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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 5 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2013-03060
"STRUTTURE PER IL COMMIATO, UTILE SERVIZIO AI CITTADINI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 27 GIUGNO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303060/002, presentata in
data 27 giugno 2013, avente per oggetto:

"Strutture per il commiato, utile servizio ai cittadini"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Seguirà, poi, su gentile concessione del Vicepresidente Magliano, l'interpellanza a
firma del Consigliere Tronzano, a cui risponderà l'Assessore Mangone.
La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
L'oggetto dell'interpellanza è alquanto rilevante e bene ha fatto il Consigliere
Magliano a sollevare il problema, mettendo in evidenza una questione che
effettivamente è reale.
Il Consigliere Magliano nella sua interpellanza fa riferimento al Regolamento
Regionale n. 7/2012, in particolar modo all'articolo 13, che riguarda l'obbligo in
capo ai Comuni della Regione Piemonte di dotarsi di cosiddette strutture del
commiato.
Io relazionerò relativamente ad una valutazione tecnica che è stata fatta, dopodiché
concluderò questa risposta all'interpellanza con una considerazione di carattere, se
vogliamo, più politico.
La formula lessicale "struttura del commiato" presenta ad oggi alcune ambiguità, non
tanto sul piano linguistico, quanto sul piano funzionale.
La struttura o Sala del commiato deve osservare le misure igienico-sanitarie
contemplate per i servizi mortuari delle strutture sanitarie e contenute nel
Regolamento, se viene utilizzata anche per la custodia e l'esposizione delle salme.
Se invece la Sala del commiato serve solo per officiare riti di commiato a feretro
chiuso, essa è del tutto assimilabile alla cappellina delle camere ardenti, oppure
all'oratorio cimiteriale e dunque non occorrono le dotazioni del servizio mortuario.
La Sala del commiato nel suo significato più proprio è lo spazio ove garantire la
ritualità di norma a feretro chiuso. Ed è questo quello che veniva elencato e iscritto
nell'oggetto dell'interpellanza.
In realtà, il Legislatore Regionale ha operato una diversa scelta, intendendo con
"struttura del commiato", di cui all'articolo 13 del Regolamento Regionale n. 7/2012,
anche il corrispettivo della cosiddetta chambre funéraire francese, oppure della
funeral home anglosassone.
Se la struttura è intesa nell'accezione di casa funeraria, ossia di deposito di
osservazione, dove di norma sono assicurate l'osservazione, gli interventi di
tanatoprassi, se e quando possibili, e la presentazione estetica di un cadavere per la
veglia, mentre questo è tenuto su tavoli anatomici o in cassa aperta, allora sono
indispensabili attrezzature e strumentazioni peculiari del servizio mortuario sanitario.
Per la custodia valgono sempre due diversi criteri: se si tratta di una camera
mortuaria cimiteriale, si rientra nei generali obblighi di sorveglianza cimiteriale e
quindi per questi ci si riferisce a quanto indicato dal Ministero della Sanità al
paragrafo 12 della Circolare n. 24 del 24 giugno 1993.
Invece, il servizio di guardia della Sala del commiato, ove si svolgano solo liturgie
esequiali, rientra nella generica custodia cimiteriale.
Allo stato attuale, premesso che in Torino esiste una pluralità di camere mortuarie
ospedaliere, nonché la presenza del Civico obitorio, la possibilità di officiare riti di
commiato a feretro chiuso è già ampiamente garantita, ma potrebbe anche essere
considerata la possibilità di individuare altri locali della città con questa funzione.
Diverso discorso è quello da farsi con riguardo alle possibilità della veglia a feretro
aperto, perché in questo caso occorre che siano osservate prescrizioni e regole più
rigorose, dettate dall'ordinamento con riguardo ai depositi di osservazione.
Sul punto, occorre fare delle valutazioni a proposito dell'eventualità di prevedere
aree destinate a tali strutture nell'ambito degli strumenti urbanistici, ma, dal punto di
vista del mondo delle imprese, c'è ancora molta incertezza organizzativa, soprattutto
in considerazione del fatto che, con deliberazione n. 248 del 29 luglio 2013, il
Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato alcune modificazioni al
Regolamento citato, n. 7/2012, tese a far slittare nel tempo l'operatività di alcune
norme, fra cui quelle in materia di separazione societaria e di adeguamento ai
requisiti per lo svolgimento dell'attività funebre. Questi sono segnali di un panorama
di regole in qualche modo non ancora del tutto assestato.
Per questo, la Città ha ancora tempi di valutazione abbastanza ampi delle modalità
più opportune per l'attuazione delle disposizioni regolamentari.
Ciò premesso e, in qualche modo, inquadrata la questione dal punto di vista della
problematicità, sulla base delle verifiche condotte, effettivamente, il Consigliere
Magliano ha posto una questione che è di oggettiva delicatezza e in questo senso ho
già dato mandato agli Uffici della Divisione Urbanistica in ordine all'individuazione
di sedimi, strutture o aree che possano, con i gradi di complicazione che ho descritto
nella relazione, essere adibiti a questa funzione, peraltro assolutamente necessaria.
Faccio sommessamente rilevare, però, al Consigliere Magliano che il comma 5
dell'articolo 13 cita: "Le sale per il commiato non possono essere collocate in
strutture obitoriali, strutture sanitarie pubbliche o private o nelle loro immediate
vicinanze, nonché in strutture socio-sanitarie o socio-assistenziali"; questo rende un
po' complicato adempiere alla Legge Regionale e al Regolamento nell'ordine della
valutazione tecnica che occorre fare.
Però, sarà mia cura e in questo senso ho già dato mandato agli Uffici di fare questa
verifica. Avrò modo nelle prossime settimane anche di incontrare gli operatori che
probabilmente hanno sollecitato e posto il problema all'Amministrazione Civica, in
maniera tale da provare a trovare e concordare con loro un percorso che ci consenta
quanto prima di adempiere a questa funzione disciplinata dalla Legge Regionale e
ovviamente, quindi, dare risposta a queste nuove esigenze che stanno maturando in
città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Tutto nasce dal fatto che, in un momento in cui
c'è una Legge Regionale, il Comune deve adeguarsi a questa Legge Regionale.
Nello stesso tempo, è un tema abbastanza delicato - al di là della facile ironia -,
relativo a quanto che accade in quei due o tre giorni.
Ho avuto anche modo di conoscere le esperienze lombarde in cui questa attività è
stata fatta; hanno creato degli spazi, che, secondo me, sono decorosi rispetto ad ogni
tipo di rito religioso e ad ogni tipo anche di trattamento di questi momenti che sono
così particolari. La mia preoccupazione era solo capire quando il Comune avrebbe
preso in carico questa modifica di Legge Regionale, quindi questa attuazione anche a
livello comunale. Quei vincoli che l'Assessore dice, secondo me, sono vincoli che
rappresentano una garanzia; è vero che sono un problema dal punto di vista dello
spazio dove poter realizzare luoghi di questo tipo, ma sono anche una garanzia,
perché sappiamo che questo è un mercato dove non c'è il massimo della trasparenza
e, in quei momenti, le persone non sono abbastanza lucide per scegliere il trattamento
più adeguato. Quindi, quello spazio, che non può essere all'interno di quelle
strutture, potrebbe invece essere una modalità diversa e, da questo punto di vista, mi
permetto di inviare della documentazione, di cui sono entrato in possesso, proprio su
questo tema all'Assessore, così almeno potrà vedere anche lui quali sono i tentativi
che sono stati fatti su questo tema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Solo per tranquillizzare il Consigliere Magliano, a cui peraltro chiedo, in qualche
modo, un aiuto, anche dal punto di vista politico, nell'individuazione delle migliori
modalità, perché è un tema molto delicato.
Oltretutto, sta emergendo, in una città che cambia da un punto di vista anche sociale,
demografico, culturale ed etnico, un'esigenza importante, anche numerica, di
garantire luoghi laici in cui fare questo tipo di iniziative.
Quindi, senz'altro troverà nell'Assessorato piena disponibilità anche ad accogliere
eventuali suggerimenti metodologici, con cui noi possiamo adempiere
nell'individuazione di questa esigenza che, al di là dell'obbligo di Legge, si sta
venendo a creare, evidentemente spontaneamente, sul territorio cittadino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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