e ad ogni tipo anche di trattamento di questi momenti che sono così particolari. La mia preoccupazione era solo capire quando il Comune avrebbe preso in carico questa modifica di Legge Regionale, quindi questa attuazione anche a livello comunale. Quei vincoli che l'Assessore dice, secondo me, sono vincoli che rappresentano una garanzia; è vero che sono un problema dal punto di vista dello spazio dove poter realizzare luoghi di questo tipo, ma sono anche una garanzia, perché sappiamo che questo è un mercato dove non c'è il massimo della trasparenza e, in quei momenti, le persone non sono abbastanza lucide per scegliere il trattamento più adeguato. Quindi, quello spazio, che non può essere all'interno di quelle strutture, potrebbe invece essere una modalità diversa e, da questo punto di vista, mi permetto di inviare della documentazione, di cui sono entrato in possesso, proprio su questo tema all'Assessore, così almeno potrà vedere anche lui quali sono i tentativi che sono stati fatti su questo tema. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Solo per tranquillizzare il Consigliere Magliano, a cui peraltro chiedo, in qualche modo, un aiuto, anche dal punto di vista politico, nell'individuazione delle migliori modalità, perché è un tema molto delicato. Oltretutto, sta emergendo, in una città che cambia da un punto di vista anche sociale, demografico, culturale ed etnico, un'esigenza importante, anche numerica, di garantire luoghi laici in cui fare questo tipo di iniziative. Quindi, senz'altro troverà nell'Assessorato piena disponibilità anche ad accogliere eventuali suggerimenti metodologici, con cui noi possiamo adempiere nell'individuazione di questa esigenza che, al di là dell'obbligo di Legge, si sta venendo a creare, evidentemente spontaneamente, sul territorio cittadino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |